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PERIODICO DI POLITICA ECONOMIA E INFORMAZIONE

Aprile 2015 • Anno 4 • n. 8

www.ilgazzettinodiroma.it

Autorizzazione N° 40/2012 del 13/02/2012 • Copia gratuita

STRAGE NEL MEDITERRANEO

LA VOCE DI PASQUINO NASCE L’UFFICIO “ANTI-TAVOLINI SELVAGGI� AL CENTRO

OLTRE 900 MORTI IN MARE UE E ITALIA, SPETTATORI SILENZIOSI? di Redazione

Stop all’abusivismo della risto­ razione. Via dalle strade del centro i tavolini non autoriz­ zati di ristoranti e bar. A stabi­ lirlo non è solo la normativa, ma un uďŹƒcio ad hoc che d’ora in poi – mettendo assieme funzionari comunali e vigili ur­ bani del Municipio I – farĂ guerra al “tavolino selvag­ gioâ€?. Una proposta del mini­ sindaco Sabrina Alfonsi che dichiara: “Mi sono resa conto che gli intoppi burocratici ral­ lentavano fortemente le ope­ razioni dell’anti­abusivismo, rendendole quasi infattibili. L’obiettivo che si pone questo uďŹƒcio è far applicare le re­ gole, in tempi rapidi, per far di­ ventare il centro storico della Capitale un luogo piĂš deco­ rosoâ€?. Si tratta di un provvedimento necessario che, nel manteni­ mento dell’ordine pubblico e in vista del Giubileo, potrebbe essere applicato in altri quar­ tieri di Roma dove il problema dell’invasione di strade e mar­ ciapiedi da tavoli e sedie è al­ trettanto insistente. Un’idea confermata dall’assessore Marta Leonori che ha com­ mentato: “Questo uďŹƒcio di scopo contro l’abusivismo commerciale è una sperimen­ tazione nata nel I municipio. Se qui andrĂ  bene potrĂ  essere proposto anche in altri muni­ cipi con il supporto dell’ammi­ nistrazione centraleâ€?.

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’ un tragedia che lascia senza parole, quella consumatasi a largo del canale di Sicilia. Circa 900 morti in mare dopo il naufr f agio di un barcone proveniente dalle coste libanesi. Solo 28 i superstiti portati in salvo a Catania dalla nave Gregoretti della guardia costiera. Per gli altri non c’è stato nulla da fa f re. Inghiottiti dal mare nella speranza di raggiungere la salvezza, sulle coste Siciliane. Un numero di vittime senza precedenti che si aggiunge alla lista delle stragi nel Mediterraneo. Da gennaio a oggi, infa f tti, sono annegati in quel tratto di mare circa 1.600 migranti. Immediato il cordoglio delle istituzioni italiane ed europee, seguito dalla polemica di giornalisti e associazioni internazionali per i diritti dell’uomo: Siamo solo spettatori muti? Quello che si è consumato è un dramma che riguarda tutti. "Ci troviamo davanti a una tragedia immane che deve scuotere la comunitĂ internazionale e richiama all'impegno i Paesi dell'Unione Europea", ha aff ffermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Non si può assistere senza reagire all'indegna tratta di esseri umani di cui sono vittime i profu f ghi spesso condotti a morire in mare dai traff fficanti assassini. La morte di centinaia di profu f ghi manife f sta la totale insuff fficienza delle iniziative assunte fi f n qui dalla comunitĂ  internazionale rispetto alla conseguenze delle guerre in Medio Orienteâ€?, ha continuato il capo dello Stato. Poi, durante l’Angelus della domenica, l’appello del Papa: “Queste vittime nostri fr f atelli che cercavano una vita migliore". E la cercano trovando, ormai sempre piĂš spesso, la morte. Ma ripercorriamo le operazioni programmate dalle istituzioni per arginare il problema: Dall’ottobre del 2013 fi f no alla fi f ne del 2014 era attiva l’operazione Mare Nostrum lanciata del governo italiano guidato da Enrico Letta. A seguire è partita l’operazione Triton, coordinata dall’agenzia europea Frontex con risorse e obiettivi piĂš limitati che ha portato alle conseguenze degli ultimi mesi. Aumento di morti in mare e diff fficoltĂ  nei soccorsi. Cosa servirebbe? Un’operazione adeguata, dotata di fo f rze e mezzi necessari per prevenire le stragi a largo della Libia. O in alternativa, garantire l’accesso legale nello spazio del Schengen in modo da combattere il fe f nomeno dei barconi clandestini, carichi di profu f ghi in cerca di speranza e senza alcuna alternativa, se non quella di intraprendere la via del mare - in condizioni di assoluta insicurezza e precarietĂ  - per sfu f ggire alla guerra e salvare la vita. A costo di perderla. Alla richiesta di un segnale estero fo f rte per risolvere l’emergenza Mediterraneo, l’Unione Europea risponde con un nuovo piano di intervento che riassume in dieci punti tra cui: raff fforzare le operazioni congiunte Triton e Poseidon con un aumento di fo f ndi e di mezzi per la sorveglianza delle coste; collaborare con l’Onu nell’individuazione e distruzione delle imbarcazioni usate dai traff fficanti in Libia; Aiutare l’Italia e la Grecia nelle procedure per la concessione dell’asilo e organizzare nuovi programmi per il rimpatrio dei migranti che non hanno diritto all’asilo.

N. 8 • Aprile 2015

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La borsa di studio chiama gli studenti delle scuole superiori di Roma Capitale a redigere una tesina che riporti progetti e/o ipotesi e/o proposte per il rilancio economico e sociale del proprio territorio passando attraverso lo studio della sinergia                    

              

  

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Periodico di politica, economia e informazione

“LA BUONA SCUOLA” CONTESTATA PUNTI IN DISCUSSIONE E PROTESTE DI PIAZZA. STUDENTI E DOCENTI SCENDONO IN PIAZZA PER DIFENDERE LA SCUOLA PUBBLICA di Redazione

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cuola pubblica. Una parola che mette insieme istruzione, cultura e crescita. La scuola che in questo Paese - per i giovani e per gli insegnanti – rappresenta tanti limiti e poche possibilità. Così come l’ultima rifo f rma scolastica applicata dal Governo. Una rifo f rma dal nome che non lascia dubbi, eppure una delle più contestate del Governo Renzi. La Buona Scuola proposta in Parlamento dal Premier e dal ministro Giannini non piace. A dirlo sono i profe f ssori, di ruolo e non. Ma anche gli studenti, scesi in piazza più volte per contestare il disegno di legge. I profe f ssori si ribellano alla Buona scuola e scendono in piazza. Ma quali sono i motivi che hanno spinto l’intero mondo della scuola alla mobilitazione contro premier e ministro? Dal contestato piano assunzioni ai poteri concentrati nelle mani dei dirigenti per passare a tematiche di interesse strutturale come la riqualifi f cazione edilizia delle scuole. Tra gli obiettivi del governo, infa f tti, c'è quello di costruire edifi f ci innovativi e attuare nuove misure di sicurezza all’interno delle scuole. Mentre riguardo le modalità di assunzione dei docenti, infa f tti, il nuovo piano prevede il superamento delle graduatorie provinciali dei supplenti. E, secondo i sindacati, attuare questa soluzione risolverebbe la questione precariato solo in parte. Dal piano assunzioni, infa f tti, resterebbero fu f ori gli idonei all'ultimo concorso e migliaia di precari d'istituto, che hanno prestato servizio per anni. L’idea di rendere le scuole più autonome, poi, è uno dei punti più caldi in discussione sia al Governo che nelle piazza. A questo nodo si lega la nuova fo f rmula del preside "a trazione integrale" e il piano di assunzioni aggiornato che dovrebbero garantire l’autonomia delle scuole e il ricambio di personale negli anni. La proposta del Premier Pd, infa f tti, è di rilanciare la scuola assegnando più potere ai dirigenti scolastici che dovranno sia stilare il piano triennale dell'off fferta fo f rmativa della scuola che valutare l’idoneità dei docenti. Potrà scegliere il proprio personale insegnante dagli albi territoriali oppure sottrarre alle altre scuole i docenti migliori. Una manovra che oltre a dare più poteri e autonomia alle scuole, di certo le mette anche in accesa competizione tra loro. Una battagli, quindi, all’istituto scolastico e al preside che garantisce l’off fferta fo f rmativa di qualità più alta. Ma l’idea di un dirigente scolastico assuma dei super poteri non rassicura aff ffatto il popolo dei docenti di tutta l’Italia che, proprio per protestare contro questo punto, scenderanno in piazza il 5 maggio a Roma. Per dire no all’accentramento dei poteri all’interno delle scuole e bloccare i privilegi agli istituti paritari piuttosto che pubblici. “La buona scuola siamo noi” è lo slogan della protesta che si muoverà dietro le bandiere delle sigle sindacali FLC, CGIL e UIL, ma anche SNA N LS e GILDA.


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aprile L’ELZEVIRO

CAOS METRO A

BAROCCO A ROMA

APERTA COMMISSIONE D’INCHIESTA. SCONTRO ATAC-DIPENDENTI. CODACONS DIFENDE I CITTADINI

P

Aperta un’inchiesta sul caos metro di venerdì 17 aprile. I macchinisti attaccano l’azienda e il Codacons interviene in dife f sa dei cittadini. Secondo le aff ffermaf tti, zioni dei dipendenti, infa le disposizioni ad arrestare le corse dieci minuti prima dello sciopero uff fficiale sarebbero arrivate dall’Atac. A confe f rmarlo sarebbe una registrazione audio. Scatta la guerra tra azienda e dipendenti. Nel fr f attempo, oggi, si riunisce la commissione di indagine disposta dal Campidoglio. E il sindaco, Ignazio Marino, annuncia: “Non escludo dei licenziamenti già da martedì. E’ uno spirito scomposto di aff ffrontare una situazione

che vogliamo portare alla massima eff fficienza”. La denuncia è partita dal Codacons dopo le innumerevoli segnalazioni dei passeggeri, il venerdì di sciopero. Il coordinamento delle associazioni per la tutela dei cittadini chiede spiegazioni in merito all’interruzione di pubblico servizio e ipotizzato reato di attentato alla sicurezza dei trasporti. Al Acuni passeggeri, infa f tti, hanno dichiarato di essere rimasti chiusi dentro i vagoni fe f rmi alle stazioni della linea Metro A per svariato tempo, senza che nessuno aprisse loro le porte del convoglio. Intanto sullo stop anticipato dei trasporti, i dipendenti si dife f ndono: “La responsabilità è del-

l’azienda che ha sbagliato le stime sull’adesione allo sciopero”, dice un macchinista. “I colleghi che si sono presentati al lavoro sono stati molti meno di quelli programmati da At A ac, per cui

le corse hanno subito un f rte rallentamento sin fo dall’inizio”, continua. “Poco prima dell’inizio dello sciopero le banchine erano talmente sovraff ffollate e i treni così stracolmi che dalla di-

rezione non hanno potuto f r altro che ordinare l’evafa cuazione dei mezzi per motivi di sicurezza”. L’azienda si dife f nde portando al vagl g io orari e distribuzione degli incarichi: “A “ Roma sono 490 e devono lavorare 6 ore e 10 minuti, per 6 giorni a settimana”, dicono. “Le ore eff f ttive di guida, però, sono fe solo 3, se non si aggiungono gli straordinari. Il resto sono tempi tecnici, manovre” Dalla giunta capitolina, intanto, parte l’indagine sulla vicenda di venerdì 17 aprile. E sulla registrazione audio attribuita alla dirigenza Atac l‘assessore ai trasporti, Guido Impronta, interviene: “Se venisse accertato che queste situazioni sono state cagionate dagli ordini arrivati dalla Dct, scatteranno provvedimenti nei conf onti dei responsabili”. fr

LA MERAVIGLIA DELLE ARTI di Antonietta Di Vizia

Fino al 26 luglio 2015 a Pa­ lazzo Cipolla si resta a bocca aperta per lo stupore am­ mirando le opere di Gian Lorenzo Bernini, Guido Reni, Pietro da Cortona, il Guercino, Simon Vouet, Ni­ colas Poussin e Francesco Borromini. Il tutto grazie alla Fondazione Roma Mu­ seo e all’ambiziosa opera­ zione culturale che ha il suo centro propulsore nella mostra “Barocco a Roma: La meraviglia delle arti” per documentare il percorso artistico e intellettuale che ha reso Roma la ‘capitale’ del Barocco e modello per le grandi città d’Europa e oltreoceano. Il Barocco è stato un movimento arti­ stico che ha fatto propria la volontà di stupire, me­ ravigliare e che continua ad esercitare un grande fa­ scino anche nel terzo mil­ lennio. Un periodo quello in mostra che va dal 1600 al 1680 ovvero fino alla scomparsa del Bernini, per raccontare partendo dalla origini fino al pieno sviluppo con i temi della teatralità urbana, un intenso e ricco periodo fino ad arrivare ai due protagonisti dell’arte di fine secolo, Gaulli e Ma­ ratti, esponenti uno dell’il­ lusionismo barocco e l’altro della ricerca dell’ideale e del bello. Il percorso espo­ sitivo spiega in modo sin­ tetico e chiaro l’evoluzione dell’arte barocca dalla sua nascita nei primi due de­ cenni del Seicento, alla sua massima ‘esplosione’ figu­ rativa sotto il pontificato di Urbano VIII e continua con l’attenzione riservata all’urbanistica da Papa Ales­ sandro VII Chigi, che diede alla città di Roma un nuovo ‘volto’. L’esposizione offre al pubblico quasi 200 opere tra dipinti, sculture, disegni, medaglie e oggetti, con ca­ polavori dei più grandi artisti del Barocco, a cura di Maria Grazia Bernardini e Marco Bussagli e vanta importanti prestiti dai più autorevoli musei del mondo, tra cui Musée du Louvre, Museo Statale Ermitage di San Pie­ troburgo, Kunsthistorisches Museum e Albertina Mu­ seum di Vienna, Museo Na­ cional del Prado di Madrid, Staatliche Museen di Ber­ lino, Victoria & Albert Mu­ seum di Londra, Musei Va­ ticani, oltre ai principali isti­ tuti museali italiani.


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Gazzettino di roma n 8 2015  
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