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BOTTICELLI


BOTTICELLI


Alessandro Botticelli LA VITA OLTRE GLI OCCHI Ritratto d’uomo con medaglia di Cosimo il Vecchio

Ritratto di Cosimo il Vecchio (particolare), 1475 Firenze,Galleria degli Uffizi

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M

olto si è dibattuto sull’identità di questo giovane uomo dallo sguardo “melanconico” e imbronciato; la medaglia stretta tra le mani e mostrata all’osservatore non ha portato elementi di grande aiuto: essa raffigura Cosimo de’ Medici già insignito del titolo di Pater Patriae (epiteto che gli venne conferito nel 1465) e questo dato ha fatto ritenere che il personaggio raffigurato potesse essere Piero, il figlio di Cosimo. L’età apparente ha però portato la critica a escludere l’ipotesi che si tratti di un membro della famiglia Medici e ha indotto invece a spostare l’attenzione sul mondo dei medaglisti, visto il risalto dato all’oggetto che l’uomo stringe tra le mani; si è così giunti, dopo varie proposte ed esclusioni, a ipotizzare che possa trattarsi di Antonio Botticelli, il fratello di Sandro, attivo come orafo e, nel 1475, medaglista per i Medici. Il confronto tra l’età mostrata nel dipinto e quella anagrafica non sono sembrate tuttavia compatibili, mentre è considerata pertinente l’osservazione di chi ha riconosciuto tratti comuni tra quest’uomo e il pittore, autoritrattosi nell’Adorazione dei Magi della cappella Del Lama agli Uffizi. Al di là degli sforzi identificativi, l’opera si mostra debitrice dell’arte fiamminga, soprattutto nel paesaggio sullo sfondo, ed esibisce una qualità tecnica e una capacità di analisi pienamente mature.

1475 Tempera su tavola, cm 57,5 x 44 Firenze, Galleria degli Uffizi


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1475 Tempera su tavola, cm 111 x 134 Firenze, Galleria degli Uffizi

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La pala venne dipinta per essere collocata nella cappella di Guasparre Del Lama posta nella parete d’ingresso della chiesa di Santa Maria Novella. Il dipinto divenne in seguito di proprietà dei Medici, poichè è citato negli inventari della famiglia. È la terza volta che Botticelli raffigura questo tema: la composizione equilibratissima dispone le figure in modo piano e articolato nello spazio; il colore è pieno e l’attenzione al particolare (si notino le raffinate decorazioni in oro sugli abiti) non turba l’effetto d’insieme; il paesaggio ha un tono nordico e essenziale. Questa versione del soggetto neotestamentario, con personaggi ritratti con estrema naturalezza, suscitò l’ammirazione di Vasari. Il dipinto è anche noto per i problemi della loro identificazione: nel re più vecchio e vicino al Bambino va riconosciuto Cosimo il Vecchio, mentre in quello inginocchiato e vestito del manto rosso il figlio di questo, Piero il Gottoso, morto nel 1469. Il terzo re sulla destra, intento a parlare con il precedente, è identificato in Giovanni (morto nel 1461), l’altro figlio di Cosimo; il giovane all’estrema sinistra, con farsetto rosso e appoggiato alla spada, è, secondo alcuni, Lorenzo il Magnifico, secondo altri Giuliano; accanto a lui, Pico della Mirandola e Agnolo Poliziano; Giuliano (o Lorenzo) sarebbe invece il giovane in piedi, al centro del gruppo a destra con l’abito nero. Anche il committente sarebbe nel gruppo di destra, in piedi, con i capelli bianchi e intento a indicare verso l’osservatore, mentre il giovane ammantato di giallo, all’estrema destra, raffigurerebbe il pittore. La presenza di personaggi conosciuti e riconoscibili dai contemporanei in un’opera destinata a una chiesa va interpretata come una specie di dichiarazione di appartenenza e fedeltà a una parte politica da parte del committente, e indirettamente del pittore.

Adorazione dei Magi

Adorazione dei Magi (particolare), 1475 Firenze,Galleria degli Uffizi

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1481 Tempera su tavola, diametro cm 118 Firenze, Galleria degli Uffizi

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Madonna del Magnificat (particolare), 1481 Firenze,Galleria degli Uffizi

Madonna con il Bambino e cinque angeli (Madonna del Magnificat)

Ignoriamo l’originaria collocazione del dipinto, che può essere situato cronologicamente nell’immediatezza del viaggio romano del pittore (1481). La scena sembra svolgersi accanto a un oculo architettonico, di cui risultano visibili in alto i conci della cornice in pietra; la Vergine è incoronata da due angeli ed è l’inclinazione del suo capo a strutturare il ritmo circolare della composizione, segnata dall’intreccio delle mani di madre e bambino. L’opera prende il nome dal canto biblico che Maria è intenta (o ha appena terminato) di vergare guidata dalla mano del piccolo Gesù; ritorna il motivo del frutto della melagrana, noto riferimento alla Resurrezione di Cristo. La disposizione delle figure sembra inserita un pò forzosamente nel formato del tondo, in particolare si veda l’angelo collocato all’estrema sinistra nell’atto di reggere la corona sopra il capo di Maria, così come risulta evidente la leggera sproporzione tra le figure divine e quelle degli angeli, spiegabile sia con motivazioni di carattere devozionale, sia in una scelta non casuale del pittore che ha voluto sondare le possibilità combinatorie dei personaggi all’interno del formato tondo. Nella profusione dell’oro e dei particolari preziosi dei tessuti e dei veli è stata riconosciuta l’impronta della formazione avvenuta presso Filippo Lippi. All’opera, una delle più celebri di Botticelli, venne assegnato già dai contemporanei il valore di topos, come testimoniano le molte repliche che ci sono giunte.

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Allegoria della Primavera

Allegoria della Primavera (particolare), 1481-1482 Firenze,Galleria degli Uffizi

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Il dipinto è stato riconosciuto in quello citato in un inventario del 1499, in cui viene detto che si trovava sopra un “lettuccio” nella stanza attigua alla camera da letto di Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici nel palazzo di famiglia in Via Larga. Molte sono le ipotesi attraverso le quali si è cercato di identificare con certezza l’occasione della commissione, nessuna ha però fornito una spiegazione esaustiva. È stato tuttavia possibile individuare alcune significative circostanze: una delle fonti letterarie che sembrano collegate a quest’opera, oltre a quelle classiche di Ovidio con le Metamorfosi e di Lucrezio, sono le Stanze del Poliziano. Nei versi del Poliziano sarebbe il riferimento all’amore che legò Giuliano a Simonetta Cattaneo, secondo alcuni da intendersi più in chiave cortese-cavalleresca, che non reale, tenuto conto del fatto che Simonetta era sposa di Marco Vespucci. Il legame con i Vespucci si presenta, in primo luogo, in ragione dei rapporti molto stretti che legavano l’antico proprietario dell’opera a Giorgio Antonio Vespucci, uno dei suoi precettori, anch’egli appartenente all’élite culturale fiorentina. In secondo luogo, in relazione al matrimonio celebrato nel 1482 tra Lorenzo di Pierfrancesco e Semiramide Appiani, nipote di Simonetta Vespucci, che costituirebbe l’occasione per la quale il dipinto fu realizzato.


1481-1482 Tempera su tavola, cm 203 x 314 Firenze, Galleria degli Uffizi

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Anche di questa vera e propria icona del Rinascimento non conosciamo né la data precisa, né l’occasione e la committenza per la quale fu eseguita. L’opera è stata datata variamente, ma pare pertinente collocarne l’esecuzione dopo il soggiorno romano. Le fonti letterarie di cui Botticelli, o più propriamente, i suoi commitenti si sono serviti sono state riconosciute in Ovidio e, ancora, nel Poliziano, cui andrà aggiunto anche il mito che ancora nella Firenze quattrocentesca circondava un dipinto di analogo

Nascita di Venere

1484 Tempera su tela, cm 184 x 285,5 Firenze, Galleria degli Uffizi

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soggetto eseguito dal pittore greco Apelle. Al centro della tela, Venere in piedi su una valva di conchiglia e atteggiata a Venus pudica approda sulla spiaggia; a destra una delle Ore accorre a coprire la dea, porgendo un manto decorato con un motivo floreale. A sinistra, Zefiro e Aura soffiano per sospingere Venere all’approdo. L’iconografia è stata collegata alla presenza di Venere-Humanitas, tanto centrale nella filosofia neoplatonica. Capolavoro di Botticelli, conservato a Firenze, Galleria Uffizi.

Nascita di Venere (particolare), 1484 Firenze,Galleria degli Uffizi

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Stampa Editoriale Johnson S.p.A. Finito di stampare nel mese di Dicembre 2011 a cura di RCS Quotidiani S.p.A. Printed in Italy



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