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Anno II - Numero 22 - Domenica 21 ottobre 2012

Periodico di informazione dell’area a nord di Napoli - www.casacasoria.it - Distribuzione gratuita

CASORIA AZIONI DI RIVITALIZZAZIONE URBANA


POLITICA

Casoria: azioni di RIVITALIZZAZIONE URBANA Cronaca della conferenza stampa indetta dall’amministrazione comunale. di Giuseppe Storti

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i apre, finalmente il dibattito sugli ultimi provvedimenti in materia urbanistica approvati di recente dal consiglio comunale. Sui quali, per la verità, si sono scatenate polemiche feroci che si sono tradotte in manifesti e comunicati stampa del partito democratico che ritiene che questi provvedimenti siano propedeutici ad una nuova colata di cemento sulla città, i cui indici di fabbricabilità sono in percentuale già ad un livello altissimo. Ben il 93% del Territorio sarebbe urbanizzato. Dati non confermati, in verità, in quanto il PUC approvato risale al 2006. Quindi non tiene conto dei permessi a costruire rilasciati dalla precedente amministrazione di centro destra. Intanto, riteniamo, e lo abbiamo detto, intervenendo alla conferenza, un fatto positivo che l’amministrazione partecipi alla città i propri indirizzi strategici, spiegando le ragioni e le motivazioni delle proprie scelte. Per questo diamo atto ai colleghi Troise e Borzillo dell’area comunicazione del Comune del positivo lavoro giornalistico svolto nell’organizzazione e gestione di questo evento. L’aula

consiliare era gremita. In particolare di tecnici locali. Architetti ed Ingegneri. La nostra città ha eccellenti professionalità in materia urbanistica. Non c’è bisogno di cercare altrove. Anzi far partecipare i professionisti locali al progetto di ricostruzione della città, significa partire col piede giusto. I tecnici locali, vivono in città. Quindi sono profondi conoscitori del tessuto sociale, culturale, urbanistico del territorio. Questo è un vantaggio da sfruttare per non ripetere gli errori del passato. Non dimenticando che la città di Casoria, esprime il Presidente dell’ordine provinciale degli Ingegneri. Ovvero l’Ing. Luigi Vinci. Abbiamo avuto l’onore di ospitarlo nel corso della manifestazione della ricorrenza del primo anno di fondazione del nostro giornale. Ebbene, l’Ing. Vinci sia nel corso del suo intervento, che in un colloquio successivo alla manifestazione, presente il Sindaco Carfora, ed il nostro editore- Dr. Carlo De Vita- offrì, e non è cosa da poco, il know-how dell’Ordine degli Ingegneri napoletani che sono i primi in Europa a vantaggio della sua amata Casoria. Allora, prima della disamina della cronaca della manifestazione, lanciamo un’altra proposta al Sindaco ed al senatore Casillo. Si apra un grande concorso di idee sul futuro urbanistico della città di Casoria, sotto l’egida dell’ordine degli Ingegneri napoletani e della provincia, con la partecipazione delle eccellenti professionalità locali. In particolare per il riutilizzo oculato delle grandi aree dismesse. Abbiamo notato e

salutato in aula, alcuni dei tecnici locali. L’Architetto Teresa Blasotti, l’Ing. Rino Sansone, l’Architetto Daniele Marino, l’Ing. Giovani Paone ed altri di cui ci sfuggono i nomi, e di questo ce ne scusiamo. Nonostante i guasti del recente passato, che hanno visto la nostra città, protagonista in negativo di uno sviluppo urbano irrazionale e caotico, riconosciuti dal sen. Casillo, Casoria, ha ancora la possibilità di una rinascita e di un futuro come città cerniera di Napoli e dell’intera area Nord. E, la questione urbanistica è ancora l’asse portante di un ridisegno futuro. Nello stesso tempo la materia urbanistica può trasformarsi, senza premesse e senza una visione generale, inserita cioè nell’ottica del progetto dell’istituenda città metropolitana, che è in itinere, in una ferita mortale per la nostra comunità e per le speranze di chi ci vive, a volte ci sopravvive, di risiedere in una città normale. In apertura il Sindaco Carfora ha evidenziato che il nuovo corso dell’Amministrazione si incentrerà soprattutto nella partecipazione alla città di ogni provvedimento adottato. Una strategia comunicativa che possa servire ad evitare mistificazioni e falsità sull’operato dell’amministrazione. Inoltre il sindaco si è detto favorevole alla proposta lanciata dal nostro giornale di far concorrere Casoria alla competizione che si è aperta tra varie città medie per avere sul proprio territorio la sede del secondo tribunale di Napoli. Ci aspettiamo, quindi da parte sua nei prossimi giorni, iniziati-

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POLITICA ve in tal senso. A seguire, l’intervento del sen. Casillo, nella sua veste di assessore all’urbanistica. “ Vogliamo ristabilire la verità. L’amministrazione, e questo è un dato oggettivo ad oggi non ha rilasciato alcun permesso a costruire. Anzi ne abbiamo revocati quattro che non erano in linea con le normative tecniche. Nel piano casa, approvato di recente si prevede il recupero di piccole arre dismesse, ovvero di limitate dimensioni. Ciò determinerà l’incremento di attrezzature pubbliche ed il recupero di ambiti urbani degradati. Quanto approvato, recependo anche un emendamento del Pdl che abbiamo accolto favorevolmente, non determina ulteriore “consumo di suolo”. Il tutto è avvenuto applicando alla lettera una legge regionale del 2009, votata ed approvata durante il governo regionale a guida Bassolino con il concorso del partito democratico. All’interno del programma di recupero di queste piccole aree dismesse si attueranno progetti di housing sociale che consentiranno di costruire alloggi per le categorie sociali meno abbienti. Per quanto concerne invece la grandi aree dismesse: ovvero l’ex Rhodiatoce, la Resia, la Tubibonne, e l’ex mercato dei fiori, le strategie saranno più complesse, dovendo essere correttamente configurate e delineate all’interno dello strumento urbanistico generale. Immaginiamo di far insediare in queste aree, facoltà universitarie, centri di ricerca e parchi urbani. Inoltre a breve presenteremo una proposta di acquisto dell’area dell’Alenia, insediamento produttivo che a breve sarà chiuso. Anche lì immaginia-

mo insediamenti a vantaggio della collettività per un processo di rivitalizzazione e di rigenerazione urbana. Nessuna colata di cemento,solo un ridisegno del volto futuro della città sul quale siamo disponibili a confrontarci e ad ascoltare pareri e proposte” Dulcis in fundo l’intervento dell’Assessore all’Ambiente Tignola. “ Siamo impegnati nell’azione di recupero

bre avremo le analisi tecniche dell’Arpac. Quindi ci batteremo per la bonifica del sito. Inoltre proprio per garantire una maggiore vivibilità nella nostra città, ho proposto che porzioni della grandi aree dismesse siano destinate a zona verde con la costruzione di parchi urbani.” Fin qui la cronaca della manifestazione. Abbiamo raccolto altro materiale che per

e bonifica della discarica del Cantariello. Un’area che per dodici anni è stata abbandonata a se stessa, con tutte le conseguenze negative sull’ambiente che ben conosciamo. Grazie anche all’impegno del Dr. Napolitano- dirigente comunale- e dei comitati ed associazioni civiche, abbiamo richiamato l’attenzione della regione sulla questione. A metà novem-

esigenze redazionali non possiamo evidenziare. Ma torneremo sull’argomento. Intanto invitiamo i professionisti locali ad intervenire nel dibattito, appena iniziato, mettendo a disposizione il nostro giornale. Dibattere e partecipare, è un dovere civico, ed è uno dei sensori della democrazia di una comunità. Noi ci crediamo! Buona domenica!

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IL CASO

La vicina Tav di Afragola forse RESTA UN SOGNO I lavori, già molto lenti, sono fermi da febbraio. di Luca Scialò

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’ex Governatore Bassolino, da buon afragolese, fu entusiasta nel firmare l’autorizzazione per la realizzazione di una stazione dell'Alta velocità proprio nella “sua” Afragola. Un’opera che avrebbe portato lavoro e una grande visibilità al suo Comune natio, che sarebbe così diventato uno snodo cruciale tra in Nord e il Sud del Paese, senza aggravare il flusso dei treni tutto su Napoli. Peccato che i lavori del progetto approvato nel 2003 e iniziati nel 2005, siano andati molto a rilento fino a fermarsi lo scorso febbraio per motivi giudiziari. Con tutte le gravi ripercussioni del caso: tanto economiche quanto ambientali. Il progetto della stazione, dell'architetto Zaha Hadid, è stato presentato ufficialmente il 4 novembre 2003. La nuova stazione dovrebbe accogliere tutti i treni AV che, non concludendo la propria corsa nel capoluogo campano, saranno diretti verso altre città e dunque non sosteranno nella stazione di Napoli Centrale. Dovrebbe accogliere inoltre i treni del sistema regionale

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e quelli della Circumvesuviana. Gli accessi alla stazione, sistemati sulle estremità est e ovest del ponte, permettono di raccogliere e incanalare i flussi della clientela attraverso le aree commerciali verso il nodo centrale della sala passeggeri, dove sono sistemate la biglietteria e le sale d'aspetto. La sala principale è stata progettata per essere come un grande atrio luminoso che facilita la visuale verso le piattaforme dei binari in basso e il centro commerciale della stazione in alto.

La stazione Napoli Afragola è stata progettata anche con un occhio rivolto all'ambiente; infatti sulla galleria è prevista una vetrata di oltre 5 000 m² con shader al fine di permettere una diffusione controllata della luce solare diretta. Nell'area in cui dovrebbe sorgere la stazione, oltre alla galleria commerciale, si prevede la realizzazione anche di un parco naturalistico tecnologico, di attrezzature per lo sport e di un grande centro espositivo. La stazione ferroviaria dovrebbe occupare un'area di 20 000 m², con la possi-

bilità di estensione per altri 10 000 m². Sarà lunga 350 metri e raggiungerà un'altezza massima di 25 metri. A regime, il traffico sarà di circa 300 treni al giorno mentre il flusso quotidiano di clienti/viaggiatori si aggirerà attorno alle 433 000 unità. Nell'ora di punta, si fermerà un treno AV ogni trenta minuti per senso di marcia. Il progetto avveniristico è pero molto lontano dalla realtà. Sono cento infatti le famiglie senza stipendio da 8 mesi e i lavori per la stazione firmata dall'architetto-star Zaha Hadid sono fermi. I sindacati chiedono che venga istituita la Cigo, la Cassa integrazione ordinaria che al momento non è ancora partita. Il risultato è che gli operai, e con loro le imprese subappaltatrici, vantano nei confronti dell’azienda capofila, la Dec Costruzione dei fratelli De Gennaro di Bari, crediti per milioni di euro. Le aziende dell’Ati sono 36, tutte residenti nell’hinterland napoletano, che pur avendo compiuto i lavori oggi si trovano a dover rispondere ai propri dipendenti che i soldi sono finiti. Era il 9 febbraio scorso quando i lavori per la costruzione della stazione dei treni alta velocità furono bloccati dall’azienda vincitrice della gara d’appalto per 74 milioni di euro, la Dec Costruzioni appunto. L’impresa, sull’orlo del dissesto economico, è stata travolta da scandali giudiziari. A guardarla oggi la stazione è un ammasso di ferro e calcestruzzo; si intravedono soltanto le costruzioni artistiche progettate da Zaha Hadid, vincitrice del concorso internazionale bandito nel 2005 dalla Rfi. Di quel progetto però resta solo lo scheletro. O forse meglio dire un cadavere in putrefazione; proprio come l’Hinterland in cui giace.

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L ' I N T E R V I S TA

Nasce ITALIA FUTURA CASORIA Da pochi giorni l'associazione è presente anche sul nostro territorio. di Rosa Davide

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talia Futura è un’associazione italiana, fondata nel 2009 da Luca Cordero di Montezemolo, nata per promuovere il dibattito civile e politico sul futuro del Paese. E’ costituita da imprenditori, personaggi del mondo della cultura e della società, con lo scopo di sviluppare iniziative che portino a un miglioramento della situazione politica italiana e del benessere del cittadino. Si tratta di un “think tank”, ovvero di un pensatoio, un laboratorio di idee, che non esclude la possibilità di trasformarsi in un vero e proprio movimento politico. Da pochi giorni, l’associazione è presente anche sul nostro territorio. Per capirne di più, questa settimana abbiamo intervistato la dott. Giuliana Di Caprio, presidente del consiglio direttivo di Italia Futura Casoria. Da dove è nata l’idea di fondare l’associazione anche a Casoria? E’ nata dall’ esigenza di un rinnovamento del modo di fare politica. Un' esigenza che

proviene dalla società civile, dal mondo delle professioni, dell'imprenditoria, dell'associazionismo. Noi siamo parte di una rete, regionale e soprattutto nazionale, che si sta diffondendo intorno al Movimento Italia Futura, e in regione da Italia Futura Campania. A breve si terrà una prima convention regionale nella quale saranno presentate le idee per la Campania e il progetto politico di Italia Futura per il Paese. Attualmente chi sono i fondatori dell’associazione? Qual è il target a cui volete rivolgervi? Il rappresentante dell’associazione è il dott. Pinci Bruno. I fondatori sono prima di tutto giovani professionisti, che sentono l'esigenza di un cambiamento radicale nelle scelte di gestione del territorio. Contiamo una rilevante presenza femminile che consente un approccio diverso ed equilibrato alle problematiche del territorio. Ci interessa, in primo luogo, coinvolgere i giovani e le donne che sappiano offrire con generosità il loro contributo per un serio impegno sociale.  Avete già programmi o progetti futuri? Può darci qualche anticipazione?

Un obiettivo importante è sicuramente quello di creare un punto di riferimento per le istanze che vengono dalla società civile, superando le vecchie logiche di partito. Rappresentiamo una riscossa civile contro la nuova tangentopoli, origine di tanti mali: dell'inefficienza della sanità, della pubblica amministrazione, del precariato, del soffocamento delle imprese, della carenza delle infrastrutture, di una pressione fiscale ingiusta.   Come giudica l’operato dell’attuale amministrazione Carfora? Non siamo nati come movimento  per giudicare o criticare; nasciamo per migliorare,  per  dare voce a chi sente che qualcosa debba cambiare, a chi crede che possano ancora esserci eroi, e non solo icone mediatiche. Quale messaggio vorrebbe inviare ai nostri lettori e più in generale a tutti i cittadini di Casoria? Vogliamo rappresentare una forza credibile, fuori da ogni attuale logica politica, che diventi patrimonio di tutti. Invitiamo i professionisti, gli imprenditori, i giovani del territorio ad incontrarci per dare vigore e concretezza al cambiamento.

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LETTERE AL DIRETTORE

Il tribunale Napoli Nord a Casoria: SI PUO’ FARE! Riceviamo e pubblichiamo dal Consigliere Regionale, Gennaro Nocera.

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aro Direttore, ho letto con estremo interesse la sua proposta di candidare la cittĂ di Casoria a sede dell’istituendo tribunale Napoli Nord. La cittĂ  di Casoria è la porta di Napoli da un lato per la sua collocazione geografica. Dall’altro lato è ben collegata al versante dei paesi che insistono sul territorio della provincia di Caserta. E’ una proposta sulla quale la politica a tutti i livelli può e deve battersi per far riacquistare alla nostra cittĂ  quel ruolo preminente che merita un territorio dalle grandi tradizioni storiche ed anche giuridiche. Non dimentico, infatti, che Casoria ha dato i natali tra gli altri al grande giurista Andrea Torrente sul cui celebre “manuale di diritto privatoâ€? ancor’oggi studenti delle facoltĂ  di giurisprudenza apprendono le basi del diritto privato. Per quanto mi riguarda sono pronto a scendere in campo ed a battermi a tutti i livelli istituzionali da quello regionale a quello nazionale, per far correre la nostra cittĂ  nella competizione legittima che si è aperta tra

varie cittĂ medie per poter avere sul territorio della nostra comunitĂ  quest’importante struttura che- ha ragione lei- cambierebbe il volto della cittĂ  e si inserirebbe nel quadro di una sorta di giusta compensazione dell’area a Nord di Napoli rispetto a quelle che sono state giustamente definite come politiche Napolicentriste, che hanno penalizzato per troppo tempo i nostri comuni rispetto alle esigenze del capoluogo partenopeo. E’ il momento di dire basta alla concezione che tutte le problematiche del capoluogo di provincia devono essere spostate nella nostra area. Dagli insediamenti del post terremoto, ai campi di accoglienza della comunitĂ  Rom, al termovalorizzatore di Acerra, alle discariche. Del resto queste logiche nell’ambito di un discorso che oggi affrontiamo della cittĂ  metropolitana non hanno piĂš ragione di esistere. Oggi si discorre di “ vasta areaâ€?che da Napoli scende verso Casoria che ripeto è cittĂ  cerniera tra Napoli e il versante aversano e casertano. Dei quasi sei milioni di abitanti della Regione Campania, oltre tre sono residenti in quest’area. La cittĂ 

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capoluogo deve ragionare ormai in un’ottica di delocalizzazione e decongestionamento del proprio territorio. Aggiungo ai parametri da lei citati che possono contribuire alla positiva candidatura della nostra cittĂ a sede del secondo tribunale napoletano la vasta area a disposizione del Pala-Casoria. Una struttura che può e deve essere ripensata come idonea ad essere utilizzata a servizio della cittadella giudiziaria. Ma aggiungo anche che la nostra cittĂ  possiede un tesoro per troppo tempo inutilizzato. Mi riferisco ai 500 mila metri quadri di aree dismesse che con progetti seri e fattibili possono costituire un volano per una cittĂ  che riscopra un ruolo diverso da quello che comunemente le viene attribuito, ovvero di cittĂ  dormitorio. Invece, di contro, Casoria si puo’ trasformare in una cittĂ  di servizi, infrastrutture, sedi di importanti organismi sovra-comunali, facoltĂ  universitarie, centri di ricerca. Le scelte strategiche sul futuro della cittĂ , pur nel rispetto dei vari ruoli istituzionali appartengono alla politica nella sua interezza. Pertanto su questa “idea forzaâ€? di battersi per far correre Casoria nella candidatura a sede del secondo tribunale di Napoli “Noiâ€? del Pdl siamo pronti. Il tempo c’è per costruire un percorso virtuoso per centrare l’obiettivo. Cordiali saluti. Gennaro Nocera Capogruppo reggente Pdl Consiglio regionale della Campania

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IL CASO

LUCCIOLE di notte e di giorno sulla Circumvallazione esterna Lanci di pietre all'ingresso di Casoria: atti vandalici o...

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Di Daniele Devecchi

uasi si potrebbe dire: non varcate quella soglia! Eppure la porta non è il solito film del terrore, ma la nostra cittadina, Casoria. Una nuova “moda” infatti di recente, rende pericoloso l' ingresso in città: di notte, come in prima serata, sono stati segnalati lanci di pietre nei pressi dei grandi centri commerciali (mediaword, decathlon); eppure a provocare tutto questo, non sarebbero i soliti atti vandalici segnalati più volte da tv e giornali. La strana vicenda ce la racconta meglio Antonio, uno dei protagonisti miracolosamente scampato ai vari lanci:”Era notte e stavo per rientrare a casa: improvvisamente ho visto un' auto che usciva da un cespuglio proprio nei pressi di via Capri. Sembrava avesse una certa fretta, e spaventato dall'uscita improvvisa dell'auto,

sono stato costretto a frenare- prosegue- menomale che l' ho fatto: proprio contro di lui, da un cespuglio qualcuno, o qualcuna, probabilmente una delle lucciole che ci sono in zona, gli ha lanciato una grossa pietra, colpendo il fanalino del mezzo in corsa. Per fortuna ha colpito solo lui, e nessun' altro dei passanti- continua inorridito- fatto sta che io ero dietro, e ci è mancato veramente poco che non venissi colpito anch'io, e se avesse beccato la persona oggetto della sua furia, o qualcun altro, poteva accadere anche un grave incidente...- conclude stizzito- non è la prima volta che succede, un altro mio amico ha dovuto scansare più di una pietra. Ma ci rendiamo conto? Nessuno è intervenuto, se succedeva un incidente con chi dovevamo prendercela? Che aspettano le forze dell'ordine a intervenire? Non vogliamo mica che ci scappi il morto ?!?”. L' area suddetta, via Circumvallazione esterna, Via Capri, ormai sono diventate quasi un covo di “donne in attesa” che si accampano di notte, ma anche in prima serata. E' probabile che le liti, con conseguenti “lanci di oggetti” accadano proprio a causa di un “mancato accordo

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commerciale” tra le parti suddette. Non solo è grave che atti osceni vengano consumanti in un luogo pressochè pubblico, trafficato da auto in qualsiasi ora del giorno e della notte, ma, come afferma Antonio “E' oltraggioso che queste prostitute lancino addirittura massi contro le auto”. La vicenda ci è stata segnalata da poco,fino ad oggi non si è ancora intervenuti per risolverla: e se l' augurio è che la cosa accada presto, ad oggi, i pochi visitatori che di recente si sono avvicinati a Casoria, di certo hanno ricevuto loro malgrado, una troppo “bollente accoglienza!”.

è anche online!!!

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AT T U A L I TÀ

NAPOLI, ieri e oggi È la città più bella del mondo. Ma... Di Francesco Gemito

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a canzone classica napoletana scritta da Libero Bovio, Ferdinando Russo, E. A. Mario, Murolo e Carosone, Fierro e Sergio Bruni e tanti altri autori, è la più cantata nel mondo. Viene cantata in tutte le lingue. eppure di questi autori non si sa quasi niente. La nostra musica è un patrimonio mondiale. Abbiamo il grande teatro di Eduardo che l’intero pianeta ci invidia. Per eccellenza abbiamo la maschera del sorriso, Totò (Antonio De Curtis). Abbiamo la maschera più famosa al mondo, Pulcinella. Pittori e scultori come Giacinto Gigante, Vincenzo Gemito, Domenico Morelli. La voce incantevole di Caruso ecc. ecc. Abbiamo anche la migliora pizza e il miglior caffè. La bella Napoli è conosciuta come la città del sole, dell’allegria. I nostri personaggi , Sofia Loren, Bud Spencer, Massimo Troisi. Scrittori come Luciano De Crescenzo, Vittorio

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Paliotti, Domenico Rea. Nel Napoli ha giocato il più grande calciatore di tutti i tempi, Diego Armando Maradona. Se continuo a fare nomi ci vorranno pagine infinite. Vi voglio solo ricordare il teatro di Scarpetta, la sceneggiata di Mario Merola, le macchiette di Nino Taranto, il teatro brillante di Luisa Conte, la musica di Daniele e Bennato, e tantissimi altri ancora. Tutto questo ci fa onore, solo che questo onore viene sporcato col sangue. Il bello della nostra storia viene sepolto

dalla camorra, la mala politica, la spazzatura, disordine sociale, la disoccupazione. A Napoli tutto è bello, chi rende brutto il presepe sono i pastori attuali. Il brutto è nato dopo, come ad esempio le vele di Scampia, case popolare costruite apposta

per far nascere la bruttezza nei cuori della gente, per creare degrado, confusione e questa confusione ha provocato fiumi di sangue. Nei quartiere costruiti dopo il terremoto c’è il mercato della droga. Questo perché hanno ammassato la gente in quelle case brutte senza creare l’alternativa sociale. In questi quartieri lo stato è assente, ecco perché quasi nessuno paga e molti si vendono le case. I giovani sono disorganizzati, il loro svago è lo spinello o la cocaina. Qui è come vivere nel deserto. Lavoro, sicurezza, una vera casa, restano un miraggio. A Napoli si potrebbe vivere solo di turismo, abbiamo chiese storiche e musei che noi napoletani non conosciamo, da Licola a Mondragone , si potrebbero creare bellissimi luoghi per vacanze, Rimini le nostre spiagge se le sogna. In Campania abbiamo tutto, sole , mare, montagne, natura, non ci manca nulla. Al nord ci conoscono come Scampia, Casal Di Principe, ma io voglio essere conosciuto come Eduardo, Totò & company. La Napoli bene non la devono associare a quella Napoli negativa. Noi napoletani siamo un popolo frustrato, qui è il sistema che deve cambiare, soprattutto quello della politica. La Napoli di oggi è malata e stanca, ma non invecchia mai. Nessuno può cancellare tutto quello che è stato fatto, nessuno ci tirerà fuori da questo inferno. Perciò dico ai giovani forza e coraggio, il domani siete voi e nessuno vi dovrà fermare.

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CASORIA NELLA STORIA

“L’amor che sappia amare è il SOMMO AMORE” Padre Ludovico da Casoria e Achille Torelli. A cura di Giuseppe Storti

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ante sono state le personalità storiche e religiose che sono state testimoni della carità, dell’operato e dello spirito fortemente sociale che contraddistinsero l’umile frate di Casoria padre Ludovico (al secolo Arcangelo Palmentieri; Casoria, 11 Marzo 1814- Na, 30 Marzo 1885) tra queste, ricordiamo il drammaturgo, bibliotecario e giornalista Achille Torelli (Na, 5 Maggio 1841- Na, 31 Gennaio 1922) il quale, in un articolo a lui dedicato sulla Rivista mensile del Corriere della Sera: “La lettura”, del 1914, offre una sincera e toccante testimonianza della sua conoscenza con padre Ludovico. Il loro primo incontro avvenne nella biblioteca di Nicola Caracciolo, principe di Torella, che lo presentò al frate in qualità di poeta comico. L’articolo inizia con la descrizione delle esequie del frate, morto il 30 Marzo 1885 nell’Ospizio Marino a Posillipo, a questo proposito dice : - In quella calca i patrizi si confondevano coi credenti, e gl’increduli s’inchinavano a quella bara… Quanti marinai, quanti orfanelli, quante lagrime! Passerà forse ancora del tempo, prima che la Chiesa elevi del tutto all’onore degli altari quell’Uomo da essa beatificato; ma il popolo (vox populi, vox Dei) lo aveva già santificato da vivo…-Torelli inizia a descriverne la vita, le umili origini, il carattere docile:- Non s’indugiava mai nella critica; andava sempre, spontaneamente, di lancio alla verità: intuiva - e soprattutto il grande amore che legava padre Ludovico alla madre. All’età di diciott’anni, quando disse la sua prima messa, Torelli ricorda che il giovane Ludovico iniziò a piangere in sagrestia e gli chiese:- Perché piangete?- e lui rispose:- Sorriderei come in Paradiso, se avessi potuto dare la comu-

nione a mia madre!-. Il grande tesoro che l’amata madre lasciò al figlio era quello di non avere mai una macchia, né sull’anima né sul corpo. L’ardore di carità era così forte in padre Ludovico che tutte le opere da lui compiute, senza ch’egli avesse un soldo, sembravano nascere per forza d’incanto. Sorsero case di carità a Firenze, ad Assisi, a Napoli, insieme a scuole, collegi, istituti educativo-assistenziali per bambini poveri, orfani,disadattati e, non ultima, l’opera di evangelizzazione. Un giorno padre Ludovico vide padre Olivieri che passeggiava per via Toledo con due mo-

retti, li prese per mano e fu così che iniziò ad occuparsi del riscatto dalla schiavitù e della conversione dei bambini dell’Africa nera, accogliendone nel 1854 i primi due nella Casa della Palma per educarli ai valori cattolici. Nelle sue intenzioni questi bambini, debitamente educati, sarebbero tornati ad evangelizzare l’Africa, in modo che, come affermò lo stesso Ludovico “L’Africa convertirà l’Africa”. Questa sua iniziativa ebbe l’approvazione e l’appoggio finanziario del re Ferdinando II. I pensieri di padre Ludovico erano però anche rivolti a veder compiuto l’Ospizio Marino destinato ai vecchi pescatori e ai bambini scrofolosi e Torelli racconta che Vittoria Aganoor ( che si adoperava per aiutare economicamente il fraticello) scoprì che fu la poesia dello Zanella: “L’Ospizio Marino” a suggerire a padre Ludovico il disegno di costruire l’Ospizio a Posillipo. In una calda estate del 187…

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(il giornalista non ricorda bene l’anno) Torelli percorreva con il suo biroccino la strada che da Capodimonte porta a Giugliano ed incontrò padre Ludovico. I due presero a parlare di diversi argomenti, del Bene, del Male, dell’Egoismo e di Dio, a Torelli il frate disse:- E si tu non cride a Dio, non fa niente: ‘O nieghe a chiacchere e ‘O vaj cercanno a fatte, perché ‘a vita che vuoj pe tte, è chella che non soffre, non fenesce e non difetta, e chesto è Dio. Tu vuò Dio e non ‘o saj!-. Era propria di padre Ludovico una genialità che si esprimeva in modo semplice e diretto ed era così convincente che i suoi interlocutori non potevano fare altro che piegarsi ai suoi ragionamenti. Continuamente ammoniva: - Chi se ‘mpara a leggere, fa buono; ma se po’ pure rompere ‘a noce d’o cuollo; ma chi sape amà, non s’ ‘a rompe isso e non ‘a fa rompere all’aute-, ribattendo:- Sapè amà è na cosa rara assai!-. Mise il suo pensiero in versi “L’amor che sappia amare è il sommo Amore”. L’ultima volta che padre Ludovico uscì di casa fu per andare a casa della duchessa Ravaschieri, per assistere alla prova del quarto atto dell’Adelchi, ma era già molto malato. Ciò che lo addolorava di più era di non avere più la forza per continuare il suo lavoro, a questo proposito disse:Mi dispiace solo di morire per non poter più lavorare… Ho domandato a Dio per isfogo del mio amore, non l’estasi, non il rapimento, non la contemplazione, non la visione, ma l’opera e il lavoro! La tenacia nell’opera e nel lavoro!-. Torelli ricorda la spontaneità dell’uomo, la sua tendenza a parlare sempre in napoletano dando del tu a chiunque, ricorda i loro discorsi, sia leggeri che profondi, ma sempre istruttivi e rivelatori. Al Torelli il fraticello confidò che volle chiamarsi Ludovico per aver letto “I Promessi sposi” ed essersi innamorato del cappuccino, che aveva quel nome prima di chiamarsi Cristoforo, ma volendo essere modesto, non si chiamò Cristoforo per non paragonarsi a lui. A quest’uomo che tanto ha donato agli altri e che resta un grande esempio di virtù spirituale e di carità illimitata, non ci resta che dire, come disse il Torelli, “INCHINIAMOCI!” e sperare che arrivi presto la notizia della sua canonizzazione.

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I L FAT T O

Al via le attività dell’oratorio San Mauro Un nuovo anno per crescere e sperare. di Margherita De Rosa

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entita ed entusiasta la partecipazione di fedeli e cittadini all’inaugurazione dell’Oratorio Parrocchiale San Mauro, svoltasi nei giorni scorsi, dando il via ad un anno di impegni spirituali e ludici, che da qualche lustro ormai, la bella realtà accoglie ed incentiva. Negli ultimi tempi, l’azione del preposito curato don Mauro Zurro, parroco della Pontificia Basilica di San Mauro Abate, a cui l’oratorio fa capo, si è adoperato con zelo e convinzione allo scopo di far si che quest’oasi di preghiera e formazione dei più giovani, e non solo, fosse un riferimento per l’intero territorio e così, passo dopo passo, con il valido supporto degli operatori pastorali, è concretamente riuscito nel suo nobile intento, così che, allo stato attuale, l’oratorio San Mauro risulta una vera e propria istituzione sul territorio di Casoria. Come dicevamo, pertanto, qualche settimana addietro, c’è stato il taglio del

nastro della bella struttura: alla presenza del primo cittadino, dottor Vincenzo Carfora, degli operatori pastorali, della cittadinanza e di quanti sono consapevoli dell’importanza, non solo dell’evento, ma, soprattutto, della ricaduta sociale dello stesso, in termini di prevenzione e recupero di devianze a cui i nostri ragazzi sono, purtroppo, soggetti, è stata celebrata una Messa Solenne, che ha reso ancor più suggestivo il significativo momento. Presieduta da Monsignor Raffaele Conte, moderatore della Curia Arcivescovile di Napoli, alla liturgia eucaristica hanno preso parte don Massimo Vellutino, Decano dell’XI zona pastorale, don Mauro Zurro, preposito della Basilica di San Mauro, don Salvatore Fratellanza, direttore dell’Ufficio per la Pastorale del tempo libero e don Pasquale Langella, responsabile del Coordinamento degli oratori. Particolarmente toccante è stato, nella fase conclusiva della manifestazione, l’invito che padre Mauro Zurro ha rivolto ai familiari del compianto Andrea Nollino, vittima di un agguato avvenuto proprio nei pressi della Basilica, dove Andrea gestiva il “Bar San Mauro”: al fianco della provata

famiglia la comunità di san Mauro ha fatto sentire forte la sua presenza, così come l’intera città di Casoria: non poteva, quindi, un momento di gioia non coinvolgere chi tanto dolore ha, ingiustamente, sperimentato. Non è mancato poi il calcio d’inizio di quello che possiamo definire “il campionato di casa nostra” ed il simbolico gesto ha avuto per artefice lo stesso padre Mauro Zurro, che non ha mai fatto mistero della sua fede calcistica, decisamente azzurra: sotto i migliori auspici, dunque, ha avuto inizio un anno di attività consacrate alla promozione di una vera “comunione” tra esigenze diversificate e complesse, quali risultano quelle dei nostri ragazzi: ancora una volta la Chiesa scende tra la gente, ancora una volta la Chiesa ascolta quanto altri non percepiscono, ancora una volta la Chiesa apre le sue braccia alle necessità di un territorio, in prospettiva di un futuro più umano: la speranza di ciascuno è che tale esempio sia imitato anche da altre istituzioni, troppo spesso immemori delle più elementari esigenze dell’uomo…

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L'EMIGRANTE

COMPAGNI DI VIAGGIO giornaliero di pendolari per lavoro… 'I nun capisc' e vvote ch' succed' . E chell' ca se vede nun se crede... di Edy Vitale

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i siamo sistemati tutti lì, nello stesso scompartimento, Giustino, Pasquale, io e i due finanzieri compagni di viaggio giornalieri fino a Formia. Come al solito si parla di scuola, ma in maniera scanzonata e ironica, per esorcizzare, almeno tra di noi, le preoccupazioni e le emergenze che ci piomberanno addosso tra un paio d'ore... si riesce a scherzare perfino sulla totale mancanza di fondi nel bilancio del mio nuovo istituto comprensivo, di una povertà assoluta che stride con gli enormi sperperi della Regione Lazio. Nel frattempo entra nello scompartimento una signora molto elegante e raffinata, un tipo alla Santanchè,con un bel vestitino di seta color cielo e un delizioso giacchino viola; adocchia il posto vuoto e decide di occuparlo. E' una signora molto socievole, si inserisce subito nella conversazione: ha capito che siamo dirigenti scolastici e ci informa di aver partecipato anche lei al concorso , ma di non averlo superato per un'ingiusta valutazione. Poi ci dice di essere un'insegnante di Educazione fisica, ma di non avere alcuna considerazione di tale disciplina, anche perchè ha una laurea in Filosofia e un'abilitazione per Italiano. Grande lo sconcerto e il disappunto del povero Pasquale che, prima di diventare Preside, insegnava proprio, con grande amore, Educazione fisica, nonostante la sua laurea in Filosofia...Intanto i finanzieri, divertiti, sono arrivati a Formia e ci salutano. Il viaggio continua e Giovanna, così si chiama la signora, diventa un fiume in piena: è vedova da nove anni, il marito le ha lasciato una cospicua pensione che le consente una vita agiata, perciò a scuola ci va per hobby, quando se ne ricorda, perchè ha pure vinto una causa di servizio, dato

che una pallonata sugli occhiali le ha leso la pupilla e quindi è intoccabile e giustificata in tutto! A questo punto squilla il suo cellulare, Giovanna impallidisce e balbetta: “ O mamma mia, mi sono dimenticata di avvisare, non ti arrabbiare così...prendo un giorno di malattia”. La telefonata si interrompe bruscamente. Intanto il cielo si è improvvisamente annuvolato, tutto diventa grigio e comincia a piovere a dirotto. Giovanna è disperata: “No, non posso andare a Grosseto con questo abbigliamento, con questi colori! Non sono adatti, adesso vado in bagno e mi cambio, tanto nel borsone (naturalmente griffato!) ho dieci cambi, con intimo abbinato, perchè mi piace avere tutto in pendant, e cinque paia di scarpe!”. “Ma come – penso - non doveva star via solo tre giorni?”. Pasquale, quasi per scherzo, la butta lì: “Certo non ti puoi cambiare nella toilette del treno, è un bugigattolo indecente, ma potresti farlo tranquillamente qui, nello scompartimento. Giustino ed io usciamo...”. Nemmeno il tempo di dirlo: Giovanna ha ripreso colore e calore : “Si, grazie, mi salvate la vita!”. Io vorrei seguire fuori i colleghi, ma lei mi blocca: “ No, assolutamente, devi rimanere, se no mi offendo!”. Rassegnata resto al mio posto e Giovanna con nonchalance apre il borsone, sfila il giacchino, sfila il vestito, facendomi ammirare il completino intimo azzurro cielo effettivamente intonato all'abito, poi ha un sussulto: “Mi toccherà cambiare anche il reggiseno e lo slip, però!”. Riesco a dissuaderla, rassicurandola che, durante il viaggio nessuno farà caso alla mancanza di abbinamento e poi l'aiuto a scegliere qualche capo più adatto ai colori dell'autunno: una camicia a quadretti bianca e beige, un paio di pantaloni beige e scarpe in tinta.

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Finalmente soddisfatta, apre le tendine e facciamo rientrare i compagni di viaggio. C'è ancora un piccolo problema: una delle due scarpe appena indossate , acquistate a Londra, ha perso un delizioso campanellino. Lo recupero sotto il sedile e Pasquale (sempre lui!) si offre volontario per la riparazione. Giovanna gli passa la scarpa e lui con le dita a mo' di tenaglia riattacca il campanello. Per maggior sicurezza anche Giustino dà un'ulteriore stretta. Giovanna è radiosa, ora si sente pronta a correre tra le braccia della “persona che ama”(non si può definire amico, né compagno, né fidanzato...). Però la contentezza dura poco: il cielo si sta già rasserenando... “Va a finire che devo cambiarmi di nuovo” - mormora -, ma Giustino ci avvisa prontamente che stiamo arrivando a Latina; “meno male”, penso io; “peccato!”, sospira Pasquale.

Comunicato A.I.A.S.

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’AIAS ONLUS, Associazione di Promozione Sociale, con sede in Casoria (NA) alla Via G. Matteotti n.9 tel. 081/540 56 72 e tel/fax 081/758 67 74 e-mail solidary.aias@libero.it, nel riprendere le attività di Centro Socio Educativo per disabili ed eventuali servizi gratuiti alle fasce deboli. Invita i giovani professionisti diplomati e laureati che vogliono intraprendere un percorso di esperienza nel sociale, in regime di volontariato, a far pervenire una loro richiesta accompagnata da un Curriculum Vitae. Lo stesso invito è rivolto a tutti i cittadini che intendono impegnare socialmente, il loro tempo libero. L’AIAS VI ASPETTA

Il Presidente Salvatore Giacometti

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T E AT R O

Occhio agli ARTISTI: La Compagnia Teatrale Mario Scarpetta Intervista ai membri della compagnia. Di Mina Puca

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a compagnia teatrale Mario Scarpetta nasce e vive a Mugnano di Napoli nel 2003. Attualmente consta di 9 attori ,ovvero: Mimmo Cacciapuoti (43 anni,titolare di un laboratorio di analisi, oltre che fondatore, attore e regista della compagnia), Antonio Calvi(52 anni,avvocato), Mario De Santis (22 anni,lavora in uno studio fotografico), Marica Iodice (24 anni,imprenditrice),Stefano Gentile(39 anni, GDF), Elisabetta Fulgione (39 anni, dermatologa), Angelo Signori (43 anni,portiere), Salvatore Puca (28 anni, tabaccaio), Angelantonio Aversana (39 anni, dipendente pubblico). Tutti han già vissuto l’ansia e l’adrenalina da palcoscenico. Si uniscono in coro nel dire che il “Teatro è vita” e tutti insieme ci hanno tolto qualche curiosità. Come nasce l’idea di fondare questa compagnia teatrale e perché è chiamata Compagnia Mario Scarpetta? Risponde Stafano Gentile affermando: “Perché nasce questa compagnia non sono in grado di dirlo, presumo per un grande desiderio e fame di TEATRO di quella che può essere definita la sua anima, Mimmo Cacciapuoti, così come il nome con il quale Mimmo ha voluto omaggiare il GRANDE MARIO al quale da sempre si è ispirato. Su MARIO SCARPETTA potremmo consumare fiumi di parole, ma a cosa servirebbe, una cosa è sicura: lui da lassù, insieme a Totò, Eduardo, Massimo, Luisa, Nino, gioirà nel vedere che ancora, su questo mondo, esiste tanta

gente che come loro ama il teatro” Cosa rappresenta per voi il grande Mario Scarpetta? Un esempio? Un mito? Mario Cacciapuoti ricorda: “all'inizio degli anni ‘80 al Cilea si era riformata la Scarpettiana…io restavo incantato dal notare quegli attori come recitavano… ne ero innamorato … quell'amore che ho da sempre per il fondatore di quel gruppo: Mario Scarpetta, scomparso solo con il corpo nel 2004 ma sempre presente sui palchi, nei teatri ed in particolar modo nella mia vita. Nel 2005 avemmo l'occasione, l'onore e la fortuna di mettere in scena <<La

banda degli onesti>>, evento che abbiamo ripetuto il 13 ed il 14 ottobre a Marano di Napoli,riscontrando un notevole successo. Infatti ci hanno già contattato per varie repliche, a Mugnano, a Fiuggi, a Frosinone, ad Alatri, nel carcere di Poggioreale, a Viterbo… Era, è e sarà sempre una gioia far rivivere Mario sui palchi che ci ospiteranno. Ognuno di voi fa l’attore per passione. Come vi organizzate per le prove? Antonio Calvi sostiene “che, se si vuole ragionevolmente puntare a buoni risultati, la passione rappresenta un motore indispensabile in ogni cosa che si intraprende. Per quel che riguarda in particolare il teatro, mi pare proprio che rappresenti un ottimo diversivo per coloro che lo praticano in via amatoriale, una sorta di terapia dell'anima, come qualcuno già lo ha definito”. E Stefano Gentile aggiunge “Ed è proprio l'immenso amore per il teatro che ci

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consente di gestirci tra famiglia, lavoro ed impegni quotidiani per far fronte ai sacrifici che questa passione richiede: ma del resto cosa si riesce ad ottenere senza sacrifici?”. Chi è o cos’è un attore? Interviene Angelantonio Aversano recitando dei versi scritti da lui : “L’Attore? Forse un uomo; uno con la valigia di cartone ingiallita dal tempo,con le scarpe forti che proteggono piedi ansiosi di calzare qualcosa di elegante, con la Musica dell’infanzia sempre nelle orecchie, con la Gloria alterna come su una scala che ti vuole impegnato per salirla e quando sei stanco la scendi…ma la Verità siete voi con le vostre emozioni che solo un Attore Vero può dare….quello che di sicuro sarà per sempre un BAMBINO che SOGNA un MONDO FELICE fatto di SENTIMENTI PULITI… SORRISI!”. Sabato e Domenica,13 e 14 ottobre, presso il teatro Alfieri di Marano, avete debuttato con “La Banda degli onesti”, ispirato ad uno dei migliori film di Totò in coppia con P. De Filippo. Una storia in cui l’occasione rende l’uomo ladro…ma la lealtà ha il sopravvento! In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo,in cui l’occasione molto spesso fa l’uomo ladro, ma l’onestà con la stessa frequenza ha la peggio,potremmo definire la vostra commedia come un inno all’onestà? La Compagnia Mario Scarpetta descrive “La Banda degli Onesti come una finestra su una società caratterizzata da valori lontani dalla telematica: l'onestà,la Famiglia, l'Amore semplice fatto di zucchero filato e noccioline!Un’ Italia che usciva dalla Guerra,povera ma con tanta voglia di guardare avanti con ottimismo...come forse dovremmo fare in questo momento di crisi non solo economica ma anche di valori! L'onestà è un valore che o si ha o no....a chiunque passa sotto mano la valigia con i clichè e la carta filigranata, ma in quanti stampano e spacciano quella valuta....vi lasciamo con questo interrogativo. E con questo dubbio ci hanno lasciato tutti questi meravigliosi attori invitandoci alla loro prossima commedia che si terrà il prossimo novembre sempre presso il teatro Alfieri a Marano per divertirci nuovamente con loro e per riscoprire il grande teatro napoletano.

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LUI E LEI

MATRIMONIO…Prima e Dopo! Partecipazioni ed Inviti. A cura di Orsola Liquori

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ove ci sposiamo? Nella mia parrocchia, ci unirà “Padre Nunzio”! Per il ricevimento, seguiti dalla nostra Wedding Planner, il Castello dove c’è una veduta mozzafiato! Ma chi invitiamo? Facilmente, seguendo queste regole: Definire budget e numero massimo di invitati, Liste provvisorie in base a parenti stretti e meno, amici intimi e meno, chi vi ha invitato e tutti gli altri, Listone nominativi, Scuse, Doppia festa, Matrimonio esotico. Le famiglie della Futura Coppia, compilano Due liste, una includerà coloro a cui si vuole dare solo la bella notizia, l’altra le persone ammesse al ricevimento. Ai primi verrà inviata la sola partecipazione, ai secondi anche l’invito. Qual è la differenza tra invito e partecipazione? Nelle partecipazioni si annuncia il matrimonio, ma non faranno parte degli invitati. Rendendo loro note la data e il luogo, potranno, se lo desiderano, assistere alla cerimonia. L’invito, invece, prevede che chi lo riceve sia anche invitato al ricevimento che seguirà le nozze.

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Va inviato da sei a tre mese prima del matrimonio e può essere spedito per posta o consegnato a mano. Sembra una cosa d’altri tempi ma è anche un buon promemoria. Un tempo l’invito era rivolto dai genitori degli sposi. In ogni caso, avere un cartoncino con scritto luogo, data e recapito o recapiti degli sposi, faciliterà la vita agli invitati e quindi è buona norma inviarlo. Spesso in fondo all’invito si inserisce la sigla RSVP, acronimo di “Répondez s’il vous plait”, il cui senso della traduzione è “si prega di rispondere all’invito”. Molti infatti “dimenticano” di confermare o meno la loro presenza, costringendo gli sposi, alle prese con i preparativi, a pescare uno per uno gli invitati per capire chi ci sarà e chi no. Rispondere a un invito non è facoltativo, non dipende dalla sensibilità personale, dai rapporti con gli sposi o dall’indole. Non appena si riceve un invito, si deve alzare il telefono per confermare o meno la presenza propria o della famiglia se l’invito lo prevede, specificando quali e quanti membri vi accompagneranno. In quell’occasione ci si informa anche dell’esistenza o meno di una lista di nozze. Aspetto vs domande e curiosità orsolaliguori@gmail.com oppure guardami su facebook: orsola liguori, alla prossima settimana.

Riceviamo e pubblichiamo

CONSORZIO DI BONIFICA qualcosa d’incomprensibile

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ccorre un riordino dei consorzi di bonifica ed eliminare un tributo che si è trasformato negli anni in una "tassa iniqua", "una gabella", "un' ingiustificata e incomprensibile azione “vessatoria" nei confronti dei cittadini che, dai più, è paragonata a una “estorsione legalizzata”.Non si può assolutamente tollerare che esistano enti inutili che chiedono tributi e balzelli non legittimi ai cittadini che, invece, vanno tutelati soprattutto in una fase di recessione economica dove sono tantissimi a non arrivare a fine mese. Non è un invito a sciopero fiscale, ma piuttosto un appello alle istituzioni per razionalizzare il settore nell'interesse dei cittadini". Da anni la questione del tributo dovuto ai Consorzi di Bonifica è oggetto di molti contenziosi e azioni istituzionali. Centinaia di ricorsi sono presentati dai contribuenti e non solo in Campania, ma in tutta Italia, al punto che da più parti arrivano proposte di legge che chiedono l’abolizione o la rivisitazione di questi enti, il Codacons Casoria ha già presentato due ricorsi. Su questa tassa “fuori tempo e fuori luogo” sono sorte innumerevoli liti giudiziarie a causa del groviglio di antiche norme che la circondano e tutt’ora continuano a ricevere l’avviso di pagamento, cittadini che abitano in palazzi moderni situati nei centri urbani e che non hanno la più pallida idea di cosa si tratti e perché la stessa debba essere pagata. Tra l’altro, la Regione Campania ha determinato che la contribuenza degli immobili già soggetti alla tariffa di fognatura è assolta direttamente dagli ATO nei confronti dei consorzi di bonifica. Ciò significa che i proprietari degli immobili urbani nel pagare la tariffa di fognatura al gestore del Servizio idrico integrato, assolvono ogni obbligo nei confronti del Consorzio. Molti cittadini, in questi anni, in numero consistenti quelli del territorio di competenza del Consozio di Bonifica Integrale del Comprensorio di Sarno, Bacini del Sarno, Torrenti Vesuviani e dell'Irno, hanno fatto ricorso e lo hanno vinto. Sarebbe lecito pensare che i Consorzi, tenendo conto delle decisioni delle Commissioni Tributarie, adottassero dei correttivi. Invece, in modo pervicace, insistono a mandare, negli anni successivi, le stesse cartelle agli stessi utenti. Gli utenti si ritrovano a produrre lo stesso ricorso, che puntualmente vincono. Una spirale assurda da cui non si esce e che porta un aggravio di costi notevole. Ormai la questione dei Consorzi di Bonifica, la loro gestione, la loro utilità, i loro effettivi servizi erogati, i loro iniqui tributi richiesti ai cittadini, sono diventati una storia infinita. L’unica cosa che ci resta da sperare è che, almeno quest’anno, il Governo regionale non disattenta per l’ennesima volta la norma che prevede il riordino dei Consorzi di Bonifica entro il 30 giugno 2008. Staremo a vedere intanto noi del Codacons Casoria abbiamo depositato i nostri due ricorsi, provvederemo a informare degli sviluppi. CODACONS-Casoria codaconscasoria@libero.it

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ART CULINAIRE

Spaghetti alla Pulcinella A cura di Monica Acri Ingredienti: 400 gr di spaghetti 1 spicco di aglio olio extravergine q.b 2 peperoncini piccanti 450 gr di peperoncini verdi 8 pomodorini rossi 50 gr di parmigiano grattugiato Preparazione: Dopo aver lavato bene i peperoncini sotto acqua corrente prendete un canovaccio ed asciugateli tamponandoli. Scaldate l'olio in una padella aggiungete i peperoncini interi e l'aglio,fate cuocere finchè l'aglio non si sarà dorato,spegnete il fuoco e

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togliete i peperoncini. Lavate i pomodorini e sminuzzateli,fateli soffriggere per 5 minuti nell’olio dei peperoncini. Cuocete nel frattempo gli spaghetti in acqua salata e scolateli ancora al dente,saltateli per pochi instanti nella padella con i pomodorini e aggiungete i peperoncini, guarnite con abbondante parmigiano e servite. Consiglio: Per rendere questo piatto maggiormente gustoso potete aggiungere 200 gr di tonno sott'olio sgocciolato. Curiosità: Fino al 2006 il peperoncino più piccante che mantiene ancora oggi profumi e fragranze ben definite è stato l'Habanero,il suo "grado di piccantezza", misurato secondo la scala Scoville è 600,000 unità.

Questo numero è stato chiuso in redazione il giorno 18 ottobre 2012. ilgiornaledicasoria@libero.it Tel. 081 7588818 - 3358270557 Inserto di Napolincasa News Aut. Tribunale di Napoli n. 0062 del 30/09/2005 Editore: Carlo De Vita Via S. Di Giacomo, 6/8 - 80026 Casoria (NA) casadevita@libero.it Direttore responsabile: Giuseppe Storti Segreteria di redazione: Imma D'Angelo - Anna Baratto casadevita@libero.it

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Anno II - Numero 26 Domenica 21 ottobre 2012

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