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Il Corriere della Città

Pomezia

Politica

Anno 4 Numero 9 SETTEMBRE 2012

GRATUITO

COME È ANDATA LA STAGIONE TURISTICA?

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POMEZIA, INCUBO BILANCIO

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il

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della

Ricordi d’Estate

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ARDEA, CONVENZIONE E CONTESTAZIONI

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VARIANTE PIANI PARTICOLAREGGIATI: TUTTO DA RIFARE?

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In arrivo un autunno caldo per Ardea e Pomezia


Pomezia Lettera al News Direttore

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entile Direttore,

mi ero promesso di non scriverLe, almeno ad Agosto. La mia mail prende spunto da episodi di vita quotidiana che diventano esasperazione. È infatti più che mai attuale il problema della mobilità per la nostra città. Le attività connesse con la realizzazione della nuova pontina proseguono parallelamente ad ostacoli burocratici, dissenso di alcuni comitati e proposte alternative. Tra i pendolari c’è però chi ha già trovato, in realtà per necessità più che per scelta, un’alternativa all’auto e quindi alla SS 148. Mi riferisco alla possibilità di raggiungere Roma con il treno dalla stazione di Santa Palomba. Considerato che è, purtroppo, l’unica alternativa ad oggi esistente, questa andrebbe incoraggiata e sostenuta. Purtroppo però permangono difficoltà e criticità che sono frutto della “disattenzione” da parte di tutte le strutture amministrative competenti e non solo di Trenitalia. Difatti, se la puntualità dei treni, la pulizia degli stessi e la congruità dei convogli utilizzati, investono responsabilità e decisioni vincolate - forse - alle politiche di bilancio nazionali e regionali, lo stesso non dovrebbe essere per la gestione della Stazione a servizio della città di Pomezia. Mi permetto di segnalare alcune problematiche la cui soluzione non richiede sforzi economici titanici. - la presenza della stazione mobile delle Forze di Polizia: è stata un’esperienza positiva in tema di sicurezza; andrebbe riproposta ed estesa; il bus affidato alla ditta Troiani dovrebbe garantire il servizio anche in caso di ritardo del treno corrispondente da Roma (altrimenti si vanifica il servizio e si costringono donne e ragazzi a sostare in Stazione in attesa del successivo bus – poco meno di un’ora); - la riapertura dei servizi igienici (è impensabile che una stazione ferroviaria che dista 10 km dalla città non abbia un servizio igienico fruibile); l’adeguamento della sala d’attesa con posti a sedere, impianto di riscaldamento e videosorveglianza. La sala in questo modo sarebbe altresì funzionale ai tempi di attesa dell’autobus Troiani visto che la fermata dello stesso ha una copertura precaria; - l’ installazione di distributori automatici di bevande (in virtù del fatto che non c’è più il bar). Direttore, non è la prima volta che i pendolari lamentano trascuratezza nei loro confronti; affido questa lettera al Suo giornale affinché possa trattarla con lo stessa piglio pragmatico che contraddistingue il Suo lavoro. Sono certo che riuscirà a sottrarsi da risposte che prevedono semplici dichiarazioni di intenti o rimpallo di competenze e magari strappare una speranza in più. Giuseppe Abbinante

ho sottoposto la sua lettera al Sindaco di Pomezia, che ha immediatamente riconosciuto la gravità del problema e fatto un sopralluogo alla Stazione di S. Palomba per constatare la situazione, a seguito del quale ha inviato una lettera formale all’Amministratore Delegato delle Ferrovie dello Stato, il Dott. Mauro Moretti, attraverso la quale sono state inoltrate delle precise richieste. “In seguito ad un sopralluogo effettuato personalmente in data 29 agosto 2012 presso la stazione ferroviaria di Pomezia - Santa Palomba sono emerse criticità evidenti, già segnalate dai numerosi pendolari di Pomezia e Ardea che quotidianamente si servono della stazione per recarsi a Roma – è stato scritto dal Primo Cittadino Enrico De Fusco - In particolare, l’assenza di servizi igienici sanitari, le condizioni precarie della sala d’attesa, sprovvista di sistema di riscaldamento e videosorveglianza, l’assenza di distributori automatici per bevande. Si tratta di problematiche che si sommano alle già note condizioni precarie cui sono costretti i pendolari della tratta Roma-Nettuno, legate alla carenza di carrozze e ai ritardi dei treni, denunciate a più riprese dai Sindaci del litorale”. “In qualità di Sindaco della Città di Pomezia, nonché responsabile dell’ordine pubblico e della sanità e igiene pubblica - viene riportato nella missiva - si chiede alla S.V. di provvedere al ripristino delle suddette condizioni, indispensabili per la fruizione della stazione ferroviaria da parte di cittadini e pendolari, nonché di provvedere all’adeguamento, in materia di sicurezza, della sala d’attesa. In mancanza di ciò il sottoscritto si vede costretto ad emettere specifica ordinanza a garanzia delle condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza della stazione. In alternativa, si richiede la presa in consegna in comodato d’uso della struttura da parte dell’Ente, che potrebbe in tal modo provvedere ai servizi carenti (servizi igienici, punti di ristoro, agenti e strumentazione di sorveglianza) della stazione stessa”. Oltre alla lettera, il Sindaco ha voluto ringraziarla per la precisa segnalazione. “Il disagio per i viaggiatori è davvero elevato. Ho trovato la stazione con i servizi pubblici murati: una cosa del genere è inconcepibile, così come non è possibile non poter acquistare una semplice bottiglietta d’acqua. E’ assurdo anche che i biglietti possano essere fatti solo attraverso carta di credito, soprattutto calcolando che la maggior parte degli utilizzatori sono giovani studenti. Occorre poi ripristinare la biglietteria automatica, a vantaggio soprattutto delle Ferrovie, che eviterebbero che molti viaggiatori salgano senza biglietto. Spero che le nostre richieste vengano accolte quanto prima, altrimenti sarò costretto ad agire attraverso un’ordinanza motivata da ragioni di igiene e sicurezza. Per quanto riguarda i bus Troiani cercheremo di risolvere il problema nel minor tempo possibile”.

Per le tue segnalazioni scrivi a

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entile lettore,

redazione@ilcorrieredellacitta.it Settembre 2012


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UN’ESTATE SENZA STELLE, MA A STRISCE… BLU

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’ finita un’altra estate. La maggior parte dei turisti ha fatto le valigie ed è tornato a casa, portandosi i ricordi più belli e lasciando qui le cose spiacevoli. Come ad esempio le strisce blu di Torvaianica, che dureranno ancora qualche settimana. I parcheggi ad un euro l’ora, senza la possibilità né di frazioni né di tariffe giornaliere, hanno fatto infuriare non solo i villeggianti, ma anche i residenti che non riuscivano, soprattutto nei giorni di punta, a trovare posto altrove. “Non era così che volevamo i parcheggi a pagamento – hanno lamentato alcuni commercianti – pensavamo invece a qualcosa che spingesse il ricambio delle auto in sosta per favorire il commercio, che invece ne è uscito penalizzato”. Già, perché pagare un caffè 1 euro e 80 – 80 centesimi il caffè, un euro il parcheggio – ha fatto desistere parecchie persone, che hanno preferito sorseggiare la

bevanda in locali lontani dal centro. Stessa cosa per l’acquisto del pane o di qualunque altra cosa venduta negli esercizi commerciali adiacenti alle strisce blu, ma anche per andare a fare una denuncia per furto dai carabinieri di Torvaianica. Quasi quasi conviene farsi derubare a Pomezia: lì, infatti, le strisce blu sono fittizie, mai partite a causa della mancanza dei “gratta e parcheggia”, introvabili nei negozi di via Roma e dintorni. “Allora ci saremmo dovuti rifiutare anche noi di venderli”, deducono sconsolati i commercianti penalizzati da un provvedimento che invece ha fatto arrivare bei soldini nelle casse comunali. Soldi non tutti provenienti dai grattini, ma soprattutto dalle contravvenzioni elevate a chi “ci provava” e non esponeva il ticket dell’avvenuto pagamento. Tanto gli agenti dedicati a questo compito c’erano, grazie alle assunzioni partite a luglio. E non solo fino alle 20:00, ma addirittura, esclusivamente nei week end e festivi da Agosto ad Ottobre, fino a mezzanotte, grazie ad un accordo con i sindacati di categoria che ha permesso l’istituzione di un ulteriore turno di lavoro, dalle 16:48 alle 24:00, alla modica somma, così come previsto dall’impegno di spesa, di 30 mila euro,

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giustificati dal fatto che ogni ora di servizio viene pagata ben 17 euro in più rispetto a quelle ordinarie. Eppure il contratto nazionale prevede, per la Polizia Locale, un’indennità di turno di soli 3 euro l’ora. Forse Pomezia può permettersi di viziare il proprio personale con indennità maggiori? Dallo stato delle casse comunali non sembrerebbe proprio. Allora, magari a torto, si è portati a pensare che tutte le contravvenzioni, unite ai soldi dei parcheggi a pagamento, possano essere serviti a pagare queste maggiorazioni. Chi ne è uscito vincente? A perdere, di sicuro, sono stati i cittadini: commercianti che hanno perso i clienti di passaggio, residenti e villeggianti costretti a pagare anche 10 euro per una giornata di parcheggio, cifre che non vengono richieste nemmeno nei garage privati. Intanto poco distante – leggi via Danimarca davanti alle giostre e Lungomare Tognazzi – i parcheggi venivano gestiti dagli ambulanti: 5 euro per l’intera giornata al mare, uno o due euro per la serata alle giostre. Un business esentasse che dura da anni e che ancora nessuno è riuscito a sconfiggere.

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“Crisi del lavoro e bilancio saranno i problemi dell’autunno”

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RIENTRO BOLLENTE

La politica verso un autunno di fuoco, tra problemi di lavoro e aumenti di tasse

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n’estate di politica quasi inesistente, con – unico alito di vento nella calma piatta – solo il tentativo di sfiducia nei confronti del Sindaco Enrico De Fusco a movimentare le giornate afose di Pomezia. Mario Borgo Caratti, consigliere SEL, inizialmente era stato l’unico ad appoggiare la mozione presentata dall’esponente del Movimento 5 Stelle Fabio Fucci. Perché? “Era l’occasione di smuovere le acque e provocare una discussione sulla situazione politica attuale, che è sotto gli occhi di tutti: c’è una maggioranza che si ricompatta quando viene attaccata nel suo massimo esponente ed un’opposizione che non riesce ad essere omogenea, anche se stavolta c’è mancato davvero poco, visto che il documento è stato firmato da tutti tranne che da un consigliere”. Quanto è difficile far parlare la stessa lingua a tutta la minoranza? “Tanto, perché la diversità della composizione è davvero elevata: io rappresento la sinistra, Fucci fa parte di un Movimento apartitico, gli altri appartengono a posizioni di centro o di centrodestra. Mettere d’accordo 9 persone su 10 è già stato un bel risultato”. Il ricompattarsi dei consiglieri di maggioranza a difesa del sindaco è dovuto al fatto che gli vogliono bene o perché a breve si tornerà a parlare di urbanistica? “Sul fatto che tutti possano essere così affezionati al Primo Cittadino ho qualche dubbio. Ricordo uno degli ultimi consigli comunali a cui De Fusco ha partecipato, nel corso del quale ha dovuto prendere la parola per rimproverare aspramente il comportamento dei suoi, che se ne dicevano di tutti i colori. Non mi è sembrato uno spettacolo di amore ed armonia, dove regna la condivisione. Magari l’urbanistica è uno degli argomenti che più di altri riesce a mettere d’accordo le persone”. Quali sono secondo lei i problemi più importanti su cui l’Amministrazione avrebbe dovuto focalizzarsi e che ha invece disatteso? “Sicuramente la questione lavoro, che esploderà ancora più virulenta verso ottobre. Questo è un territorio industriale che sta perdendo pezzi importanti, dove le industrie non fanno altro che ridurre il loro personale, ridimensionare l’organico o addirittura chiudere.

Occorrerebbe istituire un tavolo di concertazione permanente con gli Enti superiori, tra cui Regione e Ministero dell’Economia, per monitorare costantemente la situazione e non trovarsi, come al solito, a fronteggiare l’emergenza”. Magari convocando consigli comunali ad hoc per mostrare solidarietà ai lavoratori? “Già, tanto la solidarietà è gratis, ma non risolve i problemi. Bisogna invece lavorare prima, per cercare di limitare i danni futuri. Ci sono nuove crisi già annunciate: ad ottobre si ripresenterà il problema della Sigma Tau, ma non sarà il solo. Qui non stiamo parlando di qualcosa che coinvolge poche persone, ma di un intero territorio che si va compromettendo sempre di più. Bisogna correre ai ripari prima che sia troppo tardi”. Altro nodo cruciale per il prossimo autunno sarà il bilancio, rimandato anche grazie alla nuova normativa. “Anche lì ci saranno problemi. Considerando che i trasferimenti dello Stato sono ormai ridotti al lumicino, questa Amministrazione ha deciso di rimediare mettendo mano alle tasche dei cittadini. L’intenzione è infatti quella di aumentare l’aliquota dell’IMU”. Ma il Sindaco aveva promesso che, almeno per la prima casa, sarebbe rimasta invariata, proprio per non pesare troppo sulle fasce più deboli della popolazione. “Eppure è previsto un aumento, seppur piccolo, con l’aliquota che dovrebbe passare dallo 0,4% allo 0,44%, un ritocco dello 0,04%, come emerso nel corso della Commissione Politiche Finanziarie, mentre sarà più considerevole sulle seconde abitazioni e sulle attività commerciali, che passeranno dallo 0,76 allo 0,96%. Quello che si vuole fare è incassare 10 milioni di euro in più rispetto allo scorso anno con l’ICI, per compensare le mancate entrate statali, passando da 26 a 36 milioni. Questo significa dare una “mazzata” tremenda ai cittadini, in una situazione già tragica per loro”. Quale sarebbe l’alternativa? “Tagli alle spese, evitando gli sprechi, ed una lotta feroce all’evasione fiscale. Abbiamo saputo dall’assessore di competenza che sulla Tarsu c’è un’evasione del 50%”. E cosa fa il Comune per recuperarla? Settembre 2012

“Nulla, purtroppo. Non ha predisposto per tempo un ufficio tributi adeguato che si occupasse anche dell’accertamento e del recupero dei crediti evasi”. Ma per questo non era stato affidato un apposito servizio all’Andreani? Che risultato è stato raggiunto finora? “Molto scarso, come emerso dalla relazione fatta dall’apposita commissione. Su questo sto predisponendo un’interrogazione all’assessore alle politiche finanziarie, che prese l’impegno di rivedere il contratto con questa società, riducendo l’aggio, proprio nell’ottica delle mancanze registrate nella relazione. Chiederò inoltre che venga specificato quale sia il lavoro di accertamento effettivamente svolto dall’Andreani, per evitare che venga pagato un servizio in realtà già svolto da qualcun altro e di rendere pubblici i risultati ottenuti finora”. Invece nelle settimane scorse, in riconoscimento dei “meriti professionali”, all’Andreani è stato affidato direttamente l’incarico di formare i dipendenti comunali. “Il fatto che ricorrano sempre le stesse società nell’affidamento dei servizi non mi sembra eticamente corretto né opportuno, soprattutto dal momento che esiste una relazione che dissente su questi meriti”. A maggio si parlava di “Distretto Turistico” per Torvaianica. Adesso che l’estate è finita di cosa si parla? “Sicuramente l’argomento sarà ridiscusso nei prossimi consigli comunali, visto che il punto era stato ritirato per divergenze interne alla maggioranza. Il rischio è quello di una cementificazione dell’entroterra che si andrebbe ad aggiungere al disastro già presente sul litorale. Credo che, prima di parlare di progetti di sviluppo, anche se limitati a strutture ricettive, della fascia interna, sia il caso di cercare di recuperare quella costiera, che sicuramente non ha un bell’aspetto. Torvaianica va vista nel suo aspetto globale, non in sezioni che alla fine non riuscirebbero nemmeno a comunicare tra loro. Basta vedere Zoomarine: quanti dei suoi visitatori poi spendono qualcosa a Torvaianica?”. Maria Corrao


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UFFICIO TRIBUTI, FORMAZIONE DEI DIPENDENTI CON POLEMICA L’attività formativa è stata assegnata all’Andreani per “l’ampia professionalità” dimostrata

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l Comune di Pomezia decide di attrezzare il suo Ufficio Tributi, “fornendolo” anche di personale adeguatamente competente. Ottima scelta, che nel futuro consentirà di risparmiare quell’aggio del 18,9% dato ora alla società Andreani per la riscossione dei tributi evasi. Ovviamente il personale, quasi tutto neo assunto grazie ai concorsi, deve essere istruito sul da farsi, seguendo un apposito corso di formazione. Corso di formazione già dato in affidamento diretto, attraverso determinazione dirigenziale n. 319 del 2 Agosto, proprio all’Andreani, “considerata la necessità di fornire adeguata formazione e aggiornamento al personale neo assunto per garantire il corretto svolgimento delle suddette attività, sia ordinarie che straordinarie, nel rispetto della normativa vigente” e “vista l’offerta presentata dalla Società Andreani Tributi Srl acquisita al Prot. n. 63681 in data 01/08/2012 relativa all’attività formativa per complessive n. 24 ore settimanali per 5 mesi, con un corrispettivo pari ad € 15.000,00 oltre € 300,00 a giornata per complessive 20 giornate su specifiche tematiche come meglio descritto in seguito, per un corrispettivo totale pari ad € 21.000,00”. Ma dov’è la notizia? Nella motivazione dell’affido, che si legge nella seconda pagina dell’impegno di spesa preso dall’Amministrazione comunale ed a firma del dirigente dei servizi finanziari. “Dato atto che la Società Andreani Tributi è società di fiducia

dell’Amministrazione comunale con la quale ha attivato rapporti di collaborazione per la fornitura di servizi in ambito tributario dimostrando ampia professionalità”. Ampia professionalità? Stiamo parlando della stessa società il cui appalto è stato messo sotto commissione di inchiesta, attraverso la quale sono emerse le notevoli carenze nella gestione del servizio? La stessa società che, da contratto, avrebbe dovuto aprire 3 sportelli al pubblico e ne ha aperto solo uno, che avrebbe dovuto utilizzare personale altamente specializzato, ma che aveva nei suoi uffici dipendenti “assunti” in data successiva all’appalto e con contratti di collaborazione o a tempo determinato, oltre che in numero inferiore a quello previsto dal contratto? Per non parlare dei tanti altri “dettagli” emersi dalla relazione della commissione, discussa anche in sede di consiglio comunale, a seguito della quale si doveva decidere se recidere il contratto o “costringere” l’Andreani ad onorare lo stesso nel dettaglio. E invece il clamore con cui era stata annunciata prima la costituzione della commissione d’inchiesta, poi la relazione, si è stemperato nel tempo, fino ad essere dimenticato, per poi

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arrivare al “premio” di un nuovo affidamento di servizio, stavolta diretto, quindi senza gara, alla stessa società inizialmente contestata da parte dei consiglieri comunali. Sarebbe interessante capire su quali basi viene riportato che l’affidamento è stato dato a seguito dell’ampia professionalità dimostrata e, soprattutto, sapere a chi e come questa professionalità sia stata dimostrata, visto che i cittadini non ne hanno riscontro. Quali sono i risultati ottenuti dall’Andreani in questo anno di contratto? Quanti tributi già accertati (e quindi con il grosso del lavoro già svolto da altri) sono stati effettivamente riscossi? Esistono ulteriori accertamenti compiuti da questa società che fanno emergere altra evasione fiscale? Solo risultati eclatanti avrebbero potuto giustificare l’ampia professionalità: attendiamo quindi che questi risultati siano resi pubblici, per far sì che i cittadini non pensino che questo affidamento sia stato fatto in maniera poco accurata, magari togliendo l’opportunità a qualche altra società di ancora più ampia professionalità. Matteo Acitelli

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IN ATTESA DELL’AUTUNNO, TRA BILANCIO E PIANO REGOLATORE

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Il capogruppo PD Fabio Mirimich parla di soldi pubblici ed urbanistica

arà un autunno caldo, quello che dovrà affrontare la politica pometina, con conti che non tornano mai, ma che, al contrario, la maggioranza deve far quadrare per forza per poter andare avanti. E, a proposito di conti, l’argomento principale è il bilancio, che ancora una volta sarà discusso sul filo di lana, a ridosso della scadenza fissata dal Governo nazionale, a fine ottobre. Bilancio che vedrà tra le voci più consistenti l’IMU, per la quale si vocifera un aumento. “Purtroppo siamo costretti a ritoccare le aliquote – ha dichiarato Fabio Mirimich, capogruppo consiliare del PD – Per poter lasciare l’imposta della prima casa al minimo, abbiamo dovuto ritoccare sensibilmente quella della seconda abitazione, che si aggirerà intorno all’1%: una misura drastica ma obbligata, così come l’aumento dell’addizionale Irpef, perché il Comune ha la necessità di coprire la spesa corrente. Le novità legate ai mancati trasferimenti statali verso gli Enti Locali, unite alla crisi economica che grava anche sulle casse comunali ci costringe a questa dolorosa decisione. E’ una scelta che ci accomuna a tanti altri Comuni limitrofi, perché il problema è lo stesso per tutte le Amministrazioni: i servizi costano, le spese ci sono, ma le entrate sono sempre minori”. Non si potrebbero invece tagliare le spese? “L’idea su cui stiamo lavorando per il bilancio è proprio quella: vorremmo rinegoziare tutti i contratti, per cercare di abbassarne il costo. Occorre razionalizzare i servizi, per contenere le uscite. Verificare le esenzioni da parte dei cittadini su certi servizi. Ma anche evitare aumenti su alcuni appalti, come quello della raccolta dei rifiuti. C’è chi chiede la raccolta porta a porta anche nel centro di Pomezia, dove ci sono i palazzoni. Io credo invece che in questo particolare momento sarebbe meglio, per poter risparmiare, fare una differenziata stradale, che consentirebbe di abbassare le spese di circa 3 milioni di euro l’anno”. E per quanto riguarda il debito pregresso? “Bisogna gestirlo in modo diverso. Parliamo di un debito molto consistente dovuto non solo alle mancate entrate a causa dell’A.Ser, ma anche a tante altre questioni stratificate nel tempo, che vanno riviste in modo globale per arrivare non solo al reale pareggio della spesa corrente con le entrate, ma anche ad un accantonamento che ci potrebbe consentire di diminuire il debito esistente. Penso sia l’unico modo per evitare un dissesto finanziario”. Quindi la possibilità di un dissesto, più volte invocato dall’opposizione, esiste davvero? E, in tal caso, lei sarebbe favorevole? “Parto dal presupposto che se mi dovessi rendere conto che il dissesto potrebbe essere l’unico modo per salvare il Comune di cui sono amministratore, seppur a malincuore lo voterei. Ma, prima di arrivare ad una decisione così drastica, le proverei prima tutte, lasciando il dissesto solo come ultima ratio. Ma se per le finanze del Comune di Pomezia si agisce così come stiamo progettando, non credo che si debba arrivare ad una decisione così grave. Noi stiamo facendo un lavoro certosino per ridimensionare la spesa, guardando nel frattem-

po anche verso l’altro grande problema, che è l’evasione fiscale”. In che modo? “Grazie al nuovo personale, che proprio in questi giorni sta seguendo dei corsi di formazione finalizzati ad ottimizzare e rendere autonomo il servizio di accertamento, recupero e riscossione dei tributi evasi. Attraverso la riscossione coatta riusciremo ad iniziare il pagamento del debito pregresso, consentendoci di uscire da questa situazione critica”. Ma il recupero dell’evaso era intanto stato affidato ad una società esterna. Quanto è stato recuperato finora? Parliamo di politica. Che fine ha fatto il PD? “A livello nazionale, regionale e provinciale mi sembra che abbia tutte le carte in regola: è vivo e propositivo”. E a livello locale? “Qui il discorso cambia: non mi sembra che ultimamente abbia dato grandi segnali, ma di certo non per colpa del gruppo consiliare”. Invece l’intera maggioranza cosa ha intenzione di fare a breve? “Riprendere in mano le grandi questioni ancora in sospeso, come la riorganizzazione degli uffici comunali, la risoluzione dei contenziosi come Pettirosso o Ater”. E per quanto riguarda il piano regolatore? Dopo la presentazione lo scorso Marzo è praticamente sparito: che fine ha fatto? “Non ne ho idea. So solo che io non avrei mai votato un piano regolatore come quello”. Perché? “Non risponde alla mia idea di città. Occorre valutare diversi aspetti: il primo è la mobilità, ovvero la possibilità di svolgere tutte le attività in un raggio ristretto, risparmiando tempo ed evitando inquinamento; non si deve occupare tutto lo spazio, che va invece preservato. L’idea di estendersi per orizzontale, oltretutto a macchia di leopardo, secondo me danneggia su più aspetti: compromette maggiormente l’ambiente, allunga le distanze, aumenta i costi. Piuttosto che approvare nuove aree, si dovrebbero riqualificare quelle già esistenti, recuperando gli spazi urbani. Meglio una maggiore densità abitativa in spazi più piccoli che aree gigantesche completamente compromesse”. Stessa cosa per i piani integrati? “Ovviamente”. Ma cosa ne pensa? “Ancora nulla, perché non ho avuto la possibilità di vedere i progetti, nonostante li abbia più volte richiesti. Solo dopo averli studiati potrò dare un giudizio, che sarà non solo da amministratore, ma da tecnico del settore”. Uno dei progetti riguarda Torvaianica sud. Qual è la sua idea di rilancio della cittadina costiera? “Di certo non il suo raddoppio. Credo che invece serva uno sviluppo di tipo diverso: una scuola superiore, oltre alla succursale del Liceo di Pomezia, per agevolare gli studenti del litorale non solo di Pomezia; la riqualificazione del lungomare, dove l’ideale sarebbe riuscire a demolire almeno parte delle case, così come è avvenuto a Marina di Ardea, facilitata dal fatto che lì erano abusive. Qui invece bisognerebbe ricorrere alla perequazione, valutando bene i volumi”. Ma l’urbanistica è uno degli argomenti che verranno discussi nei prossimi mesi? “In queste settimane ho sentito solo chiacchiere. Io sono abituato a lavorare sui fatti. Quando qualcuno mi farà sedere ad un tavolo per vedere i progetti, allora si potrà parlare di piani integrati e di PRG. Di certo io non seguirò l’esempio di chi, negli anni ’70, ha contribuito allo scempio che tutt’oggi è sotto ai nostri occhi”.

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Maria Corrao


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Politica Ardea

UN NUOVO SCEMPIO EDILIZIO...?!

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di Michele Lotierzo

i risiamo! Ciò che non riuscì al nettunese Eufemi potrebbe ottenerlo il neo eletto sindaco Di Fiori? La famigerata convenzione Puccini, dal nome del proprietario del terreno di Tor San Lorenzo (ammontante a 18 ettari) è tornata prepotentemente alla ribalta, grazie all’approvazione nel consiglio comunale di Ardea da parte della totalità della maggioranza, e avversata dalla totalità della minoranza. Le opinioni al riguardo sono profondamente difformi. A chi la sostiene che sia un’occasione di crescita per Ardea si contrappone chi pensa che sarà la “fine” di Tor San Lorenzo. Vediamo di capirci di più, cominciando dall’osservare, però, che dal sito web del comune di Ardea, mentre è pubblicato il resoconto dell’altro atto contestato - relativo al piano particolareggiato di Rio Verde - nulla è scritto sui 90mila metri cubi di nuova edilizia. Peraltro, desta stupore anche la dichiarazione del sindaco: “… dopo anni di vuoto causati dall’annullamento dal mondo giuridico del piano verde mettiamo a disposizione dei cittadini un piano chiaro, lineare dando loro risposte concrete”. Di Fiori in tal caso sembra appena “sbarcato” ad Ardea da un altro pianeta, mentre è certo che da oltre vent’anni determina tutto quello che succede sul governo della città. Ma veniamo al nocciolo della questione, cercando di sgombrare il campo dai pregiudizi e dalle opinioni di parte. Il sindaco ha sostenuto che si tratta di “un progetto di riqualificazione urbanistica che darà nuovo slancio al territorio, portando aree a verde attrezzate e servizi e consentendo di chiudere un contenzioso di venti anni per il quale era stata avanzata la richiesta di un risarcimento per circa 10 milioni di euro”. Bene, il dato certo, per quanto è dato sapere e con riguardo all’indennizzo, è che la Magistratura ha condannato il Comune di Ardea al pagamento in favore del proprietario dell’area di circa 700mila euro. Di Fiori per “indorare la pillola” aggiunge anche che grazie alla convezione “… si darà nuovo slancio al territorio”, si avrà un “anfiteatro”, nuovi “uffici comunali”, tanto “verde” e una “strada per alleggerire il traffico”. Nulla dice il sindaco sul numero di abitanti che raggiungerebbero la zona; nulla dice sul numero degli esercizi commerciali che sarebbero aperti. Al riguardo si sono pronunciati, finora informalmente, alcuni esperti del posto, secondo i quali i nuovi abitanti sarebbero preventivabili in una cifra prossima ai mille, con le relative auto, ai quali dovrebbero aggiungersi le auto ed i passeggeri di tutti quelli che si recherebbero nei negozi e poi dei dipendenti comunali e infine del numero degli addetti agli esercizi commerciali. Questo significherebbe che oltre mille auto si metterebbero in navigazione su una zona che già ora rischia la paralisi, come chiunque può verificare dall’osservazione del traffico mattutino e serale.

Altri ritengono che lo slancio all’economia del territorio sarebbe una chimera, poiché trattandosi di una grande opera edilizia, le ditte e le maestranze sarebbero tutte provenienti da altre zone maggiormente attrezzate per la tipologia di lavoro. Tutto da verificare sarebbe poi il discorso relativo all’anfiteatro e alle aeree adibite a verde, poiché è noto che ad Ardea le convenzioni sono rispettate solo in parte e soprattutto nelle clausole che convengono ai costruttori, come dimostrano gli innumerevoli casi precedenti, a cominciare dai consorzi abitativi del Comune, con lasciti di pesante eredità a carico dell’intera comunità. Un dato appare certo e inconfutabile: la vita sociale, amministrativa e commerciale dell’intera zona sarebbe messa a soqquadro. Un tale cambiamento avrebbe dovuto indurre i nuovi consiglieri comunali della maggioranza (che poi nuovi non sono, con una sola eccezione) a usare maggiore cautela nel decidere le sorti della popolazione e ricorrere a più diffuse forme di consultazione sia degli abitanti locali, sia delle associazioni e di ogni altro ente deputato all’interesse della cittadina, a cominciare da quelli rivolti alla promozione turistica. Anche il dato che per la prima volta la minoranza sia viva e presente, votando all’unanimità una forte opposizione alla convenzione, dovrebbe far riflettere. Solo sei mesi fa (e in un consiglio comunale a venti e non a sedici) la minoranza era composta da una sola persona, oggi per fortuna dei transfughi non c’è traccia, almeno per ora! Un altro dato importante è dato dalla criticità della viabilità, che è ancora quella stabilita negli anni ’60: nello specifico è evidentissimo il disagio della zona, tale da ipotizzare facilSettembre 2012

mente che una nuova immissione di traffico determinerebbe un danno scellerato e irresponsabile. Contare poi sugli eventuali vantaggi per i cittadini del posto è semplicemente illusorio. Basterebbe rammentare come procede e opera da sempre l’Amministrazione ad Ardea: l’intero manto stradale di Tor San Lorenzo, rifatto solo tre anni fa, è in condizioni pietose, da strada del terzo mondo. Significa soltanto che chi avrebbe dovuto esercitare i controlli affinché la strada fosse rifatta a norma (e evitare l’attuale vergogna!) si è quantomeno distratto e la cosa purtroppo non è un’eccezione ma una regola costante. Aggiungasi, inoltre, che non sono ancora arrivate le piogge autunnali, poiché in tal caso lo “spettacolo” sarà davvero poco edificante. Dunque, è sbagliato pensare che la nuova opera potrà rappresentare un altro scempio edilizio? Un’inutile colata di cemento e un altro saccheggio del territorio del quale non si sente il bisogno? Alla luce di quanto esposto giudichi serenamente il lettore, anche quello che ha votato per questa Amministrazione. Un reale beneficio sembra davvero difficile, più probabile invece che si crei un ulteriore aggravio per tutti, decretando in tale maniera la fine di quella parvenza di turismo non pendolare che dovrebbe, al contrario, stare in cima ai pensieri di un’Amministrazione dedita al perseguimento del bene comune. Ci domandiamo, infine, se non sia più proficuo pensare di dotare Ardea di una zona dedicata all’artigianato. Misura che rispetto alla costruzione di nuove case davvero favorirebbe nuovo sviluppo e slancio economico e sociale a beneficio dei cittadini e dei suoi tanti giovani, sottoccupati o disoccupati che siano.

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“La lottizzazione Puccini, ben gestita, è un’occasione di crescita per la città”

ARDEA GUARDA AL FUTURO L

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a polemica maggiore che ha accompagnato l’operato del governo Di Fiori è sicuramente l’approvazione della convenzione cosiddetta “Puccini”, atto difeso dal Primo Cittadino in quanto “unica soluzione di un contenzioso altrimenti carissimo per la città, che nel contempo consente di ottenere tutta una serie di servizi a beneficio dell’intera comunità”, ma bocciato dai cittadini di Tor San Lorenzo e Nuova California, che temono, oltre allo scempio ambientale, anche una possibile invasione di “sfollati” inviati da Roma, da sempre emergenza abitativa e da sempre abituata a mandare fuori dal suo Comune i problemi capitolini. Di questo parliamo con il consigliere del PDL Riccardo Iotti. “Come ha affermato il Sindaco questo atto ci consente di appianare uno dei contenziosi ereditati dal passato. Credo che, se ben gestito rispetto a quello che è stato approvato, potrebbe essere una grande opportunità per il territorio”. Cosa intende per “ben gestito”? “Significa fare un controllo costante nel tempo su ciò che verrà realizzato dal privato, soprattutto in riferimento alle problematiche sollevate da cittadini e comitati di quartiere. Qui non si parla di un atto negativo nel complesso, ma di un qualcosa che può portare benessere ai cittadini, che beneficerebbero di servizi che al momento mancano, come una biblioteca all'interno degli spazi destinati al comune, una scuola materna, un anfiteatro, un parco pubblico, housing sociale, una vera piazza, che in un quartiere come Tor San Lorenzo ancora non c’è. Stiamo studiando emendamenti al progetto definitivo affinché non si realizzino ne palazzoni né appartamenti minuscoli, ma abitazioni signorili, con una metratura minima ed uno standard architettonico ed abitativo elevato, che diano una certa immagine positiva al territorio”. E’ sicuro di questo? “Sì, ed è sicuro che vigileremo attentamente affinché tutto sia regolare e risponda a quanto già affermato anche dal Sindaco Luca Di Fiori”. E per quanto riguarda la viabilità, già congestionata in quel tratto? “Verrà creata, così come prevede il progetto, una viabilità alternativa che da via Laurentina arrivi in via Campo di Carne facendo sì che tutto il traffico non pesi su viale Tor San Lorenzo. E’ inoltre obbligo dell’Amministrazione comunale studiare ulteriori progetti che snelliscano il traffico di quella zona proprio in previsione del suo sviluppo”. Verranno prima realizzate le infrastrutture ed i servizi ed poi le abitazioni o, come spesso succede, al contrario, con il rischio che alla fine ci siano solo le costruzioni destinate all’edilizia residenziale e commerciale? “Nella convenzione è previsto che vengano realizzate, prima di poter iniziare a costruire per i privati, almeno il 50% delle opere di urbanizzazione e delle opere destinate alla comunità”. Ci sarà un controllo anche su questo? “Certamente. Staremo attenti fino all’ultimo affinché non succeda il contrario”. Un’altra polemica è quella legata all’aumento della TARSU del 12%, argomento tornato prepotentemente alla ribalta in questi giorni a causa della mancata raccolta dei rifiuti, dovuta a presunti ritardi nei pagamenti degli stipendi agli operai della società che gestisce il servizio. “Vorrei precisare una cosa: per il momento la TARSU non è stata aumentata. E’ stata

Il consigliere PDL Riccardo Iotti spiega i progetti dell’Amministrazione

approvata una delibera di previsione che consentirebbe tale aumento, da inserire in bilancio, nel momento in cui ci si rendesse conto che non ci sono alternative per poter garantire il servizio. Purtroppo sono aumentati i costi delle discariche e questo ci ha obbligato a predisporre l’eventuale aumento che, ripeto, non è operativo finché non viene messo a bilancio. Preciso anzi che stiamo tentando di non aumentare nessuna aliquota, nonostante i problemi di bilancio dovuti soprattutto ai tagli ed ai mancati trasferimenti da parte del Governo agli Enti Locali”. Ma quando verrà discusso, questo bilancio? “Salvo impedimenti, entro metà settembre. In realtà eravamo pronti a discuterlo già da prima, ma tutte le novità introdotte ultimamente dal Governo nazionale ci hanno costretto a rivedere quello che era inizialmente stato previsto al suo interno”. Quanto stanno influendo queste novità sulle decisioni legate al bilancio? “Parecchio. Di certo non aiutano. Nonostante tutte le difficoltà stiamo cercando, come accennavo prima, di non aumentare le tasse ai cittadini, mantenendole invece alla soglia minima, come sicuramente avverrà per l'IMU sulla prima casa. Ovviamente questo ci crea difficoltà di cassa, perché non riusciamo a recuperare le entrate perse con il blocco dei trasferimenti statali. Occorre quindi trovare il giusto equilibrio per non danneggiare i contribuenti e nel contempo consentire alla macchina amministrativa di andare avanti”. Minori entrate porteranno anche nuovi tagli? “Anche se le spese sono già ridotte all’osso, stiamo cercando il modo di risparmiare il più possibile, senza però far scadere la qualità dei servizi al cittadino, ma tagliando solo gli sprechi. Al contrario di quello che sostiene l’opposizione, comunque, non si tratterà di un bilancio “lacrime e sangue”, ma di quanto più equo si possa fare in questa situazione. Ricordiamoci che siamo il proseguo di un’Amministrazione, quella guidata da Carlo Eufemi, virtuosa, che è riuscita a governare per 5 anni senza sprechi: è nostra intenzione proseguire su quella strada”. Questa volta, però, avete un’opposizione vera, che non consentirà errori o distrazioni… “Forse diventerò impopolare tra i miei colleghi di coalizione, ma devo ammettere che di questo sono felice: in passato mancava una minoranza compatta, attenta a tutto quello che succede, costruttiva, che invece ora sa vigilare e dare il giusto contributo per il benessere di questo territorio. Credo che sia più stimolante uno “scontro” 10 contro 6 che 19 contro 1, che ci obblighi a migliorarci sempre più”. In cosa è impegnata attualmente la maggioranza? “Stiamo lavorando su una serie di atti che consentano lo sviluppo economico del territorio, creando nel contempo nuovi posti di lavoro”. Come? “Abbiamo iniziato con la delibera sulla riconversione degli edifici dismessi sulle dorsali principali, che darà la possibilità di trasformarli in commerciali. Nella stessa delibera è previsto che sul litorale e nel centro storico anche le destinazioni di civile abitazione abbiano questa possibilità: questo potrebbe far sì che l’economia abbia un rilancio, creando di conseguenza nuovi posti di lavoro”. Alessia Ambra Achille

Settembre 2012


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Politica Ardea

CRONACHE DA PALAZZO DI FIORI di Michele Lotierzo

PESA L’AFFARE PUCCINI L’OPPOSIZIONE NON FA SCONTI..!

suo dovere di vigilanza nell’interesse generale e mai di parte.

E

Di Fiori gongola con la sua maggioranza rinsaldata, ma l’opposizione non fa sconti. Finalmente anche il comune di Ardea ha una vera opposizione e l’ultima assise ha mostrato tutta la veemenza di Giordani e tutta la rabbia e la voglia di andare a “fondo” di Abate. Un Abate così non si era mai visto, avesse tenuto lo stesso atteggiamento nella passata consiliatura forse tanti “regalini” alla popolazione sarebbero stati risparmiati. Giordani ha proposto addirittura di andare a incatenarsi davanti alla regione per risolvere l’annosa questione degli usi civici e si è anche chiesto cosa direbbero i genitori di tanti consiglieri se fossero vivi vedendo lo spettacolo offerto sugli usi civici e sulla riqualificazione di Rio Verde. Anche Ludovici non è stato tenero con riguardo agli usi civici e ha rimarcato tutta una storia di mancato coraggio. La Capraro ha battuto duro sulle mozioni presentate a firma congiunta dalla minoranza. Insomma, sperando di non essere smentiti, i sei della minoranza si sono dimostrati compatti e determinati. Ciò che tarda a vedersi, per il corretto funzionamento della dialettica consiliare, è la presidenza della Commissione Controllo e Verifica degli Atti. Consigliere Capraro dopo anni e anni di latitanza della Commissione in oggetto i cittadini democratici e che non amano le irregolarità si attendono da lei che faccia il

RIO VERDE: ALTRA BATTAGLIA SEMPRE PER L’URBANISTICA..!

Maliziosamente la Capraro ha sostanzialmente osservato: “…come mai nell’ordine del giorno non v’è traccia dei problemi sociali e di altre problematiche che attanagliano la città, ma solo argomenti relativi all’urbanistica? Non è per caso che si tratti di cambiali elettorali che vanno onorate? A dire il vero la domanda è passata inosservata e nel silenzio generale. Ma anche sul progetto di riqualificazione di Rio Verde l’opposizione si è veramente scatenata. Alla fine però, la maggioranza ha approvato in maniera compatta ed è segno che Di Fiori “sa il fatto suo”, non è certo un caso che è consigliere comunale dalla “nascita”! Oggettivamente, il peso di Rio Verde rispetto al caso Puccini non vale niente, si potrebbe obiettare che alcune scelte sono sbagliate, ma niente a che vedere con una misura che introduce novantamila metri cubi di nuovo cemento e non in una zona periferica ma nel cuore di Tor San Lorenzo e in una zona già fortemente intasata dal traffico e dalla viabilità da terzo mondo.

ARDEA IN “GUERRA”? SI, FORSE, SPERIAMO DI NO..!

Il procedimento dovrebbe essere lungo, ma pare proprio che almeno tre vigili a turno saranno armati di tutto punto per combattere… contro non ben precisati delinquenti, eppure pensavamo che il compito toccasse ai Carabinieri!

Settembre 2012

Il proponente, l’algido consigliere Fanco, ha dovuto fare i conti contro la palese e sacrosanta ritrosia del comandante dei vigili, il quale ha fatto intendere che sul dunque non apporrà la firma sul parere obbligatori al riguardo. Anche dai banchi della maggioranza si erano levate delle perplessità, ma la nota capacità persuasiva del proponente ha “sistemato” tutto. Costui per arrivare a “dama” (chissà poi perché tanta determinazione!) è arrivato perfino a redarguire pubblicamente il Comandante del corpo che imbarazzatissimo ha dovuto incassato la presunta disaffezione dei vigili nei suoi confronti tra il silenzio del Sindaco e perfino del Presidente del consiglio. Ma una bella figuraccia l’ha compiuta anche l’opposizione, allorquando la Capraro a nome della minoranza ha annunciato la contrarietà, ma all’atto della votazione tre componenti hanno votato a favore.

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BILANCIO DI FINE ESTATE E

state 2012, gioie e dolori. La stagione turistica è ormai agli sgoccioli, e commercianti ed esercenti fanno il punto della situazione, confrontando i dati attuali con quelli dell’anno scorso. Abbiamo provato a fare il punto della situazione su tutto il litorale compreso tra Torvaianica e Tor San Lorenzo, tenendo presenti le diverse categorie di attività: dallo stabilimento balneare al panificio, passando dall’edicola e dall’emporio, fino al ristorante ed alla gelateria.

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TOR SAN LORENZO – Il nostro riferimento è Fortunato Cavola, titolare insieme al fratello Angelo (Presidente del SIB, Sindacato Balneari di Ardea) dello “Stabilimento Roma” e gestore dell’arenile nei consorzi “Torre Marina” e “Lupetta”. “Allo stabilimento balneare, che racchiude anche un ristorante, un bar ed un parco giochi, abbiamo notato un netto decremento delle presenze rispetto allo scorso anno - ha spiegato Cavola – La stessa tendenza è stata registrata anche sulle spiagge libere di Tor San Lorenzo, che si sono riempite davvero solo durante i week end e nelle due settimane centrali di Agosto. Ma, anche se in quei pochi giorni c’è stata parecchia gente, parliamo sempre di numeri inferiori rispetto a quelli registrati negli anni passati”. Come quantifica questo calo? “Almeno intorno al 20 – 30%, ed è un dato ottimistico. Dopo un Giugno drammatico, rovinato anche dal maltempo nei week end iniziali, speravamo nei due mesi successivi, ma Luglio è stato un disastro. Una leggera ripresa c’è stata solo ad Agosto, purtroppo inferiore alle nostre aspettative”. Oltre al calo delle presenze c’è stato anche quello dei consumi? “Purtroppo sì. Ce ne siamo accorti con la vendita di gelati, prodotti di punta in questo periodo: abbiamo registrato un calo tra il 30 ed il 40% rispetto all’estate scorsa. Questo significa che non solo c’erano meno persone, ma spendevano cifre inferiori pro-capite”. La crisi ha colpito solo voi, qui a Tor San Lorenzo? “Ovviamente no, anzi, forse noi siamo stati tra gli imprenditori che sono riusciti a reagire meglio.

Abbiamo visto stabilimenti, che fino allo scorso anno restavano aperti anche di sera, che chiudevano al tramonto, senza neanche provare a fare l’apertura serale”. A cosa imputa questo inasprirsi della crisi? “Alla cura-Monti, che ha fallito totalmente. Altro che ripresa a breve: ci sta portando a picco. Per la prima volta quest’anno ho visto clienti affezionati dello stabilimento andare alla spiaggia libera perché non potevano più permettersi di noleggiare il lettino e l’ombrellone”. Avete aumentato i prezzi, per rientrare delle spese? “No, i nostri prezzi sono fermi dal 2008, nonostante a noi siano aumentate le spese di gestione. Ma se avessimo ritoccato verso l’alto il listino, avremmo avuto ancora meno clienti”. Cosa avete fatto per contrastare a crisi? “Abbiamo mantenuto l’alto standard di servizi che caratterizza questo stabilimento, ormai storico: serate musicali, anche con ospiti di richiamo, giochi, intrattenimenti di vario genere. Abbiamo animatori per bambini, il parco giochi, un medico fisso per eventuali necessità sanitarie. Ma tutti i nostri sforzi non sono stati ricambiati da risultati soddisfacenti a causa di una politica nazionale errata. Questo mi rende scettico anche per il futuro: mi auguro di sbagliarmi, ma per il prossimo futuro vedo ancora il declino”.

MARINA DI ARDEA – A parlare per Marina di Ardea Antonino Abate che, oltre ad essere un consigliere comunale di opposizione, gestisce un emporio con annessa edicola ed un Bed and Breakfast, riuscendo così a capire ad ampio raggio l’andamento della stagione estiva. “Quest’anno a Marina di Ardea c’è stato un calo che ha sfiorato il 50%. Lo posso appurare dalla vendita dei quotidiani, che ha avuto questa riduzione. E’ vero che le notizie si leggono anche su internet, ma di solito chi va in spiaggia si porta il giornale anche per passare il tempo, quindi si tratta di un indicatore abbastanza preciso”. Nel suo bazar lei vende praticamente di tutto. Quanto sono cambiati gli acquisti dei vacanzieri? “La spesa è limitata allo stretto necessario per timore del futuro, ma questo avviene a livello locale come a Settembre 2012

Stagione turistica: ecco come è andata sull’intero litorale di Pomezia ed Ardea

quello nazionale. I cittadini sembrano impauriti a spendere. A questo si aggiunge l’inadeguatezza dell’Amministrazione, che ha fatto trovare a residenti e turisti le spiagge sporche, così come sporche sono le strade. Anche quest’anno Ardea non è stata in grado di rendere il suo litorale un posto turistico: abbiamo un posto senza attrazioni. E’ stato invece pensato di fare delle serate alla Rocca, dove il turista non andrà mai. La concezione del turismo è ben altro, gli eventi, o almeno parte di essi, vanno organizzati sul litorale, per cercare di attirare le presenze. Invece, nulla”. Che tipo di presenze di sono registrate? “Calcolando che circa il 70% delle case sono rimaste sfitte. Sono mancate quelle famiglie che portavano al mare i figli piccoli e che, adesso che i bimbi sono diventati ragazzi con esigenze diverse, non hanno più alcuna ragione di tornare in un posto che non offre nulla. Facendosi un giro intorno, si vedono centinaia di cartelli di vendita appartamenti: invece di aver voglia di venire, da qui si vuole fuggire”. “Finora ho parlato come cittadino – precisa Abate – ma adesso vorrei aggiungere qualcosa da politico: il mio giudizio su questa Amministrazione non può che essere negativo, visto che la gente ormai ritiene che non valga più la pena passare in questo territorio nemmeno qualche giorno d’estate”. Sempre per Marina di Ardea abbiamo sentito anche il parere di Valter Valentini, titolare dello stabilimento balneare “La Cannuccia”. “Vado un po’ controcorrente: io ho registrato un incremento di presenze di circa il 10 – 15%. Ma questo dato positivo contrasta con i consumi reali, che sono invece calati di circa il 30% rispetto alla scorsa stagione estiva”. A cosa imputa questo aumento di presenze? “Al fatto che, non essendoci soldi per andare in vacanza altrove, molti proprietari di seconde case, che magari in passato affittavano i loro appartamenti, quest’anno sono ritornati, anche perché gli affitti sono calati drasticamente. I proprietari, in un certo qual modo, erano quindi “costretti” a venire: supplivano al mancato guadagno dell’affitto risparmiando sulla loro vacanza. Il periodo in cui si è vista più gente sono stati i dieci giorni a ridosso di Ferragosto. Poi, dal 26 Agosto, le presenze sono calate in maniera drastica”. Quali sono i comportamenti che ha notato rispetto ai consumi dei suoi clienti? “Mi sembra di essere tornato indietro nel tempo di 40 anni, quando le famiglie si portavano il panino, o la pastasciutta, da casa. Ormai anche chi viene allo stabilimento si porta il pranzo già pronto per risparmiare. Ma questo non succede solo qui: è un problema che, purtroppo, tocca tutti gli italiani”.


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TORVAIANICA - Sul litorale appartenente al Comune di Pomezia abbiamo sentito Angelo Bucci, titolare dell’edicola di Piazza Italia, al centro di Torvaianica. Come è andata la stagione estiva? “Sicuramente molto peggio di quella precedente. Non è tanto l’affluenza in generale ad essere diminuita, quanto i consumi, anche a causa della differente tipologia di persone che frequentano Torvaianica, almeno per quanto posso constatare sulla mia esperienza. Ci sono tanti ragazzini tra i 13 ed i 19 anni e tanti stranieri che arrivano con i pullman e che vanno direttamente alla spiaggia libera, chi a prendere il sole, chi a vendere la propria merce. Mancano le famiglie, le coppie. Questo si ripercuote sulle vendite dei giornali, che sono calate di circa il 40%. Purtroppo queste “nuove leve” non rientrano nella fascia dei lettori che acquistano quotidiani o periodici”. Esperienza diversa per Giuseppe Mereu, titolare del panificio di via Olanda. “Rispetto alla scorsa estate il numero dei clienti è aumentato, però è diminuita la quantità di acquisti effettuati. La spesa a persona è sicuramente inferiore rispetto al passato. Il pane si compra quasi contato: se fino a qualche tempo fa si diceva “dammene un po’ di più, se avanza non fa nulla”, adesso ci si tiene più stretti, al limite si torna una seconda volta nel pomeriggio, se quanto acquistato la mattina non dovesse essere sufficiente”. Ma è cambiata anche la tipologia di pane che viene acquistato? “Sì. È aumentato il consumo di pane piccolo, probabilmente perché le persone si fanno più panini, utilizzati al posto del pranzo alla tavola calda, al ristorante o in pizzeria”. Voi vendete anche pizza e dolci: qui come va il consumo? “Sul questi alimenti registro un dato strano: nel week end, ma soprattutto la domenica, vengono acquistati di più e con quelli che a me sembrano meno sensi di colpa, come se ci si volesse compensare di una settimana di sacrifici. Negli altri giorni, invece, la gente si fa di più i conti in tasta, e molto spesso rinuncia”. La crisi è sentita anche allo stabilimento “Belvedere” di Anna Capobianco. “C’è stato un calo di almeno il 30% delle presenze sul

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giornaliero – ha affermato – che arriva a punte del 50% sugli abbonamenti”. Come mai? “La maggior parte delle persone che hanno qui la seconda casa e che prendevano in affitto ombrellone e lettini per due mesi quest’anno hanno potuto fare l’abbonamento solo per un mese. Questo a causa dell’IMU: la tassa per le seconde case è altissima, e questa spesa in più viene ammortizzata rinunciando a qualcos’altro, come ad esempio lo stabilimento. Chi ha la casa anche la mare paga l’IMU nel suo Comune di residenza e poi anche qui: si tratta di una spesa davvero elevata, soprattutto se sommata a tutte le altre tasse da pagare. Capisco quindi la difficoltà di molti miei clienti”. Cosa ha fatto per cercare di arginare la crisi? “Niente. Non ci sono soldi, è inutile tentare l’impossibile. Qualsiasi iniziativa si possa provare a prendere, le persone sono rimaste ormai a secco, non possono più spendere oltre lo stretto necessario.

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Qui da noi lo dimostra il fatto che la tavola calda lavori pochissimo: la gente si porta il panino da casa e lo mangia sotto l’ombrellone. Al massimo si prende un gelato al bar. E’ proprio cambiato il modo di spendere, perché i soldi non ci sono più”. Una stagione da dimenticare, quindi? “Non del tutto: è stata una stagione bellissima climaticamente, ma brutta sotto l’aspetto economico”. Alfredo Corrao

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NOTTI (BIANCHE) D’ESTATE…

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risi o non crisi, a Torvaianica ci sono state, almeno sulle strade, più presenze rispetto allo scorso anno, almeno nei giorni in cui erano presenti gli spettacoli in piazza. Messe da parte le critiche legate alle bancarelle, si tirano le somme di un’estate che ha visto per due mesi la collaborazione tra la Pro Loco, Confcommercio, Confesercenti, ANVA ed Amministrazione comunale - chi più, chi meno – per dare almeno una parvenza di cittadina turistica a Torvaianica, cercando di attirare villeggianti e ospiti di transito. Il clou si è visto durante la “Notte Bianca”, sabato 25 Agosto, seguito purtroppo dal calo drastico delle presenze già dal giorno successivo. “Le persone c’erano anche nei giorni immediatamente seguenti – ha precisato Fabio Miatti, presidente della Pro Loco di Torvaianica – solo che la sera non aveva più molti motivi per passeggiare sul nostro lungomare, quindi si recava altrove, attirata da altre location che ancora offrivano qualche svago. Questo mi fa considerare che avevano apprezzato quanto è stato organizzato, comprese le bancarelle”. A questo proposito abbiamo notato che nella Notte Bianca erano presenti dei

deliziosi stand di prodotti artigianali: ma non sarebbe stato possibile organizzare l’estate a Torvaianica puntando su questo tipo di commercio, che sicuramente avrebbe trovato il consenso anche di chi invece critica la bancarella da mercato rionale? “Certamente sarebbe stato fantastico, ma non è possibile avere quel tipo di artigiani fissi per l’intera stagione. Stiamo comunque già lavorando per il futuro, con l’intenzione di innalzare lo standard qualitativo. Anche a livello visivo vorremmo cambiare qualcosa, con stand uguali per tutti e possibilmente colorati”. E per quanto riguarda gli spettacoli? “Per il prossimo anno vorremmo riuscire ad avere almeno un nome di grande richiamo: visti gli alti costi che non possiamo sostenere da soli, abbiamo sicuramente bisogno dell’aiuto dell’Amministrazione, che invito già da ora a partecipare al progetto. Con il patrocinio del Comune sin dai mesi invernali avremmo sicuramente più chance anche di trovare grossi sponsor, come banche ed Istituzioni, per raggiungere questo ambizioso scopo”. “Anche quest’anno abbiamo offerto a residenti e villeggianti un’estate ricca di eventi – ha dichiarato il Sindaco di Pomezia Enrico De Fusco – L’estate di Torvaianica ha poi trovato il suo culmine con la Notte Bianca, a cui hanno partecipato trentamila persone. Erano anni che il nostro litorale non vedeva la presenza di così tanta gente. Questa è la dimostrazione che si possono fare grandi cose a costi senza grosse spese: la collaborazione tra Amministrazione, associazioni e commercianti si è rivelata la carta vincente di una manifestazione di livello, che è riuscita a coniugare il divertimento per la Città e i costi ridottissimi per le casse comunali. Il mio ringraziamento e quello di tutta l’Amministrazione va a Confcommercio, Confesercenti, Pro Loco, ANVA e a tutti i commercianti di Torvaianica per la collaborazione in questa manifestazione che, non c’è dubbio, è stata un vero successo. Tutti insieme, uniti, siamo riusciti ad offrire una notte indimenticabile a Torvaianica, che ripeteremo a Pomezia l’8 settembre”. “Dopo tanto tempo – ha concluso il Primo Cittadino – ho rivisto la Torvaianica di una volta, viva, piena di gente. Insieme a tutte le realtà locali, sia associative che dei singoli commercianti, dobbiamo ancora lavorare affinché questa cittadina abbia il rilancio che merita. Vogliamo arricchire l’offerta con nuove iniziative, affinché Torvaianica possa dire la sua nel turismo”. Alfredo Corrao

LA VOCE FUORI DAL CORO C aro direttore,

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al di là di tutti i bilanci che in astratto si fanno sull'estate a Torvajanica, penso che siano gli episodi concreti a dare il segno di che cosa sia stata. Voglio raccontarne uno di cui sono stato testimone e in parte protagonista: la sera del 24 Agosto mi sono recato a cena con amici in un noto ristorante del centro, che dispone di un ampio giardino ricoperto da piante che lo trasformano in un naturale salone all'aperto, immerso nel verde e nella frescura. Anche per questo motivo tra la sua clientela ci sono persone anziane che preferiscono unire alla cena un tranquillo conversare. Ma questa estate non è stato possibile, perché tra i numerosi ambulanti autorizzati dal Comune stazionava proprio lì davanti un'enorme bancarella di CD. Il proprietario ha pensato bene per promuovere le vendite dei CD "spararando" musica a livelli di decibel degni di una discoteca per teenager. Inutili sono

state le rimostranze di alcune distinte anziane signore a cui il titolare della bancarella-discoteca puntualmente ribatteva che aveva pagato per stare lì e "perciò poteva fare ciò che voleva"! Mi sono sentito obbligato ad intervenire, ho persino minacciato di chiamare i Carabinieri, ma non c'è stato nulla da fare. Il gestore del ristorante mi ha detto che questa storia va avanti dall'inizio della cosiddetta ESTATE A TORVAJANICA, con grave danno per la sua attività ma anche della tranquillità dei numerosi residenti nei condomini vicini. Alcuni amministratori si vantano di aver rivalutato quest'anno l'estate a Torvajanica e soprattutto di averlo fatto a "costo zero".... Spero sia vero per le finanze comunali già peraltro esauste, ma sicuramente ciò non lo è per i timpani e la possibilità di vivere una vacanza, o semplicemente una serata al ristorante, secondo uno stile liberamente scelto. La "cagnara" non è mai a costo zero. Pasqualino Del Grosso

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PIANI PARTICOLAREGGIATI DI TORVAIANICA ALTA: VARIANTE ILLEGITTIMA?

l sequestro, a metà agosto, di una porzione di terreno a Torvaianica Alta ha portato alla ribalta la questione legata alla lottizzazione prevista dalla variante al piano particolareggiato, autorizzata da una discussa convenzione firmata lo scorso marzo, riportando a galla tutte le polemiche legate all’iter che ha portato alla convenzione. “La situazione è complessa – prova a spiegare il presidente del consiglio Paolo Ruffini – ma potrebbe essere semplificata in poche parole: tutto quello che riguarda la lottizzazione di Torvaianica Alta è illegittimo”. In che senso? “Esiste una convenzione, firmata dalla dirigente del settore urbanistica, la dottoressa Anna Ferrazzano, che autorizza un qualcosa che va contro quello che era stato approvato dal consiglio comunale”. Ma, per cercare di capire meglio cosa sia successo, ripercorriamo le tappe di questa lottizzazione. “Nel 2009 – ricorda Ruffini – il consiglio comunale approvò la variante al piano particolareggiato di Torvaianica Alta basandosi sulle disposizioni dell’Art. 1 della legge regionale 36/87 in materia di piani particolareggiati. Questo significava che il perimetro del piano veniva modificato solo in funzione dell’aumento degli standard abitativi. In sede di osservazioni da parte dei cittadini, alcune di queste sono state bocciate a seguito delle motivazioni contenute nelle controdeduzioni predisposte dall’ufficio tecnico comunale”. Vale a dire? “L’ufficio tecnico ha predisposto

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la bocciatura di alcune osservazioni dei cittadini in quanto, secondo il parere dello stesso ufficio, le proposte di ampliamento contenute in esse avrebbero comportato l’esondazione del PPE da “conforme” a “piano in variante”, ovvero il passaggio dall’articolo 1 all’articolo 4 della stessa legge. E’ vero che il consiglio comunale aveva approvato la delibera in variante, ma si trattava della variante di conformità, in quanto era stata richiesta semplicemente la modifica dello standard urbanistico riguardo ai servizi, in questo caso alla chiesa. In seguito alle controdeduzioni predisposte dalla dirigente, il consiglio non ha più potuto effettuare una votazione in piena libertà, perché condizionato da quel documento”. La documentazione va in Regione, come da prassi. E lì si nota che nel piano non si è tenuto conto del boschetto che si trova a Torvaianica Alta, che implica un vincolo paesaggistico. L’osservazione della Regione blocca i tempi dell’approvazione definitiva, facendo partire una richiesta di accertamento e di verifica relativa proprio al vincolo paesaggistico. “Nel frattempo – prosegue Ruffini – accade una cosa per me gravissima: la dirigente scrive alla Regione che l’approvazione della variante è stata riportata in riferimento all’articolo 1 per un mero refuso, e che il riferimento corretto dell’iter procedurale seguito è all’articolo 4, così come applicato dalla dirigente stessa. Questo, secondo la dirigente, “non

Settembre 2012

influisce sull’iter procedurale e di conseguenza, essendosi ormai formato il silenzio-assenso, si ritiene concluso l’iter di approvazione della variante PPE”. Cosa assolutamente non vera, perché il consiglio comunale ha votato per l’articolo 1 e non il 4, ovvero solo la conformità degli standard e non gli ampliamenti. L’unico ampliamento riguardava la chiesa, che essendo un servizio non porta difformità al piano regolatore. Non si è quindi trattato di refuso: il consiglio comunale non fa refusi, ma vota chiare delibere. Il problema è che il consiglio comunale ha deciso una cosa e la dirigente ne ha fatta un’altra. La procedura adottata dalla dirigente non è mai stata conforme a quanto deciso dal consiglio comunale”. Cosa comporta questo nei confronti dei cittadini? “Che le loro osservazioni e richieste di ampliamento non sono state accolte non per scelta del consiglio, ma per una decisione autonoma del dirigente, che ha portato il consiglio a delle valutazioni sbagliate. Molti cittadini sono stati danneggiati da questa scelta e vorrei che questa responsabilità fosse ben definita. Ribadisco che i consiglieri comunali hanno votato l’articolo 1, non l’articolo 4, mentre adesso ci ritroviamo, a causa della lettera inviata dalla dirigente alla Regione, con l’approvazione dell’articolo 4, mai passato dall’aula consiliare”.


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Ruffini: “Troppo spesso si dà la colpa ai consiglieri senza sapere cosa fanno i dirigenti”

Ma la Regione si è accontentata di una lettera da parte della dirigente e non ha fatto controlli su quanto effettivamente approvato in consiglio? “Sembra assurdo, eppure è così: la Regione ha semplicemente preso atto di quanto dichiarato dalla dirigente, senza ulteriori verifiche. Allora a cosa serve avere un organo di controllo superiore? Questo dimostra che il consiglio comunale non conta più nulla: basta una semplice lettera da parte di un dirigente per vanificarne il lavoro e trasformarlo in qualcos’altro”. L’approvazione da parte della Regione del paesaggistico avviene il 21 luglio del 2011, data in cui possono ripartire i termini per il silenzio-assenso finalizzato all’approvazione definitiva della variante. A dicembre del 2011 la Regione prende atto della decisione del consiglio comunale, ignorando che non è quella realmente presa, e dichiara regolare la documentazione. Due mesi dopo comunica che il documento inviato si dichiara approvato, chiedendo alla dirigente di procedere con la presa d’atto del silenzio-assenso, procedura non più di competenza del consiglio comunale a seguito di variazioni legislative regionali. “Pur ribadendo che per me tutto questo è illegittimo, voglio provare a prendere per buono quello dice la Regione: ma, visto che la ripresa dei termini relativi al silenzio-assenso viene imputata al 21 luglio del 2011, vorrei capire come mai non sia stata fatta comunicazione ufficiale, così come prevede la legge, sul Bollettino Ufficiale Regionale. Sul BUR, infatti, non c’è traccia dell’avvenuta presa d’atto, cosa che automaticamente rende nullo l’atto stesso e la convenzione stipulata dalla dirigente”. Quale convenzione? “Quella che la dirigente ha firmato nel marzo 2012 con la società proponente, appena due giorni prima della seduta consiliare, nella quale si sarebbe dovuto parlare proprio di

questo argomento, visto che era già fissata la discussione sulla richiesta da me presentata di revoca della delibera approvata nel 2009. E’ assolutamente impensabile firmare una convenzione a nome del Comune senza la pubblicazione sul BUR, eppure è quello che è successo. Per me è quindi tutto nullo: va tutto ridiscusso in consiglio comunale, per mettere finalmente fine a quelli che sono gli abusi perpetrati in questa assurda vicenda”. Ma lei sa cosa comprende esattamente la convenzione? “No, e non voglio nemmeno entrare nei particolari. Qui si tratta di un abuso, di un atto nullo, che non può essere portato avanti, quindi tutto quello che vi è contenuto decade”. Cosa sta facendo la maggioranza in merito a questa vicenda? “Assolutamente nulla. Posso però dire cosa sto facendo io: mi sono affidato alla giustizia. Sono già stato ascoltato dagli organi preposti e resto a disposizione degli inquirenti e della Magistratura per qualsiasi chiarimento”.

Qual è la sua posizione nei rispetto al resto dei consiglieri? “Di difesa nei confronti dell’intero consiglio comunale, anche di quelle persone che oggi non sono d’accordo con il mio operato. La mia è una difesa nei confronti del ruolo, che va rispettato. Nessuno può permettersi il lusso di cambiare ciò che il consiglio comunale ha votato, a maggior ragione se questi cambiamenti comportano un danno per i cittadini. Ripeto che non ci sono stati refusi. Ci sono invece delle grosse responsabilità, della dirigente ed anche da parte della Regione”. Ma come mai di questa vicenda nessuno ha mai parlato? “Me lo chiedo anch’io: c’è stato un silenzio totale. Eppure sono sicuro che se una cosa del genere l’avessi non dico fatta, ma anche solo pensata io, credo che si sarebbe scatenato un putiferio. Invece, visto che è coinvolto qualcun altro, non è successo ancora nulla”.

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A Torvaianica Alta mancano centri di aggregazione, ma in arrivo c’è una lottizzazione…

VOGLIA DI “RITROVARSI” U

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n quartiere “perfetto per dormire”, dove rientrare la sera nella propria abitazione e riuscirne il giorno dopo per andare al lavoro. E’ Torvaianica Alta, dove i circa tremila residenti possono vantare bei villini ma ben pochi servizi. La costruzione della scuola elementare ha sicuramente fatto fare un passo in avanti alla zona, ma non basta. “Mancano soprattutto centri di aggregazione – ha spiegato Gianfranco Petriachi, ex presidente del Comitato di Quartiere e candidato alle scorse elezioni all’interno del Movimento 5 Stelle – Non ci sono posti dove far incontrare e socializzare gli abitanti, dove ci si possa conoscere, scambiare idee, passare il tempo libero, divertendosi e crescendo culturalmente”. “A Torvaianica c’è la piazza, ci sono i centri anziani, i parchi giochi, qualche locale privato che ormai è diventato un punto di riferimento dove incontrarsi con gli amici. Stessa cosa a Pomezia. Da noi, invece, il nulla: si resta confinati nel perimetro del proprio giardino”. Ma non avete proprio nulla? “C’è una polisportiva privata, che però non è mai riuscita a diventare un polo di aggregazione, o la parrocchia, dove il continuo susseguirsi di parroci diversi non ha certo facilitato la possibilità di creare una vera e propria comunità, anche se ultimamente le cose, grazie all’ultimo parroco, sono migliorate di molto. Ma non tutti sono cattolici, e non tutti hanno intenzione di incontrarsi in chiesa o all’oratorio”. Soprattutto molti giovani, che preferiscono altre strade, intese proprio in senso letterale. “Infatti la strada è il punto d’incontro dei ragazzi, e di certo questa non è una cosa positiva: troppo spesso questi “incontri” sono poi sfociati in fatti di cronaca, con furti, spaccio e coltivazione di sostanze stupefacenti e cose simili. Noi vogliamo evitare tutto questo, togliendo i nostri giovani dalle strade, dando loro delle alternative valide ed invoglianti”. Come si potrebbe fare? “Serve sicuramente la buona volontà dei cittadini, ma si deve partire dall’Amministrazione comunale, che deve mettere a disposizione aree comuni, strutture, servizi, così come succede in tutte le parti del mondo civile”. Ma ci sono altri problemi, oltre alla mancanza di luoghi di ritrovo? “Molti sono comuni agli altri quartieri di Pomezia: strade spesso malridotte, poco illuminate, spesso sporche. Quello della sporcizia è un problema sentito: a distanza di più di un anno dalle elezioni abbiamo ancora i manifesti dei candidati gettati a terra nelle aiuole, ci sono i canali di scolo ostruiti dai rifiuti. Abbiamo poi impianti fognanti messi a punto per una popolazione di sicuro inferiore a quella attuale, che alle prime piogge “esplodono”, allagando intere strade”. A proposito di strade, da quando è stato aperto il collegamento per Pomezia, ma anche la “bretella” per Campo Jemini, non siete più isolati come nel passato… “Questo è vero, ma c’è anche il rovescio della medaglia: le troppe macchine che vi passano impediscono a noi residenti di uscire dal quartiere. Nelle ore di punta ci sono code lunghissime su via Mar

Tirreno, mentre le auto che provengono da via Torvaianica Alta spesso scambiano quella strada per una pista dove correre a loro piacimento”. Da qualche settimana è stata messa sotto sequestro una parte dell’area sulla quale sarebbe dovuto sorgere un complesso edilizio di grandi dimensioni, che avrebbe fornito il quartiere anche di un parcheggio davanti alla scuola elementare. Cosa pensa di questa lottizzazione? “Sicuramente Torvaianica Alta non ha bisogno di altre mille unità abitative, che sono quelle previste e che equivalgono al raddoppio degli abitanti del quartiere. Se per avere un parcheggio dobbiamo rinunciare non solo alla tranquillità, ma anche dividere a metà quei pochi servizi che abbiamo… beh, ne facciamo volentieri a meno, anche perché un parcheggio in questa zona serve solo “a tempo”, ovvero nel quarto d’ora che precede e segue l’inizio e la fine delle lezioni scolastiche. In pratica ci porterebbe due nuclei abitativi, uno di fronte alla scuola, uno in direzione del fungo, inframmezzati da un distributore di carburante: tutte cose che preferiremmo evitare. Secondo me questo progetto è una bomba ecologica, che non va solo a distruggere il verde cementificandolo, ma che va ad inficiare sulla qualità della vita degli attuali residenti, a partire dall’acqua che sgorga nei nostri rubinetti”. Cioè? “La nostra acqua non è pura come quella di Pomezia, ma viene miscelata con quella proveniente dai pozzi della Laurentina: infatti qui ci sono tracce di arsenico, che nell’acqua di Pomezia è invece assente. Dal momento che difficilmente l’Acea o l’Edison potranno aumentare la portata del flusso attuale, viene da pensare che la maggiore necessità dovuta ad un aumento di residenti possa essere compensata con l’acqua della Laurentina, quindi con una concentrazione di arsenico ancora maggiore, anche se al di sotto delle soglie di legge”. “La situazione del nostro quartiere – ha precisato Petriachi - si può riassumere nelle osservazioni fatte da un nostro concittadino sulla variante al piano particolareggiato adottato dal Consiglio Comunale nel febbraio del 2009, che ovviamente nessuno ha preso in considerazione, se non per quanto riguarda i sensi unici sulle strade ed i rialzamenti per ridurre la velocità in alcuni punti: non esistono corsie ciclabili e marciapiedi, né spazi verdi o parcheggi pubblici attrezzati. Ovviamente sappiamo che le casse comunali sono vuote e che l’unica alternativa è la convenzione con il privato, ma di certo il prezzo da pagare con la lottizzazione prevista è troppo alto per noi residenti. Il problema è che sono troppi i politici e gli amministratori, oltre agli aspiranti tali, che come mestiere fanno i costruttori, gli architetti, gli geometri, tutte professioni legate al mattone. Fino a quando ci saranno queste correlazioni, si punterà sull’edilizia, sulla cementificazione, e non sui servizi, tutto a discapito dei cittadini: non si pensa a fare ospedali, asili o scuole, ma solo case”. Ci sarà qualcosa di positivo? Come funzionano i trasporti pubblici? “Devo riconoscere che vanno bene: il quartiere è servito a sufficienza”. E la sicurezza? “Qui va un po’ peggio: purtroppo è raro vedere una pattuglia delle forze dell’ordine che giri in questo quartiere. E questo i criminali lo sanno…”. Il comitato di quartiere di cui lei era presidente non esiste più da qualche anno: non crede sia arrivato il momento di ricostituirlo? “Sicuramente sì. Servirebbe una forte partecipazione da parte dei cittadini, che dovrebbero fare da contraltare alle mancanze dell’Amministrazione facendo proposte e spingendo i nostri politici a mantenere le promesse elettorali”. Alessia Ambra Achille

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LA RINASCITA DEL COMITATO

Alla Nuova Florida i cittadini di nuovo insieme per risolvere i problemi

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d un anno dallo scioglimento del Comitato di Quartiere, alla Nuova Florida i cittadini possono nuovamente contare su un’organizzazione a loro difesa. All’inizio di Agosto è infatti stata annunciata la sua ricostituzione torna ad avere il suo Comitato di Quartiere. “Abbiamo deciso di raccogliere l’eredità lasciata da chi ci ha preceduto”, hanno spiegato Stefano Molella, Debora Persi, Ugo Bonaccorsi e Paola Soldati, membri del nuovo direttivo, tutti componenti della lista civica FE.LI.CI., che a maggio ha concorso alle amministrative di Ardea. “Alle scorse elezioni ci eravamo battuti per migliorare la nostra città: non siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo prefisso, ma non per questo abbiamo rinunciato al nostro intento, per questo abbiamo deciso di costituire un Nuovo Comitato, che partirà da dove il precedente ha lasciato, facendo proprie le battaglie già sostenute, avviando contatti con tutte le Istituzioni, con le associazioni ed i singoli cittadini che vorranno partecipare attivamente alla trasformazione positiva del nostro quartiere”. La breve esperienza politica è servita per avere il polso della situazione riguardo ai reali problemi del territorio. “Stando a contatto con i cittadini di tutti i quartieri e facendo un’analisi di quanto ci veniva sottoposto ci siamo resi conto che molti problemi non sono prerogativa esclusiva di Nuova Florida: la sicurezza nelle scuole e sulle strade, la poca cura ambientale, la raccolta dei rifiuti, l’aumento delle tariffe della mensa scolastica, sono argomenti che accomunano più zone, anche se a livelli differenti. Per questo è nostra intenzione iniziare un dialogo non solo con l’Amministrazione comunale, ma anche con gli altri Comitati di Quartiere, perché insieme possiamo acquistare quel valore aggiunto che ci potrebbe consentire di essere ascoltati con maggiore interesse e di ottenere risultati reali”. Il CdQ non ha però intenzioni bellicose. “No, il nostro intento è quello di essere propositivi e collaborativi, senza grossi proclami, ma con molte azioni mirate a migliorare la qualità di vita dei cittadini”. Uno dei motivi per cui il precedente Comitato ha chiuso i battenti è stato la mancanza di partecipazione da parte dei residenti della Nuova Florida. E’ cambiato qualcosa? “E’ ancora troppo presto per dirlo, dal momento che ci siamo costituiti da appena un mese, oltretutto quando tutti erano in ferie. Stiamo cercando di capire quale sia il modo migliore per avvicinare i nostri concittadini, perché uno dei maggiori ostacoli è il fatto che in questo quartiere sono molti coloro che ci vengono solo per dormire e non lo vivono pienamente nell’arco dell’intera giornata. Vogliamo coinvolgere quante più persone possibile, far capire loro che una partecipazione alla vita sociale può solo portare, soprattutto nel lungo periodo, cose positive”. Passare dalla campagna elettorale per il governo della città ad un Comitato di Quartiere può essere la dimostrazione che non era la “poltrona” quello che interessava la vostra lista civica? “Sicuramente sì. La nostra intenzione era quella di risolvere i problemi che i cittadini sono costretti a subire. Farlo dall’interno dell’Amministrazione sarebbe stato più facile, ma visto che non ci siamo riusciti proviamo come Comitato: il fine è sempre lo stesso”. Ma quali sono i problemi più urgenti da risolvere alla Nuova Florida? “La sicurezza è senza dubbio il principale. Ma, legandoci ai recenti fatti di cronaca nera, vorremmo fare delle precisazioni: il nostro Comitato non ha fatto comunicati né proclami a seguito della tragica rapina che ha avuto come conseguenza la morte di una anziana donna perché non è voluto entrare nel mezzo di polemiche sterili. Abbiamo letto di complimenti, accuse e controaccuse tra politici di maggioranza ed opposizione, che secondo noi hanno solo perso tempo ed approfittato dell’occasione per mettersi in vetrina. Noi invece non vogliamo fare demagogia, ma cercare di capire come fare per rendere più sicuro il nostro quartiere, magari cercando di mettere insieme le varie forze dell’ordine, con l’aumento delle turnazioni della Polizia Municipale, con la richiesta al Prefetto di mantenere la promes-

sa di mandare più Carabinieri sul nostro territorio. Le mancanze vanno studiate per cercare di supplire ad esse, non per rinfacciarle e rimpallarle da una parte all’altra”. “Un altro problema molto sentito in questo quartiere è quello della raccolta dei rifiuti, che in questi giorni è nuovamente in una fase di blocco, con le strade sporche sia perché il sevizio non viene effettuato in maniera completa e regolare, sia perché ci sono troppi cittadini non ancora educati a livello ambientale, che preferiscono gettare i loro sacchetti lungo la strada piuttosto che fare una differenziata corretta. Per questo è nostra intenzione far partire una campagna di sensibilizzazione ambientale rivolta a tutti gli abitanti del quartiere, che punti ad una responsabilizzazione maggiore da parte dei cittadini”. Poche lamentele sul fronte trasporti, giudicato adeguato negli orari di punta, ma insufficiente nelle altre fasce. Diversa la situazione sul fronte dei centri di aggregazione e dei luoghi di ritrovo. “Qui non esistono proprio: non c’è nulla che possa consentire ai cittadini di ritrovarsi, di passare del tempo insieme, magari facendo qualcosa di piacevole. Tutti sono costretti a rintanarsi nelle loro case, perdendo la socialità tra vicini. I giovani non hanno sfoghi, se non la strada. Per cercare di rimediare stiamo pensando ad una sorta di cooperativa sociale, che ci consenta di prendere degli spazi in gestione per ambienti multifunzioni, dove gli abitanti del quartiere possano trovare un punto di riferimento. Abbiamo già accennato al Sindaco Luca Di Fiori di questo progetto, che ci sembra essere stato accolto positivamente. Adesso speriamo che alle parole seguano i fatti, perché senza l’appoggio dell’Amministrazione questa idea non può andare avanti. Il problema maggiore è trovare gli spazi adatti, che vanno concordati con il Comune”. Il Comitato precisa poi che per Amministrazione intende sia maggioranza che opposizione. “Non facciamo differenze di partito: a noi interessa risolvere. E le soluzioni non hanno colore. Chi ha interesse nel bene della città, sia che stia al governo che all’opposizione, deve contribuire. Da parte nostra promettiamo massima collaborazione”. Quanti siete, finora? “Non abbiamo ancora iniziato il tesseramento, al momento abbiamo una cinquantina di adesioni verbali, ma siamo solo all’inizio. Speriamo che, anche attraverso questa intervista, gli abitanti del quartiere inizino a conoscerci ed abbiano voglia di contattarci per capire le nostre intenzioni. Più saremo, maggiori saranno le possibilità di farci ascoltare. I cittadini che vogliono partecipare o fare segnalazioni possono raggiungerci telefonicamente, via web o venendo nella nostra sede: tutti i recapiti si trovano su internet, sul sito www.cdqnuovaflorida.com”. Matteo Acitelli

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CERCASI POSTO PER… L’AMBULANZA

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n’ambulanza alla ricerca di soccorso. E’ questa l’ironia del mezzo di soccorso che staziona Torvaianica, in piazza Italia, da più di due mesi, girando intorno al parco giochi alla ricerca di un posto dove fermarsi tra un intervento ed un altro, preferibilmente all’ombra. Dal 15 Giugno l’ambulanza del 118 gestita dalla M.S.C.O. è di stanza sul litorale pometino grazie all’iniziativa Estate Sicura, progetto della Regione Lazio in collaborazione con le Asl e le aziende ospedaliere, un progetto pensato per potenziare l’assistenza sanitaria nelle principali località balneari del Lazio e rafforzare la rete dell’emergenza sui litorali. Iniziativa lodevole, quindi, se non fosse per qualche piccolo particolare: il mezzo assegnato a Torvaianica non ha un posto dove stare, e l’equipaggio, un’infermiera e un autista, non hanno un luogo dove rifugiarsi nei momenti di attesa delle chiamate. “Ci hanno detto di posizionarci qui in piazza Italia – spiegano – ma non c’è stato assegnato un posto auto dove parcheggiare l’ambulanza né tantomeno una postazione per noi. Se non fosse stato per la gentilezza del gestore del bar qui di fronte, non avremmo avuto modo né di lavarci le mani dopo un intervento, né di bere un bicchiere d’acqua o di andare in bagno”. Sotto il sole tutto il giorno, il personale di turno trova infatti rifugio nel bar per evitare un’insolazione nelle ore più calde di questa estate torrida. Ma il problema è anche un altro: non avendo il posto auto assegnato, l’ambulanza che rientra da un intervento non sa dove mettersi. “Ci è capitato anche di parcheggiare sulle strisce pedonali o di occupare una parte del posto riservato ai disabili, togliendoci ovviamente appena ci rendevamo conto che serviva ad altri. Siamo anche rimasti in mezzo alla piazza per diverso tempo, in attesa che si liberasse un parcheggio. Questo ci ha comportato anche numerose ramanzine da parte della Polizia Locale, che giustamente faceva il proprio lavoro, ma noi dove ci dobbiamo mettere?”. L’ambulanza, poi, ingombra più di una semplice automobile, quindi non tutti i posti vanno bene, perché il passaggio, troppo stretto in alcuni punti, sarebbe ostruito soprattutto per i camion che si recano ai vicini supermercati. Il servizio dura 12 ore al giorno, dalle 9 alle 21, con una media di 6 interventi giornalieri ed il mezzo contiene medicinali che dovrebbero

Grottesca disavventura, durata tutta l’estate, del mezzo del 118 stare al fresco. “A volte, invece, capita che l’ambulanza resti sotto il sole tutto il giorno e, per quanto i farmaci siano conservati bene, parliamo sempre di una temperatura che sotto il sole supera i 40 gradi… Per questo cerchiamo sempre di trovare un parcheggio all’ombra”. Ma nessuno ha mai notato il vostro disagio? “A quanto pare no”. Sentita l’Amministrazione comunale, pare che né il Sindaco Enrico De Fusco, né l’Assessore al Turismo Rosaria Del Buono siano stati informati da qualcuno, Asl o Regione che sia, di questa iniziativa e della postazione fantasma assegnata all’ambulanza. “Poco prima di Ferragosto – hanno invece dichiarato dall’ambulanza del 118 - abbiamo parlato con una signora che si è qualificata come facente parte dell’Amministrazione, che ci ha promesso una soluzione in pochissimo tempo, ma le cose non sono cambiate: ormai tra due settimane (il 16 settembre, ndr) il servizio terminerà, quindi ormai è tardi”.

“Non ci sono arrivate comunicazioni su questo servizio – hanno spiegato il Sindaco e l’Assessore – altrimenti avremmo provveduto a riservare un posto per il mezzo di soccorso e a dotare del personale di un punto di riferimento almeno per i bisogni più elementari. Ci dispiace di quanto accaduto, perché capiamo l’importanza del servizio e del ruolo che queste persone ricoprono”. Né il Primo Cittadino né l’Assessore sono riusciti a capire chi possa essere stato a fare promesse al personale dell’ambulanza. “Se fossimo stati avvisati del disagio avremmo di sicuro provveduto. La mancanza non è imputabile all’Amministrazione comunale, ma alla Regione ed alla Asl, che non hanno fatto comunicazione dell’inizio del servizio. Visto quanto accaduto, il prossimo anno saremo noi ad informarci ed a supplire a questa mancanza”. Alessia Ambra Achille

CHE FINE HA FATTO IL RESTYLING DELLA PIAZZA?

Poco più di un mese fa è stata abbattuta la fontana della “piscina” di Piazza Indipendenza. I lavori, iniziati in tutta fretta, avevano fatto credere e sperare in un restyling veloce, ma ad oggi i lavori sono completamente fermi, come dimostrano queste foto scattate il 29 Agosto. Settembre 2012


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PARCO DELLA MINERVA, INCUBO SENZA FINE Ancora nessuna via d’uscita per gli acquirenti che pagano mutui di case mai consegnate

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’estate sta finendo, ma l’incubo per centinaia di famiglie acquirenti degli immobili presso il “Parco della Minerva” continua. A distanza di oltre un anno dal fallimento delle DIMA Costruzioni e dall’arresto del costruttore Raffaele Di Mario, abbiamo raccolto le dichiarazioni di un rappresentante del CO.A, il Comitato Acquirenti Parco Della Minerva. “Sono oramai 15 mesi che i lavori sono bloccati e tutto quello che sappiamo su questa vicenda vergognosa è quanto viene pubblicato sul sito ufficiale di Raetia, peraltro, a distanza di molti mesi dal verificarsi degli eventi stessi. Ossia, la stessa Raetia SGR ed i fondi da questa gestiti sono in una fase di liquidazione volontaria”. La Raetia è la società che gestisce anche il fondo utilizzato dalla DIMA in riferimento alla costruzione degli immobili di Pomezia ora bloccati. “La Banca d'Italia, con nota del 28.11.2011, ha invitato RAETIA SGR S.p.a. a prendere atto del sostanziale esaurimento della propria attività di gestione caratteristica" e a ‘deliberare la liquidazione volontaria dei fondi e della società stessa, adottando le misure necessarie per un'ordinata uscita dal mercato’.Si legge ancora sul loro sito che ‘Il Comitato di Liquidazione - a far data dall’insediamento avvenuto in data 27 aprile 2012 con l’iscrizione della deliberazione assembleare del 30.3.2012 presso il Registro delle Imprese di Trento - ha, in via preliminare, avviato un’attività ricognitiva degli aspetti organizzativi e degli asset della Società e dei Fondi da essa gestiti, funzionale alla determinazione ed al successivo governo della situazione economicopatrimoniale della SGR e dei Fondi da essa gestiti. Il Comitato, in tale ambito, anche d'intesa con gli Organi della Procedura del Fallimento della DIMA Costruzioni S.p.a. e delle Banche finanziatrici, ha iniziato un'attività ricognitiva tecnico-giuridica per la ripresa dei lavori presso alcuni comparti del complesso "Parco della Minerva"…’. Noi ad oggi avremmo da fare alcune semplici domande al Comitato dei liquidatori, anche d’intesa con gli Organi della Procedura del Fallimento della DIMA Costruzioni S.p.a. e delle Banche finanziatrici”. Quali domande? “Vorremo chiedere a che punto siano con l’attività’ ricognitiva tecnicogiuridica per la ripresa dei lavori, e soprattutto perché facciano cenno solo alla ripresa dei lavori presso “alcuni” comparti del complesso e non su tutti. Vorremmo poi sapere che futuro avranno quei promissari acquirenti a cui è stato promesso in vendita un appartamento da realizzarsi proprio su quelle aree sulle quali i lavori non inizieranno. Che fine faranno quelle aree? Ci si chiede inoltre quanto tempo si dovrà ancora attendere per avere una risposta, nella speranza che vengano rese note le decisioni dei commissari liquidatori e dell'assemblea dei quotisti che dovrà tenersi, almeno si spera, prima o poi”. Gli acquirenti sono arrabbiati e sfiduciati, ma non si vogliono arrendere. “Noi sin dall’inizio abbiamo imputato a Raetia SGR il comportamento omissivo e poco trasparente e l’uso incoerente di dichiarazioni che successivamente si sono rivelate non corrispondenti alla realtà. A sostegno di ciò che diciamo ci sono le dichiarazioni che l’ex Amministratore Martino Dettori il 9 Marzo 2012 rilasciava ad un giornale locale. Dettori sosteneva che “La cosa importante comunque, è che dall’ultima sentenza di fallimento abbiamo incontrato ripetutamente il nuovo curatore, il dott. Rocchi, persona molto pragmatica, con il quale abbiamo già individuato un percorso per la ripresa dei lavori a brevissimo termine. Per cui tra poco i 320 appartamenti verranno portati avanti, questa è una notizia che può scrivere tranquillamente senza paura di essere smentito”. Ed invece, a distanza di sei mesi, nulla è accaduto, se non le dimissioni dello stesso Dettori poche settimane dopo quell’annuncio!”. A Intanto la FRIMM, società incaricata di vendere gli immobili, chiudeva l’Ufficio Vendite sito al Parco della

Minerva. Qualche mese dopo venne alla ribalta un fantomatico consorzio di subappaltatori Dima Costruzioni che era pronto a riprendere i lavori. Su un giornale locale veniva rilasciata addirittura un’intervista dell’amministratore di questo Consorzio nella quale lo stesso dichiara: “Da qui a qualche mese, ripartiremo con i lavori e le persone avranno le proprie case” . “Sono passati quattro mesi da quelle ridondanti dichiarazioni rilasciate alla stampa, ma del consorzio e dei lavori, ad oggi, non si sa più nulla”. Che dire poi del sequestro di quasi 32 milioni di euro da parte della polizia tributaria su mandato della Procura di Roma alle banche coinvolte nel crac Dimafin, con relativa indagine allargata a questo punto anche a Raetia SGR e al fondo Diaphora 1? “Si tratta di un qualcosa di molto complesso, dove le uniche certezze riguardano noi acquirenti: stiamo continuando a pagare il mutuo per una casa che non sappiamo se verrà mai ultimata e se ci verrà mai consegnata. Per quando riguarda tutti gli altri “attori” di questa incredibile vicenda, abbiamo verificato che,tra dichiarazioni inconsistenti e notizie da far rabbrividire, di fatti veri non se ne sono proprio visti”. E tra tante chiacchiere, i fatti comunque li hanno cominciati a fare i promissari acquirenti, stanchi di farsi prendere in giro, i quali hanno intentato cause nei confronti di Raetia Sgr a tutela dei propri diritti ed interessi. Infatti, gli Avvocati Antonio Aquino e Alessandra Pardo, legali di alcuni dei promissari acquirenti facenti parte del Comitato Acquirenti Parco della Minerva, di fronte all’impossibilità ad escutere la polizza fideiussoria, per carenza dei presupposti richiesti dalla legge - lo stato di liquidazione del fondo cd. Volontaria non rientra nei casi in cui scatta la possibilità di richiedere alla assicurazione la restituzione delle somme tutte pagate, per l'acquisto della casa - ed analizzate le singole posizioni ed esigenze personali dei loro assistiti hanno dato avvio ad azioni di risoluzione contrattuale e risarcimento dei danni. “Per concludere vorremmo ricordare che noi del Comitato Acquirenti, continueremo a stare con il fiato sul collo alla proprietà: nessuno pensi che permetteremo impunemente a chiunque di prendere ulteriori decisioni a danno dei nostri interessi, nessuno creda di poter fare ciò che vuole alle nostre spalle e soprattutto “sulle” nostre spalle”. Alfredo Corrao

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ERBA ALTA E SCUOLE: “BOTTA E RISPOSTA” CDQ-AMMINISTRAZIONE L ettera aperta per il Sindaco di Pomezia Enrico De Fusco e l’Assessore all’Ambiente Piero Toce.

Il Comitato di Quartiere Nuova Lavinium si lamenta, sindaco e assessore rispondono

Riceviamo e pubblichiamo la missiva indirizzata all’Amministrazione che ci ha inviato il Comitato di Quartiere Nuova Lavinium. Come nostra abitudine, ci siamo rivolti ai diretti interessati per avere una risposta in merito alla questione sollevata.

“Signor Sindaco, chi Le scrive è l’Associazione Comitato di quartiere Nuova Lavinium che da anni si interessa della tutela e della salvaguardia del territorio e dei cittadini e si prodiga, inoltre, in attività di supporto in diversi plessi scolastici non solo della zona e, pertanto, ritiene necessario fare un appello alla SV. Siamo costretti a denunciare lo stato di sporcizia in cui versa la nostra Città: in più punti aree ed aiuole sono incolte, i cigli stradali sporchi ed infestati da erbacce e in diversi tratti rami d’alberi invadono completamente i marciapiedi. Tra pochi giorni suona la campanella per l’inizio di un nuovo anno scolastico e la città, ed in special modo il quartiere Nuova Lavinium, rifiorisce di sana e genuina gioventù, quella gioventù che rappresenta il nostro domani e le nostre speranze. Pertanto, non Le chiediamo di intervenire immediatamente facendo pulire l’intera Città, ma di monitorare ed individuare le giuste priorità. L’appello che le rivolgiamo è di intervenire ed impegnare le risorse necessarie per consegnare agli alunni, ai dirigenti, ai docenti ed al personale non docente, scuole ed aree vicine pulite. Se per vari motivi (bilancio e quant’altro) questa urgenza non si può risolvere, noi associazioni di cittadini per il bene della nostra città e dei nostri figli, se Lei lo ritiene opportuno, siamo ben propense a darci da fare, pulendo, sistemando e promuovendo giornate ecologiche. Suggeriamo di non lasciare il mondo dell’associazionismo senza una politica di riferimento istituzionale. Per le amministrazioni avvedute le associazioni (non solo quelle che organizzano feste) possono costituire un efficace strumento di supporto e di valorizzazione - tralasciando il capitolo contributi – ma solo tramite un coordinamento sinergico. Nell’augurarle un proficuo lavoro per il bene della Città ed in attesa di un incontro, Le giungano i nostri più cordiali saluti. A nome e per conto dell’Ass. Comitato di quartiere Nuova Lavinium, Il Presidente Francesco Di Ruocco”.

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d ecco la risposta congiunta del Sindaco e dell’Assessore:

“Gentile presidente, nel ringraziarla della segnalazione, vorremmo rassicurarla riguardo gli studenti che si apprestano ad affrontare un nuovo anno scolastico. Come ogni anno, tutte le aree circostanti le scuole verranno accuratamente ripulite, sia per quanto riguarda i rifiuti gettati incautamente dai cittadini che per le erbacce. Rispetto a queste ultime, il taglio viene effettuato nei diversi periodi dell’anno secondo il calendario predisposto. Come sempre queste date prevedono anche i giorni immediatamente precedenti all’apertura delle scuole. I lavori inizieranno lunedì 3 settembre e verranno effettuati non solo nelle scuole del quartiere di Nuova Lavinium, ma in tutto il territorio comunale. Ben vengano iniziative anche private rispetto alle giornate ecologiche, mirate soprattutto all’educazione di tutti coloro che purtroppo ancora oggi non comprendono l’importanza di mantenere pulita la propria Città e scaricano rifiuti ovunque. Il Sindaco Enrico De Fusco e l’Assessore all’Ambiente Pietro Toce”.

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Tutto è pronto per il via ufficiale alla stagione sportiva 2012/13: Eccellenza e Promozione le prime a scendere sul terreno da gioco, a seguire le altre Categorie libertà - informazione - politica - cronaca - cultura - sport

DI NUOVO IN CAMPO!

L'Estate è ormai agli sgoccioli e se per molti, diciamo anche tutti, significa fine delle vacanze, per gli appassionati di Calcio quantomeno una consolazione c'è (non ce ne vogliano mogli e fidanzate): la ripresa dei campionati. E questo, ovviamente, non solo in termini di professionismo ma anche di calcio locale. I mesi di sosta che hanno consentito ai calciatori di ricaricare le batterie non sono stati vissuti in egual maniera, in termini di “riposo”, da Società e Dirigenti considerati i tanti cambiamenti avvenuti sul territorio con fusioni, ripescaggi, operazioni di mercato e quant'altro. Vediamo dunque cosa è cambiato e cosa ci riserverà questo nuovo anno sportivo che si preannuncia davvero carico di emozioni.

Le novità – Il Pomezia Calcio, alias Pomezia srl, alias (?).. dopo il fallimento sportivo della passata stagione, culminato con la retrocessione in Terza Categoria, non avrà una prima squadra all'interno di una competizione ufficiale anche se non scomparirà del tutto; il marchio rosso-blu infatti è entrato a far parte del gruppo costituito da Real Pomezia e Airone Ardea ovvero quello che al momento risulta essere il Cartello sportivo principale, soprattutto in termini di dimensione e organizzazione, del territorio. Oltre al settore giovanile, la società disputerà il campionato di Eccellenza e di Prima Categoria. Curiosità sullo stemma: il logo è composto per la parte esterna dalla “corona” del Real Pomezia, mentre al suo interno troviamo le tre “anime” che compongono la società rintracciabili nella

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torre di Pomezia, nel Dragone, e nell'Airone di Ardea, accompagnate dai nomi scritti in corsivo delle tre squadre; sotto allo stemma la “emme” del gruppo RDM. Proseguendo con le novità, come già accennato nello scorso numero, Virtus Pomezia e Unipomezia si sono unite in un'unica società mentre l'Indomita Pomezia disputerà, nonostante la retrocessione dello scorso campionato, la Prima Categoria a seguito dell'ufficializzazione da parte degli organi federali del ripescaggio.

Le Date: Eccellenza e Promozione al via, Prima e Seconda categoria il 30 Settembre. La Terza ad Ottobre - Il 2 Settembre sono iniziati i campionati d'Eccellenza e di Promozione dove, a difendere l'onore del nostro territorio, troviamo il Real Pomezia, per quanto riguarda la prima competizione menzionata, e il Lido dei Pini per la seconda, a seguito della promozione conquistata nella precedente stagione. Il secondo semaforo verde scatterà invece per la Juniores d'Elité, per gli Allievi e per i Giovanissimi regionali Ecc. il 16 Settembre mentre, la maggioranza delle nostre squadre, ritroverà il campo il 30; è questa infatti la giornata dello start dei campionati di Prima e Seconda Categoria alle quali si uniranno i settori giovanili della Juniores, degli Allievi e dei Giovanissimi. Gli appassionati della Terza Categoria dovranno invece aspettare il prossimo 14 Ottobre, data che segnerà anche l'inizio del torneo della Juniores Provinciale.

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La Classifica del Corriere – Anche quest'anno non poteva mancare il nostro speciale “tabellone” riassuntivo con tutte le statistiche delle compagini del territorio. Per chi ancora non la conoscesse ne ribadiamo il criterio: la classifica si fonda essenzialmente sul merito in quanto prende in considerazione la media punti realizzata nelle giornate disputate. Per quello che riguarda il diverso peso dei vari campionati, assolutamente innegabile, la Classifica del Corriere non prevede – al momento – un coefficiente di difficoltà in quanto attribuire un punteggio ai diversi tornei rappresenta un metodo meramente arbitrario e soggettivo; pertanto, pur essendo in fase di studio un moltiplicatore, per il momento la graduatoria manterrà il criterio dello scorso anno. Come di consueto inoltre, nel mese di Gennaio verrà comunicata la “Squadra dell'anno”, ovvero il raggruppamento che nell'arco dei 365 giorni avrà realizzato il numero maggiore di punti; in lotta per il titolo, e dunque un passo avanti alle altre, il Lido dei Pini, il Team Nuova Florida e la Città di Pomezia (già vincitrice lo scorso anno ndr) che, dalla loro hanno gli strepitosi risultati ottenuti nella passata stagione, ma che, allo stesso tempo, dovranno fare i conti con una nuova categoria. L'ultima precisazione riguarda il numero delle squadre che da 13 scenderà probabilmente a 9. Luca Mugnaioli


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BENNY, CHE SPETTACOLO!

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u Facebook la foto che identifica il suo profilo lo ritrae insieme ad Anastacia, la cantante americana che il 14 luglio si è esibita a Nettuno. Lui è Benedetto Dionisi, pometino doc, innamorato del mondo dello spettacolo al punto di riuscire ad inventarsi un lavoro, quello di attore-presentatore-organizzatore. Diverse attività riunite in un’unica persona, ma dalla personalità talmente forte da riuscire a fare, nel contempo, anche il grafico ed il direttore di un paio di riviste, tra cui quella ufficiale di Renato Zero. Ma in cosa si sta concentrando in questi giorni? “A settembre ripartirà il mio programma, “Spettacolo! Che Spettacolo!”, insieme a Lorenzo Ormando, in onda sulle frequenze delle emittenti televisive Amici Tv, quindi anche su TelePontina. Si tratta della nona edizione, che a breve avrà un ampliamento e diventerà anche un sito internet con la pretesa di diventare un punto di riferimento per chi lavora nel mondo dello spettacolo”. Benny è infatti legato alla trasmissione, di cui è autore e conduttore, ormai da otto anni, durante i quali ha intervistato grandi personaggi del mondo dello spettacolo nazionale ed internazionale come Maryl Streep, Leonardo Di Caprio, Tom Cruise, Anastacia, Gloria Ganyor, Zucchero, Fiorello, Pippo Baudo, Panariello e tanti altri. Ma quale le ha lasciato l’emozione più forte? “Sul profilo umano sicuramente Fioretta Mari, un’attrice, cantante ed insegnante – per 9 anni è stata nel cast di “Amici” - fantastica, con la quale è nata un’amicizia bellissima. E’ una persona fantastica, forse anche troppo buona, il mio punto di riferimento nel mondo dello spettacolo. A livello professionale, invece, mi hanno colpito moltissimo tutti gli artisti americani: più sono grandi e più sono umili e disponibili. Ho visto Tom Cruise mettersi a disposizione dei fan e dei giornalisti per due ore e mezzo di seguito senza mai perdere la pazienza, sempre con il sorriso sulle labbra, disponibilissimo con tutti. Qui anche l’ultima comparsa di una serie semisconosciuta riesce a darsi delle arie credendosi chissà chi e per poterlo intervistare devi passare magari

Benedetto Dionisi, un artista senza noia

dal suo press agent, perché da solo non decide”. In Italia sono tutti così? “No, se si tratta di veri artisti, quelli che riconosci per l’alone di fascino che li circonda. A me è capitato di vederlo in Gigi Proietti: intervistarlo è un’emozione stata grandissima”. Lei ha intervistato molti attori, ma nel frattempo ha esordito al Teatro Sistina di Roma. Qui l’emozione c’è stata? “Era talmente forte che ho temuto l’infarto!”. Benedetto è stato uno dei protagonisti di “Tutti insieme abbondantemente”, per la regia di Manuela Metri. “Per quattro anni ho fatto parte del cast di questo spettacolo, che inizialmente si chiamava “A me me piace ‘o scio’”. Dopo aver girato i teatri di tutta Italia, nel Maggio scorso siamo arrivati a Roma, dove ho avuto questo fantastico debutto al Sistina. Devo ovviamente dire grazie a Marisa Laurito che mi ha scelto ed anche alla regista per questa opportunità: recitare al Sistina è stato come officiare la messa a S. Pietro per un semplice sacerdote di campagna”. Ma cosa vorrebbe fare “da grande”? “L’adulto. Finora mi sono sempre comportato da eterno peter pan, ma da quando ho conosciuto Manuela Metri ho iniziato a mettere la testa a posto, occupandomi anche del lavoro dietro le quinte, come la produzione degli spettacoli teatrali. Grazie a lei ho avuto esperienze come aiuto regista, un’altra attività che mi ha appassionato tantissimo. Manuela Metri in questo periodo ha una serie di progetti, nei quali spero mi inserisca”. Dietro o davanti le quinte? “Vanno bene entrambe le cose: il mio egocentrismo lo sfogo benissimo grazie alla trasmissione televisiva “Spettacolo! Che Spettacolo!”. Lei sognava il mondo dello spettacolo sin dall’infanzia. Adesso che ci è entrato a pieno diritto come lo giudica? L’ha deluso o si è rivelato come se lo aspettava? “Il mondo dello

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spettacolo non può deludere, al massimo possono farlo alcuni personaggi che ne fanno parte. Ma questo accade in tutti gli ambienti. E’ ovvio che anch’io abbia avuto le mie delusioni, ma ripeto, erano legate alle persone e non all’ambiente. E’ vero, ci sono parecchi lustrini, ma per me lo spettacolo è vita, è un continuo rigenerarsi grazie al contatto con il pubblico e con gli altri artisti, è passione, e la passione non può deludere”. Facendo un bilancio, pensa di aver fatto tanto o poco? “Penso di essere fortunatissimo, perché quello che ho fatto, tanto o poco che sia, era quello che volevo fare. Le mie grandi occasioni ci sono state: a volte le ho colte al volo, altre le ho lasciate correre. Non sono mai sceso a compromessi, e forse per questo ho fatto meno di quanto avrei potuto fare, ma era quello che volevo. Mi sento fortunatissimo anche perché ho una famiglia stupenda che mi ama, ma anche tanti amici che mi vogliono bene, dai quali ricevo un affetto incredibile”. Tra le sue esperienze passate troviamo lavori e collaborazioni con programmi Mediaset e Rai, come “Complotto di Famiglia” con Alberto Castagna, “Magazine 3”, pubblicità televisive per la Parmalat e attore in alcuni film per il cinema e la tv come “Quattro figli unici” di Fulvio Wetzl, “Scugnizzi” di Nanni Loy e “College” per Italia Uno, e per il teatro con lo spettacolo. Da più di dieci anni collabora con Renato Zero, per il quale è stato direttore responsabile della rivista ufficiale “Gravità Zero” ed ha firmato l’artwork di vari progetti di merchandising come calendari ufficiali e tourbook per i concerti. Ma fa tutte queste cose per non annoiarsi? “Se la vita fosse noiosa cosa si vivrebbe a fare? Mi piace l’arte, lo spettacolo, la danza, il teatro, il cinema e tutto quello che di creativo c’è all’interno di questi mondi affascinanti: faccio quindi tutto quello che mi piace e mi appassiona, certo non per sconfiggere la noia, che praticamente non conosco!”. Tra le tante interviste ai personaggi famosi, qual è quello che le manca? “Il mio sogno è Liza Minnelli”. Un sogno impossibile? “Chissà… Magari grazie a questa intervista diventerò un pochino più famoso ed allora…”. Matteo Acitelli


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NOTIZIE TASCABILI di Luca Mugnaioli

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Incontro tra Italia e Germania: Monti, forti progressi, ma non ci fermiamo Merkel: agenda Italia impressionante Roma può farcela, aspetti a chiedere scudo - Monti a Berlino incassa la piena fiducia della Merkel, rivendica i progressi fatti dall'Italia ma avverte che il lavoro è tutt'altro che finito. Nuovi tagli sono in arrivo. (FONTE: ILMESSAGGERO.IT)

Sulcis, dal governo speranze per i minatori "Non è detto che la miniera debba chiudere" Il sottosegretario allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti parla di "possibili soluzioni alternative", ma avverte: "I progetti di riconversione devono essere economicamente sostenibili". Ieri (29 Agosto) la solidarietà di Napolitano (FONTE:LaRepubblica.it; FOTO: ANSA.IT) Fisco: Gdf, showman Valerio Merola evade 4, 6 mln in 5 anni - Secondo i finanzieri del Comando provinciale di Roma, il popolare conduttore televisivo in 5 anni ha evaso compensi per 4,6 milioni di euro e Iva per 1,5 milioni, omettendo di presentare le dovute dichiarazioni. Ufficialmente residente all'estero, nel Principato di Monaco, di fatto svolgeva la sua attività in Italia "nascondendo i redditi dietro società appositamente create e fatte amministrare da prestanome, senza presentare alcuna dichiarazione fiscale né, tanto meno, versando le dovute le imposte" (FONTE: AGI.IT)

Procreazione: governo orientato a fare ricorso a Corte europea - Il ministro Balduzzi: ''Mi riservo una proposta in Consiglio dei ministri''. Il Cardinale Bagnasco (Cei): ''Magistratura italiana surclassata''. Il governo italiano e' orientato a fare ricorso sulla sentenza della Corte di Strasburgo sulla Legge 40 per pro-

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muovere un ''chiarimento giurisprudenziale''. Lo ha detto il ministro per la Salute Renato Balduzzi, parlando con i giornalisti a Lucca (FONTE:ASCA.IT)

E’ morto Neil Armstrong , primo uomo sulla Luna. - 20 luglio 1969: Neil Armstrong posa per primo il piede sulla Luna. Dirà: «Un piccolo passo per un uomo, un balzo da gigante per l’umanità» (FOTO: Central Press/Getty Images da Vogue.it)

Champions League, i soldi? Ai soliti noti. Così il calcio resta solo dei ricchi - Alla faccia del fair play finanziario che, chiedendo alle società di non spendere più di quello che guadagnano, pena l’esclusione dai tornei continentali, non fa altro che consolidare questo squilibrio. Le squadre che partecipano al massimo torneo continentale guadagnano 550mila euro per ogni partita giocata nei gironi, cui si aggiunge un bonus di 800 mila per ogni vittoria; dalla Champions dello scorso anno, tra premi e diritti tv, il Chelsea campione ha guadagnato 59 milioni di euro, il Bayern Monaco 42, il Barcellona 41 , il Milan 40, il Real 39, il Manchester United 35, l’Inter 32. E così via. (FONTE:Ilfattoquotidiano.it)

Speciale London 2012 Il medagliere – Gli USA hanno chiuso la manifestazione al comando con 104 medaglie (46 ori, 29 argenti, 29 bronzi) davanti alla Cina che ne ha conquistate 88; ottava l'Italia: 8 ori, 9 argenti e 11 bronzi per un totale di 28 medaglie, una in più rispetto a Pechino e tre in più rispetto alle previsioni di inizio competizione

Come ti chiami? Chen! - La compagine Cinese ha annoverato fra le proprie fila ben

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19 atleti con lo stesso nome, Chen, che hanno disputato le gare nelle varie discipline dalla scherma, al nuoto passando per il basket. Olimpiadi di Londra 2012 vuol dire anche TRENDY - Benché sportivamente obbligate ad indossare i colori della propria nazionalità, l’unico modo per le atlete di associare un tocco di eleganza e sobrietà alla loro “divisa” è sembrato essere quello di tinteggiare le proprie unghie (di mani e piedi) coi colori della bandiera della patria. Usanza diffusa tra molte atlete, di varie nazionalità, nel corso dei giochi. (FONTE: www.sportenutrizione.it FOTO: www.sportenutrizione.it)

Londra 2012, 5 milioni ai nostri atleti! Terminate le Olimpiadi di Londra, il medagliere dell’Italia recita: 8 ori, 9 argenti, 11 bronzi. Agli atleti premiati in totale andranno circa 5.390.000 euro. (FONTE: tuttonapoli.net)

Pistorius ultimo ma..primo! Ed entra nella storia.. - L'atleta che corre con due protesi a sostituzione degli arti inferiori alla fine ce l'ha fatta dimostrando al mondo interno di poter essere considerato come tutti gli altri all'interno di una competizione sportiva. Poco importa se alla fine, in quella che era la semifinale valida per i 400m, sia giunto in ritardo rispetto agli altri. Lui la sua vittoria l'aveva già ottenuta.

LO SAPEVATE CHE.. BOLT HA PERCORSO LA FINALE DEI 100M AD UNA VELOCITA' MEDIA DI CIRCA 37 KM/H.


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A tu per tu con il game director di Call Of Duty: Black Ops II per scoprire le meraviglie del multiplayer

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CALL OF DUTY: BLACK OPS II A ll'evento a porte chiuse di Activision, durante la Gamescom 2012 di Colonia, abbiamo potuto incontrare David Vonderhaar (game design director) dell'attesissimo seguito della serie più acclamata e giocata di sempre, Call of Duty Black Ops II . Vonderhaar ha però precisato sin da subito che il gioco non è un semplice sequel che punta a mantenere lo status quo, bensì la volontà di Treyarch è quella d'innovare e pertanto sono state apportate tutta una serie di modifiche al gameplay atte a migliorare l'esperienza del giocatore. Innanzitutto il sistema di scelta e creazione delle classi. Laddove in Black Ops ci limitavamo a scegliere armi e perk, adesso è stato introdotto un sistema del "totalizza 10". Il giocatore infatti avrà la possibilità di scegliere ulteriori opzioni, come una coppia di attachment per l'arma principale e quella secondaria in grado di variare le caratteristiche (come la potenza di fuoco) applicando ad esempio un mirino laser oppure avvantaggiarsi di uno scanner millimetrico in grado di vedere i nemici attraverso le pareti (dopotutto, essendo il gioco ambientato nel 2025 è possibile aver raggiunto un tale livello tecnologico, considerato che un'apparecchiatura similare è impiegata oggigiorno dall'esercito americano). E qualora si desiderasse equipaggiare un secondo perk si può scegliere la wild card "primary gunfighter" che aggiunge un secondo perk di grado modificando codì la griglia. L'unico vincolo rimane soltanto il raggiungimento del limite di 10 punti, indipendente da quello che si è scelto per la propria classe. A differenza di Black Ops è persino possibile decidere di rinunciare all'arma secondaria, risparmiando punti preziosi. Un tale livello di dettaglio nella personalizzazione consente pertanto al giocatore di creare classi mai viste prima. La seconda novità introdotta sono gli score steak . Si tratta di una versione 2.0 delle kill steak del precedente capitolo. Vonderhaar ci mostra l'utilizzo dell'a.g.r., una specie di torretta con lanciamissili che verrà portato da un elicottero durante la battaglia. Ma questa volta non è richiesto al giocatore di dirigersi a raccogliere l'arma. La cassa si aprirà e il

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Numero 9 Anno 4 SETTEMBRE 2012 - Distribuzione gratuita via Odessa 41 - 00040 Torvaianica

EDITORE: La Città

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letale veicolo robotico uscirà dalla cassa seminando morte e distruzione, mentre con stupore assistiamo alla totalizzazione di ben 21 steak. Inoltre sarà possibile assumere il controllo del mezzo in seguito, secondo le proprie tattiche di gioco. Ma il director di Treyarch ha rassicurato: con la giusta combinazione di 10 elementi al momento della scelta della classe chiunque è in grado di contrastare qualsiasi altro assetto perché non ci sono combinazioni sbilanciate. Il nuovo sistema di punteggio adesso assegna le steak a seconda delle azioni intraprese dal giocatore: catturare una bandiera in Black Ops II non elargisce più esperienza ma un punteggio che incrementa una barra verticale nell'angolo basso a destra. Ciascun socre streak ha i suoi requisiti e nel caso ne vengano soddisfatti diversi è possibile ottenere i reward in contemporanea (ad esempio per l'uccisione ed aver ripreso la bandiera catturata dal nemico). Infatti lo scopo degli sviluppatori è far sentire il giocatore sempre interconnesso al sistema. Tornando all'esperienza accumulata durante le battaglie, Black Ops II offrirà ben 55 livelli più 10 di prestigio. Verranno inoltre conferite al giocatore delle medaglie per azioni particolarmente toste. Si sbloccherà un solo token per ciascun livello, mentre i contenuti accessibili cresceranno al passaggio di grado. Il nuovo sistema di matchmaking permette di competere con altri giocatori calibrando il livello di sfida, affinché chiunque possa divertirsi e la media delle proprie vittorie e

sconfitte non risulti sbilanciato verso una delle due. Arriva il momento delle modalità di gioco, e con un'espressione compiaciuta in volto Vonderhaar annuncia che oltre alle classiche già presenti nel precedente capitolo, con Black Ops II saranno introdotti campi di battaglia con team multipli anziché soltanto due fazioni. Nella demo provata sullo showfloor abbiamo provato una mappa con quest'inedita modalità in una competizione di ben 12 giocatori suddivisi in 4 squadre. Conclude l'incontro la presentazione della funzionalità denominata Codcasting. In pratica si è cercato di portare le competizioni multiplayer ad un livello superiore, paragonabile alle competizioni sportive cje possiamo assistere in televisione da casa. L'idea alla base è di rendere il gioco anche divertente per chi assiste, con la possibilità che uno dei gli utenti possa persino commentare lo svolgimento dello scontro, oltre di inviarlo in streaming agli altri dalla propria console. Abbiamo avuto modo di osservare tale funzionalità allo showfloor nella competizione menzionata in precedenza. In pratica a disposizione del "commentatore" viene visualizzata su schermo una mappa che mostra l'azione in tempo reale, insieme ad altre informazioni quali il punteggio e l'effetto picure in picture, esattamente come in un reale evento sportivo in televisione. È altresì possibile ascoltare ed individuare la voce di un giocatore che parla. Giuseppe Saso www.cyberludus.com

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31/08/2012

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Arti Grafiche

Alessia Ambra Achille, Luca Mugnaioli, Matteo Acitelli, Alfredo Corrao, Claudia Sperduti, Michele Lotierzo Settembre 2012

STAMPA: Reg. Trib. di Velletri Settembre 2009 N. Reg. 19/09 del 24 Settembre 2009


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BELLA ADDORMENTATA: GLI ULTIMI GIORNI DI ELUANA ENGLARO

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E’ giusto lasciar morire?

a fine di una vita in sei giorni. In “Bella Addormentata”, il nuovo film di Marco Bellocchio, è questo il tempo in cui si decide del destino di una donna in stato vegetativo ormai da 17 anni. La storia è inspirata alla tragica vicenda di Eluana Englaro e sullo schermo si alternano “personaggi di fantasia dalle diverse fedi e ideologie le cui storie si collegano emotivamente a quella vicenda, in una riflessione esistenziale sul perché della vita e della speranza malgrado tutto”. La vera Eluana, vittima di un incidente stradale, muore a Udine in seguito all'interruzione della nutrizione artificiale per volontà del padre. Nel film il regista ricostruisce gli ultimi giorni attraverso tre episodi che mettono in risalto i differenti punti di vista. Si parte da quello della madre (interpretata da Isabelle Huppert), grande attrice cerca nella fede e nel miracolo la guarigione della figlia, che rinuncia a tutto per disperazione, rifugiandosi nella fede e nella speranza di un miracolo e sacrificando il rapporto con il figlio. Si passa poi ad un medico (Pier Giorgio Bellocchio), che lotta e prova di tutto per cercare di salvare una ragazza dal suicidio, per poi arrivare alla giovane attivista ultracattolica Maria, inter-

pretata da Alba Rohrwacher. La ragazza è figlia di un deputato PDL, portato in scena da Peppe Servillo, un deputato in disaccordo con le linee del suo partito per il voto al provvedimento Sacconi . La giovane mentre protesta davanti alla clinica dov'è ospitata Eluana, viene in contatto con Roberto (Michele Riondino), un contromanifestante laico di cui si innamora. Il film riprende l’atmosfera di quei giorni, con l'opinione pubblica divisa a metà ed impegnata un dibattito senza precedenti in Italia sull’eutanasia. Religiosi, politici, atei e l'intera opinione pubblica che si interroga sul concetto di vita e di morte, mettendo in discussione credenze religiose da un lato e tesi scientifiche dall'altro. Roberto e Maria rappresentano le due linee di pensiero. I due, pur con le loro divergenze, si innamorano, mentre il medico è impegnato a salvare la bellissima Rossa che, persa tra disperazione e dipendenza da metadone, ha deciso di morire. Tutte le storie sono unite dalla profonda riflessione sul senso della vita. Un film drammatico, intimo, che mette a nudo le coscienze e che tenta di rispondere ad un interrogativo che non ha risposte valide per tutti. Alessia Ambra Achille

RIBELLE – THE BRAVE

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Quando i personaggi animati imparano a recitare come veri attori

na principessa coraggiosa, figlia del re e della regina di Scozia, audace e insofferente alle regole di corte, che preferisce cavalcare e tirare con l'arco piuttosto che sedere a tavola composta o curare i suoi immensi capelli rossi, facendo disperare la regale madre, che la vuole costringere a sposare uno tra i pretendenti che si scontrano per la sua mano. La tradizione vuole infatti che sposi uno tra i primogeniti dei capi dei clan alleati al regno del padre. Ma questo non è ciò che vuole lei, che cerca invece la libertà, vuole il suo cavallo e il suo arco. Ma la “piccola rossa” non ci sta e, sfidando l’ira materna, fugge nei boschi, dove incontra una vecchia strega che le offre un rimedio magico ai suoi problemi. Ma le cose non stanno proprio così… Invece che acquietare i contrasti con la madre, il rimedio trasformerà quest'ultima in un orso, l'animale più odiato dal battagliero padre, quello che anni prima gli staccò una gamba: il cui sortilegio porterà dunque il reame verso la distruzione. Questo l’inizio di “Ribelle”, traduzione dell’americano “The Brave”, ultimo film della Pixar, in uscita in Italia dal 5 settembre. Tutta l’originalità di questa pellicola viene svelata nei primi minuti, nel prologo, tipico delle opere della Pixar, che in Wall-E durava addirittura mezz’ora. Merida, la protagonista del film, che in inglese trova appoggio del suo personaggio nel titolo (Brave significa coraggio e non ribelle), mostra un mix di impetuosità, ardore, forza e sentimentalismo che fa da traino a tutto il film, che, diversamente dal resto della

produzione Pixar, è una favola molto canonica, che sfrutta il passaggio di età di una principessa per orchestrare un racconto di responsabilizzazione e risoluzione dei contrasti generazionali attraverso un'avventura fantastica. Soluzione che va in netto contrasto con quanto accaduto un paio di anni fa alla Rapunzel della Disney, che conquista l'indipendenza dalla sua figura materna attraverso un atto di ribellione. Merida, al contrario, è una ribelle che per realizzarsi comprende di dover venire a patti con i genitori e quindi con quella tradizione che ha sempre contestato. La lezione che imparerà è quella di capire fino a che punto si può osare, cercando di non essere egoisti, ma di pensare a sé stessi al punto giusto da non ferire gli altri. In questo caso specifico la sua famiglia, sua madre, che le è sempre stata vicina durante la crescita e che vuole diventi una principessa all’altezza del suo nome. La protagonista porta innovazione nel mondo dei cartoon soprattutto per quanto riguarda l’aspetto fisico: ha look più interessante della storia dei cartoni animati ed è dotata di una chioma rossa che da sola ne illustra la forza combattiva, la dolcezza e le asperità di carattere. Ma quello che affascina in questa pellicola è l’espressività raggiunta dei volti attraverso la computer-grafica: con questo lungometraggio la Pixar compie un ulteriore passo in avanti verso un'idea di vera e propria recitazione da parte di personaggi animati. Alessia Ambra Achille

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“A volte rappresenta un tradimento peggiore, verso la donna amata, tenere tra le braccia Lei anziché un’altra” Arthur Schnitzler libertà - informazione - politica - cronaca - cultura - sport

L’INFEDELTA’ P

erché si tradisce? Vi sono degli individui che hanno bisogno continuamente di controllare le loro capacità di far innamorare gli altri. Questo bisogno nelle donne scaturisce più che da un’esigenza sentimentale affettiva, anche e soprattutto da una forma di gratificazione personale nel sentirsi corteggiate e ammirate, poiché questo le tranquillizza sulla loro bellezza e sulla capacità attrattiva e di seduzione. Mentre invece è più frequente, nell’uomo, il desiderio di sentirsi rassicurati sulla possibilità di conquista sessuale e sulla capacità virile. Non dimentichiamo che l’uomo ama sentirsi cacciatore che colleziona continuamente le sue prede, per dimostrare a sé stesso ed agli altri le sue capacità dal numero di donne sedotte. Per alcuni il tradimento invece nasce dalla ricerca affannosa ed interminabile di un amore “perfetto”, pieno di tutti gli elementi affettivi e sessuali che dovrebbero esserci in una coppia normale: le conseguenze disastrose di questo atteggiamento è che siamo sempre alla ricerca della persona ideale che abbiamo immaginato dentro di noi e che è continuamente proiettata su tutte le persone che si conoscono, nella vana ricerca di trovare quella che abbia tutte le caratteristiche desiderate e sognate. Per altri ancora il tradimento non è visto come un allontanamento dal proprio partner, ma hanno bisogno di persone con caratteristiche e “doni” diversi, quasi a completamento dei desideri che formano il proprio ideale di uomo o di donna. Ci sono infine pure quelli che tradiscono per il solo piacere estetico, avendo purtroppo un irrefrenabile fame di piacere che niente e nessuno riesce a soddisfare. In ogni caso, quando una di queste cause si realizza è doveroso chiedersi, per una coppia, perché succede tutto ciò. Molto spesso un rapporto può entrare in crisi poiché qualcosa comin-

cia a spegnersi. Diminuisce l’entusiasmo iniziale, il dialogo, l’amore o anche il desiderio. Non c’è dubbio che questi elementi possano portare ad una stanchezza del rapporto, che s’ impoverisce, e s’intristisce per mancanza di nuovi stimoli. Anche l’aumento della tensione e dell’ansia, frutto di uno stile di vita sempre sotto stress, stimolato dalla soddisfazione di bisogni economici sempre maggiori, accentua, insieme all’insoddisfazione, il bisogno di consolarsi ricercando con dei nuovi partner effimere gioie. Ad ogni modo un sano rapporto di coppia, scoperto l’adulterio, deve cercare il motivo del tradimento. Spesso si pensa che il partner tradisca perché non è all’altezza o perché non è più innamorato. In realtà, come abbiamo visto, ci sono tanti fattori che ispirano tradimento. E le cause vere e proprie sono spesso rassicuranti, ad esempio un uomo, o una donna, può cercare in un’amante l’ascolto e la comprensione che il coniuge, per vari motivi, non gli da più. La fedeltà quindi merita di essere considerata una conquista, piuttosto che ridotta ad una regola da seguire la cui violazione provoca la furia del partner. Se accadesse di fare un passo falso, prendetela con filosofia, abbandonandovi all’idea che almeno fino a quel momento siete riusciti ad essere fedeli. Antonio GUIDO Esperto di Galateo ed Immagine Relazionale

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