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Settimanale gratuito di informazione edito da Alsaba Grafiche • Anno IV • numero 138 • Registrazione n. 7 del Tribunale di Siena dell’8 aprile 2008 • www.alsaba.it Chiuso in redazione il 7 febbraio 2011 • Tiratura 9.000 copie • Stampato su carta 100% riciclata con marchio ecologico “Angelo Blu”

E primarie siano Ceccuzzi sprona il centrosinistra all’appuntamento A pagina 7


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La lezione dell’Egitto

I paesi europei troppo prudenti nei confronti dei manifestanti

Questa settimana, all’interno delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità italiana, si è svolto a Siena un convegno organizzato dal Comune e dalla Regione che ha visto alcuni dei più rappresentativi studiosi italiani interrogarsi sulle identità collettive del XX secolo, a partire dai nazionalismi per giungere, attraverso i totalitarismi, al tentativo di costruire un’identità europea come scommessa valida anche per il nuovo secolo. Mentre si ascoltavano le relazioni e gli interventi alla tavola rotonda, e ancor più i risultati di un sondaggio appositamente fatto per questa occasione su scala nazionale e regionale sull’identità degli italiani, continuavano a giungere notizie, dal Cairo e dalle altre grandi città del Maghreb e del mondo arabo, sulla grande rivolta che sta scuotendo dalle fondamenta molti dei regimi autoritari di quella regione tra le più «esplosive» della storia mondiale fin dal secolo scorso. Non è facile analizzare in modo adeguato quanto accade nelle piazze del Cairo e di Amman, della Tunisia e della Siria o dello Yemen: perché nelle manifestazioni, proteste, dimostrazioni e scontri che si sono susseguiti nelle ultime settimane sono tante e diverse – e anche contraddittorie – le componenti presenti. Tanto più è impossibile fare ipotesi e previsioni su quello che potrà succedere, memori delle numerose lezioni della storia di questi ultimi trent’anni (in Europa orientale, nell’ex Urss, nei Balcani, in Asia centrale, in Ucraina, in Birmania, in Iran, in Iraq e così via) che hanno prodotto risultati da nessuno attesi o immaginati. Colpisce, tuttavia, l’eccessiva prudenza con cui i governi europei, la stessa Unione europea, si sia schierata con i popoli che sono scesi nelle piazze e nelle strade per rivendicare quella libertà che l’Europa può orgogliosamente rivendicare come proprio patrimonio spirituale e materiale. Il governo italiano si è distinto, per bocca del Ministro Frattini – nei pochi momenti che ha deciso di dedicare alle gravi questioni internazionali rispetto ai tanti dedicati a difendere i comportamenti del proprio premier – nel difendere i governi della Tunisia e dell’Egitto come i migliori possibili, come una difesa contro l’estremismo fanatico o terrorista e quindi benvenuti anche se praticano tortura, imprigionano gli oppositori, censurano i media e le idee. Quando i popoli si ribellano alle condizioni difficili o impossibili in cui i propri governanti li tengono da tempo è inevitabile, a volte e forse quasi sempre, che siano presenti nella rivolta anche posizioni estreme, fanatiche, settarie, pericolose. Non è mai stato un buon motivo, tuttavia, per difendere i vecchi regimi autoritari e dispotici se non da parte di chine condivideva, magari non apertamente ma nella sostanza, gli stessi valori e la paura per la partecipazione e per la democrazia. Così è successo negli ultimi due secoli, da quando si ribellavano gli italiani dei vari regni in cui era allora divisa la penisola fino al crollo delle monarchie arabe, dei regimi comunisti dell’est, delle dittature latinoamericane o dei paesi asiatici autoritari. Non difendere chi manifesta la propria voglia di libertà a rischio della propria vita è un atto di viltà, tanto più se fatto in nome di un pericolo – certo possibile ma non inevitabile – di vittoria del fanatismo religioso e di una deriva ancora peggiore come si è visto, ad esempio, nel caso prima dell’Iran e dell’Afghanistan dopo il ritiro sovietico. Se la paura dell’estremismo spinge l’Europa a difendere i regimi che sono oggi sotto attacco da parte dei popoli arabi, essa sarà corresponsabile della possibile deriva violenta che la crisi potrà conoscere. Dare fiducia a un popolo che si ribella è il modo migliore per aiutarlo a scegliere la democrazia dopo aver conquistato la libertà. Marcello Flores

e bocconi Giuliano Catoni

Sciabole e affreschi “Mentre i miei operai mettevano in ordine il nuovo laboratorio, nel levare i ragnateli dalla parete della stanza più grande, si accorsero che sotto l’intonaco c’era un dipinto, e con un’ascia cominciarono a raschiare per vedere cosa fosse. Io ero presente a questa operazione. A poco alla volta si scopri la testa di un Cristo. Era una bella figura molto espressiva e temendo che i miei operai dovessero sciuparla con quell’arnese di cui si erano serviti, ordinai che cessassero”. Così Pasquale Franci racconta il ritrovamento avvenuto nel 1850 del grande affresco della Crocifissione, che Pietro Lorenzetti dipinse nella sala capitolare del Convento di San Francesco. A quella prima scoperta ne seguirono subito altre due, che misero in luce i dipinti del fratello di Pietro, Ambrogio, col Martirio dei frati francescani e con San Ludovico e Bonifacio VIII. Grazie all’intervento del Franci e al contributo del Monte dei Paschi, una Commissione delle Belle Arti, con una delicata operazione, fece staccare dalle pareti i tre affreschi per trasferirli nell’adiacente chiesa di San Francesco, dove si possono ammirare dal 1855. Il locale dove le tre preziose opere furono trovate era stato affittato a Pasquale Franci dal Seminario senese; doveva ospitare una nuova grande officina, in cui l’ancor giovane industriale del ferro battuto avrebbe di lì a poco dato lavoro a circa cento operai. La sua fortuna era cominciata con la fattura di un’alabarda per la bandiera che le dame senesi offrirono nel 1847 alla Guardia Universitaria e poi con la produzione di molte sciabole per i militi della Guardia Civica di Siena, Colle e Grosseto nel fatidico 1848. Dopo aver lasciato a sette anni l’Orfanotrofio, Franci era stato messo a garzone da un fabbro. Autodidatta, aveva cominciato giovanissimo a frequentare la farmacia Cioli, dove – come racconta lui stesso – “si radunavano diversi medici ed altre rispettabili persone della città, e dai discorsi che vi si tenevano riguardo alla politica, principiai a capire alla meglio lo scopo di quei moti rivoluzionari […] Anche in me cominciò a farsi sentire lo spirito di italianità e mi divertivo quando la sera si entrava a parlare di questi rivolgimenti politici”. Evidentemente, lo “spirito di italianità” che animava il Franci favorì il suo lavoro, che si sviluppò soprattutto nella produzione di letti in ferro e di altri mobili e che gli permise di ampliare sempre di più l’officina, nata in un piccolo locale di via dei Termini , e di costruire per i suoi quattro figli un grande palazzo nella strada di san Lorenzo (poi intitolata a Garibaldi). Alcune sue opere in ferro battuto furono presentate all’Esposizione mondiale di Firenze nel 1860, all’Esposizione di Londra nel ‘62 ed altre furono commissionate da musei di Torino, Budapest e Parigi. Dell’officina Franci è anche la cancellata della Banca d’Italia a Roma. L’autobiografia di questo self-made-man, intitolata “Appunti e ricordi della mia vita”, fu stampata a Siena nel 1895 e all’inizio del Novecento fu adottata nelle scuole elementari cittadine come libro di lettura, affiancando i “racconti mensili” d’ispirazione patriottica e sentimentale del “Cuore” di Edmondo De Amicis.

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L’Arci senese mobilita le donne In Italia la maggioranza delle donne lavora, studia, fa sacrifici per affermarsi nel mondo del lavoro, cura – dentro e fuori casa – le relazioni affettive, si occupa dei figli, dei mariti, dei genitori anziani. In Italia sono tante le donne che ogni giorno si impegnano nella vita pubblica, nei partiti, nei sindacati, nelle imprese, nell’associazionismo e nel volontariato perché hanno l’obiettivo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società. Mai come oggi però l’immagine che delle donne viene proposta da giornali, televisioni, pubblicità è lontana da questa realtà e tutto questo non è più tollerabile. È il momento di alzare la voce per dire basta e per affermare che le donne di questo paese non si riconoscono in una rappresentazione vergognosa di corpi e di menti che si offrono ai potenti per raggiungere potere e guadagni indecenti. Che la mag-

gior parte delle donne italiane rifiuta modi di fare e stili di vita che ledono la dignità delle donne e delle istituzioni, che abbrutiscono i comportamenti, le coscienze, che inquinano le relazioni e i rapporti umani. E che non sono solo loro a farlo, perché l’aggiramento delle regole per motivi bassi e ripugnanti lede non solo l’immagine ed il prestigio del nostro paese, ma anche e soprattutto la sua capacità di fare squadra e di far emergere i talenti di tutte e di tutti. È il momento di far sentire forte la voce di coloro che pensano che sia stata superata la soglia della decenza e che tutto questo non è più sopportabile. Per farlo troviamoci anche a Siena, come in tutta Italia. Sarà un momento per ribadire quale è la società nella quale vogliamo vivere. L’appuntamento è per domenica 13 febbraio alle ore 15.30 in Piazza Salimbeni a Siena.

Al teatro del Costone si alza il sipario Torna ad aprire il proprio sipario il Teatro del Costone per dare il via alla stagione teatrale 2011, la quinta organizzata e gestita dall’associazione “Usa&Getta”. La formula, che si è dimostrata vincente in questi anni, è quella del passato: la giusta commistione di commedia e testi “impegnati”, musica (grazie alla collaborazione sempre più attiva con l’associazione Diapason) e, immancabile, la rassegna del teatro contradaiolo, giunta ormai alla diciassettesima edizione. Il primo appuntamento è in programma per il prossimo fine settimana (venerdì 11 e sabato 12 febbraio ore 21,15, domenica 13 febbraio ore 17), quando la stessa compagnia “Usa&Getta” riproporrà “Due Partite”, un intenso testo firmato da Cristina Comencini che aveva debuttato lo scorso anno. Il gruppo senese sarà in scena, durante la stagione, con altre due produzioni: “La nostra fantasia” con il debutto alla regia di Leonardo Muzzi e un inedito omaggio a Piero Ciampi firmato da Massimo Biliorsi. Come sempre, poi, ci sarà spazio per le altre compagnie del territorio, realtà importanti e attive che propongono testi di alto livello e produzioni molto godibili, contribuendo a rendere il Teatro del Costone uno dei pochi spazi aperti agli amanti del teatro di ogni livello. Andranno dunque in scena le compagnie “La Ginestra” di Gaiole in Chianti e “Primavera” di Radda in Chianti, l’associazione “Teatro Vittorio Alfieri” di Castelnuovo Berardenga, il gruppo degli “Squattri-nati” e l’immancabile “Iacopone da Todi”. Nove spettacoli in prosa,

cinque appuntamenti musicali della Diapason, tra cui un tributo ai Dire Straits, e – da aprile – la rassegna del teatro contradaiolo per una stagione che ha l’obiettivo di far vivere un teatro delizioso, spesso ancora poco conosciuto. Spazio, infine, anche ai più piccoli. Mentre prosegue la collaborazione con il Comune di Siena che anche quest’anno porta al Teatro del Costone alcuni spettacoli della rassegna “Fa…Volare”, da questa stagione l’associazione “Usa&Getta” ha fatto partire il pri-

mo laboratorio teatrale dedicato ai bambini dai 6 agli 11 anni: l’appuntamento è ogni martedì dalle 17 alle 19, in teatro. Per ricevere informazioni e per prenotare i biglietti degli spettacoli inseriti nella stagione teatrale della Teatro del Costone, organizzata dall’associazione “Usa&Getta”, è possibile telefonare al numero 347 8035750 oppure scrivere all’indirizzo usaegettateatro@ email.it. La biglietteria sarà aperta nei giorni di spettacolo, un’ora prima dell’apertura del sipario.

“Libera a Siena” I recenti sequestri di beni effettuati ai danni di sospetti affiliati alla camorra nella nostra provincia sottolineano il fatto che non esistono terre immuni dal rischio di infiltrazioni mafiose. Al di là delle responsabilità penali, “Libera a Siena” sente la responsabilità di rafforzare le difese della società civile a supporto di patrimoni esposti a rischio di espoliazione a vantaggio di associazioni criminali. Quanto più una zona è di pregio, quanto più è lontana dal pericolo di infiltrazioni mafiose tanto più è appetibile e sicura per incistarvi affari loschi e malavita organizzata. Libera Contro le Mafie, associazione presieduta da Luigi Ciotti, ha fondato da un anno un proprio coordinamento in terra di Siena, collabora con enti locali e forze dell’ordine nell’intento di rafforzare le

difese cercando di dare il proprio contributo a una rete di legalità concreta e attiva, animata da persone di buona volontà, unite da un obiettivo comune: educare alla legalità e contrastare la criminalità organizzata. Il cantiere senese si è attivato con un gruppo di lavoro centrato sul contrasto alle attività criminose di tipo ambientale, in questo mese prepara incontri in vista della Giornata Nazionale della Memoria promossa il 19 marzo per ricordare i caduti di mafia. Quest’anno la XVI Edizione si svolgerà a Potenza e da Siena partiranno dei pullman. Per mettersi in contatto con il coordinamento senese di Libera Contro le Mafie si può passare attraverso il profilo su Facebook Libera a Siena oppure scrivendo a siena@libera.it .

Tutti i mercoledì è possibile leggere il settimanale free Il Gazzettino Senese nella versione scaricabile in pdf grazie a Siena News. Nella home page del giornale elettronico più letto di Siena e provincia troverete infatti un link che vi permetterà questa operazione.

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Puccini vuol dire cultura Gli amici dello storico teatro contro i tagli allo spettacolo e alla produzione culturale. L’incontro a Firenze per questo fine settimana. Sull’iniziativa e su come invertire la rotta ne parliamo con l’attrice

Daniela Morozzi

La cultura toscana si riunisce l’11 e il 12 febbraio al Teatro Puccini a Firenze per manifestare il proprio sdegno di fronte ai tagli alla cultura operati dal Governo. Scopo dell’iniziativa è quello di mettere insieme artisti e operatori della cultura con le Associazioni, le Fondazioni e le Istituzioni culturali. Tra i partecipanti alla manifestazione l’ex presidente della Toscana Claudio Martini, Moni Ovadia, Piero Pelù, Andrea Camilleri, Paolo Virzì, Leonardo Pieraccioni, Paolo Hendel e molti altri. Su questa importante manifestazione abbiamo intervistato l’attrice Daniela Morozzi, una delle fautrici dell’iniziativa. Come nasce l’idea di questa due giorni dedicata al tema della cultura e soprattutto a quello della sua “sofferenza” in questo particolare momento? L’idea, in effetti, è partita da me in maniera abbastanza casuale. Avevo appena letto un articolo sui tagli alla cultura e sul nuovo quadro dei finanziamenti del Comune di Firenze. Mi sono indignata. È stata un po’ la classica goccia che fa traboccare il vaso. Ho chiamato Sergio Staino, direttore artistico del Teatro Puccini che ha dato vita all’Associazione “Quelli del Puccini” con cui stiamo organizzando questa manifestazione. È stato subito ricettivo, naturalmente, e così abbiamo pensato di dar vita ad un momento collettivo che testimoniasse il disagio di quanti operano in questo importante settore colpito ancora una volta nel profondo. A chi è rivolta la manifestazione? A tutti. Assolutamente. Abbiamo cercato di fare un lavoro capillare contattando tutte le associazioni, grandi e piccole, gli Enti, le Fondazioni, i teatri, gli operatori e tutti quanti gli assessori dei comuni. L’intento è quello di offrire una sorta di fotografia della realtà culturale Toscana il più possibile rappresentativa della verità. Per questo l’iniziativa si protrarrà per due giorni. Nella nostra speranza c’è l���idea di un incontro vero dove le diverse componenti del settore possano stare fianco a fianco cogliendo l’occasione di un ripensamento generale del comparto cultura. Occasione. È la parola su cui vorrei soffermarmi. Ogni crisi, come quella attuale che è innegabile, offre un’occasione. Un’occasione per riflettere. Un’occasione per andare avanti. Un’occasione per aggiustare il tiro. Insomma, qual è la vostra? È un’occasione doppia. Da un lato, è la grande occasione del Paese di tornare a pensare a cosa vuol dire la parola cultura. A quale sia il suo significato più profondo e, al contempo, più vero. Si avverte ormai la mancanza di un progetto politico che stia alla base dell’idea di cultura, che ne

sia il motore. Non possiamo più rinviare questo tipo di discussione. Ed è una discussione che va fatta collegialmente. Tutti insieme. La politica deve tornare ad ascoltare il disagio della gente. Si, anche della gente come noi. Si tratta di una categoria particolare? Sembra di si. È come se dietro al problema della cultura non ci fosse un’industria di gente che lavora, che pensa, che fatica, che ha bisogno di farsi spazio...che alla fine del mese deve poter pagare i conti. Proprio come tutti gli altri. Non esiste solo il precariato della scuola o il dramma dei cassintegrati. C’è un problema lavoratori dello spettacolo proprio come c’è un problema altrove. E c’è un motore economico nella cultura proprio come negli altri settori. Ma torniamo alle occasioni. Qual’è la seconda? Speriamo di essere in grado, tutti insieme, di dar vita ad un manifesto della qualità e della trasparenza. Bisogna ripensare il sistema di ridistribuzione dei fondi alla cultura. Soprattutto in un momento di crisi come questo, bisogna interrompere il meccanismo dei finanziamenti a pioggia che non hanno un controllo sui risultati artistici, sociali, vorrei dire etici. E bisogna anche avere il coraggio di spostare una parte dei finanziamenti dai soliti poli di attenzione, per grandezza e magri anche per motivazioni storiche, per far venire alla luce e premiare il lavoro spesso sotterraneo di migliaia di individui, gruppi e associazioni che svolgono un’azione capillare sul territorio diversa ma ugualmente importante. Che cosa vi aspettate davvero da questi due giorni? Prima di tutto un contatto. Un contatto tra di noi. Per dirci che ci siamo. Che siamo tanti e motivati. Che possiamo collaborare. E poi ci aspettiamo di essere ascoltati. Il nostro disagio non è una lamentela: è un dato sociale. Ed è un dato che incide sulla formazione di tutti gli individui. Dunque, doppiamente importante. Perchè proprio la Toscana? Il disagio è ovunque e tutti, in modi diversi, lo stanno esprimendo, si stanno mobilitando: il cinema, gli autori, gli editori...La Toscana è una terra ricca: di storia, di tradizioni. Ci sono un’infinità di piccoli teatri. Eppure la produzione scarseggia. Quale miglior posto per un ripensamento del nostro lavoro e di quello delle Istituzioni? Monica Granchi


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Si-Fi: tutti in strada Sabato la mobilitazione promossa contro il pedaggio sull’Autopalio

Lanciata un mese fa dai presidenti della Provincia di Siena, Simone Bezzini e di Firenze, Andrea Barducci, il “Siena-Firenze day” in programma sabato 12 febbraio - dalle ore 9.45 fino alle 12 - sta registrando adesioni crescenti, di giorno in giorno, con il sostegno di istituzioni, forze politiche e sociali, associazioni di categoria, sindacati e tanti semplici cittadini. L’attenzione mostrata per questa mobilitazione ribadisce, semmai ce ne fosse stato bisogno, l’attenzione del territorio per le condizioni in cui versa l’Autopalio, una strada stretta, pericolosa e inadeguata a sostenere un carico di traffico che viene stimato in circa 30.000 veicoli al giorno. Di fronte allo stato attuale della strada, è impossibile accettare l’introduzione del pedaggio, previsto dal go-

verno per il prossimo 1° maggio, visto da tutti come una beffa e una provocazione nei confronti degli utenti che si avventurano quotidianamente su questa strada e che sono costretti a fare i conti con chiusure, interruzioni di marcia, frane e dissesti. «Abbiamo organizzato questa mobilitazione – spiegano Simone Bezzini e Andrea Barducci – per accendere i riflettori dei media e dell’opinione pubblica sull’Autopalio e richiamare l’attenzione del governo su un’emergenza che riguarda il sistema infrastrutturale della Toscana centrale. Di fronte alla fermezza con cui il governo, e Anas, vogliono introdurre il pedaggio senza che prima siano stati fatti interventi radicali per l’ammodernamento e la messa in sicurezza, noi ribadiamo, con altrettanta fermezza,

la nostra contrarietà verso un balzello ingiusto, inaccettabile e provocatorio, per i cittadini, per le imprese e per tutti coloro che percorrono questa strada e vedono le condizioni in cui è ridotta. Servono interventi risolutivi e in tempi rapidi». «Con l’avvio dei lavori sulla 429 e il completamento del raddoppio della Siena-Grosseto – aggiungono Bezzini e Barducci – si andrà a sovraccaricare il traffico su un’arteria inadeguata e poco sicura e la situazione rischia di implodere mettendo in ginocchio la viabilità dell’Autopalio. Per tutte queste ragioni, sabato 12 febbraio diremo no al pedaggio e chiederemo, con forza, che l’ammodernamento di tutti i 65 km dell’arteria siano inseriti al più presto tra le priorità infrastrutturali del governo. Per dare forza a questa iniziativa, vogliamo essere in tanti, a tutti i presidi che saranno organizzati alle uscite dell’Autopalio, da Siena a Firenze, passando per Siena Nord, Monteriggioni, Colle di Val d’Elsa sud, Poggibonsi, San Donato, Tavarnelle e San Casciano Val di Pesa».

«Nessuna ipotesi di ammodernamento» Raffaella Mariani e Franco Ceccuzzi, deputati del Pd, hanno rilasciato pesanti dichiarazioni in merito all’audizione che si è svolta giovedì 3 febbraio presso la Commissione Ambiente e Lavori Pubblici, nel corso della quale Pietro Ciucci, Presidente di Anas, è intervenuto sulla risoluzione Pd che chiede al governo di bloccare l’introduzione del pedaggio sulla Siena-Firenze. «Mentre dal 1° maggio tornerà l’inaccettabile gabella del pedaggio, dalle parole del Presidente di Anas Pietro Ciucci emerge con sconcertante chiarezza che non esiste alcuna ipotesi progettuale di massima sull’ammodernamento dell’Autopalio. Lo stesso Ciucci ha precisato, come abbiamo denunciato da tempo, che per rifare la Siena-Firenze occorrerebbero 500 milioni, ma attualmente l’Anas dispone soltanto di 20 milioni perché degli 80 indicati dall’accordo Stato-Regioni,

60 sono stati tagliati dal governo. Che il governo abbia tolto tutte le risorse è confermato dal fatto che, per progettare il tratto Siena-Poggibonsi, si stanno utilizzando le risorse messe a disposizione dalla provincia di Siena, 700 mila euro». «Ci preoccupa – sottolineano i due deputati democratici – la decisione avventata del governo che antepone alla necessità di qualificare quella tratta autostradale l’introduzione di un pedaggio per tutti coloro che la percorreranno, facendo peraltro finta di dimenticare che gli introiti non rimarranno nella casse dell’Anas – come ha ribadito lo stesso presidente Ciucci – per trasformarsi in investimenti, ma andranno al Ministero dell’Economia che li ha già messi a copertura di spese diverse dalle infrastrutture. Noi non ci stiamo e presenteremo le nostre proposte alternative».

siena-firenze

L’appuntamento del 12 febbraio Il Siena – Firenze day è in programma sabato 12 febbraio, dalle ore 9.45 alle ore 12, con presidi a tutte le uscite dell’Autopalio: sul versante senese saranno organizzati alle uscite di Siena Nord, in località Fontebecci; a Monteriggioni, nei pressi della rotonda; a Colle sud, presso la rotatoria di Belvedere, e a Poggibonsi, in località Salceto. Nel tratto fiorentino, inoltre, sono previsti presidi a San Donato, Tavarnelle e San Casciano Val di Pesa. L’arrivo è previsto alle ore 12 a Certosa, alla fine dell’Autopalio in direzione di Firenze. Per informazioni, www.provincia.siena.it.

Le condizioni dell’Autopalio Sul raccordo autostradale Siena-Firenze ogni 3,8 secondi si incontra una buca o un avvallamento. Al Ponte del Molinozzo, in direzione di Siena, in due chilometri, un viaggiatore salta sul sedile 82 volte, mentre nella direzione opposta, da San Casciano a Certosa, lo stesso effetto si ripete in 241 punti diversi, 150 solo negli ultimi 6 chilometri. Le scosse improvvise arrivano a 1.464 e i 30mila veicoli che la percorrono ogni giorno rilevano una buca ogni circa 84 metri. Oltre al fondo stradale dissestato e pericoloso, in molti tratti mancano i guardrail e per molti chilometri si viaggia fra curve e asfalto sbriciolato, mentre a bordo strada si aprono fossi e piccoli burroni. Non esiste una corsia di emergenza e non ci sono vie di fuga che taglino la barriera centrale. Sulla corsia nord ci sono 20 piazzole di sosta, 21 su quella sud, ma sono sporche e mal segnalate. Questa è la strada sulla quale si vorrebbe introdurre il pedaggio dal 1° maggio 2011.

Le adesioni al Siena-Firenze day Crescono ogni giorno le adesioni di istituzioni, forze politiche e sociali, al Siena - Firenze day in programma sabato 12 febbraio, con presidi a tutte le uscite dell’Autopalio, da Siena a Firenze. Dal lancio della mobilitazione a oggi, hanno già aderito, tra gli altri, i Comuni di Siena, Colle di Val d’Elsa, Murlo, Poggibonsi, Sovicille, San Gimignano, Monteriggioni, Radicondoli, i Comuni delle Crete - Val d’Arbia e del Chianti senese, Confesercenti, Federconsumatori, Cna, le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, Legacooperative, i parlamentari Franco Ceccuzzi e Susanna Cenni, il consigliere regionale, Marco Spinelli. Prese di posizione significative sono state prese dal presidente del consiglio regionale, Alberto Monaci, Federalberghi e da importanti aziende del territorio. Anche sul versante fiorentino, si registrano crescenti adesioni da parte di istituzioni, orze politiche e sociali. A tutti loro si stanno unendo tanti semplici cittadini che ogni giorno sono costretti a dover fare i conti con le condizioni disastrose della strada e chiedono con urgenza i lavori per l’ammodernamento e la messa in sicurezza dell’Autopalio.


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E primarie siano Ceccuzzi sprona il centrosinistra all’appuntamento È venerdi 4 febbraio quando Franco Ceccuzzi rompe ogni indugio e dichiara che il centrosinistra dovrebbe, a suo parere, convocare subito le primarie di coalizione per scegliere il candidato a sindaco. Il dado è tratto. Il candidato del Pd viene da un lungo giro in tutti i circoli cittadini del suo partito e da ripetute riunioni dei forum attivati dallo stesso partito, ascoltando il parere di centinaia di iscritti. Forse proprio da questi incontri ha capito che i cittadini vogliono partecipare in modo più diretto alle scelte. E che vogliono che sia lui e il suo partito a dirlo a chiare note. Così le parole che vengono pronunciate sono quanto mai secche e precise: «Basta con tavoli e tavolini – dice – La città non può più aspettare per colpa di chi vuole perdere tempo, ma ha voglia di partecipare alla costruzione del nostro programma per il futuro di Siena e di valutare quali sono le nostre proposte di governo. È quindi venuto il momento di convocare le primarie del centrosinistra, facendo scegliere ai senesi il candidato a sindaco». Non è dunque dalle snervanti trattative tra i partiti che può emergere un sano modello di partecipazione, specie in una città come Siena che ha un civismo appassionato. Per questo dice Ceccuzzi: «è inaccettabile che alla fine sia proprio il centrosinistra ad escludere i cittadini dalla fase più delicata del percorso verso le elezioni comunali, quella in cui si decide programma e candidato sindaco. Fuori dal tavolo ci sono energie e voglia di partecipare che devono trovare un luogo ed un metodo per contribuire con le proprie idee e le proprie candidature al futuro della città». È evidente che il candidato del Pd avverte il bisogno di cambiare marcia, di non far calare il programma dall’alto per di più in una fase economica e politica come quella che sta attraversando il Paese. C’è dunque bisogno di aria nuova e di metodi nuovi, a partire dalle regole etiche e da un rinnovamento del modo di fare politica. È questo l’aspetto più innovativo e che per questo farà più discutere della proposta di Franco Ceccuzzi: «il centrosinistra potrebbe proporre ai candidati di sottoscrivere una serie di impegni che puntino, prima di tutto, a un rinnovamento generazionale ma anche alla valorizzazione delle competenze. In questo senso la coalizione potrebbe proporre ai candidati di sottoscrivere un Codice etico, che impegni tutti a rispettare regole precise: dalla costru-

zione di una giunta rinnovata, composta per metà da donne e per metà da under 40 alla nomina, con modalità ad evidenza pubblica e trasparente, di persone con comprovata capacità e competenza sulla base dei curriculum. Con questo percorso, il centrosinistra darebbe ai senesi sia la possibilità di scegliere il proprio sindaco ma anche la garanzia che quest’ultimo, se sarà eletto, rispetti i principi di rinnovamento e merito». La questione sollevata è , in realtà, quella del ricambio di una classe dirigente che sia capace di misurasi con i problemi davvero nuovi che la nuova società complessa pone. È qualcosa di più e di diverso di semplici dati anagrafici. Non a caso, a ventiquattro ore di distanza, tutte le altre forze del centrosinistra hanno risposto: c’è chi lo ha fatto storcendo la bocca in quanrto aveva l’interesse a tirare per la lunga la snervante tratttativa tra i partiti; c’è chi ha detto che lo aveva già detto e chi semplicemente si è adeguato. Ma la sostanza è che finalmente lo scenario, a sinistra, sta diventando più chiaro. Dunque, ricapitolando: Pd, Sel, Federazione della sinistra, Siena Futura e Riformisti hanno raggiunto l’accordo programmatico e il regolamento per le primarie. Ora c’è da definire la data (chi opta per il 27 febbraio e chi le vedrebbe molto più lontane, magari il 6 marzo) e presentare le candidature (certo è solo Franco Ceccuzzi). Il partito di Di Pietro, l’Idv, si è chiamata fuori per motivi che riguardano la sostanza del programma, a partire dai criteri di nomina della Fondazione Mps. Ma anche in questo caso si potrebbe registrare presto qualche colpo di scena con i dipietristi che, sollecitati da Roma e da Firenze, rientrano nell’alleanza di centrosinista (dove ancora hanno sponde sensibili) o con gli stessi che optano per fare una lista alternativa magari in coabitazione con il circolo Città Domani- Sinistra per Siena che a sua volta ha già annunciato di volersi presentare in autonomia rispetto al centrosinistra. Ancora incerta e in via di definizione la situazione riguardante il centrodestra e il terzo polo. La Lega conferma, senza tentennamenti, la candidatura di Loretana Battistini e semmai aspetta che anche il Pdl confluisca su questa scelta. Il terzo polo si sta strutturando con i seguagi di Fini, Casini e Rutelli che hanno già trovato un accordo con quel che resta delle liste civiche. Francesco Tunda

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Contrario Roberto Barzanti

L’anagrafe e la politica Sarà proprio il caso di farle queste primarie delle quali da tempo si discetta. Se ne discute, a dire il vero, solo nell’ambito della coalizione, ancora non definita a puntino, del centrosinistra. Chi lancia critiche feroci o ne mette in luce la farraginosità, se non l’inutilità, dovrebbe almeno spiegare quali metodi intende adottare per scegliere il candidato a sindaco nelle prossime amministrative e con quali criteri si accinge a comporre la lista dei possibili (non invidiabili) consiglieri comunali. Per quanto bislacche e anomale, le primarie di coalizione – un’invenzione tutta italiana – sono meglio che niente. Stimolano il confronto, suscitano proposte. E non sempre, come si vede in giro, la componente più forte e in teoria più organizzata ha la meglio. Dunque proprio un rito non sono. Così come si svolgono, rischi ne hanno. Favoriscono il populismo e le clientele, seminano tensioni, esaltano i personalismi e chi più ne ha più ne metta. Così purtroppo stanno le cose. Franco Ceccuzzi sì è stufato: «Basta – ha scritto detto – con tavoli e tavolini, è venuto il momento di convocare le primarie del centrosinistra!». Molti avranno interpretato le sue parole come una richiesta di rapida incoronazione. Sarebbe stato certo preferibile che il programma da offrire fosse stato messo a punto non con tavoli, tavolini, tavolacci, tavole calde e strapuntini, ma con un coinvolgimento aperto di quel che resta di una vigile opinione pubblica. Purtroppo la trasparenza è un obiettivo proclamato con enfasi quanto smentito da inestirpabili pratiche. Si facciano, allora, queste primarie, e farle sarà già un titolo di merito. Dell’apprezzabile uscita di Ceccuzzi – Franco con tutti, è giusto essere franchi con lui – un passaggio è parso però greve e fuori tono. Dove ha già dettato la formula della sua eventuale Giunta: «Una giunta rinnovata, composta per metà da donne e per metà da under 40 alla nomina». Giovarsi di qualche criterio oggettivo è sempre bene. Elimina divagazioni estenuanti e fa fuori concorrenti scomodi. Ma questo rigido ricorso, di taglio renziano, a argomenti degni di un ufficiale dell’anagrafe non è digeribile. Una Giunta non è una squadra di basket fatta di dilettanti da mandare allo sbaraglio. Le donne potranno essere anche in percentuale maggiore. E perché tutti under 40? Se chi ha qualche anno in più – vista la considerazione che riscuote – decidesse di lasciar perdere e di stare a guardare? Si valutino con saggezza l’anagrafe delle idee e l’intelligenza dei contenuti. L’anagrafe all’anagrafe, la politica alla politica.

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Dove è Siena è Silvio Gigli

“Dove è Siena è Silvio, dove è Silvio è Siena”. È forse questa la definizione più giusta che sia stata mai data per descrivere l’amore che Silvio Gigli provava per la sua città. Personaggio poliedrico, ironico, colto, dotato di indiscussa genialità, in grado di cimentarsi ed eccellere nei campi artistici e letterari più disparati, Gigli non ha riscosso fra i suoi concittadini tutta quella considerazione e quell’affetto che avrebbe meritato. In campo professionale fu sicuramente uno dei personaggi più noti e potenti dell’immediato dopoguerra, capace di dar vita a trasmissioni che tenevano incollati alla radio, unica, incontrastata ed amata “voce” del Paese, che continuò a registrare grandi ascolti anche per un lungo periodo dopo l’arrivo della televisione, milioni di italiani. I suoi quiz, i programmi per i sofferenti negli ospedali, gli spettacoli registrati nelle piazze di tutta Italia davanti a migliaia di entusiasti spettatori, le gare canore fra paesi o il racconto degli avvenimenti di contorno a grandi manifestazioni sportive come il Giro d’Italia, hanno fatto la storia dei mezzi di comunicazione. Eppure Gigli, appena poteva, tornava nella sua Siena, disposto ad accettare critiche e contestazioni, disponibile a discutere con i più semplici popolani o a farsi coinvolgere in discussioni e addirittura risse quando era in Piazza la sua Tartuca, sempre pronto a sfruttare qualunque situazione potesse far conoscere nel mondo la grandezza della sua città. Luca Luchini

L’Orto dei Anche in questo 2011 la cooperativa sociale “la Proposta” offre una serie di appuntamenti cultural-gastronomici. Si inizia con la rassegna “Le voci del Palio”, tre serate dedicate ad altrettanti personaggi storici che lo hanno raccontato: Silvio Gigli, Virgilio Grassi e Tambus. La figura di Silvio Gigli, cronista, scrittore, presentatore e regista (il cui centenario della nascita nel 2010 è passato vergognosamente inosservato, tranne nella sua contrada e in poche altre sedi) sarà ricostruita da Luca Luchini la sera del 18 febbraio. Poi sarà la volta di Virgilio Grassi, illustrato da Giuliano Catoni il 18 marzo. Conclude questo primo ciclo il ricordo di Bruno Tanganelli, in arte Tambus, di cui parlerà Duccio Balestracci nella serata dell’8 aprile. Ad ogni serata (inizio ore 20) sarà abbinata una cena a tema. Tornano anche le serate condotte da Francesco Burroni e dai suoi allievi del Laboratorio del Sonetto, in occasione delle cene delle ricorrenze, a partire da San Valentino, per proseguire con la cena dell’8 marzo (Festa della Donna). A primavera inizierà una serie di appuntamenti dedicati alla storia dell’ospedale psichiatrico di San Niccolò e di coloro che, in vario modo e in varie epoche, vi hanno vissuto. Quell’ospedale psichiatrico in cui si fondano le radici della storia della cooperativa. Queste le serate e questi gli appuntamenti (i dettagli sul sito www.ortodepecci.it) che costituiranno una vetrina delle attività di reinserimento sociale, che sono la mission del “la Proposta”, che, dal 1983, offre un’opportunità di lavoro e di reinserimento a persone che provengono da situazioni di disagio e di emarginazione sociale. Abbiamo chiesto ai tre relatori delle serate (Duccio Balestracci, Giuliano Catoni e Luca Luchini) di scrivere per i nostri lettori tre brevi ritratti delle personalità che saranno ricordate all’Orto de’ Pecci. Maura Martellucci


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ricordi Tre serate per ricordare Silvio Gigli, Virgilio Grassi e Bruno Tanganelli.

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Piccolo mondo antico. La Siena di Tambus Per l’anagrafe era Bruno Tanganelli, ma per tutti era Tambus. Da disegnatore, raccontò Siena e il Palio con gli strumenti che gli erano propri: la caricatura e la satira. Probabilmente sarebbe stato un vignettista di successo se gliene fosse fregato qualcosa di fare il vignettista di successo. Lui, Tambus, amava soprattutto Siena e la Giraffa (non si saprebbe dire se in quest’ordine, ma comunque siamo lì...) e in tutta la sua vita non fece altro che mettere in pratica la sua passione. Nella seconda metà degli anni Cinquanta, applicò al Palio lo stile grafico e tipografico de “Il Travaso” con “Il Mortaretto”, una rivista umoristica piena di figure femminili rese come pin-up mozzafiato, 90-60-90, alte due metri e con tacchi del 12, e di popolani sciamannati, malvestiti e rattoppati, spesso briachi come tegoli. Si inventò uno strumento (Il “Vernacolo Clebbe”, che ancora esiste) col quale cercò di tenere in vita un piccolo mondo antico ormai scomparso: quello della piccola Siena di quartiere. Ai tempi delle prime televisioni private fece anche il telecronista: raccontando la corsa a modo suo, soprattutto guardando che cosa faceva la sua “Giraffina” e lasciandosi prendere dal pathos senza remore. Come lui, non ce ne sarà un altro. Duccio Balestracci

Le contrade di Siena e il Telegrafo di Grassi Foto Archivio Lensini

Pubblicata a dispense dal 1928 e poi in volume nel 1937 (con una nuova edizione nel 1972) l’opera di Virgilio Grassi dal titolo “Le Contrade di Siena e le loro feste” reca in esergo una frase, che il conte Antonio Hercolani scrisse in un suo libro del 1845, anch’esso dedicato alla storia delle Contrade: «Idolatrare le cose nostre è stoltezza; sconoscerle è colpa e danno». Fedele a questa massima, il Grassi si propose di illustrare origini e vicende delle diciassette “sorelle” non con un’«opera di erudizione, ma di semplice divulgazione». L’obbiettivo fu senz’altro raggiunto: quelle pagine – come scrisse Roberto Barzanti nella premessa all’edizione del ‘72 – «si presentano ancor oggi come strumento utile e piacevole e si consegnano come atto di amore curioso e tenace al lettore». Ogni scritto del Grassi – che solo nel quotidiano “Il Telegrafo” pubblicò quasi duecento articoli dedicati a fatti, personaggi e luoghi di Siena – è segnato da un sentimento d’amore per la sua città. Qui egli nacque in una povera famiglia il 17 giugno 1861. Dopo essersi laureato in medicina, prese servizio nell’Ospedale San Niccolò, collaborando con studi statistico-clinici alla “Rassegna di studi psichiatrici”. Appassionato contradaiolo del Leocorno, per mezzo secolo dedicò alla Contrada gran parte del suo tempo, prima come consigliere, poi come vicario e infine come priore. Non meno impegnativa fu la sua attività come segretario del Magistrato delle Contrade, come vice-presidente della Società degli Amici dei Monumenti e come cancelliere dell’Arciconfraternita di Misericordia, di cui il padre era stato “servo”. A Virgilio Grassi, morto il 5 ottobre 1950, il Leocorno ha dedicato il cuore del suo territorio e Arrigo Pecchioli dette anni or sono di quell’uomo, «piccolo piccolo, nero vestito, di un’eleganza sobria e ottocentesca», una definizione che sicuramente l’avrebbe fatto felice : lo chiamò “il patron del Palio”. Giuliano Catoni


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enogastronomia

Biondi Santi è di Biondi Santi A tutti gli effetti la titolarità dello storico marchio è del Greppo La titolarità del marchio “Biondi Santi”, i cui vini rappresentano una delle eccellenze italiane di più antica tradizione, è esclusivamente della tenuta Greppo – Biondi Santi, società della storica famiglia che a metà Ottocento creò il Brunello di Montalcino e ancor’oggi produce vini tra i più rinomati e premiati a livello internazionale. Solamente il Brunello di Montalcino e il Rosso di Montalcino della tenuta Greppo – Biondi Santi e i vini di Montepò (suggestiva tenuta nel Morellino di Scanasano con un poderoso maniero medievale nell’Alta Maremma) di Jacopo Biondi Santi possono riportare sull’etichetta il marchio “Biondi Santi”. I vini del Greppo – Biondi Santi saranno d’ora in poi commercializzati unicamente dalla famiglia stessa e non più dalla società di distribuzione Biondi Santi Spa, che peraltro non ha mai avuto alcun ruolo nella produzione dei vini Biondi Santi, che in effetti erano in passato distribuiti dalla società commerciale Biondi Santi S.p.A., talvolta erroneamente qualificata come “produttore”, generando confusione nel mercato e inganno per il pubblico, la quale, pur non avendo alcun legame societario con la famiglia Biondi Santi, già da diversi anni beneficiava comunque di un mandato di distribuzione. Biondi Santi S.p.A., nonostante la sua attuale denominazione sociale, non può più utilizzare in alcun modo

This is my land Un alchimista, capace di trasformare gli acini d’uva in oro liquido. Così viene descritto Franco Biondi Santi nel volume Questa è la mia terra. Franco Biondi Santi, Montalcino e il brunello. Il libro di Maurizio Boldrini, Bruno Bruchi e Andrea Cappelli, uscito lo scorso Natale per Protagon Editori, ha avuto un successo tale da meritarsi quest’anno anche un’edizione in inglese This is my land. Franco Biondi Santi, Montalcino and Brunello), per soddisfare le richieste internazionali di tutti gli appassionati di vino ed enologia desiderosi di carpire i segreti di questo personaggio circondato da un alone quasi mitico. Nell’opera le splendide foto di Bruno Bruchi si alternano ai testi per raccontare la vita e le opere di Biondi Santi con il filo conduttore richiamato anche dal titolo: la terra. Proprio l’ambiente montalcinese, in particolare la Tenuta Il Greppo con la monumentale villa, un ambiente unico capace di far nascere un prodotto unico come il Brunello, arriva ad assumere un’importanza fondamentale nel libro, fino a diventare co-protagonista delle vicende. D’altronde l’identificazione tra Biondi Santi e il Brunello è tale da far dire che il nobiluomo “è” il Brunello. Non per niente il suo vino è passato alla storia come una tra le migliori 12 etichette di tutto il XX secolo, tanto per capirne l’importanza. Molti hanno scritto di lui e dei suoi vini (lo dice il repertorio e la lunga bibliografia), molti ne sono rimasti affascinati a tal punto da rendere non credibile ciò che invece è credibile: la vita fantastica di un nobiluomo della campagna toscana.

il marchio “Biondi Santi”. Già una sentenza del Tribunale di Milano (n. 2528 del 1° marzo 2010) ha dichiarato la nullità del marchio registrato da Biondi Santi Spa, a causa dell’inganno che questo può provocare nelle scelte del pubblico e a causa della violazione dei diritti della famiglia Biondi Santi. Il Tribunale, ricorda il comunicato, ha anche accertato che la Biondi Santi Spa aveva depositato tale marchio in malafede, nel tentativo di aggirare una precedente sentenza del Tribunale di Siena. Un’ulteriore recente ordinanza del 21 dicembre 2010, sempre del Tribunale di Milano, ha ritenuto la Biondi Santi S.p.A. responsabile di atti di concorrenza sleale a danno del Greppo – Biondi Santi e della famiglia Biondi Santi, vietandole di proseguire l’uso illecito del marchio “Biondi Santi”. Nonostante la sentenza n. 2528/2010 sia stata impugnata da Biondi Santi Spa e l’ordinanza del 21 dicembre 2010 sia soggetta a conferma, si tratta di provvedimenti resi all’esito di un ampio contraddittorio e sin d’ora efficaci a tutti gli effetti. Greppo e Biondi Santi comunicano infine che si attiveranno immediatamente contro qualsiasi ulteriore condotta ingannevole ai danni dei consumatori, che da oltre cento anni premiano la qualità e l’eccellenza a livello mondiale dei vini “Biondi Santi”. «A dar seguito a questa tradizione ormai plurisecolare, saranno i miei figli e i miei nipoti – spiega Franco Biondi Santi –, che continueranno a produrre i vini del Greppo con le stesse metodologie tramandate in famiglia, che da sempre ha rappresentato il passato, rappresenta il presente e rappresenterà il futuro del Brunello di Montalcino, uno dei più grandi vini da invecchiamento del mondo». Oggi Franco Biondi Santi, che ha brillantemente festeggiato da poco l’ottantanovesimo compleanno, è il “guardiano” intransigente e geloso dello stile di vinificazione dei Biondi Santi, che è lo stesso da più di centocinquant’anni. Per preservare le caratteristiche del clone di Sangiovese grosso selezionato da Ferruccio Biondi Santi nel

1870, i nuovi vigneti vengono da sempre innestati con gemme prese dalle vecchie piante madri. Nelle sue cantine Franco Biondi Santi custodisce, con cura meticolosa, bottiglie storiche di grande valore: in particolare, 2 bottiglie di Brunello di Montalcino Riserva 1888, 5 bottiglie di Brunello di Montalcino Riserva 1891, 3 bottiglie di Brunello di Montalcino Riserva 1925, 22 bottiglie di Brunello di Montalcino Riserva 1945, senza dimenticare le altre grandi vendemmie del secolo scorso, la Riserva 1955, la Riserva 1964, la Riserva 1970, la Riserva 1975, la Riserva 1983.

La settimana delle anteprime Come tradizione da quasi vent’anni, dal 13 al 19 febbraio, i nuovi vini “Made in Tuscany” si presentano al mondo nella “Settimana della Anteprime”, l’evento vinoso più importante dell’anno per la nostra regione, che permette di degustare tutto quello che nasce dai pregiati vigneti delle nostre colline. Sono attesi nei borghi toscani oltre 150 giornalisti, specializzati e non, in rappresentanza delle testate di settore e di quelle generaliste, provenienti da tutto il mondo, ma sono accreditati anche più di mille operatori commerciali. Si parte con la Vernaccia di San Gimignano, l’unico vino bianco toscano a fregiarsi tuttora della Docg, che debutta domenica 13 e lunedì 14, con tutte le tipologie che usciranno sul mercato nel 2011: le basi della vendemmia 2010, le selezioni dello stesso anno e del 2009, le riserve dal 2009 a ritroso nel tempo. Si passa poi alla “Chianti Classico Collection” martedì 15 e mercoledì 16, che alza il sipario nel suggestivo scenario della Stazione Leopolda di Firenze, dove si potranno degustare i Chianti Classico delle annate 2010, 2009 e della Riserva 2008, alla presenza di oltre 130 produttori. Ci si sposta giovedì 17 a Montepulciano, dove la Fortezza torna a ospitare la “Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano”, in passerella sfileranno il Nobile 2008 e la Riserva 2007. Infine si chiude in bellezza a Montalcino con “Benvenuto Brunello” nella nuova sede del chiostro del museo civico venerdì 18 e sabato 19 con il Brunello annata 2006, il Brunello riserva 2055 e il Rosso di Montalcino 2009.


tecnologie

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Daily, quotidiano pensato per iPad Due grandi menti e due grandi aziende, Rupert Murdoch e Steve Jobs,  si sono unite per generare un prodotto dagli effetti speciali. Il primo quotidiano pensato esclusivamente e solo per una fruizione prettamente mobile e su dispositivi di ultima generazione come le tablet di casa Apple. Murdoch, magnate mondiale dei media, editore di quotidiani come il Wall Street Journal, il New York Post, i britannici Times e Sun, ha presentato al Guggenheim di New York il primo numero di “The Daily”. È venduto su apple store in abbonamento settimanale a 99 centesimi di dollaro a settimana e 39,90 dollari l’abbonamento annuale. Il prodotto risponde alle esigenze di fare e mettere in pista la voglia di manifestare una nuova forma e un nuovo modo di fare giornalismo: non c’è carta si sfoglia esclusivamente online e risponde non solo alle nuove esigenze del nuovo homo tecnologicus, ma anche a necessità prettamente di tipo economico, perché annulla le tipografie e i camion e gli addetti necessari al trasporto delle copie. La forza del nuovo prodotto è tutta centrata sull’immagine, sulla fotografia insistendo sulla qualità della navigazione sempre più agile e veloce. I suoi lettori spiega Murdoch, sono «il sempre più ampio segmento della popolazione istruita e sofisticata, che non legge un quotidiano ma che allo stesso tempo usa i media. Gente che si aspetta contenuti tagliati su misura ai loro specifici interessi consultabili ovunque e quando vogliono. Il successo di iPad ci ha imposto di reinventare il nostro lavoro – conclude Murdoch – e io sono convinto che nei tablet ci sia spazio per un nuova voce, fresca e robusta».

iPad quanti sono? Presentato da Steve Jobs il 27 gennaio 2010 e lanciato sul mercato americano nell’aprile successivo, in un solo mese iPad è stato venduto in ben un milione di esemplari. Ad oggi sono 14,8 milioni gli iPad piazzati e si prevede che entro il 2012 saranno 50 milioni. Ad aprile è prevista l’uscita della nuova versione iPad2, che sarà dotata di uno schermo con maggiore risoluzione e due telecamere una anteriore per le videochiamate e una sul retro del tablet per foto e filmati. Oltre al tablet della Apple in commercio sono disponibili quello della Samsung (molto simile) e altri dispositivi affini. Ma l’iPad resta davvero la migliore esperienza per il web.

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Pagina a cura di Rosalba Botta

Sempre più ebook?

Una ricerca condotta assieme da AT Kerney, società di consulenza internazionale e da Bookrepublic distributore italiano di libri digitali, ha rivelato che nel 2010 il mercato degli ebook in Italia era il 2,6% di quello di tutta Europa. Prospettano che questo dato e il relativo mercato sia destinato ad aumentare, già in vista del 2014 tale percentuale si assesterà fra il 6% e il 7%. Secondo l’istituto di ricerca i circa 80 milioni di euro che sono stati spesi lo scorso anno sono destinati ad aumentare e moltiplicarsi in modo inevitabile. La ricerca è stata presentata al salone dell’ebook “If Book Then”, al quale hanno partecipato circa 300 attori del settore del mondo editoriale sia italiano che europeo. Guardando lo scenario europeo, gli acquisti di libri elettronici è in netto ritardo rispetto a tutto il resto del mondo, infatti l’inizio della diffusione è iniziata solo nel 2010. Per cui è soltanto un anno che si acquistano e commercializzano ebook. Rispetto al resto del mondo, in modo particolare gli Stati Uniti che rappresentano circa il 10% del mercato, siamo in ritardo di ben 5 anni. Si spera che il divario si accorci, anche perché le stime fanno presupporre uno sviluppo repentino, non solo degli strumenti adatti per la lettura tablet, ereader, ecc, ma che di pari passo si sviluppino in modo specifico anche le produzioni che si spera siano sempre meno pdf di libri trasposti online e sempre più veri e propri contenuti pensati in modo specifico per le nuove modalità di lettura ed avere così una nuova esperienza di lettura. In Europa il primato è della Gran Bretagna con il 655 degli acquisti europei, poi la Germania che sfiora il 26% delle vendite e terza la Francia, che sconta soprattutto uno scarso numero di titoli (7mila contro i 50 mila dei francesi). Non tutto il mal vien per nuocere: dall’Italia si potrebbe sviluppare una curiosità tale e una voglia di lettura di pari intensità che potrebbe spingere le attuali e le future generazioni ad esplorare la lettura in altre lingue e poter sopperire al reperimento di titoli acquistando in lingua diversa dalla propria e superare anche quella barriera linguistiche che non ci aprono su scenari europei.

Mps, la tv è sul tablet La corporate TV del Gruppo Montepaschi dedicata ai dipendenti è ora disponibile su smartphone e tablet. Prima consultabile solo dal proprio posto di lavoro, ora i colleghi del Gruppo possono visualizzarne i contenuti anche su Blackberry, iPhone e iPad. La corporate tv, efficace strumento di comunicazione interna, permette di trasmettere informazioni in modo sempre più snello, veloce ed interattivo, offrendo al dipendente la possibilità di essere aggiornato su tematiche riguardanti la propria attività professionale. Montepaschi Channel nasce alla fine del 2008 per offrire ai 32.000 dipendenti presenti sul territorio nazionale una piattaforma comune di web tv. Nel palinsesto si alternano appuntamenti di informazione economico-finanziaria e flash con aggiornamenti continui dal Gruppo su nuovi prodotti, dinamiche societarie, aperture di filiali, senza tralasciare convegni a tema ed eventi legati a sponsorizzazioni. Anche le singole esperienze dei colleghi trovano spazio in una rubrica dedicata come “MontepaschiTube”, all’interno della quale spaccati e momenti della vita quotidiana diventano protagonisti del video. Primo nel panorama bancario italiano a rendere consultabile la tv aziendale su smartphone e tablet, il Gruppo Montepaschi si conferma in linea con i tempi e al passo con la tecnologia, nell’ottica di un costante miglioramento della trasparenza delle informazioni.


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Gil AZZETTIsenese NO Ariete

L’inverno continua, o almeno così dicono le previsioni meteo. Si tratta solo di resistere ancora un po’ e poi potrete di nuovo godere dei tepori e dei colori della bella stagione, la vostra preferita. I meteorologi a volte sbagliano, le stelle mai. Infreddoliti.

Gemelli Ci vorranno giorni e giorni di riposo. Totale e assoluto. La fatica è stata immane e nessuno potrà negarvelo. Dormite, pennichelle, riposini, tutto andrà bene purché in silenzio e oscurità. Dopotutto, siete stati stoici: la suocera, la festa all’asilo, il meccanico, l’idraulico. Meritevoli.

Leone Con il passare degli anni tendete a sviluppare stati ansiosi apparentemente immotivati. Dovrete lavorare di più sulle vostre capacità di autocontrollo, anche per non risultare troppo pressanti a parenti e amici. Prima cioè che vi invitino loro a darvi una controllatina. Inquieti.

Bilancia La vita non è tutta una vacanza ai Tropici e prima o poi dovrete farvene una ragione. Ci sono anche i momenti bui, i lati oscuri e le riunioni di condominio. L’importante è trovare il giusto equilibrio sul filo. Ma non guardate sotto, potreste scoprire che il materasso non c’è. Equilibristi.

Sagittario La raccolta differenziata, le lampadine a risparmio energetico, il detersivo al limone fatto in casa e la cucina vegana. Va bene l’ambientalismo e la vita sana, ma non è che state andando un po’ in fissa, cari amici del Sagittario? Plutone consiglia: almeno 2 patatine fritte al mese. Naturisti.

Acquario Ricordatevi di mandare almeno una cartolina dal vostro esilio dorato. La fuga è la miglior difesa a volte, siamo d’accordo, ma partire è anche un po’ morire e chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quello che lascia ma… Insomma, pensateci. Latitanti.

il mago di oz

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Toro Le vostre azioni sono decisamente in risalita ed è venuto il momento di lanciare la volata finale verso la vittoria. Vi spetterebbe la parte dello sprinter ma attenti a non ritrovarvi nelle ultime file, risucchiati dagli inseguitori, o a non finire nello scomodo, e faticoso, ruolo di gregari. Concorrenti.

Cancro L’occasione rende l’uomo ladro, secondo il detto, ma nel vostro caso si tratta di vero e proprio furto. Non meritereste quella promozione, e lo sapete anche voi. E ha dell’incredibile anche l’aumento, soprattutto adesso. Ringraziate la vostra buona stella (o il vostro superiore). Premiati.

Vergine La saggezza sta nel saper imparare da ogni nostro errore, lo dicono tutti i guru ed è vero. Provate anche voi, cari amici ed amiche della Vergine, a sforzarvi per non ricadere nei medesimi errori. Iniziate con le cose semplici: non offritevi più di tenere il gatto ai vicini in vacanza. Saggi.

Scorpione La dieta del digiuno non ha mai funzionato e Giove vi consiglia di smettere subito o, se siete ancora in tempo, di non iniziarla nemmeno. Meglio una dieta equilibrata e un po’ di sana attività fisica. Provate: soddisfatti o rimborsati (non dall’astrologo, si intende). Appesantiti.

Capricorno Il vostro aspetto non è dei migliori ultimamente: la ripresa dell’attività fisica darà i suoi frutti ma ora vi rende più simili a un manichino che a un atleta. Dolori e contratture però passeranno e allora la vostra invidiabile forma apparirà in tutto il suo splendore. Sempre che resistiate. Determinati.

Pesci Non vi sentite apprezzato e questo, come negarlo, rende tutto più difficile. C’è chi si lamenta, chi vi fa la ramanzina, chi sminuisce il vostro lavoro, chi non vi ha mai amato. E tutto questo solo perché siete un po’ bighelloni, inconcludenti e casinisti. Ma, insomma, un po’ di comprensione! Indifesi.

Da adottare Ryan Ryan, 1 anno, taglia media (19kg), castrato timoroso e dolce. Ha sul viso i segni degli attacchi dei cani territoriali Ryan è stato da poco rimesso sul territorio dopo la sterilizzazione. E non si muove di lì, dalla strada!

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Inviate le vostre domande e le vostre proposte alla nostra redazione: graficaredazione@alsaba.it

Il Gazzettino Editore

Alsaba Grafiche, Siena

Direttore responsabile

Fabio Di Pietro

Hanno scritto: Pancrazio Anfuso, Duccio Balestracci, Roberto Barzanti, Sonia Boldrini, Rosalba Botta, Andrea Cappelli, Giuliano Catoni, Anna Maria Di Battista, Marcello Flores, Claudia Gasparri, Lello Ginanneschi, Monica Granchi, Luca Luchini, Maura Martellucci, Nicola Panzieri, Francesco Tunda. Fotografie Grafica di

Fabio Di Pietro Claudia Gasparri

Pubblicità

RS Service, Siena Tel. 0577 531053/247533

Stampa Registrazione n. 7 del Tribunale di Siena dell’8 aprile 2008


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Siena, doppio passo Un ritmo travolgente fra le mura amiche, balbettante in trasferta Altro giro, altro pareggio. Sul campo del Cittadella arriva un altro 0-0. Di positivo c’è che stavolta il risultato va stretto al Siena, che non ha rischiato niente ed ha più volte sfiorato il vantaggio, con un secondo tempo risoluto, condotto alla ricerca della vittoria. Un palo di Mastronunzio, qualche bella parata del portiere veneto, un gol annullato a Calaiò sono gli episodi salienti, tutti contrari. Rimane l’amarezza per una vittoria che sfugge: da novembre il Siena non vince fuori casa, e questo stato di cose nega ai bianconeri il diritto di considerarsi la migliore squadra del campionato, come sembrerebbe emergere a sfogliare l’album dei perentori successi ottenuti al Franchi, undici in tredici gare, col contorno di due pareggi bugiardi. Qual è il vero Siena, lo schiacciasassi che travolge tutti in casa o l’utilitaria che stenta a tenere la strada nelle curve insidiose della trasferta? Sarà il tempo a dirlo, intanto il Novara, il Varese e l’Atalanta approfittano del passettino della Robur per spiccare un lungo balzo. La classifica sfila e lascia i bianconeri al secondo posto, a due punti dai bergamaschi, alla vigilia del big-match che opporrà, nell’anticipo di venerdì sera, il Siena alla capolista, l’Atalanta, che i tifosi chiamano “Dea”. Tiribocchi e compagni attraversano un buon momento, si sono adeguatamente rinforzati nel mercato di gennaio, con l’innesto di un attaccante fuori categoria come Marilungo, e guardano allo scontro diretto come a un’occasione importante per allungare il passo e lasciare il Siena a cinque lunghezze. Manca molto alla fine del torneo, dunque non si tratta di una gara decisiva, qualunque sia il risultato. Però sarà una partita importante, perché dirà qualcosa sulle possibilità del Siena. Si può vincere questo campionato, come si fece nel 2003? Quante sono le possibilità di evitare i playoff e centrare la promozione diretta? Molte, di sicuro. E concrete. Passano, però, per un cambiamento di passo non più rinviabile in trasferta. Altrimenti, si rischia di soffrire, perché il Novara e il Varese sembrano poter tenere il passo, se gli si lascia la possibilità di farlo. Serve un colpaccio esterno, come il pane. Bergamo sarebbe il posto ideale dove battere un colpo forte e chiaro. Pancrazio Anfuso

profeti in patria

cooperativa del gol

Non è proprio un mal di trasferta, quello del Siena. I bianconeri, nelle 25 gare fin qui disputate, hanno subito tre sconfitte soltanto, tutte fuori casa. Il Siena, insieme al Novara, è la squadra che ha perso meno. Travolgente in casa, dove ha ottenuto 35 punti contro i 30 dell’Atalanta e i 28 del Novara, fuori stenta: 13 i punti conquistati, facendo peggio di Atalanta (20), Livorno (19), Novara (18), Varese (17), Empoli (15), e come l’Ascoli. 28 gol segnati in casa, solo 13 fuori, dove si sono subite 14 reti, il doppio delle 7 subite in casa. Numeri che servono a fotografare la situazione, anche se lasciano, ovviamente, il tempo che trovano, perché non si gioca col pallottoliere ma col pallone. Il Siena merita la classifica che ha: ci sono tre squadre in fuga seguite da vicino da una quarta. L’imperativo è lasciarsene alle spalle due per festeggiare la promozione senza l’insidiosa coda dei playoff al cardiopalma. Da qui alla fine del campionato mancano nove trasferte. Non sono tappe di un percorso di guerra, ma occasioni per cambiare marcia. Da sfruttare.

Il gioco delle coppie d’attacco ha riproposto Mastronunzio-Calaiò, coppia dotata di classe e ottimamente assortita. I due hanno segnato finora 8 gol a testa. Ci si aspettava qualcosa in più, visti i precedenti in carriera, ma nelle 17 partite che mancano si può fare ancora molto. 5 ne hanno fatti Brienza e Larrondo, 3 Reginaldo, 2 Bolzoni, Sestu, Terzi e Troianiello, 1 Ficagna, Immobile, Marrone, Vergassola. In tutto fanno 41 gol. Manca all’appello Carobbio, che in carriera ha una media in serie B di 5 gol a stagione. Carobbio è partito bene, poi è calato, come Troianiello, che non si sta ripetendo sui livelli realizzativi dell’anno scorso, quando realizzò la bellezza di 11 gol nel Frosinone. Brienza rimane collocato a destra, nelle ultime gare. La sensazione è che sia, al momento, l’attaccante più pericoloso. Le alternative sono ottime in attacco, mentre stentano sugli esterni, per Conte fondamentali. Il solo Sestu ha offerto, finora, continuità di rendimento mentre gli altri vanno a sprazzi. Speriamo di vederli crescere, tutti.


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Gil AZZETTIsenese NO

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altri sport

L’Irlanda chiama I fratelli Bianco da Radda alla terra dei trifogli nel segno del rugby

Nel fine settimana che ha visto i campionati di rugby fermi in corrispondenza della sfortunata gara del Sei Nazioni che ha visto soccombere l’Italia di fronte all’Irlanda, proprio dalla terra dei trifogli arriva una bella notizia. Si parla molto, in questi ultimi anni, di emigrazione qualificata. Quella che vi raccontiamo è una storia particolare, di due fratelli di Radda in Chianti, Giovanni e Simone Bianco, figli del titolare di un ristorante del paese. I due ragazzi, entrambi appassionati di rugby, hanno iniziato a muovere i primi passi nelle file del Cus Siena. Poi viste le loro ottime doti – Giovanni è un ottimo pilone, mentre Simone un’altrettanto capace terza linea – si sono trasferiti a giocare in

Emilia, rispettivamente a Colorno e Noceto. Terminata questa esperienza, hanno deciso di fare il grande salto: andare a giocare in Irlanda. «Abbiamo iniziato a giocare a Siena sette anni fa, allenati entrambi da Francesco Ferluga – racconta Giovanni – Abbiamo giocato nelle giovanili del Cus Siena dal 2004 al 2007; in quell’estate siamo stati visionati dal Rugby Colorno, squadra di serie A1 che ci ha preso. L’anno scorso eravamo entrambi fermi, io per infortunio al ginocchio e mio fratello alla spalla. Dopo averci pensato un po’ abbiamo deciso di metterci in gioco, e di andare in un paese dove, rugbisticamente parlando, sono molto avanti rispetto a noi. In questo abbiamo avuto fortuna: nel 2009 un dirigente di spicco dei Buccaneers Rfc, ha comprato una casa a san Donato vicino Radda e ha chiesto informazioni sul rugby nella nostra provincia. Così ha saputo che due ragazzi di Radda in Chianti, io a Colorno e mio fratello Simone a Noceto, giocavamo a rugby in serie A1. Lui si è recato nel ristorante dei miei genitori,

Torsellini pronto ai blocchi È già iniziato il countdown per il debutto del giovane senese Mirko Torsellini nella stagione agonistica internazionale di karting con la sua nuova squadra ufficiale, la CRG-Maxter, la casa più prestigiosa e titolata a livello mondiale. Per prepararsi al meglio, nella scorsa settimana Mirko con la squadra corse CRG ha sostenuto una serie di test in Sardegna sulla pista di Alghero, completati sulla pista di Lonato (Brescia) in vista del primo impegno della stagione, la prestigiosa Winter Cup che si disputerà nel weekend del 13 febbraio appunto sul circuito lombardo, a cui da tempo spetta l’apertura ufficiale della stagione agonistica internazionale. Quella di Mirko Torsellini sarà una prima importante uscita per verificare le sue potenzialità in vista della stagione agonistica 2011. Per la verità proprio nei recenti test Mirko ha fatto vedere di essere pronto alla sfida contro i grandi campioni che saranno presenti a questo appuntamento. A Lonato Mirko ha praticamente girato sugli stessi tempi dei campioni del mondo e compagni di squadra Jonathan Thonon e Davide Forè, risultando fra i migliori del lotto nella categoria KZ2 dove saranno presenti oltre 50 piloti. In totale alla Winter Cup, con le altre due categorie KF2 e KF3, prendono parte oltre 260 piloti provenienti da tutto il mondo, con la presenza delle più importanti case e i più blasonati team del karting. Conquistare un bel risultato a Lonato vuol dire mettersi in luce a livello internazionale, e per Mirko Torsellini, da quest’anno lanciato in questa nuova avventura agonistica, sarebbe proprio un bell’auspicio per il prosieguo della stagione. Il programma di Mirko Torsellini per il 2011 prevede la partecipazione anche alla WSK Euro Series, WSK Masters Series, al Campionato Europeo e alla Coppa del Mondo KZ2.

tutto addobbato di maglie da rugby, ci ha voluto conoscere di persona e ci ha detto che se fossimo stati all’altezza gli avrebbe fatto piacere portarci a giocare in Irlanda. Nelle feste pasquali del 2010 ci ha proposto nuovamente di trasferirci in Irlanda: in maggio abbiamo fatto il provino a Athlone ed essendo risultati idonei ci hanno tesserati». La realtà del rugby irlandese è piuttosto diversa da quella italiana: «Qui il rugby è lo sport più seguito. Purtroppo non è ancora professionistico, come invece è in Italia. La categoria dove giochiamo corrisponde alla Serie A1 italiana, ma a differenza di quella, le uniche squadre professioniste sono le quattro selezioni che partecipano alla Celtic League ovvero Connacht, Leinster, Ulster e Munster, che rappresentano le quattro regioni d’Irlanda. Tutte le altre squadre sono gerarchicamente sottoposte a queste: i professionisti del Connacht che non sono stati convocati per la partita di Celtic League sono distribuiti tra le società minori per tenersi in allenamento e giocare».

Costone travolgente Sesta vittoria consecutiva per la Consum. it Costone Siena che vince in trasferta a Tuoro sul Trasimeno (55-67) nella 20a giornata del campionato di basket di Serie C Dilettanti - girone E. In vantaggio dall’inizio, primo quarto chiuso a +10, i gialloverdi sono riusciti a mantenere per tutta la gara un buon vantaggio (+14 all’intervallo lungo e +17 al terzo quarto) per chiudere in controllo in ultima frazione. Costone che continua così a detenere il primato in classifica con 32 punti (16 vittorie e 3 sconfitte). Il prossimo turno (22a giornata, la 21a è di riposo per i gialloverdi) vedrà la squadra di Andrea Zanotti impegnata nuovamente in trasferta a San Giovanni Valdarno. Di seguito il tabellino dell’incontro: WATT PASSIGNANO: Giottoli 4, Farnetani 2, Chianese 7, Bianchi 12, Bruschi 21, Lisi, Sabini G, Sabini J, Cinicini, Fefè 2. All. Garroni. CONSUM.IT COSTONE SIENA: Bonelli 10, Cessel 4, Gambelli 12, Solfrizzi 5, Franceschini N. 10, Castri 9, Spampani 6, Franceschini F. 5, Benincasa 6, Bruttini. All. Zanotti. ARBITRI: Grigioni di Roma e Tellone di Caserta. Note: parziali . TL Passignano 13/18, TL Siena 18/22


biancoverde

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Al via le Final Eight A Torino, nella sfida di Coppa Italia, la Mps parte con i favori del pronostico La Coppa Italia per anni è stata l’oggetto (proibito) dei desideri dei tifosi senesi. Essendo ormai da diversi anni una competizione che si gioca in partite secche a eliminazione diretta, è sempre stato il trofeo che più di ogni altro si prestava alle imboscate da parte delle squadre meno forti. La Mens Sana nel 2002 tentò di scippare il trofeo dalle mani della Virtus di Messina, all’epoca una corazzata a livello europeo. Il blitz, guidato dal miglior Chiacig di sempre, non riuscì per un po’ di sfortuna e per la classe immensa di giocatori come Ginobili e Rigaudeau. Quando la Mens Sana è poi divenuta la squadra da battere ha dovuto fare i conti proprio con la “legge dell’outsider”, dovendo patire sconfitte non preventivate e per questo più amare contro squadre di livello non eccelso come Cantù. Come dimenticare poi la rocambolesca sconfitta contro Treviso nel 2007, con la Montepaschi paralizzata di fronte alla grandinata finale di triple di Soragna, Mordente e soci. Sono stati anni nei quali la Coppa è finita appunto anche nelle mani di outsider come la Napoli di Lynn Greer e Mason Rocca, che coach Bucchi guidò alla vittoria nel 2006 o Avellino di coach Boniciolli, Marques Green ed Eric Williams, campione nel 2008. In effetti è stata proprio la Mens Sana negli anni seguenti a “normalizzare” la situazione. Gli ultimi due trofei infatti sono andati per la sorpresa di pochi alla squadra che ha dominato in campo italiano negli ultimi anni. Il primo trionfo arrivò due anni fa a Bologna, nella tana della Virtus. Fu la partita di Henry Domercant, che risolse con due canestri nel finale un match teso, dominato dalle difese. Lo scorso anno nuova sfida con le Vu nere ad Avellino e nuova vittoria per i biancoverdi, stavolta meno sofferta. La Montepaschi parte quindi con i favori del pronostico, forte del suo top seed. L’assenza di Mc Calebb è pesante, ma la squadra si sta piano piano adattando e Jaric migliora di giorno in giorno. L’avversaria più accreditata è ovviamente Milano, ma attenzione all’entusiasmo di Cantù – che ha appena conquistato il secondo posto in campionato – e a squadre come Avellino, Biella e Montegranaro, capaci di imprese a sorpresa. Minori chances per Pesaro, prima avversaria della Montepaschi, squadra di livello sicuramente inferiore rispetto alla Mens Sana, ma reduce dalla vittoria casalinga con la lanciata Caserta e quindi da prendere con le molle. Nicola Panzieri

il programma Ecco il programma delle partite: Quarti di Finale Giovedì 10 febbraio, ore 18:00, Montepaschi Siena – Scavolini Siviglia Pesaro (diretta Sky Sport 2 HD ); ore 20:30 Fabi Shoes Montegranaro - Canadian Solar Bologna (diretta Sky Sport 2 HD) Venerdì 11 febbraio, ore 18:00, Armani Jeans Milano – Air Avellino (diretta Sky Sport 2 HD); ore 20:30 Bennet Cantù – Angelico Biella (diretta Sky Sport 2 ) Semifinali Sabato 12 febbraio, ore 18:00, Vincente gara 1 – Vincente gara 2 (diretta Sky Sport 2 HD); ore 20:30, Vincente gara 3 – Vincente gara 4 (diretta Sky Sport 2 HD) Finale Domenica 13 febbraio, ore 18:15, Vincente gara 5 – Vincente gara 6 (diretta Sky Sport 2 HD) I biglietti possono essere acquistati online sul sito www.ticketone.it, oppure tramite il nuovo circuito di vendita Piemonte Ticket www.ticket.it. Per informazioni: www.finaleight2011.com, info@finaleight2011.it.



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