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Politicadella Anno 3 Numero 13

NOVEMBRE 2011

GRATUITO

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IN QUESTO MONDO DI LADRI Pomezia ed ardea sPiccano Per l'alto tasso di criminalità

POMEZIA: COSA ACCADE ALLA POLITICA?

ARDEA, CACCIA AL SINDACO

DALLA PARTE DEL CITTADINO

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editoriale

E L’AMMINISTRAZIONE VA… MA DOVE? CON CHI? E FINO A QUANDO? uanto durerà l’era De Fusco bis? La domanda è d’obbligo, visto quanto è accaduto nell’ultimo mese all’interno della maggioranza. Liti tra componenti dello stesso partito, tra amministratori e dirigenti dei vari partiti, tra partiti della stessa coalizione. E meno male che questa volta sarebbe dovuto andare tutto liscio, con “un nuovo rapporto, che dia la giusta importanza ai partiti, nel rispetto dei ruoli e delle competenze”, come aveva detto Enrico De Fusco al momento della sua seconda elezione, assicurando che non si sarebbe fatto “tirare per la giacchetta”. Ed invece, a soli 5 mesi dal giuramento, sono tutti scontenti, tanto da far pensare ad un rimpasto di Giunta o comunque a necessari aggiustamenti che riportino il sorriso sui visi dei più scontenti. Ma, anche se alla fine i politici torneranno a ridere, difficilmente la stessa cosa potrà accadere ai cittadini, ormai imbufaliti per la paralisi che ha colpito l’amministrazione: in tutti questi mesi poco o niente è stato fatto. Nonostante gli sforzi dell’Assessore all’Ambiente Piero Toce la situazione rifiuti è sempre sull’orlo di un imbarazzante baratro, con una raccolta porta a porta scadente e con discariche abusive che proliferano come funghi dopo la pioggia. Malgrado le promesse di una ripresa economica grazie ad una spietata “caccia all’evasore” l’ufficio tributi è

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ancora fermo al palo: dopo le polemiche dell’affidamento alla “Andreani Tributi” del servizio di accertamento e riscossione (anche se direttamente sui conti del Comune) al “modico” costo del 18% di aggio - novello A.Ser, come se la lezione presa in passato non fosse stata sufficiente – ed il possibile passaggio del lavoro alla Pomezia Servizi al costo più accessibile del 3,5%, si attendevano rapidi sviluppi, invece niente. Addirittura mancano ancora i nuovi uffici, che dovevano essere già allestiti a settembre e che, forse, apriranno a metà novembre. Per non parlare del bilancio consuntivo relativo al 2010: slitta di settimana in settimana, di mese in mese, anche se era stato assicurato che sarebbe stato discusso immediatamente dopo l’approvazione del previsionale 2011, pure questo fatto con la consueta logica contraddittoria tutta pometina, visto che sarebbe stato più “naturale”, soprattutto visto che ormai siamo arrivati alla fine dell’anno, procedere al contrario. Ma questo avrebbe significato portare il bilancio del 2010 in aula almeno due mesi fa, cosa evidentemente troppo difficile da fare. E che dire dei concorsi? Nulla, ovviamente, perché anche lì, polemiche a parte, tutto tace. Si sentono invece le voci di protesta dei dipendenti comunali con contratti a tempo determinato ormai scaduti e con poche, o nessuna,

speranza di rinnovo. In mezzo a tutto ciò sono passati due documenti del PD - uno contrario all’altro - che hanno messo consiglieri, dirigenti e simpatizzanti su posizioni bellicosamente contrapposte nonostante le rassicurazioni di entrambi gli schieramenti; le dimissioni del segretario comunale dello stesso partito, Angelo Zanecchia, e le liti interne all’IDV, poi ricomposte, ma sempre indice di mancata coesione. Le ragioni di molte di queste discussioni vanno ricercate nell’unico gruppo politico di maggioranza che non ha mai dato segni di cedimento o di spaccature interne: Forza Pomezia. Una parte del PD e dell’IDV sostiene che a questa lista sia stato dato troppo potere, consegnando di fatto ai suoi esponenti la guida della città, sottraendolo agli altri partiti, che non si sentono giustamente rappresentati. Davanti a questo teatrino in prima fila si trova l’UDC, che potrebbe approfittare della confusione per scavalcare la recinzione e passare dall’opposizione alla maggioranza, con buona pace di chi credeva di aver votato per il centrosinistra. Se davvero così fosse, tale passaggio assicurerebbe i numeri per governare tranquilli: tanto si sa che la fine che fece “Tranquillo” è solo un “falso storico”, e che è sempre meglio non essere ansiosi… Maria Corrao


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Politica

TRA GUERRA E PACE MAGGIORANZA TRA LITI E POLEMICHE. BARONE PROVA A SPIEGARE I RAPPORTI TRA I PARTITI utti contro tutti. Questo inizio dell’era De Fusco bis è proseguita nella falsariga della precedente, con le liti tra consiglieri di maggioranza – sia all’interno di uno stesso partito che tra sigle diverse – che prendono il sopravvento sui reali problemi della città. Le maggiori spaccature si sono viste all’interno del PD e dell’IDV. Di quest’ultimo parliamo con uno dei suoi esponenti, Nicolò Barone, protagonista di una estrema difesa nei confronti del Sindaco contro il suo stesso capogruppo. Pochi giorni fa lei aveva affermato che “Le polemiche e l’attacco diretto che il mio capogruppo, Luigi Lupo, ha lanciato contro la lista Forza

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Pomezia sono inaccettabili. Le mie scelte sono quelle condivise insieme al sindaco: io non voglio entrare in queste guerre personali”. Ma cosa sta succedendo esattamente? “La situazione dell’IDV è stata chiarita nel corso di un incontro avuto il 27 ottobre, alla quale erano presenti il Segretario De Luca, i due Assessori Perrone e Fioravanti ed i tre consiglieri comunali, De Lorenzi, Lupo ed io. Il problema da me sollevato è stato quello della mancanza di confronto tra il capogruppo e gli altri consiglieri: nonostante io riconosca l’esperienza ed il valore politico di Lupo, non accetto che vengano fatte dichiarazioni a nome del partito o del gruppo consiliare se prima non si ha una discussione sull’argomento. Non devono esistere iniziative personali, siamo un gruppo e come tale dobbiamo comportarci. Io voglio lavorare in maniera corretta con persone corrette. Su questo siamo stati tutti d’accordo, quindi posso affermare che ogni divergenza tra noi è stata appianata”. Non si può dire la stessa cosa per quanto riguarda i rapporti tra l’IDV e Forza Pomezia. Ma da cosa nascono? Possibile che tutto derivi da visioni diverse per quanto riguarda le commissioni nominate per i concorsi? “Quello è solo un aspetto tecnico che ha portato alla luce i malumori che sia buona parte del PD che l’IDV nutrono a causa di questa “convivenza forzata” con una lista che poco si rispecchia nell’ideologia di centrosinistra. Noi rispettiamo la volontà del Sindaco che ha voluto Forza Pomezia nella coalizione, ma non condividiamo lo strapotere che è stato dato a questo gruppo politico. Non voglio entrare nel merito, ma le maggiori cariche sono ricoperte dai loro esponenti: se qualcuno ha un problema e vuole confrontarsi con il Primo Cittadino, si ritrova sempre a dover parlare con il Vicesindaco, Massimiliano Cruciani, o con il Presidente del Consiglio, Paolo Ruffini, entrambi di Forza Pomezia. La maggioranza dovrebbe essere di tutti i partiti che hanno vinto le elezioni, invece sembra che la guida di questa città sia solo nelle loro mani”. Siete alla rottura? “No, ma chiediamo maggior rispetto e collaborazione: l’Amministrazione va mandata avanti insieme, concertando le decisioni”. Ma andrà davvero avanti questa Amministrazione, visto che nel PD i consiglieri hanno preso posizioni diverse l’uno dall’altro, che anche nell’IDV non sono sempre rose e fiori e che tra partiti non c’è proprio dialogo, se non per accordi trasversali che vanno di volta in volta a favore o sfavore di qualcuno? “Mi auguro che si vada avanti, perché le prerogative ci sono tutte. E’ chiaro però che adesso il Sindaco deve dare un segnale forte, cominciando con l’essere più presente. Negli ultimi tempi, infatti, non lo abbiamo mai visto. Abbiamo bisogno della sua presenza, perché, in fase di campagna elettorale, abbiamo sostenuto lui e non qualcun altro. Questa assenza scontenta un po’ tutti, tranne forze gli esponenti di Forza Pomezia: credo che sia proprio da qui

che nasce il problema. Spero comunque che tutto possa chiarirsi, perché in caso contrario la città rimarrebbe ancora paralizzata a livello amministrativo, mentre sono davvero tante le cose da fare”. A partire da? “In qualità di Presidente della Commissione Ambiente partirei dai rifiuti: siamo in una situazione incresciosa. Devo elogiare l’Assessore Piero Toce, che ogni giorno si adopera per migliorare le cose, anche facendo multe nei confronti delle società che gestiscono l’appalto. Penso infatti che gran parte del problema sia imputabile proprio alle ditte ed ai loro dipendenti. Mi dispiace dirlo, perché sono a favore dei lavoratori, ma non posso negare l’evidenza: c’è un assenteismo giornaliero spaventoso. Tutti lo sanno, se ne parla a mezza bocca, ma nessuno fa niente, credendo che tutto si risolverà da solo. Invece l’aspetto legato al comportamento dei lavoratori influisce tantissimo, ovviamente in maniera negativa, sulla qualità del servizio”. Invece finora si è puntato il dito sui cittadini “incivili”. “Sicuramente ci sono persone maleducate che se ne approfittano, ma la maggior parte degli abitanti chiede solo due cose: sicurezza e pulizia. Se si vede sporco, viene quasi naturale continuare a sporcare. Se tutto fosse pulito, diventerebbe naturale cercare di mantenere il decoro ambientale. Noi ci stiamo recando in visita ai Comuni che sono riusciti a gestire il servizio di raccolta dei rifiuti, soprattutto per quanto riguarda il porta a porta, in maniera ideale, per poter prendere spunto dai loro metodo. L’ultima città visitata è stata Salerno, dove l’Amministrazione, peraltro di sinistra, utilizza operatori ecologici con contratti precari, che vengono rinnovati solo a chi lo merita. E’ brutto da dire, ma la paura di perdere il posto li fa lavorare di più e meglio rispetto a quanto succede qui da noi. E’ quindi il caso di farsi carico di questo problema affrontandolo in maniera decisa e risolutiva”. A parte la disastrosa condizione economica, quali sono gli altri problemi impellenti? “Risolvere quanto prima la situazione imbarazzante dell’Università, dove sembra che in passato sia successo di tutto. Mi auguro che tutto venga sistemato al più presto e che l’Università torni ad essere un fiore all’occhiello per Pomezia. Un’altra cosa molto importante – e qui parlo soprattutto da medico – è quella riguardante il mercato, che non può più restare dove è adesso. Il sabato l’intero centro della città si paralizza e nessun mezzo di soccorso può intervenire. Della questione ho discusso con il sindaco, e pare che, entro la primavera, possa essere risolta, spostando tutto in via della Tecnica, dove verrebbe creata un’area attrezzata a dovere”. Torniamo alla politica. Quanto c’è di vero nella prossima entrata dell’UDC in maggioranza? “Bisognerebbe chiederlo a loro. La maggioranza ha buoni rapporti con tutta l’opposizione, anche se devo riconoscere che, con l’UDC, c’è un feeling maggiore”. Alfredo Corrao


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Politica

CINQUE MESI QUASI INUTILI PAGLIUSO FA UN’ANALISI DELL’INIZIO CONSILIATURA: ECCO IL RISULTATO averio Pagliuso, consigliere del PDL, è tornato sui banchi dell’aula consiliare dopo sei anni di assenza. Un’assenza che ha fatto crescere la voglia di fare, ma… cosa è stato veramente fatto in questi primi mesi di mandato? “Dopo 5 mesi di attività amministrativa devo riconoscere che, da parte della maggioranza, non è stato fatto proprio nulla, se non l’approvazione di un bilancio previsionale che sicuramente non risponde alla reale situazione economica della nostra città. Non ho visto altri atti importanti: l’unica cosa che invece salta all’occhio è la litigiosità della maggioranza, sia tra partiti che all’interno degli stessi. Altro elemento costante di questo primo periodo è l’assenza del Sindaco De Fusco. Io sono riuscito a vederlo solo in due occasioni: nella cerimonia di insediamento e durante l’approvazione del bilancio. E’ vero che sono un semplice consigliere di minoranza, ma credo che un confronto democratico con l’opposizione, formata comunque da amministratori scelti dai cittadini, sarebbe auspicabile per poter governare meglio”. Ma da parte dell’opposizione c’è la volontà di aprire un dialogo? “Noi svolgiamo il nostro ruolo, senza tirarci indietro: sia in sede di consiglio che nelle commissioni avanziamo idee e proposte, cercando di individuare problemi e soluzioni. Stiamo inoltre tenendo un comportamento più responsabile di quello della maggioranza, visto che soltanto grazie alla nostra presenza spesso si possono svolgere commissioni o consigli comunali, per i quali si va puntualmente in seconda convocazione a causa

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della mancanza del numero legale, che l’opposizione da sola non può certo garantire in prima battuta. Sembra quasi che si disinteressino di determinati problemi. Credo che sia invece giunto il momento che la maggioranza si assuma le proprie responsabilità e decida cosa vuole fare per il bene di questo Comune, al di là delle beghe interne e delle lotte di potere tra partiti, togliendo tempo ed energie che potrebbero essere impiegate magari per risolvere i problemi legati ai conti pubblici”. Quanto è drammatica situazione economica comunale? “Molto più di quanto ci vogliono far credere: ci sono 18 milioni di decreti ingiuntivi, si è arrivati al pignoramento di beni negli uffici per una fattura di 5 mila euro non pagata. Certo non sono segnali positivi, così come non lo è aver mandato a casa i lavoratori a tempo determinato”. La colpa è stata data alle nuove normative… “…di cui si sapeva l’esistenza già lo scorso aprile. Io non so se sono state fatte promesse in fase di campagna elettorale, ma tutto induce verso questo pensiero. Io sono solidale con tutti coloro che perdono il proprio posto di lavoro, quindi anche con i dipendenti comunali, ma in questo caso credo che sarebbe stato sufficiente dire la verità, senza creare false speranze: i contratti erano a tempo determinato, quindi si sapeva dall’inizio che avevano una scadenza ben precisa. Perché queste persone sono state illuse? Adesso la speranza è che, nel futuro, possa esserci qualche concorso che dia la

possibilità, a tutti i cittadini in egual misura, di nuovi posti di lavoro”. Veramente i concorsi sono già in svolgimento: lei non li calcola perché sa che al massimo potranno essere assunte 2 persone, un agente di polizia locale ed un amministrativo? “Questo è quello che la legge prevede rispetto ai numeri del nostro Comune. I 148 posti in questo momento non possono esserci, la speranza è che nel futuro ci sia la possibilità di nuove assunzioni, visto che le graduatorie resteranno aperte 3 anni. A questo punto, sinceramente, non so cosa augurare a Pomezia dal lato economico: forse sarebbe meglio dichiarare il dissesto economico, per bloccare quantomeno il pagamento degli interessi passivi, che arrivano a 10 milioni di euro l’anno. Sarebbe sicuramente una sconfitta per tutti, e maggiormente per chi ha governato in questi anni, ma – se non si riesce ad intervenire in altri modi per risanare la situazione – forse questa è l’unica strada da intraprendere”. Il suo è un tono molto amareggiato: ci sono anche altri motivi? “Sono rientrato da poco tempo, quindi mi sento ancora disorientato, anche perché, man mano che mi addentro nelle situazioni, vedo cose che non mi piacciono”. Quanta differenza vede tra prima ed adesso? “Moltissima: tutti ancora ricordano con rimpianto l’amministrazione Zappalà, dove sono state fatte grandi cose”. Ma anche grossi mutui, che ora ricadono come debito… “Mutui che sono stati fatti con consapevolezza, perché se quanto iniziato dall’ex sindaco fosse proseguito nel giusto modo, come l’Università o il Teatro Comunale, non ci troveremmo in questa situazione. Evidentemente la gestione successiva, soprattutto all’interno dell’Università, ha avuto delle lacune, visto il debito e le polemiche che ha provocato. Basta pensare si è passati da 1700 studenti con un Ateneo come La Sapienza ad appena 100 iscritti con la LUM”. Come vede l’immediato futuro dell’Amministrazione? “Sono una persona positiva, quindi spero che qualcosa cambi in meglio con l’impegno di tutti, opposizione compresa, per il bene della città. Ma se i problemi dovessero essere insormontabili sarebbe meglio essere chiari e rimettere il mandato”. In questo inizio l’opposizione non sembra aver dato segnali di coesione… “Se parla dei vari partiti, è vero: sono troppo eterogenei, si va dall’estrema sinistra all’estrema destra. E’ logico quindi che ci siano differenze di pensiero. Se invece si riferisce al PDL, andiamo d’accordo e cerchiamo di portare avanti le stesse battaglie. L’unico appunto che posso fare è quello di non avere occasioni di incontro, al di fuori dell’aula consiliare, con il nostro capogruppo. Celori è un uomo di grande esperienza politica, che mi piacerebbe venisse messa a disposizione anche di chi, come me, ancora non c’è l’ha”. Qual è il rapporto con l’UDC, partito che, idealmente, dovrebbe essere il più vicino al PDL? “Tra le persone ottimo. Se invece si parla di confronto politico, devo ammettere che non c’è mai stato. I due segretari non si sono ancora incontrati e le strade intraprese dai due partiti non mi sembrano andare sempre Alessia Ambra Achille nella stessa direzione”.

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Politica

LE MANOVRE PER LE CANDIDATURE A SINDACO Dopo il precedente articolo dedicato alla sindachite come “malattia incurabile” e le proteste di chi si è sentito chiamato in causa, abbiamo pensato di effettuare il punto della situazione a cinque o sei mesi dalle elezioni primaverili. Incidentalmente è opportuno mettere in rilievo che è sempre più probabile che alle elezioni amministrative siano abbinate le elezioni politiche. il centrodestra Apparentemente è tutto tranquillo. In una recente conferenza stampa è stato presentato un accordo tra il Popolo della Libertà, l’UDC e la lista Eufemi che prevede la candidatura di Massimiliano Giordani. Forte di questo atto ufficiale abbiamo provato a intervistare il candidato Giordani, ma dopo un paio di rinvii a giorni successivi, per impegni di tesseramento, abbiamo rinunciato. Però anche questo è un segno tangibile che sotto la “cenere cova il fuoco”. Serpeggiano altri nomi per i quali è difficile stabilire quanto siano attendibili o se siano dati in pasto all’opinione pubblica per coprire il vero candidato che probabilmente uscirà allo scoperto solo quando sarà formalizzato il candidato del Partito Democratico. In questo momento circolano ancora i nomi già noti, con qualche piccola novità che secondo alcuni è inquietante. Ma in “classifica” resistono, accanto al nome di Giordani, quello di Di Fiori, di Bardi e del nuovo entrato Iotti. Taluno in sordina afferma che altri candidati sono pronti e si scommette che è imminente la scesa in campo di un candidato che sarebbe in grado di sbaragliare tutti i contendenti: si tratterebbe di Mauro Porcelli, noto ad Ardea per essere stato un dirigente molto, ma molto influente con la gestione del sin-

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daco Farneti. La mobilità interpartitica purtroppo non stupisce più e nello specifico costui è stato negli ultimi tempi esponente di rilevo della Margherita, poi del Partito Democratico e ora sembrerebbe vicino all’ex missino detto “Aledanno”, sindaco di Roma. Qualora la candidatura si realizzasse sembrano crescere le probabilità che anche il centrodestra possa spaccarsi e diventate un novello centrosinistra: aduso alla vocazione tafazziana, quel simpatico comico di alcuni anni fa che con la clava in mano si tartassava gli attributi genitali. l’Unione di centro L’attuale leader del partito locale e attuale presidente del consiglio comunale, Policarpo Violante, dicono alcuni che pare viva momenti di giustificato tormento: con la riduzione dei consiglieri comunali da venti a sedici il quorum del partito per eleggere un rappresentante aumenta fortemente e si porta più prossimo ai duemila che ai mille voti: un’impresa non da poco, e quindi si possono capire le titubanze. il centrosinistra Stendiamo un velo pietoso sul PD: prima la candidatura Abate, poi la retromarcia; poi la sfiducia al segretario e la nomina del commissario; infine appassionato approdo alle primarie. Gli altri partiti, i Socialisti, Sinistra Ecologica e Libertà, la Federazione della Sinistra ed i Verdi per la prima volta ad Ardea, secondo un recente comunicato stampa, sono uniti e hanno sostenuto insieme la candidatura Abate, poi stroncata dal suo partito. Ora dichiarano di non essere disponibili a partecipare alle primarie di coa-

lizione. Nel contempo pensano anche all’eventualità di presentarsi con un loro candidato qualora dalle primarie volute da PD uscisse un vincitore non gradito. l’api Ad Ardea gioca una sua partita non di poco conto, e ha dichiarato di volersi mantenere nel centrosinistra. Ha formalmente appoggiato la candidatura Abate e potrebbe costituire l’autentica sorpresa delle prossime amministrative. Certo non potrà fingere che l’UDC non esista, mentre dal Fli sembra prendere le distanze, almeno ad Ardea. l’idV E’ il partito che ha dato l’avvio all’uccellazione di Abate. Se alla riunione del centrosinistra non avesse fatto “retromarcia” (una pratica ormai in voga nella città dei rutuli), ovvero rimangiarsi l’impegno a sostenere una candidatura presentata dal PD, oggi il candidato ufficiale dell’intero centrosinistra sarebbe Abate. Ma l’incoerenza, le ambizioni smodate, i deleteri personalismi ereditati nella compagine ormai raccogliticcia (in memoria scilipotiana!), hanno indotto il partito di Di Pietro a non firmare il documento congiunto del centrosinistra, offrendo lo spunto al PD di fare analoga retromarcia su Abate. Gli strateghi locali hanno presentato una propria candidatura, anche a rischio di bruciarne eventuali opportunità future. Ma se dovesse vincere ancora il centrodestra la responsabilità non potrà che essere addebitata all’IDV e al PD della gestione segretariale Sarrecchia. Previsioni Il centrodestra, abituato a superare le divisioni per spartirsi il potere, in questa tornata potrebbe presentarsi con due candidati a sindaco e non è detto che non perda qualche pezzo. Il Centrosinistra potrebbe avere due candidati: uno del PD accompagnato da qualche lista civica e uno dei partiti della cosiddetta sinistra radicale con l’aggiunta dell’Api e qualche lista civica. Poi potrebbe emergere un listone di Centro, molto raccogliticcio e variegato, costituito anche da tutti quei consiglieri comunali, diciannove, che non riusciranno a entrare nei sedici candidati del PDL e che temono di non poter far parte dei dieci che eleggerebbe un PDL eventualmente vincente. In definitiva, azzardare previsioni sul prossimo sindaco di Ardea appare davvero un’impresa impossibile e non possono essere escluse delle clamorose sorprese. A ben guardare, il clima di questi tempi non è molto dissimile da quello degli anni novanta nel quale prevalse, a sorpresa, la squadra capitanata dalla Bartolini che poi dopo pochi mesi andò a infrangersi contro se stessa. Michele Lotierzo


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Politica

PRIMARIE DELLE MIE BRAME...

CHI SARÀ IL SINDACO DEL REAME? l totosindaco di Ardea, partito già da un paio di mesi, sta diventando sempre più difficile capire come andranno le cose. Quello che fino a poco tempo fa pareva certo adesso sembra improbabile e viceversa. Nel centrosinistra la candidatura di Tonino Abate, ufficializzata in maniera unitaria, ha creato spaccature che hanno portato prima alla sfiducia del segretario del PD Sarrecchia, con conseguente commissariamento del direttivo locale del Partito Democratico, poi alla decisione dell’IDV di presentare un proprio candidato sindaco – formalizzato dal gruppo consiliare della Regione Lazio insieme al direttivo cittadino, che ha scelto una donna, la dr.ssa Cristina Capraro, per “imprimere per il bene del Comune una spinta radicale di rinnovamento” – ed infine a vagliare nuovamente la proposta delle primarie, per far decidere direttamente ai cittadini da chi vogliono essere rappresentati. Problemi anche nel centrodestra, dove la battaglia per la nomina del futuro candidato sindaco sembra essere tutta interna al Popolo delle Libertà, dove i risultati del tesseramento che si sta svolgendo in questi giorni potrebbero far emergere chi

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saranno i protagonisti dell’immediato futuro. Riguardo a questi, oltre all’ormai ricorrente Massimiliano Giordani, sono stati fatti i nomi di Fulvio Bardi, Ettore Antinucci e Riccardo Iotti. Ma anche qui c’è chi pensa alle primarie, Iotti in testa: “La condivisione è un elemento fondamentale dell’agire politico – ha dichiarato – e necessario per perseguire obiettivi comuni riferibili al benessere della collettività. Al contrario, le scelte imposte o calate dell’alto rischiano di influenzare negativamente l’azione politica o amministrava proprio per la mancanza di supporto e condivisione”. Le primarie, invece, sarebbero “un importante strumento di partecipazione alla vita politica di una Nazione, di un partito ed in particolar modo di una città come Ardea che per la prima volta si avvia verso la scadenza naturale del mandato del Sindaco. Lo strumento delle primarie si qualifica, in questa congiuntura storica e politica, come un valido strumento di cittadinanza attiva per coinvolgere i cittadini nei processi decisionali legati alla determinazione della classe dirigente e degli indirizzi di governo. Il fine ultimo deve essere proprio quello di valorizzare, secondo il principio del meri-

to, candidati con capacità di mediazione, senso delle istituzioni, elevato grado di coesione con il proprio partito e smisurato amore per il territorio amministrato. Promuovendo una consultazione per la selezione del candidato Sindaco nella formazione di centrodestra e nel Pdl per le elezioni amministrative del 2012 si rafforzerebbe la stabilità di governo e della maggioranza consiliare nonché il senso di appartenenza dei cittadini alle istituzioni. Credo che instaurando questo clima di condivisione si avrà quello slancio necessario per proseguire con progetti innovativi di crescita e di sviluppo di un territorio che potenzialmente ha ancora molto da offrire”. Dello stesso parere un altro esponente del Pdl, Luca Fanco. “Sarà il nominativo del candidato a Sindaco ad Ardea alle prossime elezioni amministrative che sancirà l’ennesima vittoria del centrodestra, oppure, dopo decenni, una sonora sconfitta – ha spiegato il consigliere - I cittadini di Ardea non accetteranno l’ennesimo comando dall’alto del PDL, scelta antidemocratica che nel Comune limitrofo di Pomezia ha determinato un fuggi- fuggi generale dalla coalizione di centro-destra dopo l’imposizione del candidato a Sindaco Luigi Celori, formando liste civiche di elettori e politici del PDL che hanno sostenuto il candidato del PD Enrico De Fusco. L’unica strada da percorrere è quella delle primarie, attraverso la quale tutta la coalizione del centro-destra, e non solo il PDL, possa esprimere democraticamente la scelta sul nominativo del candidato a Sindaco di Ardea. Ora la parola spetta a chi dovrà essere governato”. Per Fanco, la politica dovrà avere la grande responsabilità di presentare candidati che rispondano a requisiti di elevata professionalità ed indubbia onorabilità. “Non ci si può sottrarre dal presentare uomini che abbiano al loro attivo una storia di vita amministrativa e istituzionale – ha precisato - oltre a mostrare una dichiarazione dei redditi ed uno stato patrimoniale che i cittadini hanno tutto il diritto di conoscere, prima di affidare il paese al solito ambizioso nullafacente e nullatenente. In ultimo, i candidati dovranno essere estranei a vicende giudiziarie, come fallimenti, uso di sostanze stupefacenti e vizietti vari, compreso il gioco d’azzardo, in particolare per vicende legate alla pubblica amministrazione. Insomma, chi si presenta alla città deve avere un reddito che dimostri di essere prima un buon amministratore del patrimonio familiare e non sia troppo giovane e quindi inesperto a gestire un comune difficile come Ardea, conoscere bene il territorio affinché possa mettere a frutto le risorse del territorio stesso. Non dimentichiamo che alle ultime amministrative il centrodestra ha potuto vincere solo grazie ai voti che al ballottaggio “alcuni del partito di centrosinistra” e dell’UDC hanno girato al candidato a Sindaco della destra. Queste funamboliche virate politiche potrebbero determinare grande confusione e far perdere ad Ardea l’opportunità di avere alla guida del paese una persona capace ed onesta, per lasciare il posto ai soliti giocolieri di cubature e appalti taroccati grazie a figure prive di cultura ed incapaci. I cittadini, poi, non potranno fare altro che mea culpa e subire le condizioni di abbandono e degrado cui sono sottoposti negli ultimi anni”. Alfredo Corrao


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Politica

TRA VECCHIO E NUOVO RICCARDO IOTTI: “IL CAMMINO VERSO LE ELEZIONI È ANCORA PIENO DI TROPPE INCOGNITE” ancano poco più di sei mesi alle elezioni amministrative di Ardea, l’attenzione generale è rivolta soprattutto verso i “nomi”, ma qual è la situazione reale all’interno della maggioranza? Abbiamo provato a chiederlo al consigliere del PDL Riccardo Iotti. “Per la prima volta il nostro Comune si trova a concludere alla sua scadenza naturale il mandato elettorale. Visto il pregresso, questo è indice di una acquisita maturità politica, che dobbiamo dimostrare in maniera ancora maggiore in questo periodo di fine consiliatura, terminando le opere previste dal programma elettorale. Lo scopo principale adesso è questo”. Non la scelta del candidato sindaco e delle liste che lo accompagneranno? “Credo sia ancora presto per fare nomi certi”. Eppure, da quanto emerso nelle settimane passate, pareva che i giochi fossero ormai fatti: la scelta di Massimiliano Giordani sembrava l’epilogo naturale del documento politico firmato alla fine di agosto, anche se in contraddizione con quanto dichiarato un mese dopo a livello ufficiale da Pdl, Udc e Lista Eufemi… “Non reputo le due cose in contrapposizione, ma vedo quel documento come un punto di partenza

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per ampliare il cartello a tutti quelli che si ritrovano nelle idee dello “zoccolo duro” che ha portato, 5 anni fa, alla vittoria di Eufemi. Il nuovo candidato sindaco dovrà essere condiviso da tutte le forze politiche che faranno parte della coalizione di centrodestra”. Attraverso le primarie, come si vocifera da qualche giorno? “Anche se sono tra i fautori di quello che ritengo uno strumento fondamentale, di estrema democrazia e di vera condivisione con i cittadini delle scelte politiche, credo che ad Ardea non si arriverà alle primarie”. L’Italia dei Valori si è discostata dalle decisioni del centrosinistra ed ha scelto un proprio candidato. Stessa cosa potrebbero fare le liste civiche. Visto quanto successo a Pomezia, pensa che anche ad Ardea ci saranno molti candidati sindaco che magari aspirano semplicemente ad un posto da consigliere comunale? “E’ una possibilità da non escludere, però io parto da un presupposto diverso: la frammentazione non porta alla vittoria, ma ad una sconfitta certa. Ce lo dimostra proprio Pomezia, dove il centrodestra si è diviso in più parti ed ha perso in maniera clamoro-

sa. Spero quindi che qui si evitino spaccature, riuscendo a portare davanti agli elettori una coalizione fortemente coesa. Ritengo comunque che sia ancora prematuro parlare di intese tra partiti o liste civiche e di quali saranno le strategie politiche che verranno adottate per un motivo molto semplice: nessuno sa ancora con certezza quale sarà il numero dei consiglieri che siederanno sugli scranni. Questo perché, se il Governo dovesse decidere che a far fede sono ancora i dati anagrafici relativi al 2001, che sono al di sotto dei 30 mila abitanti, allora avremmo – nonostante il forte aumento demografico che ci porta a quasi 50 mila residenti – una riduzione dei consiglieri a soli 16 elementi. Il censimento attualmente in corso, infatti, per quanto riguarda l’elaborazione dei dati si chiuderà dopo le elezioni. Se, al contrario, ci viene data l’opportunità di avere il numero di consiglieri corretto rispetto ai reali abitanti di Ardea, allora ne dovremmo avere 24. Si tratta di una differenza sostanziale, che va a cambiare anche il modo di fare campagna elettorale, stravolgendo le strategie che portano alle alleanze”. Lei ha la delega alle politiche giovanili. Ma cosa è stato fatto in questi anni per i giovani di questo Comune? “Oltre al neonato “Sportello Infomagiovani”, abbiamo creato una rete di attività, a partire dal “Consiglio dei ragazzi” - che vedrà a gennaio le elezioni del nuovo “sindaco”, e quindi anche qui ci sarà una sorta di campagna elettorale - per poi passare al Centro di Aggregazione Giovanile, che ha la sua sede in via Bologna, in un edificio requisito alla mafia, o alla Consulta Giovanile, organo istituzionale del Consiglio Comunale, formato da rappresentanti delle associazioni giovanili, con compiti di monitoraggio delle realtà giovanili e di proposta nei confronti dell’Amministrazione. Abbiamo poi dato il via o partecipato a numerosi progetti che hanno i giovani come protagonisti, come lo “Start up”, in collaborazione con l’Università La Sapienza, che dà l’opportunità a giovani laureati e laureandi di fare esperienza come tirocinanti nel territorio, con un contributo economico di 450 euro al mese”. Nonostante questo Ardea continua a sembrare un “paese per vecchi”. Per i ragazzi, infatti, non ci sono molte attrattive. “E’ vero, per questo cerchiamo di coinvolgerli in diverse attività. Noi lanciamo le proposte attraverso vari servizi utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione, poi sta a loro raccoglierle”. E le hanno raccolte? “Sono molti quelli che si sono fatti coinvolgere, soprattutto nelle attività sociali” Siete anche riusciti ad avvicinare ed interessare i giovani alla politica? “Questo è uno dei nostri obiettivi: rendere i giovani protagonisti attivi anche della vita politica, culturale, civica ed amministrativa”. C’è quindi la speranza che, alle prossime elezioni, qualche giovane riesca a scalzare qualcuno dei vecchi volponi della politica rutula? “Credo che i giovani dovrebbero almeno provarci. L’ideale sarebbe trovare un giusto equilibrio tra l’innovazione e l’entusiasmo portato dai giovani e l’esperienza di chi conosce bene la politica ed il Mauro Valentini territorio”.

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Personaggi

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le interviste ai personaggi del territorio di michele lotierzo

VIAGGIO NEL COMMERCIO DI TOR SAN LORENZO SECONDA PARTE ontinuando il nostro viaggio all’interno dell’imprenditoria di Tor San Lorenzo abbiamo avvicinato un imprenditore di “valore” legato alla vendita di oggetti di un certo peso economico e comunque beni non di prima necessità. Abbiamo scoperto, e non è affatto una bella notizia, che la crisi economica sta incidendo fortemente, a livelli veramente impensabili, sui beni non di consumo indispensabile. Appare evidente che se non interverranno fatti concreti che consentano all’economia italiana di ripartire, ci attendono periodi veramente bui e starà sempre peggio chi già non vive in una condizione dignitosa. Se a livello governativo non si comprende, come sembra, che senza una redistribuzione della ricchezza, ovvero col ricorso a un prelievo fiscale che incida là dove ci sono risorse rilevanti e non solo sul lavoro, sull’impresa e sui pensionati, non sarà possibile riavviare la macchina dell’economia. Se non aumenta la capacità individuale di spesa da parte della maggioranza della popolazione, è illusorio pensare alla crescita del prodotto interno lordo e quindi a un ritorno agli utili di molte imprese, a cominciare da quelle che operano nell’ambito dei prodotti non di

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prima necessità e che richiedono maggiori esborsi.

Gioie e gioielli La Sig.ra Antonella Sanna, una 49enne dalle idee molto chiare e molto determinata nella sua attività, è la titolare di un esercizio commerciale oggettivamente ben messo in posizione stradale a Tor San Lorenzo, elegante, ampio e estremamente ricco di offerta commerciale. Madre di due figli, è coniugata con una persona che potremmo definire un artigiano di laboratorio dei gioielli. Vivono ad Ardea dal 1986 e da ben 17 anni si sono stabiliti a Tor San Lorenzo. Dall’intervista emerge con chiarezza che l’azienda è in difficoltà, ma la titolare non pare rassegnata ad arrendersi, tutt’altro. Sig.ra Sanna, l’aspetto della sua azienda è molto gradevole e l’offerta di beni sembra eccellente, può offrirci una descrizione esauriente della situazione aziendale? “Il periodo che attraversiamo è veramente nero, abbiamo avuto altre crisi nel corso del nostro

impegno nel settore, ma mai siamo arrivati agli attuali livelli. Non vorrei sembrare catastrofista, ma devo dire che dai nostri conti emerge che è come se fossimo ritornati ai livelli di crescita di trent’anni fa”. Non le pare eccessivo quello che sta dicendo? “Vorrei, con tutto il cuore, mi creda, darle ragione e fare ammenda, ma purtroppo non è possibile, sto raccontando la pura verità. Noi oggi fatturiamo il 50 % in meno rispetto ai primi anni del 2000. La fascia di spesa media è totalmente sparita. Pensi che l’oro ormai è diventato un bene rifugio proprio come lo era nel dopoguerra e quindi si è particolarmente ridotta la fetta di popolazione in grado di accedere agli acquisti di un certo pregio e ovviamente costosi”. Ma allora cosa vende il suo negozio? “Con un’espressione molto contenuta, ma efficace, potrei risponderle che siamo passati dall’oro all’argento! Si vendono principalmente prodotti a bassissimo livello di prezzo, nell’ordine delle poche decine di euro”. Secondo lei il governo nazionale che tanto discetta di rilancio dell’economia ha fatto qualcosa di positivo al riguardo? “Comprendo il senso della sua domanda, ma non mi piace parlare di politica. Però le posso dire che sono state adottate misure ci hanno certamente danneggiati”. Ci spieghi, l’opinione pubblica anche locale deve essere aggiornata maggiormente possibile. “Se un cliente spende una somma superiore a 3000 euro deve rilasciare il codice fiscale e noi siamo costretti a trasmetterlo al nostro commercialista, che deve darne informazione alle autorità fiscali. Con misure di questo genere la preoccupazione dei clienti ha fatto sparire tutta una serie di acquisti come ad esempio gli articoli da regalo prestigiosi per gli sposi. A ciò si aggiunga che sono sparite, sia per la crisi che fatto culturale, le liste di nozze”. Però questa misura può essere considerata odiosa e lo è, ma in un paese come il nostro dove spariscono dalla tassazione centinaia di miliardi euro..! E allora quali sono i prodotti che vanno meglio? “Certamente i prodotti cosiddetti “usa e getta”, il cui costo e veramente molto ma molto contenuto”. Insomma il futuro, in mancanza di fatti veramente nuovi sul piano delle iniziative governative, non appare roseo… “Esatto: noi avevamo setto/otto dipendenti, mentre oggi ne abbiamo solo uno e abbiamo fortemente ridotto certe spese, come quelle pubblicitarie”. Un’ultima domanda. Cosa può dirci sul piano della sicurezza? “Anche questo è un capitolo delicato. Noi paghiamo assicurazioni e agenti di controllo, ma nonostante questo abbiamo subito lo sfondamento del muro del negozio - effettuato con un camion - vari furti con destrezza e tanti tentativi di furto abortiti. Ma una cosa infine voglio dirla, se non avessi avuto la fortuna di possedere le mura del negozio a quest’ora anche la nostra azienda sarebbe fallita come tante altre del settore”.


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lavoro

LAVORO: COME ORIENTARSI? APRE AD ARDEA IL CENTRO ORIENTAMENTO LAVORO are un valido aiuto a tutti coloro che cercano lavoro. E’ questa l’intenzione del nuovo sportello COL (Centro Orientamento Lavoro) inaugurato ad Ardea alla fine di ottobre, dove per orientamento si intendono tutte quelle attività che tendono a soste-

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nere la persona nella costruzione di percorsi formativi e professionali soddisfacenti. Tutto questo mettendo chi si rivolge allo sportello nato grazie ad un progetto finanziato dalla Provincia di Roma con una spesa di 60.000 euro per due anni di attività - nella condizione

di riconoscere le proprie caratteristiche e capacità personali e professionali ed in quale modo e misura migliorarle, affrontando magari dei cambiamenti, accettandone rischi ed incertezze ed aggirando eventuali limiti e ostacoli che possono impedire o rallentare il raggiungimento degli obiettivi fissati. Lo sportello, che va a colmare l’assenza di un Centro per l’Impiego, si rivolge a persone di tutte le età, distinguendo tra le esigenze dei giovani – che magari lasciano la scuola per passare al mondo del lavoro – a quelle degli adulti che si trovano, dopo i quarant’anni, ad affrontare lo spettro della disoccupazione. Tenendo in considerazione il contesto sociale ed economico in cui il nostro Paese si trova, la ricerca di un posto non è cosa da poco, in quanto le proposte di lavoro non sono sufficienti rispetto alla richiesta. Gli operatori, quindi, sono preparati anche a fornire un supporto psicologico a chi, dopo aver perso il proprio posto di lavoro, avverte la sensazione di non essere più riconosciuto dalla società come “persona valida ed utile”. La perdita del lavoro, infatti, oltre a creare un problema economico, mette a dura prova l’emotività, con negative ricadute sull’autostima. Il C.O.L. di Ardea è aperto due giorni a settimana, il lunedì e il venerdì, dalle ore 9,00 alle ore 13,00 (tel. 0691388059) e la sua attività va in sinergia con "Ardea Informa Giovani" e con i Centri per l'impiego della zona, come quello di Pomezia. All'inaugurazione del Centro erano presenti l’Assessore ai Servizi Sociali Massimo Rosa, il Dirigente Area Servizi alla Persona e alla Collettività Giovanni Cucuzza, Massimo Catalucci e Riccardo Iotti. "Ritengo il C.O.L. un servizio molto valido sia per chi è in cerca di occupazione – ha affermato Massimo Rosa ma anche per coloro che hanno bisogno di un supporto in una fase di reinserimento lavorativo. Un ulteriore servizio che dimostra l'attenzione dell'Amministrazione comunale nel settore".

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SIAMO SICURI? UNA RECENTE INDAGINE METTE POMEZIA ED ARDEA TRA I COMUNI CON IL PIÙ ALTO TASSO DI CRIMINALITÀ. ANALIZZIAMO I DATI DIRETTAMENTE CON LA POLIZIA DI STATO, LA POLIZIA LOCALE E CON IL SINDACO DI POMEZIA l rapporto sulla sicurezza, messo a punto dall’Osservatorio regionale per la Legalità e diffuso il mese scorso, ha effettuato una analisi comparata dei reati relativi a cinque anni, dal 2006 al 2010, riferendosi a tutti i Comuni del Lazio, mettendo in questo modo a disposizione delle Amministrazioni locali uno strumento efficace per comprendere la propria realtà e consentendo loro di poter opportunamente interagire con le forze dell’ordine per arginare situazioni di degrado sociale, culturale ed urbano che costituiscono l’humus entro cui prolifica la piaga dell’illegalità. Viene calcolato il ‘tasso di criminalità’ delle singole realtà comunali, dividendo il territorio in sei classi di rischio, calcolate in fra il numero dei delitti e l’ammontare della popolazione media degli abitanti e consente di rilevare il numero di reati commessi in un anno ogni 10mila abitanti. Pomezia, come Ardea, come è nella classe di rischio più alta. Le segnalazioni di reato registrate vedono infatti il nostro territorio messo piuttosto male: su 378 Comuni del Lazio, Pomezia è al secondo posto, dopo la Capitale, con più di 612 denunce annue ogni 10.000 abitanti, seguita da Ardea con 610. Facendo un esempio, Civitavecchia, nonostante la presenza del porto, registra 363 denunce, poco più della metà. Partiamo dai crimini più violenti, gli omicidi: nei primi sei mesi del 2011 sono stati consumati, solo nella provincia di Roma, 20 omicidi, di cui 2 ad opera di cittadini residenti tra Pomezia, Torvaianica ed Ardea. A questi aggiungiamo i due giovani di Ardea condannati all’ergastolo il

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26 ottobre per aver ucciso a Cave, il 2 novembre scorso, l’ex consigliere comunale di San Cesareo Goffredo Farinacci, scambiandolo per un'altra persona. La quasi totalità di questi delitti è da ricondurre a lotte tra piccole bande locali per l’egemonia dello spaccio di droga. Nel 2010 si è registrato un calo nel quantitativo di droga sequestrato, ma, a livello locale, queste percentuali sembrano essere nuovamente salite nei primi 6 mesi del 2011. Solo a Torvaianica, dall’inizio dell’estate, ci sono stati 30 arresti per spaccio di sostanze stupefacenti, che hanno portato al sequestro di 12 chili di hascisc, oltre un chilo di marijuana, 70 grammi di eroina e 50 grammi di cocaina. Il trend della criminalità denota una diminuzione, rispetto al dato di partenza del 2006, delle denunce per furto - che resta però il reato più ricorrente – per ricettazione e per rapina. Crescono però le denunce per lesioni dolose e altre manifestazioni tipiche di aggressività interpersonale, come le percosse, le minacce e le ingiurie, e per atti di danneggiamento. Sono aumentate anche le denunce per violenza sessuale, forse anche grazie ad una crescita di fiducia nei confronti delle forze dell’ordine e, quindi, ad una maggiore propensione delle vittime a denunciare le violenze che spesso si consumano in ambito familiare. Tra questi vengono inseriti anche i reati legati allo stalking, in continua crescita. Dai dati emersi dal rapporto, sembra elevato anche il rischio infiltrazione delle organizzazioni mafiose, in particolare nel settore dell’edilizia, delle società finanziarie, del commercio, della ristorazione, dell’abbigliamen-

to, dello smaltimento dei rifiuti, delle concessionarie di auto.

i FUrti e le raPine uale sia la situazione “criminale” nel Comune di Pomezia lo chiediamo al Dr. Antonio Franco, Commissario di Ostia, con giurisdizione anche su Pomezia e Torvaianica, nostro ospite durante una puntata speciale de “La pagina del Corriere” insieme al Comandante della Polizia Locale, il Colonnello Stefano Sorbino, ed al Sindaco di Enrico De Fusco. “Per noi Pomezia e Torvaianica sono un territo-

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speciale criminalità

PARTECIPATE ANCHE VOI! L’inchiesta sulla sicurezza è stata approfondita nel corso della trasmissione “La Pagina del Corriere”, in onda su Telepontina ogni mercoledì alle ore 22:00. Si tratta di un programma fatto per i cittadini e con i cittadini: vi ricordiamo quindi che è possibile partecipare scrivendo a direttore@ilcorrieredellacitta.it. MANDATE LE VOSTRE SEGNALAZIONI: darete risalto al vostro problema e potrete così incontrare gli amministratori di riferimento per Pomezia ed Ardea, che si impegneranno a trovare una soluzione alle questioni esposte. L’archivio delle puntate già trasmesse è disponibile sul sito www.ilcorrieredellacitta.com nella sezione TV. rio conosciuto, anche se abbiamo avuto un posto fisso di Polizia sul luogo solo da fine giugno a fine ottobre. Nonostante quanto rilevato dall’Osservatorio per la Legalità, non vedo una situazione così drammatica: secondo le nostre statistiche i dati sono piuttosto stabili, ed i numeri elevati sono dovuti soprattutto al grande flusso estivo, quando la popolazione cresce a dismisura. In questo periodo c’è un forte aumento della microcriminalità, principalmente legata all’immigrazione clandestina, e registriamo furti, rapine, scippi ai passanti e spaccio di sostanze stupefacenti, ma tutto a livello basso: non si tratta, almeno secondo i nostri riscontri, di criminalità organizzata di grande livello, ma, ad esempio, di piccoli spacciatori o di rapinatori, quindi tessuti sociali non particolarmente complessi. Sono diminuiti i danneggiamenti, mentre ci risultano aumentati gli incendi. I reati “prediali”, come gli scippi, sono poi favoriti da

un certo degrado ambientale e dalla mancanza di illuminazione. Proprio per capire meglio quali siano i problemi e le priorità di ogni singolo quartiere, ad Ostia abbiamo lanciato un progetto di “Sicurezza Partecipata”, attraverso il quale i cittadini, grazie alla collaborazione dei comitati di quartiere, ci segnalano le loro percezioni di pericolo, le situazioni a rischio, gli interventi che ritengono necessari. Sulla base di questi questionari, abbiamo creato una banca dati che ci ha fatto elaborare una scaletta di priorità per ogni zona, intervenendo laddove c’è più bisogno. Questa estate abbiamo iniziato ad esportare il progetto a Torvaianica, monitorando quegli esercizi pubblici che possono essere considerati i “bancomat” della microcriminalità: tabaccherie, farmacie, uffici postali, benzinai e supermercati. In questo modo siamo riusciti a far diminuire, rispetto all’anno precedente, il numero di reati commessi. Siamo però solo all’inizio di un progetto molto più ampio, che dovrà coinvolgere anche tutti i cittadini di Pomezia e Torvaianica”. Sindaco, è possibile una collaborazione tra Amministrazione, Polizia e Comitati di Quartiere per la stesura e la compilazione dei questionari destinati al territorio pometino? “Qualsiasi idea utile a debellare i fenomeni di criminalità è da me ben vista, quindi sono aperto ad una sinergia che possa portare a risultati positivi”, ha risposto De Fusco. La promessa fattaci da parte del Commissario è stata quella di organizzare, in tempi rapidi, una giornata durante la quale - coinvolgendo anche le altre Forze di Polizia della zona, ovvero i Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Polizia Locale - possano incontrarsi i Comitati di Quartiere e l’Amministrazione, per poter mettere a punto una scala di priorità di intervento da sottoporre ai cittadini. Il monitoraggio, dopo la fase iniziale, diventerebbe continuo. “Il protagonista diventa proprio il cittadino, che, indicandoci i problemi, ci aiuta ad affrontarli, anche nelle sue evoluzioni”, ha dichiarato il Dr. Franco.

la ProstitUzione

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l fenomeno della prostituzione, qui come altrove – ha spiegato il Dr. Antonio Franco - è molto legato alla presenza di stranieri comunitari. Questo per noi è un handicap, perché non si possono attuare le procedure di espulsione se non per gravi motivi di ordine pubblico. Per quanto riguarda gli stranieri la normativa non ci aiuta: i tempi tecnici per poter procedere alle identificazioni ed alle eventuali espulsioni in caso di extracomunitari sono lunghissimi e distraggono il personale da altre importanti attività”. Riguardo alla prostituzione è stato siglato dal Sindaco di Pomezia il rinnovo dell’ordinanza che sanziona non solo le lucciole in abbigliamento succinto, ma anche i clienti. Ma basta questo per arginare un fenomeno in continua espansione, che ormai è arrivato dentro la città? “L’ordinanza non è certo la panacea di tutti i mali – ha spiegato De Fusco – che da sola non basta ad arginare un problema di carattere nazionale. Servirebbe un intervento serio da parte del Governo centrale: siamo infatti rimasti forse l’unica Nazione in Europa dove ancora

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accadono queste cose. Il tutto viene complicato dal fatto che mancano le risorse umane: un territorio come Pomezia, dopo la scadenza dei contratti dei lavoratori a tempo determinato, può contare su soli 43 agenti di Polizia Locale, quando la normativa prevede che ce ne siano 2 ogni 800 abitanti, ovvero almeno 150 per i nostri 63 mila abitanti. Questa carenza non va sottovalutata, perché i continui tagli, che colpiscono in larga misura tutte le Forze dell’Ordine, impediscono un capillare controllo del territorio. Per quanto riguarda la Polizia Locale, poi, i cui compiti sono tantissimi, non è certo facile riuscire a trovare la disponibilità di personale da impiegare solo per fungere da deterrente a questo reato o per sanzionare i clienti. La sicurezza è importante, ma per garantirla servono energie: senza risorse come si fa a controllare un paese di 107 chilometri quadrati? Comuni come Albano e Genzano, che insieme non raggiungono la nostra estensione, hanno ognuno

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speciale criminalità un proprio Commissariato, noi no: questo ci provoca ovviamente difficoltà maggiori”. “Il fenomeno della prostituzione è molto sentito soprattutto nella zona di Santa Palomba, dove i cittadini residenti e tutti i pendolari che si servono della stazione ferroviaria sono sottoposti ogni giorno a spettacoli poco edificanti – ha aggiunto il Colonnello Sorbino – purtroppo le difficoltà legate alle normative vigenti limitano molto la nostra azione, che allora si concentra sulle sanzioni per gli automobilisti che, fermandosi in mezzo alla strada, creano pericolo ed intralcio alla circolazione. Dati alla mano, l’ordinanza svolge soprattutto un ruolo deterrente, perché quello che i clienti temono è che il verbale arrivi a casa. Sanzionare invece i soggetti dediti alla prostituzione è quasi sempre inutile, perché senza fissa dimora e nullatenente”. Per sconfiggere, anche solo per qualche ora, il fenomeno, i cittadini di Roma 2 hanno organizzato delle “passeggiate” nei luoghi frequentati dalle prostitute, disturbando la loro attività: questo dimostra che la presenza di qualcuno potrebbe ridimensionare il fenomeno. C’è la possibilità di aumentare il pattugliamento? “Organizzare questo tipo di servizio, dal momento che dietro la prostituzione c’è un tipo di criminalità diverso, che è quello dello sfruttamento, richiede uomini e mezzi: con quello che abbiamo a disposizione è impensabile pensare di poter avere un presidio fisso in ogni zona colpita da questo fenomeno. Ma questo vale non solo per noi, ma anche per le altre Forze dell’Ordine. Il fenomeno delle “ronde” fatte dai cittadini non è attuabile per la pericolosità del contesto”.

lo sPaccio di sostanze stUPeFacenti tiamo lavorando, in sintonia con la DIA, sullo studio dei legami delle famiglie appartenenti a clan mafiosi con il territorio del litorale laziale. Sotto questo punto di vista – ha rassicurato il Dr. Franco – Pomezia è messa molto meglio delle vicine Ostia, Anzio o anche Ardea. Non risultano infatti infiltrazioni mafiose radicate in questa specifica zona. Abbiamo però rilevato che c’è, soprattutto di passaggio, un sensibile fenomeno di traffico di sostanze

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stupefacenti. Qui si vede la parte terminale del fenomeno, ossia il piccolo spaccio. I grossi traffici, tra gang internazionali, si trovano altrove”. Oltre allo spaccio, emerge che tra Torvaianica e Pomezia sono molti i giovani, ma anche persone di una certa età, che si dedicano alla coltivazione di piante di cannabis, attrezzando giardini e terrazzi. Come in molti altri territori, le sostanze stupefacenti circolano intorno alle scuole, dove frequentemente vengono effettuati controlli con i cani antidroga. E lo “spaccio al dettaglio” è un evento che capita spesso di osservare alla Polizia Locale. “In questi casi – ha raccontato il Colonnello Sorbino - chiamiamo le Forze preposte, come la Guardia di Finanza ed i Carabinieri, collaborando con loro in determinate operazioni, anche se non si tratta di qualcosa di nostra competenza. Essendo un occhio vigile sul territorio, acquisiamo molte informazioni, anche perché molte persone preferiscono venire nel nostro Comando a raccontare quello che sanno, piuttosto che dai Carabinieri o alla Finanza, che vedono come forze molto più Istituzionali e delle quali hanno magari un certo timore. Noi cerchiamo di fare il possibile per evitare che si consumi questo reato, così come ogni altro tipo di illecito. Noi registriamo tantissimi reati legati al Codice della Strada, tra cui spiccano la guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti”. Tra gli altri reati registrati dalla Polizia Locale uno dei più frequenti è quello dell’omissione di soccorso. “Sono tanti i pirati della strada che fuggono dopo un incidente senza prestare soccorso alla persona investita. Ma per fortuna – ha precisato Sorbino – quasi mai restano impuniti. Abbiamo spessissimo qualche testimone che ci fornisce gli elementi per risalire al colpevole”.

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il commissariato l 31 ottobre il Posto di Polizia di Torvaianica ha smesso la sua operatività. C’è la possibilità che si riesca ad avere un presidio fisso, con agenti di stanza nel nostro territorio? “Stiamo continuando a dialogare con il Questore di Roma, Francesco Tagliente, proprio in merito a questa situazione – ha dichiarato il Sindaco – da parte nostra abbiamo messo a disposizione, gratuitamente, i locali per ospitare il Posto di Polizia, e l’Amministrazione ha dato la sua disponibilità totale per poter raggiungere un accordo. Capiamo però che è difficile a causa della carenza di uomini e mezzi che affligge anche la Polizia di Stato”. “Da parte del Questore – ha aggiunto il Commissario Franco – c’è un’attenzione particolare verso questo territorio, tant’è che, anche se solo per il periodo estivo, ha voluto questa realtà. Il Prefetto di Roma Pecoraro ha una delega da parte del Ministro degli Interni per studiare, insieme al Questore, la ridislocazione dei Presidi. Visti i tagli previsti dalla Finanziaria, non sarà possibile aprire nuovi presidi se non a costo zero, come nel caso di Torvaianica. Non essendoci neanche la possibilità di nuove assunzioni, si sta vedendo di ridislocare anche le risorse, spostando quelle che si concentrano a Roma centro nelle zone più periferiche, tra le quali, ed il Prefetto si è espresso anche su questo, è compreso il Commissariato del XIII Municipio, il che faciliterebbe l’apertura definitiva di un Posto di Polizia, dipendente da Ostia, a Torvaianica”.

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L’ULTIMA OPERAZIONE La teoria che nella zona di Pomezia ci siano solo piccoli spacciatori è stata smentita da un’operazione svolta dai Carabinieri negli ultimi giorni di Ottobre, quando sulla spiaggia di Torvaianica, all’altezza di via Ischia, sono stati colti in flagranza di reato due narcotrafficanti di nazionalità italiana, Mario Di Gregorio, 51 anni ed Elio Piozzo, 58 anni, entrambi pregiudicati con precedenti legati al traffico di stupefacenti, mentre – travestiti da pescatori per non dare nell’occhio – stavano trasferendo quasi due tonnellate di hashish da un gommone ad un SUV, un Mercedes ML che

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avevano parcheggiato in prossimità della riva. Il servizio, che si è svolto all’alba, è stato condotto dai Carabinieri di Bergamo, dai quali è partita l’indagine, coadiuvati nelle operazioni dai colleghi di Anzio, Pomezia ed Ostia, e la droga sembra fosse destinata al mercato lombardo. Favoriti dall’oscurità e dalle mute da sub che indossavano, i due complici che si trovavano a bordo dell’imbarcazione sono riusciti a fuggire gettandosi in acqua. La droga sequestrata era confezionata in involucri di juta impermeabilizzati, dal peso di circa 35 chili ciascuno. Posti sotto sequestro anche il Suv ed il gommone.


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LEGALITA’ E SVILUPPO INTERESSANO A QUALCUNO?

chi importa della legalità e dello sviluppo del territorio di Pomezia ed Ardea? Stando ai numeri che si sono registrati giovedì 20 ottobre all’assemblea organizzata proprio su questo tema dalla Cgil, più o meno ad una quarantina di persone. Questo il numero di presenti a quello che sarebbe potuto diventare un dibattito costruttivo per i cittadini, oltre che di utile informazione. Assenti anche gli amministratori dei quattro Comuni interessati all’evento. “Sono davvero dispiaciuto che nessuno dei Sindaci che abbiamo invitato si sia presentato, nonostante le rassicurazioni che mi avevano fornito sulla loro presenza – ha esordito Giuseppe Cappucci, Segretario Generale CdLT CGIL Pomezia-Castelli-Colleferro-Subiaco – Solo il Comune di Nettuno ha mandato un suo rappre-

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sentante, mentre gli altri probabilmente ritengono che quello della mafia non sia un problema che riguardi questo territorio”. Invece, dai dati forniti nel corso dell’assemblea, le infiltrazioni mafiose, a partire dal 1951, quando Frank Coppola si insediò a Tor San Lorenzo, in un crescendo di connubi con le più note famiglie mafiose e camorristiche, ci sono eccome. “E’ una presenza sempre più forte, che lega cosa nostra alla politica ed all’imprenditoria di questi luoghi – ha continuato Cappucci - A dirlo non sono io, ma i fascicoli della Procura”. Senza specificare i nomi, ma facendo chiari riferimenti per far intendere di quali persone si stava parlando, i vari ospiti - Edoardo Levantini del Coordinamento Antimafia Anzio-Nettuno, Antonio Turri, dell’associazione Libera, Filiberto

Zaratti, Presidente della Commissione Sicurezza Regione Lazio e Claudio Di Berardino, Segretario Generale CGIL di Roma e del Lazio – hanno ricucito i fili di episodi che fanno capire quanto la trama della mafia sia legata alla vita “normale”, ma soprattutto politica, di Pomezia ed Ardea, dove noti amministratori vantano tra le loro conoscenze personaggi appartenenti ai più noti clan. “La cronaca ci dimostra quante volte si trovano collegamenti tra Pomezia, Torvaianica, Ardea e Tor San Lorenzo e le famiglie come i Casalesi o i Santapaola, collegamenti favoriti proprio da alcuni politici locali - ha dichiarato Edoardo Levantini - La legalità è il punto fondamentale per rilanciare uno sviluppo sano, ma ormai la cultura prevalente è tutt’altro: l’interesse economico prevale sulle coscienze. Senza saperlo, il nostro vicino potrebbe essere un mafioso, e ce ne accorgiamo quando - come è successo pochi mesi fa con gli omicidi di Cecchina, dove erano coinvolte 2 persone di Torvaianica ed 1 di Ardea - viene finalmente arrestato”. “Questo è un territorio dove la mafia è arrivata nel periodo della grande espansione industriale, perché c’era la possibilità di fare soldi – ha spiegato Antonio Turi – ma anche adesso, in un periodo di crisi e recessione, ha il suo forte interesse per questa zona, proprio per appropriarsi di quello che ancora rimane, per riciclare il denaro sporco. Le mafie sono un fenomeno sociale, economico e di potere, ma soprattutto politico. Non c’è mafia dove la politica non lo permette”.

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cronaca

CENSIMENTO: LA NUOVA ITALIA ISTRUZIONI PER L’USO: COME SI COMPILA E DOVE SI CONSEGNA IL QUESTIONARIO ’ partito il censimento che fotograferà i nuovi italiani. A dieci anni dal’ultima rilevazione ISTAT, verranno riconsiderate tutte le nostre abitudini, i redditi, i consumi. Il questionario, che contiene ben 84 domande, deve essere consegnato nelle sedi dell'Anagrafe entro il 20 novembre 2011, oppure inviato via web. La grande novità di questa 15ª edizione è la infatti svolta telematica: quest'anno sarà possibile compilare i moduli anche online, tramite area riservata, la cui password si trova nel plico che riceve il cittadino. Chi non ha ancora ricevuto il questionario a casa, dovrà recarsi preso l’Anagrafe del proprio Comune per averne una copia. Ricordiamo che la mancata consegna del questionario compilato comporta delle sanzioni da un minimo di ¤ 206 ad un massimo ¤ 5.164. Questi sono gli orari e le ubicazioni delle sedi interessate al ritiro nei nostri Comuni: Pomezia: Piazza S. Benedetto da Norcia (Anagrafe) o Torvaianica: Lung.re Delle Sirene n. 109 (Anagrafe), dal Lunedì al Venerdì, dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

Entro quando va consegnato? Per compilare il questionario e restituirlo a mano si ha tempo fino al 20 novembre. Le famiglie che entro il 20 novembre non avranno riconsegnato il questionario compilato riceveranno a casa la visita di un rilevatore comunale, riconoscibile da un tesserino rilasciato dal Comune. L'operatore sarà incaricato di sollecitare la restituzione dei questionari compilati ed eventualmente fornire alle famiglie l'assistenza necessaria alla compilazione. Se non ricevo il questionario a casa? Nel caso in cui il questionario non dovesse pervenire né a mezzo posta né tramite i rilevatori ci si può rivolgere all'Ufficio Comunale di Censimento. Se compilo il questionario in versione cartacea, a chi lo consegno? I questionari possono essere consegnati a mano in qualsiasi ufficio postale, al rilevatore o nei centri di comunali di raccolta. Per sapere dove sono quelli predisposti dal tuo Comune, dal primo ottobre puoi chiamare il numero verde gratuito 800-069-701. I questionari compilati non vanno in alcun caso imbucati nelle cassette postali. Come si compila il questionario? Le buste recapitate dai portalettere, oltre al questionario,

contengono la guida alla compilazione, una lettera di presentazione e una busta per la restituzione del questionario compilato. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito: censimentopopolazione.istat.it/ I dati rimarranno riservati? L'Istat è tenuto a rispettare il segreto statistico e il segreto d'ufficio. I dati raccolti possono essere utilizzati solo per fini statistici e non possono essere comunicati ad altre istituzioni o persone, se non elaborati e pubblicati sotto forma di tabelle e in modo tale che non sia possibile alcun riferimento a persone identificabili. Una coppia di persone conviventi dello stesso sesso può figurare come famiglia? Sì. Per la prima volta, le famiglie composte da coppie di persone conviventi dello stesso sesso (insieme ai loro figli o a chiunque viva con loro) possono dichiararsi come tali. Se non ho la connessione a internet, ma voglio compilare il questionario via web? I cittadini sprovvisti di connessione internet o che hanno bisogno di aiuto potranno recarsi all'Ufficio Comunale di Censimento dove potranno trovare una postazione con l'accesso gratuito a internet e avvalersi dell'assistenza degli addetti all'Ufficio.

il corriere della città

E-MAIL:

CHIUSURA REDAZIONALE: 02/10/2011

Numero 13 Anno 3 NOVEMBRE 2011 - Distribuzione gratuita

IN REDAZIONE:

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Ardea: Via della Croce, 3 (Ufficio Elettorale e Ufficio Anagrafe); Tor San Lorenzo: via dei Tassi, 18/b (Centro Sociale Anziani "Caduti di Nassiriya"); Nuova Florida: Via Reggio Calabria, 9 (Centro Sociale Anziani "Nuova Florida"), lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 15,00 alle ore 18,00; sabato dalle ore 9,00 alle ore 12,00. Per facilitare l’operazione di compilazione del questionario, pubblichiamo le risposte alle domande più frequenti fatte finora dagli italiani. A chi si rivolge? L'indagine riguarda tutti i cittadini in tutti i Comuni italiani. Saranno censiti anche i residenti senza la cittadinanza italiana. I dati raccolti serviranno anche alla revisione delle anagrafi comunali. La compilazione è obbligatoria? Sì, compilare e restituire il questionario è obbligatorio (art. 7 Decreto legislativo 322/1989). Per chi non restituirà il questionario completo sono previste sanzioni pecuniarie da un minimo di ¤ 206 ad un massimo ¤ 5.164.

via Odessa 41 - 00040 Torvaianica

EDITORE: La Città DIRETTORE RESPONSABILE: Maria Corrao

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redazione@ilcorrieredellacitta.it direttore@ilcorrieredellacitta.it

Alessia Ambra Achille, Mauro Valentini Luca Mugnaioli, Matteo Acitelli Alfredo Corrao, Pietro Conti, Savino Tommasi Claudia Sperduti, Michele Lotierzo

PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE: Studio Grafico O.K.

STAMPA: Arti Grafiche Reg. Trib. di Velletri Settembre 2009 N. Reg. 19/09 del 24 Settembre 2009


C’E’ QUALCOSA DI

NUOVO A POMEZIA


SELVA DEI PINI: ARRIVA UNA

NUOVA UNIVERSITA’ la Libera Università del Mediterraneo lascia il posto ad un Ateneo prestigioso

’Università, a Pomezia, cambia completamente aspetto: niente più LUM, ma un nuovo Ateneo. Il contratto con la Libera Università del Mediterraneo Jean Monnet è infatti stato sciolto a causa degli alti costi, che ormai erano arrivati a sfiorare i 400 mila euro per ogni corso, una cifra esorbitante per la quale, oltretutto, non esisteva un dispositivo disciplinare atto a regolare le varie attività dell’Università barese che, al contrario di quanto auspicato a Pomezia, si era limitata ad un’attività di tutoraggio. Sin dall’inizio della nuova gestione del Consorzio si era puntato il dito contro l’accordo preso con la LUM: la notevole riduzione degli iscritti e l’impossibilità di poter sostenere gli esami a Pomezia - gli studenti erano costretti a raggiungere la sede di Bari – unite alla questione economica, hanno fatto maturare la decisione di rivedere il contratto, che nella seconda metà di ottobre è arrivato ad una completa rescissione. Verranno completate solo le lezioni che porteranno agli esami già programmati per l’anno accademico 2010/2011. Al posto della LUM è in arrivo una nuova Università di Roma: l’ufficializzazione avverrà entro novembre, con la presentazione alla stampa del nuovo Ateneo – del quale il Direttivo del Consorzio non ha voluto fare il nome per una questione di correttezza nei confronti dello stesso - e del ruolo che svolgerà all’interno del Selva dei Pini. “Si tratta di una prestigiosa Università, che per la prima volta esce dai propri confini”, hanno dichiarato il Presidente del Consorzio Giorgio Di Micco ed il suo Vice Massimo Ciccolini. I primi corsi che approderanno a Pomezia riguardano le facoltà di Economia e di Giurisprudenza, ma l’intenzione è quella di allargare l’offerta in tempi brevi. Rispetto alla LUM, il risparmio si aggira intorno al 70%: ogni corso avrà infatti un costo di circa 120 euro, che comprenderanno l’offerta formativa completa: ricerca, forma-

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zione, didattica, tutoraggio e sviluppo universitario. Trattandosi di una importante Università privata, le spese per gli studenti dovrebbero essere leggermente superiori rispetto alla scuola pubblica, ma decisamente più basse se confrontate alle altre Università private, grazie ad un’intesa tra il Consorzio ed il nuovo Ateneo. Per gli alunni residenti a Pomezia, poi, dovrebbe essere prevista una convenzione che consentirebbe un ulteriore ribasso delle tasse di iscrizione, che arriverebbero agli stessi livelli delle Università statali. “Abbiamo puntato su un Ateneo di qualità, apprezzato in tutto il mondo accademico – ha precisato Ciccolini - Questo accordo, arrivato ormai alle firme conclusive, segna un punto di svolta rispetto alla precedente gestione, a causa della quale ci portiamo dietro una situazione economica veramente difficile: per risolverla abbiamo bisogno del sostegno dell’intera Amministrazione comunale. Vorrei precisare che tutto quello che il nuovo CdA ha fatto finora, e che continuerà a fare, è in perfetto accordo con le volontà del Sindaco di Pomezia Enrico De Fusco, il quale si è impegnato in prima linea nella ricerca di un Ateneo che rispondesse a caratteristiche qualitative di eccellenza”. Nel frattempo la struttura di via Pontina sta ottenendo il riconoscimento di Hotel a 3 stelle. “La parte alberghiera ed i servizi annessi ci aiuteranno a gestire economicamente le spese da sostenere per l’Università”, ha chiarito Ciccolini. Proprio per aumentare le entrate, in questi giorni sono in revisione tutti i contratti e le forniture di servizi relativi alle varie strutture interne ed esterne. “Stiamo semplicemente correggendo gli errori del passato, per dare un nuovo slancio all’intero sistema. Il nostro scopo è quello di rilanciare il Consorzio per l’Università, cercando di chiudere le falle che abbiamo trovato”, ha concluso Ciccolini.


MONTAGNATERAPIA: LA MONTAGNA CHE CURA Questa affascinante disciplina al Selva dei Pini on il termine MONTAGNATERAPIA si definisce un originale approccio metodologico a carattere terapeutico-riabilitativo e/o socio-educativo, finalizzato alla prevenzione primaria e secondaria, alla cura e alla riabilitazione degli individui portatori di differenti problematiche, patologie o disabilità; esso è progettato per svolgersi, attraverso il lavoro sulle dinamiche di gruppo, nell’ambiente culturale, naturale ed artificiale della montagna. La Montagnaterapia, rivolgendosi all’interezza e inscindibilità della persona e del sé, considerato nella fondamentale relazione con il contesto secondo il paradigma biopsicosociale, si pone l’obiettivo della promozione di quei processi evolutivi legati alle dimensioni potenzialmente trasformative della montagna. La Montagnaterapia si attua prevalentemente nella dimensione dei piccoli gruppi (dai tre ai dieci partecipanti) anche coordinati tra loro; utilizza controllate sessioni di lavoro tecniche a carattere psicofisico e psicosociale (con forte valenza relazionale ed emozionale) che mirano a favorire un incremento della salute e del benessere generale e, conseguentemente, un miglioramento della qualità della vita. Nella Montagnaterapia, per raggiungere gli obiettivi prefissati, gli interventi socio-sanitari si articolano e si integrano con le conoscenze culturali e le attività tecniche proprio delle discipline della montagna (frequentazione dell’ambiente montano, pratica escursionistica o alpinistica, sci, arrampicata, ecc.) per tempi brevi o per periodi della durata di alcuni giorni (sessioni residenziali), nel corso dell’intero anno. Il lavoro viene in ogni caso integrato con gli eventuali trattamenti medici, psicologici e/o socio-educativi già in atto. Le attività di Montagnaterapia richiedono l’utilizzo di comprovate competenze cliniche e l’adozione di appropriate metodologie, che riguardano anche la specifica formazione

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degli operatori e la verifica degli esiti. Le attività di Montagnaterapia vengono progettate ed attuate prevalentemente nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, o in contesti socio-sanitari accreditati, con la fondamentale collaborazione del Club Alpino Italiano (che ne riconosce ufficialmente le finalità e l’Organizzazione Nazionale) e di altri Enti o Associazioni (accreditate) del settore. Il termine Montagnaterapia è stato utilizzato per la prima volta in un articolo a commento del Convegno Nazionale: “Montagna e solidarietà: esperienze a confronto”, svoltosi nel settembre 1999 a Pinzolo, TN (in Famiglia Cristiana, n. 44/1999, pag. 143). Tratto dal sito www.montagnaterapia.it ’uomo inizia a conoscersi proprio attraverso l’esperienza che fa di sé nel mondo e l’esperienza rimane nel suo percorso evolutivo un canale importante di conoscenza. Infatti, quando orientiamo la nostra mente a portare consapevolezza nelle nostre azioni, siamo in grado di com-

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prendere con maggiore chiarezza il senso di unità che sottende a tutta l’esperienza umana. L’uomo, come organismo, non è un insieme di dimensioni più o meno distinte (fisico, emotivo, mentale), ma è assimilabile sempre di più ad una rete di connessioni, interne ed esterne, che collegano tra loro ogni aspetto dell’esistenza in una unità fondamentale. È proprio su questo principio di interconnessione e interdipendenza dell’esperienza umana che la scienza orienta l’attenzione nello stabilire il valore di alcuni principi di base della moderna psicologia, fondati sulla considerazione dell’uomo come organismo globale. La consapevolezza, in questa visione, è lo strumento fondamentale per poter cogliere e utilizzare questa fitta rete di connessioni. orrere, saltare, arrampicarsi, toccare, annusare... conoscere, scoprire! I bambini iniziano il loro percorso di conoscenza di se stessi attraverso l'esplorazione dell'ambiente che li circonda. Nel

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corso dello sviluppo, il confronto e l'interazione che sperimentano nei confronti dell'esterno plasma il loro modo di percepirsi e di relazionarsi con gli oggetti e le persone, contribuisce a costruire il concetto che hanno di sé e degli altri, concorre a stabilire un buon rapporto con la propria corporeità. Attraverso il sano equilibrio tra la scoperta delle proprie risorse e il confronto con i propri limiti, il contatto con l'ambiente naturale stimola il loro senso dell'avventura, li porta in prima persona al centro dell'azione, a stretto contatto con le proprie sensazioni ed emozioni, per imparare a sentirsi parte attiva ed integrante dell'ambiente. E' questo l'obiettivo di una serie di iniziative rivolte ai bambini e ai ragazzi in cui la natura diventa lo scenario privilegiato in cui prendono vita esperienze indimenticabili. In questo senso è stato di fondamentale il rapporto di ricerca e collaborazione che si è definito tra il Gruppo Operativo per la Montagnaterapia del Centro Italia, l’Associazione Montagnaterapia Italiana Onlus e l’Unità di Neuropsichiatria Infantile di Pomezia. Infatti l’equipe del dott. Miletto e della dott.ssa Fucci ha da sempre sostenuto questa iniziativa, contribuendo con grande competenza alla realizzazione di uno studio pilota che nel Novembre 2009 ha portato alla realizzazione, proprio presso la sede di via Pontina, di un importante convegno nazionale sulla Montagnaterapia dal titolo “Montagna solidale”, (Novembre 2009) nel quale sono stati sottolineati gli aspetti trasformativi che questa particolare disciplina può avere in situazioni di difficol-

tà di apprendimento non specifiche (DANS), disturbi delle condotte, deficit di attenzione, nature deficit desorder e altri quadri sindromici di sottosalute che, se non adeguatamente affrontati, possono portare a sviluppare problematiche più complesse dal punto di vista clinico. L'arrampicare su di una parete, come il camminare lungo un sentiero, diventano la metafora della nostra quotidianità: se impariamo ad affrontare consapevolmente certe salite o certi muri, potremo sperare di affrontare con altrettanto successo le salite e i muri che tutti i giorni incontriamo. Attualmente presso la parete di arrampicata Natura Umana nel centro universitario

Federico magnaguagno · Laureato in Scienze motorie presso l’Università di Roma Foro Italico · Presidente dell'Associazione Montagnaterapia Italiana ONLUS, · Istruttore di Arrampicata IAMA (Accademia Internazionale Montagna e Arrampicata) - Metodo Caruso, · Guida Ambientale Escursionistica AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche), Si occupa di formazione e disagio sociale, soprattutto con minori, utilizzando gli strumenti e le discipline appartenenti al mondo della montagna. In più di dieci anni di esperienza nel campo dell’educazione, della disabilità e della formazione, parallelamente al percorso realizzato attraverso lo Yoga e la Meditazione, sviluppa un nuovo approccio che coniuga insieme esperienze in natura e crescita personale denominato Natura Umana. Tra le pubblicazioni: · Le emozioni nell’arrampicata, studio sperimentale realizzato con la collaborazione della cattedra di Psicologia dello Sport dell’Università Foro Italico di Roma, 2004;

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sono attivi diversi progetti per la promozione della salute in un’ottica di prevenzione e di intervento con ragazzi e adolescenti di diverse scuole statali di diverso ordine e grado del territorio. Attraverso il progetto “Per una scuola Amica”, promosso dal Comune su finanziamento Regionale e fortemente sostenuto dall’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile di Pomezia, La Scuola Media Statale Marone è stata sicuramente una dei pionieri della Montagnaterapia sul nostro territorio, il cui esempio è stato seguito con interesse da diverse altre scuole tra cui la SMS Orazio, la Virgilio di Ardea e altre ancora. Federico Magnaguagno Responsabile progetto Natura Umana:

· Montagna Solidale: i versanti della Montagnaterapia, Edizioni Itop, 2009. · Con il gruppo di ricerca LP “Per una Scuola Amica” a cura del Dott. Miletto, Alpe Ed. 2010 "La meditazione e l’attenzione costantemente rivolta alla formazione e all’educazione, mi hanno portato negli anni a cercare una sintesi sempre maggiore tra le attività di escursionismo e arrampicata e la crescita personale. Convinto che le attività a diretto contatto con la natura siano portatrici di importanti valori umani, nei miei studi mi sono sforzato di tutelare la completezza della pratica non solo sportiva, riportando l’attenzione dalla performance al tema dell’uomo, affinché ogni attività possa risultare uno strumento di consapevolezza di sé e delle relazioni con gli altri. Oltre ad essere insegnante di Arrampicata Libera, mi dedico a progetti di prevenzione che mirino allo sviluppo della consapevolezza di sé attraverso l’incremento dell’autostima. Inoltre, con il Gruppo di Montagnaterapia del Centro Italia e con l'Unità di Neuropsichiatria Infantile di Pomezia, sto realizzando degli studi su come le attività di avventura e di out-door in genere possano contribuire nel trattamento di alcuni disturbi dell'infanzia e dell'adolescenza, come i disturbi dell'attenzione o delle condotte."


ARRIVA L’ARRAMPICATA Presentata”Natura amica”, la parete di roccia per se stessi e per gli altri, per i propri limiti e per quelli che incontrano i propri compagni. Allo stesso tempo, si apprende divertendosi, che per raggiungere un obiettivo sono necessari impegno e forza di volontà, il che rende ogni punto raggiunto motivo di soddisfazione intrinseca. Al di là dello spirito competitivo che porta a confrontarsi sempre con qualcun altro mentre si arrampica, il confronto è prima di tutto con se stessi e con i propri progressi, giorno dopo giorno.

pre ad ottobre un nuovo sito per l’arrampicata sportiva all’interno del Consorzio per l’Università di Pomezia “Selva dei Pini”: la parete di arrampicata “Natura Umana”. Immerso nel verde del parco e della sughereta, la nuova palestra di roccia del Consorzio unisce in modo sorprendente il piacere di svolgere attività all’aria aperta, in natura, fedele all’ambientazione dell’arrampicata stessa, con la comodità di una copertura che tiene gli arrampicatori al riparo dalla pioggia nelle giornate più proibitive.

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Una palestra di roccia nel bosco!

l’arrampicata Arrampicare e accostarsi al mondo della montagna in genere, è un’esperienza che travalica i confini della definizione classica di sport: si identifica più propriamente in una disciplina, uno stile di pensiero in cui l’esperienza può divenire metafora e fonte di apprendimento non solo per quel che riguarda la montagna stessa. Sviluppare consapevolezza di sé, del proprio movimento, delle proprie emozioni, dei propri pensieri e organizzarli affinché possano essere utilizzati per far pronte a situazioni e prove sempre nuove e stimolanti, rappresenta un bagaglio di capacità utili nella scalata come nella vita di tutti i giorni: può essere una via per comprendere meglio la nostra natura umana. L’Arrampicata Libera è una disciplina che si svolge in totale sicurezza: l’aggettivo “libera” infatti, si riferisce al fatto che si arrampichi facendo conto solo sulle proprie risorse, mentre la sicurezza è garantita dalla presenza costante della corda, dell’imbracatura e di altri dispositivi tecnici di sicurezza. Storicamente parlando, l’Arrampicata Libera nasce e si evolve con l’Alpinismo, come pratica di allenamento per prepararsi ad affrontare i tratti su roccia. Di tutta la progressione che dalla valle conduceva fino alla vetta, l’attenzione si è sempre più focalizzata su quei tratti con difficoltà estreme, in particolare su roccia, che esaltavano le doti tecniche e l’attenzione per l’evoluzione dei movimenti: è così, che negli anni ’70 l’Arrampicata Libera si afferma come disciplina a sé. Il suo terreno di gioco non sono più le vette delle Alpi o delle montagne di tutto

il mondo, ma le falesie di roccia, spesso situate anche al mare, attrezzate nel tempo per garantire all’arrampicatore una sempre maggiore sicurezza.

Uno sport giovane Oggi questa disciplina è sempre più conosciuta e praticata soprattutto da giovani e giovanissimi. Consigliata da medici e pediatri per lo sviluppo armonico di tutti i distretti corporei che lavorano costantemente a carico naturale, senza sovraccaricare quindi la colonna vertebrale, incrementando la coordinazione e l’equilibrio, l’arrampicata piace ai giovani per il suo carattere di sfida. Il fatto di porsi davanti ad un ostacolo da superare, un vero e proprio muro, diventa l’occasione per mettersi alla prova imparando a trovare le soluzioni più efficaci per risolvere situazioni sempre più complesse. Come nel Parkour, pratica urbana che trasforma ogni ostacolo cittadino nell’opportunità di misurare la propria abilità, l’arrampicata rappresenta un training formidabile nell’imparare a non fermarsi di fronte alle difficoltà. Imparare ad arrampicare è un modo per credere in se stessi, sviluppare la propria autostima, incrementare la fiducia nelle proprie capacità e nei compagni di gruppo, sperimentando la collaborazione e il sostegno reciproco. La relazione che si instaura con i propri compagni tende a favorire il senso di responsabilità e l’attenzione empatica verso il prossimo. Nell’arrampicata si insegna ad avere rispetto

La struttura è composta da una torre di quasi otto metri che può essere scalata su tutti e quattro i suoi versanti con l’uso delle corde e due strutture per il boulder per gli amanti delle pendenze estreme: un mix opportunamente studiato delle varie inclinazioni che la parete può assumere nell’arrampicata, adatta a favorire chi si avvicina per la prima volta a questa disciplina, con un settore dedicato all’apprendimento delle tecniche, e di settori più impegnativi per l’allenamento e lo studio dell’arrampicatore di livello medio e avanzato. Queste caratteristiche, inoltre, favoriscono il miglior approccio alla disciplina sia ad adulti che a ragazzi. Attualmente aperta al pubblico nei giorni martedì, mercoledì e giovedì dalle 17:30 alle 20:30, la palestra di roccia offre convenzioni per studenti e gruppi. All’interno dell’area attrezzata per l’arrampicata sono attivi e si organizzano periodicamente corsi per adulti e ragazzi, con la programmazione di stage intensivi su roccia, nelle più suggestive falesie naturali del Lazio e dell’Umbria. Gli istruttori che operano all’interno della palestra di roccia Natura Umana sono formati e qualificati per l’insegnamento dell’arrampicata secondo il Metodo Caruso. Il METODO CARUSO®, è il sistema che permette di sviluppare al meglio le capacità motorie nella scalata e in tutte le attività di montagna. Alla base del metodo vi è il concetto che la sicurezza e l’efficacia del movimento, insieme alla capacità di trarre il massimo beneficio dalla scalata, sono aspetti strettamente correlati.

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LE ATTIVITÀ DEL CNR AL CONSORZIO PER L’UNIVERSITÀ DI POMEZIA I l Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) è il più grande Ente di Ricerca pubblico del nostro Paese. La missione è quella di svolgere attività di ricerca nei propri laboratori, sia promovendo l'innovazione e la competitività sia fornendo tecnologie e soluzioni capaci di dare risposte ai bisogni emergenti, individuali e collettivi anche attraverso la cooperazione con le Università e il mondo industriale. Per ulteriori dettagli cfr. www.cnr.it Per raggiungere questi obiettivi, il CNR ha messo a punto una rete di rapporti strutturati, regolata attraverso Accordi Quadro e Convenzioni Operative. Tra le tante iniziative promosse del CNR, si vuole sottolineare la Convenzione sottoscritta con l’Università di Pomezia, nell’ottobre del 2007. L’obiettivo è stato quello di favorire lo svolgimento di attività sul territorio Pontino, con ricadute positive per le attività insediate, per gli abitanti e per l’ambiente, nonché fornire interessanti banchi di prova per la validazione e l’individuazione di nuovi campi applicativi della ricerca, nel settore dell’ambiente. Infatti, il laboratorio del CNR dell’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico che si è insediato a Pomezia

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svolge studi per conoscenza del territorio e dell’ambiente, attraverso telerilevamento, con un sensore intallato a bordo di un aereo chiamato MIVIS (Multispectral Infrared Visibile Imaging Spectrometer). Al fine di perseguire gli obiettivi di cui sopra, è stata realizzata nei locali messi a disposizione dell’Università un’importante attività di monitoraggio sul territorio con la Regione Lazio, tramite il Centro Regionale Amianto, di mappatura delle coperture in cemento-amianto presenti nella Regione Lazio, attraverso dati telerilevati. Le attività hanno riguardato l’acquisizione e l’elaborazione dati in aree campione della Regione, rispettivamente: Civitavecchia, Pomezia, Albano, Aprilia, Anzio, Anagni, Frosinone, Raccordo Anulare Est e Tiburtina. Nello studio, è stata rivolta una grande attenzione al territorio pontino, sono stati studiati e caratterizzati aspetti ambientali, ad esempio la caratterizzazione di anomalie termiche al suolo ed in acqua, in alcune aree campione, la permeabilizzaione dei suoli. Sono solo alcuni esempi, volti ad illustrare le potenzialità del telerilevamento con dato MIVIS, per la conoscenza del territorio pontino. Si vuole sottolineare che conoscere la

presenza di amianto è un importante parametro per stabilire flussi di materiale che andrà in discarica, ciò permetterà di dare priorità ad investimenti economici ad interventi di bonifica e smaltimento dell’amianto. Il progetto è consultabile sul sito www.iia.cnr.it alla voce Progetti Nazionali. Al fine di far conoscere i risultati delle attività di ricerca, in particolare le mappe prodotte, è stata realizzata una mostra permanente nei locali dell’Università, aperta a tutti. Le figure riportate sono solo alcune dimostrazioni volte ad illustrare come l’elaborazione del dato telerilevato permette di caratterizzare particolari aspetti ambientali del territorio pontino. Ad esempio caratterizzare e quantificare le pavimentazioni stradali, acqua, suolo nudo, diverse specie arboree, stati di stress vegetativo, più in generale produrre mappe di impermeabilizzazione dei suoli, oppure evidenziare fenomeni come le anomalie termiche sia delle acque costiere o del suolo dovute a processi di produzione di biogas o al surriscaldamento di particolari materiali utilizzati come coperture di edifici. Questa iniziativa è solo un esempio concreto di come il CNR con i suoi ricercatori e con le proprie risor-


se tecnico-scientifiche, può rispondere concretamente alle esigenze del territorio pontino. Contestualmente il gruppo del CNR, ha instaurato rapporti di proficua collaborazione con il corso di Gestione Ambientale, Prof.ssa Laura Gobbi, della facoltà di Economia. Le attività di ricerca proseguiranno in collaborazione con l’ENEA, su temi volti allo sviluppo di metodologie per nuove politiche di risparmio energetico in aree urbane, con INAL con attività di monitoraggio su luoghi con attività a rischio di incidenti rilevanti. Sarebbe quanto mai auspicabile, una maggiore collaborazione con le strutture presenti sul territorio volte allo studio dell’ambiente, alla pianificazione urbanistica come ad esempio l’Amministrazione del Comune di Pomezia, che da una eventuale collaborazione potrebbero ricavare un valido supporto di tipo applicativo per lo svolgimento delle attività di loro competenza. E non per ultimo, consentirebbe l’acquisizione di risorse per il finanziamento di progetti congiunti. In quest’ottica il CNR può diventare un alleato prezioso non solo per gli uffici preposti al monitoraggio dell’ambiente ma anche per le imprese che operano sul ter-

ritorio su temi ambientali. La ricerca per sua definizione guarda al futuro, e contribuisce a costruirlo su solide basi, ma con dei lunghi tempi. Oggi si vive sull’immediato piuttosto che pensare a quello che succederà tra 10 anni. Ed è quindi facile, in un’ottica di scarsa lungimiranza e di mancato disinteresse, metterla

agli ultimi posti dell’agenda politica. Il risultato è visibile se vogliamo vederlo. Gruppo di ricerca Lorenza Fiumi Responsabile Marina Landolfi Carlo Meoni Sara Carallo

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E’ ARRIVATA LA STUDENT CARD a student card è una iniziativa esclusiva del Consorzio per l’università di Pomezia per permettere a tutti gli studenti iscritti presenti all’interno del campus “Selva dei Pini” di ottenere sconti e convenzioni in oltre 60 esercizi commerciali della

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zona di Pomezia-Torvajanica, Ardea, Albano, Anzio, Nettuno e Roma. La Student card è nominativa e deve essere richiesta presso la segreteria studenti . Essa permette anche di avere una serie di facilitazioni economiche nell’acquisto di

prodotti in varie categorie commerciali quali abbigliamento ma anche servizi sportivi fino a cinema convenzionati,acquisto di gioielli e persino ristoranti. Insomma una piacevole ed utile iniziativa per unire l’utile al dilettevole.

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Politica Quartieri roma 2

QUANDO TANTO E QUANDO NIENTE… NIENTE ACQUA O FARMACIE, MA UNA FORTE PRESENZA DI PROSTITUTE: E IL QUARTIERE SI RIBELLA na zona dimenticata per troppo tempo, che paga la trascuratezza del passato, ma che ora ha voglia di riscattarsi e crescere. Questo è Roma 2, un quartiere che contrappone la vicinanza con la Capitale alla mancanza di servizi, belle palazzine a cumuli di immondizia, famigliole con bambini ad una forte presenza di prostitute. Controsensi che il Comitato di Quartiere, presieduto da Diego Casubolo, vuole a tutti i costi eliminare. “Purtroppo ci troviamo in questa situazione – spiega Casubolo – anche per colpa di noi abitanti, che non abbiamo fatto sentire prima la nostra voce”. Voce che da poco più di due anni viene rappresentata proprio dal CdQ, che porta avanti, con compostezza e dignità, le battaglie dell’intera zona. Come quella per ottenere la pavimentazione delle strade. “Per noi è stato un risultato eccezionale – spiega il Presidente – Pur essendo un’opera inclusa nella convenzione stipulata tra i lottizzatori ed il Comune, quest’ultimo non l’aveva richiesta. Solo dopo il nostro interessamento e le nostre pacifiche proteste l’Amministrazione ha obbligato i costruttori a mantener fede agli impegni presi. La pavimentazione ha consentito il passaggio nel quartiere dei bus di trasporto pubblico, per i quali sono state messe quattro fermate fornite di pensiline, che rendono comodamente fruibile il servizio, consentendo a chi è sprovvisto di mezzi propri di poter raggiungere il centro di Pomezia o altre parti della città”. Questo servizio, apparentemente banale, è indispensabile soprattutto ai giovanissimi ed agli anziani: nel quartiere, infatti, non ci sono farmacie, negozi, punti di aggregazione o complessi sportivi. Ma i problemi che ancora ci sono pesano molto sulla qualità della vita dei residenti. Il primo riguarda la mancanza di acqua potabile. “Viviamo di speranze e di promesse, purtroppo al momento ancora vane – lamenta il presidente del CdQ - Abbiamo seguito la vicenda attraverso le fonti ufficiali, che a più riprese hanno comunicato che i problemi erano stati risolti. Il 5 agosto 2010, infatti, nel corso di una conferenza stampa, tutti i responsabili dei vari Enti coinvolti hanno annunciato che il 23 agosto 2010 sarebbero partiti i lavori per istallare i contatori alla torre piezometrica e che ci sarebbero voluti due mesi per i lavori e altri due mesi per spurgare i serbatoi e mettere in circolo l’acqua. Con la prudenza del caso assicurarono che l’acqua sarebbe arrivata al massimo nel corso della primavera del 2011. Abbiamo creduto a quanto affermato in pompa magna, ma evidentemente abbiamo fatto male. I lavori sono stati fatti, ma l’acqua non è mai arrivata”. Ma quello che ha fatto arrabbiare i residenti è stata l’ennesima promessa dell’Amministrazione, che il 6 luglio scorso ha annunciato che era stato raggiunto l’accordo tra Comune, Acea e Provincia di Roma e che dalla settimana dopo sarebbe cominciata la fornitura dell’acqua la quale, dopo i quaranta-

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cinque giorni necessari per la pulizia della torre piezometrica, sarebbe stata distribuita alle abitazioni. Ma anche questa volta alle parole non sono seguiti i fatti, a causa di un debito pregresso del Comune nei confronti di Acea, che non concederà l’aumento della fornitura fino a quando non verrà presentato un piano di rientro soddisfacente. “Ma noi che c’entriamo? – si chiede Casubolo - I tanto proclamati accordi in cosa consistevano? In quelle sedi non si parlava anche degli aspetti economici? Qui ci sono 850 famiglie che, nonostante abbiano comprato abitazioni realizzate a seguito di regolari concessioni edilizie, non hanno l’acqua potabile, che riteniamo un nostro sacrosanto diritto, anche perché non solo con l’acquisto delle nostre case abbiamo pagato gli oneri di urbanizzazione, ma, sulla scia delle “confortanti” notizie divulgate dall’Amministrazione, abbiamo realizzato di tasca nostra il collegamento ai palazzi, altra spesa inutile, visto che ancora non arriva una sola goccia di acqua potabile nelle nostre case”. Per “smuovere le acque” – è proprio il caso di dirlo – il Comitato ha scritto una lettera al Prefetto di Roma, al Garante Regionale per il Servizio idrico integrato, al Presidente della Provincia di Roma, al Presidente di Acea ATO2 ed al Sindaco di Pomezia, chiedendo una rapida soluzione. “Sono ben 22 anni che aspettiamo l’acqua: quanto altro tempo dobbiamo attendere?”. Altro problema, non meno grave, è l’alta concentrazione del fenomeno della prostituzione. Giorno e notte le strade intorno al quartiere sono popolate di giovani donne in abiti succinti ed a nulla sono valse le ordinanze emesse dal Sindaco di Pomezia. “Il quartiere manca di controllo. Se solo ci fossero più pattuglie a sorvegliare le strade ed a far rispettare l’ordinanza sindacale riguardante proprio questo argomento, probabilmente la situazione migliorerebbe non poco. Il controllo da parte delle forze dell’ordine servirebbe anche a non farci sentire abitanti di una “terra di nessuno”, dove chiunque si sente autorizzato a fare quello che vuole, come gettare i rifiuti di ogni tipo, anche tossici come l’amianto, lungo le strade”. Fino a poco tempo fa

l’argomento rifiuti era un’altra vostra piaga. Ed adesso? “Per quanto riguarda la raccolta le cose vanno leggermente meglio, grazie ad un aumento della frequenza del servizio. Non possiamo dire la stessa cosa per il porta a porta, che – come più volte abbiamo specificato agli assessori di competenza – così come è strutturato non è certo adatto ai palazzoni da 80 famiglie l’uno come quelli di Roma 2. Sarebbe molto più sensato fornire ai condomini solo il contenitore per l’umido, e creare aree di raccolta di rifiuti differenziati con contenitori grandi di diverso colore per poter identificare la tipologia di rifiuti, invece degli scarrellabili che dobbiamo utilizzare e che non sono assolutamente adeguati alle esigenze della popolazione locale. Per non parlare della campagna di informazione per educare il cittadino alla differenziata, che è stata inadeguata ai limiti del ridicolo, con volantini appesi all’interno dei condomini. E’ così che sperano di toccare la sensibilità dei cittadini nei confronti dell’ambiente? Fare la differenziata è comunque una “fatica”, per la quale gli utenti devono essere motivati, anche attraverso una corretta informazione”. Ma i lati negativi non sono solo questi. “Quando abbiamo acquistato le nostre case, inserite in una progetto approvato dal Comune, ci era stato prospettato un piano che comprendeva vari servizi, tra cui una scuola media, dei negozi con i generi di prima necessità ed una farmacia. A distanza di 22 anni non abbiamo nulla di tutto questo. Quello che manca maggiormente è la farmacia, perché se si ha la disgrazia di stare male bisogna fare chilometri prima di riuscire ad acquistare le medicine di cui si necessita”. Gli abitanti di Roma 2 hanno poi un grosso timore. “Nella zona è stato costruito un residence, chiuso ormai da 3 anni. Visto quello che succede a queste strutture, ovvero le occupazioni abusive o l’assegnazione da parte dei Comuni, in casi di emergenza abitativa, a persone disagiate, abbiamo paura che questo residence faccia la stessa fine, portando, invece dei servizi, un aumento della popolazione”. Alfredo Corrao

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Quartieri castagnetta

A RISCHIO ALLAGAMENTO LA STRADA CHE COLLEGA POMEZIA AD ARDEA VERSA IN GRAVI CONDIZIONI. ESAGERAZIONE O DURA REALTÀ? SIAMO ANDATI A SCOPRIRLO tutti sarà capitato di percorrere almeno una volta questo tratto stradale e, di certo, non sarà sfuggito il degrado, ormai ai limiti dell’accettabile, del manto stradale. Da qui passano i veicoli diretti verso la Pontina, quelli che vogliono raggiungere Pomezia o Ardea, o ancora andare verso Torvajanica passando per Campo Jemini. Insomma uno snodo davvero cruciale. E’ bene però fare una piccola precisazione. Il problema legato alle cattive condizioni dell’asfalto non riguarda nello stesso modo l’intera Via della Castagnetta, ma principalmente il tratto di collegamento fra Ardea e Campo Jemini; il resto della strada infatti, procedendo in direzione di Pomezia, risulta essere in buone condizioni, a partire – per intenderci – dalla scuola elementare fino allo svincolo dei “Cinque Poderi”. Veniamo ora alla zona incriminata. I problemi iniziano appena dopo Via dei Pini, con la strada che procede in discesa, se ci stiamo dirigendo verso Ardea; tombini rialzati, buche di dimensioni enormi, ghiaia. Terreno altamente dissestato insomma. E’ qui che si sono verificati, nell’ultimo periodo, diversi incidenti e questo perché, i conducenti, per evitare quanto citato sopra, si allargano verso sinistra invadendo la corsia opposta; risultato, qualora sopraggiunga un altro veicolo, scontri e vetture che finiscono fuori strada. Si potrebbe pensare allora che il problema riguardi solo gli automobilisti ed il loro stile di guida, ma chi “frequenta” abitualmente questa strada sa benissimo che non è così, o che lo è solamente in misura minore. A parziale giustificazione della mancata sistemazione del tratto stradale ci sono i lavori che in questi giorni stanno interessando la zona ma, una volta terminati, dovranno per forza essere presi dei provvedimenti. Per tali motivi dunque possiamo sforzarci di chiudere un occhio sulle buche e quant’altro, ma non possiamo assolutamente fare altrettanto con l’altra grave questione: il rischio allagamento citato proprio nel titolo di questo servizio. Continuando questo nostro viaggio virtuale, passato il tratto in discesa, ci veniamo a trovare infatti di fronte ad un immenso cantiere all’aperto dove finiscono tutti gli scavi effettuati nel territorio limitrofo; cumuli e cumuli di terra e di materiale vario affastellati nel terreno che costeggia la strada. Siamo praticamente arrivati

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allo svincolo per Campo Jemini o proseguendo diritti, per Ardea. Il rischio qui è ben peggiore di una ruota bucata – permetteteci l’esagerazione – poiché chi abita da quelle parti sa bene cosa significa dover far fronte ad un eventuale allagamento. Spieghiamo brevemente il nesso fra questo pericolo e la strada in questione: nel 2005, precisamente il 9 Settembre, ci fu un violento nubifragio – molte case del nostro territorio si allagarono – e in quel tratto la terra, già presente all’epoca, si riversò, mista ad acqua, sulla strada rendendola impraticabile; molte persone dovettero addirittura lasciare il veicolo al termine di questa ormai “famosa” discesa e raggiungere le abitazioni a piedi. Non si tratta di esagerazioni giornalistiche ma di esperienza vissuta, il che è ben altra cosa. Il Comune “prontamente” intervenne, realizzando, nei giorni successivi, una serie di cunette di scolo laterali per evitare allagamenti futuri. Il problema è che tali cunette non vennero rivestite in alcun modo con il risultato che, ad oggi, queste vie di fuga per l’acqua hanno di nuovo raggiunto il livello della strada. Tradotto significa che ormai non servono più a niente. Del resto le foto in questa pagina sono emblematiche con la distesa d’acqua che con le piogge invernali non potrà fare altro che ingrossare. Perché dunque rischiare ancora? Non sono

bastate le esperienze passate? Domande senza risposta. Arriviamo infine al tratto interamente sotto la giurisdizione del Comune di Ardea. Qui la situazione migliora – per così dire – leggermente, con la strada che non ha ancora raggiunto il dissesto della zona precedente. Semmai, passando con la macchina, emerge un certo degrado generale, o meglio abbandono, con case diroccate, vie laterali, quelle sì davvero in condizioni pietose, nonché una vegetazione lasciata crescere senza criterio che in alcuni punti ostacola e non poco la visibilità dei veicoli. Servono pertanto interventi strutturali in grado di mettere in sicurezza l’intera area sia da un punto di vista strettamente connesso alla viabilità, sia per quello che riguarda il pericolo allagamenti, non più sottovalutabile soprattutto dopo i due nubifragi che hanno caratterizzato il mese di Luca Mugnaioli ottobre.


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cronaca

ARRIVANO LE PIOGGE CONTA DEI DANNI A POMEZIA ED ARDEA DOPO IL MALTEMPO DEI GIORNI SCORSI

n nubifragio e un allerta maltempo. Il nubifragio che il 20 ottobre ha causato due vittime nella Capitale ha colpito anche Ardea e Pomezia ma, anche grazie al fatto che la pioggia è arrivata più tardi rispetto a Roma, nel nostro territorio non si sono registrati danni gravissimi. Sin dal primo mattino sono infatti entrati in servizio gli uomini dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, mentre le due Amministrazioni comunali si sono attivate allertando tecnici ed uffici competenti. “L’Ufficio Lavori Pubblici – hanno dichiarato dal Comune di Pomezia – è intervenuto a tempo di record. L’Assessore Edgardo Cenacchi e il dirigente Renato Curci hanno messo a disposizione tutti i tecnici dell’Ufficio comunale per un sopralluogo in tutte le scuole del territorio pometino. Una task force che ha provveduto all’accertamento della sicurezza delle strutture che ospitano gli studenti. Stato d’emergenza anche per la Polizia municipale: tutti gli agenti e le pattuglie sono state messe a disposizione degli interventi in aiuto di cittadini e automobilisti, ma non si sono registrate emergenze”. A dire la verità qualche problema serio lo hanno avuto gli automobilisti che sono rimasti – come ormai avviene d’abitudine – bloccati sotto i due ponti della Pontina, quello all’altezza di via di Vaccareccia e quello di fronte al Selene. In entrambi i posti l’acqua è arrivata ad un metro di altezza, ed i Vigili del Fuoco sono dovuti intervenire per mettere in salvo

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gli occupanti di alcune vetture “sprofondate”. Disagi anche in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, a Torvaianica, di fronte alla scuola elementare, dove si è creato, in entrambi i sensi di marcia – che sono divisi da un marciapiede – un vero e proprio fiume, rimasto tale fino al tardo pomeriggio. Solo in serata la situazione è tornata alla normalità in tutto il Comune, dove comunque le strade allegate sono state parecchie. Stessa situazione ad Ardea. “Per far fronte all’emergenza causata dalle consistenti precipitazioni – precisano da via Garibaldi – è stata messa all’opera una squadra di pronto intervento composta dalla Polizia Municipale e dalle associazioni di Protezione Civile con il supporto dell’Assessorato all’Ambiente. Nei punti di maggiore criticità in cui si sono verificati allagamenti, come in alcune strade di Nuova Florida, si è intervenuto con tempestività attraverso diverse pattuglie della Polizia Municipale, con l’ausilio del personale della Protezione Civile e la collaborazione dei Carabinieri e una di pattuglia della Polizia di Stato”. “Ci siamo attivati tempestivamente – spiega il Comandante della Polizia Municipale Passaretti – al fine di monitorare le zone del territorio maggiormente colpite anche grazie alla preziosa collaborazione sia delle associazioni di Protezione civile che delle forze dell’ordine e dei soggetti coinvolti”. Nel primo pomeriggio l’emergenza era rientrata e la situazione era tornata alla normalità, ma qui qualche polemica è emersa da parte dell’opposizione. “Nonostante da anni, alle prime piogge Ardea, soprattutto sulla Litoranea e alla Nuova Florida diventa un acquario vero e proprio, nulla viene fatto per prevenire tale catastrofe”, hanno dichiarato gli esponenti de La Destra.

Nonostante la minore quantità d’acqua caduta, i maggiori incidenti si sono registrati il 26 ottobre. Il primo è avvenuto intorno alle 08:20 su via Pontina, direzione Roma, all’altezza di Pomezia centro. Un vettura ha perso il controllo a causa del fiume d’acqua che aveva invaso la carreggiata. Dopo aver sbandato, l’automobile si è ribaltata, fermandosi in mezzo alla carreggiata. Fortunatamente non sono rimasti coinvolti altri veicoli. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Pomezia ed un’ambulanza del 118. A causa dell’incidente, vista anche l’ora di punta, si sono formate immediatamente lunghe code in entrambe le direzioni. Altro sinistro a Ardea, dove un pullman del Cotral ha sbandato per cause ancora da accertare ma molto probabilmente riconducibili all’asfalto bagnato, ed è finito sul parapetto del ponte adiacente al museo “Manzù”, distruggendo parte della protezione ed aggravando maggiormente l’impraticabilità del ponte di legno, da mesi chiuso per inagibilità. In quel momento nessun pedone transitava sul ponte, altrimenti le conseguenze dell’incidente avrebbero potuto essere molto più gravi. Sul posto sono rapidamente intervenuti i carabinieri della Tenenza di Ardea, che hanno prestato i primi soccorsi all’autista e regolamentato la circolazione stradale, lasciando successivamente il controllo della viabilità alla polizia municipale. L’autista del bus è poi stato visitato dal personale dell’ambulanza del 118. Sul luogo dell’incidente è arrivato anche il personale dell’autoparco comunale, per collaborare con la polizia municipale nello sbarramento della strada e la ripulitura della stessa. E’ stato necessario l’intervento di un grosso carro attrezzi per rimettere sulla gareggiata il pullman e poterlo poi trainare in deposito. La polizia locale ha richiesto anche l’intervento del personale tecnico comunale, per verificare la staticità del ponte dopo l’urto che ha divelto parte del parapetto. Verifica che si rende necessario specialmente dopo che, come ha riferito l’architetto Antonello Rocca nei giorni precedenti all’incidente, è stato accertato come il ponte di legno poggi su un pilone non più in grado di garantire la staticità della passerella di legno. Non è escluso che, dopo gli accertamenti, il ponte in muratura possa veder limitato il transito a automezzi di tonnellaggio ridotto o addirittura essere chiuso totalmente al traffico. Alfredo Corrao

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cronaca

RACCOMANDATA? NO, GETTATA… AD ARDEA UN NUOVO MODO DI “CONSEGNARE” LA POSTA, BUTTANDOLA NEL CANALE e da una parte, a Pomezia, il partito Sinistra Ecologia e Libertà cerca di andare incontro ai cittadini iniziando una raccolta di firme per l’istituzione di un nuovo ufficio postale che migliori un servizio giudicato ormai unanimemente non sufficiente, e ad Ardea il Sindaco Carlo Eufemi, raccogliendo le segnalazioni di alcuni cittadini che riguardavano problematiche riguardanti la consegna della posta in diverse zone del territorio e in particolare a Tor San Lorenzo, ha convocato il responsabile di zona della distribuzione per conto di Poste Italiane S.p.A. per affrontare la questione e discutere le diverse problematiche, ottenendo la promessa di un maggiore impegno, dall’altra si scopre che molte missive non sono mai arrivate e mai arrivate perché, invece di essere consegnate, venivano buttate. A fare l’amara scoperta un abitante della zona della Fossa, tra la Nuova Florida e Marina di Ardea, mentre passeggiava con il suo cane: l’uomo ha notato decine e decine di lettere,

fatture, avvisi di pagamento e corrispondenza in genere gettati nel ruscello che costeggia via dell’Idrovora. Il ritrovamento è avvenuto nei pressi del ponticello, vicino viale Forlì. L’accesso è sbarrato da una serie di blocchi di cemento, posizionati per evitare che vengano depositati materiali ingombrati e rifiuti vari. A quanto pare neanche questa misura precauzionale è servita, visto che qualche “solerte” postino, nella fretta di terminare il suo giro, ha preferito gettare qui la corrispondenza anziché consegnarla ai legittimi destinatari. L’uomo che ha trovato lettere e plichi gettati ha immediatamente avvisato il consigliere Antonino Abate, il quale lo ha invitato a chiamare subito i le Forze dell’Ordine. Alla notizia del ritrovamento, sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Tenenza di Ardea, che hanno aperto un’indagine avvertendo subito la Procura della Repubblica di Velletri, essendo questo un reato perseguibile d’ufficio. Mauro Valentini

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TOR SAN LORENZO: CONCESSIONI ABUSIVE L’AMMINISTRAZIONE REVOCA LE I PERMESSI GIÀ RILASCIATI DA QUASI UN ANNO a quella che poteva sembrare solo fantasia a realtà: i negozi di Tor San Lorenzo, almeno quelli che si trovano al centro, nella Zona B3, sono abusivi, anche se non per colpa dei proprietari. Nei giorni scorsi il Comune di Ardea, lo stesso che aveva rilasciato i permessi, ha iniziato il processo di annullamento dei Permessi a Costruire, inviando ai titolari delle Concessioni Edilizie delle lettere di preavviso di revoca del permesso precedentemente rilasciato. Il tutto senza considerare che, nel frattempo, i proprietari avevano investito ingenti somme di denaro per la realizzazione dei loro locali. “Premesso che in data 24/03/2011 veniva rilasciato al Sig. … un Permesso a Costruire per “ristrutturazione e cambio di destinazione d’uso dei volumi

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esistenti”, su di un fabbricato sito in Ardea località Tor San Lorenzo, Via delle Meduse – si legge nella lettera arrivata in questi giorni ai vari titolari delle concessioni – Che a seguito di accertamenti di ufficio si constatava che la cubatura riportata sugli elaborati, pur risultando nei limiti di quanto previsto dalle norme vigenti, non era sufficientemente chiara per quanto attiene la destinazione d’uso dei locali; Considerato che esistono gli elementi per l’annullamento del titolo Edilizio in quanto le norme tecniche vigenti prevedono che “Le destinazioni d’uso consentite nella sottozona “B3″ sono le seguenti: Residenze, alberghi e pensioni; Negozi limitatamente al 20% delle cubature di ogni edificio; Studi professionali e servizi collegati con le residenze limitatamente al 20% delle cubature di

ogni edificio”, alla luce di quanto su riportato, le opere in via di realizzazione possono risultare in contrasto con la citata normativa”. Questo perché le cubature rilasciate superano il 20% previsto dalla normativa. Quindi, a scanso di equivoci, il Dirigente dell’Area Urbanistica ha preso le dovute precauzioni, “Considerato che tali ragioni inducono in autotutela all’annullamento del Permesso a Costruire , Visto il Regolamento Edilizio Comunale; Visto il Piano regolatore Generale; Visto la legge Urbanistica n. 1150/1942 e s.m.i.; Visto il P.P.A. Di Tor San Lorenzo”, comunicando il preavviso di avvio del Procedimento di Annullamento del Permesso a Costruire. Alfredo Corrao


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SERVIZI SOCIALI, PARLA CUCUZZA IL DIRIGENTE RISPONDE ALLE POLEMICHE CHE HANNO INVESTITO IL DELICATO SETTORE ervizi sociali: da sempre nell’occhio del ciclone, offrono spunto per critiche e contestazioni. Dopo le proteste arrivate da più parti che lamentano il cattivo funzionamento del settore, abbiamo chiesto al Dirigente, il dott. Giovanni Cucuzza, cosa succede in quello che è sicuramente l’assessorato più delicato dell’intera amministrazione. “I servizi sociali, ad Ardea, offrono una partecipazione economica di grandissimo rilievo, soprattutto considerando le condizioni economiche generali”. In questo periodo al centro dell’attenzione ci sono le scuole. Cosa state facendo in merito alle mense ed al trasporto scolastico? “Noi investiamo solo per il servizio mensa 1 milione e 300 mila euro solo per il servizio mensa, facendo pagare alle famiglie una quota massima di 2,50 euro a pasto, cifra nettamente inferiore rispetto a quella dei Comuni limitrofi. Un altro milione di euro viene invece speso per il trasporto scolastico. Per questo servizio abbiamo scelto la modalità del trasporto integrato, che ci consente un notevole taglio della spesa. Ricordo a tutti che sia la mensa che il trasporto scolastico sono servizi a domanda individuale, non obbligatori da parte del Comune: a norma di legge, non è detto che un’Amministrazione debba – soprattutto se non ha i fondi – mettere a disposizione dei soldi per questi due servizi, che andrebbero pagati integralmente dai fruitori. Noi abbiamo scelto di farlo, rinunciando ad altro, per andare incontro alle famiglie. Spendiamo poi 300 mila euro per l’assistenza scolastica per i bambini che hanno problemi di handicap. Si tratta di somme importanti, e stiamo parlando solo della scuola”. E se estendiamo il discorso anche agli altri settori? “La cifra totale che il Comune spende per i servizi sociali è di 5 milioni di euro annui. Di questi, 850 mila euro sono destinati all’assistenza domiciliare. Rispetto ai finanziamenti che l’Amministrazione comunale prende dallo Stato, che vengono calcolati in misura nettamente inferiore rispetto ai reali abitanti di Ardea, il nostro è un impegno economico di tutto rilievo: si tratta di soldi della comunità che vengono spesi per la

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comunità”. Ma vengono spesi bene? Una delle accuse che vi vengono rivolte, infatti, riguarda le modalità di “elargizione”: è sicuro che chi usufruisce di agevolazioni o contributi sia rispondente ai criteri di legge? “Ho notato che su questo argomento c’è molta strumentalizzazione. Da una parte si richiede un intervento massiccio per quanto riguarda gli aiuti economici, dall’altra ci mettono in guardia perché non tutti quelli che beneficiano del servizio ne hanno diritto. Proprio per evitare problemi, abbiamo adottato una strategia di controllo più stretto che ha portato, ad esempio, alla riduzione delle domande di esenzione del pagamento della mensa scolastica dalle 1200 del 2010 alle 560 di quest’anno. Questo solo richiedendo della documentazione aggiuntiva, che attesti il pagamento delle tasse, come la Tarsu”. Questo significa che più della la metà dei cittadini sono evasori… “Non so quanti,ma sicuramente questo consentirà controlli incrociati più accurati dei dati, che, in ogni caso, noi forniamo alla Guardia di Finanza per le dovute verifiche, e permetterà di dare un servizio migliore a chi veramente ne ha diritto. Questo principio, applicato a tutto ciò che riguarda i servizi sociali modificando il nostro regolamento, consente di fare una notevole scrematura, identificando i soggetti davvero bisognosi, ai quali si potranno dare aiuti più consistenti”. La scorsa estate i bambini portatori di handicap non hanno potuto usufruire delle colonie estive, a cui hanno invece avuto accesso i bambini che vivono in contesti familiari difficili. Perché questa differenza? “Partiamo dal presupposto che anche le colonie non sono un servizio obbligatorio da parte del Comune. L’indirizzo programmatico dato dall’amministrazione ha preferito, per quest’anno, dirottare le risorse su altri specifici interventi, altrettanto importanti. Non si può ragionare solo in base alle proprie necessità: le problematiche sociali sono moltissime, e molte hanno la stessa valenza. Dobbiamo quindi di volta in volta valutare come agire: si fanno delle scelte a livello politico che accontenteranno qualcuno, ma scontente-

ranno qualcun altro”. E per quanto riguarda l’emergenza abitativa? Anche qui le polemiche sono state molte. “Non mi occupo direttamente di questo argomento, ma, a quanto mi risulta, non ci sono grosse problematiche. Ci sono solo casi sporadici, che cerchiamo di risolvere quando si presentano. Al contrario di altri Comuni, noi non abbiamo le case di Enti come l’Ater. Abbiamo però il problema delle occupazioni abusive di complessi come Le Torri o Le Salzare: ogni volta che le forze dell’ordine procede con sgomberi che coinvolgono anche minori, noi interveniamo per dare un alloggio provvisorio. Abbiamo una convenzione con una struttura del territorio proprio per questo, ma stiamo ora stipulando un accordo con la Casa Famiglia, che ci permetterà di spendere la metà per ospitare i minori in difficoltà”. Alessia Ambra Achille

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STAFFETTA DI PROTESTA CONTRO IL COMUNE DUE GIORNI DI MANIFESTAZIONE PER CERCARE DI OTTENERE RISPOSTE CERTE DALL’AMMINISTRAZIONE POMETINA SUL PRESENTE E SUL FUTURO DELL’AZIENDA.

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e telecamere di Cronache di Provincia hanno seguito per Telepontina le proteste dei lavoratori della Pomezia Servizi

“Non abbiamo percepito una mensilità, la Regione Lazio ha tagliato i fondi sul sociale e il Comune non paga le ore di assistenza” , è la voce di un lavoratore della Pomezia Servizi, che ha manifestato insieme ad altri colleghi davanti alla sede comunale il 3 ottobre scorso per esigere il pagamento degli stipendi, ma soprattutto per chiedere se l’azienda di multiservizi con socio unico il comune di Pomezia continuerà a rimanere tale o sarà destinata a riconvertirsi in cooperativa. “Sono quindici anni che andiamo avanti così”, ha gridato un altro lavoratore. “Non abbiamo neanche i guanti, in alcuni casi li compriamo noi con i nostri soldi”, ha aggiunto una manifestante, “se non abbiamo i soldi per comprare i guanti cosa facciamo?”. Erano circa un centinaio i dipendenti sul piazzale antistante al Comune in una mattinata come tante, scelta per sollevare l’attenzione di un problema che ormai Pomezia conosce fin troppo bene: Occupazione a rischio, qualità della vita lavorativa scarsa. “Ho sessant’anni e non ho uno stipendio”, una delle tante voci levatasi dal coro tra le persone intorno alle telecamere di cronache di provincia. “. C’è da mettere d’accordo destra e sinistra per dei soldi che ci spettano” ha poi voluto dichiarare ai nostri microfoni un signore seduto su una panchina in attesa che una delegazione fosse ricevuta. Non sono mancati momenti di tensione, seppur contenuti alcune donne hanno urlato che probabilmente non esiste un futuro per la Pomezia Servizi, che chiuderà forse a dicembre. Le rimostranze del 3 ottobre che non hanno prodotto alcuna risposta, sono proseguite il giorno successivo, durante la seduta del consiglio comunale, seguito dagli stessi lavoratori della Pomezia Servizi. Una mattinata, per la verità, cominciata con alcuni attimi di nervosi-

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smo; in Piazza Indipendenza infatti si è tenuta un’aspra discussione tra alcuni dipendenti decisamente seccati e il consigliere di maggioranza del PD Renzo Antonini. Inizialmente, seppur con toni molto accesi il dialogo sembrava essere del tutto civile; in un secondo momento invece qualche manifestante ha perso definitivamente la pazienza, trasformando lo scontro da verbale a fisico. Nulla di grave per Antonini, che ha probabilmente subito la frustrazione di chi non riesce a guardare limpidamente nel proprio futuro. Le contestazioni dei rappresentanti sindacali nei confronti degli amministratori politici locali hanno mirato a vecchie fatture non saldate dal 2002, ma è stato chiesto al presidente del consiglio comunale pometino Paolo Ruffini la necessità di effettuare un piano di rientro per non incorrere nelle cooperative. Alle rivendicazioni dei portavoce dei dipendenti lo stesso Ruffini ha risposto, puntando l’accento sul valore dell’azienda, che la Pomezia Servizi va strutturata anche attraverso l’accertamento delle entrate e dei tributi. Dello stesso avviso anche il vicesindaco Cruciani, che ha espresso la ferma volontà di potenziare l’azienda e che ha cercato di rassicurare i lavoratori soprattutto dal punto di vista economico. In merito alla mensilità non pagata il sindaco di Pomezia Enrico De Fusco ha commentato i due giorni di manifestazione replicando che in cinque anni è la prima volta che la Pomezia Servizi paga in ritardo gli stipendi, pur ammettendo che la situazione di sofferenza economica dell’azienda che gestisce le farmacie comunali, la riscossione dei tributi (TOSAP, ICP, Affissioni), il personale per l’assistenza domiciliare, scolastica e sugli scuolabus, nonché il personale ausiliario negli asili, il servizio di assistenza ai bagnanti nel periodo estivo, la manutenzione ordinaria degli edifici pubblici e scolastici, delle strade e del verde pubblico illuminazione pubblica, ricalca il disagio finanziario degli enti a livello nazionale. Redazione di Telepontina

Cronache di Provincia va in onda su Telepontina tutti i giorni alle 8,00 alle 12,30 alle 19,00 e alle 20,45 canale 115 del digitale terrestre Per segnalazioni potete scriverci a redazione@amicitv.it o chiamare al 06 91 46 025


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CHE FINE FARA’ LA POMEZIA SERVIZI? embra essere andato bene il tavolo di concertazione tra i dipendenti, i rappresentanti sindacali, la dirigenza della Pomezia Servizi e l’Amministrazione comunale, chiesto a gran voce dai Sindacati di categoria durante la manifestazione di protesta per il ritardo sul pagamento dello stipendio di Settembre. Prima di incontrare i rappresentati dei lavoratori e delle sigle sindacali, il Sindaco Enrico De Fusco ha voluto ascoltare i vertici della Pomezia Servizi, il Presidente Angelo Capriotti ed il Direttore Guido Tacconi, i quali hanno illustrato le attività e le criticità dell’azienda. “La nostra è una SpA – ha precisato Capriotti – anche se con socio unico il Comune di Pomezia. E’ quindi nostro compito salvaguardare l’azienda, che ha un bilancio in attivo e potenzialità davvero enormi. Le criticità derivanti dalla situazione economica sono legate al credito vantato nei confronti dell’Amministrazione comunale, ma sono fiducioso: abbiamo avanzato una proposta di risanamento che è poi stata resa nota anche nel corso del tavolo sindacale. Il Sindaco ci ha rassicurato sui pagamenti, unica incognita che potrebbe mettere in difficoltà il nostro bilancio. Ma quanto emerso

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dall’incontro ci fa ben sperare e ci sprona ad andare avanti con serenità”. Tra le proposte c’è quella della gestione dei Tributi: il servizio effettuato in house avrebbe un costo pari a circa il 3%, contro il 18% della società esterna che attualmente dovrebbe provvedere agli accertamenti tributari. L’idea, già valutata dal sindaco, è stata rilanciata all’Amministrazione: non solo accertamenti, ma anche riscossione e controlli sull’intero territorio. La proposta è piaciuta anche alle organizzazioni sindacali, che hanno dato la propria disponibilità per definire condizioni e strumenti utili all’avviamento del servizio. In merito all’assetto societario è stato deciso di fissare un nuovo tavolo di concertazione e confronto tra amministrazione, CdA dell’azienda e organizzazioni sindacali finalizzato alla ristrutturazione della Pomezia Servizi. Una delle ipotesi in campo è quella di creare tre rami d’azienda – socio-assistenziale, tributi e manutenzione - sotto un’unica società di controllo interamente pubblica”. “La nostra è una scelta politica – ha dichiarato alla fine dell’incontro il Primo cittadino – mantenere i servizi della società interamente pubblici è una risorsa e una ricchezza per il territo-

INAUGURATO LO SPORTELLO "ARDEA INFORMA GIOVANI" E ' stato inaugurato presso i locali comunali di Via Lavinia (alle spalle dell'Ufficio dei Servizi Sociali) il nuovo sportello "Ardea Informa Giovani". "Un punto di riferimento per i giovani del territorio - ha esordito Riccardo Iotti, Consigliere comunale delegato del Sindaco Carlo Eufemi alle Politiche Giovanili - uno strumento che ritengo indispensabile e che fornisce servizi su temi di primaria importanza: dalla scuola all'orientamento universitario, dal tempo libero alla cultura, dall'orientamento nel mondo del lavoro alla ricerca stessa del lavoro in Italia e all'estero". "Ardea Informa Giovani" sarà aperto tre giorni a settimana - martedì, mercoledì e giovedì, dalle 14,30 alle 18,30 e fornirà assistenza ai giovani con l'ausilio di professionisti del settore. Punti di forza saranno la creazione di una rete aziendale per la ricerca del lavoro mediante la stretta collaborazione con i centri per l'Impiego della Provincia di Roma e il COL (Centro Orientamento al Lavoro) di Ardea, i contatti con le Università e le Scuole per l'orientamento agli studi, la collaborazione con la rete

nazionale degli “Informagiovani” e la possibilità di colloqui individuali per la stesura del curriculum vitae. Inoltre, sarà un centro in cui sono invitate tutte le associazioni del territorio che vogliano proporre o promuovere progetti e iniziative. "Ardea Informa Giovani" va a completare e implementare un percorso costruito dall'Amministrazione comunale in questi anni a dimostrazione dell'interesse verso il mondo giovanile. Basti pensare al Consiglio dei Bambini e dei Ragazzi, alla costituzione della Consulta giovanile, organo che collabo-

rio e per i cittadini. Incontri come quello di oggi dovranno ripetersi con maggiore frequenza per confrontarci e trovare insieme soluzioni,soprattutto in un periodo storico come quello che stiamo vivendo che pone la stabilità economica degli enti locali e i servizi ad essi collegati quotidianamente a rischio”. Le dichiarazioni del sindaco sono state accolte con soddisfazione da Giuseppe Cappucci, segretario generale della Cgil del Comprensorio PomeziaCastelli-Colleferro-Subiaco e organizzatore della manifestazione di protesta. “L’incontro – ha dichiarato - è stato chiesto per avere chiarimenti sulla questione della Pomezia Servizi e sulle sorti dei lavoratori. Nella riunione, a cui erano presenti anche i vertici dell’azienda - il direttore Guido Tacconi, ed il presidente Angelo Capriotti - oltre al vicesindaco Massimiliano Cruciani, il Primo Cittadino ci ha rassicurato circa i pagamenti degli stipendi. Reputo positivo il risultato ottenuto e nutro speranze sull’esito del prossimo tavolo di concertazione, che dovrà portarci ad un confronto serio sul futuro della Pomezia Servizi e della definizione di un Piano industriale della società”.

ra con il Consiglio comunale; oppure al Centro di Aggregazione Giovanile inaugurato in via Bologna, una realtà importante per gli adolescenti; e poi ancora il progetto 'Start Up' (tirocini formativi per laureati e neo-laureandi), il progetto "Giovani Volontari all'Opera" in sinergia con i Comuni di Anzio e Nettuno e tante altre iniziative messe in piedi sul territorio. "Ringrazio - ha concluso Iotti - il Sindaco Eufemi e tutta l'Amministrazione Comunale, il Dirigente Cucuzza e lo staff dell'Ufficio Politiche Giovanili e Politiche Sociali, il Centro per l'Impiego di Pomezia e le associazioni che hanno collaborato e collaboreranno attivamente allo svolgimento di questo importante servizio". "Con l'inaugurazione di 'Ardea Informa Giovani' apriamo una finestra non soltanto 'verso il lavoro', ma anche verso tutte quelle tematiche importanti che interessano il mondo giovanile. Tutto ciò a conferma dell'interesse del Comune di Ardea verso i giovani", ha aggiunto Giovanni Cucuzza, Dirigente dell'Area Servizi alla Persona e alla Collettività.

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VITALIZIO IPOTECARIO, UN AIUTO PER I PENSIONATI INTEGRAZIONE ALLA PENSIONE ACCENDENDO UN’IPOTECA SU UN IMMOBILE DI PROPRIETÀ pensionati, sottoscrivendo la propria adesione a una cooperativa con scopo mutualistico e accendendo un’ipoteca sull’immobile di loro proprietà, potranno ottenere un’integrazione alla propria pensione, a tasso d’interesse molto basso, per l’intera durata della vita, senza l’obbligo di restituire gli importi ricevuti”. Lo ha detto, in una nota, l’assessore regionale alle Politiche per la casa e Tutela consumatori, Teodoro Buontempo, illustrando, presso la sede della Regione Lazio, un progetto di applicazione sociale del “Vitalizio ipotecario”, uno strumento di sostegno ai pensionati più bisognosi, che sono proprietari di un’abitazione ma che hanno un reddito basso, promosso dall’Associazione Athena, in collaborazione con l’Anci. “L’iniziativa – ha spiegato Buontempo – è basata sullo spirito e sulla configurazione giuridica del modello cooperativo, con la possibilità, quindi, di ottenere dei prestiti a un tasso molto più conveniente rispetto a quello che si potrebbe ottenere attraverso convenzioni con istituti bancari o finanziarie. In questo modo, inoltre, si rende produttivo un immobile di proprietà, valorizzandone notevolmente la redditività. La restituzione delle somme ricevute sarà a carico degli eredi, che potranno decidere di pagare il debito, e quindi di assumere la piena titola-

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rità della casa, oppure di mettere in vendita l'immobile stesso, deducendo dal ricavato il debito da riconoscere al mutuante ed entrare così in possesso della somma residuata”. “L’allungamento dell’età – ha aggiunto l’Assessore – non dev’essere una punizione e, dunque, ben vengano strumenti nuovi, in grado di garantire una vecchiaia più serena a chi possiede una casa. Col vitalizio ipotecario, infatti, l’abitazione diventa di fatto il garante per ottenere una rendita mensile, che può essere sommata alla pensione”. “Il progetto – ha proseguito Buontempo – che si rivolge anche a chi non è pensionato

e potrebbe allargarsi alle fondazioni bancarie, è basato sul criterio della massima trasparenza e non comporta alcuna spesa per la Regione né per il pubblico erario in generale. Sarà importante il sostegno diretto da parte dei Centri anziani presenti sul territorio, dei sindacati regionali dei pensionati e degli uffici delle associazioni dei consumatori, che raccoglieranno le sottoscrizioni di tutti coloro che aderiranno all’iniziativa. Un supporto concreto lo darà anche il mio assessorato, al quale ci si potrà rivolgere per avere informazioni e chiarimenti in merito”. Ma l’ipotesi del vitalizio ipotecario è valida, non solo per gli anziani, ma anche per i più giovani. “Con il vitalizio ipotecario l’anziano può vivere più serenamente, senza bisogno di alienare la sua proprietà e consentendo agli eredi di scegliere, poi, se rimborsare l’intero capitale e mantenere l’appartamento o vendere. Stessa cosa può avvenire per un giovane, magari anche disoccupato, che eredita un appartamento e non è in grado di mantenerlo. Piuttosto che svenderlo, per affrontare l’emergenza del momento, può ricavare un vitalizio, facendo ipotecare l’immobile, e nel corso della vita sarà più libero di scegliere se vendere o meno” ha concluso l’assessore. Mauro Valentini

IL NUOVO PIANO CASA E' IN VIGORE n merito alle notizie diffuse circa l’impugnazione della legge regionale 21/2009 così come modificata dalla L.R 10/2011, il cosiddetto “Piano Casa”, si precisa che tale legge è in vigore a tutti gli effetti, in quanto l’impugnativa si riferisce esclusivamente a tre aspetti relativi alla pianificazione paesaggistica, alle aree naturali protette e al condono edilizio per gli aspetti paesaggistici. Pertanto i cittadini possono continuare a presentare regolarmente le istanze per la realizzazione degli interventi di ampliamento, di sostituzione edilizia e di

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recupero degli edifici esistenti, che non sono stati in alcun modo oggetto dell’impugnativa. Questo provvedimento introduce elementi innovativi. Le parole d’ordine sono: • Risposta concreta alle aspettative delle famiglie • Semplificazione delle procedure amministrative • Rilancio dell’edilizia • Rinnovo del patrimonio immobiliare esistente

La nuova Legge garantisce risposte a diverse emergenze: occupazionale, economica e abitativa promuovendo la realizzazione di alloggi a canone calmierato a beneficio delle fasce sociali svantaggiate, con la necessaria attenzione alla salvaguardia ambientale. Per maggiori informazioni riguardanti il Nuovo Piano Casa della Regione Lazio, contattare l’URP Regionale al numero verde gratuito 800 012 283.


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SICUREZZA NEI POSTI DI LAVORO SCONTO SULL'IRAP AI CANTIERI PIÙ VIRTUOSI l presidente della Commissione speciale Sicurezza e prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro, Luigi Abate (Lista Polverini), ha presentato lo scorso 24 ottobre una proposta di legge regionale volta a concedere alcune agevolazioni fiscali e previdenziali a quelle imprese edili che si saranno attenute con maggiore scrupolo alle norme sulla sicurezza dei lavoratori nei cantieri. In particolare, la PL concernente "Disposizioni integrative per favorire una maggiore tutela della Sicurezza e salute dei lavoratori nei cantieri edili fissi e mobili e di ingegneria civile", dovrebbe consentire la riduzione, dopo una serie di controlli nei cantieri dell'impresa interessata, dell'Imposta regionale sulle attività produttive per l'anno coincidente con la data di "fine lavori", attraverso il taglio di uno 0,5 per cento dell'aliquota. Inoltre, secondo la PL presentata da Abate, la Regione dovrebbe promuovere la sottoscrizione di accordi volti a ottenere una riduzione, a favore delle imprese più virtuose, degli oneri previdenziali e dovuti all'Inail, all'Inps e alla Cassa Edile. "Il provvedimento - ha spiegato Abate - incentiva le imprese a dotarsi di un modello semplificato di organizzazione e gestione della sicurezza, approvato dai Comitati paritetici territoriali formati da associazioni datoriali e sindacali. Secondo le nuove norme, per tutta la durata dei lavori, un'apposita struttura di 'audit' verificherà il rispetto delle norme e, a fine lavori, il Responsabile unico del procedimento rilascerà un'attestazione di merito all'impresa, dichiarando che non ci sono stati

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infortuni mortali o invalidanti". "Con questa attestazione - ha proseguito Abate - l'impresa potrà ottenere uno sconto sull'Irap e sugli oneri previdenziali dovuti all'Inail, all'Inps e alla Cassa edile. In buona sostanza, con questa proposta di legge tutti i soggetti interessati otterranno un vantaggio: con l'adozione di un sistema di gestione della sicurezza, il datore di lavoro sarà al riparo da eventuali responsabilità penali in caso di incidente grave di un lavoratore; le maestranze, anche attraverso appositi processi formativi, potranno lavorare con un livello di stress notevolmente mitigato e con una riduzione significativa dell'incidenza degli infortuni; l'attività di 'asseverazione' dei sistemi di gestione della

sicurezza da parte dei Ctp e l'attività di 'audit', affidata a personale appositamente addestrato, creeranno nuovi posti di lavoro. Anche le istituzioni che contribuiranno a premiare le imprese - ha concluso Abate - otterranno vantaggi, seppure indiretti. Infatti, una riduzione degli infortuni sui luoghi di lavoro significa meno spesa sanitaria e minore remunerazione degli infortuni che, nel 2010, sono costati all'Inail ben 24 miliardi di euro". Presenti, oltre al presidente Abate, i vicepresidenti Gina Cetrone (Pdl) e Francesco Dalia (Pd), i consiglieri Andrea Bernaudo (Pdl, al posto di Carlo De Romanis), Fabio Nobile (Fds), Pietro Sbardella (Udc), Anna Maria Tedeschi (Idv).

NO SOLDI, NO SICUREZZA… La notizia della proposta di legge arriva insieme al nuovo allarme sicurezza nei cantieri edili, lanciato dal CTP, il Comitato Territoriale Paritetico, dove siedono costruttori e sindacati dei lavoratori, i quali accusano la Regione di non aver provveduto ai pagamenti dei corsi relativi alla sicurezza sul lavoro. “Attendiamo ancora il pagamento dei corsi sulla sicurezza sul lavoro in edilizia svolti negli ultimi cinque anni: si tratta di corsi indetti grazie ai finanziamenti previsti dalla Regione Lazio, ma tutt’ora nessuno ha saldato. Se non si sbloccano i pagamenti e la Regione non dà il via libera ai nuovi progetti formativi già approvati, non saremo in grado di far partire i nuovi corsi e le attività formative per la prevenzione degli infortuni, da svolgere con le imprese nei cantieri della Regione”, spiegano all’unisono i rappresentanti dell’Acer, l’associazione romana dei costruttori, e del

CTP. “Questo comporta il pericolo crescente che i lavoratori del settore possano trovarsi impreparati a gestire i rischi sempre incombenti nelle diverse fasi di lavoro, perché il CTP, oltre a non poter più far svolgere i corsi, si potrebbe vedere costretto a ridimensionare le proprie attività di sopralluoghi tecnici nei cantieri, di informazione e formazione e di sorveglianza sanitaria per la tutela della salute dei lavoratori edili e per la loro sicurezza sul lavoro nei cantieri”. Attualmente il Comitato vanta nei confronti della La Regione Lazio un credito di oltre 1 milione e mezzo di euro per corsi completati dal 2006 a oggi, a cui vanno aggiunti i costi elevatissimi sostenuti per la proroga delle fidejussioni bancarie, richieste anche per attività svolte, rendicontate e certificate ma ancora da incassare. Corsi e controlli sono indispensabili: i dati forniti dalle

associazioni sindacali di settore, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil sono infatti impressionanti. Su un campione di 310 cantieri, sia pubblici che privati, l'84,4 per cento ha presentato almeno un'inadempienza. Le irregolarità riguardano parapetti assenti o non a norma (44,9 per cento), ponteggi non bene ancorati o inidonei alle caratteristiche del terreno (31,9 per cento), passerelle improvvisate o di fortuna (11,4 per cento), impianti elettrici inadeguati (37,1per cento), scavi non protetti (5,9 per cento), segnaletica insufficiente (3,6 per cento), viabilità ostruita o non in ordine (13per cento), assenza presso il cantiere della documentazione di legge (11,7 per cento), insufficiente utilizzo dei dispositivi individuali di protezione (15 per cento).

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salute

KILLER IN POLVERE FIRME CONTRO L’AMIANTO A POMEZIA ED ARDEA, PER DIFENDERE LA NOSTRA SALUTE e strade e le case in cui viviamo tutti i giorni nascondono una pericolosa minaccia celata tra le tegole dei tetti, negli impianti di aereazione, nei tubi dell'acqua: l'amianto,materiale con altissimo tasso di nocività per l'uomo e per l'ambiente. I cittadini di Pomezia e di Torvaianica hanno il diritto di sapere cosa accade e di capire come questa situazione estremamente grave e pericolosa venga mal gestita e affrontata dalla Giunta Comunale e dall'amministrazione. Da un telerilevamento risulta che nel Lazio ci siano ancora più di 1 milione e mezzo di metri cubi di amianto non ancora smaltiti. La drammaticità della situazione in cui si trovano gli abitanti del litorale laziale, soprattutto nei Comuni di Pomezia ed Ardea, è gravissima, viste le numerose discariche abusive ed i depositi non controllati dove si è smaltito l’amianto. La Regione Lazio è molto attiva sul piano della bonifica dall’Amianto. Su iniziativa dei consiglieri regionali Abate, Abbruzzese, Galetto, De Romanis, Mandarelli, Paris, Illuzzi, Melpigno, Palmieri, Saponaro, Gatti, Brozzi, Miele, Perazzolo, Tarzia, Vicari e Pascucci, per tutelare la salute e la salubrità ambientale, hanno dato le “Disposizioni per l’individuazione dei siti per lo smaltimento dei rifiuti di amianto”, presentando poi presso il Senato della Repubblica una proposta di legge denominata “Norme per la tutela della salute, la protezione dell’ambiente, la decontaminazione, la bonifica e lo smaltimento dell’amianto“, che prevede un finanziamento da parte della Regione Lazio di 5 milioni di euro per la rimozione, bonifica e smaltimento di tutto l’amianto presente nel territorio laziale e per la tutela delle persone colpite da malattie assimilabili alla respirazione di fibre di asbesto (Asbestosi,Carcinoma polmonare e Mesotelioma). Nel nostro territorio è presente un numero elevato di morti all'anno per mesotelioma pleurico e asbestosi: centinaia di famiglie distrutte e un tasso di polveri di amianto presenti nell'aria ancora oggi sopra le norme; in più le malattie provocate si manifestano solo dopo diversi anni dall'esposizione e questo significa che saranno ancora molte le vittime causate da questo materiale. Secondo la relazione fatta dalla Regione, sono molto frequenti i casi in cui, in realtà lavorative,

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giungono segnalazioni e denunce alle Autorità competenti sul fatto che gli impianti o gli ambienti di lavoro non sono stati bonificati, per cui permane l’esposizione professionale o ambientale al rischio amianto, senza peraltro che ne siano garantite le misure di prevenzione/protezione, né adottate le misure di sorveglianza sanitaria previste dalla legislazione. Grazie alle disposizioni regionali, attraverso un censimento degli impianti, degli edifici, dei siti e dei mezzi di trasporto che possano contenere amianto, la mappatura geodifferenziata e il monitoraggio dei livelli di concentrazione di fibre di amianto nel-

l’aria si potrà avere un’effettiva conoscenza del rischio, che consentirà di elaborare i criteri per la valutazione del livello di rischio e le priorità di bonifica. Anche i dati sanitari ed epidemiologici verranno valutati, attraverso una “sorveglianza sanitaria” e promuovendo informazione e coinvolgimento, al livello provinciale e comunale, dei cittadini sui problemi causati dall’amianto. A livello locale è stato pensato ad una raccolta firme per allertare i Comuni di Pomezia ed Ardea, sensibilizzandoli sulla tematica. Per informazioni rivolgersi a Giusy Bitto, tel. 3339548799

ALCUNE COSE DA SAPERE SULLE FIBRE KILLER DELL’AMIANTO: Finché le lastre di eternit non si deteriorano, non si corre alcun rischio. Il problema sorge quando l’eternit si danneggia e le piccolissime e leggerissime particelle di cui è costituito vengono sprigionate, rimanendo sospese nell’aria per moltissimo tempo, e respirate. Quando si inspira questo materiale, le fibre che lo compongono vengono inalate, arrivano ai polmoni e raggiungono gli alveoli. Qui si innesca uno stato di infiammazione cronico,che progressivamente diventa degenerativo. Le malattie in caso di esposizione sono quattro: PLACCHE PLEURICHE: più o meno estese, scatenano tosse intensa e dolori alla schiena. MESOTELIOMA PLEURICO: tumore maligno localizzato a livello della pleura. I sintomi possono essere assenti o manifestarsi con dolore al torace difficoltà respiratorie, con o senza tosse secca. ASBESTOSI: malattia dei polmoni provocata dall’inalazione di fibre di asbesto (amianto). I sintomi sono fibrosi polmonare, dispnea, tosse secca e insufficienza respiratoria. CARCINOMA POLMONARE: è il tumore maligno del polmone esposizione contemporanea al fumo e alle fibre di amianto. Purtroppo il periodo di latenza delle malattie da esposizione ad amianto è molto lungo, da 15-20 anni fino in certi casi a 40. La probabilità di sviluppare un tumore dipende dalla quantità di amianto a cui si è stati esposti. Chiarisce il prof. Leonardo Santi, direttore scientifico dell’Istituto nazionale per la ricerca sul cancro di Genova: «Le fibre di amianto sono dannose e veramente pericolose. Penetrano nei polmoni provocando una fibrosi, poi arrivano alla pleura, generando una neoplasia, il mesotelioma pleurico appunto, che non lascia speranze». Il mesotelioma pleurico, il "killer" dell’amianto, ha ucciso un uomo di 66 anni, vicedirettore di banca in pensione, che non solo non ha mai avuto niente a che fare con l’Eternit, né per lavoro né per vicinanza residenziale alla fabbrica, ma che da giovane abitava addirittura in una frazione distante due chilometri dal capoluogo.


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CHE AVVIO! BENE ANCHE LA VIRTUS POMEZIA. AIRONE: FINALMENTE LA PRIMA VITTORIA! ’ stato un mese davvero ricco di emozioni quello appena trascorso e chi si aspettava un inizio di stagione tranquillo dovrà assolutamente ricredersi. Sono arrivate le prime gioie, le prime delusioni, a volte inaspettate, ma soprattutto si sono iniziate a delineare classifiche e ruoli da interpretare da qui all’inizio di Maggio. E’ ovvio, questi primi risultati vanno presi con le dovute precauzioni perché è ancora troppo presto per esprimere giudizi, tuttavia ci aiutano ad analizzare le prime indicazioni che emergono dai vari gironi. Iniziamo, e non potevamo fare altrimenti, con il Città di Pomezia, a pieno merito nominata squadra del mese di Ottobre: undici punti, 3 vittorie e due pari all’attivo, ma soprattutto ancora nessuna sconfitta. Insomma una media punti davvero importante. Unica nota – per così dire – negativa il dover accontentarsi della seconda posizione perché la capolista Norma procede spedita a punteggio pieno e non sembra intenzionata a fermarsi. Comunque, tornando alla compagine guidata da mister Sebastiani, oltre alla situazione in classifica spicca sicuramente la grande vena realizzativa, con ben 14 reti all’attivo, tre delle quali segnate nell’attesissimo derby contro il Team N. Florida. Passiamo ora alle altre squadre impegnate in questo girone L della Seconda Categoria. Bene il Tor San Lorenzo, otto punti, anche se la vittoria manca ormai da tre turni; con gli stessi punti troviamo il T.N. Florida, squadra questa dai mille volti e ancora alla ricerca di una certa continuità di risultati; analizzando la striscia di risultati spiccano senza dubbio i due derby disputati contro Città di Pomezia, sconfitta qui per gli ardeatini, e Pomezia Calcio, vinto con merito nell’ultimo turno di Ottobre. Piccola curiosità il punteggio: in entrambi i casi tre a zero. Veniamo ora al neo-nato Pomezia S.r.l. La squadra di mister Guerra ha fatto del Comunale la sua fortezza, vincendo entrambe le sfide interne; purtroppo non si può dire altrettanto per le gare in trasferta dove la compagine ha rimediato solo sconfitte. Qualcosa da sistemare dunque per la società del presidente Gamoudi che comunque ha l’attenuante di essere una squadra non solo nuova, ma anche molto giovane. Infine troviamo l’Unipomezia appena 5 punti all’attivo: la prima vittoria stagionale, anche se di prestigio, è arrivata solo alla quarta giornata contro la terza della classe Velletri, ed è stata un’eccezione in un cammino che stenta a decollare. Situazione Eccellenza: il Real Pomezia, unica squadra a rappresentare la nostra città, procede a ritmo altalenante e si colloca, con 12 punti, nella parte medio bassa della classifica (il campionato è giunto alla nona giornata ndr). Tra le partite più belle per la compagine pometina riportiamo quella contro il Maccarese vinta, fuori casa, per

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3-2; protagonista assoluto Petroccia, decisivo con la sua doppietta tanto da essere definito dal proprio allenatore il “vero valore aggiunto della squadra” al termine della gara. Ma la novità più importante, davvero molto forte, riguarda la presidenza: dopo un’esperienza lunghissima nel mondo del calcio Mancini lascia e, per quello che concerne la società, tutto passa nelle mani di Coculo. Resta comunque il dispiacere e la sua assenza si farà certamente sentire. Veniamo ora alla prima categoria: era partita male la stagione per l’Airone con soli due punti in cascina nelle prime quattro gare disputate, e soprattutto senza nessuna vittoria. Il presidente Boeri comunque, nel pieno della crisi, era convinto che la squadra alla fine avrebbe risposto e lo avrebbe fatto con forza. Così è stato, con la compagine guidata da mister Del Grosso che ha espugnato il campo del Real Vallemarina vincendo per ben tre a zero. Ora però dovranno arrivare anche i punti in casa per evitare che questo successo resti un episodio isolato. Completano il quadro del girone G il Lido dei Pini e l’Indomita Pomezia, entrambe nelle posizioni alte della classifica: la prima non ha ancora perso e con i suoi undici punti legittima la seconda posizione; bene anche l’Indomita – otto punti all’attivo – anche se, visto l’exploit della passata stagione era legittimo aspettarsi qualcosa di più. L’ultima nota riguardo la squadra del mister Latorraca riguarda il quarto match disputato contro il Cisterna: la gara è stata sospesa per una serie di scontri scoppiati all’interno del campo da gioco, pertanto si attende la decisione del G.S. in merito. Questione Virtus Pomezia, parliamo qui del girone C sempre di Prima Categoria: la squadra avrebbe 13 punti, sennonché la prima gara è finita sul tavolo del Giudice Sportivo a seguito del ricorso presentato dal Real Civitavecchia, poi vinto a seguito dalla sentenza emessa alla fine del mese.

Anche con dieci punti tuttavia, la sostanza non cambia: la Virtus è una squadra attrezzata che potrà sicuramente recuperare il gap con la capolista Montespaccato. LE ALTRE SQUADRE: Il Monterotondo dopo un avvio a dir poco esaltante si è perso nelle ultime giornate, rimediando solo sconfitte. Sicuramente questo calo fa notizia perché la squadra era stata annoverata fra le compagini potenzialmente in grado di lottare per la promozione e, di fatto, i primi risultati avevano legittimato tale ipotesi. Partenza ad handicap per l’Enea Pomezia (terza categoria) che a dispetto dei pronostici di inizio campionato si trova già a rincorrere: la formazione di mister Benedetti ha perso i primi due incontri, il primo addirittura per 6-1, salvo poi reagire contro il Tre Fontane. Gioia a metà per il Torvajanica: una vittoria ed una sconfitta. Situazione analoga per il Vis Pomezia, stesso girone: la squadra di Introcaso ha conquistato appena tre punti sui nove disponibili. Per quanto riguarda il calcio a 5 ,partenza a due facce del Pomezia: nel primo match la squadra ha ottenuto una brillante vittoria, tuttavia non ha saputo replicarsi in casa, uscendo sconfitta dal campo. LA CLASSIFICA DEL “CORRIERE”: Vi proponiamo infine la nostra speciale classifica realizzata sulla base della media punti ottenuta dalle varie compagini, con lo scopo di mettere a confronto le varie realtà del territorio. Precisiamo inoltre il numero di gare disputate, 9 per il Real Pomezia, 3 per Enea e Vis Pomezia, 2 per il Torvajanica, 5 per tutte le altre. C.d. Pomezia e Lido dei Pini 2,20 – V. Pomezia 2,00 – I. Pomezia, TS Lorenzo, TN Florida 1,60 – Torvajanica 1,5 - Real Pomezia 1,33 – Pomezia 1,20 - Airone, Unipomezia, Enea, Vis Pomezia 1,00. Luca Mugnaioli

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IL CALCIO LOCALE SCENDE IN CAMPO PRIMI SUCCESSI PER LA NUOVA TRASMISSIONE IN ONDA IL MARTEDÌ ALLE 21,45 IN DIRETTA TV ’ partito con il giusto feeling tra conduttori, atleti e pubblico il nuovo programma - unico format televisivo totalmente dedicato al calcio dilettantistico dell’area pontina – di Telepontina, uno show che si prefigge il compito, stimolante e efficace, di battere terreni finora inesplorati del calcio da piccolo schermo: tutti i gol e tutte le immagini delle partite delle squadre delle città di Pomezia, Ardea, Aprilia, Anzio e Nettuno che partecipanoai campionati di 1°, 2° e 3° Categoria.

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Per andare oltre la bulimia del calcio-spezzatino dei grandi network che, ad ogni ora, invadono l’etere con sempre i soliti campionati dei multimilionari, Telepontina ha pensato ad una inversione di tendenza, creando uno programma che desse, per la prima volta in assoluto, il giusto spazio e il giusto merito al calcio di categoria “dilettantistica” per definizione e in qualche modo, per vocazione, un contenitore che valorizzasse e rappresentasse il calcio vero, di periferia, ben lontano dagli ingaggi a sei zeri, eppure così tanto vicino alle realtà cittadine troppo spesso dimenticate. “Pontina Calcio show” è un’ora e mezza di gol e immagini di match che finora nessuno ha mai offerto; e ancora, reportages dai campi, approfondimenti tecnici, ospiti prestigiosi, interazione con il pubblico, e divertenti rubriche che, in poco tempo, stanno raccogliendo consensi, e facendo il giro del web. Il calcio pontino, quindi, come forma di intrattenimento televisivo. E, ad un mese dal debutto in tv, il for-

mat sembra funzionare: martedì dopo martedì, ha già allargato i suoi confini, andando ad approfondire il calcio anche dei campi di Ostia, Fiumicino, Civitavecchia, Latina, Velletri, Sezze, e tante altre aree limitrofe pontine. Grande la partecipazione di calciatori, dirigenti e allenatori delle varie squadre pontine; che, afferrando al volo l’occasione di una visibilità altrimenti mai avuta, hanno colto lo spirito degli ideatori del programma: ritrarre l’essenza, i valori, l’autenticità del calcio pontino, trattandolo con la dovuta serietà, senza trascurare momenti di sano divertimento. E attraverso il passaparola, e il crescente successo via internet degli spot esilaranti, delle “papere” e delle “clip” in cui i membri dello staff e i protagonisti dei campi si divertono a re-inventarsi attori, lo show sta realizzando quello che, fino a poco tempo fa, era

solo un’idea brillante ma fantasiosa di un gruppo di studenti universitari. Gabriele Silvestri, Ilaria Romeo, Daniele Silvestri, Matteo Patricelli, Letizia Misso, Lorenzo Silvestri, Matteo Munno, Gianluca Cantisani, e Matteo Lupini: loro, i giovani ragazzi appassionati di giornalismo sportivo che, per oltre un anno, si sono impegnati nello sviluppo di un contenitore sperimentale e originale. Raccogliendo l’entusiasmo e la competenza del responsabile di produzione Paolo Tiranti e la supervisione del direttore di redazione Francesca Poddesu, gli studenti hanno usufruito dei mezzi e della preparazione giornalistica dello staff di Telepontina, aprendo così una finestra che, in poco tempo, sta cambiando il panorama sportivo in tv, dove i protagonisti sono i calciatori pontini. Daniele Silvestri

COSA ACCADE IN “PONTINA CALCIO SHOW”? I supporters e calciofili pontini hanno già imparato a conoscere volti e protagonisti dello show. Iniziando dai conduttori, Emanuele La Torre e Elisa Morzillo che, diretti dalla regia di Paolo Tiranti, introducono gli ospiti e gli opinionisti del settore, e le varie delegazioni delle varie squadre di zona che, settimanalmente, siedono nell’apposita tribuna ricreata in studio. Bella la scenografia, le applicazioni grafiche e l’interazione da casa, con i telespettatori che possono inviare in qualsiasi momento sms, commenti facebook, e rispondere ai sondaggi. Già popolare la figura pingue e simpatica di Matteo Lupini, che dalla postazione internet in studio si lan-

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cia in sketch ilari e scommesse genuine con i calciatori presenti, avvalendosi di improbabili nozioni statistiche che, il più delle volte, lo costringono a pagare penitenze giocose, trottando sui campi con i giocatori, o vincendo gagliardetti e magliette. La sua figura di “disturbatore”, traino di popolarità sui social network, non sottrae tuttavia attenzione ai temi caldi delle giornate: tutti i servizi e tutti i gol della dei campionati di Prima, Seconda e Terza categoria, innanzitutto. Poi, dibattito in studio con gli addetti ai lavori, ai quali vengono dedicate, ogni puntata, speciali di approfondimento. “Fuoricampo”, rubrica che spiega come vive oltre il terreno di gioco il calciatore dilettante: il suo lavoro, i suoi studi, i

suoi sacrifici per far conciliare sport e vita privata. “Una settimana con…”, speciale dedicato alla storia dei vari club pontini. “Cantera pontina”, reportage sulle giovanili, “Top gol”, sequenza dei migliori gol settimanali e “Top 11”, la selezione dei migliori calciatori del weekend, e ancora, “Il Lupino d’oro”, premio simbolico – dei lupini, appunto, tratto dal cognome del bonario Matteo – consegnato a coloro che incappano in un errore o in una gaffe. Tutti i fan sono avvisati: non ci sarà più bisogno, il lunedì mattina in ufficio tra colleghi, o a scuola o nelle piazze, di chiedere il risultato della propria squadra locale. Basta sintonizzarsi sul 115 del digitale terrestre e seguire Pontina Calcio Show.


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calcio

OCCHIO ALLE CLASSIFICHE DALLA VIRTUS POMEZIA AL TORVAIANICA, LA SITUAZIONE DOPO 4 GIORNATE DI CAMPIONATO (2 PER LA 3 CATEGORIA) 1 categoria, girone c. La squadra più in forma del girone è senz’altro il Montespaccato, in testa a punteggio pieno con 12 punti in 4 partite. Spicca, nonostante una penalizzazione di 3 punti, la Virtus Pomezia. La storica formazione pontina, che può vantare personalità di gran spicco come il capitano Chianese, Seferi, Celiani e Giacoia, gioca senza dubbio un calcio propositivo e attento. Nella prima giornata, nonostante un rotondo 6-1 contro il Civitavecchia, sono stati penalizzati dal giudice sportivo per aver erroneamente schierato in campo giocatori sottoposti a squalifica. Pur avendo perso a tavolino, la Virtus non ha mai perso sul campo, ed ha anzi raggiunto un bottino di 7 punti, frutti del bel gioco d’attacco. 1 categoria, girone G. Copioso il numero di squadre pontine in questo girone. In vetta l’Hermada a punteggio pieno (12), seguita da Bellafarnia e Montello a 10. Più dietro, ad 8, il Cedial Lido dei Pini, che sorprende per la capacità offensiva di una rosa ben allestita dal Presidente Montioni. A 7 punti, Sezze, Monte S. Biagio e Indomita, che è senz’altro una

delle compagini più accreditate del torneo, per tradizione e impianto di gioco. Un po’ più indietro nella tabella di marcia il Virtus Nettuno, che è però in netta ripresa dopo un avvio altalenante, e il Nettuno Calcio Sandalo, chiamato a curare maggiormente la fase difensiva. L’Airone Ardea del Presidente Boeri si trova a 2 punti in 4 gare pur potendo recriminare per aver sciorinato un bel gioco che non ha finora prodotto risultati altrettanto soddisfacenti. Da rivedere, l’Atl. Cisterna e R.Marconi Anzio. 2 categoria, girone l. A dare la caccia al Norma capolista, la bella realtà del Città di Pomezia. La compagine di mr. Sebastiani, a 10 punti (3 vittorie e un pareggio) può vantare una rosa competitiva e una qualità media molto alta; difesa solida, centrocampo propositivo e attaccanti, come Natoli e Girace, sempre in gran spolvero. Bella realtà anche il V.R.Velletri, a otto punti costruiti con determinazione. Più dietro, ma sempre in lizza per i primi posti, il Campoverde e il T. San Lorenzo: in entrambi i casi, due formazioni che puntano sempre alla vittoria, con individualità al servizio della squadra. La nuova Pomezia srl, nata dalle ceneri del

Pomezia Calcio, si sta assestando in classifica dopo un periodo di assemblaggio naturale; alle sue spalle, a 5 punti, il città di Aprilia, che dopo un deludente avvio è in netta ripresa. A cinque punti anche il T.N.Florida, bel gioco di cuore e agonismo sospinto dal calore del pubblico anche nel campo “neutro” del Maniscalco di Pomezia, e l’Unipomezia, la formazione universitaria che può vantare, da quest’anno, ottimi nuovi innesti come Torri e Arena, che vanno a rimpolpare una rosa già competitiva. Il Real Velletri, invece, è ancora un cantiere aperto. 3 categoria, girone d La novità della la terza categoria è il Virtus Campo di Carne a punteggio pieno, una realtà destinata a crescere e entusiasmare. Cuore e passione per il Torvajanica di Mr Abballe, una vittoria in due partite e tante prospettive di crescita. La Vis Pomezia di mister Introcaso, invece, si affida molto all’estro dei suoi uomini d’attacco, come D’Angeli, che più di altri sembra incarnare lo spirito geniale e funambolico che l’allenatore, con il suo ricco passato, cerca di trasferire dalla panchina.

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cinema

FESTIVAL DEL CINEMA DI ROMA 2011

TANTO RUMORE PER POCO CINEMA iparte la kermesse cinematografica di Roma, che dopo qualche anno di fasti e di grande livello quest’anno appare con un poverissimo e dimesso programma, sia nel concorso che nelle manifestazioni di contorno. Il segno della crisi economica si tocca con mano appena si scorre il programma della rassegna, e sfidiamo il lettore a scegliere un film da non perdere tra quelli in concorso. Di fatto, la rassegna infatti sembra puntare sulla mondanità e la spettacolarità dell’evento più che sul Cinema vero e proprio, coinvolgendo attori e registi in incontri e dibattiti, che chiaramente daranno occasione per richiamare il pubblico, più curioso che cinefilo, svilendo e vanificando il lavoro di chi nel 2006 lo inaugurò pensandolo come un ulteriore punto di riferimento insieme alle tre grandi mostre Europee di Cannes, Venezia e Berlino. Scavando nel fondo del barile dei film in concorso alla ricerca di un possibile lavoro che sia ricordato anche dopo il 7 Novembre, dobbiamo per forza

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puntare sugli italiani, che con quattro film in concorso rischiano di far man bassa dei premi, osteggiati in questo forse soltanto dal film di Tanya Wexler “Hysteria” produzione AngloLussemburghese, che racconta le soluzioni pratico-sessuali nella puritana Londra Vittoriana. Qualcuno ipotizza invece una vittoria della produzione nordeuropea di “Babycall”, thriller agghiacciante e pieno di suspence che racconta la fuga di una madre e di sua figlia da un marito violento. Torniamo agli italiani in gara: Pupi Avati prova a giocarsi la sua flemmatica eleganza stilistica con

un film in costume, “Il cuore grande delle ragazze”, ambientato nell’Italia contadina degli anni ’30, con un Cesare Cremonini che lascia perplessi, nonostante i pregressi miracoli cinematografici fatti dal regista con attori prestati dalla TV e dalla musica, basti citare per tutti Neri Marcorè e Nino D’Angelo. Nel cast anche la bellissima Micaela Ramazzotti oltre a Massimo Bonetti e Gianni Cavina. In gara anche Ivan Cotroneo, che porta al cinema il suo libro, operazione ardita e velleitaria, con “la kryptonite nella borsa”, commedia agro-dolce con Valeria Golino e Libero de Rienzo, in una storia ambientata negli anni ’70 tra collettivi e droghe, viste con gli occhi di un bambino. Abbiamo poi “Il mio domani” della semisconosciuta Marina Spada, drammone psicologico-religioso con Claudia Gerini, e “Il paese delle spose infelici” di Pippo Mezzapesa, storia del profondo sud. A paradosso, le firme più importanti arrivano fuori concorso, rendendo mondano tutto ciò che non sarà gara: ed allora faranno passerella e spettaco-

Bon ton

LA STUPIDITA’ n genere si da’ dello stupido ad una persona che ha una scarsa intelligenza. Ma è una giustificazione troppo semplice: invece è interessante approfondire come alcuni usano la loro cosiddetta stupidità a loro favore, in maniera utile. La stupidità non deve essere vista solo come opposta all’intelligenza, anzi, proviamo per una volta a considerarla una risorsa, quasi una forma “d’intelligenza molto particolare” che, se da un lato sdrammatizza, dall’altro crea nuovi pezzi di mondo, nuove visioni per guardare la realtà, permettendo anche di rompere degli schemi e di aggiungere un modo diverso di muoversi nel giudizio comune. Molte delle nostre considerazioni di persone “normali” sono assolutamente irrazionali, poiché la stupidità contiene un grosso contenuto di imprevedibilità incontrollabile, che è l’aspetto più “affascinante” dello stupido. Far finta di essere stupidi permette di avere una libertà molto più ampia. Lo stupido ha maggior libertà di azione proprio perché lo lasciamo fare e utilizza questo strumento per non prendersi alcuna responsabilità. Ha

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la possibilità di apparire quasi invisibile: infatti quando una persona viene giudicata come stupida non viene più considerata e si parla in sua presenza anche di cose delicate. Ma si deve ammettere che c’è da usare molta più attenzione e prudenza verso uno stupido che verso un malvagio, poiché quest’ultimo è prevedibile mentre lo stupido no! Secondo il grande storico Cipolla, che ha scritto un saggio sull’argomento, ci sono cinque leggi fondamentali della stupidità, ovvero: 1. Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione. 2.La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa. 3. Una persona è stupida se causa un danno a un’altra persona senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo lui stesso un danno. 4 Le persone non stupide sottovalutano spesso il potenziale nocivo delle persone stupide; dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo e in qualunque circostanza, trattare o associar-

si con stupidi individui costituisce infallibilmente un costoso errore. 5. La persona stupida è il tipo di persona più pericolosa che esista. Comunque ci possono essere diverse forme di stupidità. Molto spesso può essere molto legata al momento emotivo che si sta vivendo. Per esempio quando si è innamorati si ha il coraggio di compiere gesti apparentemente stupidi; in realtà questi atteggiamenti rispondono solo al sentimento dell’amore, ed è giusto che ciò accada perché bisogna lasciarsi andare, essere di più se stessi, superare i preconcetti e i pregiudizi culturali senza dare troppa importanza a quello che pensano gli altri. “Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono sempre scuri, mentre gli intelligenti sono sempre pieni di dubbi” (Bertrand Russel)

Antonio GUIDO Esperto di Galateo ed Immagine Relazionale



Il Corriere della Città - Novembre 2011