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Anno 15, n. 5 - 6/12 marzo 2010 - www.ilgallo.it - info@ilgallo.it

L’Isola Lecciso Parla Raffaella “Loredana vi stupirà

perché il coraggio non le manca e l’attitudine a sperimentarsi tra gli ostacoli nemmeno” 43

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Il Forum sulle Regionali 43

G. Stefano, M. Vadrucci, A. Gianfreda, A. De Donno, F. Chirilli, E. Russo, A. Lia:

VERRÀ L a Pu g l i a c h e

Elezioni comunali: i candidati nei nostri paesi, da pag. 13


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iniziative

Andrano: un bambino nato ed un bambino salvato 6/12 MARZO 2010

Comune di Andrano, su proposta dell’assessore alla Pubblica Istruzione, Simona Rizzo, ha voluto festeggiare l’arrivo dei 29 bambini nati nel 2009, devolvendo un contributo per un’importante iniziativa di solidarietà lanciata dall’Unicef contro la mortalità infantile. L’iniziativa si chiama “Per ogni bambino nato un bambino salvato” e consente all’Amministrazione di adottare, con un contributo in denaro, una Pigotta, la bambola di pezza dell’Unicef, per ogni nuovo nato nel Comune e, nel contempo, di finanziare un kit salvavita. La Pigotta viene regalata al nuovo nato e la donazione aiuterà a crescere sano un bambino in un’altra parte del mondo, grazie alla somministrazione di un pacchetto di interventi salvavita (vaccinazioni, vitamina A, sali per

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la reidratazione), nonché zanzariere per prevenire la malaria e assistenza alle madri durante la gravidanza e nel Simona Rizzo parto. La Pigotta un importante e concreto atto di solidarietà in favore delle popolazioni di Haiti duramente colpite dal violento sisma del 12 gennaio scorso. La cerimonia di consegna delle Bigotte, che vedrà protagonisti genitori e bambini nati nel Comune di Andrano nel corso del 2009, è prevista per sabato 13 marzo, alle 18, nelle sale del Castello Spinola Caracciolo e vedrà l’importante partecipazione della presidente del Comitato Provinciale Unicef di Lecce, Giovanna Perrella.

La Balena Mangialibri a Lecce

Si terrà da giovedì 11 a domenica 14 marzo, presso i Magazzini Ex Upim a Lecce, la prima edizione di “Balena Mangialibri - Festival di Letteratura e Illustrazione per l’Infanzia”, manifestazione organizzata dall’Associazione Fermenti Lattici. “Balena Mangialibri” è un festival nato per avvicinare i bambini alla letteratura ed all’illustrazione attraverso il contatto diretto con l’oggettolibro e tramite numerose attività: tre mostre d’illustrazioni, una video performance a tema, labo-

ratori creativi, workshop, incontri letterari per grandi e bambini. In questa prima edizione saranno presenti con le loro ultime novità più di trenta case editrici italiane specializzate in pubblicazioni per l’infanzia. Grande attenzione sarà inoltre riservata alle scuole primarie e dell’infanzia per le quali è stato predisposto lo speciale percorso didattico “K-Bambini”, che prevede la visita guidata alle mostre, la partecipazione ai laboratori e gli incontri con autori e illustratori. Ospiti del festival

Arianna Papini, Giordano Aterini, Simone Nuzzo, Livio Sossi, Cristiana Valentini, Philip Giordano, Federica Iacobelli e molti altri. Si chiuderà domenica 14 con una festa tra l’ex Upim e la vicina Piazza Sant’Oronzo, dove busker, mimi e saltimbanchi animeranno la giornata. Nel pomeriggio si terrà invece “Favole, Burro e Marmellata”, una merenda durante la quale “Balena Mangialibri” incontrerà i bambini che hanno partecipato all’iniziativa “L’incredibile viaggio di un libro in Book-Crossing”.

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pia dop zeta

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I furbi dell’R C A RCA quanto ci costi… All'origine dell'aumento dei premi delle assicurazioni sarebbero l'eccessiva concorrenza in cui si sono lanciate le Compagnie assicuratrici negli anni passati e le truffe operate ai danni di queste ultime. E le previsioni per il futuro non sono buone: la gara ad abbassare i premi degli ultimi anni sarebbe sfociata in una ridotta redditività: ora, per sistemare la situazione, le assicurazioni sembrerebbero costrette ad alzare le tariffe. E poi ci sono le truffe organizzate ai danni delle assicurazioni che potrebbero portare i premi assicurativi a impennarsi dell'8%. Secondo un'indagine Isvap, nel nostro Paese ogni anno sono 90.000 i sinistri riconducibili ad attività fraudolente, rappresentando il 3% degli incidenti totali; l'Ania, dal canto suo, considera tali cifre addirittura sottostimate. A non accettare le dinamiche di questo gioco al rialzo, però, sono i consumatori: riuniti in diverse associazioni, gli automobilisti fanno notare come dal 1996 a oggi le polizze rc-auto di tutte le compagnie operative in Italia sarebbero aumentate in media del 170%. Il dubbio ci viene: chi è che sta facendo il furbo?


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attualità

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L’addio di Galatina a Colazzo

Quell’uomo buono che voleva la pace Galatina ha rivolto l’estremo saluto al suo Piero Antonio Colazzo, il 48enne agente dell’Aise (Agenzia di informazioni per la sicurezza esterna) barbaramente ucciso da un attacco terroristico, lo scorso 26 febbraio, a Kabul, capitale del martoriato Afghanistan. La città (che da anni Pietro Antonio aveva lasciato per dedicarsi al suo importante lavoro) gli ha reso an-

cora una volta onore nel giorno del suo solenne funerale, il 2 marzo, fra il pianto della sorella Stefania, di tutti i familiari e gli amici che lo amavano ed alla presenza delle massime autorità politiche, civili e militari. Per tutti Pietro Antonio era un uomo buono, di straordinarie cultura ed intelligenza, ma soprattutto un uomo completamente dedito (a Galatina ci tornava solo

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per un breve periodo d’estate) al suo delicato e segretissimo incarico in nome dell’Italia, di quella Patria che lui adorava e per la quale ha sacrificato la vita compiendo l’ultimo gesto da eroe, salvando altri connazionali prima di cadere sotto i colpi vigliacchi dei kamikaze talebani, in una terra dove si era recato, anche lui, per una missione di Pace.

Ha vinto Casalabate www.comune.lecce.it

Parlano i Sindaci di Trepuzzi e Squinzano: “Bisogna comunque distinguere i vantaggi di prospettiva dai vantaggi diretti, che nell’immediato non potranno esserci”

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cittadini di Casalabate hanno vinto la battaglia. Ora la marina leccese appartiene a loro. Un lungo percorso di sollecitazione e di protesta, che poi è diventato politico e amministrativo, li ha premiati. Una sorta di libertà decisionale finalmente conquistata rispetto all’indifferenza con cui il capoluogo è stato accusato di averli gestiti finora. Accadde decenni fa con Porto Cesareo che si affrancò da Nardò per diventare Comune autonomo, qui il discorso è diverso ma identico nella sostanza. Casalabate è passata infatti sotto la giurisdizione di Trepuzzi e Squinzano, successivamente subentrerà nella gestione anche Campi Salentina. Il punto è che gli abitanti estivi di Casalabate provengono tutti, appunto, da questi tre Comuni. Ecco dov’è il senso di una “libertà decisionale” conquistata, affidata nelle mani dei primi cittadini Cosimo Valzano, Gianni Marra e Roberto Palasciano. Una sovranità di scelte che adesso diventa il punto di partenza per la progettazione e la programmazione di un futuro di sviluppo. “Bisogna comunque distinguere i vantaggi di prospettiva dai vantaggi diretti, che nell’immediato non potranno esserci”, ammonisce il sindaco di Trepuzzi Valzano. “Certamente, ora siamo responsabili del nostro futuro e non

vittime, con due Amministrazioni che vogliono pianificare lo sviluppo di questa marina grazie anche al supporto di una terza. Il nocciolo fondamentale della questione è condensato nel fatto che ora parte una vera azione di ripensamento per una marina che sconta decenni d’abbandono. Il cantiere da aprire è molto ampio e la manovalanza sarà impiegata a lungo: fogna bianca e fognatura nera, acquedotto, infrastrutture stradali ed illuminazione pubblica”. Poi Valzano esplica il suo augurio: “L’aspettativa su questi interventi è grandissima da parte dei residenti stagionali. Tocca ad amministratori corretti percorrere i giusti gradini di riqualificazione condividendone all’origine ogni passo con la popolazione”. Ma dove attingerà Casalabate per garantirsi un rilancio reale? Il concetto è semplice e lo spiega il sindaco di Squinzano Gianni Marra: “Vincolare gl’incassi che proverranno dalle voci come Ici e oneri d’urbanizzazione al territorio che li ha prodotti. Una sorta d’incasso a compartimento stagno per ottenere una giusta ed equa attribuzione dei fondi a Casalabate”. Esattamente quello che è sempre stata imputata all’Amministrazione leccese come la colpa più grande. “Una battaglia durata 40

anni su un nucleo abitativo che ondeggia tra le 6mila e le 8mila abitazioni e d’estate oltrepassa le 20mila presenze stanziali”. Anche secondo Marra la troppa attesa è può rappresentare un pericolo di disillusione. “I progetti tecnici non possono essere subito esecutivi come tutti sperano”, afferma Marra, “ma a medio termine. La costituzione del Consorzio di gestione, in cui entrerà a pieno titolo anche Campi, è un punto di partenza e non di arrivo. Le priorità immediate dei prossimi cinque anni sono acquedotto, illuminazione pubblica e strade, poi fogna bianca e nera. Intanto dobbiamo prepararci ad un’estate di transizione”. Transizione che per qualcuno degli abitanti estivi potrebbe diventare addirittura disillusione. Sì, perché il quadro per la prossima estate è questo: Lecce non spenderà più perché Casalabate non le appartiene più, Trepuzzi e Squinzano non hanno ancora a disposizione gli strumenti finanziari per poter investire sul territorio finchè il flusso non entrerà a regime. L’estate potrebbe essere dunque difficile, paradossalmente più difficile di altre. L’importante è ricordarsi che non è un passo indietro ma il primo passo avanti verso l’autonomia decisionale del proprio futuro. Aldo Mea


Casarano: sanità e mediocrità 6

la storia

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olto spesso sui giornali, soprattutto quelli del sud, si usa e si abusa di termini e di luoghi comuni come ad esempio “malasanità”. Le generalizzazioni però, si sa, non portano mai con sè la verità, per cui oggi ci limiteremo a riferire solo alcuni fatti, cercando di trovare magari solo alla fine del racconto il termine esatto che riassuma la vicenda. Siamo al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Casarano ed in una tarda serata invernale una coppia di nonnini che ha superato gli 80, accompagnata dal loro figliolo, chiede soccorso perché la signora, con il cuore che da qualche anno fa i capricci, avverte un malessere che necessita di intervento. La famiglia viene accolta con cordialità e con disponibilità sincera da parte del personale infermieristico di turno quella sera; la signora continua ovviamente ad avvertire il proprio malessere, ma dopo qualche minuto, che magari le sarà sembrato interminabile, arriva il medico di turno. Con un fare frastornato e sonnacchioso, il dottore non chiede alla donna neanche il suo nome, anzi nemmeno la guarda e, armato di penna, invece che di stetoscopio, si precipita a firmare uno dei tanti moduli indispensabili per la sanità italiana e, senza poi scomporsi più di tanto, annuncia la sua terapia che si può così riassumere: qui non ci sono posti, si faccia curare all’Ospedale di Gagliano. Il marito della signora fa però presente che sarebbe forse il caso di intervenire in qualche modo, magari con un elettrocardiogramma o con una terapia tampone che potesse consentire alla donna di superare la notte ed essere ricoverata a Gagliano all’indomani. Prima però di riferire della reazione del medico, è importante descrivere un po’ il ma-

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Il medico di turno con fare frastornato e sonnacchioso, armato di penna invece che di stetoscopio, si precipita a firmare uno dei tanti moduli indispensabili per la sanità e, senza scomporsi, annuncia la terapia: qui non ci sono posti, si faccia curare all’Ospedale di Gagliano del Capo...

rito della signora che nella sua vita ha fatto il giornalista, l’informatore scientifico per una multinazionale e non da ultimo il segretario provinciale di un grande partito (e questo non per dare maggiore valenza ai fatti che poi ha pubblicamente denunciato, ma solo per evitare di cadere nell’altro luogo comune che vede tutti i pazienti del Pronto Soccorso sempre pronti a venire alle mani con i medici o avvezzi quantomeno ad alzar la voce).

Sin qui, quindi, i fatti certi. Da qui in poi le versioni si differenziano, con il marito della signora che asserisce che il medico a questo punto avrebbe perso la pazienza cominciando ad urlare ed inveire nei confronti dei parenti che, piuttosto a malo modo, sono stati poi fatti uscire dalla stanza ed il tutto perché stanco di sentirsi suggerire, se non addirittura imporre, prognosi e terapie, per non parlare poi di una frase inqualificabile che il medico avrebbe senza ritegno pronunciato in presenza della signora, ormai rimasta sola nella stanza. La versione del medico, sentito qualche giorno dopo dal vice direttore sanitario, dr Giovanni De Marco, nell’ambito di un’inchiesta interna, è ovviamente diversa e parla di un’insistenza del marito a far ricoverare a tutti i costi la propria moglie anche in assenza di letti. La struttura sanitaria ha fatto subito quadrato intorno al medico e di colpo nessuno ha più visto o sentito nulla di sconveniente ed ancora una volta le dichiarazioni ufficiali parlano di situazioni al limite in cui si trovano ad operare i sanitari (come se Casarano fosse Beirut) e con questa motivazione viene archiviato l’ennesimo episodio. Noi non c’eravamo quella sera e quindi non possiamo certo prender posizione ed al termine del racconto non possiamo neanche attribuire al fatto il timbro di “malasanità”. Ma c’è un altro termine che identifica la nostra sanità (o almeno parte di essa) ed è “mediocrità”; la mediocrità di tanti medici che ogni giorno ottemperano formalmente alla burocrazia ed alle sue procedure, ma che di certo hanno scordato il motivo per il quale un giorno si iscrissero a Medicina: l’amore per il prossimo. Antonio Memmi


La Biblioteca trova casa Comune 6/12 MARZO 2010

dai Comuni

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L’assessore Dell’Abate: “Ora paghiamo 821,89 euro mensili, una spesa annua di € 9.862,71. Soldi risparmiati con il trasferimento in via Micetti”

mportante novità a Tricase, dove la Giunta ha deliberato il trasferimento nell’edificio comunale sito in via Micetti (di fianco alla caserma dei Carabinieri) della Biblioteca, per una sistemazione finalmente definitiva. “E questo perché”, spiega l’assessore alla Cultura e all’Associazionismo, Nunzio Dell’Abate, “l’edificio di via Micetti ha tutte le caratteristiche architettoniche di pregio ed è costituito da un piano seminterrato, un piano rialzato e un primo piano, oltre all’annessa area adibita a parcheggio”. Istituita il 31 maggio 1963, la Biblioteca ha occupato diverse sedi (in via S. Spirito, in via Savoia, in Piazza V. Emanuele, in via Municipio, in via R. Caputo, ancora in via Municipio presso l’ ex sede della Pretura), fino al trasferimento nell’attuale sede di via Toma, il 13 ottobre 1980 (con inaugurazione il successivo 14 dicembre). Ma l’iniziativa rientra anche nel progetto di ottimizzazione dei costi. “La Giunta Comunale si è prefisso questo

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TRICASE

Questa sarà la nuova sede della Biblioteca obiettivo sin dal suo insediamento”, conferma l’assessore Dell’Abate, “e l’utilizzo razionale ed efficace dei diversi immobili di proprietà comunale non può essere fatto senza un piano organico e completo di tutti i servizi. Stiamo procedendo all’utilizzo dei locali, ottimizzando i costi ma anche facendo in modo che gli immobili abbiano tutti i requisiti indispensabili per un efficace funzionamento dei servizi. E questo, in tutta onestà, non sempre è

possibile”. Tornando alla Biblioteca? “Attualmente l’immobile di via Micetti ospita una sezione di Scuola Materna Statale con soli 16 bambini iscritti, perciò risulta sottoutilizzato e con forti spese di gestione ed elevati costi di manutenzione. Di contro, l’attuale sede della Biblioteca è sita in locali non idonei sotto l’aspetto logistico-funzionale, tra l’altro non di proprietà comunale, e non è più funzionale ai nuovi servizi che il nostro settore Cultura intende garantire alla cittadinanza”. Quanto risparmierete di affitto? “Ora paghiamo 821,89 euro mensili, per una spesa annua di 9.862,71 euro. Soldi che verrebbero risparmiati con il trasferimento in via Micetti. Tra l’altro, il contratto ha naturale scadenza il 31 luglio 2010”. Da alcuni anni, ormai, il personale e gli utenti chiedevano con insistenza una sede più adeguata. “E l’immobile di via Micetti”, aggiunge l’assessore Dell’Abate, “si presta bene: è al centro della città e confina con le storiche strutture dell’Acait. Con-

tinuerà ad essere sicuramente un importante contenitore informativo-culturale per tutto il Capo di Leuca, interagendo in particolare con scuole e associazioni, alle quali ultime ho voluto andare incontro per avere uno spazio comune da utilizzare per le diverse esigenze”. A questo proposito, la Giunta Comunale ha ritenuto opportuno prevedere anche la sistemazione nella stessa struttura dell’Archivio Storico Comunale e dell’Archivio dell’Acait. “Sarebbe altresì auspicabile”, conclude Nunzio Dell’Abate, “che venga ospitato anche il Centro Capsda (servizi digitali avanzati) al fine di ergersi ad una Bibliomediateca al passo coi tempi. Mi auguro che quanto prima si realizzi il progetto che prevede l’adeguata sistemazione dell’edificio di via Micetti in modo da procedere, nell’anno in corso, al definitivo trasferimento della Biblioteca”. Approvazione e soddisfazione sono state espresse anche dal direttore Francesco Accogli. Federico Scarascia


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attualità

Lecce: un filobus chiamato desiderio

Oltre 22 milioni di euro per un’opera che ha già superato i 1.030 giorni di ritardo Aldo Mea

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filobus più che un argomento sempre caldo è un nervo perennemente scoperto. I costi, i ritardi, le brutture che ha scatenato ne fanno un tema sul quale la polemica non si spegnerà mai, come il disagio che si prova alzando naso e occhi all’insù. Lecce è diventata una città prigioniera di una ragnatela di 26 km di fili, che ne ingabbiano il respiro e la espropriano del senso di città d’arte. E sono 900 i pali disseminati lungo le arterie stradali, brutti da morire. Il bello è che dovevano essere appena 30. Così giurano di sapere molti ex componenti dell’ultima giunta Poli. E lo giurano convinti. Bravo l’ex sindaco a farglielo credere, bravo soprattutto il suo consulente legale Massimo Bonerba, deus ex machina di questa operazione come di quella dei palazzi di Via Brenta. In attesa che venga messa in azione, i numeri bocciano in partenza questa idea malsana di “metropolitana leggera”. Gli oltre 22 milioni di euro utilizzati per un’opera che ha già superato i 1.030 giorni di ritardo (da giugno 2007) costa alle casse comunali un mutuo di 830mila euro all’anno fino al 2019. Dentro ci sono anche, ma è un dettaglio, 275mila euro di interessi, sempre annuali. Evidente che tutti, ma proprio tutti, cerchino di distaccarsi dalla paternità di questo progetto. Ecco per esempio, illuminante come non mai, cosa ha dichiarato per iscritto il giorno 4 febbraio 2010 Giuseppe Ripa, assessore al Traffico e mobilità del Comune di Lecce: mica uno qualsiasi: “Com’è noto la paternità della scelta del filobus appartiene alla

passata amministrazione, che fece propria l’idea di dotare la città di un servizio di trasporto innovativo, funzionale e a basso impatto ambientale. Probabilmente la ricerca di soluzioni alternative alla filovia, ugualmente innovative e rispettose del contesto urbano, non fu approfondita, tale da evitare alla città il non bellissimo “paesaggio” di pali e reticolato. Trattandosi di un’opera così importante e con un costo notevole, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Perrone non ha potuto far altro che continuare il percorso intrapreso, obbligata moralmente ad una soluzione di questo tipo”. Chiaro? Questo filobus non lo vuole nessuno. Si deve però fare, per rispetto ai troppi soldi spesi. E allora ci si chiede: chi ammazzerà il filobus? Non ci crederete: il filobus con le sue mani, meglio con i suoi fili. L’ing. Pasquale Borrelli, nominato da SGM direttore d’esercizio del nuovo sistema di trasporto pubblico, ha previsto 1 milione 252mila euro all’anno per i costi di gestione per la manutenzione del servizio. Per tentare d’impattare questo volume quotidiano di moneta che fuoriesce dalle casse comunali si dovrebbero immaginare oltre 16mila passeggeri che, felici, salgano e scendano dal filobus da luglio in poi. La cultura leccese del guidatore incallito al volante della propria auto rende questi numeri improponibili come un miraggio estivo nel sole d’inverno. E allora cosa accade? Facile, i costi di gestione e manutenzione del servizio diverranno subito impossibili da reggere e sostenere. Così, tempo magari un altro anno, il filobus si fermerà. Vuoto di passeggeri come le tasche del Comune.

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Assolutamente no!?

Assolutamente si, assolutamente no. Fateci caso, sono i due intercalari più ascoltati in radio e tv, in questi anni privi di dubbio. Intervista al tronista televisivo: hai letto un libro negli ultimi cinque anni? Assolutamente no. E tutti a ridere, con annesso applauso, prima della pubblicità. Intervista al politico di governo: siamo usciti dalla crisi? Assolutamente si. E tutti i fedeli servitori ad annuire, dietro le telecamere, con viso rassicurante. Intervista allo scienziato simpatico: il nucleare è sicuro? Assolutamente si. E poi ancora fiumi di assolutezza, anche su un dio. Lei crede? Assolutamente si, ma per fortuna l’assoluto non esiste più. L’allenatore di calcio è assoluto sulla capacità dei suoi calciatori, il candidato presidente di una regione è assolutamente convinto della pulizia della politica, e infine il presidente del consiglio è assoluto in tutto, è l’assoluzione di tutto. In una nazione che parla la stessa lingua, ormai non ci si capisce più: si voleva la protezione civile società per azioni: se ne intuisce la ragione? L’acqua pubblica diventa una spa: ma le società per azioni non sono nate per fare profitto? Il federalismo è in assoluto la fessata più grande che il popolo italiano si sta sorbendo: costi spropositati e zero vantaggi. Dopo 150 anni non riusciamo a fare l’unificazione d’Italia e abbiamo messo su una macchina infernale che tende solo a spaccare e a confondere ancora di più idee, leggi e responsabilità. Per circa 100 anni, abbiamo creato a fatica una scuola pubblica che aveva una sua dignità, poi a partire dagli anni novanta, abbiamo fatto di tutto per distruggerla. Stavamo tentando di avere una sanità efficiente ed è diventato il grande pozzo dove si perdono miliardi di euro. Il fisco è una maledizione come in nessun altro Paese al mondo: nelle altre nazioni o si paga molto e tutto funziona o si paga poco e si vive alla giornata. In Italia si paga tanto e non funziona quasi niente. La giustizia non funziona e allora il nostro governo inventa un termine, ad esempio “processo breve”, buono per i telegiornali amici e si lancia alla distruzione totale del sistema giudiziario (per salvare se stesso). Eppure parlando tutti con termini corretti, in lingua italiana, ci si potrebbe sedere intorno al malato e curarlo davvero. I terremoti, gli smottamenti, le frane distruggono, i fiumi straripano, il mare non è più balneabile, ma dopo la prima drammatica notizia, arriva la consolazione, non vi preoccupate, fra poco tutto andrà a posto. E in effetti, tranne quei poveri malcapitati, in fondo poche centinaia, i milioni di telespettatori pensano che tutto vada per il meglio. A L’Aquila il terremoto ha distrutto la città, gli sfollati sono o in albergo o in new town di casette a schiera in legno e stanno tutti bene, il problema non esiste più. A volte mi chiedo se il problema non sono io: vivo in questo strano Paese delle verità rovesciate o vedo tutto al contrario? Gli italiani di ogg hanno già subito varie volte nella Storia, la loro più completa disfatta, eppure si sentono i più furbi, i più intraprendenti, il prodotto migliore della genetica umana. Ora stanno andando tranquilli verso un’altra completa auto-distruzione e sentono di avere invece delle certezze incrollabili: Berlusconi, i calciatori, i divi e le starlette, Bertolaso, Brunetta, Maria De Filippi e Simona Ventura. Loro si, che dall’alto dei loro miliardi insulsi, possono continuamente dire: assolutamente si. Invece io non posso rispondere così: lavoro da trent’anni per sentirmi libero, pago le tasse come un cretino e quindi sono sempre in difficoltà, e se qualcuno mi chiede se ho capito niente, senza lamentarmi, ma convinto finalmente di qualcosa, rispondo: assolutamente no. Alfredo De Giuseppe

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Lecce: nonna Carmelina fa 104 festa della donna

ata a Potenza nel lontanissimo 26 febbraio 1904, N nonna Carmelina Bilancia ha dunque appena compiuto 104 anni. Rimasta prematuramente orfana dei genitori, segue la sorella nella vita religiosa. Fatti, persone e luoghi vengono raccontati ancora da lei con una sconcertante lucidità ed impressionante memoria. E di cose Carmelina ne ha viste tante: testimone diretta delle due Guerre Mondiali, del telefono, dell’elettricità, della lavatrice. “Ne sono cambiate di

Tricase: “Norma Rae” per ricordare

Il Centro Culturale “A. Bertelli” di Alessano, sarà, lunedì 8 marzo, in Piazza Pisanelli a Tricase, nei gazebo della classe operaia Adelchi. Alle 19 il Centro proietterà il film “Norma Rae”, di Martin Ritt, per ricordare le 129 operaie bruciate vive dal padrone dopo averle chiuse nella fabbrica in un villaggio dell’Alabama nel 1908 perché lottavano contro le condizioni di schiavitù in cui erano costrette a lavorare.

Specchia: Ladies in auto

Per domenica 7 marzo, a partire dalle 9, in occasione della festa della donna, il Messapia Automotoclub Storico, con il patrocinio del Comune di Specchia e la collaborazione dell’Istituto “Bottazzi” di Casarano, organizza “Ladies in Auto 2010”, raduno di auto e moto d’epoca dedicato al gentil sesso. I piloti delle quattro ruote partecipanti visiteranno uno dei più belli e caratteristici borghi d’Italia. In mattinata, visita agli stand enogastronomici allestiti in Piazza del Popolo. La giornata proseguirà presso il complesso alberghiero di Borgo Cardigliano per un pranzo a base di pesce realizzato con la collaborazione degli allievi dell’Alberghiero di Ugento, mentre le ragazze dell’indirizzo “Costume e Moda” della sede di Taurisano sfileranno indossando le loro creazioni sartoriali. I soci del Messapia sfileranno per le strade del borgo di Specchia a bordo di Alfa Romeo, Lancia, Austin, MG e altri storici marchi, dagli anni ’20 fino agli ’80.

cose da quando si andava a piedi, ci si lavava nell’acqua dei fossi, si faceva il pane in casa”, racconta Carmelina con un atteggiamento umile e dolce, fatto di grande umanità e di infaticabile operosità. Tutta la comunità della Casa di Riposo “Madonna del Rosario” di Lecce (in via Ugo Foscolo, 26) le augura i più affettuosi auguri, ringraziandola di trasmettere ogni giorno tradizioni, valori culturali e religiosi che sono stati sempre alla base della sua vita.

“SeRenata” a Cutrofiano occasione della Festa In della Donna, domenica 7 marzo, nell’Aula Consiliare di

via Ascoli a Cutrofiano, alle 20,30, il Circolo Legambiente “Renata Fonte”, in collaborazione con il Comune di Cutrofiano, presenterà lo spettacolo “SeRenata”, rappresentato dalla Compagnia teatrale Calandra. La serata è organizzata in ricordo di Renata Fonte, che con il suo coraggio e la sua determinazione si oppose alla cementificazione di Porto Selvaggio. Come tutti ricordano, venne assassinata la sera del 31 marzo 1984 all’uscita di una seduta del Consiglio comunale di Nardò con tre colpi di pistola. Il movente: la sua opposizione all’assemblamento nel piano regolatore di 70 ettari di terreno agricolo attigui al cuore di Porto Selvaggio. Ma la sua posizione ferma e gli scontri che ne scaturirono portarono a dei risultati: la Regione Puglia emanò un’apposita Legge di

tutela del Parco che vige ancora oggi. “L’eredità che ci è stata lasciata”, dichiara Antonio Spagnolo, presidente del Circolo Legambiente “Renata Fonte” di Cutrofiano, “non è solo la natura incontaminata e riflessiva di Porto Selvaggio, ma è l’esempio che questa donna ci ha dato con il suo enorme sacrificio per amore di questa terra. Ricordarlo è un obbligo morale. Un’antitesi con il sacrificio di Renata Fonte è il fatto che dalla sua morte le speculazioni edilizie nella nostra terra non sono diminuite. I nostri litorali e le nostre campagne non si distinguono più dal centro abitato: un fenomeno a cui dobbiamo assolutamente porre fine. La popolazione negli ultimi anni è diminuita esponenzialmente ed è assurdo cementificare altra terra per l’ampliamento delle aree urbane”. Serena Mendrano

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comm. resp.: il candidato

in poche parole

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“Il 118 così com’è non serve” letter al Direttore

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“Altro non è che un mezzo di trasporto dalla residenza dell’assistito all’ospedale, senza che il medico del 118 esegua una diagnosi o la terapia”

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entilissimo Direttore, le scrivo queste poche righe perché mi vergogno di essere un cittadino pugliese (precisamente un salentino) e mi rammarico di essere un operatore sanitario. La mia vergogna ed il mio rammarico provengono dall’attuazione del 118, che altro non è che un mezzo di trasporto dalla residenza dell’assistito all’ospedale, senza che il medico del 118 esegua una diagnosi o la terapia e si limita a scaricare l’assistito al più vicino ospedale. Purtroppo tutto questo si ripercuote sugli assistiti, che siamo noi, e non mi sembra giusto che gente anziana viene letteralmente scaricata al più vicino pronto soccorso dove attende per ore prima di trovare una giusta collocazione. Tutto ciò è sinonimo di dispendio di energie, risorse umane e soprattutto di denaro pubblico che potrebbero essere utilizzati in modo migliore. I protocolli, che dovrebbero essere alla base di ogni attività,

specialmente nella sanità, vengono redatti da dirigenti che poco conoscono delle reali condizioni di lavoro del personale e le loro problematiche nel contesto degli altri reparti. Voglio dire che il 118, i medici di base e le guardie mediche devono essere il filtro del pronto soccorso, dove dovrebbero arrivare solo i casi più gravi. Tutto ciò non accade perché, come detto precedentemente, il 118 è solo un mezzo di trasporto, a differenza delle altre regioni, specie del nord (dove io ho lavorato per ben 14 anni), dove veramente è il filtro del pronto soccorso. Oltre a tutto questo, anche i medici di base e le guardie mediche si aggiungono a sovraccaricare di lavoro il pronto soccorso, dove peraltro non vi sono protocolli utilizzabili da operatori sanitari. Detto ciò, devo aggiungere che nel 2009 sono state eseguite 20mila prestazioni di pronto soccorso nell’ospedale di Scor-

rano (dall’unghia incarnita ai casi più complessi) e circa 10mila ricoveri, per non parlare degli spostamenti per gli utenti per eseguire varie visite specialistiche che nel nostro ospedale non ci sono (Neurochirurgia, Neurologia, Oculistica, per citarne solo alcune). Inoltre mi chiedo se è possibile che sullo stesso evento giungono due postazioni di 118 (postazione di Tricase e postazione di Scorrano) e che la prima obblighi la seconda a trasportare l’utente al pronto soccorso di Scorrano con perdita di tempo, essendo il pronto soccorso di Scorrano più lontano dal luogo. Ora mi chiedo se non sia proprio il caso di cambiare qualcosa o devono pagare sempre gli utenti per tali problematiche? I soldi che noi versiamo dalla nostra busta paga possono essere spesi meglio dai nostri amministratori? Può essere assunto personale qualificato da inserire nella sanità e specialmente nel 118 senza dover avere a che fare con degli ignoranti? Spero che questo mio sfogo possa migliorare e che domani posso essere orgoglioso di essere un cittadino pugliese e salentino.

Tricase, scuola: il Polo 2 non ci sta

Lettera firmata

“L’ultima delibera ha fatto un incredibile ed inconcepibile passo indietro smembrando la Scuola Media di Lucugnano dalla Scuola Elementare...!

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Consiglio d’Istituto del 2° Polo Tricase ha attentamente riflettuto sull’ultima ristrutturazione della rete scolastica deliberata dall’Amministrazione Comunale il 14 gennaio u.s. disattendendo in modo palese le indicazioni emerse dall’ultima Conferenza di Servizio tenutasi presso l’Ufficio Scolastico Provinciale alla presenza dei Dirigenti Scolastici dei quattro Poli, e sovvertendo la precedente decisione della stessa Amministrazione manifestata nella delibera n. 227 del 10/11/2009 che era coincidente con la proposta formulata da tutti gli operatori scolastici. L’ultima delibera invece ha fatto un incredibile ed inconcepibile passo indietro smembrando la Scuola Media di Lucugnano dalla Scuola Elementare che era il suo naturale bacino d’utenza. Una scelta questa che alla

lunga porterà alla chiusura definitiva della Scuola Media di quella frazione con evidenti svantaggi e problemi per quei cittadini. Constatiamo quindi la assurda ed incomprensibile de-ristrutturazione che non risponde a nessun valido criterio né di scelta pedagogica, né tantomeno di carattere logistico organizzativo, ma sembra rispondere semplicemente ad un meschino mercimonio che considera gli allievi come un numero da spostare a piacere per equiparare eventuali rendite economiche di alcuni Dirigenti. Avevamo sperato che la riduzione a tre Poli fosse riconducibile ad una attenta valutazione delle esigenze della popolazione tricasina e fosse principalmente ispirata ad una politica pedagogica che vedeva nella scelta dei tre Istituti Comprensivi la ricerca della continuità didattica in una logica

territoriale scevra da inutili e quanto mai dannose rincorse all’accaparramento degli allievi. Credevamo di intravvedere nella scelta dei tre Istituti Comprensivi la possibilità di aggregare in una sola struttura funzionale le Scuole Materne, Elementari e Medie di uno stesso ambito territoriale, con il fine di migliorare e rendere più coerente ed efficace il progetto formativo rivolto agli alunni dai 3 ai 14 anni. Anche se i tre gradi scolastici continuavano a funzionare distintamente secondo le loro caratteristiche (orari, insegnanti), l’azione didattica degli insegnanti sarebbe stata meglio organizzata e coordinata in un esplicito curriculum in verticale. Infatti, negli Istituti Comprensivi si costituiscono una sola Presidenza, un solo Consiglio di Istituto, un Collegio dei docenti unitario, per affrontare in

modo integrato i vari aspetti della vita della scuola, relativi alle scelte educative e didattiche, alla valutazione degli alunni, alla gestione dei finanziamenti. Di tutto questo il nostro Istituto si era fatto promotore in tutte le sedi e ci eravamo illusi di essere riusciti a condividere questi nostri progetti con la civica Amministrazione. Non vogliamo assolutamente fomentare inutili ed anacronistici campanilismi, vorremmo semplicemente capire le logiche che sottendono a queste decisioni; vorremmo essere coinvolti nelle scelte che riguardano la formazione dei nostri figli: perché non stiamo parlando di edifici che cambiano destinazione d’uso, ma stiamo parlando di ragazzi verso i quali abbiamo il dovere di progettare il “meglio” per il loro domani. Francesco Scarascia Presidente Consiglio d’Istituto


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Exploit a Parabita: corrono in cinque!

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elezioni comunali

Un exploit di candidati sindaci a Parabita. Era onestamente difficile prevederlo, ma poi la realtà ha detto cinque. E’ il numero di aspiranti alla poltrona di primo cittadino, che per un piccolo centro può sembrare spropositato. Ma tant’è. Evidentemente il fermento politico da queste parti è davvero inarrestabile. C’è anche una donna (prima volta storica), la giovanissima Elisa Seclì, con la lista Rifondazione - Comunisti Italiani. Come lei, altri due sono all’esordio nella scalata alla carica di sindaco: Gaetano Panese, supportato dalla lista “Bene comune” di orien-

Ruffano cala il tris

Dopo la travagliata esperienza legata a Nicola Fiorito, Ruffano vuol voltare pagina e si presenta con particolare attesa all’appuntamento del 28 e 29 marzo per ripartire con un nuovo Sindaco ed aprire una nuova era. Tre, alla fine, i candidati pronti a darsi battaglia: Franco De Vitis (ex assessore ai tempi dell’Ammini- strazione Stradiotti negli anni ’90), ispettore all’Asl di Maglie, che si presenta con una lista formata da molti giovani alla prima esperienza, “Per il popolo di Ruffano e Torrepaduli. De Vitis Sindaco”; Carlo Russo, medico del lavoro presso l’Asl magliese, che fa il suo esordio in politica sostenuto dalla lista di

orientamento di centrodestra “Ruffano-Torrepaduli Alleanza”, fra le cui fila spicca la presenza del consigliere provinciale Pasquale Gaetani; Marcello Falco (cognato di Fiorito), cardiologo, in passato già vice sindaco, che si gioca le proprie chances insieme alla lista “Due paesi, un solo cuore: Città futura”.

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tamento trasversale, e Guido Pisanello, sostenuto dalla civica “Parabita domani” (con esponenti di Io Sud e della società civile). I restanti due candidati alla successione di Adriano Merico sono invece volti noti della politica locale: Alfredo Cacciapaglia (già candidato sindaco nel 2000) scende in campo con “Uniti per servire”, di orientamento di centrodestra (PdL, UdC e Alleanza Puglia), e Tommaso Fracasso, assessore uscente ai Servizi Sociali, appoggiato dalla civica ispirata al centrosinistra “Parabita Partecipazione e Libertà”.

Gagliano: Bisanti sfida Buccarello

Sarà Davide Bisanti a sfidare il sindaco uscente Antonio Buccarello il 28 e 29 marzo prossimi nelle elezioni comunali di Gagliano del Capo, all’insegna del perfetto bipolarismo. Il nome di Bisanti, funzionario presso il Comune di Morciano di Leuca, è stata una sorta di sorpresa dell’ultim’ora, considerato che alla guida della lista civica “Gagliano futura” si dava molto probabile Antonio Biasco. A sostenere Bisanti saranno il Partito Democratico, l’Italia dei Valori e la Sinistra radicale. Dall’altra parte della barricata, oltre alla scontata ricandidatura di Buccarello, da segnalare che, diversamente da quanto avvenne cinque anni fa, sta-

volta la civica “Uniti nella libertà” avrà una precisa connotazione di centrodestra, risultato raggiunto dopo laboriose trattative che hanno portato, appunto, l’intero Popolo della Libertà ad appoggiare l’uscente primo cittadino, intenzionato a proseguire il suo lavoro. Con lui si sono candidati anche quattro consiglieri di maggioranza uscenti.


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Neviano: terzo candidato... a sorpresa

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Sembrava ormai certo un duello per la poltrona di Sindaco a Neviano. Ed invece, in extremis, ecco il terzo candidato: risponde al nome di Adriano Napoli (candidato anche alle Regionali nella lista “I Pugliesi” che sostiene Rocco Palese) e scende in campo alla guida della civica “Neviano per tutti”, definitasi indipendente dalle logiche politiche espresse fin qui sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Per il resto, nomi già noti e sicuri da tempo: alla ri-

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cerca del secondo mandato Giorgio Cuppone, a capo di “Per Neviano”, dell’area di centrosinistra, in modo da dare un seguito al lavoro portato avanti in questi ultimi 5 anni. Prova a spodestarlo Silvana Cafaro, già vice sindaco, di netta connotazione di centrodestra (e dell’area del Ministro Fitto in particolare), la quale si presenta alla competizione elettorale sostenuta dalla lista “Per il mio paese”.

Piconese e Risolo per Uggiano La Chiesa

Uggiano La Chiesa torna al voto dopo la prematura fine dell’Amministrazione Licci, con due sfidanti in corsa per la poltrona di Sindaco: Salvatore Piconese e Fernando Antonio Risolo. Da un lato, dunque, ci sarà la lista “Insieme per Cambiare”, nata dalla confluenza in un unico soggetto delle due precedenti opposizioni consiliari, “Uggiano Cambia” (di centrosinistra) e “Nuovo Impegno” (vicina al PdL), con l’aggiunta di un Comitato giovanile. Piconese ci riprova due anni dopo la prima candidatura e dopo un percorso da capogruppo di opposizione, condito dall’ottimo risultato ottenuto alle provinciali del 2009. Nella sua lista, anche qualche componente uscito dalla vecchia maggioranza, ossia Francesco Rizzo, che si dimise nel 2005 in contrasto col progetto delle acque reflue; con Piconese anche il coordinatore cittadino del PdL, Umberto Muci; quello del PD, Vincenzo Sisinni, e i rappresentanti del Comitato giovanile Luca Leo ed Eleonora Coluccia. Dall’altra parte si ricompatta il gruppo storico della maggioranza uscente, che si rilancia con la lista “Progetto Futuro”, che raccoglie l’eredità del gruppo “Arcobaleno”: il candidato sindaco Risolo, geometra, ha esperienza da vice sindaco nel decennio da primo cittadino di Maria Cristina Rizzo. Risolo sarà in campo insieme a tutti gli assessori dell’Amministrazione uscente a garantire esperienza: Salvatore De Benedetto, Renata Merito, Laura Zatta, Elisa Chiriatti e Davide De Giuseppe. Si sono inoltre aggiunti professionisti come l’avvocato Stefano Andrea De Paola, fino a qualche settimana fa indicato come possibile candidato sindaco, ed altri volti giovani, pronti a dare nuova linfa al gruppo. Mauro Bortone

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Sono in 3 anche a Martano

Alla fine saranno in tre a contendersi la poltrona di Sindaco dopo la fine della breve parentesi dell’Amministrazione Micaglio. Il primo a scendere in campo era stato il centrosinistra, candidando l’avvocato Marco Castelluzzo, già vice sindaco dal 1997 al 2001 nella giunta Saracino, e con importanti incarichi dirigenziali alle spalle. Con Castelluzzo, una coalizione civica che spazia dal PD all’IdV, dall’ex componente Udeur all’UdC, sino all’ultima alleanza con Io Sud. Nella sua lista, solo tre della precedente Amministrazione (Cesare Caracuta, Francesco Palano e Francesco Medina) e nomi importanti come Carlo Caracuta di “Io Sud” e Salvatore Caracuta. Nel centrodestra, dopo una lunga tiritera sui nomi e la candidatura in avanscoperta dell’ex sindaco Pasquale Conte, in un sistema delicatissimo di veti incrociati tra l’area Gallo del PdL e quella vicina all’ex primo cittadino, si è ricomposta la frattura: passo indietro da parte dei litiganti, con l’individuazione dell’imprenditore Massimo Corricciati, che riunifica i moderati di Martano, con il ritiro della candidatura di Conte. La terza civica pesca nei movimenti e nella sinistra storica: ecco così la candidatura dell’avvocato Antonio Bovino: nella sua lista anche Luigi Calò, ex assessore provinciale al Mediterraneo, e Mario Carpinelli, ex della passata Amministrazione, poi “trasferitosi” all’opposizione. m.b.


Melpignano studia il dopo Blasi elezioni comunali

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Tre liste a Melpignano nella prima tornata elettorale orfana, dopo quindici anni, di Sergio Blasi. Il segretario regionale del PD non sarà neanche candidato, mentre la squadra della sua Amministrazione scende in campo con Ivan Stomeo, assessore uscente, che sarà il candidato di “Progetto Democratico” con l’obiettivo di dare continuità al lavoro di Blasi e di rafforzare i servizi offerti ai cittadini. Ben 5 su 12 candidati le donne in lista. Sono due le liste civiche vicine al centrodestra: una vicina al PdL, che candida Giuseppe Palma, responsabile del partito a Melpignano e capo-

gruppo uscente, e una più del centro moderato, che candida Luigi Montinaro, anch’egli consigliere uscente. Quella di Palma, “Il Popolo della Libertà - Berlusconi per Palma”, è composta da nove elementi, di cui molti giovani, alla prima esperienza politica, tra i quali spicca Matteo Vicentelli, alla vigilia dato come possibile candidato sindaco. Ha esperienza e confidenza con la politica Deta Abbondanza, da un trentennio impegnata in prima linea, prima

Corigliano... di Fiore in Campa

Scontro tra due liste civiche. Da una parte Ada Fiore, sindaco uscente e dimissionario, che cercherà il bis ripartendo da una compagine caratterizzata da forze moderate, con alcuni degli Assessori uscenti e con l’apertura a varie componenti della società civile, pronte a dar vita ad una classe dirigente nuova e vogliosa di investire sul futuro e sulle giovani risorse territoriali. Novità tra gli sfidanti: se dapprima il PD aveva indicato in Fernando Costantini il proprio candidato sindaco, dopo incontri di approfondimento si è ritenuto di voler allargare a tutto il centrosinistra locale, convergendo su Angelo Campa. Proveniente dal vecchio gruppo locale dei DS e Consigliere nell’Amministrazione precedente a quella della Fiore. Tra i nomi che compongono la lista di Campa, l’ex primo cittadino, Salvatore Fiore, lo stesso Costantini e Paolo Petranca, usciti dalla passata Amministrazione in contrasto con le scelte politiche dell’on. Ria, marito della Fiore, alle scorse Provinciali. Scelte che a loro dire avrebbero fortemente compromesso anche l’attività amministrativa del Comune. Mauro Bortone

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nella vecchia DC, poi in Forza Italia e ora nel PdL. Non ci sarà, invece, Antonio Gaetani, consigliere uscente del PdL, in dissenso con alcune scelte del coordinamento cittadino. Alternativo a sinistra e destra sarà il terzo polo con la lista “Melpignano al centro” con Montinaro: dieci i nomi in lista, tra cui diversi professionisti impegnati nel sociale. Tra i componenti, nota di riguardo per Leonardo Sicuro, figlio dell’ex sindaco Luigi, prematuramente scomparso nella Consiliatura da poco chiusa, che rappresentava in città simbolicamente il punto di riferimento per tutti i moderati cittadini. m.b.

Maglie: la carica dei centottanta

Tre i candidati sindaco: Antonio Fitto del PdL, Raffaele Cesari del PD e Mario Chirilli dell’UdC. Alla fine non si è presentata Giovanna Capobianco. 180 il totale dei candidati consiglieri, distribuiti in nove liste. Fitto cercherà, con la sua corazzata di quattro liste, di farcela al primo turno. Nella lista del “Popolo della Libertà” gli amministratori in carica, a partire dagli assessori Raffaele De Giorgi, Franca Giannotti, Antonio Lio, Luigi Macagnano, Rossano Rizzo e Giorgio Tronci. Non ci saranno l’assessore Marcantonio Scarpello e il presidente del Consiglio Ernesto Toma (in corsa per la Regione). New entry per la lista “Giovane Maglie”: Dario Vincenti, presidente della Pro Loco, ed Eva Ruggeri, dell’Associazione Nazionale Vittime della Strada. Il centrosinistra punta su Raffaele Cesari, segretario del circolo del PD. Tre le liste a sostegno: quella del PD schiera i consiglieri uscenti Mario Andreano, Salvatore Moscaggiuri e il capogruppo Sabrina Balena, mentre non ci saranno Maria Rosaria De Lumé e Rosanna Mellone. Ritorna in campo l’esponente storico della Margherita, Mario Stefanizzi. La lista “Sinistra Maglie” si presenta con il diessino Marcello Adamuccio e i rappresentanti della Biblioteca di Sarajevo, tra cui il segretario Giancarlo Costa Cesari. Il terzo polo, guidato da Mario Chirilli (fratello del senatore Francesco), scende in campo con le liste UdC e “Io SudCittà libera”, quest’ultima con Francesco Sanzò che ritorna in politica dopo diversi anni ed Antonio Giannuzzi, ex capogruppo di AN in Consiglio comunale. Cristina Pacella


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Arnesano: è Caione-Madaro

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elezioni comunali

Ad Arnesano, sino all’ultimo istante, è rimasta in piedi l’ipotesi di una terza lista, quella dell’UdC, ma alla fine lo scudocrociato ha trovato l’accordo con il centrodestra. A questo punto, quindi, la corsa sarà tra il sindaco uscente Giovanni Madaro e lo sfidante Luigi Caione. Il primo guiderà la lista “Arnesano Unita”, simboleggiata da un arcobaleno e sostenuta dal PD, dai Socialisti, dall’Italia dei Valori e da altre espressioni del centrosinistra. Il secondo si presenterà con la lista denominata “Generazione Futura” con simbolo tre figure stilizzate, alla quale hanno aderito il PdL, “Io Sud” e, sul filo di lana, come detto, l’UdC. Piano Regolatore Generale, sviluppo delle periferie, lavori pubblici e servizi ai cittadini. Queste, tra le altre, le priorità del nuovo mandato che Madaro chiede ai suoi concittadini. Cambiamento del modo di fare politica, mettere al centro dell’azione amministrativa l’interesse della gente e il dialogo con la popolazione: questi (e molti altri) i propositi di Caione.

Pokerissimo a Galatina

Toni Monastero

Sul tavolo di gioco sono cinque le carte dei candidati a Sindaco. E c’è anche un tris di donne Pokerissimo servito! Galatina non si risparmia certo pathos e così sul tavolo di gioco sono cinque le carte dei candidati a sindaco per il dopo-Antonica. E forse proprio perché si tratta di un’eredità al femminile, a correre per la poltrona di primo cittadino ci sono ben tre donne! Un esercito di candidato consiglieri, 294, distribuiti in 15 liste, rende la competizione appassionante come non mai. Ma scendiamo nei particolari con nomi e liste. Maurizio Fedele è sostenuto da PdL, Galatina Tricolore, DC, “I galatinesi” e “Per Fedele sindaco”; Daniela Vantaggiato si presenta appoggiata da PD, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia Libertà e “Galatina altra”; Giancarlo Coluccia si schiera con le liste UdC, Io Sud, So-

cialisti e “Progetto per Coluccia sindaco”; Daniela Sodo capeggia la lista “Galatina in movimento”; Roberta Forte è la candidata della Federazione della Sinistra. Questi, dunque, gli schieramenti in campo, mentre non sono mancate le polemiche: quella relativa all’esclusione, all’ultimo momento, dalla lista Sinistra Ecologia Libertà di Luigi Lagna, consigliere comunale uscente, pare voluta dalla stessa candidata Vantaggiato e dai vertici locali del PD; e quella riguardante le dimissioni dall’UdC di Giuseppe Garrisi, dichiaratosi “in disaccordo con la scelta politica del partito a Galatina di chiudere con le forze di centro, scelta fortemente voluta da altri e da me non condivisa”.

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Calimera è bipolare

Tommasi sfida Rosato

La presentazione delle liste a Calimera conferma lo scontro a due per il rinnovo del Consiglio comunale. Il centrodestra si presenta pronto a difendere il primo mandato amministrativo, facendo scudo intorno al sindaco uscente Giuseppe Rosato, 62enne pensionato, che si ricandida con la sua squadra in blocco. Dopo qualche tentennamento ed indecisione, l’UdC ha abbandonato gli alleati dell’opposizione, accordandosi con il gruppo di maggioranza uscente. Nella lista di Rosato anche il segretario cittadino dell’UdC, Vito Montinaro, oltre al candidato del PdL alla Regione e capo di gabinetto in Provincia, Luigi Mazzei. Lo sfidante che il centrosinistra propone per provare a riconquistare il governo cittadino, è l’ingegnere Raffaele Tommasi, 56enne, molto noto in città, pescato dalla società civile e figura esterna alla militanza partitica. Questa volta la civica di centrosinistra si presenta al voto compatta, al contrario di cinque anni fa, quando ci fu una spaccatura con le componenti socialiste, che risultò letale. Tra gli innesti della lista di Tommasi anche l’avvocato Corglianò, storico moderato cittadino, entrato in rotta di collisione col centrodestra. Mauro Bortone


Novoli: l’Udc col PdL, IoSud col PD! elezioni comunali

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Corsa a due per la poltrona di sindaco a Novoli. Oscar Marzo Vetrugno, sindaco uscente, si ricandida per il secondo mandato. Intorno a lui si sono coalizzati PdL, UdC, Fiamma Tricolore, Alleanza per la Puglia, Movimento per Novoli e Indipendenti di centrodestra.

È un’aggregazione senza dubbio di maggior orientamento politico rispetto alla precedente tornata elettorale, con cui si punta ad avere maggior coesione interna ed evitare quella maggioranza ri-

Scontro tra civiche a Veglie

Tutte civiche in corsa per le Amministrative a Veglie. A sorpresa in nessuna delle cinque liste compare il nome del sindaco uscente Fernado Fai. Dopo qualche giorno di incertezza, in virtù dell’accoglimento del ricorso avverso la precedente esclusione per vizi di forma, è stata riammessa alla competizione elettorale la lista “Veglie città della Libertà” guidata dal candidato sindaco Giuseppe Landolfo. In lizza per la poltrona di primo cittadino ci saranno anche: Sandro Aprile, appoggiato da Antonio Greco e Roberto Carlà, a guida della civica “Veglie Futura”; Maurilio Nicolaci a capo della lista “Veglie nel cuore”, che conta tra le proprie fila la presenza del vice sindaco uscente Maurizio Spagnolo; per la lista “Unione per Veglie” il candidato è Elio Spagnolo, già sindaco dall’88 al ’91; Claudio Paladini è a capo della civica “La svolta per Veglie”. Si prospetta una campagna elettorale molto incerta con 100 candidati in lizza per i venti scranni disponibili a Palazzo di Città. a.t.

sicata di 9 a 8 in Consiglio comunale che è stata il tallone d’Achille dell’attuale assise. A contrastare la riconferma di Marzo ci prova Francesco Tobia Caputo, avvocato penalista, sostanzialmente “nuovo” sulla scena politica attiva locale. Lo so-

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stengono PD, Rifondazione, Verdi, Io Sud e Partito Socialista. La presenza di Io Sud in questo schieramento sposterà certamente un po’ di voti dal centrodestra al centrosinistra ma la coalizione del Sindaco uscente resta comunque quella da battere.

Carmiano: il PD un po’ qua e un po’ là

A Carmiano la corsa è a due. Ad Umberto Ferrieri Caputi, che si ripropone per rioccupare la poltrona di primo cittadino a guida della civica “Idealmente”, si c o n t r a p p o n e l’imprenditore Giancarlo Mazzotta, a capo della lista “Insieme con Giancarlo Mazzotta”. Tanti i big della politica locale in campo. Ferrieri Caputi conta sul sostegno di quasi tutta la maggioranza uscente (IdV, UdC, Sinistra e Libertà, Comunisti Italiani ed esponenti del PD in disaccordo con la scelta della

a.m.

segreteria cittadina) e sugli innesti di Salvatore De Cruto, Gerardo Mazzotta e Paolo Liaci. Giancarlo Mazzotta, invece, punta sul ritorno alla politica attiva dell’ex parlamentare di AN, Achille Villani Miglietta, sull’appoggio della segretaria locale del PD, Stefania Arnesano, e di buona parte dei rappresentanti del PdL locale. Si prospetta una campagna elettorale dai toni accesi, in cui al momento le due civiche trasversali sembrano bilanciarsi. Andrea Tafuro


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la nuova Puglia

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FORUM

A meno di un mese dalla “due giorni” dedicata al voto regionale, abbiamo voluto discutere dei temi caldi che caratterizzano questa campagna elettorale con i diretti protagonisti. Coloro che nel Salento perorano la causa dei rispettivi partiti e candidati Presidenti. Al Forum hanno partecipato Francesco Chirilli (candidato UdC), Antonio De Donno (Puglia Prima di Tutto), Aurelio Gianfreda (IdV), Antonio Lia (non è candidato ma ha sposato in toto IoSud), Mario Russo (PD), Gianni Stefano (PdL) e Mario Vadrucci (PdL). In rappresentanza di Alternativa Comunista abbiamo raccolto le opinioni di Salvatore Cossa.

Vadrucci: “Vendola? Solo poesia Amministrare è un’altra cosa” “Penso che dei 5 anni di amministrazione uscente non sia piaciuto nulla neanche agli stessi Nichi Vendola e PD. E lo dimostra il fatto che Vendola abbia cambiato cinque Assessori negli ultimi sei-sette mesi, defenestrandoli senza che nessuno abbia capito il perché. E il PD fino alla fine ha fatto di tutto per disarcionarlo perché convinto che non fosse la persona più adatta per i prossimi 5 anni. Tutto questo è solo il risultato delle divergenze interne e delle promesse elettorali a vuoto del Governatore. Con la precedente Amministrazione Fitto prendevamo le premialità per spenderle tutte, fortunatamente ci hanno rendicontato la spesa fino al 30 giugno 2009 altrimenti la somma da restituire alla Comunità Europea sarebbe stata esorbitante. Per i Fondi 2007-2013 i primi bandi sono usciti da appena pochi giorni ed allora si capisce che, con la necessità di spendere comunque per non essere ghigliottinati dalla Comunità Europea, tutto deve essere fatto in fretta e senza programmazione, dunque male. Lo sforzo che biso-

Mario Vadrucci (PdL) Consigliere regionale uscente

gna fare è quello di adattare gli incentivi alle aziende, mentre fino ad oggi le aziende si sono sempre dovute adattare agli incentivi, dando vita a tante porcherie. Quante imprese sono capitate nelle maglie della Finanza per la 488… e questo perché non erano misure adatte per le aziende pugliesi in quanto il 98% di esse è al di sotto dei 10 dipendenti. Cosa salvo dell’Amministrazione Vendola? La poesia! È una persona che sa disegnare scenari e prospettive favolose con un linguaggio forbito, ma amministrare, facendo quadrare i conti, è tutt’altra cosa”.

Chirilli: “Anche Vendola è succube dei paritti”

“Dire che è stato tutto sbagliato, non renderebbe merito alla verità. Da magliese ho apprezzato molto la legge sulle diossine, con la quale è stato rotto un tabù tipico del nostro Governo, che voleva preservare e tutelare le aziende che invece erano chiamate ad una profonda ristrutturazione dei loro processi produttivi per abbattere le emissioni in atmosfera. La Puglia si è adeguata alla direttiva europea scavalcando Roma. Così anche quegli imprenditori che venivano tutelati, perché facenti parte della cosiddetta cordata dei patrioti, tra cui naturalmente il patron dell’Ilva, si sono dovuti adeguare. E qualche giorno fa proprio l’Ilva ha inaugurato i nuovi impianti, abbattendo le emissioni, come previsto dalla normativa Vendola, al di sotto dei 0.4 nanogrammi al metro cubo. Ho apprezzato molto anche il “no” deciso al nucleare in Puglia, così come il lavoro dell’assessore Angela Barbanente impegnato nella legislazione urbanistica, nel riordino, nella programmazione, nella tutela delle emergenze storico-artistiche, nel

Francesco Chirilli (UdC), Senatore dal 2001 al 2006

Piano regionale dei beni paesaggistici, ecc. Ed anche dal punto di vista dell’energia alternativa si è vista una ecosostenibilità dei programmi. Ma tante anche le ombre: quella più grande cade sulla sanità, cavallo di battaglia della campagna elettorale di Vendola nel 2005. E quando l’opposizione, dopo 4 anni di niente, ha chiesto la testa dell’Assessore al ramo, la maggioranza si è arroccata nella difesa ad oltranza. Passaggio sbagliatissimo, che ha dimostrato come su certi aspetti Vendola non sia quell’uomo libero che lui stesso vorrebbe far credere”.


Russo: “Soldi spesi bene”

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il Forum

“Per progetti credibili e appropriati al territorio”

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“Neanche un euro per le imprese”

“Al nostro insediamento, nel Paese fino al 2013 è appogI primi Bandi solo giugno del 2005, nonostante il giata sulle risorse affidateci prima delle elezioni centrodestra avesse parlato fino dalla Comunità Europea. E Mario Vadrucci: “Credo a quel momento di una situala Regione Puglia, oggi, tra che la ricostruzione ragioniezione economica sana, abbiamo fondi comunitari, FAS e riristica di Russo sia attendiscoperto un buco di 300 milioni sorse di cofinanziamento, è bile, anche se chi arriva dice sempre di aver ereditato di euro prelevati per sanare il titolare di una quota finanbuchi finanziari… A volte è deficit della sanità. Forse erano ziaria di 13 miliardi di euro. vero, altre no. Quello che ho convinti di tornare e di avere il Una risorsa consistente che notato è che per un anno l’astempo di rimettere le cose a ci permetterà di effettuare sessore Sandro Frisullo è anposto… Abbiamo dovuto coun cambio sostanziale di dato in giro a sostenere come la crisi fosse terribile, che biprire quelle mancanze con le ritendenza alle attività prosognasse adottare misure sorse del bilancio autonomo duttive, al sociale e a tutto Enzo Russo, fino a giugno 2009 straordinarie per le nostre ass. regionale all’Agricoltura della Regione e quindi costretti ciò che va realizzato. Riaziende. Eravamo nell’ottoad andare avanti in una situabre 2008: ebbene, le prime “Abbiamo ereditato misure che la Regione ha zione di precarietà, reimpostando la macchina adottato con i bandi sono di un disastro. Eppure amministrativa sulla base anche del bilancio di appena venti giorni fa. Per previsione 2006. Altro aspetto importante: 30 giuha detto abbiamo fatto tanto” cui le aziende pugliesi hanno gno 2005 esodo incentivante, diritto maturato dal dovuto salvarsi, morire e ripersonale dipendente; 30 settembre 2005 altro sorgere contando solo sulle proprie forze. E l’entità delle esodo incentivante; 31 dicembre 2005 ultimo spetto ad una programmazione portata a compirisorse citata da Russo la dice esodo incentivante, svuotando soprattutto Asses- mento e che assegna alla Puglia una risorsa di lunga. Del resto, la stessa sorati di grande impatto sul territorio e mandando questa contezza, credo che nessuno possa avere Amministrazione Vendola ha a casa la memoria storica dell’attività della Re- da ridire rispetto ad una capacità concertativa aldirottato gran parte delle risorse del PIT 9, destinate al gione senza uno strumento in grado di poter so- l’interno della Conferenza Stato-Regioni. E per settore calzaturiero in crisi, stituire chi andava via a breve giro di posta. Tanto comprendere meglio, giova ricordare come la Cosul progetto Bollenti Spiriti. E che, affidatami la delega delle Risorse agroali- munità Europea finanzi il Paese membro e poi le parliamo di 35 milioni di mentari, forse l’Assessorato più consistente con Regioni si dividono i fondi in base ai progetti reaeuro. I dipendenti o ex di850 dipendenti tra tutte e sei le province, mi sono lizzati. Solo nel mio Assessorato, nell’agenda pendenti Adelchi ringraziano. In questo anno di crisi, la Redovuto misurare con una realtà svuotata dalle pro- 2000-2006, quando eravamo obiettivo 1, l’equigione non ha potuto o voluto fessionalità, proprio in corso di consumazione valente di 900 milioni di euro, mentre il PSR mettere a disposizione un della programmazione 2000-2006 già iniziata con 2007-2013 ci ha fruttato 1,5 miliardi di euro. euro per le imprese”. tre anni di inspiegabile ritardo. Questo ha signifi- Quindi mi pare che quella partita ce la siamo giocato dover trovare il modo di impiegare quelle ri- cata bene, con una programmazione che non sorse per evitare che le stesse fossero dirottate guarda più ai finanziamenti a pioggia, ma a verso altre Regioni (overbooking). Per superare promuovere quei progetti credibili e spen“Vendola ha questo stallo ho dovuto mettere in piedi dirigenti dibili sul territorio che non hanno bisodirottato 35 mln di euro, che non avevano maturato l’incentivo all’esodo, gno di essere accompagnati dai titoli di con 3-4 funzioni ad interim perché avevo le strut- proprietà per essere chiari. Di pari destinati al calzaturiero ture vuote e, con la “Bassanini”, senza la firma passo sono stati realizzati percorsi legiin crisi, sul progetto del dirigente non puoi fare praticamente nulla. Te- slativi in merito all’urbanistica. Senza diBollenti Spiriti” niamo conto che siamo stati impegnati da subito menticare la ruralità, che non vuol dire solo alla realizzazione della programmazione europea agricoltura ma anche artigianato, commer2007-2013, perché tutta l’economia del nostro cio e turismo”.

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Lia: “Il fallimento dei politici pugliesi”

il Forum

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“Incapaci di difendere il territorio”

“La mia analisi ritecnici di 4 milioni e guarda gli ultimi 10 600mila euro! Queste anni, comprendendo cose si decidono a anche la gestione Fitto. Roma, senza tener Abbiamo prima assiconto delle reali esistito ad un Governo genze del territorio. Fitto/Palese che la Questione Adelchi: gente ha voluto camtutti i politici dovrebbiare e poi ad un Gobero vergognarsi della verno Vendola che ora situazione che si è veè criticato dai pugliesi. nuta a creare. In tanti Chiaro che bisogna trosono venuti a Tricase, vare una terza via. Antonio Lia non è candidato si sono fatti una pasma è impegnato per IoSud Anche i Vescovi deseggiata, la comparanunciano come il sud sia “Crisi Adelchi: tanti politici per la politica solo un a Tricase ma solo per collettore di voti, mentre la povertà cresce. Noi ha detto una comparsata in TV...” del Capo di Leuca non possiamo ignorare la volontà del centrodestra e del centrosini- sata in tv o sui giornali, promettendo mari stra di lasciar costruire una strada, la e monti salvo poi dileguarsi. La senatrice nuova 275 Maglie-Leuca, che massa- Poli Bortone ha presentato un’interrogacrerà, per come è concepita, il nostro ter- zione parlamentare alla quale ha risposto ritorio. L’ha voluta il ministro Fitto e l’ha il sottosegretario Viespoli. E sapete cosa voluta il presidente Vendola, che nulla ha ha scritto il Sottosegretario? Ve lo dico io: fatto per fermare il progetto. Il 5 agosto “Quanto alla vicenda Cluster Adelchi, del 1994 facemmo una riunione del Con- rilevo che ad oggi non è stato richiesto sorzio del Comuni per scegliere tra due dalla parti sociali alcun incontro per progetti, quello di Sticchi Damiani e l’esame della situazione occupazionale, quello voluto dallo stesso Consorzio. né è pervenuta alcuna segnalazione al Quest’incontro terminò con una delibera riguardo…”. E l’on. Lisi, il Sen. Gallo e che bocciava il progetto Sticchi Damiani, il presidente della Provincia Gabellone, promuovendo l’altro. Quel progetto sa- che il 2 luglio si sono recati al Ministero rebbe costato 50 miliardi e la conven- del Lavoro, cos’hanno fatto? Una gita? zione prevedeva un esborso per i tecnici Nessuno, Regione compresa, aveva pordell’1,2%. L’altro progetto sarebbe co- tato all’attenzione del Ministero la situastato 154 miliardi. Ma alla fine nessuno zione Adelchi: vergogna! Riguardo ai dei due vedrà la luce: tutto insabbiato. Il finanziamenti, poi, la smettano di dire che progetto, così come è oggi, prevede una il nord mantiene il sud. A noi arrivano le spesa complessiva, a lavori terminati, di briciole, non certo i fondi ordinari. La no380 milioni di euro con un esborso per i stra classe politica oggi è fallimentare”.

Stefano: “A... Fondo perduto” www.ilgallo.it

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“Soldi europei non spesi”

“Riguardo ai fondi comunitari, credo che la giustificazione portata da Enzo Russo è accettabile fino ad un certo punto. 5 anni di Amministrazione sono sufficienti per riorganizzare la macchina che deve gestire quei soldi. Non è Gianni Stefano (PdL), è Assessore provinciale

“Tutti fondi

perduti per possibile che di 3 miliardi e 164 responsabilità della milioni stanGiunta in carica. 5 anni ziati, solo il sono più che sufficienti 37% sia stato per riorganizzare la utilizzato. Al 31 macchina che deve dicembre 2009 dei gestire quei soldi” fondi FESR e del fondo sociale europeo, solo il 6%. Questo risulta dai dati in mio possesso. E quel 6% poi è ricaduto in minima parte su chi doveva goderne i benefici perché la maggior parte di quei soldi riguarda spese per l’assistenza tecnica e la gestione burocratica dei fondi stessi, per un totale di 10 milioni di euro. A questo si aggiungano le risorse perse dalla Giunta Vendola: non si è reso operativo il sistema dei controlli previsto per i regolamenti comunitari; i 52 milioni per la Formazione Professionale; i 163 milioni per la mancata realizzazione dei dissalatori, ecc. Tutti fondi andati perduti per responsabilità della Giunta in carica. Se noi non andiamo al di là delle barriere e dei personalismi, se non parliamo delle cose concrete di cui il territorio e la sua gente hanno bisogno, limitandoci a parlare di politica per la politica, siamo responsabili del fallimento. Se c’è un tale scollamento tra la gente e la politica, qualche motivo ci sarà”.


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“Troppe logiche politico-elettorali” il Forum

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“In questi ultimi 5 anni con Vendola ci siamo resi conto che una guida forte, così come i pugliesi avrebbero voluto, non c’era. Questo atteggiamento ha pesato sulla gestione di ogni settore. Testimone lo stesso assessore Russo, del cui allontanamento dall’Agricoltura an- Antonio cora non conosciamo i De Donno motivi. Dalla formazione Puglia Prima professionale, al lavoro, alla di Tutto famiglia, tutto sembra andare alla deriva. Nella formazione professionale, della quale parlo con cognizione di causa perché è parte del mio lavoro, fecero arrivare una dirigente, promossa come una grande risorsa, dalla “rossa” Emilia Romagna. Dopo un po’ si dimise perché in contrasto con l’Assessore. Se colleghiamo tutto ciò

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con lo sviluppo del territorio, per arrivare alle aziende locali che chiudono e alla crisi senza vie d’uscita del TAC, è chiaro che sono tutte problematiche che non troveranno soluzione se ogni tassello non va al suo posto. Io chiederei al presidente Vendola come mai un Piano per una soluzione quanto meno tam“Ogni pone, non sia pastassello al sato dal momento suo posto” formativo. Vi sono un miliardo e 800 milioni di euro nel Piano della Formazione dei cassintegrati di cui, forse, in questi giorni uscirà il primo bando, mentre doveva essere il primo passo da fare. Non è stato fatto perché ogni settore ubbidisce a regole politico-eletto-

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rali. Ricordo che durante la passata Amministrazione si faceva la corsa a spendere bene ciò che era stato erogato per ottenere la premialità. Purtroppo subito dopo si è andati in disimpegno e per evitare di perdere tutto si sono inventati i cosiddetti bandi “Ritorno al futuro”: oltre 200 milioni di euro dilapidati. E non hanno fruttato altro che la trasformazione di un esercito di laureati disoccupati in un esercito di laureati disoccupati… con il master! Uno sperpero di denaro pubblico: non era difficile prevedere che sarebbero nate tante Società con il solo scopo di accedere a quel denaro. E così è successo, come dimostrano gli arresti e le chiusure di neonate Società. Siccome queste problematiche dovevano essere note a chi le viveva dall’interno, mi chiedo: il capo della Giunta regionale queste cose non le sapeva? Stesso discorso per la sanità, con l’affaire Tedesco: Vendola non sapeva nulla?”.

Gianfreda: “Mai il nucleare a Nardò”

“Pur nel poco tempo che sono stato seduto in Consiglio regionale, sono stato protagonista e testimone diretto di importanti interventi: l’approvazione della legge contro il nucleare, la pubblicizzazione dell’acqua, il finanziamento con 10 milioni di Euro delle Università pugliesi e tanto altro ancora. Ci sono anche le criticità e riguardano soprattutto sanità e rifiuti. Ma per analizzare le due questioni bisogna risalire al punto da cui siamo partiti, vale a dire da un Piano sanitario e da un Piano di gestione complessiva dei rifiuti impostati dalla precedente Amministrazione. E ricorderete tutti come nel 2003, in pieno agosto, il Governatore Fitto fu costretto a spiegare nelle singole realtà il Piano predisposto dall’Ares (Agenzia Regionale Sanitaria) senza alcuna consultazione con i territori interessati. Quindi si è dovuto riprendere quel Piano e rimodularlo in maniera differente dopo una consultazione di base con operatori, forze sociali e forze istituzionali per poter pervenire ad una gestione condivisa dei piani attuativi locali. E qui c’è stata una superficialità nell’aver indicato come assessore alla Sanità Alberto Tedesco, persona competente ma con un evidente conflitto di interessi. Nell’ultimo periodo però la presenza dell’assessore Tommaso Fiore ha

fatto fare un salto di qualità ad una sanità che registra per la prima volta una decurtazione del deficit, evitando il commissariamento nel 2009 (unici in tutto il sud) pur in presenza di un mancato accreditamento di 400 milioni di euro che sono stati invece concessi alla Giunta Lombardo in Sicilia, che aveva minacciato la crisi e spaventato Berlusconi. Ma c’è da dire anche che la Puglia, con una popolazione uguale a quella dell’Emilia Romagna, ha un accreditamento di 400 milioni di euro in meno. E nonostante queste risorse inferiori, in quest’ultimo periodo sono diminuiti anche i cosiddetti viaggi della speranza. Quindi, se pur con ritardo, c’è una consapevolezza che questo Piano della sanità stia modificando l’approccio culturale del malato rispetto alla ospedalità: se prima, per qualsiasi malanno, si andava in ospedale, oggi c’è maggiore ricorso alle strutture alternative territoriali, che fungono da filtro rispetto ai ricoveri veri e propri. Anche per quanto riguarda i rifiuti scontiamo una deficienza complessiva del Piano che prevedeva la suddivisione della provincia di Lecce in tre bacini: l’Ato 1 con l’impianto complesso, il CDR e la discarica di servizio soccorso a Cavallino; idem per l’Ato 3 ad Ugento; l’Ato 2 prevedeva l’impianto complesso a Poggiardo

Aurelio Gianfreda (IdV) cons. regionale e provinciale

ha detto

maginare che se il 1° agosto 2007 non fossero stati pronti gli impianti si andava in crisi? Una crisi perenne che stanno pagando soprattutto i cittadini di Poggiardo perché non c’è una discarica nel bacino Lecce 2. Questa disfatta di oggi di chi è figlia? Nella primavera dell’anno scorso, con la campagna elettorale per le Provinciali, era figlia di Vendola e del presidente della Provincia uscente, Giovanni Pellegrino. Oggi solo di Vendola… C’è una strumentalizzazione politica evidente che va

“Da informative riservate esiste già un accordo tra Enel - Elf (Francia) e uno dei siti individuati è Nardò-Avetrana...”

(“un’annotazione: Cavallino, Poggiardo-Vaste ed Ugento sono tra i siti messapici più importanti che abbiamo: sembra quasi una maledizione che scontiamo ai giorni nostri”) e la discarica di servizio soccorso a Corigliano, che oggi si è scoperto impossibile da realizzare. Cosa che noi dicemmo già nel 2005. Mi chiedo: come si può stabilire che gli impianti vadano a regime entro due anni dal bando con la discarica di Poggiardo che chiude per esaurimento, la discarica di Nardò da chiudere il 31 luglio del 2006 per decreto del Commissario? Non era facile im-

rinviata al mittente... A proposito di nucleare, da informative riservate esiste già un accordo tra Enel ed Elf (Francia) ed uno dei siti individuati con certezza è Nardò-Avetrana. Ecco perché in Consiglio regionale abbiamo votato una legge all’unanimità seppur con i distinguo del centrodestra. E noi saremo attenti e pronti a fare le barricate e qualsiasi altro atto perché ciò non avvenga. Vendola dice: “Dovete mandarci l’Esercito!”. A questo siamo ridotti, a dover confliggere con il Governo centrale”.


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COSSA “Farsesche svolte a sinistra”

Un sistema entrato in cancrena e destinato al crollo

L’ora dell’energia selvaggia il Forum

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“Impianti fino ad un mega autorizzati con la semplice DIA” “Su 70 Comuni salentini richieste per circa 900 impianti”

Salvatore Cossa, operaio tessile, capolista e coordinatore provinciale di Alternativa Comunista

“Stiamo vivendo una terribile crisi economica che sta svelando agli occhi dei lavoratori la contraddittoria natura del sistema capitalistico. La guerra imperialistica in Afghanistan, le centinaia di migliaia di licenziamenti, la precarizzazione dei contratti di lavoro, la discriminazione razziale nei confronti degli immigrati, sono gli effetti inevitabili di un sistema entrato in cancrena e destinato al crollo. Un sistema che invano i partiti borghesi tentano di rianimare, attaccando barbaramente la classe lavoratrice e riversando i costi della crisi sulle categorie sociali più deboli. Anche le forze socialdemocratiche, “Federazione della sinistra” e “Sinistra ecologia e libertà”, non sono da meno, cercando di arraffare qualunque poltrona si presenti loro davanti e simulando farsesche “svolte a sinistra” per rimediare alla profonda crisi di militanti che stanno attraversando. Accanto alle forze del centrodestra si ripresenta per la coalizione di centrosinistra Nichi Vendola, cavalcando l’onda del successo alle Primarie e spacciandosi ancora una volta come il volto nuovo della politica italiana mentre la sanità in Puglia sta andando in pezzi, si progettano impianti di energia turbogas e a biomasse, si vota per le ricerche petrolifere, si stanzia un milione di euro per le scuole private senza preoccuparsi delle migliaia di lavoratori che da mesi conducono una strenua lotta per non essere licenziati”.

DE DONNO: “È vero che siamo tra le prime regioni in Italia sul fotovoltaico ma è altrettanto vero che abbiamo autorizzato impianti fino ad un mega con la semplice DIA”. GIANFREDA: “È anche giusto dire che il Governo centrale ha “richiamato” la Regione perché troppo restrittiva in materia. Sugli impianti a biomasse, peraltro, la legge 31 del 2008 è stata dichiarata dal governo Berlusconi troppo restrittiva. La possibilità attizza molto i Sindaci dei Comuni stretti dal patto di stabilità per le famose royalty. Ciascun Sindaco dà l’ok, invece bisognerebbe mettere mano alla legge 31/2008”. Gli altri all’unisono: “E perché non si è messo mano?”. GIANFREDA: “Se ci fossi stato io nel 2008 in Consiglio regionale, non avrei accettato si facesse questo”. LIA: “Stanno per essere autorizzate 12 pale alte 140 metri a Giuggianello in pieno parco archeologico. Se ci fossero stati amministratori più attenti ed oculati avremmo comunque avuto energia pulita e saremmo stati la prima regione nel mondo. Nel 2003 portai all’attenzione di Fitto un “certo” prof. Carlo Rubbia con una proposta eccezionale. Se ne infischiarono”. STEFANO: “La legge 31 va assolutamente modificata. Parlando anche con esponenti di

centrosinistra come Loredana Capone, anche loro sono consapevoli dei danni apportati da questa legge all’economia agricola e al paesaggio. Noi, al di là dei numeri di fine anno, dobbiamo vedere la ricaduta reale sul territorio: ricaduta di dimensioni risibili perché saranno le grandi aziende del nord e le multinazionali estere a godere della gran parte dei profitti. Gli impianti sono realizzati da qualche impresa locale presa per il collo e senza margini; il conto energia pagato da noi consumatori sarà spalmato sui profitti degli investitori venuti a colonizzare la Puglia. In Provincia abbiamo approvato in Consiglio una delibera nella quale solleviamo il problema del fotovoltaico perché abbiamo dati allarmanti. Abbiamo fatto un’indagine sul territorio e su 70 Comuni abbiamo scoperto una richiesta di circa 900 impianti. Un’autentica invasione, a cui bisognerà aggiungere gli impianti al di sopra del megawatt autorizzati dalla Regione perché di sua competenza. E la struttura tecnica dell’Enel ci ha informato che in Puglia ci sono richieste di connessione alla rete pari a tutto il resto d’Italia. È mai possibile? Terna (Rete Elettrica Nazionale SpA) si sta già attrezzando per aumentare la rete: avremo altri tralicci, altre linee di alta tensione… Che fine farà il nostro Salento?”.

LIA: “Nel Salento c’è un cono che garantisce la stessa energia delle zone equatoriali, dando un 50% in più di energia”. STEFANO: “Il motivo vero che attrae quel tipo di aziende in Puglia è la snellezza dell’iter per arrivare all’autorizzazione. Quanti impianti in realtà sono più grandi di un mega watt ma vengono presentati come al di sotto di quella soglia perché frazionati?”. DE DONNO: “A Scorrano stanno autorizzando sette impianti di un megawatt su sette particelle di sette proprietari diversi!”. COSSA: “In molti Comuni della Puglia si progettano impianti a biomasse ed eolici com’è previsto dal Piano energetico ambientale regionale approvato dalla Giunta regionale con il voto favorevole di Rifondazione Comunista e del Pdci. Queste centrali minerebbero alla salute dei cittadini, del paesaggio ed alla vivibilità urbana, occupando solo un gruppo ristretto di persone. Inoltre ci opporremo senza se e senza ma alle ricerche petrolifere al largo di Monopoli volute da Vendola (“lo confermano le delibere della Giunta regionale”) e ad altri sconsiderati progetti che produrrebbero devastanti ricadute sull’ambiente, come il Rigassificatore a Brindisi e il raddoppio degli impianti di raffinazione all’Eni a Taranto.


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Per la Puglia...

Chirilli

Velocità ed infrastrutture

“Quando si parla di infrastrutture e grosse risorse, la Puglia resta in credito notevole rispetto alle regioni del nord. Diamo anche ai privati il compito di realizzare le infrastrutture. Però le risorse pubbliche devono essere distribuite equamente sul territorio nazionale e non concentrarle dove c’è il ritorno economico. Se l’alta velocità riusciamo a realizzarla sulla Milano-Roma-Napoli, credo sia altrettanto giusto farlo sulla dorsale adriatica. Siamo decentrati rispetto al nord, ma se riusciamo a dotarci di percorsi veloci torniamo ad essere competitivi. Il Canale di Suez permetterebbe di far arrivare le merci con un giorno di anticipo rispetto allo scalo di Amburgo. Quel giorno guadagnato ci metterebbe al centro del commercio europeo regalandoci la retroportualità, il valore aggiunto sulle merci, una grande occasione per sostituire il cadente TAC. Allo stesso modo bisogna riconsiderare con ingegno la portualità leggera, quella turistica, vista la vocazione della nostra terra. Altro argomento caldo quello della tutela del paesaggio, lo svincolo della 275 con impatto devastante: le prescrizioni dettate dalla Regione sono state superate, stralciate dal CIPE. Su quest’aspetto gli amministratori regionali avrebbero dovuto essere più determinati e ribellarsi”.

A Roma giocano sulla nostra pelle

” Lia

“Quando ero parlamentare sono andato ad occupare Cerano e in Prefettura, insieme ad altri, firmai un documento che prevedeva 15 anni di funzionamento a carbone e poi il metano. Di anni ne sono passati 25 ed è addirittura aumentato il carbone. Che garanzie dà

Fitto (e quindi Palese), che è stato li senza fare nulla? E Vendola negli ultimi 5 anni? Il Governo centrale ha fatto una legge sul federalismo e sulla privatizzazione dell’acqua, ricorrendo al voto di fiducia: gravissimo. E in Puglia il Governo di Fitto ha fatto porcate l’altro ieri, quello di Vendola fino ad oggi. Ed in piena era di federalismo, le ditte che usufruiscono dei vantaggi e sfruttano il territorio dove pagano le tasse? L’Ilva, le banche, la grande distribuzione, l’Enel, dove pagano le tasse? Fuori, tutto fuori dalla nostra terra. E se Roma decide in un senso, hai voglia che la politica locale si dibatta. Devono ubbidire a Roma. Ma qualcuno lo sa che i fondi FAS che spettavano a noi sono stati presi dal Ministro dell’Agricoltura Luca Zaia per pagare le quote latte? E noi abbiamo quote latte? No! Sono tutti soldi che finiscono al nord. Il Parmigiano entra in crisi e Zaia che fa? Lo compra per il Ministero e lo gira agli enti facendo salire il prezzo. E il nostro olio d’oliva perché deve continuare a costare un euro, 1,50 al massimo? E i nostri parlamentari? Muti!”.

Russo

Fatto fino in fondo il mio dovere

“Dal 1973, quando è nata la Regione, il primo concorso pubblico che si è svolto è stato quello del Governo Vendola. Il concorso si è svolto e sono arrivate le assunzioni di nuove figure che oggi stanno iniziando a dare conforto sotto l’aspetto organizzativo e dell’attività. Riguardo ai fondi, mi preme sottolineare che qualunque programma, sia esso fondo sociale, sia FESR, sia PSR, non può partire se non bandisce ed assegna l’assistenza tecnica. L’Assessorato alle Risorse agroalimentari ha redatto un bando europeo (“sul quale mi sono anche giocato la poltrona

di Assessore per avere detto di no ad alcune situazioni. visto che era un bando di 10 milioni di euro…”) assegnando i lavori al migliore progetto e non alla migliore offerta economica. Il 30 giugno 2009, al momento di passare la mano a chi mi ha sostituito (Dario Stefano, Ndr), ho passato la spesa corrente dell’anno 2009 già consumata. D’altra parte, non fosse stato così, non se la sarebbe presa così comoda come ha voluto prendersela, creando problemi nell’annualità 2010... Il rischio che l’annualità 2010 possa andare in malora è concreto. Bisognerebbe richiamare alla responsabilità chi ha gestito il settore e se ancora oggi leggo sui media che si lamenta col Ministro che sta decretando lo stato d’emergenza per la Sicilia, ignorando la Puglia, mi chiedo: e fino ad oggi lui, che è coordinatore nazionale degli Assessori, dove è stato? Detto questo, ribadisco la mia stima per Vendola. Se incidenti di percorso sono successi, non è stato per sua volontà o perché non ha avuto la capacità di controllo. Il Presidente deve fare politica e dare gli indirizzi, la gestione amministrativa e la gestione tecnica non toccano a lui”.


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e per il Salento torio, dovremmo dire “no” ai lavori per la nuova “275”, che devasterà l’estremo lembo della nostra provincia”.

Stefano

Siamo in ritardo su tutto Gianfreda

Il centrosinistra ha fallito

“Continuo a capirci sempre meno della politica. Gianfreda dice che occorre rimettere ordine al disordine creato, ma mi chiedo: come si può fare ordine con le stesse persone che hanno creato il disordine? Russo ha esposto tutto il suo operato e non ho motivo di dubitare che sia stato un operato di eccellenza: ma allora perché è stato rimosso? Se un Assessore che fa bene viene rimosso per interessi che vanno oltre la politica, siamo veramente alla frutta e dobbiamo dire che il centrosinistra ha fallito. Noi del centrodestra puntiamo all’attuazione di una gestione meritocratica della Regione, che non deve essere lottizzata dalla politica”.

“La prossima consiliatura potrà mettere ordine in una situazione che viene da lontano. Processo già iniziato con l’approvazione della È la politica legge sul paesaggio, il Piano dell’Urbanistica, dei figli di... il Piano Coste, che danno l’idea di una ReLia gione che dovrà sempre più proiettarsi in una dimensione “Basta che meritocrazia non signituristico-ambientale. fichi figlio di Costa, figlio di CaCon agricoltura di roppo, nipote di Barba, ecc. GIANFREDA qualità ed artigiaQuando c’era la DC sceglieva nato d’eccellenza. i candidati dopo una sorta di “No ai lavori Certo scontiamo un corso di formazione ed un’atper la 275” ritardo nella infratenta valutazione, non certo strutturazione che deperché uno era più o meno bello”. riva da un Governo nord-centrico. Fateci caso, l’unica Nessuno tocchi opera di cui si parla per il Meridione resta il De Donno il Salento ponte di Messina. E noi siamo in ritardo non solo sul piano ferroviario e portuale, ma “Lo scollamento reale tra classe dirigente e anche su quello aeroportuale. E, una volta politica è lampante. Se Russo dice di essersi stabilita qual è la vocazione del nostro terri- giocato la poltrona perché ha fatto un bando

Anche i ricchi piangano

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La collaborazione sotto qualsiasi forma Mauro Bortone è Gratuita. La Direzione si riserva di Antonella Corvino rifiutare insindacabilmente qualsiasi Vito Lecci testo e qualsiasi inserzione. PERIODICO Coordinatore di Redazione Vincenzo Longo Foto e manoscritti, anche se non pubbliINDIPENDENTE DI (gicer@ilgallo.it) Unione Stampa G IUSEPPE C ERFEDA CULTURA, SERVIZIO Ilaria Marinaci cati, non si restituiscono. Periodici Italiani ED INFORMAZIONE Fiorella Mastria TESSERA N. 14582 DEL SALENTO Redazione & Internet: Riproduzione vietata. Antonio Memmi F EDERICO S CARASCIA (feder@ilgallo.it) Serena Mendrano REDAZIONE TRICASE Stampa: MASTER PRINTING Srl Tonio Monastero In Redazione 080/5857439 via Aldo Moro, 7 Cristina Pacella via delle Margherite 22 Tel. 0833/545 777 M ARIA C ONSIGLIA P ODO Vito Palanga fax 0833/545 800 FRANCESCA CAPARROTTI (francesca@ilgallo.it) Attilio Palma 70026 Zona Industriale Modugno - Bari REDAZIONE LECCE Iscritto al N° 648 E LISA B RAMATO (elisa@ilgallo.it) Sandra Papa via Fazzi Registro Nazionale Stampa Carlo Quaranta Responsabile Distribuzione Andrea Tafuro Tel. 0832/307 369 Autorizzazione Tribunale Lecce PASQUALE Z ITO Stefano Tanisi del 9.12.1996 www.ilgallo.it/info@ilgallo.it

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Cossa

“La nostra campagna elettorale è cominciata tra gli operai della Bar.sa di Barletta ed è proseguita con gli operai dell’Adelchi di Tricase. Qui si parla di operai in carne ed ossa e di fabbriche vere (“e non certo quelle di cartone di Vendola”). Partecipiamo in prima fila a questo movimento di lotta, per costituire comitati operai e farne parte come in quello salentino, sfidare la stessa sfiducia e rassegnazione di molti lavoratori per trasformarla in rivalsa sociale e voglia di lotta. La crisi la paghino i padroni. L‘unica soluzione sono le lotte dei lavoratori, occupare le fabbriche che chiudono o licenziano. Proponiamo il taglio di tutti i finanziamenti pubblici alle imprese: le fabbriche che chiudono o licenziano vanno poste sotto la gestione dei lavoratori stessi! Chiediamo che venga introdotto un reddito sociale, finanziato con i soldi pubblici che oggi si danno alle imprese, per i disoccupati e i precari, in modo tale che possano vivere dignitosamente anche in mancanza di lavoro. Per una sanità pubblica, efficiente e gratuita, un nuovo piano di assunzioni; eliminiamo tutte le convenzioni ai privati, appalti e subappalti, che hanno stretto la sanità pugliese in una morsa clientelare e affaristica. Abolizione di tutti i ticket di compartecipazione alle spese sanitarie e farmaceutiche”.

DISTRIBUZIONE GRATUITA PORTA A PORTA IN TUTTA LA PROVINCIA DI LECCE

Ga l l o

europeo… Noi vogliamo che la Regione abbia una guida autorevole e seria, che abbia esperienza politica, voglia di guardare al futuro e capacità di gestione. Per il resto, “no” fermo al nucleare. E chi vorrebbe prendere decisioni sulle nostre teste è avvertito: combatteremo contro tutti affinché il nostro territorio rimanga incontaminato”.

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Cleopatra: belle in poche mosse

Pensare all’estate? Perchè no! Per avere un corpo perfetto, da esibire, ci si muove subito: tutti i trattamenti migliori per tornare in forma

“A

i primi raggi di sole, al primo tepore, già si pensa alla primavera, al bel tempo, al mare. Quale miglior periodo, allora, per prepararsi alla bella stagione? Quali migliori mezzi di quelli che vi proporrò per combattere la cellulite e ritrovare la forma?”. Fa tutto da sola Antonella Greco, direttrice dell’Istituto di Bellezza Cleopatra (con sede a Maglie, in via Ospedale, 30), che a vele spiegate continua: “La bellezza esteriore è il frutto del benessere interno. Omeoenergetica, assoluta novità da Cleopatra, studia come intervenire sulla cellulite senza fermarsi sulla superficie. Con l’Omeoenergetica è possibile riattivare il metabolismo delle cellule; nel corso di piacevoli sedute si stimolano i meccanismi che generano ritenzione di liquidi, gambe pesanti e cellulite fibroedematosa. Cellutrim, altro ritrovato unico nel suo genere, rende questa impresa non solo possibile, ma anche rapida e duratura. L’azione che permette questo risultato va attribuita alla stimolazione della circolazione sanguigna e linfatica che rimette in moto il metabolismo dei tessuti, stimolando lo stesso organismo a ripristinare il corretto funzionamento dei suoi meccanismi naturali (autoguarigione)”. Ci parli di Body Age Evo, altro ritrovato straordinario per dimagrire e ritrovare la forma. “Body Age Evo in poco tempo ti fa raggiungere dei risultati sensazionali, senza effetti collaterali: Anti Cellulite; Dimagrimento; Rassodamento; Sviluppo Addome; Rimodellamento; Drenaggio Avanzato; Tonificazione. Vuoi avere un addome super scolpito, la famosa “tartaruga"? Una pancia piatta e creste iliache in evidenza per le donne? Prova Body Age Evo e non te ne pentirai. In pochi passaggi ben organizzati triplica i risultati, durante la seduta “legge” il grasso

e i liquidi adiposi, abbatte la microcellula del grasso ed ha incorporati alcuni trattamenti come i raggi infrarossi, l’ultracavitazione”. Altra novità di queste settimane? “E’ quella della ricerca Re-Age, che ha dato vita a Re-Oxy, un potente sistema che, attraverso l’uso di ossigeno puro

concentrato, combinato con l’ozono, dà una risposta risolutiva ad ogni

À T I V NO getica er n e o e Om glio

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Un super lettino magico che dona tanto benessere V

tipologia di trattameno della pelle”. E funziona? “L’ossigeno è fondamentale per il corpo umano ed è alla base di tutte le reazioni metaboliche di ogni singola cellula. L’ossigeno, stimolando il metabolismo cellulare, è in grado di rallentare i processi di invecchiamento cutaneo, di combattere stress e stanchezza, di aumentare i livelli di energia e rafforzare il sistema immunitario contrastando i danni causati dallo smog. Inoltre, veicola i principi attivi negli strati più profondi dell ’epide rmide, per questo rappresenta un’alternativa estetica ai trattamenti medici con utilizzo di aghi (botox e mesoterapia)”. Cosa produce un trattamento? “Dona vitalità alle cellule responsabili della produzione degli elementi plastici della pelle: fibrina, elastina, collagene, glicosaminoglicani. Il viso diventa più luminoso, il derma più forte, più tonificato e rimodellato. Se utilizzato sul corpo, svolge un’azione anticellulite e modellante: elimina le tossine, stimola la circolazione venosa e linfatica e riduce le smagliature”. Quali sono le proprietà dell’ozono? “Attiva la circolazione sanguinea e prepara la pelle a ricevere qualsiasi trattamento cosmetico. Scioglie i grassi presenti nelle cellule adipose riducendole. Ha un’azione battericida, funghicida e viruscida, ideale per trattamenti antiacne e antisebo; infine ha un’azione disinfiammante e cicatrizzante. Non c’è Istituto migliore per dimagrire e restare giovani! Cleopatra vi dà garanzie di risultati e certezze nei trattamanenti! Metteteci alla prova, basta una telefonata. Solo noi siamo l’Istituto per Regine, Principesse e Fate”.

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Anno 15, n. 5 - 6/12 marzo 2010 - www.ilgallo.it - info@ilgallo.it

SUPER MAMME Ecco le

In Italia sono circa 100.000 le famiglie in emergenza; circa 1,2 milioni i disabili gravi e gravissimi. E sono tanti i casi con una mamma di una ragazza disabile grave, che hanno deciso di rinunciare al lavoro, e quindi alla pensione, per poter assistere i figli: una scelta non facile, che ha ricadute importanti sul reddito e sullo stile di vita delle famiglie. E sulla vita stessa di donne che nella quotidianitĂ sono diventate eccezionali, delle supermamme. Come le donne che abbiamo invitato in Redazione che hanno messo a nudo i loro sentimenti, raccontato la loro storia e la loro esperienza.


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“Sono i nostri figli a darci la forza” 6/12 MARZO 2010

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“Non c’è posto per la sofferenza, mia figlia mi ha fatto capire cos’è la vita” “La sera quando chiudo gli occhi ringrazio Dio di avermi dato un figlio down”

Italia sono circa 100mila le famiglie in emergenza; circa 1,2 milioni i disabili gravi e gravissimi. La piattaforma è la stessa, da tredici anni. Le famiglie dei disabili gravi e gravissimi chiedono al Governo, qualunque esso sia, di poter accedere al prepensionamento. Rivendicano il diritto di assistere i propri figli, essere sollevati prima dall’obbligo del lavoro per adempiere a tempo pieno alla propria funzione di genitori, che equiparano non a caso ad un “lavoro usurante”. Sono tanti i casi in cui una mamma con figlio/a disabile grave ha deciso, per poter assisterlo, di rinunciare al lavoro e quindi alla pensione: una scelta non facile, che ha ricadute importanti sul reddito e sullo stile di vita delle famiglie. E sulla vita stessa di donne che nella quotidianità sono diventate eccezionali, delle “supermamme”. Anche se non lo ammetteranno mai e rivendicano anche la loro di normalità. E proprio a queste donne abbiamo voluto dedicare la ricorrenza dell’8 marzo, altrimenti anacronistica e, secondo alcuni, anche offensiva (“una violenza”) nei confronti del gentil sesso che chiede rispetto 365 giorni all’anno e non solo per misere 24 ore.

In

B runa Villani di Taurisano ha una figlia di 25 anni costretta fin dalla nascita sulla sedia a rotelle da una tetraparesi spastica. Fa notare subito come non ci sia “posto per la sofferenza. Perché è proprio mia figlia a darmi la carica con la sua grande volontà e l’amore che prova per la vita e che le dà tanta forza”. Comunque è una situazione che richiede tanto coraggio nella quotidianità, nello svolgimento di tutte quelle cose che possono sembrare di poco conto agli occhi degli altri, ma che diventano degli ostacoli durissimi per chi ha in casa un figlio con problemi, di qualunque natura essi siano. E naturalmente sin dalla sua nascita la vita della famiglia, della mamma soprattutto, cambia radicalmente. “Io praticamente non mi riconosco più”, dice Bruna, “mia figlia mi ha fatto capire cos’è la vita e mi da la forza per andare avanti”. E spesso andare avanti vuol dire farlo da soli. Maria Rosaria Ferraro di Tricase ha un figlio di 21 anni afflitto dalla sindrome di down: nonostante tutto si ritiene fortunata. “Lavoro in ospedale”, ci racconta, “ed ho visto tante situazioni anche peggiori delle mie. Ogni sera quando chiudo gli occhi ringrazio Dio di avermi dato un figlio down. Il vero problema è che dopo la nascita del bambino in ospedale, ti danno il “pacchetto” da portare a casa e poi te la devi vedere da sola. E da sola devi capire che tipo di situazioni devi affrontare, a partire da quale medico specialista devi portare tuo figlio. E il tutto in una situazione psicologica

devastante per i genitori: non esiste neanche una sorta di supporto psicologico. Se mio figlio oggi cammina, gioca a pallone, esce da solo, è grazie ai sacrifici della famiglia. Il pensiero è sempre lo stesso: io non sono certo eterna e devo fare in modo di rendere per quanto possibile autonomo mio figlio, per quando non ci sarò più, anche per non lasciare un macigno sulle spalle degli altri figli. E tutta la vita diventa un enorme sforzo, condito di rinunce, per raggiungere quest’obiettivo. E senza l’aiuto di nessuno, perché non esistono più neanche gli amici e tutte le porte si chiudono”.


“Devi farti forza e lottare per tutto” 8 marzo

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Dora Cesari di Giurdignano ha un figlio di 16 anni autistico e con problemi di vista. Non usa giri di parole: “Con un ragazzo autistico la cosa diventa davvero grave perché non c’è conoscenza, non c’è preparazione in merito. E occorre lottare per tutto: dalla terapia al sostegno, che cambia puntualmente ogni anno. La mia fortuna è di avere altri due figli più grandi che in qualche modo riescono ad aiutarmi nelle cose di ogni giorno. Se devo fare la spesa, dico una cosa banale, so a chi la-

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sciare il bambino”. La struttura pubblica prevede qualche tipo di aiuto? “Io ho fatto tutto da sola”, dice Dora, “dopo i problemi alla vista di cui ci siamo accorti già quando mio figlio aveva 3 mesi, intorno ai 18 mesi abbiamo notato che c’era qualcos’altro che non andava. L’autismo è stato diagnosticato quando il bimbo aveva ormai 3 anni. Nel frattempo, dopo inutili viaggi al Policlinico di Bari, è stato diagnosticato un disturbo dello sviluppo allo Stella Maris di Pisa”.

“Le Istituzioni? Ci lasciano sole!”

Vita Rizzo, originaria di Andrano, vive a Maglie e subito afferma: “Ci chiediamo continuamente come possa essere la vita normale. Nel momento in cui ci si rende conto del problema, si resta soli. Le istituzioni ti chiudono le porte perché sono ignoranti in materia e nessuno si prende la briga di informarsi ed attrezzarsi. A quel punto subentra il “fai da te”, la disperazione, la rabbia, la domanda “perché proprio a me?” e soprattutto la consapevolezza che tocca a noi, che le lacrime non servono e bisogna affrontare il problema. E così comincia quel processo di apprendimento della patologia che trasforma la mamma nel medico del proprio figlio. L’obiettivo che ti poni è aumentare la

qualità della vita del proprio figlio. Ogni mamma, quando vive un problema del genere, vuol dare il meglio del meglio, privandosi di tante cose e a volte privando di qualcosa anche gli altri figli che non vivono una situazione di disagio. Le istituzioni pubbliche? Fanno spallucce. Si deve alzare la voce per fare rispettare i propri diritti. Più di una volta ho dovuto minacciare di ricorrere alla Procura della Repubblica: solo in quel caso ho avuto delle risposte e, comunque, mi sono sempre state fatte passare come se fossero un favore…Lo dico con grande dispiacere: la minaccia è diventata l’unico mezzo per ottenere qualcosa. Non c’è cosa più squallida, ma è così. Nelle Asl, ad esempio, fanno lo scarica-

barile e spesso a noi mamme risulta difficile capire di chi è la competenza e a chi dobbiamo rivolgerci. Al Comune di Maglie, tempo fa, ci è stato risposto che non c’erano risorse, al chè abbiamo risposto a muso duro: a questi ragazzi vengono lasciate le briciole mentre dovrebbero essere la priorità”. A questo punto si aggancia al discorso Maria Rosaria, aggiungendo: “A Tricase è accaduto che presso un centro specializzato dell’Asl per lungo tempo, pur essendoci un pulmino regolarmente acquistato, dovevamo provvedere da soli ad accompagnare i ragazzi perché non c’era un autista! I genitori si erano anche offerti di guidarlo a turno, ma l’ipotesi è stata bocciata perché in questo caso avrebbe dovuto esserci a bordo un assistente specializzato. Che ovviamente non c’era… Dalle cose più piccole a quelle più grandi dobbiamo vedercela da soli senza poter contare su nessuno!”.


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Qualcuno vi ha aiutato? Bruna Villani: “Proprio mia figlia. Come ho già detto, paradossalmente la forza di andare avanti me la trasmette ogni giorno lei. Chiaramente anche mio marito si è speso sempre senza lesinare energie. Ma senza la carica che ci trasmette mia figlia, non so se ce l’avremmo fatta”. Maria Rosaria Ferraro: “Mio figlio aveva bisogno di me, non aveva voce per gridare i suoi diritti e quindi io sono dovuta diventare il mezzo con cui lui si esprimeva. Certo ci sono voluti mesi per togliersi di dosso la disperazione, poi dopo un po’, per amore di tuo figlio, ti lasci tutto alle spalle e dai tutta te stessa”. Dora Cesari: “Mio figlio oltre ad essere autistico ha un problema di vista e per me è stato un grande aiuto l’Unione Ciechi. Abbiamo avuto la fortuna di godere del servizio domiciliare extrascolastico sin dall’età di 3 anni. Ed è stato determinante per mio figlio avere ogni giorno quest’insegnante a casa per un paio di ore, e non solo per la vista ma proprio per la sua problematica. E lo dico forte: quello del servizio domiciliare dell’Unione Ciechi, voluto a suo

tempo dall’Amministrazione provinciale guidata da Lorenzo Ria, è l’unica cosa che ha sempre funzionato benissimo. E dire che qualcuno voleva anche sopprimerlo. Poi ho avuto modo di parlare con l’attuale presidente della Provincia, Antonio Gabellone, persona gentilissima e disponibilissima, che per fortuna ha mostrato grande sensibilità e così il

servizio è rimasto”. Eppure, nonostante la forza d’animo che contraddistingue Dora, c’è stato un momento di sconforto: “Quando mio figlio aveva 3 anni ed a Pisa è stato riconosciuto autistico, lo portai all’Asl di Maglie per iniziare la terapia. Dopo un anno mi dissero che secondo loro non era autistico e che non sapevano cosa fare. In un primo momento mi

Barriere architettoniche La signora Villani ci parla anche di barriere architettoniche e si riferisce in particolare alle Chiese di Taurisano: “Mi ritengo cattolica, sono sempre andata ad ascoltare la Messa, ho atteso con trepidazione la costruzione della nuova Chiesa perché nell’altra, piccolina, con la carrozzina era tutt’altro che agevole. Finalmente ecco la nuova Chiesa e… che mi fanno? Gli scivoli per i diversamente abili li hanno messi lungo i lati della Chiesa, lontani dall’ingresso e con tanto di dentello alla fine! Con la carrozzina si arrivava alla fine dello scivolo e poi… stop, niente da fare. Se un disabile, non solo mia figlia, voleva andare da solo in Chiesa, magari con una carrozzina a motore, non poteva farlo. Così ho parlato con il parroco, poi con l’ingegnere progettista. Il dentello è stato tolto, il fastidio per quello che mi è stato risposto riguardo agli scivoli sui lati e lontani dall’ingresso, no: mi è stato detto che frontali avrebbero rovinato il prospetto… Ora stanno costruendo un’altra Chiesa proprio vicino casa mia, speriamo ci vada meglio”.

sono abbattuta, non sapendo a quale Santo rivolgermi, poi sono riuscita ad ottenere, con le buone e con le cattive, il nulla osta per cambiare Asl e mi sono rivolta a Martano. E per me quella è stata un’esperienza più che positiva grazie ad un’equipe composta da neuropsichiatra, terapista, psicologa e assistente sociale, che ha seguito mio figlio anche a scuola”. È a conoscenza di quanti casi di autismo ci sono del Salento? “Io faccio parte dell’Associazione “Amici di Nico” e gli iscritti sono almeno 400”. Vita Rizzo: “Non mi piace ritenermi una mamma speciale, preferisco essere considerata una mamma normale che ha messo l’handicap nella normalità. Chi è nelle mie condizioni si chiede, e se lo chiederà sempre, come sarebbe la sua vita se non ci fosse l’handicap. I problemi li abbiamo affrontati da soli, in casa: gli amici quasi ti schivano e gli stessi familiari si dileguano. Per quanto mi riguarda, oltre mia madre, nessuno mi ha mai offerto il suo sostegno. Forse anche per questo non mi sono mai risparmiata ad aiutare altre mamme, anche se i loro ragazzi avevano problemi diversi da mia figlia”.


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La speranza

Maria Rosaria Ferraro: “Qualche anno fa forse era più difficile, oggi chi dovesse capitarci ha forse la fortuna di trovare la strada aperta da noi. Se ne parla di più, il portatore di handicap non viene più recluso in casa. Questa è una nostra vittoria”.

Parcheggi poco riservati Dora Cesari: “All’ospedale di Scorrano spesso e volentieri tutti i parcheggi riservati ai disabili sono occupati da auto prive di contrassegno. Lo stesso accade all’ospedale di Gallipoli. Non nascondo che una volta, esasperata, ho chiamato i Carabinieri perché non ne potevo più di questa mancanza di rispetto”.

Cuore di mamma Bruna Villani: “Senza mia figlia non sarei quella che sono ora. Non smetterò

mai di ringraziarla per la sua grinta, per la sua voglia di vivere, per la forza che mi dà”. Maria Rosaria Ferraro: “Noi abbiamo tanto da imparare da questi ragazzi. Sono privi di cattiveria ed egoismo. Sono puliti e a noi ci danno quotidianamente una grande lezione”. Vita Rizzo: “Si, una grande lezione. Per prime a noi mamme, che inizialmente pensavamo ci fosse spazio solo per la disperazione e invece giorno dopo giorno da loro abbiamo appreso tanto. E ci riempiono la vita: io senza mia figlia non riuscirei a vivere”.

Il futuro Vita Rizzo: “Il problema è il dopo. Dopo la scuola, dopo di noi. Se questi ragazzi hanno la giornata piena, vivono una vita normalissima. Se ci fossero i servizi che spetterebbero loro, la vivremmo molto più serenamente”.

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“Amici di Nico, un sostegno concreto per gli autismi ” è un’Associazione no profit con sede a Matino, costituitasi nel 2007. Un’Associazione di solidarietà e di grande umanità motivata da una reale e complessa esperienza personale, ma condivisa da un gruppo di persone “amiche” con la volontà di realizzare gli stessi obiettivi. L’Associazione mira a coinvolgere tutti i genitori che hanno bambini, adolescenti o giovani portatori di handicap psico-fisico nonché tutte le persone genuinamente interessate per soli scopi umanitari. “Le nostre opere”, spiegano sul loro sito (www.amicidinico.it), “saranno come piccoli tasselli di un grandissimo puzzle che si dovrà realizzare giorno dopo giorno senza mai fermarsi”. Per informazioni: Associazione “Amici di Nico” O.n.l.u.s. Via Campania, 6, Matino; Tel. 08331821559 - 348-3445015; Fax: 0833-554923.

Chi è davvero normale? sono due tratti che colpiscono in alcune Vi mamme e le distinguono da altre. L’assoluta serenità e la profondità dello sguardo. Occhi

abituati a vedere al di là delle abitudini, a scrutare oltre il confine della normalità. Alessandra Pietra, di Lecce, è una di queste: orgogliosa del suo lavoro, orgogliosa dei suoi figli. Anche per lei la disperazione all’inizio, che poi si è trasformata in un dono: “Quando lo vieni a sapere non puoi essere contenta. Non capisci, non accetti, soprattutto non riesci a leggere nel futuro che ti aspetta. Tutto è troppo diverso da come l’hai immaginato. Oggi”, spiega questa mamma, “dieci anni dopo e col senno di poi, dico: “Meno male che è nato, è un segno e un destino”. Avendoli in casa capisci che certi figli hanno gli stessi diritti degli altri bambini. Per proteggerli meglio il destino sceglie semplicemente per loro genitori più forti di altri”. Frasi che obbligano a sprofondare in riflessioni dolorose e difficili per chi ascolta. Ad Alessandra e a tutte le donne nella sua situazione rimane invece la difficoltà della quotidianità. E così anche l’8 marzo si piega inevitabilmente alla quotidianità di certe vite per

diventare qualcosa di diverso. “La festa della donna? Da giovane non l’ho mai avvertita, la consideravo un giorno di vacanza in più. Adesso per me ha un valore, più silenzioso e più intenso. È la festa della donnamamma. Mamma che col passare del tempo non distingue più la differenza tra la normalità e la difficoltà nel rapporto con i figli. L’appoggio straordinario di famiglie forti alle spalle ci ha aiutato a trovare la nostra strada verso la normalità, quella che nessuno t’insegna. Ma qualcosa di straordinario è già accaduto in casa. Mio figlio piccolo di 7 anni, perfettamente sano, ancora non riconosce la differenza tra suo fratello e gli altri ragazzi e compagni di scuola”. Malgrado la pacatezza d’indole, però, Alessandra s’infiamma davanti ai diritti non riconosciuti: “Non c’è via, dobbiamo fare tutto da soli e se possono ti ostacolano con una burocrazia che non garantisce i diritti che la legge riconosce. Come la pensione d’invalidità negata. Solo l’accompagnamento ci è stato riconosciuto, ma solo dopo l’aggravamento. A volte mi chiedo quali siano davvero le persone normali”. Aldo Mea

SCIVOLO CON STRISCE BLU

Le barriere dell’assurdo

Uno degli scivoli circondato dalle strisce blu nella piazza antistante l’ospedale di Tricase Il copione delle auto lasciate davanti agli scivoli per disabili, purtroppo, va in scena spesso. Ed è segno di maleducazione ed inciviltà. Ma la questione invade il campo dell’assurdo quando, intorno allo scivolo, il parcheggio è autorizzato... dalle strisce blu. La foto riguarda Tricase (Sindaco conosciamo la tua sensibilità, per favore intervieni) ma a quanto ci risulta non è certo l’unico caso nel Salento. Che vergogna!


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Randagismo a Presicce: l’ordinanza c’è ma... attualità

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opo l’accorato appello per la sterilizzaD zione dei cani da parte di Zampa Libera, Associazione che si occupa del rispetto dei di-

ritti degli animali, interviene l’assessore all’Ambiente, all’Igiene pubblica ed al Randagismo del Comune di Presicce, Giovanni Lia: “Capisco le buone intenzioni di Zampa Libera, ma per il momento non mi è stato presentato alcun progetto concreto, da far valutare in Consiglio Comunale”. Durante i pochi mesi della nuova Amministrazione, l’assessore Lia ha già predisposto alcuni interventi per affrontare il problema randagismo. Ha stabilito con un’ordinanza, firmata anche dal sindaco Leonardo La Puma, l’obbligo di

identificazione dei cani e di altri animali domestici mediante l’applicazione di microchip, effettuata dai veterinari competenti dell’Asl o dai liberi professionisti autorizzati, ed alla contestuale registrazione all’anagrafe canina. Nell’ordinanza si è anche stabilito l’obbligo, per i proprietari di cani, di utilizzare un guinzaglio non superiore ad 1,5 metri e di portare con sé una museruola da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità pubblica. “La sterilizzazione è una strada che si può seguire”, precisa l’assessore Lia, “però vanno risolti vari problemi contin-

“Rifiuti, decisioni costose e dannose” Il sindaco di Poggiardo Astore

nuova ordinanza La del Commissario straordinario Nichi

Vendola del 24 febbraio scorso proroga il conferimento dei rifiuti urbani nell’impianto di biostabilizzazione della Sud Gas s.r.l. a Poggiardo e della frazione umida biostabilizzata uscita dal suddetto impianto, e precedentemente conferita a Cavallino, nella discarica di Ugento, per un periodo di 60 giorni necessari all’entrata a regime della nuova impiantistica in via di ultimazione. Si avrà così un’ulteriore proroga all’utilizzo del famigerato impianto della Sud Gas, da tempo definito inutile e dannoso da amministratori locali e non, dai cittadini ma anche dal Tar di Lecce con la sentenza del novembre 2008, dal Consiglio di Stato nel gennaio 2009 ed ora anche dal Tar del Lazio. Ed i cui costi inevitabilmente sono stati scaricati sulle tasche dei cittadini, che hanno

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visto schizzare le loro cartelle esattoriali relative ai rifiuti solidi urbani. Il sindaco di Poggiardo, Silvio Astore, denuncia questa situazione in cui viene a trovarsi senza soluzione di continuità l’Ato Le/2, addebitandola ad una serie di pasticci e calcoli politici che hanno costellato la gestione del ciclo dei rifiuti a partire dalla chiusura dell’impianto di Nardò. Da quel momento, secondo il giudizio del primo cittadino, l’emergenza non è mai cessata e i costi per lo smaltimento dei rifiuti sono lievitati negli ultimi tre anni, passando dai 5 milioni di euro del 2005 e del 2006 ai 17 mln e mezzo del 2007, ai 17 mln del 2008 ed ai 15 mln del 2009. Dunque, un incremento di 12 mln e mezzo nel 2007, di 12 mln nel 2008 e di 10 mln nel 2009, di cui 5 mln sempre a carico dei Comuni. Carlo Quaranta

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genti. Dopo la sterilizzazione, nell’arco delle 24 ore è necessario trovare qualcuno che si prenda cura dello stesso cane”. Un altro punto importante dell’ordinanza riguarda l’obbligo per i proprietari di cani, durante le loro passeggiate, di strumenti idonei a raccogliere le feci deposte dal proprio animale sulle aree e sugli spazi pubblici, a tutela del decoro urbano e dell’igiene pubblica. I trasgressori saranno puniti con una sanzione amministrativa da 25,00 a 500,00 euro. Luca Faiulo

in poche parole

Tricase: Settimana della tiroide

La patologia tiroidea è endemica nel Salento per varie cause e il suo riscontro è spesso occasionale. L’Azienda Ospedaliera “Cardinale G. Panico” partecipa alle giornate informative, da lunedì 15 a venerdì 19 marzo, con visite specialistiche gratuite ed eventuale ecografia per la individuazione di alterazioni della tiroide. Info e prenotazioni: 0833/543278.

Aspiranti giornalisti in Redazione

Nella Redazione de “il Gallo” per scoprire come si realizza un giornale. È stato questo il senso della visita che gli alunni della classe V dell’Istituto Maestre Pie Filippini di Otranto, che da qualche tempo si stanno cimentando con il sogno di diventare dei giornalisti provetti (con la messa a punto di un proprio foglio d’informazione di cui a Natale è già uscito il primo numero), hanno effettuato nella sede di Tricase. Accompagnati dall’insegnante Stefania Tenis e dalla dirigente scolastica Suor Concetta Perone, i ragazzi hanno rivolto numerose domande sia al direttore Luigi Zito che agli altri componenti della Redazione, per soddisfare tutte le loro curiosità.. Infine, hanno visionato alcune delle tecniche di impaginazione e di grafica. Grande è stato l’entusiasmo di poter vedere coi propri occhi come si svolge il lavoro all’interno di un giornale.


Cutrofiano: l’orgoglio di una categoria

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l’appuntamento

FESTA DELL’ARTIGIANO Domenica 7 marzo, a partire dalle 17,30, a Cutrofiano, nelle sale del Resort San Giorgio (strada provinciale Noha-Galatina), la grande manifestazione promossa da Confartigianato Imprese Lecce, con il patrocinio della Camera di Commercio di Lecce. Interverranno rappresentanti del Governo, del Parlamento, dell’Università del Salento, della Camera di Commercio di Lecce e poi imprenditori, artigiani, loro famiglie e non solo. “Confartigianato Imprese Lecce”, dichiara il presidente Corrado Brigante, “organizza da anni un’importante manifestazione per valorizzare ed esaltare la laboriosità, l’impegno ed il contributo sostanziale che il mondo artigianale assicura all’economia della provincia di Lecce”. Spiega il segretario generale Mario Vadrucci: “L’iniziativa intende sviluppare negli imprenditori, loro collaboratori e familiari, l’orgoglio dell’appartenenza ad una categoria che, più di ogni altra, caratterizza l’identità produttiva di un territorio. Le produzioni artigiane, infatti, connotano le peculiarità di un determinato territorio per-

ché interpretano al meglio tradizioni, costumi e cultura. La Festa dell’Artigiano si pone come momento celebrativo di un impegno professionale e costituisce un’occasione di piacevole incontro tra gli imprenditori, loro famiglie ed esponenti delle istituzioni politiche, amministrative, economiche e culturali”. Nell’occasione sarà distribuito il nuovo numero di “Salento Artigiano”, periodico di informazione di Confartigianato Imprese Lecce. Entrando nello specifico del programma, la manifestazione prevede alle 17,30 la proiezione di un filmato realizzato da Confartigianato Imprese Lecce; alle 18 gli interventi del presidente Brigante; di Alfredo Prete, presidente della Camera di Commercio di Lecce; di Stefano Adamo, preside della Facoltà di Economia dell’Università del Salento; di Amedeo Maizza, docente della Facoltà di Economia Università del Salento; di Cesare Fumagalli, segretario generale di Confartigianato Imprese; di Raffaele Fitto, Ministro ai Rapporti con le Regioni. In chiusura, alle 20, la degustazione di prodotti tipici.

in poche parole

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Monteroni: è partito “Famiglia Sistema Aperto” Ha preso il via presso il “Centro della Legalità” in Via Colonna (nei pressi della Casa dello Studente), l’iniziativa del Comune dal titolo “Famiglia Sistema Aperto. Percorso sulla Genitorialità”. Il progetto, fortemente voluto dall’assessore Annamaria Longo, verte su una serie di incontri atti a favorire la socializzazione e l’interscambio di esperienze educative tra famiglie, scuole, associazioni e servizi del territorio. Coordinatore di questi appuntamenti è lo psicologo Cesare Martella. Gli interventi sono orientati a rafforzare la “Funzione Nutritiva” della famiglia; promuovere linguaggi pedagogici e formativi condivisi; favorire la promozione e mobilitazione di reti di solidarietà e cooperazione; fornire informazioni di base sulle problematiche socio-psico-pedagogiche relative al disagio evolutivo; far conoscere principi dell’attaccamento e percorsi evolutivi. Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Il prossimo incontro è previsto giovedì 25 marzo. Queste le altre date: giovedì 29 aprile; venerdì 28 maggio; giovedì 21 ottobre; giovedì 25 novembre; lunedì 13 dicembre. Info: Ufficio Servizi Sociali, via Pino, Monteroni.


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“Litio e Marea” dedicato alla diversità

Un nuovo libro dedicato alla diversità è stato presentato dalla Casa Editrice Aletti: “Litio e marea: disturbo bipolare” è una silloge di poesie che raccontano la storia di Lavinia, ragazza di 23 anni con disturbo bipolare dell’umore, che passa da momenti di esaltata felicità a profondissima angoscia, alternanza tipica delle fasi maniaco-depressive della patologia. L’opera nasce dalle intuizioni della scrittrice e psicologa 27enne Antonella Marchisella, nata a Barletta, conun passato nel Salento dove si è diplomata, nel 2001, presso l’allora Istituto Magistrale Girolamo Comi di Tricase. All’ inizio del 2009 Antonella inizia a scrivere per Pianeta Donna e Girl Power, magazine femminili e, in quell’anno, passa alla Casa Editrice Aletti di Roma, per la quale scrive “Litio e marea”. Intenzionata a portare alla ribalta il tema dell’accoglimento della diversità, lo fa attraverso note dolci ma mai scontate della poesia, in grado di trasmettere emozioni forti e raccontare un disturbo dell’affettività. Lo sguardo dell’autrice si volge a concetti come il complesso edipico, la sensazione cronica di vuoto o semplicemente la solitudine di ogni essere umano, il litio come unico rimedio per supplire a quell’affetto di cui non si può fare a meno, ma anche la preghiera, temi come la presenza di Dio e l’importanza del credere per vincere. Antonella ha ideato questo libro anche come omaggio alla terra salentina, che descrive come “un luogo sempre in grado di sviluppare in chi lo guarda un’interiorità più profonda” e scrive una poesia dedicata a Santa Maria di Leuca, appellata da lei come “un’anima odorosa di pace”. “Litio e Marea: disturbo bipolare” è acquistabile sul sito internet www.alettieditore.it ed è già presente in alcune tra le migliori librerie di Lecce, Tricase, Alessano e Gagliano del Capo.

cultura moderna

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“A tiempi mei” con Li cumpari

“Li cumpari” è la volontà di fare un teatro popolare diverso. In questi ragazzi c’è la volontà di andare oltre l’ovvietà delle commedie da Oratorio e con “A tiempi mei”, loro prima importante fatica, lo hanno dimostrato. Sei repliche a teatro “tutto esaurito”, con pubblico pagante ed una in una Piazza Diaz a Casarano oltremodo gremita, forniscono la misura di quanto il pubblico abbia compreso che qui l’obiettivo è un altro. Si ride nelle due ore di spettacolo, e si ride tanto, ma in questo spettacolo c’è anche la musica della nostra tradizione e soprattutto c’è un messaggio d’amore nei confronti degli anziani che qui, oltre che dispensatori di saggezza, vengono amati come memoria storica di ciò che eravamo solo qualche anno fa. “Li cumpari” replicherà questo spettacolo sabato 13 marzo a Taviano, presso il Teatro Fasano: ad accompagnarli, la musica popolare salentina degli “Robba te smuju” di Uccio Aloisi. Val la pena fare un tuffo nel passato! Antonio Memmi

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L’ultima Osteria

on l’anteprima dello scorso 28 febbraio, presso il Cinema Moderno di Tricase (ospite d’onore il regista statunitense Taylor Hackford), è stato presentato l’ultimo lavoro del regista tricasino Alfredo De Giuseppe, dal titolo “L’ultima Osteria”. Il documentario, prodotto da Perlesalento con Minuto d’Arco, nasce dopo la fortunata prima esperienza di De Giuseppe, “L’arte nascosta”, che, in concorso all’edizione 2009 del London International Documentary Festival (LIDF), ha fatto parte della cinquina dei finalisti. “L’ultima Osteria” avvierà proprio da Londra il suo cammino tra festival e concorsi, a livello nazionale e internazionale, con la certezza di avere uguale consenso di pubblico e critica che sono stati riservati alla prima opera del regista tricasino. I cinque protagonisti de “L’ultima Osteria” sono tutti di Tricase e le strade e le osterie raccontano la vita della cittadina. Cinque persone che presentano la loro storia, le loro vite, il loro mestiere (attuale o mancato), i loro problemi quotidiani. Risolti molto spesso nell’osteria del paese, davanti ad un bicchiere di vino o di

birra. O durante una catartica “passatella”, dove l’essere “patrunu” toglie sassolini dalle scarpe e ripaga dagli stenti, senza mai dimenticare, però, che la fortuna beffarda, gira... Un documentario su un luogo che resiste all’usura del tempo e racconta di un rito che accomuna generazioni e mondi diversi. Perché nelle osterie si incontra il disoccupato che attende una sistemazione dall’amico vicesindaco; il fruttivendolo part-time che non riesce ad abbandonare il suo mare; il professore disilluso dalla sinistra al parlamento, ridotta ad essere “tagliata” all’infinito, quasi fosse un salame. E chi aspetta che gli sia riconosciuta la pensione di oltre vent’anni di lavoro presso un’azienda svizzera, bloccata, a suo dire, dalla storica neutralità del paese elvetico. Un ritratto dai toni neorealistici su un microcosmo che sembrerebbe tutto al maschile. Ma in verità nella “passatella”, come nella vita, se la “donna incinta” si oppone, non conta neanche la parola del padrone. È lei che fa andare avanti il gioco… Direttore della fotografia è Davide Micocci; il montatore, Andrea Facchini; Gianni De Blasi è aiuto regista.

Cilea” di Reggio Calabria. Il concorso è organizzato in collaborazione con “Artemare” e con il patrocinio di Regione, Provincia e Città di Tricase. Dal 1991 il Centro “Chopin” è diretto dal M° Maria Fino, anche direttrice artistica del Concorso, che ha il fine di scoprire e valorizzare talenti, nel campo musicale, di nazionalità italiana ed estera. Si articolerà in 6 Sezioni ed ogni Sezione in Categorie, con la novità rappresentata quest’anno dai “Gruppi musicali di vario

genere”. I concorrenti dovranno far pervenire entro il 10 aprile tutta la documentazione necessaria a mezzo raccomandata in Via Giovanni XXIII, 10, a Tricase o consegnata personalmente presso la Segreteria del Centro, in Via D. Cimarosa (alle spalle della Scuola Media “G. Pascoli”) a Tricase. E’ possibile scaricare il bando del Concorso sul sito internet www.csmchopin.it. Per informazioni 328/7451511 o scrivere a mariafino@tin.it.

Tricase: altra edizione del Concorso La Vallonea Il Centro Studi Musicali “Fryderik Chopin” di Tricase ha indetto l’XI edizione del Concorso Musicale Internazionale “La Vallonea”, che si svolgerà presso Villa Conte Rosso, in Viale Stazione a Tricase, dal 13 al 18 aprile prossimi. Presidente del Concorso sarà il M° Antonino Sorgonà, direttore del Conservatorio “F.


Raffaella, Loredana e l’Isola in tv

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Raffaella Lecciso:

“Mia sorella è straordinaria, ora cominceranno a scoprirlo tutti. Stupirà perché il coraggio non le manca e l’attitudine a sperimentarsi tra gli ostacoli nemmeno. La malinconia latente è un tratto tipico del suo carattere ma mia sorella è soprattutto una persona solare e quando è serena sa essere spiritosissima”

Aldo Mea

info@ilgallo.it

affaella giudica Loredana, e la sentenza ha il segno positivo. “Più che positivo”, sottolinea la gemella dal divano della sua casa di Lecce, “Loredana è straordinaria, ora cominceranno a scoprirlo tutti”. Loredana è sull’isola, quella dei famosi, quella che tutta Italia commenta, osserva, vaglia, soppesa, critica ma che immancabilmente guarda, come il Festival di Sanremo. Raffaella è nel Salento ma il feeling con la sorella non si spezza. Così la distanza s’azzera in virtù d’un affiatamento inscindibile. Bellissima una, bellissima l’altra: lontane agli antipodi ma agganciate con la complicità di chi è cresciuto insieme. La prima a combattere tra prove più o meno difficili di sopravvivenza, l’altra che prova a sopravvivere tra le difficoltà della quotidianità. “Come l’ultimo esame universitario. Finalmente”, sospira Raffaella, “un bel 30 e lode energizzante prima di dedicarmi alla tesi di laurea”. Ma l’atten-

R

zione oggi è ovviamente tutta su Loredana, sui suoi comportamenti, sulla sua capacità di uscire indenne da un’esperienza che troppi considerano impossibili per quell’immagine che finora ha proposto di sé in televisione. “E invece Loredana stupirà”, giura Raffaella, “perché il coraggio non le manca e l’attitudine a sperimentarsi tra gli ostacoli nemmeno. Prendete la prova del fuoco nella prima puntata. In tanti ad esibirsi come salvatori della patria e fallendo. Lei, zitta

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e silenziosa, ha stabilito il record di resistenza superando il minuto. Nessun’altro c’è riuscito. Mia sorella, insomma, gli attributi ce li ha”. Ed è sincera Raffaella nella sua ammirazione, perché lei all’isola non sarebbe mai andata. “Infatti preferisco aspettarla in studio da Simona Ventura. È già una gran fatica raggiungere gli studi Mediaset in aereo, figurarsi il resto… Loredana ha una dote in più rispetto a me, sa lanciarsi e sa rischiare”. Eppure anche a te Mediaset aveva 42enne, dolce, simpatico, romantico e affettuoso cerca donna vedova, separata, dai 35 anni in su per una storia seria. 339/8143457 31enne bello, passionale e benestante, conoscerebbe ragazza o signora attraente e passionale max 50enne per momenti d’intenso e spensierato piacere o per bella amicizia. Max riservatezza. 327/9588430

proposto la grande chance di cimentarti in un reality esotico. “Ho detto no subito all’invito della produzione. Si trattava di partecipare al programma di Paola Perego “La Tribù” e si sarebbe ambientato in India. Io ho rifiutato, poi ho saputo che non s’è fatto comunque”. Ma, tornando a Loredana, che immagine diversa ne sta venendo fuori? “Per esempio ha dimostrato di avere equilibrio ed autocontrollo, fin qui. Quando viene provocata, da Busi per esempio, risponde a tono ma con la dovuta attenzione e rispetto”. E tu, come sua gemella, quale immagine di Loredana vorresti che arrivasse attraverso l’Isola dei Famosi? “Una Loredana molto divertente. Perché la malinconia latente è un tratto tipico del suo carattere ma mia sorella è soprattutto una persona solare e quando è serena sa essere spiritosissima. Vorrei soprattutto che da questo reality emerga la parte migliore di sé, quella che per mille motivi non è stata ancora scoperta dal grande pubblico”.


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Calcio, il Nardò vede la serie D 44

Confronto diretto decisivo, domenica 7 marzo, in casa contro il Molfetta Il presidente Russo: “Siamo fortissimi e il nostro pubblico saprà trascinarci” Federico Scarascia

Casarano, Maglie e Tricase

feder@ilgallo.it

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cammino fin qui esalUn tante, già fortemente marchiato dalla conquista della Coppa Italia regionale lo scorso 18 febbraio (dal 17 marzo l’avventura nella fase nazionale, avversari i campani dell’Ebolitana ed i lucani del Fortis Murgia). Ed un cammino che promette altrettanto bene nel torneo di Eccellenza, dominato dalla prima giornata. Ad appena cinque turni dalla fine ed alla vigilia del match clou del “Giovanni Paolo II”, domenica 7 marzo, contro il “solito” Liberty Molfetta, l’avversario numero uno della stagione, Nardò ed il Nardò vivono ore febbrili nella consapevolezza di una superiorità quasi sempre certificata, ma anche della necessità di conservare umiltà e determinazione per non ritrovarsi con spiacevoli sorprese quando ormai il cerchio sta per chiudersi alla grande. Non può ovviamente sottrarsi alla spasmodica attesa l’artefice numero uno del bel giocattolo granata di quest’anno, il presidente Enzo Russo. Che intanto, all’aspetto puramente tecnico, antepone l’appello affinché sia soprattutto una bella giornata di sport. “E non è una frase fatta”, tiene a precisare il massimo dirigente neretino, “ma il bisogno, dopo quando da noi subito a Terlizzi, dove siamo stati vittime di un autentico terrorismo psicologico, di gridare a tutti che civiltà e sana rivalità devono prevalere sempre e che le partite non si vincono con intimidazioni e squallidi mezzucci! (Il Giudice sportivo ha poi squalificato il campo del Terlizzi, Ndr). Accoglieremo con grande ospitalità gli amici di

Molfetta, così come siamo abi- remo in 5mila e sappiamo di tuati a fare”. In campo, però, un avere un organico che riuscirà a match da vincere. “Si, ci permet- sopperire alle assenze! E’ chiaro, terebbe di avere poi un distacco, però, che l’augurio è di trovare +4, fondamentale per il successo stavolta un arbitro all’altezza”. finale”, conferma Russo, “visto La serie D (facendo tutti i debiti che potremmo poi gestirlo nei re- scongiuri) come primo passo: a stanti 360 minuti di campionato, dispetto di quanto vociferato anche se fino alla fine non man- negli ultimi tempi, il presidente cheranno ulteriori insidie. No- Russo torna a smentire un suo nostante le trappole di Terlizzi, ci disimpegno a fine stagione, presentiamo a questa super sfida anzi… “Anzi siamo pronti a con il morale a mille per la prova raddoppiare ed a riportare il calcio neretino, come meridi enorme carattere oftano la nostra tradizione ed ferta dai ragazzi prima in dieci e poi in nove il nostro blasone, ai fasti dei professionisti. C’è un uomini (contro il Liprogetto quinquennale berty l’abile tecnico serio e molto amAlessandro Longo bizioso, che ci dovrà fare a meno dei forti permetterà di avere a attaccanti Di Rito e Monlungo solide basi agendo taldi, Ndr) e con compecerti che, tenza ed come al sooculatezza. lito, il nostro Ma… un pubblico saprà trascipasso alla Enzo Russo narci. Savolta”.

Fare l’arbitro è una passione. E nel Salento non mancano certo giovani e giovanissimi che vogliono cimentarvisi. La ghiotta opportunità torna ad offrirla la Sezione di Casarano dell’Associazione Italiana Arbitri, una delle più importanti della Puglia, che come sempre avviene a marzo (ed a novembre), organizza un corso di breve durata presso la sede di Casarano, in via Curti Madama, ed in contemporanea a Maglie ed a Tricase. Possono parteciparvi ragazzi e ragazze di età compresa fra i 15 ed i 20 anni. Tutti gli interessati possono rivolgersi presso la sede di Casarano, in via Curti Madama, 57 (telefono 0833/502591; fax 0833/331127) oppure chiamare al numero 348/7396421 o inviare un sms indicando le proprie generalità e il numero telefonico, o ancora inviare una e-mail all’indirizzo casarano@aia-figc.it. Ulteriori informazioni si possono consultare sul rinnovato e ricco sito internet della Sezione casaranese, all’indirizzo www.aiacasarano.it. Al termine, insieme all’equipaggiamento per l’attività, sarà consegnata una tessera che consentirà il libero accesso a tutte le manifestazioni calcistiche sul territorio nazionale. Inoltre, su richiesta degli studenti, viene rilasciata una dichiarazione che attesta la qualifica acquisita per il Credito Formativo Scolastico.


Il Tricase non si ferma più calcio, eccellenza

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21 punti in 11 partite; 5 vittorie in sei gare, le ultime 4 consecutive. Ed ora la classifica non fa più paura Dell’Abate rilancia

“Se resta Ciullo, con 2-3 innesti l’anno prossimo punteremo alla promozione”

Sulla Juniores

“Ha vinto il campionato regionale con 4 turni d’anticipo e sono tutti ragazzi della zona. Un grande investimento per il futuro”

Un

Tricase da non crederci. Neanche il più ottimista, dopo il triste girone di andata, avrebbe osato sperare tanto con l’arrivo dell’anno nuovo: 21 punti in 11 gare, 5 delle ultime 6 partite vinte e bottino pieno nelle ultime quattro. Una squadra tatticamente perfetta, corta, stretta tra linee, sempre in grado di fare la cosa giusta al momento giusto e illuminata a turno dai lampi di genio dell’icona Orazio Mitri (41 anni appena compiuti, ma solo per l’anagrafe) e Maurizio Striano (splendido il gol che ha deciso la gara interna contro il Locorotondo). E non sta nella pelle il presidente Michele Dell’Abate: “Straordinario, da entusiasmarsi. L’avvento di Totò Ciullo, a mio avviso un grande allenatore, ha dato il la ad una stagione in crescendo. Abbiamo risalito la classifica e messo alle spalle la paura che ci at-

tanagliava”. E il Presidente rilancia: “Se qualche squadra di serie C non ci porta via Ciullo, l’anno prossimo, con 2-3 innesti, potremo puntare ad un campionato di vertice. Ed anche dal punto di vista societario sono rinfrancato dalla vicinanza del Senatore Totò Ruggeri, che ci ha dato una mano quest’anno e già ci ha fatto sapere di voler essere maggiormente coinvolto nella prossima stagione, mettendo a nostra disposizione la sua esperienza maturata in tanti anni alla guida del Maglie”. Ma come si spiegano le due facce del Tricase nello stesso campionato? “Innanzitutto con la ritrovata stabilità societaria. Ad un certo punto mi ero fatto da parte per lasciar gestire ad altri la Società, poi mi sono visto costretto a tornare sui miei passi per salvare il salvabile. Il resto lo ha fatto Ciullo dando un corpo ed un’anima alla squadra. Tutti i ragazzi poi sono stati meravigliosi nel dare una svolta alla stagione”. Ma Dell’Abate ha anche altri motivi per essere orgoglioso: “La Juniores ha vinto il campionato regionale con 4 turni d’anticipo schierando tanti ragazzi più giovani della media delle altre squadre. E sono tutti ragazzi della zona di Tricase o dei paesi limitrofi. Un grosso investimento per il futuro che sta maturando anche grazie al lavoro ed alla competenza dell’allenatore Daniele Corvaglia, bandiera del Tricase anni ‘90, e del direttore sportivo Angelo Sanapo”. L’operazione futuro è già iniziata.

foto: Studio Andrea

Giuseppe Cerfeda

gicer@ilgallo.it

Che balzo in classifica!

Nel 2010, 21 punti in 11 gare per una scalata irresistibile verso la savezza 20 dicembre 2009: la classifica dopo 18 gare NARDÒ 38 TRANI 37 MOLFETTA 36 COPERTINO 33 TERLIZZI 31 LUCERA 30 MANDURIA 29 CASTELLANA 26 BISCEGLIE 26 SOGLIANO 25 CORATO 25 CERIGNOLA 17 TAURISANO 16 MASSAFRA 16 13 TRICASE LOCOROTONDO 12 MAGLIE 11 ALTAMURA 11

28 febbraio 2010: la classifica dopo 29 gare NARDÒ 62 MOLFETTA 61 TRANI 58 TERLIZZI 57 COPERTINO 46 CASTELLANA 46 MANDURIA 42 LUCERA 41 CERIGNOLA 38 SOGLIANO 36 BISCEGLIE 36 34 TRICASE CORATO 33 TAURISANO 27 MASSAFRA 25 LOCOROTONDO 20 MAGLIE 19 ALTAMURA 14


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tempo libero

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e mmazion a r g o r p in rzo dal 5 ma LECCE - MULTISALA MASSIMO TEL. 0832/307433 Sala 1

18,10 - 20,20 - 22,30

Al cinema

SURBO - MULTICINEMA MEDUSA TEL. 0832/254411 Sala 1

16,35 - 19,10 - 21,45

GALLIPOLI - CINEMA ITALIA TEL. 0833/568653 Sala 1

17,30 - 20 - 22,30

Alice in wonderland (3D)

Alice in wonderland

shutter island (da domenica 7)

Sala 2

Sala 2

Sala 2

16 (sab. e dom.) - 18,30 - 21

17,55 - 20,15 - 22,35

17,30 - 20 - 22,30

shutter island

il figlio più piccolo

invictus

Sala 3

Sala 3 15,30 - 17,55 - 20,20 - 22,40

Sala 3

Alice in wonderland (3D)

genitori e figli... (da domenica 7)

16 (sab. e dom.) - 18 - 21

invictus Sala 4

20,30 - 22,35

codice genesi

Sala 4

15,15 - 19,45 - 22,15

genitori e figli - agitare...

Sala 5

18 - 21

avatar in 3D

Sala 5

16,15 - 19 - 21,40

scusa ma ti voglio sposare

LECCE - dB D’ESSAI/CIRCUITO D’AUTORE TEL. 0832/390557 19 - 20,30 - 22

La bocca del lupo

Sala 6

15,25 - 20

che fine hanno fatto i Morgan Sala 7

16,30 - 19,15 - 22

LECCE - CITY PLEX SANTA LUCIA TEL. 0832/343479

codice genesi

Sala 1 16,15 (sab. e dom.)-18,20-20,20-22,20

wolfman

Sala 8 15,35 - 17,50, 20,15 - 22,40

18 - 21,15

GALLIPOLI - CINEMA SCHIPA TEL. 0833/568653 16 (dom.) - 18 - 20,15 - 22,30

Alice in wonderland TRICASE - CINEMA MODERNO TEL. 0833/568653 17 - 19,30 - 22

Alice in wonderland TRICASE - CINEMA AURORA TEL. 0833/568653

genitori e figli - agitare... Sala 2 16,15 (sab. e dom.)-18,20-20,20-22,20

che fine hanno fatto i Morgan? Sala 3

18 - 20,15 - 22,20

il concerto Sala 4 16,15 (sab. e dom.)-18,25-20,25-22,25

Sala 9

invictus

GALATINA - CINEMA TARTARO TEL. 0836/568653 17,15 (sab. e dom.) - 19,30 - 21,45

genitori e figli - agitare...

nord

o Il libr il Gallo consiglia “ Filastroccando” di Silvia Taurino Edizioni: CRACE Pagine: 64 - € 10,00

19 - 21,30

16,45 - 19,40 - 22,35

invictus

TRICASE - CINEMA PARADISO TEL. 0833/568653 17,15 (sab. e dom.) - 19,30 - 21,45

genitori e figli - agitare...

In questo libro, Silvia Taurino raccoglie alcune delle filastrocche salentine tramandate di generazione in generazione: “Nella moderna società del benessere, dell’opulenza, in cui tutto si può realizzare”, dice la Taurino, “dove si sono accorciate le distanze grazie alle tecnologie, dove si viene risucchiati nell’inesorabile corso contro il tempo, può succedere di perdere di vista l’obiettivo, di perdersi nelle proprie fobie, nei sensi di colpa, di fluttuare nel vuoto dei propri pensieri. Questo accadeva raramente in passato, nella società delle ristrettezze, quando bastava una filastrocca senza trama e senza senso per dare un senso alla vita”.

TROVA I GALLETTI,

IL REGOLAMENTO

T ra i primi 50 che prenderanno la linea sarà sorteggiata una CENA presso Ristorante LA TERRAZZA a SAN CATALDO. Cerca tra le pubblicità e individua i 3 galletti “mimetizzati”. Telefona lunedì 8 marzo dalle ore 9. In palio anche: i BIGLIETTI per i CINEMA di LECCE, GALATINA, GALLIPOLI e TRICASE; due consumazioni di 5 CONI GELATO presso ROXY BAr di LECCE; una MANICURE, una PEDICURE ed una SEDUTA TRUCCO presso l’ISTITUTO DI BELLEZZA CLEOPATRA a MAGLIE; una CREMA CORPO IDRATANTE ALL’ALOE VERA offerta da ACCOTO COSMESI ad Andrano; 5 CONI DI GELATO ARTIGIANALE da DOLCE ARTE a CUTROFIANO; due aperitivi al BAR MAL GLEF a MIGGIANO; Pizza e bevanda da BORGO VECCHIO a MIGGIANO; un PUPAZZO DI PALLONCINI da BALLON SHOP a RUFFANO; un contenitore TUPPERWARE offerto da CONCESSIONARIA IVANA GRECUCCIO (0833/524018); DUE APERITIVI presso DOLCI FANTASIE di SAN CASSIANO; BUONO SCONTO DI EURO 50 da applicare sull’acquisto di occhiali da sole o da vista presso OTTICA MORCIANO TRICASE, TIGGIANO E CASTRO; CORNETTO e CAPPUCCINO offerti da CROC a Tricase; una BOTTIGLIA DI VINO offerta da LE VIGNE DEL SALENTO di SALVE; un KG DI MIGNON presso PASTICCERIA PIAZZA VITTORIA a SQUINZANO; una PIZZA presso RISTORANTE PIZZERIA LA BELLA VITA di CARMIANO, UN SET DA 6 BICCHIERI DI CRISTALLO, UN SET PER CUCINA ED UNA CAFFETTIERA OFFERTI DA VECCHI MGAZZINI DEL COCO A LECCE

NON SONO AMMESSI GLI STESSI VINCITORI PER ALMENO 3 CONCORSI CONSECUTIVI. NON SI ACCETTANO NOMINATIVI DELLA STESSA FAMIGLIA TELEFONA LUNEDÌ 8 MARZO DALLE ORE 9 ALLO 0833/545777


tempo libero

6/12 MARZO 2010

sù la cresta - il personaggio NOME E COGNOME: Bruno Scarlino NATO A: Taurisano VIVI A: Taurisano SEGNO ZOD.: Acquario la prima cosa che ti salta in mente se parliamo di... MATRIMONIO: “Cosa buona e giusta” DIO: “Sono di sentimenti religiosi” ALCOL: “Una birra al giorno” SIGARETTA: “Mi piace molto” IL LAVORO: “Mi gratifica” LA DONNA: “Dev’essere bella e dolce... come mia moglie” LA PRIMA VOLTA: “Ero un ragazzotto”

Sindacalista d.o.c.

A LETTO: “Molto paziente” LA POLITICA: “Meno male che Silvio c’è...” IN CUCINA: “Faccio... grosse frittate” ALLO STADIO: “Solo rosso e nero” LA VACANZA: “Puro relax” IN UN INCUBO: “Essere spinto dal quinto piano” IN UN SOGNO: “Da sindacalista, dare un lavoro a tutti”

VUOI ESSERE IL PERSONAGGIO DEL PROSSIMO NUMERO? CHIAMACI:

lo dicono le stelle di Eugenio Musarò (www.myspace.com/eugeniomusaro)

ETE

Ancora pazienza per molti Arieti, un po’ bloccati su vari fronti da Plutone in quadratura e Saturno opposto. Marte, però, vi regala ancora energia. CRO

CAN

dal 6 al 19 marzo 2010 ELLI

O

TOR

ARI

0833/545777

GEM

Mercurio in sestile benefico dovrebbe rendervi più lucidi nelle scelte, più ironici e socievoli nei rapporti con gli altri.

Le quadrature di Giove, Mercurio e Urano potrebbero incrementare le spese e bloccare le questioni pratiche. Solo la prima decade è favorita da Saturno.

NE

E

GIN

LEO

VER

La prima decade è favorita da Saturno e Marte: sotto con i progetti. A parte i nati gli ultimi quattro giorni del segno, bloccati da Nettuno, gli altri hanno via libera.

Giove da poche settimane ha incominciato la sua corsa in opposizione: controllate le uscite di denaro ed evitate i giochi d’azzardo.

A

NE PIO R O SC

RIO TTA I G SA

Saturno ancora stimola, provoca, mette di fronte alle responsabilità la prima decade, bloccata anche da Plutone. Tutti gli altri sono più liberi di muoversi.

Ottimi transiti da invidiare: Giove e Urano in trigono e Plutone in sestile. Impegnatevi e non resterete delusi, fate progetti e non dite che è stato solo merito vostro.

Le donne della prima decade sono molto favorite in amore grazie a Saturno e Marte. Tutti gli altri devono controllare le spese a causa di Giove contrario.

A parte la prima decade, messa con le spalle al muro da Plutone e Saturno, gli altri possono beneficiare di Giove e Urano positivi. Datevi da fare. NCI

BILA

O ORN C I R CAP

Mercurio in sestile esalta ancora di più la vostra già spiccata intelligenza razionale, vi aiuta ad essere più lucidi nelle scelte e più socievoli.

O

ARI

U ACQ

Ancora l’opposizione di Marte continua e le ripercussioni sulla forma fisica si faranno sentire, vi sentirete un po’ stanchi o demotivati. Nulla di grave.

CI

PES

Mercurio e Giove in congiunzione saranno per voi un toccasana, per le vostre scelte, per l’umore e per la vostra economia. Ma non sognate troppo.

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ultima

6/12 MARZO 2010

Numero05SudSalento  

magazine,freepress

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