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REALE_istitVASTO_5_5x6_5.indd 3-03-2008 Anno 04 - numero 33 - 4000 copie in distribuzione gratuita - web: www.periodicoilgrillo.com - mail: redazione@periodicoilgrillo.com - 16 ottobre 2010 1 S. Margherita

San Salvo, dal Ministero 100 mila euro per lo sport Tiziana Lalla a pagina 2

Calciotto, 16 squadre hanno dato il via alla quarta edizione del torneo

Violenza sulle donne: crescono le orribili percentuali

Michele Del Piano a pagina 3

Roberta Tomeo a pagina 4

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Zavattaro, esternazioni imperdonabili L’editoriale e le opinioni

di Giuseppe La Rana “Se dovessi star male non portatemi in un ospedale della provincia di Chieti!”. E’ questa l’inaccettabile esternazione fatta dal manager della Asl Chieti-

Lanciano-Vasto, Francesco Zavattaro, durante un recente incontro con il personale sanitario dell’ospedale Renzetti. E’ un’affermazione pesante. Gravissima.

Provocherà un maggior esborso della nostra ASL per quei cittadini che, preoccupati da queste parole, si sentiranno legittimati a farsegue in terza

Nella foto: il manager Zavattaro

di Giovanni Uselli

Un EX per tutti è un EX per sempre Il consigliere regionale Antonio “Prosperino” Prospero, eletto nella lista civica Rialzati Abruzzo, che ha subito rinnegato per passare al gruppo Pidielle, pare intenzionato a passare al nascente gruppo consiliare finiano Fli. Comprendiamo: troppi polli nel pollaio, difficile emergere. Al momento, non si conoscono le ragioni. E se ci è permesso, diciamo anche che, francamente non ci interessano.

Ira Diddio

“Ecco il nostro valore aggiunto”, intervista al nuovo general manager SMI Gianfranco Marrollo

Mettere le proprie idee al servizio del cambiamento, essere orientati alle nuove opportunità imprenditoriali, unitamente ad una buona creatività pionieristica, spesso portano a prendersi la responsabilità per un mutamento di indirizzi imprenditoriali. Accompagnare queste idee nel loro cammino, dal sogno alla realtà, può significare dare risposte anche a problemi sociali più urgenti, replicando così ai fallimenti del mercato, con innovazioni finanziariamente sostenibili. Con queste premesse, si modernizzano gli aspetti del ‘fare impresa’ di una delle più attive realtà imprendi-

Brutto, brutto assai il titolo dell’articolo di Giovanni Uselli su “il Grillo” del 09-ottobre scorso: “Le chiacchiere sugli onesti continueranno”. Cosa significa? Crea fastidio o è una perdita di

L’ editoriale è un’ idea. Che nasce da un pensiero o trae spunto da fatti contingenti. E si sviluppa attraverso ragionamento, frutto di convincimenti e riflessioni, fino a giungere a conclusioni. Sulle quali, lettori o ascoltatori formulano giudizi, positivi o negativi, a seconda delle proprie. Nascono da un’ idea i romanzi e le poesie, le scoperte scientifiche e tecnologiche. La filosofia. Le opinioni vengono dopo. Le opinioni sono temi, sviluppati per confermare o negare, non già l’ idea, quanto le riflessioni e soprattutto le conclusioni. Non si contesta l’idea di amore, lo studio dell’atomo, il principio filosofico. Si ragiona e si discute su usi e abusi. L’amore spesso porta tragedie, l’atomo viene utilizzato per fabbricare armi di distruzione, i principi filosofici degenerano in aberranti teorie. La mia opinione sulle intercetta-

segue in seconda

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segue in terza

Innovazione e impresa sociale, la nuova sfida della SMI

Nella foto: Gianfranco Marrollo

OPINIONI

Morale e moralismo di Nicolangelo D’Adamo

L’angolo del Barman - di William Menna a pagina 3 ____________________________

Cosmopolitan, il drink di Madonna


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San Salvo, dal Ministero 100 mila euro per lo Sport Segue dalla prima

Morale e moralismo tempo parlare degli onesti (o del recupero dell’onestà in politica)? Sono dei perdigiorno, degli inguaribili ingenui coloro che invocano un ritorno alla virtù dell’indignazione per combattere la disonestà dilagante nel mondo politico? Chi ha i capelli bianchi come me ricorderà l’invettiva di Craxi contro i moralisti (“un tanto al chilo”) ed il celebre discorso in Parlamento prima della fuga: “tutti colpevoli, nessun colpevole”. Perché quando si parla di questi argomenti debbono necessariamente scattare i meccanismi di difesa e si attacca l’ interlocutore pensando che chi riflette sulla perdita di taluni valori lo faccia per criticare solo la parte politica avversa? Non la sfiora l’idea che qualcuno possa essere stufo di foraggiare una casta impresentabile, parassita, insaziabile e fannullona a prescindere dall’appartenenza politica ? Non pensa che ci sono dei cittadini che credono ancora a qualche valore, per i quali Giovanni Amendola che si rifiuta di accompagnare il figlio a scuola con la macchina di servizio, pur dovendo percorrere la stessa stradia, sia ancora un esempio? Non le dà fastidio che un Parlamento neghi l’uso delle intercettazioni per il processo di un membro della “casta”, mentre per qualsiasi altro cittadino possono essere usate? A 150 anni dall’Unità d’Italia, non la infastidiscono gli sberleffi leghisti, lo sdoganamento delle parolacce (ma esistono ancora?), l’insulto del dito medio, le minacce di insurrezione armata? Quanto ci costano i partiti anche se un referendum aveva bocciato il finanziamento pubblico? E per restare in Abruzzo: quanti soldi ha regalato Di Zio, e perché? Mi rendo conto di non aver scritto un articolo, ma di aver sfogato un po’ di rabbia….Mi creda però, caro Giovanni, non riesco a considerare sinonimi “morale” e “moralismo” e provo ancora indignazione di fronte alla frase: “Così fan tutti!” Saranno anche “chiacchiere” inutili, ma ci sono ancora tanti che vogliono parlare degli…. onesti!

di Tiziana Lalla Una vera boccata d’ossigeno per lo sport. A San Salvo si attendono i 100 mila euro stanziati dal Ministero dell’Economia per interessamento del senatore abruzzese Luigi Lusi, che ha incontrato l’11 ottobre scorso l’Amministrazione Comunale, la Podistica San Salvo, le società calcistiche Real, U.S. e Sporting, nonché l’associazione Mille Sport. Ad annunciarlo il Sindaco di San Salvo, Gabriele Marchese, gli assessori Mauro Naccarella e Domenico Di Stefano, ma vediamo come

saranno ripartite le risorse: 40.000 euro andranno ad essere utilizzate per la pista di atletica di Via Ripalta, per la sistemazione dell’impianto e l’acquisto di attrezzature sportive. Obiettivo del potenziamento dell’impianto è quello di costituirne un vero polo per l’atletica, facendovi convergere la pratica di numerose discipline. Si trasformerà in un vero e proprio villaggio dell’atletica. 60.000 euro andranno a sistemare il campo

sportivo di Via Stingi, per l’adeguamento e messa in sicurezza degli spogliatoi, tribune e campi da gioco L’Amministrazione Comunale ha deciso di stanziare 25.000 euro per la sistemazione degli impianti alla Marina e per il campo di calcio.

Segue dalla prima

Innovazione e impresa sociale, la nuova sfida della SMI toriali in Abruzzo ed in Italia, la SMI (Società Meridionale Inerti). Gianfranco Marrollo, nuovo direttore generale della SMI, focalizza gli obiettivi ed il suo ‘percorso di sviluppo’ dell’impresa che, con i mutamenti che stiamo affrontando, oggigiorno non può prescindere da ripercussioni sulla realtà sociale. - Gianfranco, cosa intendi per “impegno sociale” nella realtà imprenditoriale che contraddistingue la società che stai dirigendo attualmente? “Lavorare con un forte senso di integrità è indispensabile per mantenere la fiducia e la credibilità dei propri business partner e della collettività in cui si opera, ma aggiungere a questo un “impegno sociale” significa portare valore aggiunto all’operato dell’azienda. E’ diffusa l’opinione che l’impresa sociale debba corrispondere esclusivamente con l’esperienza del no-profit e della cooperazione sociale (che caratterizzano generalmente il mondo delle cooperative), mentre è opportuno dare al concetto di impresa sociale un significato molto più ampio. Premesso che lo scopo dell’impresa è il profitto, l’attenzione imprenditoriale proiettata al mondo circostante crea oggi un valore aggiunto: l’impresa sociale.” - Ci può fare un esempio a riguardo? “Nel comparto ecologico traspare in maniera evidente e tale valore assume un’importanza decisiva. In questo ambito, la politica d’impresa provoca un impatto sociale non indifferente, incidendo sulla collettività e sull’ambiente circostante. Guardiamo il modello di sviluppo del comparto ecologico nei paesi

nord europei. Questo è basato su un coinvolgimento sociale il più ampio possibile, mediante un’attenta e coinvolgente attività formativa della collettività fin dalla più tenera età, col fine di incidere sul processo culturale collettivo. La conseguenza ineludibile di tale processo è una spiccata sensibilità ed un interesse attivo per la tutela dell’ambiente nella normalità del vivere quotidiano delle persone. Tale approccio lo si riscontra nella raccolta differenziata, nella limitazione all’uso di sostanze inquinanti, nell’accettazione del prodotto di rifiuto e nella sua rigenerazione. In questi posti le aziende che operano per garantire lo smaltimento e la rigenerazione di rifiuti vengono percepite come socialmente utili, sono aziende aperte e trasparenti alla collettività e spesso sono destinatarie di visite scolastiche formative, dirette a creare una cultura ecologica nelle nuove generazioni. Qui, dove la cultura sociale è notevolmente evoluta, non è assolutamente trascurabile l’impegno sociale dell’impresa, la quale si presenta agli occhi della comunità in modo aperto e trasparente. Quando un’attività di impresa può verosimilmente arrecare un disturbo al vivere circostante, l’operazione di ristoro delle conseguenze sulla collettività interessata avviene in maniera sinergica.” - … E da noi? “Da noi, in Italia, per questi aspetti siamo all’anno zero. La cultura sociale è quasi inesistente e siamo abituati a vedere problemi in tutte le iniziative imprenditoriali. Siamo un paese di furbi e l’impresa è vista come una usurpatrice della qualità della vita più che come una risorsa.

Insomma siamo poco inclini al sociale e più inclini ai propri interessi: uno stato di fatto che certamente non aiuta la crescita economica e territoriale.” - Concretamente, da dove cominceresti ? “Siamo ai primi passi, per cui prima di tutto ritengo necessario continuare a perseguire la certificazione di qualità, che raccoglie in sè due caratteristiche fondamentali: la sistematicità e la qualità dei processi produttivi, con il fine di garantire e far trasparire la qualità del proprio operato, nonchè il coinvolgimento della forza lavoro nel processo produttivo, al fine di dare maggiore qualità al servizio elargito. Questo è il primo stadio per iniziare a creare fiducia nella collettività a favore della quale si opera. Successivamente, è necessario lavorare per il coinvolgimento dei territori interessati, innescando un processo informativo e culturale in grado di coinvolgere il sociale circostante. Certamente, in questo Paese qualcuno deve pure iniziare a muoversi per cambiare le cose, e non possiamo sempre dare colpa alla politica di governo che in fondo non rispecchia altro che lo stato culturale che lo ha generato.” - Uno dei rami aziendali della SMI interessa il settore dell’ecologia, come pensa di trovare una sintesi tra il mondo dei rifiuti e quello del sociale? “Sociale è tutto ciò che interessa la collettività e intervenire nell’ecologia rientra pienamente in questo contesto. Mi preme ribadire che il fine di un’impresa resta sì quello di fare profitto, tuttavia il valore aggiunto che noi vogliamo dare è proprio l’impegno sociale, indispensa-

bile quando ti occupi di settori che sono socialmente utili come l’ecologia. Il bicchiere è sia mezzo vuoto, sia mezzo pieno. Sempre. non possiamo continuare a vedere i rifiuti che produciamo solo come un problema, dobbiamo cambiare punto di vista e valorizzare il fatto che sappiamo come trattarli. Di questo dobbiamo farne un vanto, un punto di vantaggio, che deve incidere in maniera propositiva nell’ambito sociale e territoriale. Vivere in un territorio che sa dare risposte ai propri problemi è valore aggiunto per tutta la collettività e consente uno sviluppo che porta fuori dall’immobilismo.” - Ultima domanda: nel quadro da te tracciato, come vedi il rapporto impresa-sindacato? “La crisi economica, i cambiamenti di vita, la globalizzazione, unitamente alle incertezze della nostra classe politica stanno spingendo il nostro Paese a una drastica riduzione del comparto industriale, la quale determina una crescente disoccupazione causata dalla mancanza di valide alternative economicamente fruibili. In questo contesto, stanno cambiando i rapporti azienda-sindacato e diventa necessario un cambiamento di rotta che porti ad una condivisione delle problematiche, piuttosto che ad un’intensificarsi di contrasti per la sopravvivenza dell’intero comparto industriale. Purtroppo, la resistenza a vecchie contrapposizioni ci fa assistere ancora a forti tensioni interne al mondo sindacale, ultime quelle sfociate in insolenti aggressioni. Tutto ciò, bisogna sottolinearlo, a differenza degli USA, ove invece la politica aziendale proposta da Marchionne ha trovato il più ampio consenso del mondo sindacale per la ripresa del settore automobilistico.” A cura di Giuseppe La Rana

Direttore responsabile: Giuseppe La Rana Autorizzazione del Tribunale di Vasto n. 115 del 17.04.2007 web: www.periodicoilgrillo.com mail: redazione@periodicoilgrillo.com tel: 0873. 670388 - 393.1239090

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Calciotto, 16 squadre hanno dato il via alla quarta edizione del torneo di Michele Del Piano E’ iniziata a suon di gol, ben 58 in otto gare, la quarta edizione del Campionato di Calciotto organizzato dal Centro Sportivo dell’Istituto San Gabriele di Vasto che ospita la manifestazione. Seppure a fatica, parte con il piede giusto la formazione Il Rifugio, vincitrice del torneo scorso, battendo per 5-3 il Bar Off; con lo stesso risultato, ottiene i tre punti anche Asfalti Trigno Paganelli che ha superato il Ristorante I 5 Tigli, compagine, quest’ultima, che, nonostante la battuta d’arresto, non regalerà niente a nessuno, grazie ai rinforzi come il bomber Vasyl che ha già messo a se-

gno due reti di pregevole fattura che fanno ricordare quelli della passata stagione. Isla Mujeres regola L’Abitudine Caffè per 3 a 0, mentre Pakundo Bet si rivela un’autentica valanga e, a farne le spese, è la new entry La Casetta che si è arresa per 7 a 0. Anche l’altra squadra debuttante, S.A.T. 1951, paga lo scotto dell’esordio e della mancanza del portiere titolare, tant’è che subisce 10 reti da uno scatenato Il Granchio. Non è stato facile, ma l’Atletico Grifone è riuscito a imporre il 3 a 1 all’Istonio 76. Gara pirotecnica e sempre dal risultato incerto, quella tra Tecnopack e Ruz-

Cosmopolitan, il drink di Madonna L’ANGOLO DEL BARMAN

L’ANGOLO DEL BARMAN

a cura di William Menna (delegato AIBES)

Per noi barman italiani la cantante Madonna è stata l’ambasciatrice del Cosmopolitan verso la fine degli anni ’90. Il problema principale, a quell’epoca, era il reperimento di uno degli ingredienti principali: il succo di cramberry, mirtillo rosso del nord america. Madonna dichiarò il Cosmo il suo drink per eccellenza in un intervista rilasciata alla rivista Vogue. In America era già leggenda, specie a New York, noi lo conoscevamo appena, poi la serie televisiva “Sex and the city” fece il resto. Nonostante i barman americani fossero convinti che quel cocktail fosse parte di una campagna promozionale dell’azienda francese “Countreau”, The journal of the American cocktail (organo ufficiale del Museum of American cocktail) individuò l’inventore del Cosmopolitan in Cheryl Cook, bartender allo Strand del South Beach (Miami). Christina Salopuerto aveva con se la prima bottiglia di Absolut Citron destinata al mercato USA e chiese a Cheryl di inventare qualcosa di speciale. Volle preparare un drink al femminile usando la coppa Martini, assoluta novità per le ladies, decise quindi di trasformare la ricetta del Kamikaze aggiungendo una nota rosa di cramberry e di sostituire la vodka classica con la citron. Il ringraziamento di tutti noi barman va, però, al grande Dale Degroff per averlo reso famoso in tutto il mondo. Il drink è un ottimo pre-dinner, ma aumentando la dose di cramberry può diventare un drink da bere a tutte le ore. Shakerare nel boston pieno di ghiaccio 4cl di vodka 1,5cl di succo di lime 1,5 di Triple Sec 3cl di cramberry juice, servire filtrando in doppia coppa ghiacciata e decorare con spirale di lime. Prima di chiudere lasciatemi ringraziare il Maestro, Mauro Lotti p e r l’eccellente master condotto nei locali della Pasticceria Pierrò per la Martini e Rossi il 29 settembre. E allora barman un Cosmo per la mia signora ed un Cocktail Martini per me. Nel prossimo numero parleremo del re dei cocktail il Martini, appunto.

zi Commerciale, vinta dai padroni di casa per 7 a 6. A chiudere la prima giornata, il Drink Walter che non ha dovuto sudare più di tanto con il Centro Vacanza Poker (5-0). Tra i cannonieri, in evidenza con 3 reti Silvio Colombaro (Drink Walter), Francesco Fioravante (Tecnopack) e Nicola Pelliccia (Il Granchio), con 2 Vasyl (Ristorante I 5 Tigli), Bolami e Antonaci (Asfalti Trigno Paganelli), Fiorillo e D’Adamo (Pakundo Bet), Sottile (Il Rifugio), Spalletta e Smerilli (Il Granchio), Lucci (Atletico Grifone), Benedetti, Rossi e Della Penna (Ruzzi Commerciale).

Segue dalla prima

RINGRAZIAMENTO AL SAN PIO DI VASTO Gent.mo direttore, desidero ringraziare pubblicamente tutto il personale, medico e paramedico, del reparto di malattie infettive dell’ospedale San Pio di Vasto, diretto dalla d.ssa Sciotti, per la professionalità, premura e umanità manifestate durante il mio non breve ricovero. M.D.N., una cittadina vastese

L’editoriale e le opinioni

zioni, non mette in discussione l’idea che ci possano essere, né che vengano utilizzate per uso legale, cioè secondo legge. Assolutamente no. Il mio tema, la mia opinione è tesa a dimostrare l’uso improprio, citando esempi in merito e affiancando una mia conclusione a quella esposta nell’editoriale. La quale conclusione, lo ripeto ancora una volta, non ne nega la validità ma pone dei dubbi sulla correttezza degli usi e sulla durata. Esattamente ciò che si propone di correggere la proposta di legge sulla quale si sta discutendo in Parlamento. Il giornale che mi ospita è un giornale d’opinione e non un organo di un partito politico. E pertanto ospita riflessioni, cioè opinioni, anche diverse da quella espressa dal direttore. Il quale se e quando le riterrà non opportune e in contrasto con la linea politica del giornale, me lo comunicherà. E io, di conseguenza, smetterò di scrivere. E altri di leggere di sommaria ricostruzione storica del passaggio da prima a seconda repubblica. Non sono uno “storico “, magari lo fossi! E non ho fatto una ricostruzione

distratta. Ho soltanto elencato una serie di ricordi, comuni a tutti i cittadini, che hanno più o meno i miei anni, circa sessanta, e che come me li hanno vissuti. Il 1968 e seguenti, sono gli anni della contestazione giovanile, importata dalla Francia e adattata alle nostre necessità. Ero studente liceale, in quegli anni, e di quegli eventi non ho buoni ricordi. Divertenti, come quelli dei compagni di scuola che arrivavano in classe con enormi medaglioni di Marx e Lenin, di Mao e del libretto rosso, e che pretendevano di avere il sei politico anche in educazione fisica. Per il futuro dei figli, ho lavorato per quasi quaranta anni, al pari di tanti milioni di genitori. L’ho fatto, in silenzio, con coscienza e competenza, in fabbrica, a contatto con altri lavoratori. Prima di me lo hanno fatto i genitori, e dopo di me lo faranno i figli. Senza clamore e senza megafono e tessera di partito. E senza maledire o benedire il contesto attuale. Il miglior modo di preparare il futuro è vivere bene il presente. Con buona pace di tutti. E per quanto mi riguarda, la finisco qui.

Segue dalla prima

Zavattaro, esternazioni imperdonabili si curare da ospedali di altre ASL; ci ridurrà le entrate per quei cittadini di altre province che, spaventati, non verranno più a farsi curare nelle nostre strutture sanitarie. Insomma, un’affermazione irresponsabile, ingiustificata e ingiustificabile. Parole in libertà stimolate, probabilmente, dalla ricerca di una facile visibilità sui media. Forse parole lanciate da chi ha perso il senso della misura e dell’appartenenza alle istituzioni. Un ‘manager’ che fa affermazioni di tale gravità dovrebbe avere la coerenza di dimettersi dall’incarico. Perché non può rimanere al vertice di un’azienda pubblica una persona

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che, pubblicamente, accusa di totale inaffidabilità quella medesima azienda. Perché quelle dichiarazioni di Zavattaro, oltre a rappresentare, evidentemente, una pubblica ammissione della sua incapacità a rendere efficiente l’azienda della quale ricopre un ruolo apicale, lacerano il rapporto di fiducia che deve, invece, sempre esistere tra cittadino e l’azienda alla quale quest’ultimo affida il suo bene più prezioso: la propria salute! Una gratuita e ingiusta mortificazione del lavoro e del sacrificio di tante professionalità che, invece, con abnegazione combattono tutti i giorni con i ritardi, le inefficienze e

le incompetenze della politica e dei suoi dirigenti, per offrire al cittadino un’adeguata assistenza sanitaria. Zavattaro è stato nominato manager dall’amministrazione Chiodi e, come al solito, la politica si divide. Il centro sinistra ne chiede le dimissioni; il centrodestra tace e i suoi uomini ‘più audaci’ non vanno oltre una richiesta di chiarimenti. E’ un modo di fare politica che è sempre più simile alla faziosità dei tifosi da stadio. Una politica, a destra come a sinistra, che ignora o giustifica sempre l’errore dell’appartenente alla propria ‘squadra’. A prescindere. Che privilegia i contenitori più dei contenuti e sceglie e giudica le persone dalle casacche che indossano piuttosto che dalle idee e valori che propugnano. E noi continuiamo ad accontentarci ed a subire questa mediocrità intellettuale. Una squallida mediocrità che continua a sopravvivere nelle sole autocelebrazioni di chi non riesce a percepire che la misura è davvero colma!

A.I.B.E.S. sai cosa bevi William Menna

Il Grillo è a Vasto, San Salvo, Cupello, Casalbordino, Pollutri, Scerni, T. di Sangro, Monteodorisio, Gissi, Castiglione M.M., Schiavi d’Abruzzo, Torrebruna e Celenza sul Trigno


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Allarme violenza sulle donne: le orribili percentuali continuano a crescere di Roberta Tomeo Sono i dati riportati dall’Osservatorio di Telefono Rosa ad ufficializzare l’incremento del 12,53% dei soli abusi denunciati nell’ultimo anno. Dunque, se aggiungiamo i casi spenti nel silenzio, che rispecchiano la maggioranza, l’immaginario di ciò che accade nella nostra penisola diventa umiliante. Già, umiliante… 1. risale al 25 agosto scorso lo stupro consumatosi a Casoria, nel napoletano, ai danni di una ventiduenne aggredita da cinque ragazzi più giovani di lei; 2. è invece il 3 settembre per una ragazza della stessa età aggredita a Robbiate; 3. arriva il 10 settembre e la vittima è una turista tedesca di 47 anni picchiata e violentata nella sua abitazione di Alghero; 4. nello stesso mese un cameriere di 30 anni abusa di una sua collega; 5. il caso più recente avviene pochi giorni fa,13 ottobre, Catanzaro e una coppia di fidanzati, minacciati da una pistola, scopertasi “giocattolo”,subisce rapina e violenza per la ragazza.

sa è lo stalking. Esso prevede punibilità per appostamenti, minacce, pedinamenti, telefonate continue, sms e lettere, insulti verbali e danni fisici o materiali. Un passo concreto e soprattutto importante se pensiamo che lo stalking rappresenta addirittura il 50% delle violenze subite dalle donne. Ma grandi, forse lontani, e ancora tanti sono i passi da compiere sulla maggiore punibilità contro chi compie il gesto, si isolatamente, ma con ferocia e crudeltà che sgretolano l’intimità e l’integrità di chi subisce.

Sono atti per cui è difficile associare sentimenti se non quello del disprezzo, atti per cui è difficile attribuire aggettivi se non di repulsione. Certo un obiettivo è stato raggiunto con il Decreto Legge n°11 risalente al 23 febbraio 2009, nel cui DL il reato sotto accu-

Sono parole forti, è vero, ma terribili sono le conseguenze legate agli abusi, per cui possiamo solo tentare di comprendere quanto piccoli siano questi uomini e quanto reale sia, in qualsiasi contesto, l’enunciato di Benedetto Croce : “La violenza non è forza ma debolezza”.

Aspetto poi che aggrava, rende ripugnanti gli atti e sporchi gli uomini che li compiono è l’ulteriore dato OTR dove troviamo il 31% dei casi con abuso di alcolici per poter agire... dunque neppure il coraggio della lucidità per questi uomini o forse neppure il coraggio di portarsi dentro un ricordo che invece distrugge la vita di una donna.

APPUNTAMENTI PER LA TERZA GIORNATA MONDIALE DELL’AFASIA. In concomitanza con la Giornata Nazionale della Afasia, L’A.IT.A-Abruzzo organizza, insieme alla Fondazione Padre Alberto Mileno Onlus, che da decenni si occupa anche di riabilitazione delle persone afasiche, una giornata che, oltre ad essere un momento di conoscenza della Afasia, vuole gettare le basi per un proficuo lavoro sinergico a vantaggio degli afasici e dei loro familiari. Sabato 16 ottobre, alle ore 10, presso la Fondazione P.A. Mileno, si terrà un importante incontro al quale saranno presenti i rappresentanti dell’AITA-Abruzzo, i professionisti della riabilitazione che operano presso la Fondazione P. A. Mileno Onlus, le persone afasiche e i loro familiari che condivideranno le proprie esperienze . (S.L.R.)

Periodico Il Grillo - anno 4 - numero 33 - 16 ottobre 2010  

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