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Catanzaro il Domani dello Sport

Edizione Il domani dello sport

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Venerdì 8 Giugno 2012 > euro 1,00 > Anno XV - Nr. 136

Questo pomeriggio alle 18.00 parte il campionato europeo di calcio

PRONTI VIA! CRONACA

POLONIA-GRECIA

All’interno supplemento GIOCHI E SCOMMESSE dell’8/6/2012

Dall’inizio del 2012 ben 910 prestazioni allergologiche al presidio di Scilla a pag. 5

CATANZARO

Cosentino, molto arrabbiato, ha risposto in conferenza alla polemica scatenata da Giampà, difendendo Cozza a pag. 6

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Consiglia

REGGINA In attesa dell’ufficialità dell’ingaggio di Dionigi al timone amaranto, Breda si accommiata da Reggio con un velo di polemica a pag. 7

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3.20

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NAZIONALE

In attesa dell’esordio di domenica contro la Spagna, l’Italia prosegue il ritiro con Thiago Motta che suona la carica a pag. 12

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2 il Domani dello Sport

Venerdì 8 Giugno 2012

CRONACA CALABRIA L’INSOSTITUIBILE SOSTEGNO DI «LIBERA» La storia di Filippo Cogliandro rimasto solo e con il ristorante sempre vuoto

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Andrea Splendore

ilippo Cogliandro è un uomo solare, aperto, disponibile, pronto a vedere il bicchiere sempre mezzo pieno. È gioioso di carattere, parla con ampi gesti e sorride spesso, accompagnando i ricordi. Eppure a tratti si perde: lo cogli altrove, lo sguardo fisso nel suo mondo incomunicabile, il volto improvvisamente tirato. Quando quasi nessuno ancora l’aveva fatto, lui aveva osato. Nel “lontano” (sembra passato un secolo, tanto nella sua vita e nel suo ambiente è cambiato) 2008 ha denunciato i suoi estortori. Che sono stati arrestati e condannati. Ormai, però, manca poco al loro “fine pena”. Usciranno: e hanno giurato di fargliela pagare. È questo il tarlo di Filippo? Forse. «Ma non potevo non farlo: come avrei potuto guardare in

Nel 2008 Filippo Cogliandro denunciò i suoi estorsori che furono arrestati e condannati, ma che tra poco usciranno faccia i miei figli? Cresceranno, cosa avrei lasciato loro, un’attività che pian piano altri gli avrebbero rubato? Non avrei saputo perdonarmi che i miei figli mi additassero come colui che aveva pagato: e magari anche loro sarebbero stati costretti a farlo. E non avrei mai potuto rinnegare mio padre. Devo sforzarmi di lasciare un territorio libero dalla mafia». Perché questo è l’esempio fondamentale con cui Filippo è cresciuto: s’è

nutrito a pane e dignità, pane e desiderio di non piegarsi, pane e resistenza alle cosche. Filippo è nato il 25 dicembre del 1969 ed è il terzo di cinque figli: la sua famiglia – molto unita, davvero una “cosa sola”, anche adesso che ciascuno s’è sposato e a sua volta ha costituito una propria famiglia – gestisce da oltre cinquant’anni un’area di servizio a Lazzaro, sulla Statale. È quella l’attività principale della famiglia, l’eredità del padre, Demetrio, un uomo tutto d’un pezzo che è stato il “faro” per tutti, la “roccia” quasi incrollabile cui ciascuno ha agganciato la propria vita nella certezza che non avrebbe mai potuto cedere. Il distributore negli anni ’80 fu preso di mira dai criminali: furti, danneggiamenti, tentativi di scasso, fino a una rapina. Demetrio Cogliandro, però, riconobbe i malviventi: li denunciò e li fece arrestare: erano personaggi legati alla malavita del territorio, che il gestore dell’area di servizio aveva visto tante volte. La denuncia suscitò grande clamore. E le cosche gli dichiararono guerra. «Da lì cominciarono i guai», ricorda oggi Filippo. Così fu: telefonate anonime, atti intimidatori, minacce, spari sul portone, la richiesta di pizzo. Ma mai direttamente. «Venivano – racconta Filippo – con la scusa di avere avuto l’auto danneggiata da benzina cattiva e volevano essere risarciti. Ma mio padre non cedette mai, li mandava via in malo modo. E sapeva chi erano. Nel tempo la situazione peggiorò.

Sulla rotta della cocaina

In 18 mesi sequestrati 673,24 Kg di polvere bianca n appena diciotto mesi nel Isequestrati porto di Gioia Tauro sono stati 1.082 chili di cocaina.

Un quantitativo incredibile che dimostra, qualora ve ne fosse il bisogno, quanto la rotta della droga tra il Sud America e l'Europa passi proprio dal porto calabrese. Complessivamente, dall’inizio dell’anno, nel porto di Gioia Tauro sono stati sequestrati 673,24 kg di cocaina che si aggiungono ai 1.082 chili di cocaina sequestrati nel 2011. In questo bilancio si inserisce il nuovo sequestro effettuato dalla Guardia di finanza. Circa 300 chili di cocaina pura sono stati sequestrati in collaborazione con l’agenzia delle dogane, nel porto di Gioia Tauro. La droga era nascosta in tre container partiti dal Sud America a bordo del mercantile Msc Poh Lin, che dopo il

transito dallo scalo calabrese erano diretti al nord. Secondo gli investigatori, una volta messa sul mercato, la cocaina avrebbe fruttato complessivamente 60 milioni di euro. La cocaina, divisa in 267 panetti, era occultata in nove borsoni neri nascosti nei tre container, tra scarti di alluminio, prodotti alimentari e legumi, partiti da diverse località del Sud America. Ad insospettire gli investigatori è stata la comparazione tra la documentazione doganale e le caratteristiche fisiche del carico, destinato ad aziende del nord Italia non direttamente operanti nei relativi settori. L’operazione, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria in coordinamento con la Procura di Palmi, è stata condotta dai finanzieri del Goa del Nucleo di polizia tributaria di Reggio Calabria, da

quelli del Gruppo di Gioia Tauro e dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane – Ufficio centrale antifrode e Svad di Gioia Tauro, in collaborazione con la Direzione centrale servizi antidroga. L’operazione si inquadra nell’ambito di una più vasta attività di polizia giudiziaria ed è stata portata a termine dopo una serie di incroci documentali e controlli su numerosi container in transito nel porto di Gioia Tauro, anche con apparecchiature scanner in uso alla Dogana. Le indagini della guardia di finanza puntano adesso ad individuare i responsabili del traffico internazionale di stupefacenti e sono condotte dalla Dda reggina e dalla Procura di Palmi, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Michele Prestipino e del pm Alessandra Cerreti.

In paese si diceva che mio padre non avrebbe passato il Natale. A un certo punto, platealmente, fu affrontato e schiaffeggiato. Ma lui continuò a non cedere». Sino a quando, la sera del 12 dicembre 1986, alla chiusura dell’area di servizio, fu gambizzato. All’ospedale, dove fu ricoverato, i medici dovettero attendere giorni prima che il forte calore provocato dai pallini diminuisse per potere, quindi, intervenire sulle tante ferite. Anche in quel caso, però, Demetrio Cogliandro reagì subito. In positivo, rassicurando i figli e la moglie: «Non vi preoccupate, vedrete che d’ora in poi ci lasceranno in pace». E così fu. «Mio padre ebbe un grande coraggio – sottolinea Filippo – ma ancora una volta aveva ragione. Dopo che avevano ottenuto la loro vendetta, ci hanno lasciato in pace. Anche se successivamente venne intercettata una telefonata – di cui lui venne a conoscenza – in cui certi personaggi parlavano della possibilità di “prendere a Cogliandro uno dei figli”. Erano gli anni dei sequestri di persona, anni terribili per la Calabria. Allora mio padre decise di non eseguire più alcun tipo di lavoro di ristrutturazione, non voleva neppure che abbellissimo le vetrine, era contrario a qualunque tipo di ampliamento. Noi non capivamo, perché l’attività andava bene e volevamo migliorarla. Ma lui si opponeva. Non voleva, insomma, compiere nulla che potesse attirare l’attenzione». Perché le sanguisughe erano sempre in

agguato: e Demetrio Cogliandro lo sapeva. «Per tutti noi in famiglia – dice Filippo – mio padre è stato un bell’esempio, mi ha permesso di reagire. Ci diceva: evitate di frequentare certa gente. E ricordatevi che se pagate una volta, pagherete per sempre». Ecco da dove tutto è cominciato. anche se è stato ed è terribilmente difficile. «Dopo la denuncia – afferma Filippo – la mia attività s’è fermata: nel locale non è entrato più nessuno, quasi con una sorta di “passaparola”. Quella del 2008 per me è stata un’estate tragica: non potevo pagare gli stipendi, né i contributi, le banche mi avevano chiuso le porte. Sono stato abbandonato da tutto e da tutti. La Prefettura aiuta i pentiti, i collaboratori di giustizia, ma le vittime di mafia sono lasciate sole. L’unica vera, aperta solidarietà è arrivata, oltre che dalla mia famiglia, dal sindaco di Motta, Paolo Laganà, che poi con la sua giunta ha approvato la delibera che esenta chi si oppone al pizzo dal pagamento dei tributi. E la Camera di commercio ha abolito per 5 anni il balzello della tassa di iscrizione: è un bel segnale. Per il resto, il vuoto. Qualcuno dei miei colleghi ristoratori o commercianti sottovoce, senza farsi notare, mi ha detto “bravo”: evidentemente “quelli” avevano già battuto il territorio. Ma pian piano, con l’aiuto fondamentale di “Libera” e di don Ciotti, sono riuscito a riemergere. Oggi mi dico che dovevo farlo: per me, per mio padre, per i miei figli, per la città».

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CRONACA CALABRIA

TRADITI E ABBANDONATI IMMIGRAZIONE

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Andrea Splendore

raditi e abbandonati. È questo lo stato d’animo di quasi 35mila immigrati che lo Stato italiano ha prima accolto e poi lasciato a loro stessi. Ma dopo mesi passati invano a cavallo di attese e rinvii, adesso la bomba sociale dei rifugiati in Italia rischia di scoppiare per davvero. Da 8 mesi i Comuni italiani che hanno firmato la convenzione con il Ministero dell’Interno per i progetti di accoglienza Sprar e Emergenza Nord Africa, sono costretti ad anticipare le somme per il sostentamento degli immigrati. Tutta colpa dei ritardi dello Stato, che impiega mesi per trasferire le risorse necessarie agli enti locali aderenti, mettendo in grossa difficoltà le amministrazioni locali. Il problema riguarda appunto quasi 35mila rifugiati e 279 comunità, tra le quali i comuni di Acquaformosa (Cosenza) e Riace (Reggio Calabria), dove i due sindaci Giovanni Manoccio e Domenico Lucano sono stati costretti a firmare un comunicato congiunto nel quale paventano il rischio di “nuove Rosarno”, ovvero di nuove rivolte di immigrati, questa volta esasperati da uno Stato che sembra essersi dimenticato di loro. Tutto ciò a causa del ritardo di 8 mesi accumulato dalla Protezione Civile, nel trasferire ai due centri calabresi le risorse per l’attuazione dei progetti di accoglienza. I progetti Sprar sono partiti nell’aprile del 2001 grazie ad un accordo tra l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), il Ministero dell’Interno e l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci). Con la legge n.189 del 2002 il ministero ha promosso «la realizzazione di interventi di «accoglienza integrata» che prevedono, oltre alle misure di vitto e alloggio, servizi di assistenza, orientamento, informazione, accompagnamento per i rifugiati», ospitati inizialmente nei centri di prima accoglienza. Le formulazioni contenute nella legge si traducono in finanziamenti stanziati a favore degli enti aderenti, che forni-

scono alloggio ad ogni famiglia tra quelli a disposizione del comune, ad iscrivere i bambini a scuola e all’asilo, e ad aiutare i genitori a cercare un impiego. La quota destinata dal Ministero ai comuni è di 22 euro al giorno per ogni rifugiato. Il progetto Emergenza Nord Africa invece è stato messo a punto nell’aprile 2011 per rispondere all’ondata di immigrazione successiva ai conflitti scoppiati in Libia e alle rivolte in tutto il Nord Africa. Per ogni rifugiato spostato dai Centri di Accoglienza e accolto da uno dei comuni aderenti, l’ente ha diritto a un rimborso di 46 euro al giorno. Come si legge sul sito dell’Unhcr, in Italia dal luglio 2001 al dicembre 2009 sono stati accolti oltre 26 mila tra richiedenti asilo e rifugiati. Se nel 2003 i progetti territoriali Sprar erano 50 con mille 365 posti a disposizione, nel 2010 i beneficiari presenti nei centri della rete Sprar sono stati 6 mila 855 a fronte di circa 10 mila domande presentate. Nonostante ciò l’Italia resta molto indietro agli altri paesi europei. Infatti la Germania accoglie quasi 600 mila rifugiati, il Regno Unito circa 240 mila, mentre la Francia 200 mila. Come già raccontato da Linkiesta, il comune di Acquaformosa aderì con successo all’iniziativa l’anno scorso, ricevendo un finanziamento di 3 anni per l’accoglienza e l’integrazione di 15 persone all’interno del pro-

prio tessuto sociale. Grazie al progetto Sprar, per il periodo 2011-2013 le casse comunali saranno rimpinguate per un importo totale di 180 mila euro all’anno ripartiti tra il Ministero degli Interni (125mila euro) e la Regione Calabria (10mila) e il comune stesso (44 mila). Il progetto Emergenza Nord Africa invece, non ha funzionato come ci si aspettava e il Ministero, attraverso la gestione affidata alla Protezione Civile, in questo caso non onora i suoi impegni da ben 8 mesi. Per questa ragione «si è venuta a creare una grave emergenza di convivenza civile dovuta al rifiuto da parte dei for-

nitori storici di generi di prima necessità (alimentari, farmacie ecc.) di continuare a far credito agli immigrati», come sottolineano i sindaci aderenti alla Rete dei Comuni Solidali in una lettera al Ministro per la Cooperazione Internazionale Andrea Riccardi. Le sollecitazioni al suo dicastero però, non finiscono qui. Il 9 Maggio scorso il deputato calabrese del Pd Franco Laratta ha chiesto in un’ interrogazione parlamentare al ministro Anna Maria Cancellieri e allo stesso Riccardi di «intervenire per impedire una rivolta dei migranti sullo stile di quella di Rosarno di un paio di anni fa, e per

facilitare le politiche di accoglienza e integrazione». Proprio il giorno dopo si è tenuto al Viminale un vertice tra il ministro Cancellieri e l’Associazione dei Comuni (Anci), per annunciare la costituzione di un tavolo tecnico che avrà l’obiettivo di proporre un piano d’azione con l’indicazione dei tempi e delle risorse finanziarie per uscire dall’emergenza. «Ad oggi però, dopo mesi di attese e rinvii, ancora non ci sono novità per gli immigrati», conferma a Linkiesta il sindaco di Acquaformosa Giovanni Manoccio nonostante la Corte dei Conti, a cui è demandato lo sblocco dei finanziamenti, sia tenuta a liquidare le prestazioni entro 60 giorni, dietro presentazione di fattura. I disservizi riguardano anche le nuove richieste di asilo politico che giungono agli enti locali. Infatti a fronte di circa 1600 migranti che la Calabria ha già accolto e dislocato in più centri, a partire da aprile 2011 grazie al progetto Emergenza Nord Africa, il 70% delle nuove richieste di asilo vengono respinte a priori, senza valutare la reale sussistenza dei requisiti. La carenza dei fondi destinati agli enti di accoglienza non consente di accogliere altri immigrati che scappano da guerre o dittature, e allo stesso tempo taglia le gambe a qualsiasi slancio di solidarietà.


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CRONACA CALABRIA

CONSEGNATI TRE BENI CONFISCATI Il comune di Condofuri commissariato per infiltrazioni mafiose realizza il bando

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rano stati destinati al comune nel 1999 e rimasti imbrigliati nella burocrazia, fino ad oggi non avevano conosciuto assegnatari ufficiali e dunque non avevano esplorato il destino per cui la legge li aveva definitivamente sottratti alle ndrine ben 13 anni prima. Invece un’amministrazione commissariata proprio per infiltrazioni mafiose, per la prima volta, li assegna socialmente ed adotta un regolamento per favorire questa fruttuosa prassi. E’ accaduto in provincia di Reggio Calabria a Condofuri dove questa mattina si è svolta la cerimonia di consegna di tre unità confiscate definitivamente, alla presenza di don Luigi Ciotti, presidente di Libera, proprio alcuni giorni dopo la grave intimidazione a Libera Reggio Calabria e al referente Mimmo Nasone. Si tratta di unità confiscate al crimine mafioso: due terreni di Marasà (14.620,00 mq) e Potamise (27.394,00 mq) e del fabbricato sito in Limara – via Telesio (120 mq), oggi consegnati rispettivamente alla SELA Società Cooperativa Sociale a r.l., alla A.T.S. Onlus IPF Nazionale e I.P.F. Sez. n. 55 di Condofuri, con sede a Gallico (RC) ed alla Cooperativa Sociale “La Nostra Valle” con sede in Condofuri. Al fianco della terna commissariale straordinaria, composta da Giuseppe Castaldo, Antonia Surace e Maria Laura Tortorella che da quasi due anni guidano l’amministrazione comunale, e a don Ciotti, presenti autorevoli rappresentanti di Istituzioni e Forze dell’ordine tra cui il procuratore reggente della DDA reggina Ottavio Sferlazza, la vice direttrice dell’Agenzia Nazionale Beni Confiscati e Sequestrati alle mafia, Maria Rosaria Laganà, il vicario del Prefetto di Reggio Giuseppina Maria Patrizia Di Dio Datola, l’assessore alla Legalità ed alla Cultura della Provincia Eduardo Lamberti Castronuo-

I tre commissari (nella foto in alto) hanno lavorato alla stesura del regolamento per l’assegnazione

Ieri mattina a Condofuri si è svolta la cerimonia di consegna di tre unità confiscate definitivamente vo ed il consigliere provinciale Pierpaolo Zavettieri, oltre che una folta schiera di sindaci del comprensorio jonico. Un momento di festa per la legalità che sfida le lungaggini burocratiche per approdare ad una svolta che produce lavoro e prospettive oltre che rappresentare un’importante pagina calabrese nel lungo cammino per una piena applicazione della legge 109 del 1996 che affianca all’aggressione mafiosa dei patrimoni illecitamente accumulati anche il riutilizzo sociale e dunque la restituzione alla collettività in termini di servizi. Una situazione, quella di questi beni infatti, sbloccata dalla terna commissariale insediata dal Viminale per il tramite della Prefettura di Reggio Calabria, all’indomani dello scioglimento per infiltrazioni mafiose deliberato dal Consiglio dei Ministri nell’ottobre del 2010. I tre commissari insediatisi, hanno, in questi mesi lavorato alla stesura del regolamento, strumento di trasparenza per l’assegnazione con procedura ad evidenza pubblica dei beni che, pur se lentamente e dopo oltre 15 anni dall’approvazione della legge 109, comincia a diffondersi nelle pratiche

degli enti locali. Il primo comune ad adottarlo in tutta Italia fu un comune della provincia reggina, quello di Melito Porto Salvo. Le note del quartetto d’archi ‘Ensemble Piccola Orchestra’ hanno aperto e chiuso la cerimonia di consegna che si è scelto di celebrare presso lo stabile di via Telesio, solo temporaneamente adibito, in questi anni, ad ospitare alcune classi scolastiche ma adesso assegnato alla cooperativa ‘La nuova valle’ di Condofuri, presieduta da Filippo Paini, che ne farà un ostello per giovani. La cooperativa, con il

supporto della stessa commissione prefettizia, è già al lavoro per reperire le risorse necessarie per adeguare la struttura. Un momento di festa e di affermazione della legalità ma anche di memoria e di profonda riflessione. Don Ciotti sul fronte dei beni confiscati, instancabilmente, invoca una Politica del fare che sblocchi le migliaia di beni – sui dodici mila totali (1720 solo in Calabria, seconda regione dopo Sicilia e Campania) – ancora sottoposti ad ipoteca bancaria o occupati dai familiari dei prevenuti, toccando anche il tasto

dolente dell’accesso a misure di sostegno di carattere economico per l’effettivo riutilizzo, affinchè non si disperda la potenzialità rappresentata dall’uso sociale dei beni sottratti a chi li ha accumulati violando le leggi, inquinando interi territori e le loro economie. Importanti novità si registrano sul fronte europeo che adesso si prepara a far proprio il principio non solo della confisca, per altro già passato in Commissione, ma anche del riutilizzo sociale. Immancabile il ricordo di Melissa nelle parole di don Ciotti. ‘Melissa vive, hanno scritto i suoi amici su un foglietto bianco al cimitero ed è così. Dobbiamo essere noi a farla vivere perché quella carica di esplosivo ha colpito ciascuno di noi’. L’iniziativa si è poi spostata nei locali del centro servizi di Lugarà, sempre a Condofuri, nell’occasione sarà denominata Casa della cultura e della legalità, nel cui giardino è stato piantato un albero simbolo della legalità, frutto di impegno, su impulso dell’Ufficio Territoriale per la Biodiversità del Corpo Forestale dello Stato. Anche Poste Italiane ha realizzato un apposito annullo filatelico e due folder dedicati a Falcone e Borsellino. Allestita inoltre la Mostra “La legalità nel fumetto”, curata dall’Associazione Attivamente di Lamezia Terme.


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I TANTI LATITANTI IMPRENDIBILI L

CRONACA CALABRIA

Da Lanzino a Greco da Abbuzzese ai Presta

a terra delle “primule”. Pur di scampare all’umido delle celle e ai ferri degli “sbirri”, boss e picciotti d’un certo spessore hanno scelto di darsi alla macchia. I loro fascicoli personali sono in bella evidenza sulle scrivanie dei responsabili delle unità investigative mentre le foto segnalatiche campeggiano nelle bacheche degli uffici operativi. Il ricercato “numero uno” è Ettore Lanzino, ritenuto dalla Dda il capo dei capi della malavita cosentina. Si tratta di un “uomo d’onore” proveniente dalla cosca un tempo guidata da Franco Pino che, però, al contrario del suo vecchio boss, non ha mai ceduto alle sirene del pentitismo. Lanzino è irreperibile dal settembre di quattro anni fa quando il gip di Catanzaro, Tiziana Macrì, ordinò il suo arresto per gli omicidi del cosentino Vittorio Marchio e del “mammasantissima” di San Lucido, Marcello Calvano. È ufficialmente “uccel di bosco” dal settembre del 2008. In manette è invece finito un suo storico sodale, Francesco Presta, arrestato dalla polizia nei mesi scorsi in un alloggio universitario. Edgardo Greco, 45 anni, di Cosenza, è invece latitante dall’ottobre del 2006. La Corte di assise di appello di Catanzaro, nelle scorse set-

Nel Cosentino tanti i boss latitanti. Tra loro Ettore Lanzino, uomo d’onore, ritenuto dalla Dda il capo dei capi della malavita

timane, gli ha inflitto l’ergastolo, ritenendolo corresponsabile dell’imboscata costata la vita, il cinque gennaio del 1991, ai fratelli Stefano e Giuseppe Bartolomeo. I germani, diventati troppo “autonomi” rispetto alle cosche cosentine, vennero massacrati a colpi di spranga all’interno di una pescheria all’epoca nella disponibilità dei fratelli Mario e Pasquale Pranno. I Bartolomeo furono attirati in trappola con la promessa della consegna di due giubbini: appena entrati nella pescheria fu sbarrata la porta e finirono con l’essere selvaggiamente colpiti da Edgardo Greco e altre quattro persone. I loro cadaveri vennero trasferiti in Sila e sotterrati. Tre anni dopo, nel 1994, furono disseppelliti e squagliati nell’acido per timore che, sulla base delle rivelazioni dei pentiti, potessero essere ritrovati. Nel gennaio del 1997, durante

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il maxiprocesso “Garden”, Greco chiese di collaborare con la giustizia. La richiesta venne accompagnata da clamorose rivelazioni. L’uomo parlò di un ipotetico “piano” elaborato per screditare i pentiti ed inquinare alcune indagini. Nonostante le confessioni rese nell’aula bunker di via degli Stadi, non ottenne però l’ammissione al programma di protezione riservato ai collaboratori di giustizia e tornò nel “giro”. Franco Bruzzese, condannato a 12 anni con sentenza definitiva per un tentato omicidio compiuto in via Popilia, è alla macchia da quasi due mesi. Celestino Abbruzzese, capo carismatico della criminalità nomade di Cassano, s’è dato alla latitanza il mese scorso mentre era ricoverato per gravi motivi di salute nell’ospedale di Catanzaro. Sfugge a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip distrettuale su richiesta della Dda di Catanzaro. Pure i fratelli Antonio e Roberto Presta, di Roggiano, ricercati per narcotraffico, sono “uccelli di bosco” dal luglio di due anni fa. Chiude la lista delle “primule” Alessandro Dias Moreira, 33 anni, di Aprigliano, condannato per spaccio di stupefacenti dalla procura di Cosenza e latitante dall’aprile del 2002.

Dall’inizio dell’anno 910 prestazioni allergologiche

all'inizio dell'anno ad D oggi al servizio di allergologia del presidio ospedaliero di Scilla (Rc) sono state eseguite 910 prestazioni. Con lo svolgimento dell'attivita' per due giorni a settimana, gli specialisti Antonino Musarra e Marcello Cilia hanno nello specifico effettuato 485 visite allergologiche, 365 prove allergiche, 60 indagini di funzionalita' respiratoria L'attivita' - informa una nota dell'ufficio stampa della Giunta regionale - ha registrato un costante e rapido incremento con una sempre crescente richiesta di prestazioni. Attualmente, perseguendo anche le direttive del Presidente della regione e commissario ad acta per il Piano di rientro Giuseppe Scoppeliti per l'abbattimento delle liste d'attesa, il tempo medio per effettuare una visita e' di circa tre settimane. Nel reparto di Scilla i pazienti, provenienti non solo dalla provincia di Reggio Calabria ma da tutta la regione, sono stati esaminati per allergie

Al Presidio ospedaliero di Scilla, per due giorni a settimana, sono state eseguite 910 prestazioni nel 2012

respiratorie, alimentari, professionali, da farmaci e da veleno di imenotteri. In particolare sono stati eseguiti test di tolleranza a farmaci in regime di osservazione prolungata e non di day hospital, consentendo di conseguenza un notevole risparmio per l'azienda sanitaria. I test per le allergie da farmaci sono attualmente eseguiti in pochissimi centri della nostra regione. E per la prima volta in Calabria, nell'ospedale di Scilla, e' stata attuata la desensibilizzazione a farmaci. Infatti in due casi riguardanti pazienti infartuati della provincia reggina allergici all'aspirina (farmaco necessario per la loro terapia anticoagulante) e' stato utilizzato con successo un protocollo di desensibilizzazione rapida nei confronti del farmaco che ha consentito ai pazienti di poterlo assumere senza reazioni avverse. ''Tali protocolli - affermano Musarra e Cilia - potrebbero essere adottati anche nei confronti delle principali allergie alimentari, come latte e uovo, specialmente nei pazienti pediatrici, se il numero delle presenze settimanali degli specialisti venisse incrementato. Cio' consentirebbe anche una piu' agevole esecuzione dei test per le allergie da contatto la cui lettura dei risultati si effettua dopo 48 e 96 ore dall'applicazione''.


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SPORT CALABRIA

«GIAMPA’ VIA PER SOLDI» CATANZARO Un arrabbiato Cosentino difende mister Cozza e rilancia sullo stadio

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Luca Ogrilio

il giorno della replica di Cozza, dopo le dure affermazioni di ieri da parte di Mimmo Giampà, nel corso di un incontro con la stampa che si è tenuto al Guglielmo Hotel. Il piccolo centrocampista di Girifalco ha scaricato la responsabilità della sua mancata riconferma sul tecnico giallorosso. Accuse pesanti, che vengono rispedite al mittente dal presidente Cosentino in un'affollata conferenza stampa al Benny Hotel di Catanzaro. Il presidente dà vita a un vero show, dicendosi tradito e attaccando duramente Giampà, reo di aver rinunciato per soldi al rinnovo contrattuale. Presenti anche Cozza - molto più pacato del solito - e l'AD Pecora che ha ricostruito il contatto con Giampà per il rinnovo. UsCatanzaro.net ha seguito l conferenza stampa con questa diretta scritta, in attesa poi del resoconto video da parte del nostro inviato Francesco Panza. 12.10 - Appena iniziata un'affollatissima conferenza stampa. Presenti l'allenatore Cozza, l'AD Pecora e il presidente Cosentino. All'incontro presenti non solo i giornalisti ma anche un nutrito gruppo di tifosi. Complessivamente un centinaio di persone. 12.15 - Parla il presidente Cosentino. «Che un giocatore si possa permettere di fare una conferenza stampa parlando di altre persone, altri tesserati non esiste in nessuna squadra del mondo». Cosentino ricostruisce l'incontro con Giampà, dicendo che il centrocampista giallorosso era stato chiamato per tempo, ma è lui che ha perso tempo perché evidentemente non voleva rifirmare con il Catanzaro. «Ha chiesto un triennale. Per lui la cosa più importante era il compenso. Io gli ho proposto un biennale e lui ha ancora preso tempo per pen-

sarci. Non gli è piaciuta l'offerta di Pecora». 12.20 - Un arrabbiatissimo Cosentino adesso difende l'operato di Cozza. «Cozza ha sposato il progetto-Catanzaro. Aveva offerte migliori. Ha rifiutato un milione di euro d'ingaggio da squadre più forti perché mi aveva stretto la mano. Io decido il meglio per le mie società e non devo dare conto a Giampà del mio operato. Cozza ha la fiducia mia e della società». 12.25 - Cosentino urla: «Giampà poteva chiarirsi, non andare a dire certe cose in conferenza stampa». Cozza prende la parola per dire che è Giampa a non avere rispettato lui. «Di tutto quello che ha detto ieri Giampà, non c'è niente di vero. Ho letto cose che non stanno né in cielo,

Cosentino urla: «Giampà poteva chiarirsi non andare a dire certe cose in conferenza stampa. Cozza ha la fiducia mia e della società» né in terra. Quando Giampà mi ha chiamato a dicembre tante volte per venire a chiudere la carriera a Catanzaro, io stesso ho detto che Giampà poteva giocare anche con la sigaretta in bocca. Perché avrei dovuto chiamare Giampà? Non sono stato io a cacciare Giampà. Il sottoscritto non ha cacciato nessuno». 12.30 - Cozza, più morbido del presidente, non vorrebbe neanche nominare Giampà «perché ieri ha detto troppe cavolate». Ma in realtà si ricade sempre nell'argomento. «I tifosi devono sapere con chi hanno avuto a che fare in questi sei mesi. Io ho chiamato solo i giocatori infortunati per sapere come procedeva il loro recupero. Accursi compreso. Gli altri giocatori non sono tenuto a chiamarli, anzi sono loro che devo stare a disposizione mio e della società fino al 30 giugno». 12.35 - Riprende la parola Cosentino per ribadire che il padrone del Catanzaro è solo lui. «La società è mia, i soldi li tolgo io. Passa tutto attraverso me. Marco e Ciccio sono il mio braccio destro. Discuto con loro l'acquisto dei calciatori o dei collaboratori, ma alla fine decido io. Il Direttore Generale sono io, finché voglio. Quando invece riterrò opportuno

prendere un altro DG, lo farò». Cosentino è infuriato e utilizza parecchie espressioni molto colorite per spiegare le sue scelte. 12.38 - È il momento di Marco Pecora che spiega il suo contatto con Giampà. «Eravamo d'accordo che avremmo ridiscusso a giugno. Lui, quando ci siamo sentiti, mi ha detto che io sapevo quanto avremmo dovuto dargli. Io gli ho risposto che su quelle cifre non si poteva chiudere. Cifre superiori ai nostri standard, superiori alla categoria. Non potevamo creare disparità con gli altri calciatori». Interviene Cosentino con una durissima espressione: «Era vero l'amore di Giampà per il giallorosso. Ma era il colore dei soldi». 12.42 - Cosentino vuole chiudere il capitolo Giampà. Si sente amarezza nelle sue parole. Sembra tradito da Giampà. «Non vogliamo interferenze di alcun genere. Io spendo e io decido quello che devo fare. Faremo il massimo, porteremo a Catanzaro il meglio per la categoria. Per me Ciccio Cozza è un figlio, è legato a me. Non esiste nessuna squadra che ha un legame del genere col suo allenatore. Lui ha veramente l'amore per questi colori». 12.45 - Iniziano le domande dei

Cozza: «E’ Giampà che mi ha mancato di rispetto. Non io a lui. Ieri ha detto troppe cavolate e non posso accettarle»

giornalisti. Cosentino conferma che l'accordo con Giampà era di sei mesi per poi ridiscutere. «Io non voglio più fare contratti di tanti anni com'era nel passato». Anche Cozza torna sul suo rapporto di Giampà: «Non ho mai avuto problemi con Giampà. Io non dico che lui non ci tenga al Catanzaro, ma ieri non lo ha dimostrato, dicendo una marea di cavolate. Io non ce l'ho con lui. Però ha fatto una conferenza stampa che non sta né in cielo né in terra perché ancora è un tesserato». Cosentino insiste che la frattura con Giampà è solo una questione di soldi. E adombra la possibilità che possa essersi accasato con un'altra società. 12.50 - Cozza ribadisce che Giampà poteva far parte del progetto tecnico. Cosentino, invece, è durissimo rispondendo ad una domanda sulla possibilità di ricucire. «Per noi Giampà è come se fosse morto. Nessun margine. Io gli ho dato il cuore ma adesso è morto». 12.55 - Si passa alla questione-stadio. Cosentino: «Sono in contatto con Scopelliti per i famosi 5 milioni di euro. Ho chiesto un anticipo di questi soldi per completare la palazzina. Ma con la bocca è facile parlare, bisogna vedere poi i fatti. La mia speranza è che si possano completare i lavori per avere già lo stadio pronto per il girone di ritorno, ma mi accontenterei anche di averlo pronto per il 2013-14. 13.00 - La conferenza stampa si è appena conclusa. Applausi dei tifosi presenti che più volte, durante l'incontro, hanno accompagnato con gli applausi i passaggi più veementi del presidente Cosentino, davvero arrabbiato con Giampà per le parole di ieri.


Venerdì 8 Giugno 2012 il Domani dello Sport

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SPORT CALABRIA

Ursino (ds Crotone): «Terigi resta con noi, non va a Reggio»

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rimi abboccamenti all’Hilton di Milano. Diversi i dirigenti presenti nella sede del mercato per intavolare o concludere trattative. Tra questi, non può mancare il presidente Lillo Foti, da ieri impegnato nella location meneghina. Presente anche il direttore sportivo del Crotone, Giuseppe Ursino, che ai nostri microfoni precisa subito: «No, col presidente Foti non c’è stato nessun confronto». Nemmeno per Leonardo Terigi, difensore classe ’91, che piace alla Reggina: «Rimane al Crotone», risponde con fermezza il ds pitagorico, che ha appuntamento con il Genoa, comproprietaria del cartellino, per la prossima settimana. «Ma penso non ci siano problemi – ribadisce –,

rimane». Ursino è dunque già al lavoro per allestire una squadra competitiva, al pari della stagione appena conclusa. Sui rumors che nelle scorse settimane lo accostavano al Siena per sostituire Giorgio Perinetti precisa: «Io non sono mai stato in contatto col Siena, lo dicevano i giornali. Era un piacere essere accostato a squadre di serie A, però non ho mai parlato con quelli del Siena. D’altronde mi trovo benissimo a Crotone, ho la stima dei dirigenti quindi non c’è nessun problema. Poi se capiterà l’occasione di andare in serie A la decisione la dovranno prendere sempre i dirigenti, perché io sono sempre grato alla squadra del Crotone che mi dà la possibilità di lavorare con tranquillità».

BREDA DELUSO DIONIGI VICINO L REGGINA

e vicende societarie del Taranto, si stanno intrecciando inevitabilmente a quelle della Reggina, ovviamente per quanto concerne la posizione di Davide Dionigi. Il tecnico è in attesa, così come al tifo rossoblù, di avere notizie sul futuro. Lui ha già accettato la Reggina, la Reggina stessa è pronta ad accoglierlo, ma c'è il lungo accordo con il Taranto che intralcia le nozze. Nella giornata di ieri, i media tarantini parlavano dei versamenti degli arretrati ad alcuni calciatori, quelli con più mercato, come Sciaudone, ma anche Chiaretti e Sosa. L'obiettivo del presidente D'Addario è chiaro: consegnare una certa "ricchezza" al gruppo subentrante, da utilizzare poi nel mercato in uscita, visti i tanti interessi per i prospetti rossoblù. Foti avrebbe anche preso contatti con Pieroni, per capire la sua posizione sulla eventuale

Dionigi ha già detto di sì alla Reggina ma attende notizie fresche che ufficializzino la sua scelta favorita dalla situazione Taranto

"liberazione" di Dionigi e di qualche altro calciatore sotto contratto con il Taranto. Nei desideri dell'ex dirigente dell'Ancona, la speranza di ottenere qualcosa in cambio del via libera di Re Davide e dei calciatori accostati alla Reggina e non solo. Ma le ultime notizie provenienti dalla Puglia, non fanno indurre all'ottimismo i tifosi del Taranto. Le speranze di salvare il calcio ad alti livelli, sono davvero appese al lumicino. E intanto, Dionigi e la Reggina aspettano. Manca poco all'ufficializzazione del nuovo allenatore da parte della Reggina. Ieri mattina, si è chiusa di fatto la stagione 2011-2012, con l'ultimo allenamento diretto da Roberto Breda. Questa mattina, sulle colonne di Gazzetta del Sud, il tecnico veneto ha ripercorso la stagione, prendendosi le sue responsabilità ma scaricandone qualcuna anche sul gruppo. RAMMARICO - «Rifarei le stesse cose, anche se nutro il rammarico di non aver impiegato di più Barilla nel tratto iniziale, a parte Bonazzoli. E' nella natura di tutti noi l'idea di migliorarsi. Non significa riuscire, perché interferiscono diverse variabili. La forte motivazione ti fa miglioare. C'è stato un processo di cre-

Breda è rimasto deluso dal comportamento del gruppo pur amettendo le proprie colpe per la brutta stagione

scita, però non abbiamo colto l'obiettivo sportivo. Mi assumo le mie responsabilità, è andata così. In prospettiva ero convinto di potere accedere ai playoff. Se la componente giovanile può originare il fallimento? Molti dei ragazzi speravano nella Serie A e si sono ritrovati a disputare la B; il gruppo non sempre ha mantenuto le motivazioni. Colpa mia se si è "sentito" nei playoff a prescindere». INCERTEZZE - «Pensavamo ad una squadra da primi posti. Non era scontato. Dovevi battagliare con un gruppo giovane. Le prestazioni c'erano, alternate alle difficoltà. Andavamo a rete con vari elementi, forse sono stato io a non dare certezze per cui ho scontentato qualcuno». NICOLAS VIOLA - «Gli riconosco la qualità. Io ho occupato quel ruolo per una vita. Sta facendo cose importanti. Deve crescere. Maggiore rapidità di pensiero? Sì e no».


8 il Domani dello Sport

Venerdì 8 Giugno 2012

SPORT INTERNAZIONALE

SPAGNA DA BATTERE MA...

I campioni uscenti, che sono anche campioni del mondo, sono favoriti ma occhio alle sorprese

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Carlo Liguori

inque anni dopo le lacrime dell'allora ministro dello Sport, Giovanna Melandri, al momento dell'annuncio dell'assegnazione a sorpresa da parte dell'Uefa a Polonia e Ucraina, il sofferto cammino organizzativo dell'europeo di calcio è finito: per la prima volta dalle Olimpiadi di Mosca 1980, una grande manifestazione sportiva si spinge nell'Est più lontano del vecchio continente. Si parte oggi con il match inaugurale Polonia-Grecia (ore 18) per poi replicare in serata con Russia-Repubblica Ceca. Poi sarà una girandola di partite, due al giorno fino a martedì 19, per poi passare alla fase ad eliminazione diretta. Polonia ed Ucraina condividono 535 chilometri di confine, ma sono entità profondamente diverse che nei secoli scorsi si sono spesso combattute, ma adesso sono unite nel nome del calcio. Profondamente cattolica, attaccata alla propria identità nazionale e proiettata verso Occidente la Polonia, che tiene molto a far bella figura non solo con la sua squadra, ma anche dal punto di vista organizzativo (anche se non tutto è stato fatto, ad esempio i più di mille chilometri di strade ed autostrade non realizzati), più fatalista ed ortodossa l'Ucraina, che guarda ancora alla Russia e quindi

n Rooney:

L

a stella dell'Inghilterra, Wayne Rooney, squalificato per le due prime partite, ha grandi speranze per l'Europeo di calcio in Polonia e Ucraina che comincia domani. A differenza di molti esperti del Regno Unito, che a causa dei molti infortuni e della squalifica di Rooney non si aspettano molto dall'Inghilterra, l'attaccante del Manchester United vede perfino la possibilità di un trionfo per la squadra di Roy Hodgson. «Perchè non potremmo vincere? Abbiamo i giocatori e la qualità per farlo», ha detto Rooney alla BBC. «Abbiamo davvero qualcosa di grande dentro di noi. Se c'è gente che non ci spera è un problema suo», ha aggiunto l'attaccante 26enne. Tra altri, l'ex attaccante Alan Shearer,

all'Est come suo punto di riferimento. Tutti e due i Paesi stanno concludendo alcuni lavori all'ultimo momento e sono accomunati dal fatto che i loro alberghi hanno per l'occasione quadruplicato i prezzi. A livello di strutture, anche se Kiev e Donetsk sono state letteralmente tirate a lucido (in particolare i loro stadi, che di

certo non sfigurano paragonati ai grandi impianti dell'occidente), sta meglio la Polonia, e non a caso ben 13 delle 16 nazionali partecipanti, quindi anche cinque di quelle che il sorteggio ha collocato hanno scelto di stare in ritiro nella patria di Karol Wojtyla e Lech Walesa, artefici di una rivoluzione socio-culturale che

negli anni '80 ha cambiato il mondo. Quella 'arancionè è invece la rivoluzione ucraina, che ancora si porta dietro 'scoriè e conseguenze. Il caso della prigionia dell'ex Premier Iulia Timoshenko e dei maltrattamenti che avrebbe subito in carcere ha provocato più di un appello al boicottaggio calci-

stico, così come polemiche a non finire hanno provocato le proteste continue delle femministe sul presunto aumento della prostituzione e quelle degli animalisti per la 'sparizionè dalle strade di molti (troppi) cani randagi. Dal punto di vista calcistico l'Europeo è un torneo che spesso provoca sorprese, basti pensare al successo della Grecia nel 2004 in casa del Portogallo della 'generazione d'orò dei Figo e Rui Costa e dell'astro nascente Cristiano Ronaldo, della Danimarca richiamata all'ultimo momento nel 1992 e della Cecoslovacchia nel 1976 ai rigori contro la grande Germania L'Italia l'ha vinto solo una volta, nessuno ha conquistato la Coppa per due volte di seguito e ci prova adesso la Spagna, grande favorita assieme alla Germania, mai così multietnica, per quella che dovrebbe essere una ripetizione della finale del 2008 a Vienna. Ma attenzione ad un'Olanda ancora fortissima e desiderosa di rivincita dopo la sconfitta ai supplementari nella finale del Mondiale sudafricano. Gli azzurri reciteranno la parte dell'outsider di lusso, Ibrahimovic con la Svezia tenterà di diventare finalmente decisivo anche in campo continentale, Inghilterra, con Roy Hodgson ct di fresca nomina, e Francia promettono sorprese. Comunque vada, Euro 2012 è un torneo affascinante.

«Questa volta ci siamo anche noi» si è espresso in termini molto pessimistici sulle possibilità di vittoria finale dell'Inghilterra. «Per quanto posso ricordare questa è la prima volta che partecipiamo ad un torneo senza grandi speranze. Appena un mese fa non avevamo neanche un allenatore ed inoltre ci sono troppi infortunati», ha spiegato il capocannoniere di Euro 1996. Oltre ai titolari Frank Lampard, Gareth Barry e Gary Cahill, tutti infortunati, il ct dell'Inghilterra, Roy Hodgson, deve rinunciare a Rooney per le prime due partite, contro la Francia lunedì e quattro giorni dopo contro la Svezia. «Mi sto preparando come se dovessi giocare quelle due partite», ha comunque assicurato l'attaccante del Manchester United.


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Venerdì 8 Giugno 2012

SPORT NAZIONALE ULTIME VOCI DAL RITIRO Location prestigiosa ITALIA Tocca a Thiago Motta e Giaccherini

ROMA

per la nuova Roma stata la prestigiosa location dell'Ara Pacis a fare da cornice alla presentazione della nuova maglia della Roma E’ per la stagione 2012-2013. La divisa, indossata dal giovane

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Carlo Liguori

on Thiago Motta “sgrida” Mario Balotelli: un rimprovero da ex compagno Inter e con il sorriso sulle labbra, ma anche un chiaro messaggio. »Come l'ho ritrovato? Uguale agli anni Inter - ha detto il centrocampista azzurro - mi fa arrabbiare, e non solo me. Deve avere la responsabilità di sapere che difende la maglia della Nazionale. Lui ci può far fare il salto di qualità, ma deve avere la consapevolezza che deve aiutare i compagni soprattutto in campo« Arriva Spagna-Italia, e più che una partita di calcio è come sempre una sfida tra due culture sportive. «Voglio ricordare che l'antica Italia ha vinto, e ha vinto tanto»: così Thiago Motta, a 72 ore dall'esordio azzurro contro gli spagnoli, ha risposto ad un inviato di Marca che chiedeva che Italia sarà, se quella del catenaccio o una squadra più moderna. «Prandelli ci chiede sempre di giocare la palla, ma gioco bello o non bello quel che conta alla fine è vincere». «In questo momento essere preoccupati è normale. Tre sconfitte non vanno bene anche se si tratta di amichevoli». Thiago Motta non nasconde qualche timore: l'esordio a Euro 2012 si avvicina e l'Italia si avvia ad affrontare la Spagna, domenica, dopo aver perso gli ultimi 3 match di collaudo. «Il nostro atteggiamento è la cosa più importante -dice il centrocampista italo-brasiliano-. Bisogna essere generosi e aiutarsi a vicenda, la base è entrare in campo con questo approccio. Abbiamo un grandissimo gruppo ma, ripeto, è fondamentale partire con questa consapevolezza». Nel centrocampo azzurro, il giocatore del Paris Saint Germania può occupare più di un ruolo. «Più avanti o più dietro? Mi trovo bene in tutte e due le posizioni. Ho giocato spesso in entrambi i modi, mi trovo bene comunque». L'importante, ribadisce, è sacrificarsi tutti quanti. È inevitabile, a questo punto, che il discorso scivoli su Mario Balotelli: con l'attaccante, Motta ha condiviso lo spogliatoio dell'Inter. «Mi fa arrabbiare anche qui. È un ragazzo per bene, gli vogliamo bene tutti», dice sorridendo. «Abbiamo bisogno

di lui, abbiamo bisogno che sia in forma, lo conosciamo e sappiamo che può fare la differenza. Ma deve avere la consapevolezza che gioca in una grande squadra e deve aiutare i compagni, soprattutto dentro al campo. Fuori, già gli vogliamo bene». Quattro anni fa, quando l'Italia giocava gli Europei in Austria e Svizzera, Giaccherini era in C2. Dopo quattro anni sembra destinato a vivere da titolare la spedizione in Polonia e Ucraina. »Ho sentito Conte - ha detto, parlando nel ritiro di Cracovia - gli ho detto che gli sono vicino in questo momento e l'ho ringraziato per quello che mi ha dato sia da punto di vista umano che tecnico, perchè se sono qua gran parte del merito è suo«. »Ma non lo vedo come un riscatto - ha detto - io il corso della mia carriera lo rifarei perchè mi ha fatto capire tante cose e se sono arrivato qua è perchè ho passato dei momenti difficili, sono stato bocciato tante volte per il mio fisico, ma sono sempre ripartito e quindi sono contento di essere arrivato fin qua«. Dopo lo scudetto vinto con la Juventus che lo proietterà anche nel palco del calcio europeo, è pronto ad esordire con la Nazionale per regalare una vittoria ad un calcio sconvolto dalle polemiche. »In questo periodo pensiamo solo a noi stessi - ha detto - per far bene all'Italia e per cercare di vincere questo europeo. Il calcioscommesse è una brutta storia perchè tocca tutti quelli che sono nell'ambito del calcio, ma ci sono i magistrati che risolveranno la questione«. Sul protagonista degli Europei fa invece un nome: »Penso che Balotelli possa essere il giocatore che può dare qualcosa in più a questa squadra«. Dalla serie C2 alla maglia azzurra in quattro anni. Emanuele Giaccherini vive un sogno, con la consapevolezza di chi sa di esserselo meritato. Perchè per realizzare questi sogni serve tanto lavoro, bisogna impegnarsi, sacrificarsi e tapparsi le orecchie rispetto a chi ti critica sostenendo che sei fisicamente inadeguato per il calcio moderno. Eccolo lì, il Giak, il ragazzo di Talla, paese del Casentino, che è arrivato in Polonia solo con le sue gambe. Ha scalato i gradini del calcio col Cesena: ci è arrivato da riserva in serie C, è diventato uno degli artefici della sal-

vezza in A dell'anno scorso. E così, grazie ai suoi dribbling, alla sua tecnica e ad una non comune duttilità tattica ha costruito il suo pezzetto di scudetto della Juve. È proprio al suo tecnico, Antonio Conte, la principale dedica per questo traguardo: »Ho sentito Conte - racconta dal ritiro di Cracovia - gli ho detto che gli sono vicino in questo momento e l'ho ringraziato per quello che mi ha dato sia dal punto di vista umano che tecnico, perchè se sono qua gran parte del merito è suo«. E di quella volontà incrollabile che lo ha portato ai vertici del calcio. »Ma non lo vedo come un riscatto - ha detto - io il corso della mia carriera lo rifarei perchè mi ha fatto capire tante cose e se sono arrivato qua è perchè ho passato dei momenti difficili, sono stato bocciato tante volte per il mio fisico, ma sono sempre ripartito e quindi sono contento di essere arrivato fin qua«. Tirandosela poco e mettendosi a disposizione totale di Prandelli che sta pensando di utilizzarlo largo nel 3-5-2, modulo col quale il ct pensa di affrontare la Spagna. E che a Giaccherini piace: »Mi trovo benissimo in quel ruolo che ho già fatto anche in passato. Ti devi sacrificare molto perchè devi fare tutta la fascia, ma ho le caratteristiche sia fisiche sia tattiche per farlo al meglio. Noi siamo qui per vincere e Balotelli è il giocatore che ci può dare qualcosa in più«. Se gli fanno delle domande in inglese diventa tutto rosso. A scuola non era il suo forte, ma urge un ripasso perchè l'anno prossimo, con la Juventus, c'è da viaggiare molto con la Champions League. Agli europei, così, vive la sua tempesta di emozioni, per il salto dai polverosi campi di provincia all'elite continentale. Senza dimenticare la visita ai campi di Asuchwitz e Birkenau che lo ha commosso fino alle lacrime. »Mi sono messo a piangere quando ho sentito i racconti dei sopravvissuti - ammette - non ti puoi rendere conto finchè non ci vai di persona, è una cosa che mi rimarrà sempre dentro«. Un viaggio che vale una vita, per tanti motivi. Il piccolo Giak è diventato un uomo. E domenica, davanti ai professori spagnoli, avrà il suo primo vero esame di maturità.

centrocampista della Primavera, Valerio Verre, richiama alla tradizione, anche per venire incontro alle richieste della tifoseria, con il ritorno al colletto che aveva caratterizzato le maglie storiche delle stagioni tra la fine degli anni '70 e gli anni '80, con il bordo arancio a contrasto, oltre al recupero del caratteristico colore rosso porpora. Si torna poi ai calzettoni dello stesso colore della maglia con una fascia orizzontale arancio, come nella stagione dello scudetto 1982-1983. Il tutto realizzato e confezionato dalla Kappa, partner storico dell'As Roma.«A Zeman chiediamo emozioni, se fossero accompagnate dai risultati, sarebbe perfetto. È difficile dare un obiettivo preciso quando gli avversari hanno presupposti economici e strutture più importanti della nostra. Ma non rinunciamo alla possibilità di vincere, l'obiettivo è di riuscirci nel minor tempo possibile». Così il direttore generale della Roma, Franco Baldini, sul nuovo ciclo giallorosso cominciato con l'ingaggio del tecnico Zdenek Zeman. «Col tecnico ci siamo appena riuniti, ieri per la prima volta, per pianificare gli obiettivi di mercato da perseguire - ha spiegato il dg a margine della presentazione della nuova maglia per la stagione 2012-13 - Credo ci sia un'ottima comunione di intenti, soprattutto tra lui e Sabatini. Mi fa sperare che alla fine saranno centrati gli obiettivi di entrambe le parti, quelli che l'allenatore chiede e quelli che alla società sarà permesso di conseguire. Le cose sono iniziate nel migliore dei modi, ma non mi pare il caso di fare nomi». L'unica eccezione è per smentire le voci di mercato legate a un interessamento per Giuseppe Rossi: «Sinceramente è una cosa che ha poco senso, Rossi ha avuto un infortunio che non soltanto lo terrà fermo per qualche mese ma che lo si dovrà sottoporre a un'altra operazione, nel migliore dei casi sarà pronto per marzo dell'anno prossimo. L'interesse c'è stato in passato, prima che si facesse male, adesso non possiamo spacciarlo per obiettivo di mercato». «Zeman? Lo abbiamo appena presentato e stiamo cominciando con lui a vedere quali sono le esigenze di mercato. L'ho ritrovato quasi immutato, è lo stesso Zeman che avevo lasciato e che ho ritrovato in più occasioni», ha spiegato il dg a margine della presentazione della nuova maglia per la stagione 2012-13, parlando del nuovo allenatore. Il dg non si sbilancia sul calcio mercato. «Entro il 30 giugno ci sarà la ricapitalizzazione che deve essere fatta e in quel caso stabiliremo e vedremo il budget. Top player? Sono già lì pronti per sbocciare. Adesso bisogna aiutare a dare corpo a questo entusiasmo trovando i giocatori adatti per poterlo fare. Il nostro indirizzo è quello di privilegiare giocatori giovani, il che vuol dire non esclusivamente giocatori giovani, la linea sarà seguita comunque», ha concludso Baldini.


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il Domani dello Sport

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SPORT INTERNAZIONALE

OKLAHOMA UN «TUONO» IN FINALE

NBA I Thunder trascinati da Kevin Durant dopo i Lakers fanno fuori gli Spurs

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gbOklahoma City vola alle finali Nba. I Thunder sono i campioni della Western Conference dopo il successo casalingo per 107-99 in gara 6 contro i San Antonio Spurs: serie chiusa per 4-2 grazie alla quarta vittoria consecutiva e ora il team nato nel 2008 prepara l'assalto al titolo. I Thunder arrivano al gran ballo finale con la superstar Kevin Durant in condizioni strepitose. L'ala ha giocato tutti i 48 minuti della sesta sfida con San Antonio, chiudendo con 34 punti (9/17 al tiro), 14 rimbalzi, 5 assist e 2 stoppate. È stato Durant a tenere a galla i Thunder nel primo tempo dominato dagli Spurs, capaci di condurre di 18 punti e di arrivare all'intervallo a +15 (63-48). Ed è stato ovviamente Durant, nella ripresa, a innescare la rimonta della for-

mazione allenata dal coach Scott Brooks. Russell Westbrook (25 punti, 8 rimbalzi e 5 assist) e James Harden (16, 5 e 4) hanno aggiunto altro carburante. San Antonio ha brillato a metà, aggrappandosi ai suoi totem. Tony Parker (29 punti e 12 assist) ha dominato il primo tempo, ma nel secondo ha segnato appena 8 punti. Tim Duncan (25 punti e 14 rimbalzi) ha fornito l'ennesima prova sopraffina, tenendo

Prima hanno eliminato i Lakers, poi gli Spurs al di là delle aspettative. Ora Oklahoma parte favorita

vive le speranze dei neroargento anche nel quarto periodo. È mancato l'apporto di Manu Ginobili (10 punti con 4/12 al tiro) mentre l'ottimo Stephen Jackson (23 punti con 6/7 dal campo) è stato tra gli ultimi ad arrendersi. Alla fine, però, la difesa dei Thunder ha fatto la differenza, concendo agli Spurs la miseria di 36 punti nella seconda metà della gara. Oklahoma City ora può ricaricare le batterie in vista di gara 1 delle Finals: giocherà casa a prescindere dal nome degli avversari, Boston Celtics o Miami Heat. «Abbiamo fatto solo un passo in più verso il nostro sogno, ma è comunque una splendida sensazione», ha detto Durant, tra prudenza e euforia, dopo la serata memorabile. La stella ha cominciato a festeggiare ancor prima della fine della partita: con 14« da giocare, e

con il gioco interrotto per un fallo, ha abbracciato mamma e fratello. »Anche quando avevamo un record di 3 vittorie e 29 sconfitte (nel 20082009, ndr) la proprietà e i tifosi ci hanno trattato come se fossimo campioni. Stasera eravamo sotto di 18 e avremmo potuto mollare, pensando a gara 7. Ma non è successo, non abbiamo mai mollato«, ha esultato Brooks. Delusione e tanto fair play nello spogliatoio di San Antonio. Gli Spurs, dopo aver vinto le prime 2 gare della serie, hanno incassato un mortifero poker: il gruppo di meravigliosi veterani non è riuscito a cambiare marcia quando la difesa dei Thunder ha trovato il modo di 'sporcarè l'attacco enciclopedico di coach Gregg Popovich». Sembra un copione di Hol-

lywood«, ha detto il tecnico dei texani riferendosi alla cavalcata dei Thunder nei playoff. ». Prima hanno battuto Dallas, poi i Lakers e adesso hanno sconfitto noi: in totale, 10 degli ultimi 13 titoli«, ha aggiunto, evidenziando il palmares delle squadre che hanno provato a contrastare Oklahoma City. »Non so se qualcuno abbia mai fatto qualcosa del genere».

Kevin Durant ormai maturo può diventare un grande del basket Nba, si candida a Mvp dei play-off

Diploma honoris causa per Fabio Capello in strategìe dello sport

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iploma 'Honoris causà per Fabio Capello. Il diploma è stato consegnato all'ex ct della nazionale inglese oggi a Milano durante la cerimonia di cosnegna dei diplomi alla 7° classe del Master in Strategie per il Business dello Sport, che dal prossimo anno diventa Master Universitario di I livello entrando a far parte della Challenge School di Cà Foscari. «È un riconoscimento che mi da grande orgoglio e soddisfazione -ha sottolineato Capello- e ai ragazzi che da oggi si apprestano ad entrare nel mondo del

lavoro dico di non arrendersi alle prime difficoltà, il talento va coltivato con sacrificio e dedizione, ogni giorno e, cosa più importante, è necessario capire qual è l'identità della squadra in cui si gioca, l'azienda, e il campo di gioco, ovvero il mercato». Alla consegna presente anche Raffaele Pagnozzi, segretario generale del Coni, che ha tenuto a sottolineare come lo sport italiano sia ora tutto concentrato alle prossime Olimipiadi di Londra «cui guardiamo con fiducia - ha detto - perchè sappiamo di avere talento».


VenerdĂŹ 8 Giugno 2012 il Domani dello Sport 13 a cura della redazione di

GIOCHI & SCOMMESSE


14 il Domani dello Sport Venerdì 8 Giugno 2012

TOTOGUIDA SCOMMESSE SVEZIA Superettan

Jonkopings e Halmstad, «1» per la continuità

Il pronostico di TS Halmstad-Varbergs 1/Goal Jonkopings-Varnamo 1/Over Brommapojkarna-Angelholms 1 Osters-Assyriska 1/Goal

Le possibili sorprese Umea-Brage Ljungskile-Falkenberg

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IL TURNO PRECEDENTE

IL TURNO SUCCESSIVO

(10ª GIORNATA)

(11ª GIORNATA)

Angelholms 1-1 PARTITE DAL- Hammarby 02-06 AL 01-08 Brommapojk - Umea 2-1 Varbergs - Jonkopings S. 4-1 Falkenberg - Degerfors 4-1 Landskrona - Ljungskile 2-1 Varnamo - Osters 1-2 Brage - Halmstad Rin. Assyriska - Trelleborg Pos.

HALMSTAD OSTERS JONKOPINGS S. ANGELHOLMS UMEA BROMMAPOJK VARBERGS VARNAMO ASSYRISKA LANDSKRONA

Trelleborg - Landskrona Degerfors - Hammarby Halmstad - Varbergs Jonkopings S. - Varnamo Umea - Brage Brommapojk - Angelholms Ljungskile - Falkenberg Osters - Assyriska

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17 VARBERGS 1-2 ▼ 3-2 ▲ 0-0 = 4-0 ▲ 2-0 ▲ . . . .

07-06 09-06 “ “ “ “ “ “ 10-06 “ “ 12-06

HAMMARBY DEGERFORS LJUNGSKILE TRELLEBORG OSTERS JONKOPINGS S. HALMSTAD UMEA BROMMAPOJK

1-1 = 1-0 ▲ 2-2 = 2-2 = 0-1 ▼ 4-1 ▲ . . .

Classifica

PT G

OSTERS HAMMARBY BROMMAPOJK HALMSTAD ANGELHOLMS LANDSKRONA VARBERGS ASSYRISKA LJUNGSKILE FALKENBERG JONKOPINGS S. BRAGE DEGERFORS TRELLEBORG VARNAMO UMEA

28 18 18 17 16 16 15 14 13 12 12 11 10 6 5 5

10 10 10 9 10 10 10 9 10 10 10 9 10 9 10 10

PARTITE V N P 9 5 6 5 4 5 4 4 3 3 3 3 3 1 1 1

1 3 0 2 4 1 3 2 4 3 3 2 1 3 2 2

0 2 4 2 2 4 3 3 3 4 4 4 6 5 7 7

22 14 14 15 15 17 14 14 14 15 21 10 14 11 9 11

4-2 ▲ 0-2 ▼ 1-1 = 2-2 = 1-2 ▼ . . . .

UMEA BROMMAPOJK BRAGE VARBERGS VARNAMO LANDSKRONA FALKENBERG HAMMARBY DEGERFORS

ASSYRISKA ANGELHOLMS FALKENBERG HAMMARBY DEGERFORS LJUNGSKILE TRELLEBORG OSTERS JONKOPINGS S.

ATA T U P IS GIÀ D

JONKOPINGS S.

8 12 16 6 12 15 11 11 14 13 21 13 16 16 21 25

FALKENBERG HAMMARBY DEGERFORS LJUNGSKILE TRELLEBORG OSTERS JONKOPINGS S. HALMSTAD UMEA

5 2 5 4 3 4 3 2 2 2 1 1 3 1 0 0

0 2 0 1 1 0 1 2 2 1 3 1 0 2 2 0

0 1 0 0 1 1 1 0 1 2 1 2 2 2 3 5

RETI F S

V

FUORI N P

11 4 7 6 9 3 10 3 8 6 12 7 9 5 6 1 8 5 10 8 12 10 3 5 13 8 7 7 4 7 2 14

4 3 1 1 1 1 1 2 1 1 2 2 0 0 1 1

BRAGE VARBERGS VARNAMO ASSYRISKA LANDSKRONA FALKENBERG HAMMARBY ANGELHOLMS LJUNGSKILE

5

0 11 4 1 7 6 4 5 13 2 5 3 1 7 6 3 5 8 2 5 6 3 8 10 2 6 9 2 5 5 3 9 11 2 7 8 4 1 8 3 4 9 4 5 14 2 9 11

3-2 ▲ 0-1 ▼ 6-1 ▲ 0-0 = 2-0 ▲ 1-4 ▼ . . .

REGOLAMENTO Promosse le prime 2. La 3ª al play-off con la terz’ultima dell’Allsvenskan. Retrocedono direttamente le ultime 2. La 13ª e la 14ª vanno al play-out. In caso di arrivo a pari punti si tiene conto della differenza reti.

VARBERGS VARNAMO ASSYRISKA LANDSKRONA FALKENBERG ANGELHOLMS DEGERFORS LJUNGSKILE TRELLEBORG

18 1-1 = 1-0 ▲ 0-2 ▼ 1-4 ▼ 2-2 = 1-1 = . . .

11

5 BRAGE

UMEA

2-3 ▼ 0-1 ▼ 1-6 ▼ 2-2 = 2-1 ▲ 1-2 ▼ . . .

1 1 0 1 3 1 2 0 2 2 0 1 1 1 0 2

RETI F S

10 HAMMARBY

DEGERFORS

3-2 ▲ 1-2 ▼ 2-1 ▲ 4-1 ▲ 0-2 ▼ 2-1 ▲ . . .

12 VARNAMO 2-2 = 2-3 ▼ 3-3 = 2-3 ▼ 0-1 ▼ 1-4 ▼ . . .

IN CASA V N P

16

6 LANDSKRONA

TRELLEBORG

ANGELHOLMS HALMSTAD UMEA BROMMAPOJK BRAGE VARBERGS VARNAMO ASSYRISKA LANDSKRONA

RETI F S

TRELLEBORG OSTERS JONKOPINGS S. HALMSTAD ANGELHOLMS BROMMAPOJK BRAGE VARBERGS VARNAMO

2-4 ▼ 0-4 ▼ 3-3 = 0-4 ▼ 1-3 ▼ 1-2 ▼ . . .

DEGERFORS LJUNGSKILE TRELLEBORG OSTERS JONKOPINGS S. UMEA BROMMAPOJK ANGELHOLMS VARBERGS

2-3 ▼ 1-1 = 1-1 = 0-1 ▼ 1-0 ▲ . . . .

«UNDER» Hammarby Brage Degerfors Halmstad Varbergs Angelholms Brommapojk Falkenberg Ljungskile Trelleborg Varnamo Assyriska Osters

6 5 5 5 5 4 4 4 4 4 4 3 3

(3-3) (3-2) (1-4) (3-2) (2-3) (2-2) (3-1) (1-3) (2-2) (3-1) (3-1) (2-1) (1-2)

«OVER» Jonkopings S. Landskrona Umea Osters Angelholms Assyriska Brommapojk Falkenberg Ljungskile Varnamo Degerfors Trelleborg Varbergs

8 8 8 7 6 6 6 6 6 6 5 5 5

(4-4) (5-3) (4-4) (4-3) (3-3) (2-4) (2-4) (4-2) (3-3) (2-4) (4-1) (2-3) (3-2)

«GOAL» Landskrona Angelholms Jonkopings S. Falkenberg Ljungskile Trelleborg Umea Brage Brommapojk Hammarby Osters Varbergs Varnamo

9 8 8 7 7 7 7 6 6 6 6 6 6

(5-4) (4-4) (4-4) (5-2) (3-4) (4-3) (2-5) (2-4) (2-4) (3-3) (4-2) (3-3) (3-3)

«NO GOAL»

BROMMAPOJK LJUNGSKILE TRELLEBORG OSTERS JONKOPINGS S. HALMSTAD UMEA ANGELHOLMS BRAGE VARBERGS

16

LJUNGSKILE

2-2 = 2-1 ▲ 0-0 = 1-3 ▼ 3-1 ▲ 1-1 = . . .

BROMMAPOJK BRAGE VARBERGS VARNAMO ASSYRISKA LANDSKRONA FALKENBERG HAMMARBY DEGERFORS

18 ANGELHOLMS 1-3 ▼ 2-0 ▲ 1-4 ▼ 3-2 ▲ 0-2 ▼ 2-1 ▲ . . .

JONKOPINGS S. LANDSKRONA HALMSTAD FALKENBERG UMEA HAMMARBY BROMMAPOJK DEGERFORS BRAGE

12

13 FALKENBERG 3-1 ▲ 1-1 = 2-2 = 2-2 = 3-1 ▲ 1-2 ▼ . . .

VARNAMO ASSYRISKA LANDSKRONA ANGELHOLMS HAMMARBY DEGERFORS LJUNGSKILE TRELLEBORG OSTERS

3-2 ▲ 0-0 = 1-2 ▼ 3-1 ▲ 2-2 = 4-1 ▲ . . .

14

28 ASSYRISKA

OSTERS HALMSTAD UMEA BROMMAPOJK BRAGE VARBERGS VARNAMO ASSYRISKA LANDSKRONA FALKENBERG

2-1 ▲ 4-0 ▲ 4-1 ▲ 1-0 ▲ 1-0 ▲ 2-1 ▲ . . .

LANDSKRONA FALKENBERG HAMMARBY DEGERFORS LJUNGSKILE OSTERS JONKOPINGS S. HALMSTAD UMEA

2-3 ▼ 0-0 = 2-0 ▲ 0-0 = 1-3 ▼ . . . .

Halmstad Degerfors Assyriska Brommapojk Hammarby Osters Varbergs Varnamo Brage Falkenberg Ljungskile Umea Angelholms

6 5 4 4 4 4 4 4 3 3 3 3 2

(3-3) (1-4) (3-1) (3-1) (2-2) (1-3) (2-2) (2-2) (2-1) (0-3) (2-1) (3-0) (1-1)

TRIS CAMPO PARTENTI

I NOSTRI SISTEMI

MODENA TROTTO - PR. FIUME PANARO - m. 1600 VENERDI’ 8 GIUGNO - ORE 18.30 Probabili in terna

P. Molari Mas. Esposito M. Legnani M. Di Nicola M. Maccagnani Luca Farolfi M. Brevini G. Palanga Fr. Facci A. Vitagliano P. Leoni S, Capenti M. Rivara A. Fonte M. Favaron And. Esposito B. Congiu M. Barbini P. Baldi G. Pacileo

classifica

Possibili

LAZARON BABA 1600 MAZINGA FEZ » GHILAN CAR » LUPO D'ARNO » NERONE DEL VENTO » NORTON VALM » MATTEUS » NICOZ » NINFA GAS » MINERVA GAS » NUTELLA FANS » MIRACLE BIEFFE » GUINNES » GALEB » MATRIZ DI AZZURRA » NADINE BI » ISIDORO DEL RIO » IPPOLITO JET » MOMBASA BI » MA PERCHE' DI RE »

driver

Per la quota

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

metri

Da escludere

N. cavallo

17 16 19 4 11 18 8 15 7 14 20 9 2 3 10 6 1 12 5 13

Tris - Sistema per 11 cavalli

Quarté - Sistema per 9 cavalli

Sistema sviluppato con 2 biglietti T3 (cavalli nell’esatto ordine di arrivo)

Sistema sviluppato con 6 schede T4 (cavalli nell’esatto ordine di arrivo)

Un vincente e 0-1 piazzato 17-16 19-4-11-18 1-2 piazzati 8-15-7-14-20 0-1 piazzato (max 3° posto)

17-16-19 4-11-18 8-15-7

F P S

1 vincente e 1-2 piazzati 1-2 piazzati 0-1 piazzato

€ 40.00 1° Arr. 2° Arr. 3° Arr.

17-16 17-16-19-4-11-18 17-16-19-4-11-18

F P S

€ 76.50

1° Arr. 17-16 2° Arr. 19-4-11-18 3° Arr. 8-15-7-14-20 € 20.00

€ 20.00

1° Arr. 2° Arr. 3° Arr. 4° Arr.

17-16-19 17-16-19 17-16-19-4-11-18 4-11-18

1° Arr. 2° Arr. 3° Arr. 4° Arr.

17-16-19 4-11-18 17-16-19 4-11-18 € 9.00

€ 13.50

Quinté - Sistema per 10 cavalli

€ 150.00

Sistema sviluppato con 2 schede T5 (cavalli nell’esatto ordine di arrivo) 17 Vincente F 16-19-4-11-18 3-4 piazzati P 8-15-7-14 0-1 piazzato (max 4° posto) S

1° Arr. 2° Arr. 3° Arr. 4° Arr.

17-16-19 17-16-19 4-11-18 8-15-7

1° Arr. 2° Arr. 3° Arr. 4° Arr.

€ 13.50

€ 13.50

1° Arr. 2° Arr. 3° Arr. 4° Arr. 5° Arr.

17 16-19-4-11-18 16-19-4-11-18 16-19-4-11-18 16-19-4-11-18-8-15-7-14 € 90.00

1° Arr. 2° Arr. 3° Arr. 4° Arr. 5° Arr.

17 16-19-4-11-18 16-19-4-11-18 8-15-7-14 16-19-4-11-18

1° Arr. 2° Arr. 3° Arr. 4° Arr. € 60.00

17-16-19 4-11-18 17-16-19 8-15-7 € 13.50

17-16-19 17-16-19 8-15-7 4-11-18

1° Arr. 2° Arr. 3° Arr. 4° Arr.

17-16-19 8-15-7 17-16-19 4-11-18 € 13.50


il domani  

Edizione del 08 Giugno 2012