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paracadutisti

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i parà della Folgore

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La sartoria di Kabul Sono rientrati a casa ma non verranno dimenticati, soprattutto dalla popolazione del distretto locale di Kabul 9, ong che si occupa delle donne, i paracadutisti del 186/mo reggimento che insieme al contingente militare italiano di Italfor XX, la Provincia di Siena e il contributo della Fondazione Mps hanno dato vita ad una sartoria che è anche un centro di formazione professionale dove si svolgono corsi di alfabetizzazione e di cucito per la realizzazione di capi di abbigliamento tipico afghano per uomo e donna. Al centro sono iscritte circa trecento donne, ogni corso è frequentato da trenta allieve con dieci insegnanti di sartoria e due di alfabetizzazione. Una volta terminate le lavorazioni i capi vengono consegnati all’ong che si occupa della vendita. «Oggi non esistono più operazioni esclusivamente militari – afferma il colonnello Benito Milani – Il nostro continua ad essere un impegno umanitario a vantaggio delle popolazioni civili. Torniamo da Kabul con la consapevolezza di aver contribuito all’instaurazione di un rapporto favorevole e al miglioramento delle condizioni di vita delle donne afghane». «L’evento del 17 settembre scorso – ha continuato Milani – ha segnato la nostra vita ma la missione è andata avanti con gli stessi compiti che ci eravamo prefissi prima di partire. Nulla purtroppo sarà più come prima e di certo non ci scorderemo mai di chi abbiamo perso giù a Kabul. Per quello che possiamo la nostra vicinanza alle famiglie è massima anche se i loro cari indietro non potrà riportarglieli nessuno». La sartoria è stata intitolata al capitano della Folgore Fabio Taranta scomparso a settembre scorso durante un lancio di prova ad Arezzo.

Gazzettino 79 b  
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Settimanale gratuito di informazione edito da Alsaba Grafiche • Anno II • numero 79 • Registrazione n. 7 del Tribunale di Siena dell’8 april...