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PRESENTANO: “LA VALLE DEL SACCO”

...dopo il dramma ambientale...


...storia di un dramma... Il Tempo,14 gennaio 2009 Emergenza inquinamento VALLE DEL SACCO, 500 AVVELENATI PARTE IL PIANO SORVEGLIANZA

La contaminazione è irreversibile, e il sottosuolo, come provano alcune relazioni delle aziende della zona, è ancora avvelenato. Cinquecento abitanti circa della Valle del Sacco convivranno dunque per sempre con un ospite sgradito, quel beta-esaclorocicloesano (beta-HCH) che hanno assorbito per anni vivendo a bordo fiume e mangiando prodotti alimentari locali.

D'ora in poi la loro vita sarà scandita da controlli periodici. Lo prevede il Programma di sorveglianza della Asl presentato ieri alla commissione regionale Sanità dal responsabile di Epidemiologia dell'Asl RmE Carlo Perucci. L'autore della relazione sull'inquinamento killer anticipata da «Il Tempo» ha illustrato il piano: potranno partecipare tutti i residenti (al 1/1/2005) a un chilometro di distanza dal Sacco nei Comuni di Colleferro, Segni, Gavignano, Sgurgola e Morolo. Nell'Asl RmG (e a Frosinone) nascerà uno sportello informativo e saranno organizzati incontri con i medici di base. Sempre presso la RmG sarà allestito un ambulatorio centralizzato dove effettuare i controlli e ricevere informazioni sul proprio stato. L'«ospite sgradito», il b-HCH, era il sottoprodotto della produzione di un insetticida, il Lindano, dichiarato fuorilegge dal 2001. E il sottosuolo ne è ancora pieno: lo testimoniano i recenti sondaggi condotti su richiesta del Commissario per l'emergenza da alcune aziende sui loro terreni, aziende, si intende, non coinvolte in alcun modo nella produzione del betaHCH. La Italcementi, per esempio - si legge in una relazione di novembre 2008 - convive con una condotta sotterranea delle acque di scarico (mai usata dall'azienda) attorno alla quale, in un punto in particolare, la concentrazione di HCH nella falda (nelle varianti alfa, beta e gamma) è sorprendente, e cresce nel tempo. Il valore «normale» è inferiore a 0,005 microg/l. A novembre 2007 l'alfa-HCH è a 2,590, il beta a zero, il gamma-HCH a 1,590. A febbraio 2008 i tre valori salgono a 2,622 (alfa), 0,290 (beta) e 1,775 (gamma). Maggio 2008, leggero calo (forse dovuto alle piogge meno intense): 2,410 (alfa), 0,260


(beta), 2,050 (gamma). È a settembre scorso che i valori schizzano: ben 93,9 di alfa, 2,25 di beta e 47,1 di gamma. E vengono trovate tracce molto significative di HCH anche in carotaggi circostanti, segno apparente che la contaminazione si sta allargando. Le acque di falda sotto la Alstom Ferroviaria, invece sono «pulite» in quanto a HCH, ma presentano concentrazioni molto rilevanti di ferro, manganese e solfati in più di un punto di carotaggio. Ma in questo momento il principale accusato è lui, l'esaclorocicloesano. «Ormai è entrato nel ciclo alimentare - ha spiegato ieri Perucci in Regione - e non viene metabolizzato dal corpo». Chi l'ha assorbito, insomma, non può espellerlo, se non «mediante allattamento, mettendo così però a rischio i bambini». Perucci ha condotto test su 246 persone e presto ne saranno visitate altre 700, grazie a 500 mila euro dalla Regione: circa il 55% dei casi dovrebbe essere contaminato. I rischi? «La letteratura scientifica - ha spiegato Perocci lega la sostanza a disturbi neurologici, della tiroide e del fegato, al diabete e ad alcune forme di tumore». «In passato avevo lanciato l'allarme - ha affermato il capogruppo e coordinatore regionale Pdl Alfredo Pallone, presente in Commissione - Mi è stato risposto che non c'era nulla di cui preoccuparsi. Cosa sta facendo il commissario straordinario nominato dalla Regione?» ha chiesto Pallone, che ha rilanciato la sua idea di un «distretto energetico no-food» nell'area e ha proposto «l'esenzione totale dal ticket per tutti coloro ai quali sono state già riscontrate queste patologie». Il presidente della Commissione Luigi Canali ha chiesto più controlli, un fondo di indennizzo e una riunione allargata alla commissione Ambiente con il commissario straordinario. E mentre l'assessore provinciale all'Ambiente Civita chiede un tavolo con il commissario e la Provincia di Frosinone e il parlamentare Pdl Iannarilli ha annunciato due interpellanze urgenti al Governo il capogruppo regionale Prc Peduzzi si chiede «cosa abbia fatto la Regione fino adesso: i dati risalgono al febbraio 2006». «Fino a oggi - la replica sono stati assegnati 35 milioni per la riqualificazione, in gran parte già erogati».


...storia di un dramma... Repubblica,3 marzo 2009 Quattro indagati per disastro ambientale colposo

Sono ritenuti responsabili di aver inquinato le acque del fiume con un pesticida e di aver contaminato i prodotti alimentari in tutta l'area del Lazio meridionale ROMA - Quattro avvisi di garanzia per disastro colposo ambientale per la contaminazione dei siti della valle del Sacco, una zona situata in massima parte nella provincia di Frosinone e per un breve tratto in quella di Roma. I provvedimenti hanno riguardato il direttore dello stabilimento della Centrale del latte di Roma, il direttore dello stabilimento industriale della Caffaro s.r.l. di Colleferro, il legale rappresentante e il responsabile tecnico del Consorzio c.s.c. di Colleferro. Secondo gli investigatori del Corpo forestale dello Stato di Segni e dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Roma, gli indagati sarebbero responsabili dell'ipotesi di disastro colposo ambientale per la contaminazione dei siti della valle del Sacco destinati a insediamenti abitativi, agricoli e allevamento e per l'avvelenamento delle acque del fiume Sacco, da cui consegue la contaminazione di prodotti alimentari e il pericolo per la pubblica incolumità e per la salute pubblica. Le indagini, fa sapere la nota della forestale, "hanno permesso di appurare la presenza nell'area di un inquinamento diffuso causato in prevalenza dai derivati della lavorazione del 'lindano'", un pesticida prodotto fin dagli anni Cinquanta e utilizzato in campo agricolo fino alla fine degli anni Ottanta. Il lindano, sostiene ancora il corpo forestale dello Stato, è "scaturito dall'area di produzione industriale ex Snia Bpd e propagato lungo il corso del fiume Sacco e nelle falde acquifere ad esso circostanti". Per le forze dell'ordine le quattro persone colpite da avvisi di garanzia avrebbero "cagionato, nelle rispettive qualità ed in cooperazione colposa tra loro, un disastro colposo ambientale". I primi fatti risalgono al dicembre 2004, quando un allevatore di Segni comunicò al Servizio veterinario di Colleferro che il latte da lui prodotto veniva rifiutato da alcune settimane dalla Centrale del latte di Roma, a causa di una sostanza non meglio identificata evidenziata dalle analisi chimiche condotte sul latte da lui trasportato. Il piano di emergenza sanitaria è scattato quando le analisi condotte dal Servizio veterinario di Colleferro hanno trovato la presenza oltre i limiti del beta-esaclorocicloesano non solo nel latte del primo allevatore, ma anche nel latte di altri. I primi accertamenti vennero effettuati dai carabinieri del Nas. Inoltre, il territorio ritenuto inquinato è stato costantemente tenuto sotto osservazione dalla forestale di Segni. Le attività di monitoraggio, insieme ai controlli e ai campionamenti eseguiti dall'Arpa, hanno determinato il sequestro di diverse aree, messe successivamente in sicurezza, la delimitazione di aree definite a rischio, attraverso la marcatura delle fasce di rispetto e infine il sequestro del complesso industriale di proprietà della società Caffaro s.r.l. denominato 'area Chetoni' ed ubicato all'interno della ex Snia-Bpd.


...di recente, il fotografo Marco Mattozzi è tornato sui luoghi colpiti dal disastro ambientale per fotografare l'evoluzione della situazione...

Marco Mattozzi abita nelle vicinanze della Valle del Sacco.Fa fotografia per passione. Lo staff de IL GRIDO lo ha conosciuto casualmente tramite Facebook. In poco tempo è nata una collaborazione. Quello che vedrete nelle pagine seguenti è il primo contributo di Marco Mattozzi per IL GRIDO.EU Approfittando della sua vicinanza con il luogo del disastro ambientale,Marco ha fotografato la zona,raccogliendo un numero sufficiente di scatti per poter mostrare quello che oggi è la Valle del Sacco.

...prima di vedere le foto... ancora un breve riassunto...


La Valle del Sacco è un territorio situato nel Lazio meridionale, tra la provincia di Roma e quella di Frosinone, ed attraversato dal fiume Sacco. Valle fertile e ricca di risorse, dal 2005 si è trasformata in un inferno. Il fiume Sacco, inquinato per anni da sostanze chimiche ed industriali derivanti soprattutto dalle discariche di rifiuti tossici di Colleferro, ha, infatti, contaminato l’intera valle. Nel maggio del 2005 sono state rinvenute sulle sponde del fiume, nel fieno, nel mais e nel latte dei bovini quantità elevate di una sostanza tossica per l’uomo e vietata in Italia dal 2001. Si tratta del betaesaclorocicloesano, una sostanza oleosa derivante dal pericoloso pesticida lindano. Da allora il governo ha bloccato l’attività di numerose aziende del luogo, l’uso dei foraggi, la produzione di latte e carne ed è ha dichiarato lo stato d’emergenza per i comuni di Colleferro; Gavignano; Segni; Paliano; Anagni; Sgurgola; Morolo; Supino, Ferentino. Nonostante la difficilissima situazione in cui verte la Valle del Sacco si sta, da diversi anni, lavorando al suo recupero. Nel novembre del 2006 la Valle del Sacco si è trasformata nel primoDistretto agroenergetico d’Italia con lo scopo di bonificare l’area attraverso l’agricoltura. Quest’ultima non sarà destinata all’alimentazione bensì alla produzione di energia pulita. L’assessore all’Agricoltura,Daniela Valentini, ha avviato al riguardo un progetto con l’Acea per realizzare nella Valle del Sacco un impianto per la produzione di energia elettrica da biomasse , in particolare residui agricoli, rifiuti e letame. L’energia così prodotta andrà ad alimentare le attività industriali, il riscaldamento nelle scuole e negli ospedali della zona e  la flotta di mezzi pubblici locali. Nello specifico, l’accordo con l’Acea, che verrà siglato nei prossimi giorni, prevede la realizzazione di un impianto da circa 5 Megawatt che sarà in grado di generare energia pulita per circa 70 mila cittadini. Grazie all’accordo con l’Acea saranno attivate nel distretto agroenergetico ben tre filiere energetiche: - la filiera Biogas  che produrrà biogas a partire da scarti animali - la filiera Biodiesel  che produrrà biodiesel a partire da apposite colture; - la filiera legno energia che produrrà energia a partire dai residui della coltivazione del pioppo, dell’olivo e della vite.

...e ora:Reportage! Buona visione!


...nel visualizzare queste foto non troverete alcuna didascalia...

...man mano che scorrerete questo reportage,vi chiediamo di fare una cosa...

...immedesimatevi in un abitante dellla vallata,solo per provare cosa può pensare chi vive ormai da tempo a contatto con tale scempio ambientale...


...fermiamoci un attimo... Precisiamo...Tale reportage ha lo scopo di sensibilizzare le persone al rispetto dell'ambiente...In alcun modo stiamo attaccando l'incapacità di ripristinare la situazione...Come abbiamo scritto qualche pagina sopra...C'è un progetto di riconversione della Valle...[continua a scorrere le immagini per leggere il seguito]


...Tuttavia,riteniamo giusto pubblicare tali foto affinchè non accadano piÚ fatti del genere...in un Paese dove tragiche vicende familiari sono ormai il primo interesse nazionale...è giusto ritagliare uno spiraglio anche all'ambiente e alle sue sofferenze causate spesso dall'azione scellerata dell'uomo...[continua a scorrere,ora passerai in un'altra sezione del reportage]


...forse queste foto rendono poco l'idea...

...dalla prossima pagina,ne siamo certi...convinceremo anche chi ha ancora dei dubbi sulla qualitĂ  di tale reportage...

...Stiamo entrando nell'ultima parte del Reportage...


...mentre ci avviamo a chiudere questo reportage...

...soddisfiamo qualche curiosità...

...che cos'è il BETAESACLOROCICLOESANO?

...il beta-esaclorocicloesano (B-HCH) è un sottoprodotto del Lindano, un insetticida vietato in Italia dal 2001...


...Effetti a breve termine "La sostanza può determinare effetti sul sistema nervoso centrale"...

...Effetti dell’esposizione ripetuta o a lungo termine "La sostanza può avere effetto su sangue, fegato, reni. È possibile che questa sostanza sia cancerogena per l’uomo. Test su animali indicano la possibilità che questa sostanza possa causare tossicità per la riproduzione o lo sviluppo umano"...

...Titoli di Coda...


...Reportage realizzato da...

...Marco Mattozzi per la documentazione fotografica... ...Angelo Cioeta per la realizzazione grafica...

...c'è un'altra Italia che vive e si diffonde...



LA VALLE DEL SACCO