Page 21

24

il Domani

Sabato 27 Marzo 2010

POLITICA ED ECONOMIA NAZIONALE Forse questo il motivo per cui il premier sta trasformando le regionali in un referendum

Si parte da 11 a 2: basterà una regione per far cantare vittoria di Carlo Bassi ROMA - Più che da una campagna elettorale, le elezioni regionali che si terranno tra pochi giorni sono state procedute da una sequela di ricorsi e polemiche sulle liste - soprattutto per il caso del Lazio che hanno almeno in parte oscurato i temi più politici e i contenuti locali. Mentre l’attivismo preelettorale del premier Silvio Berlusconi rischia di trasformare il voto in un referendum sul suo governo, anche perché gli elettori potenziali sono oltre 40 milioni. Sulla carta, l’esito matematico delle regionali del 28-29 marzo sembra scontato. Dato che il centrodestra governava già in due delle 13 regioni a statuto ordinario che vanno alle urne (Lombardia e Veneto), basta che ne conquisti anche soltanto una in più tra quelle che erano governate dal centrosinistra (Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria) per poter rivendicare ufficialmente la vittoria. Secondo gli ultimi sondaggi condotti prima che scattasse la pausa preelettorale, il Pdl e i suoi alleati potevano contare su una vittoria certa in tre regioni - Calabria, Lombardia, Veneto - mentre in altre quattro - Campania, Lazio, Liguria e Piemonte - si sarebbe profilato un testa a testa tra i due principali schieramenti politici.

Per le regionali si vota a turno unico, senza ballottaggio (come è invece il caso per le provinciali e comunali)

In quanti a votare? Quali province? Un po’ di cifre per vederci chiaro e tante altre cose da sapere

Lombardia e Veneto, le uniche di centrodestra

Ma sul voto regionale incombono diverse variabili, nazionali e locali. Per esempio il tasso di astensionismo - senza contare il fenomeno delle schede annullate o lasciate in bianco - che secondo diversi esperti sarebbe in aumento e che potrebbe colpire maggiormente il centrodestra, il cui governo ha registrato di recente un consistente calo di fiducia (ai primi di marzo era al 39 per cento per l’Ispo e al 38 per cento per Ipr Marketing). Non a caso, nelle sue ultime uscite pubbliche Berlusconi ha ripetutamente invitato gli elettori ad andare a votare. Poi c’è da tenere conto della posizione dell’Udc, alleata di volta in volta con il centrodestra o il centrosinistra e in qualche caso in posizione "terzista". È il caso della Puglia, dove, dicono i sondaggi, la candidatura indipendente di Adriana Poli Bortone favorirebbe la vittoria del presidente uscente Nichi Vendola sottraendo voti al centrodestra di Rocco Palese. Nel Lazio, invece, potrebbe contare l’assenza della lista Pdl nella circoscrizione elettorale di Roma, dopo la vicenda dell’esclusione per scadenza dei termini

Si vota poi in 4 Province - Imperia, Viterbo, L’Aquila e Caserta - e 462 comuni, nove dei quali capoluogo di provincia: Mantova, Lecco, Lodi, Venezia, Macerata, Chieti, Andria, Matera e Vibo ValentiaPer le regionali saranno 40.830.521 gli italiani chiamati al voto: 19.666.192 uomini, 21.164.329 donne. Le sezioni saranno 49.862. Per le provinciali gli elettori chiamati alle urne saranno 1.469.693, per le comunali 3.680.585. Complessivamente, considerando una sola volta gli enti interessati da più elezioni, il corpo elettorale di regionali e amministrative è di 41.229.655 di italiani. Per le regionali gli elettori riceveranno una scheda verde. Si può votare per una delle liste provinciali, trac-

di presentazione che ha portato il Consiglio dei ministri a emanare addirittura un decreto ad hoc, rimasto però senza risultato, perché il Consiglio di Stato ha comunque bocciato tutti i ricorsi. E nella regione dove il centrodestra sembrava destinato a vincere senza problemi, dopo lo scandalo per la frequentazione di trans che ha travolto l’ex presidente di centrosinistra Piero Marrazzo, diversi sondaggi indicavano invece Emma Bonino in testa sia pure di poco su Renata Polverini. Altra variabile, recentissima, l’appello agli elettori cattolici del capo dei vescovi italiani, Angelo Bagnasco, a votare per partiti e candidati che difendono il "diritto alla vita" e la famiglia tradizionale, che potrebbe suonare come una "scomunica" per alcuni candidati di sinistra, soprattutto nel Lazio, dove corre la radicale Bonino, e in Piemonte, la cui presidente uscente Mercedes Bresso - appoggiata anche dall’Udc - viene considerata dai critici una "lacista". Infine, in queste elezioni ci sono due candidati presidenti della Lega Nord, e questo potrebbe modificare gli equilibri elettorali, anche solo all’interno dello stesso schieramento di centrodestra. Il ministro dell’Agricoltura Luca Zaia è in lizza per il Veneto, dove il suo partito potrebbe superare il Pdl, dicono alcuni sondaggi; il capogruppo leghista alla Camera Roberto Cota è invece candidato in Piemonte. Il 21 marzo il quotidiano La Stampa ha pubblicato un inserto speciale in cui la Fondazione "David Hume" ha analizzato le performance delle regioni, sulla base di indicatori che vanno dalla sanità alla sicurezza sul lavoro al turismo. In testa alla classifica ci sono quattro regioni del nord, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana, amministrate sia dal centrosinistra che dal centrodestra. In fondo Lazio, Calabria, Basilicata e Campania, tutte amministrate dal centrosinistra.

ciando un segno nel relativo rettangolo, attribuendo così il voto alla lista regionale collegata; oppure si può esprimere un voto disgiunto, per una lista provinciale e una regionale, non collegata. O ancora si può esprimere un unico voto per una delle liste regionali e per il suo capolista, con un segno sul simbolo o sul nome. È possibile esprimere un solo voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere compreso nella lista provinciale prescelta. Queste regole non valgono in Toscana, Marche, Campania, Puglia e Calabria, dove le modalità di voto sono disciplinate dalle rispettive leggi regionali.Nella scheda per le provinciali, quella gialla, si può votare per uno dei candidati al consiglio

Tra le regioni che hanno comunque migliorato i propri risultati negli ultimi anni, compaiono ai primi posti però Campania, Umbria, Lazio e Piemonte, mentre sono sul fondo Basilicata, Veneto, Calabria e Puglia. In un commento alla ricerca il sociologo Luca Ricolfi ha ammesso che è difficile "giudicare le amministrazioni sui fatti concreti" perché i dati statistici non sono aggiornati e arrivano, al massimo, al 2008. Per le regionali si vota a turno unico, senza ballottaggio (come è invece nel caso di

Domenica 28 marzo dalle 8 alle 22 e lunedì 29 dalle 7 alle 15 si vota, oltre che per le 13 regioni anche per quattro province e in 462 comuni, fra cui Venezia provinciali e comunali). Le modalità di voto cambiano però di regione in regione, secondo quanto previsto dalle rispettive leggi. Nella maggior parte delle regioni (escluse Toscana, Marche, Campania, Puglia e Calabria) si può votare per una delle liste provinciali o per la lista regionale collegata (il cosiddetto listino), o si può anche disgiungere il voto, votando per due schieramenti diversi. Si può esprimere una sola preferenza per un candidato alla carica di consigliere regionale, scrivendone il nome nell’apposita riga vicino al contrassegno della lista provinciale. Per votare serve, insieme a un documento di riconoscimento, la tessera elettorale. Chi l’avesse smarrita può rivolgersi al proprio Comune da oggi al 29 marzo.

provinciale e il voto andrà automaticamente anche al candidato presidente collegato; oppure per uno dei candidati alla carica di presidente della provincia e per uno dei candidati al consiglio provinciale ad esso collegato; o solo per un candidato alla carica di presidente della Provincia. Per le comunali, scheda azzurra. Nei comuni con più di 15 mila abitanti l’elettore può votare per una delle liste, attribuendo il voto anche al candidato sindaco collegato; solo per un candidato sindaco; oppure per un candidato sindaco e per una lista, a esso collegata o meno. È consentito un solo voto di preferenza per un consigliere.

il domani  

Edizione del 27 Marzo 2010

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you