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www.ilfuturista.it supplemento al n째 42

marche mensile indipendente

CHE SPETTACOLO A JESI LA SINISTRA SCONFITTA DOPO 40 ANNI


O si cambia o si muore marco

CATALANI

TREMA LA TERRA IN EMILIA. Da marchigiani, con i ricordi del terremoto del ‘97 ancora bene impressi in mente e nel quarantennale del grande terremoto di Ancona, non possiamo non essere vicini alle popolazioni colpite dal sisma. Chi di noi, sentendo tremare (qui lievemente) la terra, soprattutto nella giornata del 29, non ha rivolto un pensiero di preoccupazione nei confronti dei vicini già provati dalla “botta” di dieci giorni prima. La nostra Protezione Civile, quella regionale e quella composta dai tanti volontari dei gruppi comunali, si è già messa all’opera per dare una mano agli emiliani provati, sfollati a lutto per la perdita di una persona cara. Ma c’è un altro terremoto che ha caratterizzato il mese di maggio. Stiamo parlando di quello politico. Il risultato dei ballottaggi ha ufficializzato ciò che da tempo nell’aria si presagiva. Bastava avere le antenne dritte e ben sintonizzate sull’umore della popolazione per capire ciò che sarebbe emerso dalle urne delle elezioni amministrative. I partiti tradizionali sono al collasso. Gli schemi votati al passato cedono al passo alle nuove idee. A Jesi, dopo 40 anni, la sinistra perde lo scranno più alto del Palazzo, in favore di Massimo Bacci e della sua coalizione di liste civiche a cui anche Futuro e Libertà ha partecipato. Le condizioni del candidato sindaco vincente erano chiare. Via i simboli dei partiti. O non se ne fa niente. Fli ha fatto la sua parte: fiducia nel candidato e nel progetto. Smesso lo scudetto, ha prestato i suoi uomini e le sue risorse per il bene della città. Doveva essere della

partita anche l’Udc ma poi non se n’è fatto niente. Troppo importante, per gli uomini di Casini, tenere alta la bandiera. Il risultato è stato punitivo. Uno striminzito 2% e nessun eletto in consiglio comunale. E che dire del Pdl? In seno ai berluscones c’era anche qualcuno che aveva tentato di proporre l’accoglimento della proposta di Bacci. È stato messo in minoranza. Il Popolo delle Libertà è andato da solo, ha preso un 6,5% ed è rimasto fuori dal parlamentino cittadino. L’esperienza jesina deve essere a questo punto d’esempio per tutti. Il presidente Fini a Pietrasanta lo aveva detto. Movimento, non partito. Rischio, non poltrone. “Rischiare, come abbiamo fatto all’inizio - disse - navighiamo in mare aperto, cerchiamo di capire cosa chiede la società e di rispondere”. Con chi ci sta. Ci è venuto da sorridere (amaro?) quando Casini ha archiviato il Terzo Polo. Quando mai è stato messo in campo? Nella logica del potere decisionale dei territori, ci siamo trovati lo scudo crociato cotto in tutte le salse. A Fabriano (la città di Spacca, di Viventi, dei Merloni) ha vinto in colazioni con Pd e Idv come insegna il Modello Marche che tanto piace al segretario democrat Ucchielli. Ha vinto ma non ha stravinto. E la fascia tricolore sembra più un premio al lavoro del neosindaco Sagramola, vicepresidente uscente della Provincia di Ancona. A Civitanova e Tolentino, andando da solo, è scomparso dai consigli comunali, portando alle dimissioni il segretario provinciale Augusto Ciampechini. A Sant’Elpidio a Mare ha perso appoggiando il candidato del Pd contro il neosindaco Terrenzi (dell’Idv) e a Porto San Giorgio non la lista è stata estromessa dalla competizione per irregolarità riscontrate dal Tar. Dare per morto un progetto che in realtà non è stato mai attuato, ci sembra almeno ingeneroso. Vero che le decisioni non vanno calate dall’alto e che ai territori spetta la decisione finale ma un maggior impegno da parte dei due leader – Fini e Casini – sarebbe auspicabile. In sostanza il voto ha confermato che chi ha ricette nuove viene premiato. Ci vuole tanto a capirlo?●

Terzo Polo addio? Ma se non è mai partito

in questo numero ospitiamo l’intervento di Alessandro Neri, comitato tecnico-scientifico de I Gre delle Marche

IL FUTURISTA MARCHE il futurista marche

In redazione

Massimo Guido Conte, Emanuele Suardi.

Maurizio Grilli, Sergio Solari Anno 1 - numero 5

2

inserto mensile de Il FUTURISTA

Hanno collaborato:

direttore FILIPPO ROSSI

Mario Baldassarri, Guido Guidi, Luca Giordani, Rossella Favi,

ci trovi anche su facebook

REDAZIONE MARCHE

Adriana Staicu, Francesco Gambini,

e twitter@futuristamarche

capo redattore MARCO CATALANI

Valentina Cesarini, Manola Giorgini,

info: ilfuturistamarche@gmail.com


marche chiama italia

macerata e provincia

ancona e provincia

fermo e provincia

pesaro e provincia

ascoli e provincia

PAG 8 IL CASO ERSU DI GUIDO GUIDI rubriche cultura ambiente di Massimo G. Conte

tavole di Emanuele Suardi

giugno 2012

3


D

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ue mesi fa la Corte dei Conti ha detto: “den-

Nella media degli anni 2005-2008, l’economia sommersa

tro” gli 800 miliardi di euro di spesa pubblica

risulta pari al 16,5%, quella illegale pari ad un aggiuntivo 11%.

ci sono 60 miliardi di “corruzione”, “dentro” i

Sempre rispetto al Pil del 2011, si tratterebbe di 260 miliardi di

740 miliardi di euro di tasse “mancano” 120

euro per la prima e di 174 miliardi per la seconda. Totale 434

miliardi di “evasione”. Totale, tra corruzione ed

miliardi, poco meno del 30% del Pil.

evasione, 180 miliardi di euro, cioè l’11,4% rispetto

Questi “numeri” sono asettiche analisi di un organo costituzionale

ai 1.580 miliardi di Pil del 2011. Meno di un mese

della Repubblica e contributi scientifici di coraggiosi studiosi e

fa, quattro economisti (Ardizzi, Petraglia, Piacenza

pertanto vanno relegati ad un dibattito tra “tecnici ed esperti”?

e Turati) hanno pubblicato per la serie Temi di Di-

O al contrario toccano la carne viva della società italiana, ancor

scussione, n.864, della Banca d’Italia, uno studio

di più di fronte alla recessione in atto, a 21 milioni di famiglie in

nel quale stimano le dimensioni dell’economia

difficoltà, a circa 6 milioni di senza lavoro, in gran parte giovani

sommersa (quella cioè fatta per evitare di pagare

e donne, a circa 50mila piccole e medie imprese che rischiano di

tasse e contributi) e dell’economia illegale (quella

chiudere bottega entro 6 mesi? Qui sta il paradosso dell’economia,

cioè che oltre a non pagare tasse e contributi è to-

della società e della politica italiane. Da un lato abbiamo i bisogni

talmente fuori legge, prostituzione e droga incluse).

della gente, dall’altro abbiamo le risorse per produrre e crescere


AI LIBERI DI SPIRITO E AGLI ONESTI DI PENSIERO

un organo costituzionale dello Stato. La politica e l’intera classe dirigente è chiamata a rispondere a quei numeri. Non con slogan buonisti pieni di pie intenzioni, non con le trafile dei quant’altristi, né tantomeno negando la realtà di quei numeri o nascondendo la drammaticità delle condizioni economiche e sociali della gente, come fatto fin qui per troppi anni. L’economia, la società, l’equilibrio tra le generazioni e tra i territori si reggono solo e contestualmente su tre gambe: Rigore finanziario, Crescita economica, Equità sociale. O queste tre gambe stanno contestualmente insieme, oppure nessuna delle tre può stare in piedi. Qui si pone la “madre”di tutte le questioni. Nel 2011 abbiamo avuto 800 miliardi di spesa pubblica, 740 miliardi di entrate e quindi 60 miliardi di deficit che si sono aggiunti al debito esistente a fine 2010. Rispetto al Pil rappresentano rispettivamente quasi il 51% la spesa totale, quasi il 47% le entrate totali e circa il 4% il deficit. Per azzerare il deficit possiamo o aumentare le tasse a 800 miliardi, oppure tagliare la spesa a 740 miliardi, oppure ancora qualunque combinazione tra le due azioni.

di Mario Baldassarri

Nel Documento di Economia e Finanza del 18 aprile scorso, sta scritto che tra il 2011 ed il 2014 (anno in cui faremo sul serio il deficit zero secondo i dati del Def) le tasse aumentano di circa 90 miliardi, dei quali 60 serviranno ad azzerare il deficit e 30 serviranno a finanziare ulteriori aumenti di spesa pubblica, con + 31 miliardi di spesa corrente e -1 miliardo di investimenti pubblici. Questo significa che l’effetto freno sulla crescita economica rischia di ripetere la scena degli scorsi anni del cane che si morde la coda e cioè che la minore crescita allontani e non avvicini l’obiettivo del pareggio di bilancio, introducendo per di più crescenti iniquità sociali. E che si tratterebbe di perseguire apparentemente il rigore finanziario lasciando che quei numeri rimangano nel bilancio pubblico, nell’economia e nella società italiane da qui all’eternità. Cioè senza “toccare” i 60 miliardi di corruzione che stanno ogni anno dentro la spesa pubblica ed i 120 miliardi di evasione che mancano ogni anno dentro le entrate. E questo sarebbe economicamente impraticabile, socialmente insostenibile e politicamente irresponsabile. La necessità di una severa lotta all’evasione poggiata su rigorosi incroci di banche dati e conflitto di interessi con deduzioni da dare alle famiglie ed ai cittadini era alla base del

e quindi per soddisfare al meglio quei bisogni, che non sono solo

Programma di Riforma della Amministrazione Finanziaria, atto

economico-sociali ma anche e soprattutto bisogni di avere “un

presentato 34 anni fa in Parlamento dall’allora ministro delle

progetto di vita” per milioni e milioni di cittadini.

Finanze Malfatti. Nel 1981, il ministro Adreatta inizio la spending

Il cuneo profondo che impedisce di usare al meglio le risorse

review. L’Italia è in recessione, le difficoltà delle famiglie e delle

che abbiamo sostenendo una crescita della produzione e del-

imprese crescono di giorno in giorno, le tensioni sociali aumen-

l’occupazione che consentirebbe di soddisfare al meglio i bisogni

tano. Non c’è più tempo per i giri di valzer mascherati da ap-

di tutti è rappresentato da quei numeri. E a difendere strenua-

profondimenti di analisi, in attesa di chissà che cosa di salvifico

mente e con mille subdole scuse quel cuneo profondo sono im-

possa accadere fuori dall’Italia. Al contrario qualcosa di nuvoloso

pegnate le tante cosche mafiose e non, le tante aree grigie tra

si prospetta in Europa ed anche i segnali di rallentamento della

economia e politica, le tante connivenze trasversali e diffuse

crescita mondiale guidato dalla frenata cinese non lasciano pre-

che fanno sguazzare oltre mezzo milione di italiani, che godono

sagire molto di buono.

di quei numeri a danno degli altri 56 milioni di cittadini, con

Ecco perché occorre smetterla con i troppi Tolomeo degli

oltre 20 milioni di contribuenti onesti. Ecco perché questi

ultimi anni e finalmente navigare con le carte di Copernico. Oc-

numeri non possono essere silenziati e relegati a questioni da

corre cioè una rivoluzione copernicana della politica e della

dibattere tra tecnici o da limitare ad estroverse esternazioni di

società italiane. E non è forse questo che la gente si aspetterebbe

giugno 2012

5


.it

Per una politica liberale, liberista e libertaria. Che non c’è. Perché ci sia.


dalla politica, forse anche per tornare a capire e “sentire” che senza la Polis non c’è democrazia? Occorre capire bene che la gente è sempre più tentata di rifugiarsi nella protesta perché quella protesta propone radici vere e profonde. Il problema è che la protesta non prospetta soluzioni, salvo quello del dissolvimento e del disfacimento putrido dell’intero quadro politico, economico e sociale del paese. È capitato con la Lega tanti anni fa, sembrava capitasse con Idv e Sel fino a poche settimane fa, ora capita con Grillo ed il Movimento Cinque Stelle. Senza risposte forti, sagge, tempestive i risultati delle ultime amministrative non sarebbero però che un piccolo campanello d’allarme. Senza citare i fantasmi neonazisti in Grecia o le snasate all’aria che tira di neo Br a Genova, non è difficile pensare quale situazione di potrebbe prospettare entro la fine dell’anno con un’economia che va giù del -2%, con 400.000 disoccupati in più rispetto e con 50.000 imprese in meno rispetto ad oggi. Quasi per paradosso, avremmo invece motivi veri per essere ottimisti perché tutto, o quasi, è nelle nostre mani, nelle nostre decisioni. I numeri citati all’inizio che bloccano la crescita e soffocano i bisogni della gente (corruzione ed evasione), noi italiani li abbiamo più degli altri… quindi se li aggrediamo abbiamo più risorse degli altri paesi per uscire dalla nostra crisi, per fare cioè sia rigore, sia crescita, sia equità e dare un contributo solido per costruire gli Stati Uniti d’Europa e la nuova Governance Mondiale. L’unica risorsa scarsa e limitata che abbiamo è il “tempo per decidere”. ●

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Una diversa sintonia con la comunità marchigiana: il caso degli Ersu di Guido Guidi

L

a Giunta regionale ha lasciato cadere il progetto di legge con cui

intendeva affidare la gestione degli Ersu, enti regionali per il

diritto allo studio universitario, ad un amministratore unico di nomina della Giunta. Conseguentemente sono stati rinominati gli amministratori dei Consigli dei quattro enti di Urbino, Ancona, Macerata e Camerino. L’idea di snellire, semplificare e migliorare l’amministrazione degli Ersu, anche allo scopo di conseguire risparmi gestionali, resta una priorità. Le modalità con cui la Giunta regionale intendeva conseguire questi esiti non erano però condivisibili e non sono stati condivisi dalla 1° Commissione consigliare che le ha bocciate. Non si è trattato di una battaglia in difesa di mere pulsioni di carattere localistico. Non si è trattato neanche di mere ostilità preconcette alla riforma dell’apparato istituzionale. Ci sono, infatti, oggettive buone ragioni per ritenere che la gestione del diritto allo studio debba restare nella sfera dei Comuni e delle Università. C’è innanzitutto il riconoscimento di un dovere costituzionale, quello sancito dall’art. 118 della Costituzione, secondo cui il riformatore deve preventivamente sempre valutare se le funzioni amministrative possano essere ºben esercitata dai Comuni, prima di attribuirle alla competenza delle province o della stessa regione. In una logica di tipo federativo le Università di Urbino, Ancona, Macerata e Camerino dovranno per forza considerare l’opportunità di sperimentare alcune forme di azione in comune, al fine di valorizzare autonomie ed economie. Ciò non potrà menomare, tuttavia, la sostanziale autonomia degli atenei, che dovrà restare libera nel coltivare le migliori vocazioni. In questo quadro di assetto

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dell’università s’innesta anche l’autonomia degli Ersu, sui quali la

modello partitocratico “localizzato”, la differenza non è tanta. Per

Regione potrà far valere le proprie linee guida nel fissare le prestazioni

questo è auspicabile che la Giunta regionale elabori un nuovo e

e i costi standards, nel semplificare gli apparati amministrativi, nel

diverso progetto di riordino della gestione del diritto allo studio uni-

centralizzare le funzioni di spesa, di controllo e di vigilanza. Per il

versitario, in conformità ai principi di autonomia e sussidiarietà. Le

resto è bene che tutto continui a restare nella sfera (non nelle mani)

recenti tornate elettorali attestano che è ampiamente diffusa nel-

dei Comuni e delle Università. Con una raccomandazione: è utile

l’opinione degli italiani la convinzione che le doti e le qualità

che il ruolo dei partiti sia comunque ridimensionato e tale da

dell’agire partitico siano troppo spesso in contrasto con le comuni

risultare il più leggero possibile. Anche in sintonia con l’attuale

regole dell’agire quotidiano. Ciò attesta che la rottura tra la società

contesto politico è necessario che il sistema dei partiti arretri dalla

civile e il sistema dei partiti è arrivata a uno stadio molto avanzato.

gestione di tutti quegli spazi che l’autonoma iniziativa dei cittadini

Per questo il recupero di una diversa sintonia con la comunità mar-

singoli e associati sa meglio gestire. Oggi, tra il modello istituzionale

chigiana, anche nella riforma dei modelli organizzativi ed istituzionali,

Ersu “centralizzato”, proposto dalla Giunta regionale e il vigente

non è più rinviabile. ●

Il “boom” delle liste civiche caratterizza anche le Marche: crolla il Pdl

semplici ragazzi e ragazze che

futuro non plumbeo e senza

hanno deciso di uscire

speranza, bensì ricco di

dall’ombra e di contribuire

opportunità e migliore dal

di Luca Giordani

efficacemente a risollevare le

punto di vista del sistema

sorti di un sistema politico

paese. E che dire

ormai alla frutta. Un esempio

dell’affermazione di Bacci a Jesi? Il primo comune della

In un clima politico assai teso e

coalizioni di centro-sinistra e

ne è Sergio Solari, 31 anni,

caratterizzato dal vile

un vero e proprio crollo del Pdl

candidato alla carica di

Vallesina, dopo 40 anni, passa

attentato che ha visto

(vincente con una coalizione di

consigliere comunale per la

di mano dai partiti di sinistra

coinvolte delle innocenti

centro-destra solo a

lista civica Polo 3.0 nel

per aprirsi alla novità.

alunne di un istituto femminile

Tolentino). Le liste civiche

comune di Fabriano; con 256

Fondamentale in questo senso

di Brindisi intitolato alla

presenti nei comuni andati al

preferenze è stato il

l’apporto di uomini come

memoria di Francesca Morvillo,

voto hanno rappresentato la

consigliere comunale più

Massaccesi e Santinelli che in

si sono chiuse le elezioni

vera alternativa: semplici

votato, sbaragliando la

tempi non sospetti avevano

comunali su tutto il territorio

cittadini che hanno deciso di

concorrenza di avversari con

abbandonato il Pdl per tentare

nazionale con non poche

rimboccarsi le maniche e di

più anni e più esperienza

nuove strade ma anche di

sorprese. Il cambiamento era

mettere le proprie competenze

politica alle spalle. In un clima

Paolo Cingolani, uscito dal Pd

nell’aria e gli elettori questa

al servizio della cittadinanza,

politico molto teso, dove

in dissenso per la linea tenuta

volta hanno fatto sentire la

cercando di superare le ormai

l’astensione dal voto è

sulla questione Sadam. Segno

propria voce. Stanchi di una

desuete e vetuste pratiche di

aumentata di molti punti

che i tempi sono maturi per

politica ormai ridondante e

una politica poco credibile e

percentuali, giovani come

abbandonare le etichette dei

poco attenta al futuro del

presente solo sotto le elezioni.

Solari stanno rappresentando il

partiti. E che la differenza,

paese, a farla da padrone è

Strade dissestate messe a

vero cambiamento e una

finalmente, la fanno le

stato il Movimento 5 Stelle

posto in poco tempo oppure

speranza per le giovani

persone e le idee.

generazioni di vedere un

sostenuto dal comico genovese

ricchi buffet offerti a margine

Beppe Grillo: per la prima

di un comizio non hanno fatto

volta nella storia della

cambiare idea ad un elettorato

Repubblica Italiana una lista

ormai stanco di promesse non

civica è riuscita ad abbattere il

mantenute e di fatti poco

baluardo dei partiti

concreti da parte di una

tradizionali e a conquistare un

politica in affanno. I risultati

comune come Parma,

sono eloquenti: su 15 comuni

commissariato ormai da tempo

al voto, 11 sono andati a liste

e in una situazione economica

civiche formate da semplici

assai precaria. Anche gli

cittadini vogliosi di riprendersi

elettori marchigiani hanno

in mano in proprio futuro e di

confermato questo trend di

riscattare in brutto cliché che

cambiamento: molte le liste

la politica si è creata in questi

civiche preferite alle

anni di mal gestione della cosa

tradizionali coalizioni, mentre

pubblica. Ma il vero

si è registrato un

cambiamento è stato

ridimensionamento delle

rappresentato dai giovani:

giugno 2012

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Ancona, cercasi opposizione di Rossella Favi

U

n eterno guado. È questa l’impressione che si trae considerando le vicende della giunta anconetana. Tra rimpasti, minacce di crisi e di dimissioni e valzer di poltrone, l’amministrazione “vera” della città sembra essere l’ultimo dei problemi. Il caso più recente? La bocciatura, da parte del revisore dei conti, del bilancio di previsione per il 2012.

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Tutta la storia della giunta Gramillano, insomma, dà la sensazione, all’osservatore esterno e al cittadino, di essere soltanto, o soprattutto, una questione tra addetti ai lavori, che non ha nulla a che fare con la reale gestione della cosa pubblica. Di certo, però, se chi governa lascia l’amaro in bocca, viene da porsi qualche domanda anche sull’operato della minoranza. Sembra infatti impossibile che non vi siano margini, con una maggioranza in tali condizioni, per azioni più incisive, più mirate ed efficaci. Ed il medesimo pensiero, del resto, si era già avuto proprio durante la campagna elettorale del 2009, quando il centrodestra, candidato Giacomo Bugaro, non seppe evidentemente trarre vantaggio dalla crisi in cui il centrosinistra cittadino era precipitato, con le dimissioni del sindaco Fabio Sturani che all’epoca venne indagato per la lottizzazione dell’area del porto di Ancona (vicenda per la quale è stato poi, nell’ottobre 2010, condannato per concussione ad un anno, 9 mesi e dieci giorni di reclusione). Ecco, insomma, di carne al fuoco ce ne sarebbe stata davvero


Fabriano, disagi per chi dona il sangue di Luca Giordani Non ci si può lamentare; il sistema sanitario marchigiano è nel complesso efficiente senza costare una fortuna. Secondo dati del Ministero dell’Economia, la sanità marchigiana è seconda solo alla Lombardia per livello dei servizi erogati, per la disponibilità pro-capite delle risorse finanziarie e per un bilancio solitamente in pareggio. Anche qui però si sta avvertendo l’ombra della scure dei tagli decisi a livello nazionale e di conseguenza dal direttivo sanitario regionale. Scarso reintegro dei medici vicini alla pensione, risorse per la ricerca non sempre sufficienti, liste di attesa che si stanno man mano allungando. Una situazione non critica al momento, ma che potrebbe diventarlo in un futuro molto prossimo se si continua sulla strada delle razionalizzazioni. Effettuare tagli non è certo un male, poiché se fatti con criterio possono snellire la macchina burocratica che gravita attorno al settore, renderla più efficiente di fronte al cittadino contribuente, eliminare spese inutili che come spesso accade possono gravare in maniera importante sulle casse del bilancio regionale. Una sanità più leggera dunque, ma che non deve alleggerirsi dei servizi essenziali e imprescindibili. Cosa

che potrebbe verificarsi ad esempio presso il centro trasfusionale di Fabriano, il quale sta attraversando un una serie di tagli che vanno a gravare direttamente sui donatori. Ora le analisi del sangue complete che danno il via libera alla donazione sono state divise tra centro trasfusionale e laboratorio analisi, creando disagi tra i donatori e una futura inutilizzazione di un macchinario costoso che consentiva l’ottenimento del referto completo in pochi minuti. Una situazione che potrebbe diventare critica in futuro per un distretto trasfusionale che vede più di 3500 donazioni l’anno (di cui molte provenienti da cittadini stranieri). Un gesto di solidarietà importantissimo che rischia di essere ridimensionato e imbrigliato dalla burocrazia dei tagli. Sicuramente il momento poco propizio per la nostra economia non può far altro che “costringere” l’amministratore pubblico ad eliminare il superfluo cercando di essere il più efficiente possibile, ma tagliare non significa rinunciare all’essenziale, bensì essere convinti che un settore come quello della sanità possa rappresentare un’opportunità di crescita scientifica e non solo per l’intero sistema paese.

parecchia. Dal Pdl però nessuno ne seppe approfittare, tanto che quello stesso Pd è tornato ad ottenere la maggioranza, appunto con la vittoria di Gramillano. Ci si chiede, cioè – ammesso che abbia ancora un senso parlare in termini bipolari – quale sia la visione strategica di Ancona da parte di quelli che sono stati negli ultimi anni i due partiti principali sulla scena nazionale, cioè Pd e Pdl. Quali siano i loro programmi. O se sullo sfondo si collochi soltanto una lotta di potere, tra aree politiche e all’interno di ciascuna di esse. Anche ad Ancona, pertanto, potrebbe farsi strada, e rivelarsi vincente nel prossimo futuro, un progetto politico organizzato in termini di lista civica – come dimostra il caso del neo-sindaco Bacci a Jesi alle ultime amministrative. Che si fondi e prenda le mosse dalla società civile ed a questa ritorni. Lasciando finalmente fuori dal governo della città le lotte intestine dei partiti e gli equilibri di potere di schieramenti che hanno ormai fatto il loro tempo. ●

febbraio2012 giugno 2012

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Lisippo conteso con il Getty Museum D’Anna: “Storia che ha dell’incredibile” di Francesco Gambini

N

el grande libro dei beni artistici trafugati c’è una questione

ancora ben lontana dalla conclusione, soprattutto se i con-

tendenti sono il Getty Museum della California e lo Stato Italiano. Oggetto del conflitto è la statua attribuita al greco Lisippo e chiamata, per metonimia, con il nome dello stesso artista. Essa fu ritrovata negli anni ‘60 da pescatori fanesi al largo delle coste marchigiane e, sebbene la legge 1089 del 1939 stabilisca che qualsiasi bene artistico ritrovato sia di proprietà dello Stato, la scultura fu venduta a un collezionista privato di Gubbio. Nel 1977 venne acquistata all’asta dal Getty Museum di Los Angeles per l’allora cifra di 3,98 milioni di dollari. Giancarlo D’Anna, Consigliere della Regione Marche per An nel 2005, dopo un viaggio di piacere negli Usa ha rilanciato la battaglia, che si era spenta, per la restituzione del Lisippo . Con una prima mozione, datata settembre 2005, il consigliere D’Anna chiede di intervenire insieme al Ministero competente con determinazione e sollecitudine “affinché la statua del Lisippo, confinata in un magazzino, possa essere finalmente esposta nel Museo della città di Fano”. Irritazione, quindi, per una scultura che, relegata in un deposito di Los Angeles, avrebbe dato lustro e importanza alla nostra Regione insieme ai declamati Bronzi di Pergola. “Il giovinetto è finito in cantina” titolano i quotidiani locali. Secondo l’allora Consigliere di An, i dirigenti del Getty non possono lasciare imballata la scultura in una cantina mentre la città

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di Fano l’attende da decenni con la speranza di mostrarla orgogliosamente. “Conoscendo la storia del Lisippo - dice D’Anna-, la sua importanza culturale, storica, turistica e gli innumerevoli ma purtroppo vani tentativi fatti per riportare questo capolavoro nella nostra terra, sono rimasto esterrefatto, perché quanto mi è accaduto ha dell’incredibile”. Nel corso degli ultimi anni la Regione Marche chiede espressamente il rientro della statua in Italia ma, come si legge sui giornali statunitensi che hanno seguito l’evolversi della vicenda, il museo ha sempre risposto negativamente e ritenuto infondate le richieste a causa dell’impossibilità di stabilire con precisione il luogo del recupero. Nel 2010 il gip di Pesaro, Lorena Mussoni a seguito di una denuncia fatta dall’Associazione Cento Città, dispone la confisca della statua: è la prima volta che si arriva davanti a un giudice per risolvere una controversia Italia-Usa sulla restituzione di capolavori del nostro patrimonio. Dura la replica dei portavoce del Getty, i quali, facendo ricorso, sostengono di non averlo sottratto poiché “il ritrovamento è avvenuto in acque internazionali”; secondo la difesa, infatti, l’Atleta Vittorioso sarebbe greco e all’epoca il museo lo avrebbe acquistato legittimamente. Gli ultimi sviluppi risalgono a maggio del 2012, quando il nuovo gip di Pesaro, Maurizio Di Palma, respinge il precedente ricorso dell’istituzione culturale californiana. Negli ultimi tempi, tuttavia, gli amministratori fanesi sembrano “insensibili” al fascino della statua, ma D’Anna, attualmente consigliere regionale per il Gruppo Misto, afferma che si tratta di una battaglia morale e che la città, attenta alle esigenze di un turismo culturale, saprà cooperare per il rientro del Lisippo. ●

Marotta, la Berlino dell’Adriatico in cerca di unità

firme depositate in Regione.

ovvero i circa 4mila della

Obiettivo: un secondo

frazione fanese. Marotta

Malarupta, ovvero apologia di

primo fallimentare tentativo di

referendum. Ora la questione,

chiede l’unità amministrativa

una vittoria dimenticata. Era il

staccarsi da Fano e di unire il

ferma in Prima Commissione

per potersi sviluppare

207 a.C. quando i romani

territorio, tramite referendum,

Regionale, verte su chi debba

uniformemente e per

vinsero le truppe di Asdrubale

sotto il Comune di Mondolfo.

esprimersi a favore o contro

governarsi senza fare appello a

tra i fiumi Metauro e Cesano,

Accadeva nel 1981. I marottesi

l’unità: se l’intero Comune di

due giunte distinte, per la

ottenendo così il controllo del

non demordono e nel 2010

Fano (65mila abitanti) o

vittoria dei marottesi.

Mediterraneo. Dell’antica

raccolgono oltre cinquemila

soltanto i cittadini interessati,

Fra.G

Marotta resta solo una lapide: quella che papa Paolo III, nel 1544, fece posizionare sul confine tra le Diocesi di Fano e di Senigallia. Oggi Marotta conta circa dodicimila abitanti divisi in tre Comuni: Mondolfo, Fano, San Costanzo. La lapide è ancora lì, a delimitare il confine tra Mondolfo e Fano, e alla cittadina è valso l’ignominioso appellativo di “Berlino dell’Adriatico” dopo il

giugno 2012

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NON SOLI ma IUS SOLI di Adriana Staicu

su Repubblica che parlava dei bambini stranieri nati in Italia, del fatto che, per la legge, loro non sono cittadini italiani. Mi ha sorpreso molto questa notizia, ho intuito che questo poteva essere un tema interessante da discutere, da portare a conoscenza dell’italiano medio. Io sono, mi ritengo, un italiano medio che non sapeva che non tutte le persone che nascono in Italia sono italiane. Ho iniziato 2 anni fa dopo aver vinto un premio abbastanza consistente per poter iniziare delle produzioni audio visive. Aggiungo un aneddoto che mi ha

“H

o voluto raccontare una Italia nuova con una

molto stupito: volevo coinvolgere qualche politico nelle riprese e

società multiculturale, multietnica, una Italia

così ho cominciato a contattare vari esponenti politici. Un’esperienza

dove le persone non si chiamano più solo Paolo ma

negativa: Pd, Idv, Pdl, nessuno mi ha mai risposto. Tra le varie mail

anche italiani che si chiamano Mahomed o Hu alla

che ho mandato c’è stata anche quella indirizzata al Presidente Fini.

cinese e questo fatto non deve spaventare ne l’italiano

L’unica persona dalla quale non mi aspettavo risposta, e non perché

classico, ne il ragazzo italiano di origine cinese nel

non interessava l’argomento ma per i tanti impegni che aveva. Fini

confronto di un italiano di origine africana o viceversa”.

ha risposto il giorno seguente. La segreteria mi ha fissato un appun-

A parlare è Fred Kwuornu, regista del docufilm “18

tamento per l’intervista. Grazie anche a questa presenza Istituzionale

Ius Soli” durante la proiezione-incontro di Civitanova

e dopo un anno anche all’approvazione del Presidente Napolitano

Marche.

che lo ha visto e in qualche modo ha sottoscritto anche lui questa

Tu sei nato già cittadino italiano anche se le tue origini sono per metà ganesi. Quindi i problemi di tutti i ragazzi del film non li hai avuti. Allora perché hai raccontato le loro storie, quale è l’obiettivo che vuoi raggiungere? Il film è stato prodotto dopo aver letto un articolo

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campagna, mi ha dato tanto coraggio di andare avanti e di essere in seguito anche smaliziato. Il percorso burocratico per la cittadinanza di un bambino nato in Italia da genitori stranieri deve essere diverso di quello di un bambino straniero venuto in Italia da piccolo?


Secondo me ci sono delle differenze. L’obiettivo finale è lo stesso per tutte le persone che vengono in Italia ma proprio perché parliamo di diversità, anche i percorsi devono essere diversi. Le opportunità invece devono essere uguali per tutti. È ovvio che per i bambini nati in Italia o venuti qui prima di aver compiuto 3 anni la strada da percorrere deve essere differente da quella dei ragazzi più grandi. Non per cattiveria ma, chi ha già iniziato un percorso scolastico nei paesi d’origine ha più difficoltà di chi inizia la formazione scolastica in Italia; ci mette più tempo ad imparare la lingua, ad inserirsi nel nuovo contesto scolastico, necessita di più tempo, di più attenzioni da parte dei docenti e quindi è giusto che si abbiano percorsi

Chi è Fred Kuwornu

differenti.

Macerata oltre a tanti comunicati stampa inviati come promemoria. L’esito di tutto ciò è stato

Nel tuo giro per l’Italia hai riscontrato umori vari, sentimenti diversi tra i Giovedì 26 aprile a Senigallia e

pressoché inesistente. A parte un

sabato 28 aprile a Civitanova

“coraggioso” giornale on-

Marche è stato proiettato il film

line,”Vivere Civitanova” che ha

altri. Poi ci sono grosse differenze: quelli arrivati in età più adulta si

documentario “18 ius soli” girato

pubblicato il comunicato relativo

sentono un po’ più esclusi, più a metà, non sanno quale identità as-

dal regista bolognese Fred

all’evento e la partecipazione

sumere e si sentono un po’ come l’immigrato che è già abituato a

Kwuornu. Inizia la sua carriera con

attiva dell’associazione Anolf

vivere nel nostro Paese e quindi non riuscirebbe a tornare a vivere

l’attività d’autore di programmi

Marche, nessuno ha risposto alle

nel suo Paese e allo stesso modo ci sono momenti in cui non

televisivi e realizza format

sollecitazioni. Come ha ben

ragazzi stranieri nati qua e quelli venuti poi? Si sentono tutti uguali? I bambini in generale si vogliono tutti sentire uguali. Anche quelli venuti più tardi vogliono far parte del gruppo, sentirsi uguali agli

vorrebbe vivere nel nostro Paese con le difficoltà che ci possono

televisivi per la Rai e La 7. Nel

sottolineato nel suo intervento il

essere, che incontra quotidianamente. L’ho notato nei ragazzi di 16-

2007 viene scelto dal regista

senatore Mario Baldassarri, la

17 anni che sono arrivati qui in età di 8-9-10 anni. Poi ci sono anche

americano Spike Lee per lavorare

partecipazioni italiana è stata

situazioni paradossali dove i bambini arrivano ha negare le origini

all’interno della crew del film

molto scarsa. L’argomento non è

dei genitori pur di avere “la patente” italiana a tutti i costi per poi

"Miracolo a Sant’ Anna", lavorando

abbastanza popolare? Non paga

arrivare al età di 29-30 ad avere il desiderio di andare a cercare le

al fianco d’attori americani del

subito in termini di immagine? O è

loro origini.

calibro di Derek Luke (Capitan

un problema di terza categoria

Gli italiani come percepiscono questa necessità di dare la cittadinanza agli stranieri? L’italiano medio solo dopo aver visto questo film si rende conto

America, Notorius, Leoni per

che non ci interessa direttamente?

agnelli, Catch a fire), Laz Alonso

Qualunque sia la risposta, è quella

(Avatar, Fast and Furious) , Omar

sbagliata. I figli degli immigrati

dei problemi che incontrano questi ragazzi. La maggior parte sono

Benson Miller ( Csi, Miami, 8

nati o cresciuti in Italia sono

conviti che chi è nato in Italia è anche cittadino Italiano, magari non

Miles), Michael Ealy e la

italiani come noi. In pochi hanno

dalla nascita ma che ci sia un automatismo nell’averla e non sanno

nomination all’Oscar come

sostenuto e partecipato a questo

che comunque ci deve essere una richiesta specifica da parte dei

direttore della fotografia Matthew

bellissimo e proficuo incontro. La

ragazzi al raggiungimento dei 18 anni e non oltre i 19 anni. Comunque

Libatique (Swann, Il cigno nero).

strada è ancora lunga ma non

c’è un ignoranza su questo e di fronte a ciò ci sono delle persone fa-

Vincitore del Premio Mutti, "18 IUS

bisogna arrendersi fino a che tutti

vorevoli a un cambiamento delle regole. La maggior parte sono favo-

SOLI” (durata 50’), ufficialmente

non diventeranno coraggiosi e

revoli a livello umanitario, poi ci sono anche quelli che fanno dei ra-

presentato alla Camera dei

felici di vivere in un’Italia nuova,

gionamenti più pragmatici e allora c’è qualcuno addirittura infastidito

Deputati lo scorso 20 dicembre, è

multietnica, l’Italia di oggi. È

che non ci sia stato fatto prima un intervento a riguardo proprio

il primo documentario grass-roots

paradossale che è italiano “il figlio

perché si rende conto che questo è un problema per l’intero Paese

italiano ad affrontare il tema del

di un genitore cittadino italiano”,

non del singolo ragazzo.". ●

diritto di cittadinanza per chi è

non importa se è nato o vissuto in

nato e cresciuto in Italia da

Italia. Allora la legge riconosce la

genitori immigrati. L’impegno per

cittadinanza anche se quell’

la pubblicizzazione di questi

“italiano” non conosce o non ha

eventi (in particolare quello di

mai visto il proprio Paese e,

Civitanova) è stato massimo: 80

d’altra parte, ne condiziona

inviti postali a varie Associazioni

pesantemente il riconoscimento a

Culturali della Provincia di

coloro che invece ci sono nati e ci

Macerata, altre tanti inviti e-mail

hanno sempre vissuto,

giugno 2012

spediti anche a tutte le televisioni

differenziandosi dagli altri solo per

locali e a tutti i giornali cartacei e

le loro sembianze e, magari, per

on-line, 200 manifesti affissi in

un naturale bilinguismo.

vari Comuni della Provincia di

A.Sta.

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16


“U

na regione al plurale”, “turismo a

dell’imprenditoria turistica fermana consen-

cinque sensi” e “Il sesto senso è

tendole di raggiungere risultati importanti

qui” sono gli slogan istituzionali utilizzati

anche in questa fase delicata per il settore

negli ultimi anni per la promozione turistica

turistico. A questo va ad aggiungersi la

nella nostra regione. I dati del 2011 relativi

recente costituzione dell’Associazione Tem-

agli arrivi e alle presenze hanno registrato

poranea di Scopo “MarkeThink Fermano”

una crescita rispetto all’anno precedente,

(traducibile in marketing pensato per il fer-

con incrementi a due cifre del turismo in-

mano) che dovrà portare alla realizzazione

ternazionale, nonostante la perdurante crisi

di un piano operativo ed integrato a sostegno

economica internazionale. L’Osservatorio

delle attività promozionali, finalizzato ad in-

nazionale del turismo, afferma che le Marche

crementare l’attrattività turistica del territorio

hanno superato anche la Toscana e la Liguria

puntando sulle specificità e sulle eccellenze.

per camere occupate nel mese di agosto

L’intervento ha l’obiettivo di coordinare le

dell’anno scorso.

azione locale) in maniera sistemica affinché

nale del Turismo, la Regione Marche si è

le azioni promosse dai Comuni, dalla Provincia,

presentata quindi forte e motivata da questi

dagli altri enti territoriali siano messe in rete

dati ed intenzionata a mantenere il trend

con le aziende operanti nel settore dell’ospi-

positivo. I dati emersi da specifiche indagini

talità, con il sistema dei servizi per l’accoglienza

di mercato e relativi al I trimestre 2012,

e la fruibilità turistica, con le strutture per

però, registrano una diminuzione delle pre-

l’accoglienza e l’informazione turistica e gli

senze su tutto il territorio marchigiano. i

itinerari tematici di fruizione turistica. Non

dati evidenziano un calo medio delle presenze

va infine dimenticato che sempre dalle terre

del 28,6% rispetto allo stesso periodo del

di questa provincia, la più giovane delle Mar-

2011, un valore che tuttavia permette di

che, si stanno già da tempo raccogliendo i

poter affermare che il comparto nella sua

frutti dell’impegno come l’ennesima ricon-

globalità sta tenendo. Se il comparto turistico

ferma della bandiera blu per Porto San Giorgio,

regionale tiene, è sicuramente merito della

la terza edizione della manifestazione per la

performance dei territori del Fermano dove

consegna degli attestati “Ospitalità Italiana:

la crisi si è sentita proporzionalmente meno

un marchio di qualità per le imprese turistiche”

e pertanto le strutture ricettive hanno regi-

promossa da Unioncamere Marche, Camera

strato un calo solo intorno al 40%.

Turismo nelle Marche, solo Fermo non retrocede di Maurizio Grilli

operazioni promozionali del Gal (Gruppo

Lo scorso febbraio, alla Borsa Internazio-

di Commercio di Fermo, Regione Marche,

Un dato importante che non può passare

Provincia di Fermo, in collaborazione con

inosservato per cui è importante compren-

Isnart (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche)

derne le ragioni anche in considerazione

e che addirittura il nuovo campione del

dell’incidenza della crisi economica avvertita

mondo dei pizzaioli vincitore dell’ "11esimo

in tutta Europa. Il nostro turismo vive anche

Trofeo internazionale Caputo" tenutosi a Na-

e sempre più grazie ai flussi turistici prove-

poli nel mese di maggio è di Ortezzano. È

nienti dal resto dell’Europa. Le indagini con-

evidente che Fermo e la sua provincia non

tenute nel recente rapporto “Attitudes of

lesinano impegno nell’ambito dello sviluppo

Europeans toward Tourism”(gennaio2012)

e dell’innovazione applicati al turismo, e

rilevano l’intenzione sulle destinazioni e

questo non può non indurre a guardare con

sulla tipologia di vacanza per i diversi Paesi

ottimismo all’imminente stagione estiva e

d’Europa, anche in considerazione dell’im-

ancor più al futuro prossimo. ●

patto dell’attuale situazione economica. Nello specifico, tra le intenzioni degli intervistati,

Marcello D’Erasmo, premiato come miglior pizzaiolo del mondo 2012

spicca il 48% rivolto ad una vacanza fatta di riposo e benessere e significativo perciò il trend positivo delle presenze straniere in provincia di Fermo registrato negli ultimi anni (+4,5% degli arrivi e +6,8% delle presenza nel 2010). L’esistenza del Sistema Turistico Locale denominato “Marca Fermana”, oltre che di specifici portali web, possono essere senza dubbio indicati come fattori determinanti per mettere in rete la vivacità

giugno 2012

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Ascoli, l’antenna della discordia di Maurizio Grilli

I

l presidente esecutivo di Telecomitalia Franco Bernabè e il responsabile per la stessa rete nelle Marche, l’ingegner Massimo Bontempi, sotto inchiesta per lesioni colpose ad Ascoli Piceno. Il tutto è cominciato con una denuncia - querela presentata da alcuni residenti che lamentavano un presunto collegamento tra alcune patologie da cui sono affetti e le emissioni elettromagnetiche di una vicina stazione radio base di Telecomitalia, appunto. L’esposto risale al dicembre 2009. I cittadini sottoscriventi lamentavano la rumorosità dell’impianto e la presunta relazione tra l’esposizione al campo magnetico generato dalla stazione e alcune patologie che li affliggevano. Il pm Ettore Picardi

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aveva proposto l’archiviazione, ritenendo non sufficiente la perizia effettuata dal consulente, incaricato dal pm stesso, il quale aveva concluso, nel luglio 2011, per un’elevata probabilità di connessione tra le patologie lamentate e l’esposizione al campo elettromagnetico della stazione radio. Ma i firmatari dell’esposto si sono opposti, sollecitando nuova perizia: l’avvocato Giuseppina Maurizi, legale del gruppo di cittadini ascolani, ha infatti richiesto un supplemento di consulenza con la nomina di altri due periti, tra cui quello incaricato dal Tribunale di Roma per il caso di inquinamento elettromagnetico di Radio Vaticana. Quindi, ora, il procedimento è approdato davanti al gip Carlo Calvaresi: la prima istanza è stata programmata per il 7 giugno 2012. Fin qui i fatti, per un recentissimo ed eclatante caso di elettrosmog registrato nella nostra regione. L’inquinamento diffuso, invisibile, per il quale si fatica a trovare soluzioni efficaci e per il quale sembra impossibile definire chiari limiti di esposizione, forse perché tutti o quasi usiamo un telefono cellulare e magari ci arrabbiamo quando non abbiamo segnale. Nell’ottobre 2011, il Governo Berlusconi, inoltre, in una norma del cosiddetto “decreto sviluppo” ha innalzato quasi del 70% i vecchi limiti per gli impianti di telefonia mobile, motivo per cui oggi è difficile poter parlare di presenza di limitazioni alla diffusione di antenne per la telefonia nei prossimi anni. L’Arpa (l’Agenzia per l’Ambiente) e Ispra (l’Istituto Superiore per la Protezione


e la Ricerca Ambientale) hanno reagito negativamente a questo provvedimento mettendo in rilievo come da più parti (nella ricerca scientifica internazionale) si parli di possibile cancerogenicità delle radiazioni emesse dalle “antenne-ripetitori”. La geomorfologia del territorio nazionale e la competitività tra le aziende gestori di telefonia, attraverso la suddetta deregulation approvata, inducono a delineare scenari nell’immediato futuro per un’abnorme diffusione di impianti per cui è ormai improcrastinabile legiferare per trovare soluzioni e governarne la fenomenale proliferazione. In questo senso potrebbe essere presa in considerazione l’ipotesi di incentivare (anche mediante una determinata moral suasion) gli accordi tra le compagnie telefoniche per “antenne comuni” e da collocare in luoghi lontani dalle abitazioni: operazione sicuramente difficile ma non impossibile. È bene ricordare, a questo punto, che la Regione Marche si è dotata di una

giugno 2012

specifica legge per quanto riguarda l’elettrosmog: la 23 del 2001, sulla quale, all’atto dell’approvazione il giudizio delle associazioni dei consumatori e di vari comitati cittadini era stato favorevole, nel complesso, in virtù dell’accoglimento di alcuni loro punti basilari. L’istallazione poteva avvenire a seguito di rilascio di concessione edilizia, con l’obbligo di potenza pari a massimo 3volt/metro, con l’obbligo per i comuni di adeguare gli strumenti urbanistici e per i gestori di adeguarsi conseguentemente delocalizzando gli impianti dove necessario oltre che dotarli di specifico dispositivo per la limitazione della potenza. A marzo 2012 la notizia che la Regione Marche dovrà pagare oltre 2 milioni di euro alla curatela fallimentare della Sitt srl di Ancona, azienda leader nel settore degli impianti di telecomunicazioni, fallita per colpa della legge regionale sull’elettrosmog del 2001 dichiarata incostituzionale dalla Consulta. Il Tribunale di Ancona con sentenza emessa il

20 gennaio scorso, ha sancito per la prima volta in Italia l’“illecito legislativo”, dando così ”una picconata – secondo l’avv. Andrea Bartolini, della curatela fallimentare – al concetto di irresponsabilità del potere legislativo”. ●

Franco Bernabè

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No Wave di Livia Satriano Gli anni ‘70 sono agli sgoccioli e l’economia mondiale è sull’orlo di una crisi. Ovunque si respira un’aria di instabilità e incertezza. New York, capitale dell’impero americano, è ridotta a un campo di battaglia, è una città travagliata in preda alla malavita e agli scontri. Ma è proprio in questo contesto Crac Edizioni apocalittico che alcuni giovani Pp. 220 riescono a convogliare tutto il nichilismo e l’alienazione di Euro 15,00 un’epoca senza speranze in qualcosa di positivo. Prende così forma la rivoluzione No Wave: un movimento/non movimento musicale, un modo di fare arte, uno stile di vita. Si diffondono nuovi suoni, una nuova estetica ma soprattutto un diverso e innovativo approccio creativo destinato a lasciare il segno su generazioni successive di musicisti. Così come in America, anche in Italia l’alienazione e la disillusione collettiva si dimostrano ottimi incentivi per rifiutare gli stilemi preesistenti e iniziare a sperimentare soluzioni originali. Band ed esperienze artistiche spesso purtroppo dimenticate. No wave is the right way.

Il grande orecchio di Mauro Cortellucci Dichiaratamente autobiografico, il romanzo vive di fuggevoli racconti e vicende apparentemente ordinarie, dall’infanzia alla maturità dell’autore. In realtà quella che viene raccontata è un’epica del quotidiano, in Vydia editore cui ogni evento, dal più diverPp. 206 tente al più drammatico, viene pervaso da una spiriEuro 15,00 tualità tutta personale, indaebook 4,99 gata e perfino teorizzata in una continua oscillazione tra ironia e sacralità. E in questa ricerca si insinua un’entità curiosa, indefinibile, a tratti anche dispettosa e vendicativa come un dio del mito, eppure chiamata a convivere – o coincidere? – con la fede cristiana. Cos’è dunque questo “Grande Orecchio” eternamente vigile e giudicante? Il fato, il destino, una forza divina? O qualcosa che risale dagli abissi più profondi della nostra umanità? L’autore, all’esordio, è il maceratese Marco Cortellucci. Parte del ricavato della vendita de Il Grande Orecchio sarà devoluta all’Anffas Macerata.

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Linfe Romanzo vegetale DI ADRIANA LIBRETTI Vydia editore Pp. 221 Euro 15,00 book euro 4,99

La vita sa essere ordinaria e stravagante, lieta e sconvolgente. Lo sanno bene i protagonisti di questo Linfe - Romanzo vegetale, prigionieri di una tenue monotonia di provincia fatta di piccoli piaceri e malcelate frustrazioni, di misteri e segreti inconfessabili. I punti di vista si accavallano e i destini si incrociano, mentre il racconto procede a ritroso verso una serie di folgoranti rivelazioni e un piccolo mondo sembra pulsare all’unisono, accomunato dallo stesso sangue, dalla stessa “linfa”. L’universo vegetale descritto nel romanzo non è soltanto una metafora: con i suoi infiniti cicli e i suoi silenzi, racchiude una promessa di eternità di fronte alla morte e uno spazio di ascolto per questi personaggi così vicini eppure così soli. La milanese Adriana Libretti ha pubblicato la raccolta di racconti Incontri di stagione, l’epistolario Lettere a un cretino e il romanzo Un dolore senza fissa dimora. È attrice di prosa, cinema e pubblicità, doppiatrice e autrice teatrale. Ha messo in scena suoi pezzi di cabaret allo Zelig di Milano, mentre per la prosa ha scritto e rappresentato Mi parve di sentir cantare (Omaggio ad Anna Maria Ortese). Collabora da anni con il Teatro Alkaest di Milano. Recentemente è stata nelle Marche per promuovere la sua ultima opera. Tra le varie tappe ha toccato anche il capoluogo di regione. Il libro è disponibile in formato cartaceo (librerie, sito, ibs), ebook (www.lulu.com) e audiolibro inciso direttamente dall’autrice. A pubblicarlo è Vydia Editore, una giovane realtà editoriale maceratese nata dalla passione e dal coraggio di Luca Bartoli, con il supporto di Alessandro Seri. Vydia si occupa di poesia, narrativa e saggistica. Ha finora pubblicato per la collana “Licenze”, l’antologia poetica Poesia di strada XIII (della quale ci siamo già occupati in passato su queste pagine) e il saggio-racconto Scuola di poesia di Massimo Sannelli, già vincitore del prestigioso premio letterario spezzino Il Golfo.

Sil novo di Matteo Renzi Stil Novo - La rivoluzione della bellezza tra Dante e Twitter è un saggio in cui l’attuale sindaco di Firenze si racconta, intrecciando la sua visione politica con la storia culturale della città che governa. La storia come magistra vitae, in grado di insegnare molto alla politica contemporanea. Per rinascere, secondo Renzi, può essere utile voltarsi e guardare al passato. È proprio qui, a Rizzoli Firenze, che alla fine del Pp. 192 nacque quel medioevo Euro 15,00 movimento culturale chiamato Rinascimento che portò un grande cambiamento nel modo di vedere le cose, di percepire il mondo e l’uomo. Il Rinascimento come esempio da seguire per quanto riguarda la capacità di investire denaro e sovvenzionare opere. Vennero costruite strutture pubbliche in grado di aiutare i bisognosi. Vigeva nell’opera pubblica come in quella privata, un sistema davvero meritocratico che non tardò a mostrare i propri frutti. Erano le banche a salvare gli Stati, e non viceversa. Le riflessioni di Renzi riguardano soprattutto la necessità di tornare ad una politica sana in grado di fornire nuove idee. È urgente riuscire a ritrovare lo slancio per portare avanti progetti di lungo periodo. Nascono così parallelismi tra Machiavelli e Mario Monti, mentre Dante diventa un modello per la sinistra. Matteo Renzi guarda al futuro proponendo uno Stil novo in grado di cambiare il modo di fare politica, facendo leva sul coinvolgimento delle persone e sulle emozioni. Forse un pò troppo toscano-centrico, ma sicuramente un libro interessante che anticipa le future mosse politiche di un personaggio da seguire.


Il terzo Reich

FUTURO & DIRITTO n.4

di Roberto Bolaño

INTERNAZIONALE a cura di Valentina Cesarini

A CURA DI Era da tempo che non leggevo un Romanzo così pieno, avvincente, mai banale e che ti tiene lì, con quella voglia di non smettere mai di leggere! Veramente consigliato a tutti per riaproppriarci della Lettura... Il romanzo inedito di Roberto Bolaño è il diario di una disfatta e una discesa all’inferno pasAdelphi sando per gli esagoni di un warPp. 324 game da tavolo: Il Terzo Reich. Euro 20,00 Una discesa cadenzata in sibili e tonfi. Sibili del maligno che attraversano il racconto, tonfi della coscienza del protagonista, un giovane tedesco che vagheggia le figure dei leggendari generali della II Guerra mondiale, Rommel, von Manstein, Guderian, e intanto non si avvede del nemico che lo aspetta al varco. Siamo alla fine di un’estate degli anni ‘80, in Costa Brava: Udo Berger arriva all’Hotel del Mar insieme alla giovane fidanzata Ingeborg per una vacanza. È uno di quei giovani uomini minacciati dalla propria leggerezza, che non sanno del Male, dormono bene e si svegliano freschi, non si annoiano mai e accudiscono la minaccia che gli cresce accanto silenziosa.

SpotPolitik di Giovanna Cosenza Che cos’è la SpotPolitik? È la politica che imita il peggio di ciò che fanno certe aziende italiane con la pubblicità. Quella che pensa che per comunicare basti scegliere uno slogan generico, due colori per il logo e e qualche foto per le affissioni. Quella che riduce la comunicazione a uno Laterza spot televisivo, appunto. Pp. 218 Come se comunicare coi citEuro 12,00 tadini fosse solo una questione di estetica superficiale e scelta grafica. La comunicazione, insomma, è un elemento troppo importante per lasciarla in mano agli "esperti". E se non verrà recuperato dalle classi dirigenti la capacità di entrare in relazione con i cittadini cui si rivolgono, di ascoltarli autenticamente, il rischio è che dilaghino i linguaggi più viscerali, propri dell’antipolitica e dei movimenti populisti, i quali ripetono alla pancia di chi accumula frustrazione sempre lo stesso messaggio, che suona più o meno così: «hai ragione, ti capisco, fai bene ad arrabbiarti, continua così».

giugno 2012

MANOLA GIORGINI

La presente rubrica intende fornire a meri fini di critica, discussione e ricerca, brevi estratti dalla stampa estera.

Un riformista di sinistra all’Eliseo Che cosa è l’Imu? Con il D.Lgs 23 del 2011 è stata introdotta la nuova imposta comunale: Imposta MUnicipale propria che ha visto l’applicazione al 01 gennaio 2012, sostituendo per certi versi la vecchia Ici e la componente immobiliare Irpef unitamente alle relative addizionali dovute per gli immobili non locati, tenendo come base imponibile di calcolo quella stessa della vecchia Ici e cioè il valore dell’immobile, vengono, poi, modificati i moltiplicatori assegnati a ciascuna categoria catastale. Le aliquote Imu possono essere fissate da ciascun Comune aumentando o diminuendo l’aliquota ordinaria. Grande novità è però data dal fatto che l’Imu viene applicata a tutti gli immobili residenziali e commerciali, compresi quindi le abitazioni principali e le loro pertinenze ed i soggetti passivi tenuti al pagamento sono i proprietari di immobili ed i titolari di diritti reali di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie. La prima casa, quella di abitazione, può beneficiare di una detrazione fissa di duecento euro, più cinquanta euro per ciascun figlio (fino a 26 anni di età) che compone la famiglia. Certo è che la condizione affinché la casa venga considerata abitazione principale è che il proprietario vi dimori abitualmente e vi risieda anagraficamente. Qualora invece la casa venga concessa a titolo gratuito a parenti, a differenza dell’Ici, non viene considerata come abitazione principale. Per la case date in affitto è previsto un dimezzamento dell’aliquota ordinaria, ma solo a partire dal 2015 – ciascun Comune può comunque deliberare una riduzione fino al 0,4 per cento. Anche per le aree edificabili viene applicata l’Imu, la cui base imponibile viene determinata dal valore di mercato al 01 gennaio dell’anno per il quale si paga l’imposta. La manovra “Salva Italia” del Governo Monti ha introdotto altresì una nuova tassa a carico di coloro che pur residenti in Italia possiedono immobili all’estero, versando un’imposta dello 0.76 per cento del valore dell’immobile. E l’Imu in caso di separazione o divorzio? L’emendamento al decreto legge di semplificazione fiscale prevede che la tassa sarà a carico di chi resta nella casa, chi ha dunque un “diritto di abitazione” anche se non necessariamente ne è proprietario. Scrivi a: giorgini@studiolegalesilvettigiorgini.it

Socialista? Socialdemocratico? Progressista? Il settimo presidente della V Repubblica […] è anzitutto un riformista. François Hollande si proclama “riformista di sinistra” e ciò per lui rappresenta sia un metodo che una strategia. Nel maggio del 2003, al congresso di Digione del partito socialista, il primo dopo l’eliminazione di Lionel Jospin la sera del primo turno delle presidenziali del 2002, il deputato di Corrèze propone il concetto di “riformista di sinistra”. L’uomo della sintesi apre una terza via tra l’ala sinistra del PS che, riunita un tempo attorno a Jean-Luc Mélanchon, si considera l’erede radicale di una prima sinistra statista, e gli amici di Dominique Strauss-Kahn e di Laurent Fabius che riuniscono i fedeli della seconda sinistra dietro lo stendardo della modernità. Attraverso il suo “socialismo della realtà”, François Hollande delinea una terza sinistra, che considera come la risposta “adeguata sia per assumere la nostra identità”, sia per stabilire la linea strategica, nonché per segnare il rinnovamento”. Durata, metodo e rinnovamento del pensiero sono le parole chiave di questo “riformismo di sinistra”, dell’“hollandismo”. Per François Hollande, l’obiettivo è “promuovere la democrazia del successo, in cui il collettivo che rappresenta la nazione consenta la promozione dell’individuo e in cui il successo di ognuno contribuisca ai risultati del Paese”. Il suo metodo risiede nell’arte di governare. Rifiutando di essere, come Nicolas Sarkozy, un “iperpresidente”, Hollande intende “stabilire le priorità” e lasciare che il primo ministro governi, il Parlamento legiferi e i corpi intermedi facciano sentire la voce della società civile. “Credo nella democrazia sociale”, ha dichiarato il nuovo presidente nel suo discorso di insediamento, martedì 15 maggio, davanti ai rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro, invitati per la prima volta alla cerimonia. Il nuovo presidente vuole ripensare le riforme, combinando “la durata con l’equità, la sicurezza con l’equità”. “Nessuna conquista è perenne”, scrive nel 2009, “ma è possibile rinunciarvi in funzione di un nuovo equilibrio, di un nuovo patto generazionale, di una nuova stabilità. Ciò che ostacola le riforme sono i difetti della giustizia e la mancanza di visione”. Estratto da “Un réformiste de gauche à l’Elysée” di Michel Noblecourt, pubblicato su www.lemonde.fr il 16 maggio 2012

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Adriatico allarme pesce Massimo G.

CONTE

ORDIGNI A BASE DI IPRITE, arsenico e molti altri aggressivi chimici minacciano l’ambiente marino. In alcuni casi questi composti sono conservati in bidoni adagiati sui fondali marini e corrodendosi rilasciano il loro carico tossico letale. Dagli studi su 232 pescatori pugliesi, del professor Giorgio Assennato, emergono anche alterazioni genetiche e cromosomiche. È il sistema respiratorio ad accusare i sintomi più evidenti d’intossicazione con risvolti anche gravi fino a provocare tumori e morte per insufficienza respiratoria. Oltre ai danni per l’uomo sono da mettere in conto le conseguenze, gravissime, per l’ambiente marino: su alcuni campioni sottoposti a quattro diverse metodologie d’analisi emerge la sussistenza di danni per gli ecosistemi marini determinati da inquinanti persistenti rilasciati dai residuati corrosi (fonte Icram). Cosa significa tutto questo? Che i pesci dell’Adriatico, spiega Ezio Amato, sono soggetti all’insorgenza di tumori, danni all’apparato riproduttivo e mutazioni genetiche e, consentendone la pesca questi pesci finiscono sulle nostre tavole con danni alla salute non ancora stimati. La Marina militare aveva annunciato la bonifica, promessa da vari governi ma nulla è stato fatto mentre, chi lavora in mare, ci rimette la vita. Come per esempio i tre pescatori del peschereccio Rita Evelin affondato senza motivo dinanzi alla costa marchigiana. Era il 2006, ed ancora, tutto tace in archivi secretati. L’area dell’incidente poi, casualmente coincide con

una delle 24 zone individuate in cui sono stati abbandonati gli ordigni della Nato ai tempi dei bombardamenti sulla Bosnia Herzegovina e sul Kosovo. Ma è nel basso Adriatico che si registra la maggiore concentrazione di questi ordigni. A Molfetta, in un raggio di 500 metri dalla riva di Torre Gavettone, i sub della Marina militare ne hanno catalogati ben 110.000. Nel 2004, in un’interrogazione al Governo da parte del sen. Franco Danieli, è menzionata la presenza nell’Adriatico di residuati chimici della seconda guerra mondiale di produzione Usa proibiti dalla Convenzione di Ginevra e soprattutto di bombe a grappolo del tipo Blu-27 e proiettili all’uranio impoverito. Il 25 maggio 1999, con la deliberazione 239, il Consiglio regionale delle Marche prendeva atto che in questo ultimo periodo è continuato lo sganciamento di bombe da parte di aerei Nato nell’Adriatico, anche a ridosso della costa marchigiana. Queste sono alcune delle menzioni del problema a livello istituzionale che non hanno sortito, però, alcun esito. Intanto gli incidenti si susseguono e nel 2006, tra le Marche e l’Abruzzo, affondano i pescherecci Vito Padre e Maria Cristina. Altre tre le vittime. Da segnalare, infine, nei paraggi delle piattaforme metanifere della raffineria Api di Falconara, l’affondamento di tre ordigni a grappolo e di una decina di bombe a guida laser, lunghe quasi tre metri e mezzo e pesanti una tonnellata. Scaricare in mare gli ordigni viola la Convenzione di Barcellona, secondo cui il rilascio di tali materiali, in situazioni accidentali o emergenziali, devono comportare azioni di recupero e bonifica delle aree interessate. Azioni di risanamento mai affrontate seriamente. Questa non volontà di rimediare a tali sciagure diventa inaccettabile quando si apprende che verranno acquistati ben 131 cacciabombardieri F35 per un importo di 14 miliardi di Euro. Fino a che punto atti criminali del genere rimarranno senza colpevoli? La natura, dal canto suo, si è dimostrata fin troppo generosa ed è tempo che l’uomo espanda la propria coscienza e comprenda ciò che lo circonda se vuole continuare ad esserne parte integrante. ●

Spazio a Neri, tecnico-scientifico de I Gre delle Marche

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Armatevi di pesce e scarpetta: ecco il Brodetto

IL BRODETTO NASCE dalle dalle comunità di pescatori. Quando non sempre il pranzo o la cena erano previsti la gente escogitava un modo di

emanuele

SUARDI

sfruttare tutte specie di pesce ricche di spine che non avrebbero avuto mercato perchè poco pregiate, ma non meno cariche di sapore. La leggenda narra che le varietà da cuocere sarebbero dovute essere 13, una in più rispetto agli apostoli nell’ultima cena, in quanto nessuno avrebbe rispecchiato Giuda. È importante sottolineare che il brodetto è considerato piatto unico. Con lo scorrere degli anni la ricetta si è evoluta grazie anche alla sempre più pressante richiesta di pesce pregiato. È per questo che ogni cuoco interpreta la ricetta aggiungendo anche qualità ittiche che di povero hanno ben poco. Chissà che questa crisi non ci riporti indietro nel tempo e ci faccia riscoprire i veri sapori, autentici e genuini dei nostri nonni. Elencherò alcune specie di pesce che generalmente uso nel mio brodetto. Ovviamente andranno scelte a seconda del vostro gusto, della reperibilità sul mercato e delle stagioni: sogliole, mormore, san pietro, razza, rana pescatrice, branzino, orata, pagello, scorfano, pesce ragno, rombo, sarago, palombo, dentice, seppia, polipo, calamari, canocchie, cozze, vongole, sardoncini, merluzzi. INGREDIENTI PER 4 PERSONE Un bicchiere di olio extra vergine di oliva, una cipolla, 2 spicchi di aglio, mezzo bicchiere di aceto di vino bianco, una bella presa di prezzemolo tritato, 400 gr di pomodori pelati, pane raffermo affettato a volontà, sale-pepe-peperoncino q.b. PROCEDIMENTO: Squamate ed eviscerate il pesce, lavandolo accuratamente. Tagliate via le varie pinne dorsali, le teste e le code, così non si staccheranno durante la cottura. Con questi scarti preparate a parte un brodo di pesce, aggiungendo qualche pezzetto di sedano, carota, cipolla, una patata e prezzemolo. Tritate grossolanamente la cipolla e mettetela a rosolare nell’olio con gli spicchi d’aglio e il peperoncino. Quando il soffritto risulterà ben dorato, aggiungete il prezzemolo e l’aceto che lascerete evaporare per qualche secondo. L’aceto conferisce al brodetto un sapore deciso e serve anche a rendere più resistente il pesce alla cottura. Ora aggiungete i pelati, che frantumerete con le mani, lasciate prendere il bollore per qualche minuto, versate il brodo di pesce, salate e pepate a vostro piacimento. Attendete che riprenda il bollore, l’esecuzione e la difficoltà di questo piatto inizia adesso, l’abilità sta nel conoscere le varie specie ed intuire i loro tempi di cottura, le seppie e i calamari andranno aggiunti subito e solo quando risulteranno

quasi cotti si procederà alle altre specie, tenendo conto delle dimensioni, della tenerezza e consistenza delle carni. Dopo le seppie sarà la volta delle spigole, le mormore o simili, poi le sogliole ed infine i crostacei ed i molluschi, avendo cura di coprire il tegame con un coperchio ogni volta, onde evitare l’eccessiva evaporazione del sugo. Se necessita,potrete aggiungere ancora brodo mano a mano. Il colore dovrà risultare dorato, il profumo intenso e il sapore deciso ma gradevole. È buona norma cucinarlo nella terra cotta. Prima di servire, un generoso filo di olio extra vergine a crudo. Assolutamente obbligatoria sarà la scarpetta, con il pane. Armarsi di pazienza, per quanto riguarda le spine e di un valido tovagliolo per evitare eventuali macchie nella camicia, anche se a quei tempi, non era di grande importanza. ●

Con la crisi riscopriamo il pesce povero

giugno 2012

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il futurista marche - 5