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sculture da camera di Mauro Di Leo

Da Wikipedia Il termine superfetazione deriva dal latino superfetare ("concepire di nuovo"), composto dall'avverbio super (qui con il valore di "oltre, in più") e dal verbo fetare ("fecondare"), per cui il suo reale significato è quello di una "fecondazione in più" o "fecondazione ulteriore". Così infatti la parola era intesa sia dagli autori classici sia da quelli medievali. Accanto a tale significato letterale, oggi è anche diffuso (seppur riprovato dai puristi) l'uso figurato del termine con valore di "aggiunta superflua".

"Ovit Landi" 1999, nimincturis ma quam fugia con pa doles ipsam dolorrum

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Grazie Settembre Organistico Fabrianese!

Il Settembre Organistico Fabrianese, che quest’anno celebra il suo venticinquesimo anno, costituisce, da sempre, una delle rassegne musicali più prestigiose. Nata nel 1988, da una felicissima intuizione dell’allora parroco della Sacra Famiglia, Don Nicola Gatti e dell’attuale direttore artistico della Manifestazione, il noto e valente organista fabrianese Paolo Devito, ha visto, nel corso del tempo, aumentare consensi e presenze, non solo del pubblico ai concerti, ma anche degli stessi artisti. Dopo le prime edizioni, dedicate a musica per solo organo, che hanno visto succedersi alla tastiera giovani e nomi già affermati, la prima svolta si è avuta a partire dalla quinta edizione, quando si è pensato di unire all’organo anche la voce umana, solista o corale ed altri strumenti come il flauto, l’oboe, la tromba, il violino, il corno e l’orchestra da camera. Numerosi musicisti, noti anche a livello mondiale, hanno, poi, preso parte alla rassegna organistica, avvalorandola, con la loro presenza, notevolmente. Hanno calcato il palcoscenico fabrianese: Rose Kirn, Donato Cuzzato, Marco Arlotti, Patrizia Tarducci, Umberto Pineschi, Jan Willem Jansen, Wijnand Van De Pol, Giovanna Franzoni, Ruggiero Livieri, Joyce Jones, Claudio Brizi, Victor Urban, Alfonso Fedi. Importante è stata la partecipazione dell’organico da camera dell’Orchestra Sinfonica delle Marche, dei solisti della Sagra Musicale Umbra, e della classe di clavicembalo del conservatorio di Perugia. Ciò che, tuttavia, ha costituito la svolta importante, dal punto di vista qualitativo, per il Settembre Organistico e ha contribuito a renderlo evento culturale di alto profilo, inserendolo a pieno titolo in un circuito di eccellenze musicali territoriali e nazionali, è stato l’incontro con il maestro Gabriella Agosti, musicista valente, colta e raffinata, da cui è nata l’assidua collaborazione con il Florilegio Musicale da lei diretto, con intelligenza e tanta umanità. Incontro e collaborazione che hanno permesso al Settembre Organistico Fabrianese anche di trasformarsi in associazione culturale, volta a organizzare manifestazioni musicali artistiche e a promuovere musica organistica e da camera per la crescita e la valorizzazione dei giovani, della città e del territorio. È per questi motivi che l’assessorato alla cultura, da sempre, ha guardato con attenzione, stima, spirito di collaborazione e gratitudine al Settembre Organistico Fabrianese, che ha saputo proporre un progetto musicale e culturale, sempre più articolato negli anni. Un progetto che, al di là della rassegna settembrina e dell’aspetto relativo alla mera fruizione della musica, prevede anche la promozione e la valorizzazione della produzione e formazione musicale. 4

È per questi motivi, inoltre, che l’Amministrazione comunale, vista anche la valenza dell’Associazione e la sua ricaduta culturale, educativa e sociale della stessa sul territorio, ha voluto fortemente prendere parte all’organizzazione delle celebrazioni per il venticinquesimo del Settembre Organistico Fabrianese e sostenere, con la concessione del patrocinio della Città di Fabriano, l’importante e variegata programmazione che, per l’occasione, prevede, non solo la prestigiosa rassegna organistica, che si svolgerà, come sempre, nel mese di settembre, ma anche una serie di eventi culturali che si terranno nel corso dell'anno 2012 e che si affiancheranno al normale svolgimento della manifestazione. Tali eventi, espressione di una perfetta contaminazione tra linguaggi artistici, spazieranno dalla musica, all’arte visiva, alla fotografia, alle scienze. Ad alcuni interessanti incontri, che vedranno la presenza di autorevoli studiosi, si alterneranno, infatti, due interessanti mostre, una fotografica, dedicata al grande Francesco Angelini e l’altra artistica, che vedrà protagonista Mauro Di Leo, il cui linguaggio, interessante ed originale, non appartiene a stili o schemi codificati e nelle cui opere il lavoro dell’artista non è separabile da quello dell’artigianato. Il tutto ci aiuterà a rivisitare, in chiave moderna, il nostro tratto identitario e a comprendere come le arti possano aprirci al senso dell’alterità e della speranza, proiettandoci verso una visione di futuro. Grazie, quindi, Settembre Organistico Fabrianese! Grazie anche a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera città! Grazie al Presidente dell’associazione Sandro Cipriani, grazie al grande, vivace e speciale Direttore artistico Paolo Devito, valente musicista, dotato di grande umanità, grazie a tutti coloro che in questi bellissimi venticinque anni hanno permesso alla città di godere di tanti meravigliosi eventi musicali, attraverso i quali rivisitare le proprie radici e riassumere le migliori qualità della sua gente, che sono creatività, genio, fantasia, capacità di lavorare per un progetto comune. Al ringraziamento si unisce l’augurio che il Settembre Organistico Fabrianese possa continuare a vivere e ad operare ancora per lunghi anni e a raggiungere grandi successi e importanti traguardi.

L’Assessore alla Cultura Sidonia Ruggeri


Mauro Di Leo (Cemak)

Caro amico ti scrivo. Cioè scrivo su di te. Ci accomuna il nome-cognome. Ciò che in te è il cognome, in me è il nome. In verità il mio nome è Leonardo. Sempre in questo modo mi ha chiamato mia madre e gliene sono grato. Altri lo fanno, ma sono pochissimi. Molti mi chiamano direttamente Cemak e di questo sono loro grato, perché è il cognome che mi ha donato mia madre. Tutti gli altri mi chiamano sinteticamente Leo, che è il nome di un cane. Ma va bene, quasi lo accetto, anche il cane è una creatura, un essere vivente creato da Dio, o da chi per Lui, così come tutti gli altri animali, esistenti o inventati, che tu dipingi o modelli. Ma basta parlare di me e veniamo a te. Sei un geologo, ti occupi dell’origine, della costituzione e della struttura della crosta terrestre. Questo non ti basta, vuoi essere, sei, anche artista. Ma, per non sentirti in colpa con il tuo mestiere di geologo, ami lavorare un materiale primordiale che dalla terra proviene: l’argilla. So che fin da bambino sei stato emozionato e affascinato dalla forma archetipica che assume l’argilla: il mattone! Dio, ancora Lui, creò l’uomo, qualcuno sostiene, modellando l’argilla. E poi la donna, di conseguenza, come ben sappiamo. Insomma, fin dal principio, si mise in moto la macchina del fango. Non nel senso, comunemente inteso oggi, di mettere in evidenza l’abiezione, la corruzione, la disonestà, la bassezza morale di qualcuno. Il quale qualcuno, sdegnato, denuncia che gettarlo nel disonore, cioè nel fango, è frutto di un complotto! Ma invece nel senso che da subito si iniziò a sporcarsi le mani per creare una forma. Tu non sei Dio, evidentemente, ma come tutti gli artisti hai l’ambizione di essere creatore. Se non creatore del cielo e della terra, almeno creatore con la terra. Non è facile essere creatore, è più facile essere creativo, soprattutto perché non si sa bene cosa voglia dire esserlo. Tutti vogliono essere creativi, pochi sono i creatori di una forma nuova e necessaria. Ma bisogna provarci, se una forza interna ci spinge a sporcarci le mani, a manipolare materia, colore e segno. La tua materia è l’argilla, che una volta modellata passa alla cottura e diventa terracotta, il tuo colore è lo stesso dell’argilla, il tuo segno disegna facce. Facce, teste. Teste vuote, come vuoti sono i vasi di terracotta, destinati a contenere qualcosa. Le tue teste sono destinate a contenere un senso, un significato, un simbolo, una rappresentazione, che solo tu puoi intendere. Ma che, mostrandocele, intendi comunicare a noi che le guardiamo. Facce che sono maschere e viceversa. Dalla forma esteriore alla forma interiore. Essere ed apparire. Facce nascoste, maschere nude. Faccia da schiaffi, faccia tosta, faccia di bronzo. Faccia d’argilla.

Strani personaggi, mezzo umani e mezzo animali. Forse di significato rituale, come certe facce-maschere africane che tu tieni nel tuo studio, come fonte d’ispirazione o come monito. Facce, le tue, non tragiche, ma quasi divertite e divertenti, anche se un po’ inquietanti. Facce satiriche, facce caricaturali. Facce uscite da un fumetto fantasy, facce che abitano un vecchio catalogo di cose inverosimili e improbabili. Facce vuote, con cavità che possono contenere fiori, matite, altri oggetti o sogni. Sai che mi piace il tuo omino che cammina lasciando impronte dietro di se, portando posato in testa un volatile. Forse un’idea di libertà. Ti conosco mascherina!

Leonardo Cemak

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"Serena", 2010 – terracotta rossa con ampolle di vetro 35x20x15


"Serenella", 2010 – terracotta rossa con ampolla di vetro 26x18x16

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"sui tetti", 2010 – terracotta rossa 44x22x16

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"comignolo", 2010 – terracotta 42x30x20


"sparacoriandoli", 2010 – terracotta smaltata 28x25x12


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"xx factor", 2011 – terracotta rossa e bianca e smalti 30x24x16

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"personaggio lunare", 2011 – terracotta bianca e smalto 30x20x15


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"fieri", 2012 – terracotta 53x18x14


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"Fiera", 2012 – terracotta acrilici e smalto 30x15x10

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"DSCF1535", 2012 – terracotta rossa e bianca 26x20x15

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"testimone oculare", 2011 – terracotta rossa e smalto 30x25x14


"ice age", 2010 – terracotta rossa, gesso e smalti 34x20x17

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"Kosmo" – terracotta bianca e rossa e smalto 29x27x20

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"Silvano", 2010 – terracotta rossa e smalto 35x40x20


"the sound of silence", 2012 – terracotta smaltata, manubrio e trombetta 50x60x18


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"tontom", 2010 – terracotta bianca 18x21x23


"inseguimento a coppia", 2010 – terracotta rossa, gesso e smalti 34x20x17

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"dead mouse", 2010 – terracotta, gesso e smalto 27x15x15


"oh savage!", 2010 – terracotta, gesso e acrilico

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"doubleface", 2010 – terracotta, gesso, smalto e laccio di cuoio 30x15x12

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"Elsa", 2011 – terracotta rossa, smalto e acrilico 18x35x10


"Rocco", 2011 – terracotta rossa e smalto (progetto per istallazione) 32x19x26

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"el ingenioso hidalgo", 2012 – terracotta rossa e bianca 26x20x12


"Sancho", 2012 – terracotta rossa e bianca 26x18x15


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"Dulcinea", 2012 – terracotta rossa e bianca 30x16x14


"Pino", 2011 – terracotta rossa e bianca 23x21x12

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"pensiero", 2010 – terracotta smaltata


"moonlight", 2011 – terracotta rossa e bianca 28x22x18

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"Sirena", 2011 – terracotta bianca e rossa 30x25x15


"coso", 2012 – terracotta bianca e rossa

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"bifronte", 2010 – terracotta e smalto 35x25x20


"Giano", 2012 – terracotta rossa 23x22x22

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"Capo", 2010 – terracotta rossa 35x17x15


"Cucù" (come passa il tempo!) – 2003 mixed media

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"TO-THEM", 201O – terracotta o terracotta smaltata 30x16x14 (6 pezzi piÚ supporto)


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"points of wiew"

– terracotta smaltata

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"Sebastiano nel bosco", 2008 – terracotta policroma 36x26x26


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"With Team Spirit, Are All Things Possible"? Istallazione Giardini del Poio di Fabriano per "non si riceve la saggezza" a cura di "Associazione Mercurio" - ottobre 2010


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"passaggio", 2008 – cassetta tipografica, terracotta colorata, ceramica liquida 39x94x34


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"sostare per bere", 2007 – acrilico su tela 50x100 (collezione Municipio di Fabriano)


"buon viaggio" – mixed media

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"dopo la pioggia", terracotta e legno di recupero 34x46


"scarpine in terracotta"

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"cambio stagione; primavera", 2005 – terracotta rossa 23x16x16


"Alice", 2005 – terracotta e materiale di recupero

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"arbusto", 2006 – terracotta rossa 35x28x20


"cambio stagione; inverno", 2005 – terracotta rossa 29x18x16

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"albe", 2005 – terracotta e materiali di recupero 23x16x16

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"antenati"



Superfetazioni