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bianconero

Un punto per uno... Il pareggio con la Lazio può essere visto come un buon segnale. L’esordio di Marco Baroni. Importante è non staccarsi dal gruppo

Inizia al Franchi, con un pareggio, l’avventura di Marco Baroni, settimo allenatore a guidare il Siena nella massima divisione. La Robur riesce a recuperare l’iniziale svantaggio contro la Lazio, e già questa è una notizia: nella gestione di Giampaolo, che pure ha regalato risultati importanti, il Siena non è quasi mai riuscito a recuperare il risultato una volta in svantaggio. Prendiamo questa piccola rimonta come un buon segnale: la squadra è partita con molta buona volontà, ridisegnata dal nuovo tecnico con un nuovo assetto a centrocampo. L’idea era quella di presidiare le fasce con Reginaldo e Ghezzal, per costringere sulla difensiva i forti terzini laziali e sfruttare gli spazi che il rombo di Ballardini lasciava nelle corsie laterali. Il Siena ne è uscito un po’ irrobusti-

to a centrocampo rispetto alle precedenti uscite. Un puntellamento d’obbligo, se si vuole sostenere l’impatto con la serie A. I due esterni hanno giocato discretamente: Reginaldo mancava da troppo tempo dal campo, avendo giocato finora solo qualche spezzone di partita. Ghezzal, invece, sembra trovarsi meglio a destra, ma tutto sommato l’esperimento ha portato qualche risultato. Il vantaggio laziale, arrivato con Mauri al termine di un’azione “osservata” dalla difesa senese, nella circostanza fermissima, ha un po’ tagliato le gambe ai bianconeri, sprofondati per un quarto d’ora nel precipizio della paura. La Lazio, apparsa l’ombra della squadra in grado di trionfare in coppa Italia pochi mesi fa, non ha inteso approfittarne, procedendo al piccolo trotto e lasciando al Siena la possibilità di tentare la via del pareggio. Il gol del pari lo ha realizzato Maccarone, al termine di una bella azione personale dalla sinistra. Successivamente i ragazzi di Baroni hanno tentato di fare qualcosa in più, per arrivare al successo pieno, facendo attenzione alle ripartenze dei temibili attaccanti biancocelesti. La partita è filata via senza grandi scossoni, se si esclude un palo del Siena a metà secondo tempo, oltre all’episodio raro, ripreso da tutte le moviole, del cartellino rosso estratto dall’arbitro e poi “ritrattato” nei confronti di Muslera. Una scorrettezza che era sfuggita ai più, effettivamente. Non così è accaduto nel primo tempo, quando Siviglia ha sfilato via la maglietta (!) a Ghezzal, senza che il direttore di gara abbia ravvisato gli estremi per intervenire: poteva essere rigore. Fermata l’emorragia con questo punto, la cui importanza risulterà più chiara in prospettiva, il Siena ripartirà dalla difficile trasferta nella Genova rossoblu. L’imperativo è rimontare in classifica, il tempo per riuscirci non manca ma è fondamentale ridurre subito le distanze rispetto al gruppetto delle pericolanti e lasciare ad altri l’ultimo posto in

classifica. Baroni ha dato un buon segnale a tutti gli esclusi di Giampaolo, recuperando Reginaldo, e a tutti i giovani della primavera, regalando qualche minuto di campo a Larrondo. Un modo per dire che c’è bisogno di tutti, nel lungo cammino che porta verso la salvezza. La squadra, pur tra mille difficoltà, può battersi per conservare la categoria alla pari con alcune avversarie: il Bologna, il Livorno, il Catania non sembrano superiori ai bianconeri che non devono disperare di farcela, ma continuare a lavorare per l’obiettivo. Brutte notizie, infine, da Enrico Chiesa: un nuovo grave infortunio segna, forse, la fine della luminosa carriera dell’indimenticato campione bianconero. Pancrazio Anfuso

Gazzettino 79 b  
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Settimanale gratuito di informazione edito da Alsaba Grafiche • Anno II • numero 79 • Registrazione n. 7 del Tribunale di Siena dell’8 april...