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CONTRACT & HOSPITALITY

Spring | Summer

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EUR 35.00 | USD 45.00 | www.ifdm.it

CONTRACT & HOSPITALITY

Primavera | Estate


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CONTRACT& HOSPITALITY

CONTENUTI

IFDM IL FOGLIO DEL MOBILE

Color stories 16

ANNO X

Le sfumature delle relazioni nei color trend 2017

Intervista PEOPLE Gilles & Boissier

22

L’interior senza compromessi, sospeso tra colpi di fulmine e codici dell’ospitalità

MANAGING EDITOR Matteo De Bartolomeis matteo@ifdm.it

Four Seasons Bahrain Tra cielo e terra l’ospitalità si fa spettacolo

Hilton Amsterdam Airport Schiphol

38

Il Dutch Touch in un contesto internazionale

The Ritz-Carlton Residences

50

22

WONDER 10

New York | 520 West 28th | Zaha Hadid

12

Milano | Mudec | David Chipperfield

14

Barcellona | H10 Cubik | Lázaro Rosa-Violán

46

Qinhuangdao | Seashore Library | Vector Architects

48

Milano | Bar Luce | Wes Anderson

60

70

Un’oasi di pace e vegetazione a Marrakech

Da un passato industriale a un presente 2.0

The South Beach Hotel Singapore

74

H. I. P. Highly Individualised Places a Singapore

Ikeda per la Pace Milano

80

Kaikan, un moderno castello fra colture e culture

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COLLABORATORS Alessandra Bergamini, Alessandro Bignami, Valentina Costa, Rachele Frigerio, Clara Villa PR & COMMUNICATION Marta Ballabio marketing@ifdm.it

WEB EDITOR Simona Marcora web@ifdm.it TRANSLATIONS Trans-Edit Group - Italy ADVERTISING Marble Studio/ADV Tel. +39 0362 551455 info@ifdm.it CLOSED BY THE EDITORIAL STAFF 17th March 2016

Palazzo Versace Dubai

130 Muiden | CF8 | Sea Level Yacht Design

EDITOR Veronica Orsi redazione@ifdm.it

GRAPHIC DEPARTMENT Sara Battistutta grafica@ifdm.it

Epidemic Sound Stoccolma

104 Bangkok | Authors’ Lounge | Mandarin Oriental

& Engineering

Evoluzione smart

Mandarin Oriental Marrakech

102 New York | The Met Breuer | Marcel Breuer 106 Singapore | ParkRoyal on Pickering | Woha

Un approccio europeo ridisegna il dinamismo progettuale di Miami

Royal Duch Gazelle Dieren, Netherlands

56

etatsE | arevamirP EDITOR-IN-CHIEF Paolo Bleve bleve@ifdm.it

Projects review 28

03

CONTRACT&HOSPITALITY

Il lusso è una vocazione

OWNER AND PUBLISHER Marble Studio

60

HEAD OFFICE AND ADMINISTRATION Via Milano, 39 20821 - Meda, Italy Tel. +39 0362 551455 Fax +39 0362 650276 www.ifdm.it PRINTED BY Elcograf Spa - Verona, Italy Authorization of the Court of Milan n. 101 of March 02nd 2010 All rights reserved. No part of this publication may be reproduced, stored in a retrieval system or transmitted in any form or by any means, electronic, mechanical, photocopying, recording or otherwise, without the prior written permission of the copyright owner. A record and picture file is available at Marble Studio’s.

4 | IFDM


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CONTRACT& HOSPITALITY

Let’s keep in touch!

CONTENUTI

facebook.com/ifdmilfogliodelmobile twitter.com/fogliodelmobile instagram.com/ifdmsocial pinterest.com/ifdm

Kameha Grand Zurich Hotel

88

L’estro di Wanders fatto a hotel

Pisa Orologeria Milano

96

Il tempio dell’orologeria

Yurbban Trafalgar Barcellona

98

Su misura della Generazione Y

Villa René Lalique Wingen-sur-Moder, Francia

108 La nuova vita di Villa René Lalique The View Lugano

114 The View, un gioiello di ricettività a Lugano Villa Gallici Aix-en-Provence, Francia

120 Il benessere circolare tra sapori e profumi Michelberger Hotel Friedrichshain, Berlino

124 La casa/suite a incastro Prizeotel Hannover

88

126 Prizeotel Hannover, l’energia del colore e delle forme

Monitor 133 Un’ampia rassegna dei maggiori progetti internazionali

Design inspirations 173 Una selezione dei prodotti più innovativi per il settore contract firmati dai brand internazionali

NEXT IN THE WORLD

192 Progetti su larga scala in costruzione

70

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EDITORIALE

Be a Wonder PAOLO BLEVE | Editor-in-chief

C

he sia un progetto, un prodotto, un’architettura, una fornitura, un piccolo hotel, un nuovo headquarter o la realizzazione più “impressive” dell’ultimo periodo, sarà sempre il benvenuto tra le pagine dei Contract & Hospitality Book de IFDM. L’importante è essere Wonder. IFDM, forte della sua dinamicità e continua evoluzione, segna con questo book un nuovo riferimento per il mondo dell’hospitality. Dal DNA che contraddistingue IFDM, nasce un progetto editoriale che amplifica il desiderio di mantenere viva la relazione tra architetti, progettisti, interior designer e decision makers internazionali che contaminano con il proprio stile e impronta le strutture dei più importanti brand dell’hotellerie. Un’alchimia che coinvolge di continuo i major palyer del design per la fornitura degli arredi, rivestimenti e decorazioni. Lo vedremo nell’intervista esclusiva a Gilles&Boissier, registi di recenti progetti come il Mandarin Oriental di Marrakech, il Bacarat Hotel di New York o il Chess Hotel di Parigi che però vi presenteremo nell’edizione di Settembre. Contenuti inediti per uno sguardo da vicino alle nuove interpretazioni dell’ospitalità, dove le catene alberghiere continuano a investire nel rinnovare le proprie strutture, dare il via ai nuovi progetti con l’obiettivo di conquistare quote di mercato e di gradimento dai viaggiatori smart, chiamati oggi Millenials, fino agli amanti del lusso e del comfort più esclusivo.

L’inizio di un progetto prevede sempre una “copertina”. La nostra è Rosa Quartz. Certamente Wonder ma non solo. Il colore è il primo fattore che determina una reazione attrattiva può generare un’aspettativa così come può suscitare curiosità. Fino a determinare una tendenza quando influenzata dagli atteggiamenti, dalle abitudini quotidiane, cambiamenti economici, tecnologici e a volte anche affettivi dei cittadini del pianeta. Questo affascinante tema è protagonista all’interno dei contenuti dei due Book semestrali. Grazie alla collaborazione con ColorWorks e Clariant, presenteremo gli annual forecast che annunciano le tendenze sul colore per il futuro. Sono quattro le storie raccontate da Judith Van Vliet e pubblicate nella collezione Primavera-Estate di Marzo e Autunno-Inverno di Settembre de IFDM Contract&Hospitality Book, che annunciano i Trend Color 2017.

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WONDER. NEW YORK | 520 WEST 28TH | ZAHA HADID Il primo complesso residenziale a New York disegnato da Zaha Hadid si sviluppa attorno alla High Line. Le organiche curve del building e i suoi motivi geometrici sulle facciate esterne creano generosi

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© Hayes Davidson

spazi outdoor e accrescono la privacy tra le residenze, unendo e separando allo stesso tempo l’interno e l’esterno. Con i suoi 11 piani, ospiterà 39 appartamenti.

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WONDER. MILANO | MUDEC | DAVID CHIPPERFIELD

© OskardaRiz

Nasce da un’operazione di recupero industriale nell’area dell’ex fabbrica Ansaldo, per diventare punto di riferimento per la ricerca e la divulgazione della creatività e dell'arte proveniente da tutti i continenti.

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WONDER. BARCELLONA | H10 CUBIK | LÁZARO ROSA-VIOLÁN Un gioco di forme geometriche caratterizza il restyling della facciata dell’H10 Cubik. Un richiamo allo stile architettonico in voga nella metà del XX secolo, che diventa anche leitmotiv della decorazione interna, curata da Lázaro Rosa-Violán, tra varietà di forme ed elementi ornamentali futuristi dai colori puri.

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CONTRACT& HOSPITALITY

Trend

COLOR STORIES

Le sfumature delle relazioni nei color trend 2017 Un esclusivo incontro con Judith Van Vliet, esperta mondiale di trend sul colore, per scoprire i colori che detteranno moda nel 2017 e il procedimento da cui hanno origine

R

osa. L’avete notata, la copertina? Abbiamo avvolto il Book Contract&Hospitality di una coperta rosa. Non una nuance qualunque, bensì Rose Quartz. Non è un caso che il ColorForward 2016 conteneva tre nuance rosa nella sua palette. Lasciatemi spiegare. Stiamo parlando di tendenze, e nello specifico di trend legati all’universo colore: un aspetto di primissimo piano nel procedimento di product design. L’importanza della tonalità giusta - e quale sia quella definibile “giusta” lo vedremo tra poco - condiziona la percezione che si ha di un prodotto, il messaggio che intende comunicare, gli effetti positivi che può determinare. Ma l’incoronazione di uno o più colori a trendsetter è solo il risultato di un lungo processo di indagine e analisi che avviene molto prima - almeno due anni - attingendo da quel motore di ricerca che è il mondo nella sua totalità di innovazioni e attitudini. Ne deriva che i colori che faranno tendenza nel 2017 sono già stati identificati. E noi li conosciamo. È un’esperta mondiale del settore a svelarceli in anteprima: Judith Van Vliet, Designer di ColorWorks Europe/IMEA (branch unit di Plastic&Coatings di 16 | IFDM

Clariant) e Vice Presidente PR&Comunicazione di Color Marketing Group. Prima di condividerli con voi, però, occorre fare un passo indietro per comprendere come si arrivi a determinare questa palette di colori. Sì, al plurale, perché i trend color identificati da ColorWorks sono ben 20, che prendono vita da quattro Storie distinte. Gli artefici di questi “racconti” sono i referenti dei cinque Centri ColorWorks del mondo - San Paolo per l’America Latina, Chicago per l’America del Nord, Merate per l’Europa e l’Imea, Taiwan e Singapore per l’Asia Pacifica - che ogni anno si incontrano per un workshop di cinque giorni il cui risultato è il ColorForward, la loro color forecasting guide. Quattro Storie, ognuna identificata e tradotta in 5 colori, ne definiscono il contenuto; Storie che sono il punto di convergenza di un lavoro di ricerca che spazia a 360° in tutto ciò che è lifestyle e innovazione, e in primis movimenti sociali emergenti a livello globale con eccezione di religione e politica. «Ci siamo riuniti lo scorso settembre a Chicago per discutere i trend del 2017, ma il lavoro è iniziato mesi prima, partecipando a conferenze riguardo l’innovazione e le nuove tecno-

Autore: Veronica Orsi


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CONTRACT& HOSPITALITY

COLOR STORIES

Trend

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CONTRACT& HOSPITALITY

logie, seguendo trendhunter dei più vari ambiti, visitando le grandi città dove assaporare non tanto le aree commerciali, ma gli spazi in via di sviluppo; osserviamo tantissimo i giovani, perché sono il futuro e soprattutto perché sono nati in un momento di crescita della tecnologia tali da essere in grado di adattarsi ai cambiamenti come noi non potremmo mai fare», ci racconta Judith. C’è una forte democraticità del processo: di tutti i report portati all’attenzione dai vari centri ColorWorks, solo quattro diventano una Storia, quindi una tendenza, ma tutte le Regioni devono

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COLOR STORIES

identificarsi - chi più, chi meno - in essa. Si arriva così al momento fantasiosamente creativo, la scelta dei colori. «A seconda della tendenza che emerge, vi attribuiamo cinque colorazioni che la traducano al meglio. È certamente un’operazione emotiva ed emozionale, ma garantita dalle nostre professionalità con 11 anni e più d’esperienza nel settore». E le statistiche danno loro ragione, con una media del 75% di conferma rispetto alle previsioni, che negli ultimi due anni raggiunge anche l’85% circa.

Trend

ColorForward La color forecasting guide realizzata da ColorWorks a seguito del workshop di Chicago nel 2015


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CONTRACT& HOSPITALITY

COLOR STORIES

PRIMA STORIA.

Color trend 2017

The last taboo

Chicago blues

This side up

Einsamkeit isn’t right

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Hug the duck

DELONELINATION

Il nome è già identificativo di ciò che rispecchia: quella sempre più diffusa sensazione di solitudine che pervade senza confini geografici il mondo. La tecnologia può essere – paradossalmente - una delle cause, creando distanze, isolamento, difficoltà di interazione. Si lavora sempre più a lungo, si vive maggiormente da soli. Marketers in Asia, Europa e USA stanno iniziando a mostrare le prime risposte a questi segnali. I colori, tutti abbinati a un nome simbolico, raccontano questo senso di solitudine e fragilità: «Il beige The side up, il colore della porcellana, della fragilità delle persone che si sentono sole; il rosa opaco The Last taboo rappresenta l’ansia di parlare della solitudine; il blu scuro Chicago Blues, legato al mondo ambiguo della privacy - spiega Judith - Ma ci sono anche colori caldi come il marrone e l’arancione, che abbiamo chiamato Einsamkeit isn’t right e Hug the Duck, che rappresentano le soluzioni al problema, quel desiderio di calore e intimità, che possono farci sentire a nostro agio. Questi declinati su materiali soft come il camoscio, che ora sta tornando tantissimo, o il velluto, trasmettono il giusto senso di comfort».

Trend


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CONTRACT& HOSPITALITY

Trend

COLOR STORIES

SECONDA STORIA.

NEBULOVE

Un’esplosione di colori. Nasce dall’analisi di una tendenza ancora ai primi sentori, ma certamente importante, soprattutto in aree come l’America Latina e l’Europa. La sfera è quella dei rapporti relazionali, oggi particolarmente variegata: le relazioni possono essere aperte, monogame, monogame seriali, poliamorose (polyamorous), conviventi; ma si può parlare anche di “solo amici” o perfino “felicemente single”. L’importanza risiede nel fatto che si cercano esperienze e sensazioni più profonde di quelle tradizionalmente convenzionali. Prendiamo il poliamore, ossia l’amore consensuale tra più adulti, che oggi coinvolge il 4/5% delle relazioni, ossia 10/12 milioni di persone. O la “singletudine” oggi celebrata con una giornata ad essa universalmente dedicata, il Singles Day; un fenomeno sviluppato a tal punto da tro-

vare già corrispondenza nel neologismo “masterdating”, che significa trattarsi bene e prendersi cura da sé dei propri bisogni. «C’è un ristorante in Giappone, il Moomin Cafè, dove ceni da solo e al tavolo trovi un pupazzo per avere compagnia». Incredibile! E in termini di colori? «Si va dal Perky Star (vicino al magenta) al più intenso Serial emulsions; il viola lo abbiamo chiamato Potpourri reloaded: come un mix di fiori secchi nel poliamore abbiamo un mix di persone e caratteri. Interessante è Honeymoons, plurale perché gioca sul senso di vari viaggi di nozze. È un color ambrato, cognac, di nuovo una nuance confortevole, che rimanda al calore della casa e della famiglia, ma allo stesso tempo un colore molto serio come lo è il poliamore, dove c’è comunque forte consenso e fedeltà tra i partner. Infine, un colore leggermente più tenue, May we have your number, di nuovo giocato sulla pluralità: è un pistacchio molto leggero, perché rappresenta l’inizio del viaggio verso la felicità». Avete avuto un assaggio delle tendenze dei colori del 2017. Dovrete attendere l’edizione Fall Winter del Book per scoprire la metà dei colori mancanti, e le due storie ad essi connessi. Ma vi lasciamo con con un consiglio dell’esperta. «Per l’interior design i colori legati a Delonlination sono certamente i più adatti per il prossimo anno. Le palette di Nebulove saranno utili come accenti da abbinare ai precedenti, più tenui, per chi vuole osare di più».

Color trend 2017

Perky star

Serial emulsions

May we have your number?

Potpourri reloaded

Honeymoons

LE STORIE CONTINUANO Le storie IT’S A TRAP e ANNOY FIRM OMIT saranno raccontate nella prossima edizione AUTUNNO-INVERNO IFDM | 21


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CONTRACT& HOSPITALITY

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PEOPLE

Gilles and Boissier


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CONTRACT& HOSPITALITY

PEOPLE

Gilles and Boissier

L’INTERIOR SENZA COMPROMESSI, SOSPESO TRA COLPI DI FULMINE E CODICI DELL’OSPITALITÀ Conversazione con Patrick Gilles e Dorothée Boissier, la coppia di designer che ha cambiato il paradigma del lusso nell’hospitality

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are una collocazione stilistica a Gilles & Boissier è un lavoro impossibile, l’ecletticità della coppia spiazza chiunque cerchi di racchiudere in una definizione il loro essere interior designer. È l’invisibile e inafferrabile equilibrio che c’è tra una scossa emozionale e un calcolo matematico che regola l’approccio di Dorothée e Patrick al mondo della progettazione di interni. Questo essere imprevedibili ma concreti li ha portati ad avere successo in un mondo, quello dell’hospitality, dove il cliente non è solo l’investitore, ma anche colui che sceglierà quell’hotel o quel ristorante e decreterà la fattibilità o meno del progetto. La sfida nell’hospitality non può non transitare anche dalla Y Generation e anche in questo ambito le idee d Gilles & Boissier sono chiare e, naturalmente, un po’ visionarie.

autore: Matteo de Bartolomeis photo credits: Eric Laignel

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CONTRACT& HOSPITALITY

PEOPLE

L’amico Costas “Yatzer” Voyatzis, tra le voci più influenti nel panorama attuale del design e delle arti rappresentative-figurative, nell’articolo sulla vostra casa a Parigi afferma: «Gilles e Boissier sono noti a chiunque si interessi a campi anche lontanamente correlati al design di fascia alta». Sembra paradossale per una coppia di professionisti che ha firmato hotel tanto esclusivi. Vi sentite rappresentati dall’affermazione di Yatzer? Il design d’interni è un lungo percorso. In francese, si traduce “architecture d’intérieur”. Credo che serva tempo per capire il legame profondo tra i nostri progetti e le nostre effettive “architetture interne”. Negli anni, questa struttura composta da due architetti (io e Patrick) è divenuta sempre più elaborata,

zioni in cui ci muoviamo, accettiamo con piacere questa definizione.

più ragionata, più potente, più libera. E con il tempo ha dato anche un significato diverso al nostro lavoro. Ci piace sperimentare ogni forma di design d’interni (residenziale, alberghiero, negozi, yacht), per non smettere mai di imparare, continuando a metterci alla prova e migliorarci. Siamo sicuri che, alla fine, i nostri progetti saranno ancora migliori e i clienti sempre più soddisfatti. Se “design di fascia alta” significa provare a elevarsi il più possibile nelle dire-

ancora esaurita. Forse non si chiamano più design hotel, ma sono progettati con estrema cura! André Balazs è il punto di riferimento quando si tratta di progetti a 360°, con una chiara impronta di design e storie che abbracciano tutto, dagli interni alle divise del personale, fino alla musica. Lavorando su unità alberghiere più grandi, proviamo a giocare con le strutture usando gli stessi codici sperimentati in hotel più piccoli o case private. L’“internazionale classico”

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Nel settore alberghiero, gli hotel di design stanno diminuendo a favore di strutture che scelgono uno stile chiamato “classico internazionale”: condividete questa percezione? Questo stile in realtà non è un’invenzione, quanto più una riproduzione di magnifici interni. Gli hotel di design degli anni Novanta ambivano a proporre nuovi stili di vita, nuovi codici, nuovi riferimenti, nuovi materiali e forme. Come ha fatto in modo eccellente Philippe Starck al Delano. La tendenza dei boutique hotel che provano a inventare, a proporre un nuovo stile di vita, non si è

Gilles and Boissier


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CONTRACT& HOSPITALITY

PEOPLE

Gilles and Boissier

L’eleganza della purezza espressa nel progetto d’interior del Baccarai Hotel di New York

non risponde ai nostri gusti. E credo che sia in corso una ribellione contro questo stile! È meglio un hotel in cui “ci si senta a casa” o un hotel dove “si stia comodi lontano da casa”? Il comfort lontano da casa. I nostri hotel non mirano a riprodurre la comodità delle proprie abitazioni. L’obiettivo è piuttosto suscitare emozioni, provocare domande, riattivare sorrisi, sorprendere, risvegliare la mente assuefatta a migliaia di immagini. Devi sentirti lontano. Tuttavia, cercando di portare l’ospite in un mondo diverso, vogliamo che capisca la storia, che si senta mentalmente a suo agio, che riconosca i segni. Non deve sentirsi stressato o turbato, ma solo un po’ scosso. I proprietari e i costruttori di progetti alberghieri hanno a che fare con i Millennial, la Generazione Y, che cercano di intercettare e trattenere: vi è mai capitato, nei vostri ultimi progetti, che il cliente vi parlasse o vi chiedesse qualcosa in merito? Trovate che chi investe nell’alberghiero abbia le idee chiare sul target di clienti? Il settore è in fase di evoluzione e cambiamento radicale. Per i gruppi più conosciuti, è arrivato il momento di rispondere alle nuove generazioni, senza mentire sul messaggio originale. La ricetta però non è molto chiara e alcuni gruppi si stanno assumendo grossi rischi cercando di indovinare le esigenze di questa Generazione Y. Per quanto ci riguarda, non stiamo IFDM | 25


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CONTRACT& HOSPITALITY

PEOPLE

provando ad analizzare i desideri dei Millennial, ma vogliamo essere abbastanza creativi da suscitare in loro delle emozioni. Questa generazione è sommersa di immagini e informazioni e sorprenderli è davvero una sfida, ma se continuiamo a intrecciare le fila di una storia e a costruire gli ambienti intorno a essa, tornano bambini, si fermano ad ascoltare e riescono a prendersi una pausa... dal loro smartphone. Il vostro approccio al design è cambiato negli ultimi 5 anni? E se sì, in che modo? Siamo adulti viziati. Le immagini si sono spinte così in profondità nel nostro immaginario e in quantità tale da non lasciare molto spazio per altre informazioni. Sorprendere un cliente è diventata una sfida. Sono stati dappertutto, hanno visto di tutto. Ho la sensazione (Dorothée ndr) che, inconsciamente, i nostri clienti vogliano dare il loro contributo ai progetti. La bellezza non è abbastanza. Il valore oggi risiede nella storia, nel contesto, nell’obiettivo. Una parte considerevole del tempo dedicato a ciascun progetto viene investita per capire e definire il film che intendiamo girare, con quali attori, in quali scene, con quali opere d’arte, luci, musica e sapori. Il design non è più semplice progettazione, ma significa creare/perfezionare un momento nella sua interezza, andando a stimolare i cinque sensi. È così che ci riscopriamo vivi! Voi non avete cominciato in modo specifico nel settore alberghiero, ma improvvisamente e in poco tempo avete siglato 4 progetti di altissimo livello e, soprattutto, siete stati scelti per l’unico ed eccezionale Baccarat Hotel al mondo: se chiudete gli occhi e vi chiedete come sia successo, che risposta vi date? Siamo in due. E, inaspettatamente, parecchio diversi. Amiamo condividere, discutere, poi abbassare le armi e rinascere... Ogni progetto, indipendentemente dalle dimensioni, dal cliente e dal budget, è un nuovo racconto da inventare. E questo processo funziona in qualsiasi progetto in cui entri in gioco l’immaginazione. Ci piace lavorare su argomenti e soggetti diversi, che richiedano ogni volta una nuova comprensione e un’analisi. Siamo una realtà piccola, ma famelica e desiderosa di assaggiare tutti i piatti più deliziosi per diventare dei veri gourmet! Quando Kemper Hyers, il direttore artistico di Starwood Capital Group, è venuto a trovarci a Parigi, è stato un colpo di fulmine. Ci ha spiegato la sua vision brillante, secondo cui potevamo adattare la nostra “francesità” alla cultura americana, integrando un marchio francese con 250 anni di storia alle spalle nella creazione del primo Baccarat Hotel a New York. 26 | IFDM

Sapeva che eravamo pronti a metterci in gioco, e credo che il cocktail si sia rivelato vincente. A chi vi ispirate? Ci sono forme d’arte in grado di evocare sentimenti che diventano dapprima idee e quindi progetti? La natura, l’essere umano e le sue creazioni sono le nostre fonti di ispirazione. Un testo, una pianta, una pietra, un sorriso, un’alba, un salto, una risata, un profumo, una fotografia, un vaso, un tocco, un’onda... Il balletto, l’opera, il cinema, la fotografia, la musica, l’architettura, la moda... Ogni progetto si basa su un’emozione specifica. Io e Patrick ci ispiriamo a cose diverse. Io amo la letteratura, il balletto, la filosofia. Lui il cinema, la fotografia, la pittura, i libri. Nutro enorme rispetto per le persone che hanno un’idea e si prefiggono un percorso da seguire, senza compromessi. Nietzsche, Picasso, Socrate, Louise Bourgeois, Oscar Niemeyer, David Lynch... E se sono donne, ancora di più.

Gilles and Boissier


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HOTEL

Tra cielo e terra l’ospitalità si fa spettacolo Con i suoi cinquanta piani il Four Seasons domina la Bahrein Bay e diventa simbolo dell’anima moderna della capitale

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opo Washington, Chicago, Praga, Parigi, Lisbona, Londra, Ginevra e Firenze, citate non esaustivamente e in ordine sparso, lo studio PYR di Pierre Yves Rochon ha portato a termine l’interior design anche del Four Seasons di Bahrein Bay, completato nella primavera del 2015, confermando una lunga collaborazione con la catena dedicata all’ospitalità internazionale di lusso. Il grattacielo che ospita l’hotel a cinque stelle è stato progettato dallo studio americano SOM come un’icona architettonica alta circa 200 metri su un’isola artificiale costruita al centro della nuova estensione urbanistica, con masterplan degli stessi SOM, sviluppata sul waterfront nord est di Manana. Una struttura composta da due alte colonne monolitiche in cemento con inserti vetrati, che svetta come una sorta di porta di ingresso alla capitale del Bahrein, simbolo della sua identità più moderna e cosmopolita. Con 68 piani di altezza, uno dei punti forti dell’hotel è sicuramente la vista mozzafiato sul panorama, dell’oceano o della città, che si gode da ogni stanza o suite. Stanze, in tutto 273 di cui 57 suite, pensate nelle dimensioni, nell’utilizzo degli spazi e negli arredi come abitazioni urbane di lusso, con un decor 28 | IFDM

ispirato agli ambienti e alle atmosfere Art Deco delle navi passeggeri che negli anni ’30 solcavano le rotte marittime di tutto il mondo. Con ampie vetrate a tutta altezza, i generosi spazi delle camere e delle suite, poste ai piani più alti (da 170 a 228 metri quadrati), sono inondate di una luce naturale che illumina e rende più brillante il mix di colori della ricca palette scelta per arredi, tessuti, tappeti, rivestimenti. Su una base più neutra di beige, marroni chiari e nero spicca una ricca gamma di tonalità verdi e blu, in omaggio al paesaggio marino. Completano la combinazione cromatica e materica il bianco o nero dei marmi nei bagni e il rosso scuro del mogano di arredi e rivestimenti. Altro punto forte del complesso, i numerosi e articolati spazi collettivi situati fra interno ed esterno, fra il piano terra e i piani più bassi: dalla lobby vetrata a doppia altezza alla vasta zona lounge in continuità con le terrazze arredate, dalle sale da ballo e ricevimento modulari alle sale riunioni e agli spazi attrezzati come uffici. All’interno un’illuminazione simile a quella naturale e piccoli alberi in vaso anticipano la vastissima zona outdoor terrazzata, con giardini, alberi, zone lounge e piscine.

Bahrain


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CONTRACT& HOSPITALITY

HOTEL

Bahrain

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HOTEL

Bahrain


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CONTRACT& HOSPITALITY

HOTEL

Bahrain

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CONTRACT& HOSPITALITY

La piscina Infinity, di quasi mille metri quadrati, segue a sbalzo il bordo dell’isola direttamente sullo specchio d’acqua del Golfo, con i suoi satelliti, la vasca per bambini e la Azure, più vicina alla Spa e dotata di una vasca idromassaggio con acqua calda e cabine private. Una quarta piscina è situata all’interno del centro benessere e fitness, collocato in un giardino e ospitato da quattro padiglioni separati ma collegati fra loro da ponti e percorsi pedonali. Qui il progetto trae ispirazione da elementi e influenze marocchine e turche, ad esempio nell’uso di moderne mashrabiya che garantiscono privacy e separazione pur consentendo agli ospiti di godere di luce, aria e scorci di paesaggio.

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Bahrain

HOTEL

L’ispirazione alle atmosfere marocchine ritorna anche nel Blue Moon Lounge, uno dei sette ristoranti e bar disseminati nell’albergo, ognuno caratterizzato da un proprio stile architettonico e culinario. Il Blue Moon, uno dei tre locali gestiti da Wolfgang Puck e disegnati da Waldo Fernandez, si trova al 50esimo piano e insieme al ristorante Re Asian Cuisine, che invece si contraddistingue per un arredo dagli accenti Art Deco, offre una vista spettacolare sulla città. Scendendo verso la base della torre, invece, troviamo a un livello rialzato la steakhouse CUT collegata al proprio Bar &Lounge, e al piano terra vicino alla lobby di ingresso il Bahrein Bay Kitchen, su progetto di EDG, con cucina a vista e dehor e il Bay View Lounge, con vetrate a tutta altezza. Sulla piscina invece il ristorante di cucina mediterranea Vento.

Proprietà: Famiglia reale del Bahrain Hotel management: Four Seasons Hotels and Resorts Project Team: Pierre-Yves Rochon (interior design), SOM (architettura) Fornitori: la maggior parte degli arredi è stata realizzata su misura; illuminazione by Lasvit, Barovier & Toso, Lumes; marmi by Beige Fine Limestone (pavimentazione e pareti spazi pubblici), Grigio Carnico Marble (stanze e spazi pubblici), Vert Naoussa Marble (stanze e spazi pubblici), Blue de Savoie (area piscina) Autore: Valentina Costa Photo credits: Christian Horan


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CONTRACT& HOSPITALITY

HOTEL

Bahrain

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CONTRACT& HOSPITALITY

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HOTEL

Bahrain


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CONTRACT& HOSPITALITY

HOTEL

Bahrain

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CONTRACT& HOSPITALITY

Da ogni stanza e suite è possibile godere di una spettacolare vista della Baia

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HOTEL

Bahrain


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CONTRACT& HOSPITALITY

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HOTEL

Amsterdam


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CONTRACT& HOSPITALITY

HOTEL

Amsterdam

Il Dutch Touch in un contesto internazionale Il progetto per l’Hilton Amsterdam Airport Schiphol è un distillato contemporaneo dell’identità culturale olandese

C

ompletato a dicembre 2015 e inaugurato al pubblico a febbraio 2016, l’Hilton Amsterdam Airport Schiphol occupa una posizione strategica in prossimità dell’ingresso principale al terminal, a cui è collegato da The Traverse, una passerella pedonale coperta che consente il passaggio diretto. L’hotel, la cui architettura è firmata dallo studio olandese Mecanoo, si presenta come la nuova icona dello Schiphol Central Business District, quartiere dedicato agli affari in cui hanno sede molte aziende internazionali. Visibile e ben riconoscibile da lontano, la struttura dalla forma di cubo schiacciato è chiusa da un rivestimento di facciata che accosta tre tipi di pannelli, curvi, ad arco e rettilinei, per creare un disegno a mosaico irregolare caratterizzato da due diversi colori, bianco e grigio, e da linee diagonali. Il monolitico volume, così serrato verso l’esterno, in realtà

nasconde all’interno uno spazio spettacolare e sorprendente, cuore pulsante dell’hotel. Un gigantesco atrio di 42 metri di altezza, chiuso da un tetto vetrato, su cui si affacciano tutti i piani che ospitano le stanze e suite per gli ospiti e le sale per conferenze e riunioni. L’immenso spazio al piano terra lasciato a open space, una sorta di piazza interna, accoglie l’ingresso, la reception, le zone lounge, il bar e il ristorante e funziona come punto nevralgico dell’albergo, luogo di incontro, sosta e lavoro. Dalle scale mobili e dalle balaustre bianche si accede nei primi due piani alle 23 sale meeting, alla sala per ricevimenti e al centro benessere con palestra, e nei successivi fino all’11esimo piano alle 433 stanze di varie tipologie. Il bianco e le linee morbide delle balaustre creano un’atmosfera luminosa e serena, nonostante la grande altezza, e il progetto di interior design per l’open space del piano terra riesce a far emergere una dimensione a misura d’uomo.

Proprietà: Schiphol Hotel Property Company Project management: Schiphol Real Estate/CPO Hotel management: Hilton Worldwide Progetto architettonico: Mecanoo Interior design: The Gallery HBA Contractor principale: Ballast Nedam Bouw & Ontwikkeling Fornitori principali: B&B Italia, Dedar, Foscarini Diesel, Giorgetti, Gubi, Hansgrohe, Kettal, Kvadrat, MDF Italia, Minotti, Molteni&C, Moooi, Poliform, Rubelli, Tacchini, Tom Dixon, Villeroy Boch, Vitra. Autore: Clara Villa Photo credits: Hufton+Crow, Will Pryce

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CONTRACT& HOSPITALITY

Se all’esterno l’hotel si afferma quindi come icona architettonica, all’interno, nel progetto di The Gallery HBA, si offre come luogo vivibile e come primo momento di approccio con la cultura e la storia olandese. Nell’atrio grandi tappeti formano delle isole colorate, a contrasto sul pavimento dai toni sabbia, e definendo le diverse zone e funzioni: reception, lounge, tech lounge, tavoli da lavoro, cocktail bar. I decori dei tappeti sono una rielaborazione grafica delle isole e delle vie d’acqua delle zone costiere nel sud dell’Olanda, mentre gli schermi divisori, perforati con taglio laser, riproducono la mappa della rete dei canali e contribuiscono a identificare le diverse isole. I colori dei tappeti (il blu, l’azzurro e il bianco di una palette di ispirazione marina) sono ripresi nei divani e nelle sedute.

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HOTEL

Amsterdam


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CONTRACT& HOSPITALITY

HOTEL

Amsterdam

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CONTRACT& HOSPITALITY

Il Dutch Touch influenza l’intero progetto degli interni, inserendo e rielaborando nel décor icone, tradizioni, storia, geografia e arte del Paese. Come il tema del pizzo e del crochet, declinato su schermi e rivestimenti a parete, o della ceramica artigianale nelle piastrelle commissionate per il Bowery Restaurant all’artista di Delft Isreal Páez, o ancora la collezione di stampe e oggetti tipicamente olandesi che ornano le stanze. In tutto l’albergo si possono ammirare opere d’arte contemporanea, prestiti di Schiphol Group, di noti artisti olandesi come Corneille, Anton Heyboer, Armando, Ger can Elk, Jan Cremer e Rene Daniels.

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HOTEL

Amsterdam


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CONTRACT& HOSPITALITY

HOTEL

Amsterdam

Il ‘tocco olandese’, combinato con lo stile italiano, pervade l’intero progetto di interior

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CONTRACT& HOSPITALITY

HOTEL

Amsterdam

A contemporary mood and a soft touch enrich every areas in line with the Hilton tradition

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WONDER. QINHUANGDAO | SEASHORE LIBRARY | VECTOR ARCHITECTS La biblioteca progettata da Vector Architects affacciata sul Mar Giallo, nella provincia cinese dello Hebei, è un relitto arenato sulla spiaggia che esprime in sé

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© Vector Architects - Photographers: Su Shengliang

diverse concezioni di rapportarsi con il paesaggio.

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WONDER. MILANO | BAR LUCE | WES ANDERSON L’atmosfera di un tipico caffè della vecchia Milano degli anni ’50 e ’60 ha ispirato il regista americano Wes Anderson, che ha diretto questa volta la progettazione del Bar Luce,

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Š Attilio Maranzano - Courtesy of Fondazione Prada

all’interno della Fondazione Prada. Un set ricco di suggestioni che richiama anche la centralissima Galleria Vittorio Emanuele.

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CONTRACT& HOSPITALITY

Miami Beach

RESIDENCE

Un approccio europeo ridisegna il dinamismo progettuale di Miami Piero Lissoni firma l’esclusivo progetto del The Ritz-Carlton Residences Miami Beach

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room fronte lago dotata di bar; una cucina; un rooftop con piscina grande mezzo acro, dalle ispirazioni tropicali, con una spettacolare vista di Miami Beach, Downtown Miami e Biscayne Bay; un’ampia piscina a sfioro con cascata, spaziosi bungalow, idromassaggio accanto al Grille Restaurant; una club room con bar, virtual golf e tavolo da biliardo; una sala cinematografica privata; un’area per bambini, oltre a stanze destinate all’arte e alla musica. «La fusione della moderna visione di Lissoni con i servizi e il retaggio firmati Ritz-Carlton creano un’offerta unica, senza pari nel Sud della Florida – afferma Ophir Sternberg, CEO di Lionheart Capital – Il design moderno e artistico dell’architetto daranno vita a un progetto in grado di cambiare lo skyline di Miami Beach e la concezione di luxury living». La parola passa ora all’architetto Piero Lissoni. Quali sono i valori aggiunti del suo design che hanno conquistato il pubblico americano? Ad essere completamente onesto non saprei. Il nostro Studio è stato scelto per le Residenze Ritz Carlton perché hanno visto alcuni lavori da noi realizzati per il mondo ed è piaciuto il nostro modo di intervenire sugli edifici. L’edificio originario da cui ha preso avvio il progetto era difficile da gestire: un tempo ospitava un ospedale, che non era possi-

© E. de Conti

L’

ultima frontiera del residenziale extralusso. Sono le Ritz-Carlton Residences di Miami Beach. Sette acri nel cuore dell’affascinante isola della South Florida, sulle rive del Surprise Lake che regalano un panorama unico immerso nella natura più rigenerante. L’esclusività del progetto non solo è garantita da una property d’eccezione, The Ritz-Carlton, ormai sinonimo nel mondo di eccellenza nell’hospitality, ma anche da un team di sviluppatori e progettisti di prim’ordine: il Developer delle Residenze è 4701 North Meridian, partnership tra Lionheart Capital ed Elliott Management Corporation Lionheart Capital, di base a Miami; il design team vede alla guida l’architetto e designer italiano Piero Lissoni, affiancato dallo studio ADD Inc. La moderna e avveniristica visione lissoniana si combina con i servizi e le amenities della catena americana: questa la cornice in cui si modellano 111 appartamenti e15 unità abitative, dotati di 36 attracchi privati. L’interior è stato attentamente curato e sviluppato per tutto il range delle abitazioni da 2/5 stanze, che spazia da una superficie di 500mq a oltre 3mila mq, in una selezione di 60 distinti piani. La luce pervade gli spazi grazie ad ampie pareti di vetro che definiscono il perimetro architettonico, creando una dialogo costante tra interno ed esterno. I plus del progetto prevedono, tra gli altri, una social

Piero Lissoni, architetto

Abbiamo completamente ridisegnato il building trasformandolo in qualcosa di nuovo, attraverso un approccio europeo


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CONTRACT& HOSPITALITY

RESIDENCE

Miami Beach

bile demolire completamente. Hanno scelto il nostro Studio poiché siamo abbastanza bravi in questo genere di operazioni: lo abbiamo ridisegnato del tutto e trasformato in un progetto nuovo, pur salvando una parte delle vecchie strutture. Questa è una capacità di intervento tipicamente europea, un fattore che ci ha certamente aiutato. Cosa intende per “capacità europea”? Si tratta di una capacità di elaborare un progetto complicato a metà tra il rispettoso e il coraggioso, sviluppata in particolare in Europa. Noi ci siamo abituati, viviamo in città complicate, che si tratti di Londra, Parigi, Roma, Venezia o Amsterdam, con un fardello di materiale storico che a volte è molto pesante da portare, a volte ci salva la vita. Per le Residence di Miami Beach, cercavano proprio questo approccio. Miami è una città in forte crescita e fibrillazione progettuale. Ha già avuto modo di lavorare qui? E come si è sviluppato il rapporto con property e developer? Oggi i progetti più belli, più importanti e costosi di Miami sono finiti nelle grinfie degli architetti europei, appunto; cosa praticamente impossibile fino a cinque, sei anni fa. Qui ho già realizzato piccoli progetti, ma questo è il primo di una certa misura e ora fortunatamente ne abbiamo già altri in cantiere. IFDM | 51


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CONTRACT& HOSPITALITY

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RESIDENCE

Miami Beach


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CONTRACT& HOSPITALITY

RESIDENCE

Miami Beach

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CONTRACT& HOSPITALITY

Con il cliente c’è stato un dialogo quotidiano su ciò che si poteva e si voleva fare, con restrizioni dovute unicamente al luogo, alla dimensione dell’intervento e al tentativo di rispettare la qualità architettonica. Il progetto funziona così in generale, è frutto di una fortissima collaborazione e qualche compromesso. Ho cercato di mettere molto del mio, così come loro hanno messo molto del loro. Quale soluzione architettonica avete adottato nel restyling della struttura? A differenza di quello che avviene normalmente a Miami, dove si creano torri verticali che salgono per 150 metri, il progetto qui si è mosso orizzontalmente, 54 | IFDM

RESIDENCE

a bassissimo impatto. Abbiamo mantenuto edifici non eccessivamente alti: 7, 8, e in alcuni punti 10 piani, per lo standard locale sono un’altezza ridicola. La pianta generale è stata mantenuta, ma poi gli edifici sono stati tagliati e disegnati a seconda della funzione, in maniera piuttosto precisa. Ci sono aree che ho voluto ideare come dei loft con spazi completamente aperti, pur trattandosi di unità da 500 metri quadrati l’una. Ho potuto giocare molto quindi nell’interior e nell’organizzazione delle metrature. Parlando del concept ideato per le Residences, quale impostazione ha voluto loro attribuire? L’impostazione è stata quella di disegnare edifici

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CONTRACT& HOSPITALITY

RESIDENCE

molto contemporanei e poco legati allo stile locale. Poco Miami. Mi sono mantenuto nella sfera dell’architettura moderna, senza dettagli rustici o tipici della città. Il cliente voleva che gli appartamenti avessero tagli molto urbani e molto poco marittimi. In realtà sono stati pensati per un pubblico poco abituato a questa tipologia degli spazi, come se fossero abitazioni di città molto europee. Ma soprattutto, le abbiamo riempite di design italiano. Quali brand Made in Italy ha voluto come partner per gli arredi? C’è una miscela molto ampia di nomi. Boffi per le cucine e i bagni, c’è poi Porro, Living Divani, pezzi di Cassina e B&B Italia, Flos per le luci, Fantini per i rubinetti e molti altri. In questo caso ho accelerato molto sul Made in Italy, volendo portare una qualità

Miami Beach

generale che secondo me il modello italiano è in grado di sostenere. Proprio perché sono delle residenze molto urbane, gli unici a parlare bene questo linguaggio sono gli Italiani. Quali innovazioni queste aziende possono apportare in territorio americano? Il pubblico americano, soprattutto quello della florida e di Miami, è un pubblico inusuale. Miami è divenuta una specie di hub del mondo: convivono qui multiculturalità, dal Sud America, dall’Europa, dal Nord America. È una città strana e molto aperta di mente, chi vive qui è quindi già preparato ad essere un più creativo e un pochino più colto nell’ambito del design. Noi Italiani stiamo però mostrando loro un altro modello estetico che di sicuro hanno ben percepito e piace anche tanto. Per nostra fortuna.

Cliente: Lionheart Capital Property management: The Ritz Carlton Sviluppatore: 4701 North Meridian Design team: Lissoni Associati, ADD Inc Autore: Veronica Orsi Photo credits: Courtesy of Lionheart Capital

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CONTRACT& HOSPITALITY

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CORPORATE

Dieren, Paesi Bassi


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CONTRACT& HOSPITALITY

CORPORATE

Dieren, Paesi Bassi

Evoluzione smart Una fusione armoniosa di passato e futuro, per il rinnovato headquarter della Royal Dutch Gazelle, a Dieren.

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n nuovo impianto produttivo per la Royal Dutch Gazelle. La sede di Dieren - nei Paesi Bassi - è stata oggetto di un importante intervento ad opera dello studio di architettura Bronsvoort Blaak Architects, dispiegato su una superficie di oltre 22mila mq. Centrale nella progettazione è stata l’idea di coniugare l’eredità storica del preesistente e delle radici aziendali con le necessità produttive contemporanee. Il risultato è un monumentale capolavoro di architettura. Il team di progettazione guidato da Anton Bron-

svoort e Henk Geert Blaak ha dato forma a un concept che rispetta l’evoluzione dell’azienda, premium brand nella fabbricazione di biciclette ed ebike (la più moderna versione con pedalata assistita) . Nata nel lontano 1902 dall’impulso imprenditoriale del duo Willem Kölling e Rudolf Arentsen, dell’ex-colorificio dal quale ha ereditato parte della struttura ancora oggi visibile (con datazione antecedente al 1860), oggi continua la sua espansione con l’aggiunta dei nuovi edifici sapientemente collegati con il nucleo storico.

Cliente: Koninklijke Gazelle Studio di architettura: Bronsvoort Blaak Architecten bna Project team: Anton Bronsvoort, architect Henk Geert Blaak, architect - project manager Fornitore principale: Ceramiche Refin Distributore: Kerastone Photo credits: courtesy of Bronsvoort Blaak Architecten

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CONTRACT& HOSPITALITY

Anche l’area costruita negli anni ‘50, Beltaman, è stata interamente ristrutturata. Le pareti ora sono delle ampie vetrate che collegano lo spazio di assemblaggio con gli uffici. Un’immagine in scala della parete del vecchio edificio, nell’area ristorante, è simbolo del legame fra tradizione e innovazione. Come immerse in un’esposizione museale, moderne teche raccontano la storia dell’azienda attraverso i suoi modelli. Parallelamente, il restyling architettonico ha agevolato un rinnovamento del ciclo produttivo, tale da permettere la creazione di una nuova bicicletta in sole 48 ore. La location diventa così concretizzazione della brand vision: facilità e comfort, ingegnosa tecnologia, solida qualità. Ceramiche Refin è stato selezionato quale brand partner del progetto, rivestendo con la collezione Pietre di Borgogna Diamante (90x90cm), la pavimentazione dell’area ingresso, della hall, nell’area ristorante al glound floor, oltre che la scala e alcuni corridoi dei piani superiori.

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CORPORATE

Dieren, Paesi Bassi


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CONTRACT& HOSPITALITY

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Marrakech


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Marrakech

HOTEL

Un’oasi di pace e vegetazione a Marrakech Per il primo Mandarin Oriental in Africa Gilles & Boissier impreziosiscono il loro décor elegante e contemporaneo con forti accenti berberi

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n rigoglioso parco di 20 ettari progettato come un immenso giardino e un paradiso di vegetazione è il primo approccio, e un autentico segno di lusso, al nuovo resort Mandarin Oriental aperto a Marrakech lo scorso ottobre, primo investimento in Africa della catena asiatica. La via di accesso è segnata da un viale ombreggiato da palme e piccole dune, mentre nel resto dei giardini, in cui si inscrivono lunghi percorsi pedonali, crescono aranci, mandorli, bouganvillae, gelsomini, gerani rosa, oleandri, cactus, fichi d’india, trenta diverse varietà di rose. E ancora, arrivati dalle montagne dell’Atlante che si stagliano sullo sfondo, alberi di olivo centenari, pronti per la raccolta, e un grande orto coltivato con pratiche organiche che produce frutta e verdura utilizzate nelle cucine dell’hotel. Nei colori brillanti delle fioriture e nel verde lussureggiante si insediano diffusi gli edifici dai grandi spazi con reception, suite e ristoranti, gli specchi d’acqua delle piscine, le 54 ville private, la spa, tutti caIFDM | 61


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CONTRACT& HOSPITALITY

HOTEL

ratterizzati da architetture basse dai volumi semplici. Progettate dall’architetto Pascal Desprez, hanno il colore ocra rossastro della terra tipica del Marocco, sono realizzate con materiali della tradizione costruttiva locale e offrono grandi fronti vetrati e terrazzati per esaltare il rapporto fra interno ed esterno, luce e ombra. Gli elementi naturali, terra, acqua, luce e vegetazione, rappresentano il punto di partenza per l’intero progetto dell’albergo, sono orientamento e gamma materica anche per il concept del design degli interni portato a termine dal duo francese (Patrick) Gilles & (Dorothée) Boissier, che giunge ai migliori esiti nel disegno delle ville e della spa. In un mix di spazi intimi e contemplativi, di estetica contemporanea e fascino magrebino, lo studio

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Marrakech

francese, che ha attinto dalla ricchezza della cultura e storia locale, si è ispirato alla civiltà berbera o arabo-andalusa piuttosto che a quella marocchina, più nota e riconoscibile. Le ville (da 280 a 440 metri quadrati) sono luoghi di quiete e lusso, chiusi verso l’esterno, ma internamente ariosi e permeabili come piccoli riad: organizzate attorno a un giardino di alberi da frutto con piscina e vasca idromassaggio si aprono camera padronale, camera per gli ospiti, sala con camino, spogliatoio, stanza da bagno, hammam. E all’esterno non manca neppure la cucina. Le finiture e il décor sono preziose ma per nulla affettate: pietra chiara per i pavimenti a contrasto con un’essenza scura per arredi e porte a persiana, marmo nero e ceramica bianca lucida nelle stanze da bagno, tradizionali tappeti in lana Beni Ourain bianchi e neri con decori grafici che riprendono lo speciale trattamento delle pareti.


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HOTEL

Marrakech

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HOTEL

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CONTRACT& HOSPITALITY

Oltre alla tecnica del tadelakt, le superfici neutre delle pareti sono in molti punti arricchite non da colore ma da incisioni decorative che creano veri e propri arazzi di pietra. Il tadelakt delle finiture invece è un’antichissima tecnica berbera, a base di calce prodotta nelle antiche fornaci a legna di Marrakech, oggi utilizzata per superfici lisce e levigate, di grande resistenza all’acqua. Maggiori influenze andaluse sono evidenti nell’architettura quasi mistica dell’edificio che ospita la Spa: in omaggio alle moschee e cattedrali moresche le volte e le colonne in mattoni di terra rossa 66 | IFDM

HOTEL

disegnano alti corridoi e ambienti di diverse dimensioni dove si trovano le sei suite per i trattamenti, gli hammam, la palestra. Tutto ricamato dai riflessi generati dall’acqua della grande piscina e dalla luce che penetra dalle moucharabieh. Sontuoso il pavimento in marmo bicromo avorio e nero, che torna anche nella lobby. «Siamo grandi ammiratori della Madrasa Ben Youssef di Marrakech, e abbiamo voluto per la lobby una simile perfetta simmetria, con colonne e cornici in legno scuro, rivestimenti in marmo, uno specchio d’acqua dai riflessi dorati, camini, campane in bronzo e la vista delle montagne sullo sfondo».

Marrakech

Proprietà: Park Palmeraie S.A. Gestione: Mandarin Oriental Hotel Group Architettura: Pascal Desprez Interior designers: Gilles & Boissier Autore: Alessandra Bergamini Photo credits: Saad Tazi and Mandarin Oriental Hotel Group


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CONTRACT& HOSPITALITY

HOTEL

Marrakech

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CONTRACT& HOSPITALITY

HOTEL

Marrakech

Uno scorcio dell’esclusivo specchiio d’acqua della piscina interna, rivelato dalle ampie vetrate di una camera

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CONTRACT& HOSPITALITY

HOTEL

Marrakech

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UFFICIO

Stoccolma

Da un passato industriale a un presente 2.0 Un ambiente di lavoro contaminato da angoli di ispirazione domestica: l’ufficio di Epidemic Sound White Arkitekter opta per il riuso, di luoghi e arredi

«V

olevamo che il nostro ufficio ci sembrasse una seconda casa o il nostro bar preferito, un posto dove avere voglia di restare più a lungo, socializzare con i nostri colleghi, ascoltare musica. Sono convinto che l’ufficio abbia un ruolo importante nella capacità della nostra azienda di attrarre talento», spiega Felix Edwards Mannheimer di Epidemic Sound. Talento nella musica (visto che la Epidemic Sound si occupa di produzione e condivisione di musica); ma anche nel progetto di architettura. Per l’estensione del loro ufficio di Stoccolma infatti hanno commissionato il progetto a White Arkitekter, uno dei maggiori studi di architettura svedesi, la cui filosofia si basa principalmente sul rapporto empatico fra persone e spazi, oltre che sui principi della sostenibilità. “Recupero” è parola chiave alla base del concept per la realizzazione degli interni, nell’ampliamento di un intero piano aggiuntivo nella sede dell’azienda: un ex birrificio di cui sono stati ristrutturati i grandi spazi (825 metri quadrati) conservando alcuni caratteri e l’atmosfera di un luogo di lavoro artigianale. Di recupero anche gli arredi, siano essi marcati Ikea o pezzi 70 | IFDM

vintage acquistati alle aste. Come i divani in pelle o le poltrone in tessuto, le cassapanche e i tavolini, le sedie e le lampade utilizzati sia per creare piccole zone informali di lavoro, incontro o pausa, sia per gli spazi allineati e attrezzati con scrivanie e sedute per un ufficio più tradizionale. L’arredo quasi domestico e quello più tecnico convivono con ordine e armonia in un ambiente di lavoro non convenzionale, un grande open space che in una porzione ben delimitata mantiene comunque al suo interno piccoli uffici chiusi, ma vetrati, che consentono privacy e tranquillità per incontri, interviste o ascolto della musica. Il versatile layout del piano prevede anche spazio extra per uno staff in crescita o la possibilità di riconfigurazione nel caso di una futura espansione /trasformazione. Punti fermi all’interno della pianta sono la scala di collegamento fra i due piani, connessi anche visivamente da una grande apertura nel solaio, e l’infilata di colonne conservate dalla struttura originale. Per aumentare lo spazio in altezza è stato eliminato il soffitto, mettendo così a vista anche i condotti degli impianti di servizio. Il tutto per dare risalto alla natura industriale del luogo.

Cliente: Epidemic Sound Inizio/fine lavori: 2014-2015 Team: Karolina Nyström, Rebecca Edwards Mannheimer, Märta Friman, Mikaela Åström Forsgren Photo credits: Emil Fagander


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UFFICIO

Stoccolma

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Stoccolma


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UFFICIO

Stoccolma

Friendly ma professionale, intimo ma social. Epidemic Sound è un nuovo concept di spazio operativo

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Singapore


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Singapore

HOTEL

H. I. P. Highly Individualised Places a Singapore Da Foster + Partners a Philippe Starck: The South Beach Hotel si insedia in un progetto architettonico innovativo e sfoggia un’atmosfera estrosa ed eclettica

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he South Beach, non quella già nota nella solita Miami, ma una nuova destinazione a Singapore. Un hotel di design inserito in un intervento su scala urbana in via di ultimazione che recupera un sito militare con quattro edifici del XX secolo, tutelati come patrimonio architettonico, e che aggiunge due torri del XXI secolo per residenze, uffici e ospitalità realizzate da Foster + Partners con Aedas. Un altro profilo iconico nello skyline della ‘città dei giardini’. Anche nel South Beach Development, posto fra lo storico Civic District e il Marina Center, i giardini adornano il percorso verde di collegamento fra i diversi edifici che, con spazi pubblici, bar, ristoranti, negozi, abitazioni e uffici, mirano a diventare un nuovo hub urbano. Un sito mixed use che diventa attraente e confortevole anche grazie all’utilizzo di una copertura continua e ondulata che si estende sopra gli edifici esistenti più bassi e si allunga in verticale diventando facciata delle due nuovi torri. Lunga 280 metri e dotata di celle fotovoltaiche per la produzione di elettricità, la tettoia assume la forma di una volta nel viale pedonale e contribuisce a mitigare l’aggressivo clima tropicale, proteggendo dal soleggiamento diretto e dalla pioggia.

South Tower, una delle due torri di Foster + Partners, ospita sia i 190 appartamenti delle South Beach Residences, per i quali circa 2000 porte e cabine sono state commissionate all’azienda italiana Res Porte, sia una parte dell’albergo con spazi comuni e stanze fino al 23° piano. Altre stanze e suite si trovano nell’edificio trasformato in Padang Terrace, mentre uno dei bar, il Court Martial Bar, e la Grand Ballroom, la sala per ricevimenti e cerimonie, sono collocati nelle ex-caserme.

L’hotel, The South Beach appunto, articola i propri spazi in più di un edificio all’interno dell’isolato. La

‘Imaginative’ è la parola chiave per leggere l’intero progetto degli interni che non ha paura di esagerare

Punto forte dell’ospitalità dell’albergo e del progetto degli interni firmato da Philippe Starck, sono i numerosi spazi comuni, o meglio gli Imaginative Sociale Space: ce ne sono 43 sparsi in tutti gli edifici per scegliere di non restare da soli: dalla enorme sala per ricevimenti alle due piscine nelle terrazze degli Sky Garden, dai tre bar al ristorante All Day Dining Restaurant, dalle sale riunione e lounge al Global Village. Qui la lobby è il punto di arrivo degli ospiti che sono accolti da 7 banchi reception, diversi l’uno dall’altro perché ispirati ad altrettante culture del mondo (peranakan, europea, nordamericana, sudamericana, indiana, cinese e moresca), e perché rappresentano un eclettico mix di vintage e moderno.

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Un assaggio dei “fantasiosi spazi sociali” creati da Philippe Starck

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in creatività o di mescolare elementi dissimili, ma che riesce a trovare un equilibrio fra solito e insolito, fra ordinario e psichedelico creando spazi, in particolare quelli comuni, estrosi, ricchi di contenuti e citazioni, di oggetti e sollecitazioni visive. Fra queste, il video wall di 7x6,5 metri nella lobby, opera dell’artista sud coreano Lee Lee Nam, i graffiti con tema acquatico che rivestono gli interni degli ascensori o l’installazione luminosa gigante sospesa al soffitto della Ballroom. Frequentare gli Imaginative Social Space diventa una festa per gli occhi, ma anche per lo spirito che si trova immerso in atmosfere giocose ed eccentriche, in ideale contrasto con il rigore o la

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Singapore

HOTEL

sobrietà degli ambienti militari ora scomparsi. Meno densi di stimoli gli spazi e il décor delle 654 camere o delle suite, dove resta la ricchezza di oggetti e complementi, ma si abbassano i toni della palette cromatica che diventa più neutra, pur se illuminata dai riflessi di superfici specchiate ed elementi in metallo: dal bianco di pareti, tavoli, letti e divani alle tonalità beige e cipria di rivestimenti in pelle e in legno, alle macchie di colore create da oggetti, tessuti e tappeti dalle fantasie astratte o camouflage di ispirazione tropicale.

Proprietà: South Beach Consortium PTE Architettura: Foster+Partners Design Team: Philippe Stark Contractor principale: Hyundai Engineering & Construction Autore: Alessandra Bergamini Photo credits: Scott A. Woodward


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Kaikan, un moderno castello fra colture e culture Il centro culturale Ikeda per la Pace a Corsico: tra rispetto della storia ed espressività contemporanea

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ull’alzaia Trieste, sulle sponde del Naviglio Grande nel tratto verso Trezzano, i due complessi architettonici del centro culturale, estesi e articolati in diversi volumi, sembrano osservarsi a distanza adagiati nella campagna lombarda alle due estremità di una vasta area a prato. Ognuno orgoglioso della propria identità: la cascina Guardia di Sopra, antico complesso monumentale agricolo rigenerato a nuova vita, e il nuovo tempio-auditorium Buddhista dalle fattezze contemporanee. La storia è risaputa. Le due cascine ‘gemelle’ della Guardia, appartenute ai Visconti, si fronteggiano da secoli sulle sponde destra e sinistra del Naviglio. L’una più fortunata dell’altra, poiché se la cascina di Sotto è ancora in gravi condizioni di degrado, quella di Sopra è stata recentemente acquisita e rifunzionalizzata dall’Associazione Buddhista Soka Gakkai che ha commissionato il progetto di rigenerazione e di nuova costruzione a Peia Associati, affiancati nella fase di restauro da Giancarlo Leone ed Enrico Colosimo. Aperto al pubblico a ottobre 2014, il centro culturale, nelle sue parti antiche e recenti, è stato concepito come un grande spazio pubblico, a disposizione anche del comune di Corsico, «incubatore di valori culturali, sociali e ambientali, un luogo di in80 | IFDM

CENTRO CULTURALE

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contro e scambio culturale collegato fisicamente al tema delle vie d’acqua». Il rapporto con l’acqua si evidenzia tuttavia diverso nelle due componenti del progetto, messe volutamente a contrasto. La parte antica conserva i tradizionali lunghi corpi a porticato cieco paralleli e chiusi sulla via d’acqua, per proteggere la villa padronale, le scuderie, i magazzini e le corti interne ora recuperate con un restauro filologico; il nuovo complesso invece si circonda di uno specchio d’acqua, a reinterpretare il modello antico del castello,

CENTRO CULTURALE

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Kaikan in giapponese e non a caso nome del tempio. Il ‘castello’ è formato da un corpo principale, che accoglie la grande sala auditorium per mille persone, e da alcuni volumi più bassi che ospitano invece il foyer e le funzioni di ingresso e di servizio. Se il foyer è basso e trasparente, per privilegiare un rapporto diretto con la luce e il paesaggio, la grande sala, rivestita da una pelle metallica dorata e traforata, è invece chiusa e ben isolata rispetto all’esterno, con la sola eccezione della grande vetrata che la mette in relazione visiva con il complesso monumentale. Proprietà: Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai Contractor: G.D.M. Costruzioni S.p.a. Vittadello Intercantieri S.p.a. Design: Peia associati S.r.l. Design Team: Lady Tina Green e Pietro Mingarelli Direzione artistica e architettonica: Giampiero Peia Pianificazione strutturale: Ai Engineering s.r.l. Gabriele Chiellino Pianificazione dei sistemi: Ai Engineering s.r.l. Stefano Cremo, Enrico Fabris Direzione del progetto: Ai Engineering s.r.l. Adriano Venturini Durata dei lavori: July 2011 - July 2014 Photo credits: Beppe Raso

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HOTEL

Il lusso è una vocazione Palazzo Versace, a Dubai: uno sfavillante fashion hotel nella terra della ricchezza

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a maison Versace non è nuova a iniziative nel mondo dell’hospitality. Già nel 2000 stupì tutti aprendo in Australia Il Palazzo Versace Gold Coast; ma Palazzo Versace a Dubai è una vera sfida perché collocato in un’area geografica che fa del lusso un marchio di fabbrica. Gli hotel 5 stelle nell’area del Golfo (e limitrofi) sono numerosi e aumenteranno sempre di più: le formule di architettura e di interior sono tutte centrate sull’appariscenza di struttura e arredo, e le stravaganze non mancano quasi mai. Dubai, certamente la più cosmopolita tra le città arabe, è il luogo perfetto per lasciare il segno anche nel campo dell’hotellerie. Palazzo Versace, disegnato da Donatella Versace, direttore artistico della casa di moda italiana, è situato sul lungomare del Dubai Creek e propone 215 camere e 169 condomini con ampiezze varie. Palazzo Versace non offre solo un lusso opulento, ma un vero e proprio stile di vita, fatto di moda, accessori, ambienti ricchi e raffinati.

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In tutta la struttura si respira il Versace mood, dai soffitti in oro dipinti a mano fino ai marmi e ai mosaici, per arrivare a teste di Medusa e greche come soggetti per le stampe, vere icone della maison e alcune delle quali disegnate in esclusiva per l’hotel. La lobby che accoglie gli ospiti è un’esplosione di stile Barocco: 1000 mq di mosaici e complementi tessili ispirati alle figure simbolo del Palazzo: il Pavone, il Falco e il Cavallo. Simboli e allegorie si intrecciano senza soluzione di continuità in un turbinio di visual che non lascia tregua all’ospite. Il lusso delle camere è declinato all’infinito: dalle Deluxe alle Premiere, dalle Suite Executive a quella Imperial, ogni stanza è un luogo con unicità destinate agli ospiti più esigenti. Otto tra bar (uno, il Q, dedicato a Quincy Jones) e ristoranti, tre piscine esterne e un centro benessere completano un parterre di luoghi e servizi per il top leisure, ma anche per il business che richiede privacy, sicurezza e un contesto adeguato. Prossima sfida? A Macao, nel 2017.

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HOTEL

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Il mood Versace permea l’intero hotel, dai soffitti in oro ai marmi e mosaici, fino alle teste di Medusa e greche, vere icone della maison.

ProprietĂ : Versace Sviluppatore: Enshaa PSC Principale fornitore per la pavimentazione: Fantini Mosaici

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HOTEL

Zurigo

L’estro di Wanders fatto a hotel Quando si dice “su misura”. Ogni dettaglio del Kameha Grand Zurich Hotel è stato studiato e realizzato da hoc per valorizzare l’ambientazione generando stupore e meraviglia, e per rendere omaggio alla storia e alla tradizione della città che ne dà i natali

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e altri si limitano a portare a termine un progetto di interior design, noi intendiamo offrire una ragione valida per una visita, creiamo una destinazione. Il fine ultimo di un hotel dovrebbe essere di intrattenere, ispirare, stimolare. Per questo vogliamo che i nostri ospiti vivano un’esperienza di lifestyle completa in una location ricca di sorprese e bellezza». Non possiamo che credere alle parole di Marcel Wanders che raccontano la filosofia che avvolge e permea il Kameha Grand Zurich, quando camminando tra i suoi corridoi sembriamo circondati da tavolette di cioccolata, o entrando nella lobby veniamo sovrastati da enormi campanacci dorati. Non possiamo davvero che rimanerne affascinati, conquistati, meravigliati. Il Kameha è davvero un hotel fuori dall’ordinario, esattamente come la mano che ne firma il progetto. Il designer olandese Marcel Wanders ha rivelato un nuovo senso di ospitalità e accoglienza, espresso nell’incontro tra design e lifestyle, che mira a sorprendere attraverso

le più variegate forme di creatività. Alla base del progetto di interior c’è un grande rispetto per la città dove il Kameha sorge, Zurigo, e per le tradizioni che caratterizzano la location. La sfida è stata quindi incorporare gli elementi locali con il design visionario del progettista, in un crescendo di teatralità e atmosfera emozionale generate a partire dall’interior. Ecco allora una serie di dettagli che si rifanno all’industria e alle personalità della Svizzera, come la carta da parati “stile-cioccolata”, mini-bar che sembrano casseforti o lampade che sembrano giganteschi campanacci, perfino divani la cui forma richiama quella del noto Toblerone. La lobby offre un’ampia anticipazione di tale concept - che si sviluppa poi in una varietà di stili e temi attraverso le suite, gli spazi meeting, i due ristoranti e lounge - fungendo da introduzione e allo stesso momento da punto di raccordo di tale varietà tematica. L’area di ingresso è decorata con elementi che rievocano l’eredità di Zurigo, inclusa la tradizione

Proprietà: Turintra AG, fondo immobiliare della Swiss Bank UBS Hotel management: Kameha Grand Glattpark Betriebs GmbH (LH&E Group) Principali fornitori: 2F Hotellicht, Prolicht, Artemide, FEURING Projektmanagement General contractor: Mettler2Invest Design Team: Marcel Wanders Autore: Veronica Orsi Photo credits: Kameha Grand Zurich, Marcel Wanders

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della produzione orologiaia e la storia di successo delle sue banche. Un tappeto rosso guida gli ospiti nella hall terminando nell’imponente scalinata che conduce alla Kameha Dome, spazio multifunzionale di 701mq che richiama la magnificenza delle sale da ballo della tradizione. Il design dei tappeti nella lobby si ispira direttamente alle banconote svizzere, i motivi utilizzati sono il risultato dello studio di Guilloche Rosette e di Metamorphosis patterns. Pareti e soffitto sono primariamente bianchi – una neutralità che fa emergere ancor di più gli elementi di decoro e di arredo - arricchiti da pannelli imbottiti e trapuntati, con tocchi di luce forniti da grossi chiavi dorate. Sopra la reception, grandi campanacci dorati illuminano l’ambiente, abbelliti da motivi floreali che richiamano allo tesso tempo il logo del Kameha che costella l’hotel in più e più punti. 245 stanze, incluse 6 business suite e 11 suite a tema, ognuna differente dall’altra, portano il marchio inconfondibile di Wanders. L’intero hotel è in realtà esito del suo genio eclettico e creativo: tutto l’interior, dagli elementi di arredo agli imbottiti ai motivi decorativi, è stato infatti progettato su misura per il Kameha, accanto a pezzi iconici che completano il design. Tale esclusività emerge preponderante dalle 11 suite tematiche, dove gioco e fantasia creano esiti inaspettati: c’è la Princess Suite, la Poker Face Suite con tanto di tavolo per la roulette, la Ghostwriter e la Fair Play Suite con tavolo da biliardo, freccette e giochi da tavolo; segue poi la Watchmaker Suite che è stata prodotta in collaborazione con un produttore svizzero di orologi, la Burlesque e la Gentlemen, oltre alla Diva Suite per chi vuole rivestire i panni di una stella del cinema; e ancora, la Workout e la Serenity Suite dotata di tappetino per yoga e candele profumate. Se ogni camera è orchestrata come una calibrata fusione di arredi e stili, la tendenza prosegue anche negli spazi dedicati alla ristorazione:

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il ristorante italiano L’Unico e il giapponese Yu Nijyo, il cui design, secondo la visione dell’autore, mira a unire l’autenticità culinaria alla moderna sensibilità. I soffitti sono modellati secondo le misure e forme dei tappeti tatami, mentre le pareti - pannelli in legno tagliati a laser - diventano raffigurazione di elementi della storia giapponese, tra geishe, ciliegi in fiore e altri simboli. Oriente e occidente confluiscono così all’interno di un progetto che è innanzitutto omaggio alla tradizione locale, ma che lascia spazio anche a un’effusione di influenze, culminanti in un sofisticato English style - nella Lounge fumatori - e a tocchi arabeggianti che definiscono la Middle Eastern Suite e Shisha Lounge.

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Zurigo

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Una linea sottile marca la vocazione business da quella di puro piacere dell’hotel

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FLAGSHIP STORE

Il tempio dell’orologeria Un gioco progettuale di rimandi astronomici pervade il nuovo flagship store Pisa Orologeria, che rende così omaggio alla storia dell’azienda

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orge in via Verri 7, all’interno di uno storico palazzo della Milano borghese. 1.200 metri quadrati sviluppati su tre piani, che dominano il Quadrilatero meneghino affacciandosi su via Montenapoleone. Un’aura di sacralità avvolge il nuovo Flagship store di Pisa Orologeria, riferimento internazionale per appassionati e collezionisti: una galleria conduce verso l’ingresso, definito da banconi simmetrici in alabastro e dominato al centro dal Labirinto in ottone - logo del brand - incastonato nel pavimento in marmo. Questo il fulcro da cui prende le mosse l’intero concept dello store. Artefice creativo è l’Art Director Antonio Vittorio Carena, che ha proiettato nel progetto architettonico la struttura di un planetario, dove la luna e i pianeti sono rappresentati concettualmente dagli ambienti che gravitano attorno al Labirinto, ovvero a Pisa, il sole; così i preziosi 96 | IFDM

orologi sono le stelle che illuminano la volta celeste. «Tutte le circolarità del negozio, dalle pareti ai gradini, rappresentano le orbite che si propagano verticalmente da quella centrale, per ripetersi a ogni piano - spiega l’architetto - Se al primo piano è il labirinto in marmo, al secondo corrisponde un tappeto, al terzo è uno specchio nero». Perfino il naming delle aree si adeguano a tale filosofia: l’ingresso è denominato Quadrante, raccolto da quinte in ottone realizzate con trama circolare in cui sono rappresentate le costellazioni dei componenti della famiglia Pisa; in uno spazio più profondo si apre la zona Satellite per brand dal concept di volta in volta personalizzato; un’imponente scala in mogano conduce alle Orbite del secondo piano, i salotti più intimi e appartati in cui ogni disco custodisce un marchio differente che gravita in quello spazio. L’Osservatorio, al di sotto della cu-

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FLAGSHIP STORE

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previsto anche un arretramento della facciata del palazzo di 160cm per creare la galleria esterna proietta Pisa Orologeria verso il futuro e un processo di internazionalizzazione, l’interior design richiama la storia del brand, nato 75 anni fa dalla prima bottega dei F.lli Pisa proprio in via Verri e oggi alla terza generazione. «Le nuance sono state scelte analizzando tutti i negozi Pisa Orologeria dal 1940 ad oggi. Non è stata fatta una scelta di tendenza perché Pisa vuole essere lui stesso trendsetter – racconta Vittorio Carena - Sono quindi

Proprietà: Pisa Orologeria Interior design: Antonio Vittorio Carena Principale fornitore di arredi: Promemoria design by Romeo Sozzi Photo credits: Antinori

pola che sovrasta la struttura, si apre al terzo piano con un carattere ibrido, distinto in due aree: una appositamente destinata a eventi e progetti speciali, per celebrare il mondo orologiero nelle sua pluralità; l’altra accoglie l’hospitality lab e il laboratorio tecnico, per la prima volta aperto al pubblico. «L’Osservatorio nasce con il duplice intento di far tornare centrale il concetto di orologeria, in cui gli orologi diventano un’estensione, e di trasformare questo negozio in una boutique internazionale, ovvero in grado di parlare al mondo in un linguaggio univoco». Se il progetto architettonico - che ha

presenti tutti i materiali storici integrati nella contemporaneità, come il mogano, tradizionalmente usato lucido, ora invece opaco. Tutte le finiture sono opache poiché volevamo che l’unica cosa che splendesse nel negozio fossero gli orologi». Il marmo bianco è stato sostituito con la pietra grigia d’Istria, il cocciopesto a grana fine è stato ridisegnato nella texture a grana medio-grande. Infine, trovano posto materiali nuovi tra cui la galvanica in metallo di loro matrice, utilizzata anche per le finiture dei complementi di arredo, firmati Romeo Sozzi o disegnati su misura. IFDM | 97


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Su misura della Generazione Y Un’ospitalità che si rivolge ai nuovi attori della social community, Yurbban Trafalgar ne trae ispirazione per un nuovo concept che unisce tecnologia e glamour

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mart, tecnologici, connessi costantemente con il mondo social; ma anche intraprendenti, dinamici e ottimisti. Loro sono i Millenials, i nati tra gli anni ’80 e il nuovo millennio che appartengono alla cosiddetta Generazione Y. Loro i destinatari primari di un nuovo format di ospitalità plasmato proprio sulle loro caratteristiche intrinseche e culturali. La proposta dello Yurbban Trafalgar di Barcellona inizia da una scelta stilistica sofisticata - tocchi vintage nelle decorazioni, top brand di design per l’arredo delle 56 camere, spazi comuni e della terrazza panoramica - per svilupparsi

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poi in servizi estremamente personalizzati: un iConsierge (ovvero un servizio online per organizzare ogni aspetto del soggiorno e farti sentire come un True Local), un’area fitness, un minimarket aperto 24 ore su 24, biciclette gratuite sempre a disposizione (firmate dal brand locale Finna Cycles). Urbano e moderno, lo Yurbban riflette lo spirito di questa nuova generazione che ha il futuro nelle proprie mani. Abbiamo incontrato Marta Parera, Marketing Manager dell’hotel, per parlare dell’innovativo concept alla base dello Yurbban.

Proprietà: Leabon Hotel management: Yurbban Hotels Principali fornitori: Artemide, Delightful, Flexform, Gandiablasco, Gervasoni, Hay, Knoll, Paola Lenti, Saarinen, Thonet General contractor: Luis Parés Project Manager: Initia / TRT Architect Project Team: BCA Architects / Raquel Sogorb (Interior Design) Autore: Rachele Frigerio


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Yurbban Hotel è fortemente all’avanguardia per il settore alberghiero. Qual è il concept alla base del progetto? Il cliente voleva che gli ospiti avessero l’impressione di entrare in un hotel a 3 stelle e di andarsene da uno a 5. Per questo abbiamo scelto di impiegare materiali di pregio come noce americano, ottone, quercia e specchi che, insieme all’illuminazione, contribuiscono a creare un’atmosfera calda e accogliente. Inoltre, per quanto riguarda gli elementi d’arredo, abbiamo eseguito un’attenta selezione di aziende e modelli che si distinguono per il design e l’impeccabile qualità. L’hotel è un mix di innumerevoli particolarità: un design smart e semplice, molteplici servizi, anche di tipo medico - non così scontati. Sembra il risultato di una ricerca di mercato. È davvero così? Più che una ricerca di mercato, i nostri servizi riflettono quello che ci proponiamo di offrire agli ospiti: farli sentire a casa e aiutarli a godersi appieno le vacanze. Chi viaggia lo fa per rilassarsi e per vivere la città in modo unico e autentico. I nostri sforzi sono tesi a garantire a ogni singolo ospite dello Yurbban Hotel un servizio IFDM | 99


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su misura, in grado di rispondere alle sue esigenze, perfino di tipo medico, se necessario. L’elenco dei servizi comprende un minimarket, un negozio tipico, una lavanderia self-service, un servizio di noleggio biciclette. Qual è il vostro target? Sono i Millennial una tipologia di clienti che ama organizzarsi in autonomia e sposa tendenzialmente la filosofia del “fai-da-te”. Ne è la dimostrazione, ad esempio, il negozio situato nella hall, dove è possibile trovare una selezione di prodotti locali con cui rifornire i minibar delle camere. Oppure la lavanderia gratuita, che consente agli ospiti di scegliere se lavare o meno i propri vestiti e di farlo eventualmente senza alcuna spesa aggiuntiva. In più, l’hotel mette a disposizione le sue biciclette per esplorare la città e perdersi tra le sue vie e gli splendidi giardini. Contemporaneo e vintage, trendy ma raffinato, per svago o per lavoro, privato e social: è questo l’approccio vincente dell’hospitality del terzo millennio? Secondo noi il successo non è frutto di una formula segreta, ma della somma di vari fattori e del lavoro di tante persone. La nostra attività ruota intorno al trend del momento: un “lusso alla portata di tutti”. Mai 100 | IFDM

come oggi, sembra che il lusso non sia più una questione di prezzi esorbitanti o prodotti di fascia alta, bensì di cura per i dettagli e personalizzazione a livello di trattamenti e servizi. I nostri clienti si aspettano di vivere un’esperienza autentica e indimenticabile, non di pagare per un servizio esclusivo ma senza’anima.

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WONDER. NEW YORK | THE MET BREUER | MARCEL BREUER Il nuovo punto di riferimento in città per l’arte moderna e contemporanea è nell’Upper East Side. Il Met Breuer, spazio espositivo del Metropolitan Museum of Art, è ospitato all’interno

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© The Metropolitan Museum of Art. Copyright 2016

dell’iconico edificio progettato dall’architetto della Bauhaus Marcel Breuer, tra Madison Avenue e 75th Street

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WONDER. BANGKOK | AUTHORS’ LOUNGE | MANDARIN ORIENTAL

© OskardaRiz

Il tradizionale tè pomeridiano è servito accompagnato da un fascino d’altri tempi, nella rinnovata Authors & Garden Wings, intervento che ha restituito al cuore storico della proprietà il suo splendore originario.

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WONDER. SINGAPORE | PARKROYAL on PICKERING | WOHA

© OskardaRiz

© Patrick Bingham Hall

Il primo “hotel-in-a-garden”, un’innovativa e iconica struttura che trae ispirazione dall’ambiente circostante. Piani ondulati nelle tonalità della terra alternati a terrazze verdeggianti, si ergono dal piano terra verso l’alto.

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HOTEL

La nuova vita di Villa René Lalique Un progetto a 360° trasforma la tenuta di famiglia nei Vosgi in un hotel de charme, un omaggio al geniale fondatore del marchio

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illa René Lalique non è semplicemente un hotel de charme nel cuore del Parco Naturale dei Vosgi Settentrionali (in Francia). È il risultato sofisticato di un progetto multidisciplinare che unisce architetture, nuove e ricostruite, interior design, arte, decorazione, disegno degli oggetti, fino al più piccolo dettaglio. Soprattutto l’hotel è un omaggio su larga scala alla storia lunga un secolo dell’azienda francese e alla creatività, geniale e innovativa, del suo fondatore René Lalique, considerato l’inventore della gioielleria moderna e maestro nell’arte del vetro. Composto da sole sei suite, l’hotel occupa l’antica villa della famiglia Lalique e ne conserva l’atmosfera e l’autenticità. Se nel progetto generale l’esterno della struttura ha fedelmente recuperato i tratti originali (persiane blu comprese) l’interno è stato ripensato per la nuova funzione da Lady Tina Green e Pietro Mingarelli, che sono anche gli autori della collezione di arredi e accessori ‘Lalique Maison’, ispirata allo stile dell’Art Deco e alle creazioni storiche del marchio. Ognuna delle sei suite, suddivise su tre piani, sviluppa negli arredi, nei decori e nei tessuti un tema caratteristico dell’opera di Lalique. Un orientaleggiante contrasto cromatico rosso e nero lucido per la Hirondelle, 108 | IFDM

decorazioni floreali su una palette quasi monocromatica avorio con dettagli dorati o in cristallo per le suite Rose e Dahlia, l’omaggio al mondo animale nei numerosi dettagli decorativi con le silhouette della pantera o del drago nelle stanze Zeila e Dragon e, infine, nell’appartamento all’ultimo piano ‘Masque de femme’ il richiamo al famoso pannello decorativo in cui René Lalique sintetizzò la sua fascinazione per la figura femminile, la natura e la mitologia. Per tutte le suite gli arredi, laccati beige, nero, avorio e blu, rinnovano gli stilemi tipici dell’Art Deco e richiamano l’eccellenza del marchio nella lavorazione del cristallo con piccoli dettagli decorativi, che ritroviamo anche nella vasta e confortevole zona lounge del piano terra. Qui l’avorio e il grigio dei tessuti e dei rivestimenti è messo a contrasto con il nero laccato, con le trasparenze del cristallo e con la lucentezza del metallo in una composizione classica e rilassata disposta nelle diverse stanze contigue del piano terra. Sul fondo spicca un esuberante mobile bar nero e lucido, con bancone e vetrina per bottiglie e caraffe, alcune delle quali sono esempi della raffinata produzione storica Lalique per marchi come Macallan, Hardy, De La Tour e Patron. Dalla zona lounge il tragitto verso il nuovo volume che ospita il ristorante è breve e protetto da un per-

Wingen-sur-Moder, Francia


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HOTEL

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HOTEL

Wingen-sur-Moder, Francia

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HOTEL

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corso vetrato. L’addizione è opera dell’architetto svizzero Mario Botta, che ha scelto di realizzare un edificio dal linguaggio decisamente contemporaneo e che ben si relaziona, nella trasparenza, con il contesto naturale del grande parco in cui è immerso l’albergo: un rettangolo di vetro sostenuto da colonne in arenaria rossa dei Vosgi e chiuso da un tetto a verde. I duecento metri quadrati della sala da pranzo, che offre una rasserenante vista sul verde, sono dominati da tre chandelier realizzati da Windfall e dal volume nero del bar che introduce alla cucina dello chef stellato Jean George Klein. Ma la vera sorpresa di questa estensione architettonica è la cantina posta al piano interrato, dove il vetro ritorna protagonista insieme al vastissimo e prezioso patrimonio di 12.000 bottiglie collezionate negli anni: le casse sono esposte dietro le ampie vetrine che sottolineano l’intero perimetro della sala illuminate da punti di luce calda e ambrata. La cantina conserva anche, sulle scale di collegamento fra i due piani, 14 pannelli decorativi in cristallo realizzati da Damien Hirst, che ha scelto la farfalla, figura decorativa cara a René Lalique, per creare la serie Eternal.

Proprietà: Silvio Denz, AD e Presidente di Lalique Hotel management: hotel indipendente by Lalique Fornitori principali: arredi, accessori decorativi e tessuti da ‘Lalique Maison’ by Lady Tina Green e Pietro Mingarelli Design Team: Lady Tina Green e Pietro Mingarelli Autore: Alessandra Bergamini Photo credits: Gilles Pernet, Reto Guntli, Enrico Cano

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HOTEL

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Lugano


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Lugano

HOTEL

The View, un gioiello di ricettività a Lugano Piccolo ma perfetto, per l’hotel con vista mozzafiato sul lago l’ispirazione viene dal design degli yacht

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he View è un boutique hotel di piccole dimensioni inserito in un complesso residenziale di una località vicino a Lugano dal nome decisamente evocativo, Paradiso. Che per un luogo dedicato all’ospitalità è già un ottimo auspicio. Se si aggiungono la posizione all’interno di un bosco di 40.000 metri quadrati e la vista panoramica sul lago e sulle montagne, The View (inaugurato a ottobre 2015) può fare affidamento su ottimi presupposti. Il complesso residenziale Emerald Living, progettato e realizzato tra il 2011 e il 2014 da Luca Gazzaniga Architetti, è disposto su un terreno in pendenza alle pendici del Monte Salvatore e si articola in un raggruppamento di volumi autonomi, con altezze variabili e in combinazioni differenti, per ospitare attici, appartamenti e residenze individuali. L’ordine e la sobrietà dei fronti, con grandi vetrate e terrazze abitabili, viene enfatizzata da una sorta di gioco grafico che incornicia le geometrie dei balconi e si ripete con

lo stesso disegno in tutti gli edifici, creando un’icona riconoscibile e un effetto di dinamismo. Una vasta terrazza, di oltre 600 metri quadrati, contraddistingue nel gruppo il basso edificio destinato nel piano di sviluppo originario ad accogliere l’albergo. Uno spazio prezioso, sia per la relazione che crea con il contesto ambientale e visivo, sia per la versatilità che offre alle esigenze organizzative della struttura. Su questo piano si trovano le aree comuni, molte delle quali affacciate sulla terrazza: reception e concierge, uffici e depositi, la cucina e il ristorante per 150 persone, un lounge bar, due sale per eventi e meeting (da 60 posti circa), la palestra, sei salotti per talassoterapia e un centro benessere da 500 metri quadrati con piscina. Al primo e secondo piano sono sistemate 16 ampie camere di 50 metri quadrati e 2 suite di oltre 100 metri quadrati. Tutte, ovviamente, con terrazza e vista sul lago. La struttura e l’organizzazione dell’edificio ricordano quella di una nave da crociera. L’accesso con IFDM | 115


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le auto e la prima registrazione avvengono al piano interrato che ospita 39 posti auto riservati. Da qui gli ospiti salgono ai piani superiori che, nel progetto di design degli interni realizzato da IHD Interior Haut Design, mostrano spunti ed elementi mutuati dal design nautico e degli yacht di lusso. Primo fra tutti il teak massello con finitura di tipo navale, che ritorna come filo conduttore in tutti gli ambienti, sia nei rivestimenti orizzontali sia nelle boiserie delle pareti. Altra componente fondamentale caratterizzante gli interni è l’illuminazione, integrata nel disegno com-

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HOTEL

plessivo e utilizzata per accentuare la tridimensionalità di spazi e oggetti e conferire dinamismo alle superfici. Spiccano nel piano terra dedicato agli spazi comuni veri e propri ‘paesaggi’ di luce su un sottofondo bianco: strip luminose sottolineano i profili di arredi o si innestano con sottili geometrie nel rivestimento delle pareti, sinuosi ‘canyon’ di luce incidono lunghi tratti nei controsoffitti e collegano concettualmente e fisicamente gli spazi comuni, teli di barrisol formano chiazze iridescenti sui soffitti della spa, l’unica zona chiusa che non affaccia sulla terrazza. Nell’armonia di un insieme fluido, il tema della luce viene declinato come un leggero contrasto

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HOTEL

Lugano

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di bianco su bianco, quello lattiginoso e opaco di pareti, soffitti e arredi ravvivato dagli accenti più artificiali e vividi dei corpi luminosi. Salendo ai piani superiori dedicati agli spazi privati delle stanze, il bianco lascia spazio alle tonalità più naturali e più scure del teak per creare luoghi intimi e confortevoli con una disposizione a open space diversa dalle solite stanze d’albergo, più vicina a una minisuite, e resa possibile dalla metratura generosa di 50 metri quadrati. Il legno, oltre che negli arredi, viene utilizzato in lunghi listelli su una boiserie in specchio per rivestire le pareti e per inserire schermi di separazione fra le diverse aree funzionali della stanza, ad esempio fra la zona notte e living e la zona del bagno, che resta a vista come parte integrante del décor.

Proprietà: Planhotel Project manager: Artech SA – arch. Gianluca Lopes Architetto: Luca Gazzaniga Architetti Direzione dei lavori: Iparchitettura – arch. Michele Zago Interior design: IHD interior haut design Principali fornitori: Flexform, Roda, Duravit, Gessi, Penta Foscarini, Artemide, Corradi, Schueco, Schindler Marazzi, Gigacer, Unbescheiden

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Lugano


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RELAIS

Aix-en-Provence, Francia

Il benessere circolare tra sapori e profumi Nel cuore della Provenza, Villa Gallici scrive un altro capitolo di raffinata ospitalità

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icavata da una villa provenzale del 18° secolo e a pochi passi da Aix-en-Provence, Villa Gallici è un Relais Château di proprietà dell’italiana Baglioni Hotels che ne cura anche la gestione. Lo studio milanese Rebosio+Spagnulo, con un palmarès di progetti Hospitality di successo (non solo con Baglioni Hotels) è stato incaricato di realizzare un ampliamento della location e l’interior design dei nuovi spazi. Il progetto ha previsto la realizzazione di una piscina esterna, una Spa e una wine cellar per la degustazione di vini. 120 | IFDM

I progettisti sono partiti dall’edificio esistente e dal rapporto del medesimo con il ricco e curato giardino che circonda la proprietà. Trasformare in sinergie i confini geografici tra il vecchio che funziona e il nuovo che deve arrivare è stato l’obiettivo primario, la scelta delle forme, dei materiali e la loro collocazione negli spazi hanno rappresentato il must progettuale. Una fusione armonica e rispettosa del contesto e della storia ultracentenaria che Villa Gallici racchiude tra le proprie mura. L’idea progettuale si è sviluppata attorno al con-

Architettura e interior design: Rebosio+Spagnulo Proprietà e gestione: Baglioni Hotels Photo credits: Villa Gallici


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RELAIS

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cetto di “benessere circolare”, una proposta che metta gli ospiti nelle condizioni di utilizzare più sensi: la Spa e la wine cellar accostano due filosofie di wellness differenti tra di loro, il mood ambientale creato da Rebosio+Spagnulo unisce queste due anime attraverso delle scelte di interior raffinate e ricercate, che non tralasciano il particolare a favore del generale. Curve morbide, materiali pregiati, simbologie nel decoro: il risultato è un ambiente caldo e ospitale, che va oltre l’essenza Provenzale nel senso tradizionale del termine e determina uno stile e un carattere proprio. Il rovere e la pietra naturale dominano gli ambienti, i decori tipici del sud della Francia, le note musicali intagliate nelle ante di ferro della wine cellar rappresentano un linguaggio di interior risultato di tanti linguaggi amalgamati con misura ed equilibrio; un equilibrio complesso e semplice al tempo stesso. La ultra decennale esperienza di Rebosio+Spagnulo nel settore dell’hospitality ha portato sempre la coppia a utilizzare il Made in Italy, selezionando aziende di livello per forniture importanti. Nel caso di Villa Gallici sono stati scelti Gabana Arredamenti per il su misura, Zucchetti per le rubinetterie, Domus Market per i tessuti e gli imbottiti Ferrart per i serramenti e la scala esterna in ferro.

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HOTEL

Friedrichshain, Berlino

La casa/suite a incastro Nel berlinese Michelberger Hotel, Sigurd Larsen aggiunge due suite disegnate come una ‘casa nella stanza’

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el quartiere di Friedrichshain il Michelberger Hotel è un albergo indipendente gestito dai proprietari che hanno trasformato una struttura residenziale in un hotel che agli ospiti si presenta con un carattere informale e un’atmosfera confortevole, quasi domestica. Una grande casa con un mix di arredi nuovi e vintage negli spazi comuni, interni ed esterni, e ambienti personalizzati per ogni stanza o mini appartamento; ognuno con la propria personalità, tutti funzionali, divertenti e con un materiale naturale come il legno per filo conduttore. Legno protagonista assoluto, ad esempio, delle due suite realizzate su progetto di Sigurd Larsen, archi-

tetto di nascita e formazione danese con studio a Berlino dal 2009, in collaborazione con i proprietari Nadine May e Tom Michelberger. La stanza 204, o The House of Doors, e la 304, o The Gardenhouse, sono le suite della categoria Hideout: 50 metri quadrati dominati dalla luce e dal legno di pino naturale, perfettamente organizzati e ben illuminati, in cui oltre che dormire si può cucinare, lavorare, stare in compagnia, fare la sauna e riposarsi. The House of Doors è una camera con ‘vista’ all’ennesima potenza: sulla luminosa zona giorno si aprono, e si chiudono per mimetizzarsi nella parete bianca, due porte e 5 finestre ad altezze sfalsate: sulla cucina

Proprietà: The Hotel is owned and run by Tom Michelberger and Nadine May. Principali fornitori di arredi e illuminazione Room 204, House of Doors: Sedute, Pedrali - Tavoli, System+ Möbel Lampade, Michelberger Hotel - Nordlux - Vertigo Bird Room 304, The Gardenhouse: Sedute, Wewood - Lampade, Enrico Zanolla Vertigo Bird - SpinaLED General contractor: Carpenter Tischlerei Kathrein Design Team: Sigurd Larsen Sigurd & Architecture: Sigurd Larsen, Simon Jendreizik, Timm Lindstedt Michelberger Hotel: Nadine May, Tom Michelberger, Azar Katzimir Photo credits: Rita Lino, James Pfaff

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HOTEL

Friedrichshain, Berlino

compatta, sulla vasca da bagno, sulla stanza per gli ospiti, su un corridoio, e oltre, su un secondo corridoio interno, nascosto, a sua volta scandito da altre porte e altre finestre, di nuovo a diverse altezze. Gli spazi e le funzioni della suite sono generati e collocati con precisione senza lasciare nulla inutilizzato, sfruttando la doppia altezza del volume e l’intera pianta. Il tema delle aperture multiple viene riproposto nella suite The Gardenhouse, dove si aggiunge anche quello del rapporto interno-esterno. Un volume in legno (anche qui in pino naturale intonacato di bianco), con l’iconica forma di una piccola abitazione unifamiliare, è collocato al centro della stanza per dare forma a un dentro/casa in continuità con un fuori/giardino. Se la ‘casa’ contiene su diversi livelli camera da letto, sauna, cucina e una seconda camera, il ‘giardino’ ospita la doccia, una piccola piscina-vasca da bagno, la zona giorno.

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HOTEL

Hannover

Prizeotel Hannover, l’energia del colore e delle forme Low budget e di design, il terzo albergo della catena porta di nuovo la firma di Karim Rashid

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l numero 50 dell’Hamburger Allee di Hannover l’edificio appare quasi monotono sul fronte strada, con la scansione regolare delle finestre su una uniforme facciata in mattoni. Ma è sufficiente avvicinarsi e attraversare l’invitante porta a vetri fucsia che conduce alla reception del Prizeotel perché l’esperienza si faccia stimolante e ‘immersiva’. Questo di Hannover è il terzo albergo della catena fondata da Marco Nussbaum e Matthias Zimmermann nel 2006 con l’obiettivo di offrire agli ospiti hotel di design a prezzi abbordabili. Come gli altri due aperti a Brema e ad Amburgo, anche quest’ultima realizzazione, completata a dicembre 2015, è firmata dal prolifico Karim Rashid, che ha immaginato spazi, arredi e oggetti - dalle posate alle stanze agli spazi comuni - ma soprattutto ha creato un’atmosfera giocosa e inconfondibile e un brand riconoscibile. Se per Rashid il design ha come obiettivo “migliorare la nostra vita nei suoi contenuti poetici, estetici, esperienziali, sensoriali ed emozionali”, allora i Prizeotel diventano un’ottima sintesi della sua filosofia progettuale. Complici l’uso del colore e delle forme, che danno corpo agli spazi interni e influenzano l’esperienza dello spazio stesso da parte del fruitore. 126 | IFDM

Gli ambienti, privati e comuni, sono ricchi e densi senza diventare invadenti, contraddistinti da un uso generoso del colore e da un disegno seducente e morbido delle forme. Colore che si declina su ampie campiture e con una palette ‘sfrontata’ che accosta a un bianco lucido usato come ‘sfondo’ cromie più sature ed effetti optical: dal fucsia della porta di ingresso alla gamma di viola e bluette nel rivestimento di pareti e pavimenti, al giallo limone, alter ego del bianco e del nero e diffuso ovunque, nelle strutture di servizio e negli arredi, a sottolineare curve, sfondi, proporzioni. Le strutture di servizio definiscono ambienti e funzioni diventando veri e propri landmark visivi: il banco reception, che in prima battuta accoglie l’ospite e si allunga poi in una traiettoria irregolare e continua a formare lo spazio per il bar, o il monolitico buffet che campeggia al centro della sala per la colazione. Le forme caratterizzanti sono irregolari ma fluide, arricchite da molti contenuti ed elementi grafici, come i tagli asimmetrici per l’illuminazione a soffitto, i decori optical per i rivestimenti, lo sfondato nel mobile guardaroba nelle camere, la testiera del letto o gli specchi nei bagni.

Proprietà: Prizeotel Group Project Manager: Kamala Hutauruk Project Team: Alex Loyer Hughes, Mana Mohammadkhani, Juliette Shih, Mike Gibson, Youssef Eskandar Principali fornitori: Karim Rashid per Martela, Nienkamper, Redi, Bonaldo, B-Line, Vondom, Kundalini, Nimbus. Piastrelle in ceramica stampate in digitale personalizzate con pattern by Karim Rashid. Carta da parati Globalove collection by Karim Rashid per Marburg Wallcovering, Germany. Parete in vetro retroilluminata con stampa in digitale Photo credits: Eric Laignel


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Hannover

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Colori vivaci e linee sinuose: questo è l’inconfondibile stile di Karim Rashid

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Hannover


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WONDER. MUIDEN | CF8 | SEA LEVEL YACHT DESIGN & ENGINEERING Lo yacht del futuro. Il design di CF8 (nome che si riferisce a Cars & Family, Macchine e Famiglia, in 80mt) guarda alle seducenti linee delle macchine sportive. Sea Level – studio olandese che firma

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© Sea Level B.V.

il progetto – ha concepito un volume centrale dotato di una copertura in vetro che permette alla luce di raggiungere gli spazi interni; cuore progettuale che può ospitare anche una collezione privata di auto.

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© Eric Laignel

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PARIGI | PLAZA ATHÉNÉE | POLIFORM

Con le sue sedute, Poliform entra a far parte di un progetto rivolto all’haute cuisine a cinque stelle, arredando Le Bar du Plaza Athénée e il ristorante Alain Ducasse au Plaza Athénée. Patrick Jouin and Sanjit Manku hanno adottato un approccio creativo per il primo, con grandi drappeggi di tessuto blu, e più sofisticato per il secondo. Le Bar du Plaza Athénée è stato peraltro insignito del premio internazionale Restaurant&Bar Design Award 2015, per la categoria Europe Bar.

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AMSTERDAM | EU PRESIDENCY | MOROSO

© Photo’s by Gispen, photographer Chris van Koeverden

Lo Studio Edward van Vliet ha progettato e ristrutturato lo spazio che dal primo Gennaio al 30 Giugno 2016 ospita la Presidenza UE ad Amsterdam, presso il Scheepvaartmuseum e il Marine Etablissement. Porta la sua firma anche la collezione Sushi Blue Edition di Moroso che arreda l’area conferenze, il ristorante e l’ingresso - perfettamente in linea con il tema Esplorando che si rifà alla cornice architettonica che li accoglie, e che richiama anche la storia, la tradizione culturale e il design culturale olandese.

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ALMATY | RISTORANTE DELL’ABAY OPERA HOUSE | COLOMBO STILE

Un concept inedito pensato da Samuele Mazza per il ristorante dell’Opera di Almaty. Nella città kazaka, Colombo Stile realizza un piano con annesso bancone bar lungo oltre 10 metri. I complementi d’arredo, studiati su misura, riecheggiano al tema degli strumenti musicali tipici, così le grandi pannellature in legno laccato e tappezzerie richiamano il contesto. Fanno parte dell’allestimento, interamente curato da Colombo Stile, i prodotti disegnati da Samuele Mazza per l’azienda della collezione Operà.

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© George Apostolidis

© George Apostolidis

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MILANO | MANDARIN ORIENTAL | B&B ITALIA

Lo studio Antonio Citterio Patricia Viel Interios è intervenuto su quattro edifici del XIX secolo per dar vita al nuovo Mandarin Oriental Milano, integrando alcuni elementi di ispirazione orientale in un concetto di interior prettamente milanese, che rievoca le dimore borghesi anni ‘30. Il tocco sofisticato negli arredi è stato curato da B&B Italia Contrct Division che ha fornito imbottiti e sedute per differenti aree, come la reception, il ristorante Seta (dove ha realizzato su misura anche il tavolo della sala riservata), il Bar Bistro nei suoi toni optical del bianco e nero, l’outdoor, le camere e suite, fino al letto a baldacchino della suite presidenziale.


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DUBAI | FOUR SEASONS RESORT | SICIS

La Jumeirah Beach Road risplende di nuova luce. Qui sorge infatti il sofisticato Four Seasons Resort Dubai, decorato al suo interno dai pregiati mosaici Sicis. I suoi pattern si dispiegano come opere d’arte nelle hall e nei diversi bar, cosÏ come nelle lounge, nelle suite e nei salotti. Scenografie che si ampliano nelle piscine, nel centro fitness e centro benessere dove anche i pavimenti appartengono alla collezione Sicis Stone.

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MOSCA | NAME | BAMAX

Atmosfera fusion e tocchi eclettici per il ristorante Name, interamente arredato Bamax sotto la direzione di Giacomo Baron (Art Director del brand) e del designer Giorgio Ragazzini. Contrasti chiaroscurali, abbinamenti materici forti, giochi di geometrie definiscono il look dell’interior, realizzato con arredi su misura attingendo dalle collezioni Poesia, Ribot e Diamante by Bamax.

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MOSCA | ERWIN RESTAURANT | SLAMP

© Ena Spahic

Drappeggi dorati incoronano il ristorante Erwin di Mosca. Sono le lampade Veli, disegnate da Adriano Rachele, che come un bouquet di foglie d’oro brillano sull’elegante sala ristorante creando un’isola luminosa. Il progetto di interior è firmato dallo studio moscovita MMZ Project Architectural Bureau.

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MOSCA | VILLA PRIVATA VISIONNAIRE

L’architetto Sergey Estrin ha sceltoVisionnaire quale partener d’eccezione per la realizzazione di una lussuosa Villa privata nella capitale moscovita. È un concept d’autore, senza eguali, dove alcuni prodotti da catalogo del brand d’interior sono stati integrati in un progetto customizzato. Trait d’union tra le diverse stanze, combinazioni geometriche e di luce delle pannellature a soffitto, che proseguono nei giochi di forme e volumi dei rivestimenti parietali fino a completarsi nella pavimentazioni in marno.

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LONDRA | HILTON LONDON BANKSIDE | LEMA

Perfetta combinazione tra design e comfort, il nuovo Hilton londinese nasce dalla creativitĂ  degli architetti Twenty2Degrees e dalla collaborazione con il project management Arcacia Consulting Ltd, inserendosi nel processo di rinnovamento urbano del quartiere di Bankside. Tutti gli arredi fissi e mobili delle 292 camere sono firmati Lema, incluse le suite e quella presidenziale, oltre a una parte delle zone comuni. Numerosi sono anche gli arredi scelti direttamente dal catalogo Lema Casa che costellano gli ambienti.

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MEGÈVE | FINGER’S MEGEVE | OPERA CONTEMPORARY

Trasformare un rifugio di montagna in un ristorante di lusso a quota 1400mt. In questa direzione si è orientato il progetto - tanto architettonico quanto di interior – di Exclusiva Design per il ristorante Finger’s Megève, dove convivono atmosfere tradizionali (dal caminetto alle pareti in legno) a suggestioni più moderne (la wine cellar in acciaio come parte integrante dell’architettura). In questo contesto si inserisce il raffinato stile di Opera Contemporary, declinato nella fornitura di sedie e divani custom, accanto ad arredi su disegno dei progettisti.

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MEDELLIN | PRIVATE HOUSE | GRUPPO EUROMOBIL

Nella sua triplice anima composta dai brand Euromobil, Zalf e Désirée, il Gruppo Euromobil ha fornito l’arredo completo della prima abitazione dell’America Latina a Medellin, in Colombia, certificata Leed Gold for Homes, categoria Gold. Rinonoscimento internazionale per l’efficienza energetica, impatto ambientale, innovazione e design. Il progetto è firmato dall’architetto colombiano Diego Ospina e Merce Robledo per l’interior design.

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MILANO | UNICREDIT PAVILION | CASSINA

Dal progetto al prodotto. Michele De Lucchi ha disegnato la sedia 298 (UniCredit Pavilion Project) appositamente destinata all’UniCredit Pavilion, spazio polifunzionale da lui stesso concepito con materiali naturali e tecniche di costruzione innovative. Sviluppando un’interpretazione sofisticata della tipica sedia da regista in faggio, la seduta doveva allo stesso tempo rispettare l’estetica dell’edificio e rispondere alle numerose necessità di questo spazio dinamico, che sorge nel nuovo quartiere di Porta Nuova.

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© Andrea Guermani

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MILANO | INGALERA | PEDRALI

Pedrali arreda - con le sedute Volt e i tavoli Inox - InGalera, il primo esempio in Italia di attività di ristorazione aperta a tutti all’interno di un carcere, la II Casa di Reclusione di Milano Bollate, realizzata in collaborazione con la cooperativa ABC La sapienza in tavola. 52 posti a sedere, nove i dipendenti (tutti detenuti tranne chef e maitre). L’architetto Augusta Comi che ha curato l’interior design ha mixato linee essenziali e rigorose - tipiche delle strutture carcerarie - con colori pastello che donano leggerezza.

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MILANO | T’A MILANO STORE & BISTROT

L’Italian lifestyle rivive in via Clerici 1, accanto allo storico Palazzo Clerici nel cuore di Milano, nel locale T’a Milano inaugurato dai fratelli Alemagna, che della città sono parte della storia. La perfetta combinazione di cucina e interior regala un’esperienza sensoriale raffinata. Le lampade, i tavoli e le sedute in velluto sono pezzi unici ideati dallo Studio Vincenzo De Cotiis Architects, che firma l'interior design di tutto il locale. I banchi e gli altri arredi sono perfettamente armonizzati nell'ambiente reso unico dai prestigiosi marmi e dagli speciali rivestimenti in gesso che arricchiscono pareti e soffitti.

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ROME | SPAGNA ROYAL SUITE | TURRI

Affacciandosi sulla scenografica Piazza di Spagna, nel cuore della capitale italiana, la Spagna Royal Suite è un piccolo gioiello di ospitalità. Le collezioni Caractere, Couture e Orion del luxury brand Turri sono state integrate in un progetto di design altamente raffinato, ben visibile anche nelle camere con letti king size dai dettagli glamour.

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Angelo Cappellini & C. srl socio unico - Showroom via Turati, 4 - 22060 Cabiate (CO) Italy - www.operacontemporary.com


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SEOUL | WIZWIT | CASAMANIA

Al primo piano del Coex Convention Center di Seul fa la sua comparsa il ristorante e pub WizWit. Dal soffitto riflettente alle pareti con display con immagini pop art fino al giardino verticale che divide gli spazi, si rivela una location trendy e moderna, ideale per piccoli gruppi. Al progetto ha preso parte Casamania con Al, tavolo disegnato da Marco Zito, le sedie Stereo e Vad di Luca Nichetto e la seduta Alieno by GamFratesi.

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TOKYO | CAFFÈ CONNEL | NENDO

Degli interni risalenti al progetto del ’77 di Kenzo Tange rimane visibile traccia, nonostante lo Studio Nendo ne abbia valorizzato le innate proprietà rispetto allo spazio originario. Merito di una pavimentazione continua che unifica gli spazi fino a rivestire perfino il bancone, culminante nel top con finitura lucida nera che si combina con il soffitto specchiato grigio. Il Caffè Connel sorge al secondo piano del Sogetsu Kaikan nel distretto di Minato (Tokyo), vantando una pittoresca visuale sulla tenuta Akasaka, il Korekiyo Takahashi Memorial Park e lo Stone Garden creato da Isamu Noguchi.

© Photos by Daici Ano, Takumi Ota / Akihiro Yoshida

© Photos by Daici Ano, Takumi Ota / Akihiro Yoshida

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MONITOR

© claire curt for Colliers / Fantoni

© claire curt for Colliers / Fantoni

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PARIGI | KPMG | FANTONI

La nuova sede di KPMG, nelle EQHO Tower Parigi, parla un po’ anche italiano. Fantoni si è occupata infatti del progetto di fornitura e montaggio di 2600 postazioni di lavoro, all’interno dei 22 piani occupati dalla multinazionale; l’intervento ha riguardato tutti gli spazi di lavoro, uffici operativi e direzionali, meeting room e call centre. Le aree open space sono state poi dotate di pareti fonoassorbenti 4akustik che si integrano con gli arredi, attraverso soluzioni completamente customizzate.


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© Peter Vitale

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SAN PIETROBURGO | FOUR SEASONS HOTEL | PRECIOSA

Originariamente costruito come residenza della Principessa Lobanova-Rostovskaya e completato nel 1820 dall’architetto Auguste Ricard Montferrand, il Four Seasons di San Pietroburgo è un esempio di puro stile Impero Russo, tornato a nuova vita grazie a Reardon Smith Architects e Cheryl Rowley Design che ne ha curato l’interior. I ristoranti, progettati invece da Spin Design Studio, sono permeati da un calore e una ricchezza di materiali, arricchiti solo dalle opere luminose e scenografiche di Preciosa.

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MILANO | ME MILAN IL DUCA | MOLTENI&C, OLUCE

Il restyling dell’hotel ME Milan Il Duca è un inno al Design. Ognuno dei nove piani è stato riprogettato come omaggio a un grande maestro del settore. Partecipe di questo racconto di interior è Molteni&C che ha arredato - su progetto di Nicola Gallizia Design - l’area giardino, ingresso, library, bar, zona ascensori, ristorante steakhouse, Radio Roof-Bar, oltre a porte, boiserie, camere e suites, e gli arredi dei bagni. Oluce illumina invece suites e spazi comuni con le iconiche Atollo e Couplè 3320R, il progetto bespoke Duca di Nicola Gallizia, e Kin che si propaga a cascata lungo la scalinata.

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COURMAYEUR | SUPER G LODGE | STARPOOL

© Aiace Bazzana

A 1.700 metri di altitudine svetta il Super G di Courmayeur, il primo Italian Mountain Lodge, che regala una vera relax experience tra le vette più alte d’Europa. Il benessere prende forma con la sauna finlandese SweetSaunaPro Milano, la doccia a reazione fredda Breeze con la sua fresca nebulizzazione e la relax room con le chaise longue Starlongue. Il tutto a firma Starpool.

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PARIGI | LUXURY APARTMENT | ALIVAR

L’atmosfera parigina si respira in tutto il suo charme all’interno di questo elegante appartamento, inserito nel contesto di un signorile palazzo in Avenue du President Wilson, con vista sulla Tour Eiffel. Gérard Faivre, creatore del concetto Art Homes, ha scelto Alivar quale partner del progetto di interior, che ha fornito numerosi prodotti firmati Giuseppe Bavuso, tra cui la libreria Diesys e le poltroncine Pady.

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ANCONA | SEEPORT HOTEL | WALL&DECÒ

Riflesso del territorio d’origine e dell’ambiente che lo circonda, il Seeport Hotel è un concentrato di eleganza, calore, stile e ricercatezza. La sua doppia anima si esprime nell’equilibrio formale tra modernità e vintage, uno stile definibile col termine romantico-industriale creato dal team di progettisti, l’ing. Enzo Interrante e le interior designer Katia Cappellacci e Veronica Cipolletti. In questa cornice, la carta da parati Wall&Decò, nel modello Borgia disegnato da Christian Benini, si armonizza perfettamente all’interno del ristorante, aggiungendo un tocco di ricercata artisticità. 164 | IFDM


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MONITOR

CONTRACT& HOSPITALITY

SAIGON | THE REVERIE SAIGON RESIDENCES | SNAIDERO

Conta ben sei stelle il nuovo hotel extralusso The Reverie Saigon. La ricerca del miglior design e del più raffinato interior si estende anche nei 130 appartamenti delle Residences, che vedono protagonista il modello di cucina Orange di Snaidero. Ogni cucina è stata progettata su misura in modo da rendere più funzionali gli spazi.

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OSLO | ASTRUP FEARNLEY MUSEUM | KRISTALIA

Culla dell’arte moderna nella città, l’Astrup Fearnley Museum è parte del Tjuvholmen Icon Complex, progettato da Renzo Piano il collaborazione con lo Studio di Oslo Narud-Stokke-Wiig: tre edifici dedicati alla cultura perfettamente integrati nel panorama. Il Museo inizia già dall’esterno, tra giochi di canali, ponti e prati. È qui che si collocano anche le sedute Kristalia, Mem ed Elephant, dal design confortevole e minimale.

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CONTRACT& HOSPITALITY

© Gilles Trillard

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DINARD | HOTEL CASTELBRAC | THONET, FLOS

Costruita nel 1865 in stile vittoriano, la villa che ospita il nuovo hotel Castelbrac, nella cittadina balneare della Bretagna, si presenta ora splendidamente rinnovata dopo tre anni di lavori di ristrutturazione. Sandra Benhamou ha scelto per l’interior design lo stile tipicamente nordico di Thonet, che con le sue sedute costella l’area ristorante - illuminata dalle lampade String Light Testa a cono di Flos - la reception, le camere e la sala seminari. IFDM | 167


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CONTRACT& HOSPITALITY

MONITOR

MILANO | ANJOY&BLEEV ROOMS

Un concentrato di design allo stato puro. La proposta di ospitalità di Anjoy&Bleev Rooms privilegia un sapore esclusivo dettato da uno stile sofisticato ma familiare, interamente Made in Italy. Tra i brand partner, Creazioni firma i letti, le applique e le armadiature, Dorelan i materassi, Artemide l’illuminazione; Kartell by Laufen è stata selezionata per i bagni, dove trovano posto anche gli art panel di Alex Turco e i radiatori Tubes.

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MONITOR

CONTRACT& HOSPITALITY

MILANO | AESOP

© Paola Pansini

Il duo creativo Emiliano Salci e Britt Moran, in arte Dimorestudio, rendono omaggio all’italianità più autentica nel secondo negozio Aesop di Milano, in Corso Magenta. In 35mq offrono una nuova interpretazione delle dispense delle ville italiane degli anni ’30 e delle piccole botteghe di quartiere, giocando sui toni pastello enfatizzati da materiali come ceramica e acciaio.

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CONTRACT& HOSPITALITY

MILANO | HOTEL EXCELSIOR GALLIA | OIKOS

I suggestivi effetti cromatici di Oikos sono stati utilizzati per gli interni lussuosi e raffinati dell'Hotel Excelsior Gallia, il famoso palazzo storico che spicca nel centro di Milano tornato a risplendere dopo il meticoloso restauro realizzato da Marco Piva. Le camere, decorate con le materie Oikos, richiamano l’eleganza senza tempo del periodo Art Deco.

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MONITOR


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MONITOR

CONTRACT& HOSPITALITY

MARRAKECH | MANDARIN ORIENTAL RESORT | NOBILI RUBINETTERIE

Oltre 54 ville private, tratteggiate da uno stile arabo-spagnolo, costellano il panorama del Mandarin Oriental Resort di Marrakech. Giardini recintati, piscina, vasca idromassaggio e - per 9 suite - anche una piscina a sfioro sul tetto sono solo alcuni dei plus presenti. In questo esclusivistico contesto trova spazio la collezione Spring di rubinetti e miscelatori del brand Nobili Rubinetterie.

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Design Inspirations

RED LIBESKIND BY OIKOS | C0-M100-Y76-K33

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CONTRACT& HOSPITALITY

DESIGN INSPIRATIONS

CONTRACT DUBAI | FRANCESCA PADUANO | BOLZAN LETTI

Collezione di letti caratterizzata da un’ampia testata che si trasforma in una boiserie decorativa. L’imbottitura è arricchita da una leggera lavorazione capitonnè.

COLISEUM | GIORGIO SORESSI | GIORGIO COLLECTION

Consolle della collezione Coliseum in acciaio bronzato con top in marmo del Madagascar nero/oro, ispirata alla maestosità e immensa armonia del Colosseo romano.

TARTAN | LUDOVICA & ROBERTO PALOMBA | FOSCARINI

Lampada a sospensione con diffusore realizzato con la tecnica della soffiatura a bocca all’interno di uno stampo con particolari incisioni, tali da creare un incrocio perpendicolare di linee dai motivi geometrici sempre diversi. 174 | IFDM


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DESIGN INSPIRATIONS

CONTRACT& HOSPITALITY

PRISM | TOKUJIN YOSHIOKA | GLAS ITALIA

Armadio in cristallo trasparente extralight mm.12, temperato e termosaldato, con speciali e preziose bisellature che riflettono e rifrangono la luce. Sulla base è posizionata una panchetta nello stesso materiale e con le stesse lavorazioni dell’armadio. IFDM | 175


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CONTRACT& HOSPITALITY

DESIGN INSPIRATIONS

KIPU | ANDERSSEN & VOLL | LAPALMA

Seduta modulare, le cui forme derivano dalla severità del triangolo ammorbidite dalla scelta dei colori e dei tessuti, attraversata da cuciture a vista che ne sottolineano lo spirito contemporaneo e informale.

DOLLY | PEGGY NORRIS | PHILIPP SELVA

Poltroncina capitonné imbottita con braccioli dal grande fascino, esempio di stile classico. Disponibile solo in pelle e tessuti in tinta unita. Rifinita in stoffa e pelle con filetto.

BOHÉME | M. MARCONATO - T. ZAPPA | PORADA

Letto caratterizzato da una testata imbottita nei tessuti della collezione, con cornice in massello di noce canaletta. Fissata a muro. È disponibile con retroilluminazione LED e moduli laterali in noce canaletta. 176 | IFDM


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CONTRACT& HOSPITALITY

DESIGN INSPIRATIONS

LANCASTER | GIANFRANCO FERRÉ HOME

Elegante poltroncina imbottita con struttura in mogano, rivestita con pelle Sapphire. Ornamentali borchie in metallo arricchiscono il design del prodotto. 178 | IFDM


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CONTRACT& HOSPITALITY

DESIGN INSPIRATIONS

CHEVRON | REFIN

Chevron è disponibile in un legno caldo, uno più freddo e uno sbiancato quasi con effetto bianco/nero. L’unico formato 37,5×150 cm consente a due piastrelle affiancate di disegnare la spina di pesce completa.

OPERA | FERDINANDO PEDRAZZANI | ELAM

Opera reinventa la modularità della cucina, sostituendo i moduli tradizionali con sofisticati moduli liberi da combinare dinamicamente.

MAHARI | NAHOOR

Lampada disponibile nella versione da terra e da tavolo, dal design minimale e versatile. Un tocco raffinato è offerto dalla finitura in ottone brunito.

WEB | DANIEL LIBESKIND| POLIFORM

Libreria scultorea generata dall’intersezione di piani e montanti ortogonali o obliqui: Web esplora le possibilità uniche di un materiale performante come il Corian®, impreziosite dalla sua estetica glacier white. IFDM | 179


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CONTRACT& HOSPITALITY

DESIGN INSPIRATIONS

CICLOTTE CLASSIC | LUCA SCHIEPPATI | LAMIFLEX GROUP

Realizzata con materiali d’eccellenza quali carbonio, acciaio e fibre di vetro, Ciclotte rappresenta una novità assoluta per il mondo fitness grazie alla soluzione tecnologica unica del sistema epicicloidale della trasmissione.

GRAMERCY | MAURO LIPPARINI | MISURAEMME

Tavolino rotondo con base in massello di rovere fumè. Il piano è appoggiato alla base tramite distanziatori in acciaio satinato. Molteplici sono le varianti di finiture in un gioco di combinazioni. Le gambe, un cavalletto trittico, seguono lo stesso disegno di Gramercy tavolo.

FEBO | ANTONIO CITTERIO | MAXALTO

Una nuova bergère con braccioli che arricchisce l’ampia gamma delle sedute Febo. Si distingue per il grande comfort, le linee morbide avvolgenti, oltre che per la cucitura a punto cavallo che ne disegna la silhouette e accomuna l’intera serie. 180 | IFDM


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DESIGN INSPIRATIONS

CONTRACT& HOSPITALITY

DIGITALART | CERAMICA SANT’AGOSTINO

Collezione in Gres porcellanato con superfice realizzata con l'innovativo sistema di stampa digitale a getto di inchiostro. Tecnologia che consente infinite possibilità di riproduzione di qualsiasi elemento grafico, naturale o artistico, garantendo risultati tecnici ed estetici straordinari. IFDM | 181


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CONTRACT& HOSPITALITY

DESIGN INSPIRATIONS

IO | CLAESSON KOIVISTO RUNE | FONTANAARTE

Lampada a parete progettata per sorgenti luminose a LED. Grazie a una montatura dal doppio asse di rotazione, la lampada ruota sia sull’asse longitudinale sia lungo quello trasversale e consente perciò una gestione totale della luce. PARENTESIT | LIEVORE ALTHERR MOLINA | ARPER

Collezione di pannelli modulari fonoassorbenti, disponibile nelle varianti circolare, quadrata e ovale. Personalizzabile con l’inserimento di casse acustiche e con soluzioni per l’illuminazione.

ERMIONE | ROBERTO LAZZERONI | MOOD

Poltroncina dalle dimensioni contenute, avvolgente nello chienale e confortevole grazie all’ampia imbottitura del sedile. La base è in legno massiccio. 182 | IFDM


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DESIGN INSPIRATIONS

CONTRACT& HOSPITALITY

16 | OMER ARBEL | BOCCI

Delicati strati di vetro supportati da un’armatura modulare che richiama le organiche forme degli alberi, la collezione 16 è realizzata versando tre strati di vetro fuso - dalle diverse opacità - su un piano orizzontale. Ogni strato si adatta alla forma indeterminata del precedente creando un pattern unico. IFDM | 183


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CONTRACT& HOSPITALITY

DESIGN INSPIRATIONS

MIA | FRANCESCO BETTONI | MDF ITALIA

Mia si distingue per le linee arrotondate, per la seduta avvolgente e per l’accogliente rigonfiamento del bracciolo e dello schienale che rimanda all’immagine di un cuscino piegato. È caratterizzata da un profilo estetico a forte spessore, che sottolinea le sinuosità dell’imbottito tracciandone bordi e intersezioni. 184 | IFDM


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DESIGN INSPIRATIONS

CONTRACT& HOSPITALITY

SARAYA | WALID FLEHIAN | ELLEDUE

Strutture modulari sospese si caratterizzano per eleganti ante intagliate. La semplice quanto funzionale forma del prodotto è rivestita di decori a motivi floreali incorniciati da profili in legno.

BUILDTECH/ | FLOOR GRES BY FLORIM

Ideale per l’indoor e l’outdoor, la collezione propone tre differenti effetti estetici (sabbiato, tinta unita e granigliato) abbinati a una vasta gamma di cromie, finiture (naturale, levigato e strutturato) e formati (dal 30x60 cm fino all’80x180 cm).

SHOIN | LUALDI

Ispirato (a partire dal nome) al tradizionale sistema di pareti scorrevoli delle case giapponesi, Shoin è un evoluto sistema di ante scorrevoli in vetro o in legno di rovere, a uno o due binari, che consente di comporre intere pareti su misura, formate da pannelli fissi e ante apribili. IFDM | 185


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DESIGN INSPIRATIONS

LEVIA | GIANLUCA SANTAMBROGIO | RES

Un sistema di porte battenti, scorrevoli e a scomparsa, pensate per la casa contemporanea. Levia è caratterizzata da un telaio in alluminio di ridotte dimensioni e dal vetro verniciato su entrambi i lati.

TONALE | DAVID CHIPPERFIELD | ALESSI

Servizio da tavola in ceramica, arricchito nella collezione da due nuovi pezzi, il Vaso per fiori e il Piatto da portata, e due nuove tonalità di colore, Pale Blue e Pale Green.

KOBI WOOD | PATRICK NORGUET | ALIAS

Poltroncina con avvolgente scocca creata dagli intrecci in tondino d’acciaio saldato, verniciato o cromato; la cintura in alluminio prosegue nelle gambe in alluminio impiallacciato rovere. 186 | IFDM


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DESIGN INSPIRATIONS

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DNA | JOSÉ A. GANDÍA-BLASCO | GANDIABLASCO

Una collezione di arredi per esterno ispirata al gioco sottile delle modulazioni di luce e ombra delle persiane mediterranee. È realizzata con una struttura di profili di alluminio anodizzato o termolaccato, disponibile nei colori bianco, sabbia, bronzo o antracite. IFDM | 187


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CONTRACT& HOSPITALITY

DESIGN INSPIRATIONS

DESIRE MILLERIGHE COLLECTION | VISMARA DESIGN

Coffee table con contenitore e top dotato di caminetto a bioetanolo, perfetto per creare calde e soffuse atmosfere negli ambienti living. Gli specchi e la madia a tre ante sono arricchiti da profili in acciaio ramato e da pattern geometrici tridimensionali.

TOM VAC LIMITED EDITION | RON ARAD | VITRA

L'elegante scocca in materiale sintetico di Tom Vac offre una seduta confortevole non solo in spazi interni, ma anche in ambienti esterni. All'interno della White Collection, Tom Vac è disponibile in edizione limitata in versione interamente bianca con scocca bianca e basamento in colore avorio.

CUSTOM PRODUCTS FOR VIP MONACO PAVILION EXPO MILANO 2015 | CHELINI

Collezione custom-made di forte ispirazione retrò, dalle forme regolari e squadrate, in cui alla calda tonalità del mogano alla base della struttura si contrappone un particolare punto di turchese, acceso e brillante. Disegnata appositamente per la VIP Lounge del Padiglione Monaco a Expo2015. 188 | IFDM


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DESIGN INSPIRATIONS

KUSHI | ALBERTO SAGGIA & VALERIO SOMMELLA | KUNDALINI

Collezione di lampade in cui coesistono due elementi puri e antitetici, sia nella forma sia nella sostanza. Così la bacchetta metallica, rigida, fredda e materica, si contrappone alla morbidezza vellutata delle curve del diffusore in vetro soffiato e acidato. LACOON ISLAND | JAI JALAN | DÉSIRÉE

Isola di comfort, realizzata in legno e metallo, annegato nel poliuretano schiumato a freddo e rivestita con tessuto protettivo accoppiato. Soffici cuscini completano il prodotto.

SIXTIES | FRÉDÉRIC SOFIA | FERMOB

Seduta in resina tecnica ad alta densità, con intreccio Criss Cross aerato. È qui accompagnata dal tavolino Concorde Premium, con base in ghisa, gamba centrale e piano in acciaio. 190 | IFDM


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DESIGN INSPIRATIONS

CONTRACT& HOSPITALITY

W162 DALSTON | SAM HECHT & KIM COLIN | WÄSTBERG

Lampada a sospensione sviluppata in tre differenti tipologie a LED, differenti misure, tonalità e colori, che conferiscono grande versatilità al prodotto e varietà di combinazioni possibili.

POLTRONCINA | ZANABONI

Una poltrona in ebano dal forte gusto elegantemente moderno. La struttura in legno è modellata su geometriche forme che le conferiscono un leggero rigore, il tutto addolcito dalla morbida seduta.


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CONTRACT& HOSPITALITY

Overview

NEXT IN THE WORLD

Grandi progetti in corso

Q una panoramica sul mondo

progetti in corso di hotel per oltre UN MILIONE E 700 MILA nuove camere, di cui circa prossimi all’apertura o da poco aperti. Questo il panorama mondiale delle costruzioni alberghiere a marzo 2016, che conferma le grandi opportunità offerte per il settore contract. I maggiori investimenti si stanno concentrando negli STATI UNITI, primo paese in assoluto per progetti di costruzione, 1989. La seconda regione che sta vivendo il più intenso sviluppo è l’Asia Pacific, con la CINA che fa la parte del leone, con 825 progetti. uasi

8,000

2000

PROGETTI IN CORSO DI HOTEL NEW

2,080 Catene di hotel 7,637 Progetti in corso per 1,716,696 stanze STATO Visione 148 Pre pianificazione 752 Pianificazione 2,057 In costruzione 2,665 Pre Apertura 667 Apertura 1,348

Hilton Worldwide NUOVI HOTELS: 930 4 STELLE: 675 - 5 STELLE: 255

Intercontinental Hotels Group NUOVI HOTELS: 460 3 STELLE: 17 - 4 STELLE: 342 - 5 STELLE: 101

Marriott International NUOVI HOTELS: 659 3 STELLE: 84 - 4 STELLE: 256 - 5 STELLE: 319

Wyndham Hotels Group NUOVI HOTELS: 109 3 STELLE: 18 - 4 STELLE: 35 - 5 STELLE: 49

Choise Hotels International NUOVI HOTELS: 45 4 STELLE: 45 - 5 STELLE: 0

Accorhotels NUOVI HOTELS: 227 3 STELLE: 52 - 4 STELLE: 132 - 5 STELLE: 33

Jin Jiang International Hotels NUOVI HOTELS: 6 4 STELLE: 2 - 5 STELLE: 4

Starwood Hotels&Resorts Worldwide NUOVI HOTELS: 608 4 STELLE: 344 - 5 STELLE: 264

192 | IFDM

NEW

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2.543

667

2.073

AMERICA

MEDIO ORIENTE

ASIA PACIFICA

STATO:

STATO:

STATO:

VISIONE 20 PRE PIANIFICAZIONE 279 PIANIFICAZIONE 709 IN COSTRUZIONE 712 PRE APERTURA 207 APERTURA 616

VISIONE 8 PRE PIANIFICAZIONE 80 PIANIFICAZIONE 117 IN COSTRUZIONE 317 PRE APERTURA 71 APERTURA 74

VISIONE 48 PRE PIANIFICAZIONE 204 PIANIFICAZIONE 360 IN COSTRUZIONE 979 PRE APERTURA 238 APERTURA 244

DOVE E QUANTI:

DOVE E QUANTI:

DOVE E QUANTI:

ANGUILLA 1 ANTIGUA E BARBUDA 5 ARGENTINA, 16 ARUBA 11 BAHAMAS 11 BARBADOS 3 BELIZE 2 BOLIVIA 2 BRASILE 105 ISOLE VERGINI BRITANNICHE 2 INDIE OCCIDENTALI BRITANNICHE 1 CANADA 68 ISOLE CAYMAN 2 CILE 12 COLOMBIA 40 COSTA RICA 8 CUBA 6 DOMINICA 2 REPUBBLICA DOMINICANA 21 ECUADOR 13 EL SALVADOR 2 GRENADA 1 GUATEMALA 3 GUYANA 1 JAMAICA 14 MARTINICA 1 MESSICO 110 HONDURAS 4 ANTILLE OLANDESI 1 NICARAGUA 6 PANAMA 12 PARAGUAY 3 PERU 16 PUERTO RICO 7 REPUBBLICA DI HAITI, ST. KITTS E NEVIS 4 ST LUCIAS 3 TURKS E CAICOS 7 ISOLE VERGINI AMERICANE 3 URUGUAY 12 USA 1989 VENEZUELA 2 INDIE OCCIDENTALI 1

ARABIA SAUDITA 154 ARMENIA 4 AZERBAIJAN 11 BARHAIN 21 EMIRATI ARABI UNITI 203 GEORGIA 16 GIORDANIA 17 IRAN 4 IRAQ 15 ISRAELE 8 KUWAIT 9 LIBANO 12 OMAN 37 QATAR 62 SIRIA 3 TURCHIA 88 YEMEN 1

AFGHANISTAN 2 AUSTRALIA 95 BANGLADESH 15 BUTHAN 5 CAMBOGIA 10 CINA 825 FIJI 7 POLINESIA FRANCESE 1 GUAM 1 HONG KONG 16 INDIA 251 INDONESIA 154 GIAPPONE 30 KAZAKHSTAN 13 LAOS 10 MACAU 16 MALDIVE 22 MALESIA 82 MONGOLIA 8 BIRMANIA 20 NEPAL 2 NUOVA ZELANDA 19 PAKISTAN 7 PAPA NUOVA GUINEA 2 FILIPPINE 45 RUSSIA 151 SINGAPORE 24 SRI LANKA 22 COREA DEL SUD 25 THAILANDIA 103 UZBEKISTAN 2 VIETNAM 64

IN

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MAIN PROJECTS REGIONS

USA 1989 Visione 14 - Pre pianificazione 204 Pianificazione 587 - In costruzione 515 Pre Apertura 166 - Apertura 503

UAE 203 Visione 3 - Pre pianificazione 34 Pianificazione 42 - In costruzione 94 Pre Apertura 15 - Apertura 15

CINA 825 Visione 12 - Pre pianificazione 78 Pianificazione 102 - In costruzione 467 Pre Apertura 99 - Apertura 67

fonte: TopHotelProjects.com


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PROSSIMO NUMERO: Autunno / Inverno

CONTRACT & HOSPITALITY

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Autunno | Inverno 2016

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IFDM Contract&Hospitality Book | Spring-Summer 2016 | Italian issue