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PERIODICO DI POLITICA ECONOMIA E INFORMAZIONE

Luglio 2015 • Anno 4 • n. 14

www.ilgazzettinodiroma.it

Autorizzazione N° 40/2012 del 13/02/2012 • Copia gratuita

EMERGENZA IMMIGRAZIONE L’ITALIA CALPESTATA E TRATTATA MALE DA TUTTI di Va V leria Bordoni

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iamo arrivati a luglio e gli sbarchi sulle coste italiane, dall’inizio dell’anno, sono circa 54 mila. La Sicilia, il Lazio e la Lombardi d a si aggi g udi d cano il pri r mato dell’accogl g ienza. Il 2015 si classifi f ca come anno record, 10% in più rispetto all’anno scorso (Unhcr) r . Ma cosa sta succedendo? gli Italiani vivono momenti di fo f rte sconfo f rto, la nostra economia è al collasso eppure continuiamo ad accogliere tantissimi stran eri ni r in gr g andi d di difficoltà, che ri r chiedono assistenza, cure sani n tari r e, cib i o, vestiti e tanto altro. Il nemico numero uno, certamente non sono loro, che rischiano la vita per sfu f ggire alla morte, alla guerra e all’orrore, e tanti di loro la perdono durante il viaggio, 1.850 dispersi solo da gennaio. Il governo non riesce a gestire in modo dignitoso la vita di ognuno, siamo giunti alla deriva demografi f ca. Ci ritroviamo ad aff ffrontare la disoccupazione, l’esplosione della violenza, il degrado ambientale, senza avere gli strumenti adatti ne tantomeno i mezzi fi f nanziari, che a volte fi f niscono nelle tasche di chi se ne approfi f tta. Perché in realtà i soldi ci sono, ma f nno giri loschi e sporchi. L’assistenza agli immigrati è diventata un fa business! Una miniera d’oro, “un mercato che fr f utta molto più rispetto alla droga”. Gli immigrati, dal punto di vista amministrativo, sono oggetto di appalti. A Roma, Mafi f a Capitale ha prosperato gr g azie a questo sistema. L’assistenza per ogn g i immigr g ato è costata per lo Stato italiano 35 euro al giorno, fo f rse troppo. Tuttavia non riuscire ad ottenere prezzi più f vorevoli è un problema per lo Stato che, pagando così profu fa f matamente un serv r izio dato in appalto, rischia di alimentare con i suoi stessi soldi le reti mafi f ose “alla Buzzi” i , che con il surplus di guadagni a sua volta corrompono le amministrazioni che dovr v eb e bero controllare l’uso di d qu q ei stessi soldi. Al A cuni punti andrebbero osserv r ati da un’ altra prospettiva: L’Immigrazione come risorsa. Il contrib i uto degli immigrati vale 123 miliardi di euro, quasi 9 punti di PIL. L’immigrazione concorre a risanare i conti pub u blici previ v denziali. Inoltre l’ immigr g ato di diventa responsab a ile di d attiv ività sommerse o illegali solo dove prevale l’occupazione irregolare; nelle regioni in cui prevale l’occupazione regolare, sono occupati regolarmente. L’immigrazione è un fe f nomeno strutturale che convive da sempre con l’umanità. Noi italiani, in passato, ne siamo stati protagonisti. Secondo l’A ’ genzia delle Nazioni Unite per i Rifu f giati (Unhcr) r a breve ci saranno 50 milioni di rifu f giati veri e propri. Per cui il fe f nomeno va gestito, incanalato e distrib i uito; sotto questo aspetto, si deve ammettere che l’Italia si è fa f tta trovare impreparata, aff ffrontandolo con misure ordinarie e poco eff fficaci il fe f nomeno. Bisognava mobilitare soggetti economici e politici, amministrazioni locali, sindacati, associazioni industriali e profe f ssionali; si dovevano moltiplicare confe f renze a liv i ello nazionale e locale per trovare soluzioni. Occorreva istituire un responsabile immigrazione in ogni ministero, un commissario governativo in ogni regione e in ogni grande comune, ma il fe f nomeno ci ha sommersi. Sotto questo aspetto fo f rse il Capo dello Stato potrebbe dare una mano poiché il problema dell’immigr g azione è un fe f nomeno trasversale e nazionale, in grado di stravolgere equilib i ri politici e convivenza civile. Il premier britannico Cameron è disponib i ile a dare risorse all’intelligence italiana, ha rassicurato che non lascerà sola l’Italia. Per questo motivo, pur non essendo d’accordo sulla proposta europea della ri r part r izione (r ( elocation) n dei 40 mila ri r chiedenti asilo, Cameron ha off fferto risorse economiche e agenti dei serv r izi, rib i adendo che ci vuole un approccio gl g obale per cercare di rompere il collegamento fr f a immigr g ati e scafi f sti e dare la caccia alle bande criminali in Lib i ia. L’Ungh g eria ha annunciato un muro anti-immigrati lungo 175 chilometri e alto 4 metri. Si tratta di una soluzione per controllare le fr f ontiere con la Serb r ia, dalla quale arrivano i profu f gh g i fu f ggiti da Af Afghanistan, Siria e Pakistan. Più a sud, la Bulgaria si è già mossa per costruire il suo muro lungo i confi f ni con la Turchia, mentre a nord l’A ’Austria ha chiuso i propri valichi, raff fforzando i controlli verso i Paesi dell’ex Jugoslavia. Inoltre, in base ad un accordo con l’Italia, il Governo austriaco blocca i clandestini che provengono da sud approfi f ttando del Trattato di Schengen. Una simile intesa è stata sottoscritta anche tra Italia e Svizzera. Da menzionare, poi, l’accordo di Chambéry tra Italia e Francia del 1997, per cui le autorità di Parigi riaccompagnano gli stranieri irregolari nella Penisola. Si rammenta che negli anni novanta la Spagna costruì due alte barriere di fi f lo spinato nelle due città avamposto situate in Marocco (Barriere di separazione di Ceuta e Melilla) a ; il Governo britannico, inoltre, ha fi fnanziato la costruzione di barriere al porto di Calais per bloccare i mig anti che vogl gr g iono attraversare la Manica; infi f ne ci sono i muri inv n isib i ili e provv vvisori r , come qu q elli di d Ve V ntimigl g ia e del Brennero, che rappresentano un’avvisaglia di quello che spetterà all’Italia nel caso in cui i Paesi membri Ue non troveranno un accordo. I politici propongono soluzioni impossib i ili come l’installazione di campi per trattenere i migranti in Libia e i rimpatri veloci o di massa.Gli sbarcati non possono essere rimandati indietro per diversi motivi: gli Stati da cui essi provengono (Bangladesh, Senegal, Costa d’A ’Avorio, Ghana, Sudan, Mali) i non hanno accordi con l’Italia per il rimpatrio; inoltre, in alcuni Stati (Siria) a è in corso una

guerra da cui sono fu f ggiti. Per quanto riguarda l’ipotesi di costruire campi in Libia per trattenere lì i migranti, bisogna ricordare che in quella terra non esiste di fa f tto uno Stato, un Governo (ce n’è più di uno) e che il Paese stesso non ha mai ratifi f cato le conv n enzioni Onu sui ri r fu f gi g ati. Né si potrebbe obbligare le navi (militari) i che soccorrono gli stranieri a riportarli negli Stati di partenza; il principio internazionale, infa f tti, è quello di portare gli scampati nel porto sicuro più vicino. Forse una soluzione possib i ile potrebbe essere quella di d aff ffidare in capo ad una comune amministrazione europea il processo di distinzione, accoglienza e rer e ossia una gestione comune europea. La paura del dispingimento; serv verso deve essere convertita in conoscenza reciproca, l’integrazione deve avv v enire attraverso due vie: la conoscenza della nostra lingua e l’istruzione primaria per i ragazzi stranieri al di sopra dei sei anni. Serv r e, insomma, essere disposti all’accoglienza e all’aiuto, cercando di fa f rci rispettare; il resto sembra essere solo buonismo indiscriminato. Se pensiamo che nel mondo si contano 7 miliardi e 124 milioni di persone e se la ricchezza mondiale fo f sse ripartita equamente, ciascuno di noi avrebbe un reddito annuo di 14 mila dollari. Ma la verità è che quasi 3 miliardi di persone vivono al di sotto della soglia minima di povertà, questo determina gli spostamenti verso i paesi più ricchi. Ringrazio il Dott. Domenico Colotta della camera dei deputati coautore con l’ Av Avv. Lucio Barletta del libro “Legislazione stranieri” i ed. Sinnos e Jaques A tali per una lettura che ti apre gli occhi. At

LA VOCE DI PA S Q U I N O I NOMI DELLA TERZA GIUNTA MARINO:

ROSSI DORIA, ESPOSITO, DI LIEGRO E CAUSI Terzo rimpasto di governo in poco meno di un anno. Quella della giunta Marino a Roma è ormai una tarantella amministrativa. Il consenso dei cittadini è drasticamente sceso, gli scandali politico amministrativi e il degrado in cui versa la città sono sotto gli occhi di tutti. Nel frattempo, in Campido­ glio, viene ufficializzata la no­ mina dei nuovi consiglieri: Marco Rossi Doria, Stefano Esposito, Luigina Di Liegro e Marco Causi. Quattro nomi nuovi per l’amministrazione Pd. Nomi che entrano al po­ sto degli assessori Scozzese, Masini, Improta e del vicesin­ daco Nieri che lascia il pro­ prio posto, con delega al bilancio, a Marco Causim. L’assessorato alla Scuola va a Marco Rossi Doria e quello ai trasporti, dopo le di­ missioni di Impronta, passa a Stefano Esposito. Al turi­ smo, invece, troviamo Lui­ gina Di Liegro. Ad annunciare le nuove no­ mine è proprio il sindaco, Ignazio Marino, che presenta i nuovi assessori come “per­ sone che sapranno portare a Roma i cambiamenti di cui la città ha bisogno». In merito alla lettera inviatagli dal Pre­ mier Renzi, invece, risponde: “Sapevo che non avrei tro­ vato lo stesso rigore di Stoc­ colma ma di certo non immaginavo le casse vuote e un debito di quasi un mi­ liardo, la criminalità e la cor­ ruzione”. Tutto ciò sottolineando lo sforzo fatto per garantire, in questi mesi, trasparenza e legalità. “Io mi sento solido”, dice Marino. “E sento la solidità del go­ verno che vuole obiettivi e noi li raggiungeremo”.

N. 14 • luglio 2015

Impaginazione e stampa Miligraf S.r.l. Via deg V e li Olmetti, 36 - 00060 Fo F rmello (R ( m) m T l. 069075 Te 7 142 - Fa Fax 0690400189 inf nfo@milig i raf af.it - www.milig i raf af.it

Direttore Responsabile Maria Chiara Mingiacchi Hanno collaborato Cristina Allegra, Sergio Allegra, Paolo Coscione, Roberto Di Carlo, Francesco Falvo D’Urso, Daniela Gentile, Federica Motta, Daria Onofr f i, Tito Lucrezio Rizzo, Laura Solari, Ernesto Vetrano Editore Pasquino Editrice Srl V a Sabotino n° 46 - 00195 Roma Vi T l. 06. Te 6 372 7 8693 redazione@ilg l azz z ettinodiroma.it C d. Fi Co F sc. e P. P Iv I a 1174 7 9291008 N REA N. E : RM R 13252 5 99 C iuso in redazione il 29 lug Ch u lio 2015


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Periodico di politica, economia e informazione

MAMMA ROMA AFFONDA SOMMERSA DA RIFIUTI E DEBITI di Maria Chiara Mingiacchi

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i avviciniamo all’estate con un caldo torrido che non lascia tregua e ci portiamo in vacanza gli annunci del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che promette di togliere la tassa sulla prima casa a partire dal 2016 e di rivedere gli scaglioni Irpef nel 2018: 45 miliardi di riduzione delle tasse in tre anni e insieme, dulcis in fu f ndo, anche la legge sulle unioni civili entro l’anno, che fa f sempre cool, soprattutto dopo la condanna di Strasburgo. Parole, parole, parole cantava Mina, e noi oggi. In fa f tto di politica annunciata e pochi fa f tti Renzi ricorda moltissimo il tanto vituperato, amato, odiato, inquisito mister B. Rispetto a lui non è da meno, anzi: per alcuni è addirittura più convincente. Chissà se basta, fficiente visto che le stime parlano di una crescita attorno allo 0.5% e chissà se è suff per rialzarsi da una crisi che ha lasciato morti e fe f riti, ha distrutto fa f miglie, cambiato le prospettive, incupito gli animi. È proprio la prospettiva che manca al nostro paese, incapace di guardare al fu f turo con sguardo positivo e carico di aspettative. Un buco nero che investe tutto, capitale compresa, esempio in piccolo dei mali del paese. Il sindaco Marino ha perso mezza giunta ma si è trincerato in uno “splendido isolamento”, senza avere né la capacità strategica, né la fo f rza economica della vecchia Inghilterra: come un disco incantato dice solo “non me ne vado”, poi f rti e scippi all’orla città resta nelle mani di una microcriminalità dilagante con fu dine del giorno, sommersa dalla sporcizia, ostaggio senza tempo del degrado, con Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi e il sindaco di Roma, Ignazio un trasporto pubblico medievale senza mezzi, senza soldi e senza speranze. Che Marino l’Atac sia in crisi da anni ormai è sotto gli occhi di tutti: una mancanza di risorse talmente conclamata che potrebbe essere salvata solo da una ricapitalizzazione della società per cui servirebbero quasi 200 milioni di euro e che sarebbe a carico altri si guastano per strada. Lo scenario della capitale è apocalittico: scippi, cadaveri del socio unico di Atac, cioè il Comune di Roma. Nel fr f attempo, l’azienda - che per abbandonati, immondizia alta metri sotto le abitazioni, una criminalità (micro e f tti da rimanere immobili, senza anni non è stata risparmiata da varie ondate bipartisan di “parentopoli”, attraverso macro) dilagante che lascia tutti talmente esterrefa f no a che punto si arrivi prima di dire assunzioni selvagge di parenti e amici - oggi deve fa f re i conti con un calo della pro- alcuna reazione, quasi si volesse vedere fi duzione e un mancato incasso sui soldi dei biglietti con drammatiche conseguenze: basta e invertire la tendenza. Nell’attesa, per cambiare paese, siamo ancora tutti un autobus su due resta nei depositi per la mancata manutenzione, mentre molti in tempo.

IL DEGRADO DI ROMA SUL NEW YORK TIMES RENZI A MARINO: “GOVERNI O VADA A CASA”

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i occupino di cose concrete, dei problemi della gente, della sanità. Si smetta di guardare a strani giochi politici: se sono in grado di governare vadano avanti altrimenti vadano a casa”. Sono queste le parole de premier Matteo Renzi nei confr f onti del sindaco di Roma, Ignazio Marino, e del governatore della Sicilia, Rosario Crocetta. “Basta con la telenovela continua: la gente non si chiede se un politico resta in carica ma se risponde alle sue domande”, commenta. Una situazione esasperata sia in Sicilia che nella Capitale dove i continui disservizi e la mancanza di risposte concrete ai problemi territoriali tengono alta la tensione dei cittadini. La crisi della Capitale, ormai al collasso, è fi f nita non solo sulle prime pagine dei quotidiani nazionali, ma anche di quelli stranieri. Ieri sul New York Times dove compaiono le dichiarazioni del sindaco capitolino che, in un’intervista al corrispondente da Roma, si dife f nde: “Sono stato aggressivo fi f n dall’inizio, in modo clinico. Ab A biamo portato le regole. La cosa più importante per me a amministrare la città in modo trasparente e onesto - spiega - e non mi importa nulla di quali fo f ssero gli accordi politici in vigore prima del mio arrivo”.


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luglio L’ E L Z E V I RO

STARTUP QUOKKA, GIOVANI CON LE IDEE CHIARE

ATAC, ESTATE DI SCIOPERI RECORD CITTADINI ESASPERATI, INTERVIENE IL GARANTE DEI TRASPORTI

Com’è nata Quokka? rediamo che per creare un’azienda che possa competere in un mercato così complesso si debba partire dai problemi e dai bisogni: Ciò che abbiamo notato è che l’utente fi f nale, potenziale cliente di un qualunque evento, soff ffre ad oggi di una totale asimmetria info f rmativa, rifl f esso dell’assenza di un canale dedicato ad eventi di questo genere. Fare startup non signifi f ca solo off ffrire un prodotto al mercato, ma f rte brand dife f ncreare una community e un fo dibile e questo è davvero possibile solo con un sistema d’ascolto solido ed eff fficace. Come funziona la vostra app? Il nostro soft f ware e quanto più avremmo mai potuto immaginare: i ragazzi del team sono stati fo f rtissimi e abbiamo creato un’app veraf ntastica. Quokka permette alle permente fa sone di monitorare gli eventi che vengono organizzati, e consente agli utilizzatori di scegliere e prenotare attraverso uno smartphone la serata a cui intendono partecipare. Una volta scelta, selezionata e prenotata la f sta, Quokka crea un QR Code che viene salfe vato all’interno del profi f lo dell’utente, direttamente nella stessa app. Per accedere al locale, l’utente deve semplicemente esibire il QR code. Ma è dopo l’accesso che arriva il bello, ciò che realmente cattura l’utente: successivamente alla comodissima convalida del codice accede ad una fu f nzione social che, supportata da una raff ffinata tecnologia hi-tech real time, permette di interagire, direttamente dall’app, con tutti i partecipanti dell’evento trasfo f rmando l’esperienza social in un’esperienza unica e dinamica. Credo che questo dia un senso di libertà di info f rmazione di massa, come un “Grande fr f atello” alla portata di tutti. Al termine dell’evento la nostra app accompagna l’utente nel suo aft f er party, consigliandogli la cornetteria o la paninoteca più vicina al locale.

E l’azienda quando è nata? Abbiamo fo f ndato la nostra società a marzo 2015 con lo scopo di unire domanda e off fferta di eventi in discoteca, lounge e pub attraverso uno strumento innovativo che aumentasse l’info f rmazione sia per gli utenti che per gli organizzatori.

Per gli organizzatori? Si, anche per gli organizzatori! Altrimenti, senza costruire per loro un concreto vantaggio non saremmo mai riusciti a penetrare il mercato. Dovevamo trovare un modo per vendere e… accidenti se l’abbiamo trovato!!!

Come procede il vostro percorso, è possibile farcela in Italia? Nella fa f se iniziale del nostro percorso abbiamo avviato la società con bootstrapping e love capital delle nostre fa f miglie che ci hanno permesso di sostenere il primo periodo e di validare una piccola cluster di mercato. I risultati sono stati ottimi ed abbiamo ottenuto un microsit di investimento dagli USA. L’investimento ci ha permesso di validare il prodotto su target di mercato più ampi, ottenendo , an-

cora una volta degli ottimi risultati: è arrivato un altro round di investimento, questa volta da un Investor italiano. Stavamo crescendo ed in poco meno di tre mesi siamo diventati una vera azienda con un capitale di investimento solido, come in un sogno! Ma in realtà, è lì che si inizia a sudare.

A novembre parteciperete al Web Summit di Dublino, selezionati e sponsorizzati dall’evento… Si, a novembre parteciperemo al Web Summit, il più grande networking tra IT investor e startupper del pianeta. Partecipare alla più importante fi f era di hi-tech del pianeta sarà meraviglioso, ma ancora di più sarà portare a casa un grande risultato: avremo l’occasione di dimostrare il valore della nostra azienda e la nostra visione di fu f turo.

E qual’è la vostra visione di futuro? In tre anni desideriamo rappresentare i leader del mercato dell’ Hi-Tech Real time technology, che nella nostra visione rappresenta un mercato che lascia grande spazio alle innovazioni. Credo fo f rtemente che il fu f turo degli smartphone sia proprio in ciò di cui stiamo parlando” La nostra vision è quella di scalare il mercato italiano nel primo anno di attività e di consolidarlo insieme ad un espansione più grande nel secondo anno. Pubblicheremo queste novità nell’aggiornamento del 28 Luglio 2015: l’app subirà un totale restyling che, oltre alle nuove fu f nzioni, aumenterà gli standard qualitativi del soft f ware di tantissimi punti. IL TEAM DI QUOKKA K È COMPOSTO DA: Roberto Verde, CEO e fo f ndatore, ventenne e studente di Economia e Gestione Aziendali presso l’Università Roma Tre; Lorenzo Borchini, 21 anni, ex studente di Economia, che ha deciso di dedicarsi fu f ll time all’azienda, svolge attività di networking e customer’s care; Simone di Paolo, studente di info f rmatica a Tor Vergata, prossimo alla laurea è lo sviluppatore Android del team. Insieme a Simone, Scappa Alessandro, studente di ingegneria info f rmatica presso Roma Tre, si occupa della gestione dei server e dei database. Lo stesso Alessandro è l’Ios Developer dell’azienda. La diff ffusione commerciale e le

partnership della società sono competenza di Francesco Daga e Giampiero Cipriani, entrambi laureandi presso la Scuola di Economia e Studi Aziendali a Roma Tre. Tra gli ultimi goals raggiunti dall’azienda uno su tutti spicca per il suo prestigio: la startup Quokka è stata selezionata come Alpha Exhibitor al Web Summit di Dublino, fi f era globale del mondo IT partecipata da grandi aziende quali Google, Microsoft f e molte altre. Il Web summit rappresenta una grande occasione, fo f rse la più importante del mondo, di networking tra startup e grandi investitori del mondo dell’IT: chissà se anche dall’Italia possa partire una grande rivoluzione.

Un protesta che va avanti ad oltranza da un mese, quella dei dipendenti Atac. Sciopero bianco dei mezzi pubblici e un’estate di fuoco per i romani, in parte per le temperature elevante, in parte per i continui disagi legati al trasporto pubblico. Uno situazione ormai in­ gestibile per cui, anche in merito allo sciopero gene­ rale di fine luglio, è inter­ venuta l’Autorità di garanzia per gli scioperi, precettando la protesta organizzata dai sindacati. “Le astensioni programmate per la gior­ nata del 27 luglio 2015 de­ terminerebbero ­ comuni­ cano ­ la reale possibilità di un ulteriore pregiudizio gra­ ve ed imminente alla tutela della libertà di circolazione degli utenti del Trasporto Pubblico Locale del Comune di Roma Capitale, già for­ temente provati dal cattivo funzionamento del servizio e dalle disfunzioni sopra ri­ chiamate”. Tirato un respiro di sollievo, almeno in questa occasione, resta alto la ten­ sione dei cittadini riguardo l’inadeguatezza del servizio trasporti urbano.


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ROMA - EUR - Via Via i Cristoforo Cristofor Crist o Colombo, angolo Oceano Pacifico

Gazzettino n 14 luglio 2015  
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