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n.437 del 20 GIuGno 2014

cultura

undisco a cura di Antonio Mantovani

foto: fACEBooK.CoM/PAGES/toM-Moto

I

Tom Moto sono i protagonisti di una delle più sorprendenti ed eccitanti avventure musicali del panorama pisano. Il gruppo si forma nel 2006, prendendo il nome da un personaggio di Post Office di Bukowski e attestandosi attorno a una singolare line-up di sezione ritmica (Giulio Tosi al basso, Iuri Massa alla batteria) più Marco Calcaprina (fiati, synth) in funzione solista. Il primo demo Tom Moto è del 2006. Dopo 2 anni di registrazione esce il 1° LP Junk per la Lizard Records. Frutto della fusione di 3 diversi background musicali (il punk per Giulio, il metal per Iuri, il jazz-rock per Marco), Junk è un progetto musicale che si dipana plasticamente da un tappeto ritmico su cui vengono innestati feroci interventi fiatistici: il risultato è un jazz-punk brutale che riecheggia i King Crimson più violenti.

“THE VISITORS” Cyclobe - 2014 (8 brani) PHANTOMCODE Non propiamente un disco nuovo, ma alcuni pezzi ripresi ed espansi di un cd-r uscito qualche anno fa. Ecco come hanno deciso di rifarsi vivi i Cyclobe, vale a dire due ex Coil, Stephen thrower e ossian Brown. Ed ogni qualvolta si ha a che fare con la musica di questi bei tomi, la parola viene sopraffatta dallo stupore dell’ascolto. Sono mondi oscuri, fredde galassie, oceani morti, paesaggi che si preparano ad essere abitati da lunari visitatori: nelle oscure traiettorie di suoni al limite dell’udibile che spesso confinano con rumorosi silenzi, l’ascoltatore è letteralmente immerso in un mondo di sconosciuti e fascinosi terrori galattici.

unfilm a cura di Federico Pandolfi “IL CAPITALE UMANO” di Paolo Virzì - con F. Bentivolgio, V. Bruni Tedeschi Italia 2013 - drammatico

A VOLTE RITORNANO foto: MARtINA RoNDELLI - MARtINA8@YAHoo.It

Musica: Atmosfere horror nel secondo inatteso lavoro dei pisani tom Moto di Alfredo Cristallo da sinistra, Marco Calcaprina, Giulio Tosi, Iuri Massa

Per 2 anni i Tom Moto portano sul palco il loro act dirompente, conquistando l’ammirazione di pubblico e critica: Junk è premiato come migliore opera prima da Prog Awards (2008) e Musica Diversa (2009). Poi, dopo il 2010, quasi inesplicabilmente il silenzio. “Mancanza di linee guida, di tempo, problemi personali, Iuri voleva girare il mondo in bici” spiega Giulio Tosi durante la chiacchierata che ci ha gentilmente concesso. Forse una classica e umanissima stasi creativa. “Poi in un cupo autunno - continua - ci siamo chiusi in una casa di campagna a provare per tre giorni e lì, permeati da un’atmosfera da film horror, sono nati i brani del nuovo album”. Allob Allen (Nella Bolla al contrario) esce sempre per la Lizard nella primavera del 2014. La prassi compositiva parte dai concetti di incomunicabilità e improvvisazione sonora, creando via via temi diversi che vengono registrati, poi selezionati per individuare quelli più funzionali e infine ri-arrangiati; da una struttura-base aperta, la musica avanza per conflitti armonici o strumentali, ricombinandosi in so-

luzioni imprevedibili. Ciò che intriga è che sebbene l’edificazione del brano avvenga montando cellula sonora su cellula sonora, il risultato è paradossalmente quello opposto. Come già per la No Wave (l’ultra-fusion d’avanguardia newyorkese del triennio 1978-81), la foga strumentale e l’estremizzazione dei diversi stili musicali (jazz, funk, punk, psichedelia) nel sound dei Tom Moto sfociano nell’atonalità e nella disintegrazione metodica della forma-canzone: costruire per decostruire. L’assunto sotteso è appunto l’incomunicabilità e la solitudine: il silenzio dell’io nel frastuono circostante o il frastuono dell’io nel silenzio circostante. I brani sono attaccati uno all’altro (“Un album da sentire tutto d’un fiato” avvisa Giulio) e all’interno del brano, i vari temi sono incollati con la tecnica del cut-up: l’intera opera fluisce in un unico continuum sonoro come nei concept-album del prog di Canterbury. I pezzi migliori sono XXL, Calcamoto e Ampullaria, ma davvero tutto l’album è incredibilmente affascinante: stimola insieme orecchie, mente e cuore. Se i Tom Moto fossero vissuti negli anni ‘70 sarebbero stati i Soft Machine, negli ‘80 i Contortions, negli anni ‘90 i June of 44. Per fortuna vivono qui e ora. E suonano il 21 Giugno all’Ortaccio di Vicopisano.

In una non ben definita provincia della Brianza, in una strada poco Illuminata un Suv investe un ciclista e poi fugge via: a ritroso vedremo tutte le vicende che hanno portato a quella tragica fatalità e solo alla fine si scoprirà chi era alla guida. Al centro della storia ci sono due famiglie: quella altolocata e benestante, con moglie annoiata, marito concentrato sul lavoro e figlio viziato e arrogante; quella della media borghesia, con un capofamiglia in guai economici, una moglie incinta ed una figlia nata da un precedente matrimonio. Adattando il thriller di uno scrittore americano, ambientato in Connetticut, Paolo Virzì firma l’opera che non ti aspetti, il ritratto cinico e a tratti senza speranza di una società sempre più spietata. Una storia universale (per questo non si capiscono le polemiche alimentate da alcuni politici brianzoli) imbastita con respiro internazionale e rispettando le regole del thriller, con risultati davvero eccellenti. Attori tutti bravissimi, sia gli emergenti che i sempre ottimi fabrizio Bentivoglio, Valeria Golino e Valeria Bruni tedeschi (per questo ruolo vincitrice come miglior attrice al tribeca film festival di New York).

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a cura di Monica Bellomini Libreria Fogola C.so Italia, 82 - Pisa. tel. 050.50.25.47

“L’ECCEZIONE” di Audur Ava Olafsdottir - Einaudi 2014 pp. 264 - Eu. 19,00 - narrativa straniera La notte di capodanno, mentre Reykjavík è in festa, flóki confessa a María di essere innamorato di un altro uomo, un collega specialista, come lui, della teoria del caos. Dopo undici anni di matrimonio, e la nascita di due gemelli, la vuole lasciare per stare finalmente con lui. Un fulmine a ciel sereno: flóki, che era sempre stato un marito perfetto e un padre premuroso, le confessa di essere sempre stato attratto dagli uomini; l’amore per María, anche se sincero e pieno di tenerezza, è stato la vera eccezione della sua vita; una delle tante eccezioni che stanno per diventare l’unica vera costante della sua esistenza. Intorno a Maria, ruotano l’amica Perla, psicologa affetta da nanismo, consulente matrimoniale e ghostwriter, un giovane e romantico vicino di casa e la madre che proprio ora decide di rivelarle la verità sul suo passato. Così, tra surreali sedute psicanalitiche con l’amica, vecchie fotografie e promesse da mantenere, Auður Ava Ólafsdóttir, con la sua scrittura luminosa e avvolgente, costruisce un’incantevole teoria del caos applicata ai sentimenti.

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