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Il Filo della Vita Numero 1 - Anno I - Ottobre/Novembre/Dicembre 2016

Trimestrale di informazione e cultura socio-sanitaria edito dalla Cooperativa Santa Lucia Life

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FARMACOVIGILANZA Sanità e Giustizia a confronto

STORIE I 107 anni di Rosa: tra Ricordi e Libertà

COOPERATIVA SANTA LUCIA LIFE L’assistenza Domiciliare: un dovere collettivo

SERVIZI SOCIALI Bilancio dei primi vent'anni del consorzio di Piedimonte S.G.


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GERENZA In Redazione direttore responsabile ROMINA D’ANIELLO art director ENEA MARINELLI Ufficio Centrale Editoriale Cooperativa Santa Lucia Life via Leuciana 63 CASTROCIELO (FR) Tel: 0776.79495 redazione.ilfilodellavita@gmail.com Amministratore ANTONIETTA SARRACINO Pubblicità Editoriale Cooperativa Santa Lucia Life via Leuciana 63 CASTROCIELO (FR) Tel: 0776.79495 santalucialife@libero.it Comitato Scientifico Elisa Bottoni, Girolamo Del Monte, Alessandro Di Russo, Rocco Massimiliano Folcarelli, Giampiero Forte, Maria Rosaria Grossi, Claudio Iacovella, Matteo Miele, Pio Pellegrini, Alessandro Ricci, Marcello Russo, Maria Teresa Vigliotta Comitato di redazione Gianni Fantaccione, Arturo Gnesi, Francesco Lavalle, Mauro Pinelli, Donatella Ricci Stampa Tipografia 4graph via Ugo La Malfa 19 - 04020 Spigno Saturnia (LT) Registrazione Tribunale di Cassino n°3/16 del 27/09/2016

L'editoriale

di Romina D'Aniello

Sommario

Un progetto di advocacy per condividere la salute

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di Antonietta Sarracino

Regione Lazio: dieci novità per un welfare più giusto e solidale Intervista a Mauro Buschini Vent'anni di servizi sociali...e ancora sogni nel cassetto

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Intervista al presidente Consorzio dei Servizi Sociali del Cassinate

Servizi sanitari finalmente uniformi grazie al Siat di Marcello Russo

Prigionieri delle carceri: quando le leggi inapplicate riguardano i bambini di Elisa Bottoni

Il sale iodato è utile?

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di Marco Capezzone

Accogliere e aiutare con il cuore: il modello della RSA Santa Maria di Castrocielo 10 di Serena Quagliozzi e Elia Ceccarelli

A star bene si comincia a casa: il valore dell'assistenza domiciliare a cura della Cooperativa Santa Lucia Life

Saperi e Sapori d'autunno

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di Alessandra Quaglieri

La storia custodita a S.Ambrogio sul Garigliano di Romina D'Aniello

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Convegno scientifico

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Focus multidisciplinare sul ruolo di farmaci oppiacei ed alcool Epatite A, quando prevenire non basta e serve il vaccino di Grazia Di Costanzo

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Ginnastica dolce: sì, ma con le regole giuste di Emanuel Stabile

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Se la testa va in tilt, è tutta colpa della genetica di Sonia Colatosti

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Tutto è aterosclerosi: dall'aria ai biscotti di Alessandro Ricci

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Neet, giovani e rassegnati di Donatella Ricci

La corrispondenza dei sensi

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Titolarità delle farmacie: cosa cambia con il Ddl concorrenza

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Un paese all'ingiù

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I 107 anni di Rosa: "Il ricordo più bello, Marco Aurelio a cavallo"

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Siamo magnificamente ben fatti: i benefici dell'osteopatia da 0 a 100 anni

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di Francesco Lavalle

di Giampiero Forte e Rocco Massimiliano Folcarelli di Arturo Gnesi

di Romina D'Aniello

di Tommaso Ruggiero

Questo numero è stato chiuso in redazione il 23 novembre 2016, stampato in 5000 copie. è vietata la riproduzione, anche parziale, del contenuto di questo numero in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo.

La rivista è disponibile on line all'indirizzo: www.santalucialife.it Per comunicare con la redazione, o inviare notizie e comunicati, scrivete a: redazione.ilfilodellavita@gmail.com foto in copertina di Enea Marinelli

Il Filo Della Vita - Anno I N°1 il filo della vita 3


UN PROGETTO DI ADVOCACY PER CONDIVIDERE E PROMUOVERE LA SALUTE di Antonietta Sarracino

L’EDITORIALE

di Romina D’Aniello Considerare la vita come un filo significa appuntare l’attenzione sul tempo e sul suo fluire inesorabile. Eppure. Eppure, si tratta di un tempo straordinario e unico, che non tornerà più, un hic et nunc irripetibile. Nel film “Troy”, rilettura cinematografica dell’Iliade di Omero, Achille svela un segreto alla schiava Briseide: “Gli dei ci invidiano, perché siamo mortali, perché ogni momento può essere l’ultimo per noi”. “È il tempo che si è perduto per una persona a determinare la sua importanza”: ci insegna il Piccolo Principe. Nell’antica Grecia, le Parche presiedevano al corso della vita umana: Cloto filava lo stame del destino umano; Lachesi assegnava la sorte alla nascita e avvolgeva lo stame al fuso; Atropo tagliava il filo della vita. Ma presto l’antica concezione è stata superata da una visione più umanistica, per cui gli uomini sono artefici del loro destino, tessitori essi stessi del filo della vita. D’altra parte, già Penelope, nel tessere e disfare la tela mai finita, padroneggia il suo destino. Siamo dunque avviluppati intorno a quel filo che noi stessi filiamo e cerchiamo di dipanare: sta a noi “prendere in mano la nostra vita e farne un capolavoro” (il monito ai giovani di Papa Giovanni Paolo II). Seguendo il gomitolo che si è creato – e non si dimentichi quello salvifico e ribelle di Arianna – ci si rallegri dei giochi di «equilibrio sul filo della vita», che conduce e riconduce da una fase all’altra dell’esistenza: ci riporta al passato, in virtù di corrispondenze con chi ci ha preceduto, o ci proietta nel futuro, grazie a chi già ci succede. I versi di Alessandro Ricci riassumono cos’è il filo della vita: ...e forse è un lungo filo che ci accompagna nel tempo impercettibile, leggiadro come il vento avvolgente, non visibile, caldo come un respiro lento 4 il filo della vita

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’idea di fondare una rivista nasce in un momento di bilanci rispetto a quello che la Cooperativa S. Lucia Life rappresenta per le famiglie a cui si rivolge e le sfide che la attendono. Ma altresì appare ancora vivo il ricordo dell’esperienza positiva che molti degli attuali protagonisti hanno vissuto di recente con “I colori della Vita”. Permane la voglia di continuare l’avventura di essere vicini alle persone e di lasciar raccontare storie del passato e prospettive di un futuro che appare incerto, ma proprio per questo da leggere e su cui riflettere. Proveremo a condividere una cultura socio-sanitaria che favorisca la comunicazione tra professionisti e realtà diversi tra loro (come RSA, centri diurni, centri recupero per disabili, ambulatori medici, hospice, assistenza domiciliare, le eccellenze della Sanità Pubblica), che faccia emergere e diffondere il valore sociale delle “Professioni di Cura”, che dia voce a chi si prende cura dell’altro (professionisti o familiari), e che faciliti la relazione tra sanitari e parenti delle persone assistite. Con il primo numero di questa rivista ci presentiamo al territorio sotto una nuova veste, quella di editori, ma con le stesse priorità, motivazioni e modalità d’azione, ponendo al centro la persona con il proprio mondo, le proprie necessità e fragilità. Vorremmo avere la pretesa, con il coinvolgimento dei lettori/protagonisti e dei collaboratori/protagonisti, di farci promotori e di attivamente patrocinare le cause del nostro territorio. Supportare un’azione di advocacy in campo sanitario e sociale, attivando un pensiero positivo e costruttivo, promuovendo le buone pratiche, disseminando mobilizzazione attiva, modificando lo stato delle cose, divulgando i risultati della ricerca scientifica e sociale, il tutto per raggiungere un reale cambiamento nella pratica. Sono tante le firme che la comporranno e la arricchiranno di punti di vista diversi. All’approccio scientifico e settoriale si affiancherà anche quello più “umano”, fatto delle storie e dei protagonisti del territorio, sia professionisti che “utenti”, anziani, bambini, famiglie, perché risvegliare la bellezza dell’umanità e della solidarietà è il nostro motto da sempre e sarà l’ideale che ci guiderà anche in questa iniziativa.


REGIONE LAZIO: DIECI NOVITà PER UN WELFARE PIù GIUSTO E SOLIDALE con il Piano sociale regionale che con i Piani sociali di zona), secondo il principio di sussidiarietà fissato nell’articolo 118 della Costituzione. 7. RICONOSCIUTA LA DIPENDENZA DA AZZARDO Famiglie, minori, persone con disabilità, anziani, immigrati, minoranze, persone vittime di violenza, senza dimora, persone con difficoltà economiche e lavorative: sono i destinatari degli interventi del sistema sociale regionale, 1. RECEPITA LA 328 La riforma colper i quali la riforma fissa i requisiti di ma un ritardo di 5723 giorni: quelli accesso ai servizi e nuovi standard di trascorsi dall’approvazione della legqualità ed efficienza. Per la prima volta ge-quadro nazionale delle politiche la Regione riconosce tra i soggetti a cui si rivolgono le politiche sociali anche sociali, la 328 del 2000. 2. PRESTAZIONI ESSENZIALI GAle persone vittime della dipendenza da RANTITE Si supera la disomogeneità gioco d’azzardo. nell’erogazione dei servizi nei diversi 8. PIU’ TRASPARENZA Osservatorio territori del Lazio. regionale delle politiche sociali, carta 3. SI PASSA ALLA GESTIONE ASdei diritti di cittadinanza sociale, meccaL’Assessore regionale SOCIATA I Comuni dovranno gestinismi di valutazione da parte dei cittadiMauro Buschini re i servizi sociali in maniera associata, ni e delle associazione, informatizzazione unendo le forze e le risorse in un ambito territoriale della rete dei servizi: sono alcuni dei nuovi strumenti più ampio, per spendere meglio le risorse e garantire per rendere più trasparenti, efficienti e partecipati i maggiore uniformità tra Comuni grandi e piccoli. servizi sociali. 4. MAI PIU’ SERVIZI AL RIBASSO Nelle gare d’ap- 9. BUDGET DI SALUTE E SERVIZI INTEGRATI palto si dovrà premiare l’offerta economicamente più L’integrazione socio-sanitaria diventa realtà: le persovantaggiosa sulla base di qualità e prezzo, e il prezzo ne fragili che hanno bisogno di un intervento sia di potrà pesare al massimo per il 30% del punteggio di tipo sanitario che sociale (come un anziano non auvalutazione. tosufficiente o un bambino vittima di abusi) verranno 5. PIANO SOCIALE OBBLIGATORIO Diventa ob- assistite attraverso un piano personalizzato predispobligatorio il Piano sociale regionale: uno strumento sto da un’equipe multidimensionale, e sostenuto da di pianificazione ragionata delle politiche sociali che un “budget di salute”, una metodologia adottata dai nel Lazio manca dal 1999. sistemi di welfare regionale più avanzati d’Europa. 6. WELFARE PARTECIPATO Il welfare del Lazio 10. INVESTIMENTI SUL PERSONALE Più attenziodiventa “plurale”, più aperto alla partecipazione dei ne alla formazione e all’aggiornamento degli operatosoggetti pubblici e privati che operano nel sociale: ri e delle figure professionali che lavorano nei servizi Comuni, Asl, Terzo settore, associazionismo, sinda- sociali: la Regione e i Comuni promuoveranno iniziacato, cooperazione e impresa sociale saranno chia- tive formative per la qualificazione di tutte le persone mati a una collaborazione sistematica nella program- coinvolte nel sistema regionale. mazione e nella progettazione degli interventi (sia

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POLITICA

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l Consiglio regionale del Lazio ha approvato la proposta di legge n. 88/2013 della Giunta Zingaretti che riforma il sistema dei servizi sociali. Al termine di due giorni consecutivi di lavori d’Aula, hanno votato a favore del provvedimento 28 consiglieri; 7 i contrari, 6 gli astenuti. Queste le dieci principali novità introdotte dai 73 articoli della nuova legge.


CONSORZIO COMUNI DEL CASSINATE

VENT’ANNI DI SERVIZI SOCIALI... E

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ent’anni di lavoro per far diventare realtà condivisa la disabilità in un territorio in cui fino agli anni Novanta l’handicap gravava solo sulle famiglie; una nuova Carta dei Servizi per “festeggiare” il compleanno e un sogno nel cassetto: costruire una grande fattoria didattica grazie all’aiuto dei cassinati emigrati all’estero e al crowdfunding resing. Il Consorzio dei Comuni del Cassinate per la Programmazione e Gestione dei Servizi Sociali, con i suoi ventisei comuni associati, è una sfida vinta dal territorio. A condurci sul lungo e non sempre facile cammino compiuto, giustamente orgoglioso, è il presidente Edoardo Fabrizio, in carica dal 2009. Costituito nel 1996 tra sette comuni per iniziativa di alcuni sindaci, l’anno successivo, il Consorzio ha iniziato a rispondere alle esigenze della popolazione anziana, dei minori a rischio di disagio, dei portatori di handicap. Non sono stati anni sempre facili, soprattutto dal punto di vista economico: la grande voglia di fare talvolta si è scontrata con ritardi nei pagamenti dei servizi e dei dipendenti, fino a mettere a repentaglio servizi essenziali. Ma ora il peggio è passato: l’amministrazione consortile vanta un attivo di un milione di euro e un fondo cassa di quattro milioni. SERVIZI PER FAMIGLIE E COMUNI Home Care Premium: il Consorzio per i Servizi Sociali del Cassinate gestisce l’annuale programma dell’Inps che punta a valorizzare l’aiuto alle persone disabili e non autosufficienti con un “premio” per la cura a domicilio. Ha in carico circa cento grandi disabili, che guida secondo la filosofia per cui “non c’è posto migliore della propria casa”.

6 il filo della vita

Fiore all’occhiello sono i Centri Socio-Educativi di Pontecorvo, Piedimonte, Cervaro e Coreno Ausonio, destinati ai minori in età evolutiva o agli adulti. Il loro merito è quello di offrire spazi specifici per i grandi disabili (a Pontecorvo e a Piedimonte), educativi per minori (a Coreno) o di prevenzione dell’isolamento e dell’emarginazione sociale (a Cervaro), grazie a operatori qualificati, coordinati dal dottor Carlo Recchia: psicologo, pedagogista, assistente sociale, assistente domiciliare, animatore. Nel campo dell’assistenza familiare agli anziani, il Consorzio gestisce la legge 20/2006. Ad Atina, sorge il centro Alzheimer, curato insieme all’Aipes (Associazione intercomunale per l’Esercizio sociale). Il Consorzio è un punto di riferimento per la disabilità gravissima e la Sla: si occupa delle procedure per l’erogazione dei fondi. Fondamentale il sociasegretariato le in diciannove comuni: un punto dove conoscere tutto ciò che riguarda le risorse sociali a disposizione, leggi, servizi, istituzioni presenti sul territorio, per potervi accedere e utilizzarli. Pasti caldi: su segnalazione del Comune, il Consorzio fornisce, gratuitamente a domicilio dell’utente, un pasto preparato nello stesso giorno di distribuzione, e costituito da un primo piatto, un secondo, un contorno, frutta, acqua e pane. Il Consorzio fornisce ai comuni, sempre nella fascia dell’età evolutiva, l’assistenza scolastica per gli alunni diversamente abili.


ANCORA SOGNI NEL CASSETTO Il Presidente del Consorzio dei Comuni del Cassinate per i Servizi Sociali, Edoardo Fabrizio.

L’Isola della Pesca è nata da un’iniziativa della giornalista Giulia Bosetti (Raitre) e coinvolge l’attore Valerio Mastandrea. Presso il laghetto di pesca sportiva di Sant’Elia Fiumerapido, gestito con i ragazzi disabili, si pratica la pesca delle trote. Con gli introiti, si acquistano utensili per gli stessi diversamente abili oppure si organizzano manifestazioni e gite sociali con questi ragazzi speciali. Ortoterapia: è il primo progetto interdistrettuale che coinvolge circa trenta utenti. E’ in corso di definizione una convenzione con l’Associazione Italiana Dislessia. Il presidente Fabrizio sta inoltre lavorando all’acquisizione di un bene sequestrato alla camorra nel territorio di Sant’Elia, per riqualificarlo come centro socio-educativo.

Il Consorzio dei Servizi Sociali non è un mondo perfetto. Ma lavoriamo per un oggi e per un domani migliori. Vogliamo entrare in tutte le case per informare i cittadini delle possibilità e dei servizi offerti dal Consorzio – ha spiegato il presidente Edoardo Fabrizio - . Grazie alla Regione che ci affianca, grazie alla Provincia, al Consiglio di Amministrazione sempre attento a recepire le istanze che giungono dai 26 comuni consorziati, alla macchina organizzativa che instancabile lavora per far rendere al meglio tutte le risorse a disposizione. Grazie ai “pionieri” che ogni giorno, armati di umanità, pazienza, sensibilità e professionalità, fanno in modo che la giornata di ognuno dei nostri utenti sia migliore di ieri

C’è una persona che da vent’anni è l’anima del Consorzio. Preferisce restare dietro le quinte, ma è il volto dell’ente e il primo infaticabile lavoratore: è il direttore Emilio Tartaglia. rda

Filo Rosso di Elsa De Angelis

Se Hemingway altri racconti ci avesse lasciato, mai nati. Se Gaudì la Sagrada Familia avesse terminato. Se le sigarette i polmoni non ammalassero. Se il Leviatano, non fosse il solo sovrano. Potremmo noi oggi essere diversi? E l’uomo, ch’è dappertutto si porta a non essere in nulla. Auto-condanna. E forse, che sono dove tu sei, perché se tu non sei non sono neanch’io. E dove potremmo mai incontrarci ancora ? Seduti, in quel tuo bar preferito. Composti, verso quel mare infinito. Noi finiti, noi immortali. Noi paradossali, noi semplici. Noi mancanti, noi completi. Noi spauriti, noi valorosi. Noi inermi, noi creatori. Noi soli, noi congiunti. Ho tessuto un filo rosso, prendine un capo e senza voltarti corri ‘pel mondo. Se dovessi mai perderti tira quel capo: io non so tu dove sei, ma dove sei te, sono anche io. E saremo insieme, nell’Eternità dell’Amore. Dalla raccolta “L’inchiostro sulla mia spada” il filo della vita 7


INTEGRAZIONE ASL-TERRITORIO

SERVIZI SANITARI FINALMENTE UNIFORMI GRAZIE AL SIAT di Marcello Russo* I cambiamenti di modelli organizzativi rappresentano uno dei punti di maggior criticità delle organizzazioni aziendali e in modo particolare nelle organizzazioni pubbliche. Il cambiamento presuppone spesso anche il cambiamento di ruoli e funzioni del personale coinvolto, ruoli che nel pubblico impiego possono rappresentare la detenzione di un “potere di ruolo e di funzione” che con il cambiamento può essere destabilizzato, e quindi non essere accettato e pertanto di difficile attuazione. Dopo innumerevoli tentativi di semplificazione delle procedure e percorsi per facilitare l’accesso ai servizi agli utenti, spesso falliti, l’implementazione di un modello informatico, proposto dalla Regione Lazio, diventa il volano per il cambiamento. L’attuazione di un sistema informatico per la registrazione on line dei dati dei pazienti che accedono ai servizi territoriali della ASL, il monitoraggio delle procedure attuate per la presa in carico dei pazienti e la verifica dei risultati effettuata sui dati trasmessi on line alla Regione Lazio, diventa lo strumento del cambiamento dei processi organizzativi. COME FUNZIONA IL SIRA Il sistema informatico SIRA è operativo attualmente per l’assistenza domiciliare e prevede a regime il monitoraggio dei flussi per l’accesso in RSA, in Hospice, e in riabilitazione. La chiave di volta di tale percorso è l’individuazione di un unico punto di accesso, denominato “PUA”, dove gli utenti, per essere inseriti in trattamento, devono accedere, e dove assistenti sociali e infermieri decodificheranno la domanda e accompagneranno il paziente lungo il percorso assistenziale ambulatoriale, domiciliare o residenziale. Tale nuova metodologia determinerà il cambiamento di approccio per una reale integrazione e standardizzazione nei vari servizi della ASL.

*Direttore di Dipartimento Integrazione Socio-Assistenziale Direttore Servizio Assistenza Domiciliare ASL FR

PRIGIONIERI DELLE CARCERI: QUANDO LE LEGGI INAPPLICATE RIGUARDANO I BAMBINI di Elisa Bottoni* In occasione del percorso formativo organizzato in questi mesi dalla ASL di Frosinone sulla “Violenza di genere”, si è analizzata la condizione dei bambini minori di 3 anni dietro le “sbarre” con e per scelta delle loro mamme detenute. Il problema delle carceri non riguarda solo le grida dalla prigione, quelle che denunciano il sovraffollamento e le condizioni dei penitenziari italiani. No, il problema è anche il silenzio degli innocenti, di tutti quei bambini che, non avendo voce nel nostro ordinamento, sono costretti in carcere fin dalla più tenera età, con l’unica colpa di essere nati da una madre condannata a scontare una pena detentiva. QUANTI SONO I BABY DETENUTI Secondo i dati riportati dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, in Italia al 31 agosto 2016 ci sono 38 baby-detenuti, piccoli numeri che, tuttavia, testimoniano il fallimento delle recenti riforme. Si pensi alla L. 62/2011, che prevede la nascita degli ICAM (Istituti a Custodia Attenuata per Madri detenute) che, nonostante lo stanziamento di 11,7 milioni di euro, risultano insufficienti, e delle Case Famiglie Protette, che sono ancora un miraggio. Si auspica pertanto che le riforme approvate possano superare le criticità incontrate finora e trovare rapida applicazione, garantendo l’ampliamento del ricorso alle misure alternative, che permettano alle madri detenute di scontare la pena insieme ai propri figli, salvaguardando il proprio ruolo genitoriale e ai bambini un’adeguata crescita psico-fisica senza l’ostacolo delle “sbarre”. In attesa che ciò avvenga, rimane fondamentale il lavoro svolto dai servizi territoriali (sociali, sanitari, educativi e riabilitativi per l’infanzia), dai servizi penitenziari e dalle varie Associazioni che operano sinergicamente per salvaguardare l’interesse superiore dei minori, che va oltre la mera esigenza di garantire loro un rapporto affettivo con la madre. Si tratta di una questione di dignità, di libertà: ad entrare in gioco è la vita del minore e dell’adulto che sarà. *Assistente Sociale

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IL SALE IODATO è UTILE?

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di Marco Capezzone

a fonte principale di iodio iodato su tutto il territorio nasono gli alimenti che ne zionale. Il contenuto di iodio contengono quantitativi molnel sale arricchito in Italia è di to variabili in relazione alla 30 mcg/gd di sale. Consideranquantità di questo elemento do, dunque, che nei programmi presente nel terreno e nell’acdi prevenzione delle malattie qua. Lo iodio è contenuto socardiovascolari l’obiettivo è di prattutto nel pesce e nei crogiungere a un impiego di sale stacei, ma la sua quantità varia che non superi i 5 grammi al invece nelle verdure a seconda giorno per gli adulti e 4 gramdei terreni di coltivazione. mi per i bambini, questo quantitativo consenLa quantità di iodio presente nella crosta terretirebbe comunque di raggiungere un apporto stre e quindi negli alimenti è indi iodio (120-150 mcg) in grado Centro per le Malattie della Tiroide fatti scarsa in vaste aree del piadi soddisfare il fabbisogno della www.centrotiroide.info Via Casilina Sud n° 110 , Castrocielo (FR) neta, a causa del dilavamento dei popolazione. Dr Marco Capezzone terreni esercitato nel corso delle Lo stato nutrizionale iodico vieUOC ENDOCRINOLOGIA varie ere geologiche da piogge ne valutato attraverso l’escrezioUNIVERSITA’ DI SIENA e glaciazioni, che lo hanno trane urinaria dello iodio (ioduria) sportato dalla crosta terrestre verso il mare, determi- che corrisponde alla quota introdotta con gli alimenti. nando così il basso contenuto di iodio nei suoli. Un apporto iodico sufficiente si realizza per valori di Il problema della carenza iodica è ancora molto diffuso ioduria pari o maggiore a 100 microgrammi/litro. in Italia e in molte altre aree geografiche del pianeta. Il motto coniato dal Ministero della Salute recita perLa carenza di iodio colpisce non solo le aree montane, tanto “Usate poco sale ma quel poco iodato”. ma anche le regioni pianeggianti e costiere. E’ estremaFABBISOGNO GIORNALIERO DI mente importante pertanto cercare di eradicare la caIODIO NELLE DIVERSE ETA’ renza iodica, e quindi il problema del gozzo, mediante Neonato 40 microgrammi campagne di iodoprofilassi. Bambino 120 microgrammi In Italia, solo dal 2005 è stata promulgata una legge Adulto 150 microgrammi (legge n. 55 del 21 marzo 2005) che prevede una serie Gravidanza 250 microgrammi di misure destinate a promuovere il consumo di sale Allattamento 250 microgrammi

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CASTROCIELO

ACCOGLIERE E AIUTARE CON IL CUORE: IL

pagine a cura di Serena Quagliozzi ed Elia Ceccarelli*

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Terapia occupazionale e relazione d’aiuto: dalla teoria alla pratica nel lavoro in Rsa

a condizione di un utente che entra in una Rsa risulta spesso compromessa sotto vari aspetti. Partendo dalla definizione data dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, possiamo capire meglio come la persona debba essere al centro di ogni intervento riabilitativo. Secondo l’O.M.S., la salute è “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o infermità”. Ponendo l’individuo e tutto il suo bagaglio passato come punto di partenza, ecco che diventa importante porsi, come obiettivo primario, quello del mantenimento, potenziamento e recupero delle abilità residue. Su questi tre aspetti si basa l’intervento di un professionista che lavora in un’equipe multidisciplinare e pone la persona al centro del suo operato. Chi è? Si tratta dell’educatore professionale ossia colui che interviene nell’ambito di un progetto elaborato da un’equipe multidisciplinare al 10 il filo della vita

fine di programmare, gestire e verificare interventi educativi mirati al recupero e allo sviluppo delle potenzialità dei soggetti in difficoltà per il raggiungimento di livelli sempre più avanzati di autonomia. All’interno di una Rsa, l’educatore pone la sua attenzione sull’elaborazione di un piano individualizzato di terapia occupazionale, definita anche ergoterapia, e in inglese occupational therapy. Si tratta di una disciplina riabilitativa che utilizza la valutazione e il trattamento, per sviluppare, recuperare o mantenere le competenze della vita quotidiana e lavorativa delle persone con disabilità cognitive, fisiche, psichiche, tramite attività. Si occupa anche dell’individuazione e dell’eli-

minazione di barriere ambientali per incrementare l’autonomia e l’indipendenza e la partecipazione alle attività quotidiane, lavorative, sociali. Quelli finora menzionati, sono i concetti chiave di tipo teorico di tale intervento; passeremo ora in rassegna le azioni pratiche messe in atto nella Rsa Santa Maria di Castrocielo.


MODELLO DELLA RSA S. MARIA DI CASTROCIELO

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sentirsi come a casa: La centralità delle OSPITI

a Rsa “Santa Maria”, attraverso un lavoro di équipe interdisciplinare, che tiene conto dei bisogni, delle aspettative e delle priorità delle pazienti, attua programmi di riabilitazione e riattivazione funzionale, programmi di attività espressive, culturali, ricreative ed educative, tramite specifici laboratori. Durante tutto l’anno, a cadenza quindicinale, l’Istituto si trasforma in un “Laboratorio di cucina”, dando la possibilità alle massaie di un tempo di riportare in tavola per un giorno i piatti della tradizione locale, gustati insieme, per ricordare i tempi passati, come una vera famiglia. Fedele ai suoi obiettivi, l’Istituto ha aderito per la prima volta a importanti iniziative che hanno consentito alle ospiti di sentirsi appagate, coinvolte ed impegnate. Il percor-

so ha avuto inizio nel mese di giugno con la “Festa dell’estate” ispirata al tema della frutta di stagione, diventata protagonista di giochi e composizioni; ad animare l’evento canti e balli popolari. Nel mese di settembre, le ospiti hanno partecipato alla “Giornata dello Sport”, e, dimenticando le proprie difficoltà, non hanno avuto timore di cimentarsi in attività sportive: gare di staffetta, basket e percorsi motori. Per riportarle alle loro origini, facendo rivivere loro le emozioni delle attività contadine tipiche del periodo autunnale, nel mese di ottobre hanno vissuto una settimana dedicata a questa stagione con attività varie, tra cui la simulazione della vendemmia con la collaborazione di un tecnico della manutenzione e la visita al frantoio oleario presente nel territorio di Castro-

cielo. Questa uscita, grazie all’esperienza e alla tradizione della famiglia Vecchio e agli impianti efficienti di cui il frantoio è dotato, ha dato la possibilità alle nostre ospiti di conoscere l’intero procedimento di produzione dell’olio. In attesa del Natale, tutto il mese di dicembre sarà dedicato ad attività di recitazione: stiamo organizzando una manifestazione natalizia, che le ospiti dell’Istituto metteranno in scena per condividere con le loro famiglie un momento di festa. Sorrideremo insieme a loro con un’allegra Corrida, nel corso della quale collaboreranno, oltre alle educatrici, anche i familiari e gli operatori dell’Istituto. Tutto il nostro servizio ha dunque un unico obiettivo: far sentire a casa le nostre utenti. *Operatrici della RSA “Santa Maria”

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COOPERATIVA SANTA LUCIA LIFE A STAR BENE SI COMINCIA A CASA: IL VALORE DELL’ASSISTENZA DOMICILIARE

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alute, sicurezza e benessere è il trinomio che la Cooperativa Santa Lucia Life di Castrocielo applica nel territorio dal 2010. E per farlo usa la progettazione, la realizzazione e la gestione di servizi sanitari e socio sanitari che pongono al centro la persona nella sua interezza. La Cooperativa nasce infatti dalla matura e consolidata esperienza di un team affiatato di Medici, Infermieri Professionali e Tecnici della Riabilitazione. Il Servizio di Assistenza Domiciliare è destinato ad anziani parzialmente o totalmente non autosufficienti, con l’obiettivo di promuovere o mantenere le condizioni di vita indipendente presso la propria casa, sostenendo l’autonomia e la libertà di scelta delle persone. Santa Lucia Life offre una pronta disponibilità e la valutazione di ogni richiesta, con una risposta chiara ed esplicita sulle diverse tipologie d’interventi da fornire. Gli operatori della Santa Lucia Life realizzano con i familiari, con il concorso delle reti di vicinato, dell’associazionismo e del volontariato, il complesso degli interventi e delle prestazioni di assistenza domiciliare, per la realizzazione degli obiettivi assistenziali specifici, definiti da un comune progetto personalizzato. L’intervento è organizzato entro poche ore dalla richiesta, sette giorni la settimana, compresi i festivi. I servizi erogati sono inoltre garantiti da copertura assicurativa. 12 il filo della vita

SERVIZI SANITARI • Infermiere a domicilio • Fisioterapista a domicilio • Specialisti a domicilio • Riabilitazione a domicilio • Medicazione e cura piaghe da decubito • Iniezioni e Flebo • Cateterismi SERVIZI ASSISTENZIALI • Aiuto all’igiene personale • Aiuto al pasto • Aiuto alla vestizione • Aiuto alla deambulazione SERVIZI SOCIALI • Compagnia • Trasporto ed accompagnamento • Disbrigo pratiche burocratiche • Consegna spesa e farmaci • Segretariato sociale • Sorveglianza


La Santa Lucia Life è anche FORMAZIONE. Diversi sono gli eventi scientifici organizzati in questi anni e in fase di progettazione per il futuro. La Cooperativa contribuisce all’Aggiornamento Professionale Continuo, con l’ideazione, la progettazione e la promozione di corsi, convegni, congressi, seminari e pubblicazioni scientifiche. Collabora con molte Strutture Sanitarie accreditate, Cliniche ed Enti Pubblici nazionali, erogando una formazione ad hoc, costruita sulle esigenze dei professionisti e delle aziende. Dal 2015, la Cooperativa garantisce il servizio di PRELIEVI EMATICI in molti comuni del distretto D dell’Asl di Frosinone, attraverso apposita convenzione con le Amministrazioni locali. Ogni mese, infermieri professionali si recano direttamente sul territorio e, ove necessario, a domicilio, per effettuare prelievi, previa prenotazione presso gli uffici comunali. I referti sono disponibili in pochi giorni presso gli stessi comuni. Il servizio è già una realtà in venti paesi e città. Dal 2016 Santa Lucia Life propone giornate di PREVENZIONE dedicate a diverse patologie, come le disfunzioni della tiroide, le malattie cardiovascolari, l’osteoporosi, il diabete e l’obesità. via Leuciana 63 - 03030, CASTROCIELO (FR) Tel: 0776.79495 - Cell: 366.5365265 santalucialife@libero.it

RISCHIA CHI NON FA FORMAZIONE

“Non si finisce mai di imparare” recita il vecchio adagio, che è tuttora valido anche per la formazione professionale di medici e figure parasanitarie. Eppure la richiesta di trasparenza sulla preparazione dei camici bianchi nè la possibilità di detrarre dalle tasse il costo dei corsi sembrerebbero sufficienti per la diffusione di una cultura dell’aggiornamento continuo, così è intervenuta la legge. Senza sanzioni, insomma, l’obbligo ECM non viene rispettato, in barba ai fiumi di inchiostro che dimostrano la necessità di una formazione specifica all’insegna della semplificazione e della fruibilità per la medicina di oggi e domani, soprattutto in un mondo che cambia continuamente. Il prossimo giro di boa della fine del triennio formativo è previsto per il 31 dicembre: chi non ha ottemperato agli obblighi di legge rischia l’inserimento in una blacklist, la cancellazione dall’elenco, come già avvenuto ad alcuni medici competenti, e l’esclusione dal Concorso Nazionale. In più occasioni, infatti, è stato avanzato lo spettro della esclusione dal Concorso Nazionale per le assunzioni nel SSN di chi non è in regola con l’ECM o di vincolarne gli scatti di carriera. Inoltre, molte assicurazioni e polizze per i medici stanno legando l’entità dei premi al grado di aggiornamento professionale. Senza parlare del concreto rischio di compromettere il rapporto di fiducia tra i medici e i pazienti, che sono sempre più informati ed esigenti. Alla fine del trienno 2011-2013, cinquemila medici competenti sono già stati depennati dagli elenchi del Ministero per inadempienza nella formazione. La Testimonianza di uno dei 5000 medici sanzionati Riportiamo la testimonianza del dottor Ugo Esposito, raccolta dal quotidiano “Sanità Informazione”: «I provvedimenti disciplinari in cui sono incappato per non aver terminato la formazione obbligatoria mi hanno creato dei danni economici rilevanti – racconta il medico del lavoro -. Molte aziende, appena visto il depennamento del mio nome dall’elenco del Ministero, non mi hanno più chiamato e, oltre a perdere sedi di competenza, sono stato anche sostituito da altri professionisti. Economicamente parlando ho subito una perdita di 20mila euro. Il danno però non è stato solo finanziario, – ha ribadito il dottore - ma anche morale. Subire la cancellazione dagli elenchi, perché nell’anno 2011 ero in difetto di 50 crediti formativi, è un fatto grave». il filo della vita 13


G

SAPERI E SAPORI D’AUTUNNO di Alessandra Quaglieri*

ià Ippocrate, 2500 anni fa, parlava della relazione tra ciò che mangiamo e la nostra salute. Ecco con quali cibi possiamo aiutarci a superare questa stagione “di passaggio”, fatta di piogge e di primi freddi che mettono a dura prova l’organismo e le difese immunitarie di tutti, ma in particolare dei più piccoli, anziani e di chi è affetto da patologie croniche. La natura offre un gustoso viaggio sull’arcobaleno, dai colori pastello della primavera attraverso quelli esotici estivi fino alle decise tonalità autunnali. Buon inverno a tutti! Il cachi è un ottimo frutto di cui l’unica controindicazione è data dall’alto contenuto in zuccheri e dunque sconsigliato a chi è diabetico o in sovrapp e s o. E’ ricco di vitamina C, betacarotene e potassio con effetti lassativi (se è maturo; altrimenti astringente) diuretici e depurativi del fegato. La zucca è povera in energia e ricca in betacarotene, vitamine B ed E oltre che in molti sali minerali. Il betacarotene protegge il sistema circolatorio, è antinfiammatorio e antiossidante. Gli agrumi sono indicati per prevenire e trattare raffreddore e influenza, stomatiti, gengiviti e malattie infettive.

Cavoli, broccoli, cavolini di Bruxelles e carciofi, grazie alla vitamina C, riducono il rischio di malattie cardiovascolari, eliminano i radicali liberi e l’acido urico dal corpo, mentre con la vitamina K aumentano la concentrazione e tutte le funzioni mentali, prevenendo l’Alzheimer e i danni al sistema nervoso. Grazie agli isotociani, bloccano la proliferazione delle cellule tumorali. Il loro tipico odore, conferitogli dallo zolfo, accelera la guarigione delle ferite. La glutammina dei cavoli ha proprietà antinfiammatorie per migliorare i dolori articoli, la febbre e le alIl radicchio contiene beta-carotene, luteina e zeaxantina ottimi lergie. I carciofi, fonte di potassio e di ferro, per la vista. Ha proprietà depurative, favori- grazie alla cinarina, favoriscono la diuresi e sce la digestione e il buon funzionamento la secrezione biliare. intestinale. Gli antociani prevengono le patologie cardiovascolari e il triptofano apporta benefici al sistema nervoso contrastando i disturbi dell’insonnia. Il melograno, ricchissimo in antiossidanti, svolge un’azione antitumorale principalmente del seno e della prostata. Le vitamine C, del gruppo B e K riducono il rischio di aterosclerosi. Combatte l'anemia e regola il metabolismo del calcio, del magnesio e del fosforo. Ha poche calorie, ma svolge un’azione stimolante dell’appetito, utile per bambini e anziani inappetenti.

* Dietista

14 il filo della vita


LA STORIA CUSTODITA A S.AMBROGIO S. G.

M

saggio dal terribile ventennio fascista alla libertà, sono affisse in bella vista in teche di vetro. Tra di esse è riconoscibile ancora qualche segno dell’epoca mussoliniana.

Altro che sindacati! Nel 1944, il podestà, a Sant’Ambrogio, come in tutta Italia, faceva lavorare chi diceva lui… anzi chi voleva il popolo! Così la guardia campestre – una sorta di vigile urbano preposto alla sicurezza – è stata l i c e n z i at a “ad nutum”, cioè senza giusta causa (i difensori dell’articolo 18 possono bollire pure di rabbia!), e un’altra guardia campestre è stata assunta a posto suo dopo poche settimane, senza alcun bando pubblico, anzi “su manifesta volontà della popolazione”. E poi c’è il verbale del primo consiglio comunale dell’eDa qualche mese, i faldoni sono custoditi nella sede poca democratica, del 3 aprile 1946.Per candidarsi era del centro anziani, nell’edificio scolastico di via Roma, richiesta la capacità di leggere e scrivere, con tanto di in armadi di legno massello, anch’essi risalenti a set- certificazione che lo attestasse. tant’anni fa, come le scrivanie con il caratteristico pia- I livelli di alfabetizzazione, specialmente nel meridiono verde scuro, perfettamente intatto. ne della penisola, erano infatti ancora bassissimi negli anni Quaranta. rda Integre anche le urne delle prime

elezioni democratiche a suffragio universale:

di legno massello anch’esse, non di cartone, come saranno invece le urne successive. E poi le macchine da scrivere, i primi timbri, i primi strumenti di cancelleria. A guidarci alla scoperta dell’archivio sono la consigliera comunale Antonietta Di Ciaccia e il vice sindaco Antonio Mastrocola. Alcuni documenti, le tracce più significative del pasil filo della vita 15

VIAGGIO NEI CENTRI ANZIANI

olti anziani del paese non sono riusciti a trattenere la commozione di fronte ai quei “fogli” che testimoniano i primi vagiti della democrazia a Sant’Ambrogio sul Garigliano, all’indomani della seconda guerra mondiale. L’amministrazione comunale ha reso fruibile al pubblico l’archivio del paese, la memoria storica del piccolo centro ricostruita con pazienza certosina alla fine della guerra, dopo che le bombe avevano distrutto tutto: nomi, storie, famiglie, legami, diritti. Il sindaco Sergio Messore lo ha inaugurato alla presenza del Prefetto di Frosinone, Sua Eccellenza Emilia Zarrilli, del vice presidente della Provincia, Andrea Amata, e del centro anziani al completo, presieduto dalla signora Orazia Vacca.


FOCUS MULTIDISCIPLINARE SUL RUO

16 il filo della vita


LO DI FARMACI OPPIACEI ED ALCOOL

I

RAZIONALE DEL CONVEGNO di Fulvio Ferrante L’evento ECM “FARMACOVIGILANZA E SORVEGLIANZA SANITARIA TRA CURA, SOSTENIBILITA’ ECONOMICA, EVENTI AVVERSI E DIVERSIONE” ha offerto una visione generale, ma puntuale e attuale, sulle complesse problematiche aperte sui vari fronti nel campo della dipendenza degli oppiacei e dell’alcolismo e di come queste criticità vadano a correlarsi profondamente nel campo della farmacovigilanza e della sorveglianza sanitaria. Senza pretendere di fornire risposte esaustive né tantomeno definitive legate alle terapie con oppiodi, ha rappresentato un’importante tappa nel processo di condivisione e produzione di una cultura comune su strategie corrette, economicamente valide e sostenibili, al fine di garantire cure di qualità e buon funzionamento globale ai pazienti in bilico tra risorsa sociale e cittadini che necessitano cronicamente di assistenzialismo etichettante e ghettizzante.

COME FUNZIONA LA SORVEGLIANZA POST MARKETING DEI FARMACI IN ITALIA L’attenzione delle case farmaceutiche nei confronti degli effetti dei medicinali sulla popolazione è notevolmente aumentata, per diversi motivi: i testi sugli animali sono insufficientemente predicativi per la sicurezza umana; nei brevi trials clinici i pazienti sono selezionati e di numero limitato; sono spesso incomplete le informazioni sull’uso in pazienti speciali, come bambini e donne in gravidanza, o sulle interazioni con altri farmaci e con particolari diete; il coinvolgimento di alcune aziende in richieste di risarcimento. Il sistema italiano di farmacovigilanza è disciplinato dal Decreto Leg.vo 24 aprile 2006 n. 219 e fa capo all’Agenzia Italiana del Farmaco AIFA, che si basa su segnalazioni spontanee e sulla informazioni diramate dall’Aifa stessa sulla sicurezza dei farmaci. Le segnalazioni spontanee partono dal paziente o dal suo medico di fiducia, che invia alla Rete Nazionale di Farmacovigilanza una scheda. All’atto dell’acquisizione di una nuova scheda o del suo follow-up, il sistema invia automaticamente un messaggio di avviso alla Regione e alle case farmaceutiche titolari dell’autorizzazione all’immissione in commercio dei farmaci indicati come sospetti, informandoli che nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza è stata registrata una nuova segnalazione. il filo della vita 17

FORMAZIONE

L RUOLO dei farmaci oppiacei e dell’alcool: l’argomento è stato al centro del focus multidisciplinare dal titolo “Farmacovigilanza e sorveglianza sanitaria – Tra cura, sostenibilità economica, eventi avversi e diversione”, che si è svolto il 30 settembre 2016 a Cassino, presso l’Aula Magna del polo Folcara dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale, sotto la responsabilità scientifica del dottor Fulvio Ferrante. Il convegno, organizzato dalla Cooperativa Santa Lucia Life di Castrocielo, con il patrocinio dell’Ateneo cassinate, dell’Ordine Forense di Cassino, dell’Ordine di Frosinone, dell’Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Frosinone e della Società Medica del Cassinate, ha coinvolto medici, infermieri professionali, farmacisti, psicologi e avvocati. Relatori scientifici di altissimo livello, provenienti da diverse realtà d’Italia, si sono confrontati sul tema: Rosanna Arcese, Lucia Broccoli, Pietro Casella, Angela Coia, Sabrina Crescenzi, Fabrizio Cristofari, Pietro Paolo Fausto D’Egidio, Girolamo Del Monte, Adele Di Stefano, Fulvio Ferrante, Luca Evangelista, Alfonso Gargaro, Gianluca Giannichedda, Anna Loffreda, Maria Lorena Marziale, Gianrico Ranaldi, Bruno De Meo, Lorenzo Somaini e Luigi Stella. L’evento, aperto dai saluti del sindaco di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro, è stato valido come corso di aggiornamento per i professionisti che vi hanno partecipato.


DAI 18 AI 60 ANNI: L’USO (IN)CONSAPEVOLE DEI FARMACI RIGUARDA TUTTI

FORMAZIONE

I

l dottor LORENZO SOMAINI, responsabile farmacologo del Ser.T. di Cossato dell’Asl di Biella – nel 2015 vincitore nello stato americano di Atlanta del premio scientifico “Dole & Nyswander” sull’uso del metadone per curare la dipendenza da eroina – ha sottolineato l’alto significato del convegno, che ha visto a confronto i tre presidenti delle tre principali società scientifiche in un unico convegno, D’Egidio, Stella e Leonardi, rispettivamente per FederSerd, SITD e SIPaD. Al dottor Somaini abbiamo chiesto come si gestiscono i farmaci che sono utili per alcuni pazienti, ma che vengono usati impropria-

mente da parte di altri. “Il problema investe l’efficacia e l’efficientamento delle risorse e richiede un serio controllo gestionale, per non rischiare di “sotto trattare” i pazienti. Il controllo clinico e un percorso terapeutico virtuoso richiedono consapevolezza da parte del paziente stesso, che deve sentirsi investito della responsabilità e delle conseguenze di eventuali alterazioni cliniche fra uno step terapeutico e l’altro”, ha detto Somaini. Il fenomeno riguarda un’ampia fascia di popolazione, tra i 18 e i 60 anni, anche se i giovani si mostrano più disinvolti nel manipolare i piani terapeutici.

IL RUOLO CHE GIOCA LA SCUOLA

La scuola può svolgere un ruolo fondamentale nella diffusione di un uso consapevole dei farmaci, ha puntualizzato il dottor PIETRO CASELLA, responsabile del Serd dell’Asl di Roma E, e impegnato in prima linea in “Unplugged”, un programma di prevenzione delle dipendenze nelle scuole secondarie di primo grado del Lazio, che si avvale di prove scientifiche e che prevede la formazione e il tutoraggio degli insegnanti, affinché sappiano rapportarsi con gli studenti sul tema. Ha come oggetto l’uso di tabacco, alcol, cannabis e altre sostanze psicoattive, ed è basato sul modello dell’influenza sociale e delle life skills. Come si vede, l’età in cui bisogna iniziare ad affrontare la questione è molto bassa.

18 il filo della vita


LA COMUNITà SCIENTIFICA DICE “NO” ALLA LEGALIZZAZIONE DEGLI STUPEFACENTI

I

dipendenza in tutti i casi, i danni che procurano nei giovani sono gravissimi e irreversibili, perché bloccano il processo cognitivo in fase di maturazione; processo talmente importante, che perfino la sua sospensione crea difficoltà. Legalizzare – ha aggiunto il dottor Leonardi – finirà per provocare maggiore diffusione proprio tra gli adolescenti e il pericolo dell’introduzione di sostanze, in particolare di cannabis, sempre più “forte” ad un prezzo più basso per contrastare il libero mercato. Il popolo scientifico è all’unanimità contrario alla legalizzazione: il gioco ideologico che sta conducendo la politica è cieco rispetto al futuro e non tiene abbastanza conto degli effetti deleteri. Allo Stato, invano, più volte la comunità scientifica ha chiesto invece di investire più decisamente nelle politiche di prevenzione, utilizzando parte delle tasse per migliorare gli organici dei professionisti, ha denunciato il dottor Leonardi.

SOSPENSIONE DEL PROCESSO CON LA “MESSA ALLA PROVA”

UNA SCIENZA NATA PER DIFENDERE DAI FARMACI "RISCHIOSI"

di Rosanna Arcese*

La Farmacovigilanza nasce agli inizi degli anni ’60 in seguito alla nota vicenda della Talidomide e identifica tutte le attività che vengono svolte per tenere sotto controllo gli effetti dei farmaci sull’uomo. Il termine è stato proposto da un gruppo di farmacologi francesi negli anni ’70 e in seguito adottato dall’intera comunità internazionale. Nel 2002 è stata definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “la scienza e le attività collegate all’identificazione, valutazione, conoscenza e prevenzione delle reazioni avverse o di altri problemi collegati ai farmaci”. Come ha sottolineato, il dottor Fulvio Ferrante - direttore UOC Farmacia e Referente Aziendale Farmacovigilanza dell’Asl di Frosinone - è noto da sempre che i farmaci possono provocare danni nell’organismo umano. Il loro uso può essere correlato a una varietà di problemi quali l’inefficacia, l’avvelenamento e l’insorgenza di reazioni avverse (ADR). Capita pertanto che farmaci immessi in commercio vengano ritirati in seguito all’identificazione post-marketing di nuove reazioni avverse (la Cerivastatina è un esempio eclatante), oppure subiscono modifiche nel Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (CRP) nell’utilizzo e/o nel dosaggio per la comparsa di gravi fenomeni tossici: esempio recente è la modifica in RCP della Metoclopramide per rischi neurologici.

La legge 28.4.2014 n. 67 ha introdotto l’istituto della “messa alla prova”. Una delle problematiche di maggior rilievo che si riscontrano dinanzi a normative nuove e circoscritte a pochi enti ed operatori consiste spesso nella mancanza di direttive comuni ed univoche. Il seminario ha offerto un’occasione di confronto, al di fuori del contesto di lavoro, dove poter affinare le proprie conoscenze teoriche al fine di adeguarle alla prassi lavorativa, oltre che implementare deliberatamente il proprio percorso professionale. Il gruppo dei partecipanti alla formazione è stato volutamente composto da operatori di diverse professionalità quali medici, psicologi, avvocati, infermieri ed inoltre l’idea di far sedere al tavolo dei relatori docenti di procedura penale come l’avvocato Gianrico Ranaldi in qualità di giurista ed esperto nella disciplina ha favorito l’incontro di esperienze diverse che ruotano tutte intorno allo stesso centro gravitazionale. L’impegnativo compito è stato quello, appunto, di far sì che commenti teorici assumessero le vesti di vere e proprie esegesi di diritto della nuova disciplina, affinché gli operatori sociali ne traggano vantaggi concreti e tangibili, da poter traslare nelle rispettive dimensioni lavorative. * Funzionario Servizio Sociale Uepe – FR

il filo della vita 19

FORMAZIONE

l dottor CLAUDIO LEONARDI, direttore dell’Uoc Dipendenze dell’Asl Roma 2, ha posto l’accento sull’efficacia di un convegno che ha fatto dialogare medici e avvocati per promuovere la cooperazione tra queste figure professionali, che non deve solo essere possibile, ma concreta, per affrontare un argomento che, come si vede, coinvolge diversi aspetti sociali e che richiede la conoscenza della “filiera” farmacologica da parte di tutti loro. Quindi, a proposito del dibattito sulla legalizzazione delle sostanze stupefacenti, il dottor Leonardi è stato chiaro: “Se queste sostanze creano


La dipendenza è una patologia che si può curare Milioni di pazienti nel mondo soffrono di disturbi legati alle dipendenze Noi di Indivor immaginiamo un giorno in cui tutti i pazienti, in tutto il mondo, avranno libero accesso a cure di alta qualità per le patologie croniche recidivanti e le comorbilità legate alle dipendenze.

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EPATITE A, QUANDO PREVENIRE NON BASTA E SERVE IL VACCINO di Grazia Di Costanzo*

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TRE TAZZINE DI CAFFè AL GIORNO TOLGONO... LA DEMENZA DI TORNO

eimila e cinquecento donne oltre i sessantacinque anni hanno bevuto tre tazzine di caffè espresso al giorno per dieci anni. Risultato: si sono confezionate uno scudo contro la demenza senile. Lo studio, diretto da Ira Driscoll, professore di psichiatria presso la University of Wisconsin-Milwaukee, è stato pubblicato sulla rivista The Journals of Gerontology, Series A: Biological Sciences and Medical Sciences. La novità della ricerca consiste nel fatto che per la prima volta si è potuto considerare l’incidenza della demenza senile su un campione ampio e analizzare gli effetti del consumo di caffè nel lungo termine.

grammi al giorno (pari a circa 3 tazzine di espresso o a due tazzine di moka) presentano un rischio di ammalarsi di demenza o di deficit cognitivo ridotto addirittura del 36%. Ma per assumere caffeina si può ricorrere anche al tè: in questo caso, il contenuto di caffeina ritenuto protettivo equivale a circa 5 tazze di tè nero (200 ml circa l’una).

In base ai risultati ottenuti, gli studiosi hanno concluso che, rispetto a chi consuma non più di 64 milligrammi di caffeina al giorno (più o meno un espresso – il cui contenuto in caffeina varia da 47 a 75 mg – o a metà di una caffettiera da due tazzine di moka) – coloro che ne consumano 261 milliil filo della vita 21

DAL MONDO DELLA RICERCA

- evitare carne o pesce crudi o poco cotti; ’epatite A è un’infezione provocata dal virus HAV, che, una volta entrato nell’organismo, penetra le - lavarsi accuratamente e spesso le mani per proteggersi dalle infezioni; pareti intestinali, entrando nella circolazione sangui- consumare frutta e verdura surgelagna che lo porta al fegato, ovvero ta previa cottura, alla luce dell’epideall’organo nel quale il virus si ripromia di Epatite A verificatasi in Italia, duce. nel 2013, in seguito al consumo di Ad oggi, la diagnosi di tale patofrutti di bosco congelati. logia si basa sulla sintomatologia dell’individuo affetto, consistente Oltre a queste misure preventive, essenzialmente in sintomi simil-inil metodo più sicuro per la prevenfluenzali (febbre, dolore muscolare, zione dell’Epatite A è il vaccino, che nausea, vomito, affaticamento) e itviene generalmente somministrato tero in alcuni casi, con una durata di in due dosi, a distanza di 6 mesi. Si circa due settimane; sono frequenti raccomanda soprattutto ai bambini anche casi in cui in alcuni individui si sviluppa una forma molto leggera dell’infezione, tan- dall’età di un anno in poi, personale di laboratorio che può entrare in contatto con il virus, pazienti con mato da essere asintomatica. lattie croniche al fegato e persone che viaggiano nelle zone endemiche nel mondo. COME SI PUò PREVENIRE IL CONTAGIO La trasmissione del virus avviene quasi esclusivamente Sono in corso studi che mirano allo sviluppo di un siper via oro-fecale, ingerendo acqua o cibi contaminati e, stema di rilevazione e monitoraggio del virus, presente dato che attualmente non esistono sistemi di rilevazione nei campioni in piccolissime concentrazioni, al fine di nei cibi e nelle acque che possano segnalarne la presen- prevenire un possibile contagio. *dott.ssa in Chimica za, è importante adottare norme igieniche generali: - lavare e togliere la buccia a frutta e verdura;


di Emanuel Stabile* a promozione della salute in età avanzata è rappresentata dall’esercizio fisico, ma come possiamo svolgere tale attività senza avere paura di incorrere in incidenti indesiderati o di non farcela? In qualunque modo essa sia svolta, deve essere concepita appositamente, al fine di favorire la “flessibilità” muscolo-scheletrica, la capacità motoria e la correttezza posturale globale in persone che, per l’avanzata età, devono evitare il sovraccarico di articolazioni e migliorare la funzionalità dell’apparato cardio-circolatorio. E’ necessario, quindi, curare la respirazione, il rilassamento e l’allungamento muscolare, per ottenere una postura migliore e una maggiore padronanza del proprio cor

L TERZA ETà E L’ATTIVITà FISICA

GINNASTICA DOLCE: Sì, MA CON LE REGOLE GIUSTE po. Fondamentale a tal proposito è lo “stretching”, ossia l’insieme di esercizi di allungamento muscolare, che coinvolgono gli arti superiori e inferiori e la colonna vertebrale in tutti i suoi tratti. Tali movimenti devono essere sempre eseguiti prestando particolare attenzione alla sincronia con gli atti respiratori, fondamentale per un corretto equilibrio psico-fisico.

La ginnastica per gli anziani può comprendere sia esercizi a corpo libero, sia l’impiego di attrezzi specifici.

Elastici a resistenza moderata, palle e bastoni da ginnastica possono essere di grande supporto e ci si potrà avvalere anche di musica in sottofondo per creare un contesto positivo e favorire l’aggregazione sociale e l’aspetto ludico, quest’ultimo fondamentale a qualsiasi età. Un moderato allenamento, duraturo nel tempo, può ritardare di parecchi anni l’insorgenza di patologie senili come artrosi e osteoporosi; inoltre, agisce sul sistema muscolo-scheletrico, allontanando il processo di ipotrofia muscolare e sviluppando capacità coordinative globali, e migliora l’apparato respiratorio e cardio-circolatorio. Esistono però delle piccole REGOLE da seguire quando si fa del movimento. L’esercizio fisico che state per eseguire non è una sfida alle vostre possibilità, bensì è opportuno ascoltare i segnali dati dal proprio corpo, fermandosi immediatamente quando si avverte dolore o resistenza. In conclusione, tutti gli anziani potrebbero migliorare nettamente le proprie condizioni fisiche, oltre che psicologiche grazie al movimento, tenendo presente che l’attività fisica a qualsiasi età è socializzazione, è aumento della fiducia in se stessi, è divertimento, è SALUTE.

22 il filo della vita

*Fisioterapista - Centro Physiomed San Giorgio a Liri (FR)


SE LA TESTA VA IN TILT, è TUTTA COLPA DELLA GENETICA

Dott.ssa Colatosti, perchè passa le sue ore al letto, oppure il ragazzo che usciva, ci ammaliamo psicologica- che aveva un sacco di amici, che giocava a pallone, mente? Come riconoscere che ascoltava musica, ad un certo punto smette di una persona che soffre? fare tutto questo e si chiude in se stesso, si isola e non Sfatiamo innanzitutto due comunica più con nessuno. luoghi comuni: ammalarsi è una colpa e la malattia è col- Cosa fare se ci accorgiamo che stiamo male o che legata ad un comportamen- sta male una persona vicino a noi? to negativo preciso in un sistema di causa-effetto. Se ci accorgiamo che vicino a noi c’è una persona che Le persone si ammalano indipendentemente dal la- soffre e sta male dobbiamo tenderle una mano ed aiuvoro che fanno, dalla madre o padre che hanno avuto, tarla. Evitiamo di dispensare buoni consigli e pacche dal comportamento di figli, mariti e mogli. sulle spalle, che la farebbero sentire peggio, perchè Comunemente mi capita di sentire dai miei pazienti rinforzerebbe l’idea che non è in grado di cavarsela le ragioni per le quali secondo loro si sono ammalati. da sola. In realtà dobbiamo alleggerire il nostro amiLe mogli attribuiscono la colpa ai mariti: mi sono sen- co o familiare della colpa e della responsabilità: non è tita trascurata, mi ha tradito, mi ha maltrattato, mi ha colpa sua se si è ammalato e quindi non dipende dalla sempre umiliata, non mi ha dato sua volontà guarire. Dobbiaabbastanza affetto e comprenmo farlo visitare da un esperto. In realtà tutti noi possiamo avere sione, e così via fino all’infinito; gli stessi problemi e cioè un marito che Questa sembra una cosa semo ai figli: ho dedicato tutta la mia plice, ma, in realtà, né il malato non ci capisce, dei figli irriconoscenti vita a loro da quando eranno o dei genitori che ci hanno trascurato, né la sua famiglia spesso acpiccoli, per loro ho rinunciato cettano di avere un problema, ma non sono queste le ragioni che ci anche al lavoro, mi hanno fatto non ne hanno consapevolezza, fanno ammalare. Le ragioni della vivere con ansia e preoccupaquindi chiunque ha il dovere di malattia sono da ricercare altrove, zione; oppure alle loro famiglie avvertire un pericolo ed interossia nelle nostre radici biologiche. di origine: mio padre era troppo venire. severo, era assente, l’ho perso da A volte basta una consulenza, piccola, era sempre malato e girava per ospedali e cli- altre volte un lavoro più lungo, altre ancora una teraniche, ecc... pia farmacologica per risolvere il problema o almeno per arginarlo. Guai, però, a trascurare certi segnali, Siamo “naturalmente”, biologicamente, predisposti ad che trasformerebbero il malessere in malattie croniadattarci alle situazioni e agli eventi, anche a quelli che serie. più brutti e impensati. Quando questo non accade significa che c’è qualcosa che non va. Ci ammaliamo, dunque, quando abbiamo una vulnerabilità personale intrinseca che non ci fa adattare o superare gli eventi avversi che la vita ci mette di fronte. Ad un certo punto della nostra esistenza la nostra vita si ferma. La persona che sta male non riesce a fare più le cose che faceva prima o che non riesce a fare cose nuove: la mamma che prima accudiva la casa, i figli e il marito, il filo della vita 23

LO SPECCHIO DELL’ANIMA

La dottoressa Sonia Colatosti è laureata in Psicologia e specializzata in Psicologia Clinica e Psicoterapia. E’ vicedirettore di due Strutture Sanitarie Riabilitative per pazienti psichiatrici e consulente presso l’ambulatorio per pazienti cocainomani dell’ASL di Frosinone. In questo spazio, mette a disposizione la sua professionalità nel campo della salute mentale a favore di chi ne ha bisogno (i pazienti e i familiari dei pazienti). Risponde alla posta dei lettori all’indirizzo: redazione.ilfilodellavita@gmail.com


Tutto è aterosclerosi: di Alessandro Ricci*

PAROLA ALLO SPECIALISTA

I

l 29 ottobre è stata celebrata la XII giornata mondiale dell’Ictus. Sono 200mila gli italiani che ogni anno vengono colpiti da ictus, rappresentando la terza causa di morte dopo l’ischemia miocardica e le neoplasie, e causando il 10-12% di tutti i decessi. Il 75% dei colpiti sopravvive con una qualche forma di disabilità. Di questi la metà è portatore di un deficit così grave da perdere l’autosufficienza. In Italia rappresenta la principale causa d’invalidità. Da questi dati, alquanto sconvolgenti e sottovalutati, si capisce come la Giornata Mondiale contro l’ICTUS sia stata dedicata agli aspetti trattabili dell’ischemia cerebrale, dalla sua curabilità all’importanza del trattamento riabilitativo, dall’importanza degli stili di vita corretti al riconoscimento precoce dei sintomi. Da non dimenticare come nell’82% di casi è di natura ischemica, nei restanti casi emorragica. Più in dettaglio, nel 20% è dovuto a stenosi (restringimento od ostruzione) carotidee se-

24 il filo della vita

condaria aterosclerosi, nel 30% criptogenetico, ed un ruolo importante è dato dalla fibrillazione atriale, tra le più frequenti aritmie cardiache. Ma queste ultime forme di ictus possono essere prevenute anche grazie a nuovi farmaci anticoagulanti orali che rendono il sangue più fluido, impedendo la formazione di coaguli responsabili dell’ictus.

Questi eventi determinano l’innesco di quei processi infiammatori, degenerativi e di proliferazione cellulare abnorme che portano, nel corso di decenni, ai sintomi clinici caratteristici in base all’organo interessato. L’infarto del miocardio se ad

essere colpito è il cuore, l’ictus se è interessato il cervello, l’arteriopatia ostruttiva degli arti inferiori, con la classica claudicatio intermittens, se viene colpita la circolazione di tale distretto, Patologie che nel loro insieme rappresentato la prima causa di morte e di disabilità nel mondo occidentale. A tutt’oggi, e più che mai, la priorità spetta di diritto alla prevenzione, non possiamo stare ad aspettare gli eventi cardiovascolari, tentar di chiudere la porta a buoi scappati o a trombosi/ictus avvenuto.Nel Recente convegno del 15 ottobre a Sabaudia della SIAPAV, Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare, nella relazione di apertura del congresso, ho avuto il gravoso compito di fare il punto sulle cause e sulla patogenesi delle stenosi carotidee indotte dall’aterosclerosi.


dall’aria ai biscotti CHE MANGIAMO Appare evidente come sia quindi importante calcolare il rischio cardiovascolare globale più che considerare ogni fattore eziologico o di rischio separatamente. Proprio tale ambizioso progetto por tano avanti specialisti cardiologi ed angiologi sotto l’egida di diversi comuni della provincia di Frosinone, e con l’indispensabile contributo logistico-organizzativo dalla Cooperativa Santa Lucia Life, nelle Giornate di prevenzione cardio-vascolari. In tali incontri si sottopongono a visita specialistica i cittadini e viene rilasciata loro la valutazione del rischio cardiovascolare globale secondo le carte dell’Istituto Superiore della sanità, che prevedono la probabilità di avere accidenti entro 10 anni al fine di correre ai ripari in tempo. Inoltre si calcola, mediante eco color doppler, l’IMT, vale a dire l’ispessimento medio-intimale della parete carotidea, che da solo rappresenta un predittivo indice di rischio. Queste importanti giornate presto si arricchiranno di interviste-intervento sull’alimentazione Nella tabella affianco sono elencate le infinite cause che possono determinare l’aterosclerosi, ma non possiamo ignorare che anche l’aria che respiriamo può facilitarne l’insorgenza. Vivere a Parigi o nel suo sobborgo, Bois Herpin immerso nel verde, comporta un’aumentata calcificazione e presenza di placche carotidee del 38%. Un ruolo sempre più preponderante assumono le sostanze stupefacenti, cocaina e cannabis in particolare. Ma da soli, nove fattori, fumo, ipertensione, diabete, elevati valori di colesterolo, obesità addominale, stress, inattività fisica, scarsa assunzione di frutta e verdura ed assunzione di alcol, sono responsabili di oltre il 90% di tutte le morti premature. Il sovrapporsi tra loro aumenta in maniera esponenziale il rischio di avere eventi cardiovascolari, ad esempio, avere tutte e nove tali condizioni aumenta il rischio d’infarto di 300 volte.

e stile di vita, nonché di interessanti studi innovativi sulle cellule buccali esfoliate che rappresentano, con i loro micro-nuclei, un importante parametro di alterazione cellulare e di invecchiamento biologico indotto da elementi cancerogeni e di danno vascolare. L’insieme di queste considerazioni deve portare alla conclusione che pur essendo molteplici le cause dell’aterosclerosi la prevenzione deve puntare ad ottimizzare la qualità della vita, ponendo attenzione allo stile della vita stessa e all’alimentazione corretta.

Non grandi abbuffate di ogni piacere, ma il “gustare” e il “contemplare “ che non sono solo momenti per i mistici ma educazione ad una vita sana per tutti. In poche parole respiriamo la migliore aria, beviamo l’acqua più pura, e mangiamo i migliori biscotti per il nostro benessere e piacere. Carpe Diem.

*Specialista in Angiologia; Vice presidente SIFCS Regione Lazio

Chi è il paziente a rischio CV? Fattori di rischio cardiovascolare, AHA 2007

Maggiori

Condizionanti

Predisponenti

Fumo di sigaretta

↑ trigliceridi

Obesità

Ipertensione arteriosa

↑ LDL Piccole/dense

Obesità addominale

↑ colesterolo-LDL

Infiammazione/PCR

Sedentarietà

↓ colesterolo-HDL

↑ lipoproteina(a)

Familiarità per MCV

Diabete mellito

↑ omocisteina

Caratteristiche etniche

Età avanzata

Fattori protrombotici

Fattori psico-sociali

Oggi è l’aterosclerosi a rappresentare il vero Killer del mondo occidentale. E’ caratterizzata dall’indurimento (sclerosi) dell’arteria e dalla formazione nella parete della stessa dell’ateroma, accumulo di materiale poltaceo giallastro costituito soprattutto da colesterolo ossidato.

il filo della vita 25


NEET, GIOVANI E RASSEGNATI

D

LA CORRISPONDENZA DEI SENSI di Francesco Lavalle Il 2 novembre, mia madre si faceva accompagnare al cimitero. Armata di accendino e lumini, proprio lei che non ha mai fumato in vita sua, o di fiammiferi, presi dal camino di casa, mi conduceva lungo un interminabile numero di tombe, cappelle, lapidi, una litania di nomi coperti da garofani. Qui c’è il tuo prozio, qui nonno, qui il tuo trisavolo, qui il cugino morto in guerra, qui la zia che ci ha lasciato il terreno su cui abbiamo costruito la casa, e avanti così per un tempo che mi pareva infinito. C’era una tomba su cui sarei rimasto volentieri un po’ più a lungo: la foto ritrae una bambina di pochi mesi. E’ mia sorella, ma io non l’ho mai conosciuta: si chiama come me, anzi io mi chiamo come lei. Qualcuno dice che è ipocrita andare al cimitero solo il 2 novembre: durante l’anno, visite veloci in occasioni dei funerali di altri amici e parenti che se ne vanno, e poi a Natale e a Pasqua. Però, in fondo, è proprio questo il senso dei “riti”. Da qualche anno, il 2 Novembre, al cimitero vado con mia figlia. La vede sgambettare davanti a me, varca il cancello e si dirige sicura verso la tomba della zia che non ha mai conosciuto. In una mano porta un fiore bianco, nell’altra un lumino, bianco anch’esso. Li sistemiamo insieme: le racconto ancora una volta la storia breve di Francesca, facciamo il segno della croce e lei recita un’ Ave Maria. Poi, la conduco lungo i labirinti di loculi: qui ci sono gli zii con cui sono cresciuto, qui gli amici persi troppo presto. E con quella lista di nomi e foto, di storie che intanto racconto, consegno a mia figlia la nostra memoria. E così il mio prozio continuerà a vivere ancora, e ancora. In questo “filo della vita”, mi sovvengono le parole di Ugo Foscolo: “Celeste è questa corrispondenza d’amorosi sensi, celeste dote è negli umani”. 26 il filo della vita

di Donatella Ricci

a qualche anno a questa parte ha fatto la sua comparsa nelle inchieste sociologiche, statistiche e mediatiche l’acronimo Neet (Not in employment, education or training), ad indicare un universo giovanile dai 15 ai 29 anni che né studia né lavora e pertanto privo di qualsivoglia prospettiva o fiducia nel futuro. Si tratta, dunque, di giovani che non stanno investendo sul proprio capitale umano, né in termini di formazione, tantomeno di sviluppo di competenze professionali. Tuttavia, ciò a cui attualmente si assiste è una generalizzata tendenza nel volere ricondurre il fenomeno alla dimensione della volontarietà, ignorandone i nodi strutturali alla base. In particolare da buona parte dei media italiani, i giovani Neet vengono spesso rappresentati come fannulloni o bamboccioni. Ad oggi in Italia, oltre 2 milioni di giovani risultano fuori dal circuito formativo e lavorativo (23,9%). La quota dei Neet è più elevata tra le donne che tra gli uomini e nel Mezzogiorno è quasi doppia rispetto al Centro e al Nord. Nella comparazione con i Paesi dell’Unione Europea (la cui media si assesta attorno al 15,9%), l’Italia mostra la percentuale più elevata di Neet dopo la Grecia e la Bulgaria. L’elevato tasso di Neet è in buona parte spiegato dall’evidente difficoltà vissuta dai giovani italiani nella transizione verso il mondo del lavoro una volta concluso il percorso di studi. Non bisogna tuttavia dimenticare che alla riduzione di milioni di giovani a prigionieri volontari delle proprie camere ha contribuito un vero e proprio indebolimento della capacità di aspirare, il venir meno della funzione di rassicurazione del futuro che si consuma nell’attuale società, nonché una ‘mutazione antropologica’ recente: l’evaporazione degli adulti, dileguati di fronte al peso delle proprie responsabilità. Il quadro complessivo che si presenta è quello di una situazione di forte impasse, dove le conseguenze si riversano sia sulla condizione psicologica e morale dell’individuo, sia sulla vita complessiva della nostra società.


Titolarità delle farmacie: cosa cambia con il DDL Concorrenza

S

Come puro esercizio didattico, ammesso (e tutt’altro che scontato) che il Senato non modifichi l’art. 32 “Misure per incrementare la concorrenza nella distribuzione farmaceutica” già approvato dalla Camera, si riporta di seguito il testo dell’art. 7 della Legge 8 novembre 1991, n. 362 “ Titolarità e gestione della farmacia” con le modifiche approvate dalla Camera: 1. Sono titolari dell’esercizio della farmacia privata le persone fisiche, in conformità alle disposizioni vigenti, le società di persone, le società di capitali e le società cooperative a responsabilità limitata. 2. Le società di cui al comma 1 hanno come oggetto esclusivo la gestione di una farmacia. La partecipazione alle società di cui al comma 1 è incompatibile con qualsiasi altra attività svolta nel settore della produzione e informazione scientifica del farmaco, nonché con l’esercizio della professione medica. Alle società di cui al comma 1 si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni di cui all’articolo 8. 3. La direzione della farmacia gestita dalla società è affidata ad un farmacista in possesso del requisito dell’idoneità previsto dall’articolo 12 della legge 2 aprile 1968, n. 475 e successive modificazioni.

Potranno partecipare (essere azionisti) della società tutti, ad eccezione dei medici e degli informatori scientifici, ovvero coloro che operano nel settore della produzione e informazione scientifica del farmaco per cui si può configurare un conflitto di interessi. La dicitura “per quanto compatibili” presente nel terzo capoverso del secondo comma di fatto elimina ogni altra forma di incompatibilità. Infatti, le attuali cause di incompatibilità si rifanno alla normativa vigente, che prevede una sostanziale identificazione tra la figura del farmacista e quella del socio e ciò in considerazione delle limitate tipologie di società oggi utilizzabili (società di persone), a cui possono far parte solo farmacisti iscritti all’albo della provincia in cui ha sede la società, in possesso del requisito dell’idoneità ad uno dei quali deve essere affidata la direzione della farmacia.

Il nuovo regime normativo, previsto dal “DDL Concorrenza”, prevede, invece, una marcata divaricazione tra le predette figure di socio e di farmacista e, quindi, le uniche forme

di incompatibilità applicabili sono quelle che possono determinare situazioni di conflitto di interessi, ovviamente quando il socio non assuma cariche di amministrazione o non sia anche socio lavoratore; solo in questo caso, potranno ancora trovare applicazione le incompatibilità di cui all’art. 8 “Gestione societaria: incompatibilità” della legge 8 novembre 1991, n. 362.

Dunque, se il testo della nuova legge fosse effettivaPAGINA A CURA DI: mente questo, avremo che anche non farmacisti potranno costituire una società di capitali (srl o spa) che • Dott. Giampiero Forte acquisisca la titolarità di una farmacia e che la dire- Direttore UOC Farmacia Ospedaliera ASL Roma G zione della farmacia potrà essere affidata anche ad un • Dott. Rocco Massimiliano Folcarelli farmacista non socio. Dirigente Farmacista ASL Frosinone il filo della vita 27

dura lex sed lex: RUBRICA di legislazione farmaceutica e sanitaria

ebbene non sia ancora legge, il “DDL Concorrenza”, approvato dalla Camera il 6 ottobre 2015 e già calendarizzato per la discussione in Senato, potrebbe modificare profondamente la normativa sulla titolarità delle farmacie. La novità principale riguarda la possibilità di acquisire la titolarità di una farmacia da parte di società di capitali (srl o spa), senza che i soci debbano necessariamente essere farmacisti. Il passaggio al Senato del DDL potrebbe modificare parti importanti del testo approvato (nel testo sottolineati) alla Camera, tuttavia sull’ingresso delle società di capitali nella titolarità delle farmacie, sembra non esserci più alcun dubbio.


UN PAESE ALL’INGIù: STORIE DI ORDINARIA DISTRAZIONE

quant’è bella umanità

L

della nostra società. Nessuno è estraneo ai drammi sociali e alle difficoltà economiche che stanno vivendo le popolazioni di mezza Europa. Scuola, sicurezza, salute, lavoro, emarginazione e povertà sono alcuni temi affrontati nel libro, mentre la politica sembra prendere le distanze. Giustizia e corruzione, legalità e condizionamenti mafiosi sono fenomeni che non vanno relegati alla pura curiosità giornalistica o alle indagini giudiziarie, ma rappresentano un pericolo costante anche per le amministrazioni locali e il settore dei lavori Il dottor Arturo Gnesi, medico anestetista all’ o pubblici. Stare attenti non uomini e le donne che hanno un destino spedale Santa Scolastica di Cassino, sindaco di Pa- è tempo perso e promuolegato agli eventi che muta- stena dal 2011, un lungo impegno antimafia nell’as- vere una cultura del bene no l’aspetto e le prospettive sociazione Caponnetto, ha dato alle stampe il suo comune, capace di supequarto libro. rare i vincoli e le pressioni della nostra società. Non sono gli eventi che vanno sulle prime pagine dei dei comitati d’affari, diventa la nuova frontiera di una giornali che trovano spazio in questo libro, ma sono politica che non spreca risorse economiche e favorisce le reazioni di indignazione e di rabbia che suscitano le lo sviluppo economico e sociale. storie di corruzione e che pesano sul futuro delle nuo- Infine, il tema dell’accoglienza e la necessità di evitare ve generazioni, perché una buona politica consente di che solidarietà e rispetto dei diritti umani si trasforavete scuole, servizi e sanità di ottimo livello, mentre mino in business o generino intolleranza e xenofobia una politica che serve all’arricchimento di pochi o vie- sfruttando la paura e l’insicurezza della gente. ne concepita per tutelare i privilegi della casta rappreArturo Gnesi senta un ostacolo alla crescita morale ed economica TUMORE AL SENO METASTATICO, è NATA ANCHE IN ITALIA L’ASSOCIAZIONE IN PRIMA LINEA UNA GIORNALISTA CASSINATE In Italia ci sono 30mila donne con il tumore al seno metastatico: 30mila donne che vivono a pieno la loro vita e che non si limitano a sopravvivere. Il 13 ottobre, nella “Giornata di sensibilizzazione per il cancro al seno metastatico”, è nata la prima associazione “Tumore al seno metastatico – Noi ci siamo” in Italia. Si tratta del nuovo e primo sodalizio curato e gestito da donne malate al IV Stadio e che si avvale della preziosa collaborazione di persone che già hanno vissuto l’esperienza del cancro primario al seno e perfino di persone “ancora sane”. Questo perché credono fortemente nell’utilità di costruire ponti e non muri. Tra i primi progetti della neonata associazione è prioritaria la richiesta al governo nazionale del riconoscimento della giornata dedicata al cancro al seno metastatico in Italia, che così diventerebbe il primo Paese a farlo in Europa e il secondo nel mondo. L’associazione si prefigge quindi di attivarsi al meglio possibile per migliorare la qualità di vita e di cure del metastatico, dedicandosi ai bisogni dei numerosi pazienti affetti da questa malattia e per stimolare la ricerca. I vertici dell’associazione sono costituiti dalla cassinate Mimma Panaccione (presidente); Vania Sordoni (vice presidente); Enza Bettinelli (consigliere); Ilaria Vacca (tesoriere). a pubblicazione di un libro regala emozioni e fascino perché è la conclusione di un lungo periodo di riflessione, di ragionamenti, ripensamenti, correzioni e rimodulazioni di pensieri e concetti nati dalla quotidianità vissuta, sofferta e talvolta subita passivamente. Non sono i fatti che tengono la scena, ma sono gli

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I 107 ANNI DI ROSA: “IL RICORDO PIU’ BELLO MARCO AURELIO A CAVALLO”

“S

il filo della vita 29

STORIE

ono nata il 14 maggio 1909 al monacato di Castrocielo, non mi sono sposata perché non volevo i vedovi con i figli e poi volevo essere libera di girare il mondo: ho ancora tanti progetti per il futuro”: Rosa Fantaccione, 107 primavere, fino a tre anni fa completamente autonoma, parla il francese imparato a Lione, dove è emigrata a 14 anni, e recita le preghiere in latino. Prega, prega tanto: “prega per amici, parenti e benefattori”, come ama dire lei, avvolta nello scialle di lana che lei stessa ha realizzato. Dalla tasca tira fuori la corona del rosario, che - è convinta - le ha regalato il Vescovo di Sora e che recita tre volte al giorno. “Ho conosciuto tanti papi: prima si vedevano bene anche da lontano perché venivano portati a spalla”. Accudita e coccolata dal nipote Ermanno Francescani e dalla signora Valeria Angheluta (in foto, insieme all’altro nipote, Giovanni D’Adamo), Rosa vive nel centro storico di Castrocielo. Fino a qualche anno fa, si avventurava in campagna alla ricerca di cicoria, racconta orgogliosa. Ama parlare del lavoro nella fabbrica di seta e poi di quello nella produzione di nocciole, a Soriano nel Cimino, dov’è finita dopo la guerra, prima di trasferirsi a Roma. Le si illuminano gli occhi al ricordo di piazza Venezia, la Fontana di Trevi e Marco Aurelio. “Com’è bello l’imperatore a cavallo, non lo dimenticherò mai, magari potessi rivederlo”: e descrive la piazza di Michelangelo. Due simboli conserva gelosamente: la fascia tricolore che il sindaco Filippo Materiale le ha donato per il suo centesimo compleanno e il certificato di onestà rilasciato dalla Repubblica Francese. L’incontro con Rosa – che lo scialle protegge dal mondo esterno come una bambina – è un viaggio nella nostra memoria. rda


SIAMO MAGNIFICAMENTE BEN FATTI I BENEFICI DELL’OSTEOPATIA DA O A 100 ANNI

L

di Tommaso Ruggiero*

a natura ci ha provvisti di tutto. Abbiamo il nostro sistema di difesa contro le aggressioni batteriche: ne respiriamo milioni ogni giorno, senza ammalarci! Siamo capaci di autoregolare le nostre funzioni vitali. Se ci feriamo, ecco che si mette in moto un processo di riparazione tissutale (autoguarigione). È necessario, per questo, che le nostre cellule ricevano tutto ciò di cui hanno bisogno per funzionare e rigenerarsi e che possano liberarsi di tutti i loro scarti. In una parola: bisogna che il sangue, la linfa e tutti gli altri liquidi dell’organismo circolino liberamente: il ruolo dell’arteria è supremo. L’osteopata si propone di riequilibrare le articolazioni, i muscoli, i legamenti. La colonna vertebrale è il pilastro della nostra ossatura, ma anche una sorta di “tubo cavo” contenente i centri di comando automatici (non comandiamo il nostro tubo digerente, funziona da sé). Per una lombalgia, non è sufficiente calmare il dolore e l’infiammazione: è necessario restaurare una corretta meccanica vertebrale, affinché il sistema non rivada in crisi anche dopo piccoli “movimenti sbagliati”. L’osteopata cercherà il “punto debole”, riadatterà la struttura per permettere all’organismo di mobilitarsi contro “l’aggressore esterno” e di ritrovare lo stato di salute e l’armonia. Procederò con manipolazioni che sono sempre dolci, non traumatiche nè dolorose. L’approccio della diagnosi osteopatica è molto differente da quello della medicina classica. L’osteopatia non cerca di curare un sintomo, una malattia, ma di ripristinare le strutture corporee, affinché il corpo ritrovi, attraverso la sua rinnovata energia, lo stato di salute, qualunque sia la malattia da cui è affetto. Non esiste inoltre un limite minimo o massimo d’età per il paziente: l’osteopatia può dare benefici dai primi giorni di vita fino alla vecchiaia. Né esistono limiti nel trattamento circa la localizzazione delle problematiche del paziente: il sistema muscolo-scheletrico, i visceri, i nervi, le relazioni ormonali ecc.; tutto può risentire positivamente del ripristino della corretta mobilità delle strutture coinvolte, localmente ed a distanza. * Osteopata

30 il filo della vita

FAI (O FATTI) UN REGALO ORIGINALE: DONA LA SALUTE A CHI VUOI BENE Natale è anche tempo di regali. C’è chi stila una lista precisa sul taccuino, chi entra ed esce da un negozio all’altro di sabato pomeriggio, ripetendo a memoria i nomi di parenti e amici a cui deve far trovare qualcosa sotto l’albero, chi a novembre già ha pianificato tutto, tempi e luoghi e soprattutto cosa, chi si riduce alla Vigilia di Natale, sempre se non è costretto a stare ai fornelli. E poi ci sono i regali per i colleghi e quelli per i dipendenti, se siete il capo. E quelli ai nonni del paese, se siete il sindaco! Avete mai pensato di “regalare” la salute alle persone a cui volete bene o a cui tenete tanto? “Amica Life” può rappresentare una soluzione. E non solo a Natale.

“Amica Life” è un pacchetto pieno di salute proposto dalla Cooperativa Santa Lucia Life.

Comprende un prelievo ematico di routine (con impegnativa) a domicilio, la rilevazione dei parametri vitali con stick glicemico, un elettrocardiogramma e visita cardiologica. Un altro pacchetto di salute, invece, comprende, oltre a questi esami, anche l’eco-doppler e la visita angiologica. Per acquistare i pacchetti di “Amica life”, basta rivolgersi alla segreteria della Cooperativa Santa Lucia Life, contattando lo 0776/79495 o scrivendo una e-mail a santalucialife@libero.it.


L’Editore Cooperativa Santa Lucia Life, Il Direttore, l'Art Director, il Comitato Scientifico e il Comitato di Redazione de

Il Filo della Vita

augurano Buon Natale e Felice Anno 2017 a tutti i lettori, sostenitori e collaboratori della rivista è Natale ogni volta che sorridi a un tuo fratello e gli tendi una mano. E’ Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro. E’ Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli oppressi ai margini della società E’ Natale ogni volta che riconosci i tuoi limiti e le tue debolezze. E’ Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri.

Madre Teresa di Calcutta


R.S.A. Santa Maria

Castrocielo

L’OSPITALITÀ È IL NOSTRO VALORE CENTRALE Buo ne Fes te

I principi guida della nostra accoglienza sono: RESPONSABILITÀ RISPETTO QUALITÀ SPIRITUALITÀ SPIRIT via Indipendenza 2 CASTROCIELO (FR) Tel. 0776.79004 Fax. 0776.79885

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Il Filo della Vita - Ottobre/Novembre/Dicembre 2016  

Primo numero della rivista trimestrale "Il Filo della Vita" - Edito dalla cooperativa Santa Lucia Life