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Gallo

Il radon che non t’aspetti il

Anno 16, numero 23 (467) - 29 ott./11 nov. 2011 - www.ilgallo.it - info@ilgallo.it

37 scuole coinvolte. Nel Salento rappresenta un grave rischio per la salute di tutti e in alcuni edifici scolastici i valori risultano ben oltre il limite consentito...

IL LAVORO DEL COMMISSARIO

Killer silenzioso

Tricase, Guido Aprea

Si abbatte sugli Istituti scolastici e sulle nostre abitazioni. Il radon, elemento radioattivo diffusissimo in Italia, è un mostro silenzioso

“Non sarò un grigio funzionario chiamato a sbrigare le piccole cose quotidiane. Ho intenzione di agire e fare quanto nelle mie possibilità perchè la città non 12/13 perda chances importanti”

Casarano, zona industriale

PERICOLOSO!

Livelli oltre la norma in alcuni plessi scolastici di Casarano, Campi, Lecce, Copertino e Martano 5

Il radon è un elemento chimico naturale, radioattivo, appartenenteai cosiddetti gas nobili o inerti. Viene prodotto per "decadimento nucleare" dal radio che a sua volta proviene dall'uranio. Questi elementi sono presenti nei materiali da costruzione come cementi, tufi, laterizi, e graniti. Nei luoghi chiusi (case, scuole negozi, ambienti di lavoro, ecc.) può arrivare a concentrazioni tali da rappresentare un grande rischio per la nostra salute

Da far impallidire Kafka

Terreni ceduti in via bonaria, vincolati e mai pagati. E in Comune non esiste neanche un rogito!

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Riscaldamento e soldi

Arriva l’inverno

Soluzioni efficaci e costi contenuti. All’interno una panoramica degli impianti disponibili sul mercato e il “Termometro dei costi del calore”, utile strumento d’orientamento per i consumatori INSERTO DA PAG. 17

TROVA I GALLETTI E VINCI

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Ospedale di Scorrano ok 29 OTT./11 NOV. 2011

ora parlo io

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Buonasanità. Garantite cure eccellenti, conforto,

Il

disponibilità e amore nei confronti dei pazienti Ministero della Salute, nonostante i piani di rientro, ha considerato la Puglia come una delle regioni dove gli standard qualitativi sono bassissimi per quanto riguarda la Sanità. Tutti noi cittadini siamo ormai talmente abituati a sentir parlare di “malasanità” e di “grande disagio” della sanità pugliese che quando, di contro, ci troviamo di fronte all’eccellenza dei nostri medici e all’efficienza di alcuni reparti ospedalieri, ne rimaniamo veramente stupiti. L’eccellenza e l’efficienza, a dire il vero, dovrebbero essere la norma ma sempre più spesso sono un’eccezione di cui però rimaniamo sorprendentemente compiaciuti. L’ospedale, come afferma E. Hirsch, è percepito molto spesso più come un luogo di violenza e disumanità che come uno spazio in cui regna la sensibilità per gli aspetti più delicati e più intimi dell’estrema vulnerabilità umana. Si avverte, infatti, un abbassamento della soglia “dell’umano” e se da un lato la Sanità è sempre più votata alla ricerca del profitto o del pareggio del bilancio, dall’altra i pazienti sono sempre più considerati solo dei numeri. Ed allora, affinché quel sorprendente e piacevole compiacimento dell’eccellenza dei nostri medici e dell’efficienza dei nostri ospedali diventi uno sprone per i medici e per i sanitari tutti a far sempre meglio, è necessario sottolineare, evidenziare e valorizzare quelle eccellenze che negli ospedali pugliesi si trovano. Nel mese di agosto mia moglie è stata ricoverata per un delicato intervento presso l’Ospedale “Veris-Delli Ponti” di Scorrano. Durante il suo ricovero sono rimasto piacevolmente stupito dall’assistenza che mia moglie e tutti i pazienti hanno ricevuto. Voglio ringraziare i medici e tutto il personale paramedico dei reparti di Ginecologia ed Ostetricia non solo per la loro professionalità ma, particolarmente, per l’umanità, la delicatezza e la sensi-

bilità con cui hanno trattato mia moglie nei giorni del suo ricovero ospedaliero. Un ringraziamento sincero va, quindi, a tutti coloro che ogni giorno “operano” per salvare vite umane e lo fanno con dedizione, con competenza, con senso di responsabilità ma anche e soprattutto con amore. I medici Augusto De Donno ed Antonio Tau, che hanno operato mia moglie, il Direttore delle Unità Operative citate, dott. Antonio Perrone, ed il Direttore responsabile, dott. Rosario Zecca, non solo hanno garantito cure eccellenti, ma hanno diretto una équipe, medica e paramedica, che mai ha fatto mancare il conforto, la disponibilità e l’amore nei confronti dei pazienti. Voglio ringraziare in modo particolare anche il Primario del Pronto Soccorso, Dr. Luigi Perulli, per la serietà, i consigli e la dedizione con cui svolge il suo ruolo quotidianamente. Le parole di E. Trudeau “Curare a volte, alleviare spesso, confortare sempre” le ho ritrovate nel pensiero della Coordinatrice dei reparti, la Sig.ra Donatella Stanca “Il paziente deve essere accolto ed anche confortato… deve sentirsi a casa”. E’ con questo sentimento e questa sensazione… di essere a casa, che io e, in particolar modo, mia moglie abbiamo trascorso, in Ospedale, momenti sicuramente non semplici per l’intervento chirurgico, che rimarranno indelebili nel nostro cuore. Queste Persone ci hanno insegnano che per essere bravi medici e bravi infermieri non bisogna mai trascurare anche l’aspetto umano, fondamento importante di una società evoluta. Pertanto ai direttori, ai medici, al personale infermieristico e paramedico dei reparti di Ginecologia ed Ostetricia dell’Ospedale “Veris-Delli Ponti” di Scorrano va tutta la nostra riconoscenza, tutta la nostra gratitudine e la nostra profonda stima. Lettera Firmata

D oppi a

Zeta

“Più malato che lo ero prima”

Giusto dare ampio spazio (come facciamo a fianco) alla buona sanità. Ma non possiamo esimerci dal nostro ruolo di denuncia per tutte quelle situazioni che proprio non vanno. Perciò in questo numero Doppia Zeta pubblica testualmente una lettera indirizzata al Primario di Urologia dell’Ospedale “Cardinale Panico” di Tricase. Sapere cosa pensa uno straniero del nostro servizio sanitario può esserci utile... Egregio Primario, essendo straniero, La prego di scusare gli errori linguistici. In seguito ad una colica renale sono dovuto recarmi due volte al dipartimento dell’urologia del suo ospedale sempre avendo un appuntamento preciso. Tutte e due le volte ho dovuto aspettare quasi due ore e la seconda volta ho rinunciato al servizio dell’ospedale perché non ce la facevo più e mi sentivo trattato male. Ho 74 anni e non sono in grado di subire questo stress che mi fa più malato che lo ero prima. Distinti saluti Micheal Binder

Capito cosa intendevamo? llllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllll


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Effetto radon: 37 scuole coinvolte 29 OTT./11 NOV. 2011

dalla prima

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La Provincia vigila. Nel Salento il radon rappresenta un

Un

grave rischio per la salute di tutti e in 37 edifici scolastici i valori risultano ben oltre il limite consentito...

altro killer si abbatte sui nostri istituti scolastici e sulle nostre abitazioni, insidiando la vita quotidiana. Il radon, elemento radioattivo diffusissimo in Italia, è un mostro silenzioso, subdolo come l’amianto, con l’aggravante che non ha segni tangibili: è inodore, incolore, insapore, di esso conosciamo solo gli effetti: è una delle prime cause di tumore polmonare. Il nostro “nuovo mostro” deriva dal decadimento dell’uranio e, nel processo chimico, una volta installatosi nei polmoni decade a sua volta mutandosi in polonio… che certamente non è un benvenuto! Il radon viene dalle rocce, ricchissime di uranio, e dal tufo, di cui le nostre abitazioni sono piene. Anche alcuni materiali da costruzione, come lave e laterizi sono fonti di radon e addirittura l’acqua corrente ne favorisce la diffusione a causa di scambi gassosi con l’atmosfera. In Puglia, e nel Salento in modo particolare, il radon rappresenta un gravissimo rischio per la salute di tutti ed è necessario prendere le dovute precauzioni. La Provincia non si fa cogliere impreparata e “resta vigile a riguardo”, come sostenuto dall’assessore provinciale dell’edilizia scolastica Massimo Como: “Misurazioni e rilevazioni tramite dosimetri sono state effettuate negli edifici scolastici per garantire un anno scolastico sicuro dal punto di vista del radon”. Ebbene, è emersa la bellezza di 37 edifici scolastici contaminati, con valori di radon ben oltre il limite consentito di 500 Bq/m.cubo. La zona più colpita è risultata essere quella di Casarano, con ben 9 (sic!) Istituti interessati. In modo significativo sono a rischio alcuni plessi di Campi, San Donato, Copertino, Lecce (il “De Giorgi” ha fatto rumore recentemente), Martano e non solo. E l’assurdo è che in una situazione del genere, intricata e pericolosa, le notizie si mantengono riservate! Al fatale si-

lenzio del radon (che agisce nell’inconsapevolezza di tutti, provocando 3000 morti l’anno solo in Italia) si unisce quello ingiustificato dell’informazione e delle istituzioni, che tacciono, forse poco preoccupate da un mostro che lentamente logora e si prende gioco delle vite dei cittadini e degli studenti, totalmente indisturbato! Eppure i metodi per allontanare, o quanto meno diminuire, il pericolo di contaminazione da radon esistono e, a onor del vero, spesso trovano applicazione. Ventilare frequentemente e costantemente i locali contribuisce, oltre ad un ricambio d’aria, anche alla diluizione del gas radioattivo e a una diminuzione della sua concentrazione. La creazione, pratica e piuttosto economica, di un pozzetto connesso ad un sistema di aspirazione, da porre al di sotto dell’edificio, può significare sventare la minaccia di un tumore ai polmoni. Come emerso da studi specifici, non possiamo fare a meno di specificare che “una casa costruita in cemento è meno esposta al rischio radon rispetto ad una fatta in muratura mista (tufo e pietra leccese)”. Si consiglia tra l’altro di non sottoporre l’abitazione o l’edificio ad un riscaldamento troppo intenso, che creerebbe una differenza di temperatura fra interno e sottosuolo troppo elevata (effetto camino), facilitando l’esalazione del radon indoor. L’utilizzo di questi semplici metodi precauzionali sono alla base di una corretta interpretazione del problema radon, che “non deve destare allarmismi essendo sotto controllo”, tranquillizza (ma non troppo…) l’assessore Como. Il radon è un problema importante, che mina gravemente la salute, ancora peggio del fumo passivo. È un dovere di tutti pretendere una corretta informazione sul suo livello di concentrazione, non si può prescindere da questo e sarebbe bene non venisse sottovalutato. Stefano Verri

Il radon è al 2° posto, dopo il fumo, tra le cause per l’insorgenza di tumori polmonari

Che cos’è il radon?

Il

radon è un elemento chimico naturale, radioattivo, appartenente alla famiglia dei cosiddetti gas nobili o inerti. È incolore, inodore e insapore, quindi non può essere avvertito dai sensi. Viene prodotto per "decadimento nucleare" dal radio che a sua volta proviene dall'uranio. Questi elementi sono presenti fin dalle origini della Terra, in quantità molto variabile, in tutta la crosta terrestre e quindi anche nei materiali da costruzione che da questa derivano (cementi, tufi, laterizi, pozzolane, graniti, ecc.). L’uranio e il radio sono elementi solidi, ma il radon è un gas e quindi è in grado di muoversi e di fuoriuscire dal terreno (o dai materiali da costruzione o anche dall'acqua) ed entrare negli edifici. Anche il radon emette radiazioni e si trasforma in altri elementi. Questi ultimi sono definiti "prodotti di decadimento" o "figli" del radon e sono a loro volta radioattivi ed emettono ancora radiazioni. In particolare oltre al Radon-222, il Polonio-218 e il Polonio-214 emettono radiazioni alfa, vere e proprie particelle energetiche che producono un notevole danno durante il breve tratto di tessuto che eventualmente attraversano. Non esiste luogo ove il radon non sia presente. In atmosfera si disperde rapidamente e non raggiunge quasi mai elevate concentrazioni, ma nei luoghi chiusi (case, scuole, negozi, ambienti di lavoro, ecc.) può arrivare a concentrazioni tali da rappresentare un rischio eccessivo.


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attualità

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“È una vera giungla!” Informatori scientifici e prezzo dei farmaci

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Magico Natale

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La denuncia. “Situazioni insostenibili per i cittadini, mi rivolgerò alla

“E

Procura”. Mentre Fimmg e FederFarma spiegano, l’Adoc vigila

gr. Direttore, le scrivo per sottoporre brevemente all’attenzione, dei lettori e, mi auguro, a quella di chi deve decidere e vigilare, due questioni che ritengo “incresciose” e che coinvolgono tutti. La prima è il “via vai” di informatori scientifici negli studi dei medici di base: in alcuni casi se ne vedono anche 5/6 al giorno, altro che 2/3 come scritto sui cartelli apposti dagli stessi medici. E’ giusto che un paziente, già da ore in fila in attesa del proprio turno e magari alle prese con una visita urgente, debba aspettare ulteriormente, nonostante i

mille impegni della giornata, per dare precedenza anche a questi signori? Giorni fa mia moglie tornò a casa dopo circa tre ore! Perché non si stila finalmente un regolamento ufficiale (invece di regolarsi ognuno a modo proprio, come avviene ora) che imponga ai medici di ricevere gli informatori fuori dall’orario di visita? La seconda questione riguarda i prezzi dei farmaci: è mai possibile che al momento dell’acquisto ci si debba trovare di fronte ad operatori che, dietro al banco della Farmacia, digitano sulla tastiera del computer e poi ti “sbattono” in faccia il

prezzo senza che noi acquirenti abbiamo la possibilità di verificare? Mi è capitato di dover pagare somme diverse per lo stesso farmaco nel giro di pochi giorni. E soprattutto: è mai possibile che vi siano farmaci sulla cui scatola non è riportato il prezzo?! (Il lettore ce ne ha consegnate due come prova, NdR). Il cliente deve sapere quanto costa un medicinale! Spero che chi di dovere dia delle risposte. Queste situazioni hanno stancato me e tantissima altra gente. Sono pronto ad andare in Procura a denunciare tutto”. m. d’a. (Tricase)

La parola a Fimmg, FederFarma e Adoc

In

redazione ci erano già giunte segnalazioni uguali a quelle riportate da questo lettore nel suo sfogo. Premesso l’enorme rispetto per chiunque svolga un lavoro, abbiamo naturalmente voluto sondare qualche reazione. In merito a quando ricevere gli informatori scientifici negli studi medici, un appello al buonsenso viene lanciato dal dr Luigi Pepe, segretario provinciale di Lecce della Federazione Italiana Medici di Famiglia (Fimmg): “Quello degli informatori, professionisti che vanno rispettati, è un lavoro di formazione ed informazione molto importante per i medici, che a loro volta utilizzano le nuove conoscenze per la cura dei pazienti. E’ chiaro che, come sempre, non bisogna esagerare, cioè non si può riceverne 7/8 al giorno, per questo l’accordo di massima fra noi medici è di arrivare ad un massimo di tre con la formula di uno ogni tre pazienti. Poi, è ovvio, ognuno si regola come meglio crede, ma il buonsenso non deve mai mancare”. Gli fa eco il dr Giuseppe Guida, direttore del Distretto Sanitario di Gagliano del Capo dell’Asl Lecce, che dopo aver premesso che “all’Asl non compete entrare nel merito della questione”, sottolinea come “tutto dev’essere affidato al buonsenso ed all’educazione civica sia degli informatori, che non devono essere visti come “rompiscatole”, sia dei pazienti, dei quali non si può approfittare. E’ il singolo medico che decide come comportarsi e non esiste un regolamento dal punto di vista contrattuale”. E la storia del prezzo dei farmaci? Un chiarimento dettagliato lo fornisce Marianna Alemanno, segretaria di FederFarma Lecce: “I farmaci di fascia A sono rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale e sono dunque soggetti all’obbligo di prescrizione da parte del medico; il loro prezzo è stabilito dallo Stato e ai cittadini è richiesta la compartecipazione alla spesa sanitaria attraverso il pagamento di un ticket riscosso dal farmacista per conto della Regione di appartenenza e pertanto da essa stessa stabilito. Molti dei medicinali appartenenti a questa categoria hanno visto negli ultimi anni scadere il loro brevetto con la conseguente immissione sul mercato del farmaco generico, il cui prezzo ministeriale è più basso del farmaco brand di riferimento. Il 15 aprile 2011 l’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ha stabilito nuovi tagli ai

prezzi di riferimento dei farmaci generici, ossia una soglia oltre la quale il prezzo applicato dall’azienda produttrice è a carico del cittadino o, come accade in talune Regioni, a carico delle Asl di competenza. L’ulteriore abbassamento praticato dall’Aifa ha certamente prodotto un risparmio per il Ssn ma un aumento della quota a carico del paziente. I farmaci di fascia C si distinguono dai farmaci di fascia A perché sono completamente a carico del cittadino: sono dispensabili da parte del farmacista solo dietro prescrizione medica e il loro prezzo di vendita è stabilito dallo Stato, pertanto ogni forma di promozione, così come lo sconto, è severamente vietata. I Sop sono i farmaci senza obbligo di prescrizione; gli Otc sono i farmaci da banco per i quali è prevista la possibilità di effettuare promozione pubblicitaria; per queste due categorie di medicinali nel 2006, l’allora Ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, con un Decreto poi convertito in Legge, decise di eliminare il prezzo unico nazionale lasciando libero il farmacista di decidere in autonomia il prezzo di vendita. Questi farmaci sono oggi soggetti a obblighi legislativi che ne regolamentano l’esposizione: l’art. 14 Dlgs 114/98 stabilisce infatti che il prezzo di vendita, proprio perchè non più imposto, debba essere esibito dal farmacista attraverso la sua apposizione sulla confezione o attraverso l’uso di cartelli o idonei mezzi espositivi”. Ed a vigilare sui prezzi ci pensa anche l’Adoc Lecce, Associazione difesa e orientamento dei consumatori, per bocca del suo presidente avv. Alessandro Presicce: “Qualche mese fa l’Aifa ha finalmente tagliato del 25% i prezzi dei farmaci generici, riallineandoli alla media europea come richiesto a più riprese dall’Adoc, ma i consumatori sono stati beffati dalle aziende farmaceutiche, che hanno mantenuto i prezzi invariati. Attualmente il margine delle farmacie si aggira intorno al 30%. Per il consumatore è legittimo pagare il prezzo indicato sulla confezione, anche se in alcuni casi il listino potrebbe essere stato aggiornato a monte dopo la messa in circolazione del farmaco stesso. Occorre sincerarsi che sia richiesto il prezzo indicato. Bisogna comunque tenere sempre l’attenzione desta sul prezzo del farmaco”. Federico Scarascia

In edicola un meraviglioso cd di canzoni di Natale

Le

feste natalizie sono da sempre nella tradizione accompagnate da canti e balli di gioia ispirati ovviamente alla ricorrenza più bella e più sentita dell’anno. E quest’anno sarà proprio un “Magic Magic Christmas”… in musica. “il Gallo” propone un magistrale disco da far trovare sotto l’albero. Il cd è prodotto dalla Swithmuse Music Group, Società di Edizioni Musicali e Produzioni Discografiche con sede ad Ortelle e promosso anche da Radio Peter Pan e Radio Venere. Le tracce che compongono il cd sono 23 cover tutte cantate in maniera eccellente suscitando in chi le ascolta grandi emozioni: classici senza tempo (White Cristmas, Oh happy day, Jingle Bells), brani dimenticati (Deck the halls, Frosty the showman, Santa Claus is coming to town) o indimenticabili (All i want for Christmas is you, Last Christmas, Silent night). Siamo sicuri che questo cd contribuirà a creare la perfetta atmosfera: 23 canti natalizi nelle migliori interpretazioni. “Magic Magic Christmas”, il cd natalizio dell’anno per uno splendido regalo. Richiedilo in edicola (insieme alla tua copia gratuita de “il Gallo”) a soli 9,90 euro. Buon Natale dunque, ma soprattutto buon ascolto.


Case pignorate, chi compra gli immobili? 8

attualità

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Il

ricorso al pignoramento, procedura mossa da soggetti che non si vedono ripagati dei loro crediti e che rappresenta l’esproprio del bene, è un episodio sempre più frequente nel periodo di crisi economica che stiamo attraversando. Conseguenza quasi diretta è la vendita dell’immobile, prova inconfutabile dell’impossibilità del proprietario di riuscire a pagare il debito anche attraverso accordi di conversione o dilazione. A parlare dell’argomento è Giovanni D’Agata, fondatore in provincia di Lecce dello “Sportello dei Diritti”, il quale afferma a tal proposito che “l’aumento degli immobili pignorati e messi all’asta giudiziaria sono la

Mezzo milione per il cimitero di Taviano

Sino a poco tempo fa a Taviano era quasi… impossibile morire! E questo per la grave mancanza di loculi comunali: si era addirittura arrivati al numero di due loculi disponibili per un Comune che conta quasi 13mila abitanti; negli ultimi tempi si era dovuto sollecitare la dissepoltura di molte tombe in scadenza, come previsto dai contratti con le varie comunità e congreghe presenti nel camposanto. L’Amministrazione comunale, Assessorato ai Servizi cimiteriali, ha ovviato all’incresciosa situazione impegnando nel programma delle opere triennali dei lavori pubblici la somma di 490mila euro per l’ampliamento del cimitero e la ristrutturazione della grande chiesa presente al suo interno. Sono previsti l’ampliamento del cimitero di circa due ettari con diritto di esproprio in zona nord, direzione Melissano; la costruzione entro brevissimo tempo di circa 200 loculi; la possibilità, per chi lo richiedesse, di circa 100 sepolture su terreno; la lottizzazione di circa 50 cappelle gentilizie per i privati che volessero costruire. Riguardo alla Chiesa, da anni abbandonata a se stessa, sarà sottoposta alla messa in sicurezza del solaio e del lastricato superiore; alla pitturazione interna; al recupero degli antichi affreschi; alla ristrutturazione completa di tutta la parte muraria esterna a rischio di crollo; alla ripulitura del sagrato, dove negli ultimi anni si svolgevano le cerimonie liturgiche (e si prevedono circa 30 banchi votivi in legno). Non si facevano interventi di questa portata nel camposanto comunale di Taviano da circa 40 anni ed è per questo che grande soddisfazione viene espressa dall’assessore al ramo, Leonardo Tunno: “L’augurio è di consegnare alla nostra comunità quanto promesso nel minor tempo possibile. Intanto fa piacere che la Messa ritornerà ad essere celebrata nel suo posto naturale e non più all’aperto, sul sagrato, come successo in tutti questi anni e molte volte sotto la pioggia”. Giuseppe Aquila

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prova tangibile degli effetti drammatici della crisi che si è abbattuta prepotentemente sulle famiglie e sulle imprese, che ormai, troppo spesso, non riescono a far fronte ai propri debiti”. Molto spesso, però, il diritto di credito si trasforma in una vera e propria forma di speculazione da parte dei soggetti che ruotano intorno a questo meccanismo perverso. Come ha ampiamente espresso D’Agata, “al di là delle non rare inchieste giudiziarie che hanno riguardato diverse province del territorio nazionale e che hanno dimostrato l’esistenza di organizzazioni criminali dedite a “turbare” il regolare svolgimento delle aste, vi è da dire che

indipendentemente dalla commissione o meno di reati connessi a tale mercato del low cost immobiliare, la ricerca dell’affare in un momento di crisi come questo diviene quasi più semplice, per non dire naturale, in quanto se fino a qualche mese fa i beni di un certo pregio trovavano sempre un compratore al primo incanto, adesso capita spesso che l’asta vada deserta e debba essere ripetuta a prezzi sempre più bassi”. Pertanto D’Agata ribadisce la necessità della massima vigilanza da parte delle autorità competenti e quindi della Magistratura, sia delle esecuzioni civili che inquirenti. m.s.m

Fattoria Pugliese Diffusa

D

opo un anno di intense attività, a settembre 2011 si è concluso il progetto “Y.P.R.A.E: young people and rural areas in Europe, common problems and self-employment opportunities”, che ha visto impegnate ben 10 organizzazioni giovanili di 8 nazioni europee, coordinate dall’ente beneficiario “Fattoria Pugliese Diffusa”, Associazione Culturale di Taurisano. Il progetto è stato finanziato dalla Commissione Europea attraverso il Programma “Europe For Citizens 2007/2013” ed ha consentito a molti giovani disoccupati provenienti da aree disagiate di partecipare ai due meetings formativi internazionali (Lecce 2010 ed Amarante, in Portogallo, 2011), di conoscersi, confrontarsi e programmare insieme nuove iniziative per lo sviluppo delle aree rurali europee. Maggiori informazioni sul sito www.myself-employment.eu. Dal Network di YPRAE sono nati altri progetti, tra cui: “Ru.B.E.: Rural But European”, uno scambio giovanile multilaterale con ben 25 partecipanti di 5 nazioni, co-finanziato dal Programma “Youth in Action 2007/2013” e realizzato a Santa Maria di Leuca dal 10 al 15 ottobre 2011; “Senior Environmentalists”, progetto di volontariato senior co-finanziato dal Programma LLP-Grundtvig, per il quale si cercano potenziali volontari italiani over 50 per tre settimane di attività da svolgersi nella città di Lódz, in Polonia, nel 2012; “Re-Motion: volunteer to develop remote areas”, scambio giovanile multilaterale, co-finanziato dal Programma “Youth in Action 2007/2013”, che si

svolgerà a Tallinn (Estonia) dal 15 al 24 aprile 2012 e per il quale si cercano giovani partecipanti di età compresa tra i 18 ed i 25 anni; “1° Corso in Attività di Mediazione con l’Asino”, che si svolgerà dal 21 al 26 novembre 2011 in collaborazione con Asinomania.com, destinato ad operatori del sociale, volontari, medici, veterinari, psicologi, agricoltori, responsabili di Fattoria Sociali e Masserie Didattiche, amanti dell’asino e semplici curiosi. Maggiori informazioni possono essere reperite sul sito www.fattoriapugliesediffusa.it o richieste via email a info@fattoriapugliesediffusa.it (dott. E. Leuzzi, presidente).

Il Fascismo e la Chiesa nel Salento

“B

ona Mixta Malis. Fascismo, antifascismo e chiesa cattolica nel Salento” è il titolo del libro scritto da Salvatore Coppola (Giorgiani Editore), di circa 400 pagine, per “Cultura&Storia”, Collana della Società di Storia Patria - Sez. di Lecce. L’autore si è occupato negli anni precedenti della storia del movimento sindacale salentino, concentrando la propria attenzione soprattutto sulle lotte contadine per la riforma agraria e sul movimento delle tabacchine. Negli anni di permanenza in Spagna ha pubblicato due libri sui rapporti della Santa Sede con la politica italiana e spagnola negli anni del pontificato di Pio XI e Giovanni XXIII. Rientrato nel Salento, ha ripreso i propri studi di storia locale e ha pubblicato il presente libro sulla storia del fascismo salentino. Si tratta di un lavoro che colma un vuoto nel panorama culturale salentino: finora, infatti, non era mai stata costruita una storia della Federazione provinciale fascista del Salento. Nel libro sono soprattutto due i temi che vengono approfonditi. Il primo è quello dei rapporti tra il regime e le gerarchie ecclesiastiche cattoliche della provincia;

il secondo è quello dell’antifascismo e delle lotte sociali che caratterizzarono gli anni Trenta. Sul primo tema. la conclusione cui giunge l’autore è che, nel Salento, le gerarchie cattoliche si allinearono alla politica del regime; si distinse per una politica decisamente filofascista il vescovo di Lecce Alberto Costa, mentre l’arcivescovo di Otranto Sebastiano Cuccarollo mantenne una posizione di maggiore distacco; i vescovi delle altre diocesi tennero, soprattutto dopo il 1931 (anno della lotta, da

parte del regime, ai circoli giovanili cattolici), una posizione decisamente filofascista. Quanto al secondo tema, è convinzione dell’autore che le masse popolari salentine mantennero nei confronti del regime una posizione di sostanziale indifferenza, e ciò ribalta la posizione degli storici della scuola di Renzo De Felice che parlano di un consenso di massa al regime; secondo Coppola, tale consenso non ci fu, né le parate propagandistiche e le manifestazioni più appariscenti del regime possono scalfire tale giudizio. Protagoniste principali delle lotte sociali degli anni Trenta furono le tabacchine; la loro lotta è stata drammaticamente segnata dalla vicenda di Tricase del 15 maggio 1935 quando la repressione del regime lasciò sul terreno cinque morti e decine di feriti. Ovviamente, la storia del fascismo salentino, dell’antifascismo e dei rapporti del regime con la chiesa cattolica è inquadrata all’interno del contesto nazionale, condizione indispensabile perchè un libro di storia locale abbia un valore scientifico. Il libro dovrebbe essere portato nelle scuole superiori affinchè gli studenti possano avere una visione più completa di un periodo di storia così importante.


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l’evento

Quando le Poste funzionano 29 OTT./11 NOV. 2011

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Tricase. Ufficio Postale 2: “Grazie agli impiegati”

oglio segnalare la mia grande soddisfazione per il servizio avuto dall’Ufficio Postale di Tricase 2. Nei mesi precedenti ho mandato dei soldi in Germania per mio cognato e non potendo riscuoterli per un errore di nome sull’indirizzo, assieme all’impiegato dell’Ufficio Postale suddetto abbiamo richiamato i soldi indietro e messo l’indirizzo giusto: tempo un’ora, abbiamo risolto tutto con l’aiuto della pazienza e della gentilezza degli impiegati dell’Ufficio Postale di Tricase 2, che senza far muovere il destinatario a destra e a sinistra, sono riusciti a fargli

percepire la somma inviata. Un altro servizio me l’hanno offerto alcuni giorni fa, quando avevo urgenza di spedire una montagna di documenti a Bruxelles, in Belgio, alla Commissione Europea (per questioni personali): ebbene, gli impiegati hanno avuta tanta pazienza nel confezionarmi il pacco con tutto in ordine, compresa raccomandata e spedizione. Ringrazio ancora i dipendenti dell’Ufficio Postale di Tricase 2 per la loro gentilezza e disponibilità. Antonio Bardoscia (Miggiano)

Miggianosilibra

L’iniziativa. Ogni fine mese la presentazione di libri alla presenza

“M

degli autori. L’ass. Sperti: “Accresciamo l’amore per la lettura”

iggianosilibra”, nuovo ed entusiasmante progetto di alto profilo formativo e culturale, fortemente voluto dall’Assessorato all’Istruzione, Cultura, Turismo, Politiche giovanili del Comune di Miggiano, con il patrocinio di Regione e Provincia. La presentazione di libri di assoluta attualità nazionale ed internazionale alla presenza degli autori e di illustri personaggi locali della politica e della società civile: professionisti, giornalisti, imprenditori, esponenti del clero. “Miggianosilibra” è un contenitore in cui, accanto alla finalità prioritaria di presentare un libro, noti esponenti locali dibatteranno sull’argomento in questione. Gli incontri avverranno alla fine di ogni mese presso il Theatrum di Miggiano, sempre alle 19. Il programma già

stilato (ma in fase di definizione per le date) prevede la presenza già confermata dei seguenti autori: Giordano Bruno Guerri, Lia Levi, Pino Aprile, Franco Scaglia, Chiara Rapaccini in Monicelli, Peppino Ayala, Sveva Casati Modignani. A questi se ne aggiungeranno altri, in un percorso mensile che durerà tutto l’anno (info su www.comune.miggiano.le.it ). Dichiara l’assessore al ramo, Michele Sperti: “E’ un’iniziativa per favorire la cultura del libro ed accrescere l’amore per la lettura, fondamentale soprattutto per i nostri giovani che, braccati dai social network, leggono sempre meno rischiando l’impoverimento della parola e del pensiero”. La lettura, fondamentale strumento di crescita, promuove nei giovani la capacità di introspezione, fortemente mortificata nella società dei

consumi, consentendo loro di riflettere su se stessi, sui grandi valori che orientano le scelte nelle società e nella vita. “Questo progetto”, aggiunge il sindaco Giovanni Damiano, “si inserisce tra gli strumenti di democrazia e di offerta di pari opportunità formative”. Leggere aiuta a migliorare le capacità di espressione e di organizzazione del pensiero, lo sviluppo di uno spirito critico e di un pensiero libero, creativo, democratico. Si comincerà venerdì 28 ottobre con Cinzia Tani (Roma, 1958), giornalista, scrittrice, conduttrice televisiva e radiofonica, che presenterà il suo libro “Io sono un’assassina”. Interverranno: dott.ssa Paola Guglielmi, Sostituto Procuratore della Repubblica; avv. Francesco Vergine della Camera Penale di Lecce; dr Serafino De Giorgi, psichiatra forense.

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San Quintino, giovane romano di Alliste

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randi festeggiamenti ad Alliste, il 30 e 31 ottobre ed il 1° novembre, per la solennità del Patrono San Quintino. “Grande è la devozione della comunità locale”, spiega il parroco don Franco Francioso, “ma grande è anche la devozione della gente dei paesi limitrofi, che accorre numerosa per chiedere l’intercessione del Santo per le tante gravi malattie, in modo particolare quelle del naso”. San Quintino era un giovane romano, un laico, figlio del Senatore Zenone, che con altri compagni partì per la Gallia per predicare il Vangelo di Gesù Cristo. Lì subì il martirio, presso la città che oggi ospita il suo nome, Saint Quentin. Il programma religioso prevede la processione alle 18,30 di domenica 30 ottobre ed a mezzogiorno di lunedì 31, con la benedizione dei campi e la partecipazione dei Sindaci dell’Unione dei Comuni (Alliste, Racale, Melissano, Taviano e Matino). Lunedì 31 le Messe alle 6,30, alle 7,45, alle 9 e quella solenne delle 10,30 che sarà presieduta da mons. Vito Angiuli, Vescovo della Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca. In serata, dopo la Messa delle 17,30, ci sarà il bacio della Reliquia (una mano in argento che contiene un osso del braccio di San Quintino), che a volte si prolunga per ore. Martedì 1° novembre, solennità di tutti i Santi, le messe saranno alle 7, alle 8,15, alle 9,30, alle 11 ed alle 17,30. Riguardo al programma civile, domenica 30 ottobre suonerà il Concerto Bandistico Città di Alliste; lunedì 31 toccherà al Glorioso Concerto Bandistico Città di Squinzano ed allo Storico Gran Concerto Bandistico Città di Ailano (Ce). Martedì 1° novembre, oltre a tornare ad esibirsi il Città di Ailano, allieteranno la serata il cantante Paolo Vallesi, gli “Effetto Doppler” e i “Verseta”. La sera di lunedì 31 ottobre i fuochi d’artificio (dalle 22 circa).


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dai Comuni

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Tricase: quando il Commissario

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hi ancora considera il “Commissario Prefettizio” come colui che sbriga l’ordinaria amministrazione, con Guido Aprea dovrà rivedere le proprie convinzioni. È stato chiamato a “traghettare” Tricase dalla caduta dell’Amministrazione retta da Antonio Musarò al primo appuntamento utile con le urne, vale a dire nella primavera del 2012. Ma non lascerà che il tempo passi inutilmente, anzi ha già preso in mano molte “patate bollenti” tricasine doc, senza temere di scottarsi. Sentite Aprea: “Le decisioni commissariali ognuno le interpreta a proprio modo. Io voglio farlo nel modo più attivo possibile, anche tirando la corda delle opportunità del Commissario e sfiorando anche l’atto politico. È chiaro che nessun Commissario al mondo, per opportunità, si sognerebbe di realizzare un Piano Regolatore Generale, ma il periodo di gestione commissariale non deve in alcun modo rappresentare un periodo di abbandono a se stessi dei cittadini, con un grigio funzionario a sbrigare le piccole cose quotidiane. Privilegiando sempre legittimità, trasparenza e massimo coinvolgimento di tutti in scelte che comunque sono rilevanti e comportano o dovrebbero comportare investimenti notevoli”. In che situazione economica ha trovato il Comune? “Buona, in linea con il Patto di stabilità ed anche con una discreta capacità di indebitamento, cioè la possibilità di rivolgersi eventualmente alla Cassa Depositi e Prestiti. Anche se i noti “tagli” e vincoli stabiliti da Comunità Europea e Governo nazionale, di fatto, legano le mani. Ecco perché diventa necessario rivolgersi a finanziamenti di derivazione comunitaria, nazionale e regionale ai quali il Comune, grazie ai suoi conti virtuosi, può tranquillamente accedere in conto capitale mediante opportuna progettazione”.

Il porto: ci siamo? in termini progettuali cos’ha trovato? “C’erano e ci sono progetti in corso. Mi sono dato Adelleppunto: priorità. La prima è sicuramente quella rela-

tiva al porto, con il progetto di messa in sicurezza già finanziato. Gli studi effettuati hanno dimostrato che c’è una continua erosione non solo del tratto di banchina più esposto alle maree, ma anche di quello interno, che è poi quello oggetto del vincolo archeologico. L’unico modo per combattere l’erosione, così come avvenuto in altre realtà portuali, è quello di creare alcune barriere preliminari rispetto agli attracchi e alla struttura portuale vera e propria. Ecco perché, come progettato dai nostri tecnici, sarà realizzato un braccio di protezione esterno (unirà la zona dove oggi c’è il parcheggio a ridosso del porticciolo fino quasi al faro, salvo naturalmente l’ingresso per le imbarcazioni, NdA)”. Ma quel progetto non era stato bocciato? “In realtà mancava solo di uno studio meteo-marino, il cosiddetto “studio in vasca”, che consente di quantificare l’azione del mare e la sua capacità di erosione. Per questo ci siamo rivolti ai professori dell’Università di Bari, gli stessi che hanno redatto il Piano Coste regionale, gli unici in Italia e tra i pochi abilitati in Europa ad effettuare queste prove in vasca. In pratica per due mesi, con i dati progettuali e quelli degli studi meteo-marini dei quali già siamo in possesso, calcolano i parametri di erosione in quel tratto di mare. Il sottoscritto è riuscito ad ottenere un finanziamento per coprire anche le spese dello studio in vasca, che vanno dagli 80 ai 140mila euro. Ora dovremo insistere perché lo studio venga effettuato nel più breve tempo possibile e poi si potrà procedere con i lavori. Resta il fatto che la Regione Puglia, finanziando anche questo studio in vasca, di fatto dà il via libera senza che il Comune abbia neanche l’onere dell’anticipazione di cassa”. Parlando di porto, ha tenuto a lungo banco la questione della gestione unica. “Su queste cose non si deve discutere ma semplicemente applicare la legge. Occorre individuare le regole ed applicarle: dal Codice della navigazione alla Normativa regionale (“a dire il vero non chiarissima”). Nella regolamentazione il Comune individua gli atti di indirizzo che, nello specifico, indicano come debbano essere salvaguardate tutte le realtà esistenti”.

Voglio farlo nel modo più attivo possibile, anche tirando la corda delle opportunità del Commissario e sfiorando anche l’atto politico. Il periodo di gestione commissariale non deve rappresentare un periodo di abbandono a se stessi dei cittadini, con un grigio funzionario a sbrigare le piccole cose quotidiane

Illuminazione strade e servizi

al porto andrebbe risanata la viabilità intorno Itantinsieme alla struttura. “La premessa d’obbligo è che tra i finanziamenti non ne esiste uno per la manu-

tenzione delle strade. Ed ecco perché un po’ in tutti i Comuni la situazione è al limite dell’emergenza. Tu puoi trovare dei soldi per le strade solo se correli i lavori ad altri interventi (Area Vasta, fogna pluviale, ecc.). Ed è quella la strada che seguirò, individuando nei bandi anche l’onere per chi se li aggiudica della sistemazione del manto stradale interessato dal progetto”. Altre priorità? “Siamo partiti dalle esigenze dei cittadini: illuminazione, strade e servizi. Per l’illuminazione stiamo procedendo ad una trattativa con Enel Sole, azienda aggiudicataria nazionale della gara bandita dallo Stato. Loro stanno progettando per Tricase un impianto importante che parte dalla individuazione di corpi illuminanti nuovi in alcune parti della città: questo consentirebbe sia il risparmio energetico sia la dotazione di illuminazione per zone tutt’ora scoperte. Stiamo verificando i costi per


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l’intervista

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è... Straordinario

l’Amministrazione perché loro realizzano le opere ma i costi di gestione e manutenzione sono a carico del Comune. Se tale previsione di spesa non sarà di grande impatto per le casse comunali, andremo avanti con il piano di Enel Sole”.

Case Popolari.... abusive

ase Popolari nella Zona 167. “La prima cosa è il ripristino della legalità. Lo Iacp ha un finanziaC mento di un milione e 250mila euro ma noi non possiamo mettere in atto una convenzione con l’Istituto delle Case Popolari perché alcuni titolari hanno realizzato opere abusive. Quei soldi possono essere spesi per opere migliorative ma solo in assenza di abusivismo. Nelle prossime settimane partiranno le diffide e tutti dovranno ripristinare lo stato dei luoghi”.

Parco eolico offshore arlando di energie rinnovabili, inevitabilmente il P discorso cade sul Parco eolico offshore. “È una situazione che seguo con molta attenzione. Innanzitutto perché è un provvedimento già in stato avanzato con delle conferenze dei servizi già tenute presso il

Ministero dello Sviluppo economico. Trattasi di una piattaforma di pale eoliche da installare al limite delle acque territoriali e che, mediante un cavodotto subacqueo, porti energia a terra da rivendere all’Enel. I vantaggi?Sono quelli che si contrattano con la società, un tot sulla produzione, un benefit di carattere economico, ecc. L’interesse del Commissario dovrà essere la legittimità della procedura che ha anche impatto ambientale anche se non rilevantissimo (potrebbe disturbare l’eventuale passaggio dei tonni, NdA) e poi quella della gestione economica”. A proposito di legalità. Situazioni di criticità particolari? “Non direi, anzi. Mi ha fatto piacere che Tricase sia stato tra i primi ad aver aderito al Protocollo di Legalità della Prefettura che costringe il Comune che aderisce ad inserire in tutti i bandi l’obbligo per chi se li aggiudica di sottoporsi all’informazione prefettizia. Che, per intenderci, non è il “certificatino” antimafia della Camera di Commercio… E questo anche al di sotto della soglia comunitaria dei 30mila euro”. Altre novità? “Stiamo procedendo alla pubblicazione del bando per la gestione del campo sportivo e di quello per la gestione del cimitero. Il crematorio? No, grazie. Non mi sembra sia una priorità per Tricase”. La situazione degli Istituti scolastici? “Non ci sono grandi criticità, più che altro gli edifici necessitavano di manutenzione straordinaria e da agosto, in tal senso, ci siamo dati molto da fare”. Intanto la mensa scolastica come sempre è partita ad ottobre. “E rischiava di non partire proprio! Siamo riusciti a mettere le cose a posto grazie alla responsabilità di tutti e anche mediante riunioni nottetempo”.

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di Giuseppe Cerfeda

L’Acait

ra le patate più… bollenti resta l’Acait. “Ci stiamo avvalendo del “Gal S. M. di Leuca” per reperire T finanziamenti per la bonifica e il rifacimento del fronte. In più, poiché esiste la possibilità di ottenere un altro bel po’ di soldini, il Comune potrebbe riuscire a gestire anche altre due ali. Anche qui bonifica dall’amianto e poi sistemazione. Il sogno più grande sarebbe quello di trasformare quello che era l’opificio in una zona museale dedicata alla storia dell’Acait che è un po’ quella di Tricase”.

Piazza Ospedale: il parcheggio

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el frattempo sappiamo che state pensando alla realizzazione di un parcheggio nella zona dell’Ospedale “Panico”, rilanciando l’idea dell’ex sindaco Musarò. “Pensiamo ad una struttura sopraelevata con scarso impatto ambientale. A differenza degli ultimi progetti lo vorremmo realizzare nella zona già occupata dai parcheggi in modo che non sacrifichi in nessun modo Piazza “Card. Panico”. Sarà anche l’occasione per reperire fondi per migliorare viabilità e verde nella zona”. Servizi sociali: i “tagli” mettono a rischio l’aiuto ai bisognosi? “Detto che all’obolo preferisco la ricerca di una soluzione più stabile, per fortuna l’entità dei tagli non è stata come paventato e, in un modo o nell’altro, il modo per aiutare chi ha bisogno si trova sempre”. Come ha trovato, invece, l’organizzazione degli uffici comunali? “In linea di massima buona e con valide professionalità. Ho solo proceduto, nell’ambito dell’Ufficio tecnico, ad una rotazione degli incarichi che ritenevo opportuna”. Ha avuto modo di confrontarsi con l’ex sindaco, gli ex assessori, qualche consigliere uscente? “Ho avuto qualche confronto, ma quello che vorrei sottolineare è il comportamento correttissimo da parte di tutti i rappresentanti politici”. Il ruolo del Commissario è giocoforza provvisorio e di breve durata. Cosa spera di lasciare? “Spero di essere ricordato come un funzionario che ha provato a fare qualcosa nell’interesse della comunità”.


“A volte bisogna farsi da parte”

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“il

l’intervento

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Tricase, Alfredo De Giuseppe. “Qualunquismo preoccupante: si rischia di rimanere

invischiati in mezzo ad una melma maleodorante pur tentando in tutti i modi di tirarsi fuori”

Gallo” mi chiede con insistenza i motivi della mia dichiarazione di disimpegno per le prossime Amministrative. Molti amici mi hanno scritto, nelle varie forme offerte oggi dai mezzi elettronici. Chiaramente mi hanno scritto quelle persone più vicine, quelle che hanno dimostrato un certo sconcerto per la decisione di uscire dalla scena politica e amministrativa di Tricase, che è apparsa un po’ troppo netta e polemica. Mi rendo conto che al di là della mia decisione che potrebbe rimanere nell’alveo delle scelte personali, una tale pubblica riflessione merita un piccolo ulteriore approfondimento. Tale decisione, ponderata ma anche istintiva, nasce da alcuni presupposti locali e nazionali che non vanno sottovalutati. Innanzitutto la sfiducia totale dei cittadini verso la buona politica fa emergere un qualunquismo preoccupante, per cui si rischia di rimanere invischiati in mezzo ad una melma maleodorante pur tentando in tutti i modi possibili di tirarsi fuori (un tirarsi fuori che sono le scomode prese di posizione di una vita, la propria storia e cultura, il tentativo di un approccio onesto ai problemi di tutti). Oggi, nel bel mezzo della bufera, ci sarebbe bisogno di un equipaggio coraggioso, esperto e forte, mentre si pretende di affrontare la burrasca ripercorrendo vecchie strade. Piccoli e sconnessi viottoli! Ed ecco avanzare il vecchio democristiano nostalgico del pentapartito lagunoso, il socialista craxiano che rivendica l’attuale berlusconismo, il vecchio comunista che non ha capito ancora cosa sia successo dopo il 1989 e ancora sta cercando la bussola. I partiti, come il PD, incapaci di esprimere una sola opinione, di proporre qualcosa da giocarsi in sede europea e mondiale. Penso alla dismissione di molti armamenti, ad un piccolo esercito europeo che costi quanto oggi costa un singolo esercito nazionale, penso all’accorpamento dei molti eserciti italiani, alla fine delle “guerre di pace”.

SU TRICASE

Particolarismi, egoismi, personalismi, voglia di rivincite, di potere per il potere emergono con una costante ripetitività da preoccupare profondamente

Penso ad una vera battaglia per costruire l’Europa unita, quella politica, civile e culturale. Penso ad una battaglia per i diritti dell’uomo da spostare in sede Onu e che sappia educare i Paesi più ricchi ad accettare l’idea che non potranno rimanere per sempre i Paesi macroscopicamente più ricchi. Preparare la popolazione mondiale ad un nuovo ordine, con nuovi sistemi energetici e nuovi equilibri economici. Tutto questo e altro ancora è l’esatto opposto di ciò che vanno facendo i nostri partiti, soprattutto quelli di sinistra. Insomma, non c’è un punto di riferimento su grandi progetti, su grandi ideali, siamo costretti ad aggrapparci alla fine di un Berlusconi per sperare in un mondo migliore, e non possiamo pensare che questo sia sufficiente. Quando questo quadro desolante e pessimista si sposta sul livello locale, la situazione diventa ancora più grave. Particolarismi, egoismi, personalismi, voglia di rivincite, di potere per il potere emergono con una costante ripetitività da preoccupare profondamente. Nella passata tornata elettorale di Tricase, l’analisi era più o meno simile (continua solo ad aggravarsi anno dopo anno) e tentammo di offrire una vera alternativa, il PES, che fu votata dal 13,6 % della popolazione. Togli parenti e amici, diciamo che fu apprezzata da circa il 10% del corpo elettorale. Siccome, ripeto, oggi la situazione è similare e i partiti tendono a ripetere

sempre lo stesso schema (e la stessa tipologia di candidato), per aumentare quel consenso e tentare una vera rivoluzione politico/culturale ci sarebbe bisogno di un progetto di alto livello, di capitani coraggiosi e gente disposta a perdere tutti i privilegi paramafiosi ai quali è abituata. In nome di una rinascita complessa, difficile e controcorrente. Impresa alquanto improbabile. Ancora una volta, guardandomi intorno, non ci sono queste spinte: dalle personali esperienze di questi ultimi mesi deduco che i partiti tendono a chiudersi nella loro casta di riferimento, i giovani non vogliono coinvolgersi perché ormai disincantati su promesse di solo mercato, le associazioni chiuse nel loro particolare, gli imprenditori, commercianti e artigiani tesi a vivere una socialità nascosta per paure di vario livello. Non è ancora il momento di cambiare, dobbiamo rassegnarci. A meno che non si voglia fare la solita accozzaglia buona per vincere, al massimo tentare di porre qualche pezza agli scempi delle precedenti Amministrazioni, vivacchiare sui giornali senza nerbo dei nostri giorni e fallire senza aver inciso su nessuno dei problemi del tuo paese. In queste condizioni, farsi da parte è un gesto di grande consapevolezza e amore verso il tuo paese, perché pensi che con tali premesse è meglio non essere un peso, non scardinare i sonni tranquilli, non toccare lo status quo. (E puoi sentirti un po’ più libero). Chi oggi si allontana dalla politica con questa consapevolezza (purtroppo tanti) sa che non può incidere nelle decisioni importanti, che è meglio tentare di salvare qualcosa di salvabile dentro se stesso. P.S.: (sto leggendo “Politica” di Aristotele per il quale “la città ideale è quella nella quale ogni cittadino può disporre di se stesso per attività di cui non deve rendere conto alla città, e in vista delle quali egli esercita anche le virtù etiche e dà il proprio contributo alla vita pubblica della città”). Alfredo De Giuseppe

Una piccola grande realtà

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Piccoli tamburellisti di Otranto. Ormai noti anche oltre i confini del Salento. Partorito nel 2009

dall’Ass. “Music…ando”, il gruppo è formato da una quarantina di bambini guidati da tre adulti

connubio tra talento musicale e passione per la riscoperta delle radici e delle tradizioni della propria terra è ormai cosa risaputa e consolidata, tanto che negli ultimi anni nel Salento sono diventati sempre più frequenti gli eventi che testimoniano questa tendenza, dalla “Notte della Taranta”, rassegna folkloristica per antonomasia, in giù. Certamente più insolito, però, che a rappresentare questa miscela sia un gruppo di bambini prodigio locali nelle cui vene scorre già l’amore per il canto, il ballo ed in particolare per la pizzica. Partorito nel 2009 dall’Associazione artistico culturale “Music…ando” di Otranto, questo gruppo, formato da una quarantina di bambini tra i 4 e i 12 anni guidati da tre adulti, ha fatto parlare di sé fin dalla prima esibizione avvenuta in occasione della festa di San Francesco di Paola ad Otranto, per poi iniziare un tour che li ha visti protagonisti in diverse piazze salentine fino a recitare un ruolo da protagonisti nel corso della prestigiosa rassegna culturale di fine anno “Alba dei Popoli”, quando in un’ora di spettacolo hanno scaldato la piazza del Lungomare degli Eroi di Otranto interpretando sei brani attraverso cui hanno reso omaggio alle radici salentine. Ma l’eco del successo di questi piccoli talenti, unico caso musicale del genere in tutto il panorama nazionale, ha ben presto varcato i confini territoriali: oltre ad essersi esibiti anche sul palco del Teatro Paisiello di Lecce e al Ghironda Summer Festival, vero e proprio punto di riferimento nel mondo della musica etnica e dei festival musicali, in grado di riunire artisti e gruppi musicali provenienti da ogni parte del globo, tenutosi nell’estate del 2010 ad Otranto, i Tamburellisti di Otranto hanno fatto parlare di sè

anche nel corso della trasmissione di Rai 2 “Sereno Variabile” e sono stati invitati a partecipare a rinomate rassegne nazionali quali il Folkest di Udine, dove hanno regalato suoni ed emozioni nella stessa incantevole location che ha visto esibirsi artisti quali Los Lobos e Cristano De Andrè, tanto per citare alcuni esempi. Questi piccoli virtuosi del tamburello sono riusciti a conquistare anche Napoli in occasione delle celebrazioni conclusive del IV Centenario della morte di Padre Lorenzo Scupoli, invadendo le strade del capoluogo campano con i ritmi della pizzica, da Piazza del Gesù passando per Piazza San Domenico Maggiore, fino a San Gregorio Armeno (la famosa zona dei Presepi), per giungere alla Chiesa di San Paolo Maggiore. Questo gruppo di bambini sta dunque rappresentando l’immagine più fresca e significativa del Salento. Va dunque dato merito a chi ha creduto in questo progetto, a partire dal maestro e presidente dell’Associazione, Massimo Panarese, che prima di tutto ha conferito a tutto ciò una valenza sociale, educativa e di recupero dell’antica tradizione della taranta e della pizzica, rendendola accessibile a dei bambini che hanno appreso e sviluppato questa forma d’arte ed ai piccoli protagonisti di questa piccola grande realtà, dalle soliste Samantha Monteforte e Paola Vedruccio ai piccolissimi solisti di 5 e 6 anni, Marco Antonio Falco, Desiré Pellegrino, Marco Agrifani e Maria Chiara Toma, ed a tutti i baby artisti in erba che stanno riuscendo a conquistare con la musica dei tamburelli, ma anche di chitarre, violino e tastiera, e soprattutto con merito, l’affetto del pubblico. Carlo Quaranta


Paradosso kafkiano a Casarano 29 OTT./11 NOV. 2011

attualità

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Terreno in zona industriale. Nel 2007 a casa di un’anziana arriva una letterina semplice

semplice in cui viene proposto di cedere terreni al Comune “in via bonaria”… è un neologismo nella lingua italiana che indica una situazione paradossale, e in genere angosciante, che viene accettata come normale e che implica l’impossibilità di cambiarla; questo termine è “kafkiano” e proprio con questo termine possiamo classificare la storia di oggi, una delle tante, tutte appunto kafkiane, che riguardano Casarano e le sue Amministrazioni. La storia parte dal 2007 quando, a casa di una simpatica signora anziana e di sua figlia, arriva una letterina semplice semplice in cui, al fine di acquisire terreni necessari all’ampliamento della zona industriale, viene loro proposto di cedere un terreno al Comune “in via bonaria” evitando cioè l’iter complesso e sconveniente dell’esproprio; il prezzo è più che ragionevole: 7,00 euro al metro quadro e la famiglia decide di acconsentire. Compilano e restituiscono l’apposito allegato ed aspettano fiduciose. Beh, si sa che queste cose portano il loro tempo e cominciano ad aspettare; oddio, le hanno detto che entro il Natale dello stesso anno avrebbero fatto il rogito dal notaio e preso i soldi, ma non ci hanno creduto tanto e si sono comunque armate di santa pazienza. Passa tutto il 2007 e del rogito (ed ovviamente dei soldi) neanche l’ombra, così come passa anche tutto il 2008. Quando però l’insistenza più che giustificata delle due donne comincia a diventare pressante, a marzo del 2009, dall’Ufficio tecnico del Comune gli si chiede di compilare un’altra scartoffia, dal contenuto più o meno simile al primo modulo consegnato due anni prima, nella quale però, in aggiunta, si fa richiesta di un anticipo di 15mila euro rispetto ai previsti 55mila e passa dell’intera operazione. Passano solo poche settimane ed una telefonata chiede loro di recarsi presso la filiale di Casarano della Banca Popolare Pugliese per ritirare l’assegno; ovviamente la promessa di effettuare il rogito dal notaio in tempi celeri, viene rinnovata. Si sa che il concetto di celerità

in un’Amministrazione Pubblica è un concetto piuttosto aleatorio e quindi, nonostante le pressioni da parte delle interessate, il 2009 corre via senza alcuna notizia concreta. È importante dire, però, a questo punto, che l’insistenza della famiglia non è tanto dovuta alla volontà di mettersi in tasca il vil denaro (ancorché, dopo tanti anni, sarebbe stata cosa buona e giusta) ma piuttosto la volontà di metter ordine in una situazione piena di zone grigie perché, è necessario sapere, che in situazioni del genere i terreni sono già vincolati e quindi, pur essendo ancora pro-

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prietà della famiglia in questione, la medesima su essi non può fare praticamente nulla, neanche potarne gli alberi! Si sa che la pazienza è una sorta di forma minore di disperazione travestita da virtù, ma anche la più alta delle virtù prima o poi si esaurisce ed alla fine, ormai ad aprile del 2010, l’unica strada rimane quella dell’avvocato che invita e diffida il Comune a stipulare l’atto definitivo di trasferimento della proprietà. Se ne stiamo parlando, manco a dirlo, sino ad oggi dei soldi non vi è alcuna traccia e quel che è peggio, negli scritti contabili del Comune non vi è neanche traccia dei 15mila euro forniti come anticipo. Molto significativo poi è anche quello che la Società di revisione dei conti, incaricata di far luce sulla disastrata situazione del Bilancio comunale, riferisce nel capitolo relativo all’ampliamento della zona industriale. Certo, usando dei paroloni più forbiti, i tecnici incaricati dicono che non è assolutamente possibile considerare “in entrata” i soldi relativi alla vendita dei lotti della zona industriale per due semplici e forse banali motivi: il primo è che, non avendo fatto alcun rogito con i precedenti proprietari, quei terreni non sono ancora del Comune; secondo, e di non secondaria importanza, quei terreni il Comune non li ha ancora pagati. Ora la situazione è pure peggiorata, non c’è neanche un Sindaco con il quale prendersela ed i terreni sono sempre lì: vincolati e soprattutto non pagati. Alla simpatica signora ed a sua figlia non rimane che sperare; sperare ed avere pazienza anche se, come dicevano gli antichi, la pazienza messa troppe volte alla prova… diventa rabbia. Intanto, per parlare di questa e di altre situazioni, anche piuttosto controverse, legate proprio alla Zona industriale, l’Associazione “Idee Insieme” ha organizzato un incontro coi cittadini (e gli organi di stampa) per domenica 30 ottobre, alle 10, all’ingresso della Zona stessa. Antonio Memmi


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Il termometro del calore

Trovare soluzioni di riscaldamento efficaci e a costi contenuti è l’imperativo, laddove la convenienza economica è un fattore chiave a causa del continuo aumento dei prezzi dei combustibili fossili come il petrolio e il metano. Per una panoramica degli impianti disponibili sul mercato e dei loro costi si può utilizzare il “termometro dei costi del calore”, un utile strumento di orientamento per i consumatori ARTICOLO E SCHEDA ALLE PAGG.

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Il sole scalda l’acqua Energia solare

Un impianto solare può integrare parzialmente le prestazioni dell’impianto di riscaldamento 18

ENERGIA DALLA TERRA Riscaldamento naturale Risparmio garantito con un impianto di areazione forzata a bassissima entalpia

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Legna che trovi...

Nel camino o nella stufa Il noce si usa per pane e dolci, il faggio per ogni cottura e l’olivo è perfetto per pizze e focacce...

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riscaldamento

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Impianti

Acqua calda col sole Conviene. Un comune impianto solare fornisce il 70% del fabbisogno medio annuo di una famiglia

L’

energia solare è disponibile per un tempo virtualmente illimitato e in quantità 15.000 volte superiori all’attuale fabbisogno energetico dell’intero pianeta. Un impianto solare può servire anche a integrare parzialmente le prestazioni dell’impianto di riscaldamento domestico. Un sistema di riscaldamento integrato per una casa monofamiliare richiede una superficie solare installata di almeno 30 mq. Ai fini di una resa ottimale, il riscaldamento integrato deve essere combinato con sistemi a bassa temperatura, ad es. a pavimento o a parete. Poiché i mesi in cui la necessità del riscaldamento è maggiore sono quelli di minore irraggiamento solare, l’impiego di impianti solari combinati non è sempre conveniente e deve essere valutato caso per caso. La progettazione va eseguita con la massima cura. Come funziona un impianto solare? L’energia irradiata dal sole viene dapprima trasformata in calore all’interno del collettore e poi trasferita al fluido termovettore. Il fluido trasporta il calore al serbatoio di accumulo dell’acqua, detto anche boiler o accumulatore (capacità indicativa: circa 100 litri per persona). All’interno del serbatoio si trova anche uno scambiatore, il quale cede il calore ricevuto dal sole all’acqua contenuta nel serbatoio medesimo. In questo modo possiamo ottenere acqua corrente riscaldata con l’energia solare. Installare collettori solari conviene? I tempi di ammortamento di un impianto solare dipendono da diversi fattori, ad esempio dal tipo di

collettori (collettori piani a superficie selettiva, verniciati di nero o con tubi sottovuoto) tra i quali esistono differenze di prezzo notevoli (da circa 110 a 800 Euro e oltre per metro quadro di superficie solare installata). Il collettore deve essere scelto in funzione delle condizioni specifiche in cui sorge l’edificio (posizione, clima). Un altro fattore non secondario per valutare la convenienza di un impianto solare è il costo dell’energia sostituita. La spesa media annua per la produzione di acqua calda in una casa monofamiliare varia da 300 a 500 Euro a seconda che si utilizzi gasolio o metano. Un impianto solare può coprire circa il 70-80 per cento di tale fabbisogno. Considerati i suoi costi, appare quindi subito evidente una certa convenienza. Ciò che invece non possiamo esprimere in cifre, ma che oggi assume sempre maggiore importanza, è il vantaggio ecologico e ambientale degli impianti solari, specie se impiegati a integrazione del riscaldamento domestico. Quanto costa un impianto solare? Esempio di impianto solare per una famiglia di 4 persone residente in un edificio di nuova costruzione. Tetto: pendenza 20 per cento. Orientamento: sud. Collettore installato: collettore piano, superficie 8 mq (362 Euro/mq). Serbatoio di accumulo: capacità 500 litri Un impianto così concepito può coprire circa l’80 per cento del fabbisogno annuo di acqua calda ad uso domestico. L’investimento iniziale per il suo acquisto ammonta a circa 8.000 € (al netto di Iva ed eventuali incentivi). Il periodo necessario per ammortizzare la spesa è di circa 16 anni (in base ai prezzi del petrolio).

TERMOMETRO COSTI DI CALORE 2011

L’

offerta di impianti di riscaldamento si fa sempre più ampia, più differenziata e quindi meno trasparente per i consumatori. Trovare soluzioni di riscaldamento efficaci e a costi contenuti è l’imperativo, laddove la convenienza economica è un fattore chiave a causa del continuo aumento dei prezzi dei combustibili fossili come il petrolio e il metano. Per una panoramica degli impianti disponibili sul mercato e dei loro costi si può uti-

lizzare il “termometro dei costi del calore”, un utile strumento di orientamento per i consumatori.

Il termometro dei costi di calore. Si tratta di un grafico comparativo che illustra i costi connessi ai diversi sistemi di riscaldamento per uso domestico. Il raffronto si basa su un edificio che necessita di una caldaia da 15 kW ed ha un fabbisogno calorifico annuo di 15.000 kWh, dunque un edificio appartenente alla categoria “C” della classificazione “Casa


riscaldamento

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a confronto MANUTENZIONE COMBUSTIBILE INVESTIMENTO

gpl

legna

trucioli pellets teleriscal- pompa pompa di legna damento (buchi) (collett.)

fonte: centroconsumatori.it

Clima”. I dati del grafico tengono conto non solo del prezzo di acquisto della caldaia, bensì anche dei costi per il combustibile e la manutenzione dell’impianto.

Analisi di costi del calore. Come si nota dalla tabella gli impianti di minor prezzo si rivelano poco convenienti quando si passa a considerarne anche i costi di esercizio. All’ultimo posto di questa classifica vi sono gli impianti a gas liquido seguiti da quelli a gasolio. Tra il si-

stema più caro (a gas liquido) e quello più conveniente (caldaia a legna spezzata) esiste una differenza di costi pari al 61%. Va tuttavia precisato che le caldaie come quelle a legna spezzata richiedono un maggiore lavoro dovuto alla ricarica manuale del combustibile. Gli impianti a gasolio e a pellets offrono un comfort pressoché identico, tuttavia i costi degli

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Pellets di legno

15 kW fabbisogno calorifico annuo di 15.000 kWh per ogni anno 70.000 € 65.000 € 60.000 € 55.000 € 50.000 € 45.000 € 40.000 € 35.000 € 30.000 € 25.000 € 20.000 € 15.000 € 10.000 € 5.000 € 0 € gasolio metano

ilgallo.it

impianti a pellets sono ca. 41%. Prima di decidere quale sistema installare in casa propria, il CTCU consiglia di eseguire un confronto sulla base dei parametri anzidetti (costo di acquisto, spese per il combustibile e spese di manutenzione dell’impianto): ciò permetterà di compiere davvero la scelta ottimale in termini di convenienza economica.

Il combustibile del futuro

I

pellets sono piccoli cilindri prodotti con gli scarti della lavorazione del legno naturale (trucioli, segatura ecc.), aventi una lunghezza variabile da 5 a 40 millimetri e un diametro di 4-10 millimetri. La forte compressione cui sono sottoposti fa sì che mantengano la loro forma e possano essere trasportati comodamente con autocisterne. Il loro potere calorifico è pari a circa 4,9 kWh/kg: il valore energetico di un chilogrammo di pellets equivale all’incirca a mezzo litro di gasolio da riscaldamento o a mezzo metro cubo di metano. Possibilità di impiego. I pellets servono ad alimentare impianti automatici centralizzati, impiegati per il riscaldamento sia degli ambienti che dell’acqua. Gli impianti a pellets moderni offrono lo stesso comfort di quelli a gasolio o a metano. L’unica operazione aggiuntiva di cui necessitano rispetto agli impianti tradizionali, è lo svuotamento del contenitore della cenere. I pellets possono essere impiegati anche per alimentare impianti autonomi (caldaie per singoli appartamenti), caminetti e stufe a olle. L’impianto a pellets può essere facilmente combinato con sistemi a energia solare. Vantaggio economico. I pellets di legno rappresentano una valida alternativa ai combustibili fossili anche dal punto di vista economico, nonostante il costo di un impianto a pellets sia leggermente superiore di quelli a gasolio o a metano. Il prezzo dei pellets varia a seconda della stagione e del rivenditore, perciò prima dell’acquisto è meglio richiedere varie offerte informandosi anche sui costi aggiuntivi per il trasporto e simili. I pellets sono venduti anche in comodi sacchi reperibili al supermercato, che però costano un po’ di più del prodotto sfuso. Vantaggi ecologici. La combustione del legno sprigiona una quantità di CO² pari a quella assorbita e sviluppata da un albero durante la crescita e la decomposizione naturale nel bosco. La combustione dei pellets, quindi, non aumenta la CO² presente nell’atmosfera.


Madre Terra riserva di energia

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Guida alla legna da ardere

riscaldamento

ACACIA: è indicata al mantenimento del fuoco perché brucia lentamente. NOCE: ottimo, quando brucia emana un aroma forte e intenso, si può usare per cuocere il pane e i dolci. QUERCIA: ottimo perché compatto brucia molto lentamente, mantiene la fiamma. CASTAGNO: aumenta il potere calorico (e la resa) se ben stagionato. FAGGIO: è adatto, ha buon potere calorico, bruciatura lenta e va bene per ogni tipo di cottura. BETULLA: non molto adatta, è indicata durante la fase di accensione del caminetto, brucia molto in fretta. LARICE: è un discreto combustibile, essendo resinoso tende a fare fumo e a sporcare la canna fumaria. PIOPPO: non è molto adatto perché brucia in fretta quando è secco. OLMO: ottimo, brucia molto lentamente con un ottimo potere calorico. CILIEGIO: ottimo per cuocere i cibi al forno, meno come riscaldamento. PINO: le pigne sono un ottimo combustibile. Si presta bene alla cottura dei cibi. OLIVO: ottimo brucia anche quando è verde per la presenza di olio al suo interno. È perfetto per cuocere pizze e focacce. ALBERI DA FRUTTO: sono legni duri che si prestano bene come legna da ardere.

Ecco i biocaminetti

I Camini a bio etanolo e Bio caminetti senza canna fumaria del Brand Etilfire sono camini d’arredo per l’interno e l’esterno della vostra casa e sono alimentati con il combustibile Etilflam, un alcool etilico vegetale derivante da biomasse comunemente definito anche Bio etanolo. La naturale combustione del Bio etanolo non rilascia sostanze nocive nè per l’uomo nè per l’ambiente. Arredare e riscaldare con il Bio caminetto ETILFIRE è possibile per tutti coloro che hanno sempre sognato di poter gustare un buon Brandy o fare una piacevole conversazione davanti ad una fiamma vera e attraente ma senza una canna fumaria. Sono economici e convenienti, non necessitano di canna fumaria, non sono collegati all’impianto elettrico, non sono collegati all’impianto del gas, non necessitano di autorizzazioni per l’installazione, sono sicuri e durano una vita, non producono fumo, ceneri, odori sgradevoli, offrono 24 mesi di garanzia e assistenza nel tempo.

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Impianto di areazione forzata. Si assicurano il

È

riciclaggio dell’aria pur tenendo le finestre chiuse e il controllo della temperatura e dell’umidità relativa

ancora la madre terra la nostra riserva di energia, che possiamo usare per riscaldare e rinfrescare le nostre case a bassissimo costo. La terra ha la caratteristica di scaldarsi e di raffreddarsi lentamente. Già a 2-3 metri di profondità dal piano giardino la temperatura del sottosuolo si mantiene stabile intorno ai 18°C. Possiamo sfruttare questo fenomeno facendo confluire questa temperatura negli ambienti di una casa e ottenere allo stesso tempo il riscaldamento e il raffrescamento. Tutto questo è possibile con un impianto di areazione forzata a bassissima entalpia. Attraverso la normale ventilazione che si ottiene aprendo le finestre di un edificio, si disperde molto calore d’inverno e si provoca il surriscaldamento d’estate. Con un impianto di areazione forzata si può assicurare il continuo riciclaggio dell’aria pur tenendo le finestre chiuse e, cosa importante, il controllo della temperatura e dell’umidità relativa. L’aria fresca aspirata dall’esterno viene prima filtrata, fatta passare attraverso delle tubazioni sotterranee poste ad una profondità di circa 2-3 mt; nel passaggio attraverso queste condutture l’aria si

deumidifica, assorbe la temperatura dal terreno e la trasferisce all’aria in ingresso nelle abitazioni. Inoltre, attraverso uno scambiatore a recupero di calore, l’aria consumata in uscita trasferisce la sua temperatura all’aria in ingresso, con un ulteriore guadagno energetico. L’efficacia di questi dispositivi è tale che in inverno, con una temperatura dell’aria esterna di -10°, il passaggio attraverso le condutture sotterranee la porta a 18° C prima di arrivare allo scambiatore di calore, che riesce a portare l’aria ad una temperatura di circa 20-21°C. In estate l’afflusso di aria fresca a 18°C e deumidificata crea un alto confort termico senza bisogno di ulteriori fonti energetiche. Questo sistema, diffusissimo in nord Europa, in Italia è ancora poco conosciuto. Alcuni obiettano che l’energia assorbita dalla ventilazione forzata possa vanificare il risparmio energetico. In realtà, con un impianto di areazione a norma con scambiatore geotermico, si recupera 100 volte l’energia consumata dall’impianto. Un ulteriore punto a favore degli impianti di areazione con scambiatore di calore è senz’altro il benessere all’interno dell’abitazione. In più, il sistema di areazione espelle i vapori evitando condense dannose.

DOV’È IL RISPARMIO?

Con un impianto di areazione a norma con scambiatore geotermico, si recupera 100 volte l’energia consumata dall’impianto


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pubblicitĂ

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attualità

Ognissanti: le origini della festa

22 ilgallo.it HALLOWEEN

“O

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La ricorrenza. Come data fu scelto il 1º novembre per farla

coincidere con il Samhain, l’antica festa celtica del nuovo anno

gnissanti” è un’espressione rituale cristiana per invocare tutti i santi e martiri del Paradiso, noti o ignoti. Le commemorazioni dei martiri, comuni a diverse Chiese, cominciarono ad esser celebrate nel IV secolo. Le prime tracce di una celebrazione generale sono attestate ad Antiochia e fanno riferimento alla domenica successiva alla Pentecoste. Come data di celebrazione della festività fu scelto il 1º novembre per farla coincidere con il Samhain, l’antica festa celtica del nuovo anno, a seguito di richieste in tal senso provenienti dal mondo monastico irlandese. Secondo le credenze celtiche, durante la celebrazione del Samhain, i morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e celebrazioni gioiose erano tenute in loro onore. Da questo punto di vista le antiche tribù celtiche erano un tutt’uno col loro passato ed il loro futuro. Questo aspetto della festa non fu mai eliminato pienamente, nemmeno con l’avvento del Cristianesimo che infatti il 2 novembre celebra i defunti. Papa Gregorio III (731-741) scelse il 1° novembre come data dell’anniversario della consacrazione di una Cappella a San Pietro alle reliquie “dei Santi apostoli e di tutti i Santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”. Arrivati ai tempi di Carlo Magno, la festività novembrina di Ognissanti era diffusamente celebrata. Il 1º novembre venne decretato festa di precetto da parte del re franco Luigi il Pio nell’835: il decreto fu emesso “su richiesta di Papa Gregorio IV e con il consenso di tutti i Vescovi”.

La festa della notte stregata

Pur appartenendo storicamente ai Paesi anglosassoni, anche in Italia è ormai molto diffusa l’usanza della festa di Halloween, la festa della “notte stregata”. Feste e balli in maschera si organizzano in locali notturni e discoteche per rievocare le atmosfere macabre degli spiriti dei morti, che vagano sulla terra. Si tratta di una sorta di secondo carnevale, appunto di importazione anglosassone, in cui Colombina e Pulcinella cedono il posto a streghe, diavoli e personaggi raccapriccianti, tutti rigorosamente “horror”. E naturalmente anche in questo caso siamo di fronte ad una nuova moda, quella che alimenta il mercato delle zucche di plastica (secondo la tradizione, una volta svuotate venivano dipinte e trasformate in lanterne; le candele poste al loro interno rappresentavano la resurrezione), delle maschere orride, dei ragni e dei pipistrelli di gomma, e che spesso si sovrappone alle nostre tradizioni legate alla festa dei morti. Infatti in Italia ci sono molte usanze legate alla notte tra il 1° e il 2 novembre. In diverse nostre regioni le antiche tradizioni celtiche si sono unite alle leggende locali, colorandosi di valenze cristiane.

L’

Festa dei Defunti: la storia

idea di commemorare i Defunti in suffragio nasce su ispirazione di un rito bizantino, che celebrava infatti tutti i morti il sabato prima della domenica di Sessagesima (così chiamata prima della riforma liturgica del Concilio Vaticano II), ossia la domenica che precede di due settimane l’inizio della quaresima, all’incirca in un periodo compreso fra la fine di gennaio ed il mese di febbraio. Nella chiesa latina il rito viene fatto risalire all’abate benedettino

Sant’Odilone di Cluny nel 998 e si stabilì che le campane dell’abbazia fossero fatte suonare con rintocchi funebri dopo i Vespri del 1° novembre per celebrare i Defunti,; successivamente il rito venne esteso a tutta la Chiesa Cattolica. Ufficialmente la festività, chiamata originariamente “Anniversarium Omnium Animarum”, appare per la prima volta nell’ Ordo Romanus del XIV secolo. Oggi si celebra come Commemorazione di tutti i fedeli Defunti.

È

Le usanze in Italia

consuetudine, nel giorno dedicato al ricordo dei Defunti, visitare i cimiteri locali e portare in dono fiori sulle tombe dei propri cari. In molte località è diffusa l’usanza di preparare alcuni dolciumi, chiamati infatti dolci dei morti, per celebrare la giornata. Secondo la cultura tradizionale di molte località italiane, la notte del Giorno dei Morti le anime dei Defunti tornerebbero dall’aldilà effettuando delle processioni per le vie del borgo. In alcune zone, conformemente a quanto avviene nel mondo anglosassone in occasione della festa di Halloween, era tradizione scavare e intagliare le zucche e porvi poi una candela all’interno per utilizzarle come lanterne.

Vino novello in festa

La Pro Loco di Alessano organizza la seconda edizione del “Vino Novello in Festa”, che avrà luogo in Piazza Don Tonino Bello sabato 12 novembre, a partire dalle 19,30. Per quanti interverranno ci sarà in omaggio la degustazione di un bicchiere di vino di benvenuto. Inoltre non mancheranno panini con capocollo, pezzetti di cavallo, patatine fritte, panini con servole e castagne. La serata sarà allietata dal gruppo “Robba de smuju - Cantando Uccio Aloisi”. Gli organizzatori invitano tutti a trascorrere “insieme la serata feste ggiando il vino novello e cercando di dime nticare i problemi che ognuno di noi si porta dentro”. (In caso di pioggia la manifestazione sarà rinviata al 19 novembre).

L’impresa della Caritas Diocesi Nardò-Gallipoli

La

Caritas della Diocesi di Nardò-Gallipoli, con la collaborazione della Pastorale Giovanile, dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro, del Progetto Policoro e del Movimento Lavoratori di Azione Cattolica, organizza “Lavorare è un’impresa”. Un corso gratuito, della durata di 40 ore, sulla creazione d’impresa, destinato a tutti coloro che vogliono sviluppare un’idea imprenditoriale ed acquisire gli strumenti tecnici necessari per realizzarla. Dopo un modulo di preparazione generale, gli allievi potranno scegliere di approfondire una delle seguenti aree: agricoltura, tecnologia, impresa sociale e turismo, partecipando infine, alla stesura di un’idea progettuale da presentare al 5° Concorso di idee “Lavoro e Pastorale” promosso dal Movimento Lavoratori di Azione Cattolica. “Sarà certamente un’esperienza arricchente”, commenta il direttore della Caritas Diocesana, don Camillo De Lazzari, “utile per orientare i partecipanti nel mondo del lavoro e stimolare in loro l’auto-impiego, e per la Chiesa locale un modo nuovo di stare accanto ai giovani”. Aggiunge il vescovo Domenico Caliandro: “Come Chiesa diocesana sentiamo l’urgenza di metterci ac-

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DI S T R I B U Z I ON E G R A T U ITA P O R TA A P O R TA I N T U TTA L A P R OV I N C I A D I L E C C E

il

canto ai nostri giovani che oggi guardano al loro futuro lavorativo con molta più preoccupazione e frustrazione rispetto ai giovani di qualche decennio fa. Non possiamo certo colmare il vuoto che ha creato un’economia globale che pensa troppo al profitto e poco alle persone, come anche al vuoto di idee e progetti che ci ha lasciato una classe politica incapace di dare risposte valide al mondo del lavoro dei giovani di oggi, ma come comunità ecclesiale possiamo contribuire a formare i giovani a diventare protagonisti del loro stesso futuro, a sviluppare idee e mettersi in gioco. L’iniziativa promossa dalla nostra Caritas diocesana vuole essere una piccola luce di speranza, una sollecitazione alle forze politiche di pensare con più impegno al tema dell’occupazione giovanile, un modo concreto di condividere non solo il disagio dei nostri giovani, ma anche la loro voglia di riscatto per un futuro più degno dell’uomo”. Il corso si svolgerà negli uffici della Caritas Diocesana di Nardò-Gallipoli, a Galatone, in via Giacomo Leuzzi, 85. Il bando e la scheda di iscrizione possono essere scaricati dal sito www.caritasnardogallipoli.it. Scadenza domande il 28 ottobre 2011.

MARKETING E PUBBLICITÀ Tel 0833/545 777 Fax 0833/545 800 e-mail: info@ilgallo.it DIRETTORE PUBBLICITÀ Luigi G. Zito tel. 328/2329515 Savio Accoto 349/1430334 Ada Meraglia 0833/545 777


tempo libero

29 OTT./11 NOV. 2011

mazione m a r g o i n pr ttobre dal 2 8 o

LECCE - MULTISALA MASSIMO TEL. 0832/307433 Sala 1

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17,10- 19 - 20,45 - 22,30

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Al cinema

SURBO - THE SPACE CINEMA TEL. 0832/812111

GALLIPOLI - CINEMA ITALIA TEL. 0833/568653

Sala 1 15,40 - 17,50 - 20,05 - 22,20

la peggiore settimana della mia vita

la peggiore settimana della mia vita

Sala 1 16,30 (fest.)-18,30-20,30-22,30

Sala 2

Sala 2

Sala 2 16,30 (fest.)-18,30-20,30-22,30

16,30 (festivi) 18,30 - 20,30 - 22,30

Johnny English - la rinascita

19,15 - 21,30

matrimonio a Parigi

Johnny English - la rinascita

la peggiore settimana della mia vita

Sala 3

Sala 3

Sala 3

18,15 - 20,25 - 22,35

dal. 31/10 - l’amore all’improvviso

15.30 (escluso 28/10) 17,50 - 20,10 - 22,30

this must be the place

le avventure di Tin Tin

bar sport Sala 4

17,15 - 19 - 20,45 - 22,35

GALLIPOLI - CINEMA SCHIPA TEL. 0833/568653

Sala 4 15,45 - 18 - 20,20 - 22,40

bar sport

matrimonio a Parigi

Sala 5

21 - 22,40

matrimonio a Parigi

16,30 (festivi) 18,30- 20,30 - 22,30

Sala 5 19,30

16,30 (fest.) - 18,30 - 20,30 - 22,30

quando la notte

this must be the place Sala 6

20,20 - 22,45

amici di letto: istruzioni per l’uso

TRICASE - CINEMA MODERNO TEL. 0833/545855 17,30 (sab. e dom.) - 19,30 - 21,30

lo dic ono l e ste l le

di Eugenio Musarò (www.eugeniomusa.com)

Per i nati sotto questo segno i transiti negativi persistono ancora: rimandate le decisioni importanti e cercate di essere pazienti.

Bilancia

Toro

Giove congiunto e Plutone in trigono proseguono con la loro azione costruttiva. La quadratura di Marte, però, può rendervi più pigri e demotivati.

Leone

Gemelli

Ottimi transiti ancora per voi Gemelli, grazie a Urano e Saturno. Solo la terza decade è meno favorita, ma gli altri possono approfittare di questo cielo.

Vergine

Marte in congiunzione vi rende più determinati e testardi. Urano in trigono continua la sua azione costruttiva. Occhio solo alle uscite di denaro.

La quadratura di Mercurio potrebbe frenare la vostra razionalità o creare dei disguidi nei rapporti sociali. Nulla di grave, perché Giove e Plutone vi sostengono.

Scorpione

Sagittario

Urano e Plutone continuano a bloccare ancora la prima decade. Gli altri sono stimolati da Saturno congiunto e forse dovranno affrontare qualche problema.

La quadratura di Marte può rendervi più pigri e demotivati. L’opposizione di Giove invece può creare problemi nella gestione del denaro.

Capricorno

Acquario

Persistono ancora i transiti negativi per molti “capricorno”, a causa di Urano e di Saturno in quadratura. Pertanto non è il momento di fare progetti.

le avventure di Tin Tin (3D)

dal. 31/10 - le avventure di Tin Tin (3D)

18 - 20,15 - 22,20

20,10 - 22,35

amici come prima

TRICASE - CINEMA AURORA TEL. 0833/544113

quando la notte

Ecco l’altro segno baciato dal cielo da ormai troppo tempo e i bei transiti continuano ancora. Molti di voi si sono sposati o fidanzati, altri si sono realizzati nel lavoro.

Urano e Marte sono in trigono e Nettuno in sestile. Non potete lamentarvi, avete dei transiti invidiabili, di cui vale la pena approfittare.

Pesci

Plutone è sempre in sestile alla prima decade, che è sempre la più favorita. Gli altri devono per il momento contare sulle proprie forze.

Sala 2

16,15 (sab. e dom.) 18,20 - 20,20 - 22,20

Sala 9 15,30 - 17,45 - 20,05 - 22,25

insidious

insidious Sala 3

20,20 - 22,20

a dangeorus method Sala 4

16,15 (sab. e dom.) 18,20 - 20,20 - 22,20

17,30 - 19,30 - 21,30

la peggiore settimana della mia vita TRICASE - CINEMA PARADISO TEL. 0833/545386

GALATINA - CINEMA TARTARO TEL. 0836/568653 17,30 (sab. e dom.) - 19,30 - 21,30

matrimonio a Parigi

17,30 - 19,30 - 21,30

Johnny English - la rinascita

dal 31/10 - this must be the place

l’amore all’improvviso

sabato 29 domenica 30 lunedì 31 mattina

Cancro

Sala 1

pomeriggio

Marte (il vostro pianeta guida) in trigono sarà fonte di energia fisica e vi aiuterà a smussare l’influenza negativa di Plutone.

matrimonio a Parigi

Sala 8

sera

Ariete

obre dal 28 ott bre em v o n 1 ’1 ll a

LECCE - CITY PLEX SANTA LUCIA TEL. 0832/343479

Sala 7 15.30 - 17,50 - 20,15 - 22,40

- settegiorni

martedì 1

mercoledì 2

giovedì 3

venerdì 4

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TROVA I GALLETTI,

IL REGOLAMENTO

Cerca tra le pubblicità e individua i 3 galletti “mimetizzati”. Telefona lunedì 31 ottobre dalle ore 9. In palio: i BIGLIETTI per i CINEMA di GALLIPOLI, GALATINA e TRICASE; una CONFEZIONE DI VINI offerta da ENOTECA VANTAGGIATO a TRICASE; PIZZA E BIRRA presso il MAGNA MAGNA di ALESSANO; due aperitivi al BAR MAL GLEF a MIGGIANO; Pizza e bevanda da BORGO VECCHIO a MIGGIANO; un PUPAZZO DI PALLONCINI da BALLOON SHOP a RUFFANO; un paio di occhiali per presbite offerti da OTTICA MODERNA di TRICASE e PRESICCE; DUE APERITIVI presso DOLCI FANTASIE di SAN CASSIANO; BUONO SCONTO DI EURO 50 da applicare sull’acquisto di occhiali da sole o da vista presso OTTICA MORCIANO di TRICASE, ANDRANO, TIGGIANO e CASTRO; una BOTTIGLIA DI VINO offerta da LE VIGNE DEL SALENTO di SALVE; UNA PIZZA presso LA BELLA VITA di CARMIANO; DUE LAMPADE ABBRONZANTI al CENTRO BIOS di TRICASE; 2 PIZZETTE presso LA PIZZETTERIA di Piazza Pisanelli a TRICASE. NON SONO AMMESSI GLI STESSI VINCITORI PER ALMENO 3 CONCORSI CONSECUTIVI. NON SI ACCETTANO NOMINATIVI DELLA STESSA FAMIGLIA TELEFONA LUNEDÌ 31 OTTOBRE DALLE ORE 9: 0833/545 777


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ultima

29 OTT./11 NOV. 2011

Il Gallo nr. 23  

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