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REALE_istitVASTO_5_5x6_5.indd 1 3-03-2008 Anno 04 - numero 09 - 4000 copie in distribuzione gratuita - web: www.periodicoilgrillo.com - mail: redazione@periodicoilgrillo.com - 13 marzo 2010 S. Rodrigo

Decreto salva liste, Berlusconi sta sbagliando

Quelli della seconda Repubblica

Orazio Di Stefano a pagina 2

Giovanni Uselli a pagina 3

Invece di chiudere i locali, aprite le caserme

segue in seconda

San Salvo, escrementi di animali in giro. Siamo nella ... La Talpa alias Tiziana Pollutri a pagina 2

Fallimento Angelini, preoccupazione nelle strutture di Vasto, San Salvo e Casalbordino. Le testimonianze.

Imminente chiusura Centri San Stefar Dal 20 aprile a rischio 2000 pazienti e 45 posti di lavoro. «Intervenga la politica»

di Giuseppe La Rana Ancora un episodio di violenza alla Marina di Vasto. Una brutale aggressione da parte di un 'branco' ai danni dei malcapitati di turno. E’ accaduto lo scorso sabato notte e due giovani vastesi sono finiti in ospedale con gravi lesioni. Puntuale la polemica sulle responsabilità. Chi invoca la chiusura anticipata dei pubblici esercizi e chi maggiori controlli delle forze di polizia. Nel frattempo il Questore di Chieti ha disposto la chiusura, per un mese, del locale nel quale avrebbero avuto inizio le discussioni tra i giovani. Insomma, sembra che il capro espiatorio sia stato il titolare dell'esercizio pubblico che, per offrire un servizio alla nostra città, è stato, almeno finora, l’unico a pagare per colpe certamente non proprie. Non credo che qualcuno abbia mai seriamente pensato di anticipare l'orario di chiusura delle banche per evitare le rapine ai loro danni. Né tantomeno penso che si possa proporre ai cittadini, quale rimedio contro le aggressioni notturne, di non uscire di casa dopo cena!! Il problema, dunque, non credo che siano i locali aperti di notte, ma il controllo su coloro che girano per le nostre strade nelle ore notturne. E questo controllo è un preciso obbligo

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Moretti si dimette da coordinatore della Lega Probabile successore l’avv. Alessandro Orlando VASTO. Atteggiamenti e comportamenti sovietici e massonici avrebbero decretato le dimissioni, dal ruolo di coordinatore locale della Lega Nord, di Stefano Moretti che in una lettera inviata all'on. Rondini (Commissario per l'Abruzzo Lega Nord) rimette il mandato e spiega i motivi di ostilità alla base della sua scelta. “Con molto rammarico – scrive Moretti - ho preso questa decisione alla luce del fatto che numerose e giuste battaglie portate avanti all’interno del Partito sono state osteggiate dall’attuale referente regionale Tonino Giallonardo che invece di difendere gli interessi del territorio è propenso alla difesa di interessi di parte e privati. Ho ricevuto pressioni e minacce ma non mi sono fermato davanti a nulla difendendo gli interessi dei cittadini.”

segue in terza

‘Si informa che ai sensi della nota Aziendale 1132/LV del 4.2.2010, a far data dal 21/04 /2010 “il trattamento a Lei autorizzato dovrà essere portato a termine in altra struttura pubblica o privata accreditata' Questo è il testo della lettera inviata dalla direzione ASL ai pazienti delle strutture San Stefar di Vasto, San Salvo e Casalbordino. Circa 2000

pazienti/annui, che usufruiscono dei trattamenti presso queste strutture, non sanno dove rivolgersi dopo il prossimo 20 aprile. Circa 45 operatori, che da undici mesi non percepiscono lo stipendio, perderanno il posto di lavoro. L'unico centro convenzionato della zona è il San Francesco che, però, non può soddisfare tutte le richieste e segue in seconda

AGGRESSIONE A VASTO MARINA

La lettera degli amici di Andrea Madonna Non passa giorno, ormai, che le cronache giornalistiche locali non riportino notizie di reati di vario genere : risse, furti, rapine che accentuano da tempo la percezione di “insicurezza” dei cittadini vastesi. L’ultimo fatto, accaduto nella notte di sabato, ha provocato in alcuni giovani la voglia di scrivere alcune righe di rabbia vuoi perche amici di Andrea vuoi perche non tutti i ragazzi di VASTO sono indifferenti alla vicenda. Dai blog cittadini si è letto, che nell’ambito dell’attività investigativa, è stato denunciato un testimone che ha omesso di riferire di fatti a lui noti, ciò ha provocato in noi amici un senso di disprezzo, di offesa. Andrea merita tutto questo?? Da piccolo mi hanno insegnato che l’indifferenza è il male peggiore che possa trasmettere una persona. L’indifferenza è l’incapacità di trasformare il nostro piccolo mondo, fatto di noi, della nostra famiglia, l’incapacità di lasciare aperta la porta al resto della comunità ,all’ambiente circostante;è anche pretendere che queste cose non accadano mai a noi, credere inimmaginabile che possa accader al tuo amico, a quel tuo amico cosi allegro. L’indifferenza è l’ignoranza profonda che abbiamo sul fenomeno criminoso, o per meglio dire è l’essere consapevoli della nostra ignoranza e non fare nulla per saperne di più, per cercare strumenti

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2 S E G U E D A L L A P R I M A

Invece di chiudere i locali, aprite le caserme dello Stato, che deve esercitarlo a mezzo delle forze di polizia. Chi è balordo o malavitoso, anche se i locali dovessero chiudere alle 22, avrà comunque una diversa opportunità o pretesto per compiere atti di teppismo contro le cose e le persone, fintanto che le strade non saranno adeguatamente sorvegliate. Come pretendiamo le giuste cure quando entriamo in un ospedale, credo che dobbiamo anche esigere che le forze dell'ordine siano presenti sul territorio e vigilino sulla nostra tranquillità, di giorno e di notte. Sono pagati per questo. Dovrebbero essere orgogliosi di essere i custodi della nostra sicurezza. Le conferenze stampa in occasioni di arresti tardivi servono a poco. Soprattutto perchè testimoniano il fallimento dell'attività di prevenzione. Sembra davvero incredibile che Vasto, cittadina dove sono presenti una Compagnia dei Carabinieri, un Commissariato di Polizia, una Tenenza della Guardia di Finanza, un distaccamento di Polizia Stradale e un Corpo di Polizia Municipale, non sia in grado di esprimere un coordinamento tra tutte queste forze di polizia, che consenta la costante presenza notturna di una pattuglia

in Vasto Marina. Almeno nei fine settimana. Eppure con lo stesso numero di uomini, solo qualche anno fa, uno stimato e instancabile Capitano dei carabinieri, garantiva la costante presenza notturna, sul territorio di Vasto, di ben due pattuglie, richiamandone una dalle stazioni dei Comuni vicini. I fatti che accadono oggi, allora non si verificavano. Almeno con l'attuale frequenza. Eppure i locali rimanevano aperti fino a tarda ora. Anzi, di notte vi erano anche un maggior numero di giovani in giro, perchè alla marina vi era una discoteca aperta fino alle prime ore del mattino. E sorprende che in una cittadina turistica dove già molto poco si fa per i giovani, invece di pretendere, da cittadini, un maggiore impegno delle forze dell'ordine, accettiamo, da sudditi, che si pensi di risolvere il problema della nostra sicurezza imponendo ai locali pubblici di anticipare l'orario di chiusura e ai nostri ragazzi di andare altrove per incontrarsi e intrattenersi nel dopo cena!! Che lo Stato faccia la sua parte fino in fondo! Con impegno e serietà. Gli stessi che si pretendono dai cittadini nel rispetto delle regole.

Imminente chiusura Centri San Stefar S E G U E D A L L A P R I M A

le file d'attesa durano circa 2 anni. Gli ospedali non dispongono dei mezzi e delle risorse umane per far fronte alla riabilitazione, nonostante l'assessore Venturoni ha assicurato che il servizio diventerà presto pubblico. Probabilmente saranno banditi dei concorsi che, lentamente, consentiranno un lento ma parziale riassorbimento del personale delle strutture legate al gruppo Angelini. Il mondo della riabilitazione è in ginocchio ed il grido di dolore dei familiari di alcuni pazienti del San Stefar ne è la piena dimostrazione. “Sono la mamma di due bimbe di 3 e 12 anni che – ci spiega la signora Mariella – sono affette una di emiparesi destra dalla nascita e l'altra di emorragia celebrale scoperta al quarto giorno di vita. Sono andata in un'altra struttura e mi hanno detto che prima di due anni non è possibile alcun tipo di cura. Come faranno a stare le mie figlie 2 anni senza terapie?” Ed ancora la mamma di Andrea, malato di distrofia muscolare, da 15 anni in cura al San Stefar: “I muscoli senza movimento si irrigidiscono, dove andremo dopo il 20 aprile? Ascoltateci, vi prego” “Sono 22 anni – afferma Sabrina, una paziente di San Salvo - che vado in questo centro per curare la mia Tatra Paresi Spastica. Ho acquistato una certa autonomia che, se non

continuassi le cure, potrei subito perdere. Dopo il 20 aprile che fine faremo?” E continuano gli appelli di familiari e pazienti che, nonostante il dolore e le sofferenze di chi ha necessariamente bisogno di terapie, hanno ancora nei loro occhi la voglia di continuare a sperare e lottare, per loro stessi e per i loro cari. La speranza di risolvere una situazione davvero drammatica che vogliamo contribuire anche noi a mantenere accesa. In questi casi la stampa può far conoscere e denunciare situazioni come quella del San Stefar. Alla politica, invece, il compito di intervenire e risolvere. Entro il 20 aprile. (S.L.R.)

Decreto salva liste, Berlusconi sta sbagliando Un decreto per correggere gli errori procedurali di presentazione delle liste è come se la Lega calcio facesse un provvedimento arbitrale per correggere un autogol di una delle squadre in campo. Berlusconi sbaglia a rimettere ex lege in gioco le proprie liste escluse dalle elezioni regionali, perché le proprie liste non sono state escluse per ragioni antidemocratiche, ma per via della incapacità di taluni delegati a presentare le liste medesime. Riammetterle per decreto è come dire: “Io posso sbagliare, ma se sbaglio non fa niente”. Il governo non avrebbe fatto un decreto se fossero state escluse la lista del Pd a Roma o la lista collegata a Vasco Errani in Emilia Romagna. Non l’avrebbe fatto né questo governo, né il governo Prodi che non ha saputo pulire le strade napoletane dall’immondizia e che è stato giustamente mandato a casa. Ho votato Berlusconi nel ’94 e nel ’96 quando l’abuso l’avevano fatto i comunisti e i giustizialisti, che prima avevano sciolto manu militari la Dc e il Psi e poi avevano impedito allo stesso Berlusconi di governare legittimamente dopo aver vinto le elezioni. Ho plaudito il popolo

italiano che nel 2008 ha mandato a casa il centrosinistra per l’immondizia a Napoli e per aver pensato di aver vinto le elezioni avendole in realtà pareggiate. Chi abusa va punito, ma questo vale per tutti. Passino i cosiddetti decreti ad personam perché la magistratura abusa e si accanisce contro Berlusconi che ha diritto di governare. Ma l’ultimo decreto per correggere l’incapacità politica dei presentatori di lista è un’esagerazione, anzi è un abuso. Se votassi nel Lazio voterei la Polverini, ma comunque non mi sta bene che vinca per delle forzature in campo. La partita deve essere regolamentare e la partita laziale, dopo il decreto, non sarà tale, quali che siano i risultati. Non è stata una partita regolamentare quella del ’92, chiamata Tangentoli giocata tra le forze dell’allora pentapartito e quelle del giustizialismo antisistema e dei poteri forti. Ma questi ultimi non la vinsero, perché intervenne inaspettatamente proprio Berlusconi e impedì l’abuso. Coloro che stavano truccando le carte, cioè i comunisti, Di Pietro e la grande finanza riuscirono a mandare in esilio ed morte taluni che ora gongolano nelle rispettive tom-

be, perché il risultato è sotto gli occhi di tutti: una sinistra che non vince, un imprenditore chiamato a governare, che scambia lo Stato per un’azienda, una nazione nella quale molti cominciano a temere l’avverarsi delle profezie morotee: “Questo Paese non si salverà. Il mio sangue ricadrà su di voi”. Forse non è il sangue di Moro, ma quello di Craxi che sta ricadendo su chi aveva pensato di sostituirlo coi trucchi. E che ora si ritrova sostituito da chi i trucchi li ha inventati. Orazio Di Stefano

L’ANGOLO DELLA TALPA

San Salvo, escrementi di animali in giro. Siamo nella m... Il titolo di certo non rivela segreti a nessuno. Su scala mondiale, internazionale, nazionale, regionale, provinciale, comunale.... siamo tutti nella merda. Sapete però come e quanto io sia pragmatica, quindi oggi parlerò DI NUOVO di come nella merda, quella VERA, ci sia ormai da anni CORSO GARIBALDI. ... La foto che allego credo sia quanto mai eloquente. Ho già scritto un altro articolo, che in molti mi hanno detto di aver apprezzato, qualcuno l'ha addirittura trovato un pò "troppo forte", perché dicevo che ad ogni pioggia l'odore di piscio invade il corso che su carta dovrebbe essere quello principale di San Salvo. Che vi devo dire? ormai forse non riesco nemmeno ad arrabbiarmi più come prima, e lo sapete che mi deprime soprattutto la VOSTRA NONreazione. Ci facciamo scivolare tutto addosso, io forse un po’ meno...come testimonia la mia ulcera incipiente: oltre al danno la beffa. Tornando al corso Garibaldino... che dire? la desolazione incombe. Parcheggi inesistenti, via vai di venditori di calze e strofinacci, (neanche loro ormai insistono più di tanto con le richieste perché credo iniziamo a far pena nei nostri negozi fantasma). Di idee nemmeno l'ombra, Dio salvi l'unica persona che si è degnata di scrivermi facendomi presente il suo progetto. Lo apriamo questo dibattito o no? Decidiamo dove vogliamo andare o no? Ritroviamo una pseudo-identità o no? SVEGLIAAAAAAAA!!!! Facciamo di Corso Garibaldi un'isola pedonale? almeno fino all'altezza della traversa De Vito? Invertiamo il senso di marcia? Lo lasciamo così? Creiamo una tettoia lunga centinaia di metri per creare una galleria commerciale? Usiamo piazza Europa per manifestazioni? Bruciamo tutto? non lo sò io.... SVEGLIAAAAAAAAA!!!! C'è qualcuno? dimostratemi la presenza di vita intelligente su questo pianeta che si dimostra sempre e solo più furbo. E tra furbizia ed intelligenza c'è la progettualità a lungo termine di mezzo. Non è più questione di politica. la politica è morta! lo scrivo da tanto. Gente, rimboccatevi le maniche per FARE ed i cappelli per pensare, perché qua o ci pensiamo noi... o fanno (e ce la fanno) loro. Aprite il dibattito, usatemi, parlate, discutiamo, non lasciatemi sola, non lasciamoci soli, contro tutto questo immobilismo. La vostra indifferenza corrobora quel mio pensiero secondo il quale forse CI MERITIAMO TUTTO CIO' CHE ABBIAMO E CHE NON ABBIAMO. Attenderò, anche questa volta invano, vostre reazioni. Mentre corso Garibaldi puzza, mentre via Roma langue, mentre il teatro-bunker "ALCATRAZ" continua ad avanzare come un serpente fagocitando, Dio solo sà, qua quante risorse. E andiamo avanti così. Per inerzia. Soprattutto intellettiva ed intellettuale. E chi se ne frega?!?!? La Talpa

Direttore responsabile: Giuseppe La Rana Autorizzazione del Tribunale di Vasto n. 115 del 17.04.2007 web: www.periodicoilgrillo.com mail: redazione@periodicoilgrillo.com tel: 0873. 670388 - 393.1239090 Editore: Il Grillo s.r.l Stampa: Offset Point Via Tito Livio, 9 - Vasto (CH)

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Quelli della seconda repubblica Possiamo chiederci come sarebbe, oggi, il panorama politico italiano, se Berlusconi non fosse sceso in politica? Migliore? Può essere! Peggiore? Anche. Diverso? Si, questo è sicuro. E non è neanche troppo difficile immaginarlo e descriverlo. La gioiosa macchina da guerra comunista che vince le elezioni del 1994 e Achille Occhetto a palazzo Chigi. Da una parte. Il Movimento Sociale Italiano, con Fini e i colonnelli nascosti negli scantinati di via della Scrofa a contare i voti con carta, penna e calcolatrice; la Lega nord a Ponte di legno, alcuni a contare i voti con il pallottoliere, e altri a discutere di secessione bevendo acqua del Po; Casini, ancora indeciso se bere da solo o in compagnia, conta i voti con le dita delle mani. Dall’altra. Come si evince, tutti con un grande futuro davanti. Stessa domanda o quasi: possiamo chiederci cosa sarebbe, oggi, il panorama politico italiano, se Berlusconi avesse fatto una scelta di campo diversa? Ovvero, se avesse scelto Rutelli anzi-

dalla prima SPORT

ché Fini? Non sappiamo se migliore o peggiore, ma anche in questo caso, di sicuro diverso. Una nazione con un unico partito politico, tipo Unione Sovietica o dittatura tipo sud America. Dite che non sarebbe stato possibile? E chi avrebbe potuto impedirlo? E al governo? Beh, agli italiani non manca la fantasia per immaginare chi avrebbe potuto guidare i vari ministeri. Al Tesoro, per fare un esempio, due ministri. Uno che toglie ai ricchi per dare ai poveri e l’altro che toglie a entrambi, per farli stare al verde. Alla Giustizia potrebbero lavorare addirittura in tre. Uno per incarcerare quanta più gente possibile, l’altro per costruire quante più carceri possibili, e il terzo all’immigrazione per sostituire i carcerati. E al Quirinale? Facile, Berlusconi. Per il resto fate voi. Fantapolitica ? Mica tanto! E così si vivrebbe, finalmente, in un Paese felice, politicamente super coeso. Di più, omologato, appiattito, livellato, sotto schiaffo, soggiogato. E invece? Invece no.

Invece si vive insieme con persone normali che si svegliano, la mattina, e prima ancora di mettere piede a terra, ringraziano chi di dovere per la notte trascorsa, augurandosi di poter vivere una giornata serena. E con altre che, ancora prima di aprire gli occhi, maledicono Berlusconi . Siamo un popolo di lavoratori che ogni mattina si appresta ad affrontare la fatica quotidiana, ringrazia chi di dovere perché ce l’ha e tuttavia spera in un “ gratta e vinci “ o in un “ cinque più uno “ al superenalotto. E un altro che continua a maledire Berlusconi. C’è una parte speciale, di popolazione che dedica ogni giorno della propria vita agli altri. E chi, invece, la spreca imprecando contro Berlusconi. C’è chi ama i poveri senza odiare i ricchi. E chi odia i ricchi senza amare i poveri. C’è chi odia e basta. Siamo quelli della seconda repubblica. Giovanni Uselli

La lettera degli amici di Andrea Madonna

che ci permetterebbero di debellare questo male. Noi ne siamo convinti, Andrea non merita tutto questo. Siamo allibiti, in questi giorni, ci vergogniamo di essere vastesi, andare in giro per la cittadina con la consapevolezza di potersi imbattere in bande criminali non è da paese libero, Vasto e i vastesi non meritano tutto questo. Speriamo ma non pensiamo che la chiusura dei locali possa portare un miglioramento della situazione e allo stesso tempo ci facciamo un esame di coscienza. Sì, proprio un esame di coscienza, la colpa è di noi giovani, dobbiamo isolare questi quattro delinquenti che vogliono distruggere il nostro futuro, siamo convinti che non possiamo metterci al loro stesso livello; forza ragazzi abbiamo la “fame” e la cultura per imporci, la paura alimenta un’altra paura, l’IGNORANZA, noi non ci stiamo, ci ribelliamo!! Non possiamo concludere questa lettera, senza pensare a te, caro amico Andrea, ci siamo lasciati venerdì scorso

all’allenamento, che ridevamo e scherzavamo sul tuo clamoroso autogol, ci manca già la tua allegria, la tua vitalità, la tua voglia di importi. Ci puoi giurare, noi ti staremo sempre vicini, perchè meriti il nostro aiuto, siamo pieni di dolore per quanto accaduto, riusciremo ad essere felici il giorno in cui ti ritroveremo a sudare con noi, a fare gol (tua splendida virtù), a berci una birra insieme, a passare delle ore in tua compagnia ( e che compagnia). Per il resto non posso che augurare che la giustizia faccia il suo corso, che vengano arrestati gli esecutori del tentato omicidio e soprattutto che ci sia una pena pari al crimine efferato senza sconti perchè solo cosi può tornare in noi giovani vastesi la voglia di credere nella giustizia!! Gli amici di Andrea, che staranno sempre al suo fianco!

Filosofi e teologi per Kierkegaard: dialogo con l’Arcivescovo Bruno Forte

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Sabato 6 marzo, al Teatro Rossetti, l’Arcivescovo Bruno Forte replicava il dialogo con il filosofo Umberto Regina su “La verità e il singolo. Filosofi e teologi davanti a Kierkegaard”, per il secondo appuntamento sulla Questio Quodlibetalis: un teatro gremito di un pubblico vario e attento, politici, autorità, gente comune, giovani, adulti, cristiani , laici, tutti uniti da un gemito comune: raccogliere qualche briciola di verità, una traccia di libertà, per squarciare il velo di ipocrisia e di perbenismo che ci rassicura e ci corazza dietro la quotidianità, le ideologie, il sentimentalismo religioso. Padre Bruno (l’arcivescovo si firma e si fa chiamare sempre così, donando senza riserve la bontà paterna di Dio) ha aperto il confronto su questo grande filosofo danese che, come diceva Karl Jasper,rappresenta uno spartiacque: “Nostro compito per noi, che non siamo l’eccezione, è di pensare di fronte all’eccezione”e, soggiunge, citando Paul Ricoeur: “Come è possibile filosofare dopo Kierkegaard?”. Kierkegaard introduce l’importanza della vis comica e del coraggio, umorismo e audacia nella fede. Padre Bruno si sofferma su queste due forze che devono partire dall’intimo di noi stessi, credenti e non, “siamo molto più vicini di quanto si possa pensare”e il pubblico lo seguiva con sguardi intensi e pensosi, di chi non è lì tanto per caso, ma vuole cogliere quell’occasione per crescere, maturare un’intima conversione. Mi hanno molto impressionata due cose apparentemente banali: l’attenzione e il dialogo che poi ne è seguito. Anche se, credo, molte più persone avrebbero posto domande ai relatori. E non lo dico che per amore della verità: Lapenna e Tagliente, vicini al Vescovo a porgli ancora domande,quando la conferenza si era conclusa. Credo che tutti siamo profondi cercatori della verità, oltre i muri e le maschere che ci mettiamo (o ci mettono). Qualche bimba gli ha delicatamente mostrato il disegno che lo ritraeva durante il discorso. “Occorre avere un coraggio umile e paradossale per poter afferrare tutta la realtà temporale in virtù dell’assurdo e questo è il coraggio della fede” (Timore e tremore, 62). “Credere esige coraggio: e lo esige anche perché “rende la vita enormemente ardua. Dappertutto dove c’è Dio, ogni mezz’ora è d’importanza infinita” (Postilla, 508), con tutto il peso di responsabilità che ne consegue. È il coraggio di una decisione esistenziale in cui si gioca tutto: “La decisione sta nel soggetto, l’appropriazione è l’interiorità paradossale, ch’è specificamente diversa da ogni altra interiorità. L’essere cristiano non si determina mediante il ‘ciò’ del cristianesimo, ma mediante il ‘come’ del cristiano.” Essere donne e uomini autentici è tutto in questo sforzo di essere e di osare, oltre le più comode e luminose certezze.

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di Tiziana Lalla

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3 SEGUE DALLA PRIMA

Moretti si dimette da coordinatore della Lega Tra gli scontri portati avanti da Moretti vi sono: - la questione Pulchra dove è stato evidenziato un giro di denaro per il pagamento degli affitti ad un privato quando il Comune – secondo Moretti – poteva usufruire di locali propri. - Civeta: il responsabile della Lega aveva fatto un esposto ai carabinieri del Noe manifestando dubbi sulla tipologia dei rifiuti smaltiti dall'impianto di Cerratina. - SMI: Moretti aveva intrapreso una battaglia al fianco degli operai che stavano perdendo il posto di lavoro nell'impianto di Mafalda. - Palazzi Scolastici: l'ex coordinatore ha sollecitato la commissione d'inchiesta che dovrà esprimersi sui lavori di ristrutturazione degli edifici di corso Italia - Sicurezza: 'Rimpiangiamo gli anni del Capitano Minniti' – ha detto giorni fa Moretti in riferimento agli scarsi controlli istituiti negli ultimi tempi dalle forze dell'ordine. “Concludendo – scrive ancora Moretti all'on. Rondini - ti dico di prestare attenzione in quanto su Vasto è già pronto il fantoccio, indicato da un noto politico locale, per ricoprire la carica di referente cittadino del Partito.” Secondo quanto ci riferiscono gli addetti ai lavori, la persona che potrebbe sostituire Moretti è l’avv. Alessandro Orlando, persona vicina nonchè legale di fiducia dell’imprenditore Gianni Petroro e del consigliere regionale Giuseppe Tagliente.

C a n ta n ti e l a n zio Fabio e Mattia della band vastese La Differenza saranno in campo con la Nazionale Italiana Cantanti, domenica 14 marzo ore 14:30 - stadio Moccagatta di Alessandria nella partita "ALè HAITI", a favore della Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus. La Nazionale Italiana Cantanti allenata da Sandro Giacobbe e capitanata da Mogol, scenderà in campo per “ALè Haiti” - una grande iniziativa di sport, spettacolo e solidarietà – sfidando la formazione di Radio Italia Solomusicaitaliana. Il ricavato dell’evento verrà devoluto alla Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus, che opera da 22 anni in Haiti, per la costruzione della Scuola di un nuovo centro per 50 bambini disabili e amputati a seguito del terremoto. I biglietti sono in vendita presso: - COMUNE DI ALESSANDRIA - UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO AMAG - SPORTELLO UTENZATEATRO REGIONALE ALESSANDRINO.

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Periodico Il Grillo - anno 4 - numero 9 - 13 marzo 2010  

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