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Il MUGELLO DOPO IL VOTO - SABATO 31 MAGGIO 2014 - il galletto SCARPERIA E SAN PIERO A SIEVE

Eletto con il 67,85% dei voti

Federico Ignesti alla guida del nuovo comune unico

Giuseppe Marrani

La nettissima vittoria di Ignesti e del centrosinistra a Scarperia e San Piero ottenuta grazie al 67,85% di voti favorevoli ha destato franca sorpresa e amarezza soprattutto nei ‘militanti’ o simpatizzanti della Lista Civica Idea 2.0 che speravano di strappare percentuali ben migliori del 13,85% delle preferenze che è toccato loro. Com’è possibile che sia così alto il favore – si chiedevano ad urne appena chiuse – per un centrosinistra che ha lasciato molto a desiderare anche nella sua più recente amministrazione? la nostra controproposta non ha contato niente? Sulle ragioni della sconfitta ha voluto ragionare Simone Peruzzi, uno dei candidati a partecipare alla Giunta di Parrini in caso di vittoria. Peruzzi ha affidato le sue riflessioni alla rete, dove si è nel frattempo sollevata una vivace e partecipata discussione, e ha voluto poi trasmettere il suo pensiero anche alla stampa tramite un lungo comunicato che qui riassumiamo. A spiegare l’affermazione clamorosa di Ignesti – si chiede Peruzzi – può bastare il traino della vittoria di Renzi e del PD alle europee? basta l’inerzia dei cittadini mugellani abituati a dare vittorie amplissime al centrosinistra? possiamo dirci che il merito è di candidature

con un “pedigree locale da generazioni”, laddove le altre liste presentano volti meno conosciuti? è mancata alla lista Civica Idea un apparato robusto di partito che la sostenesse? “Tutto questo non spiega la nostra sconfitta – scrive Peruzzi – non in questa misura”. Pesa piuttosto il mancato accordo fra le tre liste contendenti. Alla propria Lista Peruzzi riconosce impegno a rinnovare i contenuti della proposta politica e la concretezza delle idee messe in campo: una base programmatica che però si è rivelata incapace di attirare l’accordo di LiberaMente a sinistra, che si è contraddistinta per un approccio politico nobile, ideologico e solitario, e della lista del Movimento 5 stelle, che ha cercato di mettersi in evidenza con proposte “un po’ troppo lontane dai problemi reali delle persone”. Di fronte a tre controproposte isolate e minoritarie il centrosinistra ha avuto per Peruzzi gioco facile, e gli è bastato limitarsi a denigrare o irridere con malafede gli avversari (ad esempio bollando la proposta della Lista Civica Idea 2.0 come ‘di destra’ negando la sua netta e concreta apertura a una platea più vasta di cittadini), senza dunque nemmeno mai scendere sul terreno dei contenuti, tanto che un vero e proprio programma neppure è mai stato presentato alla cittadinan-

za del nuovo Comune. Resta dunque per Peruzzi il rimpianto che le opposizioni non abbiano saputo unire le forze, pur a fronte di “una convergenza programmatica pressoché totale: stessi sono i problemi evidenziati e stesse, sostanzialmente, le ipotesi di soluzione proposte”. Hanno insomma purtroppo prevalso le logiche di parte. “Meglio correre da soli e perdere, mantenendo evidente la propria identità, piuttosto che contaminare la propria appartenenza sulla base di un rapporto dialettico attivo capace di privilegiare il bene comune. Piuttosto la sconfitta, ma con il proprio bollino ben in vista sulla scheda elettorale”. Sarebbe cambiato qualcosa se le opposizioni

si fossero coalizzate? Sicuramente – scrive Peruzzi - si sarebbe dato un segnale reale alla popolazione in merito alla determinata volontà di superamento delle logiche di partito, in nome di un altro modo di intendere la politica e l’amministrazione della cosa pubblica”. Quello che resta è un territorio che avrebbe bisogno di nuove e migliori politiche ambientali, di una gestione dei servizi e dei rifiuti svolta con efficacia e in favore dei cittadini, di una politica produttiva libera da interessi particolari e sana. Un territorio che è invece di nuovo in mano a un gruppo politico che neppure si è degnato di spiegare ai suoi elettori cosa esattamente ne vorrebbe fare.

IL RINGRAZIAMENTO DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO A tutti i cittadini di Scarperia e San Piero

Con le elezioni amministrative termina la gestione commissariale del Comune unico Scarperia e San Piero. Sono stati cinque mesi sicuramente molto intensi ed impegnativi, ma certamente anche molto soddisfacenti e lusinghieri. L’obiettivo della gestione commissariale era noto: fondere le due macchine amministrative – che inevitabilmente avevano organizzazione, regolamentazioni, software e via dicendo molto differenti tra di sé – garantendo la continuità dell’attività amministrativa dei due Comuni preesistenti, con particolare riferimento ai “servizi al cittadino”. Insieme al Vice Commissario Vincenzo Arancio, al Sub Commissario Manuela Ducci ed al Segretario Comunale Patrizia Nuzzi, con i quali il confronto è stato quotidiano, ci siamo rimboccati le maniche sin dal primo giorno ed insieme abbiamo preso tante decisioni per il bene del nuovo territorio comunale. Non spetta a me stilare giudizi, sicuramente ci saranno alcuni secondo cui potevamo fare di più ed altri secondo cui potevamo fare anche qualcosa in meno. La lista dei ringraziamenti sarebbe lunga, ma non posso non ringraziare in primis tutti i dipendenti comunali – ed in particolare i cinque Responsabili di Settore e le “Segretarie del Sindaco” per la collaborazione, i preziosi consigli ed anche – perché no – lo spirito di critica costruttiva che hanno contraddistinto questi cinque mesi. Ringrazio anche i rappresentanti politici dei due Comuni preesistenti, sia di maggioranza che di opposizione, per avermi suggerito priorità e questioni da affrontare. Un saluto particolare lo voglio fare a tutte le associazioni, a tutti i cittadini che mi hanno scritto direttamente via mail – segnalando varie problematiche, su cui spesso tra l’altro siamo riusciti ad intervenire – ed anche agli “ipercampanilisti”, che mi hanno “semplicemente” espresso perplessità sulla fusione, per paura di perdere il proprio essere scarperiesi o sanpierini. Resto a completa disposizione del nuovo Sindaco e dei nuovi Consiglieri Comunali, a cui formulo un grande in bocca al lupo per un futuro sempre migliore di questa terra meravigliosa, dove tornerò spesso ovviamente da privato cittadino. Il Commissario va via, l’amico del Mugello rimane. W l’Italia, W Scarperia e San Piero!! Il Commissario Fabrizio Stelo

BARBERINO

Giampiero Mongatti: numeri forti per il neosindaco Massimo Rossi Giampiero Mongatti, candidato del centrosinistra PD + PSI, è il nuovo sindaco di Barberino. Ottimo il risultato: ben oltre la soglia della maggioranza assoluta (3125 voti pari al 55,62%) Mongatti quasi doppia Emiliano Lascialfari (1651 voti pari al 29,38%) al quale il discusso abbraccio col centrodestra non ha portato gli effetti sperati, e lascia al 14% il candidato di Rifondazione Enrico Carpini (842 voti). Buona l’affluenza con 6041 cittadini

(pari al 71,78% degli aventi diritto) che si sono recati alle urne. Numeri forti che inorgogliscono il neosindaco: “Ottenere quasi il 56% dei consensi è un risultato che ha un grande significato. Molte persone ci hanno dato fiducia e adesso sta a noi mettercela tutta per non deluderli”. Numeri che consegnano il Consiglio Comunale al centrosinistra, con 11 seggi. Sosterranno Mongatti: Sandra Mantelli (record preferenze: 184); Serena Romagnoli; Aleandro Del Mazza; Daniele Belli; Marco Lenzi; Giulia Stefa-

ni; Pasquale Toscano; Simone Di Buia; Chiara Dimichino; Francesco Latini e Monica Sprio. Venendo a Per Barberino, oltre a Lascialfari entrano in Consiglio Comunale Andrea Dreoni (buona affermazione personale con 107 preferenze) e Paolo Papucci. Per Rifondazione, Matteo Giovannini affianca Carpini. Mongatti commenta il risultato sottolineando la “solidità della nostra coalizione politica, formata da PD e PSI” e non si sottrae all’analisi del comportamen-

to elettorale e delle prospettive del suo partito, all’interno del quale, ormai da cinque anni, l’agitazione è sovrana: “E’ evidente che il sottoscritto e la lista a me collegata sono risultati rappresentativi di tutto il centrosinistra e in particolar modo del PD, nonostante le tensioni interne. Questo deve aiutarci, come partito nel suo complesso, a fare due cose, parallele ma ugualmente importanti: da una parte amministrare bene, e questo è compito prevalente di chi amministrerà, dall’altra costruire un Partito Democratico for-

te e rappresentativo di tutte le proprie anime, un partito plurale ma non litigioso, che funga da stimolo per l’Amministrazione Comu-

nale, che abbia come obiettivo quello di fornire idee utili a migliorare la vita dei cittadini e ad avvicinare la politica alle persone”.

Galletto 1159 del 31 maggio 2014  
Galletto 1159 del 31 maggio 2014  
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