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S O M M A R I O

agosto 2011

6 VANESSA Wii-Fii in spiaggia: la mia estate tecnologica FONDATORE ed EDITORE Giuseppe Vincenzo Infusini

Progetto grafico if magazine Redazione Raffaella Rinaldis Christian Morello Sara Alvaro Florinda D’Agostino Advertising Giorgio Verteramo Rosario Iannì Nancy Imperitura Concessionaria di pubblicità Agenzia pubblicitaria PUBBLICAL pubblical@libero.it In copertina Vanessa Bentifeci (foto di Pino Polesi) Hanno collaborato Agostino Gullace Antonella Panetta - Rossella Scherl Giuseppina Laura Dominici Tiziana Romeo - Marco Carroccio Mario Gullì - Agostino Gullace Rita Calogero -Umberto Ceratti Zia Ausilia - Damiano Oliva Marco Rinaudo Ivana Cozzucoli - Vincenzo Saccà

10 MANOVRA FINANZIARIA Paga l’Italia o pagano gli italiani?

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18 LOCRIDE Emergenza rifiuti: si rischia il collasso 22 GERACE Il Borgo Incantato

26 INCHIESTA Intercettazioni illegali, da Murdoch alla prescrizione 40 IN THE MIDDLE Dov’è Mamma Squalo? a 30 miglia dalla riva!

IF ROMA

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24 ALEMANNO Vi presento la terza Giunta 28 CLOCHARD Vittime di questo mondo

EUROPE DIRECT pag. 62

Stampa Grafiche Femia S.r.l. Diffusione S.P. Servizi Registrazione al tribunale di Locri n°691/08 del 15/10/2008 - supplemento cartaceo di www.ilfattoonline.com Contatti ifmagazine@ilfattoonline.com www.ilfattoonline.com tel&fax 0964.381122

Le opinioni espresse negli articoli sono da attribuire ai singoli autori dei quali si intende rispettare la libertà di opinione e di pensiero. Le collaborazioni sono da intendersi gratuite. Per motivi organizzativi il materiale inviato in redazione (foto, testi e disegni) non verrà restituito. Il contenuto di IF Magazine è coperto dalle norme sul diritto d’autore. Ne è dunque vietata la riproduzione anche parziale. Si ringraziano gli inserzionisti per il loro sensibile contributo che consente la pubblicazione e la divulgazione del nostro mensile.

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32 INCENDIO TIBURTINA Furto di rame o attentato?

IF MED

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59 LABORATORIO ANALISI Nuovo esame per combattere il cancro 64 PSICHO Il Tradimento 66 DIETA Per l’abbronzatura-

IF MUSIC ZONE

39 I Marvanza al Demo Festival


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L’editoriale

di Raffaella Rinaldis

fiorata la crisi dei mercati, abbandonate le lotte tra i partiti, nel pieno della crisi dei rifiuti, nonostante tutto, Agosto diventa l’oasi felice, il limbo momentaneo dove rifugiarsi prima di affrontare di nuovo le vicissitudini sociali e lavorative, economiche e politiche. Mare, sole, amici ritrovati e allegre scampagnate. Per fortuna che tra Natale e Ferragosto la vita tribolata del cittadino medio riesce a trovare riparo. Una delle poche garanzie nell’incertezza dei nuovi tempi. Due momenti che racchiudono il momento di sosta e, contemporaneamente, il pretesto per mettere ordine nei propri pensieri e rivolgersi al “dopo”, alla ripresa del tran tran quotidiano, si organizzano così quei buoni propositi che, puntualmente, non si riesce a realizzare ma, ben vengano, almeno l’intenzione c’è. Speriamo che questi buoni propositi se li pongano i fautori del nostro equilibrio nazionale, ne abbiamo tanto bisogno. Una necessità dettata dai tempi duri e dalla congerie di avvenimenti e disequilibri che stanno minando seriamente il nostro futuro, lo stesso nostro presente. Così, in questo numero, ci abbandoniamo a momenti di svago e leggerezza, senza dimenticare i temi più importanti legati all’attuale situazione locale e nazionale, dal pericolo costante e

continuo della crisi finanziaria seria e devastante, che incombe, alla depressione economica della media delle famiglie italiane, dalla lotta alla criminalità organizzata alla condizione della crisi greca, così vicina a noi, dal problema locale della gestione dei rifiuti, sempre denunciato nelle nostre pagine ma che è necessario approfondire, sperando di dare la notizia di una imminente soluzione. Non mancheranno nemmeno in questo numero le rubriche di approfondimento, per non rimanere nella descrizione generica delle situazioni ma cercando sempre di approfondire temi cari al lettore. Così, lavorando al nostro Magazine, con la collaborazione delle nostre firme, sempre presenti e puntuali, anche noi guardiamo al mese di agosto come al momento di relax per la nostra area. In cui si determinano gli equilibri economici del resto dell’anno, la fortuna della Locride è dettata dalle presenze maggiori o minori del turismo, che sia questo il c.d. turismo di ritorno o meno.


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Cellulare e notebook

possono diventare una malattia?

Wireless in spiaggia

L’estate tecnologica

V di

Christian Morello

anessa ha 19 anni, frequenta l'istituto alberghiero, studia danza classica da 11 anni, lavora in discoteca e fa ogni tanto anche la fotomodella. Con lei abbiamo scambiato quattro chiacchiere sulle nuove diavolerie elettroniche che hanno trasformato anche le vacanze offrendo ai turisti una vera e propria “estate tecnologica”. Cresce sempre più il numero di località balneari che offrono la possibilità di collegarsi gratuitamente ad internet attraverso reti wii-fii libere o riservate ai bagnanti: una straordinaria possibilità per chi, anche in vacanza, non può o non vuole fare a mento di navigare sul Web o leggere la posta elettronica. Una bella invenzione che, tuttavia, si presta ad eccessi e manie di incalliti frequentatori di social network, che sacrificano il divertimento del mare pur di mantenere costantemente aggiornato il proprio profilo, e trascorrono le vacanze sotto l'ombrellone con un computer portatile sulle ginocchia (salvo che il cado del sole non riesca a “liberarli” da questo fardello tecnologico, rovinando il notebook e spedendolo dritto in riparazione!). Come tutte le ragazze della sua età, anche Vanessa è

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“malata” di tecnologia: non si muove di casa se non ha con sé i suoi due cellulari e la sua tablet. Anche quando va in spiaggia, non può fare a meno di mandare centinaia di messaggini e, all'occorrenza, le capita anche di leggere la posta elettronica sotto l'ombrellone, sfruttando la rete wireless dello stabilimento balneare. Forse abbiamo un po' esagerato. Vanessa non è una vera malata: parlando qualche minuto in più con lei ci ha detto che “non si può passare la vita davanti al computer” e che, secondo lei, la ricetta giusta è “internet con la testa”. Ci siamo ritrovati insieme a fare il verso a tutti quelli che non vedono l'ora di aggiornare lo stato su Facebook e di rivelare a tutto il mondo la propria posizione. “Oggi sono al mare e sto mangiando una fetta d'anguria”, se non peggio: “Ho messo il primo piede in acqua ed ora mi preparo a bagnare anche il secondo”. La nostra intervistata è d'accordo con noi, certamente non è tra quelle che scattano di continuo foto e le postano in tempo reale sui social network . quando le chiediamo se ha anche lei questo vizio ci risponde categoricamente: “Non credo proprio!” , ed aggiunge: “Odio far sapere la mia posizione”, in questo modo non c'è più privacy. E poi,


FOTO PINO POLESI

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francamente, alla maggior parte delle persone non frega nulla sapere dove si trovano gli altri! Alla fine, sorridendo, siamo giunti alla stessa conclusione: si può benissimo aspettare la fine delle vacanze prima di pubblicare le foto scattate al mare, e certe informazioni su di noi sarebbe meglio mantenerle riservate. Eppure le reclame dei social network ci martellano dicendo il contrario: fai sapere tutto di te a tutti quelli che conosci, e saprai tutto di tutti! Insieme a Vanessa abbiamo riso sopra questa abitudine, che è molto diffusa tra i ragazzini ma non risparmia neppure le persone adulte. Per lei internet in spiaggia rappresenta una libertà, non una schiavitù: “Lo uso per controllare la posta elettronica, così posso tranquillamente andare al mare anche quando aspetto un messaggio urgente. Di tanto in tanto controllo la casella e-mail e poi sono libera di prendere il sole, fare il bagno e giocare. Se non avessi

questa possibilità, dovrei rinunciare al mare ogni volta che aspetto un messaggio importante”. A parte internet, però, la nostra bellissima Vanessa non rinuncia a nulla che il progresso le può offrire. Così non si poteva non fotografarla sull'amaca mentre utilizza contemporaneamente due telefoni cellulari e con l'I-Pad sempre acceso. “Il cellulare è sempre con me” ammette candidamente. “Ogni giorno mando tantissimi sms, ho attivato due opzioni prepagate per stare al telefono ore intere”. Quando non ho nulla da fare, mi diverto molto con i messaggi. Naturalmente non lo uso il telefono mentre sono alla guida!”. Ma il telefonino di Vanessa è soprattutto lo strumento con il quale ascoltare la musica: scarica di continuo mp3 e ne tiene più d 400 sul suo I-Phone, per ascoltare le sue canzoni preferite in ogni momento. Del resto, una bella canzone in spiaggia aiuta a rilassarsi. Per questo non può fare a meno di dirci: “Io amo la tecnologia!”

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La crisi europea

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dei debiti pubblici e il possibile 'effetto a catena' della Grecia.

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di Maria Giovanna Mollace

opo il nuovo piano di austerity varato dal governo greco è partita un'ondata di proteste nelle piazze di tutto il Paese. Il dissenso civile si è realizzato tramite violente manifestazioni e scioperi generali sia nel settore pubblico che privato. La via della riduzione dei salari per ridurre i consumi interni e l'import migliorando la competitività, è sembrata una cura dolorosissima per i greci, ridotti ormai in uno stato terminale di insofferenza. Mentre il governo greco chiede al popolo di stringere la cinghia, assicurando che gli effetti positivi si vedranno nel lungo termine, il sentimento popolare si alimenta di disprezzo e rabbia nei confronti di una classe politica incapace, che non ha saputo far fronte alla crisi. Allo stesso tempo i greci puntano il dito contro l' Europa, vista come uno sciacallo più che come un alleato, pronta a tenere il paese per le corna attraverso i tassi d'interesse sui prestiti di risanamento concessi per migliorare l'economia del Paese. Le ultime manifestazioni sono state scandite da azioni civili più o meno violente. Ad Atene i cittadini hanno circondato il Parlamento con le loro macchine, organizzando uno 'sciopero bianco del traffico', in modo da creare gravi problemi ai parlamentari nel raggiungere il parlamento. Nelle piazze aumentano di giorno in giorno le organizzazioni civili unite nella protesta, dai gruppi sindacali ai gruppi autonomi tra i quali 'Il Movimento dei 300 greci' in riferimento alla leggendaria battaglia delle Termopili. Molti si arrabbiano e vanno in piazza per la prima volta da anni, ingrossando le fila degli "indignados ellenici", ovve-

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ro coloro che protestano da settimane davanti al Parlamento contro la classe politica che ha portato il paese sull'orlo del baratro. Inoltre è aumentato in maniera esponenziale il tasso di suicidi dovuti alla recessione economica. Prima che la crisi iniziasse, la Grecia era orgogliosa di essere in fondo alla lista nera in Europa (dove primeggiano i paesi nordici) per il numero di suicidi, ma adesso raggiunge numeri sempre più alti. Le misure di austerity varate dal governo hanno un valore complessivo di oltre 78 miliardi di euro: 28,4 miliardi in misure fiscali più 50 miliardi in privatizzazioni. Il piano è stato concordato dall'esecutivo del primo ministro socialista George Papandreou con l'Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale, che proprio a questi tagli avevano condizionato l'erogazione della quinta tranche del piano da 110 miliardi di euro. Il piano di salvataggio europeo per la Grecia lanciato a Maggio, prevede l'erogazione di 110 miliardi di euro in 3 anni, di cui 80 come prestiti bilaterali dagli stati partner e gli altri come finanziamenti del FMI. Ma la condizione per la concessione dei prestiti è un drastico taglio alla spesa pubblica, in particolar modo degli stipendi e delle pensioni per i prossimi 3 anni. I cittadini greci in realtà sanno benissimo che i cosiddetti 'salvataggi' europei non sono altro che prestiti che dovranno essere restituiti ad un tasso di interesse del 5.2 per cento e che i prestiti concessi, per la maggior parte francesi e tedeschi, in realtà servono specialmente per non far crollare le loro banche. Così i cittadini maledicono il giorno in cui sono entrati nel-


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l'eurozona e rimpiangono i tempi della dracma, la valuta precedente all'Euro. Intanto la Banca Centrale Europea teme un rischio contagio in tutta l'eurozona. Per il terzo anno consecutivo dall'autunno del 2008, i rischi sono ancora prevalenti tra i settori più importanti dell'economia della zona euro, il che pone problemi non dissimili da quelli di molte altre economie avanzate. La ristrutturazione del debito greco, secondo la Banca centrale, avrebbe conseguenze potenzialmente molto pericolose sia per il Paese, sia per il suo sistema bancario, e tutti i paesi coinvolti sarebbero costretti a diverse riforme 'lacrime e sangue' per risanare la situazione. I paesi più a rischio sono quelli con un forte debito pubblico e con un economica caratterizzata da una stretta interconnessione fra i il settore pubblico e le banche, che hanno ampie fette di titoli di Stato. Stiamo parlando di Portogallo (con debito pari al 83% del PIL); Irlanda (debito pari al 96% del PIL); Italia (debito pari al 119% del PIL); Grecia (debito pari al 142% del PIL); Spagna (debito pari al 60% del PIL). Ciò che accomuna questi cinque paesi è una precaria condizione dei conti pubblici che unita ad una scarsa competitività dell'economia nazionale, rendono incerta la capacità di ripagare il debito pubblico accumulato. Nonostante molti economisti abbiano negato per molto tempo che l'Italia rientrasse tra i paesi a rischio, appare oggi evidente che non è così. Perché superata la soglia del 70% di debito in rapporto al Pil si raggiunge un punto di non ritorno. Se per USA all' inizio della crisi si parlava di 'crisi immobiliare', per la vecchia Europa ormai è sempre più comune sentir

parlare di 'crisi del Debito'. Nei mercati finanziari infatti, l'ago della bilancia economica pende ormai nei paesi che fino a pochi anni fa erano considerati 'in via di sviluppo'. Si tratta dei c.d. paesi BRIC : Brasile, Russia, India e Cina. Questi stati, oltre ad avere un mercato economico fiorente e una grande quantità di manodopera, vantano conti pubblici da fare invidia al vecchio continente. La differenza sostanziale tra PIIGS e BRIC è l'indebitamento pubblico, quasi inesistente per questi paesi: India al 58%, Brasile al 45%, Cina al 18% e la Russia al comando con solo il 6% del PIL. La Cina ha mano d'opera in sovrabbondanza, controlla indirettamente gli Stati Uniti attraverso il loro debito pubblico, ma ha una forma di governo dittatoriale. La Russia ha enormi risorse naturali ma al tempo stesso ha una struttura burocratica senza precedenti e una scarsa propensione al cambiamento. Il Brasile è una nazione giovane con diverse realtà produttive d'eccellenza ma con un forte dislivello di ricchezza tra la popolazione. L'India sembra essere la nazione di vera sfida, oggetto del desiderio di tutte le multinazionali in outsourcing, ricco di una popolazione con un livello d'istruzione ne fanno una risorsa fondamentale per lo sviluppo. La pecca fondamentale di questi paesi è la struttura politica, in particolare la Cina, considerata all'uopo come una dittatura. Di fatto la crisi è tutt'altro che finita e non resta che sperare ad un nuovo bilanciamento degli ordini economici globali, anche se ormai è evidente la necessità di ripensare il modello economico mondiale seguito fin ora, partendo proprio dai punti che lo hanno messo in crisi. 9


Manovra finanziaria e crisi dei mercati

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Paga l'Italia o pagano gli italiani? di Antonella Panetta “Borsa giù del 4%. Precipita Univcredit. Attacco speculativo senza precedenti sul mercato finanziario italiano”, così titolava lo scorso mese il Corriere della sera nel suo on line, dopo il crollo della borsa di Milano, ina una vicissitudine vissuta per circa tre giorni e che già faceva pensare alla crisi greca. Il Sole24 ore ha quindi inquadrato subito il minicrollo di Milano nel contesto del venerdì nero di scala mondiale, uno dei fattori scatenanti è stato il resoconto negativo sulla disoccupazione negli Usa, considerato che tutte le più importanti borse occidentali avevano inoltre chiuso con un segno negativo. La continuazione del venerdì nero protrattasi per altri giorni è stata quindi trovata nell'allarme dato dagli economisti più esperti i quali hanno additato agli speculatori internazionali la sorte del nostro mercato. Una sorta di sciacalli che muovono pacchetti di bond, azioni e titoli milionari, questi avrebbero deciso di scommettere sul fatto che i titoli di stato e le azioni italiane sarebbero scesi, soprattutto quelle dei gruppi bancari. Vendere oggi e incassare ad un determinato prezzo oggi, per poi riacquistare gli

stessi prodotti il lunedì successivo gli stessi prodotti ad un prezzo minore, diventa la scommessa più remunerativa. Spaventati dalla situazione i politici italiani, Giorgio Napolitano in testa, hanno provveduto a dare l'immagina dell'Italia come paese economicamente solido. Da qui l'approvazione record della Manovra. Ma lavorare velocemente ad un prodotto non è sempre garanzia di ottimizzazione del prodotto stesso. Errori qua e la ne rimangono, sviste più o meno grossolane possono avvenire, quindi, in soldoni, chi paga l'attacco esterno all'Italia? Tutt'altro che scongiurato. Una forza interna ed una esterna stanno gravando sulle spalle dei cittadini che, detto sempre dalle pagine del nostro giornale, devono avere il coraggio di informarsi con attenzione e far sentire la propria voce, nel bene e nel male. Nella rubrica dedicata all'opinione del commercialista troverete approfondimenti tecnici, da un punto di vista sociale, ad ogni modo, la protesta è stata dura, soprattut-

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to tra le donne e i pensionati. Oltre ad introdurre, infatti, nuove misure in materia di tagli di stipendi a politici e manager, nuove misure di controllo per combattere l'evasione fiscale, nuove disposizioni in materia immobiliare, ecc, la nuova manovra tocca anche le pensioni. Colpiti da questi cambiamenti sono soprattutto i titolari di pensione di vecchiaia a causa delle finestre mobili: i lavoratori autonomi devono fare i conti con un allungamento più consistente, che può arrivare fino a 12 mesi di attesa in più, mentre per i dipendenti la maggior attesa si colloca a 9 mesi in più rispetto al precedente sistema delle finestre Attenzione, comunque, perché chi matura i requisiti per la pensione di vecchiaia e di anzianità entro il 31 dicembre 2010 usufruirà delle vecchie finestre. Nulla, invece, cambia per quanto riguarda i requisiti per l'ottenimento delle predette pensioni. I requisiti previsti per il 2011 per i trattamenti pensionistici di vecchiaia e di anzianità sono il raggiungimento del 65esimo anno di età per gli uomini e 60 per le donne; minimo contributivo di 20 anni e cessazione dell'attività lavorativa dipendente anche all'estero. Per l'anzianità, invece, bisogna considerare che dal 2011, la quota, cioè la somma di età anagrafica e anzianità contributiva, crescerà di un anno. Ciò significa che i requisiti saranno quota di 96, con età di almeno 60 anni per i lavoratori dipendenti e quota di 97, con età di 61 anni per i lavoratori autonomi; minimo contributivo di 40 anni indipendentemente dall'età anagrafica (si ritiene che anche in questo caso si applichino le nuove finestre); e cessazione dell'attività lavorativa

dipendente anche all'estero. Le organizzazioni femminili, da parte loro, pur lodando alcune delle misure adottate dal ministro Tremonti, tuonano contro la manovra nell'effetto che determina sul percorso pensionistico e previdenziale delle donne, laddove le donne ancora non ricevono parità di trattamenti in molte professioni e dove ancora la questione legata alla maternità colpisce molte professioniste e dipendenti. Le organizzazioni non aspettano naturalmente a farsi sentire: “Il punto maggiormente discutibile della manovra, soprattutto nell'interesse della donna lavoratrice, è l'innalzamento dell'età pensionistica delle donne, che, seppur con gradualità, vedrà, nel 2030, le donne lavoratrici in ambito privato dover lavorare sino alle veneranda età di 65 anni! Dal 2012, il requisito di 60 anni per le lavoratrici autonome verrà incrementato di un anno. In pratica, il graduale innalzamento sarà così definito: un anno per ogni biennio a partire dal 2012-2013, sino ad arrivare alla soglia di 65 anni per il 2020. I provvedimenti previsti dalla manovra sono molti e tutti ritenuti dai promulgatori del provvedimento molto efficaci; c'era, perciò, l'impellente bisogno di penalizzare ulteriormente le donne? La donna italiana, oltre ad essere madre, donna di casa e lavoratrice allo stesso tempo, deve anche vedersi detrarre anni di meritato riposo? E' davvero necessario che le donne lavorino fino in età avanzata, al fine di pareggiare i conti pubblici disastrati del nostro Belpaese? Di certo, come riconosciuto in apertura di articolo, una manovra finanziaria efficace nel nostro paese è molto ardua, ma perché a rimetterci devono essere le sempre più indipendenti ed indaffarate donne? 11


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Da Facebook la minaccia ai politici italiani

La rabbia di un ex precario di Montecitorio fa tremare il mondo politico.

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di Raffaella Rinaldis

errebbe da sorridere se non fosse per la tristezza della condizione italiana. Per carità, chi lavora notte e giorno per il nostro futuro dovrebbe essere osannato, privilegiato davvero, supportato da tutti gli aiuti possibili nell'esercizio della sua funzione. Ma così non è, purtroppo, quella che una volta veniva considerata una posizione onerosa, irta di difficoltà, perché occorreva studiare i fondamenti del nostro Stato, capirne l'evoluzione, partecipare alla costruzione di un avvenire guardando già in avanti piuttosto che intorno a sé, lungo i braccioli della propria poltrona, adesso questa posizione, grazie alle norme che garantiscono sostegno al posto in parlamento, elezione come una passeggiata - in parlamento si trovano deputati e senatori che non sono nemmeno scesi in campo, figli eletti dei partiti, collocati nelle sfere più alte delle elezioni dove occorreva solo capire se spettava uno scranno di maggioranza o di minoranza -. I segreti, tenuti ben nascosti e ogni tanto tirati fuori, di quando in quando come delle curiosità, sono stati sdoganati dai molti libri su quella che è stata definita una

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“Casta”. Privilegi e costruzioni per garantire la migliore comodità dei nostri piccoli imperatori. È sulla scia delle denunce di un misterioso personaggio, titolare di un blog e di numerose posizioni su Facebook, Twitter e altri social network che si è sfrenata la rabbia dei cittadini contro i privilegi scoperti. “I segreti della casta di Montecitorio”, questo il nome del blog, dove il personaggio, che descrive se stesso quasi romanticamente “sono uno, nessuno, centomila”, intende riferirsi al numero enorme di personale precario non solo tra i portaborse ma in molti settori lavorativi. La crisi, generalmente, esaspera gli animi, così è avvenuto in Grecia e cos' sta avvenendo in Italia, ne è un esempio l'esito dei referendum, gli italiani, stanchi di dover aspettare che altri decidano per loro e, soprattutto, non fidandosi dei tiri mancini dei politici, ha preferito non affidargli la decisione sulla privatizzazione dei servizi legati alla distribuzione dell'acqua. Temendo di dover affrontare nuove spese laddove il costo della vita sta diventando insopportabile. Ed è qui che i cittadini si infuriano, sulla scorta delle rivelazioni del fantomatico Spider Truman. Gli italiani stringono la cinghia che d


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più non si può e i politici si arrogano privilegi vergognosi? Si parte quindi dal materiale di cancelleria, inviato a qualsiasi posto in Italia, purchè richiesto da un parlamentare, al pass sull'automobile, non necessariamente guidata dal parlamentare. Sempre in tema di auto si scoprono gli sconti “parlamentari” sull'acquisto delle auto, che partono dal 15 e arrivano al 30% di percentuale di risparmio - la vetta massima pare la raggiunga la Fiat -; si continua con i viaggi gratis per amici e parenti sui voli Alitalia e così una lunga sfilza di sprechi che farebbero impallidire qualsiasi economista. Tra il tirare la cinghia e tirare la corda la differenza è poca. I tempi non sono maturi per manifestazioni di protesta che rasentino il golpe, come in Grecia, gli italiani sono troppo stanchi. Chi legge le evoluzioni sociali si è però reso conto che qualcosa sta cambiando e che la classe dirigente della politica italiana ha ormai da tempo perso di credibilità, questo è pacifico, fino a perdere la dignità di un ruolo che ormai è sinonimo di vergogna, almeno per le sfere oneste, e numerose, della popolazione italiana. Quella popolazione fatta di donne e uomini che si fidavano delle parole dette dalla tv o dai giornali, prese come verità assolute, adesso non tollerate perché correttamente considerate una presa in giro del cittadino che, un tantino, dovrebbe essere trattato con maggiore stima. Ecco quindi il fenomeno dei referendum, organizzazioni e movimenti hanno colto la palla al balzo e hanno proposto numerose iniziative referendarie sperando nella linea positiva dell'affluenza registrata la scorsa primavera. La denuncia non si ferma all'area parlamentare, ma a tutte le organizzazioni istituzionali minori, dalle Regioni alle Province, dove in piccolo accade lo stes15

so gioco, la stessa dinamica dell'acquisizione di lavoratori a tempo, che corrono ovunque, fanno orari massacranti e vedono la sporcizia etica e umana che si muove in quei palazzi. A volte passano come miraggi persone con incarichi politici che dimostrano di esserne degne, ma sono come piccole rarità, racconta il Precario. Una istituzione nazionale e una miriade di piccole istituzioni locali, distribuite per tutte le regioni italiane, il cancro dello spreco e del mancato rispetto dei cittadini. Una vergogna che sembra non intacchi l'amor proprio dei politici che, a detta della popolazione del 2.0, si è invece si sono

attivati per scoprire l'identità di un personaggio scomodo, che ha linkato documenti a riprova delle sue affermazioni. Un uomo che ne ha viste tante, cose nascoste tra le mura impenetrabili del Parlamento italiano. Una caccia a chi, contrariamente alla tradizione, raccontato tutto, forse, facendo perdere la faccia ai tanti tronfi uomini e donne che si fregiano di un titolo per il quale non riconoscono il grande onere che porta con sé, quello di essere servitori della Repubblica e della sua popolazione


Prima dei Greci

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Parlando delle fasi più arcaiche dell'antropizzazione calabrese, si è spesso inclini a evidenziare uno spiccato interesse per la colonizzazione greca, trascurando il fatto che, non meno significativa e importante, è stata la frequentazione della regione nelle fasi preistoriche e protostoriche, il cui studio è soventemente da mettere in relazione con scoperte spesso fortuite e occasionali. Inoltre va sottolineato come tali indagini non tenessero conto, se non addirittura escludessero, la provincia reggina, ancora poco esplorata per quanto riguarda le facies preistoriche. Le prime campagne di perlustrazione sono state condotte da Sebastiano Stranges e da Luigi Saccà e si sono svolte precipuamente in un territorio compreso tra Capo Spartivento e Bova e successivamente si sono allargate ai territori di Saline, San Luca e Canolo. Grazie alle loro ricerche, si sono messi in luce moltissimi siti con materiale che è stato possibile inquadrare nelle facies più note della preistoria dell'Italia centromeridionale. Da qui, l'accordo con la Sovrintendenza di Reggio Calabria e l'avvio degli scavi condotti dall'archeologo statunitense John Robb e dalla sua équipe relativi ai siti di Bova Marina, che hanno ulteriormente approfondito e avvalorato le scoperte degli studiosi locali. Il sito di Bova Marina appunto, vede la sua luce in maniera fortuita, allorquando iniziano i lavori, nel 1983, in zona San Pasquale, contrada Deri, per la costruzione del tratto stradale della SS 106. Da qui la ricognizione, nel 1992, dell'Istituto di Archeologia Sperimentale di Genova con Tinè e nel 1998 gli scavi dell'équipe di John Robb nel sito di Umbro, le cui indagini proseguono nell'anno successivo e poi, in maniera sistematica, dal 2000 al 2005 nell'ambito del Bova Archeological Project. Nel mese di Luglio del corrente anno, si è proseguito con lo studio del materiale che risulta di pregevole valore per la ricostruzione delle modalità di insediamento e dello studio della vita quotidiana in un arco di tempo che va dal Neolitico all'età del Bronzo- prima età del Ferro. Il materiale ceramico rinvenuto presenta complessivamente disegni semplici, ma tipiche della cultura neolitica e denunciano una grande fantasia d'esecuzione. In generale si tratta di forme aperte, semplici e di grandi dimensioni. Con il trascorrere del tempo i motivi decorativi acquistano dimensio-

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ni più ridotte. È stata rinvenuta inoltre ceramica con segni più elaborati ottenuti con unghiate contrapposte, la cui decorazione si estende in maniera ordinata, seguendo una determinata sintassi. L'ossidiana, molto abbondante, lavorata sapientemente in lame, è stata rinvenuta in quantità più abbondante rispetto ad altro materiale litico. Oltre a questi, sono stati raccolti punte in avorio o ricavate da canini di suini tutti ritoccati, un coltellino a barchetta in osso perfettamente tagliente in ogni sua parte ed una lesina ottenuta da un osso forato in cui è stato inserito un dente acuminato. Un altro prestigioso esempio è il sito di Palizzi, che si presenta in maniera importante in quanto offre una sua testimonianza che parte dal Peleolitico (tranne Mesolitico) per concludersi con l'età del Ferro. Tra il 1997 e il 2000 sono state condotte, con l'intento di creare una carta archeologica del Comune di Palizzi, cinque principali campagne di ricognizione scientifica da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Studi Classici dell'Università di Siena in collaborazione con la Sovrintendenza Archeologica della Calabria, in seguito alle segnalazioni di Stranges e Saccà. Nonostante le molteplici difficoltà incontrate, dovute alla forte erosione del terreno conseguente alla distruzione boschiva perpetrata dall'uomo nel corso degli anni, i dati raccolti hanno evidenziato la presenza di circa ottantaquattro tra siti archeologici, complessi di siti ed altre evidenze sparse sul territorio comunale e tra questi più di dieci sarebbero siti preistorici e protostorici. La mancanza di ricerca sistematica rende più difficile tracciare un quadro assoluto della continuità storica dei siti. Resta innegabile che i dati fino ad ora raccolti nel territorio jonico della provincia di Reggio presentano risultati di vero interesse dal punto di vista quantitativo e qualitativo e forniscono materiale per riflessioni future. Di Maria Caterina Lo Giudice- Antonella Repaci


Locride emergenza rifiuti:

|if locride

è allarme collasso L’

di Francesca Cusumano

emergenza rifiuti colpisce anche la Calabria, una problematica che non è un fulmine a ciel sereno, dal momento che la crisi ambientale, se così si suol definire, ritorna a galla in maniera esorbitante e gravosa. A ridosso dell’estate, l’allarme rifiuti si abbatte ancora sulla salute dell’ambiente calabrese, rinnovandosi di anno in anno. Ad oggi non sono stati presi ancora dei seri provvedimenti, e la politica cosa dice? “Non scopriamo nulla di nuovo, ha detto la deputata calabrese di Futuro e Libertà Angela Napoli, la gestione fallimentare e le infiltrazioni mafiose nel comparto dei rifiuti in Calabria, sono cose note”. Il dato più allarmante sembrerebbe essere la gestione del comparto, in Calabria i rifiuti corrispondono ad un valore pari a centocinquanta milioni di euro all’anno, ossia il 2% del prodotto interno lordo regionale. La ‘ndrangheta insomma, fa dei rifiuti uno dei business più importanti, di gran lunga superiore allo spaccio di droga e allo sfruttamento della prostituzione. La gestione dei rifiuti è ormai fuori controllo anche nella Locride, numerose le proteste dei cittadini, derivanti da una situazione diventata oramai insostenibile, ai limiti della vivibilità, con le strade sommerse da tonnellate di rifiuti. Nei giorni scorsi, il segretario confederale Cgil Reggio Calabria-Locri, Achille Scarfò, ha denunciato la gravissima situazione economica di Locride Ambiente, società che gestisce il servizio RSU, che al momento pare non riesca ad effettuare il pagamento degli stipendi ai dipendenti. Secondo quanto dichiarato da Scarfò, Locri, Siderno e Monasterace, sono solo alcuni dei Comuni debitori della Società di 4.500.000,00 euro, in particolare Locri deve 1.157.715,00 euro, Siderno 1.667.968,00 euro, Monasterace 414.616,00 euro. I rifiuti vengono depositati presso l’impianto di selezione di Siderno, gestito dalla

Veolia, che è la stessa Società francese che controlla la gestione dell’acqua attraverso la Sorical. L’impianto gestisce 67.000 tonnellate di RSU pari a circa 184 tonnellate al giorno per 365 giorni all’anno. Visto che di domenica l’impianto resta chiuso, la capacità giornaliera di gestione dei rifiuti potrebbe aumentare a 214 tonnellate al giorno. La Veolia ha posto anche un limite al conferimento all’impianto, dopo 140 tonnellate di RSU, non accettano automezzi, anzi ultimamente un automezzo per paese al giorno. In qualità di rappresentante di un Sindacato, Scarfò si è detto molto preoccupato anche per le condizioni igieniche -sanitarie, in cui rischia di precipitare la fascia Jonica Reggina, nella stagione estiva da poco iniziata. Per questo ha proposto un incontro con il Prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta, per discutere sulle modalità di appalto del servizio nei vari comuni, poiché molto spesso gli importi posti a base di gara non riescono a coprire il costo personale e contemporaneamente vengono richiesti nuovi servizi. Proprio perché continua a permanere la problematica inerente i conferimenti dei rifiuti presso gli impianti autorizzati, per cause non imputabili a Locride Ambiente S.p.a., l’attività di raccolta, subirà dei rallentamenti, finchè negli impianti non saranno ristabilite le condizioni di normalità. Di conseguenza sorge spontanea la domanda: “La Locride come Napoli”? Da una recente intervista al Primo cittadino di Caulonia e presidente del Comitato dei sindaci del comprensorio, Ilario Ammendolia, l’emergenza rifiuti nella Locride starebbe lentamente rientrando, infatti è stata chiesta l’autorizzazione del doppio turno di lavoro, per la raccolta dei rifiuti, passando dalle 8 ore alle 16 ore, e sarà la discarica di Pianopoli, in provincia di Catanzaro, a smaltire quanto si trova presso l’impianto di Siderno. Se non si dovesse venire a capo alla normalizzazione della situazio-

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ne attuale, Ammendolia ha ribadito che, insieme agli altri sindaci della Locride, cercherà di utilizzare ogni arma possibile, per non arrivare allo stesso stato di emergenza che si è abbattuto sulla città campana. I picchi estremi dei cumuli di rifiuti, si addensano soprattutto a Locri, a Marina di Gioiosa Jonica ed a Bovalino. In questi centri l’emergenza rifiuti è, dunque senza ombra di dubbio, allarme collasso. Strade invase da cumuli di rifiuti maleodoranti, spesso in zone occupate da ristoranti o da qualsiasi esercizio pubblico. A Bovalino, ad esempio, numerosi incendi ai cassonetti dei rifiuti, hanno provocato in molte zone disagi a causa di uno sperdersi di aria irrespirabile. L’intervento tempestivo dei vigili del fuoco, ha ovviato che la situazione si aggravasse più del previsto. Secondo un’ordinanza datata al 30 giugno del commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Calabria, il Comune di Bovalino è autorizzato a smaltire a Siderno 150 quintali giornalieri di rifiuti, in realtà però il gestore dell’impianto, conferisce un solo conferimento giornaliero, pari a 70/80 quintali. A Marina di Gioiosa Jonica, Raffaele Cagliuso responsabile del procedimento per quanto riguarda l'ufficio manutenzione dello stesso Comune, ha voluto sottolineare come la raccolta dei rifiuti solidi urbani non è legata al servizio di raccolta appaltato dal Comune alla Società Locride Ambiente, ma alla mancata autorizzazione per il completo conferimento dei rifiuti prodotti presso gli impianti autorizzati. Il commissario delegato per l'emergenza rifiuti della Regione Calabria ha autorizzato un conferimento di settantacinque quintali al giorno, quantità di gran lunga inferiore a quella prodotta dalla comunità di Marina di Gioiosa. Nonostante tutto, il paese privo di un’amministrazione che possa rappresentarla, sta adottando tutti gli espedienti possibili per affrontare nel migliore dei modi l'estate, incominciando dalla pulizia del paese e

da quella del lungomare, in attesa dell’arrivo dei turisti. A Locri, invece, la giunta presieduta dal neo Sindaco Pepè Lombardo, ha approvato nell’ultima seduta consiliare, il punto relativo all’approvazione del capitolato d’appalto del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti. Nel capitolato d’appalto infatti, è prevista la raccolta differenziata, porta a porta, l’unica possibilità che si ha secondo Lombardo, per sperare di uscire in tempi brevi da questo putiferio ambientale. Locride Ambiente non può conferire più di uno scarico al giorno presso la discarica di Siderno, perché queste sono le disposizioni regionali, probabilmente perché altri comuni sono autorizzati a portare i propri rifiuti nella suddetta discarica. Una situazione difficile quindi anche quella locrese, che ha spinto il Primo cittadino a recarsi a Catanzaro per incontrare l’On. Pugliano, Assessore regionale all’ambiente. E come per Marina di Gioiosa Jonica, anche a Locri, nel frattempo per salvaguardare l’ambiente, oltre che il patrimonio artistico della città, si è proceduto con la pulizia della spiaggia, una campagna di sensibilizzazione voluta dai cittadini promossa dall’associazione Amare Locri. A Roccella Jonica, a breve partirà la raccolta differenziata, “Una sfida di Roccella ma anche di tutti i cittadini”, con questi termini ne ha parlato il ViceSindaco Zito. “Il servizio dei rifiuti ha aggiunto, non può funzionare se non c’è una collaborazione tra i cittadini; è chiaro che tutte le sfide comportano dei rischi, ma io sono ottimista che questo problema riusciremo a superarlo”. Il sistema della raccolta differenziata esteso a tutti i Comuni, sarebbe probabilmente la giusta soluzione per il ripristino di un ambiente più sano e più pulito, naturalmente necessaria una maggiore sensibilizzazione e consapevolezza da parte dei cittadini. 19


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Nicola Zitara l'invenzione del Mezzogiorno "L'invenzione del Mezzogiorno. Una storia finanziaria" è il titolo di una delle opere principali di Nicola Zitara, economista e storico sidernese recentemente scomparso. Si tratta di un saggio critico, che porta l'attenzione sugli effetti meno conosciuti dell'unità d'Italia che, dal punto di vista economico e soprattutto finanziario, portò alla rovina vaste aree del Mezzogiorno. L'analisi di Zitara è principalmente economica ma parte da una ricostruzione storica che mira a provare lo spoglio delle regioni del Sud, compiuto in seguito all'unificazione nazionale: la distruzione del tessuto finanziario e bancario esistente nel Regno di Napoli. Un'operazione, scrive Zitara, compiuta ad uso e consumo della borghesia affarista del Nord, principalmente quella piemontese ed anche quella toscana. Il regno delle Due Sicilie, secondo questa analisi, venne trattato come terra di conquista e trasformato in colonia, la sua popolazione risultò fortemente impoverita. Una vera e propria invasione militare con conseguente sottomissione del popolo soggiogato. Il volume "L'invenzione del Mezzogiorno. Una storia finanziaria" è stato presentato venerdì 5 agosto, alle ore 21, presso il Belvedere del Lungomare in Roccella Jonica (RC), a cura dell'Associazione Due Sicilie “Nicola Zitara” e con il patrocinio del Comune di Roccella, hanno _Relaziona Pino Aprile (giornalista e scrittore, autore del best seller “Terroni”), ha introdotto e moderato la discussione Enzo Romeo (giornalista RAI), interverranno Giuseppe Certoma' (sindaco di Roccella) e Antonia Capria Zitara (presidente dell'Associazione "Due Sicilie").

"L'invenzione del mezzogiorno è la descrizione di come, manu militari, il capitale, gli affaristi e le banche tosco-piemontesi abbiano espropriato il Sud delle sue banche, che costituivano lo scheletro creditizio dell'economia meridionale e,tra l'altro, del primo capitalismo italiano che vide in Napoli l'unica metropoli a cavallo tra Settecento e Ottocento nella penisola. _Colonialismo perciò non in terre selvagge, ma di conquista su terre competitive col Nord; un Nord dove spesso la condizione contadina era peggiore. Non accumulazione primitiva tramite la tratta degli Africani o su Indios immiseriti, ma su una popolazione impoverita radicalmente da una conquista militare e dal furto dei propri strumenti di credito e delle terre._ È questo un discredito al farsi dell'Italia? No, qui non si discute il farsi dell'Italia, si discute la creazione di una colonia strumentale allo sviluppo del Centro-Nord. _I lavori di Zitara sono imprescindibili per guardare al formarsi del Paese; proseguire con il negazionismo non permette la progettualità per l'oggi e per il domani._ L'obiezione che ci fu il plauso per quanto operato sul piano politico-militare da parte diuna fascia della borghesia meridionale non è un'obiezione, ma la conferma della lettura di Zitara. Ogni colonia basa il suo perdurare sull'esistenza di una borghesia «compradora» in loco, che enfatizza il ruolo svolto dalla stessa borghesia agraria._ Se questo volume è una storia finanziaria, a volte molto dettagliata, è però un importante strumento alla storia generale; per questo l'invito a rileggere i veloci saggi L'unità d'Italia: nascita di una colonia e Il proletariato esterno, due classici di Zitara, resta caloroso per il lettore che cercasse un'introduzione al tema." (testo della quarta di copertina) 20


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Gli artisti di strada incantano il pubblico

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di Francesco Cusumano

rande successo per la serata conclusiva della manifestazione il “Borgo incantato�, che nelle due serate precedenti 26, 27 luglio e in quest'ultima, ha allietato il pubblico con le perfomances e le esibizioni di 40 artisti provenienti da tutto il mondo. Si tratta della prima rassegna internazionale di arte di strada in Calabria che ormai da diversi anni riscuote un notevole successo di pubblico con la presenza di oltre 10.000 persone a sera-

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ta. Ideatore e direttore artistico dell'iniziativa Luigi Russo che, ha ribadito come l'arte di strada ed i borghi come Gerace si sposano magneticamente, proprio perchĂŠ l'arte in strada non ha bisogno di grandi amplificazioni, questo consente agli artisti di esibirsi nei vicoli del borgo medievale. Tra le novitĂ  di quest'anno musicisti e acrobati dall'Etiopia e musicisti messicani, ma anche artisti dalla Mongolia, band itineranti, giocolieri, funamboli, trampolieri, mangiafuoco, mimi, clown, maghi e presti-


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Diecimila presenze ogni sera al Borgo Incantato di Gerace

Foto di Daniela Rinaldis

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giatori che aggiungono divertimento, conoscenza e meraviglia all'evento. ”Pensando all'estate 2012, ha aggiunto Russo, la manifestazione del Borgo incantato merita una programmazione di ampio respiro, merita un sostegno delle istituzioni tutte, perché un evento simile di grande portata nazionale, può dare tanto a Gerace ma non solo, anche all'intera Calabria. Bisogna continuare a lavorare, impegnare qualche risorsa in più e avere un orizzonte di programmazione e di certezze, perché la manifestazione possa diventare la punta di diamante”. L'edizione 2011 del Borgo Incantato inoltre, ha inaugurato una nuova fase dello spettacolo, “Gerace Città Aperta”, ovvero l'apertura di tutte le chiese, del Museo Diocesano e di quello del Civico Archeologico, per garantire agli abitanti del posto e non di poter visitare gli splendidi monumenti geracesi. Ovviamente non potevano mancare i punti di ristoro, 24 quest'anno per l'esattezza, che hanno consentito e che continueranno a consentire anche questa sera ai numerosi visitatori, di degustare i prodotti della gastronomia locale.


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Alemanno presenta la Terza Giunta Comunale di Roma nel rispetto delle quote rosa di Damiano Oliva

Una calma apparente quella che si respirava a Roma in quest'ultimo mese. Mentre proseguono i festeggiamenti per il centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia, non poche sono le preoccupazioni che attanagliano il Campidoglio. La giunta capitolina, infatti, ha dovuto fare i conti con una nuova serie di polemiche e di problemi sollevati in seguito ad una denuncia fatta a causa di una forte carenza di donne istituzionali presenti nei Municipi romani. Proprio per questo il Tar del Lazio, ha accolto il ricorso proposto dall'avvocato Gianluigi Pellegrino per il Pd e le consigliere Monica Cirinnà (Pd) e Gemma Azuni (Sel) ed ha annullato la Giunta del Comune di Roma per il mancato rispetto della rappresentanza femminile. Lo Statuto del Campidoglio prevede infatti una equilibrata presenza tra donne e uomini . Nella precedente Giunta capitolina era presente un solo assessore donna, Sveva Belviso. Esemplare la reazione del sindaco romano che ha subito dichiarato di non volersi opporre a questo provvedimento, ritenendolo un'occasione per poter rispettare una volta per tutte il principio delle pari opportunità ben esplicitato nello statuto di Roma Capitale, spiegando inoltre i motivi per i quali nell'ultima giunta e' stata nominata una sola donna. "Abbiamo nominato una sola donna sapendo che in consiglio comunale al momento delle elezioni erano presenti quattro donne su 60". Immediata è stata la reazione a livello operativo del sindaco Alemanno che subito si è messo a lavoro per riformare in maniera ottimale la nuova squadra, che è stata presentata in maniera ufficiale, attraverso una conferenza stampa, mercoledì 20 luglio. Un grande entusiasmo e un pizzi-

co di emozione quello dimostrato dal sindaco nell'ufficializzare i nuovi cambiamenti. Rossella Sensi (L'ex presidente di As Roma) assume le deleghe alla Comunicazione, Promozione della candidatura olimpica di Roma Capitale, Promozione e coordinamento dei grandi eventi, Coordinamento del piano strategico di sviluppo, Progetto Millennium e Costituzione dell'Agenzia per lo sviluppo territoriale, oltre alla Moda. Non meno stupore desta la notizia del passaggio di nomina di Mauro Cutrufo da vice sindaco a delegato per i rapporti con gli Enti locali del Pdl, mossa questa che permette a Sveva Belviso, di essere nominata nuovo vice sindaco di Roma. Le deleghe assegnate agli assessori sono rimaste invariate, mentre sono state ridistribuite quelle precedentemente assegnate all'ex vicesindaco Mauro Cutrufo: in particolare, la delega al decentramento va all'assessore Davide Bordoni ,Attività produttive e litorale. Il Sindaco, invece, tiene per sé le competenze sulle Riforme per Roma Capitale e sul Turismo, quest'ultimo con delega al consigliere comunale Antonio Gazzellone. Una sfida ben accolta quella affrontata dal sindaco Gianni Alemanno, che in seguito alla presentazione ufficiale della nuova Giunta Comunale Romana, ha affermato che le “quote rosa” sono un capitolo della politica romana dove ancora c'è molto da fare e da migliorare, proprio per questo, forse, ad una domanda di un cronista ha affermato: «Sì penserei a un ticket con una donna per la candidatura al secondo mandato» A questo punto non resta che aspettare per dare ragione o torto alle scelte del sindaco romano e vedere se veramente al secondo mandato deciderà di dividere “la poltrona” con una donna. Con la speranza che le quota rosa siano un elemento maggiormente monitorato e rispettato dalla politica italiana. 24


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Scandalo intercettazioni illegali nel Regno Unito e negli USA

Murdoch trema mentre in Italia c'è il rischio prescizione... Agostino Gullace

Lo scandalo scoppiato in Gran Bretagna, dovuto a delle intercettazioni illegali effettuate dal giornale storico "News of the World", ha indignato fortemente l'opinione pubblica del Regno Unito e poi, con l'emergere di nuovi particolari, anche quella mondiale. Rupert Murdoch, proprietario della testata e potentissimo magnate del colosso Sky, da giorni non fa altro che scusarsi comprando anche spazi pubblicitari su giornali e TV mentre la sua “protett a ” Rebekah Brooks, amministratore delegato di News

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International, è stata arrestata con l'accusa di “aver cospirato per intercettare le comunicazioni […] e sospettata di corruzione”e poi rilasciata su cauzione in attesa di processo. L'ondata di indignazione, nonostante tutto, ha avuto un effetto devastante per la testata giornalistica anglosassone, che ha chiuso i battenti dopo oltre 150 anni di attività. Ma c'è di più: l'inchiesta, oltre ad aver interessato anche l'erede designato James Murdoch figlio di Rupert, ha coinvolto anche personalità della famosa polizia londinese: Sir Paul Stephenson, Capo di Scotland Yard ed il suo vice John Yates che hanno entrambi rassegnato le dimissioni. C'è anche un morto: Sean Hoare, l'ex reporter di “News of the World” che per primo aveva denunciato il ruolo nello scandalo delle intercettazioni dell'allora portavoce di Downing Street Andy Coulson. Sean Hoare, trovato senza vita nella sua abitazione, aveva rivelato al New York Times che Coulson sapeva delle intercettazioni illegali e raccontato delle rivelazioni dell'ex direttore di Notw e poi portavoce di Downing Street, di spiare i cellulari di


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alcune celebrità. La trama si infittisce e tra le maglie del “Murdoch-gate” rischia di rimanere impigliato anche il Primo Ministro inglese David Cameron che, rientrato a Londra in tutta fretta da un viaggio in Africa, si è presentato a riferire davanti alla Camera dei Comuni: “Lo scandalo delle intercettazioni ha scosso la fiducia nel pubblico nella polizia e la stampa” - Ha affermato - Ed aggiunto: "La gente vuole che il governo metta fine alle pratiche illegali". Poi il Primo Ministro si è assunto davanti al Parlamento "la piena responsabilità per avere assunto Andy Coulson". E promesso "profonde scuse" se emergerà che Coulson era al

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corrente delle intercettazioni del News of the World anche perché “un individuo deve essere considerato innocente finché non viene dimostrata la sua colpevolezza". Sicuramente l'impero di Murdoch rischia seriamente di implodere. Oltremanica, quando si tratta di privacy e diritti fondamentali, ne fanno una questione di Stato, come negli Usa: pare che gli spioni di Murdoch abbiano intercettato illegalmente anche le utenze telefoniche dei parenti delle vittime dell'11 settembre. L'FBI vuole vederci chiaro e sono pronti ad aprire processi in tutela del bene giuridico violato: l'opinione pubblica è unanimemente disgustata. Insomma, proprio come è accaduto in Italia con lo scandalo scoppiato nel 2006 che ha coinvolto l'operatore telefonico Telecom Italia per aver effettuato migliaia di intercettazioni e dossieraggi illegali ai danni di privati cittadini, varie personalità politiche, economiche e dello spettacolo, oltre a giornalisti e personaggi del mondo del calcio. Un processo che, nell'assordante silenzio dei media, forse non avrà mai inizio perché a forte rischio prescrizione grazie all'operato dei Pubblici Ministeri milanesi che, a differenza del Giudice dell'Udienza Preliminare Mariolina Panasiti, non sono riusciti a trovare elementi incriminanti per Tronchetti Provera, Carlo Buora ed altri ex dirigenti Telecom.


Vittime di questo mondo

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CLOCHARD A ROMA

Martina Raschellà

Sono le 18:00 e il termometro della farmacia accanto alla Stazione Termini segna ancora 35°. Il caldo è umido e, unito allo smog e al calore delle auto ferme in coda, è quasi insopportabile. Mi avvicino alla vetrata enorme di un bar davanti alla quale, all’ombra, disteso su un cartone e una coperta, incontro uno dei 6000 homeless di Roma: ha due occhi neri e profondi; i suoi capelli lunghi, bianchi e arruffati contornano il suo volto sudato e sporco, solcato da due profonde rughe intorno alla bocca; indossa un camicione di un colore indefinibile, un paio di pantaloni verde militare con due tasconi ai lati e un paio di ciabatte di gomma nera. Il suo nome è Elio. Seduti al tavolino del bar, accetta di raccontarmi la sua storia, di come si vive senza avere una casa e senza una famiglia nella calda estate della Capitale. “Parlami di te, da dove vieni?”

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“Ho 43 anni e vivevo in un piccolo paese in provincia di Salerno ma - afferma con un tono tra tristezza e fierezza non ha più alcuna importanza. Ormai - dice alzando un lato della bocca e abbassando gli occhi – la mia casa è la strada.” Gli offro un cappuccino e un panino gli chiedo:“ Come ti sei trovato in questa situazione?” “Mi sono trasferito a Roma appena ventenne per cercare un lavoro e staccarmi dalla difficile situazione familiare che avevo. Ho trovato un piccolo appartamento che dividevo con altri ragazzi in zona Cinecittà e che pagavo lavorando come cameriere. Tutto andava bene: avevo amici e abbastanza denaro per vivere. Tutto è cambiato quando mi sono avvicinato al mondo della droga, quella pesante. Il mondo mi è crollato addosso senza che io me ne accorgessi. Mi svegliavo sempre più tardi, dimagrivo


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a vista d’occhio, ero irascibile. Alla fine ho perso il lavoro, ho abbandonato i miei amici, ho dovuto lasciare il mio appartamento e mi sono ritrovato in strada. Senza nulla e nessuno. Ma la strada mi ha salvato perché mi ha fatto vedere le crudeltà della vita e la morte di un mio amico mi ha fatto capire che non valeva la pena perdere oltre a tutto, anche me stesso.” Lo guardo intensamente e il suo volto sembra distendersi quando mi spiega che la strada, nonostante sia dura da vivere, fa osservare alle persone come lui le cose da un’altra angolazione e fa comprendere che chi è davvero importante è l’uomo e nient’altro. E la tua famiglia, non ti ha mai aiutato? “Non ho mai avuto un buon rapporto con la mia famiglia e ci ho litigato di brutto”. Cambia argomento. Capisco che non ne vuole parlare. Come passi le tue giornate? “Mi sveglio per il caldo pazzesco che c’è al mattino, accanto ai miei compagni di strada. Chiacchieriamo e poi alle 7:00 andiamo a prendere qualcosa alla Caritas vicino alla stazione. Le suore e i volontari di solito ci danno del tè o del latte e qualche brioches, qualcuno di noi si dà una lavata. Fa davvero caldo ma devo andare alla ricerca di lattine per farne degli oggetti da vendere ai passanti per guadagnarmi qualcosa. Quando sono le 11:00 torno alla Caritas per fare la fila per il pranzo e mettere qualcosa sotto i denti prima di mettermi a lavorare i miei oggetti di latta. Ci sono miei compagni che preferiscono chiedere l’ elemosina stando stesi tutti il giorno aspettando gli spiccioli dei passanti.” Mi chiede una sigaretta. La aspira e poi tenendola tra due dita la guarda dicendo: “Per farne una devo prendere il tabacco rimasto da sei o sette cicche buttate dai passanti.

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A volte la giornata sembra non finire mai…” Ed io lo immagino a fare i suoi oggetti di latta all’ombra del portico della stazione Termini mentre la gente veloce gli passa accanto, osservandolo fugacemente, storcendo il naso per l’odore che emana, giudicandolo e ignorandolo. Elio continua il suo racconto: “vendo i miei oggetti ai passanti, ai turisti che per fortuna non mancano mai a Roma. Quando sono le 7:00 i miei compagni ed io ritorniamo alla Caritas per avere ancora qualcosa da mangiare. Qualcuno si ferma a dormire nei pochi posti letto a disposizione. Io di solito ritorno al portico vicino la stazione con gli altri. Nelle notti estive, c’è una bella arietta fresca che ti far star bene anche se devi far sempre attenzione a non essere picchiato da esaltati, derubato da altri che stanno nella tua stessa situazione e che magari sono in crisi per comprarsi qualche grammo. La strada è davvero dura e a volte puoi rischiare la vita, come è già successo a due che stavano qui come me.” Il sole sta tramontando. Ringrazio Elio che mi sorride e raggiunge i suoi compagni sotto il portico della stazione. Mentre mi allontano li osservo prepararsi per la notte. Dormono l’uno accanto all’altro sempre al solito posto, come fratelli di differenti Paesi. Si raccontano le loro storie davanti ad una confezione di vino cartonato, comprato con gli spiccioli racimolati nella giornata. Accanto a loro hanno tutto ciò che possiedono, tutto il loro mondo: logore e gonfie buste di plastica o vecchi carrelli della spesa. “…ma se capirai, se li cercherai fino in fondo se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo.” Fabrizio De Andrè, “La città vecchia”


Telecom e spioni:

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storia di uno scandalo gestito “all'itagliana”

Agostino Gullace

Nel settembre del 2006, l'Italia è stata scossa da uno scandalo molto simile a quello che oggi ha colpito il Regno Unito: alcuni responsabili della security del gestore Telecom Italia avrebbero intercettato illegalmente e dossierato privati cittadini, varie personalità politiche, economiche e dello spettacolo, oltre a giornalisti e personaggi del mondo del calcio. L'inchiesta è parte di un'indagine ampia e complessa, che interesserebbe anche gli scandali “Nigergate”, “Laziogate” ed il caso “Abu Omar”. In sintesi, Emanuele Cipriani, titolare dell'agenzia investigativa Polis D'Istinto, per conto dell'amico Giuliano Tavaroli a capo della Security Telecom e responsabile del Centro Nazionale A u t o r i t à Giudiziaria (CNAG), ovvero dell'ente che gestisce tutte le intercettazioni richieste dalla Magistratura, avrebbe dossierato illecitamente: Corrado Passera (Banca Intesa), Cesare Geronzi (Capitalia e, ora, Mediobanca) e le sue figlie (una giornalista Mediaset, l'altra dirigente Figc), Franco Carraro (Presidente Figc e Medio Credito Centrale), Lorenzo Cesa (segretario UDC), Aldo Brancher (personaggio di spicco del partito “Forza Italia”), Roberto Calderoli (Lega Nord), Vincenzo Pozzi (Presidente ANAS). Oltre agli uomini di potere (l'elenco di cui sopra è parziale), gli spioni avrebbero esteso il “dossieraggio” anche a "voci" ritenute scomode, quali quelle del comico Beppe Grillo e dei giornalisti Marco Travaglio e Davide Giacalone. Ma la cosa forse più strabiliante è il ritrovamento di fascicoli riguardanti calciatori (Bobo Vieri, Adrian Mutu e Vladimir Jugovic), arbitri

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(Massimo De Santis) e dirigenti, sempre del mondo del calcio, quali Luciano Moggi e il ds del Messina, Mariano Fabiani. Inoltre, ha dell'incredibile il dossieraggio compiuto ai danni di un pensionato e piccolo azionista Telecom che voleva lamentarsi ufficialmente in assemblea di un problema alla sua linea telefonica mai riparato nonostante le segnalazioni al servizio clienti. Succede che, nella metà di luglio 2008, i PM milanesi Napoleone, Civardi e Piacente concludono le indagini dopo aver ascoltato i vertici Telecom di allora, Marco Tronchetti Provera (ex presidente) e Carlo Buora (ex amministratore delegato) in quanto persone informate sui fatti, ma senza addebitare loro specifici reati invece contestati ad altre 34 persone oggetto dell'indagine. Dopo anni di notifiche, si arriva davanti al Giudice dell'Udienza Preliminare (GUP)Mariolina Panasiti che il 28 maggio 2010 emette un'ordinanza estremamente chiara e preoccupante sulla reale situazione emersa dagli atti delle indagini e sulle responsabilità dei soggetti coinvolti: “…pare univocamente evidenziato che le operazioni complessivamente realizzate in concorso tra i funzionari della security (TAVAROLI,GHIONI, IEZZI) e i titolari delle agenzie investigative (CIPRIANI, BERNARDINI, SPINELLI), lungi dal poter essere riportate ad iniziative esclusive ed autonome dei detti imputati, realizzate, secondo l'ipotesi accusatoria formulata, da una “security impazzita” al fine di “drenare” risorse dalle due società TELECOM e PIRELLI, siano state in realtà eseguite sulla scorta di un interesse aziendale alla esecuzione delle operazioni, talora di un interesse pressoché esclusivo del PRESIDEN-


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TE delle due società, in ogni caso nell'ambito di una gestione dei compiti e dei ruoli della security pienamente conosciuta, ma anche condivisa a livello aziendale sia a livello di vertici della azienda, sia a livello dei vari funzionari e quadri". - Ed aggiunge: "Ma qualora si volesse sostenere, come pure è stato sostenuto da taluni dirigenti delle due società, che il vero artefice di tutte le operazioni sia stato Giuliano TAVAROLI, che si era dato un ruolo che esulava dalle mansioni previste, ed in tali ambiti aveva ritenuto di individuare, in via assolutamente autonoma ed autoreferenziale, esigenze delle due aziende, che personalmente ed altrettanto autonomamente aveva ritenuto di perseguire con le attività che hanno costituito l'oggetto di contestazioni nel procedimento, in tal modo finendo con l'interpretare autonomamente ed in via esclusiva possibili esigenze delle due aziende e personali del PRESIDENTE, non può non osservarsi come tutta una serie copiosa di indicazioni acquisite al fascicolo processuale, depongano in senso radicalmente diverso". - Fugato ogni dubbio sul fatto che gli spioni operassero su ordine e nell'interesse aziendale o dei vertici aziendali, non trova riscontro quanto affermato dalle difese e sostenuto dai PM: "La tesi sostenuta dai Pubblici Ministeri, dai legali delle due aziende e dal Presidente delle due aziende, è che le indicazioni di tal fatta sono da ricondurre esclusivamente ad una strategia difensiva degli imputati, volta a minimizzare loro esclusive responsabilità. Un tale assunto si è già visto stridere vistosamente con la stessa logica: appare difficilmente sostenibile, invero, la esecuzione di una complessa e capillare attività di accertamento, di acquisizione di informazioni, di intrusione informatica quale quella posta in essere in nome e per conto delle società PIRELLI e TELECOM, tutta realizzata per operazioni alla più apparente evidenza poste in essere nell'interesse delle società medesime o del suo Presidente, senza che le aziende medesime ed i loro dirigenti se ne rendessero mai conto

negli anni". - E continua: "Si tenga presente, tra l'altro, che le illecite operazioni investigate nel procedimento iniziarono in PIRELLI e trasmigrarono in TELECOM con riferimenti temporali che coincidono con i nuovi assetti dei vertici aziendali: più chiaramente le attività di investigazioni e la stessa attività di collaborazione del CIPRIANI e della sua agenzia investigativa italiana, la Polis d'Istinto, iniziarono in PIRELLI fin dal lontano 1996/1997, allorquando ai vertici della società sedevano Carlo BUORA, in funzione di Amministratore delegato, e Marco TRONCHETTI PROVERA, in funzione di Presidente. Dopo di che, allorquando il gruppo TELECOM passò al medesimo azionariato e Carlo BUORA e Marco TRONCHETTI PROVERA assunsero anche in TELECOM la veste rispettivamente di AD e di Presidente, la attività del CIPRIANI, e successivamente del BERNARDINI (e di altre agenzie di investigazioni, i cui dirigenti non sono stati comunque raggiunti da contestazione) passarono ( sarebbe più opportuno dire“trasmigrarono”) anche in TELECOM". L'avv. Paolo Gallinelli, legale dell'allora arbitro Massimo De Santis costituitosi parte civile, condanna con fermezza l'incresciosa situazione e l'imminente rischio prescrizione: “L'ordinanza del GUP Panasiti illustra un quadro indiziario estremamente chiaro ed al tempo stesso inquietante. E' difficile comprendere come i PM abbiano potuto richiedere l'archiviazione per i dirigenti Telecom che oggettivamente, dalle indagini, risultano ampiamente coinvolti. Un regalo che, mutatis mutandis, ricorda la modalità con cui è intervenuta la prescrizione per l'Inter ed i suoi dirigenti nella giustizia sportiva”. Il giudice ha dunque rimesso la carte nelle mani dei PM ordinando un'integrazione d'indagine al fine di aprire il processo con imputati anche Tronchetti Provera, Buora ed i dirigenti Telecom, ma sulla questione incombe il rischio prescrizione e la reale possibilità che questo procedimento termini senza neanche un'udienza in tribunale.

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L’INCENDIO ALLA STAZIONE TIBURTINA

Opera dei ladri di rame o attentato?

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ccuse e polemiche sullo sfondo dell'incendio alla stazione Tiburtina. A scatenare la reazione del sindaco Gianni Alemanno e dell'Acea sono state le dichiarazioni, in parte rettificate, del vice ministro leghista per le Infrastrutture e i Trasporti Roberto Castelli per il quale «se è vero che mancava l'acqua» per spegnere il rogo nella sala comandi dello scalo ferroviario, «è una coincidenza che, a questo punto, diventa un po' particolare», ha aggiunto. Più tardi lo stesso Castelli ha precisato «di non avere assolutamente addebitato alcuna responsabilità ad Acea, ma di aver semplicemente descritto i fatti, evidenziando la sfortunata coincidenza che ha visto lo scoppio dell'incendio proprio in concomitanza con l'assenza di acqua nella zona». Immediata la replica di Alemanno: «Castelli deve stare molto attento quando rilascia certe dichiarazioni: una cosa è la polemica politica, altro è alludere a responsabilità che non esistono e di cui non si ha la prova concreta. Lo invito a lavorare per la Commissione d'inchiesta predisposta del ministro Matteoli». L'Acea ha invece ribadito che «la rete idrica comunale che alimenta le utenze idriche della stazione Tiburtina è sempre stata alimentata secondo le normali condizioni di fornitura. Infatti per tale area non era previsto alcun fuori servizio, nè si è verificato. A testimoniarlo ci sono la documentazione tecnica e monitoraggi continui delle condizioni di esercizio, ovvero le pressioni idriche della zona».

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Intanto proseguono le indagini sull'incendio. Il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Altero Matteoli ha spiegato mercoledì di aver deciso «di istituire la commissione d'inchiesta perché ho letto che tra le possibili cause dell'incidente c'erano degli aspetti curiosi. Ho delle perplessità sul fatto che a causare il rogo sia stato un furto di rame - ha aggiunto - aspettiamo che lavorino i tecnici e poi vedremo». Sulla questione dei disagi ai viaggiatori, Matteoli ha sottolineato che sono stati rimborsati biglietti per 680 mila euro. «Già martedì scorso - ha concluso il ministro - le Ferrovie hanno garantito quasi l'intera offerta commerciale. Si registrano ancora ritardi nel servizio regionale, mentre gli altri treni viaggiano quasi nella regolarità». E sulle proteste dei cittadini Matteoli ha spiegato che «nessuno è attrezzato per fare miracoli». Ma c'è ancora incertezza sui tempi di ripristino totale dei binari alla stazione Tiburtina: ieri solo sei erano attivi su 25. I commercianti, già proprietari dei locali commerciali all'interno della stazione, temono che l'incendio e i disagi possano avere ripercussioni negative sugli affari. Polemiche anche sugli orari dei treni: alcuni passeggeri hanno segnalato ieri che «gli orari dei maxischermi non corrispondono a quelli reali». Decisamente migliorata infine la situazione alla stazione Termini: pochi convogli in ritardo, al massimo di 30 minuti per i regionali e gli interregionali, e viaggiatori più tranquilli. Anche se per tornare da Parigi o da Monaco ieri ci voleva un'ora in più rispetto al previsto.


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PASOLINI LA VERITA' NASCOSTA

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Marco Rinaudo

ggi 19 Luglio in una saletta degli " STUDIOS" stabilimenti cinematografici siti in Via Tiburtina 495, alla presenza di tutta la sua " TROUPE" e di un folto gruppo di giornalisti , FEDERICO BRUNO , regista/produttore/ sceneggiatore , ha tenuto la conferenza stampa sulla faticosa ricostruzione del suo Film " "PASOLINI LA VERITA NASCOSTA".Dalle parole del regista si nota tutto il rammarico per le difficoltà incontrate nella ricostruzione della vita e della morte del grande regista /poeta. il film intende far conoscere al grande

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pubblico la vera personalità , il vero pensiero, dell'illustre uomo >travolto e ucciso dalle ruote di un auto all'IDROSCALO di OSTIA. Allora rimasi perplesso da questa strana morte, avevo forti dubbi sulla vericidità di cio' che affermavano tutti i giornali sulla colpa di PELOSI.. Pasolini era un uomo fisicamente forte , come poteva un giovane esile e malridotto come PELOSI far fuori un uomo poderoso come appariva PASOLINI sugli schermi televisivi.?. Questa la domanda che mi ponevo , rimasta senza alcuna risposta.La verità non è stata ancora accertata e lo stato


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dopo 35 anni dall'omicidio non ha ancora fatto chiarezza su uno dei delitti politici di quelli che vennero definiti gli anni di piombo. Anni dopo, fu lo stesso reo confesso che, dichiaro' di non aver detto la verità e che quella notte non era solo all'Idroscalo. Non si trattò di un delitto casuale dissero molti esperti di cronaca nera ma, di un complotto. Perchè il complotto? a chi e perchè Pasolini dava fastidio?" GLI INTOCCABILI" , gli stessi che, per loschi interessi uccisero, o fecero uccidere decine di persone: Giornalisti, Politici, e altre importantissime personalità che si battevano nel sociale per

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preparare è dare un'ITALIA migliore per i nostri giovani. Per dare agli italiani un paese meno burocratico e bigotto. Erano gli anni delle B.R. dei Nar. della banda della Magliana, di Vallazasca. Federico Bruno è un uomo giovane, coraggioso, di sani principi morali e umanitari.Un uomo che merita rispetto e stima. A , lui ed alla sua " TROUPE" auguriamo tutto il giusto e meritato successo di questo Film verità. Auspicando che altri giovani registi sulla scia di FEDERICO BRUNO seguano il suo coraggioso esempio è svelino i tetroscena di delitti eccellenti ancora irrisolti


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Nel lungo lavoro di cronista ho accumulato un bel po' di rabbia, per la situazione di degrado in cui viviamo, per la leggerezza della società nell'affrontare problemi di natura vitale per la prosecuzione di un giusto stile di vita. Per la tranquilla procedura di arrestoprocesso-appello-cassazionescarcerazione-rimborso per ingiusta detenzione- rimborso per eccessiva durata del processo. E si, per non dimenticare, a pagare siamo sempre noi. Rabbia per il solito iter dentro i tribunali e tra le pagine dei giornali, dove si rincorrono notizie, si inseguono presunti o conclamati boss, si inseguono i familiari delle vittime “signora, cosa prova in questo momento?”, cosa può provare una madre? Rabbia, eccola, di nuovo. Poi, il silenzio, la totale e assordante perdita della memoria di breve termine. Finito il processo, comunque vada, nessuno ricorda più la famiglia disperata della vittima, che torna a casa e non dimentica, lei, la persona cara strappata troppo presto e in maniera cruenta. Poi, quasi per caso, mi trovo a chiacchierare con Don Luigi Ciotti, che lotta e combatte con la sua Libera, contro le nefandezze delle mafie. La dolcezza di un uomo che pur combattendo riesce ad essere fermo e tranquillo allo stesso tempo, mi fa riflettere, e allora lo guardo, lo ascolto e capisco, che tutto può girare vorticosamente ma che tante persone sono qui per non dimenticare e la rabbia può essere qualcosa di diverso, la TENACIA, ognuno di fare la propria parte, credo questo sia il messaggio di questa strana, allegra e triste insieme, popolatissima Marcia della Memoria (Raffaella Rinaldis)

L'Aspromonte, scenario della marcia contro l'indifferenza e l'oblio. Per ricordare le vittime della

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Ieri pomeriggio siamo andati a visitare Gerace, uno dei posti che più amo di questa terra meravigliosa. E’ un borgo medievale arroccato sulla montagna sopra Locri, da qui si ha un panorama bellissimo sulla costa dei gelsomini, per la prima volta in tanti anni torno qui senza quella persona. Questo campo è una svolta, una presa di coscienza e un cambiamento soprattutto per la mia vita personale. Certi rapporti basati su finzioni ed argomenti di cui non si può parlare, primo fra tutti la ‘ndrangheta, ho deciso di chiuderli. Vedo l’effetto che questo ha su di me, e capisco l’amarezza che deve aver provato chi vive qui e ha deciso di prendere una posizione nella lotta contro la ‘ndragheta … fa male, si perdono persone che credevi amiche, e non si riesce a comprenderne fino in fondo il motivo. Ti ritrovi da solo senza capire perché anche gli altri non decidano di alzare la testa, chiedendoti se la loro è paura, connivenza, o semplicemente pigrizia. Nessuna di queste motivazione però è più accettabile. Bisogna reagire, adesso. E’ il discorso che abbiamo affrontato tante volte in questi giorni sull’assoggettamento della società civile calabrese, ma non solo. Torno da Gerace con un nodo in gola… è pesante accettare la situazione che c’è. La sera Mario Congiusta ci ha ospitato a casa sua, un piccolo paradiso. Ci ha mostrato anche l’attività della fondazione Congiusta, ci ha raccontato le sue lotte… è un uomo che dedica la vita al ricordo di Gianluca, ma che lotta con la stessa forza per le cause degli altri parenti delle vittime, lotta per la legalità e la giustizia in questo Paese, e lo fa con una forza incredibile. Abbiamo parlato tanto, ricordato Gianluca, ma anche riso e scherzato, è uno splendi-

do padrone di casa. Ci ha persino portato a fare il bagno a mezzanotte, guardandolo buttarsi in acqua in mezzo a onde altissime sorrido e mi chiedo da dove prenda tutta l’energia che ha. Domenica mattina invece andiamo a Gioiosa Jonica per il mercato. E’ bello vedere la città vivere sotto il murales dedicato a Rocco Gatto, ormai non riesco a fare a meno di guardarlo passando dalla piazza, dopo averlo ignorato per tanto tempo. Il mercato è grande, si sente la musica della tarantella provenire da qualche bancarella… Decido di andare a cercarmi la chiesa di San Rocco. Non sono cattolica, ma sono legata a quel santo, per diversi motivi… e poi devo dirgli una cosa. Basta allontanarsi qualche metro dalla chiesa di Santa Caterina, circondata da una piazza bellissima che credo sia nuova perché non la ricordavo così, per apprezzare il fascino antico di questo paese, giro da sola per i vicoli strettissimi e ripidi, in alcuni casi mi arrampico quasi… vedo la chiesa Matrice sopra di me, ma so che non è lì santo Rocco, allora chiedo alle vecchiarelle affacciate al balcone, una di loro sono sicura di averla conosciuta in passato alla festa di fine Agosto per il santo. Sono tutti molto gentili, una ragazza scende di casa e mi accompagna per un pezzo. Tornando indietro poi mi rifermo a parlare con le signore al balcone, due di loro se ne stanno affacciate da case diverse, la terza è in strada, si tiene stretta all’angolo del muro e dice che non va più avanti perché ha paura di cadere, così sono costrette a parlarle senza vederla. Ridono. Mi salutano. Qui tutto ha ancora quella bellissima dimensione umana… E mi rinnamoro, come sempre, di questa terra… nonostante tutto. 37


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Marvanza Reggae Sound al Demo Festival di Radio 1 Saranno i Marvanza Reggae Sound gli unici rappresentanti calabresi per l'appuntamento con il Demo Festival, la famosa kermesse, diretta da Michael Pergolani e Renato Marengo, che hanno selezionato il meglio della musica emergente tra oltre quarantacinquemila proposte perventute in redazione e circa tremilacinquecento messe in onda per la finale nazionale del celebre programma di Rai Radio1 “Demo” dedicato alla musica emergente. I Marvanza Reggae Sound si contenderanno il palco della finalissima del 31 luglio con le Black Roses di Moneglia (GE), i The Softone di Napoli, Marta G and The G Monkeys di Roma, gli Zed di Salerno e i Moseek di Velletri (Roma); calcheranno il palco prima dei superospiti Micaela, la giovane reggina rivelazione del Sanremo 2011, e Giuliano Palma con i Bluebeaters, artisti che il gruppo di Monasterace ha già affiancato in altri eventi. In caso di vittoria i Marvanza, oltre ad essere incoronati come migliore proposta italiana del 2011, avranno la possibilità di arricchire ulteriormente il

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loro già prestigioso curriculum di collaborazioni, precedendo altri importanti artisti come la giovane cantautrice di Aosta Naif Herin, il Parto delle Nuvole Pesanti, reduci dal micaela-fotiufficialeclamoroso successo di “Onda Calabra” e, quindi, Roy Paci e Aretuska. Il sound innovativo e i testi impegnati e ironici al tempo stesso della band hanno convinto Pergolani e Marengo, che hanno scelto la marvanza-soluziescionband Calabrese come unica band indigena per l'importante evento, che da anni attira in Calabria un pubblico vastissimo. Un'occasione in più per presentare “Soluziescion”, ultima fatica discografica dei Marvanza Reggae Sound, reduci da un biennio straordinario, caratterizzato, tra le altre cose, dal successo del primo album, “Frontiere” e dall'esibizione sul palco del Primo Maggio 2010 a Roma, in Piazza San Giovanni, dopo aver sbaragliato una concorrenza du 743 band al contest “Primo maggio tutto l'anno”. L'appuntamento con i Marvanza è per sabato 30 luglio, con inizio alle ore 21.30 nella cornice del lungomare del capoluogo calabrese.


in the middle

Il veterinario Antonio Diano risponde alle domande di alcuni giornali

Dov’è mamma squalo? A 20 miglia dalla riva di Christian Morello Dopo aver letto gli articoli pubblicati dalla stampa locale alcuni giorni fa sulla presenza di squali nel mare di Siderno, il dirigente veterinario Asp Antonio Diano (che è uno degli esperti che, gentilmente, curano le nostre rubriche mediche e scientifiche) ha contattato la nostra redazione denunciando l’assurda disinformazione e l’ignobile campagna di allarmismo che si stanno facendo sull’argomento. In particolare, il dottore Diano ha puntato il dito contro un articolo intitolato “Dov’è mamma squalo?”, nel quale si offriva una rappresentazione fantasiosa della vita dei pescecani, con un cucciolo smarrito ed una mamma squalo che lo cerca disperata. Nel pezzo si diceva che, se c’è un cucciolo, da qualche parte ci deve essere una feroce mamma dai denti aguzzi. Una storia da cartone animato che, ha affermato Diano, rivela l’ignoranza in materia di pesci da parte di chi ha scritto il pezzo. Si ricorderà che fu lo stesso dottore Diano ad identificare il cucciolo in questione - uno “Squalo azzurro” o “verdesca”, nome scientifico: “Prionace Glauca” - ed a pubblicare in esclusiva sul nostro quotidiano on-line i risultati della sua analisi. In quel-

la occasione, Antonio Diano ha ricordato che la verdesca è un pesce tipico dei nostri mari e viene spesso avvistato, sono solo i cuccioli a spingersi vicino riva ma la loro presenza non implica l’imminente arrivo di adulti. Per ulteriori precisazioni sull’affascinante mondo degli squali, abbiamo raggiunto il dottore Diano che ci ha rilasciato un’intervista. Dottore buona sera. Lei è un esperto di fauna marina. La settimana scorsa ci ha contattato esternandoci sdegno per l’ignoranza dimostrata da chi scrive senza sapere di cosa sta parlando. Cosa avrebbe dovuto conoscere chi ha scritto quegli articoli su “mamma squalo”? Che gli esemplari adulti di verdesca o squalo azzurro, è molto difficile che si avvicinino alla costa, proprio per il loro comportamento che li porta a prediligere le acque pelagiche. Infatti la Verdesca può spingersi sino ai 400 m di profondità. Ma, a questo punto, come risponde alla domanda? Dove si trova mamma squalo? A che distanza vivono le verdesche adulte? Può capitare di vederle a pochi metri dalla costa? Attaccano l’uomo? Mamma squalo si trova oltre i 20 miglia dalla costa; non c’è una distanza ben definita, in quanto la loro presenza, vicino o lontano dalla costa, dipende dalla loro curiosità, che varia con il variare della intensità della luce nell’acqua: durante le ore mattutine, è più docile e calma, mentre nelle ore pomeridiane,

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diminuendo l’intensità della luce, diventa più curiosa e potrebbe anche avvicinarsi alle coste ma, sino ad oggi, risulta un evento molto raro; se non è provocata, la verdesca non attacca l’uomo. Cosa ha spinto i piccoli di squalo azzurro ad avvicinarsi a riva? I piccoli si avvicinano alla costa spinti dalla loro voracità nell’inseguire il novellame di cui si nutrono: sardine, alici, aguglie, boghe ecc. Ma se il cucciolo di squalo azzurro si nutre di neonata di sarda, deve essere comunque considerato pericoloso per l’uomo oppure non ci sono rischi? Il cucciolo caccia le sue prede, come ho appena detto, per far ritorno dopo, in acque più profonde. Non c’è neppure l’eventualità di subire un morso al piede? E’difficile se non impossibile, in quanto gli studi attuali, condotti dalla comunità scientifica, non riportano questo atteggiamento, se

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lo squalo non viene provocato. Ma è vero che il cucciolo di squalo si avvicina all’uomo con curiosità? La maggior parte degli squali,vive di curiosità,ma una volta appurato che non siamo la sua preda,ci lasciano in pace;bisogna avere,trovandosi faccia a faccia con lo squalo, un ottimo controllo della nostra personalità,nervi saldi e stare fermi,d’altronde non sono poi quei mostri che l’informazione mediatica descrive. Porgo a tutti voi, cari lettori, un sincero saluto e occhio allo squalo. Grazie per i preziosi chiarimenti forniti. Ciò che non conosciamo ci fa sempre paura, oggi che sappiamo qualcosa in più sull’affascinante vita degli squali, possiamo smettere di temerli. Infondo il mare va rispettato, senza correre inutili rischi, ma non si deve aver paura di cose che non esistono o che non fanno alcun male. Buona serata. Ci vediamo al mare!


in magazine

Parigi: vive la France

Una città che fa innamorare di Giuseppina Laura Dominici

Parigi romantica, artistica, vivace, magica, affascinante, accogliente, musicale: una città da visitare. Il suo cuore è facilmente raggiungibile grazie ai collegamenti urbani efficientissimi, ed è, alla fine, così piccolo, che non c’è niente di più piacevole che fare una passeggiata a piedi, per ammirare tutto ciò che ci affascina di questa città. In alternativa, per chi stanco di camminare o di spostarsi in metro, il battello è la soluzione migliore per rilassarsi, e osservare un paesaggio davvero suggestivo. Ricca di luoghi d’interesse storico e culturale, per questo meta ambita da numerosi turisti, non lascia quasi mai insoddisfatto il visitatore che decide di dedicarle qualche giornata. Tra le attrazioni più importanti sicuramente ci sono i musei, le chiese, le piazze. Ma, protagonista della Ville, è lei, la Tour Eiffel con i suoi 324 metri di altezza. Partendo da Porte Maillot e percorrendo il lungo Avenue R a y m o n d Poincaré, si arriva a Place du Trocadéro: da qui si presenta ai nostri occhi uno degli spettacoli più affascinanti di questa città. Di colpo il visitatore si trova davanti questa struttura enorme, nascosta, pochi metri dai palazzi delle vie che si percorrono, per essere osservata in seguito nella sua interezza, lasciando nel nostro animo un forte impatto scenico. La Tour venne costruita in occasione dell’Esposizione Universale del 1889 da Gustave Eiffel, architetto da cui prende il nome e di cui riportiamo una sintetica

biografia: “Né en 1832 à Dijon, il sort de l’École Centrale des Arts et Manufactures en 1855, l’année même de la première grande Exposition universelle tenue à Paris. Après quelques années passées dans le Sud-Ouest de la France, où il surveille notamment les travaux de l’important pont de chemin de fer de Bordeaux, il s’installe à son compte en 1864 comme “constructeur”, c’est à dire comme entrepreneur spécialisé dans les charpentes métalliques. Son exceptionnelle carrière de constructeur est jalonnée en 1876 par le viaduc de Porto sur le Douro, puis celui du Garabit en 1884, ainsi que par la gare de Pest en Hongrie, la coupole de l’observatoire de Nice et l’astucieuse structure de la Statue de la Liberté, avant de culminer en 1889 avec la Tour Eiffel. Cette date marque la fin de sa carrière d’entrepreneur”. (Biographie de Gustave Eiffel – Connaître le monument – Tour-Eiffel.fr ). L’avvenimento sopra citato, si celebrò in occasione del Primo Centenario della Rivoluzione Francese e per la costruzione furono

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necessari due anni, due mesi e cinque giorni; costruzione che immediatamente suscitò grande interesse nella folla che la contemplava. Destinata a durare soltanto venti anni, fu risparmiata in seguito all’utilizzo che ne trovarono stazioni radio, telegrafia senza fili e altri corpi scientifici che miravano a misurare e ottenere informazioni meteorologiche, analisi dell’aria e altri esperimenti successivi. Dagli anni ottanta, la Torre è stata restaurata e rimaneggiata, visto l’innumerevole flusso di turisti che ogni anno ospita (circa sette milioni l’anno, di cui il 75% sono stranieri). Si può decidere di salire sulla Torre in ascensore, oppure

affrontare i suoi 1665 scalini: entrambe le opzioni, nonostante l’ultima sia molto stancante, sono gettonatissime. Fino al 1930 era considerata l’edificio più alto del mondo, record perso soltanto dopo la costruzione del Chrystler Building di New York. La Torre scintilla per i primi cinque minuti dello scoccare di ogni ora, infatti, ” Le 31 décembre 1999 à minuit, le monde entier découvre le phare et le scintillement de la Tour. Le phare, 2 faisceaux lumineux d’une portée de 80 kilomètres, est constitué de 4 projecteurs motorisés de type “marine”. Ils sont pilotés par micro-ordinateur, grâce à un logiciel spécifique et à un automate programmable qui gèrent leurs mouvements. Effectuant une rotation de 90°, ils sont synchronisés pour former un double faisceau en croix pivotant à 360°. Les lampes sont des Xénon de 6 000 W choisies pour leur longévité de 1200 heures environ. La tête lumière est sur-ventilée pour éviter toute surchauffe, et un système de chauffage se met en route quand la température tombe en dessous de zéro alors que les lampes sont éteintes. Ce phare rappelle celui de Gustave Eiffel jouant le rôle d’un repère symbolique et universel. Le scintillement se superpose à l’éclairage doré. Constitué de 20 000 ampoules (5 000 par face) il anime le monument 5 minutes au début de chaque heure une fois que la Tour est éclairée, jusqu’à 1h du matin. Pour clore le spectacle, en point d’orgue, de 1h à 1h10 du matin, l’éclairage doré s’éteint laissant la place au seul scintillement. Cinq minutes de magie, une vision encore différente à ne pas manquer. Le dispositif de l’an 2000, prévu pour être éphémère, fut remplacé en juin 2003 par une installation destinée à durer au moins 10 ans”. (Les illuminations de la Tour histoire de l’éclairage, scintillement de l’an 2000 … – Connaître le monument – TourEiffel.fr). 43


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L'anticiclone che ha trasformato luglio in novembre

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Ondata di maltempo estivo opo una settimana di fastidiosissimo caldo umido, peraltro tipico in questa stagione, le temperature si sono improvvisamente abbassate ed in molte aree d'Italia il maltempo ha rovinato le vacanze a centinaia di persone. Non è una maledizione, l'Europa ed il mondo intero stanno facendo i conti con un anticiclone che spinge aria fredda dal Polo Sud verso le regioni calde o temperate. In alcuni casi, il flusso d'aria fredda rappresenta un sospiro di sollievo, ma non è raro che essa determini eventi atmosferici di una certa entità, a volte anche catastrofici. Se nei giorni scorsi l'intera Europa ha fatto i conti con la pioggia e sulle alpi è tornata la neve, no bisogna dimenticare che l'America del Sud è stata letteralmente funestata dal maltempo, tanto che erano attese perfino gelate e nevicate mentre in questi giorni è il Giappone a fare i conti con le piogge torrenziali. Anche l'Italia tiene alta la guardia contro il maltempo: sono di questi giorni le notizie sull'allerta a Ischia per gli intensi temporali, mentre Roma è stata praticamente allagata da un temporale estivo. Non è andata meglio in Calabria, dove lampi e tuoni hanno fatto capolino agli orizzonti e sui rilievi per giorni, fino a quando la pioggia non è scesa, trasformando l'ultima settimana di luglio in uno scenario da novembre. Il meccanismo è questo: l'anticiclone - quello del Pacifico Meridionale - tende a disporsi lungo i meridiani in pieno Oceano, arrivando a sfiorare le coste dell'Antartide. In tal modo un blocco d'aria gelida antartica si metterà in moto verso Nord, e ad iniziare dalla Terra del Fuoco inizierà ad inva-

dere Cile, Argentina, Uruguay, Paraguay ed il Sud del Brasile e della Bolivia. Sono attese gelate e nevicate a quote molto basse e temperature molto fresche se non fredde per le latitudini interessate giungeranno ad interessare anche l'Amazzonia Meridionale. Gli anticicloni sono zone di alta pressione sulla superficie terrestre a forma circolare o ellittica, che causano modeste variazioni dei parametri meteorologici. Al loro interno i venti sono deboli, spesso a regime di brezza, e soffiano in senso orario nell'emisfero boreale e antiorario in quello australe. L'aria, essendo pesante, si comprime, si riscalda e diventa più secca (fenomeno detto subsidenza), dissolvendo spesso le nubi. In presenza di un anticiclone, però, durante l'inverno possono formarsi nebbie o foschie a causa delle inversioni termiche nei pressi del suolo, mentre durante l'estate il forte riscaldamento del suolo può causare la formazione improvvisa di cumulonembi con i conseguenti temporali di calore. Questo meccanismo nulla ha da spartire con quello dei classici temporali estivi, che si formano per la risalita di aria calda dal suolo (riscaldato dal sole) verso il cielo. Se questa è abbastanza umida, e se l'aria è abbastanza instabile, la corrente convettiva può formare una nuvola. Se inoltre l'atmosfera è instabile allora è probabile che il cumulo si ingrossi a sufficienza per dare origine a fenomeni. Questo tipo di temporali avviene soprattutto quando aria fresca corre su un terreno più caldo (gocce fredde in quota). Naturalmente la presenza di aria fredda favorisce anche questo fenomeno e ne aumenta la pericolosità. (lr)) 45


Vigili del fuoco

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AIUTARE GLI ALTRI PER MESTIERI

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di Florinda D’agostino

uesto mese abbiamo scelto di dedicare uno spazio al corpo di forze dell’ordine piu’ amato, quello dei Vigili del Fuoco. I pompieri non hanno una funzione di repressione ma sono i Vigili del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile ,e’ naturale che la gente li ami, che cosa c’è di più bello che aiutare gli altri per mestiere? L’estate e’ per loro una stagione particolarmente intensa, vediamo come si e’ presentata quest’anno e cerchiamo di conoscere meglio l’organizzazione ed il funzionamento di questo lavoro. Per avere risposte alle nostre curiosita’ abbiamo intervistato un vigile del fuoco discontinuo che si e’ gentilmente prestato ad esaudire le nostre richieste. Quando è nato il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco? Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nasce nel 1941, prima i pompieri erano organizzati nei vari Corpi comunali , ora invece fanno capo al Ministero dell’Interno . I comandi provinciali hanno contatti con i comandi della stessa regione e dell’intera nazione. Qual è il significato del vostro simbolo? Il nostro simbolo è una fiamma stilizzata con due asce che sono gli strumenti di lavoro tipici del pompiere , nel cerchietto al centro della fiamma prima c’era scritto il numero di riferimento di ogni comune. Come si fa a diventare vigile del fuoco? Innanzitutto bisogna avere compiuto 18 anni e per diventare vigile permanente bisogna superare un concorso nazionale e poi frequentare un corso di formazione di circa un anno; per diventare vigile volontario invece bisogna fare una domanda di iscrizione e un corso di formazione più semplice. Come si e’ presentata quest’estate? L’estate nella nostra zona e’ solitamente molto calda e scarsamente piovosa pertanto gli incendi sono all’ordine del giorno, tanto piu’ nelle zone di campagna poco coltivate dove l’erba divenuta secca brucia facilmente e i roghi diventano anche di vaste proporzioni. Quest’ estate non ha fino a questo momento assunto le consuete caratteristiche, le piogge sono state piu’ abbondanti del solito ed anche le temperature non sono salite ancora ai livelli abituali. Tuttavia gli ultimi giorni di luglio ci hanno impegnati parecchio. Quali le chiamate piu’ frequenti che ricevete? Dipende dai periodi. Essendo vari i nostri compiti anche le richieste ed i settori che ci competono spaziano dagli

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incendi in estate, agli allagamenti in inverno. Durante tutto l’anno poi le chiamate riguardano le situazioni che mettono a rischio le persone, incidenti stradali ma anche disavventure domestiche di vario genere. Quali sono i siti potenzialmente piu’ pericolosi sul nostro territorio e perche’? Per quanto riguarda gli incendi la Calabria e’ tra le cinque regioni piu’ a rischio, insieme con la Puglia, la Campania, la Sicilia e la Sardegna. Ogni anno decine di migliaia di ettari di bosco bruciano a causa di incendi di natura dolosa o colposa, legate alla speculazione edilizia, alla scarsa cura nella pulizia di boschi e campagne e alla disattenzione dell’uomo. Negli ultimi trent’anni è andato distrutto il 12% del patrimonio forestale nazionale. Le conseguenze per l’equilibrio ambientale sono gravissime e i tempi per il riassetto dell’ecosistema molto lunghi. Conseguenze strettamente connesse alle alterazioni del suolo causate dagli incendi sono i fenomeni di dissesto che in caso di piogge intense provocano lo scivolamento e l’asportazione dello strato di terreno superficiale. Tutto questo aumenta il rischio idrogeologico gia’ alto nella nostra regione. La quasi totalità del territorio calabrese è interessata da fenomeni di dissesto idrogeologico. Il territorio calabrese è infatti un territorio con forti dislivelli (in vari punti della Regione si passa in pochi chilometri dal mare alla montagna) e geologicamente “giovane”, per cui la conformazione del territorio è spesso soggetta a modifiche naturali. Vengono fatte periodicamente delle simulazioni per testare l’efficienza e la tempestivita’dell’organizzazione


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in corso di emergenza? Nelle situazioni di grave emergenza i Vigili del Fuoco si coordinano con gli altri Enti preposti alla protezione civile e alla difesa del territorio. Quindi si lavora in sinergia con i Carabinieri, la Protezione Civile ed il Soccorso Sanitario. Sono state organizzate a livello nazionale alcune esercitazioni per verificare l’organizzazione immediata dei vari enti. Per ogni simulazione ci sono due gruppi di partecipanti: quelli che organizzano l’esercitazione e quindi mettono alla prova i soccorritori e i vari partecipanti che in poco tempo devono riuscire a trovare una soluzione per risolvere il problema. Si definisce lo scenario che puo’ essere un incendio o un esplosione, poi si interviene iniziando a dividere il territorio in varie zone, in modo da organizzarsi meglio e successivamente ogni ente decide quante risorse utilizzare tra quelle che ha a disposizione e si valuta e pianifica il problema usando delle mappe che segnalano le varie zone a rischio. Quali sono le condizioni strutturali, i mezzi e l’organizzazione del vostro lavoro? Quali le difficolta’ che incontrate? Sarebbe auspicabile un miglioramento? Abbiamo un Corpo di Vigili del Fuoco che è il miglior Corpo di protezione civile del mondo, soprattutto per la caratteristica di essere nazionale. Questo fa sì che ci sia una preparazione, una professionalità ed una disponibilità di mezzi uniforme su tutto il territorio. La difficolta’ che incontriamo sta nella mancanza di personale. Negli incendi boschivi, dove lo scompenso fra domanda ed offerta è notevole, questo è un vero punto debole. Mancano i numeri specie nel Mezzogiorno d’Italia, perché al Nord operano gruppi comunali di volontari che fanno antincendio boschivo. Potrebbe quindi essere utile sviluppare il sistema di volontariato? Considerando che la protezione civile ha 1 milione di volontari mentre i vigili del fuoco circa 5 mila . Certamente il volontariato andrebbe promosso. Se manca la forza lavoro le difficolta’ diventano poi organizzative pur avendo i mezzi sufficienti per far fronte alle necessita’. I volontari potrebbero diventare una risorsa fondamentale. Come gestire il volontariato? E’ un sistema che andrebbe ricondotto sotto la guida tecnica dei Vigili del Fuoco. Quindi i volontari andrebbero addestrati e preparati tecnicamente dai Vigili su tutto il territorio e poi coordinati durante le emergenze. Dopo la catastrofe nucleare in Giappone anche in Italia si e’parlato dello sfruttamento di energia nucleare, Potremmo essere pronti a gestire un’emergenza di tale portata, a livello di formazione e organizzazione? Riguardo al Giappone anche noi italiani siamo intervenuti portando 1700 rilevatori di radiazione, e tutt’ora molti vigili del fuoco si trovano in Giappone per dare il proprio contributo; essi sono coordinati dal fronte NIC che si trova a Bruxelles che aiuta gli enti mondiali sia nell’organizzazione, sia aiutandoli per l’interpretazione dei dati . Ringraziandoli per il costante impegno auguriamo anche a tutto il Corpo dei Vigili del Fuoco buone ferie e che sia anche per loro un’estate di relax. 47


“Che fai, mi cacci”

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Presentazione del libro di Susanna Turco, giornalista dell’Unita

La mitologia greca rappresenta la fortuna come una bellissima donna, con una coda di cavallo che non cade però sulla schiena ma sul petto, il che sta a significare che la fortuna ti passa davanti una volta, se la prendi la prendi, altrimenti non la prendi più. Bisogna saperla cogliere.

di Marco Carroccio

Berlusconi è un diavolo? O Berlusconi è un dio in terra? Sicuramente, sarebbe più lucido l'uso dell'imperfetto in entrambe le proposizioni: era un diavolo e un dio in terra. La presenza straripante del Cavaliere, l'enorme ricchezza personale e il suo modo d'interpretare il ruolo del premier , in effetti, avevano da subito stravolto tutto. Perché Silvio il Caimano, Silvio il peccatore era tanto bravo a far tutto da risultare capace di tutto. Proprio per carisma, fino all'altro ieri, sembrava reggere il passo del Divo Giulio; e le sue doti hanno retto quasi un ventennio senza incrinarsi, là dove la politica si fa sangue e merda, per dirla schietta, alla Rino Formica. Nel contesto mediatico odierno, in cui: “Se fai parte del club antiberlusconiano hai diritto a scrivere ciò che ti pare. Se invece sei schierato sull'altra sponda, ogni tuo pensiero è indegno, e quindi da condannare, o quantomeno da disprezzare” (Vittorio Feltri), il lavoro di Susanna Turco, sulla sfida impossibile di Gianfranco Fini, per Marsilio (Tempi), sembra avere la strada spianata, e anche asfaltata!, ma la giornalista dell'Unità non si accontenta di facili traiettorie, cerca senz'ansia di percorrere i tornanti della dialettica, delle emotività, della razionalità, attraversando con una certa complicità perfino quello spazio ibrido di auctoritas e machismi vari, propri di certe quasi-falliche percezioni del potere. Benvenuti nel palazzo. 22 aprile del 2010. Direzione nazionale del PDL. Davanti alle telecamere va in scena l'atto che segna una svolta nel percorso politico e personale di Gianfranco Fini. La portata simbolica di quella giornata è riassunta nel suo ditino alzato contro Berlusconi e in quell'obiezione - “Che fai, mi cacci?”- che è diventata il mantra del Fini “Vestito di Nuovo”, l'atto fondante della sua Second Life (e che la Turco ha scelto come titolo del suo libro) e segna “la rottura dell'incantesimo e la frattura tra il sogno Berlusconiano e il postBerlusconismo” (Carlo Freccero).“Alzare il dito contro Berlusconi è una botta d'improvvisazione, il rito magico che Fini stesso non si aspettava di compiere”, ne è certa la giornalista dell'Unità, che trova a conforto le dichiarazioni dello stesso protagonista circa il suo modus agendi, razionale e step by step: “Sono palloso, metodico, fin troppo ordinato mentalmente, e quindi ho scarsa fantasia, limite che mi riconosco da solo. Credo anche di essere perseverante come nessuno al mondo”. Ed è grazie alla perseveranza che è riuscito a piegare con-

G. Locatelli, D. Martini (“Duce addio”)

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tro l'avversario una forza che quello aveva e lui in quel momento no (“L'arte della guerra docet”: “Il più grande condottiero è colui che vince senza combattere “): “Si è infatti messo nelle condizioni di farsi cacciare, ma senza andarsene”, spiega l'autrice, “Ha aspettato che fosse il Cavaliere a espellerlo e quindi a distruggere il PDL con le sue mani; ha lasciato che fosse Berlusconi a dimostrare che quel partito non era il grande contenitore plurale del centrodestra che voleva essere, ma un luogo dove il fondatore, con due ore di riunione può mettere alla porta il cofondatore accusandolo di troppo dissentire”. Finirà male? Può darsi. Dopo qualche mese di “navigazione felice e feroce”, il finismo, come anche Futuro e Libertà, hanno cominciato a mostrare tutta la loro fragilità e lo smilzo progetto, oltre che la scarsa compattezza complessiva. Questo emerge già dai primi capitoli del libro, questa fragilità ch'è tutta nella scommessa sull'imminente fine di Berlusconi, senza che questa sia arrivata con la tempestività sulla quale ci si era tarati. “Eppure”, la Turco lo sottolinea con decisione, “anche immaginando il più inglorioso dei finali, non è con il suo esito che possono misurarsi le dimensioni di un'impresa tutta condotta, nel bene e nel male, sotto le insegne dell'eccezionalità”. “In questi anni ho capito una cosa: i delfini devono nuotare in mare. Se restano a terra finiscono spiaggiati”, afferma l'ex numero uno di A.N. (delfino di Almirante agli inizi, di Berlusconi infine), “Con la faccia sbirola da seminarista frustrato”, aggiungerebbe un suo detrattore…


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La questione del rapporto tra etica e politica riguarda tre problemi fondamentali Etica e politica

di Raffaella Rinaldis Definendo la politica come l'insieme dei comportamenti (di un individuo, di un gruppo, di una collettività) volti ad influenzare, conquistare, mantenere o esercitare il potere (a livello locale, statale, internazionale), i tre problemi possono essere posti brevemente nel modo seguente: 1) se l'agire politico possa plausibilmente essere fatto oggetto di giudizio morale, ossia se esso sia sussumibile sotto le categorie del moralmente giusto e ingiusto, doveroso e proibito, oppure esuli totalmente dalla sfera della moralità; 2) se, data una risposta affermativa alla precedente domanda, le esigenze morali cui soggiace l'agire politico siano fondamentalmente diverse da quelle cui soggiace l'agire privato; 3) se, o in che misura e a quali condizioni, la lotta politica possa essere efficacemente condotta con i mezzi propri della morale intesa in senso lato, ossia l'argomentazione, il dialogo, l'appello all'empatia, la pressione nonviolenta. I primi due problemi sono di natura prevalentemente teorico-filosofica, il terzo é invece di natura prevalentemente empirica. Nel plurimillenario dibattito sulla questione, questi problemi sono stati trattati in modo più o meno sistematico da pensatori, filosofi, sociologi, politologi, scrittori e politici di natura ed estrazione culturale più diversa. In questo dibattito, che va da Socrate a Gandhi, da Platone a Hegel e Croce, da Marx ed Engels a Lenin e Mao, da Aristotele a Tommaso d'Aquino a Maritain, da Machiavelli e Hobbes a Max Weber, Meinecke e Karl Schmidt, da Sofocle a Tolstoj e Sartre, sono individuabili relativamente a ciascuno dei tre problemi, tre tesi opposte: 1. La tesi dell'amoralità della politica verso la tesi della sua moralità; 2. la tesi dualistica verso la tesi monistica; 3. la tesi "realistica" verso la tesi "idealistica". 1. Secondo la tesi dell'amoralità, l'agire politico (individuale o collettivo che sia) non soggiace, già a livello teorico, ad alcuna esigenza o limite di natura morale; esso

esula dalla sfera della moralità tout court, é al di là del bene e del male, del giusto e dell'ingiusto. Ne segue che chi formula sinceramente giudizi morali sull'agire politico compie un errore analogo a quello che compirebbe chi, applicando categorie morali alla condotta degli animali o delle macchine, giudicasse tali comportamenti moralmente giusti o doverosi o sbagliati. E' però compatibile con questa tesi riconoscere che giudizi morali su questo o quell'agire o attore politico possono essere usati come strumenti di propaganda nella misura in cui si dimostrano mezzi efficaci nella lotta politica per i fini che si perseguono. Per esempio, visto che tanta gente crede - erroneamente, secondo i fautori della tesi in oggetto - che vi siano guerre moralmente giustificate e guerre moralmente ingiustificate, può essere assai efficace, al fine di ottenere l'appoggio ad una guerra, presentarla come moralmente giustificata. Un argomento talora addotto a sostegno della tesi dell'amoralità della politica é che l'agire politico, a differenza dell'agire privato, non é espressione di una volontà libera, ossia che gli attori politici, a differenza degli individui che agiscono nella sfera del privato, non sono forniti di libero arbitrio. Questo argomento si fonda sulla premessa che la morale presuppone una volontà libera, o, come si suole dire, che dovere implica potere. Ma perché mai gli individui che agiscono in ruoli politici dovrebbero perdere quella libertà del volere che presumibilmente hanno nella sfera privata? Altra cosa é che vi possono essere azioni le quali, in determinate situazioni, sono politicamente impossibili, nel senso che un attore politico non può scegliere di farle se vuole influenzare, mantenere o conquistare il potere. A volte l'argomento in questione é formulato soltanto relativamente a comportamenti politici collettivi in situazioni conflittuali acute: in tali situazioni i singoli individui membri di tali collettività perderebbero del tutto ogni 50


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potere di scelta e l'agire collettivo diventerebbe simile ad un fenomeno naturale. In base a questo argomento, la guerra, per esempio, é il risultato di forze impersonali sulle quali gli uomini non hanno alcun potere di influire: strettamente, non sono gli uomini a scegliere di fare la guerra, ma forze impersonali che, in determinate situazioni, fanno fare agli uomini la guerra. In questo senso, tutte le guerre che si sono verificate e quelle che si verificheranno sono "necessarie". La guerra, quindi, non é né morale né immorale - é amorale. La tesi dell'amoralità della politica non va confusa con quella della minore moralità secondo la quale vari fattori socialpsicologici e sociologici fanno sì che gli attori politici siano portati a trasgredire impunemente esigenze basilari di moralità in misura maggiore di quella in cui lo sono gli individui nei loro rapporti privati. Questa tesi presuppone che l'agire politico non esuli dalla moralità tout court. 2. Se la politica rientra nella sfera della morale, un problema che sorge é in base a quali criteri essa vi rientri. Secondo la tesi dualistica, l'agire politico é moralmente giusto o ingiusto in base a criteri diversi - fondamentalmente diversi - da quelli validi nella sfera del privato. Vi sono varie versioni di tale tesi, a seconda del contenuto che più precisamente si dà a tali criteri. La versione forse più diffusa, risalente in parte a Machiavelli, a Lutero, ai teorici della ragion di stato, é quella elaborata da Max Weber. Egli distingue tra etica della convinzione o dell'interiorità (Gesinnugsethik) da una parte, ed etica della respons a b i l i t à (Verantwortungsethik) dall'altra. Grosso modo, la prima, valida nella sfera dei rapporti privati, é una forma di cosiddetta etica deontologica in quanto si articola in una serie di obblighi (non uccidere, non mentire, mantenere le proprie promesse, soccorrere i bisognosi, ecc.) valevoli nei confronti di tutti e vincolanti indipendentemente dalle conseguenze cui l'agire conforme ad essi conduce. Per Max Weber, quest'etica s'identifica sostanzialmente con l'etica dell'amore e della non resistenza al male predicata da Cristo. La seconda invece, valida nella sfera dell'agire politico, é una forma di cosiddetta etica consequenzialistica in quanto consiste in un principio fondamentale che prescrive di agire in base al calcolo delle conseguenze che l'agire ha per il bene o gli interessi dello Stato (o, in altre versioni, del popolo, o della nazione o della classe) cui si appartiene. Se vi sono altri obblighi morali, essi sono secondari rispetto a quello di massimizzare il bene dello Stato. Per l'attore politico le ragioni morali più forti sono sempre le ragioni di Stato: "salus rei publicae suprema lex". In base a questo principio di etica politica possono essere moralmente giustificate azioni - come mentire, uccidere, non mantenere patti - che in base all'etica privata sono ingiustificabili. Una siffatta concezione dualistica é problema-

tica sotto vari aspetti. Qui se ne indicano brevemente due. Problematica, in primo luogo, é l'idea che vi sia una distinzione fondamentale e irriducibile tra esigenze etiche a livello privato e esigenze etiche a livello politico: é difficile vedere in base a quali argomenti una siffatta distinzione possa essere plausibilmente difesa. Altrettanto problematica, in secondo luogo, é l'idea di un obbligo irriducibile, ultimo e assoluto, o comunque dominante, di massimizzare il bene dello Stato cui si appartiene: perché mai le conseguenze dell'agire politico cesserebbero di essere moralmente rilevanti allorché investono, come spesso e in modo molto drammatico accade, il benessere di persone e gruppi che non appartengono allo Stato dell'attore politico agente? Perché mai le esigenze fondamentali della morale in politica si fermerebbero ai confini dello Stato, che é una costruzione storica che in futuro può anche non esistere? Tutti e due questi problemi sono evitati da una concezione etica che, riprendendo la dottrina dell'utilitarismo classico elaborata inizialmente da Jeremy Bentham e susseguentemente da Henry Sidgwick e altri, assume come unico e fondamentale principio etico quello che prescrive di massimizzare il benessere o la felicità generale a livello universale. L'utilitarismo é un esempio - forse il più convincente - di dottrina etica universalistica e monistica: ciò che rende un' azione (sia essa individuale o collettiva, privata o politica) moralmente giusta sono le conseguenze che essa ha sul benessere generale universale, incluso quello delle generazioni future. Va notato che in base a tale dottrina monistica si può sostenere una forma di dualismo derivato: siccome la previsione e il calcolo delle conseguenze delle nostre azioni sul benessere generale sono molto difficili e complessi, può essere preferibile - perché probabilmente massimizza il benessere generale - che nella vita quotidiana gli individui non deliberino applicando direttamente il principio utilitaristico bensì seguano delle norme generali di condotta. Queste norme possono benissimo identificarsi, almeno in parte, con quelle che nella tesi dualistica sopra accennata sono considerate proprie dell'etica individuale. A livello di grandi scelte collettive, sociali, economiche, politiche - che presumibilmente hanno conseguenze di ben più vasta portata sul benessere generale e dove presumibilmente si può contare sulla collaborazione di gruppi di esperti di vario tipo può invece essere preferibile che le decisioni su quale alternativa mandare ad effetto siano basate direttamente sul calcolo delle conseguenze. Un altro tipo di dottrina monistica é quella fondata sull'idea di diritti fondamentali dell'uomo universalmente validi e tali da porre precisi vincoli morali sia all'agire individuale sia a quello collettivo, tanto nella sfera privata quanto in quella politica. 51


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di Vincenzo Saccà*

Manovra economica: ancora sacrifici per i contribuenti!

L'ennesima manovra correttiva dei conti pubblici ha polarizzato - in queste ultime settimane - l'attenzione di tutti, tanto che il Dl n. 98/2011 è stato convertito con delle modifiche in legge dello Stato in tempi da “record”. E, come ogni manovra, vanno i scena i soliti sacrifici per gli italiani specie se contribuenti medio bassi. Vediamo, ma davvero in sintesi, alcuni provvedimenti contenuti nella Legge 111/2011: -Differimento dal 1° luglio al 1° ottobre 2011 della data di inizio dell'applicazione della disposizioni relative al cosiddetto "accertamento esecutivo". Si tratta degli avvisi di accertamento emessi dall'agenzia delle Entrate per il tramite di Equitalia contenenti l'intimazione al pagamento degli importi indicati. -Per accedere alla rateazione di debiti tributari superiori a 50mila euro conseguenti ad alcuni istituti deflativi del contenzioso, cioè all'accertamento con adesione e alla conciliazione giudiziale, viene eliminato l'obbligo di prestazione della garanzia al fine di poter accedere alla rateazione medesima. -Viene ridotta dal 10% al 4% la ritenuta operata da Banche e Poste sugli accrediti di bonifici disposti per beneficiare di alcune deduzioni e detrazioni legate in particolare a lavori di ristrutturazione e manutenzione degli edifici. -Partite Iva inattive: al fine di ricondurre il numero delle partite Iva a quelle effettivamente in attività, per meglio concentrare l'attività di prevenzione e repressione dei fenomeni di frode in materia di IVA nazionale e comunitaria, è prevista la cancellazione d'ufficio delle partite Iva inattive da tre anni. Prevista, anche una sanatoria per l'ipotesi di mancata dichiarazione di cessazione dell'attività. -A decorrere dal 1° gennaio 2012, il regime fiscale semplificato per i cosiddetti contribuenti minimi si applica, per il periodo d'imposta in cui l'attività è iniziata e per i quattro successivi, esclusivamente alle persone fisiche che intraprendono un'attività d'impresa, arte o profes-

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sione o che l'abbiano intrapresa dopo il 31 dicembre 2007. Tali soggetti pagheranno un'imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi e delle addizionali regionali e comunali pari al 5 per cento (in luogo del 20 per cento). La norma è stata emanata con l'obiettivo di favorire la costituzione di nuove imprese da parte di giovani o di coloro che perdono il posto di lavoro. -Nuove disposizioni in arrivo per ridurre e snellire il contenzioso in materia previdenziale e assistenziale. In particolare si prevede l'estinzione dei processi in materia previdenziale, nei quali sia parte l'Inps di valore non superiore a 500 euro, pendenti nel primo grado di giudizio alla data del 31 dicembre 2010, con riconoscimento della pretesa economica a favore del ricorrente. L'estinzione è dichiarata con decreto dal giudice, anche d'ufficio. Le spese del processo estinto sono a carico delle parti che le hanno anticipate. -Si riduce del 10% l'ammontare dei rimborsi delle spese elettorali sostenute dai partiti politici per le campagne per il rinnovo del Senato, della Camera dei deputati, del Parlamento europeo e dei consigli regionali. -A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge è stato introdotto un ticket da 10 euro quale quota di compartecipazione a carico degli assistiti non esenti, sulle ricette per l'assistenza specialistica ambulatoriale, ripresa dell'efficacia delle norme che stabiliscono la quota di. -Con decorrenza dall'anno in corso viene introdotta una addizionale erariale della tassa automobilistica per le autovetture e per gli autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose, pari a dieci euro per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a 225 Kw (la c.d. Tassa sui SUV). *Dottore Commercialista


La popolazione sotto l’ombrellone

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No, è passato il tempo della famigliola numerosa e caciarona che mangia le lasagne sotto l'ombrellone, che fa a gara a chi sputa il seme di cocomero più lontano, che si lava nelle docce della spiaggia con intere bottigliette di sapone, tanto per aiutare a “tenere pulito” il mare. La popolazione sotto l'ombrellone è cambiata, come sono cambiati i tempi. Innanzitutto si distingue in due generi, “quelli da spiaggia libera” e “quelli da lido”. I primi spiaggiati dove capita, con la positiva libertà di scegliere ogni giorno dove andare, ma il rischio è grande ogni volta, non sai cosa ti può aspettare, dalla signora “urlatrice”, che non sa nuotare e chiama forsennatamente i figli, piccoli nuotatori audaci che si avventurano ad un metro dalla riva! mentre lei, vinta dal caldo, armata di salvagente a ciambella, si infila in acqua, altezza ginocchia, e annaspa come un cagnolino gettato in acqua, allungando il collo per evitare l'acqua che continua a rimanere lì, alle sue ginocchia! C'è la persona che sfodera l'italiano maccheronico per far colpo sulla vicina di ombrellone, il palestrato abbronzatissimo che passeggia avanti e indietro, unto da capo a piedi, per dare giusta ricompensa agli sforzi invernali in palestra. E poi ci sono i tipi “da lido”, dal comodone che vuole sapere dove si trova ogni giorno ul suo posto, alla faiglia numerosissima accampata sotto il povero ombrellone, con


buona pace dei vicini stretti stretti nel caos familiare non cercato. Il tipo che arriva da lontano e non vede l'ora di raccontarti la sua vita di un anno intero, bloccandoti mentre tu, provato dal caldo vorresti uttarti in acqua e loro sono lì, un muro che vorresti volentieri abbattere per poter trovare refrigerio nell'acqua. Popolazione a parte è la mia preferita, quelli “del telefonino”, naturalmente con l'applicazione face book, taggano foto di qualsiasi cosa, dalle pietre della spiaggia, alla pelle prima e dopo l'abbronzatura, alla bibita, alla mise in costume, al primo tuffo in acqua, a bomba preferibilmente! Così nell'angoletto della foto di tua nipote, taggata religiosamente al momento, troverai, nel pomeriggio, tornando a casa, la povera zia che, china a prendere qualcosa nella borsa, sfoggia una pancia tutta grinze, con in faccia la smorfia dello sforzo di afferrare il

prodotto che sta lì, il terribile, proprio in fondo alla borsa. E vorresti uccidere tua nipote, ma non puoi, allora ti ricordi del metodo per non farsi taggare (ahimè nipotina mia, ma quella foto non dovrà MAI essere vista), che ho già spiegato tempo fa in questa rubrica. Si continua con la madre apprensiva -onnipresente- che urla da sotto l'ombrellone ai poveri figli che vivono con terrore la vacanza al mare - temendo squali, meduse, scottature di quarto grado e tutto quello che la madre ha letto terrorizzata nelle riviste acquistate per passare il tempo lì, sotto l'ombrellone, pronta con litri di protezione solare e igienizzante, che non si sa mai! il mare comunque è sempre bello e, nonostante tutto, torno sempre a casa contenta del mio bagno, dimenticando Zia Ausilia


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Insieme si può compie dieci anni Grande spettacolo con Claudio Batta, Max Laudario e Dario Ballantini

Grande successo di pubblico per l'attesissimo appuntamento di "Insieme si può", promosso ogni anno dall'omonima associazione no profit di Roccella Jonica, presieduta dal poliziotto e dirigente del Siulp, Francesco Minici. Un vero e proprio evento, che sa coniugare perfettamente spettacolo e solidarietà. Giovedì 14 luglio, a partire dalle ore 20,30, si sono riaccesi i riflettori sul palcoscenico del Teatro al Castello di Roccella Jonica, location ideale per ospitare i grandi nomi

che, soprattutto quest'anno, hanno accettato l'invito di "Insieme si può". Dall'inviato speciale di Striscia la notizia, Max Laudadio, al comico televisivo Claudio Batta, presentatori della serata. E poi, nella lunga notte al Teatro al Castello, i più bravi comici dell'Area Zelig e Colorado Cafè si sono alternati con le note musicali dei Koralira. All'interno dello spettacolo, due importanti premiazioni, una altamente istituzionale e l'altra per i servizi giornalistici. Ma la grande sorpresa di

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quest'anno è stata la partecipazione di Rai Radio 2, con la sua preziosissima fonte di comicità che è la trasmissione Ottovolante, condotta da Dario Ballantini. Insieme si può è un momento di aggregazione tra le Forze dell'Ordine ed i cittadini, uno spettacolo che vuole avvicinare la gente alle Istituzioni ma senza retorica, prediligendo lo sport e lo spettacolo al convegno. Un'idea che si è rivelata vincente: Insieme si può vanta ormai 10 anni di attività e quella appena trascorsa è stata la 10ma edizione dell'evento. Organizzare anno per anno questi spettacoli non è una passeggiata. “Sono stati dieci anni difficili, ma gratificanti sotto ogni punto di vista”, ha detto Francesco Minici, Assistente Capo della Polizia di Stato in servizio al Commissariato P.S. di Siderno, ideatore dell'iniziativa, resa possibile grazie anche al sostegno della segreteria provinciale del Siulp, il sindacato delle forze di polizia, di cui Minici stesso fa parte. “Il progetto si propone, ha aggiunto Minici, di promuovere anche un'immagine dei poliziotti e di conseguenza della Polizia di Stato, una forza che oltre a garantire la sicurezza pubblica, opera nel sociale. L'operatore della Polizia di Stato vuole instaurare un rapporto diretto con i giova-

ni, all'insegna della musica, del divertimento, della solidarietà. Tutti insieme per riflettere e per divertirsi, sempre e comunque con un sorriso e con l'incrollabile convinzione di dimostrare chi sono i veri calabresi”. Molti sono i personaggi dello spettacolo che hanno testimoniato e tutt'ora testimoniano la loro vicinanza alla solidarietà, grazie a momenti di spettacolo, come Max Laudadio e Claudio Batta, che sono stati i presentatori ufficiali della manifestazione. Ospite d'onore Dario Ballantini, noto imitatore di Striscia la Notizia, ma ad esibirsi anche comici di fama nazionale, conosciuti dal grande pubblico per aver preso parte a programmi quali Zelig e Colorado Cafè, come Baz, I Senso Doppio, Enzo e Sal, Giampiero Perone, il doppiatore reggino Gennaro Calabrese, Leonardo Manera e poi Gianni Cinelli, che è riuscito a liberarsi dai suoi impegni teatrali e che è ospite fisso di “Insieme si può”. La novità di quest'anno, come si è detto, è stata la presenza di Radio 2, con il programma radiofonico Otto Volante, condotto da Dario Ballantini, la cui emittente sarà rappresentata da Cristiana Mieli, curatrice del programma. LR

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Un esame innovativo per combattere il cancro di Afredo Antico*

Da circa un mese è possibile, anche in Italia, sottoporsi ad un esame innovativo per scoprire l'insorgere del cancro alla prostata ed iniziare cure efficaci già al primo insorgere della malattia. Il nuovo test rende ormai superato il Psa e, soprattutto, risparmia al paziente le sofferenze ed i fastidi di una biopsia. Il carcinoma prostatico può essere scoperto con un esame del sangue, misurando i marcatori 2-proPsa. L'analisi dei valori nel sangue rende possibile individuare il tumore già quando le sue dimensioni sono insignificanti. Il 2-proPsa è notevolmente più elevato nei pazienti affetti da forme aggressive, per questa ragione il nuovo test è utile soprattutto a scoprire le forme neoplastiche più pericolose o comunque tendenti a divenire clinicamente significative. La sfida del futuro potrebbe essere lo screening di massa: rendere obbligatorio, o quantomeno consigliabile, l'esame del marcatore 2-proPsa per tutta la popolazione maschie a rischio, ovvero al di sopra di una certa età. Il vecchio Psa non appariva adatto ad uno screening di massa. Ma affiancato dai nuovi test PCA3e -2proPSA che, affiancati al Psa, possono aiutare a prendere decisioni in situazioni dubbie. Il cancro alla prostata è la neoplasia maligna non cutanea più frequente nel sesso maschile:

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si stima che un soggetto su 11 nella fascia di età compresa fra i 40 e i 70 anni (circa 14 milioni di italiani) potrebbe esserne colpito. Nelle forme iniziali, quando la malattia è localizzata alla prostata, l'intervento di prostatectomia radicale, la radioterapia e la brachiterapia possono essere usate come alternative terapeutiche che, a parità di efficacia, presentano effetti collaterali differenti (diverse percentuali di incontinenza e impotenza). Ma se il carcinoma è piccolo e poco aggressivo ci si può affidare a programmi di sorveglianza attiva. L'introduzione di questi nuovi test clinici permetterà forse di ridurre le biopside del 10% se non addirittura del 30%. In molti casi, infatti, questo test invasivo restituisce esito negativo, con questi esami sarà possibile ridurre il numero delle biopsie negative, consentendo di escluderle per molti pazienti che non presentano rischi effettivi. In Italia è possibile effettuare il test 2-proPSA presso la Casa di Cura San Giovanni XXIII di Monastier (provincia di Treviso), al San Raffaele di Milano, al Centro Ricerca Candiolo di Torino, al Centro Ricerca di Erba (provincia di Milano), presso il laboratorio analisi Antico, a Siderno. * Specialista in analisi cliniche di laboratori


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Coming

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Questa storia qua

La vita e la musica di Vasco Rossi approdano al cinema. Attraverso il racconto e le canzoni di Vasco e un ricco materiale di repertorio, il film ci regala un intimo e inedito ritratto dell'unica vera rockstar italiana. "In anni in cui tutto stava andando verso la normalizzazione, il carrierismo, il perbenismo, Vasco, con la sua faccia da contadino, la sua andatura da montanaro, la sua voce sguaiata da fumatore, il suo sguardo sempre un po' perso, diventava l’idolo di una diversità, di un farsi i fatti propri, di un non volersi irreggimentare che trovarono pronta e osan-

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nante una moltitudine di ragazzini" (Pier Vittorio Tondelli) USCITA CINEMA: 05/09/2011 REGIA: Alessandro Paris, Sibylle Righetti ATTORI: Vasco Rossi

La pelle che abito

La pelle che abito, tratto dal romanzo Tarantula di Thierry Jonquet, è la storia del dottor Robert Ledgard (Antonio Banderas), ossessionato dall’idea di dover trovare una pelle quasi indistruttibile dopo che la moglie, rimasta gravemente ustionata in un incidente d’auto, si è suicidata in seguito alle ferite.


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Dopo 12 anni di studi e prove, il medico sembra aver raggiunto il suo obiettivo ma, per esserne certo, ha bisogno di un complice e di una cavia umana…USCITA CINEMA: 23/11/2011 REGIA: Pedro Almodovar SCENEGGIATURA: Pedro Almodovar ATTORI: Antonio Banderas, Elena Anaya, Marisa Paredes, Eduard Fernández, Fernando Cayo, Bárbara Lennie, Blanca Suárez

Come ammazzare il capo ...e vivere felici

Cosa fareste se il vostro capo fosse una ninfomane o uno psicopatico che vi costringe a fare le cose più assurde contro la vostra volontà? Le soluzioni sono quattro: licenziarsi, conviverci, affrontarlo o… ucciderlo. A scegliere l’ultima opzione sono i protagonisti di Come ammazzare il capo… e vivere felici, nuova commedia di Seth Gordon (Tutti insieme inevitabilmente). Nel cast di prim’ordine troviamo Jennifer Aniston, nei panni di una ninfomane, Colin Farrell (nella foto), calvo e quasi irriconoscibile, Kevin Spacey, Jason Bateman e Jamie Foxx. Il film segue le vicissitudini di tre dipendenti che decidono di uccidere i loro capi con l’aiuto di un (apparente) esperto in omicidi, interpretato da Jamie Foxx.USCITA CINEMA: 17/08/2011 REGIA: Seth Gordon

Conan il Barbaro

Conan, Il fiero guerriero cimmero, spinto da una vendetta personale, inizia una ricerca che in breve tempo si trasforma in un epica battaglia che lo porterà ad affrontare imponenti rivali, mostri orribili ed imprese impossibili. Conan capirà di rappresentare l’unica speranza di salvare le grandi nazioni di

Hyboria da un minaccioso regno malvagio e sovrannaturale. USCITA CINEMA: 18/08/2011 REGIA: Marcus Nispel

Le Amiche della Sposa

Annie (Kristen Wiig) è una semplice ragazza single del Midwest che, superati i trent'anni, ha ancora pochissime storie d'amore al suo attivo. La sua miglior amica, Lillian (Maya Rudolph), sta per sposarsi e le chiede di essere la sua prima damigella. Annie non l'ha mai fatto prima, ma sta per scoprire che seguire la sua ricca e snobbissima amica in tutti gli eventi pre-matrimoniali non sarà proprio una passeggiata, soprattutto perché una delle migliori amiche di Lillian sembra essere intenzionata a rubarle il posto con ogni mezzo. USCITA CINEMA: 19/08/2011 REGIA: Paul Feig

Kung Fu Panda 2

Il panda Po ha ormai realizzato il suo sogno di diventare un Guerriero Dragone e vive proteggendo la Valle della Pace con suoi amici e colleghi maestri di kung fu, The Furious Five - Tigre, Gru, Mantide, Vipera e Scimmia. Ma la tranquillità della Valle è di nuovo minacciata dalla comparsa di un terribile nemico che progetta di conquistare la Cina e distruggere il kung fu grazie a una temibile e inarrestabile arma segreta. Spetterà a Po e ai suoi compagni intraprendere un viaggio attraverso la Cina per affrontare e sconfiggere questa terribile minaccia. USCITA CINEMA: 24/08/2011 REGIA: Jennifer Yuh di Ambra Caserta 61


Calabria & Europa

L’UE e i diritti dei passeggeri

Viaggiare in Europa in Estate di Ambra Caserta Imbarco negato? Cancellazione? Lunghi ritardi? Bagaglio smarrito? Bisogno di assistenza? Negli ultimi trent’anni, la mobilità in Europa ha fatto passi da gigante. Per milioni di cittadini, viaggiare è diventato una realtà, o per meglio dire, un diritto. I passeggeri necessitano dunque di un insieme comune di principi, in modo tale da poter essere più facilmente informati dei propri diritti qualora si verifichino dei problemi durante un viaggio, indipendentemente dal mezzo di trasporto scelto o dal fatto che tale viaggio venga effettuato completamente all’interno di uno stesso Paese, in seno

all’Unione europea oppure oltrepassando i suoi confini. Per queste ragioni, l’UE si è impegnata a mettere i passeggeri al centro della sua politica dei trasporti. Persone con disabilità e a mobilità ridotta La legislazione comunitaria tutela le persone con disabilità e/o a mobilità ridotta dalla discriminazione durante la prenotazione e l’imbarco. Tali passeggeri hanno anche il diritto di ricevere assistenza negli aeroporti (al momento della partenza, dell’arrivo e in transito) e a bordo degli aerei. Per agevolare l’assistenza, si consiglia di comunicare in anticipo le proprie esigenze. I vostri diritti in qualità di passeggeri delle ferrovie Ogni giorno, in tutta Europa, milioni di persone viaggiano in treno. Per l’Unione europea è fondamentale garantire ai propri cittadini spostamenti comodi e sicuri. La normativa europea entrata in vigore nel dicembre 2009 mira ad offrire una migliore protezione ai passeggeri nel trasporto ferroviario e a garantire servizi ferroviari più affidabili e di qualità. I diritti dei passeggeri delle ferrovie si applicano a tutti i servizi internazionali di trasporto ferroviario di passeggeri attivi nell’UE.Tra questi diritti:? Sei diritti fondamentali si applicano a tutti i servizi di trasporto ferroviario all’interno dell’Unione europea,? Ulteriori diritti si applicano a tutti i servizi 62


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internazionali di trasporto ferroviario. Per ulteriori informazioni sui diritti dei passeggeri relativi ai servizi urbani, extraurbani, regionali o a lunga distanza, contattare l’impresa ferroviaria o il venditore di biglietti di fiducia oppure rivolgersi all’Autorità nazionale competente per l’applicazione della legislazione (NEB) del proprio Paese. I vostri diritti di passeggeri nelle altre forme di trasporto Nel dicembre 2008, la Commissione ha adottato due proposte di regolamento relative ai diritti dei passeggeri nel trasporto per mare e per vie navigabili interne e nel trasporto su autobus e pullman. In funzione delle decisioni adottate dal Parlamento europeo e dal Consiglio, i diritti dei passeggeri per queste forme di trasporto potrebbero entrare in vigore nei prossimi mesi. Una migliore protezione dei passeggeri contribuirà a migliorare l’immagine del trasporto pubblico e stimolerà l’instaurarsi di una sana concorrenza tra gli operatori al fine di sviluppare servizi di trasporto europei attraenti e competitivi. Bagaglio smarrito, in ritardo o danneggiato? Bagaglio smarrito, in ritardo o danneggiato. Se il bagaglio viene smarrito, danneggiato o subisce ritardi, il passeggero può avere diritto a un risarcimento massimo di circa 1 220 euro. Tuttavia, le compagnie aeree non sono responsabili se hanno adottato tutte le misure possibili per evitare il danno o se non era possibile adottare tali misure. Per i bagagli danneggiati, è necessario presentare reclamo alla compagnia aerea entro sette giorni dalla ricezione del bagaglio. Per i bagagli ricevuti con ritaro il reclamo va presentato entro 21 giorni al massimo.

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Il tradimento

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Tra i tanti, troppi, casi di cronaca nera uno che sembra avviarsi alla conclusione è quello dell'assassinio di Melania Rea, con il forte coinvolgimento del marito Parolisi. di Mario Gulli* Tra i tanti, troppi, casi di cronaca nera uno che sembra avviarsi alla conclusione è quello dell'assassinio di Melania Rea, con il forte coinvolgimento del marito Parolisi.In questo caso l'attenzione dei mass-media si è concentrata anche, soprattutto, sui tradimenti del militare; il tradimento è infatti un argomento che solletica l'opinione pubblica, anche se poi di quelli consumati all'interno di anonime famiglie non si parla, o lo si legge diversamente da quando sono coinvolti gli altri, nessuno, a parole, accetterebbe un tradimento, o lo compirebbe, nei fatti molte coppie hanno superato (sempre a parole) uno o più tradimenti. La lettura del tradimento risente, quasi sempre, da chi è la “vittima” e chi il “carnefice”, ovvero se a tradire è l'uomo o la donna, o avuto modo di ascoltare un detto popolare che all'inizio non ho capito, ovvero “la donna non porta corna”, il cui senso, ho scoperto essere, che i tradimenti dell'uomo non vanno nemmeno presi in considerazione! “L'uomo è cacciatore quindi non è monogamo”, sono stati fatti anche studi per individuare un gene che regola la propensione al tradimento; ovviamente io considero questi studi molto riduttivi e fuorvianti. Altra lettura e che la donna tradisce per amore, l'uomo anche solo per sesso o una avventura, legato a questo ragionamenti e che la donna che tradisce è una poco di buono, l'uomo un “masculuni” uno da invidiare. Il risultato e che spesso in analisi le ragazze o donne che provano attrazione per altri uomini, in se normale, mettono in

discussione il proprio rapporto di coppia in quanto “se mi piace un altro non amo il mio ragazzo”, o si sentono delle prostitute, in un'altra fase dell'analisi quando si iniziano ad accettare questi sentimenti nei confronti di altri uomini si rischia di “passare all'atto” ovvero tradire nella realtà il compagno. Riflettendo su quanto detto interroghiamoci su un altro modo di dire legato ad Eva la più famosa “P*****A” in realtà l'unica cosa che ha fatto è stato tradire la fiducia del Creatore. Quindi la nostra Genesi è legata ad un tradimento, a più tradimenti, Caino e Abele, Giacobbe ed Esau, Giuseppe venduto dai fratelli, fino ad arrivare al Tradimento, Giuda e Gesù. Una delle eresie, nate da questo avvenimento, è legata ad una riflessione che nasce quasi spontanea, ovvero senza il tradimento di Giuda, Gesù non ci avrebbe salvato, quindi Giuda secondo questa eresia andrebbe santificato. Il tradimento, come qualcosa di fondamentale, ineliminabile; esiste una storiella chassidica illuminante che riassumo, “un padre insegnava al figlio ad essere coraggioso facendolo saltare da una scala, “salta che ti prendo” e man mano che il bimbo saliva si ripeteva la stessa scena finché il padre si spostò, al figlio sanguinante e piangente disse “non fidarti di nessuno nemmeno di tuo padre” Non fidarsi di nessuno. Rovesciando il discorso, a tradirci sono le persone di cui ci fidiamo, lo sconosciuto ci frega, l'amico, la moglie, il familiare ci tradisce. La fiducia ha in sè il germe del tradimento, come il dubbio è parte della fede. Interessante che il tradimento di Giuda avvenga con 64


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un bacio, un gesto d'amore per tradire, anche il discepolo per antonomasia Pietro, tradisce Gesù rinnegandolo; la fine della vicenda rappresenta, in parte, una fine moralmente accettata, Giuda divorato dai sensi di colpa si suicida, tutti ci auguriamo che chi tradisce, ci tradisce, abbia poi dei sensi di colpa. Il tradimento è inaccettabile, ci mette davanti al nostro essere stati abbandonati, essere soli, come Gesù nel Getsemani con i discepoli che si addormentano. Una delle conseguenze più frequenti del tradimento è la disillusione, il non credere più negli altri, il considerare il traditore una persona inutile e cattiva che non merita nulla “se ha tradito una persona bella e speciale come me non merita nulla!!” o al contrario insorge un senso di svalutazione ed autocommiserazione, “me lo sono meritato, non valgo niente, non posso competere con l'Altro-a, etc…” Poniamoci ora la domanda fatidica: “Perché si tradisce?” Sgombriamo il campo dai casi particolari; ad esempio la cosiddetta sindrome di Don Giovanni ovvero il dovere accumulare tante conquiste tante donne non potendo avere la Donna per antonomasia, ovvero la Madre ( ovviamente semplifico sperando di non essere frainteso); un'altra categoria sono i sex addicted, i dipendenti dal sesso, o più in generale persone che possono essere classi-

ficati come sensation seekers (ne abbiamo parlato l'estate scorsa nell'articolo sul rischio) ovvero persone che hanno bisogno di emozioni forti per stare bene e il tradimento assolve a questo compito. La risposta più banale, pur se frequente, è che “ogni lasciata è persa”, senza entrare nello specifico dell'immaginario collettivo del vero uomo che non può tirarsi indietro, siamo comunque un passo avanti, il problema del tirarsi indietro si pone quando si è già creato un rapporto di intimità, ed è questo il punto, un rapporto di intimità rischia di essere frainteso, o comunque di metterti in situazioni ambigue, lo stare bene con qualcuno fa spesso balenare in mente l'idea del tradimento, anche perché una persona con cui condividi alcune ore e senza dovere affrontare problemi, a differenza di un rapporto stabile, appare spesso migliore di quello che è. Tornando brevemente a Parolisi è abbastanza chiaro che il suo lavoro di addestratore creava dei rapporti di intimità con le reclute, e che, in situazioni di gruppo e stressanti, è più facile instaurare rapporti affettivi, come è frequente idealizzare le persone che ci fanno crescere o ci insegnano qualche cosa, il rischio è che si perde il controllo e non si è disposti ad accettare di condividere la persona amata, come sembra essere accaduto con Melania Rea. Psicologo 65


Dieta per l’abbronzatura

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Avete trascorso l'estate a rosolare al sole per dare colore alla pelle? Dopo un simile sforzo sarebbe un peccato perdere la tintarella dopo poche settimane! Cosa fare quindi per mantenere l’abbronzatura il più a lungo possibile? Innanzitutto è necessario seguire la dieta giusta! Non sapete da dove iniziare? Nessun problema: basta leggere qui, un menù da seguire per 3-4 settimane, che vi consentirà di mantenere quel colorito che vi siete letteralmente “sudate” nel corso di tutta la stagione estiva. Bere tanta acqua (almeno un litro e mezzo al giorno), tenere la pelle idratata e utilizzare un bagno schiuma delicato che non lavi via l’abbronzatura. Ecco a voi la dieta:

Spuntino: un vasetto di yogurt magro all’albicocca Pranzo: caprese di mozzarella e pomodoro, 2 palline di gelato melone e fragola Merenda: un bicchiere di latte scremato Cena: insalatona con verdure, tonno, mais, fagioli carote a julienne e melone, 30 g di pane integrale Sabato: Colazione: una spremuta d’arancia e una fetta di cocomero, 2 fette biscottate integrali Spuntino: un vasetto di yogurt magro alla frutta Pranzo: spaghetti integrali al sugo di pomodoro e tonno al naturale, una fetta di melone Merenda: un bicchiere di latte scremato Cena: 80 g di arrosto di tacchino, insalatona mista

Lunedì: Colazione: una fetta di melone estivo, una fetta di cocomero, 2 fette biscottate integrali Spuntino: un vasetto di yogurt magro Pranzo: petto di pollo alla piastra, insalata mista con carote a julienne, un bicchiere di sorbetto al limone Merenda: un bicchiere di latte scremato Cena: 60 g di riso integrale, 70 g di prosciutto crudo con tre fette di melone

Domenica: Colazione: frullato di melone e cocomero, 2 fette biscottate integrali Spuntino: un vasetto di yogurt magro all’albicocca Pranzo: 80 g di insalata di riso, un’arancia Merenda: un bicchiere di latte scremato Cena: 100 g di formaggio fresco primo sale, 60 g di pane integrale, insalata mista, due fette di melone

Martedì Colazione: due fette di anguria, 2 fette biscottate integrali Spuntino: un vasetto di yogurt magro all’albicocca Pranzo: tagliata di manzo e verdure alla griglia, 2 palline di gelato al melone Merenda: un bicchiere di latte scremato Cena: 100 g di formaggio caprino fresco, una fetta di pane integrale, insalata mista, macedonia di fragole e albicocche Mercoledì Colazione: un frullato con una fetta di melone e una fetta anguria, 2 fette biscottate integrali Spuntino: un vasetto di yogurt magro Pranzo: pesce spada ai ferri con verdure, un’arancia Merenda: un bicchiere di latte scremato Cena: 60 g di spaghetti integrali al pomodoro e basilico, macedonia di melone e albicocca Giovedì Colazione: frullato di melone e anguria, 2 fette biscottate integrali Spuntino: un vasetto di yogurt magro alla frutta Pranzo: una pizza alle verdure, un’albicocca Merenda: un bicchiere di latte scremato Cena: carpaccio di bresaola con rucola e limone, macedonia di anguria e melone Venerdì Colazione: due fette di cocomero, 2 fette biscottate integrali

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Zaleuco

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Il rispetto delle

A

leggi

di Tiziana Romeo

nalizzando il panorama politico-sociale odierno, è difficile non soffermarsi a pensare anche solo per un momento, quanto determinati concetti abbiano cambiato volto nei secoli, parimenti alla trasformazione della società e delle istituzioni. La corruzione dilagante( in ogni ambito) ai nostri giorni, la decadenza dei costumi e dei valori culturali propri della nostra civiltà, sono segni ineluttabili della mancanza di conoscenza del nostro passato e della grandezza che ci ha preceduto. Volgendo lo sguardo verso un trascorso che ci riguarda più da vicino, quello di Locri Epizefiri appunto, vien facile notare come nell’antichità certi valori,come quelli inerenti la giustizia ed il rispetto delle leggi, fossero non solo rispettati da tutta la popolazione- oserei dire quasi con devozione divinama innati nel modus pensandi dei nostri antenati. La stessa figura di Zaleuco che ha dato tanto alla splendida città di Locri, mutandone l’aspetto istituzionale, politico e legislativo, appare ancora oggi emblematica ed avvolta in un alone di mistero. Nonostante la straordinaria importanza di questo personaggio, di Zaleuco sappiamo veramente molto poco; egli, nativo della colonia di Locri Epizefiri, fu senza dubbio il primo legislatore del mondo occidentale, ed Eusebio lo colloca cronologicamente tra il 663 ed il 662 a.C. La sua vita è avvolta nel mito (si tramanda che fosse stato istruito da Atena stessa) e la sua storia spesso si tramuta in leggenda, tanto che nel corso dei secoli si è giunti anche ad affermare (ed in particolare Timeo fu il più accesso sostenitore di questa tesi) che, nonostante la

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ai tempi

certezza dell'origine locrese del primo codice di leggi scritte occidentali, egli non sia mai realmente esistito. In particolare alcuni storici e critici moderni, come il Bentley, o il Beloch, partendo da un'analisi etimologica abbastanza discutibile del suo nome che dovrebbe significare più o meno "il luminoso" o "tutto ciò che riluce", hanno ipotizzato che col termine Zaleuco la gente si rifacesse (come si è ipotizzato sia accaduto anche ad altri legislatori come Licurgo "il facitore di luce") ad una divinità solare che diede loro le leggi, e che solo in un'epoca più tarda sarebbe stato identificato con un essere umano. Forse mise fine a tale diatriba proprio lo stesso Cicerone, il quale nel suo “De Legibus” afferma: “Che importanza può avere che Timeo abbia negato l'esistenza di Zaleuco? Che Zaleuco sia esistito o meno, non riguarda l'argomento; riferiamo ciò che è stato tramandato". Quindi, Cicerone, non attribuisce alcuna importanza alla diatriba, ed invita, perciò, a concentrarsi sui fatti che sono stati tramandati: la legislazione di Zaleuco, ed il fatto che molte fonti riferiscano il nome del legislatore come quello di una persona realmente esistita. L'importanza del suo codice di leggi (che, come la tradizione ci tramanda, era ammirato da tutto il mondo greco) è notevole in quanto, per la prima volta, le leggi venivano scritte e quindi sottratte all'arbitrario uso che ne facevano i giudici nei tempi antichi; e questa novità viene sottolineata da Strabone il quale affermava che "mentre prima si affidava ai giudici il compito di determinare la pena per ciascun delitto, Zaleuco la determinò nelle Leggi stesse”. La pena quindi doveva essere uguale per tutti ed a


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tutti nota. Purtroppo il Corpus delle leggi non si è conservato sino ai nostri giorni, ed oggi conosciamo solo alcune di tali leggi grazie al fatto che ci sono state tramandate, attraverso la loro citazione, in opere di autori antichi quali Cicerone, Polibio, Stobeo etc. Non dovrebbe stupire la loro durezza: sono pur sempre leggi di più di 25 secoli fa e per l'epoca nella quale vennero emanate erano leggi "moderne" e che, in alcuni casi (come il divieto di possedere schiavi), precorrevano i tempi di molti secoli; il fatto, poi, che fossero scritte era una garanzia in più per il popolo, in un periodo nel quale la legge era più uno strumento a favore delle classi benestanti piuttosto che una delle basi fondamentali ed indispensabili di una società che oggi definiremmo civile. La natura fortemente conservatrice di tali leggi permise alla città di Locri Epizefiri di prosperare a lungo ed esse vennero rispettate anche nei secoli successivi alla morte del loro ideatore: Zaleuco, il primo legislatore occidentale. Il cosidetto proemio di tali leggi, fu particolarmente ammirato anche da Voltaire. Fin da subito ci accorgiamo del particolare rilievo ìnsito in alcune norme, quali quelle riguardanti le controversie civili o quelle intese a combattere ogni forma di lusso al fine di moralizzare la vita pubblica. L’intero codice sanciva in realtà il concetto che le norme fossero immutabili per evitare che il tutto fosse lasciato all’arbitrio ed alla sopraffazione. Chiunque ne avesse proposto la modifica o l’abrogazione si sarebbe dovuto sottoporre al giudizio dell’assemblea, rischiando anche la propria vita. Come si vede la legislazione zaleuchiana poggiava le sue basi sul rispetto indiscusso delle leggi che dovevano essere uguali tanto per chi le proponeva quanto per chi ne era tenuto al rispetto. Fu proprio quì su questa terra, che i Romani trovarono le prime condizioni di libertà : ma per essi fu solo luogo di saccheggio,estorsione e schiavismo. Tuttavia, senza addentrarci profonda-

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mente nel carattere oracolare e ieratico della legislazione di Zaleuco, si possono trarre delle attualissime conclusioni per gli uomini e la società di oggi. Rileggendo Zaleuco, non possiamo fare a meno di pensare a quanto sia attuale il suo pensiero; il sentimento che un uomo come lui ebbe della vita è apparso così forte da potersi definire quasi religioso. La sua creazione legislativa fu una rivoluzione delle coscienze, anticipatrice di un vero umanesimo in un paese, in una regione, questa, la nostra, che al giorno d’oggi si ritrova purtroppo ad essere com’è … in una situazione di stasi e degrado culturale! E che qualcuno provi a chiedersi infine perchè, dopo aver assistito al “paradosso” di un’idea di progresso, siamo ridotti così! Probabilmente si fossero meglio interpretati i principi di Zaleuco, avremmo capito da subito che non tutto andava consumato così velocemente e che, tra i tanti princìpi, i più importanti forse erano la moderazione nel giudizio ed il senso di identità culturale, quest’ultima confusa oggi più che mai con concetti spropositati di un’etnicità che solo alla lontana ci appartiene. Chi avrebbe potuto immaginare, in tempi in cui la sottomissione dei popoli era una prassi consolidata, che Zaleuco avesse realizzato e anticipato ciò che Lincoln tentò di fare dopo venticinque secoli? - Ai Locresi non sarà dato possedere né schiavi né schiave. Se riuscissimo per un solo istante a riflettere ed a tornare indietro nella storia, allora comprenderemmo il significato altamente rivoluzionario di questo principio di libertà sancito per tutti. A tal proposito mi piace annoverare le parole significative dello stesso legislatore , le cui idee in un certo tempo furono antesignane di tante sommosse e lotte di pensiero, che nei secoli si perpetrarono in nome dell’ inviolabilità di tale principio: “ E la lotta per la libertà è tutt’altro che chiusa. Si è conclusa, di volta in volta, una fase, la più appariscente; ma se ne apre un’altra di esito più dubbio, perchè il nemico da combattere è dentro di noi”…


L’OROSCOPO

di Stella Divinatoria

Ariete In generale, questo mese di agosto si preannuncia favorevole soprattutto per le questioni della vita intima, ma anche sotto il profilo economico potrebbero presentarsi ottime occasioni per concludere un buon affare o comunque per migliorare le proprie entrate.L'estate e l'amore si trovano di solito strettamente associati, ed è proprio quello che accade al vostro segno in questo turbolento agosto. Toro

I nati in Toro viaggeranno con il vento in poppa per tutto questo mese di Agosto 2011, grazie all'ottima posizione di Giove nel vostro segno, l'astro di maggior fortuna e successo tra tutte le stelle dello zodiaco. Il destino vi mostrerà quindi il suo lato più dolce e sorridente, anche perchè potrete contare sull'appoggio e l'influenza positiva di altri pianeti, in particolar modo Marte. Gemelli In questo mese di agosto tumultuoso e turbolento sarete molto fortunati ad avere un significativo numero di pianeti in buon aspetto. Questo insieme di energie astrali armoniose e costruttive vi aprirà nuove strade e, soprattutto, vi proteggerà di fronte alle avversità che potrebbe portare questo periodo estivo in cui i pianeti presentano tensioni notevoli. Non sorprende che questa fase sarà segnata dalla buona sorte per molti di voi Cancro

Innanzi tutto va detto che Agosto 2011 sarà un mese molto importante per voi del segno del Cancro. In alcuni casi, potrete vivere un evento fondamentale nella sfera personale, mentre per altri saranno la posizione sociale, la condizione materiale o la vita professionale ad essere attraversate da eventi di grande significato.Inoltre, Con il rientro di Nettuno in Acquario saranno possibili molti cambiamenti e sorprese. Leone

Questo mese di agosto 2011 potrà essere per voi il momento più brillante di un anno stellare. Il Sole transita nel vostro segno per la maggior parte di questo mese, la prima metà del mese sarà più favorevole ai grandi traguardi sociali e la seconda più concentrata sulla sfera personale ed emotiva. Vergine

rato.

Il favore di Giove, in transito nel segno amico del Toro, indica che questo mese sarà centrato molto sui temi economici e materiali in generale, per ragione o per un'altra. Potrebbe sembrare un periodo troppo bello, a cui forse non siete abituati, dato che ultimamente le cose non sono andate nel modo deside-


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Bilancia Il severo e austero Saturno prosegue la sua lenta marcia nel vostro segno, per molti di voi questo comporta qualche difficoltà in più nella vita sociale o forse anche in campo sentimentale, ma in certi casi può anche significare una maggiore maturità, una tendenza a prendere le cose più seriamente e ad essere più prudenti, ragionevole o realistici. In questo mese di Agosto potrebbe favorire l'emergere di timori.

Scorpione Agosto 2011 sarà un mese importante per i nati in Scorpione, dato che il Sole transita in casa X, dove si trova in posizione di esaltazione. Un aspetto che da un lato vi porterà fortuna e vi aiuterà a brillare nel sociale, nell'ambiente lavorativo o semplicemente nelle questioni mondane, mentre d'altro canto potrebbe favorire la possibilità di ottenere un certo successo, in termini di riconoscimento professionale ed economico.

Sagittario Questo sarà uno dei segni più favoriti dalle stelle in un mese astrologicamente abbastanza turbolento, e per questo sarà doppiamente fortunato.La fortuna è una cosa che di solito accompagna questo segno, governato dal gigante Giove, ma in questo caso i nati in Sagittario usciranno indenni da un cielo astrologico così agitato.

Capricorno Nel mese di agosto 2011 la realtà si dovrà imporre sui sogni e sulle fantasie, che passeranno necessariamente in secondo piano. Naturalmente tutto questo non significa che vi dovrete attendere un ciclo terribile ma sarà conveniente tenere presente i vantaggi di agire con prudenza, saggezza e realismo negli affari mondani, del lavoro, e nelle questioni economiche e sociali.

Acquario In questo mese potreste perdere in parte il vostro tocco magico nelle relazioni interpersonali e non riuscire ad ottenere dal prossimo ciò che desiderate, come in altre occasioni. Non è il momento migliore per fondare associazioni o per stabilire nuovi rapporti professionali con persone che conoscete da poco: se possibile, rinviate almeno al mese prossimo qualsiasi decisione che possa avere conseguenze durature.

Pesci Nel corso del mese alcune questioni economiche diventeranno salienti e la vostra condizione generale sotto questo profilo potrebbe registrare un miglioramento significativo, in certi casi grazie a un'entrata improvvisa, in arrivo da dove non ve la sareste mai aspettata, in altri casi per il ridimensionamento di una grossa spesa che temevate di dover sostenere.


Risorgimento Le donne messinesinel

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di Marco Carroccio*

“Avrebbe voluto avere una

coscienza fresca, […], fresca, e che gli chiedesse di compiere

altri doveri, non i soliti, altri,

dei nuovi doveri, e più alti,

verso gli uomini, perché a

compiere i soliti non c’era soddisfazione e si restava come se non si fosse fatto nulla, scon-

tenti di sé, delusi.[…]

È questo che si sente, io

credo, la mancanza di altri

doveri, altre cose, da compie-

re... Cose da fare per la nostra

coscienza in un senso nuovo.”

Da “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini (1908-1966) 72

L’ultimo 8 marzo le donne riunite in corteo lungo le strade di Roma facevano un unico appello: «Rimettiamo al mondo l’Italia», rimarcando la continuità del ruolo della donna come genitrice della propria nazione. Del resto si dice “madrepatria”, “nazione” si declina al femminile, “Italia” è un nome di donna. Eppure, proprio la parola “madrepatria”, etimologicamente “madre del padre”, rischia d’inchiodare “il gentil sesso” alla tradizionale funzione (“essere”, dunque, in quanto “funzione, servizio, servire, utilità”) di “garante dell’ordine patriarcale”, portando all’estremistico “padri della patria”, dicitura corrente per indicare le personalità che “hanno fatto” il Risorgimento; e pensare che i primi decenni dell’Ottocento, fino all’Unità, avevano visto emergere numerosissime donne, che, nonostante la differente estrazione, seppero sperare nei profondi mutamenti sociali, ottenuti, in effetti, non troppo lontano nel tempo… ma proprio allora, al vespro di tali eventi, gli toccherà in sorte l’oblio della memoria. Ritenendo il tema assai articolato e denso di protagoniste che meriterebbero derequisito il loro ricordo, cercherò, con la collaborazione e il benestare della redazione, di tracciare una sorta di percorso a puntate, che, prendendo il via da Messina (per combinazione di affetto e “dovere” campanilistico), potrebbe toccare tutta la Sicilia, Palermo in particolar modo, risalendo poi lo stivale dal napoletano fino a Roma Capitale. La memoria di una città, Messina, con le sue donne, in un viaggio che ha avuto inizio nel 1848, si snoda negli anni e si dirama in ogni angolo del tessuto urbano e delle campagne, in avvenimenti epocali ed eventi minori, tra strade e piazze affollate dai protagonisti quanto dalla gente comune, per viali e passeggiate, in


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un continuo intrecciarsi di temi e occasioni, seguendo il filo della Storia e il progressivo formarsi dell’identità nazionale. Non so se riuscirò a ricordare tutti gli eventi, frugando tra vecchie carte, documenti, ritagli, sul fondo di certe pile di idee accumulatesi per molti mesi o qualche anno, tra i fascicoli di fogli impolverati. Ci saranno forse lacune, evidentemente avrò segnato solo dettagli che ritenevo salienti, o che volevo apparissero salienti, l’uno per il tutto, in un certo senso.

4 messinesi al servizio del Risorgimento Italiano

Antonina Cascio (1797 - 1905), fu la protagonista dei moti antiborbonici scoppiati a Messina nell’estate 1820 e, ancora, nel 1847, poi, quando nel 1859 Francesco Crispi giunse clandestinamente in Sicilia per preparare la spedizione garibaldina, fu proprio lei ad avvertirlo dell’agguato, a ben guardare mal parato, che la gendarmeria borbonica avrebbe voluto tendergli, sventando così le trame assassine. L’anno successivo, quando l’Eroe dei Due Mondi passò dalla città dello Stretto, Antonina credette di poter incontrare il Generale, immaginando di potergli parlare, con gli occhi in quegli occhi che le avrebbero fatto brillare il viso d’ammirazione in una folta piazza: aspettò quell’incontro come una sorta di ricompensa, e nulla ci sarebbe stato da eccepire circa tali aspettative, ma le vicende politiche del nuovo Stato italiano, non la vedevano già più tra le protagoniste… Rosa Donato Rosso (1808 - 1867), nacque a Messina da famiglia povera, rimasta vedova di uno stalliere, si guadagnava da vivere tosando i cani. Mossa da ideali patriottici, che facevano sperare in reali mutamenti

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sociali, auspicò una Federazione italiana di cui la Sicilia potesse essere parte integrante. Vestita di stracci, era pronta ad affrontare i pericoli, trasportando armi e capeggiando manipoli di uomini. La causa rivoluzionaria le costò due arresti, torture e perfino l’emarginazione sociale. Giuseppa Bolognani (1841 - 1900), giovane stalliera, messinese di nascita ma catanese d’adozione, appena diciottenne assunse il compito di portare messaggi nelle sedi dei comitati segreti rivoluzionari. Partecipò attivamente ai combattimenti per la liberazione di Catania, occasione in cui si guadagnò il soprannome di Peppa la Cannoniera, per avere trascinato un piccolo cannone per le strade della città e aver dato fuoco alla miccia in momenti cruciali, nel cuor delle deprecabili violenze proprie della battaglia; grazie a queste gesta entrò di diritto a far parte della Guardia Nazionale con il titolo di caporale d’artiglieria. Sciolta la Guardia, s’abbandonò all’alcoolismo e al fumo, smodatamente. Le due sorelle, Giuseppina e Paolina Vadalà, durante la sera del 5 settembre 1848, mentre i soldati del generale Filangeri avanzavano per le vie di Messina, combatterono al fianco degli uomini cercando di avere la meglio sulle truppe borboniche. La città stava ormai capitolando, quando, queste, con il moschetto in mano, presero a correre per le strade incitando con le parole e non meno con l’azione alla strenua difesa. Il loro eroismo contribuì a ritardare la caduta della città anche se per un solo giorno. I loro nomi rientrano tra quelli che soltanto oggi, e a fatica, tentano di emergere dall’oblio della memoria; è quasi impossibile tracciare le loro biografie, spesso lacunose o, addirittura, inesistenti. *Consulenza storica della Dott.ssa Donatella Battaglia


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La novella

Fotogrammi di Rossella Scherl

È sera, Ilir, dopo aver giocato per un po' con un randagio che bazzicava nei campi dietro casa sua, pensa all'indomani, a quella ultima A che avrebbe messo il punto finale sulla sua dignità ferita. E sorride.

FUORI ONDA 1 Uno stupido scherzo, studiato ad arte con crudeltà da provetti torturatori, va avanti da giorni al secondo piano dell'istituto d'istruzione superiore intitolato a Madre Teresa di Calcutta, con la regolarità dell'intervallo delle 10 e _. Nei bagni, a turno, sotto gli occhi del capo, i membri del branco punteggiano, con una sigaretta accesa, una lettera al giorno, sul culo glabro di Ilir: 'ALBANESE DI MERDA'. La A aveva preso il ragazzo all'improvviso, alle spalle, mentre qualcuno gli chiudeva la bocca. Nove bruciature senza diritto al dolore urlato. “Ascolta bene, se dici qualcosa, ti faremo di peggio. E non provare a saltare la scuola, a evitare l'intervallo. Sappiamo dove abiti. Pezzo di merda, finiamo sempre quello che cominciamo”. È in Italia da tre anni Ilir, silenzioso biondino dai tratti spigolosi. Non avrebbe parlato, anche senza minacce. Ha un fratello più piccolo, un padre che torna solo la domenica e una madre che lavora di notte. Quelle rare volte che genitori e figli si ritrovano insieme, nessuno bada a nessuno. I loro sguardi non si cercano. Ognuno è perso dietro i propri pensieri. Ognuno tiene per sé i propri guai.

FUORI ONDA 2 Esce di casa dopo un'animata discussione con la moglie. Marcello ha avvertito strani malesseri durante tutta la notte. Un fortissimo bruciore alla bocca dello stomaco, una sudorazione fredda, il respiro corto. “Non dovevo mangiare la trippa ieri sera��� ripete alla moglie preoccupata che insiste per chiamare il medico, mentre lo guarda toccarsi il petto. “Non vorrai mica andare a lavorare in queste condizioni? Telefoniamo in azienda…”. “Ma che cazzo dici, Franca. È il mio primo giorno di lavoro dopo mesi a spasso e non mi presento per un'indigestione. A costo di arrivarci strisciando, alle otto timbrerò il cartellino”. Saluta la moglie sulla porta d'ingresso e la tranquillizza con una carezza. “Sto bene, sto bene. Ti chiamo durante la pausa pranzo”. Prenderebbe volentieri l'ascensore, siccome non lo fa mai e Franca è ancora lì che lo guarda, scende a

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piedi. La sua auto è parcheggiata di fronte al palazzo. Mette in moto la Panda bianca, modello base, tre rate già versate, e il dolore al petto sembra sparito. A cinquecento metri da casa, al semaforo, rosso, la fitta ricompare e il dolore comincia ad irradiarsi con forza crescente. Gli arriva fino al braccio. Il sinistro. Scatta il verde, e Marcello, con molta fatica, riesce a sterzare a destra, verso la statale che porta al cancello della fabbrica. Non è molto distante e il traffico è scorrevole. Più o meno dopo un quarto d'ora, in un angolo del piazzale della premiata ditta 'Paolini Paolo e figli', il tempo di spegnere il motore, e il clacson della Panda comincia a suonare sotto il peso del petto di Marcello. Un rumore tra i rumori. Nessuno fa caso al grido di un'auto impazzita. Neanche il custode, che non c'è, perché, per un imprevisto, ha chiesto la mattina libera.

A CASA DELLA SIGNORA MARIA La signora Maria, prepara la cena due occhi ai fornelli e un orecchio al conduttore del quiz che dal 21 pollici da la linea al TG. “È quasi pronto. Che qualcuno venga ad apparecchiare”. Le patate nel forno hanno bisogno di qualche minuto per colorarsi al calore del grill. La signora Maria ne approfitta per stendere il bucato prima di servire la cena. Entra in cucina il marito della signora Maria, Enzo. Si siede mentre la figlia, Letizia stende la tovaglia sul tavolo. TV: “Il presidente della camera…”. Rumore di stoviglie, di sedie.

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Enzo: “Letizia vorrei sentire”. Letizia, alle spalle del padre, manifesta evidenti segni d'insofferenza. TV: “Il cancelliere tedesco…”. Maria rientra dalla terrazza. Enzo, Letizia e Antonio, il figlio, sono già seduti ai loro soliti posti. Maria porta in tavola i tegami. TV: “ In un paese dell'entroterra…..”. La signora Maria: “Enzo mi versi un po' di vino?”. TV: “Un giovane albanese … “. La signora Maria: “Com'è la carne? Mi sembra che manchi di sale”. TV: “…è stato trovato all'alba impiccato nel capanno dietro casa. Gli inquirenti……”. Enzo: “Al solito. Passami la saliera”. TV: “Nella cittadina di…”. La signora Maria: “Antonio vuoi un'altra fettina di roast beef?”. TV: “…nella provincia di…”. Antonio: “No, mammi”. TV: “…sul piazzale dell'azienda dov' era appena stato assunto, un impiegato…”. La signora Maria: “Letizia hai finito la versione di latino?”. TV: “…è stato ritrovato morto nella sua auto…”. Letizia: “Mamma, te l'ho detto prima. L'ho finita, l'ho finita!”. Enzo: “Ma non potete parlare dopo?”. TV: “Si indaga……”. La signora Maria sbuffa e si alza da tavola per lavare la frutta. Enzo: “Ma tu hai sentito? Cose da pazzi!”. La signora Maria: “Sì che ho sentito. Non se ne può più di 'ste notizie. Che palle 'sto telegiornale!”.


agosto 2011

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vignette

sudoku

Estate

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cruciverba

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ORIZZONTALI: 1: Complesso delle piante, spontanee e naturalizzate, che vivono in un dato territorio; 6: Iniziali del nome botanico della specie nota agli inglesi come Namaqua kalkoentjie; 7: Genere di piante appartenenti alla famiglia delle Bromeliaceae che vivono attaccate ai rami delle foreste; 8: Genere della famiglia delle Dioscoreaceae; 9 Lilium bulbiferum 11: Iniziali del nome botanico della specie nota agli inglesi come Chinese Flowering Apple; 12: Suffisso applicato al nome di una specie che ne indica il luogo di coltivazione come da agrume….; 13: Owenia acidula alias … apple; 15: Abbreviazione standard del botanico scozzese David Don vissuto tra il 1799 e il 1841; 16: frutto di Prunus cerasus L.; 19: Iniziali di orchidea del genere Angraecum creata in onore di Rutemberg, collezionista di orchidee malgasce del 1800; 21: Alberi appartenenti al più importante e ricco genere di conifere dell’emisfero settentrionale con foglie aghiformi, riunite in fascetti; 21: Cultivar di Dalia ibridata da Verwer nel 2005 a fiore decorativo singolo di colore rosso, rosso scuro; 22: iniziali della specie botanica nota gli inglesi come “Siamese-ginger”; VERTICALI: 1: in botanica apertura della parte tubolosa di un calice, corolla o perigonio, situata al confine tra il tubo e il lembo; 2: Nel campo delle orchidee, abbreviazione dell’intergenerico Lebaudyara (Cattleya x Caularthron x Encyclia x Laelia); 3: genere di piante aromatiche della famiglia delle Lamiaceae a cui appartiene il basilico; 4: il genere del sommacco; 5: nelle Orchidee abbreviazione del genere naturale Armodorum; 6: genere di bulbose originarie del Sud africa, note con il nome di “giacinti del Capo”; 10: cultivar di Rhododendron dedicato alla “ Principessa … Borromeo”; 12: varietà di fagioli rampicanti (su Thompson e Morgan); 14: nome comune di piccolo arbusto delle labiate detto erba dei gatti o camedrio; 15 : il … centro del genere Chondrioderma; 18: imenottero caratterizzato da una complessa struttura sociale; 19: iniziali di botanico italiano, naturalizzato in Francia, a Nizza, dove curò il locale Orto Botanico, autore del libro Histoire naturelle des orangers, insieme a Poiteau. 78



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