ITALIAN AUSTRALIAN AWARDS 2019-21

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SPECIALE IL GLOBO/LA FIAMMA

Il Gruppo

dell’AmIcIzIA in Memoria di

enrica Inglese

2019-2021

ITALIAN AUSTRALIAN AWARDS I GIOVANI E LA LINGUA ITALIANA. PASSIONE E IDENTITà


Armando Tornari, fondatore e coordinatore del Gruppo dell’Amicizia in Memoria di Enrica Inglese

Armando Tornari

L’italiano e i giovani, tra passione e identità

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uole essere una celebrazione della lingua italiana, ricca di valori culturali e umani, questa rivista, pubblicata dal Gruppo dell’Amicizia in Memoria di Enrica Inglese, in occasione della Settimana della Lingua Italiana nel mondo 2021. Istituito nel 2018, il Gruppo dell’Amicizia in Memoria di Enrica Inglese ha come scopo principale quello di promuovere in Australia la cultura e la lingua italiana attraverso l’organizzazione di borse di studio per giovani studenti delle scuole primarie e secondarie e borse di studio per insegnanti di italiano, con corsi di aggiornamento in Italia sulle nuove metodologie per l’insegnamento dell’italiano come seconda lingua. Tenendo fede al proprio statuto, negli anni 2018 e 2020, il Gruppo ha organizzato per studenti delle scuole primarie e secondarie delle borse di studio, che hanno ottenuto una buona risposta sia per il numero dei partecipanti che per la qualità dei lavori presentati. In omaggio alle scuole e agli insegnanti di italiano che hanno accettato di partecipare al concorso e agli studenti che hanno dedicato il loro tempo per la ricerca, il comitato ha deciso di pubblicare in una rivista i saggi

dei vincitori del primo, secondo e terzo premio e di quelli che hanno ottenuto uno speciale riconoscimento. Al concorso hanno partecipato studenti di italiano e tra i vincitori figurano nomi stranieri, che però appartengono alla comunità italiana d’ Australia, avente come carattere principale un dinamismo interiore che ha tenuto insieme il gruppo più numeroso, dopo gli anglosassoni, a essere emigrato in questo continente. La comunità italiana d’Australia ha un comune sentimento che si è sviluppato tra i numerosi italiani che vivono in patria e molti dei loro antenati in tempi più o meno remoti, che hanno trovato sistemazione altrove, oltre i confini della penisola. Di questa comunità fanno parte inoltre coloro che dopo aver studiato la cultura italiana o dopo una breve permanenza in Italia o anche grazie al contatto diretto con emigrati italiani e i loro discendenti, hanno sviluppato un forte interesse per l’Italia e possono essere annoverati tra i portatori di valori, conoscenze e identità culturali condivisi con noi. Si tratta di una ‘famiglia’ in diaspora, di cui fanno parte gli italiani emigrati e i loro discendenti di seconda e terza

generazione, familiari di questi emigrati che condividono in buona misura valori e interessi, coloro che vivono tuttora in patria e coloro che si sentono in qualche modo italiani perché hanno apprezzato e condiviso i frutti del mondo italiano nel campo dell’informazione, dell’arte, del cinema e di tutte le espressioni che alimentano l’immaginario collettivo. Nei saggi vengono presentati i valori essenziali maturati in luoghi diversi, nelle bellezze artistiche e negli incontri che favoriscono la convivialità, il dialogo, e la familiarizzazione tra le persone. Essere o sentirsi italiani significa avere queste caratteristiche: il pluralismo delle appartenenze e l’apertura alla differenza, trapiantate con decisione in Australia. Leggendo gli elaborati ci si rende conto che nella comunità italiana d’Australia sono avvenuti tanti cambiamenti e tanti continueranno ad avvenire per spinte sia interne che esterne, in un fenomeno culturale destinato a lasciare delle tracce e a suggerire delle visioni e strategie alternative per il futuro, con l’importante discorso della trasmissione culturale alle future generazioni. Nella rivista sono presentati anche i vincitori dell’Italian Awards per insegnanti di italiano. Nel 2019 tre insegnanti hanno vinto la borsa di studio, del valore di $5000 ciascuno, per un corso di aggiornamento professionale in Italia sulle nuove metodologie per l’insegnamento dell’italiano come seconda lingua, mentre nel 2020 l’Italian Award è stato vinto da due insegnanti e altre tre insegnanti hanno ricevuto un premio di partecipazione per l’acquisto di materiale didattico sulle nuove metodologie di insegnamento.

Armando Tornari, Founder and Co-ordinator

The learning of Italian and its role in today’s Australian society

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his magazine, published on the occasion of the Italian Language Week 2021 by the Gruppo dell’Amicizia in Memoria of Enrica Inglese, is intended to be a celebration of the Italian language in the world, rich in cultural and human values. Established in 2018, the Gruppo dell’Amicizia in Memoria di Enrica Inglese’s main purpose is promoting Italian culture and language in Australia by organizing scholarships for young students in primary and secondary schools, and scholarships for Italian teachers with refresher courses in Italy on new methodologies for teaching Italian as a second language. In keeping with its statute, in the years 2018 and 2020, the Group organized scholarships for primary and secondary school students, which obtained a good response both for the number of participants and for the quality of the works presented. As a tribute to the schools and teachers of Italian who have accepted to participate in the competition and to the students who have dedicated their time to research, the committee has decided to publish in a magazine the essays of winners of the first, second and third prizes and of those who have obtained special recognition. The competition was attended by students of Italian

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Nella foto: Lucy Pelosi, una delle insegnanti premiate nel 2020, al centro, con il Gruppo dell’Amicizia in memoria di Enrica Inglese, alla festa annuale del Father Atanasio Gonelli Charitable Fund

and among the winners there are foreign names, which however belong to the Italian community of Australia, having as its main characteristic an inner dynamism that has held together the largest group, after the AngloSaxons, to have immigrated to this continent. The Italian community of Australia has a common feeling that has developed between the many Italians living in their homeland and many of their ancestors in more or less remote times, who have found accommodation elsewhere, beyond the borders of the peninsula. This community also includes those who, after having studied the Italian culture or after a short stay in Italy or thanks to direct contact with Italian emigrants and their descendants, have developed a strong interest in Italy and can be counted among the bearers of values, knowledge and cultural identity shared with us. It is a ‘family’ in diasporas, which includes Italian emigrants and their second and third generation descendants, family members of these emigrants who largely share values and interests, those who still live in their homeland and those who feel somehow Italian because they appreciated and shared the fruits of the Italian world in the field of information, art, cinema and all

the expressions that feed the collective imagination. The essays present the essential values developed in different places, in the artistic beauties and in all occasions that favour conviviality, dialogue, and familiarization between people. Being or feeling Italian means having these characteristics: the pluralism of belonging and the openness to differences, decisively transplanted to Australia. Reading the essays, we realize that many changes have occurred in the Italian community of Australia, and many will continue to take place due to both internal and external pressures, in a cultural phenomenon destined to leave traces and to suggest alternative visions and strategies for the future, with the important discourse of cultural transmission to future generations. This magazine also presents the winners of the Italian Award for teachers of Italian. In 2019 three teachers won a scholarship, worth $5,000 each, for a professional refresher course in Italy on new methodologies for teaching Italian as a second language, while in 2020 the Italian Award was won by two teachers, while three other teachers received a participation prize for the purchase of didactic material on the new teaching methodologies.

GRUPPO DELL’AMICIZIA IN MEMORIA DI ENRICA INGLESE


Tony Palamara

messaggio del Presidente

D il presidente del gruppo dell’Amicizia Tony Palamara

ieci mesi fa, quando mi è stato chiesto di diventare presidente del Gruppo dell’Amicizia in Memoria di Enrica Inglese, ho accettato volentieri per gli scopi che il sodalizio si prefiggeva e cioè lo sviluppo della lingua e cultura italiana in Australia. Sebbene il 2021 sia stato un anno difficile per la pandemia Covid ’19, il comitato ha lavorato intensamente alla realizzazione di varie iniziative per la promozione della lingua italiana soprattutto fra i giovani, che hanno partecipato al concorso Italian Australian Awards, sentendosi parte attiva della comunità italiana d’Australia. Quello però che caratterizza quest’anno è stata la decisione del Gruppo di pubblicare un magazine con

i saggi premiati dei partecipanti ai concorsi del 2019 e 2020. Si è trattato di un lavoro molto impegnativo svolto volontariamente dal comitato che merita tutta la mia fiducia e il mio più sincero ringraziamento. La mia gratitudine si estende anche a tutte le scuole e agli insegnanti che hanno collaborato alla riuscita dei concorsi negli anni 2019 e 2020, e agli studenti di italiano che hanno lavorato con serietà nella ricerca sui vari temi proposti. Il Gruppo dell’Amicizia mira soprattutto a creare tra i suoi membri comprensione reciproca, all’insegna di un’apertura sincera e di una collaborazione che deve portare frutti benefici sia ai soci che alla comunità italiana d’Australia.

A message from the President

nella foto: il comitato del gruppo dell’Amicizia in memoria di enrica inglese, da sinistra in piedi: Pina Bernard, matilde di certo, Albina Fabro, concetta cirigliano Perna, carmen latella, Vince macri, giuseppe Palamara, Tony cipolla, nunzio Pappalardo, Tony Palamara; seduti: Armando Tornari, rita maniaci e sam iacono. Assenti Antonella Franze e marcella gallace

comitato direttivo del gruppo dell’Amicizia in memoria di enrica inglese Armando Tornari Founder and Co-Ordinator Tony Palamara President rita maniaci Vice President Vincenzo macri Vice President concetta cirigliano Perna Scholarship Adviser carmen di napoli latella Scholarship Adviser giuseppina lombardo Scholarship Adviser matilda di certo Secretary marcella gallace Vice Secretay giuseppe Palamara Treasurer sam iacono Vice Treasurer nunzio Pappalardo Adviser Antonio cipolla Adviser Alba rosa Fabro Public Relations Antonella France Public Relations

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en months ago, when I was asked to become president of the Gruppo dell’Amicizia in Memoria di Enrica Inglese, I gladly accepted for the purposes that the association set itself, namely the development of the Italian language and culture in Australia. Although 2021 was a difficult year for the Covid19 pandemic, the committee worked intensively on the implementation of various initiatives for the promotion of the Italian language, especially among young people who participated in the Italian Australian Awards competition, feeling an active part of the Italian community of Australia. However, what characterizes this year, was the decision of the Gruppo to publish a magazine with the award-winning essays of the participants in the 2019 and 2020 competitions. It was a very demanding job carried out voluntarily by the committee that deserves all my trust and my most sincere thanks. My gratitude is also extended to all the schools and teachers who collaborated in the success of the competitions in the years 2019 and 2020, and to the students of Italian who worked seriously researching on the various topics proposed. The Gruppo dell’Amicizia aims above all to create mutual understanding among its members, under the banner of sincere openness and collaboration that must bear beneficial results both for the members and for the Italian community of Australia.

sponsors del gruppo dell’Amicizia in memoria di enrica inglese italian media corporation, il globo, la Fiamma, rete italia Father Atanasio gonelli charitable Fund co.As.it – sydney club italia club marconi Associazione regione lazio, noantri & carpineto Associazione Abruzzesi del nsW Associazione st. maria di cherso Associazione SS Crocifisso di Grotteria Associazione Trevisani nel mondo – Wollongong Associazione sant’Antonio di Padova di Freshwater Associazione nazionale marinai d’italia Associazione isole eolie conf. san Bartolomeo Associazione st. Barbara Associazione conf. st. caterina navarra care Foundation

Felice & miranda montrone la Hood Funeral services delitalia -north ryde Alfredo Bovier Franca Arena silvano d’iapico Angelo & ninetta stivala ismail el gaballi luisa spandri Angela egiziano Angelo & maria maggiotto giuseppe & maria sgambellone stefano & cathy laface Frank moschella leonardo gulli Food distributors campisi continental Buchery Joe commisso Beloka Water

Hanno collaborato a questa rivista: ArmAndo TornAri, Tony PAlAmArA, riTA mAniAci, conceTTA cirigliAno PernA, cArmen di nAPoli, mATilde di cerTo, PinA BernArd, mArcellA gAllAce, emAnuele ATTAnAsio. Grafica e design mATTeo erriquez il gruPPo dell’AmicizA in memoriA di enricA inglese ringrazia l’iTAliAn mediA corPorATion il gloBo, lA FiAmmA e reTe iTAliA per il supporto dato alle borse di studio. GRUPPO DELL’AMICIZIA IN MEMORIA DI ENRICA INGLESE

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A cura di Concetta Cirigliano Perna

By Concetta Cirigliano Perna

L’italiano, il fascino della nostra lingua nell’Australia del terzo millennio

Italian: the charm of our language in third millennium Australia

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Concetta Cirigliano Perna

on ho avuto il privilegio di conoscere Enrica Inglese, tranne che in una sola occasione pubblica. Serbo di lei l’immagine di una donna alta, snella, il volto dai lineamenti delicati e i modi garbati. Una figura quasi eterea. In compenso, molte sono state le occasioni di incontro con suo marito, Armando Tornari, giornalista storico che, in oltre mezzo secolo a La Fiamma, coniugando passione umana con il rigore del cronista, ha raccontato la comunità italiana in una società dinamica, proiettata verso il futuro, in rapido cambiamento, che imponeva capacità di adattamento. Quando nel 2018 Armando mi ha parlato della sua volontà di creare una fondazione culturale dedicata a Enrica e mi ha invitata a ‘dare una mano’, non ho esitato un istante. Il primo incontro formale con amici e sostenitori di questo progetto ha rappresentato per me una rivelazione, per i tanti attestati di stima e affetto nei confronti di Enrica Inglese da parte di coloro che l’hanno conosciuta. Ho scoperto che, insieme a un incessante impegno a favore della diffusione della lingua italiana, Enrica ha profuso sostegno morale, con generosità, candore ed empatia, a chiunque stesse attraversando momenti difficili, soprattutto a donne italiane immigrate. Quale modo migliore per rendere omaggio a una grande Donna come Enrica, se non con una fondazione che ne continuasse, anche solo in parte, l’operato? Siamo giunti alla terza edizione di concorsi letterari destinati a studenti d’italiano come seconda lingua nelle scuole di tutta l’Australia. Un’esperienza entusiasmante e arricchente, che consente di capire quanto la nostra lingua giochi il suo fascino anche tra i giovani e di toccare il ‘polso’ della generazione dei millenium, per misurarne le emozioni, le aspirazioni, i valori ai quali si ispirano in questi delicati anni della loro formazione. In vista di questo obiettivo, nel decidere il contenuto dei temi per i concorsi, abbiamo optato per argomenti di attualità, riguardanti i cambiamenti nella società, nella famiglia, i vantaggi e/o gli svantaggi della tecnologia, i problemi legati alle discriminazioni sociali, il rapporto con le proprie origini, il percorso identitario di chi cresce a ‘cavallo’ di più culture. Ne è scaturito un quadro a dir poco sorprendente, che ritrae giovani che fanno sperare in una società futura sana. Giovani che provano indignazione di fronte alle ingiustizie sociali; che esaltano l’importanza della diversità; che considerano il razzismo e qualsiasi forma di discriminazione come i veri ostacoli alla crescita morale, alla stabilità sociale ed economica delle nazioni; che credono fermamente in valori come la giustizia, il rispetto, l’uguaglianza, l’inclusione, la difesa della dignità umana; che approvano il progresso tecnologico, a condizione che rimanga nell’ambito di uno sviluppo sostenibile e che non metta a rischio la stabilità delle famiglie; che citano con cognizione di causa personaggi come Primo Levi, Rosa Park, Anna Frank, Martin Luther King, George Floyd, Adam Goodes; che esprimono incredulità e sofferenza di fronte alla tragedia della ‘generazione rubata’; che invitano a ‘guardare oltre’ se vogliamo un mondo meno maltrattato e un futuro più equo. Cosa dire dei bambini delle scuole elementari che hanno parlato con orgoglio delle loro radici e con infinito amore dei loro nonni? “La amo così tanto”, scrive Isabelle Spicer della nonna affetta da demenza senile, “e anche se a volte dimentica chi siamo, sono sicura che io la ricorderò per sempre”. Come non commuoversi di fronte al racconto di Eliza Masters (anno 6) che ci parla della ‘pentola del curry’ portata dai nonni dalla Birmania e che è servita per mille usi, come lei stessa dice con disarmante autenticità: “Mia nonna ha fatto il bagno a tutti i suoi dieci figli in questa pentola, perchè non aveva soldi per comprare una vaschetta”. Commuove che, agli occhi di una bimba di dieci anni, una pentola anche un po’ ammaccata, diventi preziosa, perché simbolo del viaggio della speranza della sua numerosa famiglia. Charlize Bacarac ci fa conoscere il saluto speciale chiamato ‘mano’, “con cui prendi la mano di una persona anziana e la metti sulla fronte come per ricevere la sua benedizione”. Quanta sensibilità in questa consuetudine che i nonni filippini le hanno insegnato. I nomi non italiani appena citati sottolineano la decisione della Fondazione di indirizzare i concorsi letterari a tutti gli studenti di italiano, anche a coloro non di origine italiana. Sarà anche grazie a questi studenti che l’interesse per la lingua e cultura italiana potrà continuare a diffondersi in tutti gli strati della società australiana. I partecipanti hanno scritto i saggi in italiano, dimostrando una buona conoscenza della grammatica e sintassi, avventurandosi in costruzioni a volte complesse, a dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto dagli insegnanti, ai quali va anche un sentito riconoscimento e ringraziamento. Per mantenere la genuinità dei racconti abbiamo deciso di limitare l’editing al minimo. I concorsi hanno registrato oltre sessanta partecipanti, numeri più che soddisfacenti, considerando i disagi della pandemia e gli impegni scolastici dei ragazzi, che non hanno rinunciato al piacere di dimostrare di potersela cavare nella lingua che stanno studiando e che stanno imparando ad amare. E che tutto il mondo ama, visto che è la quinta lingua più studiata al mondo. Non a caso!

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did not have the privilege of meeting Enrica Inglese, except on one public occasion. I recall the image of a tall, slender woman, her face with delicate features. A person of refined manners. An almost ethereal figure. On the other hand, there have been many opportunities to meet her husband, Armando Tornari, a journalist who, in over half a century at La Fiamma, combining human passion with the rigour of the reporter, has documented the life of the Italian community in a dynamic Sydney, with all the adaptability required by a rapidly changing wsociety, dynamically projected towards the future. When in 2018 Armando told me about his wish to create a cultural foundation dedicated to Enrica and invited me to ‘lend a hand’, I did not hesitate for a moment. The first formal meeting with friends and supporters of this project was for me a revelation, as I listened to the many expressions of esteem and affection towards Enrica Inglese by those who knew her. I discovered that, together with a relentless commitment to the spread of the Italian language in Sydney, she lavished moral support with generosity, candour, and empathy to anyone who was experiencing difficult times, particularly to Italian immigrant women. What better way to pay our homage to a great woman like Enrica than with a foundation that would continue, even partially, her work? This year we have reached the third edition of the literary competitions directed at students of Italian as a second language in schools all over Australia. It has been an exciting and enriching experience, allowing us to understand how fascinating the Italian language still is, even among young people, and to touch the ‘pulse’ of the millennial generation, to gauge their emotions, aspirations, and the values which inspire them in these delicate years of their formation. In view of this objective, in deciding the themes of the essays for the competitions, we have opted for contemporary topics, related to the changes in society and in the family; the advantages and / or disadvantages of technology; the problems associated to social discrimination, and the issue of identity for those who grow up straddling multiple cultures. The result is a picture that is nothing short of surprising, portraying young people who give us hope for a healthy future society. Young people who feel indignant in the face of social injustices; who exalt the importance of diversity; who regard racism and all forms of discrimination as the real obstacles to the moral, social and economic stability and growth of nations; who firmly believe in values such as justice, respect, equality, inclusion, human dignity; who approve of technological progress, as long as it remains within the framework of sustainable development and which does not jeopardise the stability of households; who cite, with thorough knowledge of the facts, characters such as Primo Levi, Rosa Park, Anne Frank, Martin Luther King, George Floyd, Adam Goodes; who express disbelief and anguish in the face of the tragedy of the ‘stolen generation’; who invite us to ‘look beyond’ if we want a less ‘mistreated’ world and a more equitable future. What to say about primary school children who spoke with pride of their family heritage and infinite love for their grandparents? “I love her so much,” writes Isabelle Spicer about her grandmother affected by senile dementia, “and although she sometimes forgets who we are, I’m sure I’ll remember her forever.” How touching is the story of Eliza Masters (year 6), who tells us about the ‘curry pot’ brought by her grandparents from Burma and which served for a thousand uses, as she herself says with disarming authenticity: “My grandmother bathed all her ten children in this pot, because she had no money to buy a tub”. It is moving that, in the eyes of a tenyear-old girl, a pot, that is even a little battered, becomes precious, as it is the symbol of the journey of hope of her large family. Charlize Bacarac introduces us to the special greeting called ‘mano’, “with which you take the hand of an elderly person and put it on your forehead as if to receive his/her blessing”. How much sensitivity can be seen in this custom that her Filipino grandparents taught her! The non-Italian names just mentioned underline the Foundation’s decision to address the literary competitions to all students of Italian, including those not of Italian origin. It will also be thanks to these students that the interest in the Italian language and culture will continue to spread to all layers of Australian society. The participants wrote the essays in Italian, demonstrating a good knowledge of grammar and syntax, venturing into complex constructions, ultimately demonstrating the excellent work done by their teachers, to whom also goes our heartfelt gratitude. To maintain the genuineness of their stories, we decided to limit editing to a minimum. The competitions have attracted over sixty participants, which is a more than satisfactory outcome, considering the challenges of the pandemic and the school commitments of the students, who have not renounced the satisfaction of demonstrating that they can manage well in the language they are studying and learning to love. And indeed, that the whole world loves, given that it is the fifth most studied language in the world. Not by chance!

GRUPPO DELL’AMICIZIA IN MEMORIA DI ENRICA INGLESE


Award winners 2019 high school ALEXANDRA IANITTO Burwood Girls High School Teacher: Rita Zammit FIRsT PRIzE

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a famiglia è cambiata molto negli ultimi anni: famiglia tradizionale, famiglia allargata, genitore single, famiglia con genitori dello stesso sesso. Dai la tua opinione su questi cambiamenti, sul ruolo della famiglia nella tua vita e nella società moderna. LA FAmIgLIA – chE cOs’ è? Nel 1948 la Costituzione Italiana riconosceva la famiglia come “società nazionale fondata sul matrimonio” (art. 29) Oggi si può dire che non esiste una definizione di famiglia che sia riconosciuta universalmente. Il concetto di ‘famiglia’ ha significati diversi a seconda delle persone da cui è formata. The Australian Bureau of Statistics (ABS) ha dato la seguente definizione per la famiglia: “un gruppo di due o più persone che hanno una relazione di sangue, sposate (oppure de facto), che normalmente abitano sotto lo stesso tetto, includendo famiglie composte di coppie senza figli, coppie con figli, anche adottati, coppie dello stesso sesso, coppie con dipendenti, ‘single’ mamme e papà con figli, sorelle e fratelli che vivono insieme e famiglie composte con nonni e altri famigliari. Inoltre, ciò che definisce ‘la famiglia’ oggigiorno è cambiato e continua a cambiare e a riflettere il modo in cui viviamo. L’idea della ‘famiglia’ dopo la Seconda Guerra mondiale era un uomo e una donna, sposati, che vivevano insieme e con probabilmente dei figli e anche degli animali’ domestici’, che nel linguaggio australiano si dice ‘white picket fence’ ideale. Negli ultimi cinquant’anni circa è cambiato moltissimo il modo in cui definiamo i genitori, l’amore e figli nella società. Genitori d’oggi non debbono essere sposati per avere figli, lo stigma di essere illegittimo non è una gran che e la società è più tollerante e anche la legge riflette questi cambiamenti. Anche il concetto dell’amore è cambiato, non è più necessariamente fra un uomo e una donna e i figli non devono essere necessariamente biologici. Adesso vorrei parlare del ruolo della famiglia nella società moderna e le mie opinioni al riguardo. Per me una famiglia non definisce un luogo ma un’emozione che si sente quando si è circondati dai membri della famiglia. Non bisogna che sia solo fra un uomo e una donna sposati con figli naturali, ma anche senza essere sposati (de facto), fra due uomini oppure due donne con bimbi che avevano prima delle loro unioni. Una famiglia è dove c’ è l’affetto reciproco. La famiglia è dove si può dare e ricevere amore. Non importa che cosa costituisca una famiglia, che decisioni facciano: una famiglia è una famiglia. La famiglia è importantissima per me: sono le persone a cui parlo quando mi sento ansiosa, quando ho bisogno di un’altra opinione e mi danno sostegno. Quando penso alla famiglia le cose che vengono in mente sono i ricordi affettuosi: buttata in alto con l’emozione di poter volare, guardando un programma comico ridendo insieme e sentire che, qualunque cosa succeda, c’è sempre qualcuno lì per te. Per me una famiglia è come avere delle ali; volare è più facile se si hanno delle ali! Niente altro se non la famiglia può dare le ali.

In questa società tutto si muove velocemente e poche cose sono costanti e sostanziali. Una famiglia dà conforto. Avendo un gruppo di persone a cui ritornare dopo una giornata difficile dà un senso di sicurezza; la famiglia dà stabilità. Inoltre se la famiglia è stabile la comunità sarà stabile, un circolo continuo. Studi psicologici dicono che continue facce sconosciute aumentano il livello di stress, allora avendo persone familiari a cui ritornare a casa dà felicità. Tante persone nella società non accettano i cambiamenti su come si definisce una famiglia, per motivi religiosi, biologici oppure personali. Tanti anziani ancora credono che la famiglia debba essere composta da un uomo e una donna sposati. Ma abbiamo visto un declino nei matrimoni e nei numeri di bimbi nati, un aumento dei divorzi e sempre più coppie che coabitano. Circa quarant’anni fa, il 23% di coppie coabitavano prima del matrimonio rispetto al 78% secondo una ricerca fatta nel 2008. La famiglia media sta diminuendo; durante la rivoluzione industriale le famiglie avevano tanti bimbi per aumentare il reddito della famiglia. Adesso vediamo famiglie con pochi bimbi o figli unici. Inoltre, coppie hanno figli più tardi nella loro vita per concentarsi nelle loro carriere e per avere stabilità prima di mettere i figli al mondo. Certi cambiamenti portano benefici, fin tanto che non portano danno ai membri coinvolti. Secondo me, la cosa più importante è che la famiglia dia sicurezza ai bimbi. I genitori hanno un dovere di diligenza e di fornire abbastanza risorse e opportunità ai loro figli. Il rapporto fra i genitori non dovrebbe essere causa di stress nella vita dei bimbi. Io penso che i bimbi non debbano essere necessariamente biologici, potrebbero essere il frutto di procedure IVF, “donatori di ovuli e/o sperma” o adozioni, oppure via ‘surrogacy’ se la madre non può rimanere incinta. Io penso che i bimbi nati attraverso ‘diversi modi’ debbano essere trattati come quelli nati in modi tradizionali. L’amore può esistere, secondo me, fra persone che sono gay, lesbiche oppure eterosessuali. Conta solo l’amore che i bimbi ricevono. In più non credo che l’età dei genitori sia importante quando decidono di aver bimbi, ma a condizione che il loro/la loro bimba non avrà difetti. Tanti genitori vogliono aspettare fin quando sono più sicuri finanziariamente e così hanno la possibilità di provvedere di più ai loro figli. Sia come individui che come comunità vorremmo sempre il meglio; siamo una specie che evolve. I cambiamenti possono renderci più forti. I cambiamenti che sono avvenuti e continuano ad avvenire su come si definisce ‘la famiglia’ non sono solo comprensibili ma anche accettati, basta che assicurino il benessere dei bimbi e dei membri della famiglia. Siamo tutti diversi e tutti abbiamo bisogno di cose diverse. Diversità e cambiamenti migliorano la nostra vita e ci portano la felicità. ----------------------------

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he family has changed a lot in recent years: traditional family, extended family, single parent family, family with same-sex parents. Give your opinion on these changes, the role of the family in your life and in modern society. FAmILy: whAT Is IT? In 1948 the Italian Constitution recognized the family as a “national society founded on marriage” (art. 29) Today it is possible to say that there is no definition of

family that is universally recognized. The concept of “family” has several meanings depending on who you speak of. The Australian Bureau of Statistics (ABS) gave the definition for the family as follows: “a group of two or more people who have a blood relationship, married (or de facto), adopting ‘step or fostered’ children, who normally live under the same roof; includes families consisting of new spouses without children, newlyweds with children, same-sex couples, couples with dependent children, ‘single’ mothers and fathers with children, sisters and brothers living together and families consisting of grandparents and other family members. Furthermore, what defines ‘the family’ today has changed and continues to change and reflects the way we live. The idea of ‘family’ after World War II was a man and a woman, married, who live together and probably with children and (perhaps) ‘pets’, which in the Australian language is the ideal ‘white picket fence’. In the last fifty years, how we define parents, love and children in society has changed a lot. Today’s parents do not have to be married to have children, the stigma of being illegitimate is not a great one and society is more tolerant, even the law reflects these changes. The concept of love has also changed, and it is no longer necessarily between a man and a woman, and children do not have to be biological. Now I would like to talk about the role of the family in modern society and my views on this issue. For me, a family does not define a place but an emotion that you feel when you are surrounded by family members. It is not necessary to be between a man and a woman married with natural children, it can be between a man and a woman who are not married (de facto), between two men or two women with children that they had before their union. A family is where there is mutual affection. A family is where you can give and receive love. It doesn’t matter what constitutes a family, what decisions they make, a family is a family. Family is very important to me: they are the people I talk to when I feel anxious; when I need another opinion, they give me support. When I think of family, the things that come to mind are fond memories: thrown up high with the thrill of being able to fly, watching a comedy program, laughing together, and feeling that no matter what happens, there is always someone there for you. For me, a family is like having wings; flying is easier if you have wings! And for that there is nothing but the family. In this society everything moves fast, and few things are constant and grounded. A family gives comfort. Having a group of people to return to after a difficult day gives a sense of security; family gives stability. Furthermore, if the family is stable, the community will be stable, it’s a continuous circle. Psychological studies proved that constant unfamiliar faces increase the level of stress, thus having familiar people to return home to gives happiness. There are many people in society who do not accept these changes in how a family is defined, for religious, biological, or personal reasons. Many elderlies still believe that the family is made up of a man and woman married. But we have seen a decline in marriages and numbers of babies born, an increase in divorce and in couples cohabiting. About fifty years ago, 23% of couples lived together before marriage compared to 78%, according to research done in 2008. The average family is decreasing; during the industrial revolution families had many children to increase the family income, now we see families with fewer children or one child. cont.

GRUPPO DELL’AMICIZIA IN MEMORIA DI ENRICA INGLESE

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Also, couples have children later in their life as they want to focus on their careers and establish themselves before bringing children into this world. Certain changes are beneficial, as long as they do not harm members involved. In my opinion, the most important thing is that the family assures safety to the children. Parents have a duty of care to provide enough resources and opportunities for their children. The relationship between parents should not be the cause of stress in the life of children. I think that children do not have to be biological, they could be the result of IVF procedures, “donor eggs and / or sperm” or adoptions, or via ‘surrogacy’ if the mother cannot give birth. I think babies born in different ways should be treated like those born in traditional ways. In my opinion, love can exist between people who are gay, lesbian, or heterosexual. What counts is the love that those babies have. Moreover, I do not think that the age of parents is important when they decide to have children provided that their child will not have defects. Many parents want to wait until they are more financially secure, so they have a chance to provide for their children. Whether as individuals or as a community we always want the best; we are an evolving species. Changes could make us stronger. Changes that have happened and continue to happen in how ‘the family’ is defined are not only understandable but could also be accepted as long as it’s for the well-being of children and family members. We are all different and our needs are different. Diversity and changes improve our life and bring us happiness. ----------------------------

KATYA IANNINO Burwood Girls High School Teacher: Rita Zammit SecONd PrIze

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a famiglia è cambiata molto negli ultimi anni: famiglia tradizionale, famiglia allargata, genitore single, famiglia con genitori dello stesso sesso. Dai la tua opinione su questi cambiamenti, sul ruolo della famiglia nella tua vita e nella società moderna.. La nostra famiglia è la parte più importante della nostra vita. Siamo chi siamo a causa della nostra famiglia e delle cose che i suoi componenti fanno per noi. Dal giorno della nascita, impariamo e cresciamo da e con loro. La maggioranza delle famiglie in Australia sono ‘nucleari’. Queste ultime consistono di due genitori, un padre e una madre, e uno o più figli che, se non adottati, sono biologicamente correlati a entrambi i genitori. Però questo non è l’unico tipo di famiglia. Dal 2016, il 3,7 % delle famiglie sono miste, il 10,4 sono famiglie mono-genitore e lo 0,1% di tutti i bambini d’Australia hanno genitori dello stesso sesso. Non ci sono sempre stati così tanti tipi di famiglie. Ora c’è molta più libertà quando si parla di sessualità, che porta a formare sempre più famiglie diverse. Negli ultimi 30 anni, il cambiamento nelle famiglie è aumentato drasticamente. Secondo me, non c’è una vera definizione di famiglia. Solo tu puoi decidere come la vuoi scolpire. Non importa l’opinione degli altri. Crea la famiglia che tu vuoi creare e con chi la vuoi creare. A un bambino non

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interessa il sesso dei genitori, basta che la famiglia sia un posto sicuro per lui o lei. È importante, per la crescita del bimbo, che i genitori o il genitore possa dare al figlio o alla figlia ciò di cui ha bisogno e un supporto infinito. Non importa da chi sia composta la tua famiglia, una cosa che tutte le famiglie devono avere in comune è l’amore. Chiudi gli occhi. Immagina la tua famiglia. Cosa vedi? Un gruppo di persone pronte ad ascoltare tutte le tue preoccupazioni, pronte a essere lì per te quando ti senti solo. Perché con la famiglia non sei mai solo. Però, molte famiglie attraversano situazioni estremamente difficili. Un esempio di ciò è il divorzio. Purtroppo questo accade molto più spesso di quanto possiamo pensare. Il numero di famiglie che subiscono il divorzio, in Australia, è aumentato del 5,2% negli ultimi 2 anni. Se pensiamo al passato, anche fino a solo 50 anni fa, le famiglie erano completamente diverse. Non incontreresti genitori dello stesso sesso o famiglie con un solo genitore. Con i nuovi modi di generare bambini, con madri surrogate e donatori di sperma, le famiglie monoparentali e dello stesso sesso sono molto più comuni visto che, a causa di tecnologie avanzate come la fecondazione in vitro, c’è la possibilità per tutte le donne di avere un figlio. Intorno agli anni ’50, molte famiglie non avevano tanti soldi e i bambini cominciavano a lavorare sin da piccoli. Era improbabile che una famiglia intera andasse in vacanza insieme, o persino al cinema. Per trascorrere del tempo insieme, le famiglie giocavano ai giochi da tavolo e cenavano sempre insieme. A mio avviso, le famiglie erano molto più vicine in questo modo, poichè i bambini non trascorrevano ogni secondo della giornata su un gioco elettronico e, invece, trascorrevano molto più tempo con i genitori, fratelli e sorelle. Parlando della tecnologia, è importante notare che uno dei motivi principali per cui le famiglie non sono unite come una volta è proprio a causa della tecnologia. Alcuni bambini non riescono a togliere gli occhi dal loro dispositivo e si concentrano su di esso per tanto tempo. Oltre che a scuola, i bambini andavano dai loro genitori per trovare conoscenza e porre domande. In questi giorni, è più probabile che facciano affidamento al proprio telefono, computer o Ipad per trovare quelle risposte, rompendo uno dei tanti legami che una famiglia dovrebbe condividere. Senza dubbio, non sono solo i bambini a diventare ossessionati dalla tecnologia, ma anche molti genitori ne sono estremamente dipendenti. Per questo motivo, molti genitori non risparmiano tempo da trascorrere con i loro figli e non li aiutano a crescere. La mia famiglia significa il mondo assoluto per me e come molti altri, senza di essa , non sarei la persona che io sono oggi. Mi hanno aiutata a superare molti ostacoli, rendendomi più forte man mano che sono cresciuta. Senza dubbio ho avuto la mia giusta dose di discussioni e disaccordi con la mia famiglia, ma non importa quanto possa essere dura una discussione, è molto probabile che non si rompa mai il legame che qualcuno condivide con la famiglia, in quanto è unico e insostituibile. Come disse il famoso Albert Einstein, “Rejoice your family, in the beautiful land of life”. È molto importante non dare la famiglia per scontata e valorizzare ogni momento con loro. Non importa quanto grave sia la conflittualità, perdona e dimentica! Perchè, alla fine della giornata, non troverai mai nessuno che ti amerà e si prenderà cura di te tanto quanto la tua famiglia. La vita è troppo breve per rimanere arrabbiati e provare rancore. Quindi abbraccia quelli che ami e digli quanto tieni a loro, perchè non saprai mai cosa succederà domani. Penso che possiamo essere tutti d’accordo sul fatto

che, indipendentemente dal tipo di strutture famigliari esistenti, è una benedizione far parte di una famiglia, in cui gli interessi del bambino sono fondamentali. ----------------------------

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he family has changed a lot in recent years: traditional family, extended family, single parent family, family with same-sex parents. Give your opinion on these changes, the role of the family in your life and in modern society. Our family is the most important part of our life. We are who we are because of our family and the things they do for us. From the day of birth, we learn and grow from and with them. Most families in Australia are ‘nuclear’. The latter consist of two parents, father, and mother, and one or more children who, if not adopted, are biologically related to both parents. But this is not the only type of family. Since 2016, 3.7% of families are mixed, 10.4 are singleparent families and 0.1% of all children in Australia have same-sex parents. There have not always been so many types of families. Now there is much more freedom when it comes to sexuality, which leads to forming more and more different families. Over the past 30 years, change in families has increased dramatically. In my opinion, there is no real definition of family. Only you can decide how you want to sculpt it. No one else’s opinion matters, create the family you want to create and with whom you want to create it. A child does not care about the sex of the parents, as long as the family is a safe place for him or her. It is important for the child’s growth that the parents or the parent can give the son or daughter what he/she needs and infinite support. It doesn’t matter who your family is made up of, one of the things that all families must have in common is love. Close your eyes. Imagine your family. What do you see? A group of people ready to listen to all your concerns, ready to be there for you when you feel alone. Because you are never alone with your family. However, many families go through extremely difficult situations. An example of this is the divorce. Unfortunately, this happens much more often than we think. The number of families undergoing divorce in Australia has increased by 5.2% in the last two years. If we think about the past, even up to just fifty years ago, families were completely different. You would not meet same-sex parents or single-parent families. With new ways of producing children, with surrogate mothers and sperm donors, single-parent and samesex families are much more common as, due to advanced technologies such as in vitro fertilization, there is the possibility for all women to have a child. Around the 1950s, many families did not have much money and children started working from an early age. It was unlikely that an entire family would go on vacation together, or even go to the movies. Peers spent time together, families played board games and always dined together. In my opinion, families were much closer in this way, since the children did not spend every second of the day on an electronic game and, instead, spent much more time with their parents, brothers, and sisters. Speaking of technology, it is important to note that one of the main reasons why families are not as united as they used to be is because of technology. Some children cannot take their eyes off their device and focus on it for a long time. In addition to school, the children went

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to their parents to find knowledge and ask questions. These days, they are more likely to rely on their phones, computers, or iPad to find those answers, breaking one of the many bonds a family should share. Undoubtedly, it is not only children who become obsessed with technology, but many parents are extremely addicted to it as well. For this reason, many parents spare no time in spending time with their children and helping them grow. My family means the absolute world to me and like many others, without it, I would not be the person I am today. They have helped me overcome many obstacles, making me stronger as I grow up. No doubt I have had my fair share of arguments and disagreements with my family, but no matter how hard an argument can be, it is very likely that it will never break the bond someone shares with the family, as it is unique and irreplaceable. As the famous Albert Einstein said, “Rejoice your family, in the beautiful land of life”. It is very important not to take the family for granted and to cherish every moment with them. No matter how serious the conflict is, forgive and forget! Because, at the end of the day, you will never find anyone who will love you and will take care of you as much as your family. Life is too short to be angry and resentful. So, embrace those you love and tell them how much you care about them, because you will never know what will happen tomorrow. I think we can all agree that, regardless of the type of family structures, it is a blessing to be part of a family, in which the child’s interests are fundamental. ----------------------------

JACOPO FUIANO Trinity College Lismore Teacher: Beth Grace ThIrd PrIze

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a famiglia è cambiata molto negli ultimi anni: famiglia tradizionale, famiglia allargata, genitore single, famiglia con genitori dello stesso sesso. Esprimi la tua opinione su questi cambiamenti, sul ruolo della famiglia nella nostra vita e nella società moderna. Il ruolo e la composizione della famiglia sono cambiati enormemente negli ultimi venti anni. Spesso gli adulti si lamentano che la famiglia non è più quella di una volta. In realtà, non si accorgono che la società e i ritmi di produzione economica sono cambiati e la famiglia si è adeguata di conseguenza. Vent’anni fa, le Torri Gemelle erano ancora parte integrante dello skyline di New York e l’Euro non era ancora la moneta ufficiale dell’Europa. In Australia, John Howard era nel bel mezzo del suo secondo mandato come Primo Ministro. Nessuno sospettava che ci sarebbe presto stata la crisi dei mutui subprime negli USA. Il Papa era Giovanni Paolo II. Mancavano quattro anni prima che io nascessi a Roma. Mia madre e mio padre lavoravano e avevano un reddito che gli aveva permesso, l’anno prima, di comprare un villino a schiera lungo la Via Appia, oltre il Grande Raccordo Anulare. Il nuovo millennio stava per arrivare e il mondo era pieno di speranze, da quello che mi raccontano. La tecnologia faceva viaggiare velocemente idee e persone. Non esistevano i social media, ma c’erano già i cellulari e si potevano mandare email e incontrarsi nelle chat rooms, dove postare idee e scambiarsi opinioni. Si potrebbe andare avanti ancora per molto, per dimostrare quanto la società sia cambiata in venti anni.

A guardar bene la situazione, i concetti sono rimasti invariati nella loro essenza, mentre il contesto è cambiato profondamente. Quindi, uomini e donne si innamorano e si sposano. Fanno figli e mettono su famiglia. Se riescono a mantenere una buona comunicazione e non litigano continuamente (per problemi di lavoro, di soldi e per opinioni diverse), rimangono sposati e invecchiano insieme. Altrimenti, si possono anche lasciare ed evitarsi (ed evitare ad altri) traumi. Dopo un po’ che vivono da soli e fanno i genitori part-time con l’altro genitore, il grande cerchio della vita torna a girare, e torna la voglia di avere una famiglia, con figli precedenti e figli del nuovo legame (a volte). La famiglia allargata ci insegna che anche se i grandi fanno un errore, si può tornare a essere felici. Lo stesso ci viene insegnato dalle famiglie mono-genitoriali e dello stesso sesso. Le persone provano a essere la loro versione migliore, se questo non succede, c’è felicità anche in condizioni diverse da quelle stereotipate. Spesso si leggono nei commenti sui social di persone molto arrabbiate contro le famiglie non tradizionali. Chi si oppone non vede che a volte i figli delle coppie dello stesso sesso, provengono da coppie precedenti eterosessuali. Quindi, persone che prima erano in un rapporto con una persona del sesso opposto, hanno poi deciso di provare a creare una famiglia con un partner dello stesso sesso. Guardando i miei compagni di classe quello che ho imparato dalla diversità nella composizione delle famiglie, è che le persone si sono inventate vari tipi di felicità, per includere le loro condizioni ed esigenze personali. Ma il concetto di famiglia non è cambiato. È sempre quel gruppo di persone che si sostengono, si aiutano e si proteggono a vicenda. I cambiamenti ci insegnano che a volte le cose non vanno come vorremmo e non è la fine del mondo. Una volta, la struttura della famiglia era molto più rigida perché tutta la società era meno flessibile. Basti pensare che se uno nasceva povero, aveva poche possibilità di migliorare la propria posizione sociale con lo studio o l’ingegno, perché la società era molto meno egalitaria. Lo stesso valeva per le donne, che una volta sposate non avevano l’emancipazione per cambiare idea. Se lo facevano, dovevano affrontare un giudizio severissimo, fatto di bullismo e discriminazione e senza il minimo aiuto dalle istituzioni. La società moderna ha cambiato la struttura della famiglia. Non ha però cambiato quello che, secondo me, la famiglia rappresenta. La famiglia continua a essere il luogo più intimo del nostro animo. Forse aggiungerei che la famiglia si è democratizzata, e questo è un bene. I grandi hanno diritto a più felicità e i piccoli hanno diritto a essere ascoltati di più. Spesso si sentono lamentele nelle opinioni pubbliche sui valori della famiglia, che vengono meno se viene meno la famiglia tradizionale. Un papà separato, single, risposato o in una relazione dello stesso sesso mantiene la sua funzione di modello di riferimento come adulto per un bambino. Un figlio biologico, surrogato, adottivo o in affido ha gli stessi diritti di prima (e forse anche di più), e cioè ad avere adulti responsabili e maturi che lo facciano sentire sicuro, voluto, amato e accettato. Per concludere, la famiglia non è cambiata ma si è adeguata ai nuovi bisogni della società. ----------------------------

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he family has changed a lot in recent years: traditional family, extended family, single parent family, family with same-sex parents. Give your opinion on these changes, the role of the family in our life and in modern society.

The role and composition of the family have changed enormously over the past twenty years. Adults often complain that the family is no longer what it used to be. In reality, they do not realize that society and the pace of economic production have changed, and the family has adapted accordingly. Twenty years ago, the Twin Towers were still an integral part of the New York skyline and the Euro was not yet the official currency of Europe. In Australia, John Howard was amid his second term as Prime Minister. Nobody suspected that there would soon be a subprime mortgage crisis in the US. The Pope was Saint John Paul II. It was four years before I was born in Rome. My mother and father worked and had an income that had allowed them, the year before, to buy a terraced house along the Via Appia, beyond il Grande Raccordo Anulare. The new millennium was coming, and the world was full of hope, from what they tell me. Technology made ideas and people travel fast. There was no social media, but there were already mobile phones, and you could send emails and meet in chat rooms, where you can post ideas and exchange opinions. We could go on for a long time to show how much society has changed in twenty years. Looking closely at the situation, the concepts have remained unchanged in their essence, while the context has changed profoundly. Hence, men and women fall in love and get married. They have children and start a family. If they manage to maintain good communication and don’t fight constantly (over work, money, and different opinions), they stay married and grow old together. Otherwise, they can also leave and avoid (and avoid others) trauma. After a while they live alone and are part-time parents with the other parent, the big circle of life returns, and the desire to have a family returns, with previous children and children from the new relationship (sometimes). The extended family teaches us that even if the grown-ups make a mistake, you can be happy again. We are taught the same by single-parent and same-sex families. People try to be their best version, if this does not happen, there is happiness even in conditions other than stereotyped ones. Those who oppose do not see that sometimes, the children of same-sex couples come from previous heterosexual couples. So, people who were previously in a relationship with a person of the opposite sex then decided to try to start a family with a same-sex partner. Looking at my classmates, what I have learned from diversity in the composition of families is that people have invented various types of happiness, to include their personal conditions and needs. But the concept of family hasn’t changed. It is always that group of people who support, help and protect each other. Changes teach us that sometimes things don’t go our way and it’s not the end of the world. ----------------------------

ALeX hAINeS Saint Augustine College, Brookvale Teacher: Stephanie D’Arcangeli FOrTh PrIze

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a famiglia è cambiata molto negli ultimi anni: famiglia tradizionale, famiglia allargata, genitore single, famiglia con genitori dello stesso sesso. Dai la tua opinione su questi cambiamenti, sul ruolo della famiglia nella tua vita e nella società moderna.

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“Se la famiglia va bene, va bene anche la nazione e va bene il mondo intero in cui viviamo”. Questo ha detto Papa Giovanni Paolo II. La famiglia è la base fondamentale della società umana. Senza le persone che amiamo, nessuna persona è completa. Io credo che la famiglia sia l’aspetto più importante nella società Tuttavia, mentre lo scopo e il significato della famiglia rimangono gli stessi, la sua funzionalità e la sua immagine stanno cambiando radicalmente. Il ruolo tradizionale dei membri della famiglia è attualmente in uno stato di cambiamento. I padri si stanno assumendo responsabilità che in passato erano considerate femminili, e lo stesso vale per le donne. Anche il modo in cui percepiamo il ‘matrimonio normale’ sta cambiando. Le coppie non sono costituite esclusivamente da un uomo e una donna. La legalizzazione del matrimonio omosessuale in molti dei paesi leader mondiali ha cambiato lo stigma intorno a ciò che è la ‘norma del matrimonio’. Il mio parere è che questa diversificazione dei ruoli famigliari e la distruzione degli stereotipi vanno a vantaggio della cultura moderna mondiale. Esplorando relazioni diverse e adattandole alla vita quotidiana, esprimiamo la libertà di quelle persone che a un certo punto del recente passato sono state discriminate per il loro stile di vita. Quindi, cambiando gli stereotipi che poniamo sulle famiglie e sulle coppie, stiamo creando equità per tutte le persone su scala globale. I cambiamenti della struttura abituale e arcaica della famiglia ha anche influenzato in modo significativo la percezione pubblica di relazioni irregolari o ‘diverse’, specialmente agli occhi dei giovani. Nei tempi tradizionali, la società proteggeva i propri figli i cui valori e modi di vita non erano conformi alle aspettative normali. Si trattava di famiglie con coppie dello stesso sesso, genitori divorziati o tutori anziani. Ora, tuttavia, la maggior parte della cultura umana si è evoluta da questi comportamenti primitivi e discriminatori e le famiglie stanno esponendo i loro cari parenti a queste relazioni uniche e diverse. In questo modo, credo che i giovani svilupperanno un senso ampio di empatia verso tutti gli aspetti dei comportamenti sociali, piuttosto che limitarsi ad accontentarsi di queste aspettative corrotte e conservatrici del passato. La famiglia moderna si è evoluta strumentalmente negli ultimi decenni, e continua a farlo ancora oggi. I concetti corrotti dell’essere tradizionale e conservatore sono per la maggior parte diminuiti, e il mondo è un posto migliore. Oltre a questa alterazione dello stereotipo famigliare, alle persone vulnerabili e soggette a essere influenzate, soprattutto ai giovani, viene data l’opportunità di sviluppare l’empatia per queste nuove famiglie uniche nel loro genere. In questo modo si espande una comprensione globale per queste persone, che una volta erano emarginate dalla società.

is currently in a state of change. Fathers are taking on responsibilities that in the past were considered for women, and the same goes for women. The way we perceive ‘normal marriage’ is also changing. Couples are not made up exclusively of a man and a woman. The legalization of same-sex marriage in many of the world’s leading countries has changed the stigma around what is the ‘norm’ of marriage. In my opinion this diversification of family roles and the destruction of stereotypes are to the advantage of modern world culture. By exploring different relationships and adapting them to daily life, we express the freedom of those people who at some point in the recent past have been discriminated against for their lifestyle. Thus, by changing the stereotypes we place on families and couples, we are creating equity for all people on a global scale. The changes in the habitual and archaic structure of the family have also significantly influenced the public perception of irregular or ‘different’ relationships, especially in the eyes of young people. In traditional times, society protected its children whose values and ways of life did not conform to normal expectations. These were families with same-sex couples, divorced parents, or elderly guardians. Now, however, most of human culture has evolved from these primitive and discriminatory behaviours. And families are exposing their loved ones to these unique and different relationships. In this way, I believe that youth members will develop a broad sense of empathy towards all aspects of social behaviour, rather than merely settling for these corrupt and conservative expectations of the past. The modern family has evolved a lot in recent decades and continues to do so today. The corrupt concepts of being traditional and conservative have for the most part diminished, and the world is a better place. In addition to this alteration of the family stereotype, vulnerable and vulnerable people, especially young people, are given the opportunity to develop empathy for these new unique families. This expands a global understanding for these people, who were once marginalized by society. ----------------------------

GRACE BONACINA Star of the Sea College Teacher: Chiara Mortale FIFth PRIzE

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a famiglia è cambiata molto negli ultimi anni: famiglia tradizionale, famiglia allargata, genitore single, famiglia con genitori dello stesso sesso. Dai la tua opinione su questi cambiamenti, sul ruolo della famiglia nella tua vita e nella società moderna.

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he family has changed a lot in recent years: traditional family, extended family, single parent family, family with same-sex parents. Give your opinion on these changes, on the role of the family in your life and in modern society. “If the family goes well, the nation goes too and the whole world we live in goes well.” This I what Pope John Paul II said. The family is the fundamental basis of human society. Without the people we love, no person is complete. I believe that the family is the most important aspect in society. However, while the purpose and meaning of the family remain the same, its functionality and image are radically changing. The traditional role of family members

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Cos’è una famiglia? È la presenza di due genitori? È essere circondato da fratelli e sorelle? E se la famiglia è fatta non solo da persone con cui sei imparentato/a, ma da persone che ti insegnano a essere la migliore persona che puoi essere? Ci sono tante famiglie diverse, e la percezione di una famiglia tipica è cambiata col tempo, però i valori della famiglia non sono cambiati. La famiglia è una delle cose più importanti per allevarti e farti sentire a casa. Secondo l’ esperienza della mia famiglia, la famiglia non deve essere necessariamente composta di parenti. Nel dizionario la definizione di una famiglia è “un gruppo di persone imparentate per sangue o per matrimonio”. Così è stato per centinaia di anni, ma è ancora vero nella società di oggi? Certo che la famiglia potrebbe essere composta di genitori e dei loro figli ma

ci sono tante variazioni di questo concetto. Ci sono tante famiglie con i figliastri o i genitori dello stesso sesso, solo perché queste famiglie non sono composte di persone con legami biologici non significa che si amano di meno. Però, le famiglie più trascurate sono quelle composte dagli amici. Qualche volta i tuoi parenti non possono darti i valori di cui hai bisogno e devi crearti la tua famiglia. Ci sono i figli che sono abbandonati dai loro genitori, rifugiati che hanno dovuto lasciare i loro Paesi. Queste persone hanno creato nuove famiglie con altre persone, che hanno anche loro bisogno di supporto. Non è importante chi è nella tua famiglia, parenti o amici, basta che si amino. Adesso che abbiamo classificato i tipi di famiglie, è necessario affrontare i valori che crea una famiglia nella società di oggi. Certo che cambiano da famiglia a famiglia, ma ho scelto quelli che secondo me sono più importanti. Il primo valore è l’accettazione. Non è possibile considerare ‘famiglia’ le persone con cui vivi se non puoi accettarle. Accettazione non è necessariamente avere simpatia per una persona ma è essere in grado di guardare oltre. Questo è un valore che è stato molto importante per le famiglie per tanto tempo. Le famiglie adesso possono accettare più facilmente ma nel passato se qualcuno non era accettato, veniva allontanato. Un altro valore importante è l’onestà. L’onestà è fondamentale per avere fiducia e per mantenere tutti al sicuro. Questo è importante sia per la salute fisica che mentale. L’onestà vuol anche dire essere sincero l’un con l’altro. La sfiducia può creare tensione e ansia. Infine, uguaglianza. Questo è un valore che è cambiato tanto con il tempo. Nel passato, le famiglie tradizionali avevano un capo-famiglia e la madre era casalinga. Donne e bambini non avevano una voce e le loro opinioni non erano valide. Questo è completamente diverso nella società di oggi. Nel 1950, solo il 25% di madri avevano un lavoro, oggi quella cifra è del 70%. Non guadagnare in genere significava che eri meno considerato. Adesso gli uomini non sono gli unici che fanno le scelte, infatti, tanti direbbero che le donne prendono più decisioni. I bambini sono anche rispettati, non sono puniti con la violenza e le loro opinioni sono ascoltate. Questi sono solo alcuni dei valori necessari per avere una famiglia contenta nel mondo di oggi. Nel 1950 i miei nonni italiani si sono sposati a Melbourne. Non conoscevano nessuno, non avevano le loro famiglie e non parlavano inglese, e tuttavia come tanti immigranti italiani, hanno potuto creare la propria famiglia. In un tempo prima dei telefoni moderni e dell’aviazione commerciale, hanno lasciato l’Italia sapendo che non avrebbero avuto molta comunicazione con le loro famiglie a casa. Questo li ha forzati a diventare amici con altre persone a Melbourne che parlavano italiano e per stabilirsi in questo posto nuovo. Hanno conosciuto altre famiglie che erano nelle situazione simile e sono diventati così vicini che mia madre e le sue sorelle li chiamavano “zia” e “zio”. Questa è la vera prova che le famiglie non devono essere composte da parenti. Anche dopo quasi 70 anni, alcune di queste persone sono ancora i nostri amici più vicini, al punto che li consideriamo più come famiglia di alcuni dei nostri parenti. L’unica cosa che questi gruppi avevano in comune era la lingua che parlavano e i valori che condividevano e quello era abbastanza per farli sentire a casa. Le famiglie cambiano sempre e cose che sono importanti per una famiglia potrebbero non esserlo per un’ altra. Ci sono molti tipi diversi di famiglie, quelle imparentate di sangue e quelle che non lo sono. Ci sono diversi valori in una famiglia, ma i più comuni sono l’accettazione, l’onestà e l’uguaglianza. Tutto questo è dimostrato dai miei nonni che hanno creato una famiglia in un paese dove non conoscevano nessuno. cont.

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Non importa chi consideri essere ‘famiglia’, quello che importa sono i valori e i rapporti con le persone più importanti per te.

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he family has changed a lot in recent years: traditional family, extended family, single parent family, family with same-sex parents. Give your opinion on these changes, the role of the family in your life and in modern society. What is a family? Is it the presence of two parents? Being surrounded by brothers and sisters? What if family isn’t the people you’re related to, but instead the people who bond with you and make the best person you can be. There are so many kinds of families, and the perception of a typical family has changed over time, but family values have not. The family is one of the most important things to raise you and make you feel at home. In my experience, the family need not necessarily consist of relatives. The text definition of a family is “a group of people related by blood or marriage”. This is the way it has been for hundreds of years, but is it true in today’s society? Of course, the family could be made up of parents and their children but there are so many variations of this. There are many families with stepchildren or same-sex parents, just because these families are not made up of people with biological connections does not mean that they love each other less. However, one of the most neglected families are families made up of friends. Sometimes your relatives cannot give you the values you need, and you

have to create your own family. There are children who are abandoned by their parents, refugees who have had to leave their homes. These people have created new families with other people who also have supportive bionames. It doesn’t matter who is in your family, relatives, or friends if they love each other. Now that we have classified the types of families, it is necessary to address the values that a family creates today. Of course, they change between families, but I chose the ones that I think are more important. The first is acceptance. It is not possible to consider any family if you cannot accept them. Acceptance is not necessarily having sympathy with everything about a person but being able to look beyond. This is a value that has been very important to families for a long time. Families can now accept more easily but in the past if someone was not accepted, they would have been exiled. Another important value is honesty. Honesty is important to have trust and to keep everyone safe. Honesty also means being sincere to another. Distrust can create tension and turmoil. Finally, equality. This value has changed a lot over time. In the past, families traditionally would have a head of the household and a stay-at-home mother. Women and children did not have a voice and their opinions were invalid. This is completely different today. In 1950, only 25% of mothers were employed, today that figure is 70%. Not making money for the family generally meant you were considered less. Now men are not the only ones who make choices, in fact, many would say that women make more decisions. Children are also respected; they are not punished with violence and their

opinions are heard. These are just some of the values that are needed to have a happy family in today’s world. In 1950 my grandparents, both Italian, got married in Melbourne. They did not know anyone, they had no family and did not speak English, and yet due to the large number of Italian immigrants, they could create their own family. In a time before modern telephones and sluggishness commercial aviation, they left Italy knowing they wouldn’t have much communication with their families at home. This forced them to make friends with other people in Melbourne who spoke Italian and to settle in this new place. They met other families who were in similar situations and became so close that my mother and her sisters called them “aunt” and “uncle”. This is true proof that families do not have to be made up of relatives. Even after nearly 70 years, some of these people are still our closest friends, to the point that we consider them more like family than some of our relatives. The only things these groups had in common was the language they spoke and the values they shared, and that was enough to make them feel at home. Families are always changing and important things for one family may be different for another. There are many different types of families, those related by blood and those that are not. There are different family values, but some of the most common are acceptance, honesty, and fairness. All this is demonstrated by my grandparents who have created a family in a country where they did not know anyone. It doesn’t matter who you consider to be family, what matters are the values and relationships with people that are most important to you.

Award Winners 2019 Primary School FRANCESCO TUMMINIA All Hallows Catholic Primary School Teacher: Angela Bonfiglio FIRST PRIzE

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a mia famiglia: da chi è composta, da dove viene, cosa rappresenta per me e quanto è importante nella mia crescita.

Io mi chiamo Francesco e vengo dall’Italia. Esattamente vengo da Palermo, il capoluogo della Sicilia. Mio padre si chiama Salvo e mia madre si chiama Maria Rita e anche loro sono nati a Palermo. Mio padre ha due fratelli che si chiamano Roberto e Alessandro, che sono i miei zii paterni. I genitori di mio padre, ovvero i miei nonni, si chiamano Francesco e Rosa. Mio zio Alessandro ha una figlia che si chiama Arianna e ha 5 anni ed è la mia cuginetta più piccola. Mia madre ha due fratelli che si chiamano Pippo e Tonino e la mia nonna materna si chiama Mariella. Mio nonno materno si chiamava Erasmo. Purtroppo non l’ho conosciuto. Mio zio Pippo ha 2 figli che si chiamano Sergio e Miriam. Sergio ha appena compiuto 18 anni e Miriam ha 23 anni. Anche mio zio Tonino ha 3 figli di cui due sono gemelli che si chiamano Eric e Serena e hanno 22 anni. Maria, che è la figlia più grande, ha 24 anni. Io ho vissuto a Palermo per 6 anni e ho un bel ricordo. La nostra vita a Palermo si svolgeva in modo molto semplice. Di solito il fine settimana si organizzavano cene o pranzi con tutta la famiglia. Per esempio spesso

la domenica andavamo dai miei nonni paterni i quali vivono in un paesino a circa 20km dalla città, chiamato Bolognetta, dove mi incontravo anche con i miei cugini e giocavamo all’aperto. Alcune volte aiutavo mio nonno Francesco a raccogliere i frutti dagli alberi. Durante queste giornate mio nonno e mio padre preparavano il BBQ e mangiavamo tante cose buone, tipiche della cucina siciliana. Ricordo con piacere i Natali trascorsi anche con la mia nonna materna Mariella e gli altri miei zii e cugini. Durante le feste natalizie si usava giocare tutti insieme a tombola e a carte. Era molto bello quando mio padre si travestiva da Babbo Natale e portava sempre tanti regali. Qualche anno fa i miei genitori hanno deciso di trasferirsi in Australia per motivi di lavoro e perché volevano darmi un futuro migliore in questo nuovo e meraviglioso paese. In Australia viviamo soltanto io e i miei genitori in quanto siamo i soli della famiglia a vivere all’estero. Ma ogni giorno mi sento tramite Skype con i miei nonni, zii e cugini e ci raccontiamo tante cose. Per esempio, con mia nonna Rosa gioco a fare l’insegnante di inglese perché a lei piacerebbe imparare questa lingua. Quasi ogni anno torniamo a trovare i miei parenti e siamo sempre tutti felici di riabbracciarci. Organizziamo sempre grandi feste per riunire tutta la famiglia. Tutti insieme facciamo tante altre cose come per esempio delle gite al mare. Infine organizziamo anche altre escursioni per visitare tanti posti nuovi che io ancora non conosco e vedere tutte le splendide cose dell’Italia. La nostra famiglia è molto unita e ci vogliamo tanto

bene. Anche se siamo distanti cerchiamo sempre di stare il più vicino possibile, e io so che loro ci saranno sempre per me. ----------------------------

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y family: who it is made up of, where they come from, what they represent for me and how important they are in my growth.

My name is Francesco and I come from Italy. To be exact I come from Palermo, the capital of Sicily. My father is called Salvo and my mother is called Maria Rita; they too were born in Palermo. My father has two brothers named Roberto and Alessandro who are my paternal uncles. My father’s parents, my grandparents, are called Francesco and Rosa. My uncle Alessandro has a daughter called Arianna and she is 5 years old and is my youngest cousin. My mother has two brothers named Pippo and Tonino and my maternal grandmother is called Mariella. My maternal grandfather was called Erasmus. Unfortunately, I didn’t get to know him. My uncle Pippo has 2 children named Sergio and Miriam. Sergio has just turned 18 and Miriam is 23. My uncle Tonino also has 3 children, 2 of whom are twins. The twins are called Eric and Serena and they are 22 years old. Maria who is the eldest daughter, she is 24 years old. I lived in Palermo for 6 years and have good memories. Our life in Palermo was very simple. cont.

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Usually on weekends, dinners or lunches were organized with the whole family. For example, on Sundays we often went to my paternal grandparents who lived in a village about 20km from the city, called Bolognetta, where I also met my cousins and played outdoors. Sometimes I helped my grandfather Francesco to collect fruit from the trees. In those days my grandfather and my father would prepare a BBQ and we would eat many good things, typical of the Sicilian cuisine. I also remember with happiness the Christmases spent with my maternal grandmother Mariella and my other uncles and cousins. During Christmas holidays it was customary to play bingo and cards all together. It was beautiful when my father would dress up as Santa Claus and always brought lots of gifts. A few years ago, my parents decided to move to Australia for work reasons and because they wanted to give me a better future in this new and wonderful country. Only my parents and I live in Australia as we are the only ones in the family living abroad. But every day I talk to my grandparents, uncles, and cousins via Skype, and we tell each other many things. For example, with my grandmother Rosa I play at being an English teacher because she would like to learn the language. Almost every year we return to visit all my relatives and we are always happy to hug each other again. We always organize big parties to bring the whole family together. We do many other things together such as take trips to the sea. Finally, we also organize excursions to visit many new places that I still do not know and see all the splendid things of Italy. I our family we are very close, and we love each other very much. Even if we are distant, we always try to be as close as possible, and I know they will always be there for me. ----------------------------

GIOELE GOCI Year 6, Co.As.It after School Program, Melbourne Teacher: Elizabetta Varoeli SECOndO PrIzE

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a mia famiglia: da chi è composta, da dove viene, cosa rappresenta per me e quanto è importante nella mia crescita.

Buon pomeriggio, mi chiamo Gioele e ora parlerò un po’ di me. Ho undici anni, vivo a Melbourne e ho una sorella e un fratello. Mi piace la pasta col pomodoro, Sono molto fortunato perchè vivo con i miei genitori, che di lavoro fanno: mio padre il muratore e costruisce grattacieli in città, invece mia mamma fa la segretaria nello studio medico del dottore di famiglia italiano a Melbourne. La mia famglia è composta da mio padre, mia madre mia sorella e il mio fratellino. Il mio papà si chiama Gentile e il suo piatto preferito è il pesce arrosto; è alto, magro e a dicembre compirà 38 anni. Mia mamma invece si chiama Stefania, anche lei è nata a dicembre ed è un anno più piccola di mio padre; è mora e bella e il suo cibo preferito è la pizza, ma senza il pomodoro. Mia sorella invece si chiama Giovita, frequenta la prima elementare e la sua passione è la danza. A fine anno parteciperà a un concerto in un teatro.

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Infine c’è il mio fratellino piccolo che ha solo venti mesi e va all’asilo a Brunswick. A volte fa i capricci, ma altre volte fa delle cose buffe che mi fanno ridere. La mia famiglia proviene dalle Marche, una regione piccola del centro Italia, vicino a Roma, Perugia, Ancona e Pescara. Più precisamente, il nostro paese di provenienza si chiama San Pio X e si trova in provincia di Ascoli Piceno. La mia famiglia per me rappresenta il mio futuro e la mia vita perchè senza di essa non sarei mai potuto crescere ed essere educata. La mia famiglia è molto importante per la mia crescita, perchè mi aiuta nelle decisioni importanti, per esempio a scegliere una scuola buona e sicura. Inoltre con la mia famiglia ho un ricordo bellissimo: un paio di settimane fa siamo andati sulla neve a Falls Creek. Ho imparato a sciare con mio padre e abbiamo giocato sulla neve, siamo andati sulla seggiovia e abbiamo anche fatto un pupazzo di neve. Il giorno dopo abbiamo anche cucinato la polenta al ragù di polpette, ed eravamo molto felici di mangiare insieme mentre fuori scendeva la neve. ----------------------------

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y family: who is it made up of, where do they come from, what they represent for me and how important they are in my growth.

Good afternoon, my name is Joel and now I’ll talk a little about myself. I am 11 years old; I live in Melbourne, and I have a sister and a brother. I like pasta with tomato sauce, I am very lucky because I live with my parents, who have their jobs: my father is a bricklayer and builds skyscrapers in the city, while my mother works as a secretary in the medical office of the Italian family doctor in Melbourne. My family is made up of my father, my mother, my sister and my little brother. My dad is called Gentile and his favourite dish is roasted fish, he is tall, thin and will turn 38 in December. My mother is called Stefania, she too was born in December, and she is a year younger than my father, she is brunette and beautiful, and her favourite food is pizza, but without tomatoes. My sister, on the other hand, is called Giovita, she attends first grade, and has a passion for dancing. At the end of the year, she will be performing in a concert at the theatre. Finally, there is my little brother who is only twenty months old and goes to kindergarten in Brunswick. He sometimes throws a tantrum, but some other times he does funny things that make me laugh. My family comes from the Marche, a small region in central Italy, near Rome, Perugia, Ancona, and Pescara. More precisely, our country of origin is called San Pio X and is in the province of Ascoli Piceno. My family represents my future and my life for me, because without them I would never have been able to grow up and be educated. My family is very important for my growth, because it helps me in important decisions, for example in choosing a good and safe school. In addition, I have wonderful memories with my family: a couple of weeks ago we went to the snow at Falls Creek. I learned to ski with my dad, and we played in the snow, went on the chairlift, and even made a snowman. The next day we also cooked polenta with meatball sauce, and we were very happy to eat together while the snow was falling outside.

ISABELLE SPICEr Year7,St. Carlo Borromeo Primary School, Melbourne Teacher: Elena Bertagnolio. ThIrd PrIzE

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a mia famiglia: da chi è composta, da dove viene, cosa rappresenta per me e quanto è importante nella mia crescita.

Ciao, mi chiamo Isabelle, tutti mi chiamano Issy, ho dodici anni. La mia famiglia viene dall’Irlanda e dalla Scozia. Ho una sorella che si chiama Claire, lei ha ventitrè anni e lavora come scienziata. Mia mamma e mio papà sono fantastici e li amo così tanto. Mia nonna, che amo moltissimo, soffre di una malattia chiamata demenza. È al livello quattro. Quando aveva circa ventun anni, andò in Vietnam come infermiera. Negli ultimi anni in Vietnam ha visto tante cose che hanno avuto un impatto sulla sua vita di oggi. Era molto dedicata a ciò che faceva. Era una donna molto coraggiosa e mi ha incoraggiata ad affrontare le sfide nella mia vita e a essere sempre positiva. A volte si sente frustrata quando non sa più come fare certe cose. Di recente è andata ad abitare in una casa per anziani. All’inizio non le piaceva, ma penso che ora si sia sistemata meglio e che si sia abituata alla sua nuova casa. La amo così tanto, e anche se a volte dimentica chi siamo, sono sicura che io la ricorderò per sempre. La mia famiglia mi ha sempre aiutato molto nei momenti difficili. Quando ho iniziato a praticare l’equitazione, per esempio, la mia famiglia mi è stata di grande supporto e sono sicurissima che continuerà a incoraggiarmi a fare cose straordinarie ora e nel futuro. ----------------------------

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y family: who is it made up of, where do they come from, what they represent for me and how important they are in my growth.

Hi, my name is Isabelle, everyone calls me Issy, and I’m twelve years old. My family comes from Ireland and Scotland. I have a sister named Claire, she is twenty-three and works as a scientist. My mom and dad are fantastic, and I love them so much. My grandmother, whom I love very much, suffers from a disease called dementia. It is on level four. When she was about twenty-one, she went to Vietnam as a nurse. The last years in Vietnam, she saw so many things that had an impact on her life today. She was very dedicated to what she was doing. She was a very brave woman and influenced me to face all challenges in my life and to be always positive. Sometimes she gets frustrated when she no longer knows how to do certain things. She recently went to live in a home for the elderly. At first, she did not like it, but I think that now she has settled down better and that she is used to her new home. I love her so much, and even if she sometimes forgets who we are, I am sure I will remember her forever.

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y family: who is it made up of, where do they come from, what they represent for me and how important they are in my growth.

DANIEL RUSSO Year 6, Our Lady of Fatima, Kingsgrove FOURth PRIzE

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a mia famiglia: da chi è composta, da dove viene, cosa rappresenta per me e quanto è importante nella mia crescita.

ChI SONO? Mi chiamo Daniel e ho dieci anni. Ho una sorella che si chiama Claire e ha otto anni. Mio papà si chiama Giuseppe ma per gli amici si chiama Joe. Mia mamma si chiama Natalie. Chi è questa famiglia? È la mia famiglia, che è una famiglia molto semplice. Io sono contento di fare parte di questa famiglia. I miei nonni italiani sono venuti in Australia tanti anni fa dalla Sicilia. Io sono stato in Italia due volte e ho visto i paesi dove sono nati i miei nonni. L’anno scorso quando sono andato in Italia ho incontrato altre persone della mia famiglia. Ho scoperto di avere cugini e una zia in Italia. Anche se non ci possiamo vedere e giocare ogni giorno, so che fanno parte della mia famiglia più grande. La mia famiglia per me è molto importante perchè mi fa capire cosa vuol dire avere origini italiane. A me piace mangiare il cibo italiano, per esempio i dolci come la granita e il gelato. Voglio crescere e capire di più la lingua e la cultura italiana perchè forse un giorno vado a vivere in Italia. La mia famiglia è molto importante per me perchè mi ha fatto fare delle cose che a me piacciono. Dopo la scuola posso fare sport come basketball e nuoto. Vado anche a una scuola dove ho tanti amici e i genitori di questi amici sono anche amici di mamma e papà. Allora anche per questa ragione la mia famiglia è molto importante per me. Senza la mia famiglia non posso fare tutte queste cose e capire la cultura italiana. Ogni bambino ha bisogno di una famiglia semplice, dove le cose più importanti sono l’amore e la pazienza. Per me la mia famiglia è tutto e non voglio cambiare niente. Mi diverto, loro mi aiutano quando ho bisogno e così sono molto contento.

WhO Am I? My name is Daniel, and I am ten years old. I have a sister named Claire; she is eight. My dad is called Giuseppe but for his friends he is Joe. My mum is called Natalie. Who is this family? It is my family, which is a very simple family. I am happy to be part of this family. My Italian grandparents came to Australia many years ago from Sicily. I have been to Italy twice and have seen the countries where my grandparents were born. Last year when I went to Italy, I met other people from my family. I found out I have cousins and an aunt in Italy. Even though we can’t see and play every day, I know they are part of my extended family. My family is very important to me because makes me understand what it means to have Italian origins. I like to eat Italian food, for example desserts like granita and ice cream. I want to grow and understand more the Italian language and culture because maybe one day I will go to live in Italy. My family is very important to me because they allow me do things that I like. After school I can play sports like basketball and swimming. I also go to a school where I have many friends and the parents of these friends are also friends of mum and dad. So, also for this reason, my family is very important to me. Without my family I cannot do all these things and understand Italian culture. Every child needs a simple family, where the most important things are love and patience. For me, my family is everything and I don’t want to change anything. I have fun, they help me when I need it and so I am very happy. ----------------------------

JENNA hILLAm Year 5, St Carlo Borromeo Primary School, Vic Teacher: Elena Bertagnolio PARtICIPAtION PRIzE a mia famiglia: da chi è composta, da dove viene, cosa rappresenta per me e quanto è importante nella mia crescita.

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La mia famiglia è la migliore del mondo! Ci sono mia

mamma, mio papà, mia sorella e il cane più simpatico del mondo che si chiama Spencer! Poi ho i nonni che mi vogliono tanto bene insieme a zii, zie e cugini. La mia famiglia proviene dall’Irlanda, dall’Inghilterra e dalla Scozia. Un giorno spero di visitare questi paesi perchè amo viaggiare e vedere culture diverse, soprattutto per capire la mia. Chiaramente la tua famiglia può influenzarti in molti modi. A volte in modo negativo, a volte in modo positivo. La mia famiglia mi fa sentire felice, accolta e amata. Quando sono con loro mi sento invincibile e forte. Mi sento come se avessi il mio posto speciale e mi sento veramente apprezzata. sOvviamente i miei genitori mi fanno sentire speciale in quanto mi forniscono cose di cui ho bisogno e ascoltano e credono costantemente in me. Avere una famiglia che io so che mi rispetta, mi riscalda il cuore, quindi questo per me rappresenta l’amore. Per me l’amore significa quando ami qualcuno così tanto che faresti qualsiasi cosa per loro. La definizione di amore è una sensazione intensa di profondo affetto. E io sono fortunata di essere circondata di questo amore assoluto ogni giorno. ----------------------------

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y family: who is it made up of, where do they come from, what they represent for me and how important they are in my growth.

My family is the best! They are my mom, my dad, my sister, and the cutest dog in the world called Spencer! I have many relatives such as grandparents who love me so much along with uncles, aunts, and cousins. My family comes from Ireland, England, and Scotland. One day I hope to visit these countries because I love to travel and see different cultures, especially to understand mine. Clearly your family can influence you in many ways. Sometimes in a negative way, sometimes in a positive way. My family makes me feel happy, welcomed, and loved. When I am with them, I feel invincible and strong. I feel like I have my special place and I feel truly appreciated. Obviously, my parents make me feel special as they provide me with things I need, they constantly listen to me and believe in me. Having a family that I know respects me, warms my heart, so this represents love for me. For me, love means when you love someone so much that you would do anything for them. The definition of love is an intense feeling of deep affection. And I am blessed to be surrounded by this absolute love every day.

Award Winners high School 2020 SEBAStIAN JUDGE Year 12, Sydney Grammar School, NSW Teacher: Caterina Rupolo FIRSt PRIzE

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i dice che nessun Paese sia immune al razzismo. Qual è la tua opinione al riguardo? Qual è secondo te la situazione in Australia? Pensi che in futuro sarà possibile vivere senza conflitti razziali? Motiva le tue risposte.

Avevo tredici anni quando ho visto per la prima volta il razzismo in Australia. Nel 2015, dopo una serie di commenti razzisti e i fischi inesorabili dai tifosi, il giocatore indigeno, Adam Goodes, è stato costretto a lasciare la sua carriera in AFL. Più tardi, quando avevo quindici anni, i miei genitori mi hanno raccontato delle risse a Cronulla dove le persone di origine mediorientale sono state diffamate e aggredite da grandi folle. Con il passare degli anni, ho realizzato sempre di più il modo in cui il razzismo continua a esistere sotto il nostro naso, qui in Australia. Adesso a diciotto anni, capisco che perfino l’Australia non è immune al razzismo e anche oggi, varie minoranze sono continuamente danneggiate da questo

modo antiquato di pensare. Il modo in cui si manifesta il razzismo all’interno della società australiana è piuttosto complicato poiché la nostra comunità multiculturale può nascondere gli effetti in corso della xenofobia e dell’intolleranza. Oggigiorno l’Australia è una nazione con una società molto diversa e mista, abitata da molti gruppi etnici diversi, come per esempio il 5,6% della popolazione è cinese, il 4,6% italiano, il 4,5% tedesco e il 2,8% indigeno. Infatti, oltre il 30 per cento della popolazione australiana nel 2019 è nata all’estero.

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Questa eterogeneità potrebbe creare un’illusione di una società tollerante e aperta, però se si guarda oltre la superficie, si rivela la brutta realtà di un razzismo che si verifica in tutta l’Australia. Questi atteggiamenti razzisti iniziarono a fiorire dopo l’insediamento europeo dell’Australia. Dopo 65.000 anni di abitazione, gli indigeni dell’Australia furono espropriati e i loro usi e costumi tradizionali furono sostituiti da una nuova cultura britannica. È questa invasione che ha dato inizio alla lunga storia del razzismo in Australia. Dopo l’insediamento, agli australiani indigeni sono stati, per lo più, negati i privilegi di cittadinanza dati ad altri, migliaia sono stati uccisi e intere generazioni di bambini sono stati rubati ai loro genitori e privati della loro eredità culturale. Per di più, dopo la federazione d’Australia nel 1901, furono messe in atto varie leggi che cercavano di preservare l’aspetto ‘occidentale’ della cultura australiana. Il ‘White Australia Policy’ è stato promulgato per limitare l’immigrazione, e così facendo, ha provocato una discriminazione della razza. Purtroppo, queste forme di razzismo non sono state eliminate dalla nostra società. Infatti, credo che il razzismo sia vivo e vegeto in questo Paese, anche se in una forma più sottile. Basta guardare alla disuguaglianza nelle condizioni sanitarie e si possono vedere le ingiuste difficoltà che devono subire ancora oggi le popolazioni indigene. Attualmente, l’aspettativa di vita media per gli australiani indigeni è di 10 anni in meno rispetto agli australiani non indigeni. Inoltre, nelle popolazioni indigene, c’è un più alto tasso di mortalità infantile, disoccupazione e prigionia. Questo riconoscimento del razzismo qui in Australia non è solo una triste riflessione sulla nostra società ma è anche un’opportunità per migliorarci. Accettando le nostre colpe, possiamo mettere in azione varie strategie per risolverle e così facendo, possiamo creare un futuro senza conflitti razziali. Un breve sguardo al passato dell’Australia rivela anche grandi passi verso una società più tollerante e rende evidenti i ferventi tentativi dell’Australia per migliorare e reinventarsi. Il referendum del 1967, quasi all’unanimità, ha permesso il riconoscimento legale degli aborigeni; il ‘Racial Discrimination Act 1975’ ha ufficialmente bandito la discriminazione razziale e il primo ministro nel 2008 ha chiesto formalmente scusa alle generazioni di bambini allontanati con la forza dalle loro famiglie dalle agenzie federali australiane. Questi eventi mostrano un avanzamento verso l’eliminazione del razzismo qui in Australia e offrono la speranza per il futuro, facendo immaginare che un futuro senza il razzismo sia possibile se queste iniziative continuano. Se qui in Australia continuiamo a prestare attenzione ai problemi derivanti dal razzismo, per esempio attraverso il finanziamento continuato del ‘Closing the Gap’ programma, nonché l’implementazione di programmi di educazione dove si imparano i pericoli del razzismo, credo che un futuro senza i conflitti razziali sia possibile. Insomma, è vero che l’Australia non è immune al razzismo. Un’indagine più ravvicinata svela molti casi di razzismo qui in Australia. Anche la recente pandemia del Covid-19 ha indotto una marea di xenofobia e odio verso popolazioni asiatiche. Però, attraverso il riconoscimento di questa colpa, possiamo affrontare questi problemi, possiamo migliorare il nostro atteggiamento e insieme possiamo evitare la ripresa degli eventi come il trattamento razzista di Adam Goodes e la violenza a Cronulla per vivere in un futuro senza i conflitti razziali.

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o country is said to be immune to racism. What is your opinion on this? What do you think is the situation in Australia? Do you think that in the future it will be possible to live without racial conflicts? Justify your answers. I was thirteen when I first saw racism in Australia. In 2015, after a series of racist comments and relentless boos from fans, indigenous player, Adam Goodes was forced to leave his AFL career. Later, when I was fifteen, my parents told me about the fights in Cronulla where people of Middle Eastern origin were vilified and attacked by large crowds. Over the years, I have realized more and more, the way racism continues to exist under our noses here in Australia. Now, at eighteen, I understand that even Australia is not immune to racism and even today, various minorities are continually harmed by this antiquated way of thinking. How racism exists within Australian society is quite complicated as our multicultural community can hide the ongoing effects of xenophobia and intolerance. Today Australia is a nation with a very different and mixed society, inhabited by many different ethnic groups, such as for example 5.6% of the population is Chinese, 4.6% Italian, 4.5% German and the 2.8% indigenous. In fact, over 30 percent of the Australian population in 2019 was born overseas. This heterogeneity could create an illusion of a tolerant and open society, but if you look beyond the surface, it turns out to be an ugly reality of a racism that occurs throughout Australia. These racist attitudes began to flourish after the European settlement of Australia. After 65,000 years of habitation, the natives of Australia were dispossessed, and their traditional customs and traditions replaced by a new British culture. It is this invasion that started Australia’s long history of racism. After settlement, Indigenous Australians were, for the most part, denied the privileges of citizenship given to others, thousands were killed, and entire generations of children were stolen from their parents as well as their inheritance. In addition, after the federation of Australia in 1901, various laws were enacted that sought to preserve the ‘Western’ aspect of Australian culture. The ‘White Australia Policy’ was enacted to restrict immigration, and in doing so, discriminating by race. Unfortunately, these forms of racism have not been eliminated from our society, in fact, I believe that racism is alive and well in this country, albeit in a more subtle form. Just look at the inequality in health conditions and you can see the unjust difficulties that indigenous peoples still have to suffer today. Currently, the average life expectancy for Indigenous Australians is 10 years shorter than for non-Indigenous Australians. Furthermore, in indigenous peoples, there is a higher rate of infant mortality, unemployment, and prison. This recognition of racism here in Australia is not only a sad reflection on our society but also an opportunity to improve ourselves. By accepting our faults, we can put various strategies into action to resolve them and by doing so, we can create a future without racial conflicts. A brief look into Australia’s past also reveals great strides towards a more tolerant society and highlights Australia’s fervent attempts to improve and reinvent itself. The referendum of 1967, almost unanimously, allowed the legal recognition of Aborigines, the ‘Racial Discrimination Act 1975’ officially banned racial discrimination and formal apologies from the prime minister in 2008 issued an apology to generations of estranged children with force from their families

by Australian federal agencies. These events show progress towards the elimination of racism here in Australia and offer hope for the future, showing that a future without racism is possible if these initiatives continue. If here in Australia, we continue to pay attention to the problems arising from racism, for example the continued funding of the ‘Closing the Gap’ program, as well as the implementation of education programs where the dangers of racism are learned, I believe that a future without the racial conflict is possible. In short, it is true that Australia is not immune to racism. A closer investigation uncovers many cases of racism here in Australia. The recent Covid-19 pandemic has also induced a flood of xenophobia and hatred towards Asian populations. However, through the recognition of this guilt, we can address these problems, we can improve our attitude and together we can avoid the resumption of events such as the racist treatment of Adam Goodes and the violence in Cronulla to live in a future without racial conflicts. ----------------------------

ARNAV KALRA Year 12, Sydney Grammar School Teacher: Catherine Angeloni SecoNd PRize

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i dice che nessun Paese sia immune al razzismo. Qual è la tua opinione al riguardo? Qual è la situazione in Australia? Pensi che nel futuro sarà possibile vivere senza conflitti razziali? Motiva le tue risposte. Il razzismo è un veleno, che distrugge l’umanità. Come il morso dei serpenti che diffonde il veleno lentamente attraverso le vene e corrode il sangue, il razzismo è una cosa che, anche tramite poche parole, può rovinare la nostra felicità, le nostre speranze e i nostri sogni. Purtroppo, questa realtà è difficile da sfuggire, allora sebbene questo faccia arrabbiare tante persone, dobbiamo canalizzare la nostra collera per stimolare il cambiamento, e per migliorare la vita delle persone discriminate. Questa idea di un’ingiustizia che pervade tutta la società, non è nuova per l’età moderna. Basti pensare a Martin Luther King, un uomo meraviglioso che è diventato uno dei più grandi attivisti della storia moderna perchè sapeva che bisognava cambiare lo status quo – cioè, il razzismo e la discriminazione che gli afroamericani, come lui, dovevano affrontare e superare giorno dopo giorno – ed è stato motivato dalla sua passione per la giustizia sociale. Martin Luther King ha aperto il discorso sulla disuguaglianza innata che esisteva per la sua famiglia, i suoi amici e le altre persone della sua classe sociale. Aveva “un sogno” semplice ma grande che un giorno, i suoi figli venissero giudicati non per il colore della loro pelle, ma per la qualità del loro carattere. Purtroppo, sessanta anni dopo il suo famoso discorso, il mondo è rimasto scioccato dalla morte di George Floyd, un incidente che ci ha mostrato che il razzismo continua ad agire come un veleno nella società. La morte di George Floyd, non provocata e ingiustificata, è evidenza che il razzismo è ancora un problema nel mondo, allora si deve pensare se un futuro senza discriminazione è addirittura possibile, considerando la sua presenza al giorno d’oggi.

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cont.


Purtroppo, nessun paese è immune al razzismo, e se riflettiamo sul corso della storia ci rendiamo conto che il razzismo è sempre esistito in ogni paese, infatti, la nostra conoscenza moderna della discriminazione, la dobbiamo a uomini, come Primo Levi, che l’hanno dovuta affrontare, e che hanno condiviso le loro esperienze per aumentare la consapevolezza di questo terribile fenomeno umano. Basti pensare ad Anna Frank, una giovane e sensibile ragazza ebrea, vittima dell’Olocausto soprattutto in Germania e Polonia, uno dei peggiori periodi della storia dell’umanità. Il diario di Anna Frank, è diventato simbolo del suo coraggio, e le sue parole ci fanno capire che il razzismo è anche assurdo e non ha senso perchè Anna Frank era una ragazza normale, come tutti noi, con le sue emozioni e le sue speranze. In Australia, la situazione non è migliore rispetto a ciò che abbiamo visto in altri Paesi, come gli Stati Uniti. Sebbene ci siano meno persone e quindi il tasso del razzismo debba essere più basso, la discriminazione contro gli australiani indigeni, solo per il colore della pelle, attesta la realtà devastante dell’oppressione che esiste ancora oggi. Il veleno ha cominciato a formarsi alla fine del diciannovesimo secolo, con la segregazione – i bagni, i ristoranti, le case – non era possibile per gli aborigeni vivere senza pregiudizi e senza sanzioni su tutti gli aspetti della vita quotidiana. Ancora oggi il veleno prevale, basti pensare alla situazione a Surry Hills, solo una settimana dopo la morte di George Floyd, in cui un giovane australiano indigeno è stato spinto di faccia sul pavimento per “nessuna ragione,” eccetto le sue minacce verbali (non c’erano minacce fisiche). Sebbene sia difficile accettare, il razzismo esiste in una forma terribile, qui in Australia. Allora cosa dobbiamo fare per affrontare e superare il razzismo? La cosa più ovvia è di sfidarlo e di parlarne apertamente, di esprimere i nostri sogni per un mondo più unito dove si rispetta la dignità di tutti in modo uguale e di eliminare la povertà. Anne Frank, non aveva paura di scrivere i suoi pensieri e i suoi dubbi. Rosa Parks, ha sfidato con coraggio, l’opinione corrente, quando ha rifiutato di cambiare posto sull’autobus. Inoltre, dobbiamo unirci. Recentemente, in tutto il mondo abbiamo visto le proteste nelle strade e l’ascesa del movimento “le vite dei neri contano!” Quando si sfida lo status quo, si vedono i cambiamenti; allora è vitale non conformarsi, non rimanere in silenzio. Usate le vostre voci! Fatevi sentire! Quanto all’idea di un futuro senza discriminazione, senza razzismo, non so se è possibile. Qualsiasi cosa si faccia, non si andrà mai completamente d’accordo, allora, i cambiamenti sono spesso difficili da realizzare. Certo se siamo forti e resilienti la situazione per gli oppressi potrebbe migliorare, però, nonostante ci sia un antidoto, il veleno prevarrà sempre. ----------------------------

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t is said that no country is immune to racism. What is your opinion about it? What is the situation in Australia? Do you think that in the future it will be possible to live without racial conflicts? Motivate your answers. Racism is a poison that destroys humanity. Like the snake bite that slowly spreads through the veins and corrodes the blood, racism is something that, even with a few words, can ruin our happiness, our hopes and our dreams. Unfortunately, this reality is difficult to escape, so although this angers many people, we must channel our anger to stimulate change, and to improve the lives of people who are discriminated against. This idea of an injustice that pervades throughout

society is not new in this modern time. Just think of Martin Luther King, a wonderful man who became one of the greatest activists in modern history because he knew that the status quo had to be changed - that is, the racism and discrimination that African Americans, like him, had to face and overcome day after day and it was motivated by his passion for social justice. Martin Luther King opened the discussion on the innate inequality that existed for his family, friends, and other people in his social class. He had a “dream” simple but great that one day his children would be judged not by the colour of their skin, but by the quality of their character. Unfortunately, sixty years after his famous speech, the world was shocked by the death of George Floyd, an incident that showed us that racism continues to act like a poison in society. The death of George Floyd, unprovoked and unjustified, is evidence that racism is still a problem in the world, so we must think if a future without discrimination is even possible, considering its present today. Unfortunately, no country is immune to racism, and if we reflect on the course of history we realize that racism has always existed in every country, in fact, our modern knowledge of discrimination, we owe it to men like Primo Levi, who had to face it, and shared their experiences to raise awareness of this terrible human phenomenon. Just think of Anne Frank, a sensitive young Jewish girl, a victim of the Holocaust especially in Germany and Poland, one of the worst periods in human history. The diary, in which Anne Frank wrote, has become a symbol of her courage, and her words make us understand that racism is also absurd that it makes no sense because Anne Frank was a normal girl, like all of us, with her emotions and her hopes. In Australia, the situation is no better than what we have seen in countries like the United States. Although there are less people and therefore the rate of racism should be lower, discrimination against Indigenous Australians, by skin colour alone, attests to the devastating reality of the oppression that still exists today. The poison began to form in late nineteenth century, with segregation - bathrooms, restaurants, homes - it was not possible for Aborigines to live without judgment and sanctions on all aspects of daily life. Poison still prevails today, just think of the situation in Surry Hills, just a week after George Floyd’s death, where a young indigenous Australian was pushed face down to the floor for “no reason” other than his verbal threats (there were no physical threats). Although hard to accept, racism exists in a terrible form here in Australia. So, what do we need to do to address and overcome racism? The most obvious thing is to challenge and to talk about it openly, to express our dreams for a more united world where the dignity of all is respected equally and to eliminate poverty. Anne Frank was not afraid to write down her thoughts and her doubts. Rosa Parks bravely challenged current opinion when she refused to swap seats in the bus. Also, we need to be united. Recently, all over the world we have seen protests in the streets and the rise of the movement “Black Lives Matter!” When you challenge the status quo, we can see changes; therefore, it is vital not to conform, and not to remain silent. Use your voices! Speak up! The idea of a future without discrimination, without racism? I do not know if it’s possible. Whatever you do, you will never get along completely, then, changes are often difficult to make. Of course, if we are strong and resilient the situation for the oppressed could improve, but although there is an antidote, the poison will always prevail.

JEMMA PATON Year 11, Cairns State High School Teacher: Maria Ballarini Third PrizE

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i dice che nessun Paese sia immune al razzismo. Qual è la tua opinione al riguardo? Qual è la situazione in Australia? Pensi che nel futuro sarà possibile vivere senza conflitti razziali? Motiva le tue risposte. In Australia è illegale “fare qualcosa in pubblico basato sulla razza, il colore, l’origine etnica e nazionale di una persona o di un gruppo di persone che ha la capacità di offendere, insultare, umiliare o intimidire.” Io sono nata e cresciuta in questo Paese e non sapevo nemmeno che abbiamo questa legge. Ma forse è perchè ho visto il razzismo con i miei occhi. Uno studio del 2017 commissionato dalla SBS ha scoperto che “1 Australiano su 5 ha subìto nella propria vita episodi di razzismo.” Le mie esperienze, sebbene limitate, mi spingono a concordare che nessun Paese sia immune dal razzismo. Purtroppo, il razzismo è una ‘caratteristica illustre’ in così tante società. Forse è allettante scegliere la strada più facile e ritenere che sia naturale o congenito. Non credo che questo sia vero. Se il razzismo è una struttura sociale creata per mano dell`uomo, significa che il genere umano può anche distruggerla. Direi che qui in Australia c’è ancora molto da fare nella lotta contro il razzismo e la discriminazione. Un nuovo studio della Australian National University ha rivelato che tre su quattro australiani del Western Australia e del Queensland hanno mostrato i livelli di razzismo inconscio più alti. Ma gradualmente le cose stanno cambiando. Qualche mese fa abbiamo visto manifestazioni del movimento Black Lives Matter in numerose città australiane. Hanno protestato non solo contro il razzismo all’estero, ma anche sul nostro suolo natìo. Dal 1991 a oggi ci sono stati almeno 432 morti registrate durante la custodia cautelare delle forze dell’ordine. Nessuno è mai stato condannato. L’ aspettativa di vita degli aborigeni e gli isolani dello Stretto di Torres è un decennio meno se paragonato agli altri Australiani e il reddito medio di una famiglia aborigena è del 37 per cento in meno rispetto a quello della popolazione. Gli aborigeni e gli isolani dello Stretto di Torres costituiscono solo il 2,8 per cento della popolazione australiana ma i loro adulti sono tredici volte più probabili di essere arrestati. L’Australia deve con ogni evidenza operare un cambiamento radicale se vogliamo realizzare l’uguaglianza razziale. Nel corso degli ultimi decenni, le misure dei pregiudizi espliciti infatti sono state in discesa. Sembrava che stessimo andando così bene in Australia. Ma poi è successo il COVID-19 che ha apportato un aumento orripilante di aggressioni razziste. Adesso il governo cinese dice ai suoi studenti: “In Australia ci sono attacchi razzisti, non andateci!” L’Australia non è l’unico Paese che si è occupato della lotta alla discriminazione. L’agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è “un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.” Il sedicesimo obiettivo di viluppo sostenibile mira a “promuovere le istituzioni inclusive e lo stato di diritto, e fornire l’accesso alla giustizia per tutti e a costruire istituzioni efficaci, responsabili e inclusive a tutti i livelli.” cont.

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Dobbiamo assicurarci che la tecnologia del futuro arricchisca invece di distruggere la diversità. Dobbiamo costruire un mondo dove ogni persona è rispettata e possiamo godere delle nostre differenze perchè questo non è il caso al momento. Ci rivolgiamo alla tecnologia per trovare soluzioni ai problemi. Ma quando la società raffigura le persone di colore e le minoranze etiche come ‘il problema’, fa più male che bene. La tecnologia è nè imparzale nè obiettiva. Può produrre discriminazione in tutti gli aspetti della vita come l’educazione, il lavoro, la sanità e la giustizia penale. Stiamo già combattendo questi problemi oggi. Il primo passo per risolverli è capire i nostri pregiudizi e sfidare noi stessi e gli altri sul comportamento inadatto; richiedere trasparenza sugli algoritmi e mettere in discussione la loro oggettività. Dobbiamo ritenere le imprese responsabili di mantenere la diversità nella loro forza-lavoro e assicurare che i loro prodotti siano inclusivi. Maggiore è la diversità nel campo della tecnologia, meglio è. Sulla base di questa prova, mi piacerebbe credere che possiamo sconfiggere il razzismo esplicito. In seguito, il passo successivo sarebbe ovviamente eliminare il razzismo implicito. Spero che si possa trovare un modo con cui eliminarlo, ma non credo che succederà nella mia vita. ----------------------------

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t is said that no country is immune to racism. What is your opinion on this? What do you think is the situation in Australia? Do you think that in the future it will be possible to live without racial conflicts? Motivate your answers. In Australia it is illegal to “do anything in public based on the race, colour, ethnic or national origin of a person or group of people who has the ability to offend, insult, humiliate or intimidate.” 1 I was born and raised in this country, and I didn’t even know we have such a law. But maybe it’s because I saw racism with my own eyes. A 2017 study commissioned by SBS found that “1 in 5 Australians have experienced racism in their lives.”2 My experiences, although limited, tend to agree that no country is immune to racism. Unfortunately, racism is an ‘illustrious feature’ in so many societies. Perhaps it is tempting to take the easy way out and assume that it is natural or congenital. I don’t think this is true. If racism is a social structure created by man, it means that mankind can also destroy it. I would say that here in Australia there is still a lot to do in the fight against racism and discrimination. A new study by the Australian National University revealed that three out of four Australians from Western Australia and Queensland showed higher levels of unconscious racism.3 But gradually things are changing. A few months ago, we saw demonstrations of the Black Lives Matter movement in numerous Australian cities. They protested not only against racism abroad, but also on our native soil. From 1991 to date, there have been at least 432 deaths recorded during the pre-trial detention of the police. No one has ever been convicted. The life expectancy of Aboriginal people and Torres Strait Islanders is a decade shorter compared to other Australians and the average income of an Aboriginal family is 37 per cent less than that of the population. Aboriginal people and Torres Strait Islanders make up only 2.8 per cent of Australia’s population but their adults are thirteen times more likely to be arrested.4 Australia clearly needs to make a radical change if we

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are to achieve this racial equality. In fact, over the past few decades, the measures of explicit bias have been on the decline.5 It seemed like we were doing so well in Australia. But then COVID-19 happened, and it brought a horrifying increase in racist attacks. Now the Chinese government is telling its students: “There are racist attacks in Australia, don’t go there.” 6 Australia is not the only country that has dealt fighting against discrimination. The 2030 Agenda for Sustainable Development is “an action program for people, the planet and prosperity and it was signed by governments from 193 countries in September 2015, members of the UN.” The sixteenth Sustainable Development Goal aims to” promote inclusive institutions and the rule of law and provide access to justice for all and build effective accountability and inclusion at all levels.”7 We need to make sure that the technology of the future enriches instead of demolishing diversity. We must build a world where every person is respected, and we can enjoy our differences because this is not the case now. We turn to technology to find solutions to problems. But when society portrays people of colour and ethical minorities as the problem, it does more harm than good.8 Technology is neither impartial nor objective. It can produce discrimination in all aspects of life such as education, work, health, and criminal justice.9 We are already fighting these troubles today. The first step in resolving them is to understand our prejudices and challenge ourselves and others about inappropriate behaviour. Request transparency on algorithms and question their objectivity. We must hold businesses accountable for maintaining diversity in the workforce and ensuring that its products are inclusive. The more diversity in the technology field, the better it is. Based on this evidence I would like to believe that we can defeat explicit racism. Then the next step would obviously be to eliminate the underlying racism. I hope we find a way we can do it, but I don’t think it will be in my lifetime. ----------------------------

ANTONIA PALERMO Year 11, Mercedes College, WA Teacher: Carmelina Grassi PARTEcIPATION PRIzE

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i dice che nessun Paese sia immune al razzismo. Qual è la tua opinione al riguardo? Qual è la situazione in Australia? Pensi che nel futuro sarà possibile vivere senza conflitti razziali? Motiva le tue risposte. Il razzismo è un problema grave ed evidente in qualsiasi società dagli albori della civiltà. Si può manifestare in forma di pregiudizio, di discriminazione o di disprezzo rivolto a qualcuno a causa del suo colore della pelle, della sua appartenenza etnica o delle sue origini culturali. Si dice che nessun paese sia immune al razzismo e qualsiasi persona di qualsiasi razza ne può soffrire, provocando il timore, il dubbio, la vergogna e anche la responsabilità ingiustificata. Il razzismo porta anche a conflitti grandi, proprio a causa di quelle persone che disprezzano certe razze: chiari esempi durante la storia sono la seconda guerra mondiale, fondata sull’antisemitismo, o più recentemente la crudeltà e la violenza ingiustificata dei poliziotti negli Stati Uniti e anche qui in Australia.

Essendo io un’ adolescente nata e cresciuta in Australia durante il ventunesimo secolo, la mia opinione riguardo al razzismo e ai suoi avvenimenti nel mondo moderno è ovviamente che sia intollerabile. Mi piacerebbe credere che il mondo di oggi fosse un posto diverso dal mondo che negò a così tante persone diritti e opportunità fondamentali e che perseguitò comunità intere semplicemente a causa del colore della loro pelle. Purtroppo, nella società in cui viviamo il razzismo ancora esiste, in forme diverse dal passato, ma la lotta non è ancora vinta, e secondo me, la credenza che il razzismo non esista e non riguardi tanta gente è assolutamente scioccante e orrenda. Con l’educazione che tutti i giovani possono ricevere nel nostro paese, non c’è una vera giustificazione per il pregiudizio o gli stereotipi razziali, e grazie a questa educazione, dovremmo unirci come un paese e una generazione per far rispettare la dignità di tutti, a prescindere dalla razza o dall’appartenenza etnica. Secondo me, la situazione del razzismo in Australia è ripugnante e dilagante, a causa della discriminazione che la popolazione indigena riceve, dato che abitiamo sulla terra che originariamente apparteneva a loro, e che gli è stata rubata. L’Australia è la patria di persone che vengono da tutto il mondo, però quando consideriamo il razzismo in Australia, le persone che soffrono di più per il razzismo sono gli indigeni australiani. La discriminazione verso le persone indigene è sempre stata un problema e lo è tutt’ora nella storia del nostro Paese; prova evidente di ciò è il tema della ‘generazione rubata’, quando i bambini indigeni sono stati derubati delle loro case, delle loro famiglie e della loro cultura, e sono stati educati a comportarsi come i bambini bianchi. Però, nonostante che questo sia successo molti anni fa, i nativi sono ancora maltrattati oggi. Infatti la settimana scorsa, mentre la mia squadra e io giocavamo una partita di calcio, una macchina è passata e un uomo ha gridato dal finestrino alla mia amica aborigena, chiamandola con dei nomi raccapriccianti e irripetibili. Questo mi ha colpito tanto, e non pensavo che ci fossero ancora, nel 2020 queste opinioni ignoranti e crudeli. Dato che l’Australia è un paese multiculturale, la discriminazione verso gli indigeni è davvero deludente, e continuamente mostra che dobbiamo imparare dai nostri sbagli pregressi e trattare ogni persona in modo uguale, nonostante le loro differenze che invece dovrebbero essere celebrate. Io penso che nel futuro sarà possibile vivere in un paese senza conflitti razziali, però se vogliamo che questo avvenga, ci sono dei cambiamenti che devono succedere prima. In primo luogo, ci deve essere il riconoscimento che il razzismo esiste e impatta tante persone, e inoltre il riconoscimento che il nostro paese, come tanti altri paesi, è stato costruito su delle credenze discriminatorie, e le dobbiamo debellare. In secondo luogo, tutti i bambini devono imparare che ogni persona è uguale e che il colore della pelle non importa, e che noi siamo abbastanza grandi per capire queste idee, per cambiare le nostre opinioni e considerare ogni persona uguale. Adorerei vedere un mondo in cui la parità dei diritti fosse la realtà per tutti, però riconosco che ci vorranno ancora tanti anni per raggiungere questo obiettivo, specialmente a causa di sentimentixenofobi nei confronti dei paesi meno avanzati. In Australia dobbiamo essere uniti per eliminare il razzismo ed essere un esempio da cui altri paesi possono imparare. Credo fermamente che vivremo in un mondo così un giorno, e spero solo che io ci sarò ancora per vederlo. cont.

GRUPPO DELL’AMICIZIA IN MEMORIA DI ENRICA INGLESE


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t is said that no country is immune to racism. What is your opinion about it? What is the situation in Australia? Do you think that in the future it will be possible to live without racial conflicts? Motivate your answers. Racism has been a serious and obvious problem in any society since the dawn of civilization. It can manifest itself in the form of prejudice, discrimination, or contempt for someone because of their skin colour, ethnicity, or cultural background. It is said that no country is immune to racism and any person of any race can suffer from it, causing fear, doubt, shame, and even unwarranted responsibility. Racism also leads to great conflicts, precisely because of those people who despise certain races: clear examples throughout history are the Second World War, founded on antiSemitism, or more recently the cruelty and unjustified violence of policemen in the United States and here in Australia. As a teenager born and raised in Australia during the 21st century, my view of racism and its happenings in the modern way is obviously intolerable. I would like to believe that today’s world was a place other than the world that denied so many fundamental rights and opportunities to so many people and that haunted entire communities simply because of the colour of their skin. Unfortunately, in the society we live in racism still exists, in forms other than the past,

but the fight is not yet won, and in my opinion, the belief that racism does not exist and does not affect so many people is shocking and horrendous. With the education that all young people can receive in our country, there is no real justification for prejudice or racial stereotypes, and thanks to this education, we should come together as a country and a generation to enforce dignity and respect for everyone, regardless of race or ethnicity. In my opinion, the situation of racism in Australia is repugnant and rampant, due to the discrimination that the indigenous population receives, as we live on the land that originally belonged to them and that it was stolen from them. Australia is home to people who come from all over the world, but when we consider racism in Australia, the people who suffer most from racism are the indigenous Australians. Discrimination against indigenous people has always been a problem and still is in the history of our country; Evidence of this is the stolen generation problem, when indigenous children were stolen from their homes, families, and culture, and were educated to behave like white children. However, despite this happening many years ago, the natives are still mistreated today. In fact, last week, while my team and I were playing a football match, a car passed, and a man shouted from the window creepy and unrepeatable names to my Aboriginal friend. This struck me so much, and I did not think that

in the year two thousand and twenty there were still these ignorant and cruel opinions. Given that Australia is a multicultural country, the discrimination against indigenous people is truly disappointing, and it continually shows that we must learn from our past mistakes and treat every person equally, despite their differences which instead should be celebrated. I think that in the future it will be possible to live in a country without racial conflicts, but if we want this to happen, there are changes that must happen. First, there must be the recognition that racism exists and impacts many people, and the recognition that our country, like so many other countries, has been built on discriminatory beliefs, and we must eradicate them. Secondly, all children must learn that every person is the same and that the colour of the skin does not matter, and that we are old enough to understand these ideas, to change our opinions and to consider every person equal. I would love to see a world where equal rights are the reality for all, but I recognize that there will still be many years to achieve this, especially because of the xenophobic sentiments towards the less advanced countries. In Australia we need to stand together to eliminate racism and be an example that other countries can learn from. I firmly believe that one day, we will live in such a world, and I only hope that I will be there to see it.

Award Winners 2020 Intermediate School ISABELLA SAINOVSKI Year 8, Stretton State College QLD Teacher: Maria Ghiggi FIrSt PrIzE LEONArdO dA VINcI

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alve, mi chiamo Leonardo Da Vinci e oggi ti scrivo della mia vita. Sono uno degli italiani più famosi di tutti i tempi, noto per la mia opera come pittore, scultore, architetto, ingegnere, musicista, inventore e scienziato. Ho fatto molte grandi cose, ma è certo che sono molto famoso per il mio quadro, ‘La Monna Lisa’come si chiama in inglese ‘The Mona Lisa’, che è forse il dipinto più famoso nel modo. Sono nato il 15 aprile 1452, vicino a Firenze, e i miei genitori sono italiani; mia madre si chiamava Caterina e mio padre Ser Piero, ma io sono vissuto con mio padre da quando ero un bambino molto piccolo. Da ragazzo mi piaceva molto leggere e visitavo spesso la biblioteca della mia casa. A questa età ho anche iniziato con la pittura. La mia città, Vinci, era molto famosa per le sue opere d’arte, e per questo ho studiato pittura. Quando avevo quindici anni, ho iniziato a lavorare come apprendista a Firenze, con un artista chiamato Andrea del Verrocchio. Anche da giovane apprendista ero molto talentuoso, e mentre operavo con Andrea del Verrocchio, dal 1470 a 1475, ho fatto e ho

contribuito a molte opere d’arte. Una delle piu notevoli opere in questo periodo è l’angelo che ho dipinto sulla pittura di Verrocchio, “Baptism of Christ”, che era così bello che Verrocchio ha deciso di smettere di dipingere. Per il mio primo vero lavoro, ho creato opere d’arte per il Duca di Milano per diciassette anni, e durante questi anni ho fatto le più straordinarie scoperte della mia vita, nella scienza e nell’ arte, cose come le armi e gli aeroplani. Ho scritto e disegnato molte delle mie opere di quel tempo in quaderni che esistono ancora oggi. Molte di queste invenzioni non sono state create fino a molti anni dopo la mia morte, cosa che rivela anche di più come era superiore la mia intelligenza. Dopo la morte del Duca di Milano nel1499, ho lavorato dappertutto in Italia per sedici anni, come architetto e pittore. Io ho anche servito come ingegnere nell’esercito dei Borgia. Nel 1503 circa, ho iniziato a dipingere quella che considerano la mia opera più famosa, “La Gioconda” o “The Mona Lisa”. Per gli ultimi anni della mia vita, mi sono concentrato sui miei studi in anatomia, architettura, ingegneria e molte altre materie. Durante questo periodo, ho lavorato per molte persone importanti,inclusi il Papa e il Re di Francia, Francis I. Fino alla mia morte ho lavorato con il Re come Primo Pittore, Ingegnere e Architetto. Sono morto il 2 maggio 1519 ad Amboise, in Francia, dopo una vita molto incredibile e famosa, che ha alterato il mondo in un modo straordinario.

LEONArdO dA VINcI

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i, my name is Leonardo Da Vinci and today I will write about my life. I am one of the most famous Italians of all times, known for my work as a painter, sculptor, architect, engineer, musician, inventor, and scientist. I have done many great things, but it is certain that I am very famous for my painting, ‘La Mona Lisa’ as it is called in English ‘The Mona Lisa’, which is perhaps the most famous painting in the world. I was born on April 15, 1452, near Florence, and my parents are Italian; my mother Caterina and my father called Ser Piero; but I lived with my father since I was a very small child. As a boy I was very fond of reading and often visited the library in my home. At this age I also started painting. My city, Vinci, was very famous for its works of art, and it was for this reason that I studied painting. When I was fifteen, I started working in Florence with an artist called Andrea del Verrocchio as an apprentice. Even as a young apprentice, I was very talented, and while working with Andrea del Verrocchio, from 1470 to 1475, I made and contributed to many works of art. One of my most notable works of this time is the angel that I painted on Verrocchio’s painting, “Baptism of Christ”, which was so beautiful that Verrocchio decided to stop painting. For my first real job, I created works of art for the Duke of Milan for seventeen years, and during these years I made many of the most extraordinary discoveries in my life, in science and art, such as weapons and airplanes.

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cont.

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I wrote and drew many of my works of that time in notebooks that still exist today. Many of these inventions were not created until many years after my death, which reveals even more how superior my intelligence was. After the death of the Duke of Milan in 1499, I worked all over Italy for sixteen years, as an architect and painter. I also served as an engineer with the army of Borgia. Around 1503, I started painting what is called my most famous work, “La Gioconda” or “The Mona Lisa”. For the last few years of my life, I focused on my studies in anatomy, architecture, engineering, and many other subjects. During that time, I worked for many important people including the Pope and the King of France, Francis I. Until my death, I worked with the King as the Premier Painter, Engineer and Architect. I died on May 2, 1519, in Amboise, France, after a very incredible and famous life, which altered the world in an extraordinary way. ----------------------------

SILVIO PORCELLI St Augustine’s College Brookvale Teacher: Stephanie D’Arcangeli SECOnd PRIzE VIta dI LEOnaRdO da VInCI

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ato nel 1452 a Vinci in Toscana, Leonardo Da Vinci era un pittore, architetto, inventore e studioso delle scienze. La sua grande intelligenza l’ha reso noto come “l’uomo del Rinascimento”.

court festival organizer and, in particular, sculptor. Ludovico il Moro asked Da Vinci to make an equestrian sculpture, made entirely of bronze, to give great honor to the founder Francesco Sforza. It took Da Vinci almost 12 years to make that huge statue and, in 1499, when the clay model was finally ready to be covered with bronze, in the midst of a conflict with the French and with the defeat of the Duke of Sforza, the statue was destroyed. Da Vinci, as an artist, was among one of the greats but he had a production speed similar to the speed of a snail and in his time as a painter he made few portraits and sculptures, and still few remain among us to this day. Between 1495 and 1498 he painted The Last Supper which is one of the best known frescoes in the world. This huge 15 by 29 foot fresco was made for the Monastery of Santa Maria. It is the last remaining fresco by the famous painter. The Gioconda, also known as the Mona Lisa, is the most famous portrait of Da Vinci, painted between 1503 and 1506. This half-length portrait is considered an archetypal masterpiece of the Italian Renaissance. The oil painting masterpiece is one of the best and most recognized in the world. It is exhibited in the Louvre Museum in Paris, France, since 1797. Da Vinci left Italy in 1516 when the French sovereign Francis offered him the title of “Head painter, engineer and architect of the king.” Da Vinci’s death occurred in 1519 at the age of 67, not long after the start of his new job. He died in Amboise in France in May 2, 1519 and is buried in the Saint-Florentin church.

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thE LIfE Of LEOnaRdO da VInCI

Oggi, Da Vinci è conosciuto più che altro come pittore, anche se pochi dei suoi ritratti sono sopravvissuti fino a noi, tra cui la sua famosissima Mona Lisa e L‘ Ultima Cena. Da Vinci è autore di tante invenzioni, osservazioni e teorie scritte nei suoi tantissimi quaderni segreti che all’epoca erano molto difficili da capire. L’ impeccabile combinazione di immaginazione e intelligenza gli ha dato le capacità di creare cose, almeno sulla carta, tipo la bicicletta, l’elicottero e anche un aeroplano tutto basato sulla sua conoscenza della fisiologia e capacità di volo del pipistrello. Crescendo Leonardo era vissuto molto con suo zio, perché i due avevano in comune un grande amore per la natura. I genitori di Leonardo non erano ancora sposati quando era nato e quando aveva circa cinque anni sua madre si è sposata con un altro uomo. Il padre aveva notato che Da Vinci già all’età di quindici anni mostrava un alto livello artistico, e l’ha messo a lavorare per quasi dieci anni vicino a un pittore e scultore molto noto, di nome Andrea del Verrocchio di Firenze. In questi anni spesi affianco ad Andrea, Da Vinci ha raffinato le sue abilità artistiche. Quando Da Vinci aveva vent’anni nel 1472, la corporazione dei pittori di Firenze gli ha offerto l’opportunità di diventare un membro, ma lui ha deciso di restare con Verrocchio fino a quando è diventato un maestro indipendente nel 1478. Nel 1482 ha iniziato a fare i suoi primi ritratti commissionati. Uno dei suoi lavori erano: Adoration of the Magi commissionato dai monaci Agostiniani per l’altare maggiore della chiesa di San Donato a Scopeto. Da Vinci non ha mai completato quel lavoro, perché non molto dopo si è trasferito nel nord dell’ Italia a Milano per lavorare per il clan degli Sforza al potere, lavorando come ingegnere, pittore, architetto, organizzatore di festival di corte e, in particolare, scultore. Ludovico il Moro ha chiesto a Da Vinci di fare una

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scultura equestre, fatta tutta in bronzo, per dare un grande onore al fondatore Francesco Sforza. Per fare quell’ enorme statua Da Vinci ci ha messo quasi dodici anni, e nel 1499, quando il modello di argilla era finalmente pronto per essere ricoperto di bronzo, nel mezzo di un conflitto con i francesi e con la sconfitta del duca di Sforza, la statua è stata distrutta. Da Vinci come artista era tra uno dei grandi ma aveva una velocità di produzione simile alla rapidità di una lumaca e nel suo tempo come pittore ha fatto pochi ritratti e sculture, di cui molto pochi rimangono oggi fra di noi. Dipinto tra il 1495 e il 1498 l‘ Ultima Cena è uno degli affreschi più conosciuti al mondo. Questo enorme affresco di 15 per 29 piedi è stato fatto nel Monastero di Santa Maria. È l’ultimo affresco rimasto del famoso pittore. La Gioconda conosciuta pure come la Monna Lisa è il ritratto più famoso di Da Vinci, dipinto tra il 1503 e il 1506. Questo ritratto a mezzo busto è considerato un capolavoro archetipo del Rinascimento Italiano. Questo capolavoro di pittura a olio è uno dei migliori e più riconosciuti al mondo. È esposto nel museo del Louvre a Parigi, in Francia, dal 1797. Da Vinci ha lasciato l’Italia nel 1516, quando il sovrano francese Francis gli ha offerto il titolo di “primo pittore, ingegnere e architetto del re.” La morte di Da Vinci è avvenuta nel 1519 a 67 anni, non molto dopo l’inizio di un suo nuovo lavoro. È morto ad Amboise in Francia il 2 maggio del 1519 ed è sepolto nella chiesa SaintFlorentin.

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SIMOna CRIVELLI

orn in 1452 in Vinci in Tuscany, Leonardo Da Vinci was a painter, architect, inventor and scholar of science. His great intelligence made him known as “the man of the Renaissance”.

Year 9, Genazzaro FCJ College, Kew, Vic

Today, Da Vinci is mostly known as a painter, although few of his portraits have survived to this day, including his famous Mona Lisa and The Last Supper. Da Vinci is the author of many inventions, observations and theories written in his many secret notebooks, which were very difficult to understand at the time. The impeccable combination of imagination and intelligence has given him the ability to create things, at least on paper, such as a bicycle, an helicopter and even an airplane, all based on his knowledge of the physiology and flight ability of the bats. Growing up, Da Vinci spent a lot of time with his uncle, because the two shared a great love for nature. Da Vinci’s parents weren’t married yet when he was born and when he was about five his mother married another man. His father had noticed that Leonardo at the age of fifteen already showed a high artistic level, and he encouraged him to work for almost ten years next to a well-known painter and sculptor, named Andrea del Verrocchio, from Florence. These years spent alongside Andrea, Da Vinci refined his artistic skills. In 1472, when Da Vinci was twenty, the federation of painters of Florence offered him the opportunity to become a member, but he decided to stay with Verrocchio until 1478, when he became an independent master. In 1482 he started doing his first commissioned portraits. One of his works were: The Adoration of the Magi commissioned by the Augustinian monks for the high altar of the church of San Donato in Scopeto. Da Vinci never completed that work, because not long after he had started it, he moved to Milan, in northern Italy, to work for the ruling Sforza clan, working as an engineer, painter, architect,

dantE aLIghIERI

Teacher: Tiziana Dodds thIRd PRIzE

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ante Alighieri, il padre della lingua italiana, è stato uno dei poeti italiani più famosi del suo tempo. Ha scritto di tutto, dalla filosofia alla politica all’aldilà. Alcuni dettagli della sua vita rimagono poco chiari, ma le sue opere ci hanno fornito ulteriori conoscenze sulla sua vita, la sua passione per la poesia e la sua cultura. È stato un modello per molte persone e ha in uenzato immensamente il mondo. Molte persone aspirano a essere come lui nella società moderna. InfanzIa, gIOVEntù E fORMazIOnE Dante Alighieri è nato a Firenze Italia, il 21 maggio 1263, da una famiglia della piccola nobiltà. Purtroppo, qualche anno dopo la sua nascita, la madre è morta. A scuola Dante ha studiato molte materie, come la poesia, l’arte e la musica solo per citarne alcune. Nell’anno 1283 anche suo padre, Alighiero di Bellincione, un commerciante, è morto e Dante a 17 anni è diventato il capofamiglia. Quando Dante aveva 12 anni, è stato deciso che doveva sposare Gemma Donati, la figlia di un`amica di famiglia. Nell`anno 1285 si sono sposati. Beatrice era un’altra donna di Dante. Purtroppo, quando Beatrice aveva solo 25 anni, è morta. La morte di Beatrice ha ispirato Dante a scrivere il libro intitolato “La Vita Nuova”, che sottolinea il suo tragico amore per Beatrice. Sempre nel periodo della sua morte, Alighieri si è dedicato alla politica e alla filosofia.

GRUPPO DELL’AMICIZIA IN MEMORIA DI ENRICA INGLESE

cont.


Carriera Dante Alighieri ha scritto molte opere per tutta la sua vita. Alcune di queste includono “Le Rime”, “Le Epistole” e “La Questione di acqua e terra”. “La Divina Commedia” è l’opera più famosa di Dante ed è stata composta durante il suo esilio tra il 1308 e il 1331. L’opera è divisa in tre parti, Inferno, Purgatorio e Paradiso. Inoltre, il suo libro intitolato “La Vita Nuova” è un’altra delle sue opere principali. È stata pubblicata prima del 1295 ed è una collezione di prosa e di versi che trattano del suo amore per Beatrice.

as a representation of human life which is through his perspective of him. Dante contributed to the evolution of literature. He helped generate the Renaissance, which transformed the world forever. Ultimately, this extraordinary poet had many successes and is considered one of the best writers in the world. He positively influenced literature and changed the way we see and write poetry. Thanks to him we have the Dante Alighieri Society, which promotes the Italian culture and language all over the world.

riConosCimenti Dante Alighieri ha ricevuto molti riconoscimenti. In particolare “La Divina Commedia” che è una delle opere più importanti nella letteratura italiana ed è la rappresentazione della vita umana attraverso la sua prospettiva. Dante ha contribuito all`evoluzione della letteratura. Ha anche contribuito a generare il Rinascimento, che ha trasformato il mondo per sempre. In definitiva, questo straordinario poeta ha avuto molti successi ed è considerato uno dei migliori scrittori nel mondo. Ha influenzato positivamente la letteratura e ha cambiato il modo di vedere e scrivere poesie. Grazie a lui abbiamo la Società Dante Alighieri, che promuove la cultura e la lingua italiana ovunque nel mondo.

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dove rimase fino al 1312. Assistette a scenari di città logorate da guerre civili e dal denaro e a una chiesa sempre più mondana. Questo stato di cose lo portò a scrivere la Divina Commedia, in cui viene immaginato un viaggio attraverso l’lnferno, il Purgatorio e il Paradiso. L’opera rappresenta il viaggio interiore e il personaggio di Dante Alighieri ed è una documentazione del Medioevo italiano ed europeo, con rappresentazioni ampie e drammatiche della realtà. Morì nel 1324 a Ravenna, dove tuttora è presente la sua tomba. ----------------------------

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ante Alighieri, the father of the Italian language, was one of the most famous Italian poets of his time. He wrote about everything, from philosophy to politics to the afterlife. Some details of his life remain unclear, but his works provided us with further knowledge about Dante’s ancestry, his passion for poetry and his culture. He has been a role model for many people and has influenced the world immensely. Many people aspire to be like him in modern society. ChilDhooD, youth anD eDuCation

Dante Alighieri was born in Firenze Italy, in May 21st 1263, from a family of small nobility. Unfortunately, a few years after he was born Alighieri’s mother died. At school, Dante studied many subjects, such as poetry, art and music just to name a few. In the year 1283 his father, Alighiero di Bellincione, a merchant, also died and Dante at 17 became the head of the family. When Dante was 12, it was arranged that he was to marry Gemma Donati, the daughter of a family friend. In the year 1285 they got married. Beatrice was another friend of Dante. Unfortunately, when Beatrice was only 25, she died. Beatrice’s death inspired him to write a book called “La Vita Nuova”, which underlines his tragic love for Beatrice. In the period of his death, Alighieri devoted himself to politics and philosophy. Career Dante Alighieri wrote many stories of his life. Some of the many works he created include “The Rhymes”, “The Epistles” and “The Matter of Water and Land”. “The Divine Comedy” is Dante’s most famous work and was composed during his exile, between 1308 and 1331. The poem was divided into three books, Hell, Purgatory and Paradise. Furthermore, his book entitled “The New Life” was another of his main works. It was published before 1295 and is a collection of prose and verses dealing with love for Beatrice. aCknowleDgments Dante Alighieri received many awards. In particular, he wrote “The Divine Comedy” which has been an important poem for over 650 years. He wrote that poem

luCa smith Year 7, Saint Patrick College, Sutherland Teacher: Angelina Di Mele PartiCiPation Prize Dante alighieri

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el 1265 a Firenze nasce Dante Alighieri da una famiglia appartenente alla piccola nobiltà cittadina. La buona condizione economica gli permise di raffinare la sua cultura, dedicandosi alle arti del Trivium, le materie letterarie, e del Quadrivium, quelle scientifiche. Studiò retorica con Brunetto Latini, e la sua attività poetica lo portò a diventare amico di Guido Cavalcanti, altro celebre poeta del suo tempo. In età giovanile entrò nella scuola toscana del Dolce Stil Novo, della quale divenne, insieme col suo maestro di retorica, un caposcuola. Secondo i suoi scritti l’evento più significativo della sua giovinezza è stato l’incontro con Beatrice, donna da lui amata ed elevata a simbolo della grazia divina seguendo i cardini della scuola stilnovista. La figura di Beatrice fu di grande importanza per lo scrittore fiorentino, tanto che la rese donna-angelo nella Divina Commedia e le dedicò gran parte delle Rime e la Vita Nova Nel 1290, la morte della donna provocò un periodo di smarrimento per il poeta, che riuscì a superare solo attraverso gli studi, specialmente di opere latine, tra cui Virgilio. Questa fase lo portò alla riscoperta dei poeti provenzani e all’avvicinamento alla poesia burlesca. Superato il periodo buio, Dante iniziò a interessarsi maggiormente alla questione politica fiorentina, iscrivendosi all’Arte dei Medici e degli Speziali. Farne parte era necessario per accedere alle cariche, poiché la borghesia aveva escluso dal potere i nobili, non iscritti alle corporazioni. La posizione presa da Dante fu quella dei Guelfi Bianchi, guidati dalla famiglia dei Cerchi, che rivendicavano l’autonomia di Firenze dell’oppressione di Papa Bonifacio VIII, mentre i Guelfi Neri stavano dalla parte del Papa. Nel 1300 Alighieri ricoprì il ruolo di Priore, ritrovandosi ad amministrare una città sempre più divisa, e in quanto tale, nel 1302 dovette partecipare a una spedizione diplomatica a Roma, venendo trattenuto più del dovuto dal Papa, mentre a Firenze Carlo di Valois eseguiva gli ordini di Bonifacio imponendo il governo dei Guelfi Neri sulla città toscana. Fu durante il viaggio di ritorno che Dante scoprì di essere stato bandito da Firenze ed essere costretto all’esilio. Inizia così la seconda parte della sua vita, caratterizzata da peregrinazioni verso l’Italia Settentrionale, e dalla stesura di opere quali De Vulgari Eloquentia, in favore dell’uso della lingua italiana, Convivio, che illustra un banchetto di sapienti, De Monarchia, che esamina i rapporti di potere tra Stato e Chiesa. L’esilio gli permise di ampliare i suoi orizzonti geografici e culturali portandolo alla conoscenza di personaggi illustri, come Cangrande della Scala a Verona,

Dante alighieri

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ante Alighieri was born in 1265 in Florence to a family belonging to a small-town nobility. Their good economic condition allowed him to refine his culture, devoting himself to the arts of the Trivium, the literary subjects, and of the Quadrivium, the scientific ones. He studied rhetoric with Brunetto Latini, and his poetic activity led him to become a friend of Guido Cavalcanti, another famous poet of his time. At a young age he entered the Tuscan school of the Dolce Stil Novo, which he became, together with his teacher of rhetoric, head of the school. According to his writings, the most significant event of his youth was meeting Beatrice, a woman he loved and elevated to a symbol of divine grace following the cornerstones of the Dolce Stil Novo school. The figure of Beatrice was of great importance for the Florentine writer, so much so that he made her a woman-angel in the Divine Comedy and dedicated a large part of the Rhymes and the Vita Nova to her. In 1290 the woman’s death caused a period of bewilderment for the poet, which he managed to overcome only through studies, especially, Latin works including Virgil. This phase led him to the rediscovery of Provençan poets and their approach to burlesque poetry. After the dark period Dante began to take a greater interest in the Florentine political question, enrolling in the Art of Doctors and Apothecaries. Being part of it was necessary to gain access to offices, since the bureaucracy had excluded from power nobles who were not registered with corporations. The position taken by Dante was that of the White Guelphs, led by the Cerchi family, who claimed Florence’s autonomy from the oppression of Pope Boniface VIII, while the Black Guelphs were on the side of the Pope. In 1300 Alighieri held the role of Prior, finding himself administering an increasingly divided city, and as such in 1302 he had to participate in a diplomatic expedition to Rome, being detained more than necessary by the Pope, while in Florence Carlo di Valois carried out orders of Boniface by imposing the government of the Black Guelphs on the Tuscan city. It was during the return trip that Dante discovered that he had been banished from Florence and was forced into exile. Thus began the second part of his life, characterized by wanderings to Northern Italy, and by writing works such as De Vulgari Eloquentia, in favour of the use of the Italian language, Convivio, which illustrates a banquet of scholars, De Monarchia, which examines the powerful relations between State and Church. His exile allowed him to broaden his geographical and cultural horizons bringing him to the knowledge of illustrious personalities, such as Cangrande della Scala in Verona, where he remained until 1312. He witnessed scenarios of cities worn down by civil wars and money and a church that was always more worldly. This situation led him to write the Divine Comedy, in which a journey through Hell, Purgatory and Paradise is imagined. The work represents the inner journey, and the character of Dante Alighieri is a documentation of Italian and European Middle Ages, with large and dramatic representations of reality. He died in 1324 in Ravenna, where his tomb is to this day.

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Award Winners 2020 Primary School ALEXANDER STAINWALL Year 5, St. Borromeo Primary School, Vic. Teacher: Elena Bertagnolio FIRST PRIzE

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a mia famiglia: da chi è composta, da dove viene, cosa rappresenta per me e quanto è importante nella mia crescita.

Ero entusiasta, stavo andando in Spagna con la mia famiglia e i miei nonni che sono spagnoli. Avevo sentito che la Spagna è spettacolare, bella e sorprendente, con tutte le sue tradizioni. In Spagna ci sono festival, partite di calcio, spettacoli di Flamenco, corride e ottimo cibo da mangiare. Questa sarebbe stata la migliore vacanza con la mia famiglia! Soprattutto non vedevo l’ora di assistere a una partita di calcio perchè sono un fan sfegatato della squadra di calcio dell’Atletico Madrid. All’improvviso ho sentito la notizia in TV. Era arrivato il Corona Virus in Spagna. Stava facendo ammalare le persone e il viaggio in Spagna era stato vietato. Tutti i confini sono stati chiusi. Mi sono sentito malissimo.Sono corso in camera da letto davvero sconvolto. Quella notte non sono riuscito a dormire. Ho provato un po’ di consapevolezza respirando e colorando per distrarmi, ma non mi sentivo ncora troppo bene. Ero così irrequieto, giacevo nel mio letto a girare il mappamondo che si trovava sul mio comodino e desideravo così tanto essere in Spagna. La rotazione era ipnotizzante, mi sentivo assonnato quando all’improvviso mi sono svegliato e i tifosi di calcio spagnoli urlavano: ”Goooooooooooooal”. Ho visto il pallone volare in aria e come un missile lanciarsi in rete, non potevo crederci, eravamo allo stadio Santiago Bernabeu di Madrid e il Real Madrid aveva appena segnato il primo gol contro il Barcellona. Lo stadio era pieno perchè il calcio èl’hobby preferito di molte famiglie in Spagna. È stato epico! Ho imparato così tante abilità nel calcio, non vedevo l’ora di mostrarle al mio allenatore e ai miei amici a scuola. Successivamente siamo andati a Pamplona per il festival di San Fermin di luglio. Il festival onora San Fermin,il co-patrono della Navarra. È il festival più famoso in Spagna. Ho visto tori che inseguivano le persone attraverso strade strette fino all’arena mentre cercavano di scappare dai tori. Abbiamo guardato una corrida nell’arena e poi abbiamo mangiato un boccone a base di baguette spagnole tradizionali ripiene di Jamon e Chorizo spagnolo, erano così buone. I Matador erano vestiticon abiti colorati e hanno sfilato per l’arena, proprio come nel film ‘Ferdinand’. Nel film, Ferdinand non voleva combattere contro il toro, e molte persone in Spagna pensano che i Matador non dovrebbero combattere contro i tori, ma fa parte della cultura spagnola. La festa delle Tomatina a Bunol è stato un vero spasso. È la più grande ‘battaglia alimentare’ al mondo! Ho preso un pomodoro maturo e l’ho lanciato, SPLASH. I pomodori gocciolavanoovunque! C’erano140.000 pomodori lanciati a circa 20.000 persone al festival. Le celebrazioni spagnole sono pazze, non credete? Successivamente abbiamo fatto un sonnellino pomeridiano, la siesta. Il sole in estate non tramonta fino alle 22:00, quindi le famiglie pranzano insieme, si rilassano prima di tornare a scuola o a lavorare nel pomeriggio. Eravamo stanchi per le nostre avventure,

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quindi siamo andati al nostro hotel per riposarci e abbiamo mangiato i churros con cioccolato, erano i più gustosi che abbiamo mai mangiato. Poi, la sera siamo andati a uno spettacolo di flamenco in Andalusia e abbiamo mangiato una deliziosa paella, che è un piatto di riso con frutti di mare e pollo. C’erano balli, applausi e canti. Mi sono divertito molto. Che fantastica vacanza in famiglia! Poi ho aperto gli occhi, ho notato che il mio dito puntava la Spagna sul mappamondo. Era stato tutto un sogno. Mi sentivo molto felice ma speravo in un vaccino per far sparire il virus. Non vedo l’ora di cominciare la nostra avventura spagnola.

We then took a midday nap, siesta. The sun doesn’t set in the summer until 10pm, so in the afternoon families have lunch together and relax before returning to school or work. We were tired from our adventures, so we went to our hotel to rest and ate the tastiest churros with chocolate. Then, in the evening we went to a flamenco show in Andalusia and ate adelicious paella, which is a rice dish with seafood and chicken. There was dancing, applause and singing. I loved everything! What a fantastic family holiday! I opened my eyes and noticed that my finger was pointing to Spain on the globe. It had all been a dream. I felt very happy, but I was hoping for a vaccine to make the virus disappear! I can’t wait to start our Spanish adventure.

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---------------------------y family: who is it made up of, where do they come from, what they represent for me and how important they are in my growth.

I was thrilled; I was going to Spain with my family and my grandparents who are of Spanish origin. I had heard that Spain is spectacular, beautiful, and surprising, with all its traditions. In Spain there are festivals, football matches, Flamenco shows, bullfights and great food to eat. This was going to be the best family vacation! Above all, I was looking forward to a football match because I am a huge fan of the Atletico Madrid football team. Suddenly I heard the news on TV. The coronavirus had arrived in Spain. It was making people sick and travel to Spain was banned. All borders were closed. I felt terrible. I ran into my bedroom really upset. I couldn’t sleep that night. I took a deep breath and tried to do some colouring into distract myself, but I still didn’t feel too good. I was so restless; I was lying in my bed spinning the globe that was on my bedside table as I wanted so much to be in Spain. The rotation was mesmerizing. I felt sleepy when I suddenly woke up and the Spanish football fans shouted: “Goooooooooooooal”. I saw the ball fly into the air and, like a missile, ended up making a goal. I couldn’t believe it; we were at the Santiago Bernabeu stadium in Madrid and Real Madrid had just scored their first goal against Barcelona. The stadium was full because football is a hobby for many families in Spain, it was epic! I learned so many skills in football, I couldn’t wait to show them to my coach and my friends at school. We then went to Pamplona for the San Fermin festival in July. The festival honours San Fermin, the co-patron of Navarre. It is the most famous Spanish festival. I saw bulls chasing people through narrow streets to the arena as they tried to escape from the bulls. We watched a bullfight in the arena and had a bite to eat. We had traditional Spanish baguettes stuffed with Jamon and Spanish Chorizo, they were so good. The Matadors were dressed in colourful clothes and paraded around the arena, just like in the movie ‘Ferdinand’. In the film, Ferdinand did not want to fight the Matador, and many people in Spain think that the Matadors shouldn’t be fighting bulls, but it is part of the Spanish culture. The Tomatina festival in Bunol was a blast. It is the biggest food battle in the world! I took a tomato and ready set, SPLASH. We had tomatoes dripping everywhere! There were 140,000 tomatoes thrown to around 20,000 people at the festival. Spanish celebrations are crazy, don’t you think?

ELIzA MASTERS Year 6, San Borromeo Primary School, Victoria Teacher: Elena Bertagnolio SEcoND PRIzE LA PENToLA DEL cuRRy

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io padre è nato in Birmania ed è uno di dieci figli. Mio nonno si rendeva conto che la vita in Birmania stava cambiando e che ci sarebbero state molte difficoltà con i nuovi leader del Paese. Mio nonno ha chiesto alla sua famiglia di venire in Australia per una vita migliore. Nel 1969 la famiglia ha ricevuto il permesso di venire in Australia e presto è arrivata a Melbourne. LLa famiglia di 12 persone è arrivata con pochi soldi e poteva portare una piccola quantità di vestiti e altre cose. Uno degli oggetti più utili che hanno portato con sè era una pentola per il curry, grande rotonda e fatta di metallo. Questa pentola ha molte ammaccature perché è stata usata molto, per molte cose diverse, ed è ancora usata adesso, dopo tanti anni. Questa pentola per il curry era usata come valigia e molte altre cose: per cucinare, per fare il bagno e per conservare cose importanti. Mia nonna faceva il bagno a tutti i suoi dieci figli in questa pentola, perchè non aveva molti soldi per comprare una vaschetta. Oggi la pentola del curry è ancora un elemento utile e prezioso nella mia grande famiglia. Io sono una di 29 nipoti e ancora oggi usiamo la pentola del curry. Ogni domenica vi prepariamo il pranzo per tutta la mia famiglia, quando ci riuniamo. Sono passati più di 50 anni da quando la mia famiglia è arrivata in Australia. L’anno scorso a novembre, metà della mia famiglia, incluso mio nonno, è andata in Birmania per vedere i famigliari che vivono ancora lì, compresi tutti i nonni. La Birmania è un Paese così bello e le persone sono tutte amichevoli, felici e orgogliose della loro cultura. ----------------------------

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GRUPPO DELL’AMICIZIA IN MEMORIA DI ENRICA INGLESE

y family: who is it made up of, where do they come from, what they represent for me and how important they are in my growth. cont.


The Curry PoT My father was born in Burma and is one of ten children. My grandfather was aware that life in Burma was changing and that there would be many difficulties with the new leaders of the country. My grandfather asked his family to come to Australia for a better life. In 1969 the family received permission to come to Australia and soon they arrived in Melbourne. The family of 12 arrived with little money and could only bring a small amount of clothes and other things. One of the most useful items they brought with them was a curry pot, large, round and made of metal. This pot has many dents because it has been used a lot, for many different things, this pot is still used now, after so many years. This curry pot was used as a suitcase and many other uses: for cooking, for bathing and for storing important things. My grandmother bathed all ten of her children in this pot, because she didn’t have much money to buy a tub. Today the curry pot is still a useful and precious element in my large family. I am one of 29 grandchildren, and we still use the curry pot today. Every Sunday we prepare lunch for the whole family when we get together. It has been more than 50 years since my family arrived in Australia. Last year in November, half of my family, including my grandfather, went to Burma to see family members who still live in Burma, including all the grandparents. Burma is such a beautiful country, and the people are all friendly, happy, and proud of their culture. ----------------------------

MIA hoST Year 5, Liwara Catholic Primary School, WA Teacher: Rosaria Greenhill ThIrd PrIze

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a mia famiglia: da chi è composta, da dove viene, cosa rappresenta per me e quanto è importante nella mia crescita

Hanno continuato a celebrare tutti gli eventi e le feste religiose a Bunbury. Il mio bisnonno è mancato, ma la mia bisnonna viene ancora a trovarci a Perth e quando la vado a trovare a Burbury mi insegna a cucinare. Compirà 96 anni a novembre. Alla mia bisnonna piace il buon cibo, i bei vestiti e una casa sempre pulita. Mi chiama Bella e parla solo italiano. ---------------------------My greAT-grAndfATher luIgI And My greAT-grAndMoTher eSTerInA CIAllelA My family is Italian. We come from a town called Roccamandolfi, known as Rocca. It is between Rome and Naples. It is in the mountains and the closest towns are Campobasso and Isernia, where the markets are located. My great grandmother and my great grandfather have a marble stone house on top of the mountain, overlooking the village. They drove a small red Fiat. They were self-sufficient with most of the food and wine. My great-grandfather grew vegetables and raised cattle and his brother Benito owned the village dairy. - My great-grandmother spent her days cooking pasta, lasagna, pasta vigiole, cannelloni, gnocchi, and ravioli. They grew vegetables and used them to make stuffed peppers, cabbage rolls, eggplant, and olives for appetizers. They made their cured meats such as coppa, prosciutto and mortadella. They celebrated religious festivals and followed a procession throughout the city for the feast of St. Anthony. My grandmother went to mass every day. They lived six months in Italy during the summer and six months in Perth, Bunbury. They did so until the late 1980s. In Bunbury they continued to teach their traditions such as making tomato puree, wine, using a whole pig to make sausages, cutlets, and roasts. They continued to celebrate all religious events and holidays in Bunbury. My great-grandfather passed away, but my greatgrandmother still comes to visit us in Perth and when I visit her in Bunbury, she teaches me how to cook. She will turn 96 in November. My great-grandmother likes good food, nice clothes, and a clean house all the time. She calls me Bella and she only speaks Italian. ----------------------------

Il MIo bISnonno luIgI e lA MIA bISnonnA eSTerInA CIAllelA

ChArlIze bACArAC

La mia famiglia è italiana. Veniamo da un paese chiamato Roccamandolfi, detto Rocca. È tra Roma e Napoli. È in montagna e le città più vicine sono Campobasso e Isernia, dove si trovano i mercati. La mia bisnonna e il mio bisnonno hanno una casa in pietra di marmo in cima alla montagna, che domina il villaggio. Guidavano una piccola Fiat rossa. Erano autosufficienti con la maggior parte del cibo e dei vini. Il mio bisnonno coltivava ortaggi e allevava bestiame e suo fratello Benito era il proprietario del caseificio del paese. La mia bisnonna passava le giornate a cucinare pasta, lasagne, vigiole di pasta, cannelloni, gnocchi e ravioli. Coltivavano ortaggi e li usavano per preparare peperoni ripieni, involtini di cavolo, melenzane e olive per antipasti. Facevano i salumi come la coppa, il prosciutto e la mortadella. Celebravano feste religiose e facevano la processione per tutta la città per la festa di Sant’Antonio. Nonna andava a messa tutti i giorni. Vivevano sei mesi in Italia, durante l’estate e sei mesi a Perth, Bunbury. Lo fecero fino alla fine degli anni Ottanta. A Bunbury hanno continuato a insegnare le loro tradizioni come la passata di pomodori il vino e usavanp un maiale intero per fare le salsicce, cotolette e arrosti.

Year 6, St. Charles Borromeo Primary School, Vic Teacher: Elena Bertagnolio PArTICIPATIon PrIze

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a mia famiglia: da chi è composta, da dove viene, cosa rappresenta per me e quanto è importante nella mia crescita

“MAbuhAy” (lungA vITA). Il MIo PAeSe dI orIgIne: le fIlIPPIne. Il mio viaggio inizia in un arcipelago di circa 7.641 isole che prendono il nome dal re Filippo II di Spagna. Ha bellissime spiagge sabbiose, isole vulcaniche, foreste e frutti deliziosi. Le tradizioni culturali ruotano attorno alla vasta storia, all’abilità artistica, alla creatività e alla passione delle persone. Ogni città, grande o piccola, ospita una festa che mette in mostra costumi elaborati e sfilate colorate. Circa l’80% della sua popolazione sono cattolici romani, quindi molte delle feste annuali sono legate a eventi religiosi.

I legami familiari sono importanti. Ai bambini viene insegnato a dire “po” e “opo”, parole che terminano le frasi quando si rivolgono agli anziani. Un saluto speciale è chiamato “mano”, con cui prendi la mano di una persona anziana e la metti sulla fronte come per ricevere la sua benedizione. Famiglie e vicini di casa si aiutano a vicenda ed escono insieme per andare in spiaggia, cantano, ballano e mangiano piatti popolari come ‘lechon’(maiale intero arrosto) e ‘adobo’ (pollo o maiale brasato in aglio, aceto, e salsa di soia). Noto per avere le celebrazioni natalizie più lunghe e sontuose da settembre a ‘Nochebuena’ (vigilia di Natale), le pratiche comunemente osservate durante il Natale sono: ‘Simbang Gabi’(messa di mezzanotte) e ‘Caroling’(canti natalizi).Un altro celebre festival è lo Smulog festival, la terza domenica di gennaio. Celebra l’immagine del Santo Nino (Bambin Santo) originariamente portata dalla Spagna da Ferdinando Magellano nel XVI secolo. Con molte tribù indigene, il paese è anche ricco di storie folcroristiche. Un racconto popolare preferito dai bambini è: “Perchè il pesce ha le squame” , di Maria Elena Paterno, che racconta di una bella ragazza cresciuta vanitosa e viziata e fu maledetta da un granchio di fiume per farla diventare un pesce con molte squame. ----------------------------

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y family: who is it made up of, where do they come from, what they represent for me and how important they are in my growth.

“MAbuhAy” (long lIfe). My CounTry of orIgIn: The PhIlIPPIneS. My journey begins in an archipelago of around 7,641 islands named after King Philip II of Spain. It has beautiful sandy beaches, volcanic islands, forests, and delicious fruits. Cultural traditions revolve around the vast history, artistic ability, creativity, and passion of the people. Each town, large or small, hosts a party that showcases elaborate costumes and colourful parades. About 80% of its population are Roman Catholics, so many of the annual festivals are linked to religious events. Family ties are important. Children are taught to say “po” and “opo”, words that end sentences when addressing the elders. A special greeting is called “hand”, with which you take the hand of an elderly person and place it on the forehead as if receiving their blessing. Families and neighbours help each other out and go out together to go to the beach. They sing, dance, and eat popular dishes such as ‘lechon’ (whole roast pork) and ‘adobo’ (chicken or pork braised in garlic, vinegar, and dipping in soy sauce). Known for having the longest and most lavish Christmas celebrations from September to ‘Nochebuena’ (Christmas Eve), the practices commonly observed during Christmas are: ‘Simbang Gabi’ (midnight mass) and ‘Caroling’ (Christmas carols). Another famous festival is the Sinulog Festival, on the third Sunday of January. It celebrates the image of the Santo Nino (Holy Child) originally brought from Spain by Ferdinand Magellan in the 16th century. With many indigenous tribes, the country is also rich in folkloric stories. A popular children’s story “Why fish has scales”, by Maria Elena Paterno, tells of a beautiful girl who grew up vain and spoiled, who was cursed by a main river crab to become a fish with many scales.

GRUPPO DELL’AMICIZIA IN MEMORIA DI ENRICA INGLESE

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l Enrow No

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Le borse di studio del Club Italia

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l Gruppo dell’Amicizia in memoria di Enrica Inglese ha organizzato le borse di studio anche quest’anno nonostante la pandemia del Covid ’19 che ha rallentato tutte le attività. Anche quest’anno verranno premiati con le borse di studio sponsorizzate dal Father Atanasio Gonelli Charitable Fund due insegnanti di italiano, che, quando le norme lo permetteranno, potranno recarsi in Italia per aggiornare i loro metodi di insegnamento. Il termine per il concorso delle borse di studio per gli studenti di italiano delle scuole primarie e secondarie sul tema della violenza di genere e delle conseguenze che il Covid ‘19 porterà nella società, scadrà il 22 aprile del 2022 per dare agli studenti il tempo di fare le ricerche, che sono state ostacolate dalle classi on line. Il 15 ottobre invece si è concluso il concorso per giovani di origine italiana dai 12 ai 18 anni che si sono distinti nel campo della scuola, dello sport e delle attività sociali, sponsorizzati rispettivamente dal CoAsIt, Club Marconi e Club Italia. Il Club Italia ha svolto anche un’altra attività molto importante per i giovani. Ha istituito infatti il Club Italia Mounties University Scholarship Program per l’assistenza ai giovani e recentemente Julia Musico e Natalie Herranz hanno ricevuto ciascuna una borsa di studio di 10.000 dollari per continuare i loro studi universitari. Le borse di studio sono state consegnate dal presidente del Club Ben Sonego e da John Dean e Steve Fitzpatrick vicepresidenti del Mounties Group.

Il Presidente del Club Italia Ben Sonego, il presidente in attivo del Veneto Club di Sydney Flavia Sonego, Natalie Herranz, il vice presidente del Club Italia Antonio Santomingo e il vice presidente del Mounties Group Steve Fitzpatrick

I meriti di Julia Musico vanno be oltre ai risultati accademici in quanto svolge lavoro di volontariato come tutore e assistente degli gli anziani. Julia inoltre sta studiando alla Sydney University per conseguire il Bachelor of Applied Science (Speech Therapy). Natalie Herranz ha ottenuto risultati eccellenti nel campo dello sport e nel “public speaking” ed è stata riconosciuta come “Student Volunteer of the Year” nel 2016 dal governo del NSW. Natalie sta studiando alla University of NSW per conseguire il Bachelor of Arts e il Bachelor of Social Works (Honours).

“Dare un buona formazione culturale ai giovani è la politica più importante di ogni nazione e l’impegno più grande che un’organizzazione può assumere per formare i nuovi leader che continueranno a promuovere lo studio della lingua italiana e cultura italiana ed il benessere comunitario”, ha affermato il presidente Sonego. Il Club Italia Mounties Scholarship Program viene assegnato sulla base dei meriti accademici ed i traguardi raggiunti in altri campi quali l’impegno comunitario ed attività in campo scolastico oppure alle difficoltà finanziarie.

Scholarships from Club Italia

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he Friendship Group in memory of Enrica Inglese organized the scholarships again this year despite the Covid ‘19 pandemic, which slowed down all activities. Also this year two Italian teachers will be awarded with scholarships sponsored by the Father Atanasio Gonelli Charitable Fund, who, when the regulations permit, will be able to travel to Italy to update their teaching methods. The scholarship competition for students of Italian in primary and secondary schools on the theme of violence and the consequences that Covid ‘19 will bring to society, will end on April 22, 2022 to give students time to do the research they need, having been hampered by online classes. On October 15, however, ended the competition for young people of Italian origin, aged 12 to 18, who distinguished themselves in the field of school, sport and social activities, sponsored by CoAsIt, Club Marconi and Club Italia respectively. Club Italia also carried out another very important activity for young people. In fact, it established the Club Italia Mounties University Scholarship Program to assist young people. Recently Julia Musico and Natalie Herranz each received a $ 10,000 scholarship to continue their university studies. The scholarships were awarded by Club President Ben Sonego and John Dean and Steve Fitzpatrick Vice Presidents of the Mounties Group. Julia Musico’s merits go well beyond academic achievements as she volunteers as a tutor and assistant to the elderly. Julia is also studying at Sydney University to

Il presidente del Club Italia Ben Sonego, Il presidente dell’Abruzzo Sport Club Antonio Santomingo, Julia Musico, Il presidente del Fogolar Furlan Sydney Lidia Gentilini e il vice presidente del Mounties Group John Dean

pursue her Bachelor of Applied Science (Speech Therapy). Natalie Herranz has achieved excellent results in sports and public speaking and was recognized as a Student Volunteer of the Year in 2016 by the NSW government. Natalie is studying at the University of NSW to pursue her Bachelor of Arts and Bachelor of Social Works (Honors). “Giving young people a good cultural education is the most important policy of every nation and the greatest

commitment that an organization can take to train new leaders who will continue to promote the study of the Italian language and Italian culture and community wellbeing”, said President Sonego. The Club Italia Mounties Scholarship Program is awarded on the basis of academic merits and achievements in other fields such as community commitment and school activities or financial difficulties.

GRUPPO DELL’AMICIZIA IN MEMORIA DI ENRICA INGLESE

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La Fondazione Padre Atanasio Gonelli

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a Fondazione Padre Atanasio Gonelli è stata istituita nel 2011, per continuare l’ opera caritatevole svolta da Padre Atanasio Gonelli in aiuto dei membri meno fortunati della comunità australiana. La Padre Atanasio Gonelli finanzia progetti direttamente a beneficio dei membri della comunità che hanno bisogno di assistenza, in particolare ai disabili, agli infermi, agli anziani, ai bambini con difficoltà di apprendimento. Grazie all’impegno del ministro Victor Dominello il nome di padre Atanasio Gonelli si trova nella NSW Multicultural Hall of Fame, per essere stato un grande community leader e leader spirituale per gli italo-australiani del NSW. Tra i recenti interventi, bisogna menzionare il programma di borse di studio intitolato “Borsa di studio Young Leaders of the Future”indirizzato a futuri giovani leader della comunità che hanno dimostrate qualità di leadership, iniziativa e disponibilità a cooperare a livello comunitario. Nel 2020, insieme ai media partner, l’ Italian Media Corporation (Il Globo, La Fiamma e Rete Italia), la Padre Atanasio Gonelli ha dato assistenza all’Associazione giovanile australiana (GIA), un’agenzia che aiuta giovani che si trovano in difficoltà, soprattutto durante l’emergenza COVID-19. Il programma di assistenza ha aiutato centinaia di giovani italiani che vivono in Australia con visti temporanei, che sono rimasti bloccati, senza sostegno familiare, senza lavoro e nessun reddito. Questo programma ha dato assistenza concreta a 827 persone in tutta l’Australia.

Il Board of Directos del Father Atanasio Gonelli Chatirable Fund: Felice Montrone, Chistian Bracci, Natasha Liotta, Gianni Carelli, Nat Zanardo, Bruno Buttini, Filippo Navarra, Michele Salomone, Fausto Biviano, Peter Ciani, Gianfranco Placanica e Frank Mirabito con Padre John Cooper

Al pranzo di gala del 2021 sono stati raccolti più di $ 70.000. I proventi sono stati presentati alla Chris O’Brien Lifehouse, al Concord Cancer Centre e al Condobolin Community Women’s Health Centre. Sono state inoltre assegnate sovvenzioni a due borsiste di lingua italiana

(attraverso il Gruppo dell’Amicizia in Memoria di Enrica Inglese) e all’Istituto Cattolico di Sydney per una borsa di studio di ricerca. A oggi, la Padre Atanasio ha fornito oltre $ 400.000 di assistenza finanziaria a organizzazioni e individui.

The Father Atanasio Gonelli Foundation

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he Father Atanasio Gonelli Foundation was established in 2011, to continue the charitable work carried out by Father Atanasio Gonelli in aid of the less fortunate members of the Australian community. Father Atanasio Gonelli finances projects directly for the benefit of community members who need assistance, especially the disabled, the sick, the elderly, children with learning difficulties. Thanks to the commitment of Minister Victor Dominello the name of Father Atanasio Gonelli is in the NSW Multicultural Hall of Fame, for having been a great community leader and spiritual leader for the Italian-Australians of the NSW. Recent initiatives include the scholarship program entitled “Young Leaders of the Future Scholarship” aimed at future young community leaders who have demonstrated leadership qualities, initiative and willingness to cooperate at the community level. In 2020, together with the media partners, the Italian Media Corporation (Il Globo, La Fiamma and Rete Italia), Father Atanasio Gonelli gave assistance to the Australian Youth Association (GIA), an agency that helps young people who are in difficulty, especially during the COVID-19 emergency. The assistance program has helped hundreds of young Italians living in Australia on temporary visas, who have been stranded, with no family support, no work and no income. This program has given

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La consegna del premio di $5000, offerti dal Father Atanasio Gonelli Charitable Fund, a Lucy Pelosi, presenti il presidente del Gruppo dell’Amicizia Tony Palamara, il coordinatore Armando Tornari, il console generale Andrea De Felip. Il direttore dell’Istituto Itaiano di Cultura Lillo Guarneri , Bruno Buttini, Gianfranco Placanica e Filippo Navarra

concrete assistance to 827 people across Australia. At the 2021 gala dinner, more than $70,000 was raised. Proceeds were presented at the Chris O’Brien Lifehouse, Concord Cancer Centre and Condobolin Community Women’s Health Centre. Grants were also awarded to

two Italian teachers (through the Friendship Group in Memory of Enrica Inglese) and to the Catholic Institute of Sydney for a research scholarship. To date, Father Atanasio has provided over $400,000 in financial assistance to organizations and individuals.

GRUPPO DELL’AMICIZIA IN MEMORIA DI ENRICA INGLESE


ENIT: la sede di Sydney e le attività di promozione dell’Italia A cura di Emanuele Attanasio

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’Agenzia Nazionale del Turismo Italiano promuove l’Italia nel mondo da ben 102 anni. La sua lunga storia ѐ stata oggetto di una mostra virtuale, Enit e l’Italia, visitabile sul portale mostrevirtuali.enit.it. Dal 1919 infatti, l’Agenzia si occupa di promuovere l’Italia e le sue bellezze all’estero, per elevarne la qualità e la quantità dei flussi turistici. Tra le numerose sedi nel mondo, quella di Sydney fa capo ai mercati di Australia e New Zealand, con iniziative dedicate sia al pubblico generico che ai professionisti di settore. I progetti progetti di promozione, tradizionalmente attuati attraverso fiere ed eventi, con il diffondersi della pandemia a inizio 2020, si sono indirizzati verso i canali digitali e gli eventi virtuali, con campagne pubblicitarie sui social media e tramite la pubblicità online, con la realizzazione di video, che su YouTube hanno totalizzato 1.8 milioni di visualizzazioni, e con la collaborazione di 24 influencer che hanno raggiunto più di 2 milioni di persone. A breve ѐ previsto il lancio della nuova campagna Make IT real, un progetto interattivo che aiuterà i futuri viaggiatori a realizzare il loro sogno di viaggiare in Italia. L’ENIT ha cercato anche di sostenere i professionisti di settore che, a causa del Covid-19, hanno sofferto di una drastica, se non totale, riduzione delle loro attività. Per gli agenti di viaggio nel 2020 ѐ stato progettato e realizzato un portale di formazione da 10 moduli su diversi argomenti: dalla geografia ai siti Patrimonio dell’Unesco, idee per itinerari diversi da quelli classici o per vacanze all’aperto. Alla formazione hanno aderito quasi 1500 professionisti e in concomitanza, ѐ stato inoltre lanciato un concorso per gli agenti più bravi nei quiz finali e più originali nelle risposte. I vincitori sono stati premiati con 6 viaggi sponsorizzati in collaborazione con Qatar Airways e Toscana Promozione Turistica che saranno realizzati non appena le restrizioni di viaggio lo permetteranno. Nel 2021 invece, con la collaborazione di CO.AS.IT Sydney, ѐ stato offerto un corso di introduzione alla lingua italiana studiato per agevolare il lavoro di 50 agenti e operatori di viaggio e che ѐ stato accolto con particolare entusiasmo. Tra gli obiettivi dell’agenzia, ci sono anche iniziative atte a far conoscere la cultura e la storia del nostro paese, raccontando di luoghi, eventi e personaggi che non necessariamente sono conosciuti al grande pubblico internazionale. Nel 2021 a questo proposito si sono celebrati due anniversari importanti: i 1600 anni dalla fondazione di Venezia e i 700 anni dalla morte di Dante. Per commemorare il sommo poeta l’ENIT ha coordinato l’evento ospitato dall’Istituto di Cultura di Sydney per la presentazione delle ‘Vie di Dante’: un percorso di turismo lento e sostenibile, da Firenze a Ravenna. L’evento ha visto il coinvolgimento virtuale di esperti dalla Toscana e dall’Emilia Romagna. Ed ѐ proprio sulla sostenibilità e la qualità del viaggio che si sono concentrati i messaggi di promozione degli ultimi anni, in funzione di ridurre il crescente problema del turismo di massa in città invase dai turisti, e decentrando l’offerta turistica verso esperienze più esclusive e autentiche. Destinazioni meno conosciute,

maggior contatto con la popolazione locale, e esperienze enogastronomiche e culturali alternative, infatti, incontrano ampiamente il favore del pubblico d’oltreoceano, in cerca di vacanze memorabili. Le attività quotidiane dell’ENIT includono anche aggiornamenti sulle novità e sugli eventi in programma, diffuse sui propri canali di informazione locale: i social media, la newsletter mensile, il sito internet visitaly.com. au, e da poco anche la web radio Visit Italy, ascoltabile da browser o dalla app. La nuova radio dedicata alla promozione turistica dell’Italia, include il programma settimanale da 30 minuti Australians love Italy che esplora le bellezze d’Italia con interviste esclusive a chi ama il nostro paese: tra gli ospiti d’eccezione ci sono anche le cantanti Lisa Hunt e Tina Arena. Negli ultimi mesi sono stati promossi i tre nuovi siti italiani Patrimonio dell’Unesco: gli affreschi trecenteschi di Giotto a Padova, i portici di Bologna e le terme di Montecatini, che hanno ribadito la permanenza dell’Italia in cime alla classifica mondiale con ben 58 siti in totale. Per gli amanti della storia, delle arti, della musica e lettura italiana, il focus annuale sulle città capitali della cultura, offre la possibilità di scoprire destinazioni meno conosciute, ma particolarmenti stimolanti, come Parma, capitale della cultura 2020-2021 o Procida, capitale del 2022. Dall’Australia e Nuova Zelanda, i risultati sono ottimi e incoraggianti: prima della pandemia l’Italia ѐ stata il paese dell’Unione Europea preferito dai viaggiatori locali che programmano principalmente vacanze lunghe con largo anticipo. Per questo, infatti, la promozione guarda anche ai grandi eventi del futuro, come il Giubileo del 2025 o le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina del 2026, che sicuramente saranno un motivo in più per scoprire o visitare di nuovo il nostro tanto amato paese. ----------------------------

ENIT: Sydney branch and Italy’s promotional activities By Emanuele Attanasio

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he Italian National Tourism Agency has been involved in the promotion of Italy in the world for 102 years now. Its long history has been the subject of a virtual exhibition, Enit and Italy. A great story, which can be visited on the portal mostrevirtuali.enit.it. Since 1919, in fact, the Agency has been involved in promoting Italy and its beauties abroad, committing itself to raising the quality and quantity of tourist flows. Among the many locations in the world, the one in Sydney is part of the markets of Australia and New Zealand, with initiatives dedicated to both the public and professionals in the sector. The promotional projects, traditionally implemented through fairs and events, with the spread of the pandemic at the beginning of 2020, have undergone a profound change, moving towards digital channels and virtual events. For the involvement of the public, advertising campaigns have been activated on social media and through online advertising, with the creation of videos, for example, which on YouTube have totalled 1.8 million views, and with the collaboration of 24 influencers, who with their posts and stories have reached more than 2 million people. Soon the launch of the new Make IT real campaign is expected, an interactive project that will help future travellers to

realize their dream of traveling in Italy. ENIT has also tried to support professionals in the sector who, due to Covid-19, have suffered from a drastic, if not total, reduction in their activities. For travel agents in 2020 a training portal of 10 modules has been designed and created on different topics: from geography to UNESCO World Heritage sites, ideas for itineraries other than the classic ones or for outdoor holidays. Almost 1500 professionals joined the training and at the same time, a competition was also launched for the best agents in the final quizzes and the most original in the answers. The winners have been rewarded with 6 sponsored trips in collaboration with Qatar Airways and Toscana Promozione Turistica that will be realized as soon as travel restrictions allow. In 2021, however, with the collaboration of CO.AS.IT Sydney, an introduction course to the Italian language was offered, designed to facilitate the work of 50 agents and travel operators and which was welcomed with enthusiasm. Among the objectives of the agency, there are also initiatives aimed at making known the culture and history of our country, telling of places, events and characters that are not necessarily known to the general international public. In 2021, two important anniversaries were celebrated in this regard: the 1600th anniversary of the foundation of Venice and the 700th anniversary of Dante’s death. To commemorate the great poet, ENIT coordinated the event hosted by the Sydney Cultural Institute for the presentation of Dante’s Ways: a slow and sustainable tourism route, from Florence to Ravenna. The event saw the virtual involvement of experts from Tuscany and Emilia Romagna. And it is precisely on the sustainability and quality of travel that the promotional messages of recent years have focused, in order to reduce the growing problem of mass tourism in cities invaded by tourists, and decentralizing the tourist offer towards more exclusive and authentic experiences. Lesser-known destinations, greater contact with the local population, and alternative food and wine and cultural experiences, in fact, largely meet the favour of the overseas public, looking for memorable holidays. ENIT’s daily activities also include updates on news and scheduled events, disseminated on its local information channels: social media, the monthly newsletter, the website visitaly.com.au, and recently also the visit Italy web radio, which can be listened to from a browser or app. The new radio dedicated to the tourist promotion of Italy, includes the weekly 30-minute program Australians love Italy that explores the beauties of Italy with exclusive interviews with those who love our country: among the exceptional guests there are also the singers Lisa Hunt and Tina Arena. In recent months, the three new Italian UNESCO World Heritage Sites have been promoted: the fourteenthcentury frescoes by Giotto in Padua, the arcades of Bologna and the thermal baths of Montecatini, which have reaffirmed the permanence of Italy at the top of the world ranking with 58 sites in total. For lovers of history, arts, music and Italian reading, the annual focus on the cities capitals of culture, offers the opportunity to discover lesser-known destinations, but particularly stimulating, such as Parma, capital of culture 2020-2021 or Procida, capital of 2022. From Australia and New Zealand, the results are excellent and encouraging: before the pandemic, Italy was the European Union country preferred by local travellers who mainly plan long holidays well in advance. For this reason, in fact, the promotion also looks to the great events of the future, such as the Jubilee of 2025 or the Winter Olympics of MilanCortina in 2026, which will surely be one more reason to discover or visit again our beloved country.

GRUPPO DELL’AMICIZIA IN MEMORIA DI ENRICA INGLESE

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Gli insegnanti di italiano vivono l’esperienza della loro vita con il viaggio di studio in Italia, grazie a una borsa di studio del Gruppo dell’Amicizia in Memoria di Enrica Inglese A cura di Marcella Gallace

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gni anno, attraverso gli Italian Education Awards, organizzati dal Gruppo dell’Amicizia in memoria di Enrica Inglese, agli insegnanti di italiano in Australia viene data l’opportunità di vincere una borsa di studio da $5,000 per studiare in Italia. La borsa di studio è offerta a due insegnanti ed è un’opportunità preziosa per vivere, imparare e assorbire la cultura italiana in Italia. L’intento che accomuna i partecipanti è la loro voglia di studiare in Italia, perché darà loro l’opportunità di apprendere nuove metodologie, aggiornarsi sulle nuove espressioni italiane e vivere tra gli italiani. Cose che si imparano solo immergendosi pienamente nella società italiana. La borsa di studio si è rivelata un grande successo, nel consentire agli insegnanti di italiano la meravigliosa opportunità di studiare all’estero. Leiah Cook, che vive nello stato del Victoria e ha insegnato italiano in quattro scuole diverse, è rimasta senza parole quando ha vinto una borsa di studio nel 2019. Leiah è presto andata in Italia, immergendosi in tutto ciò che è italiano per cinque settimane. Ha frequentato la Romanica Accademia Italiana di Lingua e Cultura di Modena due volte alla settimana. Leiah spiega che ha anche frequentato lezioni private che le hanno permesso di affinare la sua fluidità e rinfrescare le sue abilità grammaticali italiane. “Mi ha anche aperto gli occhi su quanto vocabolario non conoscevo e mi ha esposta alle complessità della lingua italiana” Quando Leiah è tornata a casa ha avuto un nuovo entusiasmo per l’insegnamento: “Sono tornata in classe non solo con un numero aggiornato di risorse da utilizzare nella mia classe, ma anche con una rinnovata vitalità per la mia passione di insegnante di italiano”. Nel 2019 la borsa di studio è stata offerta a tre candidati anziché a due. Tra questi Anna di Perna e Francesca Candaten. Entrambe le insegnanti hanno espresso come le risorse culturali a cui sarebbero state esposte, la capacità di approfondire le proprie espressioni linguistiche e la loro passione per la lingua fossero alcuni dei motivi principali per cui desideravano ardentemente di avere l’opportunità di studiare in Italia e sono state attratte dalla borsa di studio. A causa del COVID-19, Anna e Francesca hanno temporaneamente sospeso i loro programmi di studio in Italia. Francesca non vede l’ora di partecipare a una serie di seminari in Italia e di avere la possibilità di tornare a casa e condividere le sue conoscenze con i suoi colleghi insegnanti di italiano e con i suoi studenti italiani del 12° anno. Anna ha deciso di studiare all’Istituto Linguistico Mediterraneo di Pisa ed è entusiasta per quello che il futuro le riserva quando potrà recarsi in Italia.

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Le insegnanti premiate nel 2019: Francesca Candaten, Anna Di Perna e Leiah Cook. Le insegnanti premiate nel 2020: Elisa Gennari e Lucy Pelosi. Melissa Nelson, Carola Scatizzi e Moe Rosa Hashimoto, le tre insegnati che nel 2020 hanno vinto un premio speciale di $1000 ciascuna per l’acquisto di materiale didattico sulle nuove metodologie di insegnamento. Nel 2020, le vincitrici della borsa di studio sono state Lucy Pelosi ed Elisa Gennari. Elisa, che insegna alla Melbourne Girls Grammar dal 2013 e ha studiato all’Università degli Studi di Macerata oltre un decennio fa, deve ancora decidere in quale università seguire il suo corso. Lucy ha perseguito la sua passione e il suo sogno di studiare la lingua italiana in Italia presso l’Università per Stranieri di Perugia nel 1998. Un’esperienza che avrebbe posto le basi per il suo entusiasmo di continuare a imparare tutto ciò che è italiano nella vita. Lucy insegna al Marist Catholic College dal 2013 e ha portato i suoi studenti in due viaggi di studio in Italia. La borsa di studio consentirà a Lucy di continuare a coltivare la sua passione per lo studio e l’insegnamento dell’italiano. Appena il Covid consentirà di ritornare alla normalità, il Gruppo dell’Amicizia in Memoria di Enrica Inglese intende organizzare un forum con insegnanti d’italiano in Australia, per dare la possibilità ai vincitori delle borse di studio di condividere nuove metodologie e strumenti nell’insegnamento dell’italiano agli stranieri. ----------------------------

Italian teachers live the experience of their life with a study trip to Italy, thanks to a scholarship from the Gruppo dell’Amicizia in Memoria di Enrica Inglese By Marcella Gallace

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ach year, through the Italian Education Awards, organised by the Gruppo dell’Amicizia in memoria di Enrica Inglese, Australian Italian teachers are given the opportunity to win a $5,000 scholarship to study in Italy. The scholarship is offered to two teachers and is an invaluable opportunity to live, learn and absorb the Italian culture in Italy. A common theme among the entrants is their desire to study in Italy because it will give them the opportunity to learn new methodologies, update themselves on new Italian expressions and to live among Italians. Things that can only be learnt by immersing oneself fully in Italian society. The scholarship has proven a great success in allowing Italian teachers the wonderful opportunity to study overseas. Leiah Cook, who lives in regional Victoria and

taught Italian at four different schools, was lost for words when she won a scholarship in 2019. Leiah soon jetted off to Italy, immersing herself in all things Italian for five weeks. She attended the Romanica Accademia Italiana di Lingua e Cultura in Modena twice a week. Leiah explains that she also attended private tuition which allowed her to refine her fluency and refresh her Italian grammatical skills. “It also opened my eyes to just how much vocabulary I did not know and exposed me to the intricacies of the Italian language” When Leiah returned home she had a new zest for teaching: “I have returned to the classroom with not only an updated number of resources to use in my classroom, but also a renewed vitality for my passion as an Italian teacher.” In 2019, on a rare occasion, the scholarship was offered to three candidates instead of two. This included Anna di Perna and Francesca Candaten. Both teachers expressed how the cultural resources that they would be exposed to, the ability to deepen their linguistic expressions and their passion for the language were some of the main reasons that they yearned for the opportunity to study in Italy and were attracted to the scholarship. Due to COVID-19, Anna and Francesca have temporarily placed their plans to study overseas on hold. Francesca is looking forward to attending several workshops in Italy and the ability to come back home and share her knowledge with her fellow Italian teachers as well with her Year 12 Italian students. Anna has decided to study at the Mediterranean Linguistic Institute in Pisa and is excited for what’s to come. In 2020, Lucy Pelosi and Elisa Gennari were offered scholarships through the program. Elisa, who has taught at Melbourne Girls Grammar since 2013 and studied at the Università degli Studi di Macerata over a decade ago, is looking to use her scholarship to take a refresher course in Italy. Lucy pursued her passion and dream to study the Italian language in Italy at the Università per Stranieri di Perugia in 1998. An experience that would set the foundations for her undying enthusiasm to continue to learn about all things Italian in her lifetime. Lucy has taught at Marist Catholic College since 2013 and has taken her students on two study tours to Italy. The scholarship will allow Lucy to attend her own individual study tour and continue to build her passion for studying and teaching Italian. Two scholarships are available each year to Australian Italian teachers. The Gruppo dell’Amicizia in Memoria di Enrica Inglese will organize a forum with Italian teachers in Australia, to allow scholarship winners to share new methodologies and tools in teaching Italian to foreigners.

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Chi era Enrica Inglese? Who Was EnrICa InglEsE?

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ata a Tortona (Alessandria-Piemonte) il 21 luglio del 1935, Enrica Inglese, dopo aver conseguito la laurea in economia e commercio all’Università di Genova e aver insegnato per dieci anni ragioneria prima all’Istituto Dante Alighieri di Tortona e successivamente all’Istituto Tecnico Commerciale di Alessandria, è emigrata in Australia con il marito, Armando Tornari. Grande amante della cultura italiana, ha lavorato per 16 anni a La Fiamma nel settore della pubblicità in qualità di traduttrice e per molti anni ha insegnato italiano a livello di scuola media con il CoAsIt nei corsi extra scolastici del sabato mattina. Durante la sua vita ha promosso numerose borse di studio che davano ai vincitori la possibilità di andare in Italia per qualificarsi nei campi dell’alta moda, musica, arte, economia, tecnologia e scienza bancaria.

orn in Tortona (Alessandria-Piedmont) on 21 July 1935, Enrica Inglese after graduating in economics and commerce at the University of Genoa and having taught accountancy for ten years first at the Dante Alighieri Institute in Tortona and then at the Technical Institute Commercial from Alessadria, she emigrated to Australia with her husband Armando Tornari. A great lover of the Italian culture. Enrica worked for 16 years at La Fiamma in the advertising sector as a translator and for many years taught Italian at middle school level with CoAsIt in extra-school courses on Saturday mornings. During her life Enrica promoted numerous scholarships that gave winners the opportunity to go to Italy to qualify in the fields of high fashion, music, art, economics, technology and banking science.

Enrica Inglese

alcune testimonianze di persone che hanno conosciuto Enrica Inglese A cura di Carmen latella

CarmEn latElla Ho conosciuto Enrica Inglese attraverso il concorso di alta moda, organizzato dai Giovani Italo Australiani, un gruppo che faceva capo a La Fiamma, dove Enrica lavorava. Il gruppo offriva ogni anno due borse di studio che davano ai vincitori l’opportunità di frequentare l’Accademia Italiana di Moda e Design di Firenze per un anno. Enrica Inglese era una donna amorevole, accattivante ed empatica, che ha dato il suo cuore e la sua anima per la lingua italiana. Enrica amava tutto ciò che è bello. Sostenitrice dello studio dell’italiano, otteneva molta gratificazione nell’insegnamento della lingua italiana, che voleva trasmettere con tutto il cuore nelle ‘giovani menti’ delle nuove generazioni di italo-australiani. Era sempre pronta ad ascoltare attentamente e ad alleviare con i suoi consigli le sofferenze di chi era in difficoltà e offrire loro speranza. Era un vero ‘pastore’. ---------------------------I met Enrica Inglese through the fashion scholarship competition program, organized by the Young Italian Australians group headed by La Fiamma, where Enrica worked. Each year the group offered two fashion scholarships which gave the winners the opportunity to attend the Italian Academy of Fashion and Design in Florence for one year.

Enrica Inglese was a loving, captivating, and empathetic woman. She loved everything that is beautiful. An advocate for the study of Italian, she gained much fulfilment in teaching the Italian language, which she wholeheartedly wished to pass on to the ‘young minds’ of Italian-Australians. She was always ready to listen attentively and to alleviate with her advice the suffering of those in distress and offer them hope. She was a true ‘shepherd’.

conoscenti malati. I met Enrica Inglese through the prayer group of the Renewal in the Holy Spirit. Enrica was a very kind woman and always ready to prepare any article that was to be published in La Fiamma. She did this work with so much faith and love and we had long talks as she was always ready to give advice on people’s needs. Enrica introduced me to Saint Joseph Moscati, the Saint we were praying for all our sick acquaintances

---------------------------VInCEnzo E CatErIna maCrì Enrica Inglese è stata una nostra grande amica e noi vogliamo dirle grazie per la sua amicizia e per tutto il lavoro che ha fatto per l’Associazione del SS. Crocifisso di Grotteria. Noi siamo sicuri che Enrica sarà contenta del Gruppo dell’Amicizia che continua il suo lavoro nel promuovere la lingua e la cultura italiana in Australia.

antonIo E CatErIna bamontE La scomparsa di Enrica ci ha rattristato e lasciato un certo senso di sgomento, come succede quando se ne va qualcuno della tua generazione. Caterina e io la consideravamo un’amica, sapevamo da tempo della sua dedizione all’insegnamento dell’italiano. La creazione della fondazione “Gruppo dell’Amicizia” da parte di Armando Tornari, ci avvicina a Enrica ed estende nel tempo il ricordo della donna che di Armando aveva condiviso la vita. È stato un regalo.

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Enrica Inglese was a great friend of ours and we want to thank her for her friendship and for all the work she did for the SS. Crocifisso of Grotteria Association. We are sure that Enrica will be happy with the Gruppo dell’Amicizia which continues her work of promoting the Italian language and culture in Australia.

The passing of Enrica saddened us and left us with a certain sense of dismay, as it happens when someone of your generation leaves. Caterina and I considered her a friend; we had known about her for a long time about her dedication to teaching Italian. The creation of the “Gruppo dell’Amicizia” foundation by Armando Tornari brings us closer to Enrica and over time extends the memory of the woman who shared Armando’s life. It was a gift.

---------------------------alba rosa (albIna) Fabro Ho conosciuto Enrica Inglese tramite il gruppo di preghiera del Rinnovamento nello Spirito Santo. Era una donna molto gentile e sempre pronta a preparare ogni articolo che si doveva pubblicare su La Fiamma. Faceva questo lavoro con tanta fede e amore e noi facevamo lunghi discorsi essendo sempre pronta a dare consigli sulle necessità delle persone. Lei mi ha fatto conoscere San Giuseppe Moscati, che pregavamo per tutti i nostri

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---------------------------stEFano E CatErIna laFaCE Siamo onorati di aver partecipato dall’inizio al Gruppo dell’Amicizia ed orgogliosi che nostro figlio Stefano è stato il primo presidente del Gruppo, carica che ha dovuto lasciare per motivi di lavoro. cont.

GRUPPO DELL’AMICIZIA IN MEMORIA DI ENRICA INGLESE

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alcune testimonianze di persone che hanno conosciuto enrica inglese Enrica è stata di gande aiuto alla scuola di italiano della zona di Manly Warringah, istituita dall’Associazione S Antonio di Padova di Freshwater, che teneva due classi con 45 bambini ogni domenica. Grazie al suo interessamento infatti l’autorità consolare di Sydney dal 1980 al 1992 ha fornito i libri gratis a tutti gli studenti che frequentavano i nostri corsi. ---------------------------We are honoured to have participated in the Gruppo dell’Amicizia from the beginning and proud that our son Stefano was the first President of the Group, a position he had to leave for work reasons. Enrica was of great help at the Italian school in the Manly Warringah area, established by the Freshwater S Antonio di Padova Association, which held two classes with 45 children every Sunday. Thanks to her interest, in fact, the consular authority of Sydney from 1980 to 1992 provided free books to all students who attended our courses. ---------------------------Raffaella Buttini, BlS (HonS,llB (HonS) Enrica Inglese è stata la mia insegnante d’Italiano per vari anni durante i corsi di lingua e cultura Italiana tenuti dal Co.As.It., da me frequentati il sabato mattina a Five Dock negli anni novanta. Conservo di lei un caro ricordo ed è stato un vero privilegio averla avuta come insegnante per tutto il ciclo delle scuole medie. Avevo già completato il ciclo delle scuole primarie con Armando Tornari, quando ho conosciuto la signora Tornari che ho apprezzato, sin da ragazza e ancora di più poi con gli anni da adulta, per la sua devota professionalità addolcita da una squisita gentilezza. Grazie a persone come lei, che con disciplina e passione sanno instillare l’amore per la lingua e la cultura italiana, che l’apprendimento dell’italiano diventa una felice esperienza di vita e un’ispirazione all’insegnamento della nostra lingua. ---------------------------Enrica Inglese was my Italian teacher for several years during the Italian language and culture courses held by Co.As.It. which I attended on Saturday morning at Five Dock in the nineties. I have a fond memory of her and it was a real privilege to have had her as a teacher for the entire High School period. I had already completed Primary Schools with Armando Tornari, when I met Mrs. Tornari whom I appreciated, since I was a girl and even more so as an adult, for her devoted professionalism softened by an exquisite kindness. Thanks to people like her, who with discipline and passion know how to instil love for the Italian language and culture, that learning Italian becomes a happy life experience and an inspiration for teaching our language. ---------------------------PadRe antonio fRegolent “PeR amaRe BiSogna conoSceRe” - enRica ingleSe Dalla sua città natale di Tortona, in Piemonte, situata ai piedi dell’Appennino ligure, una giovane donna di nome Enrica Inglese emigrò in Australia e portò con sé speranze e sogni di un futuro migliore.

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Provenendo da una nazione così riccamente radicata nella sua cultura di arte, letteratura, musica, moda, teatro, scoperte scientifiche, Enrica è stata ispirata a garantire che questa ricchezza della cultura italiana permeasse lo stile della sua vita in Australia. Si è impegnata a promuovere la cultura italiana e a sviluppare, partendo proprio dai bambini e dai giovani, l’entusiasmo per conoscere di più la loro eredità italiana, e li ha incoraggiati a imparare la lingua italiana, strumento necessario per leggere e conoscere i diversi capolavori, ma anche a entrare in dialogo con altre culture. A livello personale, ho sempre ammirato Enrica per la sua personalità senza pretese, la sua dolcezza, la sua energia e amore per quanto vedeva di bello, per la sua fede e persona senza pretese non aveva alcuna intenzione o desiderio di essere lodata o addirittura notata, non era pretenziosa o arrogante. Tendeva a lavorare stabilmente in secondo piano, ma con passione e convinzione per ciò che voleva ottenere. I suoi modi semplici, il suo altruismo e la sua gentilezza erano qualità accattivanti che sono state apprezzate da tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla. Ha lavorato instancabilmente nel suo impegno di beneficenza per i meno fortunati. Il suo più grande successo è stato il suo insaziabile bisogno di educare e promuovere attivamente tutto ciò che il suo Paese di nascita ha da offrire e nel condividere il suo grande amore per la cultura italiana. Nelle parole di Monica Bellucci, famosa attrice e modella italiana: “Ovunque vado, sono italiana…” ---------------------------“to love you need to know” - enRica ingleSe From her hometown of Tortona, Piedmont, located at the foot of the Ligurian Apennines, a young woman named Enrica Inglese migrated to Australia and brought with her hopes and dreams of a better future. Coming from a nation so richly rooted in its culture of art, literature, music, fashion, theatre, scientific discoveries, Enrica was inspired to ensure that this richness of Italian culture permeated her lifestyle in Australia. She was committed to promoting Italian culture and developing, starting from children and young people, the enthusiasm to learn more about their Italian heritage, and encouraged them to learn the Italian language, a necessary tool to read and learn about the various masterpieces, but also to enter into dialogue with other cultures. On a personal level, I have always admired Enrica for her unassuming personality, her sweetness, her energy and love for what she saw beautiful, for her faith. And, being an unassuming person, Enrica had no intention or desire to be praised or even noticed, she wasn’t pretentious or arrogant. He tended to work steadily in the background, but with passion and conviction for what she wanted to achieve. Her simple manners, her selflessness and her kindness were endearing qualities that were appreciated by all who were lucky enough to know her. Enrica worked tirelessly in her charitable work for the less fortunate. Enica’s greatest achievement has been an insatiable need to actively educate and promote all that her country of birth has to offer and share her great love for Italian culture. In the words of Monica Bellucci, famous Italian actress and model: “Wherever I go, I’m Italian ...”

Stacey iSaac vincitRice di una BoRSa di Studio in alta moda oRganizzata dai giovani italo-auStRaliani Ho avuto la fortuna di ricevere la borsa di studio italiana per studiare il mio Master in Fashion presso L’Accademia Italiana nel 2001. È stato un sogno diventato realtà e ha plasmato il mio amore per l’Italia, sfociando in una carriera nella moda in Italia anni dopo. Disegnare la mia collezione di moda circondata dalla magia di Firenze è stata un’esperienza incredibile. Ricordo di aver fotografato la mia collezione all’alba in Piazza della Signoria e Ponte Vecchio. È stato molto speciale. La storia, l’energia e la moda di classe mondiale di Firenze sono state fonte di ispirazione e l’atmosfera perfetta per ispirarmi a tornare alcuni anni dopo a lavorare come stilista di moda in Toscana e sperimentare l’incredibile industria della moda lì. Sono incredibilmente grata per l’esperienza e sarà un bel ricordo per tutta la vita. ---------------------------winneR of a ScHolaRSHiP in HigH faSHion oRganized By tHe young italian-auStRalianS “I was fortunate enough to be awarded with the Italian Scholarship to study my Masters in Fashion at L’Accademia Italiana in 2001. It was a dream come true and shaped my love of Italy eventuating in a career in Fashion in Italy years later. Designing my fashion collection surrounded by the magic of Florence was an incredible experience. I remember photographing my collection at dawn in Piazza della Signoria and the Ponte Vecchio. It was very special. Florence’s history, energy and world class fashion was inspirational and the perfect atmosphere to inspire me to return some years later working as a Fashion Designer in Tuscany and experiencing the incredible fashion industry there. I am incredibly grateful for the experience and it will be a fond memory for life. ---------------------------RoSalia SulfaRo in feRRo Enrica Inglese era una donna straordinaria, molto religiosa, con un cuore d’oro, grande gentilezza, amore e compassione. Enrica è andata ben oltre per aiutare le persone in ogni modo possibile. Ricordo i tempi in cui ero piccola, malata di leucemia; era lì accanto ai miei genitori, pregando e aiutando in ogni modo possibile. Quando Enrica insegnava italiano in una scuola frequentata dai miei fratelli e dai miei cari amici di famiglia, mi accoglieva a braccia aperte nelle sue classi, anche se ero ancora molto piccola. Non dimenticherò mai il sorriso sul suo viso, la gioia e l’amore che aveva ogni volta che mi vedeva, che mi hanno davvero toccato il cuore. Enrica mi ha trattato con grande rispetto e gentilezza, come una figlia. Enrica e Armando hanno dedicato la loro vita ad aiutare diverse associazioni regionali e religiose. Quando Enrica ha saputo da mia madre che non stavo di nuovo bene, è andata in un gruppo che era devoto a San Giuseppe Moscati e ha pregato per me e ha rassicurato sia me che mia madre di non preoccuparci, che sarebbe andato tutto bene. Ho ricevuto molte email e chiamate da Enrica che mi rassicurava e mi incoraggiava a pensare positivo. Ho persino ricevuto da lei delle belle lettere che significavano davvero molto per me. Enrica mi ha regalato anche un pezzo speciale di stoffa di San Giuseppe Moscati. cont.

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alcune testimonianze di persone che hanno conosciuto enrica inglese Enrica sarà per sempre nel mio cuore e al mio fianco come il mio angelo custode.

scritti che lei ha letto con interesse, trovandoli molto belli perché ‘scritti con il cuore’ e mi consigliava di continuare a scrivere. Durante le conversazioni telefoniche che hanno fatto seguito Enrica mi ha dato tanti consigli, che ricordo con vivo interesse ancora oggi, soprattutto quello di andare adagio quando si è alla guida della macchina, perché può essere sempre pericoloso.

---------------------------Enrica Inglese was an amazing woman, very religious, with a heart of gold, great kindness, love, and compassion. Enrica went way beyond to help people anyway possible. I remember times when I was a little girl, sick with leukaemia; she was there alongside my parents, praying and helping anyway possible. When Enrica taught Italian at a school that my brothers and close family friends attended, she welcomed me with open arms to sit in her classes, even though I was still very young. I will never forget the smile on her face, joy and love she had every time she saw me, which really touched my heart. She treated me with great respect, and kindness as her own daughter. Enrica and Armando dedicated their lives to help different associations and catholic associations. When Enrica heard from my mother that I wasn’t well again, she went to a group that was devoted to San Giuseppe Moscati and prayed for me and reassured both myself and my mother to not to worry, that everything would have been fine. I received a lot of her emails and calls reassuring me and encouraging me to think positive. I even received lovely letters from her that really meant a lot to me. Enrica gave me also a special piece of material of San Giuseppe Moscati. Enrica will forever be in my heart and by my side as my guardian angel.

2018 SCholarShiP awardS PartiCiPantS Julius hoekstra mia moore marcus Cinicola Sophia torresan lauren Chan rocco gimellaro Francesca napoliello Stella o’brien gabriella readon alexander Cuomo Kaila Ferrighietti Christopher gatto Jiuliana murace alexia Saladino

Castle Hill Penrith Earlwood Casa D’italia St. Thomas Willoughby Prestons Kegworth Italian Club Ibs Meadowbank Five Dock Hsc Support Casa D’italia Hsc Support Casa D’italia Five Dock St. Johns Park Casa D’italia

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Carmelina Blancato Pelligra Carmelina BlanCato Pelligra Ho conosciuto la signora Enrica tramite telefono, dovendo io pubblicare un articolo su La Fiamma. Durante la telefonata lei è stata molto gentile e io mi sono aperta raccontandole un po’ della mia vita e dei miei sogni. Con Enrica ho parlato del mio rammarico di non aver potuto continuare gli studi in Italia, dove avevo fatto la prima media e speravo di diventare insegnante. Infatti all’età di 11 anni sono venuta in Australia con la mamma e un fratellino per raggiungere il papà che viveva a Sydney. In Australia ho continuato gli studi ma solo fino a 14 anni, in quanto era necessario andare a lavorare perché in famiglia c’erano problemi di salute e un mutuo da pagare per la casa. In seguito ho inviato alla signora Enrica alcuni dei miei

Jenna hillam gioele goci isabelle Spicer SeCondary SChool alessandra ianitto grace Bonacina melbourne alex hains Brookvale Jacopo Fuiano Katya iannino

St. Carlo Borromeo Scool After School Co.As.It Melbourne St. Carlo Borromeo School

Burwood Girls High School Star Of The Sea College St. Augustine’s College Triniy College Lismore Burwod Giirls High School

2020 SCholarShiP awardS PartiCiPantS aiden Folders Charlie lust ema dujkic

2019 SCholarShiP awardS PartiCiPantS Primary SChool daniel russo isabella Pelle eloisa ancona nicola lacomba leon deas Francesco tumminia lily Puglia

Our Lady Of Kingsgrove School All Hallows Catholic School All Hallows Catholic School All Hallows Catholic School St. Carlo Borromeo School All Hallows Catholic School St. Carlo Borromeo School

isabella Sainvolski Jackson lehmann Brookvale nsw Jasleen ghotra Joseph Francisco Jules marie Kaden young luca Smith mattaeus Pascuzzo matthew rivera Charlie Balderstone

Springside West College Vic. Stretton State College Q’ld St. Augustine’s College Springside West College Vic. Stretton State College Q’ld

St. Patricks College Nsw Sydney Grammar Nsw Sydney Grammar Nsw

I met Mrs. Enrica by phone, having to publish an article on the newspaper La Fiamma. During the phone call she was very kind, and I opened up telling her a little about my life and dreams. With Enrica I talked about my regret at not having been able to continue my studies in Italy, where I had made the sixth grade, and I hoped to become a teacher. In fact, at the age of 11 I came to Australia with my mother and a little brother to join my father who lived in Sydney. In Australia I continued my studies but only until I was 14, as it was necessary to go to work because there were health problems in the family and a mortgage to pay for the house. Later I sent Mrs. Enrica some of my writings which she read with interest, finding them very beautiful because they were written with my heart, and she advised me to continue writing. During the telephone conversations that followed, Enrica gave me useful advice, which I still remember with keen interest today, especially that of driving my car slowly because it can always be dangerous.

Sebastian Florean Penshurst nsw Shreya Palaparambil Siana Siju Siena maria agius Silvio Porcelli Brookvale nsw Simona Crivelli Sophie Bell thomas Cuthrell thomas lyons SamUel garvin Pavle hornby nicholas Chan oscar Burrows mitchell Kruse leon mc william lachlan whiting Jamie wood Jaisal Chadha Jackson macri ishaan akolkar dillon mayadunne daniel york Christian Blackburn arkey astil antone Sanki anton Bramwich alessandra Stillone a.J. white Khushi randhawa angelina ngoyen

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Marist Catholic College Springside West College Vic Stretton State College Q’ld Credon College Parra Nsw St. Augustine’s College Genazzano College Vic Springside West College Vic Sydney Grammar Nsw Sydney Grammar Nsw Sydney Grammar Nsw Sydney Grammar Nsw Sydney Grammar Nsw Sydney Grammar Nsw Sydney Grammar Nsw Sydney Grammar Nsw Sydney Grammar Nsw Sydney Grammar Nsw Sydney Grammar Nsw Sydney Grammar Nsw Sydney Grammar Nsw Sydney Grammar Nsw Sydney Grammar Nsw Sydney Grammar Nsw Sydney Grammar Nsw Sydney Grammar Nsw Sydney Grammar Nsw Sydney Grammar Nsw Sydney Grammar Nsw Springside West College Vic

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Dante Alighieri, la lingua italiana e gli stranieri: una lunga storia d’amore A cura di Concetta Cirigliano Perna

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l’interesse della intellighenzia, dell’ aristocrazia a pubblicazione di questa rivista e della borghesia europea. Nel pieno coincide con le celebrazioni dei 700 Settecento letterati, architetti, artisti e studiosi anni dalla morte di Dante Alighieri, eruditi europei partecipano ai Grand Tours, nel 1321. Sette secoli non hanno attenuato destinazione Italia, per toccare con mano la i fari sul Sommo Poeta e su La Divina ‘culla’ del Rinascimento e apprendere la ‘lingua Commedia, la più importante testimonianza del Rinascimento’. della letteratura medievale che ha ispirato Il ‘Principe’ di Niccolò Machiavelli, pubblicato poeti, pittori, scultori di tutto il mondo. nel 1513, viene accolto nella prosa politica Eugenio Montale, riferendosi a Dante, parla e accademica dell’Europa, e genera termini di ‘miracolo’ o di ‘prodigio’; Salvador Dalì, come ‘machiavellian e machiavellianism’, sia in cento acquerelli, ne racconta il viaggio nella scienza della politica che nella psicologia. metaforico nei regni ultraterreni; AugusteL’italiano è parlato da personaggi di spicco Rodin realizza il ‘Pensatore’, ispirandosi a come Goethe e Mozart. Dante, mentre medita sul suo poema, davanti Per non menzionare il contributo dell’ ‘Opera’ alle porte dell’Inferno; Ettore Janni giunge a che, nata nella Firenze dei Medici e diffusasi in dire:“Dante..[è] un altro e più fiero modo dire tutta Europa, in particolare dal Settecento fino ‘Italia’.” alla prima metà del Novecento, conferisce alla Dopo la prima stampa, nel 1472, a Foligno, lingua italiana il primato di ‘lingua dell’opera’. in Umbria, dove è ancora conservata, si sono Dante Alighieri in esilio, 1860, Domenico Petarlini, Palazzo Pitti, Firenze Ancora oggi l’apprendimento dell’italiano è susseguite innumerevoli traduzioni in varie indispensabile, in molti casi, per i cantanti lirici. E non lingue, persino in molti dialetti italiani, facendone verranno. Dopo sette secoli la popolarità di Dante è sorprende l’utilizzo consolidato dell’italiano negli spartiti l’opera più tradotta dopo la Bibbia. Ne esistono almeno dunque intatta, almeno quanto la popolarità della lingua di musica classica in tutto il mondo. un centinaio in inglese. La prima, completa, è stata italiana fuori dall’Italia, che, anzi, vive il suo momento di Un’altra spinta significativa è data dalla Chiesa realizzata da Henry Boyd nel 1802. E se Dante ha gloria. Sebbene sia solo al 15esimo posto come lingua impiegato, come sembra, dodici anni per scriverla, Alfred più parlata al mondo, occupa il quinto posto come lingua Cattolica, soprattutto dopo il Concilio di Trento (15451563). Sebbene il latino fosse ancora la lingua della Palma ha cominciato a tradurla in maltese nel 1966 e l’ha più studiata al mondo. liturgia cattolica e, nella celebrazione della messa, completata nel 1991. A cosa si deve lo straordinario fascino della nostra sarà sostituito dall’italiano solo nel 1965 da Papa Paolo Le tante iniziative, in Italia e nel mondo, per lingua? Cosa spinge così tanti stranieri a inerpicarsi in VI, l’italiano è la lingua parlata da molti prelati di tutta commemorare questo anniversario, confermano una sintassi spesso complessa in cui, a detta di uno Europa. la grandezza di Dante e l’universalità de La Divina studente: “ci sono più eccezioni alle regole che regole” Galileo Galilei, alla guida della rivoluzione scientifica Commedia. ? È davvero solo grazie alla sua musicalità e alla sua del 1600, contribuisce a posizionare l’italiano come Ma cosa conferisce a questa opera, oggettivamente eleganza, o bisogna anche associarlo a un Paese che lingua della comunità scientifica. ‘difficile’, una valenza intramontabile e in tutto il mondo? ha regalato al mondo arte, cultura, bellezza, eccellenza Il successo dell’italiano ha una battuta d’arresto dopo Soprattutto alla luce del fatto che Dante ha raccontato nella moda, nel design, nel cibo? il XVIII secolo, con l’ascesa del francese, preferito dalla il suo di mondo, con personaggi ed eventi che sono La storia d’amore della nostra lingua all’estero va nobiltà, e del tedesco, scelto dagli studiosi in discipline sconosciuti al resto del mondo. molto indietro nel tempo e...neanche a dirsi...a Dante. accademiche, come giurisprudenza e filosofia. Nello E’ una domanda al centro di dibattiti e forum a cui molti Sì, perchè già a distanza di un secolo dalla sua prima stesso periodo inizia la popolarità della lingua inglese, critici e letterati hanno cercato di dare una risposta. pubblicazione, La Divina Commedia viene apprezzata ampiamente parlata nelle colonie dell’impero britannico. Tanti hanno posto l’accento sulla ‘centralità dell’uomo’, in un’Europa colta e sofisticata. In Inghilterra la fa L’italiano rimane confinato solo al territorio italiano, che pervade l’intera opera, con le sue virtù e le sue conoscere il suo estimatore Geoffrey Chaucer. E insieme insieme ai tanti dialetti. Fino a quando la diaspora italiana, fragilità, ma anche sul valore della storia, della giustizia, all’apprezzamento di questa grande opera, comincia della metà del 1880, verso l’Europa, le Americhe, e della misericordia divina, della patria, della pace, della l’innamoramento per la lingua in essa usata, al punto che successivamente verso l’Australia, fa echeggiare il suono famiglia, della lealtà, dell’amore. E in fondo, i mali che molti termini entrano in altre lingue europee, sollevando della nostra bella lingua in tutti gli angoli del mondo. Un affligevano la società di Dante, come il narcisismo e non poche preoccupazioni tra i linguisti dell’epoca. merito in più da riconoscere ai nostri emigranti, che non il denaro, la politica e la corruzione, non sono i mali In Francia, nella seconda metà del 1500, si sollevano solo hanno esportato braccia e cervelli, ma anche la che affliggono le società di tutti i tempi? E, per fare timori per un ‘francese italianizzato’. In Inghilterra, i passione e il desiderio degli stranieri di imparare la lingua un altro esempio vicino allo spirito di questa rivista, sudditi della regina Elisabetta Tudor, lanciano invettive di Dante. incentrata sulla importanza del ‘sapere’ tra i giovani, contro chi fa sfoggio di un ‘inglese italianato’, in cui E a Dante, vissuto in esilio per gli ultimi anni della sua quanta modernità troviamo nel famoso verso che l’italiano è un ‘diavolo incarnato’. vita, noi italiani fuori dall’Italia, saremo sempre debitori Dante ha messo in bocca a Ulisse nel XXVIesimo Dopo Dante, altri grandi della letteratura italiana, anche per il suo famoso verso “Tu proverai sì come sa di canto dell’Inferno: “Fatti non foste a vivere come bruti, primi fra tutti Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca sale lo pane altrui, e come è duro calle lo scendere e ’l ma per seguire virtute e canoscenza”. Un verso che contribuiranno a conferire lo status di lingua di cultura salir per l’altrui scale.” (Par. 17.55-60). Solo chi ha provato sintetizza il senso della vita, intesa come un viaggio di per eccellenza al ‘volgare’ o dialetto toscano, prevalso, l’amarezza dell’allontanamento dalle cose più care (“ogne conoscenza. Un’accorata esortazione rivolta all’umanità dopo accesi dibattiti, su tutti gli altri dialetti italiani, cosa diletta” [Par. 17.55-56]) poteva esprimerlo con così a elevarsi, perchè attraverso la ‘virtute e la canoscenza’ diventando la ‘lingua italiana’. tanta efficacia, con quell’ ‘altrui’, ripetuto due volte. si raggiunge la saggezza. Un’esortazione valida ai tempi La vasta ricchezza artistica, letteraria e scientifica che Un sapore agrodolce a noi tutti molto familiare. di Dante quanto ai giorni nostri, quanto ai giorni che l’Italia ha generato nei secoli successivi, ha stimolato

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Dante Alighieri, the Italian Language and Foreigners: a long love story By Concetta Cirigliano Perna

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interest of the intelligentsia, the aristocracy, and he publication of this magazine the European bourgeoisie. In the mid-eighteenth coincides with the celebrations of the century, European writers, architects, artists, 700th anniversary of Dante’s death, in and erudite scholars participated in the Grand 1321. Seven centuries have not dimmed the Tours, destination Italy, to touch the ‘cradle’ of limelight on the ‘Supreme Poet’ and on The the Renaissance and learn the ‘language of the Divine Comedy, the most important example Renaissance’. of medieval literature that has inspired poets, ‘The Prince’ by Niccolò Machiavelli, published in painters, and sculptors from all over the world. 1513, was embraced in the political and academic Eugenio Montale, referring to Dante, spoke of prose of Europe, and generated terms such as ‘miracle’ or ‘prodigy’; Salvador Dalì, in a hundred ‘Machiavellian and Machiavellianism’, both in watercolours, told the metaphorical journey political science and in psychology. of Dante in the otherworldly realms; AugusteItalian was spoken by prominent personalities Rodin created the ‘Thinker,’ inspired by Dante, such as Goethe and Mozart. depicting him in front of the gates of Hell, while Not to mention the contribution of the ‘Opera’ meditating on his poem; Ettore Janni goes so far which, born in the Florence of the Medici and as saying: “Dante…[is] another and prouder way spread throughout Europe, from the eighteenth of saying Italy.” century to the first half of the twentieth century, After the first printing, in 1472, in Foligno, Umbria where it is still preserved, countless translations Dante Alighieri in exile, 1860, Domenico Petarlini, Palazzo Pitti, Florence bestowed on the Italian language the primacy of the ‘language of the opera’. Even today, learning of the Divine Comedy were made into various Italian is indispensable, in many cases, for opera singers. languages, even in many Italian dialects, making it the After seven centuries, Dante’s popularity does not waver, And it is not surprising the established use of Italian most translated work after the Bible. No less than a as does the popularity of the Italian language outside terminology in classical music scores all over the world. hundred translations exist in English alone, with the first Italy, which is indeed experiencing its moment of glory. Another significant drive was given by the Catholic complete one made by Henry Boyd in 1802. And if it took Although it only ranks as the 15th most spoken language Church, especially after the Council of Trent (1545 - 1563). Dante, as it seems, twelve years to write it, Alfred Palma in the world, it occupies the fifth place of the most studied Although Latin was still the language of the Catholic liturgy began the translation into Maltese in 1966 and completed languages in the world. and will only be replaced in 1965 by Pope Paul VI, Italian it in 1991. What is the reason for the extraordinary fascination of was spoken by many prelates throughout Europe. The many initiatives, in Italy and around the world, to our language? What drives so many foreigners to master Galileo Galilei, at the helm of the scientific revolution of commemorate this anniversary, confirm the greatness of an often-complex syntax in which, according to a student, the 1600s, contributed towards positioning Italian as the Dante and the universality of The Divine Comedy. “there are more exceptions to the rules than rules”? Is language of the scientific community. We may wonder: what gives this objectively ‘difficult’ it only thanks to its musicality and elegance, or should The success of Italian had a setback after the eighteenth work a timeless value, in Italy and all over the world? After we associate it with a country rich in art, culture, beauty, century, with the rise of the French language, preferred all, Dante narrated his own world, with characters and excellence in fashion, food, and design? by the nobility, and the German language, favoured by events that are unknown to the rest of the world. The love story of our language abroad goes far back scholars in academic disciplines, such as jurisprudence This is a question at the heart of endless debates and in time and... needless to say... to Dante. Only a century and philosophy. In the same period, began the rise of the forums, to which literary critics and scholars have tried to after its first publication, The Divine Comedy was already English language, widely spoken in the colonies of the find an answer. appreciated in a cultured and sophisticated Europe. In British Empire. Many have emphasised the essential role of the England it was introduced by its admirer Geoffrey Chaucer Italian remained confined only to the Italian territory, centrality of ‘man’, which pervades the entire work, with his (second half of the 14th century). And along with the along with the many dialects. It was only following the virtues and weaknesses, but also of many other universal appreciation of this great work, the love story began with elements such as the value of history, justice, divine the language in which it was written, to the point that many great Italian diaspora, in the mid-1880s, to Europe, the Americas and later to Australia that the sound of our mercy, patriotism, peace, family, loyalty, love. Moreover, Italian terms entered other European languages, raising beautiful language echoed in all corners of the world. An the evils that afflicted Dante’s society, such as narcissism, serious concerns among the linguists of the time. extra acknowledgement is therefore to be extended to our money, politics, and corruption, aren’t they the evils that In France, in the second half of the 1500s, fears were emigrants, who not only exported ‘arms and brains,’ but afflict societies of all times? As another example, fitting raised about an ‘Italianised French’. In England, the also the passion and the subsequent desire of foreigners with the spirit of this magazine, focused on the ‘thirst subjects of Queen Elizabeth Tudor launched invectives to learn the language of Dante. for knowledge’ among young people, how relevant for against those who would show off an ‘inglese italianato, And to Dante, who lived in exile for the last years of his our modern times is the famous verse that Dante put in diavolo incarnato’, an Italianised English, with Italian being life, we Italians abroad will always be indebted also for his the mouth of Ulysses in the 26th canto of Inferno: “You a ‘devil incarnate’. famous verse: “You are to know the bitter taste of others’ were not made to live like brutes, but to follow virtue and After Dante, other greats of Italian literature, first of bread, how salt it is, and know how hard a path it is for one knowledge”. A verse that synthesises the meaning of all Giovanni Boccaccio and Francesco Petrarca, also life, understood as a ‘journey of knowledge’. A heartfelt contributed to conferring the status of ‘language of culture’ who goes descending and ascending others’ stairs.” (Par. exhortation addressed to the whole of humanity for its par excellence to the ‘vulgar’ or Tuscan dialect, which, after 17.55-60). Only he who felt the bitterness of the uprooting advancement, as it is through ‘virtue and knowledge’ that heated debates, prevailed over all the other Italian dialects, from “everything that delights/most dearly” [Par. 17.55-56], could express it so effectively, with that ‘others’ repeated wisdom is attained. An exhortation which was valid in and became the ‘Italian language’. twice. Dante’s time, as well as in the present day and in those to The vast artistic, literary, and scientific wealth that Italy A bitter-sweet taste, to us all very familiar. come. generated in the following centuries, stimulated the

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Teresa Todaro Restifa A cura di Armando Tornari

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ra i connazionali che hanno lavorato per la comunità italiana e per la diffusione della lingua italiana in Australia, merita certamente uno dei primi posti Teresa Todaro Restifa, che in tutta la sua vita è stata animata dalla passione di fare del bene e di aiutare gli altri. È nata a Poggioreale in provincia di Trapani il 24 marzo del 1952. Nel 1968, a soli sedici anni, dopo la tragedia immane del Belice con il terremoto che ha distrutto quella parte della Sicilia, ha dovuto lasciare il suo paese e gli studi all’Accademia delle Belle Arti ed emigrare con la famiglia in Australia, dove si è diplomata in ragioneria. Al termine degli studi è stata assunta nel reparto contabile de La Fiamma. Nel 1971, mentre faceva volontariato con il CoAsIt, ha incontrato Sam Restifa che faceva volontariato con il Good Neighbour Council. Il loro compito era quello di visitare i nuovi arrivati a Sydney il sabato e la domenica. Dal loro matrimonio, durato fino al 30 ottobre del 2018, giorno della scomparsa di Teresa, sono nati due figli, Simon e Isabella. Teresa si è sempre impegnata nel sociale prestando la sua opera in varie associazioni dove ha svolto ruoli significativi: responsabile del Coordinamento Associazioni Siciliane, presidente del Comitato Italiani

Teresa Todaro Restifa

nel Mondo, membro e poi consigliere del Comites, presidente del Patronato SIAS di Sydney, coordinatrice australiana del Movimento Cristiano Lavoratori, membro del comitato direttivo della Dante Alighieri Society, del consiglio di amministrazione del S.

Antonio da Padova protettore di Poggioreale Village, di cui è stata anche membro onorario e tesoriere e dell’Accademia Italiana della Cucina di Sydney. Grazie al suo incessante impegno nel sociale Teresa si è meritata numerosissime onorificenze e riconoscimenti sia dal governo italiano che da quello australiano: consulente italiano del Patrimonio Culturale dell’Ordine Sovrano della Corona di Ferro, Dama di Merito del Sovrano Ordine Imperiale, Militare della Corona di Ferro del Regno Italico, Dame of Grace dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, ambasciatore straordinario e membro effettivo del Corpo Diplomatico dell’Ordine Sovrano della Corona di Ferro. Il Parlamento del NSW ha conferito a Teresa Todaro Restifa i seguenti riconoscimenti: certificato di merito per le eccezionali opere di bene per la comunità e nel 2012 è stata nominata Donna locale dell’Anno. Dotata di una forte passione politica Teresa Todaro Restifa si è candidata più volte alle elezioni italiane nel 2006, 2008 e 2013 e si è molto impegnata nel Partito Liberale Australiano, dove ha occupato la posizione di membro del Comitato Consultivo Ministeriale per la Comunità Italiana. Professionalmente, dopo aver lavorato per la Fiamma nel reparto contabile, Teresa Todaro Restifa ha lavorato come direttore della Restifa & Partners PTY LTD.

Teresa Todaro Restifa, her life By Armando Tornari

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mong the compatriots who have worked for the Italian community and for the spread of the Italian language in Australia, Teresa Restifa certainly deserves one of the first places, who throughout her life has been animated by the passion of doing good and helping others. She was born in Poggioreale, in the province of Trapani, on March 24, 1952. In 1968, at the age of only sixteen, after the tragedy of Belice with the earthquake that destroyed that part of Sicily, she had to leave her country and her studies at Academy of Fine Arts and emigrate with her family to Australia, where she graduated in accounting. At the end of her studies, she was hired in the accounting department at La Fiamma. In 1971, while volunteering with CoAsIt, she met Sam Restifa who was volunteering with the Good Neighbour Council. Their job was to visit new arrivals in Sydney on Saturdays

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and Sundays. From their marriage, which lasted until 30 October 2018, the day of Teresa’s death, two children were born, Simon and Isabella. Teresa has always been involved in the social sector by lending her work in various associations where she has played significant roles: head of the Coordination of Sicilian Associations, president of the Italians in the World Committee, member and then councillor of Comites, president of the SIAS Patronage of Sydney, Australian coordinator of the Movimento Cristiano Lavoratori, member of the management committee of the Dante Alighieri Society, of the board of directors of S. Antonio da Padova protector of Poggioreale Village, of which she was also an honorary member and treasurer and of the Italian Academy of Cuisine in Sydney. Thanks to her tireless commitment to society, Teresa has earned numerous honours and awards from both the Italian and Australian governments: Italian cultural

heritage consultant of the Sovereign Order of the Iron Crown, Dama di Merito of the Imperial Sovereign Order, Military of the Crown of Ferro of the Italian Kingdom, Dame of Grace of the Order of St. John of Jerusalem, extraordinary ambassador, and effective member of the Diplomatic Corps of the Sovereign Order of the Iron Crown. The NSW Parliament awarded Teresa Todaro Restifa the following awards: certificate of merit for exceptional good works for the community and, in 2012, she was named Local Woman of the Year. Endowed with a strong political passion, Teresa Todaro Restifa ran several times in the Italian elections in 2006, 2008 and 2013 and was very involved in the Australian Liberal Party, where she held the position of member of the Ministerial Advisory Committee for the Italian Community. Professionally, after working for La Fiamma in the accounting department, Teresa Todaro Restifa worked as director of Restifa & Partners PTY LTD.

GRUPPO DELL’AMICIZIA IN MEMORIA DI ENRICA INGLESE


Momenti significativi del Gruppo dell’Amicizia in Memoria di Enrica Inglese

I vincitori dell’Encouragement Awards con il presidente del Gruppo dell”Amicizia Stefano Laface e il coordinatore Armando Tornari

Julius Larobina, amministratore generale de La Fiamma, Il Globo e Rete Italia e Stefano Laface con gli stutenti delle scuole superiori premiati con la borsa di studio Enrica Inglese

Partecipanti alla premiazione del 2019 con il comitato, il console generale Adrea De Felip, la direttrice didattica dell’ambasciata Anna Rita Tamponi, Lorenzo Fazzini, Tommaso Camporeale e amici

Al centro le due docenti di italiano Francesca Candaten e Anna Di Perna vincitrici della Borsa di studio Gruppo dell’Amicizia in memoria di Enrica Inglese. Assieme a loro la senatrice Concetta Ferravanti-Wells, Armando Tornari, il ministro Victor Dominello, Bruno Buttini, il senatore Francesco Giacobbe, Filippo Navarra

La giuria che ha assegnato I premi, composta da Pino Palamara, Concetta Perna, Pina Bernard e Albina Fabro

I partecipati alla serata di apertura del Gruppo dell’Amicizia in Memoria di Enrica Inglese nel mese di maggio del 2018 alla Casa d’Italia a Leichhardt

GRUPPO DELL’AMICIZIA IN MEMORIA DI ENRICA INGLESE

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Con il patrocinio della Italian Media Corporation, Il Globo, La Fiamma e Rete Italia

Il Gruppo

dell’AmIcIzIA

in Memoria di

enrica Inglese annuncia la Borsa di studio

Teresa Todaro resTifa sponsorizzata da sam restifa in memoria della moglie Teresa, scomparsa nel 2018

sei interessato/a a come sta evolvendo la comunità italiana in australia? La borsa di studio Teresa Todaro Restifa è indirizzata a uno studente universitario per svolgere una ricerca sociologica sulla seconda e terza generazione di australiani di origine italiana. L’obiettivo è quello di realizzare una documentazione accurata sui figli e nipoti degli emigranti italiani in Australia, sui loro successi, accademici e/o professionali, sui settori nei quali lavorano o si sono particolarmente distinti, sul loro legame con l’Italia e sul turismo di ritorno.

Il vincitore della borsa di studio Teresa Todaro Restifa, del valore complessivo di $15.000, dovrà presentare un lavoro a carattere scientifico, per possibile pubblicazione. Per ulteriori informazioni rivolgersi ad armando Tornari telefonando allo 0427 335 670 o consultare il sito web www.italianawards.com.au