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n.5 2013 ANNO 68

Poste Italiane S.p.a. Spedizione in a. p. D.L.353/2003 convertito in L. 27/02/2004 n. 46 art.1 comma 1 DCB/PV

periodico di Coldiretti Pavia

Coldiretti ed Iper con VOI l’iniziativa che mette il Made in Italy pavese nel carrello conciliando prezzi al consumo ed esigenze dei produttori


in primo piano Il Coltivatore Pavese

Edito dalla Federazione Provinciale COLDIRETTI PAVIA Abbonamento annuo Euro 40,00

Presidente

Giuseppe Ghezzi

Direttore

Giovanni Roncalli

Responsabile di Redazione Claudio Milani

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Registrazione del Tribunale di Pavia n.3 del 17 luglio 1948 versione per pc e smartphone su: www.pavia.coldiretti.it twitter.com/coldirettipavia facebook.com/coldiretti.pavia ilcoltivatorepavese@coldiretti.it fotografie: archivio fotografico Coldiretti

Il Coltivatore Pavese viene inviato a tutti i soci della

Federazione Provinciale Coldiretti Pavia iniziativa realizzata con il contributo di

Direzione Generale Agricoltura

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sommario

Redazione ed amministrazione:


Assemblea Nazionale 2013

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SINDACALE

ETICHETTOPOLI VITIVINICOLO

TECNICO

EPACA BREVI

VOI Valori Origine Italiana

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Fondo: VOI, Valori Origine Italiana Palalottomatica 2013, Coldiretti un’unica grande storia Stralci dell’intervento del Presidente Marini Il messaggio di Papa Francesco al Presidente di Coldiretti Il saluto del Presidente Napolitano Gli interventi degli ospiti che hanno preso parte all’evento Patto per l’agricoltura, dall’IMU alla PAC Unione Europea delle Cooperative Danni da fauna selvatica Progetto lavoro OGM al tramonto Volano all’estero i marchi storici del made in Italy Marchi del Made in Italy che non c’è più Voglia di campagna Intesa di filiera per il settore suinicolo (Col)diritti Inserto “L’Italia che Vogliamo” Radio Campagna Amica: agricoltura in rosa e problematiche latte Speciale vacanze 2013

5 6 8 9 9 10 12 13 14 14 15 17 17 18 19 20 21 26 28

Prosecco italiano vs. Prosek croato e dazi cinesi sul vino

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Il Millesimato OP D.O.C.G. Pinot Nero del 2007; azienda “Il Montù” Cina, via all’indagine antidumping sul vino europeo Ricerche e sperimentazioni per identificare l’origine dei vini 4° edizione del Premio Imprese internazionale Giacenze Vino

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Prevenzione incendi in agricoltura Autorizzazione alle emissioni in atmosfera: essiccatoi di cereali e foraggi Sicurezza sul lavoro Apparecchi di sollevamento

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Infortuni agricoli Festa dell’aia dei pensionati Coldiretti

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Coldiretti in pillole

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Ci vediamo al mercato di Campagna Amica

I nostri mercati in provincia di Pavia: Pavia in Via Pastrengo ogni sabato dalle 8:00 alle 12:30

Pavia

in Piazza del Carmine ogni mercoledì e sabato dalle 8:00 alle 12:30

Gropello Cairoli

Largo Cairoli - P.zza Biblioteca ogni mercoledì dalle 8:00 alle 12:30

Mede

in Via Mazzini ogni mercoledì dalle 8:00 alle 12:30

Montebello della Battaglia piazzale Iper ogni venerdì dalle 8:00 alle 14:00

Mortara

in Piazza Trieste (Cortile Borsa Merci 3) ogni venerdì dalle 8:00 alle 12:30

Vigevano

in Piazza Martiri della Liberazione ogni domenica dalle 8:00 alle 12:30

Voghera

in Piazza del Duomo ogni domenica dalle 8:00 alle 12:30

WWW.CAMPAGNAMICA.IT

WWW.PAVIA.COLDIRETTI.IT


Giuseppe Ghezzi

Presidente Coldiretti Pavia

Un progetto di Iper, La grande i per la tutela e la valorizzazione dell’intera Filiera Agroalimentare Italiani Pasta di semola di grano duro siciliano al 100%, Riso Carnaroli e Arborio, Latte UHT bresciano, Olio Extra Vergine pugliese e presto una selezione delle migliori monocultivar italiane, a un prezzo giusto, per chi compra e per chi produce. Questo è il progetto VOI - Valori Origine Italiana, di Iper, La grande i, nato in collaborazione con Coldiretti e FAI (Firmato Agricoltori Italiani). Prezzo giusto significa che del prezzo di vendita – altamente competitivo - è riconosciuto al produttore un valore equo, più alto rispetto al mercato. Un prezzo garantito dalla filiera cortissima che Iper, Coldiretti e FAI sono riusciti insieme a realizzare, razionalizzando tutti i passaggi intermedi e i relativi costi di trasformazione e di distribuzione mettendo in sinergia chi produce e chi vende. VOI si inserisce nei numerosi progetti di Iper, La grande i dedicati alle filiere agroalimentari finalizzati a offrire ai consumatori prodotti buoni, sani e di qualità. Nasce dalla collaborazione già avviata con Coldiretti e FAI per la commercializzazione di prodotti ortofrutticoli a filiera corta, ovvero acquistati direttamente dagli agricoltori senza passaggi intermedi, e conferma la missione di Iper, La Grande i di “popolarizzare la qualità” e di tutelare e valorizzare la filiera agroalimentare italiana. VOI coinvolge agricoltori e allevatori soci di Coldiretti, garantiti da FAI, il marchio che certifica (attraverso enti terzi), la rintracciabilità dell’origine agricola e italiana del prodotto e il rispetto di valori etici, sociali e ambientali nei confronti dei lavoratori e dei consumatori. VOI avvicina il grande pubblico alle eccellenze del patrimonio agroalimentare italiano ed è un invito ad un consumo consapevole. Il latte VOI è venduto al pubblico a 0,95€/l parzialmente scremato e a 0,99€/l intero. Ai produttori viene riconosciuto il prezzo di 45 centesimi al litro rispetto alla media di 38/40 cent risconosciuto ai produttori. L’olio extra vergine di oliva il cui prezzo è 4,99€ per bottiglia (0.75 L) è ottenuto da olive raccolte a mano, spremute a freddo dopo poche ore. L’olio VOI è costituito da un blend di varietà italiane. Il riso Arborio (1.59€/kg) e Carnaroli (1.79€/kg ), ottenuti da antiche e tradizionali varietà di riso italiano sono coltivate e trasformate con tecniche eco-sostenibili nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza dei lavoratori. Per il riso è stato riconosciuto ai produttori un prezzo medio superiore del 20% rispetto alla quotazione di mercato al momento dell’acquisto. La pasta di grano duro 100% siciliano al costo di 0.59€ (confezione da 1/2 kg) è prodotta dalle migliori varietà di grano duro e coniuga la tradizione mediterranea con i più avanzati sistemi di controllo della qualità agroalimentare. In particolare privilegia l’utilizzo di trafile al bronzo che garantiscono una pasta tenace ed elastica con una superficie ruvida e porosa. Il prezzo pagato ai produttori di grano per realizzare la Pasta VOI è di circa il 15% superiore al mercato (sulla base di indicatori ISMEA). in collaborazione con Coldiretti e Fai

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Oltre 15 mila i partecipanti all’ormai immancabile appuntamento presso al Palalottomatica di Roma. Durante la mattinata si sono succeduti gli interventi dei rappresentanti del mondo agricolo e dell’associazionismo nazionale oltre a quattro Ministri del Governo Letta, fino alle entusiasmanti conclusioni del Presidente Marini. Per primo Rosario Trefiletti ha aperto l’Assemblea seguito subito dopo da Renzo Arbore, il noto artista nazionale, testimone del grande lavoro fatto con la Lega del Filo d’Oro. Stefano Albertazzi, direttore generale di Iper La grande i, è intervenuto per portare la testimonianza di un nuovo grande progetto che si è concretizzato con Coldiretti, presentando i prodotti a marchio VOI. Giancarlo Caselli, Procuratore del Tribunale di Torino è intervenuto rispetto ai temi della legalità e della collaborazione istituzionale finalizzata al raggiungimento di obiettivi comuni.

Nelle sue conclusioni, Sergio Marini ha ulteriormente rilanciato il progetto di Coldiretti per rimettere al centro della politica nazionale ed europea gli interessi del settore agricolo toccando i temi del Made in Italy, della tutela dei beni comuni, della necessità di minor burocrazie, fino all’abolizione dell’Imu, alla discussione sulla Politica agricola Comunitaria, ma anche cooperazione e futuro economico del Paese.

Palalottomatica 2013 Coldiretti, un’unica grande storia!

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nella foto sopra, sul primo anello parte del gruppo di Pavia

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Stralci dell’intervento

del Presidente Marini

“L’occupazione giovanile cresce solo in agricoltura che fa segnare un aumento record del 9% nelle assunzioni di giovani under 35 nel primo trimestre del 2013, nonostante gli effetti negativi sulle coltivazioni provocati dal maltempo e i segnali depressivi sui consumi che hanno interessato anche l’agroalimentare. L’agricoltura è l’unico settore che dimostra segni di vitalità economica con una variazione tendenziale positiva del Pil (0,1%) ed un aumento degli occupati dipendenti complessivi in netta controtendenza rispetto agli altri comparti nel primo trimestre dell’anno.” Durante l’Assemblea è anche emerso, da un’analisi della Coldiretti sui primati del Made in Italy che l’Italia conquista il primato in Europa e nel mondo della sicurezza alimentare con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici oltre il limite (0,3%) che sono risultati peraltro inferiori di cinque volte a quelli della media europea (1,5% di irregolarità) e addirittura di 26 volte a quelli extracomunitari (7,9% di irregolarità). “In una fase di cancellazione delle distintività territoriali, la nostra agricoltura ha prosperato proprio saldandosi al capitale territoriale e inglobandone il valore aggiunto. I punti su cui il nostro Paese può e deve puntare sono di natura materiale e immateriale: patrimonio storico ed artistico, paesaggio, biodiversità, ricchissima articolazione territoriale, originalità e creatività, gusto e passione, intuito e buonsenso. Accanto a questi fattori, siamo stati capaci di sviluppare nel tempo un capitale sociale che rimane fortissimo; resta viva una forte capacità di relazionarci e di fare comunità, di innovare mantenendo in vita saperi antichi. Risorse che appartengono al Dna del Paese e che garantiscono quel valore aggiunto inimitabile e non delocalizzabile al saper fare italiano. L’Italia e il suo futuro sono legati alla capacità di tornare a fare l’Italia, imboccando intelligentemente la strada di un nuovo modello di sviluppo che trae nutrimento dai punti di forza. È nella capacità di trasferire nei prodotti e nei nostri servizi il valore materiale

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e immateriale della distintività italiana e nel rafforzare il nostro saper fare rete che troveremo la forza e l’autorevolezza per riconquistare la giusta capacità competitiva, anche nella dimensione globale. L’idea che potessimo competere a livello internazionale solo in termini di economie di scala e sull’inseguimento del minor costo di produzione sta oggi dimostrando i suoi limiti, come testimoniano i fenomeni di delocalizzazione, deindustrializzazione e perdita di posti di lavoro che stanno segnando fortemente la nostra epoca.” “La difesa della distintività italiana deve essere una priorità della politica perché da essa dipende la prospettiva di futuro del Made in Italy, nell’alimentare e non. Ci sono tutte le condizioni perché i Ministeri interessati possano a questo punto concordare sulla firma del decreto sulla clausola di salvaguardia, unico strumento di cui disponiamo per risolvere definitivamente e rapidamente la questione. Sulla richiesta al Governo di esercitare la clausola di salvaguardia c’è stato un pressing trasversale da parte dei rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari, ma soprattutto c’è l’attesa di quasi otto italiani su dieci (76%) che sono contrari all’utilizzo di organismi geneticamente modificati in agricoltura, con un aumento del 14% rispetto allo scorso anno. Bastano questi dati per spiegare le ragioni della richiesta al Governo di esercitare la clausola di salvaguardia che vieterebbe la messa a coltura di piante biotech. Sono già 8 i Paesi europei che hanno adottato la clausola di salvaguardia (Francia, Germania, Lussemburgo, Ungheria, Grecia, Bulgaria, Polonia, Austria). Gli organismi geneticamente modificati in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale e alimentare, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell’omologazione e il grande nemico della tipicità, della distintività e del Made in Italy. In Europa sono rimasti solo cinque paesi a coltivare Ogm: Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania.”


Il messaggio di Papa Francesco al presidente Coldiretti

“In occasione dell’annuale Assemblea della Confederazione nazionale coltivatori diretti, nel contesto dell’anno della fede, il Sommo Pontefice rivolge agli organizzatori e ai partecipanti il suo cordiale e beneaugurante saluto, auspicando che l’importante incontro serva a mettere in luce come la promozione economica ed il vero sviluppo del mondo rurale debbano essere ispirati ai grandi valori spirituali e morali del Vangelo, trasmessi dal costante insegnamento sociale della Chiesa. Sua Santità, mentre ricorda che quando

l’ecologia umana è rispettata dentro la società anche l’ecologia ambientale ne trae beneficio, invoca la luce dello Spirito Santo e la materna protezione della Vergine Maria e ben volentieri imparte a Lei, ai relatori, alle Autorità e a tutti i presenti l’implorata benedizione apostolica.” Cardinale Tarcisio Bertone Segretario di Stato di Sua Santità.

Il saluto del Presidente Napolitano:

“Dall’agricoltura crescita economica e occupazionale”

“Pur risentendo della situazione di grave difficoltà che attraversa l’economia del paese, il mondo dell’agricoltura testimonia, con la sua passione e il suo impegno realizzativo, capacità di ripresa che possono contribuire in modo rilevante al processo di crescita dell’economia e dell’occupazione”. È quanto si legge nel messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al presidente della Coldiretti Sergio Marini, in occasione dell’Assemblea nazionale della principale organizzazione agricola italiana, a Roma. “Il confronto sulle prospettive dell’agricoltura italiana trova nell’assemblea annuale di Coldiretti un momento importante di

analisi e di approfondimento. Seguendo una consolidata tradizione, gli agricoltori italiani sono in grado, anche attraverso l’attività di stimolo e di proposta degli organismi di rappresentanza, di coniugare il miglioramento dell’efficienza produttiva con la promozione di uno sviluppo equilibrato e sostenibile, attraverso un’accresciuta attenzione alla sicurezza alimentare e alla cura e valorizzazione del territorio. Con questo spirito, formulo a lei, gentile presidente, ai partecipanti ai lavori assembleari e a tutti gli associati un fervido augurio di buon lavoro”.

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Segue la sintesi degli interventi delle

personalità che hanno preso parte all’Assemblea Andrea Orlando Ministro dell’Ambiente

Nunzia de Girolamo Ministro dell’Agricoltura “Non mi farò condizionare dalle multinazionali. Solo una categoria potrà condizionarmi. Voi che siete l’Italia che lavora, gli agricoltori e l’agricoltura italiana. Quindi dico con forza No agli ogm senza se e senza ma. Ogni volta che ascolto la gente, i consumatori e il mercato mi dicono no agli ogm. Noi siamo famosi nel mondo perché siamo quelli dell’identità, del grande Made in Italy. Noi esportiamo eccellenze, valore, questa è la nostra carta d’identità. Tutto il nostro potere è il Made in Italy e dobbiamo tutelarlo.” Il Ministro De Girolamo interviene anche sul problema della burocrazia in Italia “Voi avete detto che la burocrazia occupa 100 giorni, vi chiedo di farli diventare 50, insieme si può! L’Expo, un’altra sfida che non possiamo perdere. Il titolo è nutrire il pianeta e vi assicuro che non me lo farò portare via. Rispetto ai controlli, fondamentali e indispensabili e qui ringrazio tutte le forze dell’ordine; ma anche nei controlli serve grande coordinamento e organizzazione. Dobbiamo avere riguardo della gente che lavora. Parliamo ad esempio del patentino per utilizzare il trattore. È assurdo che dopo vent’anni che un agricoltore guida il trattore, debba prendere la patente. Noi abbiamo il dovere di dare un futuro ai nostri figli, ma serve coraggio. Se non abbiamo coraggio la politica diventa un problema.”

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“Se oggi si può costruire un’alleanza tra agricoltura e ambiente è merito dell’agricoltura, che ha valorizzato la distintività e la tipicità e anche per questo oggi è un grande patrimonio ambientale”. “Oggi chi guarda il nostro Paese vede un paesaggio unico frutto di un’interazione tra uomo e agricoltura” ha proseguito il ministro. Sugli Ogm Orlando è categorico: “Noi non li vogliamo perché non vogliamo che il nostro Paese diventi troppo simile o uguale ad altri paesi. Se perdesse la sua unicità perché i cittadini del Canada e degli stati Uniti ad esempio dovrebbero venire a visitarlo? La biodiversità deve essere considerata una infrastruttura economica dell’Italia” Orlando ha quindi auspicato che l’alleanza tra agricoltura e ambiente prosegua anche sul fronte del consumo del suolo.

anche attraverso azioni congiunte per la lotta alla contraffazione. Sono sicuramente per la semplificazione anzi spererei in una semplificazione della semplificazioni”.

Flavio Zanonato Ministro dello Sviluppo Economico

Beatrice Lorenzin Ministro della Salute “Una legge per valorizzare il km zero”. Proprio la promozione dei prodotti locali è stata indicata dalla titolare del dicastero tra i punti della sua azione, assieme alla trasparenza e alla chiarezza per produttori e consumatori e alla difesa della biodiversità. “Stiamo collaborando mettendo insieme salute, agricoltura e ambiente per la difesa del patrimonio cultura d’Italia,

“L’agricoltura italiana ha svolto un ruolo fondamentale per il Paese”, “un contributo fondamentale di dinamismo, intraprendenza, coesione, voglia di fare. Agricoltura e industria agroalimentare sono settori strategici e mettono insieme il nuovo della modernità con la conservazione dei sapori, della tradizione, della nostra storia. Il vostro settore in questi anni ha saputo reagire molto bene alla crisi ha saputo essere leva di sviluppo, dimostrandosi una delle forze economiche più vitali del paese. Sottolineo con piacere che l’andamento dell’occupazione nel settore agricolo è in controtendenza, rispetto agli altri settori”. Il ministro evidenzia la forza dell’agricoltura italiana, con “nuove competenze che si sono affiancate alle competenze tradizionali”, con “imprenditori agricoli che sempre più si occupano della trasformazione e commercializzazione dei loro prodotti”.


Stefano Albertazzi Direttore Generale di Iper La Grande i Nel suo intervento Albertazzi ha dichiarato di aver accolto l’invito anche per poter raccontare quello che Iper e Coldiretti stanno realizzando insieme. “Tutto questo, si è naturalmente tradotto in un rapporto di complicità, nel segno della qualità, della tracciabilità, della sostenibilità con gli agricoltori e allevatori italiani. Siamo un’azienda di grande distribuzione vera che vuole diventare sempre di più punto d’incontro tra chi produce e chi consuma, nel rispetto

di entrambe le parti sottolineando il successo dei tantissimi progetti di filiera che la nostra azienda ha messo in campo, che hanno dato modo anche a produttori di medie dimensioni di arrivare in tutta l’Italia e in tutto il mondo”. Ma l’argomento principale del suo intervento è stata la presentazione dell’accordo Fai Spa/Iper Spa che ha portato alla nascita della linea di prodotti alimentari a marchio VOI: Valori Origine Italiana.

Rosario Trefiletti Presidente Federconsumatori “Stiamo passando un momento delicato e difficile sia per le famiglie sia per chi produce e lavora la terra”. “Condividiamo tante cose noi consumatori e voi produttori, primo tra tutti il calo dei consumi che non riguardano i telefonini, ma un bene essenziale come il cibo”. Secondo Trefiletti bisogna rivendicare tre questioni alla politica: “un’Europa

dei popoli, dei cittadini e non dei burocrati. Dobbiamo fare in modo che la politica si faccia sentire in Europa per avere la conoscenza di ciò che si mangia. La seconda questione è un appello ai sindaci e alle istituzioni locali perché crescano i mercati di prossimità, i mercati di Campagna Amica. Ultima questione: salvaguardare il Made in Italy dalle contraffazioni e adulterazioni.

Giancarlo Caselli Procuratore del Tribunale di Torino Richiamando l’intervento del presidente della Federconsumatori Trefiletti, con cui ha chiesto norme più rigorose a tutela dei prodotti agroalimentari italiani, Caselli ha ribadito che queste “da sole non bastano!”. “Abbiamo una giustizia in crisi perché siamo con un organico carente del 15-20 % e in alcuni casi anche del 30 %. Nessun sistema può funzionare con un organico così ridotto. Ma serve l’aiuto di tutti. Viviamo una zona grigia. Una zona grigia perché non c’è più bianco o nero, ma sempre più un’area in cui si infittiscono e intensificano i transiti del denaro sporco. Anche qui,” ha concluso Caselli “occorre uno sforzo collettivo e la vostra Organizzazione può fare tanto. Dobbiamo tutti impegnarci per migliorare il funzionamento della giustizia”.

Renzo Arbore Artista “Ritrovo in voi le mie radici, sono un figlio del grano” ha sottolineato Renzo Arbore. “Oggi sono qui con voi non per ricordare il mio passato ma come testimonial della Lega del filo d’Oro con cui collaboro da 28 anni”. Nata

ad Osimo nelle Marche la Lega del Filo d’Oro oggi opera in tutta Italia per dare assistenza ai bambini sordo ciechi. “Ringrazio la Coldiretti per la collaborazione e la solidarietà dimostrata attraverso le iniziative collegate al progetto della Pasta della bontà”.

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Patto per l’agricoltura... dall’IMU alla PAC

“Gli impegni presi dal Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo nel patto per l’agricoltura davanti ai 15mila agricoltori presenti all’Assemblea della Coldiretti trovano il nostro pieno sostegno, perché li reputiamo fondamentali per l’agricoltura italiana.” È quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini. “Dire no agli Ogm in Italia per valorizzare la biodiversità è stata una tesi sostenuta da tutti e tre i ministri interessati alla firma della clausola di salvaguardia per vietare la coltivazione di Organismi geneticamente modificati, dal Ministro delle Politiche Agricole De Girolamo a quello della Salute Beatrice Lorenzin che tra l’altro ha annunciato l’intenzione di “presentare presto in Parlamento un disegno di legge per valorizzare il ‘km zero’ ”, fino a quello all’Ambiente Andrea Orlando il quale ha affermato “noi non vogliamo gli Ogm perche non vogliamo che il nostro paese diventi troppo simile o uguale ad altri paesi”. “L’abolizione dell’Imu agricola rappresenta un vero riconoscimento del ruolo ambientale, sociale e culturale del nostro settore agricolo, il riconosci-

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mento di quei beni comuni che l’agricoltura produce e che nessuno paga, il riconoscimento di beni strumentali che nulla hanno a che vedere con una tassa che dovrebbe intaccare i patrimoni. La semplificazione della burocrazia nel comparto sostenuta anche dal Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato e della Salute Beatrice Lorenzin è una priorità perché troppo spesso siamo abituati a semplificazioni e poi a semplificazioni delle semplificazioni che portano infine a delle complicazioni ingestibili. “L’agricoltura – sottolinea Zanonato - è il settore della nostra attività economica che funziona meglio in questo momento, crea occupazione e garantisce prodotti firmati dagli agricoltori italiani. È fondamentale che questo marchio si affermi con grande efficacia”.


Unione Europea delle Cooperative

Nasce Ue Coop, contro la crisi e per riportare al centro l’uomo, l’impresa e la solidarietà nel segno della crescita

A Milano, la prima assemblea di UE.COOP Lombardia L’Associazione denominata Unione Europea delle cooperative (UE.COOP) è stata riconosciuta e autorizzata quale Associazione nazionale di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 2 agosto 2002, n.220 con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico. Nata per iniziativa di Coldiretti, UE COOP, alla cui guida attualmente è stato nominato Sergio Marini, intende riportare nel mondo della cooperazione lo spirito originario che ne ha ispirato la nascita. Il momento di forte crisi, che denuncia il fallimento del modello fino ad ora adottato, dimostra che le dinamiche economiche inseguite in funzione del reddito fine a se stesso, non hanno pagato e anzi hanno causato il tracollo di un’economia che si è scordata della persona e della solidarietà, un sistema che ha inseguito un modello di crescita fasullo che si è sgonfiato creando una valanga che ha investito tutto il mondo. L’Unione Europea delle Cooperative, in poco più di due mesi ha raccolto l’adesione di oltre quattromila cooperative che operano in tutte le Regioni ed in tutti e 14 i settori dell`albo competente, dal lavoro al sociale, dall’edilizia fino all’agricoltura. Il traguardo iniziale di 2000 cooperative, cinque regioni e tre ambiti lavorativi, giudicato inarrivabile da parte del mondo cooperativistico chiuso in se stesso, è stato sbriciolato dalla ventata di novità e freschezza che UE COOP ha proposto. UE.COOP nasce per volontà di tanta gente che crede nel ruolo della cooperazione e nei valori forti di solidarietà, sussidiarietà e sostenibilità. Mette al centro delle proprie azioni persona e territori, capitale umano e sociale, ricchezze naturali e culturali, risorse uniche del nostro Paese. In Italia abbiamo una straordinaria risorsa che può rappresentare una fonte inesauribile di crescita sociale ed economica. È la qualità, il benessere, la vita sana, l’armonia e la bellezza del territorio che si coniugano splendidamente in una sola immagine: il “Made in Italy”. Un brand invidiato e imitato in tutto il mondo. “Dobbiamo riportare l’attenzione di tutta l’azione economica sulla valorizzazione del Made in Italy – dichiara Giuseppe Ghezzi, presidente di Coldiretti Pavia – è il nostro carburante, la nostra risorsa prin-

cipale. Purtroppo assistiamo continuamente ad una svendita dei marchi che hanno fatto grande il Made in Italy e ne hanno caratterizzato la crescita. Per questo sono diventati appetibili da parte delle grandi aziende straniere che, temo, vogliano solo conservarne il nome per mantenere il fascino esercitato su tutti i consumatori ma non la capacità produttiva, lavorativa ed economica, che sta alle spalle di questi grandissimi nomi italiani”. Anche per questo nasce UE COOP, per ridare dignità al lavoro quale strumento per l’affermazione e la crescita dell’uomo. È questa l’Italia che fa l’Italia, dove crescita e qualità della vita, lavoro e giustizia sociale, dimensione globale e identità territoriale potranno convivere in una rinnovata stagione di democrazia e pluralismo. Con UE.COOP un nuovo paradigma di sviluppo sostenibile alimenta una moderna forma della rappresentanza dove alla verticalità dei settori si sostituisce l’orizzontalità dei territori. Una rappresentanza dunque meno corporativa ed egoista e capace di rivolgersi alla gente, alle comunità, di capire e aprirsi al mondo. Lo scorso 12 luglio, presso l’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia a Milano, durante la prima assemblea di UE.COOP Lombardia, una sala, gremita in ogni ordine di posto da cooperatori delle oltre 250 cooperative lombarde che hanno aderito a UE.COOP, insieme a dirigenti Coldiretti, si è confrontata per tracciare la mappa dell’attività del prossimo futura della neonata Centrale. L’appuntamento di Milano ha fatto seguito a quelli di altre regioni, in un ciclo di incontri che porterà il presidente Sergio Marini ad incrociare tutte le cooperative, regione per regione, che hanno aderito a UE.COOP in vista del primo appuntamento nazionale che radunerà in ottobre la cooperazione all’Auditorium della Musica a Roma. Tra i temi affrontati dai qualificati interventi all’appuntamento milanese, il lavoro è stato l’argomento più dibattuto. “Non possiamo assistere inattivi a questo processo di graduale smobilitazione della nostra economia – ha dichiarato il direttore di Coldiretti Pavia Giovanni Roncalli – anche per questo, nell’ottica della lotta alla disoccupazione, della promozione del territorio in tutte le sue declinazioni, nella valorizzazione della qualità e della cultura locale si svilupperà l’azione di UE.COOP”.

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Danni da fauna servatica

la Commissione Agricoltura chiede al Governo interventi immediati

Il problema dei danni causati all’agricoltura dalla fauna selvatica o inselvatichita è stato al centro della seduta della XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati dello scorso 19 giugno. Nel corso della riunione è stato evidenziato come sia necessaria l’attuazione dei piani di gestione messi già a punto dall’Ispra. La risoluzione è dovuta al fatto che le criticità determinate dai danni causati all’agricoltura e alla zootecnia da alcune specie di fauna selvatica o inselvatichita hanno assunto dimensioni notevoli e già nel corso della XVI legislatura la Commissione Agricoltura ha svolto una specifica indagine conoscitiva alla quale è seguito l’esame di proposte di legge a riguardo. La soluzione di questo problema ricade sotto la responsabilità nazionale ed europea in modo da rendere più adeguato il quadro normativo di riferimento, introdurre strumenti più idonei a garantire l’equilibrio tra presenza della fauna sel-

Progetto lavoro

Su iniziativa di Coldiretti e Fai – Cisl, in sinergia con la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Pavia e la collaborazione del Centro Servizi Formazione coop.soc.ar.l. nasce il “Progetto Lavoro”. La situazione di generale crisi economica produttiva ha causato un aumento della disoccupazione in tutti settori produttivi. L’agricoltura, unica tra i comparti, ha retto l’impatto della crisi segnando un calo contenuto delle assunzioni, pertanto le parti sociali del settore primario (imprese e lavoratori) intendono dare un segnale di fiducia al territorio promuovendo un “Patto sociale” per offrire delle occasioni di lavoro e di reddito a lavoratori in cerca di occupazione, a cominciare dalla prossima vendemmia 2013. Il progetto attuato da Coldiretti, in rappresentanza delle

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vatica protetta e delle attività economiche essenziali per la produzione di alimenti. Bisogna poi concordare con le Regioni le modalità di gestione operativa per portare l’entità dei danni al di sotto di una soglia di sopportazione fisiologica riconducendoli nei limiti del normale rischio di impresa e garantendo gli introiti economici e il funzionamento regolare degli ecosistemi. Coldiretti condivide i contenuti della risoluzione ed auspica che ciò si traduca al più presto in interventi a favore dell’agricoltura che da anni sta subendo ingiustamente le conseguenze di un’inefficiente gestione della tutela della fauna selvatica sul territorio. È evidente, infatti, che le imprese agricole non sono tenute in alcun modo a dover sopportare perdite di reddito a causa della presenza di cinghiali ed altri animali nelle aree rurali dal momento che la tutela ambientale deve comunque conciliarsi con l’esercizio dell’attività d’impresa.

vendemmia della solidarietà imprese agricole, dalla Fai-Cisl di Pavia in rappresentanza dei lavoratori, agevolato dalla Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Pavia, e che vede l’impegno del Centro Servizi Formazione coop. soc. a r. l, tende a riportare l’uomo e il lavoro al centro della propria azione favorendo l’impresa nel segno della solidarietà verso il tessuto lavorativo locale, con la realizzazione di un registro dei lavoratori in cerca di impiego e disponibili ad effettuare le operazioni di vendemmia, da cui verranno estrapolate le risorse lavorative da proporre alle imprese agricole interessate e svolgendo una prima operazione formativa. Le imprese hanno la necessità di affidarsi a soggetti in grado di assicurare efficienza nel processo di ricerca dei lavoratori, in grado di attivare momenti di informazione e formazione. Per informazioni contattare gli uffici zona di Coldiretti Pavia

Attività di informazione misura 331 che è stata oggetto di richiesta di finanziamento del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Lombardia; cofinanziato dell’Unione Europea attraverso il FEASR


Ogm al tramonto

STOP definitivo dai Ministri

Come promesso all’Assemblea di Coldiretti al Palalottomatica, i tre ministri Nunzia De Girolamo (Politiche Agricole), Beatrice Lorenzin (Salute) e Andrea Orlando (Ambiente) hanno firmato il decreto interministeriale che vieta la coltivazione di mais geneticamente modificato appartenente alla varietà Mon810 sul territorio italiano. L’Italia si allinea al quadro degli interventi assunti dal Ministro dell’agricoltura francese in data 16 marzo 2012 per impedire anche nel proprio territorio la messa a coltura del mais MON810. Tra l’altro sono recentissimi e allarmanti i dati riportati dal Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (CRA) nel dossier che individua gli impatti della coltivazione del mais Mon810 sulle popolazioni di lepidotteri e sugli imenotteri parassitoidi, così come preoccupanti risultano i rischi legati alla diffusione di parassiti secondari potenzialmente dannosi per altri tipi di colture. Un ulteriore studio condotto di recente dall’Istituto federale di tecnologia di Zurigo conferma i danni della coltivazione di Ogm sulle larve di coccinella, soggette ad un rischio maggiore di mortalità. “La difesa della distintività italiana deve essere una priorità della politica perché da essa dipende l’esistenza stessa del Made in Italy che è il nostro petrolio, il nostro futuro, la nostra leva per tornare a crescere nell’alimentare e non” afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare positivamente la firma del decreto che è “l’unico strumento di cui disponiamo per risolvere definitivamente e rapidamente la questione. Si tratta di un grandioso successo che premia l’impegno degli agricoltori della Coldiretti per affermare un modello di sviluppo sostenibile che ha garantito all’Italia primati nella sicurezza alimentare e nella tutela ambientale che tutto il mondo ci invidia. In questa occasione voglio ringraziare i Ministri firmatari del decreto, la Conferenza delle regioni che ha approvato l’ordine del giorno a tutela della biodiversità ed i rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari che alla Camera e al Senato hanno firmato una apposita mozione.

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Volano all’estero i marchi storici del made in Italy

Sono passati in mani straniere marchi storici dell’agroalimentare italiano per un fatturato di almeno 10 miliardi di euro dall’inizio della crisi. È quanto emerso dallo studio presentato all’Assemblea nazionale dove è stato allestito “Lo scaffale del Made in Italy che non c’è più” dal quale si evidenzia che nel mondo c’è fame d’Italia con una drammatica escalation nella perdita del patrimonio agroalimentare nazionale. Il passaggio di proprietà ha spesso significato svuotamento finanziario delle società acquisite, delocalizzazione della produzione, chiusura di stabilimenti e perdita

di occupazione. Si è iniziato con l’importare materie prime dall’estero per produrre prodotti tricolori. Poi si è passati ad acquisire direttamente marchi storici e il prossimo passo è la chiusura degli stabilimenti italiani per trasferirli all’estero. Un processo di fronte al quale occorre accelerare nella costruzione di una filiera agricola tutta italiana che veda direttamente protagonisti gli agricoltori per garantire quel legame con il territorio che ha consentito ai grandi marchi di raggiungere traguardi prestigiosi.

Marchi del made in Italy che non c’è più 2013 • PERNIGOTTI - la societa Averna, ha siglato un accordo per cedere l’intero capitale dell’azienda piemontese detentrice dello storico marchio dei dolci al gruppo Toksoz che ha sede a Istanbul • CHIANTI CLASSICO (per la prima volta un imprenditore cinese ha acquistato una azienda agricola del Gallo nero) • RISO SCOTTI (il 25% è stato acquisito dalla società alla multinazionale spagnola Ebro Foods) 2012 • PELATI AR - ANTONINO RUSSO (nasce una nuova società denominata “Princes Industrie Alimentari SrL”, controllata al 51 per cento dalla Princes controllata dalla giapponese Mitsubishi) • STAR (passata al 75% nelle mani spagnole del Gruppo Agroalimen di Barcellona (Gallina Blanca) • ESKIGEL (produce gelati in vaschetta per la grande distribuzione - Panorama, Pam, Carrefour, Auchan, Conad, Coop) (ceduta agli inglesi con azioni in pegno d un pool di banche). 2011 • PARMALAT (acquisita dalla francese Lactalis) • GANCIA (acquisita al 70% dall’oligarca russo Rustam Tariko) • FIORUCCI –SALUMI (acquisita dalla spagnola Campofrio Food Holding S.L.) • ERIDANIA ITALIA SPA (la società dello zucchero ha ceduto il 49% al gruppo francese Cristalalco Sas) 2010 • BOSCHETTI ALIMENTARE (cessione alla francese Financière Lubersac che detiene il 95%) • FERRARI GIOVANNI INDUSTRIA CASEARIA SPA (ceduto il 27% alla francese Bongrain Europe Sas) 2009 • DELVERDE INDUSTRIE ALIMENTARI SPA (la società della pasta è divenuta di proprietà della spagnola Molinos Delplata Sl che fa parte del gruppo argentino Molinos Rio de la Plata)

2008 • BERTOLLI (venduta a Unilever, poi acquisita dal gruppo spagnolo SOS) • RIGAMONTI SALUMICIO SPA (divenuta di proprietà dei brasiliani attraverso la società olandese Hitaholb International) • ORZO BIMBO (acquisita da Nutrition&Santè S.A. del gruppo Novartis) • ITALPIZZA (ceduta all’inglese Bakkavor acquisitions limited) 2006 • GALBANI (acquisita dalla francese Lactalis) • CARAPELLI (acquisita dal gruppo spagnolo SOS) • SASSO (acquisita dal gruppo spagnolo SOS) • FATTORIE SCALDASOLE (venduta a Heinz, poi acquisita dalla francese Andros) 2003 • PERONI (acquisita dall’azienda sudafricana SABMiller) • INVERNIZZI (acquisita dalla francese Lactalis, dopo che nel 1985 era passata alla Kraft) 1998 • LOCATELLI (venduta a Nestlè, poi acquisita dalla francese Lactalis) • SAN PELLEGRINO (acquisita dalla svizzera Nestlè) 1995 • STOCK (venduta alla tedesca Eckes A.G., poi acquisita dagli americani della Oaktree Capital Management) 1993 • ANTICA GELATERIA DEL CORSO (acquisita dalla svizzera Nestlè) 1988 • BUITONI (acquisita dalla svizzera Nestlè) • PERUGINA (acquisita dalla svizzera Nestlè).

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SINDACALE | 17


Voglia di campagna Con il d.p.r. 13 marzo 2013, n.59 è stato approvato il Regolamento recante la disciplina dell’Autorizzazione Unica Ambientale e la semplificazione di adempimenti amministrativi ambientali gravanti sulle piccole e medie imprese e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale. Lo scopo del provvedimento è l’introduzione e la disciplina dell’Autorizzazione Unica Ambientale: un provvedimento rilasciato dallo sportello unico per le attività produttive (SUAP), che sostituisce diversi atti di comunicazione, notifica ed autorizzazione in materia ambientale, come per esempio l’autorizzazione agli scarichi, l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera e la comunicazioni in materia di rifiuti. L’Autorizzazione Unica Ambientale, che ha durata di quindici anni a decorrere dalla data di rilascio, deve contenere tutti gli elementi previsti dalle normative di settore per le autorizzazioni e gli altri atti e sostituisce e definisce le modalità per lo svolgimento delle attività di autocontrollo, ove previste, individuate dall’autorità competente, tenendo conto della dimensione dell’impresa e del settore di attività. La domanda per il rilascio dell’autorizzazione unica ambientale va presentata allo sportello uniche per le attività produttive (SUAP) che la trasmette immediatamente, in modalità telematica, all’autorità e ai soggetti competenti in ertezza dei tempi e, pur rimanendo inalterati i necessari livelli di tutela ambientale, si ridurranno i costi. Le piccole e medie imprese con la nuova Autorizzazione Unica Ambientale risparmieranno perché presenteranno una sola domanda e otterranno un’autorizzazione con un’unica scadenza. Gli uffici Coldiretti Pavia sono a disposizione di tutti coloro che necessitano di tale procedura.

3 giovani su 4 sognano di scappare dalla città

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Accordo tra le Regioni Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia

Intesa di filiera per il

settore suinicolo Un’intesa di filiera è stata raggiunta per i settore suinicolo promossa dalle Regioni Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte,Veneto e Friuli Venezia Giulia, per rendere più affidabile e trasparente l’attività di rilevazione del peso e della composizione della carcassa suina. Tale necessità deriva dal fatto che la normativa europea di settore impone agli impianti di macellazione l’obbligo di determinare il preso freddo delle carcasse suine e la loro percentuale in carne magra seguendo precise indicazioni. In Italia le modalità di macellazione sono molto diversificate e tra i vari operatori sarebbe stato quindi opportuno trovare un’intesa per definire in maniera precisa e univoca le condizioni di definizione del peso morto e di presentazione della carcassa, tali da offrire reciproche garanzie. Si tratta di una condizione di primaria importanza per i suinicoltori italiani, in considerazione del fatto che le pratiche commerciali vigenti fanno già riferimento alla “resa”, cioè al rapporto tra peso della carcassa e peso vivo del suino. Con questa intesa, dove viene determinato il peso morto di riferimento, viene finalmente indicato un peso reale della carcassa suina, senza la necessità di ricorrere a correzioni statistiche e si creano le condizioni per una presentazione uniforme della carcassa. In particolare, nel rispetto delle normativa comunitaria e tenendo conto della peculiarità della produzione suinicola italiana, la carcassa dovrà essere pesata senza la lingua, le setole, le unghie, gli organi genitali, i rognoni, ma con la sugna e con il diaframma residuo dalla eviscerazione. Queste regioni hanno, quindi, dichiarato il loro impegno nel sostegno della filiera suinicola verso il miglioramento della qualità del prodotto e della sua valorizzazione, attraverso modelli di relazione economica che garantiscano la maggior trasparenza del sistema e garanzia di un’equa ripartizione del valore tra i soggetti della filiera.

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SINDACALE | 19


a cura dell’Avv. Daniele Moschini

Ufficio Legale Coldiretti Pavia

Acquisto coattivo dell’erede affittuario

ex art. 49 L. 203/1982

Il primo comma dell’art. 49 della L. n. 203/1982 dispone che nel caso di morte del proprietario di fondi rustici condotti o coltivati direttamente da lui o dai suoi familiari, quelli tra gli eredi che, al momento dell’apertura della successione, risultino aver esercitato e continuino ad esercitare su tali fondi attività agricola, in qualità di imprenditori agricoli a titolo principale o di coltivatori diretti, hanno diritto a continuare nella conduzione o coltivazione dei fondi stessi anche per le porzioni ricomprese nelle quote degli altri coeredi e sono considerati affittuari di esse. Il rapporto di affitto che si instaura tra i coeredi è disciplinato dalle norme della legge sopra richiamata, con inizio dalla data di apertura della successione. Tra gli eredi quindi potrebbe instaurarsi un contratto di affitto di fondo rustico che durerà 15 anni a partire dalla data di decesso del de cuius. Si parla in questo caso di affitto coattivo. Il rapporto giuridico sorge per volontà del legislatore e non per volontà delle parti. Si ricorda, tra l’altro, che l’art. 41 sempre della ciata legge prevede che i contratti agrari ultranovennali possono avere sia forma scritta, sia verbale. Dal combinato disposto poi dell’art. 8 del D.lgs. 228/2001 e dell’art. 4 della L. 97/1994 si evince che gli eredi, considerati affittuari ai sensi dell’art. 49 della L. 203/1982 del-

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le porzioni di fondi rustici ricomprese nelle quote degli altri coeredi, hanno diritto, alla scadenza del rapporto di affitto instauratosi per legge, all’acquisto della proprietà delle porzioni medesime, unitamente alle scorte, alle pertinenze ed agli annessi rustici. Perché il diritto possa essere validamente esercitato dovranno sussistere le seguenti condizioni: a. non aver alienato, nel triennio precedente, altri fondi rustici di imponibile fondiario superiore a Lire 500.000, salvo il caso di permuta o cessione a fini di ricomposizione fondiaria; b. che il fondo per il quale si intende esercitare il diritto in aggiunta ad altri eventualmente posseduti a titolo di proprietà o di enfiteusi, non superi il triplo della superficie corrispondente alla capacità lavorativa della famiglia; c. assunzione dell’obbligo di condurre o coltivare direttamente il fondo per almeno sei anni; d. iscrizione previdenziale in qualità di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale. L’ufficio Legale di Coldiretti Pavia è a disposizione di tutti coloro che necessitano di maggiori informazioni

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4 luglio 2013

Roma Palalottomatica


Assemblea Nazionale 2013

Coldiretti un’unica grande storia! In questi anni non siamo rimasti alla finestra. Ci siamo battuti per porre rimedio agli squilibri e alle nuove ingiustizie create dalla forza incontrollata dei mercati, dalla cecità della globalizzazione, dalla sordità della finanza e dall’ottusità della burocrazia. Ci siamo battuti per la legalità denunciando i fenomeni che minacciavano il valore del “marchio Italia”, svolgendo un’operazione di verità e trasparenza. Abbiamo dato vita alla rete di Campagna Amica, creando un nuovo modello di consumo e legando indissolubilmente gli interessi di cittadini e produttori. Con il marchio “FAI”, la firma degli agricoltori italiani, e la spinta ad essere presenti in ‘proprio’ sui nostri mercati e sui mercati internazionali, abbiamo scrollato la filiera agricola italiana, dimostrando che cambiare è possibile. Abbiamo agito sempre tenendo bene in mente l’imperativo rappresentato dalla ‘custodia’ dei beni comuni, dei nostri territori, verso la creazione di un modello di sviluppo sostenibile. Ma la sfida che lanciamo è ancora più grande. Dobbiamo raccogliere le diverse opportunità presenti nei territori, costituendo un blocco d’urto per competere nel mondo, per offrire un modello di crescita felice alla gente, in un circolo virtuoso che nutre la comunità e della comunità si nutre. Ciò presuppone un modello di rappresentanza al servizio dei territori, che mette alle proprie spalle vecchie logiche corporative, fonti di egoismi e conflitti, e consolidi una rinnovata centralità delle comunità in cui il benessere di ciascuno è coniugabile con quello di tutti.


L’agricoltura che vogliamo Più Europa per tutti

Serve in primo luogo un’ Europa in grado di occuparsi della crisi, dei grandi temi globali, affrancata da interessi lobbistici e dall’imperativo della “libera concorrenza” spesso usato come scudo per mortificare le diversità culturali, le peculiarità territoriali e le aspettative dei popoli. Con questi presupposti ci stiamo battendo per una Pac che premi i territori, che orienti politiche e risorse verso chi veramente lavora e vive di agricoltura.

Diamo credito al futuro

Meno burocrazia inutile

Dimezzare il “tempo perso” dalle imprese con la burocrazia: semplificare ciò che è utile (in termini di miglioramento del processo produttivo e sotto il profilo della qualità, sicurezza e riconoscibilità dei prodotti); eliminare ciò che non serve a nulla, è ripetitivo, a volte intollerabile. Servono misure per u n rapido processo di digitalizzazione della PA, per il coordinamento delle competenze nazionali e regionali, per l’unificazione di tutti gli adempimenti burocratici.

Una fiscalità giusta

Abbiamo l’esigenza di un fisco più equo, che premi chi usa la terra come strumento di lavoro e chi di quel lavoro vive. Un fisco che tenga conto di quelle funzioni di sussidiarietà che svolge l’agricoltore nel suo agire quotidiano in termini di tutela dell’ambiente, sicurezza sociale e salvaguardia di identità, tradizioni e culture.

Made in Italy patrimonio del Paese Il “made in Italy” agroalimentare, apprezzato e conosciuto in tutto il mondo, rappresenta il vero biglietto da visita del Paese. Pertanto, deve essere forte l’impegno dei governi a livello italiano, europeo e internazionale - per garantire la riconoscibilità e la distintività delle nostre produzioni e sviluppare una strategia di lotta globale nei confronti della contraffazione, delle imitazioni e dell’agropirateria.

Tutela dei beni comuni, un nostro dovere

Tutte le politiche che hanno come obiettivo la valorizzazione delle ricchezze e delle diversità territoriali - dal paesaggio alla biodiversità (con una netta opposizione agli ogm), dalla qualità delle acque al patrimonio storico, alla coesione sociale - assumono per noi u n valore prioritario. S i tratta infatti di beni che appartengono e migliorano la qualità della v ita di tutti, di beni comuni, ma si tratta anche di autentiche leve competitive per arricchire di contenuti immateriali i prodotti e i servizi italiani, per renderli unici ed esclusivi, per comporre quel “ marchio Italia” con il quale tornare a essere protagonisti nel mondo.

Il percorso che l’Italia deve compiere verso un modello di sviluppo che trae forza dal territorio e dal capitale umano che l o alimenta, h a bisogno d i credito. Nel nostro Paese idee e prospettive vengono misurate in base alle garanzie. E’ necessario pertanto rafforzare per le imprese agricole gli strumenti di garanzia come già accade per gli altri settori economici, perché le i dee d i lungo periodo non hanno l a capacità di un ritorno a breve, e perché i processi di innovazione sono costosi, soprattutto in un momento difficile come questo.

Cooperazione e rinnovata mutualità

In questi anni si è andata affermando una visione burocratica del concetto di “mutualità”, spesso si è persa di vista la vera centralità del socio e del territorio. Eppure, la cooperazione, di per sé, appare come lo strumento ideale per valorizzare il capitale umano e territoriale da cui trae nutrimento. La stagione che abbiamo di fronte segnala una nuova esigenza a cui non possiamo sottrarci: alla nuova e moderna cooperazione viene richiesto non solo il recupero della sua mission, ma una restituzione più ampia che investa il territorio e la comunità che lo esprime. Si tratta di un’opportunità straordinaria per il Paese che deve essere accompagnata da rinnovate e opportune politiche fiscali.

Più occupazione è possibile

L’agricoltura, nonostante le oggettive difficoltà legate alla crisi dei consumi e al ripetersi di calamità naturali, alimenta una visione di crescita sostenibile possibile; sta restituendo fiducia, speranza e prospettive di lungo periodo agli agricoltori e al Paese, come dimostra la sua capacità - in controtendenza rispetto al resto dell’economia - di garantire occupazione anche in questo difficile momento (+3,6% dei dipendenti nel 2012). Con queste premesse diventano doverose misure per estendere strumenti di semplificazione e il riconoscimento alle imprese agricole di agevolazioni legate agli incrementi e alla stabilizzazione occupazionale.

Giovani e non solo con il profumo di futuro

Sono stati i giovani i primi a capire che dentro l’agricoltura era rinata la speranza, ed il loro non è stato un ripiego, ma una scelta dettata da passione e lungimiranza. Nel modello agricolo che abbiamo creato hanno saputo intravedere futuro e quel giusto reddito che oggi ancora manca. In esso hanno colto le premesse di un nuovo modello di sviluppo fondato sull’arricchimento dei territori, su una solida armonia tra generazioni. Un modello che “profuma” di futuro non solo per i giovani, ma anche per le donne, i meno giovani, le famiglie, la comunità tutta. Qualcosa che va rafforzato con la previsione di incentivi per lo start up e il pieno utilizzo dell’apprendistato e dei tirocini formativi.

Internazionalizzazione per portare l’Italia nel mondo

In questi anni abbiamo caratterizzato il mercato interno con la nostra presenza. La rete di Campagna Amica, i farmers market, le botteghe, il concetto di “km 0”, hanno rivoluzionato l’approccio al cibo, creando una ‘cittadinanza di consumo’ legata alla qualità, alla sicurezza, alla genuinità. Dobbiamo essere in grado di creare piattaforme logistiche leggere, reti che non offuscano i l valore aggiunto delle diversità e che, a prescindere dalle dimensioni economiche dei singoli, servano da trampolino di l ancio sui m ercati internazionali per i prodotti della nostra Filiera Agricola Tutta Italiana (FAI). Il mondo h a fame d i vera Italia e noi possiamo offrirgliela.

Expo 2015, l’occasione da non perdere

Con Expo 2015, i l mondo ce l’avremo in casa. Expo sarà l’occasione per proiettare su uno schermo globale la straordinaria messe di prodotti rappresentata dal nostro agroalimentare, insieme ad un’idea d i sviluppo sostenibile e ai valori che lo accompagnano: la nostra punta di diamante ed una diversa idea di Paese.


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In alto, da sinistra: Lorella Ansaloni (Coordinatrice Nazionale Donne Impresa), Nunzia De Girolamo (Ministro dell’Agricoltura), Wilma Pirola (Coordinatrice Regionale Donne Impresa Lombardia)

l’agricoltura in rosa e le problematiche del latte

Sono 234.228 le imprese agricole guidate da donne in Italia dove ormai nelle campagne quasi una azienda su tre (29,1 %) è rosa. Dopo quello del commercio è infatti proprio il settore agricolo quello in cui la presenza femminile è maggiore. Con l’ampliamento delle attività connesse all’agricoltura, come la trasformazione dei prodotti, la nascita del settore dell’agribenessere, il recupero di antiche varietà, le fattorie didattiche, gli agriasilo, la pet-therapy, l’adozione di piante e animali on line e tante altre innovazioni, ha certamente dato un forte impulso a questo settore e ha favorito l’ingresso delle donne. Questo argomento è stato anche ripreso da Wilma Pirola, responsabile provinciale e regionale di Donne Impresa e vicepresidente di Aprolat, durante il nostro programma radiofonico Radio Campagna Amica in onda su Radio Ticino Pavia. Durante la trasmissione, oltre a discutere delle “quote rosa” in agricoltura, ha affrontato lo spinoso problema del prezzo del latte. A questo proposito Coldiretti Lombardia è ricorsa all’antitrust e ha presentato un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato per segnalare il comportamento di ITALATTE S.p.A., Gruppo Lactalis Italia, e PARMALAT S.p.A., Groupe Lactalis, di cui si lamenta che pongano in essere condotte commerciali sleali, ai sensi dell’art. 62 (la norma che regola i rapporti commerciali nella filiera agroalimentare, ndr.) proponendo un prezzo per la campagna 2013/2014 palesemente al di sotto dei costi di produzione medi del latte destinato alla trasformazione. L’esposto, a firma del Presidente della Coldiretti Lombardia Ettore Prandini, sottolinea che gli animali producono il latte quotidianamente, e si trovano praticamente costretti ad accettare condizioni contrattuali unilateralmente determinate, in particolare i prezzi. “Le società Parmalat e Italatte - riferisce ai microfoni Wilma Pirola - hanno offerto il loro latte a 40 centesimi al litro contro un costo totale lordo medio in Italia per il latte alimentare in zone di pianura (fonte C.R.P.A.) che ha ormai sfondato la soglia dei 55 centesimi al litro. In sostanza queste aziende stanno approfittando della loro posizione di forza nei confronti degli allevatori e questo non deve essere tollerabile.”

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Prosecco italiano vs. Prosek

di Attilio Barbieri

croato e dazi cinesi sul vino: l’Italia rischia grosso

Ora è sicuro: per l’Europa ci sono figli e figliastri. Nemmeno a dirlo, questi ultimi saremmo noi italiani. L’ultimo caso che dimostra la sufficienza con cui Bruxelles guarda alle vicende che ci riguardano è quello del Prosek, un vino prodotto in Croazia, la cui denominazione però fa a pugni con il nostro Prosecco e con le sue Dop che fra l’altro sono più d’una. Ad abundantiam. Ebbene, i viticoltori veneti avevano chiesto alla Ue di intervenire, memori del caso Tocai, quando gli ungheresi (che producono il Tokay) ci obbligarono a ribattezzare il nostro in Friulano. E Bruxelles cos’ha fatto? Se n’è lavata le mani. La difesa del Prosecco italiano - a cui l’Europa ha riconosciuto la denominazione d’origine protetta «spetta alle autorità competenti degli Stati membri». Di più: «Qualora la Croazia dovesse presentare domanda di protezione per il Prosek, la Commissione sarebbe tenuta a prenderla in considerazione». In parole povere: arrangiatevi e non pensiate che qui da noi si faccia il tifo per i vostri prodotti. Se i nuovi partner di Zagabria ci chiedono di proteggere i loro vini con nuove Doc, noi noi chiuderemo certo loro la porta in faccia. D’altra parte dall’Europa a trazione tedesca c’è poco da attendersi in termini di difesa dei nostri diritti. Berlino non perde l’occasione per mettere in difficoltà gli odiati italiani. I consorzi di tutela del Prosecco Doc e alcuni europarlamentari italiani (in testa Lorenzo Fontana e Giancarlo Scottà della Lega Nord) hanno chiesto l’intervento del governo italiano. Chissà se Letta & C. troveranno il tempo di occuparsene fra la cancellazione dell’Imu e il congelamento dell’Iva. Che fra l’altro non arrivano. Vedremo. Croazia a parte, sul vino made in Italy pende una minaccia ben più preoccupante: la Cina, per ritorsione ai dazi imposti sull’Europa all’importazione di pannelli solari prodotti nell’ex Celeste Impero, ha aperto un’indagine antidumping sul nettare di Bacco che noi esporteremmo nel Paese comunista a un prezzo inferiore ai costi di produzione! Una bufala gigantesca...

Ve li vedete i nostri viticoltori che esportano in Cina perdendoci? Impossibile, poi, che i nostri prodotti vengano venduti nel Gigante Rosso in regime di dumping: il costo del lavoro, nelle campagne cinesi, è fra i più bassi al mondo, quindi è praticamente impossibile che i nostri vini vengano venduti colà a prezzi inferiori ai loro. Dunque è la classica ritorsione: Pechino colpisce dove sa di poter fare molto male. Quale sia la posta in gioco è presto detto: «Nel colosso asiatico», spiega il presidente della Coldiretti Sergio Marini, «si è registrato il più elevato tasso di aumento al mondo nei consumi di vino, che hanno raggiunto i 18 milioni di ettolitri, tanto da aver raggiunto il quinto posto tra i maggiori paesi bevitori. Il nostro vino», aggiunge Marini, «simbolo di eccellenza del made in Italy nel mondo, ha una portata rilevante per il Paese, sia in termini puramente economici con 4,7 miliardi di esportazioni che rappresentano il 20 per cento dell’intero export agroalimentare, sia in termini sociali, con 650.000 imprese e 1.200.000 occupati nel comparto». Fra l’altro, a premere per l’introduzione dei dazi europei sui pannelli solari cinesi sono i tedeschi, la cui industria ha risentito della concorrenza dell’Estremo Oriente, mentre da noi praticamente la produzione è trascurabile. Secondo Marini la soluzione è una sola: sedersi al tavolo e trattare, «condizionando la risoluzione dell’indagine antidumping aperta dalla Ue nei confronti della Cina sull’importazione di pannelli solari a una analoga risoluzione del dossier vinicolo da parte delle autorità cinesi». Ma temo che Berlino non veda l’ora di metterci in difficoltà anche su una delle eccellenze mondiali del made in Italy. Per di più con un export in forte crescita.

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ETICHETTOPOLI |27


Speciale VACANZE

ESTATE

vacanze con pranzo al sacco per 1 italiano su 3 Pranzo al sacco in vacanza per quasi un italiano su tre che rispetto al passato ha deciso di preparare da soli i cibi da portare in viaggio, in spiaggia, in montagna o durante le visite nelle città d’arte. Il pic nic è l’unica forma di ristorazione che cresce con la crisi anche se si cerca di caratterizzarlo con i sapori tipici del luogo di vacanza con salumi, formaggi e frutti tipici del luogo di vacanza, magari acquistati nelle sagre o nei mercati degli agricoltori di campagna amica che si moltiplicano durante l’estate. C’è comunque un 28% dei turisti italiani che, all’opposto, complice anche un po’ di pigrizia vacanziera, preferisce mangiare nel ristorante del posto dove alloggia, mentre il 23% sceglie di andare in trattoria o pizzeria. Una minoranza del 7% si rifugia in bar e fast food per un pasto mordi e fuggi mentre appena il 3% può contare sull’ospitalità di parenti e amici. Si tratta di risultati che evidenziano il ritorno del pic nic, perché rispetta quei canoni di sobrietà, libertà, risparmio, ma anche di desiderio di esprimere creatività in cucina che sono propri degli anni della crisi. Un’opportunità che cresce nel consenso tra gli italiani che possono risparmiare senza privarsi di prodotti sani, tipici e genuini facili da trovare in tutte le località turistiche.

3,5 mln italiani in agriturismo, 3,5 milioni da three therapy Sono gli italiani che hanno scelto di a agricolonie trascorrere le vacanze estive in uno degli oltre ventimila agriturismi presenti lungo la penisola. Tra le novità del 2013 ci sono agri-ludoteche, baby-orti, lezioni di inglese sul prato, teatro contadino, agri-colonie, letture nel bosco e persino la three therapy, tecnica anti-stress che consiste nell’abbracciare gli alberi. Ma la “vacanza” in fattoria è anche l’occasione, per moltissimi giovani, per entrare per la prima volta in una stalla, vivere a stretto contatto con gli animali dell’aia, vedere come si produce il miele e si coltiva un orto, e soprattutto “mangiare sano”, a km zero. Se l’attività preferita dal turista italiano nelle campagne è passeggiare ed esplorare il territorio (43%), il mangiare si classifica al secondo posto con la possibilità di gustare i prodotti tipici del territorio e le ricette segrete custodite nelle aziende agricole da generazioni. Non è un caso che il 9% degli ospiti delle aziende agricole chiede proprio di imparare a cucinare, La campagna è entrata tra le mete

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turistiche preferite con quasi la metà degli italiani (44%) che è stata in un agriturismo negli ultimi 5 anni ed i motivi della preferenza sono per una maggioranza del 30% per il buon rapporto prezzo/qualità, mentre per il 23% lo sceglie perché garantisce riposo e tranquillità mentre per il 21% il contatto con la natura. La qualità dell’alimentazione è l’elemento principale sul quale si fonda il giudizio su un agriturismo con il 94% che considera fondamentale l’impiego dei prodotti del territorio ed un buon 31% che giudica scoraggiante l’offerta di cibi surgelati, convenzionali o industriali. Dal 26% degli ospiti di un agriturismo viene valutata negativamente anche la presenza di traffico e di rumore mentre al 18% non piace la presenza di asfalto e cemento nella struttura. Prevale dunque nelle campagne la ricerca di autenticità anche perché l’uso del termine agriturismo viene spesso utilizzato a sproposito per indicare strutture di ristorazione e ospitalità che non hanno nulla a che fare con le aziende agricole. È cresciuto infatti in modo preoccupante il fenomeno dell’abusivismo e dei finti agriturismi che danneggia e fa concorrenza sleale a quelli veri.

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Speciale VACANZE

3,5 mln di italiani in tenda, roulotte e camper Come negli anni ’70, con la crisi 3,5 milioni gli italiani hanno deciso quest’estate di trascorrere la vacanza in tenda, roulotte o camper, per conciliare le esigenze di indipendenza e di flessibilità con quelle del risparmio. Se i più giovani preferiscono la tenda, le persone di età più matura e con maggiori disponibilità finanziarie privilegiano la roulotte e soprattutto il camper sul quale viaggeranno ben 1,5 milioni di italiani. La voglia di indipendenza e la necessità di risparmiare spinge a dormire sotto le stelle molti italiani in una estate all’insegna del low cost con quasi sei famiglie italiane su dieci (58%) che partiranno per le vacanze che hanno preventivato complessivamente un budget inferiore ai mille per l’estate 2013 e di questi ben il 18% pensa di spendere addirittura meno di 500 euro. L’offerta turistica Made in Italy ha colto questa opportunità e lungo tutta la penisola sono disponibili servizi, aree di sosta e campeggi al mare, nelle città d’arte, in montagna ed anche in campagna. Si stima che in Italia siano presenti almeno mille agricampeggi che rendono disponibili quasi 8mila piazzole di sosta particolarmente apprezzate dagli amanti della vacanza all’aria aperta come i camperisti. Molte aziende agrituristiche di Terranostra si sono attrezzate con l’offerta di colazioni al sacco o con la semplice messa a disposizione spazi per picnic, tende, roulotte e camper per rispettare le esigenze di indipendenza di chi ama prepararsi da mangiare in piena autonomia ricorrendo eventualmente solo all’acquisto dei prodotti aziendali di campagna amica. Le sole aree di sosta camper presenti in Italia al di fuori dei campeggi sono circa 2000, di cui il 69% aree attrezzate, il 18% camper service e il 13% punti di sosta non attrezzati. È il Nord Italia ad ospitare il maggior numero di aree di sosta, con il 45,1% delle aree totali, di cui 21% al Nord Ovest e 24,1% al Nord Est, seguito dal Centro e dal Sud, rispettivamente con il 26,5% e il 28,4%, secondo il Rapporto nazionale sul turismo ‘en plein air’ in camper e in caravan 2013 dell’Associazione Produttori Caravan e Camper.

in camper con Terranostra Una mappa per scoprire nuovi Itinerari Turistici e dove sostare Grazie ad un progetto presentato dall’Amministrazione provinciale, Terranostra ha raccolto l’opportunità di segnalare ai turisti tutte le aziende agricole locali che mettono a disposizione aree di sosta per camper. L’idea, molto interessante, rientra nel progetto “Itinerari Turistici della Provincia di Pavia”e come obiettivo principale ha la creazione di percorsi realizzati appositamente per studiare e approfondire il legame con il territorio all’interno del quale sono inseriti. Tramite questa mappa, si ha la possibilità di visitare percorsi per conoscere meglio l’intero territorio e sostare tra le colline dell’Oltrepò, in Lomellina e nel Pavese, con tutte le comodità. Domenica 30 giugno, le telecamere di Tele 7 Gold saranno presenti all’agriturismo Chiericoni, del presidente di Terranostra Alberto Lucotti, per parlare di questo progetto, di come si è sviluppato, di quali vantaggi possono trarre i turisti e di quali paesaggi possono godere. È’ importante dare indicazioni ai turisti – sottolinea Alberto Lucotti – perché il nostro territorio offre, non solo qualità, varietà e sicurezza nei prodotti che le aziende associate a Terranostra producono, ma regala paesaggi e luoghi splendidi da poter conoscere e scoprire, apprezzando le caratteristiche del territorio, la sua storia, la tradizione che si identificano nella qualità che le aziende di Terranostra e Coldiretti offrono a tutti i consumatori. Per questa opportunità ringrazio l’assessore alle Politiche per lo sviluppo economico, Formazione professionale, Turismo e Semplificazione amministrativa Emanuela Marchiafava, che ha realizzato il progetto sugli itinerari e ringrazio il presidente dell’Associazione Camperisti della Provincia di Pavia Ciro Caramiello”.

Vademecum Coldiretti per vacanze verdi Il vademecum della Coldiretti per la scelta della vacanza verde consiglia di verificare il possesso dell’autorizzazione comunale o dei relativi permessi per l’esercizio dell’attività agrituristica ed è preferibile scegliere gli agriturismi in cui il lavoro agricolo è visibile e dove l’accoglienza è di tipo cordiale e curata direttamente dall’imprenditore agricolo o dalla sua famiglia. Ma poiché per la maggioranza degli ospiti l’agriturismo significa soprattutto cibi genuini e buona alimentazione, è determinante controllare il legame dell’azienda con l’attività agricola, il tipo di azienda e i prodotti coltivati direttamente e accertare che nel menù offerto siano indicati alimenti stagionali e tipici della zona. Vanno preferite le aziende che aderiscono a una associazione come Terranostra e che sono segnalate dalle guide ( www.terranostra.it) e che presentano le garanzie di accreditamento offerte da Campagna Amica. Infine, prima di partire, vale sempre la pena prendere contatto con l’imprenditore agricolo per informazioni dettagliate su cosa offre l’azienda e sui prezzi, sul modo per raggiungerla e sulla distanza da altre mete interessanti, ma anche per verificare quali attività ricreative e culturali, e quali servizi (ospitalità animali) sono offerte e comprese nel prezzo

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(COL)DIRETTAMENTE nel bicchiere

Il Millesimato OP D.O.C.G. PINOT NERO 2007 Cantina Storica IL MONTù

“C’era una volta una cantina sociale […] parrebbe una favola, ma è realtà: siamo in Oltrepo Pavese alle soglie del terzo millennio; la cantina sociale era quella di Montù Beccaria, fondata, tra le prime in Italia, nel lontano 1902” Questo è quanto si legge sul sito web della CANTINA STORICA IL MONTÙ, alla cui storia secolare ha dato nuovo e significativo impulso l’iniziativa di recupero e rilancio voluta da Franco Tonalini e Riccardo Ottina, iniziativa che oggi ci regala un vero punto di riferimento dell’enologia (e della distillazione) del comprensorio. Il vino odierno è uno dei figli pregiati del corso più moderno dell’Azienda; di più, è uno dei figli pregiati dell’intero territorio oltre padano. Stiamo parlando di uno Spumante Metodo Classico che già alla sua presentazione si dichiara con una serie di caratteristiche di gran lignaggio, a cominciare dal vitigno, quel Pinot Nero universalmente riconosciuto come il vitigno principe, l’unico in grado di regalare l’eccellenza qualunque sia la scelta di vinificazione… quel Pinot Nero che sulle colline d’Oltrepò ha trovato il terroir forse più adatto alle sue performances. L’accurata scelta delle uve, sottolineata dalla dichiarazione del millesimo (2007, sono sicuramente le migliori uve dell’annata) e la cura maniacale nella preparazione della cuvée, seguita dalla maturazione sui lieviti per almeno 36 mesi, sono gli altri passaggi fondamentali che parlano dell’importanza di questo spumante. Bottiglia champagnotta di taglio moderno, un po’ più larga di base, con un etichetta nera con scritte rosso ed oro e capsula nera; l’effetto è molto interessante… così, tutta scura, sembra quasi in smoking: elegante. È il momento del calice. Il colore è un giallo paglierino vivo con riflessi che ricordano lampi dorati, da oro antico; il perlage è fine e decisamente persistente. All’olfatto, subito un’intensa e quanto mai realistica impronta di “crosta di pane” seguita da sentori fruttati tra cui spicca dapprima una nota fresca di buccia di cedro che col tempo lascia il campo a frutti esotici maturi (litchi e banana), legati da una leggera nota di mandorla fresca. Una sensazione leggera di vegetale chiude il tutto. Interessante. Lo assaggiamo… ed il Pinot Nero si esprime tutto: gusto pieno da un corpo di tutto rispetto, freschezza assoluta di un’elegante e ricca acidità (decisamente voluta), rotondità e morbidezza portati con nonchalance, grazie ad un sapiente dosaggio della Liquer d’Expédition. L’effervescenza è dosata, oserei dire pacata: non esplode nel cavo orale, ma sottolinea la propria presenza rinforzando la freschezza.

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Anche in questo caso, una bella prova di eleganza. La persistenza è notevole, anche se non ai vertici della categoria, e le percezioni retro-nasali (quelle che abbiamo dopo la deglutizione) sono nette nel ricordo dei profumi percepiti all’olfatto. Con uno spumante di questa categoria, l’abbinamento con il cibo è quanto di più facile ci possa essere: “IL MILLESIMATO” della CANTINA STORICA IL MONTÙ si accompagna con… tutto. Scherzi a parte (ma è veramente così, provare per credere), “IL MILLESIMATO” è un vino da tutto pasto, che (forse) potrebbe prediligere primi piatti di pesce, meglio se ricchi, edimportanti preparazioni sia di pesce che di carni bianche; ma se vi capitasse una fiorentina, soprattutto d’estate (e magari, pure all’aperto, sotto un pergolato…) non fatevi scappare l’occasione di accompagnarla con questo splendido spumante. E se cercate una bottiglia per un importante brindisi di Ferragosto, ecco… l’avete trovata! Buone vacanze.

Roberto Pace Delegato FISAR Pavia


VITIVINICOLO

Cina, via all’indagine antidumping sul vino europeo La Cina ha ufficialmente aperto un’indagine antidumping e antisussidi nei confronti delle importazioni di vino europeo, annunciata l’indomani dei dazi Ue sui pannelli solari cinesi. Il provvedimento avrà una durata di un anno ma potrebbe prorogarsi fino al primo gennaio 2015 e colpirebbe soprattutto Francia, Italia e Spagna che esportano vino nel gigante asiatico dove si è registrato il più elevato tasso di aumento del pianeta nei consumi, che hanno raggiunto i 18 milioni di ettolitri, il quinto posto tra i maggiori paesi bevitori. Una scelta che, secondo la Coldiretti, mette a rischio la crescita record delle esportazioni di vino made in Italy, che nel primo trimestre del 2013 sono aumentate di ben il 377 per cento rispetto allo stesso periodo del 2008, anno di inizio della crisi. “L’agroalimentare italiano non può essere oggetto di scambio e ancor meno di ritorsione come è avvenuto troppo spesso nel passato perché rappresenta uno dei pochi asset su cui può contare il Paese per tornare a crescere” ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che di fronte ad “un calo del 7 per cento nei consumi interni di vino sono le esportazioni a salvare il bilancio del settore con un aumento complessivo del 10 per cento nel mondo che sale all’11 per cento in Cina”. L’apertura dell’indagine per dumping e per sovvenzioni nei confronti dei produttori di vino europeo che hanno esportato in Cina dal 1 gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 è datata 1° luglio 2013, pertanto la procedura di registrazione delle aziende presso le autorità cinese al fine di collaborare all’indagine e usufruire di un dazio ridotto, dovrà essere effettuata, conformemente alle regole WTO entro venti giorni. Le aziende che hanno esportato successivamente al 31 dicembre 2012 o intendono esportare in futuro non rientrano nelle aziende investigate e che possono cooperare per cui non devono fare nulla adesso, ma potranno comunque beneficiare del dazio ridotto successivamente attraverso una specifica domanda la cui procedura non è ancora definita e che sarà legata a eventuali provvedimenti del governo cinese in tema di dazio da dumping.

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(COL)DIRETTAMENTE nel bicchiere

Ricerche e sperimentazioni per identificare l’origine dei vini

Il 24 maggio si è tenuto il convegno “Tracciabilità del Sangiovese a Montalcino: ricerche e sperimentazioni per l’identificazione dell’origine”, organizzato dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino che, prima di altri, si è posto il problema della tracciabilità del Brunello. Dopo lo scandalo del 2008, quando la Procura di Siena ha indagato per frode in commercio cinque grossi produttori di Montalcino in base all’ipotesi che quei produttori usassero tra il 10 e il 20% d’uve non Sangiovese nel loro Brunello, che invece in base al disciplinare deve contenere al 100 per 100 quel vitigno, il Consorzio ha affidato un progetto di studio dei metodi per la tracciabilità varietale e geografica del Brunello di Montalcino a Fulvio Mattivi, coordinatore del Dipartimento Qualità Alimentare e Nutrizione presso il Centro Ricerca ed Innovazione della Fondazione Edmund Mach Istituto di San Michele all’Adige, riconosciuto anche dal Ministero e dalla Repressione Frodi. Nel corso del convegno è emerso che, il metodo più efficace e sicuro per tracciare l’origine del vino contenuto in ciascuna bottiglia di Brunello, è il metodo cosiddetto degli “antociani” e non quello del DNA. Il principale filone sviluppato è stato lo studio della frazione colorante (antocianidinica) in vini sottoposti ad un lungo periodo di invecchiamento, che ha confermato che la formazione dei pigmenti nel vino segue un percorso che dipende dalla varietà e quindi che è possibile tracciare con sicurezza il Sangiovese presente in quella bottiglia. Gli altri due filoni della ricerca hanno riguardato lo sviluppo dei metodi che considerano il Dna, a cura di Stella Grando, referente per la genetica della Fondazione Edmund Mach Istituto di San Michele all’Adige, e gli isotopi

stabili, a cura Federica Camin, responsabile della Piattaforma “Isotopi Stabili e Tracciabilità” del Centro ricerca ed innovazione della Fondazione Edmund Mach istituto di San Michele all’Adige. Il metodo del profilo antocianico, cui si affianca per una ulteriore definizione territoriale quello degli isotopi stabili, è risultato più attendibile rispetto a quello del Dna, che attualmente non consente risultati scientificamente riproducibili per un controllo sicuro ed esteso su tutta la produzione e soprattutto non è sufficiente a stabilire la purezza di un vino (se è cioè monovitigno nel caso del Brunello), ma solo se quel tipo di varietà (in questo caso Sangiovese) è presente, senza escludere quella di altri. I risultati della sperimentazione, sottoposta a prova concreta con l’analisi di 180 campioni di Brunello di Montalcino 2007 prelevati in commercio, e la metodologia messa a punto sono stati pubblicati nel 2012 su un’importante rivista americana e presentati alle autorità statunitensi, primo fra tutti il Ttb (Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau) in un incontro svoltosi all’ambasciata italiana a Washington. Riprendendo gli esiti di queste ricerche svolte per identificare l’origine del Brunello di Montalcino, viene spontaneo auspicare una simile azione anche nei confronti del vino Bonarda dell’Oltrepò Pavese, uno dei vini tradizionalmente identificativi del nostro territorio, spesso in vendita sugli scaffali della GDO a prezzi talmente al ribasso da non giustificare nemmeno i costi di produzione. Questi modelli di ricerca, che potrebbero essere utilizzati per smascherare i cosiddetti “vini di carta”, rappresentano un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione di quei vini che contribuiscono a tenere alta l’immagine dell’Italia nell’enologia mondiale.

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VITIVINICOLO

4° edizione del Premio Imprese internazionale

Il 13 settembre è il termine ultimo per presentare le candidature

La Camera di Commercio di Pavia ha aperto i termini per partecipare alla quarta edizione del “Premio Imprese Internazionali”, un’iniziativa che si propone di dare visibilità e riconoscimento alle imprese che vantano esperienze di internazionalizzazione attiva e di valorizzazione sui mercati esteri del “made in Pavia”. I premi, una medaglia d’oro del conio camerale e un diploma, saranno consegnati nel corso di una cerimonia pubblica alle prime 8 imprese classificate della nostra Provincia che si sono distinte per aver avuto un significativo progresso e posizionamento sul mercato di riferimento rispetto ai concorrenti, creando in questo modo valore per il territorio e rendendolo più attrattivo e competitivo.

I nostri uffici sono a disposizione per la presentazione delle domande.

Giacenze vino

al 31 luglio 2013

Scadenza 10 settembre 2013 In attesa della pubblicazione della circolare Agea che definisce le modalità per la presentazione delle dichiarazioni di giacenza vino al 31 luglio di ogni anno, iniziamo a ricordare questo importante adempimento per permettere alle aziende di completare e verificare le chiusure al 31 luglio dei registri di carico/scarico, procedendo con i saldi colonna per colonna. In base alla normativa in vigore sono obbligati a presentare la dichiarazione di giacenza tutte le persone fisiche o giuridiche o le associazioni di dette persone che detengono vino e/o mosti di uve e/o mosti concentrati e/o mosti concentrati rettificati alle ore 24.00 del 31 luglio, mentre, sono esonerati dall’obbligo della presentazione i consumatori privati La presentazione della dichiarazione di giacenza vino è l’occasione per verificare la corrispondenza tra i quantitativi presenti sui registri di cantina e quelli realmente presenti nel magazzino (sia sfusi sia confezionati comprese quindi le bottiglie e i vini contenuti nei vari recipienti) annotando eventuali cali e autoconsumi.

I nostri uffici sono a disposizione per ogni chiarimento; invitiamo le aziende interessate a fornire i dati utili per la compilazione della dichiarazione a partire dai primi di agosto e comunque entro il 31 agosto 2013. Attività di informazione misura 111/B che è stata oggetto di richiesta di finanziamento sulla misura 111 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Lombardia; cofinanziato dell’Unione Europea attraverso il FEASR

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TECNICO

Prevenzione incendi in agricoltura

Autorizzazione alle emissioni in atmosfera: essiccatoi di cereali e foraggi

Il tema dellaprevenzione incendi è sempre stato ritenuto un argomento spinoso da parte di tutto il comparto agricolo, a causadegli elevati costi di adeguamento richiesti per l’ottenimento della certificazione da parte dei Vigili del Fuoco. Il D.P.R. 1° agosto 2011 n° 151 disciplina i procedimenti di Prevenzione Incendi ed ha aggiornato l’elenco delle attività soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi aggiungendo le cisterne di gasolio con capacità da 1.000 a 9.000 litri, che sono sempre state escluse da tali adempimenti. Per questa nuova categoria l’azione sindacale di Coldirettiha ottenuto un ulteriore slittamento al 7 ottobre 2014 del termine ultimo per la presentazione ai Vigili del Fuoco della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) che era prevista per il 7 ottobre di quest’anno. Pertanto, in attesa di ottenere la richiesta esenzione delle cisterne agricole dalla prevenzione incendi, sono posticipati i costi burocraticiche le imprese agricole avrebbero dovuto sostenere per le richieste di perizie asseverate.

Come è noto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 ha previsto l’obbligo di autorizzazione alle emissioni in atmosfera anche per le attività agricole che precedentemente non erano soggette (per esempio: allevamenti zootecnici, molitura cereali, essiccazione di cereali e foraggi). Coldiretti ha da sempre contrastato a livello ministeriale questa norma, ritenendola inutilmente restrittiva in modo particolare per gliimpianti di essiccazioneil cui utilizzo è limitato in un arco temporale di massimo 2/3 mesi all’anno. È stato inoltre più volte ribadito il fatto che le aziende agricole sono generalmente ubicate in aperta campagna, lontane dai centri abitati,e la tipologia di emissioni generate è composta da polveri derivate dalla lavorazione di vegetali e quindi senza contenuti di sostanze chimiche pericolose. Per questi motivi Coldiretti ha richiesto al Ministero dell’Ambiente di esentare da qualsiasi obbligo di richiesta autorizzazione gli essiccatoi dotati di bruciatori con potenza termica nominale, per corpo essiccante, uguale o inferiore ad 1 MW (circa 860.000 Kcla/h). Se tale deroga venisse accettata, la maggior parte degli essiccatoi utilizzati dalle imprese agricole nostre associate sarebbe esclusa da qualsiasi adempimento burocratico. Nell’attesa di sapere se verranno accolte le nostre aspettative, illustriamo l’iter da effettuarsi entro il 1 settembre 2013 (probabile proroga al 31 dicembre 2013) per il completamento delle pratiche iniziate a luglio dello scorso anno con la presentazione alla Provincia di Pavia delle istanze di richiestaautorizzazione alle emissioni in atmosfera: 1. Regione Lombardia ha pubblicato sul BURL del 10/07/2013 un allegato tecnico che Coldiretti ha sollecitatoper semplificare al massimo gli insostenibili adeguamenti richiesti nelle precedentidisposizioni. Le principali prescrizioni per gli impianti con un funzionamento inferiore ai 90 giorni/anno e dotati di bruciatori con potenza termica inferiore a 1 MW sono: • Per evitare dispersioni di polveri diffuse l’essiccatoio deve trovarsi ad una distanza di almeno 500 metri da abitazioni di terzioppure essere adeguatamente confinato (capannone, portico,piantumazione protettiva, barriere mobili) • La fase di pulitura deve essere dotata di un filtro a ciclone posto a valle dell’impianto di aspirazione polveri • La colonna di essiccazione deve essere dotata di un contaore che permetta di dimostrare gli effettivi giorni di funzionamento annuale. • Le analisi delle emissioni non sono richieste se vengono adottati gli accorgimenti sopra descritti. 2. L’allegato tecnico di cui sopra deve essere compilato ed inviato alla Provincia entro il 01/09/2013. Coldiretti ha chiesto al Governo di concedere una proroga al 31/12/2013 di tale termine. 3. I principali dati richiesti nell’allegato sono i seguenti: potenza del bruciatore in Kw o Kcal/h, presenza di filtri abbattitori di polveri sulle singole fasi (ricevimento, stoccaggio, trasporto, pulitura, essiccazione), eventuali adeguamenti previsti entro il 01/09/2013. 4. Dovrà essere versato alla Provincia l’importo di 150 Euro a pratica per i costi di istruttoria per il rilascio dell’autorizzazione alle emissioni (che avrà una durata di 10 anni).

Le principali attività soggette alla prevenzione incendi che generalmente si trovano nelle imprese agricole sono le seguenti: Impianti per l'essiccazione di cereali e di vegetali in genere con depositi di prodotto essiccato con quantitativi in massa superiori a 500 q.li Depositi e/o cisterne di olio o gasolio di capacità geometrica da 1.000 a 9.000 litri (scadenza presentazione SCIA asseverata: 07/10/2014) Depositi di cereali e di altre macinazioni con quantitativi superiori a 500 q.li Depositi di legnami, di paglia, di fieno e di altri prodotti affini con quantitativi in massa superiori a 500 q.li (con esclusione dei depositi all’aperto con distanze da fabbricati esterni all’azienda superiori a 100 m) Serbatoi fissi di GPL con capacità geometrica complessiva superiore o uguale a 300 Litri (O,3 m3) Bruciatori o caldaie con potenzialità calorica superiore a 116 kW (100.000 kcal/h) Considerati i controlli che i Vigili del Fuoco stanno effettuando su tutto il territorio provinciale, in modo particolare alle aziende con impianti di essiccazione cereali, si consiglianogli imprese agricole soggette alla prevenzione incendidi tutelarsi da eventuali spiacevolisanzioni rivolgendosi ad un professionista abilitatoche le possa assisterenell’adeguamento alla normativa.

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In considerazione del fatto che solo entro la metà di agosto si conosceranno gli esiti di accoglimento delle nostre richieste di proroga al 31/12/2013 per gli adeguamenti e di esenzione dei piccoli e medi impianti essiccazione, si consiglia alle imprese agricole interessate di attendere ad effettuare gli adeguamenti richiesti dalla normativa ambientale. Sarà nostra cura dare ampia informazionesugli sviluppi della vicenda e, a prescindere dalle decisioni governative, organizzare l’assistenza alle imprese che dovranno completare l’iter di autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli essiccatoi.

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TECNICO

Sicurezza sul lavoro sposizione ai rischi ha provocato l’insorgenza di malattia professionale ed a confermare l’idoneità del lavoratore a svolgere la sua mansione (generalmente sono effettuate 1 volta l’anno). Il Medico Competente deve possedere specifica formazione nel campo della Medicina del Lavoro ed è sempre nominato dal datore di lavoro.

SORVEGLIANZA SANITARIA PER LE ASSUNZIONI IN VENDEMMIA

Il Decreto Interministeriale del 27 marzo 2013 emanato di concerto dai Ministeri della Salute e delle Politiche Agricole chiarisce alcuni adempimenti previsti nel Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro per i lavoratori stagionali o occasionali occupati in mansioni generiche che non richiedano specifici requisiti professionali per un periodo non superiore a 50 giornate/anno.

SORVEGLIANZA SANITARIA IN AGRICOLTURA

La Sorveglianza Sanitaria consiste nella seguente serie di accertamenti clinici effettuati dal Medico Competente all’ingresso del lavoratore nell’azienda e periodicamente ripetuti al fine di seguire l’evoluzione del suo stato di salute: • visita preventiva che ha lo scopo di stabilire se le condizioni di salute del lavoratore gli consentono di essere esposto ai rischi presenti nella sua mansione e sul suo luogo di lavoro. Deve essere effettuata prima che il lavoratore inizi a lavorare, e deve essere ripetuta nel caso di cambio mansione. • visita preassuntiva, ha le stesse caratteristiche della visita preventiva, ma può essere effettuata prima che si siano concluse le pratiche burocratiche dell’assunzione per evitare all’impresa di prendere in carico dipendenti che non abbiano caratteristiche idonee alle mansioni lavorative previste. • visite periodiche successive mirate a controllare se l’e-

Nel testo del Decreto è previsto che le imprese agricole effettuino la visita medica preventiva per valutare l’idoneità alle mansioni dei dipendenti stagionali (vendemmia compresa) da effettuarsi con cadenza biennale. Le visite mediche potranno essere richieste presso il dipartimento di prevenzione dell’ASL oppure effettuate da parte del Medico Competente dell’impresa agricola e non dovranno comportare alcun onere per i lavoratori. Coldiretti ritiene da sempre importante la tutela della salute dei lavoratori, ma è anche innegabile che le mansioni di raccolta uva non prevedano rischi specifici di malattie professionali in considerazione anche del fatto che si tratta di impegni lavorativi solitamente della durata di pochi giorni. Pertanto la prescrizione di visite mediche preassuntive per i circa 3.000 lavoratori che verranno assunti nella prossima campagna vendemmiale sarà un impegno sicuramente difficoltoso da organizzare e da espletare, oltre che oneroso per le imprese agricole già provate economicamente dal calo dei prezzi dei propri prodotti e dagli aumenti di tutti i costi di gestione aziendale.

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TECNICO

Apparecchi di sollevamento Immatricolazione, prima verifica e verifica periodica

Il Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro (D.L.gs n.81/2008) dispone che gli apparecchi di sollevamento siano sottoposti a verifiche periodiche volte a valutarne l’effettivo stato di conservazione ed efficienza ai fini della sicurezza.

A tal fine il Decreto Interministeriale 11 aprile 2011 ha introdotto nuove modalità di richiesta e gestione delle verifiche periodiche di legge relative ai mezzi di sollevamento e stabilisce che i proprietari debbano comunicarne immediatamente la messa in servizio all’INAIL territorialmente competente. Per la Provincia di Pavia si dovrà fare riferimento all’INAIL di Milano in Corso di Porta Nuova n° 19. Per mezzi di sollevamento si intendono tutte le attrezzature che, nelle attività agricole, sono adibite all’esecuzione delle attività di movimentazione e sollevamento di carichi. Le imprese agricole con dipendenti che utilizzano sollevatori con braccio telescopico, carri raccogli frutta, cestelli per il sollevamento persone oppure gru per caricamento materiali con portata superiore a 200 Kg sono pertanto tenute ad effettuare i seguenti adempimenti: 1.

MESSA IN SERVIZIO da richiedere all’INAIL di Milano (verrà attribuito un n° di MATRICOLA);

2. PRIMA VERIFICA da richiedere all’INAIL di Milano. • Per gli apparecchi messi in servizio PRIMA del 23 maggio 2012 la richiesta di verifica assolve anche l’obbligo di comunicazione di MESSA IN SERVIZIO. • Per gli apparecchi messi in servizio DOPO il 23 maggio 2012 si richiede la sola messa in servizio (la prima verifica verrà effettuata successivamente). Le istanze di IMMATRICOLAZIONE e di PRIMA VERIFICA dovranno essere inviate secondo le nuove modalità previste dal Decreto, il quale prevede che il datore di lavoro indichi il nominativo del soggetto abilitato, pubblico o privato, del quale l’INAIL può avvalersi nel caso non sia in grado di effettuare direttamente la verifica entro 60 giorni. Per maggiori informazioni e per accedere alla modulistica occorrente ed all’elenco dei soggetti abilitati alle verifiche periodiche, l’indirizzo internet da consultare è il seguente: www.inail.it/internet/default/INAILincasodi/Verificaimpiantieattrezzature/index.html Si precisa che i soggetti abilitati possono essere autorizzati ad eseguire le verifiche ai seguenti gruppi: SC (sollevamento cose), SP (sollevamento persone) e le tariffe richieste dall’ente verificatore variano a seconda del-

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TECNICO

la tipologia di attrezzatura (ad esempio per i carrelli con braccio telescopico la tariffa è di 256 Euro). Si evidenza inoltre che per le apparecchiature in servizio già da qualche anno i soggetti verificatori richiederanno una documentazione comprovante l’avvenuta manutenzione ordinaria. Si consiglia pertanto di tracciare tutte i controlli effettuati e previsti nel libretto di manutenzione del mezzo, oppure di esibire la fattura rilasciata dall’officina che ha effettuato la manutenzione. 3. VERIFICHE PERIODICHE (annuali o biennali in base alla tipologia dell’apparecchiatura) da richiedere all’ASL di Pavia preferibilmente tramite la posta elettronica certificata (PEC) al seguente indirizzo: protocollo@pec.asl.pavia.it Per maggiori informazioni e per accedere alla modulistica occorrente, l’indirizzo internet da consultare è il seguente: http://www.asl.pavia.it/webasl/inevidenza.nsf/DM11042011

Servizio di assistenza Coldiretti Pavia

Gli imprenditori agricoli che necessitano di assistenza per espletare gli adempimenti sopra esposti sono invitati a recarsi presso gli Uffici Zona di Coldiretti Pavia dove potranno avvalersi della nostra collaborazione per la compilazione delle richieste di MESSA IN SERVIZIO e di VERIFICA dei mezzi di sollevamento. Per avvalersi della nostra assistenza sarà necessario consegnare presso i nostri uffici la seguente documentazione: • Fattura o bolla di consegna • Libretto di circolazione • Manuale di istruzioni o scheda tecnica del mezzo • N° di matricola ISPESL o INAIL (se già posseduti) • Dati del costruttore • Dichiarazione conformità CE Occorre infine precisare che le verifiche sono sempre onerose ed a carico del datore di lavoro, il quale ha anche l’obbligo di conservare e rendere disponibile la documentazione relativa all’attrezzatura. La mancata verifica periodica è punita dagli organi di controllo con una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro.

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EPACA

Attività di informazione misura 111/B che è stata oggetto di richiesta di finanziamento sulla misura 111 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Lombardia; cofinanziato dell’Unione Europea attraverso il FEASR

Infortuni agricoli Le nuove regole per la denuncia di infortunio I coltivatori diretti coloni e mezzadri sono assicurati obbligatoriamente all’Inail, quindi sono tutelati sia se subiscono un infortunio sul lavoro, sia se contraggono una malattia professionale a causa e nell’esercizio del lavoro svolto o dei materiali utilizzati (es. esposizione a sostanze dannose, rumore, ecc.). La quota INAIL viene versata direttamente con i contributi previdenziali ex-scau che, tra le varie voci che concorrono a determinare la quota a carico di ciascun iscritto, comprende anche la quota infortuni che per l’anno 2013 è pari a € Ma prima di vedere le novità introdotte che riguardano l’inoltro delle denuncie di infortunio, è utile richiamare gli adempimenti che devono essere rispettati in caso di infortunio.

primo CERTIFICATO MEDICO da parte del Pronto Soccorso o dal proprio medico di base, i soggetti interessati, devono obbligatoriamente: • compilare la denuncia di infortunio ed inviarla alla sede INAIL di competenza. Per la nostra provincia le sedi sono Pavia e Vigevano; • inviare copia della Denuncia di Infortunio alla autorità di Pubblica Sicurezza ovvero la Polizia di Stato nelle città dove è presente con proprie sedi oppure, là dove non è presente la Polizia di Stato al Sindaco del Paese dove si è verificato l’evento. Nel caso di infortuni mortali il tempo entro il quale occorre inoltrare la denuncia si riduce ad un giorno (24 ore) dall’evento.

Innanzitutto la responsabilità della denuncia di infortunio spetta: • ai Datori di Lavoro per infortuni occorsi a se stessi e ai propri dipendenti; • ai titolari d’azienda per infortuni occorsi a se stessi e ai componenti del proprio nucleo aziendale;

Quali nuove procedure sono state introdotte Fermo restando gli obblighi sopra illustrati, l’inoltro della denuncia alle sedi INAIL non può più avvenire a mezzo modulo cartaceo ma deve esclusivamente essere inoltrato ESCLUSIVAMENTE con modalità telematica e con posta certificata. I Datori di Lavoro ed i Titolari d’azienda possono, così come avveniva prima dell’introduzione della nuova disposizione, rivolgersi In caso di infortunio come ci si deve comportare ? alle U.O.L. di appartenenza e chiedere l’assistenza necessaria per BARATTI ANGELO 11x8(48 ok_Layout 24/01/12 16:31 Pagina 1 denuncia. Entro i DUE GIORNI SUCCESSIVI ore) a quello del1rilascio del la compilazione e l’inoltro della

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Attività di informazione misura 111/B che è stata oggetto di richiesta di finanziamento sulla misura 111 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Lombardia; cofinanziato dell’Unione Europea attraverso il FEASR

Festa dell’aia dei pensionati Coldiretti Una atmosfera di altri tempi ha caratterizzato la Festa Regionale dei Pensionati Coldiretti il tradizionale appuntamento che quest’anno si è svolto in provincia di Milano. Una manifestazione anche quest’anno è riuscita ad aggregare un numeroso gruppo di pensionati provenienti da ogni angolo della Lombardia. Una giornata trascorsa in compagnia ed in allegria che si è divisa tra fede, storia e divertimento. La Santa Messa è stata celebrata dal Consigliere Ecclesiastico Regionale Don Claudio Vezzoli nella splendida Abbazia di Morimondo che, nella sua omelia, ha ricordato il ruolo dei pensionati all’interno delle famiglie ed i meriti che hanno all’interno della società. Al termine della celebrazione i pensionati hanno potuto visitare tutto il complesso della Abbazia accompagnati dalle guide locali. Al termine l’intero gruppo si è trasferito nella Cascina Pietrasanta di Magenta dove si è svolta la Festa sull’Aia con musica e canti che hanno richiamato l’atmosfera ed hanno ricordato le feste che si celebravano nelle cascine in tempi ormai lontani. Anche quest’anno i pensionati di Pavia si sono presentati numerosi. Grande soddisfazione per la giornata di festa è stata espressa dai partecipanti e dal presidente proGEOCAP imp._Layout 1 29/01/13 09:17 Pagina 1

vinciale Pierluigi Cerri il quale ha dichiarato che anche in questa occasione “l’adesione e la partecipazione dei pensionati di Pavia è frutto dell’impegno organizzativo avviato della Associazione che si sta consolidando grazie anche al supporto offerto dalla Federazione Coldiretti”. Accanto alle tematiche sindacali e sociali che interessano la categoria – ha proseguito Cerri – l’Associazione provinciale promuove anche momenti di aggregazione e di svago che consentono i coinvolgere un sempre maggiore numero di pensionati in modo da consolidare la base associativa. Anche il vice presidente Santino Necchi ha evidenziato l’atmosfera d’altri tempi che si è svolta nella cascina luogo dove anni fa si svolgevano tutte le attività lavorative, economiche e dove le persone si incontravano per socializzare. “la cascina – ha detto Santino Necchi – era il centro di tutte le relazioni sociali e ritornare a quella atmosfera che univa le persone è una cosa positiva che deve essere recuperata e valorizzata” Per avere informazioni sulle attività e sulle iniziative promosse dalla Associazione Pensionati Coldiretti di Pavia è possibile contattare la Segreteria al numero di telefono 0382 518069.

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Coldiretti al campo scuola della Protezione Civile Impegno, avventura, responsabilità e divertimento per i ragazzi delle scuole medie pavesi Quest’anno, per la prima volta, la provincia di Pavia organizza, in collaborazione con il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile e l’Associazione 4x4 Pavia, un campo scuola di protezione civile per i ragazzi di terza media degli Istituti scolastici della Provincia di Pavia. Il campo scuola si svolgerà presso la frazione Colleri di Brallo di Pregola dal 7 al 13 luglio 2013. Durante la permanenza i ragazzi saranno impegnati in diverse attività didattiche e formative, stabilite dal Dipartimento Nazionale, che permetterà ai giovani di conoscere da vicino il mondo della protezione civile. Il programma prevede incontri con chi si occupa dell’antincendio boschivo e delle attività di primo soccorso esercitazioni pratiche e molto altro con lo sco-

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po si sensibilizzare l’attenzione all’ambiente, alle loro ricchezze e alle loro fragilità. Coldiretti ha offerto la sua piena disponibilità in questo progetto fornendo diversi generi alimentari a chilometro zero delle proprie aziende. Latte, succo di mele, verdure, pesche, farina, pasta, riso, passata di pomodoro sono solo alcuni dei prodotti messi a disposizione dalle aziende agricole di Coldiretti che verranno utilizzati per garantire ai ragazzi che parteciperanno un’alimentazione sana ed equilibrata. Venerdì a mezzogiorno, presso l’amministrazione Provinciale, si terrà per l’occasione una conferenza stampa. “Partecipiamo con entusiasmo a questa iniziativa, – ha dichiarato Giovanni Roncalli, Direttore di Coldiretti Pavia – la consideriamo un’opportunità soddisfacente per i ragazzi sia in termini di esperienza vissuta sia di sensibilizzazione verso il mondo della protezione civile e al contempo sensibilizzare i giovani verso la qualità dei prodotti del nostro territorio.”


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4 cuochi per 4 piatti Nasce dalla volontà dello chef Gianni Magnini, esperto conoscitore del mondo della ristorazione e del lavoro. È un progetto che nasce anche grazie al patrocinio di Coldiretti, del Comune di Pavia, e di Federconsumatori. L’iniziativa ha lo scopo di preparare i giovani che si trovano a dover affrontare il primo passo o a ridisegnare il proprio profilo occupazionale, capaci di assolvere ai propri compiti professionali con responsabilità e competenza, mostrandosi contemporaneamente aperti alle istanze sociali e culturali provenienti dal mondo circostante. La missione mira a proporre al mercato lavorativo e alla società, persone di talento, formate su competenze tecnico-professionali, all’interno di un contesto etico, con massima serietà e competenza. Ogni singolo cuoco è posto al centro dell’attività grazie a un rapporto personalizzato con azienda e tutor, che mira a stimolare in lui spirito d’iniziativa e il senso di responsabilità,

capacità relazionali e flessibilità, ottimismo e senso del bene comune. L’offerta ha come obiettivo il collegamento dei futuri cuochi nel mondo del lavoro grazie a solide e competitive conoscenze, comportamenti ed attitudini. In questa direzione, è caratteristico il rapporto sinergico con le numerose e qualificate aziende convenzionate leader del proprio settore. Per partecipare è necessario aver assolto l’obbligo scolastico o scuola professionale. Per info: www.4cuochper4piatti.com

Pesche nettarine Dal 1° luglio non è commercializzabile il calibro D Si ricorda a tutti gli operatori quanto previsto dalla norma di commercializzazione di pesche e nettarine, regolamento di esecuzione (UE) n°543/2011 e successive modifiche, ovvero il divieto di commercializzare dopo il 1° luglio il prodotto di calibro “D”, quello di diametro inferiore ai 56mm (51-56mm) o agli 85 grammi di peso (65-85grammi). In passato, ci sono state diverse proposte per l’eliminazione del calibro “D”, ma nessuna è stata approvata. Rimane pertanto in vigore, si ribadisce, quanto previsto dal regolamento comunitario che consente la commercializzazione di pesche e nettarine di questo calibro, “D”, ma solo fino al 30 giugno di ogni anno. Dal 1° luglio di ogni campagna scatta il divieto. | 41


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CANALI DI ASSISTENZA TELEMATICA FISCO

Firmato protocollo d’intesa tra Coldiretti Lombardia e l’Agenzia delle Entrate

Meno code agli sportelli e tempi più rapidi per le pratiche È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato dall’Agenzia delle Entrate con la Coldiretti Lombardia per l’utilizzo dei canali di assistenza telematici. L’accordo, siglato da Eduardo Ursilli Direttore regionale dell’Agenzia e da Ettore Prandini Presidente della Coldiretti Lombardia, punta a una semplificazione dei rapporti con il fisco, facendo risparmiare tempo, fatica e stress agli utenti. Per via telematica sarà quindi possibile avere: assistenza on line, duplicati di tessere sanitarie e codice fiscale, rilascio, variazione e cessazione della partita Iva, registrazione dei contratti di locazione. Il tutto senza recarsi fisicamente presso gli uffici dell’Agenzia, tagliando le code e i tempi di attesa. Nell’ambito di questo protocollo sul “fisco facile” è previsto anche un osservatorio regionale con rappresentanti dell’Agenzia delle entrate e della Coldiretti

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Lombardia per monitorare il flusso delle richieste, intervenire in caso di eventuali criticità che potrebbero essere riscontrate e proporre interventi migliorativi. Riprendiamo il comunicato stampa di Coldiretti Lombardia per esprimere la nostra soddisfazione per l’accordo raggiunto con la Direzione Regionale delle Entrate. L’accordo, come riportato nel comunicato, consente una semplificazione delle pratiche burocratiche ed una riduzione delle tempistiche che noi riteniamo essenziale al fine dell’ottimizzazione delle pratiche che incrociano l’Agenzia delle Entrate. Coldiretti ha da sempre fatto sua la battaglia contro le lungaggini e le complicazioni che la burocrazia molte volte produce. Coldiretti ha sempre ritenuto invece che una migliore gestione delle imprese passi anche attraverso la semplificazione delle pratiche burocratiche e la conseguente riduzione dei tempi necessari per il loro espletamento. Oggi, grazie a questo accordo con la Direzione Regionale delle Entrate, un grande passo in avanti è stato raggiunto in questa direzione.

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