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Anno II - Numero 25 - Domenica 14 ottobre 2012

Periodico di informazione dell’area a nord di Napoli - www.casacasoria.it - Distribuzione gratuita

La proposta del Giornale di Casoria.

Il tribunale Napoli Nord a Casoria:

SI PUĂ’ FARE!


EDITORIALE

Il tribunale Napoli Nord a Casoria: SI PUÒ FARE! La proposta del Giornale di Casoria. di Giuseppe Storti

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on solo urbanistica. C’è anche dell’altro che la politica può e dovrebbe fare per la nostra città. Vediamo cosa. Nel mese di agosto, sotto ferragosto, siamo stati l’unico giornale a dare notizia della definitiva cancellazione dei cosiddetti “ tribunalini” tra cui quello di Casoria. I giornali quotidiani diedero la notizia della nascita del secondo Tribunale di Napoli. Struttura giudiziaria autonoma denominata “ Napoli Nord” a servizio della giustizia in tutta l’area a Nord del capoluogo napoletano, e di altri Comuni della provincia casertana. La novità più consistente annunciata dal Ministro della Giustizia Severino, forse per placare le proteste di tanti comuni che si vedevano privati della propria cittadella giudiziaria, era che al nascente tribunale veniva aggregata una seconda Procura della Repubblica. Quindi un tribunale vero e proprio. Ciò in considerazione della gravità del fenomeno camorristico e delinquenziale in questa “ vasta area” della provincia di Napoli. Sulla sede ci sono stati sempre molti punti interrogativi. Ed ecco che sono iniziate a fioccare le candidatura. Noi, già nel mese di agosto candidammo la nostra cit-

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tà. Ovviamente “nel tutti a mare” della politica locale nessuno raccolse la cosa. Ecco candidarsi Aversa, la città normanna già sede di facoltà universitarie e della metropolitana regionale. Il Sindaco Avv. Giuseppe Sagliocco, propone la sua città quale sede del secondo tribunale di Napoli, promettendo che in pochi anni si potrebbero reperire le strutture idonee per ospitare detta struttura giudiziaria. Nel decreto legislativo che ridisegna la presenza delle sedi giudiziarie nel comprensorio napoletano si fa cenno quale sede possibile la città di Giugliano. Mentre nulla si dice ancora sulla sede della Procura della Repubblica ad esso collegata. Le vecchie sedi dei tribunali distaccati rimarrebbero in funzione per un periodo transitorio di 5 anni. Nei giorni scorsi invece, il Senatore Enzo Nespoli, sindaco di Afragola propone la città di Sant’Antonio quale sede del Tribunale Napoli Nord. Nulla da eccepire. Ogni buon amministratore cura gli interessi del suo territorio e ne porta avanti le potenzialità e le capacità di essere sede di importanti strutture sovra-comunali a servizio della collettività. Ora tra i parametri indicati dal Sindaco di Afragola si indicano la cittadella giudiziaria di Afragola, e altri sedi disponibili ad ospitare il tribunale. In più la favorevole posizione geografica del

Comune situato nelle immediate vicinanze di snodi e assi viari ed autostradali. Ecco: a noi sembra che detti parametri ci siano anche per la nostra città. Una nuova e funzionale cittadella giudiziaria. Stazione Ferroviaria e più che vicinanza, Casoria è città cerniera di Napoli e di tutto l’hinterland provinciale. In pratica è alle porte di Napoli. Vicino alla sede della cittadella giudiziaria vi è il comando Compagnia dei carabinieri. Più avanti è in costruzione un moderno parcheggio. Inoltre nel programma del PIU’ EUROPA si prevede all’ intervento 5 “Nuove attrezzature atte ad ospitare funzioni della città capaci di restituire una peculiarità chiara al luogo: la torre direzionale” , prevista nell’area dell’ ex Macello, che è proprio di fronte alla cittadella giudiziaria di Via Pio XII. Insomma il Giornale di Casoria lancia la proposta di candidare Casoria a sede dell’istituendo secondo tribunale di Napoli. Una sfida che indipendentemente dal risultato va raccolta. Se si candida legittimamente Afragola, bisogna far correre anche Casoria. Ci sono 5 anni di tempo E chi è disponibile a raccogliere la sfida ed eventualmente a vincerla si candiderebbe ad entrare nella storia casoriana. Altro che rigenerazione urbana. Una cosa simile cambierebbe il destino della nostra città. Staremo a vedere. Intanto, facciamo anche noi i complimenti all’Assessore arpinese Mariano Marino, ed al dirigente del IV Settore Dr. Ciro De Rosa. Nell’ultimo consiglio comunale è stato approvato all’unanimità il nuovo Regolamento comunale in materia di servizi e trasporti di onoranza funebri. Un Regolamento che fa propri i principi di liberalizzazione dei servizi introdotti nel nostro ordinamento da direttive europee e recepite dal Governo Monti in un recente decreto. Gli effetti del Regolamento dovrebbero tradursi in tariffe più basse per i cittadini. Ora ci aspettiamo dal Dr. Marino che sbrogli la matassa del patrimonio comunale con la sua definitiva messa a reddito ed un oculato programma di dismissioni. Infine, e glielo dico da cattolico a laico, va ridisegnata ogni tipo di convenzione esistente tra i beni della Chiesa casoriana ed il Comune. La vicenda del muro di Via Caruso, che non è affatto risolta, è la punta dell’ iceberg di un sistema pattizio che deve tutelare anche gli interessi generali. Vicenda Scuolabus. L’Assessore Luisa Marro, ci fa sapere che si sta lavorando per una soluzione della vicenda che noi abbiamo trattato sul portale. A breve il decollo di una gara per l’acquisto di altri pulmini in leasing. Inoltre quelli attualmente in circolazione(cinque) possono trasportare, con un’adeguata programmazione anche alunni delle Scuole medie. Ovviamente continueremo ad occuparci del caso. Buona Domenica!

il giornale di Casoria • Domenica 14 ottobre 2012


L ' I N T E R V I S TA

Casoria chiede verità e giustizia per ANDREA! Un uomo straordinario, parla la moglie di Andrea Nollino. di Francesco Gemito

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giugno 2012. Sono quasi le 8.00 del mattino. Andrea Nollino, titolare del bar san Mauro. Come sempre sistema ombrelloni e tavolini all’ingresso del suo bar. Un uomo semplice, marito e padre esemplare, lavoratore onesto e cattolico praticante. Andrea era lì, in quel piccolo bar che non invecchia mai. Si, quel bar è la storia del quartiere san Mauro. Le giornate per Andrea erano sempre le stesse… belle e allegre, ma quel giorno qualcosa è cambiato, ancora oggi non c’è risposta. Un colpo d’arma da fuoco ha tolto la vita ad un uomo che nella vita ha scelto di lavorare onestamente. Non volevano sparare ad Andrea, per questo ci metto la mano sul fuoco. Quel proiettile non era destinato a lui, ma la mano nera nell’uomo spara anche all’innocente. In tutto questo non c’è anco-

ra una spiegazione, spero che ci sarà. Intanto i familiari non si danno pace, hanno ragione. Ho incontrato Antonietta, moglie di Andrea, una donna provata che non si rassegna. Antonietta, dal 26 giugno come è cambiata la tua vita? È cambiata totalmente, non sappiamo cosa fare, per noi non c’è più futuro. In casa

manca un uomo, non è giusto che mio marito esca per lavorare è non torni più. Era un uomo straordinario, non so se domani sarò come lui. Le istituzione ti sono vicino? Si, gli assessori e il sindaco, mi sono stati vicini e ci sono ancora. Ringrazio loro e anche la prefettura. Essendo casalinga e madre di tre figli, all’improvviso mi sono

trovata in questo vortice e loro mi stanno tiranno fuori. Grazie di cuore. Cosa auguri ai tuoi figli? Ai miei figli auguro di studiare perché il papà ci teneva tanto, poi se troveranno lavoro meglio per loro, devono sempre essere all’altezza del loro papà. In te c’è perdono? In questo momento no, poi domani chi sa. Ma, chi devo perdonare se non conosco chi mi ha fatto questo? Poi non sono io che devo perdonare ma è Dio. Il silenzio aiuta? No, il silenzio non aiuta nessuno. Sei cattolica praticante? Si, frequento la parrocchia san Mauro, ringrazio molto padre Mauro per l’aiuto che dà sia a me che ai miei figli. I ragazzi del gruppo giovani hanno aiutato tanto i miei ragazzi. Spero che andiamo sempre avanti così. La fede ci dà certezza. La fede ci dà certezza, finisce così questa breve intervista di Antonietta, una donna che soffre tanto la mancanza del caro Andrea, un uomo straordinario, un papà esemplare che resterà sempre nei nostri cuori. Sono sicuro che nel cuore di questa donna provata c’è già il perdono. Ha detto che il silenzio non aiuta, io invece dico che il silenzio uccide la verità. Noi del giornale di Casoria saremo sempre vicino a questa famiglia straordinaria. Andrea era un pezzo di pane e lo posso testimoniare ad alta voce, era un esempio di vita pulita e mi associo alle parole che già disse un suo parente: non si può morire senza sapere perché. Ciao Andrea.

AT T U A L I TÀ

E se adottassimo il “Napo” anche a Casoria? Il buono sconto ideato dal Comune di Napoli. di Luca Scialò

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l Comune di Napoli ha ideato un buono sconto formato moneta con un duplice scopo, ossia incentivare i consumi e la buona cittadinanza: il Napo. Benché se ne parli ormai da un anno, ha fatto il suo esordio in occasione della "notte bianca" di due sabati fa, promossa dagli esercenti e dalla municipalità Vomero - Arenella. Esso potrà essere utilizzato solo nei negozi che ricadono all'interno del Comune di Napoli; quanto al

regolamento e alla modalità di distribuzione sono ancora in fase di analisi. Di sicuro si sa che sarà distribuito solo ai cittadini che pagano le tasse puntualmente, ai turisti che visitano Napoli, o chi pagherà multe senza ritardi. Come funziona? Il Napo garantisce, negli esercizi che aderiranno al circuito, uno sconto del 10%. Ad esempio, a fronte di una spesa di 20 euro i clienti potranno pagare 18 euro e 2 Napo. Il commerciante potrà a sua volta mettere in circolazione i Napo, consegnandoli come resto. Non essendo una moneta, il commerciante dovrà emettere scontrino pari a 18 euro cioè per il solo valore in euro ricevuto. Se lo sconto del 10% è inferiore all'euro non si ha diritto allo sconto. Ad esempio

il giornale di Casoria • Domenica 14 ottobre 2012

sull'importo di 8 euro, il 10% di sconto pari a 0,8 euro non da diritto allo sconto e quindi all'uso del NAPO. Mentre per importi dove lo sconto è frazionato, ad esempio su un importo di 16 euro, il 10% pari a 1,6 euro darà diritto al pagamento di 15 euro + 1 Napoli. Una buona iniziativa che certo non basterà da sola a risolvere diffuse cattive abitudini dei cittadini o a stimolare i consumi in una fase di pesante recessione (lo sconto in fondo è solo del 10%). Ma è una trovata innovativa, che in futuro potrebbe essere anche più incisiva e consistente. Se a Napoli darà buoni frutti e andrà positivamente a regime, potremmo pensare di utilizzare il Napo anche qui a Casoria. 3


POLITICA

Un’overdose di case… È veramente questo ciò di cui ha bisogno la città? di Rosa Davide

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ecentemente, il Partito Democratico cittadino, attraverso un comunicato stampa, ha reso nota la sua posizione discordante riguardo gli ultimi atti approvati in Consiglio Comunale.  Nell'ultima seduta, dello scorso 3 Ottobre, e' stata approvata la realizzazione di nuove case nelle medie aree dismesse.  "L'ennesima colata di cemento e' la proposta di portata storica per un futuro diverso e migliore per la nostra città." Questo si può leggere nel documento firmato dal segretario cittadino del PD, Pasquale Amoroso.  È veramente questo quello di cui la città ha bisogno? Una ulteriore cementifica-

zione diffusa e disordinata del territorio? Queste sono le domande che un po' tutti dovrebbero porsi. La delibera sul piano casa del Commissario Straordinario Leonardi e l'impostazione del PUC, sancivano l'impossibilità per il nostro territorio di sopportare il gravame di nuove residenze. "Il progetto della maggioranza sarebbe dovuto essere quello di cambiare la storia della città, invece con la riformulazione del PUC e la variazione della delibera commissariale   del piano casa, l'attuale amministra-

PD sulla situazione. In un territorio già edificato per oltre il 93%, non si riesce a comprendere come si possano prevedere nuove residenze. Che i bisogni e le necessità dei cittadini vengano posti in secondo, se non ultimo piano, e' un fatto ormai evidente ed oggettivo. Gli elementi innovativi, gli atti rivoluzionari, tanto declamati in campagna elettorale, attualmente si possono sintetizzare in un unico termine: "cementificazione". E ancora una volta, la storia si ripete. 

zione Carfora-Casillo ha dimostrato di voler continuare ad interpretare le voglie di pochi, dimenticando i bisogni di molti." Chiara è dunque l'opinione del

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il giornale di Casoria • Domenica 14 ottobre 2012


POLITICA

La situazione dell’UDC Intervista al consigliere comunale Emilio Polizio. di Rosa Davide

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onsigliere, può spiegare chiaramente ai nostri lettori quali sono le motivazioni che hanno spinto il gruppo consiliare dell’UDC ad optare per l’espulsione di Andrea Capano? Il Consigliere Capano con il suo voto determinante per l'approvazione del Bilancio e di altri atti fondamentali per questa amministrazione, ha preso una posizione netta a supporto della maggioranza di governo. Una tale scelta di campo rende incompatibile la sua permanenza all'interno di un partito, che dall'inizio di questa consiliatura, ha sempre manifestato la sua volontà di costituire un'opposizione seria e costruttiva, in rispetto del mandato conferito dagli elettori. Noi ci proponiamo come alternativa di governo, rispetto ad un esecutivo pasticciato che genera atti incompleti ed illegittimi, che non vanno in favore della nostra comunità. L'espulsione dal gruppo consiliare è un atto di chiarezza, per recuperare la dignità della politica e delle nostre posizioni. Gli organi direttivi del partito locale hanno quindi ritenuto opportuno ribadire, ove mai ve ne fosse bisogno, la nostra collocazione nei ranghi dell'opposizione. Le dichiarazioni del consigliere Capano, durante la scorsa seduta del Consiglio Comunale, sono state molto forti. Come risponde alle sue accuse? Non credo che il Consigliere Capano si possa

permettere di muovere accuse. La nostra posizione è stata sempre molto chiara. Caso mai sono i suoi ondivaghi comportamenti a poter essere censurati. Nelle riunioni del direttivo,che periodicamente tiene il mio partito, Capano non ha mai manifestato una posizione difforme rispetto alla linea politica portata avanti dall'UDC, salvo poi cambiare idea in Consiglio Comunale. La situazione politica locale è già abbastanza confusa, occorre recuperare la coerenza e la dignità delle proprie posizioni. Se il Consigliere manifesta un'idea difforme rispetto al suo partito ne discute con il gruppo che deve tradurre con il proprio voto la linea di partito, se non c'è conciliabilità delle posizioni, non resta altra scelta da fare che quella di dichiararsi autonomo rispetto ad un partito di cui non si condivide più la politica. Questo non è stato fatto ed adesso si vuole trascinare un intero partito sulle posizioni di un singolo e questo è francamente inaccettabile. E’recente la notizia della denuncia di incompatibilità rivolta al consigliere Nello Cerbone. Qual è il suo parere sulla questione? Sul punto c'è poco da discutere è la legge che detta l'iter da seguire in questi casi. L'art. 63 del T.U.E.L. è molto chiaro: qualora ad un Consigliere venga contesta un'incompatibilità deve essere attivata una procedura che tende a vagliare l'esistenza o meno della causa di esclusione dal Consiglio, ciò avviene attraverso la delibera di contestazione approvata dal Consiglio Comunale. Attualmente la maggioranza ritarda questo fondamentale atto tergiversando ed esponendo così l'assise civica ad eventuali

il giornale di Casoria • Domenica 14 ottobre 2012

ricorsi per aver approvato atti con l'apporto di un consigliere incompatibile. Quando non si ha nulla da nascondere non è necessario fare melina. Come giudica l’elezione dell’ex sindaco Stefano Ferrara a Presidente del Consiglio Comunale? Questa è una vicenda che si commenta da sola. La maggioranza che ha costantemente perso pezzi e consensi durante questa consiliatura si è trovata costretta a fare campagna acquisti, e l'elezione di Stefano Ferrara è il prezzo pagato per tornare ad essere maggioranza. Mi stupisco, perché tra i banchi dell'esecutivo e tra i miei colleghi consiglieri siedono molti che hanno fortemente contrastato l'ex Sindaco, alcuni dei quali come il Consigliere Bene hanno addirittura firmato denunce nei confronti di Ferrara dimettendosi pur di porre fine al suo esecutivo. Adesso invece siedono negli stessi banchi e condividono lo stesso progetto politico. Miracoli della coerenza. Negli ultimi tempi, con il passaggio all’opposizione, le posizioni del PD sembrano avvicinarsi a quelle dell’UDC. Crede che una futura alleanza sia possibile? Credo che chiunque si riveda in un progetto alternativo rispetto a questa malandata amministrazione possa rappresentare una valida alternativa e soprattutto un interlocutore con cui confrontarsi seriamente. Il PD ha fatto le sue scelte rinunciando alle poltrone, così come aveva fatto l'UDC con Stefano Ferrara, decidendo di schierarsi contro questo modo di fare politica che guarda solo alla conservazione dello status quo ed alla spartizione del potere. Quindi guardiamo con favore al loro ingresso nell'opposizione. Ma per parlare di alleanze future è ancora presto.

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AT T U A L I TÀ

La voce del Sindacato Autunno caldo anche a Casoria... Di Antonietta Perna

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a oggi, attraverso le pagine di questo giornale, cercherò di raccontarvi le vicende sindacali che animano il nostro territorio, un territorio difficile, dalle vicende lavorative intrigate e dai rapporti tra forza lavoro e padronato complessi e conflittuali, dove le aree dismesse stanno a ricordarci, come tristi monumenti al lavoro, un passato di forte insediamento produttivo ed occupazionale senza speranze future. Il mio intento è quello di sensibilizzare chi legge alla cultura del lavoro, persa purtroppo per la crisi economica e sociale che ha travolto le nostre vite come uno tzunami. Cercherò di narrarvi attraverso racconti, interviste e ricognizioni sul campo che l’attività sindacale è tutt’altro che evaporata, anzi è sempre più presente ed articolata, poiché gli interessi in campo sono diversi e diversificati. Cambia il mondo del lavoro ed i diritti acquisiti sono minacciati dalla speculazione a ribasso della forza lavoro e dalla massimizzazione dei profitti. Era mio intendimento iniziare quest’avventura con voi presentandovi i vari sindacali presenti sul territorio e la loro opera ma un comunicato emesso il giorno 27 Settembre

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scorso dalla Cgil e dalla Filcams Cgil di Casoria che bacchettavano duramente la A.S. Delphinia Casoria (per capirci è la società che gestisce da vent’anni gli impianti sportivi della nostra Città, ergo, patrimonio comunale) e l’ amministrazione Carfora per un mancato incontro, mi ha indotto a scrivere su questo argomento per portarlo all’attenzione pubblica. Come raccontano le segreterie dei sindacati cittadini e gli stessi lavoratori era stata

stabilita una data, condivisa da TUTTI, per un incontro chiarificatore, di verità e di equilibrio. In concreto la società Delphinia Casoria doveva portare all’attenzione delle parti in causa i bilanci dell’associazione, che sostiene di essere in difficoltà economica preannunciando taglio dei costi di esercizio e quindi la riduzione dei posti di lavoro (in verità ad Agosto già ha provveduto a licenziare alcuni lavoratori). Mi chiedo: perché la Delphinia Casoria e l’Amministrazione comunale non si sono presentati all’incontro? Perché il sindaco o

un suo delegato non c’erano? Eppure il patrimonio comunale dovrebbe essere tutelato e gestito con trasparenza cosa che, a detta dei sindacati non avviene. Certo è che, dopo qualche giorno dal fallito incontro sindacale, il Sindaco ha stigmatizzato la scelta della Delphinia Casoria riferendo, che l’amministrazione era assente al tavolo delle trattative in quanto non aveva inteso che all’incontro doveva presenziare(!?). Per questi ed altri motivi i sindacati hanno proclamato uno stato di agitazione per il giorno 15 c.m. per difendere i diritti di questi lavoratori e per scongiurare i licenziamenti annunciati ed in parte già avvenuti. A mio avviso, si preannuncia un autunno caldo anche a Casoria perché sono tante le vertenza aperte sul territorio, si parla di sviluppo e di occupazione e poi si procede a “creare” altri disoccupati. In una società per poter coesistere tutti c’è bisogno di una volontà ampia sulle scelte, la politica deve intervenire affinché si trovino soluzioni condivise tra le parti e non sfuggire alle responsabilità. Visto che Casoria è uno dei territori con il più alto tasso di disoccupati ed inoccupati del territorio a Nord di Napoli il sindaco Canfora perché non si prodiga a difesa del lavoro? O perlomeno ad attivarsi per una più equa soluzione? Sicuramente vi terrò ancora informati su questa vicenda poiché ritengo che in un periodo cosi delicato come quello che stiamo vivendo fare il gioco delle tre carte è pericoloso e inaccettabile, poiché denigra la dignità del lavoratore e mette ancora altre famiglie in uno stato di stress psichico e di degrado sociale essendo spesso famiglie monoreddito.

il giornale di Casoria • Domenica 14 ottobre 2012


CENTRO STORICO

La voce del popolo: la nostra ignorata città Viaggio nel centro storico casoriano. Di Sara Carreras

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asoria è un comune di 79.514 abitanti, collegata molto bene con Napoli centro, zone limitrofe e ricca di mezzi pubblici, tra cui la stazione ferroviaria. Il suo santo protettore è San Mauro, proprio a lui è dedicata la chiesa di San Mauro, situata nel centro storico della città,tra cui troviamo via padre Ludovico, via San Benedetto e via San Mauro. Pur abitandoci da tempo molte persone sono ignari della presenza delle ricchezze che questa città ha, purtroppo anche poco sfruttate turisticamente. Ho deciso di farvi fare una visita guidata, purtroppo, con l'immaginazione... non menzionandovi tutto ciò che di importante e caratteristico possiede la città (almeno per ora). Abbiamo per iniziare,

la chiesa di Santa Maria delle Grazie, riaperta al culto solo da 4 anni; la basilica di San Mauro, in uno stile barocco; il santuario di San Benedetto, il quale a causa di un incendio fu rimpicciolito, all'interno si possono ammirare delle splendide maioliche, ed infine,ma non per questo meno importante, c'è il museo di arte contemporanea, personalmente visitato e che consiglio. Come tradizioni non posso non citare la festa del santo protettore, che ricorre 2 volte l'anno: il 15 gennaio e la

seconda domenica di luglio,durante la quale si preparano per pranzo squisiti manfredi alla ricotta,e sicuramente sapete di cosa parlo. Infine, citati in ordine sempre casuale, abbiamo 2 sport per cui essere fieri, la pallacanestro e la pallavolo, quest'ultima vincente a vari campionati, dalle giovanili al campionato regio-

il giornale di Casoria • Domenica 14 ottobre 2012

nale di serie D maschile. Quello che ho citato ci rende fieri della nostra città, pur sapendo che essere cittadini dalle nostre parti non è affatto semplice; ormai siamo quasi rassegnati, purtroppo, a considerare il degrado urbano come normalità. Chi come me è affascinato dalla storia delle città, non può far a meno di guardarsi attorno, molte volte, disgustati dalla facciata dei palazzi che ci circondano, con l'aggiunta di persone che nonostante tutti i sacrifici, non hanno voce in capitolo, come un noto parrucchiere della zona, costretto ad "arrangiarsi" in un locale cupo e poco idoneo al proprio mestiere, pur di lavorare,aspettando per anni la ricostruzione dello stabile in cui lavorava precedentemente, che purtroppo non potrà mai più vedere in quanto non c'è più! Con ciò vorrei denunciare verbalmente il disordine che ci circonda ai nostri politici, in particolare al nostro sindaco Vincenzo Carfora, pertanto sarebbe auspicabile un miglioramento stradale ed estetico(decoro urbano), in particolare al centro storico, cuore di ogni città che si rispetti... potendo dire addio anche all’accumulo di rifiuti che alle 7:00, di quasi ogni mattina, ci ritroviamo io e altri condomini(Via Marco Rocco 15), a spostare con le nostre mani per poter uscire dal portone... per andare a lavorare, per chi per fortuna un lavoro ancora ce l'ha.

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L'EVENTO

In ricordo di Mons. Mauro Piscopo I mille volti di un grande sacerdote. di Margherita De Rosa

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n anno ci separa dal giorno in cui monsignor Mauro Piscopo è passato dalla dimensione terrena a quella della vera vita: l’avvicendarsi dei giorni e delle stagioni ci travolge col suo moto irrefrenabile e ci stordisce, ci assorbe, come si suol dire, ci “distrae”, ci porta fuori dalla nostra più vera essenza, fuori dalla nostra anima, fuori dai nostri ricordi … eppure basta un attimo, il fugace espandersi di una riflessione ed ecco che il passato ritorna, quale elemento costitutivo del nostro essere, della nostra storia, della nostra memoria: ora monsignor Piscopo giganteggia, insostituibile, nelle soste della nostra coscienza, che, prepotente, impone il riemergere del suo sorriso e della sua parabola umana, che lo volle grande, come uomo di Dio e come uomo tra gli uomini. Un anno, dunque, pur nei suoi stravolgimenti no ha scalfito, neppur minimamente, il ricordo di quello che “don Maurino” ha rappresentato per i casoriani … eh si, padre Piscopo è stato in vita, e lo è ancor di più post mortem, un’icona per i suoi concittadini e per quanti, oltre i confini locali, ebbero il privilegio di conoscerlo: vero sacerdote e coerente testimone del Vangelo, egli seppe accogliere tutti e tutti avvicinò ad una fede gioiosa, avente per base la certezza di essere membri di una grande, stupenda famiglia, quale fu la comunità che egli seppe costruire presso la parrocchia di san Benedetto Abate e quale poté apparire la stessa Casoria, allorché la si identificava come la terra del nostro compianto ed amatissimo sacerdote. Lo specialissimo carisma di don Mauro Piscopo si concretizzava in una generosità

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senza confini, in una disponibilità nobile e totale, in una sensibilità straordinaria che lo rendeva riferimento di ciascuno ed in particolare dei più deboli, dei più sofferenti, degli ammalati: quanto egli ha posto in essere per questi ultimi è oggi eredità spirituale della comunità di San Benedetto, egregiamente guidata da don Pasquale Fioretti, che, fedele discepolo di padre Piscopo, mantiene viva l’attenzione per gli infermi così come alimenta quel culto mariano, tanto caro a don Mauro: Lourdes fu parte integrante della sua vita e permeò la sua missione di sostegno agli ammalati, ai disabili, a quanti versavano nel bisogno fisico e materiale e che egli predilesse con speciale affetto. Spesso si è soliti pensare a questa straordinaria figura di prelato esclusivamente, e giustamente, sotto il profilo della connotazione religiosa, ma, e non credo che sia blasfema la riflessione, la grandezza di Mauro Piscopo quale uomo di Dio non si disgiunge, anzi ne è un magnifico riflesso, da una cultura poliedrica e profonda, che lo rendeva amante delle arti più nobili, dalla musica alla poesia, dall’architettura alla pittura, senza tralasciare il grande amore che egli nutrì per il teatro, tanto da realizzare una compagnia parrocchiale, tutt’oggi attivissima. E la grandezza di padre Piscopo è stata evidente anche nella malattia, in quella sofferenza che ha sperimentato in maniera diretta e che ha sostenuto con la forza di una fede che ha sempre saputo donare a quanti, spiritualmente, sono diventati compagni del suo ultimo viaggio: se, a tratti, si leggevano sul suo volto i segni della prova, della stanchezza e del dolore fisico, mai veniva meno quella bonarietà, quella serenità, quell’apertura agli altri, che non ha smesso di sostenere neppure nei momenti più difficili … ricordare don Mauro Piscopo significa dunque fare spazio alla storia di ciascu-

no e dell’intera città di Casoria, permettendo alle emozioni di invadere completamente le nostre anime, ma sarebbe riduttivo limitarsi solo alla nostalgia ed al rimpianto: don Maurino, sicuramente, vorrebbe ben altro, come ben altra è stata la sua testimonianza. Al tempo delle lacrime, pur necessario ed umanissimo, deve subentrare il tempo dell’azione, della missione, dell’apostolato: scendere tra la gente e stare tra la gente con il sorriso, sotto il segno della speranza ed all’insegna della carità concreta: ecco il testamento spirituale che Monsignor Piscopo ha lasciato a ciascuno di noi e ognuno deve sentirsi investito da tale responsabilità, poiché questo è forse il modo a lui più gradito per rendere onore ad uno dei figli più grandi della nostra terra!

Ad un anno dal ritorno alla Casa del Padre Celeste dell’amatissimo MONS. MAURO PISCOPO Parroco di San Benedetto Abate in Casoria, la Comunità ecclesiale ed il Parroco Don Pasquale Fioretti, unitamente alla Famiglia, lo ricordano a quanti lo hanno conosciuto, amato e stimato con una solenne concelebrazione eucaristica presieduta da S. E. Mons. Antonio Di Donna Sabato 20 Ottobre 2012 alle ore 16:30 presso il Santuario di San Benedetto Abate in Casoria (NA).

il giornale di Casoria • Domenica 14 ottobre 2012


CASORIA NELLA STORIA

La morte dell’uomo della carità PADRE LUDOVICO DA CASORIA Da un articolo del giornale “Unità cattolica” del 7 aprile 1885. di Giuseppe Storti

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elle nostre “modeste” ricerche storiche sulla vita e le opere del San Francesco casoriano, Padre Lodovico da Casoria, ci siamo imbattuti nella trascrizione degli ultimi momenti di vita del grandissimo fraticello casoriano. Detta lettura ci ha molto emozionato e commosso. Per questo abbiamo pensato di farne oggetto di un articolo che possa servire a far conoscere, ove ce ne fosse ancora bisogno, la profondità dell’animo di questo immenso uomo di fede che nel cuore dei casoriani e dei fedeli di tutto il mondo è già santo prima ancora che la Chiesa completi l’iter del riconoscimento della santità secondo i dettami del diritto canonico. L’articolo viene letto nel corso del novenario di lodi e di supplicazioni della fausta ricorrenza del quarto centenario della traslazione delle reliquie di san Rocco de Arles a Venezia. Prima della lettura di questo articolo, viene citata la testimonianza del Cardinale di Torino, Arivescovo Alimonda, che conobbe personalmente il Santo fraticello di cui la città di Casoria onora le memoria e l’immensità delle opere. Ne riportiamo gli stralci più significativi. “Vi sono anime grandi e sante, le quali in questo mondo pare che ci specchino la presenza di Dio; la fragile carne in che abitano non le adombra, riuscendo essa appena un velo sottilissimo che lascia passare il lume intellettuale e la fiamma dell'amore, se non è a dire piuttosto che il velo della carne con pigliare di quel lume e di quella fiamma accresce il riverbero dell'immagine divina. A me il padre Lodovico era una di coteste anime, ricche dello specchiamento di Dio. Dio è carità, ed egli era carità, sicché ora che ei mi lasciò sembrami che mi venga a mancare qualche raggio visibile della presenza del Signore: mi trovo più solo al mondo che non ero. E non dico solo perché mi manchi l'uomo, ma perché con quell'uomo mi cessa una cotal sensibile riverberazione divina. Ah, padre Lodovico, te ne fuggisti e io me ne trovo sconsolato! Passano migliaia di uomini, passano vecchi e giovani e quasi non me ne accorgo; passi tu e mi sento d'attorno il vuoto, cade come un eclissi sopra i miei occhi. Deh, non mi abbandoni il buon Dio! E così con l'andarsene di queste anime grandi e sante, mi viene almeno un compenso, che mentre mi pare di trovarmi in su la terra solo e romito, veggo popolarsi di amici la beata eternità. Ebbi sempre gran tremore pensando al momento in che l'anima mia, uscendo

del corpo, s'incontrerà in Gesù Cristo giudice. Ora una confidente illusione del cuore (ah, non illusione) mi dice che le anime sante, già state amiche mie e assai benevole con me, nel precedermi all'altra vita mi renderanno benigno il giudice Gesù. Talvolta la fantasia devota e pur tremebonda immagina che i santi miei amici mi condurranno essi al giudice, ed al presente, in un dolce sogno della mia speranza, mi pare di vedere l'amato padre Lodovico che venga ad assistermi dinanzi al tribunale di Gesù: io mi aggrappo a' suoi piedi, mi copro della sua tonaca benedetta. Volevami tanto bene questo ispirato uomo: mi rigetterebbe forse? Copriva della sua vecchia tonaca tutti gli sventurati: perché non coprirebbe anche me? E poi, non mi conosce? Sono figliuolo di san Francesco ancor io. Il che pensando, la fiducia del perdono di Dio eterno, come aura soave, mi aleggia su la fronte... No, il padre Lodovico non è morto tutto al mondo. E non accenno solo al miserello suo corpicciuolo che lasciò in terra, quasi astro semispento perché traspirante i suoi dolci affetti e come odoroso delle sue virtù; accenno bensì alle tante istituzioni caritatevoli che egli fondò e che, ne son certo, staranno; accenno alle anime innumerevoli che egli trasse a Dio, ai poveri bimbi, che quasi provvida madre allattò col latte della celeste carità, ai moretti riscattati, alle colonie degli agricoli che egli creò, ai disgraziati d'ogni fatta per lui raccolti, educati. E parlo sopratutto dei fraticelli Bigi, spirituale emanazione del suo cuore.” Ecco la descrizione che il Giornale “ L’unità Cattolica” fa della morte e delle esequie del Beato padre Ludovico che alla fine del suo testamento spirituale, a testimonianza ulteriore della semplicità e dell’umiltà del suo essere e della sua mirabile vita terrena così firma il suo ultimo atto terreno: “Piccolo frate vostro Lodovico da Casoria". “Erano le sette del Lunedì santo. S'allentò poco a poco la sofferenza e l'affanno, e senza nessun'agonia e con la semplicità e la soavità di un agnello, cogli occhi levati al cielo e il capo lievemente inclinato, uscì quell'anima ardentissima e volò a Dio. Il corpo di lui vestito della sua tonaca, corda e cappuccio, posto in una bara di nudo legno, povero egli e spogliato di tutto, coi piedi scalzi ed una nuda pietra sotto il capo per guanciale, con le mani congiunte e tenenti un crocifisso, venne portato ed esposto nella chiesa dell'Ospizio marino. Quanta pace ed aura di santità spirasse quel volto, non si può descrivere. Cominciò a venire gente e

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lagrimare e baciare quelle sante membra. Una breve e commovente iscrizione posta all'ingresso dell'Ospizio diceva: "È morto il Padre Lodovico! Venite e piangete tutti". Crebbe a ore a ore l'affluire del popolo e l'istanza in ciascuno d'avere un pezzetto di quella venerata tonaca, e per tutto quel giorno e il dì seguente gli si era sempre intorno con le forbici in mano a tagliare da quella tonaca e dai capelli per soddisfare la pietà dei fedeli. Guardando a quel corpo con quella tonaca così tagliata per tutte le parti e mancante, pareva di vedere quella figura della povertà dipinta da Giotto che si ammira nella basilica d'Assisi. Seguirono i funerali, nei quali presero parte tutte le famiglie religiose della città e luoghi circonvicini, il rappresentante del cardinale arcivescovo con il clero e il sindaco di Napoli, i beneficati e amici del Padre Lodovico in gran copia accorsi ancor da lontano. Mai furono viste per Napoli, a memoria d'uomo, esequie tanto solenni, tanto rispettate, tanto commoventi, tanto concordi e spontanee di universale concorso d'ogni classe di persone. E il più mirabile segno di queste esequie si è che esse evidenziarono una espressione verace e compiuta dello spirito di Padre Lodovico. Andavano innanzi alla salma gli ordini religiosi e le seguivano gli ordini civili, e quel sacro corpo era come anello di congiungimento di tutti gli ordini sociali, religiosi e civili. Tale era lo spirito del Padre Lodovico, spirito immenso di carità di Gesù Cristo che abbraccia tutti per menare tutti a Dio; specchio ed espressione di questo spirito riucirono le stesse esequie del suo corpo, senza che alcuno ci avesse pensato. Indi ben si può dire di lui che defunctus adhuc loquitur(pur essendo morto parla ancora). Predicò in vita con le opere e con la parola e predica ancor con le sue esequie al secolo XIX. Notiamo infine, per la verità delle cose, che il suo corpo al camposanto rimase insepolto per 60 ore circa. Era al tutto integro, flessibile, fresco e senza il menomo indizio di principio di corruzione, e in questo stato fu calato sotterra per obbedire alle sue ultime volontà.”. Lo spirito e le opere del Santo casoriano ebbero come filo conduttore l’unità d’intenti nel portare avanti i valori prima laici e poi cattolici della carità, dell’assistenza di chi soffre, delle problematiche dei migranti, e dei ceti sociali meno abbienti. Anticipò come tutti i profeti fanno lo spirito conciliare e le grandi encicliche che successivamente alla sua morte posero con forza nella storia dell’umanità la questione sociale. Ad esempio quella di Papa Leone XIII del 15 maggio 1891: “Rerum Novarum”(delle cose nuove). Insomma,un grande della storia dell’umanità. Un personaggio immenso i cui contorni sono ancora da studiare e da decifrare in tutta la loro ampiezza e la loro dirompente portata storica.

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SCUOLA

Concorso scolastico 2012 “La raccolta differenziata” di Antonella Storti

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enerdì 28 settembre 2012 si è svolto, nella villa comunale di Casoria, l’evento finale della prima edizione del Concorso Scolastico 2012, promosso dal Circolo degli Universitari e da Legambiente Afragola, con i patrocini morali della Regione Campania, Comune di Casoria e l’associazione “Libera”. L’iniziativa, rivolta ad oltre venti istituti scolastici e circa ventimila studenti dei comuni di Casoria ed Afragola, ha visto la partecipazione degli alunni di scuole elementari, medie e superiori. Il concorso ha coinvolto al meglio i giovani del territorio su tematiche riguardanti la difesa dell’ambiente, l’inquinamento, il riciclo dei materiali e la raccolta differenziata mediante la produzione di opere artistiche, articoli di giornali e fotografie. In questa prima edizione si è classificato al terzo posto l’alunno Pirozzi Giuseppe

della scuola secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo Statale “Filippo Palizzi” di Casoria, con un articolo di giornale riguardante il riciclo, il riuso, il rispetto per l'ambiente e la raccolta differenziata. Queste tematiche, ampiamente trattate durante le lezioni in classe, hanno stimolato, negli alunni che hanno partecipato alla selezione, una sensibilità alle problematiche ambientali facendo capire agli stessi come una città pulita sia non solo più presentabile a coloro che la visitano, ma che la rende anche più vivibile per i cittadini ed è un grande aiuto che si da al pianeta e uno smacco a questa era dedita al consumismo sfrenato e non responsabile. Sembrano essere state queste le principali motivazioni che hanno spinto il Prof. Gaetano Caputo, docente dell' Istituto “ Filippo Palizzi “ di Casoria, a far partecipare gli alunni con alcuni elaborati riguardanti una tematica delicata e focale come l’educazione all’ambiente e il riciclaggio dei materiali prodotti a casa e a scuola. L’idea ha come obiettivo primario la diffusione di informazioni sulle problematiche

ambientali tra i ragazzi e i rispettivi nuclei familiari di appartenenza; infine, cercare di istillare un pizzico di consapevolezza nei giovani casoriani e di sensibilizzare la cittadinanza e gli studenti di tutte le età ad un problema serio come l'inquinamento dell’ambiente e la raccolta differenziata: una missione impossibile? Mai dire mai. Cerchiamo di approfondire la questione rivolgendo alcune domande al Prof. Gaetano Caputo Un suo alunno si è classificato terzo alla selezione, come è venuto a conoscenza del concorso e a chi era rivolto? Abbiamo ricevuto la brochure a scuola e il concorso era rivolto a tutti gli studenti di Casoria e Afragola; Delle sue classi quanti alunni hanno partecipato? Il concorso, per la tematica di forte attualità affrontata, ha spinto numerosi alunni a partecipare e tra i diversi lavori presentati uno è riuscito a raggiungere il terzo posto; A scuola come sono affrontati gli argomenti riguardanti la tematica dell’inqui-

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SCUOLA namento, della raccolta differenziata e da quali fonti reperite i dati? Oltre ai libri di testo che trattano ampiamente i problemi legati all’ambiente e all’inquinamento, si ricorre a ricerche su giornali, riviste specializzate o presso i siti web di Enti preposti come l’ARPAC, il Comune, Legambiente ecc.. Inoltre nel nostro istituto sono attivi diversi laboratori, tra cui quello scientifico, dove sono svolti semplici esperimenti che completano, dal punto di vista pratico, tale attività. In effetti l’obiettivo principale è quello di dotare gli studenti di una “sensibilità ecologica” da far trasmettere, gradualmente, alle rispettive famiglie. Ovviamente questo obiettivo è basato su un lavoro i cui frutti si coglieranno nel tempo; Lei è stato impegnato in numerose attività riguardanti ricerche ed emergenze ambientali e geologiche, ricoprendo ruoli di forte responsabilità. Ci può dire in cosa è consistito? Sono stato impegnato presso il Diparti-

mento di Scienze della Terra dell’Università di Napoli, e successivamente presso il Consorzio Inter-Universitaro Grandi Rischi dell’Università di Napoli e Salerno per lo studio dell’ambiente e dei fenomeni franosi correlati; Dunque oltre ad esperienze di insegnamento ha avuto anche la possibilità di partecipare ad attività emergenziali per così dire sul “campo”? Si in emergenze come quelle di Sarno e Cervinara; ho partecipato, inoltre, allo studio sul rischio ambientale e alla pianificazione territoriale elaborando studi VAS e VIA; ho collaborato con il Ministero dell’Ambiente per lo studio del sistema di utilizzazione delle acque sotterranee e superficiali e per gli aspetti qualitativi della risorsa idrica sotterranea; Ritornado alla realtà casoriana Lei come pensa di poter dare un contributo alle problematiche che riguardano l’ambiente del nostro territorio? Questa è una domanda ambiziosa ma ri-

tengo fondamentale, affinchè si faccia realmente qualcosa, che TUTTI contribuiscono, nel loro piccolo, ad attivarsi per aiutare l’ambiente. Il nostro Istituto ha lavorato con impegno, competenza e professionalità e certi risultati sono facilmente osservabili, anche se molto bisogna ancora fare; Insomma l’impegno deve essere non solo degli alunni ma anche di chi vive abitualmente a Casoria e anche del semplice visitatore; Certo di tutti, è solo una questione di tempo e di abitudini. Grazie per la disponibiltà.

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EVENTI

Jovanotti, Re Mida di New York Oramai è una star internazionale Lorenzo Cherubini. Di Rosa e Concetta Alvino

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entre annuncia dai suoi canali di social network i prossimi progetti, ovvero "BACKUP (1987-2012)" il best con 25 anni della sua musica, impreziosito da inediti (in uscita il prossimo 9 novembre), va alla conquista dell’America. Il rapper italiano si è esibito al “Terminal 5â€? di New York, un grande spazio industriale che si affaccia sull’Hudson Ri-

ver, dove erano presenti ben 2.500 persone. Sold out per Jovanotti che è stato accolto, con grandi applausi. Il live si è arricchito dei suoi successi piĂš belli, un’ora e mezza di musica. Il fidato bassista Saturnino ha iniziato le danze con un assolo, per poi lasciare il palco alla voce di Lorenzo che ha cantato “Serenata Rapâ€?, “Penso Positivoâ€?, “Bellaâ€?, “A teâ€? e l’energica “L’ombelico del mondoâ€?. Il rapper ha omaggiato la grande Mela intonando “Empire State of Mindâ€? di Jay-Z

e Alicia Keys. Lorenzo, poi, ha ricordato il bel canto italiano con le parole dell’indimenticabile Mimmo Modugno con “Vecchio Frack�. Il sassofonista Francesco Cafiso ha suonato durante il concerto di Lorenzo, segno che la voglia di fare musica al Terminal 5 era prepotente. Ed anche questa volta Lorenzo non sbaglia un colpo,dimostrandosi un artista in perenne evoluzione, senza rinnegare il passato, guarda al futuro con innovazione e sperimentazione !

LUI E LEI

MATRIMONIO‌ Prima e Dopo! Come organizzare i preparativi? A cura di Orsola Liquori

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iete, pazzamente, innamorati di “ Marina, una ragazza mora ma carinaâ€? e avete deciso che: “Marina, ti voglio al piĂš presto sposarâ€? vi ricordo che ci sono due Riti: Religioso e Civile. Per il Matrimonio di Rito Religioso, avente Effetti Civili o Matrimonio Concordatario poichĂŠ si basa sul Concordato tra la Santa Sede e lo Stato Italiano. I documenti, necessari del Matrimonio con Rito Religioso, luogo la Chiesa, comprendono tutti quelli previsti per il Matrimonio Civile, luogo il Comune, celebrante il Sindaco, e inoltre: Attestato di frequenza al Corso

Prematrimoniale, Certificato di Battesimo ad uso matrimonio, Certificato di Cresima, Prova di Stato Libero. Prodotti tali certificati, il Parroco consegna ai futuri sposi, la richiesta di Pubblicazioni Civili da portare in Comune. Quindi si procede con la prassi Civile, al termine della quale, l’Ufficiale di Stato Civile rilascerĂ  il certificato di avvenute Pubblicazioni Civili. Tale documento, insieme ai certificati religiosi, verrĂ  poi portato al Parroco che interrogherĂ  separatamente i futuri sposi, durante il cosiddetto “consensoâ€?. Accertata l’assenza di irregolaritĂ , il Parroco provvede alle “Pubblicazioni Religioseâ€? . Il matrimonio Concordatario produce gli stessi effetti del matrimonio Civile. Deve essere celebrato entro 6 mesi. I certificati per la pubblicazione hanno una validitĂ  di 6 mesi. BisognerĂ  accordarsi con il parro-

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co per Orari, Allestimento Chiesa, Musica. La Cerimonia di Matrimonio con Rito Religioso, vera e propria, comporta la presenza di alcune fasi principali, tra le quali è possibile individuare il rinnovo delle promesse battesimali, la liturgia di matrimonio (il momento in cui gli sposi si dichiarano eterno amore e fedeltà), lo scambio delle fedi nuziali, la benedizione degli sposi, la lettura di brani dalla Bibbia e dal Vangelo (Sacre Letture liturgiche). Al termine della cerimonia, gli sposi saranno invitati dal sacerdote a firmare il registro, compito che spetterà anche ai Testimoni di Nozze. Da questo momento, il Matrimonio è ufficiale, davanti a Dio è allo Stato! Aspetto vs domande e curiosità orsolaliguori@gmail.com oppure guardami su facebook : orsola liguori,alla prossima settimana.

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Per info: Carlo

De Vita



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RUBRICA LEGALE

Edicola funeraria di famiglia Concessione amministrativa su sepolcro gentilizio e divisione. A cura dell'Avv. Gennaro Calvanese

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gregio Avvocato, sono il discendente di una famiglia titolare di regolare concessione su una edicola funeraria sita all’interno del cimitero consortile di Casoria. Essendo io discendente con cognome diverso mi chiedevo se mi spettasse il diritto di sepolcro. Potrebbe aiutarmi? entile Lettore, in tema di concessione amministrativa relativa al diritto di sepoltura in cimitero comunale, alla luce delle intenzioni dei concessionari e dei comportamenti dei discendenti, il diritto di sepolcro sull'edicola funeraria familiare è trasmissibile secondo le norme in materia di successione anche al discendente che non ha lo stesso cognome dell'originario concessionario-fondatore dell'edicola. Lo ha chiarito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 7000/2012. Nel caso in esame, va stabilito se la questione possa essere ricondotta nell'ambito dei rapporti con la Pubblica Amministrazione e, segnatamente, se la fonte esclusiva, primaria o prevalente in materia sia rappre-

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sentata dal diritto amministrativo o da quello privato. Il concessionario vanta un diritto di natura reale sul bene comunale: la manifestazione esteriore e sostanziale di tale situazione giuridica soggettiva avviene, prima, con l'edificazione e, poi, con la sepoltura. Il soggetto, destinatario e beneficiario del provvedimento amministrativo, ha facoltà di trasferire la res a terzi senza che ciò possa rilevare ovvero influire nelle relazioni con l'ente concedente. In particolare, il Comune è titolare della potestà concessoria costitutiva del diritto di sepolcro: l'ente amministrativo concedente, però, è legittimato a revocare il proprio provvedimento pubblicistico soltanto per interesse pubblico mentre non ha il potere di contestare le modalità di esercizio, da parte del concessionario, del diritto di sepolcro che resta autonomo, libero e riservato. In caso di sepolcro ereditario, il relativo diritto si trasmette nei modi ordinari, inter vivos o mortis causa, dall'originario titolare anche a persone non facenti parte della famiglia in senso stretto. In caso di sepolcro gentilizio o familiare, il diritto è, invece, attribuito in virtù della volontà del testatore alla sola cerchia dei familiari con acquisto iure proprio sin dalla nascita e, quindi, iure sanguinis e non successionis, in una particolare forma di comunione fra contitolari senza che il diritto possa essere trasmesso inter vivos o mortis causa e non è soggetto a prescrizione o rinuncia. Tale diritto, però, si trasforma da familiare in ereditario, e provato anche dalle dichiarazioni delle parti subentrate, soltanto

col decesso dell'ultimo superstite del nucleo dei familiari indicati dal fondatore, quindi, con applicazione delle norme privatistiche in materia di successione mortis causa. I diritti sulla tomba si trasferiscono secondo le norme privatistiche ed ereditarie. La Cassazione afferma che i diritti sulla tomba si trasferiscono, dopo il decesso dell'originario fondatore e dei suoi figli-sottoscrittori dell'atto di divisione, secondo le norme privatistiche ed ereditarie, anche al discendente non portatore del cognome di famiglia. All'uopo, va valutato se tali comportamenti siano compatibili con l'atto divisionale o con la successione ereditaria: quando, cioè, i diritti successori sulla tomba di famiglia risultano essere stati regolati dalle norme in materia successoria, e non sulla base della scrittura notarile, si applicano le norme in tema di subentro successorio mentre non ha alcuna rilevanza in tal senso, secondo l'ordinamento, che gli atti tra privati siano già stati recepiti dalla P.A. concedente.

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Lettera aperta al Sindaco di Afragola Vincenzo Nespoli, al Sindaco di Casoria Vincenzo Carfora, al Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, all’Assessore all’Ambiente della Provincia di Napoli Giuseppe Caliendo, all’Ass. all’Ambiente della Regione Campania Giovanni Romano, al Presidente dell’Unione degli Industriali Paolo Graziano.

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ssere cittadini dalle nostre parti significa essere cittadini di serie B, rassegnati a considerare il degrado come fatto normale, nonostante il paradosso che nei nostri territori si pagano le tasse locali più alte d'Italia, i costi delle tariffe sono i più alti d'Italia (RCauto, benzina, asili, ecc) a fronte di servizi pubblici quasi inesistenti. Ogni giorno migliaia di persone attraversano con le loro auto le strade ai confini tra Afragola e Casoria (“Cantariello”) che portano a grandi supermercati, tra cui Ikea, Decathlon e Leroy Merlin e sotto gli occhi di tutti non si può ignorare un degrado fatto di strade colme di rifiuti di tutti i generi, con cattivi odori e fumi puzzolenti, il tutto condito da un esercito di bambini ROM, sfortunate creature quasi abbandonate da tutti. Lo spettrale ed indecente spettacolo continua da decenni e nessuna istituzione sembra far nulla, nell’esercizio italico di rimbalzarsi a vicenda le responsabilità! Eppure, le catene di ipermercati creano in quelle zone occupazione, con innegabili vantaggi per giovani provenienti da tutta la regione che hanno lì la fonte dei propri redditi: non è interesse di tutti che in quei luoghi si continui a lavorare ? Ma a chi compete pulire quelle strade? A chi compete dare una sistemazione dignitosa a quei bimbi Rom che passano le loro giornate tra parcheggi e spazzatura? E’ giusto assistere inermi al degrado che devasta quella vasta zona ? Perché tutti coloro che si recano a fare ac-

quisti in questi centri commerciali devono in maniera rassegnata accettare tutto ciò ?  E cosa dire delle migliaia di famiglie che sono costrette a vivere in quei territori ? Noi della CGIL di Napoli, di Casoria ed Afragola pensiamo che bisogna dare risposte concrete ai tanti che in quelle zone abitano, lavorano, producono e spendono. Chiediamo alle istituzioni regionali, provinciali e Comunali in indirizzo di intervenire, di sedersi tutti intorno a un tavolo e trovare le soluzioni a tutto questo degrado. Chiediamo l’intervento anche dell’Unione degli Industriali della Provincia di Napoli che annovera tra Casoria ed Afragola numerose aziende oltre ai centri Commerciali che hanno diritto ad infrastrutture dignitose e consone al terzo millennio. Noi della CGIL offriamo tutta la nostra disponibilità per creare le condizioni per portare a compimento un piano di risanamento a tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori, nonché in difesa del lavoro. Nessuno si astenga dal dare il proprio contributo per risolvere definitivamente lo stato di degrado al “Cantariello” ! Napoli, 9 ottobre 2012 CGIL Napoli Teresa Potenza CGIL Casoria Afragola Antonio Andreozzi

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AVVISO

a collaborazione è aperta a tutti ed è a titolo gratuito. L’editore non è obbligato alla pubblicazione degli articoli pervenuti. Le lettere indirizzate al giornale non devono superare le trenta righe dattiloscritte, devono essere firmate e riportare indirizzo e numero di telefono dell’autore. Ai sensi delle vigenti leggi in materia di stampa,e delle norme di deontologia professionale non possono essere pubblicate lettere o messaggi anonimi e/o i cui autori non siano identificabili, tramite indirizzo completo e recapito telefonico. Non saranno pubblicati articoli scritti a mano per i quali si richiede una digitazione interna. Il materiale pervenuto in redazione, anche se non pubblicato, non verrà restituito.

Anno II - Numero 25 Domenica 14 ottobre 2012 Questo numero è stato chiuso in redazione il giorno 11 ottobre 2012. ilgiornaledicasoria@libero.it Tel. 081 7588818 - 3358270557 Inserto di Napolincasa News Aut. Tribunale di Napoli n. 0062 del 30/09/2005 Editore: Carlo De Vita Via S. Di Giacomo, 6/8 - 80026 Casoria (NA) casadevita@libero.it Direttore responsabile: Giuseppe Storti Segreteria di redazione: Imma D'Angelo - Anna Baratto casadevita@libero.it Direzione e redazione: Via S. Di Giacomo, 6/8 80026 Casoria (NA) Tel. 081 7588818

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