Page 15

Martedì 13 Settembre 2011 il Domani 15

CRONACHE DI CATANZARO A differenza delle passate edizioni Ferrovie della Calabria non garantisce le corse notturne. C’è chi ha raggiunto a piedi il quartiere marinaro

Trenini fermi nella Notte piccante E in migliaia diventano maratoneti Saverio De Caro Decine e decine di ragazzi costretti a camminare per ore. Chilometri per raggiungere le proprie case, nel cuore della notte. Nessun autobus, nessun trenino delle Ferrovie della Calabria. E tutto questo a chiusura della Notte piccante catanzarese, tre serate che hanno animato il capoluogo con degustazioni tipiche e concerti di grande impatto, in grado di portare in piazza migliaia di giovani e non solo. Non tutto però è filato per il meglio, almeno per quanto attiene la mobilità. Se da una parte non è stato difficile notare la continuità con le precedenti edizioni - almeno per quel che riguarda le presenze (più ricche di eventi le precedenti edizioni) -, allo stesso modo è stato facile intuire una delle differenze più importanti. Gli effetti non si sono lasciati attendere. Pensiamo in particolare alla serata del sabato, senza dubbio il momento clou della Notte piccante versione 2011, così come lo era stato per la precedente edizione (anch’essa spalmata su più giorni). Ma la medesima situazione la si è vissuta domenica sera, al termine del concerto tenuto dal gruppo dei Subsonica in piazza Prefettura. A differenza degli anni scorsi, quando l’azienda Ferrovie della Calabria aveva previsto la grande affluenza di residenti e non, garantendo le corse del trenino anche nelle ore notturne, in questa occasione in molti si sono invece dovuti arrangiare. Stazioni chiuse, nessuna corsa verso i quartieri alla periferia sud della città. Centinaia di giovani e giovanissimi costretti a raggiungere le proprie abitazioni a piedi. Da quanto

Con i bus bloccano viale De Filippis Autisti denunciati dalla Digos

appreso, infatti, nella notte tra sabato e domenica (in centro pienone assoluto per il concerto di Patty Pravo), gruppi di ragazzi hanno percorso a piedi l’intera distanza tra il centro città e il quartiere Lido, circa dodici chilometri. Condizioni del tutto analoghe domenica, trenini fermi, in mi-

La rabbia di tanti giovani rimasti bloccati in centro al termine dei concerti C’è chi chiama casa e chi si arrangia

gliaia bloccati nelle vie del centro. Nel primo giorno di scuola è stato così fin troppo semplice registrare il malcontento dei tantissimi giovani che, a differenza di quanto accaduto l’anno scorso, non hanno potuto far ritorno a casa con i trenini, rientrando in mattinata dopo ore e ore di cammino o svegliando i genitori nel cuore della notte per farsi venire a prendere in centro. E’ pur vero che, in una situazione in cui è in ballo il futuro dell’azienda Ferrovie della Calabria, non si potevano forse pretendere particolari attenzioni per la Notte piccante, ma rimane il fatto che l’eccezionalità dell’evento avrebbe dovuto imporre riflessioni e considerazioni importanti. Così non è stato. E se ne sono accorti un po’ tutti.

"Sala 365" attacca: «Qui c’è l’arte del vero abbandono» Ormai stiamo per spegnere la prima candelina. L’automobile abbandonata nel quartiere di Catanzaro Sala, lungo viale Cassiodoro, fa ormai parte dell’arredamento. Se la memoria non ci inganna, è ormai quasi un anno che la vettura fa mostra di sè a bordi strada, a poche centinaia di metri dal supermercato Sidis. Ha passato tutte le stagioni, ha preso acqua, freddo e vento e adesso anche il gran caldo di questa cosa d’estate del 2011. Nel corso della recente campagna elettorale per le elezioni amministraive, l’hanno rivestita con "santini" e manifesti. Ce n’erano davvero di tutti i tipi e di tutte le dimensioni. La vecchia automobile in pratica non si vedeva più, letteralmente coperta da una veste di "santini". E oggi, che ci apprestiamo a entrare in autunno, la vettura è ancora lì. Sempre nella stessa posizione. A

commento di questa particolare e costante presenzaè intervenuta l’associazione culturale "Sala 365" che - in una nota del suo presidente Francesco Pristerà - spiega come «anche Catanzaro Sala è orgogliosa di avere la sua "bella opera" che più di qualsiasi altra interpreta l’arte del vero "abbandono" e che contribuisce (tanto quanto l’area abbandonata a ridosso dell’ex cementificio) al decoro di questo quartiere. Per ottenere tale "decoro" - scrive nella nota il presidente dell’associazione culturale Sala 365 Francesco Pristerà - i cittadini non hanno dovuto né concordare con ingegneri o capi compartimenti, nè scomodare artisti o scultori, ma solamente "fidarsi" dell’insipienza di quanti chiamati ad amministrare la nostra città». r. c.

Sedici autobus delle autolinee Lirosi cha hanno letteralmente bloccato la circolazione stradale lungo viale De Filippis, principale via d’accesso alla città di Catanzaro, in special modo per chi arriva dal comprensorio lametino. I dipendenti dell’azienda - da quanto si è riusciti ad apprendere - hanno manifestato, tra l’altro senza alcun preavviso, per alcuni rischi occupazionali legati ad una paventata riduzione dei trasferimenti di fondi regionali. Così, nelle prime ore del mattino di ieri, i pullman della ditta di trasporti autolinee Lirosi sono stati allineati nei due sensi di marcia di viale De Filippis, il che ha finito inevitabilmente per creare notevoli rallentamenti alla circolazione stradale. Nell’immediatezza, sul posto, sono intervenuti anche gli agenti della sezione Digos della Questura del capoluogo. Fin quando, dopo poche ore, è emerso che gli autisti degli autobus saranno a questo punto denunciati, proprio per aver parzialmente bloccato la viabilità lungo viale De Filippis utilizzando gli autobus. Nella tarda mattinata, infatti, il blocco è diventato totale, con la decisione dei manifestanti di ostruire l’intera strada, in entrata e in uscita dal capoluogo. Per alcune ore la città è risultata inaccessibile dalla via principale d’accesso, solo nel pomeriggio la situazione si è ristabilita. Gli agenti della Digos hanno così proceduto all’identificazione dei dimostranti, anche con l’ausilio di documentazione fotografica, per poi procedere alle denuncia penale per una serie di reati, tra cui il blocco stradale e l’interruzione di pubblico servizio. I manifestanti, da quanto appreso, protestano nei pressi degli uffici della Regione, per sollecitare il versamento di alcune somme alla ditta dacuidipenderebbeillorostipendio.

il domani  

Edizione del 13 Settembre 2011

il domani  

Edizione del 13 Settembre 2011

Advertisement