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Settimanale gratuito di informazione • Anno IV • numero 168 • Registrazione n. 7 del Tribunale di Siena dell’8 aprile 2008 • Chiuso in redazione il 10 ottobre 2011 • Tiratura 8.000 copie • Stampato su carta 100% riciclata con marchio ecologico “Angelo Blu”

sos archivi senesi Pagina 3

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cultura i classici degli altri

Si è svolto la scorsa settimana presso il Collegio Santa Caterina l’incontro promosso dal Centro Antropologia e mondo antico dell’Università di Siena. La due giorni sul tema “I classici degli altri” è stata un successo che ha visto il coinvolgimento di tante e diverse competenze, da chi fa spettacolo e poesia a chi crea messaggi pubblicitari, da chi studia e riflette sulle letterature e sulle culture moderne a chi disegna o crea immagini in movimento e insegna a leggere e ad amare i testi e gli autori classici. Erano, infatti, presenti tra gli altri lo scrittore e giornalista Stefano Bartezzaghi, il giornalista Gianni Riotta, l’attore e scrittore David Riondino, la giurista e antichista Eva Cantarella e il regista di prosa e opera lirica Federico Tiezzi. Scopo dell’incontro, come suggerito nel sottotitolo dell’evento “I classici degli altri. Ovvero: i classici di chi…li usa per i motivi più vari”, era riflettere sul rapporto fra i classici e la dimensione del quotidiano, per cercare di intravedere una cultura ‘diffusa’ del classico e gli strumenti che servono per approfondirla e arricchirla. Coordinatore dell’evento è stato Maurizio Bettini che ha risposto ad alcune domande sul tema al centro dell’incontro del 6 e 7 ottobre. I classici interessano solo ai classicisti? Ma no! Il problema è che da un lato ci sono i classicisti di professione, che spesso sono convinti di essere i soli proprietari degli autori antichi; dall’altro ci sono invece coloro che, e sono tanti, ai classici si interessano per i motivi più disparati, ma che dal mondo dei classicisti restano in qualche modo separati. In realtà sarebbe bello convincersi del fatto che, in Italia e in Europa, i classici greci e latini fanno parte della nostra enciclopedia culturale, hanno dato a tutti noi idee, parole, modi di pensare che continuiamo ad usare anche quando non ce ne rendiamo più conto. Insomma, i classici appartengono a tutti, sono un bene comune Chi sono allora questi ‘altri’ che avete invitato? Intellettuali, registi, giornalisti, molte voci interessanti. Ci saranno Federico Tiezzi, un regista che ama mettere in scena il teatro antico e lo fa magistralmente; Stefano Bartezzaghi, che ci parlerà dell’enigmistica dei classici; Gianni Riotta, un giornalista che ama riferirsi agli autori antichi nella sua riflessione sulla contemporaneità; e con lui Nicoletta Polla Mattiot, vice direttrice di Grazia che ha studiato sui testi di retorica

antica, un direttore editoriale come Benedetta Centovalli, uomini di cinema come Roberto Perpignani, sceneggiatore dei fratelli Taviani – anche David Riondino, che io definirei uno dei migliori rappresentanti dell’umorismo intellettuale, se posso chiamarlo così. Insomma, una persona che sa far ridere e riflettere anche quando parla di Omero o recita brani dell’Odissea E perché questo incontro? Perché i classici non sono sempre stati gli stessi. Sono lì da duemila anni eppure, nel corso del tempo, sono cambiati infinite volte. Il nostro Virgilio non è certo quello di Dante o di Alessandro Manzoni, il nostro Aristofane non è certo quello che si leggeva e si commentava nel cinquecento. Vorremmo insomma controllare lo stato attuale dei classici, riconsiderarli dentro un mondo che dispone della rete e della televisione. In particolare, ci interessa vedere che cosa sono i classici nella scuola di oggi, e quali sono le prospettive future del loro insegnamento. L’incontro è stato organizzato con il sostegno del MIUR, saranno presenti anche Carmela Palumbo, Direttore generale per gli ordinamenti scolastici, e l’ispettore Favini. Insomma, un mix davvero originale!


cultura

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archivi storici in rivolta L’Associazione Nazionale Archivistica Italiana (ANAI) in collaborazione con le tre più importanti Società Italiane di Storici ha organizzato un’iniziativa dal titolo “…e poi non rimase nessuno. Archivi e archivisti nella crisi italiana”. Scopo dell’iniziativa è quella da un lato di richiamare l’attenzione sull’importanza degli archivi per tutti i cittadini, dall’altro far conoscere la gravissima crisi che stanno attraversando gli istituti archivistici. Ad essi sono destinati, infatti, sempre meno risorse economiche e quindi le loro strutture sono a rischio di grave degrado. Ma il problema più rilevante è il loro progressivo svuotamento dal punto di vista del personale a causa dei pensionamenti e della quasi totale mancanza di nuove assunzioni. In Toscana negli Archivi di Stato e nella Sovrintendenza Archivistica sono attualmente in servizio 53 archivisti. Tra cinque anni saranno 28, poco più della metà. In questo quadro, particolarmente drammatica è la situazione dell’Archivio di Stato di Siena, tanto che nella nostra città l’iniziativa potrebbe essere intitolata “…e poi non rimase nessuno. A Siena ci siamo quasi riusciti!”. Dalla metà del 2009, infatti, nell’Archivio di Stato di Siena il Direttore è ad interim e, soprattutto, dal 1° gennaio 2011 è in servizio una sola archivista, che andrà in pensione nella primavera del 2013. L’Archivio di Stato di Siena, fondato nel 1858, uno dei più antichi e prestigiosi d’Italia, forse il più importante

del nostro Paese per la documentazione medievale, quello che conserva ed espone una collezione unica al mondo come quella delle tavolette di Biccherna, tra pochi mesi non avrà in servizio più nessun archivista. Per parlare di questo e del generale degrado di questo settore così importante per cultura e il patrimonio storico del nostro Paese, Carla Zarrilli e Patrizia Turrini dell’Archivio di Stato di Siena, Giuliano Catoni, Stefano Moscadelli e Gabriella Piccinni dell’Univer-

sità di Siena, Giovanni Cherubini dell’Università di Firenze e Alessandro Orlandini dell’Asmos (Archivio Storico del Movimento Operaio senese) si incontreranno nella sala conferenze dell’Archivio il prossimo 15 ottobre alle ore 11. Chi voglia aderire all’appello per la salvaguardia del patrimonio archivistico italiano può farlo collegandosi al sito http://www.archivisti2011.it/index.php/sottoscrizioni

a monteriggioni è showtime nuovo master «Fuggitiva, contingente, effimera, la mostra d’arte contemporanea è arena d’intrattenimento, momento di festa per l’arte e per tutto un popolo intellettuale che decide di partecipare ad un racconto in cui riflessione, progettazione e costruzione si incontrano per tessere una trama relazionale tra l’arte la critica e la curatela; l’opera, lo spazio e il pubblico». Bella definizione per il nuovo appuntamento della galleria Zak, trasferita da pochi mesi nell’incantevole borgo medievale e che inaugurerà, il prossimo 15 ottobre la mostra contemporanea Showtime. Ambito di promozione e di dibattito costruttivo Show Time vuole porre in rilievo l’importanza della mostra in quanto intervento collettivo, composizione plurale in cui critico e artista si incontrano per intavolare nuovamente, alle soglie del secondo decennio del XXI secolo, un discorso teorico, un intrattenimento felice sull’arte, sulle sue destinazioni e sulle sue collocazioni attuali. Show Time è, dunque, una mostra in cui il tempo dell’arte e il tempo dell’esposizione si intersecano per dar luogo ad un appuntamento che elogia un calibro artistico teso a riconquistare l’incanto della fruizione. Fino al 15 novembre prossim, quindi, le opere di Alessandro Brighetti (1978), Pierpaolo Lista (1977), Ciro Fundarò (1977), Marco Maria Giuseppe Scifo (1977) e Giulia Palombino (1985), saranno esposte in galleria a Monteriggioni per quello che realmente sarà uno showtime dell’arte.

Un Master di specializzazione rivolto principalmente a coloro che, completato un iter di formazione teatrale di base di almeno 2 anni, hanno interesse a sviluppare un percorso di ricerca e perfezionamento che li porti ad esplorare a tutto tondo la specificità dell’attore contemporaneo, che non può prescindere dalla pratica di materie complementari come il canto, la danza e la musica; per arrivare idealmente alla figura del performer in grado di padroneggiare e interagire in scena con gli altri linguaggi artistici”. Questo il target a cui è indirizzato il master che sarà presentato oggi alle 19.30 nella Sala Lia Lapini di via Aretina. Il master vuole offrire concretamente la possibilità di un avviamento professionale con la preparazione ai provini, la formazione di nuove compagnie e il possibile inserimento nella compagnia teatrale di Aresteatro. Il percorso didattico, che si svolgerà da Ottobre a Maggio prossimo, prevede un programma formativo di base (laboratorio di teatro, di teatro-danza e di canto), delle Mastercalss di teatrojazz, improvvisazione musicale e match d’improvvisazione teatrale, e una serie di stages condotti da artisti rinomati in campo internazionale che hanno come comune punto di riferimento l’improvvisazione dal vivo. Il primo laboratorio è invece previsto per domenica 16 ottobre dalle 15 alle 19 presso la Corte dei Miracoli in via Roma.


il mestiere even bertolozzi caredio un’arte di carta e inchiostro Martina Cenni

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ia Stalloreggi è davvero la strada degli artisti. Basta passarci una volta per avvertire l’atmosfera autentica e meditabonda che la anima, lontana dal chiasso e dal tam tam del centro. Qui i clienti non entrano ed escono spesso, non fanno acquisti istantanei, non varcano a caso la porta magari parlando al cellulare. Qui ci sono le botteghe d’arte. A volte da fuori non si capisce che cosa si faccia davvero all’interno, non ci sono insegne sfacciate a dare l’imbeccata. In questi laboratori artigianali non si può evitare di entrare con la curiosità di scoprire e la voglia di restare per più di dice minuti. È quello che mi è successo dando uno sguardo oltre la porta a vetri di Sator Print. Il cartello è così piccolo che ho dovuto guardare dentro per capire se si ritrattava davvero del “maestro d’arte”di cui mi avevano parlato. È lui. Piergiorgio Bertolozzi Caredio, in arte Even. La sua bottega è qui solo dal 2005, quando decise di spostarla da fuori porta S a n Marco dove era nata nel 1999. Sator Print è un laboratorio di restauro e di rilegatura d’arte. Qui Even, come firma tutte le sue opere, restaura libri, stampe, incisioni, manoscritti e documenti cartacei di ogni epoca, e fa rilegature d’arte utilizzando materiali di alta qualità. Oltre a questo si è specializzato col tempo nella pittura di miniature, capolettere e copie di pagine tratte dai più bei e preziosi graduali del rinascimento italiano usando le

stesse tecniche degli antichi amanuensi. Nella storia di Even c’è da sempre, infatti, una propensione all’arte o meglio all’artigianato artistico, come lui, a ragione, lo definisce. Inizia frequentando la scuola d’arte Duccio di Buoninsegna di Siena e poi nel 1993, dopo aver dedicato tanti anni della propria vita al lavoro della terra, inizia ad interessarsi alla miniatura ebraica dopo aver fatto la conoscenza di Rueven Benaya, noto miniaturista italiano. Comincia così una collaborazione con lui e insieme danno vita a numerosi progetti come la “Birkhat ha mazhon” (benedizione dopo il pasto) interamente manoscritta e miniata, e in seguito stampata in edizione limitata in 1000 copie; una “Haggadah shel pesach” e molte Ketubot, ovvero i tipici documenti matrimoniali ebraici. Even inizia poi a fare miniature anche da opere italiane e latine e si specializza nella calligrafia e nei vari stili di scrittura che richiedono esercizio e pratica continue. Con la commissione di un intero manoscritto inizia infine ad interessarsi alla rilegatura e a frequentare i laboratori specializzati più famosi, come quello della Certosa di Firenze. «Ho imparato tanto semplicemente osservando. Tecniche di rilegatura e cucitura, l’uso della pelle per le copertine, metodi e strumenti di lavoro». Un apprendimento di pochi anni fino alla decisione di aprire il proprio laboratorio, inizialmente con due collaboratrici e poi continuando il lavoro da solo. Even ha tenuto negli anni anche laboratori per alcune scuole americane. «Insegnare ai ragazzi è meraviglioso perché

quando sono motivati, sono curiosi e fanno davvero cose belle». Belle e preziose come quelle che Even realizza con pazienza e sapienza, con grande ricerca di materiali, che scova in ogni suo viaggio, e metodicità. Sul tavolo di lavoro alcuni libri del 1500 aspettano il suo intervento per tornare allo splendore di secoli fa. Subiranno puliture, lavaggi, ricostruzioni minuziose e ricuciture, passeranno sotto le mani esperte e gli occhi attenti di Even che tratterà ognuno secondo il danno subito. «Ogni oggetto si differenzia dall’altro e ha bisogno di un trattamento ad hoc, è il bello di questo lavoro, c’è poca ripetitività e quelli che “curo” sono sempre oggetti bellissimi da sfogliare, leggere e maneggiare». Soprattutto una volta usciti da Sator Print, questa casa di cura dell’arte antica dove le carte su cui si è scritta la nostra storia tornano a vivere, perpetuando quel detto antico che fa certe le cose scritte. Verba volant scripta manent.


il personaggio giovanni ticci il senese del texas Jacopo Rossi

Lapalissiano dire che sa scegliere dove lavorare. Giovanni Ticci, senese, classe ‘40, disegna Tex da più di quarant’anni ed ancora non ha intenzione di smettere. Il suo “studio”, ricavato da un rustico sotto casa, rappresenta per i profani ciò che la costa americana ha rappresentato per Colombo: la scoperta che non ti aspetti. Tre tavoli da lavoro, libri, cartonati del ranger, poster, pile di fumetti (“ma ne leggo pochissimi, ormai!”), bozzetti, cappelli da cowboy, carabine, pistole e speroni: a non esser qui per lavoro ci sarebbe da starci

l’amicizia 1 con sergio bonelli E la prima battuta non può che essere per lui. “Conoscevo Sergio da cinquant’anni, eravamo buoni amici. Purtroppo non ci sono editori così nel resto del mondo: la Bonelli è una grande famiglia e lui si è sempre battuto per tenere in vita anche quelle riviste che magari non producevano buoni introiti ma che garantivano molti posti di lavoro. Ma era schivo, riservato, tutto il contrario di suo padre: Gianluigi sembrava davvero Tex, per il disprezzo che aveva verso la politica e gli eserciti in genere. Girava con il cinturone, entrava in un ristorante salutando tutti i clienti. Una volta, sarà stato il ‘68, venne a prenderci, a Sergio ed a me, con una Citroen munita di bandierine di Tex, per una gita in motoscafo sul Lago Maggiore. Nel centro del lago si fermò, lanciò dei barattoli in acqua ed iniziò a sparargli come un pistolero provetto. Sulla mia esibizione, meglio abbozzare”.

2 gli inizi da garzone Sono gli anni Sessanta, l’Italia è uscita malconcia dalla guerra e Ticci, come molti suoi coetanei, frequenta ragioneria all’Istituto Bandini per assicurarsi un posto in banca. Ma “avevo uno zio che vide i miei primi disegni e ne rimase colpito. Mi propose di salire da lui, a Milano: nel suo palazzo abitava Rinaldo Dami, famoso disegnatore di quegli anni, che accettò di insegnarmi il mestiere”. Alla Bonelli arriva nel 1958, collaborando con Franco Bignotti a “Un ragazzo nel Far West”. Lavora poi con Alberto Giolitti, che lo introduce al fumetto statunitense, territorio mitico per disegnatori ed appassionati di tutto il mondo. Bonelli gli chiede poi di creare un personaggio di fantascienza, ma, afferma “diradai la produzione e smisi dopo il primo numero: la fantascienza non fa per me, ho sempre avuto il pallino del West. Fortunatamente mi richiamarono per disegnare Tex, personaggio già affermato. I miei disegni, molto diversi da quelli dell’allora disegnatore Galleppini, scioccarono i lettori, che solo in seguito si abituarono al “nuovo” Tex”. E l’innovativa veste del ranger dev’essere davvero piaciuta molto, se Ticci ne è il terzo disegnatore assoluto, con più di ottomila tavole all’attivo, dal 1968 ad oggi.

una giornata. Ma l’intervista deve iniziare e Ticci ama parlare del suo ranger, fenomeno editoriale tutto italiano ancora in grado di vendere dopo più di sessant’anni. “Tex funziona perché è una brava persona ed è cambiato nel tempo: oggi però cercano di renderlo più reale. Noi avevamo un’etica nel disegnarlo: niente sangue, nessun coltello conficcato nella schiena, tutto si doveva intuire. Oggi c’è quasi della morbosità nel cercare il dettaglio cruento, cosa che lo stesso Bonelli non amava”.

3 Storie d’armi e di... rumore “Ero affascinato dal cinema dei “cappelloni”: il mondo degli indiani e dei cowboy mi è sempre piaciuto, pieno com’era di cavalli, di natura incontaminata, montagne rocciose, credo sia l’ultima epopea veramente epica”. Ticci rimpiange quelle pellicole: “Alcuni film erano davvero belli: non c’era bisogno degli schizzi di sangue, sarebbero arrivati solo con il western italiano. Le armi, com’erano!” Continua, prendendo dalla scrivania due riproduzioni, una colt ed una semiautomatica “guardale: la colt è quasi romantica, forse perché è lontana nel tempo, l’altra è brutta, nera, fredda e cattiva”. E poi “c’erano i rumori: gli zoccoli dei cavalli, gli spari, lo strusciare del cuoio, gli speroni”. Anni fa compì un viaggio in America (“per vedere se l’avevo disegnata bene!”) scoprendo che “la solitudine del deserto non ti angoscia: in Arizona venni sorpreso da una tempesta di sabbia ma, stranamente, rimasi tranquillo”.

4 Daccelo! Ticci è schietto: “non so perché scelsero me per dipingere il Palio, dico davvero. Ricordo che ad una Fiera del Libro esposi una quindicina di acquarelli ed il sindaco ne rimase impressionato. A Gennaio mi telefonarono ed ero pieno d’entusiasmo. Successivamente mi resi conto dell’impegno, del rischio a cui m’esponevo, e dunque rimandai il più possibile il lavoro. Una sera, fortunatamente mi venne l’idea e iniziai a raffigurare la leggenda che ispirò la costruzione della basilica di Provenzano”. Il sindaco diede l’ok ma per Ticci “iniziò la tragedia del colore: mi ci volle un mese, non avevo mai dipinto, anche se era sempre stata una mia passione, e mi trovavo a spennellare una tela enorme come può essere un Palio! Fu una sofferenza ma alla fine, visto il successo, mi sentii gratificato. Oddio, non so se lo rifarei!”


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dentro le mura

la siena indignata si ritrova alla lizza

piattaforma per i vaccini

La crisi ha stancato tutta l’Italia, in questi giorni percorsa da vibranti moti di protesta. L’inadempienza della classe politica e il disinteresse della stessa verso il bene comune sono, agli occhi dei cittadini, le cause principali di questa grave situazione economica. Le recenti manifestazioni che hanno attraversato la nostra città in questi giorni si sono concretizzate nel movimento “Siena Beni Comuni-Indignamoci” che, dal lunedì appena trascorso, ha iniziato un percorso che si concluderà venerdì, fatto di eventi, film, incontri e discussioni presso i Giardini della Lizza. La prima giornata, che ha visto la costituzione di un laboratorio creativo coordinato dall’artista senese Fabio Canestri e si è conclusa con la proiezione del film di Francesca Comencini “In Fabbrica”, ha registrato una notevole partecipazione, che non ha fatto che arricchire i dibattiti, scottanti, su lavoro, disoccupazione, precariato. Martedì ha visto l’intervento del Comitato “Se non ora quando” e del collettivo femminista “Presenti Differenti”, nonché la discussione sulla crisi e sul debito pubblico. Le due giornate trascorse hanno ottenuto dunque un successo più che discreto, segno che qualcosa dovrà pur cambiare. La programmazione è intensa e copre tutto l’arco della giornata, fino a sera. Le problematiche affrontate sono state, e saranno, molte e pesanti, dal lavoro, all’economia, alla sanità, all’immigrazione, alla repressione. Che lo scopo di creare una vera e propria democrazia partecipata sia più vicino? Intanto gli “Indignati” si preparano per il momento clou, il quale non potrà che essere la manifestazione nazionale a Roma di sabato 15 ottobre, per la quale il neonato movimento sta organizzando dei pullman per facilitare l’intervento di molti cittadini. Ulteriori informazioni sono reperibili presso gli appositi stand ai Giardini della Lizza .

È iniziato venerdì scorso, col beneplacito di Comune, Provincia e Prefetto, il progetto ADITEC, Advanced Immunization Technologies. Al progetto, coordinato dalla Sclavo Vaccines Association, ente no-profit senese impegnato nella ricerca scientifica tesa a sviluppare vaccini utili a contrastare malattie diffuse soprattutto in paesi in via di sviluppo, partecipano i massimi esponenti di quarantadue istituti di ricerca di primo piano, di cui trentanove europei e tre statunitensi, per un totale di tredici paesi coinvolti. Finanziato dalla Commissione Europea il progetto prevede la collaborazione anche di altre rilevanti realtà senesi come l’Università, la NovartisVaccines and Diagnostics e la Novartis Vaccines Institute for Global Health. È prevista anche la presenza di numerose industrie farmaceutiche, e aziende biotecnologiche europee impegnate nello studio di tecnologie innovative per lo sviluppo di vaccini più efficaci e più sicuri. Infine la collaborazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità garantisce che tutti gli aspetti di salute pubblica siano tenuti nella massima considerazione. Il programma di ricerca riguarda aspetti fondamentali della vaccinazione, come ricerca di base, nuove tecnologie, trial clinici. Obiettivi sono il miglioramento dell’efficacia e della sicurezza dei vaccini, l’individuazione di nuovi metodi di somministrazione, l’ottimizzazione delle strategie e dei metodi di vaccinazione per diversi gruppi di età oltre all’acquisizione di maggiori conoscenze sugli effetti della vaccinazione in soggetti diversi in base al genere, allo stato di salute ed alla variabilità genetica.


dentro le mura censimento anche via internet È partito ufficialmente la scorsa domenica il 15° censimento della popolazione. Qualche intoppo ha caratterizzato la partenza della grande raccolta predisposta dall’Istat che avrà un costo di 590 milioni di euro e che coinvolgerà 25 milioni di famiglie ed oltre 61 milioni di cittadini, italiani e stranieri, residenti in 8.092 comuni. Il sito del noto istituto di statistica è stato, infatti, preso d’assalto ed a andato in tilt ancora prima dell’inizio del periodo utile alla consegna dei questionari che è stato lo scorso lunedì 10 ottobre. Anche nella nostra città tutto è ormai pronto per il 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni 2011. A partire da lunedì 10 ottobre fino al 31 gennaio 2012, infatti, saranno attivi i centri di raccolta dei questionari che oltre 25mila famiglie senesi hanno iniziato a ricevere dal 12 settembre. La novità di questo 15° censimento è quindi la possibilità di compilare e restituire il questionario via internet collegandosi al sito www.censimentopopolazione.istat.it, inserendo la propria password di accesso che si trova stampata sul questionario. In alternativa è possibile compilare il documento cartaceo e consegnarlo o agli uffici postali o ai centri di raccolta allestiti dal Comune di Siena, nei quali sarà data anche assistenza ai cittadini per la compilazione del questionario. I centri di raccolta saranno quelli dell’Ufficio Anagrafe di via Salicotto, 6 dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 12; il martedì ed il giovedì, dalle ore 15 alle ore 17; dell’Ufficio Statistica, in vicolo San Girolamo, 4 dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 12; il martedì ed il giovedì dalle ore 15 alle ore 17 e lo Sportello del Cittadino (URP), in Piazza del Campo, 7 lunedì al venerdì, la mattina, dalle ore 9 alle ore 12; il martedì ed il giovedì dalle ore 15 alle ore 17. Dal 21 novembre 2011 al 31 gennaio 2012, inoltre, anche il Comune di Siena metterà in campo i cosiddetti “rilevatori”, personale incaricato di recuperare i questionari non ancora restituiti. Per qualsiasi chiarimento le famiglie potranno chiamare il numero verde gratuito 800.069.701. Il servizio sarà attivo per tutto il periodo del censimento, tutti i giorni dalle 9 alle 19. Nel caso in cui il questionario ricevuto per posta riporti cognome, nome e indirizzo dell’intestatario non aggiornati, si invitano i cittadini a presentarsi presso i Centri di raccolta per ritirare un “nuovo” questionario. Per la prima volta, inoltre, una legge europea rende obbligatorio il Censimento in tutti i Paesi dell’Unione, fissando regole comuni relative all’anno di riferimento, al campo di osservazione, alle definizioni, alle classificazioni e alle variabili da rilevare.

minimasgalano all’istrice

I bambini dell’Istrice emulano i loro contradaioli adulti: Francesco Bossini (tamburino), Jacopo Barellini (alfiere) e Marco Ceccatelli (alfiere)hanno infatti vinto il Minimasgalano 2011, organizzata come ogni anno dalla Contrada delle Torre e offerta per questa edizione dalla Fises.

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al contrario eventi senza miracolo Roberto Barzanti Il Comune ha pensato bene di organizzare un sito, Agenda Siena, dove elencare “gli eventi da non perdere” – come suona l’invitante titolo – in programma dalle nostre parti. Chi si aggira per la rete alla ricerca di appuntamenti appetibili avrà così modo di avere a portata di mouse o di IPad tutte le occasioni da cogliere in un week end o in una più distesa escursione. Era da tempo che un’iniziativa tanto banale quanto opportuna doveva esser presa. Non basterà – è stato detto alla presentazione – ad evitare imbarazzanti sovrapposizioni o coincidenze spiacevoli se non si stabilisce qualche forma di coordinamento. Le tecnologie di per sé non surrogano l’intelligenza umana né sostituiscono la volontà razionalizzatrice delle istituzioni. Talvolta, del resto, aver da scegliere tra una pallosa conferenza e una bizzarra mostra non è un grosso guaio. Occorrerà discrezione e buon senso, perché il sano proposito di coordinare non si trasformi in impropria ambizione di dirigere. Chi è stato incaricato di assolvere il compito di spiegare la novità l’ha fatto con garbo e con chiarezza. E si è trattenuto a dovere sulle rubriche che saranno disponibili in Agenda Siena. Ma un appunto sarà ammesso. Già il titolo generale sotto il quale inscrivere le varie attività ricicla una parolaccia che ormai non vuol dir più nulla, dal momento che definisce tutto: eventi. E della parola abusatissima si è fatto spreco. Ho contato 47 occorrenze, ma può darsi che mi sia sbagliato per difetto. Evento è un ballo, evento è una cena. Eventi sono esposizioni, conversazioni, concerti, presentazioni di libri e di poesie, cantate e strimpellamenti, dizioni di sonetti e partitelle sportive. Tutti i fatti sono promossi a eventi. C’è anche un ufficio preposto ai Grandi Eventi. Come distinguerli dai piccoli? Al governo avevano assegnato i Grandi Eventi alla Protezione Civile associandoli a funeste e imprevedibili calamità naturali. Quando si registra un fenomeno linguistico così diffuso è sintomo di qualcosa di profondo. Le parole non si inflazionano a caso. E se ora ci si affanna a elevare ogni fatterello a evento vuol dire che si tenta di rispondere ad una domanda. Per ampliare le forme concrete di un avvenimento che ha suoi specifici caratteri, non strabilianti, né miracolosi, si preferisce proclamarlo evento. I vocabolari attestano che con evento – voce dotta di derivazione latina – si designava qualcosa di eccezionale, di mirabile, di inaudito e inatteso. Siccome nulla più accade di sorprendente ecco che ogni cosa è etichettata come evento. Parola che consola ed eccita, omologando ogni minimo accadimento a miracolosa manifestazione di qualcosa di inafferrabile. Da non credere, da non perdere.


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autunno, tempo specie commestibili Mazza di tamburo (Lepiota procera) Caratteristico delle nostre zone, alto fino a 40 cm, il “mazza di tamburo è protagonista di molte ricette nostrane, tramite il suo ampio cappello, che può raggiungere i 30 cm di diametro.

Porcino nero (Boletus aereus) Classico porcino dall’aroma ricco ed inconfondibile, è uno dei funghi più ricercati e di qualità, dotato anche di un discreto valore di mercato. In cucina è ottimo anche cucinato da solo.

Leccino (Leccinum lepidum) Fungo di media qualità, un tempo classificato insieme ai porcini. Diffuso, non a caso, nei boschi di lecci, è ottimo se raccolto quando è più giovane, dato che i suoi tessuti si deteriorano col tempo.

Volata via l’estate, è arrivato ottobre; per molti, significa un ritorno poco gradito: chi a scuola, chi a lavoro, tutti si preparano a fronteggiare l’autunno, dimenticando a malincuore spiagge e sole. Ma, per gli appassionati, settembre significa invece il ritorno nei boschi, alla ricerca di uno dei protagonisti della nostra tavola, il fungo. Anche se si può trattare di un hobby stressante per i neofiti, fatto di sveglie ad orari impossibili e scarpinate nel sottobosco, le fatiche possono essere ampiamente ripagate da panieri pieni dell’amato prodotto. Ma anche la raccolta di funghi non è una passione scevra di rischi, primo fra tutti quello rappresentato da specie non commestibili. Per ovviare a tale problema l’USL senese ha approntato un servizio di ispettorato micologico presso la sua sede in località Ruffolo, aperto tutte le mattine feriali fino al 31 dicembre e su appuntamento telefonico negli altri periodi dell’anno. Per ciò che concerne l’aspet-

la ricetta: fung Ingredienti per 4 persone

Galletto (Cantharellus cibarius) Diffuso e conosciuto praticamente ovunque, dalla forma a “cresta” inconfondibile, difficilmente viene attaccato da insetti. Attenzione però: è facile però confonderlo con specie simili tossiche.

Chiodino (Armillariella mellea) Per natura parassita, porta, nel tempo, all’appassimento gli alberi dove risiede. Soffre anch’esso il deterioramento e va consumato da giovane. Inoltre con le basse temperature diventa tossico.

600gr funghi porcini con dei bei cappelli 1 spicchio di aglio 1 foglia di alloro 1 chiodo di garofano 1 cucchiaino di fecola di patate ½ litro di vino rosso secco 30gr burro olio paprica sale e pepe


di funghi, ma... to prettamente burocratico invece, secondo la Legge Regionale 16/99, è necessario, per poter raccogliere i funghi, pagare la regolare tassa di concessione, la cui ricevuta va esibita insieme ad un documento di identità valido. Tre sono le autorizzazioni, personale, turistica e scientifica: ulteriori informazioni sull’importo di tali versamenti e sulle modalità di pagamento sono disponibili presso gli sportelli del Comune, unico ente delegato al rilascio di tali autorizzazioni, necessarie dal compimento dei quattordici anni. Esistono poi dei limiti massimi di raccolta: non si può cogliere più di tre kg a testa, sei se si è residenti in comunità montane. Tutto va raccolto a mano, in modo di non rovinare strato umifero del terreno, il micelio fungino, o l’apparato radicale della vegetazione tramite l’utilizzo di rastrelli e simili. Infine, cari appassionati, rinunciate alla comoda modernità di contenitori di plastica, in favore dell’usuale cesto di vimini, ottimo per la dispersione delle spore, a differenza del suo ben più giovane “collega”. Buona raccolta a tutti!

ghi all’ubriaca Pulite bene i funghi, strofinateli con un telo umido e staccate delicatamente i gambi dai cappelli; ponete questi ultimi in una terrina, cospargeteli con un pizzico di sale, pepe e paprica, unite lo spicchio di aglio tritato, la foglia di alloro, il chiodo di garofano e i gambi dei funghi tritati. Ricoprite il tutto con il vino e lasciate marinare per tre ore. Trascorso questo tempo sgocciolate i cappelli dei funghi dal liquido, ungeteli uno ad uno con poco olio e fateli cuocere nella griglia ben calda da ambedue le parti. Passate la marinatura al colino, raccoglietela in una piccola casseruola, mettetela al fuoco e incorporatevi il burro a pezzetti impastato con la fecola. Rimescolate con un cucchiaio di legno a fuoco basso fino a quando la salsa si sarà un poco addensata e risulterà ben legata. Servite i funghi su un piatto da portata e passate a parte, in una salsiera, la salsa al vino rosso.

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specie non commestibili Nido d’uccello (Cyathus olla) Di piccole dimensioni, non supera infatti i 3 cm d’altezza, tale fungo è grigiastro, a forma di calice. Il cappello, concavo, si apre con la maturazione, rivelando i corpuscoli contenenti le spore bianche.

Tignosa verdognola (Amanita phalloides) Fungo ritenuto mortale, varia dal bruno oliva, al giallo limone, al crema. La carne è dolciastra, inizialmente inodore, poi fetida col passare del tempo. Dotato di spore bianche, è presente ovunque.

Mazza d’Ercole (Clavariadelphus flavoimmaturus)

Dal sapore distintamente amaro, la Mazza d’Ercole può raggiungere i 20 cm d’altezza. La superficie è opaca, liscia, dapprima giallo limone e va imbrunendosi col tempo.

Falso chiodino (Hypholoma fasciculare) Fungo velenoso, di dimensioni ridotte, dotato di gambo elastico e flessibile e cappello coperto da fioccosità giallastre. La carne è gialla, sgradevole all’olfatto e di sapore amaro.

Fungo fimicolo giallo (Bolbitius vitellinus) La sua carne, scarsa, è membranosa, giallo paglierino, inodore ed insapore. Le sue spore sono giallo ocra. Cresce soprattutto in terreni ricchi di humus, in prossimità di materiale in decomposizione.


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provincia

insieme amiata e val d’orcia L’Unione dei Comuni dell’Amiata Val d’Orcia diventa realtà. Oggi mercoledì 12 ottobre, infatti, i sindaci dei cinque Comuni di Abbadia San Salvatore, Castiglione d’Orcia, Piancastagnaio, Radicofani e San Quirico d’Orcia si incontreranno per la firma ufficiale che porterà alla costituzione dell’Unione che si insedierà nel mese di novembre, e alla gestione associata di servizi e delle funzioni fondamentali da parte di cinque Comuni dell’area. Il nuovo ente sarà costituito da due organi: un’assemblea, composta dai sindaci e da un consigliere di maggioranza e uno di minoranza per ogni Comune, e una giunta esecutiva, con i cinque sindaci, di cui uno svolgerà le funzioni di presidente e che sarà scelto non appena avverrà l’insediamento. “Come già annunciato nei mesi scorsi – afferma l’ex presidente e oggi commissario, Giuliano Simonetti – l’Unione dei Comuni dell’Amiata Val d’Orcia sarà operativa entro la fine del 2011, dopo i passaggi istituzionali previsti dalla normativa regionale. Dopo la firma ufficiale e secondo il decreto regionale pubblicato nei giorni scorsi, ciascuno dei cinque Comuni si riunirà entro fine ottobre per nominare formalmente i propri consiglieri per l’assemblea. Nel frattempo,

con lo stesso decreto la Comunità montana è stata liquidata ed è stato nominato il commissario. Il percorso di costituzione dell’Unione dei Comuni - aggiunge Simonetti - è stato piuttosto complesso, ma al suo termine sarà un’istituzione voluta e gestita dai comuni. L’associazione delle funzioni fondamentali cambierà la fisionomia dei comuni, in particolare, di quelli più piccoli, anche nella loro organizzazione interna. Questo elemento dovrà essere valutato dai sindaci, che dovranno promuovere un’informazione e un confronto capillare con la cittadinanza, oltre che con le rispettive strutture comunali”. «Alla luce del difficile momento economico che stanno vivendo gli enti locali – conclude il commissario Simonetti – è sempre più necessario lavorare tutti insieme per salvaguardare i servizi e la qualità della vita offerta ai nostri cittadini, rispondendo alle esigenze della popolazione e razionalizzando le risorse. Siamo convinti che la nascente Unione dei Comuni continuerà a salvaguardare le peculiarità e saprà rispondere ai bisogni di un territorio variegato come quello dell’Amiata Val d’Orcia, dove ci sono zone montane, piccoli comuni e aree marginali».

colle, centro di accoglienza per i pellegrini Nei giorni scorsi è stato inaugurato il nuovo centro di accoglienza presso il Seminario di San Francesco, nella parte alta, dopo l’intervento di riqualificazione promosso dall’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino. La struttura, che risale al 1229, è uno dei primi conventi francescani in Toscana e aprirà le porte ai pellegrini, accogliendo, allo stato attuale, fino a un massimo di 25 persone. L’inaugurazione è stata inserita nella prima edizione della “Festa dei Cammini” - promossa dall’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino e da Opera Romana Pellegrinaggi - e della quarta edizione di “Cammina Francigena”, viaggio-evento lungo il tratto senese del percorso di pellegrinaggio organizzato dall’associazione ItinerAria, in collaborazione con la Provincia di Siena e il contributo della Fondazione Mps. La presentazione del centro di accoglienza colligiano è stata salutata da Don Giuseppe Acampa, dell’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino; Paolo Brogioni, sindaco di Colle di Val d’Elsa; Samanta Tata e Andrea Manfredonia, dell’Opera Romana Pellegrinaggi. Presenti anche alcuni pellegrini che venerdì 7 ottobre hanno percorso la prima tappa di “Cammina Francigena”, da San Gimignano a Colle di Val d’Elsa. In loro rap-

presentanza è intervenuto Alberto Conte, fondatore di ItinerAria, consulente tecnico del Ministero per i beni e le attività culturali per la Via Francigena e attivo da molti anni nella valorizzazione degli itinerari culturali da percorrere con lentezza. «L’apertura del Seminario di San Francesco a Colle di Val d’Elsa come luogo di ospitalità del pellegrino che percorre la Via Francigena - ha commentato Don Giuseppe Acampa, dell’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino - è segno della volontà di accoglienza di tutta la città, nella convinzione che questa opportunità generi ricchezza spirituale e sociale, oltre che

materiale. In questa opera di valorizzazione gioca un ruolo fondamentale la collaborazione con gli enti locali, come quella promossa con la Provincia di Siena e con i Comuni di Colle di Val d’Elsa e Monteriggioni». Il valore sociale dell’accoglienza dei pellegrini come ricchezza spirituale, prima che materiale, è stata sottolineata anche da Samanta Tata, dell’Opera Romana Pellegrinaggi e da Alberto Conte, di ItinerAria. «La Via Francigena - ha poi aggiunto il sindaco di Colle di Val d’Elsa, Paolo Brogioni - rappresenta una grande opportunità di valorizzazione e promozione dei territori che attraversa e siamo molto soddisfatti di farne parte. L’apertura del centro di accoglienza nel Seminario di San Francesco, finora soltanto luogo di culto e di meditazione, segna anche il recupero di una struttura che è, da secoli, patrimonio della città e che potrà essere ulteriormente valorizzata e apprezzata. Di questo ringraziamo la Curia per l’impegno promosso. Colle, da adesso, avrà un’ulteriore possibilità per far conoscere le sue ricchezze paesaggistiche, culturali, storiche e artistiche, valorizzando lo spirito di accoglienza che, da sempre, caratterizza la nostra città, anche grazie a un ricco e dinamico tessuto associativo, laico e religioso».

Tutti i mercoledì è possibile leggere il settimanale free Il Gazzettino Senese nella versione scaricabile in pdf grazie a Siena News. Nella home page del giornale elettronico più letto di Siena e provincia troverete infatti un link che vi permetterà questa operazione.

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provincia misure urgenti per il travertino toscano

Si è svolto lo scorso martedì 4 ottobre, presso l’amministrazione provinciale di Siena il tavolo istituzionale richiesto dall’Organizzazione Sindacale FILLEA CGIL a seguito della dichiarazione dell’Azienda Travertino Toscano spa di Rapolano Terme di non essere più in grado di proseguire l’attività produttiva. L’azienda, che conta 35 dipendenti, versa in gravi difficoltà soprattutto in seguito alla crisi del mercato americano e del blocco dell’export in questa direzione. «Non osserveremo passivamente – ha dichiara la FILLEA CGIL di Siena, la Federazione Italiana Lavoratori Legno Edili e Affini – la chiusura di un sito produttivo così importante per il territorio senese e carico di 70 anni di storia. Lotteremo insieme ai lavoratori per dare un futuro a questa realtà». Per il sindacato ed i lavoratori, pur consapevoli della critica situazione in cui versa l’azienda, non è certo possibile accettare una decisione così drastica e repentina, ed hanno quindi richiesto l’intervento delle istituzioni locali affinché si trovasse una soluzione alternativa. Nell’incontro è stata ribadita l’impossibilità per l’azienda – che attualmente è in cassa integrazione straordinaria per crisi – di proseguire l’attività produttiva e quindi a breve si potrebbe parlare di cessazione della produzione. La FILLEA CGIL di Siena ha espresso forte preoccupazione per il futuro dei 35 dipendenti, che in realtà stanno vivendo questa situazione di incertezza da qualche anno, dato che si sono già alternati periodi di cassa integrazione, cassa integrazione straordinaria e mobilità. «Alla mancanza di ordinativi – spiega la FILLEA CGIL di Siena – nel tempo si sono aggiunti anche problemi finanziari e un’assenza di prospettiva che sta inducendo l’Azienda a cessare l’attività. Certo è che un segmento di mercato come quello della mattonella a cui si è rivolto esclusivamente l’azienda, senza adottare nessuna forma di differenziazione di prodotto, con una concorrenza molto forte dall’estero, con basso valore aggiunto e con strutture aziendali così concepite, non può che avere poco futuro. È invece necessario per tutti puntare sull’innovazione, sugli investimenti e sullo sviluppo». La FILLEA CGIL di Siena esprime per le imprese di questo settore la necessità di uscire dai loro recinti abbandonando probabili competizioni per fare sinergia promuovendo il territorio ed investendo in marketing d’impresa e nella formazione dei dipendenti, si potrà dare a questo settore un futuro e sperando che vi siamo mel tessuto imprenditoriale sensibilità del genere.

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primo trofeo trony Sabato 15 ottobre si svolgerà nel Chianti Senese una manifestazione di regolarità per auto storiche in configurazione di serie denominata 1° Trofeo Trony – Chianti Classic, 4a gara del Campionato Toscano GranducatoChallange 2011, grazie alla collaborazione della Provincia di Siena e dei comuni interessati, cioè Poggibonsi, Castellina in Chianti, Radda in Chianti, Gaiole in Chianti e Castelnuovo Berardenga. Lungo il percorso di 140 km ci saranno 30 controlli orari che i concorrenti con auto che hanno fatto la storia dell’automobilismo italiano tra gli anni 60 e 90 come Lancia Fulvia, Alfa Romeo GT, lancia Delta Integrale, Autobianchi A112 Abarth, ecc dovranno scrupolosamente rispettare ai fini del punteggio per la classifica finale. La manifestazione non sarà di velocità perché è su strade aperte al traffico e la velocità media non dovrà superare i 40Km /h. Il club di Auto e Moto d’ Epoca SCAME di Siena supporterà il Chimera Team Uisp di Arezzo nell’organizzazione e nella logistica. La partenza e l’arrivo della gara avverrano dal parcheggio del negozio Trony a Poggibonsi e la manifestazione si concluderà nel tardo pomeriggio con le premiazioni dei vincitori.

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robur, si riparte dall’isola Pancrazio ancrazio Anfuso nfuso

S

i riparte dall’isola. L’altra. Dopo l’amara Sicilia, si spera che la Sardegna sia dolce: per la verità il Cagliari sembra un brutto cliente, partito alla grande in campionato e determinato a risolvere d’autorità la pratica della salvezza, come nelle scorse stagioni. I sardi, micidiali in trasferta, hanno fatto bene anche in casa, battendo il Novara e imponendo il pari alla grande Udinese di questo periodo. Per i bianconeri si tratta di un bel banco di prova. Ci vorrà il coraggio mostrato a Roma, insieme alla freddezza e alla lucidità necessarie per mettere in difficoltà Conti e compagni. Fare punti, l’imperativo: non è mai troppo presto.

il personaggio di ieri e di oggi giuseppe sannino: grinta e poche parole

vittorio faroppa: l’allenatore dei record

Jacopo acopo Rossi ossi

Nicola icola Natili atili

In primis, si arrotola le maniche della camicia, se ce l’ha. Poi sbraita, urla, da pacche ai suoi se passano davanti alla panchina, si arrabbia, nemmeno tanto velatamente, con arbitro ed assistenti, incita il pubblico. É il ritratto del mister che tutti vorrebbero, credo. L’agonismo urlato dell’allenatore è, di fatto, uno di quei sentimenti belli, che commuovono i tifosi nostalgici del calcio che fu ed infiammano i più giovani, forse stanchi del calcio che è, figurarsi di quello che sarà. E lo sanno bene i tifosi del Siena, che in questi anni hanno avuto modo di apprezzare allenatori ruvidi, sanguigni e ruspanti. Se si è abituati infatti, a malincuore, a figure forse più “istituzionalizzate”, non si può non rimanere piacevolmente sorpresi dal personaggio Sannino, che tutto vuole essere tranne che, per contrappasso, personaggio. Il suo arrivo ha fatto storcere il naso a molti, che speravano in un nome forse più “di cartello”, già abituato alle asprezze della Serie A ed alle difficoltà, non sempre colpa del destino, che una piccola squadra deve affrontare per salvarsi. Ma il mister di Ottaviano, al suo debutto nella massima categoria, ha ignorato le critiche, imprimendo sin da subito la sua carica emotiva sulla squadra, la sua filosofia diretta ed efficace, la fierezza rispettosa con la quale affronta presidenti, arbitri e giornalisti. Una filosofia fatta di frasi semplici, ma assurde se pronunciate nel circo mediatico del pallone, che semplice non è per definizione: “Che sapore ha la mia prima vittoria in serie A? Un sapore pratico: dovevamo far punti, ci siamo riusciti”. O anche, in momenti meno felici: “Non ho visto in campo il Siena battagliero che piace a me. Oltre a questo non mi è piaciuto il modo in cui abbiamo preso gol”. Frasi dirette, non enigmatiche, che non tirano nel mezzo il livello prestativo o l’atteggiamento ma che parlano di pallone, semplicemente, come piace ai tifosi veri. Una persona così non poteva non piacere al pubblico senese, di natura schietto e poco incline a voli pindarici di sorta. E, visto che salvarsi in Serie A è tuttaltro che semplice, ci sarà bisogno, per sopperire ad eventuali lacune tecniche e qualitative, della rabbia, della voglia di vincere che San Nino saprà trasmettere ai suoi.

Probabilmente Faroppa non è stato il più bravo allenatore della storia del Siena, ma sicuramente rientra tra coloro che hanno scritto pagine importanti. Piemontese schivo, ma di viva intelligenza, con l’hobby della pittura e del disegno, riusci ad assemblare una squadra che entusiasmò l’esigente pubblico bianconero. Vittorio Faroppa era nato a Torino nel 1887 e fin da piccolo rimase affascinato dal football. Giocò nella Virtus e poi nel Piemonte, un buon portiere, riflessivo, che aveva nel piazzamento la sua dote migliore. Una carriera brillante che conobbe il culmine quando nel 1912 fu convocato in nazionale. Al Filadelfia di Torino si giocava ItaliaFrancia e il CT Umberto Meazza gli affidò la porta azzurra. L’Italia perse per 3-4 e, protagonista suo malgrado della sconfitta, fu proprio Faroppa, ritenuto colpevole di almeno tre delle quattro reti subite. Impietoso il giudizio del CT: “El Vittorio stava in porta con i piedi larghi e goffi, sembrava una papera”. Da allora con il termine “papera” viene etichettato l’errore del portiere. Vittorio Faroppa iniziò la sua carriera di allenatore e, dopo esperienze a Grosseto e Genoa fu ingaggiato da Alfio Pistolesi, segretario tuttofare della Robur, che individuò in lui l’allenatore giusto per guidare una banda di anarchici giocatori di grande talento. Capì subito che se fosse andato allo scontro non avrebbe ottenuto niente e finì per diventare complice di quella banda di scalmanati che nemmeno l’autoritario Pistolesi riusciva a tenere a bada. Fu la scelta vincente e la squadra si consegnò totalmente nelle sue mani ottenendo una promozione in serie B costellata da record che, ancora oggi, resistono: - 24 vittorie, 3 pareggi e 3 sonfitte su 30 partite - 84 reti segnate e 19 subite - Bandni 24 reti e Lenzi 23 i capocannonieri della squadra. Ma la storia di Faroppa allenatore del Siena non finisce qui. La stagione seguente guidò ancora i bianconeri portandoli ad un punto dalla promozione in serie A, riuscendo a battere la favorita Fiorentina con uno storico 3-0. Ritornò in Piemonte e nel 1940, allo scoppio della guerra, si arruolò volontario abbandonando quel mondo che solo a Siena era riuscito a strappargli un sorriso.


mps a teramo, la partenza è buona

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Pagina agina a a cura cura di di Nicola icola Panzieri anzieri

P

artire con il piede giusto può significare tanto per il prosieguo della stagione. La Montepaschi lo ha fatto, andando a sbancare un campo difficile, sul quale anche in passato ha dovuto faticare parecchio. Le difficoltà dovute a una prestazione tormentata che si erano palesati in Supercoppa contro Cantù sono sempre all’ordine del giorno in casa biancoverde – e ci mancherebbe altro – ma la mentalità vincente non ha abbandonato i giocatori di coach Pianigiani e questa è senz’altro la notizia migliore per tutti gli appassionati senesi. Tra le buone notizie spiccano senz’altro quelle su due giocatori: Aradori e Andersen. La giovane guardia italiana ha fatto faville nelle amichevoli disputate dai biancoverdi, ma aveva un po’ deluso in Supercoppa, destando qualche preoccupazione nei tifosi senesi. Pietro però ha dimostrato a Teramo di non essere soltanto un giocatore da esibizioni. Ha segnato, tanto e in pochi minuti, ma soprattutto lo ha fatto in momenti chiave. Le sue due bombe consecutive nell’ultimo periodo hanno indirizzato la partita nelle mani dei biancoverdi. Se riuscirà a garantire un rendimento solido an-

che sui parquet europei è ovvio che gli scenari per la Mens Sana potrebbero cambiare positivamente. Indicazioni molto positive sono venute anche da David Andersen. Intendiamoci, il biondo australiano non deve dimostrare niente a nessuno a proposito della sua classe. C’era semmai qualche piccola preoccupazione riguardo alle sue condizioni fisiche dopo l’infortunio patito in America. I primi dubbi sono stati fugati in quel di Teramo: David non è ancora al massimo della sua forma – non è un caso che abbia sbagliato molte conclusioni elementari per lui – ma si è segnalato per voglia di giocare e grande conoscenza del gioco, tanto da risultare il migliore della squadra per rimbalzi e stoppate, ma anche per gli assist serviti ai compagni. Insomma, Pianigiani e il suo staff hanno ancora molto da lavorare e si sapeva. I meccanismi della squadra devono essere ancora oliati e questo sicuramente non sta favorendo l’inserimento dell’unica vera novità Summers. Ciò nonostante, i tifosi senesi possono stare tranquilli, perché il materiale su cui lavorare c’è e non manca neppure la voglia di farlo.

antenna radio esse

scouting report

“siena chiama europa”, l’universo del basket

finalmente in campo

Non c’è due senza tre. È partita infatti la terza stagione della trasmissione “Siena chiama Europa” che ogni martedì su Antenna Radio Esse dalle 18 alle 19,30 affronta e analizza le principali questioni dell’universo del basket italiano, europeo e mondiale. Con la conduzione di Federico Lenzi e Gennaro Groppa, “Siena chiama Europa” è una finestra costantemente aperta sul mondo cestistico. Tanti gli ospiti che con la loro competenza e passione cestistica allieteranno i martedì pomeriggio: da Dan Peterson, grande amico della trasmissione e primo ospite assoluto nella puntata d’esordio due anni fa, al direttore di Superbasket Claudio Limardi, dal simpatico e competente ex coach e commentatore Sky Franco Casalini al giornalista di SportItalia Niccolò Trigari. Tanti anche gli spazi dedicati a giornalisti, appassionati e tifosi senesi. La stagione, mai interrotta in realtà in estate ad eccezione delle due settimane di Palio, è iniziata con una intervista al presidente e patron della Virtus Bologna Claudio Sabatini, l’uomo del momento per il suo desiderio e tentativo di portare in Italia, anche soltanto per un mese, il più forte giocatore del mondo: Kobe Bryant. Ai microfoni di “Siena chiama Europa” ha raccontato le ultimissime notizie del caso, senza però sbottonarsi troppo sulle possibilità di ingaggiare il campione americano. “Siena chiama Europa” è un appuntamento importante anche per i collezionisti e gli appassionanti di gadget: ogni settimana durante la trasmissione viene infatti messo in palio uno speciale premio per il radioascoltatore più bravo e veloce nel rispondere ad una domanda effettuata dai conduttori. Nella speranza che anche quest’anno l’Europa del basket riservi ottime cose ai campioni della Mens Sana: dopo Barcellona c’è Istanbul che attende di conoscere le quattro finaliste di quest’anno… E Siena sogna ancora un posto al sole.

L’avvicinamento è stato quasi paradossale. Dopo un’estate che aveva generato entusiasmo nel movimento per i colpi di mercato – soprattutto milanesi – che avevano portato in Italia grandi giocatori, l’entusiasmo si è un po’ spento per il naufragio azzurro agli Europei. Negli ultimi giorni poi, si è parlato di tutto e di tutti, tranne che di pallacanestro, ovviamente. C’è stato il caos della riammissione di Venezia pochi giorni dall’inizio del campionato, che ha costretto a rivedere il calendario all’ultimo tuffo. Poi c’è stata la sbornia-Bryant, che ha tenuto occupati i giornalisti del settore per settimane e si è rivelata poco più di una bufala per le mille condizioni imposte dal giocatore che forse – forse – verrà in Italia per giocare un’amichevole-tributo. Per finire, come ciliegina sulla torta, la questione-arbitri nella quale non vogliamo entrare. Per fortuna, ora c’è il campo, che ha già dato le prime indicazioni. Le favorite ci sono: Siena e Cantù hanno già colto successi esterni su campi ostici, Milano ha centrato la prima vittoria senza faticare più di tanto contro una Varese troppo brutta per essere vera.


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enogastronomia

sagra del tordo a montalcino

come si mangia nel terzo millennio?

C A Montalcino rivive il Medioevo con la rievocazione storica della “Sagra del Tordo”. Per due giorni, da sabato 29 a domenica 30 ottobre, il corteggio storico trecentesco, l’esibizione dei falconieri, banchetti, enogastronomia e la spettacolare sfida tra gli arcieri dei quattro quartieri della città. Dal 1957, l’ultima domenica di ottobre, Montalcino celebra la Sagra del Tordo, manifestazione che trova un suo corrispettivo, anche se in versione ridotta, nell’Apertura delle Cacce che si tiene invece la seconda domenica d’agosto. Per due volte l’anno dunque i Quartieri di Montalcino, Borghetto (bianco e rosso), Pianello (bianco e blu), Ruga (giallo e blu) e Travaglio (giallo e rosso), scendono in campo per sfidarsi in una competizione di tiro con l’arco che accende gli animi di tutta la popolazione. La Sagra del Tordo non è solo una rievocazione storica che diviene spettacolo, ma è l’espressione del modo di essere e della vita sociale della gente di Montalcino, che in quei giorni rivive, in maniera fantastica, il suo passato attraverso l’acceso antagonismo tra il Borghetto, il Pianello, la Ruga ed il Travaglio, tra i quattro villaggi cioè che, sorti mille anni fa sulle pendici della collina, unificatisi, dettero origine alla città. Degustazione di piatti tipici montalcinesi presso gli stands dei Quattro Quartieri, sotto le mura della trecentesca Fortezza:

la selvaggina Con il termine selvaggina si intende ogni genere di fauna selvatica che è obiettivo dei cacciatori, animali cioè commestibili che possono essere volatili o terrestri. Fra i volatili più ambiti vi sono il fagiano, la beccaccia, la quaglia, il tordo ed altri ancora. Fra gli animali terrestri si annoverano la lepre, il coniglio selvatico e fra quelli di taglia maggiore il cinghiale, il capriolo ed il daino. La classificazione principale distingue quindi fra selvaggina da pelo e quella da penna. La selvaggina è protetta dalla legge: la fauna selvatica è, infatti, patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale. L’esercizio dell’attività venatoria a determinate specie animali è quindi consentito purché non contrasti con l’esigenza di conservazione della fauna selvatica e non arrechi danno effettivo alle produzioni agricole. La legge stabilisce i tempi, i modi e le specie di fauna selvatica che possono essere cacciate. La carne di selvaggina (come dice la parola stessa, ha un sapore selvatico) è caratterizzata dall’aroma pungente e molto intenso che si rafforza con l’invecchiamento dell’animale; il gusto varia dall’alimentazione, la carne contiene pochi grassi e la stagione migliore per gustarla è generalmente la fine autunno e l’inverno.

om’è cambiata la cucina italiana nei primi dieci anni del terzo millennio? Le abitudini alimentari degli italiani? Internet ha influito? Il ruolo dello chef è sempre lo stesso? Tante le domande che hanno animato lo scorso 4 ottobre a Siena il convegno “2002-2011, dieci anni di ristorazione in Italia”. L’iniziativa, promossa da Confesercenti e Camera di Commercio di Siena, Ebn e Fiepet, si è svolta nell’auditorium Confesercenti e si è aperta con l’indagine del Centro Studi Turistici sui comportamenti di consumo, dimostrando, a chiari numeri, i mutamenti: consumazioni al tavolo “più magre”, crescente turn over della clientela, difficoltà nella ricerca di personale e nel sostenere i costi fissi, primo fra tutti l’affitto dei locali. Quello che viene fuori è «un settore dopato da un’improvvisazione crescente», la presidente nazionale Fiepet Esmeralda Giampaoli ha puntato l’indice contro normative che hanno moltiplicato l’offerta di somministrazione e annacquato i requisiti base di professionalità con un inevitabile peggioramento del servizio. E pensare che si tratta di un settore secondo il Presidente della Camera di Commercio Guasconi che «dieci anni fa era una colonna dell’accoglienza senese, oggi lo è dell’intera economia», e sul quale ha concluso il Presidente della Provincia Bezzini «si deve dirigere l’innovazione non meno che sul manifatturiero, per aumentare la qualità dell’offerta ricettiva». Ma purtroppo su tutto pesa il vero problema della perdita del potere d’acquisto. Su una cosa comunque si è d’accordo: le parole chiave nei prossimi anni saranno “genuinità e innovazione”. Di quest’ultima hanno parlato i protagonisti della seconda sessione: Stefania Pianigiani, originale espressione del fenomeno foodbloggers esploso negli ultimi anni, Sonia Pallai che per Confesercenti Siena ha curato il lancio del portale MangiareaSiena.it, ed il direttore creativo di Milc, Giampiero Cito, che ha illustrato vari casi di efficace sinergia tra tecnologie e gastronomia. Ricche di storie professionali e non solo le testimonianze dei ristoranti stellati. Stuzzicato sul connubio Mc Donald-Gualtiero Marchesi, annunciato nella stessa giornata, Enzo De Prà (Dolada, Pieve d’Alpago) ha concluso: «non commento, piuttosto faccio una proposta. Coltiviamo nei bambini l’orgoglio di mangiare pasta e fagioli o ribollita. L’Italia di domani ci ringrazierà».

tordi alle olive ingredienti 8 tordi 16 bacche di ginepro 30 g lardo 150 gr. olive verdi 8 fette di pancetta Affumicata 4 pomodori ramati 1 spicchio di aglio qb prezzemolo, sale, Pepe 4 cucchiai di olio di oliva extravergine 2 Scalogni Pulite i tordi, eliminando le teste e sventrandoli. Poi rimettete all’interno il fegato e il cuore insieme a un cubetto di lardo, 2 bacche di ginepro, un pizzico di sale e pepe. Chiudete l’apertura ventrale con uno stecchino, poi bardate il petto degli uccellini con una fetta di pancetta e legateli con refe da cucina. Scaldate l’olio in una larga e bassa casseruola, adagiatevi i tordi e fateli ben colorire a fuoco vivace per 5 minuti. Intanto sbucciate aglio e scalogni e tritateli. Levate i tordi dalla casseruola e al loro posto mettete il trito preparato, lasciandolo appassire a fuoco basso per una decina di minuti. Nel frattempo scottate e spellate i pomodori, apriteli a meta per liberarli dei semini e tritateli grossolanamente. Rimettete i tordi in casseruola, unite i pomodori, le bacche di ginepro, le olive tagliuzzate e il prezzemolo tritato. Cuocete a fuoco basso per 20 minuti. Alla fine regolate di sale e pepate a gusto. Vini consigliati: Castel del Monte Rosso Riserva, Brunello di Montalcino Pagina a cura di Vanessa David


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tuning, che passione

Il Gazzettino Direttore responsabile: Fabio Di Pietro Capo redattore: Martina Cenni Hanno scritto: Roberto Barzanti, Martina Cenni, Vanessa David, Claudia Gasparri, Nicola Natili, Nicola Panzieri, Jacopo Rossi, Salvatore Valentino, Elena Vannucci. Fotografie: Fabio Di Pietro Grafica di: Claudia Gasparri Pubblicità: Marilena Masia Tel. 0577 905316 masia@salviettiebarabuffieditori.com

Tuning, questo sconosciuto? Macché, ormai grazie a film, internet e simili, almeno a livello teorico, non si tratta più di un hobby di nicchia. L’ “arte” di personalizzare il proprio mezzo miete appassionati anche a Siena, riuniti sotto l’associazione “Siena Tuning Club”, nata nel 2006. Perché dirvi questo? Sabato 15 ottobre, nella splendida cornice della Fortezza Medicea, avrà luogo il IV Siena Tuning Day, evento per appassionati del settore provenienti da tutta Italia. Lo scopo di quest’anno è ripetere i successi delle edizioni passate: già nel 2008 una manifestazione statica nel parcheggio del neonato centro commerciale porta Siena attirò migliaia di visitatori. Quest’anno il palcoscenico è ben più accattivante e non solo: il patrocinio del Comune di Siena, oltre alla location, permette anche l’organizza-

zione di stand enogastronomici, nella parte bassa della fortezza si esibirà una scuola di ballo seguendo il ritmo delle auto, che avranno la possibilità di far suonare i loro impianti stereo e verranno premiate alla presenza delle Autorità Senesi. Il pubblico può accedere alla Fortezza dalle ore 11 in poi, per assistere alla gara di tuning ed alla successiva premiazione delle 17. Due ore dopo prenderà il via la fase notturna, con la “gara di illuminazione”, che si concluderà alle 21. Durante tutta la giornata sarà aperta inoltre una mostra di giovani artisti locali, denominata “Dimostrarte: arti in prospettiva”. Una manifestazione quindi dalle mille sfaccettature, che godrà della copertura di media locali e testate nazionali del settore. Maggiori informazioni al sito www.sienatuningclub.com.

DA ADOTTARE LEO

Un obiettivo di lavoro che insegui è più vicino. Un favore è sempre meglio di un secco no da parte tua, fai tutti contenti. Plutone scatena contrasti col capo, i parigrado. Ostacoli in amore: Venere è acida. Eros: sei unico.

Cancro

Per informazioni: Cinzia: 349 3228057 adottaunpelosino@gmail.com, anapana.siena.adozioni@gmail.com www.adottaunpelosino.it www.sienadozioni.it

Registrazione n. 7 del Tribunale di Siena dell’8 aprile 2008

Inviate le vostre domande e le vostre proposte alla nostra redazione:

ilgazzettinosenese@salviettiebarabuffieditori. com

il mago di oz Ariete

Barboncino puro, maschio, a cui è morta la proprietaria. Buonissimo e adatto anche per chi ha solo un appartamento. Ha un carattere molto tranquillo ed è un fedele compagno. Si trova a Siena ed è adottabile in Toscana previo controllo pre e post affido.


Stampa:

Sfodera più diplomazia e mostrati determinato. Sei tu a dover agire, anche se hai già dato prova di saperci fare. In amore non hai dalla tua il disegno più bello: la dolce metà è dubbiosa, tu sei meno attratto. Tentazioni in amore: l’artefice è Plutone.

Bilancia

È una settimana importante: forse ti aspetta un incontro già fissato o forse sei in ansia, in trepidante attesa proprio per questo. Venere fortifica le tue intenzioni d’amore nel passo di coppia, fra single a caccia. Eros gustoso.

Capricorno

Urano aumenta le irritazioni familiari. Resisti, non hai scappatoie. Nel lavoro, nella professione, sei messo bene: Giove assicura miglioramenti. In Coppia c’è maretta: Venere è torva. L’eros però fa la sua parte. Trip segreti: ringrazia Marte.

Toro

Plutone promette a chi è divorato dalla passione di arrivare al dunque. Lanciati in un invito con chi sai. Buono il livello produttivo, trovi il pezzo mancante per una migliore resa nel lavoro, nella professione: Giove e Mercurio collaborano.

Leone

Sensazioni piccanti giungono, quando meno te le aspetti. Nel lavoro hai grinta da vendere. In ufficio sei abile, come Plutone. Giove non è favorevole: in azienda non ti allargare. Se non pensi all’amore scegli gli amici: Mercurio ti offre una serata divertente.

Scorpione

Nello studio, nella professione sei deconcentrato. Se operi nelle vendite, invece, il morale è alle stelle. In ufficio sei tre metri più avanti degli altri. Plutone assegna il palmares della vittoria ai single che scivolano tra le braccia di un nuovo mito.

Acquario

Piaci tanto a qualcuno che ha a che fare col tuo lavoro. Un incontro di lavoro va a buon fine, Mercurio assicura che concludi bene la settimana. Braccio di ferro fra soci: Marte è un osso duro. Viva l’amore, evviva Venere.

Gemelli

Il Sole regala serenità ai rapporti familiari. Momento felice per gli imprenditori, i liberi professionisti. Venere consolida la tua storia d’amore; Saturo convince i single a mettere su casa. Plutone spinge i birichini a guardarsi attorno.

Vergine

Panorama incoraggiante per il lavoro. Se hai il cuore libero, tieni a portata di mano il pigiama e lo spazzolino da denti, non si sa mai. Week end focoso in coppia, fra fidanzanti: sei una bomba erotica, sensuale, irresistibile.

Sagittario

Puoi ricucire i legami cui tieni molto, giustificarti con chi di dovere per certi comportamenti non sempre corretti. In famiglia, se permangono dei dissapori, puoi consolidare gli affetti. Intriganti tentazioni per i single. Per tutti l’eros è da dieci e lode.

Pesci

Qualcosa che ti propongono in ufficio ti appassiona tanto che te ne occupi subito. Mercurio è un abile procacciatore d’affari. La Luna stasera è nel segno: l’amore vola, le pinne libere gettano il distintivo alle ortiche.


Gazzettino 168 b  

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