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scrivete con obiettività e poi mandatemi qualcuno per lo sponsor

anno IV

numero VI

Giugno 2010

copia omaggio

Caric’a chiacchiere La convenzione tra il Comune e le strutture Airon Club e Villa Lucia prevede una serie di impegni mai attuati a beneficio dei cittadini. Perchè gli amministratori, vecchi e nuovi, non tutelano i nostri interessi e tutto tace? Abbiamo voluto vederci chiaro.

di Roberto Rotunno l centro sportivo Airon Club e la clinica Villa Lucia Hospital sono due strutture private, ricadenti su suolo “S2A”, adibito dal Piano Regolatore a “zona servizi”. Per questo motivo, nel 1999, l’amministrazione e i gestori dell’impresa privata Tecniche Mediche Avanzate stipularono una convenzione, in attuazione della delibera 40/97, che obbligava le opere di urbanizzazione secondaria ricadenti su aree destinate a servizi, a passare in Consiglio per siglare un accordo tra Comune e privato proponente. La delibera aveva lo scopo di “garantire la realizzazione di servizi pubblici e collettivi sulle aree di uso pubblico individuate nel piano regolatore vigente”. La ditta otte-

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neva il permesso di costruire e assumeva una serie di obblighi nei confronti della collettività: contenere i prezzi e permettere la fruizione gratuita delle strutture a dieci minori (per l’attività sportiva) e dieci anziani (per la fisioterapia) da farsi indicare mensilmente dai servizi sociali. Le pubblicità che annunciavano l’imminente apertura della struttura sportiva erano una fanfara anticipata: “Sta arrivando!”, si leggeva in ogni angolo del paese. Quella che però è arrivata, in realtà, è una grossa fregatura per la collettività. Da diversi anni, infatti, la palestra e la piscina hanno avviato le loro attività, ma i cittadini non hanno fruito, tranne rarissime volte, di quanto spettava loro di diritto. Dal febbraio 2008 è stata inaugurata anche

la clinica Villa Lucia Hospital (che fa parte della holding Villa Maria Hospital), benedetta da Padre Mimmo Fiorentino, nostro accalorato lettore. E anche qui proseguono le inadempienze. Nella convenzione era prevista la realizzazione di “una residenza per anziani o di una casa protetta con attrezzature di ristoro e sala convegni”, oltre che dei reparti di fisioterapia e dialisi. Anche questo è tutto rimasto sulle carte, in quanto mancano le autorizzazioni dalla Regione. Nonostante questi impedimenti, le nostre amministrazioni non hanno mai pensato di rivedere le convenzioni, mentre i gestori della ditta se ne stanno tranquilli, in una situazione che a loro non può fare che piacere. continua a pag. 2


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inchiesta

Nessun controllo sui bilanci

L’Ufficio di Ragioneria avrebbe dovuto verificare che i prezzi per l’utenza delle strutture non superassero di oltre il 10% i costi di gestione. Ma il direttore dell’Area Economico-Finanziaria non ne sapeva niente

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no dei punti inattuati delle convenzioni stipulata tra l’amministrazione comunale e la “Tecniche Mediche avanzate srl” (alla quale, nella convenzione inerente il polo sportivo, dallo scorso 2006 è subentrata la Gestione Strutture Alberghiere srl), è quello riportato all’art. 6 delle stesse. La succitata disposizione infatti afferma che “il prezzo praticabile dalla parte istante per l’uso di cui all’art.5 (pubblico, generale e paritario, ndr) deve coprire i costi di gestione e superarli di non oltre il dieci per cento. In ogni caso non potranno essere superati i prezzi dell’accesso a beni similari anche su scala nazionale”. Prezzi aggiornabili ogni due anni. Qualche rigo più sotto aggiunge che “l’ufficio ragioneria del Comune di Conversano è abilitato al controllo della gestione

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Oggi, di questa storia, non ne parla nessuno. Il tutto è stato soffocato dalla solita indifferenza, entrando a far parte delle storie di ordinaria quotidianità: il conflitto di interessi, nella passata amministrazione, del consigliere Vito Lofano (fratello del dott. Bartolomeo, allora amministratore delegato della Ge.St. srl, titolare della concessione edilizia); il foraggiamento da parte della ditta in favore di manifestazioni e organi di stampa; la gentilezza di non infastidire chi svolge libera impresa privata e dà molti posti di lavoro messa in atto sia dai precedenti amministratori che dagli attuali. Gli stessi che protestano contro la Regione per la chiusura dei reparti dello Iaia e che poi non esigono i servizi, anche sanitari, che ci spettano da parte di privati. Per non scomodare nessuno e per non scostarsi dalla mediocre, gretta e obsoleta mentalità del ricatto occupazionale.

nell’interesse del cittadino quanto agli effetti economici e amministrativi”. Il successivo articolo stabilisce addirittura che, in caso di violazione, il Comune potrà diffidare il gestore privato e sostituirsi nella gestione “senza alcun onere da corrispondere”. Se la società privata intende tornare alla guida della struttura dovrà versare una penale (cifra pattuita allora: 20 milioni di lire). Quando abbiamo sottoposto il documento all’attenzione del dott. Moschetti, capoarea dell’ufficio di Ragioneria, il responsabile è sceso dalle nuvole, affermando di non saperne nulla e chiedendoci copia (lui a noi!) della stessa convenzione. E da lì, un giro di chiamate e la promessa di vigilare sulla questione. Roberto Rotunno

Chi lo paga l’istruttore?

Il centro sportivo avrebbe preteso, sulla base di accordi informali col Comune, che quest’ultimo fornisse il personale destinato ai ragazzi che avrebbero fruito gratis della struttura

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no dei punti della convenzione prevedeva l’ingresso gratuito alle strutture di alcuni utenti indicati dai Servizi Sociali. Per l’esattezza dieci minori per il centro sportivo e dieci anziani per la clinica. Anche questo era disposto dall’art. 6, la cui mancata applicazione concederebbe al Comune la possibilità di diffidare la ditta. Va precisato che, nonostante la convenzione parli in maniera generica di “struttura sportiva”, pare che, al momento della scelta delle attività per gli utenti individuati dai Servizi Sociali, l’Airon fosse considerato solo per la piscina. Infatti, tutti i ragazzi indicati, avendo preferito la palestra, sono stati mandati a Club 2000 (anche questa convenzionata con il Comune). Stando ad una interpretazione letterale degli accordi, invece, si evince che

la ditta dovrebbe mettere a disposizione anche la palestra, presente nella struttura, come gli stessi responsabili dell’Airon ci hanno confermato. A questo aggiungiamo che, negli scorsi anni, come abbiamo appreso dai Servizi Sociali, non si è mai riuscito a stringere un accordo in quanto i gestori della struttura sportiva avrebbero chiesto che gli istruttori destinati ai ragazzi in “quota Comune” fossero individuati e retribuiti da quest’ultimo. Insomma, i gestori avrebbero messo meramente a disposizione i locali. Questo ci è stato riferito dalla responsabile dei Servizi Sociali del Comune, dott.ssa Tarulli, la quale afferma di aver appreso il tutto dopo aver letto degli accordi informali tra comune e gestori. Accordi non protocollati. R.R.


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Inadempienze? “Risolveremo col buon senso” Benedetto, direttore delle strutture, dichiara disponibilità ad accordi qualora l’amministrazione lo chieda

Vito Benedetto, amministratore delegato e direttore delle strutture, ci ha incontrati nel suo studio. L’antefatto 28 gennaio 1998 Il Consiglio Comunale, in attuazione della delibera 40/97, dà autorizzazione a costruire in suolo adibito a servizi alla Tecniche Mediche Avanzate srl. 18 maggio 1999 Viene stipulata dal notaio, con atto pubblico, la convenzione tra Comune di Conversano e Tecniche Mediche avanzate srl. La ditta si impegna a non guadagnare sui prezzi al pubblico più del 10% oltre i costi di gestione e garantisce una serie di servizi a favore del Comune. 9 giugno 2003 Il Commissario prefettizio del Comune di Conversano delibera l’approvazione del cambio di destinazione d’uso dell’area. 14 dicembre 2004 La Tecniche Mediche Avanzate srl vende l’opera alla Gestione Strutture Alberghiere srl, di cui il dott. Bartolomeo Lofano (fratello di un consigliere, durante l’amministrazione Iudice) è amministratore delegato. 26 aprile 2006 La convenzione viene aggiornata e la Gestione Strutture Alberghiere srl subentra a tutti gli effetti alla precedente società e resta obbligata nelle stesse condizioni nei confronti del Comune.

Il Comune non ha controllato i vostri prezzi. Secondo la convenzione non devono superare le medie nazionali, oltre che i costi di gestione di più del 10%. Magari. In questo momento siamo in perdita in quanto non raggiungiamo il breakeven. Soprattutto i costi per il riscaldamento della piscina sono elevati. Come mai non trasmettete i vostri bilanci al Comune? Non avremmo problemi a trasmetterli, sono pubblici. Abbiamo sempre risposto a tutte le sollecitazioni del Comune. Se è necessario, lo faremo con piacere. La convenzione prevedeva una residenza per anziani o casa protetta. Come mai non c’è? C’è, assolutamente sì. Alla fine non è stata ancora autorizzata. Più che una struttura protetta abbiamo presentato un progetto per un presidio di riabilitazione. La non corrispondenza deriva dal fatto che oggi la competenza è della Regione. Però non è una residenza per anziani. No, è un presidio di riabilitazione. La convenzione prevedeva che il primo servizio realizzato sarebbe stato quello di dialisi. E’ stato fatto? Il servizio di dialisi rientra nel settimo stralcio funzionale, presentato dal Comune. Solo che la Regione non ci ha autorizzati in quanto la dialisi è all’ospedale di Conversano. Noi abbiamo agito sulla forza del Comune. Nel momento in cui non mi autorizza la Regione, non la posso fare. Da parte nostra c’è la disponibilità a rivedere la convenzione per questi punti. Il Comune ha autorizzato 120 posti letto, ma ne abbiamo solo 40. I Servizi Sociali ci hanno detto che non siete riusciti ad accordarvi sugli utenti che devono usufruire delle strutture.

Gli assessori susseguiti negli ultimi anni, sono tantissimi. Abbiamo sempre dato la nostra disponibilità e siamo molto sensibili agli aspetti sociali. Quando il Comune ci ha scritto, i bambini, muniti di certificato medico, sono venuti. (ci mostra una segnalazione del Comune, relativa al 2006 di cinque utenti. Di questi cinque, due sono risultati non idonei e non hanno potuto fruire della struttura, ndr). Per assurdo lavoriamo più con altri comuni. La struttura è disponibile solo per la piscina o anche per la palestra? Mettiamo a disposizione entrambe. E per la fisioterapia? Io qui non posso fare fisioterapia. Se sarò autorizzato dalla Regione la faremo nell’altra parte. La convenzione, comunque, parla di utilizzo della struttura, bisogna capire se parliamo del corso di nuoto, del nuoto libero, della palestra, dei corsi. Dipende dal buon senso. Pare che abbiate preteso che il Comune pagasse gli istruttori per i ragazzi che vi avrebbe mandato. Non so queste cose. E’ opportuno disciplinare alcuni aspetti della convenzione, un conto è partecipare ad un corso, un conto è avere un rapporto “one to one” con l’istruttore. Risolveremo col buon senso. Per vari motivi, non c’è molto rispetto della convenzione. E’ una tua affermazione. Il Comune deve fare la sua parte, io da privato faccio la mia. Ma quando vi accorgevate che non era possibile realizzare alcuni aspetti della convenzione, avete sollecitato il Comune a rivederla? No. Perché noi dovevamo farlo? R.R.


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inchiesta

Politici lobbisti, quaquaraquà o indaffarati? Perché il Comune non interviene? Per inerzia o per tornaconto? Nell’interesse dei cittadini dovrebbe stabilire nuovi accordi

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lcuni aspetti della convenzione non sono irrealizzati per cause di forza maggiore. Come il reparto di dialisi e la fisioterapia, grazie a cui dieci utenti indicati mensilmente dai Servizi Sociali avrebbero potuto svolgere la riabilitazione gratuita. Insomma, una convenzione che astrattamente avrebbe potuto offrire benefici ai cittadini, è divenuta, per molte sue parti, carta straccia. Questo, però, non è un buon motivo per esonerare la ditta dagli oneri nei confronti della città di Conversano, che gli ha concesso di costruire su un suolo destinato a servizi. Per questo sarebbe necessario risiedersi ad un tavolo e aggiornare la convenzione, imputando ai privati nuovi obblighi. La cosa assurda è che né la ditta, né tantomeno i nostri amministratori, preceden-

Struttura sanitaria Cosa prevede la convenzione?

Struttura sanitaria polipiano, con servizi di laboratorio chimico-clinico e laboratorio di indagini ambientali, servizio di dialisi, degenze, quartiere operatorio e laboratori medico-specialistici. (convenzione rep. 1966 del 18-05-1999)

Cosa è stato realizzato?

Villa Lucia attualmente dispone di 40 posti letto, quattro sale operatorie, una sala di day surgery, ambulatori, Servizio di radiologia, una moderna palestra per Riabilitazione: è autorizzata all'esercizio dell'attività sanitaria nell'ambito delle seguenti specialità: Chirurgia maxillo facciale, Ortopedia, Otorinolaringoiatria, Riabilitazione funzionale (www.gruppovillamaria.it)

Struttura sportiva Cosa prevede la convenzione?

Polo multifunzionale mirato al benessere psicofisico in cui trovano collocazione piscina, palestra, residenza per anziani o casa protetta con relative attrezzature di ristoro, sala convegni e centro di riabilitazione con posti letto. (convenzione rep. 1967 del 18-05-1999)

Cosa è stato realizzato?

Palestra, centro fitness, ambulatorio medico, ristorante, centro estetico, termarhium.

ti e attuali, hanno mai pensato di farlo. E questa inerzia (tutta a favore del gestore, che ha beneficiato della situazione, svincolandosi da quasi tutti gli impegni) lascia spazio a facili deduzioni. Se i nostri politici non si sono mai posti il problema di intervenire, probabilmente i casi sono due: o sono dei quaquaraquà di sciasciana memoria, e in questo caso farebbero bene a dedicarsi ad altre attività più consone alle loro capacità, oppure hanno i loro motivi, o i loro interessi, a lasciare il mondo come sta. Ripensando alla maggioranza di Judice e alla consanguineità tra il consigliere Vito Lofano e l’ex amministratore delegato della Ge.St. Bartolomeo Lofano, quest’ultima supposizione potrebbe apparire alquanto verosimile. Ma il governo Lovascio quali interessi

avrebbe? A ben vedere gli alberi genealogici, si potrebbe osservare che il consigliere di maggioranza Massimo Lorusso è nipote di Bartolomeo Lofano (attualmente direttore di un reparto di della clinica), cui è succeduto, alla direzione, quello che era da anni un suo sottoposto, Vito Benedetto. Ovviamente qui non si vuol insinuare nulla. Si citano solo delle parentele e dei fatti. E si considera che un’amministrazione che sopravvive per miracolo non potrebbe permettersi il lusso di inimicarsi un consigliere. Ma queste sono solo notazioni. E siccome noi siamo ottimisti, continuiamo a sperare che i nostri amministratori siano solo molto indaffarati e che, dimostrandosi tutt’altro che lobbisti o quaquaraquà, riescano a trovare un po’di tempo per intervenire.


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Incarichi agli amici. Che fatalità!

Persone vicine alla maggioranza sembrano aver avuto maggior fortuna di altre. Ma se il condizionale è d’obbligo, il dubbio è lecito

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er cautela abbiamo usato il condizionale, ma voi lettori siete liberi di coniugare i verbi nel tempo verbale che più considerate appropriato. Sta di fatto che, da quando Lovascio&Co. hanno conquistato lo scranno più alto di Piazza XX Settembre, molte persone vicine alla maggioranza avrebbero goduto di particolari attenzioni, a discapito dei comuni cittadini, che spesso sarebbero stati tenuti all’oscuro di eventuali possibilità di lavoro. Non vogliamo screditare le persone e i professionisti coinvolti in queste faccende, ma riteniamo discutibili le modalità con le quali sarebbero state coinvolte. Iniziamo dal progetto di riqualificazione della Ex Gil. Il Comune, per non perdere il finanziamento regionale, avrebbe affidato in ventiquattro ore l’incarico all’architetto Scazzetta e consegnato il suo elaborato. Ecco allora il dubbio: come fa un architetto a ricevere un incarico di quella portata e a completare il progetto nell’arco di una giornata? Sembrerebbe plausibile che l’architetto già sapesse che gli si sarebbe stato affidato l’incarico e che ci stesse già lavorando da tempo. Piccola nota: l’architetto Scazzetta è stato candidato alle scorse amministrative nella lista de “Conversano nel Cuore”. E questo è un dato oggettivo, non serve il condizionale. Come è oggettivo che una amministrazione attenta avrebbe fatto una selezione tra tutti i tecnici di Conversano, e non solo tra i suoi “supporters”. Ma “Conversano nel Cuore” è un vero portento, e fa incetta di incarichi. Si è ag-

Clientes

giudicato un posto nel c.d.a. della Gestione Servizi un altro candidato di questa lista: Giuseppe Nebbia, sfegatato fan lovasciano. Di questa nomina si sarebbe potuto parlare in Consiglio comunale. E invece no. Ad indicare il nome di Nebbia sarebbe stato direttamente il presidente della Gestione Servizi. Ma probabilmente è lecito pensare che qualcuno della maggioranza avrebbe imposto quella persona. Altro esempio? Quando si è partiti con la fase sperimentale di raccolta differenzia-

ta porta a porta, il piacere di sensibilizzare i cittadini, consegnando (per la prima ed unica volta in due anni) le buste di diverso colore, è stato affidato all’associazione ambientalista “Fare Verde”, che risulterebbe notoriamente vicina al centro destra. L’amministrazione avrebbe potuto coinvolgere le scuole e tutte le altre associazioni di Conversano, a costo zero, ottenendo una doppia sensibilizzazione, dei cittadini e degli operatori. Ma tant’è… Che più? Ah, si. La tensostruttura presso

il campo sportivo “Peppino Lorusso”. Un grande capannone, utilizzato come deposito, e montato lì per lungo tempo. CartaCanta ne fece una lunga battaglia scoprendone l’abusività. E chi era il proprietario? Sembrerebbe proprio che si tratti di un amico degli amici. E siamo a quattro. Un’altra perplessità riguarda alcuni degli ausiliari del traffico che in questi giorni ci stanno ammonendo se non paghiamo il parcheggio. I loro nomi sembrerebbero calati dall’alto. Loro ci rispondono con strafottenza che si sono informati ed hanno inviato il curriculum. Ma parrebbe, a questo punto, che l’informazione fosse strettamente riservata, perché lo sapevano solo loro. Volendo essere pignoli, poi, vorremmo capire come vengono stilate le graduatorie per il servizio civile. Su questo la maggioranza non si è mai espressa. Insomma, al centrodestra conversanese dobbiamo riconoscere la capacità di aver avvicinato molte persone alla politica, e di averle accontentate quasi tutte. Per il completamento dell’opera aspettiamo almeno la fine del mandato. Del resto la fetta più ghiotta da spartire ci sarà quando partirà la raccolta porta a porta su tutto il territorio. Staremo a vedere come verranno assunti i nuovi operatori. Ripensandoci, quasi quasi, sarebbe meglio non pubblicare questo pezzo e scrivere che va tutto bene. Magari un posticino potrebbe uscire pure per noi. A.L.

di: Romario Riota el Toro Loco (comprate el mi didietro, io lo vendo per poco) Prefazione di: Marilla Di Chiantera (caro sindaco orsù, dai un posto anche a Mirù)

“Casualmente viene assunto E ad april duemileotto chi di Lovascio è amico o congiunto” Con un voto assai schiacciante Prima dopo il quarantotto Fu la destra governante

E per la manutenzione Il progetto già appaltato Vuoi veder che all’occasione Gara vince un candidato?

E ora con le strisce blu Condizioni saran pari O avran mica messo su Loro amici ad ausiliari?

Era già due anni fa Che a lui tutte queste genti Gli chiedevan carità La smettiamo coi clienti!

Tutti giovin verginelli A formar la maggioranza Via spazzaron vecchierelli Dalla “dei bottoni” stanza

Ma cerchiamo ancora vizi Sarà un caso, dai suvvia In Gestione dei Servizi Trattasi di omonimia?

Caro sindaco, confessa Chi ti scrive è il caro Riota che solenne fa promessa “alla prossima ti vota”

Che la giunta precedente Senza scrupoli e vergogna Con astuzia prepotente Si tirava questa rogna

Ma ad aver primi sospetti Non ci volle mica tanto Quando meno te l’aspetti Arrivò come d’incanto

No, lo dico a malincuore Ma non è mica una svista “Conversano nel Cuore” Era quella la sua lista

E non solo l’elezione Ma il sostegno darà forte Basta in cambio un’assunzione A Poeta della corte.

Di curar non del paese Che ignoravan indefessi Ma con modo assai palese Delli propri interessi

Un incarico a Scazzetta Suo alleato alle elezioni Che pagato pure in fretta Via respinse le illazioni

E va be’ ma al Municipio Ci sta un altro posticino Quello assunto nell’Ufficio È parente al buon Tuccino?

Fu perciò che al buon Giuseppe La città volle affidare Per punire chi sol seppe Fare rete clientelare

Qui comunque il nostro auspicio Fu che fosse un’eccezione Ma allo staff del suo ufficio Lui si assunse l’amicone

Anche qui ci azzecchi in rima Il socialista d’altra sponda Sua Repubblica è la Prima Gli sta stretta la Seconda

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attualità

Ausiliari della sosta, “assunzioni clientelari” Persino Mottola, consigliere di maggioranza, si lascia sfuggire quel che tutti pensano. Né il Sindaco Lovascio, interrogato in merito alle nomine, riesce a dare spiegazioni convincenti

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ssere ancora nella Prima Repubblica e non accorgersene. E’ quanto succede quotidianamente nel consiglio comunale di Conversano. Ricapitolando in breve, nell’ultimo mese è scoppiata una polemica a seguito delle quattro assunzioni fatte dalla ditta aggiudicataria dell’appalto per gli ausiliari della sosta. Dato che l’opposizione non ha avuto il coraggio di dirlo in Consiglio, lo diciamo noi. Dei quattro ragazzi assunti, due risulterebbero sostenitori del Sindaco (uno è iscritto alla Giovane Italia) ed uno, si mormora, vicino ad un importante funzionario pubblico di Conversano. Un “porcellum” che, se fosse vero, sarebbe degno della più scaltra classe dirigente de-

mocristiana che ci ha traghettati dal dopoguerra al nuovo millennio. Quando il gruppo Pd ha interrogato l’amministrazione sulla vicenda, il Comandante dei Vigili Urbani Di Capua ha dato una risposta, grossomodo soddisfacente dal punto di vista prettamente tecnico. Nel bando stesso, infatti, erano previste le assunzioni a carico della ditta, senza avviso pubblico. Un po’ meno soddisfacente è stata la risposta politica di Loiacono: “In effetti c’è stata scarsa pubblicità”. E no, la pubblicità non è stata scarsa, più che altro è stata settoriale. Perché se in tutto il paese nessuno sapeva nulla, nel quartier generale di Lovascio la notizia è trapelata alla grande! Infatti il Sindaco, anziché rispondere a chi

ha avanzato dei sospetti, ha replicato semplicemente dicendo: “Andrò a vedere come sono state assunte le persone all’ospedale!”. Ma il meglio è arrivato solo al termine del Consiglio, nell’informalità del momento. Il consigliere Mottola che diceva: “Le risposte dell’amministrazione e del comandante le definisco quantomeno imbarazzanti. A meno che non siamo deficienti, nessuno può negare che la gestione delle assunzioni è stata clientelare”. E la chicca finale, ce l’ha regalata Piemontese, democristiano di vecchia data: “Che c’entrano le assunzioni all’ospedale? Lì se ne fanno tante e sono più facili da nascondere! In questo caso erano solo quattro!”. Roberto Rotunno

Strisce blu, il disabile paga. Ma come? Gravi gli intoppi per un portatore di handicap che volesse munirsi del ticket. Dai marciapiedi senza scivoli ai tasti del parcometro posti troppo in alto

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l dibattito sui parcheggi a pagamento era prevedibile. Certo, a detta di tanti, i benefici non si possono contare sulle dita di una sola mano. Le strade, almeno le principali, sono vuote, gli incassi sono buoni, si usa la bicicletta per andare in stazione (anche se poi ti rubano il sellino), i “forestieri” pagano con gioia il posteggio dell’auto e si è ridotto il livello di disoccupazione all’interno di alcuni gruppi di giovani attenti alla politica del centro-destra. Ma fin qui nulla di nuovo. Uno dei problemi di cui nessuno ha ancora parlato e per il quale ci auguriamo di suscitare l’attenzione del Comandante dei Vigili, sempre vigile alla sorveglianza delle libere contestazioni, riguarda il pagamento della sosta anche per i portatori di handicap. L’Amministrazione comunale non possiede, al momento, un regolamento che stabilisca o neghi la gratuità del posto di parcheggio delimitato da strisce blu per i disabili, sicché i soggetti in questione sono tenuti a pagare. Pagare un parcheggio,

nella nostra città, vuol dire per un disabile scendere dall’auto, cercare uno scivolo, arrivare sul marciapiede, ritirare il ticket e porlo nell’auto. Il primo intoppo: lo scivolo. Tante strade, peraltro le principali, sono prive di questo semplice accorgimento, e se dovesse esserci, si tratta di semplici abbassamenti del pavimento, talvolta in dissesto o, nel peggiore dei casi, resi inaccessibili da incauti e noncuranti automobilisti. Gli esempi più eclatanti? Viale degli Eroi, ma anche il Viale della Stazione, insomma, zone vicine ai principali servizi. Il secondo intoppo è causato da quelli che i più definiscono “rinomati totem”, ossia i parcometri: belli e nuovi sì, ma effettivamente inarrivabili: i tasti sono posti troppo in alto. C’è da sapere che nessuna norma stabilisce la gratuità all’interno dei parcheggi a pagamento, data anche la presenza obbligatoria di appositi stalli riservati ai disabili (e non a chi ha fretta e si affida alle quattro frecce)

, che dovranno essere due ogni cinquanta metri. Ma è anche vero che ogni Comune ha un’illimitata facoltà decisionale nel deliberare la tassazione dei parcheggi o la loro eventuale gratuità, contrastando quello che a detta della Cassazione risultava essere un solo “vantaggio economico” del disabile, e assurdamente non motorio. I dati e le difficoltà sono chiari. La Sentenza n. 212771 della Cassazione, pur creando un precedente, non ha valore vincolante, pertanto la nostra amministrazione comunale ha la piena responsabilità del disagio che sta creando ai diversamente abili. Così un mese è già passato e, ancora una volta, si è avviata un’attività senza pensare alle conseguenze. Durante il consiglio comunale del 27 maggio, l’assessore Loiacono, interrogato sulla questione dell’assunzione poco trasparente degli ausiliari del traffico, ha chiesto scusa dichiarando che la fretta ha fatto un figlio cieco. Probabilmente siamo al secondo. Teresa Serripierro


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Parcometri, bando a regola d’arte I macchinari richiesti dall’amministrazione sembrano identici a quelli dei prodotti dalla Gestopark. Che poi li ha forniti. Peccato che non diano il resto

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l Comune di Conversano, con determina n. 2.258 del 2009, ha indetto un bando di gara per la realizzazione di un sistema di monitoraggio e la gestione di aree di sosta a pagamento su suolo comunale. La gara è stata istituita nonostante le già presenti aree di sosta a pagamento fossero in gran parte stata appaltate ad un’altra ditta, nei confronti della quale l’amministrazione, con determina n. 383 del 2007, ha esperito azione di risoluzione consensuale anticipata. Il bando di gara, nel capitolato d’oneri, presenta una serie di punti che l’appaltatore deve rispettare per aggiudicarsi la gara. Iniziando dal punto 2.1, intitolato parcometri, si può notare come gli stessi debbano avere delle caratteristiche ben precise a pena di nullità: l’accettazione della modalità di pagamento mediante tessere prepagate a microchip, ricaricabili dagli stessi parcometri, o l’impostazione di multi tariffe con possibilità di selezione tramite pulsante e visualizzazione sul display di almeno quattro piani tariffari differenziati. Proseguendo il capitolato, si possono individuare altre caratteristiche, come il software di centrale di cui al punto 2.2, i pannelli di infomobilità, di cui al punto 2.3 e così via. Va considerato che la stessa Amministrazione, nella determina n. 2.258, ha stabilito che “è facoltà dell’Amministrazione aggiudicare l’appalto anche in presenza di una sola offerta valida”. Inoltre “una ricerca effettuata sul web e su riviste spe-

Abbattiamole

Nella nostra città gli amici disabili costretti sulle carrozzine trovano spesso problemi per spostarsi. In più occasioni i nostri amministratori, anche della giunta precedente, hanno decantato grande sensibilità a questi problemi e addirittura alcuni sono stati portati a spasso con le carrozzine per rendersi conto in prima persona di questi disagi. Nonostante ciò, ancora molte zone di Conversano presentano delle barriere architettoniche. Gli esempi più gravi sono la Pinacoteca Comunale e la sede dei Servizi Sociali che, come da molti segnalato, avrebbe bisogno di uno scivolo e di un ascensore. Mi auguro che tutti i nostri politici si mettano d’accordo per risolvere questi problemi e per dare la possibilità agli amici disabili di godersi la bella stagione, passeggiando serenamente. Francesco Manganelli

cializzate ha consentito di appurare l’esistenza sul mercato di numerose aziende che offrono tale servizio, effettuando installazione di apparati a costo zero per l’Amministrazione appaltante”. Anche noi abbiamo effettuato varie ricerche su siti web e riviste ma abbiamo riscontrato, al contrario, che l’unica ditta

in grado di fornire apparecchiature che rispettino le caratteristiche richieste nel bando, è la Gestopark S.r.l. A ciò bisogna aggiungere che la descrizione dei parcometri fatta nel capitolato d’oneri è uguale a quella che si legge sul sito dell’azienda, www.gestopark.it, cliccando sul parcometro di nome “Stelio”. Che, tra l’altro, tra tutte le sue funzionalità, non ha quella di erogare il resto. E’ davvero un peccato che modelli di ultima generazione, come quelli voluti dall’Am-

ministrazione pubblica, non siano in grado di erogare il resto, costringendo l’automobilista a dover rischiare di vedersi comminare la sanzione solo perché si è dovuto recare presso un esercizio commerciale ad effettuare una conversione o suddivisione in moneta, al fine di adempiere all’obbligo previsto. L’unica ditta ad aver presentato l’offerta, comunque, è stata l’Abaco S.p.A., che si è aggiudicata la gestione dell’aree di sosta a pagamento, oltre alla riscossione delle somme, ed ha impiantato, ovviamente, parcometri Gestopark. Dobbiamo prendere atto che a livello nazionale e locale, vi è un crescente numero di S.p.A. alle quali vengono affidati compiti che vanno dalla riscossione dei tributi alle gestione dei servizi. Tutto questo comporta da un lato un business per le Amministrazioni pubbliche, che, all’occorrenza hanno la possibilità di regalare nomine e posti di lavoro ai propri amici e parenti, e dall’altro una burocratizzazione per il cittadino, che vede allontanarsi sempre più le istituzioni pubbliche. Allora non sarebbe meglio se invece di appaltare servizi, l’Amministrazione pubblica assumesse, previa pubblicazione di bando e opportuna informazione (magari su testate giornalistiche che abbiano un numero congruo di lettori sul territorio), con criteri di meritocrazia, i cittadini? Forse, in questo modo, la forbice tra cittadini e istituzioni pubbliche si ridurrebbe. Antonio Valenza


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università

La contestazione degli studenti contro il progetto di aumento delle tasse placata dalle promesse del Rettore. Cui spetta la prossima mossa

a cura di: Antonio Bolognino, Francesca Cicorella e Ivana Giannuzzi

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Ateneo, protesta sospesa. Per ora U

n disavanzo nel bilancio di oltre 50 milioni di euro dovuto alla cattiva gestione delle risorse finanziarie, la proposta di un taglio ai servizi del 40% e di aumento delle tasse del 25%, la prospettiva di ulteriori riduzioni ai fondi universitari ad opera della legge 133/08: sono questi i motivi che nelle ultime settimane hanno indotto una parte degli studenti dell’Università degli Studi di Bari a mobilitarsi contro il Rettore, Corrado Petrocelli, e l’amministrazione. Per tre settimane gli studenti in protesta hanno occupato la Facoltà di Scienze Politiche e per tredici giorni quella di Matematica, informando e coinvolgendo il resto della comunità studentesca attraverso gruppi di lavoro, cineforum, discussioni, assemblee, referendum, cortei, striscioni e volantini. Malgrado la pubblica dissociazione di alcuni gruppi studenteschi e le divagazioni verificatesi a volte nei temi di discussione, la contestazione ha avuto risvolti costruttivi e non solo simbolici, determinando rallentamenti nell’approvazione del progetto di aumento delle tasse, auspicando

l’allontanamento degli amministratori responsabili della cattiva gestione delle risorse finanziarie e soprattutto elaborando una proposta alternativa di contribuzione che preveda una distribuzione più equa del prelievo fiscale.

Al contempo è stata garantita la didattica, il regolare funzionamento dei servizi di segreteria, vigilanza e ristoro nei luoghi dell’occupazione; il che, insieme all’oggettiva piccola estensione dei locali occupati, suggerisce l’idea più di un’autogestione che di una vera e propria occupazio-

ne. O almeno la suggeriva fino allo scorso 18 maggio, quando il fronte studentesco in protesta, stanco della scarsa considerazione riservata alle proprie richieste da parte dal Rettore, ha occupato il Palazzo Ateneo. Occupazione nel vero senso della parola, questa volta, con ingressi bloccati, lezioni sospese, attività di segreteria annullate e disservizi vari. È durata solo un giorno però, forse per stanchezza, forse per sensibilità nei confronti dei dipendenti dell’Ateneo che proprio quel giorno avrebbero ricevuto gli stipendi, o forse (e più probabilmente) per le aperture e le promesse fatte dal Rettore durante il confronto pubblico con gli studenti che ha concluso la giornata di occupazione. Malgrado la momentanea sospensione degli atti di protesta (continua solo l’attività di informazione), la “minaccia” di nuove forti contestazioni è dietro l’angolo. E nella partita a scacchi fra gli studenti e i vertici dell’amministrazione è al Rettore e ai suoi collaboratori che spetta adesso la prossima mossa.

Tasse, l’altra proposta

Gli universitari protagonisti della protesta chiedono di introdurre più fasce di reddito riducendo gli importi per il 79% dei ragazzi e incrementando i contributi per il 29% più abbiente

L’

attuale sistema di contribuzione universitaria si fonda sull’Indicatore della Situazione Economica Equivalente per l’Università (ISEEU), sulla base del quale si strutturano 5 fasce di reddito, ognuna suddivisa in scaglioni, per le quali è stabilita una contribuzione compresa fra 64,15 e 793,40 euro. L’incremento contributivo per ciascuno scaglione, muovendo dalle fasce più basse a quelle più alte, è progressivamente decrescente. È prevista, poi, un’area esentasse fino agli 8.000 euro di ISEEU. A ciò si aggiunge la tassa d’iscrizione determinata in base al merito, che parte da 245,00 euro. A causa dei problemi di bilancio e dei tagli ai fondi, l’Università degli Studi di Bari ha previsto per il prossimo anno un

aumento del 25% (poco più per i redditi sopra i 25.000 euro) nella contribuzione dovuta dagli iscritti. Gli studenti protagonisti dell’occupazione e delle proteste di queste ultime

settimane hanno però elaborato una proposta alternativa, prevedendo una totale revisione del sistema contributivo e della distribuzione delle progressività: oltre ad un ampliamento dell’area di non tas-

sazione fino ai 13.000 euro, si prospetta una ridefinizione delle fasce di reddito da 5 a 13. Stabilendo un contributo simbolico fino ai 17.000 euro di ISEEU ed un andamento progressivamente più incidente rispetto all’aumentare del reddito, si è calcolato che il 79% degli studenti vedrebbe in questo modo diminuire in maniera più o meno sensibile i propri contributi dovuti e al contempo si avrebbe un aumento del gettito nelle casse universitarie pari a 1.400.000 euro. Vengono proposte anche convenzioni con Guardia di Finanza e CAAF al fine di prevenire false dichiarazioni. L’intera proposta degli studenti è reperibile sul sito: http://nonunodimeno.wordpress.com.


università

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“Il Rettore dovrà mantenere gli impegni” Il punto di vista degli studenti raccontato da Claudio Riccio, senatore accademico e rappresentante dell’associazione Link Bari. Che afferma: “Nessuno dovrà lasciare l’Università per l’aumento delle tasse”.

A

bbiamo intervistato in un caldo pomeriggio di fine maggio Claudio Riccio, esponente dell’associazione studentesca Link Bari, nonché senatore accademico. D. Come è andata la mobilitazione? I risultati sono stati consoni alle aspettative? R. Credo che sia stata un’esperienza inedita, soprattutto per le tipologie di mobilitazione messe in campo, ma anche per la quantità di materiale politico che tutti insieme siamo riusciti a produrre. Quanto ai risultati, possiamo osservare diversi aspetti. Il primo è quello culturale: il fatto che numerosi studenti abbiano passato un mese a discutere di politica è un dato da non sottovalutare. In più si sono poste le basi per continuare la mobilitazione nell’autunno prossimo, dato che ci saranno ulteriori e più pesanti tagli che porteranno numerosi Atenei italiani nella nostra stessa condizione. D. Trovi che la comunità studentesca abbia partecipato in maniera corposa? E come mai una parte era disinteressata all’argomento? R. La consapevolezza rispetto al problema è molto diffusa, tuttavia gli studenti scelgono, se d’accordo, di delegare, di impegnarsi in prima persona o, invece, fregarsene semplicemente. Molti studenti hanno scelto la prima strada, vuoi perché questo è un periodo di esami, ma anche perché impegnarsi in prima persona richiede sacrifici ed impegno. D. Avete proposto agli studenti un referendum. Per quale motivo? R. Riguardo alla nostra idea alternativa in merito di tasse. L’abbiamo fatto per renderci conto se gli studenti apprezzavano o meno la nostra proposta. E la risposta è stata estremamente positiva.

D. Come mai le rappresentanze studentesche non sono riuscite a collaborare tra loro e fare fronte comune nella lotta contro l'aumento delle tasse? R. E’ evidente che c'è chi non condivide l'occupazione e sceglie altre strade. Ognuno fa bene a mettere in atto tutte le forme di mobilitazione che ritiene necessarie per farsi sentire. D. Vi siete presentati come studenti dell’Università degli studi di Bari per non essere tacciati di appartenere ad un preciso schieramento politico, ma nei fatti si capiva che le cose non stavano

proprio così... R. Non si può parlare solo di "aumento delle tasse" ma del perché. Bisogna chiedere all'Università una gestione più razionale delle risorse, tagliare gli sprechi e così via; alla Regione chiedere un finanziamento , al Ministero un ritiro dei tagli e un finanziamento che sia all'altezza dei Paesi europei: per questo la nostra è una battaglia politica. Ma è una battaglia apartitica, perché ha contestato le posizioni morbide tenute dall'opposizione sul ddl Gelmini e sostiene con fermezza che Vendola non ha stanziato ancora un

numero sufficiente di borse di studio. D. Come mai nel giro di pochi anni si è creato un buco di bilancio così ingente? R. E’ mancata una pianificazione pluriennale rispetto alle spese di personale. Una parte consistente del buco di bilancio è dovuto ai tagli, l'altra parte è dovuta al direttore amministrativo, che ha responsabilità legali maggiori del rettore rispetto alla gestione di personale. D. Il rettore ha preso pubblicamente un impegno con gli studenti circa la presa in considerazione dell' "altra proposta". Avete paura che questo impegno possa essere disilluso o raggirato? R. Sono sicuro che il rettore difficilmente potrà venir meno. Poi in che cosa tecnicamente si tradurrà questo impegno è da vedere. Intanto noi stiamo dentro la commissione e l'obbiettivo che ci siamo dati è che non uno studente debba lasciare l'Università a causa dell'aumento delle tasse. D. Docenti e Ricercatori vi hanno sostenuto? R. I ricercatori sono stati molto più vicini alle nostre istanze, al di là di qualche singolo che si è dissociato. Nelle facoltà scientifiche c'è stata molta più attenzione, forse perché la questione della ricerca è più sentita. D. Come hai trovato il rapporto con la stampa e i mezzi di comunicazione? R. Della visibilità non possiamo lamentarci. Ma a volte si è cercato di strumentalizzare la vicenda. Ad esempio alcuni articoli denigravano l'occupazione a Scienze Politiche. Dicevano che aveva comportato un costo maggiore di energia elettrica perché le luci erano accese anche di notte.


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fafe e fogghie, dico la mia

Politici pro ospedale: basta con le farse La protesta, inascoltata dalla Regione e ignorata dai cittadini, non sembra fondarsi su proposte concrete

“O

spedale sì”, “ospedale no”, “ospedale chissenefrega”. Dopo la chiusura estiva di ortopedia e chirurgia, preambolo di un quasi certo prossimo smantellamento dello “Jaja”, queste tre posizioni, in un ipotetico gioco degli abbinamenti, potremmo collegarle alle diverse parti in causa: l’Asl e l’assessorato regionale alla Sanità, i cittadini conversanesi e i politici locali. E allora giocate con noi trovando l’abbinamento esatto. Non c’è nessun premio in palio, però è facilissimo trovare la soluzione. E vabbè, se proprio non vi riesce di trovar capo all’arguto dilemma vi diamo un aiutino. L’espressione oramai logora e consunta “ospedale sì” è dei nostri politici locali. Da quando, nel 2004, Fitto ha cominciato a metter mano allo “Jaja”, subito hanno alzato le barricate. Ma quella volta al loro fianco c’erano anche i cittadini, che non capivano cosa stesse succedendo e che non volevano arrendersi all’idea che l’ospedale perdesse pezzi importanti. Oggi quegli stessi cittadini sono i fidatari della espressione “ospedale chissenefrega”, abbandonando la classe politica locale al proprio stesso logorio. Certo, perché al sindaco, all’assessore, al consigliere, e quasi quasi anche all’usciere del palazzo municipale, fa sempre co-

modo avere un argomento del genere sul quale far vedere che “si sta lavorando alacremente”. Per ridursi poi alla pantomima della protesta, portando il gonfalone nuovo fiammante della città a prendere la frescura del mare in Corso Nazario Sauro a Bari, durante una giunta regionale monotematica proprio sulla sanità. Con quale intento? Essere ricevuti dal presidente e dall’assessore per far valere le proprie ra-

gioni. E il presidente e l’assessore avrebbero mai potuto interrompere l’esposizione della grave “questione sanità” relativa a tutta la Puglia, per ascoltare gli sbadigli rabbiosi dei politici conversanesi? Difatti ogni tentativo di mostrare all’elettorato che si sta alzando la voce, ahiloro, è risultato vano. Perché la gente oramai si è

disaffezionata al nostro ospedale ed ha capito che la questione è tutta politica. E in queste cose non ci vuole entrare. I cittadini sanno che a spadroneggiare negli ospedali sono i direttori delle Asl e i direttori sanitari, troppo spesso pronti a vendersi al miglior offerente, passando sopra le effettive necessità di questo o di quel territorio. E allora, che i nostri politici capiscano i motivi del verdetto “ospedale no”, sussurrato dai nostri amministratori regionali da anni a questa parte. I costi per far fronte all’intero sistema ospedaliero pugliese, come hanno ripetuto sia l’attuale governo regionale che il precedente, vanno oltre le oggettive possibilità economiche esistenti: non si possono avere tutti i reparti in tutti gli ospedali. Dinanzi a un diniego del genere la decisione più intelligente potrebbe consistere in un tavolo di lavoro tra i Sindaci dei Comuni del nostro distretto socio-sanitario per elaborare una soluzione valida per tutti che tenga conto del punto di vista di pazienti ed operatori ospedalieri. Elaborata questa proposta bussino alla porta dell’assessore Fiore. Dal lunedì al venerdì, dalle 10,00 alle 13,00. Almeno ci si potrà vantare di aver fatto qualcosa di concreto. Antonio Lacandela

. . . parola ai lettori Continuate ad inviarci suggerimenti, opinioni, o quello che volete all’indirizzo di posta elettronica:

ilgaliota@alice.it Il 17 giugno Demos ricorda don Vincenzo D’Aprile Giovedì 17 giugno, in piazza XX Settembre a Conversano, l’associazione Demos organizza una manifestazione pubblica per ricordare quella che viene considerata a tutt’oggi la rivoluzione dei conversanesi. I modi innovativi di un giovane sacerdote, la sua capacità di coinvolgere giovani e meno giovani nell’attività della chiesa, il suo sorriso sempre stampato in viso accanto alla sua voglia di non stabilire tariffari di nessun tipo per i

fedeli, le sue messe accompagnate da strumenti musicali diversi, una sua lettera in cui argomentava al vescovo di allora le motivazioni per cui sarebbe stato necessario per la chiesa riflettere e mettere in discussione il celibato dei preti. Tutti elementi che costituirono una vera rivoluzione alla quale parteciparono interi pezzi della città: intellettuali, giovani, anziane signore, tutti accomunati da don Vincenzo D’Aprile. L’associazione Demos porterà in piaz-

za documentazione fotografica, video e testimonianze dirette di chi c’era ed era protagonista, musiche degli anni 70 alle quali sta lavorando un gruppo coordinato dal maestro Pinuccio Montanaro. Tutto questo per ricordare a chi c’era la rivoluzione di quel momento, a chi non c’era che a Conversano in quegli anni si consumò una delle più significative storie della nostra città. Giovedì 17 giugno, in Piazza XX Settembre, ore 20,30.


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aim al ocid ,eihggof e efaf

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In treno con la bici, ci vuol coraggio

Il servizio di mobilità integrata offerto dalle Ferrovie Sud Est, voluto dalla Regione, comporta grandi disagi per i viaggiatori. Che spesso vi rinunciano

I

l viaggio integrato bicicletta-treno è una scommessa della Regione Puglia sperimentata negli scorsi anni di governo Vendola. I nuovi treni acquistati per le Ferrovie Sud Est, infatti, dispongono di apposite strutture per appendere le biciclette. Per usufruire del servizio è necessario farsi rilasciare un apposito biglietto, gratuito, al botteghino. Sembra tutto facile, ma non lo è. Non sempre i treni che effettuano il servizio viaggiatori sono quelli nuovi. Poco male, penseremmo. Quando il treno non è nuovo lo comunica un addetto. Invece no. Il personale di solito non è in grado di rispondere a questa domanda. Quindi ai passeggeri non rimane che restare in agguato ed eventualmente, appena si accorgono che il veicolo in arrivo è quello vecchio, in pochi secondi devono attaccare la bicicletta e correre sul treno. La situazione si fa più complicata se ci si imbatte nel treno vecchio in occasione del viaggio di ritorno. In quel caso gli addetti consigliano: “Aspettate quello successivo”. Noi consigliamo anche di portare un sacco a pelo per passarci la notte. Ma c’è ancora un’altra chicca: se il bot-

teghino è chiuso, il che avviene spesso, non è possibile salire sul treno, vecchio o nuovo che sia, con la bici se non si è dotati dell’apposito biglietto, benché si tratti di un ticket gratuito. Con enormi disagi (specie per il viaggio di ritorno) per que-

gli impavidi viaggiatori che, sprezzanti del pericolo, si ostinano a voler portare con sé la due ruote anche in treno. Non a caso, ad oltre un anno dall’arrivo delle nuove vetture, gli utenti che usufruiscono della mobilità integrata bicicletta-treno sono pochissimi e, generalmente, insoddisfatti. Le soluzioni possibili sono diverse. Sem-

Intercettiamolo

No al ddl che restringe la libertà di informazione La redazione del Galiota dissente fermamente da diversi dei punti che presenta il ddl sulle intercettazioni, in questi giorni all'esame delle Camere. Lo riteniamo, non solo un attacco alla Giustizia, ma anche una grossa restrizione al Diritto di Cronaca e alla Libertà di Informazione, dalla dubbia conformità con la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. Pur confidando nelle annunciate modifiche, non nascondiamo un certo disappunto nei confronti della campagna disinformativa posta in atto da noti personaggi durante il dibattito politico di questi giorni, che rischia di sminuire agli occhi dell’opinione pubblica la gravità di alcune disposizioni contenute nel documento.

plificare le procedure per usufruire del servizio di trasporto delle bici. Fare in modo che tutti i passeggeri possano essere precedentemente informati sul tipo di treno che sta per accompagnarli. Consentire di salire con la bicicletta anche se ad effettuare la corsa è un vecchio treno, attuando adeguamenti alle vetture. Migliorare il servizio offerto dal sito internet con informazioni aggiornate riguardo al tipo di treno che attua un determinato viaggio. A questi interventi si potrebbe aggiungere l’aumento dei posti per il parcheggio biciclette presso le stazioni. E magari, per scongiurare episodi di vandalismo ai danni dei mezzi parcheggiati, denunciati da diversi concittadini, non sarebbe male un maggiore controllo sia da parte dei lavoratori della stazione, sia (perché no?) da parte delle telecamere tanto care ai nostri amministratori. D’altronde, se è giusto tutelare la sicurezza dei monumenti storici (casualmente adiacenti alle case di amministratori e soliti noti), perché non è giusto tutelare anche un luogo come la stazione, soggetta a continui atti di inciviltà? A.M. e R.R.

Soluzione scorso numero


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Vite precarie

rubriche Gabriele Di Palma vite_precarie@anche.no pugliaprecaria.blogspot.com

Inizia questo mese una rubrica sul lavoro precario a Conversano e dintorni. Raccontateci le vostre storie di lavoro nero, orari extralarge e poco rispetto delle norme di sicurezza. Inviate un'e-mail a vite_precarie@anche.no. Le pubblicheremo in questo angolo del giornale e sul blog pugliaprecaria.blogspot.com.

Un’ora di lavoro vale quanto una birra

Storia di A., studentessa universitaria poco più che ventenne, che ha lavorato come cameriera in un locale di Conversano

Estate Estate. I tavolini all'aperto dei bar sono i luoghi ideali per godersi il meritato riposo. I raggi del sole riscaldano gli animi e difficilmente ci sfiora l'idea che un’ora di lavoro del sorridente cameriere possa valere quanto quella birra da 4 euro che tracanniamo in 10 minuti. Raccontiamo in questo numero la storia di A., studentessa universitaria poco più che ventenne che ha fatto parte dell'esercito di giovani braccia in forza alla ristorazione. Dai un dito e si prendono la mano... “Lavoravo in un locale di Conversano che il sabato faceva anche 100120 coperti. In settimana si lavorava poco, ma dipendeva dal tempo, perché è un locale completamente all'aperto. Ho lavorato da maggio ad agosto. Molte volte lavoravo da sola, nel senso che avevo fatto il colloquio col titolare e avevo detto che avevo esperienza. Questo mi ha fregato, perché loro poi mi hanno vista lavorare, hanno visto che ero brava e hanno iniziato a pretendere sempre di più. Durante il colloquio mi avevano proposto 30 euro a serata, dalle 7 di sera fino a un orario che variava dall'1,30 alle 3. Mi dissero: «Iniziamo con 30 euro, poi più in là, quando la stagione sarà più movimentata, vediamo di aumentare qualcosina». Lavorai tre giorni, da sabato a lunedì, e il lunedì sera ho avuto la sorpresa: mi hanno dato 80 euro invece di 90. Beh, si saranno sbagliati, ho pensato”.

... dalla mano al braccio “La settimana dopo, quando sono andata a lavorare, mi sono trovata di nuovo 80 euro per 3 serate. L'ho detto al responsabile, che mi ha risposto: «in settimana non c'è tanto movimento e ti devo dare 20 euro, il fine settimana 30». Piuttosto che stare a casa a girarmi i pollici, accettai. Il

fine settimana capitava che c'era troppo vento e non aprivano e andava a finire che lavoravo solo a 20 euro”. Il contratto nel cassetto “Mi avevano promesso un'assunzione che non c'è mai stata. Avevo portato carta d'identità e codice fiscale. Stavano lì nel cassetto. Mi avevano fatto firmare un contratto a chiamata e, se fosse venuto un

controllo, avrebbero solo messo la data”. La beneficenza al bar “Lavoravamo in 3: io, il responsabile in cucina e un lavapiatti. Al bar nessuno. Quindi facevo sala e bar, per quanto mi riusciva. Il bar lo gestivo io, ma senza fare i cocktail, ché non li so fare. Dovevo fare servizio ai tavoli, ma facevo anche beneficenza per il bar. Il sabato erano 120 coperti al tavolo e 120 al bar! Certe volte stavo pure in cassa”. La grande occasione “Il lavoro è continuato così fino a quando, a fine luglio/inizi agosto, mi propongono di stare lì tutti i giorni. «Ti faccio uno stipendio», mi ha detto il titolare. Lo stipendio, wow, avrò il mese pagato! pensai. «Ti propongo di lavorare tutti i giorni per uno stipendio di 400 euro!», disse il titolare. Diviso per 30 giorni, faceva 13 euro a serata”. Si può dare di più “Sono stata all'estero e solo in Italia c'è il coperto: soldi rubati che il proprietario si mette in tasca. Manco a farlo apposta, ho qui la ricevuta di una pizza mangiata con un'amica: per 2 pizze e 2 bibite abbiamo speso 16 euro e 50. E loro mi volevano dare 13 euro a serata!”. A volte anche meno Ma allora quanto vale 1 ora di lavoro di un cameriere? Da quel che ci ha raccontato A., sembra che in alcuni casi valga addirittura molto, molto meno di una birra.

Privi di comprensione Correte, correte via da dove siete stati persi senz'aria, in una nave distrutta dalla bufera è in balia della tempesta trasportata in acque sempre più agitate e non va da nessuna parte, in nessuna direzione ormai, nel profondo di nessun luogo.

di Antonio Bolognino

Nitore di notte stellata sul Mare aperto del cielo infinito in un movimento di sinfonia concertata e lireggiata solo per noi. di Mareus Sidereus


spinacoteca

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Tintoretto a 7 euro, marketing da 4 soldi

L’incapacità di attuare valide forme di promozione per l’acquisto dei biglietti per Tintoretto e Veronese rivela scarsa conoscenza dell’enorme potenziale economico che possiede la cultura

C

onversano ospiterà sino al 21 luglio un importante appuntamento con l’arte e la cultura, in cooperazione con la città Francese di Lille: la mostra intitolata “Veronese, Tintoretto e la pittura veneta”. L’evento ha come obbiettivo finale quello di creare una fitta rete di scambi culturali tra i paesi membri della U.E. Nel nostro caso lo scambio artistico-culturale sta avvenendo tra la Pinacoteca “Paolo Finoglio” di Conversano e il Palais des BeauxArts di Lille. La mostra d’arte ci accompagna in un fantastico viaggio che parte da Finoglio, attraversa Tintoretto e finisce con Veronese, maestri del ‘500 e ‘600, grandi pittori del periodo rinascimentale. Se si vuol prendere visione di questi capolavori, all’interno delle sale nella Pinacoteca, si dovrà acquistare il biglietto di ingresso al costo di 7.00 euro. Solo a favore degli studenti di Beni Culturali e Architettura è prevista una riduzione. Eppure l’articolo 103 al 1 comma del Codice dei Beni Culturali, stabilisce che “L’accesso agli istituti ed ai luoghi pubbli-

ci della cultura può essere gratuito o a pagamento. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali possono stipulare intese per coordinare l’accesso ad essi”. E soprattutto, al comma 3, dice: “Nei casi di accesso a pagamento, il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali determinano: a) i casi di libero accesso e di ingresso gratuito”. Dunque il Comune poteva stabilire l’in-

gresso gratuito o delle riduzioni per dare la possibilità a quante più persone possibile di fruire del patrimonio culturale e artistico che il nostro Paese ospita e che in buona parte detiene. L’importante contributo che la cultura può dare all’economia dovrebbe essere meglio recepito da parte degli enti pubblici territoriali. Nel 2006, la Commissione Europea, ha incaricato un pool di agenzie, capeggia-

te dalla Kea European Affairs di Bruxelles, di redigere un documento che avesse come obbiettivo ed indagine il rapporto tra economia e cultura, ovvero misurare l’impatto che il settore culturale esercita sulla politica, sulla società e soprattutto sull’economia. La ricerca in oggetto ha dimostrato che la cultura e la creatività rappresentano il vantaggio competitivo per eccellenza. La convinzione che la cultura e l’economia siano legate e che la prima possa essere un volano economico è vera e reale. Per questo il Comune avrebbe fatto bene a stabilire forme di convenzione con associazioni culturali, alberghi, bed and breakfast o gruppi turistici. Oppure promuovere la mostra inserendola in pacchetti turistici o altro, così da investire sulla cultura al fine di ottenere un volume d’affari molto più ampio di quello che rischia di ottenere con semplice la vendita di biglietti. Antonio Valenza

Veronese, Tintoretto e le barriere architettoniche

Ad un mese dall’avvio dell’evento, la Pinacoteca è ancora inaccessibile ai disabili. Ma l’assessore all’urbanistica Bugna assicura che sta rimediando

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onversano, si sa, è città d’arte. Un arte che tocca con lo sguardo tutti quelli che si trovano davanti torri e cattedrali, ma guai a voler andare oltre. La mostra delle opere di Veronese e Tintoretto, cominciata il 9 maggio presso la Pinacoteca sita nel Castello degli Acquaviva, è l’esempio lampante del prestigio culturale che però non tutti possono assaporare. La scalinata di ingresso alla Pinacoteca è poco praticabile, non solo per le signore che coi tacchi a spillo hanno dovuto aggrapparsi a quella pedana per disabili non funzionante ormai da anni, ma per l’appunto anche ai portatori di handicap. L’assessore all’urbanistica, nonché vicesindaco Toni Bugna, ha dichiarato di aver fatto un ordine di servizio alla società che si occupa della manutenzione della pedana in concomitanza con l’apertura

della mostra, e di averla sollecitata qualche giorno fa. Ha aggiunto, inoltre: “Non sap-

piamo quanto tempo ci vorrà, ci auguriamo il meno possibile”. Nonostante la rassicurazione, è difficile negare di trovarsi dinnanzi ad una barriera architettonica che esiste ormai da tempo e che ha penalizzato e penalizza da anni non solo gli interessati alla mostra in questione, ma anche tutti i cittadini disabili che, più semplicemente, desideravano partecipare a incontri e celebrazioni. La mostra è fatta a scale, e se vi capitasse di leggere depliant e giornali che vi dicono il contrario, non abboccate alle provocazioni. Amate la vostra città e attendete speranzosi: la macchina amministrativa disastrosa ereditata dal Guercio delle Puglie prima o poi si consoliderà. Teresa Serripierro


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ambiente

Natura Viva educa all’ambiente

Tante le attività organizzate dalla associazione conversanese presieduta da Marica Mancini

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on lo scopo della salvaguardia e la valorizzazione delle Gravina di Monsignore e dei laghi conversanesi, oltre che del dimenticato parco archeologico di Castiglione, a gennaio scorso si è costituita “Natura Viva”. L’associazione, nata grazie al bando regionale “Principi attivi”, è presieduta da Marica Mancini. “Il nostro progetto – precisa – ha vinto il bando regionale per l’idea di tutela e di valorizzazione del territorio che volevamo esprimere. Oltre che per la volontà di sfruttare le potenzialità ambientali e storico artistiche della nostra terra. È questa la nostra bussola”. “Natura Viva” collabora in maniera molto stretta con WWF e Lagambiente, oltre che con l’Ufficio Ambiente del Comune, il corpo forestale e le guardie venatorie del territorio. E soprattutto non mancano le collaborazioni con le scuole. “Quest’anno – spiega Marica – sono state numerosissime le visite guidate di bambini delle elementari e delle scuole medie, non solo di Conversano, presso i laghi e le lame. Ambienti che apparentemente sembrano disabitati,

ma in realtà sono ricchi di fauna autoctona.” Le visite ai siti archeologici e naturalistici si uniscono a nuove tecniche come la “pet therapy” e il “birdwattching”, che presentano effetti positivi e duraturi, specie sui

ragazzi con maggiori difficoltà, non solo in ambito scolastico, ma anche sociale. E non mancano gli eventi organizzati per gli adulti, come l’escursione dello scorso 9 maggio alla Lama degli uliveti di Monopoli. In più, tra gli obiettivi della associazione c’è la promozione del territorio attraverso laboratori didattici storico-

ambientali sul campo, grazie all’ aiuto di esperti, oltre che mediante il lancio di eventi. Ad esempio “A cena nel Medioevo”, appuntamento realizzato lo scorso gennaio presso una masseria del ‘600, dove tra musica ed atmosfera medioevale si è riscoperta la cucina di una volta. Non mancano le collaborazioni con le altre associazioni (“quelle serie, senza scopo di lucro” dice Marica) per organizzare visite in masserie ed allevamenti di animali in estinzione, che poi vengono liberati nel loro habitat. “Natura Viva” effettua anche vigilanza anti-incendio, in collaborazione con la Guardia Forestale e i Vigili del Fuoco, vigilanza per l’abbandono di rifiuti speciali nelle campagne, vigilanza antibracconaggio e per il rispetto delle leggi sulla fauna locale. Inoltre “Natura Viva” intende organizzare escursioni in vista dell’estate. Chiunque fosse interessato alle iniziative dell’associazione può contattare Marica Mancini al numero 328.0242729 o presso la sede in via Polignano n. 14. Antonio Lacandela

Venite turisti, qui ci sono i laghi!

Avviato un progetto finalizzato a valorizzare le doline carsiche e la Gravina di Monsignore

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avorra, Padula, Petrullo, San Vito, Chienna, Sassano, Vignola, Minuzzi, Agnano e infine quello di Castiglione: i laghi, o meglio le doline carsiche, presenti nel nostro territorio sono proprio tanti e, assieme alla Gravina di Monsignore, rappresentano un importante patrimonio naturalistico per Conversano. Di qui l’idea di puntare sulla valorizzazione paesaggistica per implementare e diversificare l’offerta turistica, senza trascurare la sostenibilità ambientale e il modello turistico a “km 0”. Il progetto, presentato il 4 giugno nell’ambito di un convegno al Castello Aragonese, è finanziato da Provincia di Bari, Regione Puglia e Fondo Sociale Europeo e organizzato dall’organismo di formazione professionale C.N.I.P.A. Puglia, in associazione temporanea d’impresa con l’associa-

zione di promozione sociale Polyxena. Il Comune di Conversano, che ha patrocinato l’iniziativa, metterà a dispo-

sizione alcuni spazi del Castello per lo svolgimento di attività ludico-artistiche indirizzate all’intera cittadinanza. I dieci laghi e la Gravina saranno i punti nodali di un percorso di 40 chilometri

che si articola lungo l’agro conversanese, attraversando la Torre di Castiglione e di Agnano, le masserie storiche e le chiesette rupestri ed imbattendosi nella flora e la fauna tipiche del nostro territorio. L’itinerario, percorribile a piedi o in bici, intende essere accessibile a tutte le fasce di età ed abbinare al piacere dell’eco-turismo una opportuna informazione. Un Infopoint itinerante, allestito in alcune location a Conversano e dintorni, fornirà a cittadini e turisti indicazioni riguardanti la riserva naturale e materiale informativo: brochure, mappe, itinerari ciclopedonali, ecc. Sul sito internet www.infolaghi.it, invece, sarà possibile scaricare alcuni roadbook inediti per vivere e riscoprire le bellezze della riserva naturale dei Laghi e Gravina di Monsignore ogni volta in un modo diverso.


sport

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Vaska stupisce in campo. E pure fuori

Il georgiano salva il Norba dalla retrocessione, entusiasmando tutti. E nella vita privata non smette di sorprendere

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l suo furore agonistico ha permesso al Norba di Di Palma di evitare il baratro della retrocessione. Bravo è stato mister Pierino Sciannamblo a credere in lui, anche se la fiducia inizialmente non era stata ben ripagata. Infatti “Vaska”, come si fa chiamare il georgiano Vassil Maruashvili, ha avuto uno start “diesel”, salvo, però, uscire alla grande alla distanza e realizzare tre mirabili goal nelle finali playout. Taciturno in prima battuta, giocherellone con chi ha confidenza, Vaska spera di poter lavorare in futuro come interprete o ambasciatore. Di sicuro in poco tempo ha imparato molto bene la nostra lingua, e che sia un ragazzo in gamba lo si capisce subito. Ma quello che più di tutto sorprende in lui è la facilità con la quale supera gli avversari sul campo, nonché gli eccezionali numeri che possiede: dribbling secco e pallonetto al portiere. Ha combinato ed alternato per ben tre volte queste fatidiche

Periodico mensile: Anno IV Numero VI Registrazione al Tribunale di Bari: n. 28 del 18/ 07/ 07

mosse, nelle gare playout, mandando in visibilio i compagni di squadra. Se gli chiedi per che squadra di calcio

tifa, potresti rimanerci secco per le risate: “Catania” risponde, col suo vocione cavernicolo! Gli chiedi: “ma come….

Catania???” e lui: “sì, mi piace Mascara, è fortissimo: dribbling, tiro da lontano e da vicino… come si fa a non convocarlo in nazionale?”. E vallo a dire a Lippi, che non convoca manco Cassano! Questa sua passione per la squadra siciliana, però, è stata minata dalla grande Inter di quest’anno. Lo potevi vedere, infatti, fuori dal finestrino dell’auto, la notte della Champions, gridare e festeggiare per la vittoria. “Vassil, ma perché stai festeggiando per l’Inter?”. E Vaska: “Savio, ma chi ha mai visto celebrare per la vittoria di una Coppa Campioni, e dal vivo!!!” Caro “Marasciulo”, come affettuosamente lo chiamano i compagni di squadra per rendere facilmente pronunciabile il suo cognome, ti auguriamo un futuro denso di soddisfazioni sperando che i tuoi goal possano essere messi a segno per le squadre di Conversano! Savio Sacchetti

Direttore Responsabile: Adriana Marchitelli Grafica ed Impaginazione: Vitantonio Coppola L. Editore: Ass. Cult. “U’iose”

Stampa: Grafica Lieggi Redazione: Corso Umberto, 13; Conversano (BA) Chiuso in redazione il: 30 / 05 / 2010


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ilgaliota@alice.it

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