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HERITAGE


Cos’è la Trabant? Solo un’automobile? O forse è qualcosa di più? Perché dopo ventidue anni dalla fine della sua produzione è ancora vivo il suo ricordo nella testa di milioni di persone? È evidente che la Trabant riveste un ruolo molto più importante di semplice veicolo, rappresenta quarantuno anni di memorie, di ricordi, che i popoli dell’Est hanno vissuto fino alla caduta del muro di Berlino. La Trabant rappresenta un simbolo di questo periodo storico per la gente, attraverso la quale riaffiorano alla mente i tantissimi ricordi passati in gioventù. La Trabant, o affettuosamente Trabi, è sempre stata più di un’automobile per le famiglie, a partire dal

nome, “compagno di viaggio”, ha rappresentato un'indispensabile risorsa per le famiglie sovietiche. La conseguenza diretta e duratura di questo affetto è il fenomeno della Ostalgie, un neologismo che racconta nostalgia per la vita prima del crollo del muro di Berlino in Germania dell’Est, che si può’ riferire anche agli altri paesi “ex-socialisti”. È lo sguardo nostalgico verso la vita durante il socialismo reale, una memoria collettiva in contrasto con la memoria culturale ufficiale degli


Stati dell’ex blocco sovietico oggi nell’Unione Europea; si riferisce particolarmente alla vita quotidiana scomparsa dopo la riunificazione, sconfitta dal capitalismo e dalla cultura occidentale. Con il passare del tempo molti tedeschi orientali hanno iniziato a sentire la mancanza di alcuni aspetti delle loro vecchie


vite e, partendo dal recupero di ogni tipo di testimonianza, hanno dato vita ad un vero e proprio fenomeno di costume. La Trabant si permea di questo senso di Ostalgia, in quanto è tra gli elementi

più rappresentativi, se non il più significativo di questo periodo storico. Prova del valore rappresentativo della Trabant e della traccia indelebile che ha lasciato nel cuore delle persone è il museo della che la racconta a Berlino. Il progetto è di un imprenditore che della "Ostal-


gie", la nostalgia delle atmosfere, del design e del paesaggio urbano della Germania comunista, ha fatto un business: André Prager, 40 anni. Gestisce anche il “Trabi-Safari”, che permette ai turisti in cerca di nuove emozioni durante la visita di Berlino un servizio completo di noleggio auto che a bordo dell’ormai mitica Trabant consente di visitare alcuni dei luoghi storici della città un tempo divisa fra est ed ovest grazie un tour guidato attraverso i luoghi che circondano l’ex Muro di Berlino o fra le architetture di regime che fino a poco più di 20 anni fa facevano da sfondo

naturale al traffico delle “Trabi”. Un piccolo museo nel centro di Berlino è la sede di una singolare esposizione oltre al museo già presente a Zwickau, dove le auto della DDR venivano prodotte. Ciò che, inoltre, ha contribuito alla fama della Trabant è stato il merito di aver rilanciato l’industria automobilistica della Germania dell’Est nel periodo post-bellico grazie alla sua produzione a basso costo. In un periodo di recessione economica come quello attuale, perché non utilizzare la stessa ricetta vincente della Trabant che già risollevò una volta l’industria di tutta l’Est Europa unita all’affetto che milioni di persone?


Ulteriore prova della forza che la Trabi può vantare nella cultura popolare sono gli svariati riferimenti che alcuni media hanno voluto farle; dalla musica ai fumetti, c’è qualcosa di evidentemente significativo della storica utilitaria sovietica nei ricordi di artisti ed autori. Per esempio lo storico gruppo irlandese, gli U2, per la scenografia concerti dello Zoo Tv Tour (1992-1993) ha deciso di utilizzare le Trabant, con una spettacolare reinterpretazione della carrozzeria e della linea dell’auto, riutilizzata come vero e proprio perno dell’aspetto visivo dello show. Numorosi anche i recenti riferimenti cinematografici, quasi

sempre con veri e propri ruoli da protagonista: come nel film Ogni cosa è illuminata (2005), dove i protagonisti attraversano l’Ucraina a bordo di una Trabant. O nel film comico tedesco "Quella Trabant venuta dall’Est" (1991) dove la trama si snoda intorno al viaggio di una famiglia dalla Germania Est all’Italia a bordo di una Trabant. Non mancano neppure i piccoli cameo, come nel film "Good Bye Lenin" (2003) dove, per cercare di chiedere alla madre i soldi da cambiare durante la riunificazione, Alex le dice che è


arrivata la Trabant che avevano ordinato, e lei si stupisce dei soli tre anni di attesa. Persino nei fumetti Disney la macchina del personaggio Paperoga è una simpatica parodia della Trabant; il fortunato cugi-


no di Paperino infatti guida una “Traballant”, come peraltro la maggior parte dei suoi concittadini: in un censimento con-dotto da Paperino e Paperoga per conto di zio Paperone, la Traballant viene ritenuta l’auto

preferita dai paperopolesi. La Trabant, come tanti altri simboli dell’era comunista era ed è, semplicemente, un pezzo, consistente, di vita vissuta. In Germania, in particolare a Berlino, le hanno comprate, smontate, modificate, pitturate,n guidate con gli amici, provate con la fidanzata. Era brutta, ma di quel


brutto che non può non piacere. Snobbata a Occidente, ma amata in patria dove tuttora viene confidenzialmente chiamata Trabi, dove l’amore col passare degli anni è aumentato: c’è però chi, entrando nei negozi di souvenir berlinesi pieni di gadget firmati Trabant, sostiene che i tedeschi hanno semplicemente trovato un modo per spillare soldi ai turisti, dando la patente di mito a una sorta di cassonetto della spazzatura col volante. Tanti, perfino troppi, se si guarda bene la vecchia Trabi, non sono affatto d’accordo e si battono per tenere alto l’onore

dell’auto del popolo (in contrapposizione con la Wartburg, più costosa e ricercata, di fatto appannaggio solo della classe dirigente). Decine e decine di fan club, circoli, esibizioni, passerelle e gare: tutto pur di tenere allenati i motori ormai stanchi della Trabi.

La Trabant è stato impiegata per rafforzare gli ideali di uguaglianza e fratellanza socialista in Germania , in contrasto con la distribuzione ineguale della ricchezza apparente in Occidente.


La Trabant nasce nel 1957, prodotta dal marchio Sachsering, con un motore a 6 cilindri a trazione posteriore di 2400 cm3 in grado di sviluppare 80 CV. Questa vettura, chiamata P240 è prodotta in piccola serie fino il 1959, e a mano. Costava 27.000 OM (Ost-mark, la moneta della DDR) o 4 anni di stipendio per un operaio della Germania Est. Questo è un veicolo di lusso per l’élite del partito. Tuttavia, non è la prima vera Trabant, è un modello più piccolo e una sua versione cabriolet era utilizzata nelle parate e altri spettacoli. Il modello successivo fu la P70, il modello più vicino

alla vera Trabant. Fu la prima automobile ad avere una carrozzeria composita, il Duroplast, un materiale pressato di notevole spessore, contenente lana o cotone impregnato di resine. La P70 montava un motore a due tempi con 22 CV e un cambio a tre velocità. Ci sono tre versioni della P70: una berlina a 2 porte, una berlina station wagon ed una coupé. Dal 1955 al 1959 sono state prodotte 30.000 copie. Nel 1957, nasce la P50.


La lettera P significa “Personenwagen” auto personale. Questa è la prima vera Trabant, il cui nome può essere tradotto come satellite o compagno. La sua base è la stessa della P70 ma la carrozzeria è completamente nuova. L’auto è più spaziosa e moderna. Il Duroplast è


ancora utilizzato, mentre il motore è nuovo e si rivela un’evoluzione dei due tempi già montato sulla P70. Nel 1962 fa il suo esordio la P60 o P600. Anche se la carrozzeria

è molto vicina a quella della P50, il motore è un nuovo 595 cm3 e sviluppa 23 Cv. Il cambio ha ancora quattro velocità. Nel 1964, sono stati prodotti 132.000 esemplari della P50. Nello stesso anno, nasce la P601. È una semplice modernizzazione della linea della P60 con lo stesso motore due tempi da 600 cm3, la cui potenza è però stata aumentata a 26 CV, con picco di velocità


massima di 100 km / h. Questo è il modello più famoso di Trabant, che vivrà in prima persona la caduta del muro di Berlino. Sarà prodotto fino al 1991. Fino ad allora verranno apportati pochi cambiamenti, tra cui l’accensione elettronica nel 1985, risultato dell’influenza dell’Occidente. Nel 1989, la P601 è stata modernizzata con l’adozione di un motore 4 cilindri 4 tempi dalla Volkswagen Polo in grado di sviluppare 40 CV, diventando la Trabant 1.1. Subisce anche delle migliorie dal punto di vista estetico e strutturale, adottando una nuova calandra, un nuovo

cruscotto e la leva del cambio al pavimento. Pochi mesi dopo però, il Muro di Berlino cade: le auto usate occidentali invadono il mercato tedesco-orientale. Questo è il colpo di grazia, le vendite crollano. Verrà prodotto poi un altro modello, la IVM Trabant, una modernizzazione del modello 1.1 che elimina gli spigoli vivi della carrozzeria, ma che rimarrà solo un prototipo visionabile all’Horch Museum Zwickau. L’ultima Trabant viene prodotta nel 1991 dopo 3 milioni di copie vendute.


Go Trabi Go (1991)


Ogni cosa è illuminata (2005)


Good Bye Lenin! (2003)


Trabi Safari - Berlino


Trabi World - Museo Berlino


Murales - West Side Gallery


"Trabant goes to Africa"


Modellino Trabant


Inserzioni pubblicitarie


Zoo Town Tour U2 - 1992


Concerto U2 - 1992


Valori E Caratteristiche


ESSENZIALITÀ

INGEGNOSITÀ

ACCESSIBILITÀ


INTERNI BASILARI COMPATTEZZA OTTIMIZZAZIONE DEGLI SPAZI

LEGGEREZZA NUOVO USO DEI MATERIALI VELOCITÀ

ECONOMICITÀ FACILITÀ ALLA GUIDA MANUTENZIONE FAI DA TE


E

ZIALità


G GNOSITà


SSIBI LITà


Politecnico di Milano Laboratorio di Metaprogetto Brand Book “Trabant” DIRETTORE RESPONSABILE Paolo Ciuccarelli VICEDIRETTORI Andrea Aparo Fabrizio Piccolini Gianluca Seta


BrandBook Trabant  

PoliMi// Design della Comunicazione // Laboratorio di Metaprogetto // by Baadaye

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