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PERIODICO DI POLITICA ECONOMIA E INFORMAZIONE

Agosto 2012 • Anno 1 • n. 12

GLOSSARIO ECONOMICO

L’OSCILLAZIONE DEI MERCATI FINANZIARI di Sergio Allegra

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a volatilità dei mercati finanziari è l’indicatore statistico utilizzato per calcolare il grado di variazione percentuale del prezzo dei titoli e, di conseguenza, serve anche quale indicatore di valutazione dell’entità del rischio per gli investitori che scelgono di acquistare un determinato titolo. Storicamente, la volatilità aumenta nei periodi di maggiore turbolenza economica e politica. La crisi che sta colpendo alcuni Paesi dell’eurozona conferma questo dato. Infatti, è evidente come all’avanzare della crisi le oscillazioni dei titoli aumentino. Cosa causa le oscillazioni? È la paura degli operatori di perdere il proprio capitale che aumenta o diminuisce in base a fattori molto diversi fra loro e che condiziona gli acquisti finanziari. Un esempio, degli ultimi giorni, è stato il discorso del 26 luglio di Mario Draghi, Presidente della Banca centrale Europea. Quel giorno si è assistito a una grande turbolenza sui mercati dovuta al nervosismo e all’incertezza provocati dal discorso di Draghi che, nel sostenere che “l’euro è un processo irreversibile”, ha formalmente annunciato che la BCE ha il potere di salvarlo anche tramite l’acquisto di titoli di stato sul secondo mercato. Per la BCE acquistare titoli di stato vuol dire entrare direttamente sul mercato, bypassando i governi. Si è trattato di una dichiarazione che potrebbe definirsi “senza precedente” che, finora, nessuno aveva preso in considerazione. Così, le dichiarazioni del Presidente della BCE hanno generato un impulso alla fiducia e subito generato euforia nei mercati già nelle prime ventiquattro ore. La fiducia nella possibilità del salvataggio è stata spinta ulteriormente dall’esplicito sostegno a Draghi da parte della Merkel. Già due giorni dopo, però, è iniziato un calo, quasi impercettibile, dovuto alle dichiarazioni del Presidente della Bundesbank - Banca centrale tedesca - che, contestando a Draghi la veridicità delle sue dichiarazioni in merito ai poteri della BCE, di fatto dichiarava di non essere in nessun modo favorevole, né tantomeno collaborativo, rispetto alle azioni che la BCE avrebbe potuto mettere in cantiere per salvare l’euro tramite un intervento diretto. Il 1 agosto, abbiamo assistito ad un momento di sospensione dovuta all’attesa della conferenza stampa di Draghi. Gli azionisti, anche internazionali, si aspettavano l’acquisto da parte della BCE di Btp e Bonos spagnoli e nuove misure straordinarie per salvare l’eurozona, ma in quell’occasione Draghi, parlando di fraintendimenti, sembrava voler ritrattare le dichiarazioni di Londra. La delusione per quelle che sembravano essere promesse non mantenute ha provocato un crollo significativo nei mercati finanziari. Ma già appena 24 ore dopo le borse sono tornate a salire. Perché? Perché in realtà Draghi ha confermato la sua intenzione di salvare l’euro e, seppure non dovesse farlo acquistando titoli di stato sul secondo mercato, lo farà acquistato titoli privati degli stati in difficoltà: un’ azione diversa per il raggiungimento dello stesso risultato, in sostanza. Questo potrebbe essere interpretato come la volontà di Draghi di salvare l’euro e di farlo tramite un compromesso con la Bundesbank che, così, non opporrebbe più resistenze né ostacoli. La BCE è l’ultima speranza per l’euro e Draghi sta giocando bene la partita. Siamo certi che a settembre saprà vincere la sfida.

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Autorizzazione N° 40/2012 del 13/02/2012 • Copia gratuita

IL TURISMO FRUTTA 5,4 MILIARDI DI EURO

La degenerazione del

TEATRO VALLE Storia di un lento degrado

A tanto ammonta il “tesoretto” che la Capitale produce grazie ai turisti, soprattutto nei mesi estivi Turisti attorno a Fontana di Trevi

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oma Capitale? Produce denaro anche in tempo di vacanze. Ben 5,4 miliardi di euro! Questi, infatti, i soldi che i turisti spendono in casa nostra, prevalentemente durante il periodo estivo. E dunque, se c’è ancora qualcuno che aveva dei dubbi sulla capacità di Roma di ripartire, di poter trascinare con sé tutta l’Italia e, addirittura, di poterlo fare prima degli altri Paesi europei, abbiamo nuovi dati, e numeri, per smentirlo. Un’indagine realizzata da EURES Ricerche Economiche e Sociali - e commissionata da Ebtl Ente Bilaterale per il Turismo e Federalberghi riferita al 2012 ha rilevato, infatti, che i turisti stranieri spendono a Roma, mediamente, 775 euro per persona nell’arco, in media, di 4-5 giorni. Ma c’è di più: la ricerca EURES, infatti, si basa anche sul confronto con altre capitali europee: Parigi, Londra, Berlino, Madrid, Amsterdam, Lisbona, Praga, Vienna, Bruxelles, Atene. Tra tutte, Roma esce vincitrice. I turisti maggiormente interessati al Bel Paese sono gli asiatici, i russi e i norvegesi però - sperando di non essere tacciati di venalità - i più “preziosi” sono gli australiani, a seguire, gli americani. A visitare la capitale sono, per lo più, le famiglie e le coppie, ma non

mancano i gruppi organizzati e i viaggiatori solitari. Vengono a trovarci soprattutto per le vacanze ma non manca chi viene per vedere i monumenti più belli del mondo: il Colosseo e i Musei Vaticani (67,3%); seguono, a grande distanza, la Galleria Spada, il Palatino, la Galleria Borghese, le Catacombe, i Musei Capitolini e la Galleria d’Arte Antica Palazzo Barberini. A raccogliere minor successo sono invece il Maxxi, le Terme di Caracalla e il Vittoriano. E non c’è nessun straniero e viaggiatore che poi, passando per Roma, non abbia voglia di visitare Fontana di Trevi e lanciare la monetina all’indietro. Il dato studiato che risulta più interessante nell’ambito dell’indagine, è sicuramente quello che i turisti a Roma spendono molto di più per la cultura che per il resto, ad eccezione che per le spese per l’alloggio e per il mangiare. Si viene molto meno nella Capitale per fare shopping, nonostante le vie famose del centro con i bellissimi negozi dei più grandi stilisti italiani e non solo. E tra le spese per i souvenir, gli stranieri a miniature, calamite e palle di Roma con la neve, preferiscono i prodotti enogastronomici, il reale e “genuino” made in Italy. Non solo nella Capitale se è vero che gli

avventori di Roma dopo cinque giorni si spostano in tutto il Lazio e visitano i paesi ricchi di storia e monumenti nel territorio della provincia romana (Villa Adriana a Tivoli), ma anche i litorali e le spiagge, fino alle isole Pontine. Tirando le somme, anche se venditori ambulanti, traffico, pulizia delle strade e trasporti pubblici restano note dolenti, i turisti, non solo hanno trovato piacevole e soddisfacente il loro soggiorno ma, addirittura, hanno dichiarato che Roma ha decisamente superato le loro aspettative e quasi sempre i turisti vanno via con la voglia di tornare. L’EURES ha realizzato un sondaggio molto ampio e dettagliato che ora l’amministrazione capitolina non può non analizzare: la circolazione di 5,4 miliardi di euro in poco più di tre mesi significa il 10% del pil, un “tesoretto” in pratica. Da qui bisogna partire per prendere atto che Roma è una città ad altissima vocazione turistica che necessita di una governance e di investimenti ad hoc e di progetti di ampio respiro degni di una grande capitale europea, perché la crisi non resti fine a se stessa ma rappresenti anche un’occasione per reinventarsi e investire in settori lasciati, finora, troppo in disparte. (M.G.)

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Da oltre un anno il Teatro Valle è oc cupato abusivamente dalla Fonda zione “Teatro Valle bene comune”. Una fondazione costituita prevalen temente da artisti e lavoratori dello spettacolo che all’approvazione della �nanziaria 2011 hanno avuto paura per il futuro proprio e per quello del Teatro Valle. Nella norma era disposta la soppressione dell’Ente Teatrale Ita liano e il timore fu quello che il teatro venisse affidato a privati che, proba bilmente, ne avrebbero tradito l’iden tità di spazio dedicato alla scena con temporanea con respiro internazio nale. Come si concretizzò il loro di sappunto? Con l’occupazione del tea tro! Cosa fece l’amministrazione co munale? L’assessore Gasperini prov vide immediatamente a far passare il Teatro alla gestione di Roma Capitale, evitando così la gestione privata. Una disposizione che la dice lunga sull’at tenzione e sul riconoscimento di valore per il Teatro Valle e per l’arte teatrale da parte dell’amministrazione capitolina. Un’amministrazione, per di più, che si assumeva la propria re sponsabilità istituzionale con la ma nifesta disponibilità, inoltre, ad avviare una trattativa che portasse ad uno stato di pace per la realizzazione dello scopo comune: il teatro a disposizione della collettività. Ma dall’altra parte non ci fu nessuna disponibilità a com promessi né a trattative con la con seguenza che tutto rimase bloccato. Oggi la situazione di fatto sta dege nerando: chi passa davanti al Teatro vede un luogo più simile a un centro sociale che ad uno spazio dedicato alla cultura del teatro, un teatro di qualità che rappresenta parte signi� cativa di cui la cultura italiana può vantarsi nel mondo. Per andare in scena con uno spettacolo di qualità è fondamentale la sinergia fra regista, attori e tecnici: il regista sa che dovrà rispettare le caratteristiche di inter pretazione degli attori, gli attori sanno che dovranno rispettare le regole del regista. Non sempre le regole sono condivise all’unanimità ma la sinergia è necessaria e può esistere solo quan do nessuno cercherà di sostituire o prevaricare l’altro. I cittadini vogliono uno spettacolo di qualità e chi è nel settore dovrebbe insegnare come si realizza piuttosto che opporsi a chi vuole costruire!

N. 12 • Agosto 2012

Impaginazione e stampa Miligraf S.r.l.

Via degli Olmetti, 36 - 00060 Formello (Rm) Tel. 069075142 - Fax 0690400189 info@miligraf.it - www.miligraf.it

Direttore Responsabile Maria Chiara Mingiacchi Hanno collaborato Sergio Allegra, Federica Costa, Clementina D’Eramo, Roberto Di Carlo, Marina Giangiuliani, Daria Onofri, Marta Ruggeri, Laura Solari Editore Pasquino Editrice Srl Via Sabotino n° 46 - 00195 Roma redazione@ilgazzettinodiroma.it Cod. Fisc. e P.Iva 11749291008 N. REA: RM 1325299 Chiuso in redazione il 9 agosto 2012


agosto

Periodico di politica, economia e informazione AMMINISTRATIVE 2012

ALEMANNO PRESENTA “RETE ATTIVA PER ROMA” Il sindaco di Roma scalda i muscoli per la sfida elettorale e presenta al Pincio la lista civica che lo sosterrà

Il Sindaco di Roma Gianni Alemanno accanto al simbolo della nuova lista civica

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n palco allestito sulla terrazza del Pincio, uno dei luoghi più suggestivi di Roma: questo è lo scenario che Gianni Alemanno ha scelto per presentare e lanciare ufficialmente “Rete attiva per Roma”, la lista civica che lo sosterrà nella sua seconda corsa al Campidoglio. Ad ascoltare il progetto del sindaco c’erano oltre tremila persone - così dichiarato dagli organizzatori - anche se erano occupate 870 poltrone, c’erano cittadini di ogni estrazione: dai rappresentanti politici, di Alleanza nazionale, per la maggior parte, a cittadini della “Roma che conta”, tanti lavoratori di Atac e di Ama, e molte rappresentanze del mondo delle associazioni. Al vasto pubblico, raggiunto anche attraverso i social network, il Sindaco ha mostrato immediatamente la

MERCATI TESTACCIO E NON È SOLO COMMERCIO Tutto a costo zero per la pubblica amministrazione

sua intenzione e voglia di coinvolgere e di dare parola a tutti coloro che in questi anni hanno perso fiducia nei confronti della politica. Infatti, proprio per giustificare la scelta di una lista civica, ha dichiarato che il sistema dei partiti politici non è adeguato alla necessità di crescita e di rilancio della società: “Ci sono lobby, gruppi che bloccano la città, ma c’erano anche con i sindaci di centrosinistra, quindi, - ha aggiunto - dobbiamo rompere questa crosta e per farlo servono idee e persone nuove, quelle persone che si sono allontanate dalla politica”. Subito dopo, la strigliata a quell’opposizione che “ha paralizzato la città” a partire dalla questione Acea e del blocco della delibera, che hanno causato la perdita per i romani di oltre 200 milioni di euro. Una questione

che per Alemanno è simbolica rispetto all’atteggiamento oppositivo e limitativo, ai danni della ricchezza e dello sfruttamento delle grandi potenzialità che invece Roma potrebbe sviluppare. Oltre al caso Acea, Alemanno ha ricordato la questione del restauro del Colosseo, bloccato per ben 2 anni, la “nuvola di Fuksas”, il Piano Nomadi, il Teatro Valle occupato. Non sono mancati poi i riferimenti ai tempi tanto cari alla destra: immigrazione e famiglia. E lì ha prontamente sottolineato l’espulsione di ben 26mila extracomunitari irregolari nell’arco di 4 anni, a fronte dei 20mila che invece aveva annunciato alla sua candidatura. Ancora, i tempi più cari alla destra: sicurezza e immigrazione, dalla lotta alla prostituzione all'immigrazione clandestina al decoro della città con la lotta all'abusivismo e ai bivacchi poco decorosi, ma anche una strizzatina d'occhio al Vaticano “perché ci sono valori non negoziabili che fanno parte della storia di Roma" ovvero la vita e la famiglie, e qui l'attacco alle unioni civili e ai matrimoni gay è diretto: "Nei municipi si parla di unioni civili e testamento biologico. Dobbiamo dire no a queste cose - ha continuato - che sono contro la vita e contro la natura di Roma". Quattro anni di governo che il sindaco ha snocciolato davanti ai suoi sostenitori e, sicuro che Roma abbia le energie giuste per poter uscire dalla crisi in tempi brevi, ha chiesto ai cittadini di realizzare, insieme a lui, un grande progetto di aggregazione. Non senza un’ultima stoccata alla sinistra a cui ha chiesto un atteggiamento responsabile in campagna elettorale, per uno scontro civile e senza colpi bassi.

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asce il Mercato Testaccio: un luogo che rappresenta una svolta per il quartiere: permetterà di riqualificare piazza Testaccio e di dare un cuore, un fulcro, attorno a cui questo storico quartiere potrà tornare a vivere e funzionare bene. Un passo avanti anche per la città. Infatti il nuovo mercato si estende su 5000 metri quadrati nel Centro Polifunzionale che sorge all’incrocio tra via Volta, via Galvani, via Franklin e via Ghiberti, ed il progetto, firmato dall’architetto Marco Rietti, si basa sulla falsariga dei mercati all'aperto nelle piazze di Roma: aperto su tutti e quattro i lati, coperto e protetto da sole e acqua ma con pannellature traforate da dove filtrano luce e aria. La struttura è quasi del tutto autosufficiente dal punto di vista energetico nel rispetto della normativa sul risparmio energetico inserita nel regolamento edilizio di Roma capitale. La realizzazione della struttura, pensata già 17 anni fa, è iniziata nel 2008 per opera di un concessionario privato che ha investito 18 mln di euro in cambio dell’intera gestione economica. Un’opera dunque, che non ha inciso sul bilancio comunale ma che, dopo tanti anni, l’Amministrazione mette a disposizione della cittadinanza, a vantaggio dell’intera area che diventerà un polo di riferimento commerciale tra i più importanti per la capitale e per la sua economia”, così l’Assessore Bordoni. Ed in effetti, offre notevoli servizi ai cittadini romani infatti 2mila metri quadrati sono dedicati a servizi pubblici e pubblici esercizi, ci sono spazi per 103 operatori e un parcheggio interrato di 6mila metri quadrati per 270 posti automobili. Inoltre, troviamo anche un arricchimento archeologico con una superficie scavata di 7mila metri quadrati che in parte sarà resa visitabile nel giro di un paio di anni.

PATRIMONIO IMMOBILIARE

ROMA: IMMOBILI IN VENDITA, PER CRISI Il Comune dismette parte del patrimonio immobiliare, pezzi di storia che fanno gola a molti, soprattutto stranieri

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approvazione del bilancio di Roma? Un calvario. Settimane, anzi mesi, per arrivare a una conclusione. Di nuovo l’ostruzionismo ha rallentato tutto e a farne le spese sono i romani. Il dibattito sulla delibera 32, denominata “Acea”, infatti, ha creato una situazione di stallo che continua a bloccare la città. E - anche se il Governo ha prorogato il termine per l’approvazione di bilancio degli enti locali a ottobre - è evidente che Roma non può temporeggiare per decidere. I 200 milioni persi per la mancata vendita di Acea sono necessari perché senza si andrebbe a intaccare ancora il settore dei servizi sociali. Così, il 6 agosto, l’amministrazione capitolina - preso atto della situazione e dell’impossibilità di agire diversamente - ha approvato un maxiemendamento che si compone di 107,9 milioni tra maggiori entrate, minori oneri finanziari e trasferimenti a Roma Capitale da parte di Regione e Stato e 77,1 milioni di tagli alla spesa e 200milioni da recuperare tramite la dismissione di alcuni immobili che saranno tutti destinati agli investimenti. Tra quelli più grandi c'è anche l'area Papareschi, dove sorge l'ex Miralanza che, all'inizio del 1900 ospitava una fabbrica di saponi e che, fino ad alcuni mesi fa, era stata occupata da fami-

glie nomadi, l'ex colonia montana del Terminillo, e l'antico palazzo del 1400 in via dei Soldati che ospita l'Hostaria dell'Orso. E ancora, la Biblioteca e il museo teatrale della Siae, la società italiana degli autori ed editori in via del Sudario. Poi, un lungo elenco di locali che ospitano negozi e ristoranti. Ci sono l'Escargot, la Trattoria Priscilla "ar Montarozzo". Infine, altri palazzi che ad oggi non sono utilizzati in nessun modo. Ora c’è da chiedersi: chi saranno gli acquirenti? Un dato non irrilevante e, considerato il periodo di crisi che mette tutti in difficoltà economica, in Italia i clienti potrebbero mancare. Ma c’è qualcuno che già si sta adoperando. Se apriamo i nostri orizzonti, infatti, ci rendiamo conto che all'estero è grande la richiesta per comprare nel nostro Paese. Proprio da questa intuizione è nato www.luxurideas.com: un sito in cui vengono promossi gli immobili italiani verso l'estero. In sostanza, le quotazioni in valuta locale sono aggiornate in automatico ogni giorno e i testi sono tradotti in cinese e russo. Finora gli stati che dimostrano maggiore interesse sono gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Germania; ma cresce velocemente anche il contatto con Cina e Russia. Chi ci comprerà?

INVESTIMENTI

BANCHE E ASTE GIUDIZIARIE Cala la vendita delle case ma cresce la compravendita di immobili alle aste giudiziarie, segno di crisi che porta sempre più privati a partecipare di Marina Giangiuliani

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l calo delle compravendite nel settore immobiliare continua a scendere vertiginosamente (siamo arrivati a ben -19,6% nel primo trimestre, secondo i dati dell'agenzia del Territorio) ma questo è un dato noto. È in controtendenza, invece, un settore parallelo, cioè quello che riguarda le compravendite di immobili ad uso abitativo (le case) soggetti ad asta giudiziaria. Da una parte, quindi, c’è il dato drammatico dell’aumento di immobili all’asta. Dall’altro, sempre espressione di tempi di crisi, quello che a partecipare alle aste oggi non sono più solo società ma sempre più privati che cercano l’occasione per risparmiare. In effetti, gli sconti sugli immobili all’asta sono interessanti e rendono accessibile l’acquisto ma per un privato cittadino l’assistenza di un esperto è fondamentale. Quindi questo rappresenta anche un’occasione di trovare un nuovo canale di business per gli agenti immobiliari che, forse più di tutti, risentono del calo delle ordinarie compravendite. Purtroppo, però, la situazione non è lineare. Perché l’acquisto di immobili dipende, nella maggioranza dei casi, dalla concessione di un mutuo da parte degli istituti bancari e, dato che sempre più spesso i mutuatari non riescono a sostenere le rate del mutuo, la banche, vedendosi a rischio, hanno trovato la soluzione. Una soluzione che è una novità per giocare d’anticipo, ancora una volta ai danni del consumatore. In sostanza, gli istituti bancari stanno ricorrendo sempre più spesso alle vie del precontenzioso: cercano di instaurare una trattativa privata con il loro debitore. Il funzionamento è semplice: dopo due o tre rate di mutuo non pagate, la banca creditrice attiva una procedura legata ai crediti incagliati. Il fatto nuovo consiste nella verifica delle condizioni del debitore, che viene invitato a vendere l'immobile se non più in grado di onorare il prestito. Ma subito, senza le procedure giudiziarie. Sembrerebbe quasi un gesto magnanimo. In realtà, nel caso il debitore accettasse la banca non avrebbe oneri giudiziari né correrebbe i rischi relativamente alle condizioni “illegali” sulle quali il mutuo potrebbe essere stato erogato e sottoscritto dal consumatore. Il proprietario, invece, sarebbe costretto a vendere ad un prezzo condizionato dalla quota residua del mutuo, sicuro inferiore a quello di acquisto. E non salvando niente: né lui, né la casa.


Periodico di politica, economia e informazione ENOGASTRONOMIA

EATALY E LA MASSIFICAZIONE DEL GUSTO Inaugurato a Roma, dopo Torino e New York, è il più grande centro enogastronomico del mondo

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a quando è stato ufficialmente aperto al pubblico Eataly con i suoi 16.000 metri quadri e 18 ristoranti non ha deluso le aspettative di nessuno tanto da ospitare più di centomila visitatori nei soli primi cinque giorni di apertura. Definito da molti, ma non da tutti, il “tempio dell’enogastronomia”, da Eataly si può mangiare, degustare, comprare ma anche solo guardare. Il progetto, di Julio

Lafuente, ha avuto sicuramente l’altissimo merito di recuperare una struttura come l’air terminal di Ostiense con oltre venti anni di degrado e abbandono alle spalle. Ma la longa manu di Oscar Farinetti anche qui ci ha visto lungo e dopo le principali città italiane, il Giappone e New York, una bandiera su Roma non poteva certo mancare. Eataly, concettualmente ma anche praticamente, raccoglie al-

cuni prodotti di nicchia dell’enogastronomia italiana: la filosofia è proprio quella di voler riscoprire queste radici e renderle il più possibile conosciute, palesate, in sostanza: vendute. Ecco allora intere stanze dedicate solo alla carne, oppure solo alla mozzarella nostrana, metri quadrati per l’esposizione di pesci di ogni tipo e poi l’alimentari per eccellenza ma anche spazi dedicati all’aperitivo, alla pizza, al panino,

al fritto, e l’elegante Ristorante Italia. Ce n’è per tutti e per tutti i gusti e per tutti quelli che in questi mesi hanno letteralmente assalito la struttura tanto da costringerla a chiudere un giorno dopo la prima settimana per “riassortimento”. Sicuramente si tratta di un concetto originale e accattivante di mercato, soprattutto quello enogastronomico. Un melting pot dell’eccellenza italiana che vorrebbe anche avere la presunzione di educare al gusto, ai prodotti di qualità, al consumo di alimenti prodotti con procedimenti che siano rispettosi dell'ambiente, delle tradizioni e delle identità culturali: un punto di raccordo tra consumatori e produttori, una filosofia slowfoodiana all’ennesima potenza, anche come capacità economica e di distribuzione. E Farinetti, in questo, ci ha visto davvero lungo e dopo aver fatto miliardi con la vendita di lavatrici, televisori e telecamere ha puntato sulla prelibatezza dei prodotti dell’enogastronomia italiana e oggi possiede una ventina di aziende vinicole, di acqua minerale, birra e pasta (che si trovano proprio negli scaffali di Eataly, ma questo non è né un mistero, né un conflitto di interessi). Oltre, ovviamente, ad essere il maggiore azionista di Eataly, è diventato una star, scrive libri, partecipa a convegni e conferenze, è corteg-

giato dalle banche, dai giornali e dai colleghi. Eppure la grande distribuzione dell’affaire Eataly poco si sposa con la nicchia e la salvaguardia dei prodotti stile Slow Food: una massificazione del gusto che poco ha a che fare con un’educazione al gusto e alle scienze gastronomiche. Eataly ha sicuramente il pregio di aver recuperato una struttura abbandonata, aver creato un grande centro agroalimentare e gastronomico dove poter trovare alcuni prodotti tipici italiani, non tutti e certamente non a buon mercato visto che ci insegnano che la qualità si paga. Volendo riassumere, si tratta di un grande centro commerciale del gusto, dove per mangiare devi prima accaparrarti - e anche velocemente - un tavolo, poi devi fare la fila (infinita) sicurissimo di cosa voler mangiare, gustare e bere perché se avessi voglia anche solo di un’altra birra, sarebbe meglio andarla a bere a casa. Buonissimi, ovvio, i prodotti, ma alcuni si trovano anche in altri negozi non a marchio “Eataly”. Apprezzamento poi per l’orario del supermercato, aperto fino a mezzanotte. Negativo, però, il parcheggio: troppo piccolo per il volume degli avventori che si aggira attorno ai ventimila visitatori ogni giorno. Tanto rumore per aver venduto anche il nostro gusto alla grande distribuzione.

RESTAURI

OPERAZIONE COLOSSEO: PARTONO I LAVORI

A dicembre le prime impalcature per un restauro organico dell’anfiteatro che durerà oltre quattro anni di Daria Onofri

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opo 73 anni di attesa partono i lavori per un restauro organico dell’Anfiteatro Flavio, più noto a tutti come “Colosseo”. Il progetto, per un totale di 25 milioni di euro è finanziato da Della Valle che, in cambio, ha ottenuto l’esclusiva per 15 anni sul logo del monumento più visitato d’Italia. Tre dei sei cantieri previsti partiranno contemporaneamente e i tempi per la consegna sono oltre i due anni e mezzo, per ciascun cantiere però. “Abbiamo reso disponibile chiedendo e pretendendo che non ci fosse alcuna operazione di ritorno aziendale, perché il monumento appartiene agli italiani - ha chiarito Della Valle, presidente del Gruppo Tod’s - . Avremo solo il permesso di stampare un piccolo Colosseo sulla carta intestata della onlus Amici del Colosseo che farà conoscere l’iniziativa nel mondo, in modo di attirare così altri fondi per operazioni simili”. Puro mecenatismo, dunque, a rilancio della cultura, dell’arte ma anche dell’economia. Dopo tre anni di trattative, polemiche, e perfino

un ricorso al Tar, finalmente si parte e il Colosseo ha la possibilità di ritrovare una veste che oggi è troppo opaca e consunta. A dicembre saranno poste le prime impalcature intorno al monumento. Il primo intervento riguarderà le prime quattro arcate e la sostituzione delle cancellate al primo livello. Consegna dei lavori: giugno 2015. La seconda fase riguarderà progettazione ed esecuzione del Centro Servizibiglietteria- merchandising per il circuito Colosseo – Palatino - Fori Imperiali nel terrapieno tra via Celio Vibenna e piazza del Colosseo, per un costo di 4milioni 317 mila euro e una durata di circa 6 mesi. Infine terzo appalto per il restauro interno e degli ipogei, (le aree sotterranee di cui se ne recupereranno i due terzi). La consegna che in questo caso coinciderà con la chiusura definitiva dei lavori - è prevista per la fine del 2016. Un restyling che riguarderà anche la viabilità attorno al Colosseo: il Sindaco Alemanno,

infatti, ha assicurato che una parte della viabilità proveniente dai Fori Imperiali sarà deviato verso Colle Oppio, per evitare che l’Anfiteatro Flavio continui a fungere, come adesso, da immensa rotatoria spartitraffico. In realtà però non ci sarà una completa pedonalizzazione dell’area. Non solo traffico però: anche l’abusivismo di venditori ambulanti, di figuranti e di gladiatori, ha trasformato la zona attorno al Colosseo in vero “suk”, tanto da suscitare le polemiche di molti cittadini ma anche di molti esponenti del mondo della cultura. Anche per questo il Sindaco ha promesso “una normativa a prova di ricorsi”.

agosto NUOVA VESTE PER L’E42 MAGAZINE La Pasquino Editrice rilancia il giornale storico del quartiere EUR

Da sinistra: Alessia Allegra, Gilda Maria Tucci, Davide Bordoni, Pasquale Calzetta, Antonietta Di Vizia, Daria Onofri, Sergio Allegra.

E42 Magazine, lo storico giornale del quartiere Eur­ Torrino ­ rilevato dalla Pa­ squino editrice ­rinasce per diventare un mensile con un occhio sempre più atten­ to alla realtà capitolina. L’obiettivo è quello di rac­ contare la vita dei romani, allargandosi anche ad altre parti del territorio, compresi i Municipi X, XI, XII, XIII, XV fino al litorale. Il magazine è arricchito, oltre che da nuovi contenuti e rubriche, anche dalla presenza di gran­ di collaboratori tra i quali si annoverano molti esponenti delle discipline del diritto, della politica e dell’econo­ mia. L’iniziativa è stata ac­ colta positivamente anche dalle istituzioni. L’assessore Davide Bordoni, in partico­ lare, ha espresso il proprio apprezzamento: “In questo tempo di crisi – ha dichiarato in occasione della presen­ tazione ufficiale dell’E42 ­ è fondamentale che tutti siano in grado di capire cosa suc­ cede realmente, soprattut­ to, sapere in che modo la crisi economica e tutte le politiche nazionali e comu­ nitarie si ripercuotono sul nostro territorio”. Insieme a Bordoni, era presente, tra gli altri, Pasquale Calzetta, Presidente del XII Municipio. La Pasquino Editrice, nasce con l’intento di diffondere la realtà politica, giuridica ed economica e, in quest’ot­ tica, ha attivato per i cittadini il forum “La Voce di Pasqui­ no” ­ accessibile online sul sito ufficiale de “Il Gazzetti­ no di Roma” (www.ilgaz­ zettinodiroma.it) ­ un luogo di incontro dove dire la pro­ pria e trovare le ricette per superare la crisi. Il forum come ha dichiarato il Presi­ dente della Pasquino Editri­ ce, Sergio Allegra, “sarà esteso anche ai lettori di E42 Magazine”.



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