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Gil AZZETTIsenese NO Settimanale gratuito di informazione • Anno IV • numero 174 • Registrazione n. 7 del Tribunale di Siena dell’8 aprile 2008 • Chiuso in redazione il 21 novembre 2011 • Tiratura 8.000 copie • Stampato su carta 100% riciclata con marchio ecologico “Angelo Blu”

università: inaugurazione tra le polemiche a pagina 7

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cultura

maestro d’eccezione: milo manara insegna il fumetto Ragazzi dell’istituto d’arte a lezione di fumetto da Milo Manara. La campanella suona nelle Stanze del Desiderio del Santa Maria della Scala in un incontro tra il Maestro del fumetto e gli alunni dell’istituto superiore Duccio di Buoninsegna di Siena. Lunedì

21 novembre alle 12 Milo Manara è tornato a Siena per svelare a 100 studenti trucchi e principi dell’arte fumettistica, oltre agli aneddoti di oltre 40 anni di carriera. Location ideale dell’incontro è stato proprio il complesso del Santa Maria dove è in mostra, dallo scorso ottobre, la prima vera mostra antologica dedicata al celebre illustratore italiano. L’evento, già in programma nel cartellone di appuntamenti legati alla mostra “Le Stanze del Desiderio”, farà da epilogo fuoriprogramma a “Leggere è Volare”. Alla mostra del libro per ragazzi e giovani il fumettista ha anche dedicato il suo ultimo capolavoro per il manifesto e l’immagine coordinata della manifestazione. L’iniziativa è stata possibile grazie alla collaborazione tra Provincia di Siena e i soggetti organizzatori della mostra: Comune di Siena, Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Vernice Progetti Culturali. La mostra di Manara, lo ricordiamo, resterà aperta fino al prossimo 8 gennaio tutti i giorni compresi i festivi dalle 10.30 alle 19.30.

micat in vertice A Siena tutto pronto per l’inaugurazione della 89ª Micat in Vertice, la stagione concertistica invernale dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena su cui si è alzato il sipario ieri, martedì 22 novembre, con la Santa Messa per la festa di Santa Cecilia e il gran concerto di apertura. Protagonisti l’Orchestra da Camera di Mantova diretta da Corrado Rovaris, il Coro Ricercare Ensemble con Romano Adami maestro del coro e i solisti Carlo Allemano, Gemma Bertagnolli e Mauro Borgioni L’Orchestra da Camera di Mantova diretta da Corrado Rovaris, il Coro Ricercare Ensemble con Romano Adami maestro del coro e i solisti Carlo Allemano, Gemma Bertagnolli e Mauro Borgioni sono stati i protagonisti anche del gran concerto di apertura delle ore 21 al teatro dei Rinnovati, introdotto dagli stessi artisti. I musicisti, infatti, hanno condotto il pubblico in un breve viaggio alla scoperta del programma proposto, raccontando come sono arrivati a questa scelta, svelandone le curiosità e soprattutto le emozioni che l’interpretazione delle singole pagine suscita in loro. Grande la partecipazione e il successo di pubblico, che con attenzione ha seguito questo primo meraviglioso appuntamento della 89° edizione che proseguirà fino al 13 aprile prossimo.


cultura

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toscana 2020: il futuro della vita A dieci anni dal primo incontro, Regione Toscana, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Università degli Studi di Siena e Novartis Vaccines and Diagnostics promuovono il convegno internazionale “Toscana 2020: costruire il futuro con le scienze della vita”, che si terrà giovedì 24 e venerdì 25 novembre a Siena, presso l’Aula Magna dell’Ateneo. I diversi attori saranno chiamati a confrontarsi sul nuovo Distretto tecnologico regionale sulle Scienze della vita, sui processi di ricerca e sviluppo innovativi, con particolare attenzione ai modelli di public and private partnership, e sugli strumenti finanziari a sostegno degli investimenti di settore. Ad aprire il convegno, giovedì 24 novembre, sarà il rettore dell’Università degli Studi di Siena, Angelo Riccaboni, seguito da Rino Rappuoli, responsabile globale della Ricerca Vaccini Novartis sul tema “Siena e il sistema delle biotecnologie”. Due le tavole rotonde in programma nella prima giornata, dedicata ai temi della ricerca e degli investimenti innovativi nelle scienze della vita. La prima, “Il distretto biotech in Toscana - l’esperienza di Siena”, vedrà a confronto

i rappresentanti delle istituzioni locali e delle associazioni di categoria, moderati da Federico Mereta, giornalista de Il Secolo XIX. Forte di una tradizione di ricerca la cui origine risale agli inizi del Novecento, con la fondazione dell’Istituto Sieroterapico e Vaccinogeno Toscano da parte di Achille Sclavo, Siena è oggi punto di riferimento regionale per la sua consolidata esperienza in campo scientifico, con un forte orientamento alla ricerca e sviluppo nelle biotecnologie e in ambito biomedico e clinico, e industriale, con la presenza di imprese leader, a livello nazionale e internazionale, nelle biotecnologie e nei settori farmaceutico e diagnostico. “Finanza e Innovazione” sarà invece il tema della seconda tavola rotonda che vedrà Eugenio Occorsio, giornalista di “Affari & Finanza” de La Repubblica come moderatore. Respiro internazionale, poi, per la sessione pomeridiana del convegno, che vedrà arrivare a Siena per parlare di public and private partnership negli investimenti in ricerca e innovazione nomi di spicco del panorama europeo e internazionale. Presenti, tra gli altri, Octavi

Quintana Trias, direttore Research and Innovation dell’European Research Area, Commissione Europea, Xiao-Ning Xu, Head Vaccine Research Centre, CNIBR Shanghai, China e Alexander von Gabain, direttore dell’European Institute of Innovation & Technology. Il Distretto tecnologico regionale sulle Scienze della vita che sta prendendo forma in questi mesi, sarà al centro della terza e ultima sessione del convegno senese, la mattina di venerdì 25 novembre. Per la Regione Toscana, soggetto promotore del Distretto, interverrà il presidente Enrico Rossi, a cui saranno affidate le conclusioni del convegno. La giornata finale sarà l’occasione per presentare il Piano di sviluppo strategico del Distretto regionale sulle Scienze della vita e mettere a confronto gli attori coinvolti e i rappresentanti degli altri distretti regionali. A moderare la tavola rotonda sarà il giornalista Roberto Satolli, agenzia Zadig. La due giorni sarà trasmessa in diretta streaming sul sito dell’Università degli Studi di Siena.

natale: 500 artisti per illuminare siena Nell’ultimo Consiglio Comunale la Giunta ha approvato il nuovo cartellone di eventi per le festività natalizie con oltre cinquanta eventi di musica, teatro, mercati, arti visive, performance, festival, attività per bambini e visite guidate realizzati in collaborazione con le principali associazioni artistiche della città e le associazioni di categoria. Dal primo dicembre al 15 gennaio 2012, Siena ospiterà, praticamente ogni giorno, spettacoli ed iniziative per festeggiare il Natale e il nuovo anno. Un “piccolo esercito” di oltre 500 fra musicisti, attori, cantanti, e danzatori animerà la città, per dar vita ad una proposta più aperta alla città e che prevede un abbattimento dei costi del 30 per cento, con un programma distribuito su un maggior numero di giorni e non solo concentrato sull’ultimo dell’anno, senza per questo rinunciare alla qualità dell’offerta. Il programma prenderà il via giovedì 1° dicembre con l’accensione delle luminarie e l’apertura della pista di pattinaggio e il “Villaggio di Natale” che offrirà attrazioni e un punto di ristoro coperto e riscaldato. Stelle luminose, eleganti lampadari e “alberi di luce” si accenderanno per illuminare le vie di Siena grazie al lavoro portato avanti con il Comune di Siena dal Consorzio Siena Promuove con l’appoggio delle associazioni di categoria, Confcommercio e Confesercenti, e il contributo della Banca Monte dei Paschi di Siena. Oltre a questo la città tornerà ad ospitare, dopo il successo delle prime edizioni, sabato 3 e domenica 4 dicembre “Il Mercato nel Campo”, un appuntamento che rivisita in modo originale, puntando su tipicità e artigianato artistico, la tradizione dei mercatini di Natale. Oltre 150 banchi di vendita saranno dislocati nella conchiglia di Piazza del Campo secondo le modalità che indicarono ad inizio Trecento le autorità comunali, e ripresenterà la stessa distinzione tra due grandi aree di vendita quella ali-

mentare e quella merceologica, così come il raggruppamento al loro interno per tipologie di commercianti. Alcuni artigiani arricchiranno il mercato eseguendo dal vivo le loro lavorazioni e durante le due giornate la piazza sarà animata da originali forme di spettacolo. Anche i ristoranti intorno alla piazza proporranno in modo originale cibi e bevande ai visitatori. Grande festa anche per l’ultimo giorno dell’anno. Piazza del Campo tornerà, infatti, ad ospitare le straordinarie videoproiezioni degli spettacoli di “Danny Rose Paris”, in collaborazione con l’associazione dei Giovani Artisti Senesi (Gas) individuata dalla Fondazione Siena Jazz, per chiudere il 2011 dedicato ai festeggiamenti dei 150 dell’unità d’Italia e brindare  ad un nuovo risorgimento per gli anni a venire. Uno spettacolo, diviso in due parti molto diverse, che vuole essere un messaggio benaugurante e di ottimismo in un periodo di crisi per la nostra Nazione. La prima parte (Viva Verdi), fino alla mezzanotte, sarà un viaggio nell’Italia del Melodramma, del Risorgimento e nel “modo di sentire”  del  Romanticismo con le arie che caratterizzarono la nascita della nostra nazione. Gli spettatori, parte integrante della scena, vivranno in diretta le atmosfere, le emozioni, le passioni, i drammi, delle donne e degli uomini del nostro ‘800. La seconda parte (Night Clubbing) sarà invece un viaggio nella musica dei nostri tempi entrando con le immagini nei locali che hanno fatto la storia del ballo. Il pubblico si troverà dentro una grande macchina del tempo e dello spazio per viaggiare, in una sola notte, attraverso i più famosi e storici Club del mondo. Una proposta culturale con tanti appuntamenti di richiamo nazionale, con un’attenzione particolare al Risorgimento e ai 150 anni dell’Unità d’Italia, e la scelta di valorizzare le istituzioni e le associazioni senesi.


il mestiere luca e stelio rossi

la bottega dei fratelli rossi Martina Cenni

F

oto d’epoca appese ovunque, mura ingrigite dal lavoro e dal tempo, vecchi telai e pezzi di ricambio di biciclette che ormai in pochi possiedono. Bottega storica è il termine giusto. Poco è cambiato di come questo posto doveva essere settant’anni fa, se non il lavoro e le cose all’interno. Quelle non possono che essersi adattate alle richieste del mercato. Oggi il vecchio negozio dei fratelli Rossi è gestito da Luca, figlio di Martino, il più piccolo dei tre. «Mi ricordo che il mio babbo diceva che all’epoca c’era il Perozzi in Piazza del Campo, che aveva un bel negozio, e il Fanciullini dove mio fratello aveva cominciato come ragazzo di bottega». Così il mondo della bicicletta era entrato in questa famiglia senese, lasciando un’impronta più grande di quella fina delle ruote da corsa. Eugenio, infatti, il più grande dei tre fratelli, dopo l’inizio in quella bottega, aveva deciso di aprire con i due fratelli, Ranieri e Martino, la sua attività in Camollia, all’ombra della porta. Era il 1932. Quasi 70 anni dopo l’attività è ancora là. Al principio i Rossi costruivano biciclette. Non si limitavano a riparare e vendere, ma con una piccola catena di montaggio e alcuni operai

provvedevano a montare i telai saldati a ottone che comperavano a Milano. Erano i destrieri della piccola squadra di ciclisti che ruotava intorno alla bottega e della quale faceva parte anche Martino, campione provinciale nel 1939. «Usciva anche con Bartali – racconta fiero Luca – quando veniva ad allenarsi da queste parti usciva con babbo con cui nel tempo aveva stretto amicizia». Lo testimonia la foto incorniciata e autografata dal famoso campione, ancora appesa in bottega insieme alle altre. Quelle dei tre fratelli, della squadra che seguivano negli anni Cinquanta, di un campione senza nome acconto alla sua bici e di tanti amici e viaggiatori delle due ruote, che hanno voluto fermare un momento insieme ai protagonisti di questa mitica attività. Attività che col tempo si è allargata. Nel 1935, infatti, il Daveri, meccanico ciclista senese piuttosto corpulento, offrì ai tre fratelli di subentrargli nella conduzione della sua bottega, situata nei locali all’angolo tra Via Roma e Via dell’Oliviera. I Rossi decisero di accettare l’offerta e Ranieri prese in mano la nuova attività, pur mantenendo unita la ditta F.lli Rossi. La bottega di Via Roma, come quella di via Camollia, rimase aperta anche nel periodo bellico grazie alla collaborazione di tutti i familiari. La bicicletta rappresentava allora il principale mezzo di trasporto e il ciclismo lo sport più seguito, con i grandi campioni che univano e dividevano l’Italia, in quel duopolio-bipolarismo che è da sempre parte della nostra storia. L’impulso della motorizzazione e l’aumentata popolarità dell’automobile decisero, però, presto del declino del biciclo e negli anni ‘60 poco a poco la crisi colpì anche la bottega di Ranieri che cessò l’attività nel 1975. Qui oggi, la passione di Stelio, suo figlio, ha

tramutato in museo la vecchia attività del padre. In Via Roma 1, nei medesimi locali ove un tempo i tre fratelli Rossi gestivano l’officina e la vendita di biciclette, una piccola collezione privata, ma aperta al pubblico, può essere visitata su prenotazione. Le attrezzature, gli arnesi, le biciclette, i ricambi e gli accessori che per tanti anni avevano reso vitale la bottega, sono stati restaurati ed esposti insieme ad un consistente fondo librario e documentario, con filmati e riviste d’epoca. In via Camollia invece, Luca continua la storica attività di riparazioni e vendita ricambi, accessori e vestiario che gestisce ormai dall’85. Oggi i fratelli Rossi non ci sono più, ma ci piace pensare che siano contenti che il loro nome campeggi ancora nella grande lastra tra i due archi della bottega di Camollia e che la loro passione e il loro lavoro vivano ancora nella memoria di questa città.


il personaggio PAOLO ROSSI

IL BENE NON CONVENZIONALE Andrea

de

Fabrizi

Fare del bene non è mai semplice. Farlo secondo i dettami del CUAMM ancor meno: «non è desiderio di avventura, ma bisogno di fare del bene in una maniera difficile». La sigla sta per Collegio Universitario Aspiranti Medici Missionari con l’Africa: l’associazione, nata a Padova nel 1950, da sempre si è assunta l’onere di formare personale medico per i Paesi in via di sviluppo. Presente su tutto il territorio nazionale, il CUAMM invia costantemente in Africa medici e personale dal 1954: solo fino al 1960 più di cinquanta medici hanno preso parte ai suoi pionieristici progetti, in Paesi come il Congo, il Ghana, il Kenya, la Libia, il Marocco, la Somalia, la Nigeria e l’Uganda. In alcuni di questi territori hanno operato anche medici senesi, appartenenti alla sezione locale del CUAMM, il “Jenga Insieme, Medici con l’Africa”. Ed è in quel “con” lo spirito che ha mosso Paolo Rossi, presidente della onlus, ed altri suoi colleghi a farsi carico di un tale onere.

1 I PRIMI PASSI IN AFRICA «I veri ispiratori dell’associazione sono due colleghi neonatologi, Stefano Zani e Barbara Tomasini, che vent’anni fa, appena laureati, decisero di iniziare la carriera dov’era più difficile: in Africa appunto, tra povertà ed emergenze sanitarie continue, dove spesso è una sfida anche solo raggiungere l’ospedale più vicino». Tramite il CUAMM patavino i due arrivano in Kenya, dove l’ospedale di Nkubu diventa la loro casa per tre anni. Tornano poi in Italia, ma continuano a collaborare attivamente ai progetti dell’associazione: nel 2001 assumono il coordinamento sanitario di un progetto di lotta alla disabilità minorile, in aiuto ad una ong keniota, il Saint Martin Csa di Nyahururu. Nei suoi primi tre anni il progetto ha assistito milleseicento disabili sconosciuti alle autorità sanitarie locali od occultati dalle famiglie. Si tratta di credenze religiose antiche ed opprimenti: la disabilità è segno tangibile della punizione divina, quindi motivo di vergogna agli occhi della tribù intera. Scompensi genetici, mancata assistenza durante il parto ed incidenti domestici sono le tre principali cause di tali handicap, spesso eliminabili con semplici, ma in Africa impossibili, interventi chirurgici,

2 LA LOTTA ALLA DISABILITà «Dopo alcuni incontri con Barbara e Stefano, che conoscevo da tempo, abbiamo deciso di formare un’associazione, per canalizzare meglio gli sforzi e rendere più efficace la nostra attività: è nata così Jenga (costruire, in swahili) Insieme, che non è “per l’Africa” ma collabora “con” l’Africa, cioè vuole aiutarla ma, al tempo stesso, renderla autosufficiente, obiettivo troppo spesso tralasciato da altre realtà benefiche o dagli Stati». Il 31 marzo 2004, per il cinquantesimo anniversario del primo medico inviato all’estero dal CUAMM, un convegno presso la Sala delle Lupe, a Siena, sancisce ufficialmente la nascita della sezione senese del Collegio. Tra i suoi scopi anche quello, lungimirante, di essere un ponte per chi volesse ripetere le esperienze dei suoi iscritti in Africa, senza essere necessariamente un medico: «in queste comunità spesso c’è bisogno di tutto e di tutti i tipi di conoscenza, dalla meccanica all’agraria, dal commercio all’istruzione: tra i nostri fini c’è anche il “solo” far visitare quei luoghi a chi vorrà attuare una sorta di turismo responsabile o facilitare privati ed associazioni desiderosi di rendersi utili con donazioni di vario tipo».

3 JENGA INSIEME IERI E OGGI «I nostri progetti, seppur terminati, non vengono mai abbandonati del tutto: io stesso pochi mesi fa sono tornato in Uganda per osservare il risultato di alcuni progetti e pianificarne di nuovi con gli organismi locali. Purtroppo, è quasi banale dirlo, c’è ancora molto da fare». Infatti è molto recente l’appello lanciato dal CUAMM sulla crisi del Corno d’Africa, crisi che richiede sforzi ulteriori rispetto a quelli già profusi in questi anni. Teatri dell’azione sono l’ospedale etiope di Wolisso e quello ugandese di Matany, dove la malnutrizione rappresenta un vero flagello, nemmeno troppo “caro” da sconfiggere: un trattamento di cura completo per un bambino malnutrito costa centoventicinque euro, una riabilitazione settanta, trenta il sostegno alimentare alla famiglia e solo quindici il ciclo di controlli periodici. Le cifre sono simili per l’assistenza sanitaria a partorienti e neonati, dati tristemente rilevanti nei 4,5 milioni di bambini e nelle 265 mila madri deceduti ogni anno nel continente: un trasporto in ambulanza, la cui assenza spesso è una condanna, costerebbe solo quindici euro; la prevenzione per l’HIV solo venticinque, un parto assistito, vera rarità da quelle parti, solo il doppio un corso di formazione per un’ostetrica locale.


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dentro le mura

«contro la tassa di soggiorno» «Sono ormai cinque anni che la Federalberghi lotta contro la reintroduzione della tassa di soggiorno, strappando fino ad ora solo promesse poi non mantenute, prima a livello nazionale, poi regionale infine nei singoli comuni. A questo punto chiediamo un regolamento che nasca da una concertazione chiara, esplicita e trasparente, e che veda pesare le nostre istanze. Inoltre visti i molti soggetti pronti a definire come, dove e quando utilizzare l’introito di questa tassa, pretendiamo di avere voce in prima linea come Albergatori, come in prima linea siamo sempre stati posti per ricevere i vari aggravi economici». Così Marco Bianciardi, presidente di Federalberghi Siena si è espresso negli scorsi giorni sulla decisione, che ha scatenato non poche polemiche, di reintrodurre la tassa di soggiorno per tutti quegli esercizi alberghieri che insistono sul territorio comunale. «Non possiamo assolutamente tollerare – ha continuato Bianciardi – che questo nuovo introito serva solo a rimpinguare le casse comunali o continui a finanziare progetti e attività legati al turismo con scarsissimi risultati. I Comuni ci fanno capire che hanno bisogno di determinati importi per far tornare i propri conti interni, ma forse oggi ci stiamo scordando che gli Albergatori non sono un bancomat da cui è possibile attingere denaro così facilmente. Il ragionamento fortemente sbagliato è pensare ad una cifra e poi pensare di suddividerla fra i soliti noti per realizzarla. Dobbiamo assolutamente invertire il ragionamento matematico e pensare ad una cifra in base all’andamento del mercato e alla sua capacità di spesa e soprattutto in base alla grande difficoltà che ancora il comparto del turismo soffre. Non deve quindi essere persa obbiettività e lucidità, abbagliati da questo facile tesoretto». Bianciardi ha poi continuando mettendo in guardia cittadini e categorie economiche dal rischio di credere che questa gabella non cambierà niente. «Sono certo che purtroppo, se ci sarà un ritorno negativo, sarà per tutti, nessuno escluso, perché il grande motore turistico muove un meccanismo che coinvolge la maggior parte delle aziende esistenti nei nostri territori, sia pure se non direttamente coinvolte».

mercatino di beneficenza alle scotte Nei giorni di lunedì 28, martedì 29 e mercoledì 30 novembre si terrà presso i locali del Cral degli Ospedalieri all’Ospedale Le Scotte il Mercatino benefico organizzato dall’Associazione Per L’altro. Gruppo eterogeneo di volontari concentrato sui bisogni, appunto, dell’Altro, si sono posti come scopo l’assistenza ai bambini bisognosi, l’offerta di aiuti concreti di carattere sanitario, economico e scolastico, la promozione di progetti di alfabetizzazione e sviluppo delle comunità locali e sistemi di microcredito e, non meno importante, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica su temi come solidarietà e cooperazione internazionale. L’associazione concentra i propri sforzi prevalentemente nelle Filippine dove, tra gli altri, a Parananque ha già costruito una scuola, la Father Simpliciano Academy, un forno, un laboratorio di calzoleria ed il Livehood Center, una bottega di sartoria dove oltre cinquanta donne imparano il mestiere di sarta.

al contrario due palme di nostalgia Roberto Barzanti

L’identificazione con un luogo è talvolta così smodata che per rivivere cari ricordi o avvertire antichi palpiti sembra essenziale ricostruire pari pari l’ambiente che un tempo ne fu testimone. Quasi che ricostruire lo spazio servisse a bloccare il tempo, a riportare indietro le lancette dell’orologio. Sarà allora possibile scattare – se non altro mentalmente – una foto-ricordo in uno scenario identico a quello di decine d’anni fa. Nel Nicchio hanno voluto ricollocare la fontana, che era stata trasferita in piazza Santo Spirito per esigenze di movimenti, davanti alla Pania e cancellare d’un colpo lustri e lustri. Solo il pensiero di abbandonare il glorioso Rastrello ha fatto rabbrividire non solo i tifosi più accaniti. Da ultimo ecco un altro toccante episodio, che ribadisce la voglia di ancorarsi ad uno spazio per lenire il dolore di un ritorno nel diverso o nel vuoto. In occasione delle celebrazioni del centenario dell’istituzione dell’Istituto tecnico Bandini gli ex-allievi hanno chiesto che davanti all’attuale ingresso della scuola, in via Battisti, fosse di nuovo piantata una palma perché facesse compagnia all’unica superstite delle due – una più lata e una più bassa – che svettavano all’ingresso dalla sede precedente, di fianco a sant’Ansano. Una non ce l’ha fatta a resistere. Anch’ io, come abitante di via delle Murella o via Pendola che dir si voglia, le rammento, esotiche e bizzarre, accanto alla rustica facciata d’una chiesa tanto antica. Quando ci si passava davanti per andare alle elementari Saffi era come trovarsi di fronte ad un quadro magnifico e inaspettato. La scuola di quelli più grandi di noi era abbellita dalle due palme che stavano a guardia di un portico monumentale e misterioso. Quando ho letto la notizia che gli ex volevano a ogni costo trovare una gemella per la palma rimasta sola ho capito quando l’idea affondasse in un puro, commovente amarcord. Così, insieme ad un intenso programma che ha inteso evocare della scuola passioni civili e amicizie incrollabili, è spuntato un progettino in apparenza botanico. Ma è l’ecologia del cuore, in realtà, che si tenta di restaurare. Sicuri che aiuterà a ripensare figure e momenti di un passato che non passa. Con l’augurio che abbia la tenacia sempreverde delle due fiabesche palme che puntualmente salutavano mattinate felici.


dentro le mura

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ateneo, polemiche e cerimonie È stato inaugurato lunedì 21 il settecentosettantunesimo anno accademico dell’Ateneo senese nell’Aula Magna del Palazzo del Rettorato, di fronte alle autorità locali. Ai microfoni è stata presentata l’offerta formativa, che prevede 36 corsi di laurea triennale, 30 di laurea magistrale, 5 di laurea magistrale a ciclo unico e normativa Ue, 2 di laurea magistrale e 4 curricula in lingua inglese, con 2 corsi interateneo con l’Università di Firenze, uno triennale e uno magistrale. Inoltre, è stato presentato il secondo dei Quaderni dell’Archivio storico, dedicato alle toghe e alle medaglie accademiche, a cura di Alessandro Leoncini, archivista dell’Ateneo e pubblicato grazie al contributo dell’Università Popolare Senese. Non sono mancate però le polemiche, vibranti, inerenti le ultime vicissitudini che hanno riguardato l’ormai noto “buco” dell’università. Pochi giorni fa infatti si sono concluse le indagini durate tre anni ed i Sostituti Procuratori Antonino Nasatasi e Aldo Natalini hanno notificato diciotto avvisi di garanzia. Tra i nomi compaiono i due ex rettori Piero Tosi e Silvano Focardi, i direttori amministrativi Antonio Caronna, Luciano Bigi ed Emilio Miccolis, i revisori Luciano Brundu, Renato Pianigiani, Arnaldo Noli e Enzo Martinelli, i segretari di dipartimento ed i contabili Salvatore Interi, Monica Santinelli, Lia Rossi e Carlo Bruni. Non è scevro da indagini nemmeno il bar del complesso San Niccolò, visto che i quattro soci che lo gestiscono sono inclusi nella lista, insieme al marito di una delle socie, David Chiti, consigliere comunale. Ventitré

sono i capi d’imputazione contestati, dalla falsità ideologica al peculato, all’abuso d’ufficio. Si parla di bilanci truccati, costruiti ad arte per nascondere determinate operazioni: se il bilancio del 2003 presenta poco più di 23 milioni di passivo, quelli dei quattro anni successivi oscillano tra i 27 ed i 28 milioni. Cifre importanti che, agli occhi degli inquirenti, appaiono spesso difficilmente giustificabili. L’altro filone, a latere del precedente, riguarda

l’elezione del Rettore Angelo Riccaboni: dieci sono infatti le persone indagate nel procedimento relativo alla sua regolarità; a loro carico viene contestato il reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale negli atti. Tra gli atti oggetto di falsità vi è anche il Decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca, che in questa indagine riveste la qualifica di persona offesa, con cui veniva nominato il Rettore dell’Università degli Studi.

le dichiarazioni Piero Tosi

«Io devo rispondere solo dei bilanci del 2003 e del 2004, non ho niente a che vedere con regali in natura o simili: mi dispiace che si continui ad infangare l’Università e chi vi ha lavorato. Ci sono stati degli errori, anche miei, ma per quel che mi riguarda fatti in buona fede: me ne sono andato lasciando un patrimonio edilizio immenso. Sono sereno, a posto con la coscienza e fiducioso nella magistratura».

nostra Università versa da anni in una situazione di corruzione e mala gestione: non sono stati una sorpresa i nomi degli indagati. Come se ciò non bastasse, è in dubbio anche la regolarità dell’elezione del Rettore Riccaboni. Quanto l’inaugurazione fosse autoreferenziale è testimoniato dal fatto che ad alcuni studenti è stato impedito l’ingresso nell’aula se non previa perquisizione».

UGL (Unione Generale del Lavoro)

«Esiste un accanimento personale ingiusto verso chi ha sempre lavorato con passione. Si parla di ospiti a cena in contrada, si trattava di professori di livello internazionale, a Siena per un grande convegno. Si parla anche di sprechi e di cifre esorbitanti: ho letto cose diverse dalla realtà. Alla fine del mio mandato inoltre il disavanzo è sceso da 65 a 18 milioni».

«Anche l’UGL si costituisce parte civile contro i responsabili del dissesto dell’Università e si aspetta che Rettore e comunità accademica facciano altrettanto. Ci aspettiamo anche da parte del Sindaco una manifestazione di solidarietà nei confronti di coloro che, incolpevoli, hanno pagato con la perdita del lavoro ed una chiara presa di posizione contro quanti hanno arrecato danno all’immagine dell’ateneo e della città. Sarebbe auspicabile da parte sua la creazione di un comitato che si costituisca parte civile contro i responsabili del crack».

David Chiti

Link Siena

Silvano Focardi

«Mi ritengo estraneo a quanto mi viene imputato. Tale fatto consiste solo nelle presunte irregolarità sull’affidamento della gestione del bar-tavola calda del complesso del San Niccolò, irregolarità contestata sotto il profilo del “concorso morale” in falso ed abuso d’atti d’ufficio. Tale affidamento risale al giugno del 2008 e non può dunque avere niente a che fare con il “buco”, contestato nei bilanci degli anni precedenti».

DAS (Dimensione Autonoma Studentesca)

«Noi non vi legittimiamo». Così recitava lo striscione apposto ieri al Rettorato dai componenti del Das: «Ci chiediamo cosa ci fosse da inaugurare, visto che la

«Link Siena-Sindacato Universitario ha occupato la biblioteca della Sala Rosa (Fisiocritici), per rivendicare l’imprescindibile diritto agli spazi di studio e aggregazione, la cui mancanza è palese. Abbiamo cercato un confronto con le istituzioni cittadine, risolto con un nulla di fatto. La situazione del nostro Ateneo è da tempo nota a tutti, compresi i rappresentanti del comune e della città che hanno preteso a gran voce ed ottenuto un posto nel consiglio di amministrazione dell’Ateneo. L’incontro con il Sindaco sarà solo il primo passo per portare avanti le nostre istanze, per costringere le istruzioni di questa città ad intervenire su quei problemi che per troppo tempo hanno ignorato».


premio ez

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Nello scorso maggio il Centro Culturale Il Prisma multimedia ha annunciato l’istituzione per l’anno 2011 del premio “Ezio Felici” alla memoria del giornalista, poeta e scrittore senese scomparso nel 1948. L’iniziativa è rivolta ad alunni delle Scuole Medie Inferiori e Superiori di tutta la Provincia di Siena che possono inviare articoli, poesie, brevi racconti o altri scritti sul tema proposto dell’Unità d’Italia e tutto quanto tratti del nostro cento cinquantenario, compresi avvenimenti, storie o personaggi legati alle celebrazione. È il Prof. Daniele Sasson, del Centro Culturale “Il Prisma”, noto artista senese e per tanti anni insegnante di disegno e storia dell’arte a Siena e in provincia, a curare i rapporti con le scuole al fine di raccogliere tutti i lavori e predisporre ogni fase dell’iniziativa. Il concorso, che si è rivelato col passare dei mesi una grande festa per tutti i ragazzi delle scuole e un’occasione per celebrare i 150 anni dell’Unità del nostro Paese, si è arricchita tanto da coinvolgere iniziative e tematiche diverse. Si sono così uniti al progetto gli elaborati degli alunni realizzati in occasione della festa della Toscana dello scorso anno e di quella che si svolgerà il prossimo 30 novembre, oltre ai lavori di tanti ragazzi che hanno partecipato al treno della memoria. La giornata conclusiva di questa bella manifestazione sarà venerdì 16 dicembre presso l’aula Magna dell’Istituto Professionale “G.Caselli” cha grazie al suo piccolo e ormai conosciuto cameo culturale di “Caselli Eventi” è l’Istituto di riferimento dell’iniziativa. Nella stessa mattina verrà inoltre piantato un ciliegio nella “palestrina

Tutti i mercoledì è possibile leggere il settimanale free Il Gazzettino Senese nella versione scaricabile in pdf grazie a Siena News. Nella home page del giornale elettronico più letto di Siena e provincia troverete infatti un link che vi permetterà questa operazione.

www.sienanews.it


zio felici

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mi piace il mio paese Gina Santoro

Mi piace il mio paese Che sembra uno stivale Con gente che è cortese Anche quando va male.

così i ragazzi vedono la storia

Mi piace l’allegria Da qui non me ne andrò mai via, L’Italia si fa amare Con la pizza, il sole e il mare. Mi piace tanto l’Italia unita Dove tutti vivono al meglio la propria vita Con la bandiera tricolore che Fa venire a tutti un gran batti cuore. È sempre bella È sempre quella La nostra bandiera Ha una storia vera. Ma il sogno dei nostri eroi è ormai finito L’abitudine l’ha svanito Oggi ricordiamo l’unità Ma ormai è solo un giorno per festeggiar Di questi 150 anni dovremmo ricordare Il rosso del vino Il bianco cristallino dei ruscelli E il verde acceso dei campi belli.

esterna” dell’Istituto sempre per celebrare l’Unità d’Italia e a cui parteciperà il professor Catoni. Il giornalista, poeta e scrittore Ezio Felici (1882 - 1948) a cui, come abbiamo già detto, il premio è dedicato, diresse la redazione di Siena de “Il Telegrafo” di Livorno negli anni ‘20 e ’30. Giornalisti come Mario Celli, Silvio Gigli, Arrigo Pecchioli, Mario Verdone, Dino Corsi, Lido Andreoni e Rolando Ciampoli impararono il mestieraccio sotto la guida del “babbo Ezio”, come lo chiamavano con affettuoso rispetto. È considerato anche il fondatore del teatro vernacolare senese con la sua prima commedia “San Crispino” e fu seguito in questa sua produzione teatrale da altri autorevoli scrittori come Federico Giannelli, Dino Corsi e Silvio Gigli. Un filone teatrale ripreso, dopo la seconda guerra mondiale, da Tambus (Bruno Tanganelli) con il suo Vernacolo Clebbe. La poliedricità letteraria di Ezio Felici lo ha visto poi, oltre che giornalista per più di un trentennio, anche autore di poesie, poemetti, racconti e commedie teatrali. Questo premio si ispira, quindi, a questo personaggio particolare e vuole ricordarlo rivolgendosi ai giovani che rappresentano il futuro della nostra società in una occasione, quella del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ricca di momenti di riflessione. È quindi con grande piacere che Il Gazzettino Senese, partendo da questo numero, dedicherà ogni settimana uno spazio ai lavori dei tanti ragazzi che hanno già inviato, e continueranno ad inviare, i loro lavori per partecipare al concorso.

I giovani d’oggi Dovrebbero sognare Cercare di andare avanti Ricostruire un’Italia con vigore Molti sono morti Per far vivere A noi Il loro sogno Noi dovremmo sostenerlo Difenderlo Portarlo avanti Senza paura e con allegria Sennò il vento ci spazzerà via Il paese non sarà più nostro E i caduti in battaglia saranno morti per nulla.

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provincia

in bici o a piedi sui binari Erika Becchi

I

l vecchio tratto ferroviario, che univa Colle di Val d’Elsa a Poggibonsi, torna a nuova vita. Il tracciato della vecchia ferrovia, in disuso dal 1987, è diventato, infatti, una pista ciclo-pedonale di sette chilometri, a completa disposizione delle comunità locali, come incentivo alla mobilità dolce. I due sindaci dei comuni valdelsani hanno tagliato il nastro della nuova pista lo scorso sabato, insieme al presidente della Provincia, Simone Bezzini, ai rappresentanti della giunta regionale e a Vittorio Galgani della Fondazione Mps. La giornata di apertura della pista ciclo-pedonale è continuata nel pomeriggio con la “Ciclopedalata della Valdelsa”. Tanti i ciclisti e i pedoni che hanno partecipato all’iniziativa, che ha visto una doppia partenza, da Poggibonsi e da Colle di Val d’Elsa, con due starter d’eccezione: i due sindaci, Lucia Coccheri e Paolo Brogioni. Un percorso ciclo-turistico pensato per i visitatori delle città valdelsane, ma anche per coloro che vi abitano e che, da oggi, hanno l’opportunità di muoversi in sicurezza su un tracciato che consente di scoprire, oltre ai benefici della mobilità dolce, anche le bellezze naturali e paesaggistiche che i nostri dintorni

offrono. «Questo percorso ciclabile – hanno commentato i sindaci di Colle di Val d’Elsa e di Poggibonsi – è sicuro e moderno, e costituirà un’alternativa ecologica all’uso di veicoli a motore e, soprattutto, un modo per riscoprire le ricchezze storiche paesaggistiche e ambientali del nostro territorio, dando nuova vita a un’area che, dal 1987 versava in condizioni di abbandono». La nuova pista ciclo-pedonale che unisce i due comuni valdelsani, è stata realizzata grazie anche al contributo della Regione Toscana che, come ha dichiarato l’assessore regionale ai trasporti, Luca Ceccobao, «crede in progetti di questo tipo, che favoriscono una mobilità lenta, a zero impatto ambientale». Per questo motivo l’amministrazione regionale ha sbloccato i fondi europei, finanziando con oltre 640.000 euro la realizzazione della pista ciclabile. Il vecchio tracciato ferroviario, già predisposto naturalmente per un utilizzo ciclabile, con pendenze minimali, è stato recuperato con l’utilizzo di materiali con ridotto impatto ambientale e paesaggistico, per non alterare il contesto naturale, quasi completamente immerso nel verde.


provincia la nuova rsa tra i beni di castelnuovo Passo avanti verso la stipula dell’atto conclusivo per l’acquisizione della nuova Residenza sanitaria assistita da parte del Comune di Castelnuovo Berardenga. Durante il consiglio comunale che si è svolto la scorsa settimana è stata approvata, infatti, la delibera sulle determinazioni per il contratto definitivo di permuta immobiliare della nuova Rsa, che sarà inaugurata nei prossimi mesi. L’approvazione della delibera che ha ricevuto i voti favorevoli della maggioranza e il voto contrario dell’opposizione, ha dato mandato al Comune per la firma dell’atto notarile. «La nuova Residenza sanitaria assistita – ha dichiarato Fabrizio Nepi, assessore ai lavori pubblici del Comune di Castelnuovo Berardenga – rappresenta il lavoro pubblico più importante realizzato dalla nascita del nostro Comune, per far fronte all’esigenza, da troppo tempo sentita nel territorio, di una migliore struttura di accoglienza per le persone anziane, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Una struttura che si prospetta essere efficiente, non solo per la qualità dei servizi offerti, ma anche per il ridotto impatto ambientale e per i bassi consumi energetici, che la vedono collocata in classe energetica A. Una superficie di 3.800 metri quadrati che consente di ospitare 46 persone in un totale di 23 camere doppie con bagno, con l’aggiunta di un centro diurno, servizio non residenziale, per altri 4 ospiti. Un’opera importante per il nostro territorio e per l’intera provincia di Siena, che è stata realizzata nel pieno rispetto dei tempi prestabiliti». Residenza sanitaria assistita. Nel documento votato durante la seduta consiliare, è contenuto il riepilogo dell’intera attività di contrattazione tra il comune di Castelnuovo Beradenga e l’Azienda Usl 7 che hanno permutato la vecchia residenza sanitaria di Villa Chigi a favore della società Sansedoni Spa, la quale è stata incaricata della costruzione della nuova residenza, che ha avuto un costo complessivo di circa 9 milioni di euro. Un partner fondamentale per la realizzazione del progetto è stata La Fondazione Mps.

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impianto a biogas a colle val d’elsa Si è svolto la scorsa settimana nell’Aula Magna del Polo universitario, a Colle di Val d’Elsa, il primo incontro sull’ipotesi di progetto agricoloindustriale, avanzata da un gruppo di imprenditori per realizzare un impianto a biogas per la produzione di energia elettrica, collegato a un’attività agricola. L’incontro è stato promosso dal Comune di Colle di Val d’Elsa, insieme ad alcuni tecnici incaricati dal soggetto proponente e che, nei giorni scorsi, hanno già incontrato la Commissione consiliare che si occupa di ambiente. La proposta prevede di inserire nel ciclo produttivo di un’azienda agricola un impianto di produzione di energia elettrica e termica, alimentato a biogas. Uno dei temi centrali del dibattito è stata la localizzazione dell’impianto e la possibilità di sfruttarne le ricadute sul territorio con un sistema di teleriscaldamento, a uso civile o industriale. «La localizzazione – ha detto il sindaco, Paolo Brogioni – sarà oggetto di valutazione approfondita insieme al soggetto proponente, che ha dato piena disponibilità a confrontarsi su una localizzazione che possa essere utile alla cittadinanza. Terremo conto delle riflessioni emerse durante il dibattito di oggi e della sostenibilità ambientale dell’intervento e porteremo avanti il percorso di informazione e trasparenza con nuove occasioni di confronto pubblico».


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siena, che carattere, carattere: ne avrai bisogno Periodo impegnativo per gli uomini di Sannino. Usciti a testa alta, altissima, dal Friuli con zero punti ma diversi segnali positivi, hanno raffreddato gli entusiasmi di un’Atalanta che ha divorato i sei punti di penalizzazione in un batter d’occhio. Gli orobici godono di un immediato rigore, dovuto ad un’ingenua uscita di Pegolo, in sostituzione di Brkic, ai danni del Tanque Denis e si sono portati in vantaggio. Pareggia dopo mezzora D’Agostino, ancora dal dischetto, per un atterramento di Manfredini ai danni di Larrondo. Dopo l’intervallo è ancora Denis a sporcare il tabellino dei marcatori, lasciato colpevolemnte solo e libero di incornare un pallone alle spalle dell’estremo difensore bianconero. Reagisce furiosamente il Seina, la tensione in campo sale, insieme al numero dei falli ed al gradiente di nervosismo. In mischia Gazzi, granitico fino a quel momento, trova la zampata vincente al 44° e permette alla Robur di pareggiare una seconda volta. Triplice fischio e 2-2 finale: il Siena guadagna un punto su alcune inseguitrici e si mantiene ai piani alti della classifica. Il risultato non premia certo la mole di gioco costruito, inficiata dalle molte occasioni sbagliate, ma non può che rendere onore al carattere della squadra, pugnace e arcigna sino al fischio finale. Adesso il Siena è atteso a Cagliari, in settimana, per la Coppa Italia, prima di scontrarsi domenica con l’undici interista. La squadra di Ranieri alterna buone partite a prestazioni inguardabili e tale incostanza decreta, ad ora, la sua posizione in classifica. Non sarà, lapalissianamente, una partita facile ma, se il mordente sarà ancora quello apprezzato nelle ultime partite, e alcune pedine torneranno di prepotenza nello scacchiere bianconero, c’è di che sperare per un risultato positivo, in termini di punti e morale.

il personaggio di ieri e di oggi tanto fragile quanto estroso

il genio della lampada

Jacopo acopo Rossi ossi

Nicola icola Natili atili

Tomas, senz’acca, classe e fantasia purtroppo non sorrette dal fisico. Si tratta uno dei tanti giocatori lanciati da quello scrigno d’imberbi tesori che è il settore giovanile dell’Atalanta, con il quale debutta fra i titolari a soli diciassette anni. Due anni dopo passa al Milan, che lo utilizza col contagocce prima di mandarlo a farsi le ossa in giro per l’Italia, più precisamente all’Udinese, dove conosce una certa costanza di risultati e prestazioni. Alle soglie del terzo millennio passa al Bologna, dove diventa, nonostante gli infortuni, un punto fermo per cinque anni dell’un- Tomas Locatelli dici felsineo, marcando anche diciassette volte. A Siena, nell’estate del 2005, in lui vedono l’estro necessario per la salvezza, e hanno ragione da vendere. Perseguitato, ancora, dalla sfortuna che inficia la sua fragilità fisica, il Loca contribuisce alla causa, con il suo sinistro luciferino, comunque in maniera determinante, con palloni da contagiri e prodezze balistiche, da vero fantasista. E la sua “follia” calcistica si rispecchiava anche fuori dal campo, in mezzo ai tifosi. Alla cena della sua ultima salvezza in bianconero, apparentemente avvinazzato come spesso sembrava, fece firmare il rinnovo di contratto, poi disatteso, dall’allora Presidente Stronati, su un tovagliolo di carta, in un salone gremito da tifosi. Indimenticabile poi la sua sciagurata sambuca flambè, veicolo fulmineo per smarrire i residui dei freni inibitori. La moda “piromane” contagiò anche gli amici-colleghi Maccarone e Galloppa: l’esultanza corale dei tre, in caso di rete, ricordava proprio l’infausto gesto che precede lo sciacquo del bollente intruglio.

Ho sempre avuto un debole per i numero 10, una maglia destinata a chi riunisce tecnica e fantasia. Sono cresciuto ammirando Sivori e poi Platini, così diversi nella testa, ma simili nei piedi. Claudio Fermanelli, Genio per gli amici, nel mio immaginario di tifoso di provincia, era un po’ Sivori e po’ Platini, un piccolo campione che con la sua geniale interpretazione del calcio ha illuminato per un periodo le mie domeniche calcistiche. Di Sivori aveva la spettacolarità e gli eccessi, di Platini la concretezza e le geometrie. Un lusso Claudio Fermanelli per chi era abituato a vedere calpestare l’erba del Rastrello da piedi ruvidi e poca fantasia. Ci ha fatto sognare per un anno, le sue giocate e i suoi goal allargarono i confini della nostra realtà, illudendoci che la nostra storia di squadra da terza serie potesse cambiare. Mazzola, l’allenatore che lo aveva voluto a tutti i costi, stravedeva per lui. Non era un manovale del pallone e nemmeno un geometra. Lui inventava, lui era la fantasia, la poesia del calcio. Romano, lingua lunga e battuta pronta, trasformava in uno show ogni intervista. Memorabile la risposta data ad un collega - dopo un Siena-Foggia terminato 1-0 grazie ad una sua rete - che al rientro negli spogliatoi, quando si sogna l’acqua calda della doccia, gli tese un agguato nei corridoi munito di penna e taccuino. «Finalmente è arrivato il Genio, Siena ti aspettava, quasi non ci credeva più». Uno sguardo, un sorriso e subito la replica: «La colpa è tua. Se strusciavi più forte la lampada il Genio arrivava prima».


torna il sereno ma quanta sofferenza

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Pagina agina a a cura cura di di Nicola icola Panzieri anzieri

L

a settimana nera è passata senza apparentemente lasciare troppe tracce nel motore biancoverde. La miniserie di partite casalinghe sembra essere stata messa apposta per aiutare i giocatori di Pianigiani a metabolizzare gli stop subiti. Le due partite della settimana scorsa hanno dato indicazioni abbastanza chiare. Quelle positive, ci dicono che in campo europeo la Montepaschi è ancora una delle squadre più affidabili del continente. Ovvio, il Prokom non è certo una squadra da Final 4, ma è comunque una compagine fisica, con un giocatore Nba come Motiejunas, che giovedì scorso oltretutto era in gran serata. Ciò nonostante, la Montepaschi è riuscita a controllare la partita senza eccessivi patemi, un risultato per nulla scontato sui campi del massimo torneo continentale. La riprova è nella clamorosa rimonta subita in casa da Milano, sconfitta dal Partizan, dopo essere stata in vantaggio di 21 punti all’inizio dell’ultimo periodo. In campionato abbiamo invece capito che siamo destinati a dover soffrire e stringere i denti. Quasi tutte le partite giocate dalla Montepaschi – eccezion fatta per la larghissima vittoria casalinga contro una spenta Virtus Roma – si sono risolte nei minuti finali. Le vittorie senza storia degli anni passati sono ormai un ricordo. Le ragioni sono diverse – si va dalla difficile situazione sanitaria di diversi giocatori, alla preparazione estiva a singhiozzo a causa degli europei, per finire con l’addio a Summers, ancora in attesa di un sostituto – ma portano tutti nella stessa direzione. È infatti abbastanza chiaro il diverso approccio ai due impegni: sofferenza in Italia, affidabilità in Europa. Se le energie del gruppo biancoverde in questo momento sono limitate (e la cosa ci pare francamente incontestabile), è del tutto normale che i giocatori tendano a risparmiarsele per l’impegno continentale. L’auspicio di tutti i tifosi senesi è che la condizione della squadra migliori, in modo tale che nel futuro possa non esserci bisogno di compiere simili scelte.

scouting report girone d’andata L’obiettivo minimo della stagione europea mensanina è quello della qualificazione alle Top 16. Ora che il primo giro di partite è stato completato, si può dire che la Montepaschi è più che a metà percorso. I biancoverdi hanno fatto in pieno il loro dovere, vincendo con autorevolezza le partite casalinghe. In trasferta è arrivato lo stop di Barcellona, peraltro molto preventivabile, ma anche la vittoria in quel di Kazan. Proprio i due punti conquistati in terra russa potrebbero essere la chiave per il secondo posto finale nel girone. Certo, teoricamente se la Mens Sana non perdesse nessun altro punto la matematica potrebbe consentirle addirittura la speranza di ribaltare la differenza canestri con il Barça. Molto vicino all’utopia, ma basterebbe fare il proprio dovere nelle prossime partite per ottenere un secondo posto che sarebbe un qualcosa di molto più che onorevole. Certo, rimangono da vincere molte partite, ma la Montepaschi si è messa sulla strada giusta.


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enogastronomia

“degustasiena” invade il centro storico

ii edizione del forum mps sul vino

C

L’iniziativa, patrocinata dal comune di Siena e dalla provincia di Siena, si svolge parallelamente alla seconda edizione del Forum Montepaschi del Vino Italiano. In sette enoteche cittadine sarà possibile degustare 3 calici di Docg delle Terre di Siena al prezzo promozionale di 10 euro. Siena accoglie la seconda edizione del Forum Montepaschi sul Vino Italiano, in programma venerdì 25 novembre, con un evento destinato a coinvolgere tutta la città e i luoghi del vino più caratteristici del suo centro storico. Nelle giornate di giovedì 24, venerdì 25 e sabato 26 novembre, infatti, in sette enoteche della città si svolgerà “DegustaSiena”, evento di degustazione parallelo al Forum organizzato da Banca Monte dei Paschi in collaborazione con Enoteca Italiana e in programma venerdì 25 novembre, quando Rocca Salimbeni e il Teatro dei Rozzi saranno lo scenario di due importanti momenti di approfondimento dedicati a quella che rappresenta una ricchezza italiana da valorizzare e promuovere. Proprio con questo spirito, sia gli appassionati che i neofiti del Nettare di Bacco potranno soffermarsi nell’apprezzare le pregiate caratteristiche delle Docg delle Terre di Siena, degustando tre calici di vino del territorio al prezzo promozionale di 10 euro.

le noci La parola “noce” viene intesa comunemente per indicare la parte commestibile del frutto dell’albero del noce ma, scientificamente, questa è il seme contenuto in una drupa, ovvero nel guscio. La frutta secca, e quindi anche la noce, gode da sempre, tra i nutrizionisti, di una reputazione piuttosto “dubbia”. Il suo elevato apporto di calorie, conseguenza di un contenuto importante di composti oleosi, la fa infatti guardare con sospetto. In realtà questo frutto è ricco di grassi insaturi preziosi per il nostro organismo, le sue proteine contengono in abbondanza un composto importante come l’arginina e quantità non trascurabili di fibra alimentare e di componenti minori (vitamine e sali minerali) completano il ricco profilo nutrizionale di questi alimenti. Inoltre nelle noci è particolarmente contenuto l’acido alfa-linoleico, della famiglia dei noti acidi grassi omega-3: si tratta di composti poco presenti sia nel regno vegetale che in quello animale (ne contengono in abbondanza solo i pesci e gli altri animali marini), in grado di svolgere un’importante azione di controllo dei livelli dei trigliceridi, di prevenzione delle irregolarità del battito cardiaco, di miglioramento del tono dell’umore.

ome e quanto le aziende vitivinicole italiane investono nella comunicazione per promuovere i loro vini in Italia e nel mondo? È questo il focus scelto per la seconda edizione del Forum del Vino Italiano organizzato a Siena da Banca Monte dei Paschi e Enoteca Italiana. L’appuntamento è fissato per venerdì 25 novembre quando Rocca Salimbeni al mattino e il Teatro dei Rozzi al pomeriggio faranno da suggestivi scenari a due importanti momenti di approfondimento dedicati alla filiera vitivinicola locale e nazionale. Il Forum, inoltre, presenterà i risultati della nuova ricerca BMps che, realizzata in collaborazione con Ismea, traccerà gli scenari del mondo del vino italiano e analizzerà le prospettive future, concentrandosi sui diversi stili di comunicazione utilizzati dalle principali case vinicole italiane. Il secondo Forum del Vino Italiano di BMps prenderà il via alle 10,30 di venerdì con il dibattito “Il Vino delle Terre di Siena, scenari e prospettive in un contesto globalizzato”, moderato dal giornalista Carlo Cambi. Durante la mattinata sarà analizzato il tema del settore vitivinicolo in Toscana e in Provincia di Siena. Le massime istituzioni italiane, i rappresentanti della filiera vitivinicola nazionale e alcuni fra i più significativi importatori dei mercati internazionali, saliranno poi sul palco del Teatro dei Rozzi dalle 16,30 per prendere parte alla seconda parte del Forum. Nel Talk Show “Parladivino”, moderato da Fede&Tinto di Decanter (Radio 2), saranno infatti illustrati i risultati dell’attesa ricerca condotta da Banca Mps e Ismea sull’attività di comunicazione sviluppata dalle aziende del vino italiane.

torta di noci ingredienti per 6-8 persone

uova 3 burro 100 gr farina 300 gr zucchero 150 gr latte 250 ml gherigli di noce 120 gr (circa 500 gr di noci) cacao amaro 2 cucchiaini gocce di cioccolato fondente 150 gr 1 bustina di lievito per dolci zucchero a velo q.b. Cominciamo, sgusciate le noci; battete ora le uova intere, battetele bene dopodichè aggiungete lo zucchero ed il burro fuso, mescolate bene il tutto. Aggiungete ora anche il latte, poi la farina ed il lievito, a questo punto mescolate bene il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo, quindi aggiungete anche le noci, il cacao e le gocce di cioccolato, mescolate bene il tutto, dovete ottenere un impasto omogeneo e ‘cremoso’. Prendete una teglia a bordi alti e dopo averla imburrata per bene versate il composto, livellate bene la superficie e fate cuocere in forno a 180° per 30 minuti circa; per verificare la cottura fate la prova dello stecchino. Quando la torta sarà cotta spolveratela con dello zucchero a velo.

Pagina a cura di Andrea De Fabrizi


ultima pagina gli azionisti... della musica: gli shareholders Filippo Turillazzi: voce, basso Gianluca Zanzarella: chitarra, voce Giulio Mecattini: chitarra Lorenzo Cialdani: batteria https://www.reverbnation.com/shareholders Periodo di magra e di crisi per l’economia di mezzo mondo. Lo spread s’espande, i cittadini protestano, i politicanti, spesso, scuotono la testa. Ma la musica, soprattutto quella giovanile, fortunatamente non conosce crisi: per lei ci sono gli azionisti, gli Shareholders, da poco sulla scena senese, ma già pronti ed agguerriti con le loro “soluzioni” musicali. Iniziamo dal nome, quantomeno particolare... «Come sempre accade, è nato per caso, quasi. Siamo molto democratici: ognuno ha portato una proposta, l’abbiamo praticamente tirata a sorte ed è uscito questo. In un periodo come questo, oltretutto, purtroppo, tra debiti e manifestazioni, c’è una certa puntualità di coincidenze in tutto questo, non trovi?» Certo. E invece “voi”, come gruppo, quando siete nati, quale musica proponete? «Un primo nucleo si era già formato nel 2008, come Meltdown Chamber, ma ci sono stati molti cambi di

nome, di stile e di line-up, come ogni gruppo giovanile che si rispetti. Oggi finalmente ci siamo, sembra (ride), consolidati come formazione e “vocazione” musicale. Facciamo, o tentiamo di fare, rock alternativo, con influenze moderne e più vintage: Raconteurs, Red Hot Chili Peppers e Wolfmother, ma anche Led Zeppelin e Steve Nash. Suoniamo, ad ora, soprattutto cover di questi gruppi, come Steady as she goes, Easily e Love Train. Ma qualche pezzo nostro è già pronto, altri sono in lavorazione, a breve li faremo conoscere al pubblico». Che avete combinato finora? Cosa avete intenzione di fare da “grandi”? «Già trovare una formazione fissa non è poco! Comunque abbiamo già sostenuto varie date in provincia e l’estate scorsa ci siamo esibiti anche a Taranto, città natale del nostro chitarrista. A Siena, ad ora, abbiamo debuttato al Cambio, in apertura al concerto degli Smodati, nota band italiana protagonista della scena power pop. Abbiamo anche prodotto un demo, per farci conoscere meglio. Vorremmo però incidere un disco con pezzi nostri, inediti, e non è poi così difficile, né lontano in termini di tempo. Aumenteremo poi la nostra presenza nei locali e, perché no, nei vari contest».

DA ADOTTARE sorriso

Il Gazzettino Direttore responsabile: Fabio Di Pietro Capo redattore: Martina Cenni Hanno scritto: Roberto Barzanti, Erika Becchi, Martina Cenni, Andrea De Fabrizi, Claudia Gasparri, Nicola Natili, Nicola Panzieri, Jacopo Rossi, Salvatore Valentino. Fotografie: Fabio Di Pietro Grafica di: Claudia Gasparri Pubblicità: Marilena Masia Tel. 0577 905316 masia@salviettiebarabuffieditori.com

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Registrazione n. 7 del Tribunale di Siena dell’8 aprile 2008

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il mago di oz Ariete

Urano mette il turbo alle tue idee. Mercurio ti regala abilità, prontezza di riflessi in ogni trattativa. Plutone frena i carrieristi, solleva scontri coi uperiori. Felice l’amore, contenti i single: Venere in trigono vede e provvede. Eros: che sensualità!

Cancro

Mi chiamo Sorriso perché quando sono contento rido. Il mio proprietario era anziano e ora non c’è più, così io ora non so dove andare. Per ora sono ospite in un orto, ma cerco una nuova famiglia che mi voglia per tutta la vita. Sono buonissimo e, come vedi, anche bello. Per essere un meticcetto maremmano non sono nemmeno tanto grosso! Per informazioni: Cinzia: 349 3228057 anapana.siena.adozioni@gmail.com www.sienadozioni.it

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Nei legami d’amore non c’è egoismo; i nuovi flirt nascono sotto una buona stella. In ufficio sai il fatto tuo. Sport e fitness: al meglio, Mercurio ti rende agile, rapido. Il look e la forma sono eccellenti: Venere ti vuole ancora più bello.

Bilancia

Mercurio aiuta gli studenti alle prese con interrogazioni, compiti scritti. Fa passi da gigante chi opera nella pubbliche relazioni. Volano i trip fra single a caccia; i cuori in coppia flirtano. Eros di marca per tutti: il dono di Marte!

Capricorno

La Luna ti rende più riflessivo: ti allinei all’onda del pianeta, ti concentri su ciò che fai prendendo giuste decisioni. Serata di coccole, flirt da urlo in barba a Venere: la Dea della notte è al tuo fianco. Eros: appassionato!

Toro

La Luna è il punto focale della tua storia d’amore, ma è generosa coi single in cerca della mezza mela. Marte sta per esaurire i suoi dispetti: se il vicino di casa ti rimprovera, lascia stare. Sbarazzini all’arrembaggio: Venere è complice!

Leone

Marte e Venere viaggiano a braccetto: in coppia sei felice, i single escono dal club. L’eros, è da record: tu tocchi il cielo con le dita. Mercurio sostiene il lavoro. La Luna ti guarda storto: con la suocera, le figlie, non accanirti!

Scorpione

Non chiedere l’impossibile alla dolce metà, rischi di sollevare una polemica biblica. I guadagni, i giochi di potere, le scalate all’organigramma aziendale, sono incoraggiati da Plutone Tirare la corda, però è rischioso.

Acquario

Il partner ufficiale s’inalbera facilmente, forse si lancia in scenate di gelosia; quello ufficioso pesta i piedi: che succede? La Luna è storta. Il budget mensile sfora: Giove è taccagno. Socio e colleghi burrascosi come Marte.

Gemelli

Non cacciarti in un pasticcio: ci sono molte cose che bollono in pentola. Le stelle ti suggeriscono di concentrarti sulle cose reali. Venere impicci e pasticci in coppia, fra innamorati. La Luna è smorfiosa: in casa non fiatare!

Vergine

La Luna in trigono ti regala idee vincenti nel lavoro. Mercurio combina scherzetti. Plutone difende chi lavora in proprio: ordinativi, fatturato aumentano. Venere solleva polemiche con le donne di casa, non arrabbiarti.

Sagittario

Venere migliora la forma: hai più charme, sei più bello. La Dea dell’amore consola i cuori in coppia, gli innamorati, i single. Mercurio protegge gli affari, la professione, gli studenti. Eros al bacio: e bravo Marte!

Pesci

Mercurio solleva un polverone coi colleghi, i vertici aziendali: niente colpi di testa, possono costarti cari. La Luna alleata ti aiuta a riflettere, a superare gli ostacoli che incontri sulla tua strada. La Dea della notte offre dolci flirt alle pinne libere. Eros di marca!



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