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n.1 2013 ANNO 68

Poste Italiane S.p.a. Spedizione in a. p. D.L.353/2003 convertito in L. 27/02/2004 n. 46 art.1 comma 1 DCB/PV

periodico di Coldiretti Pavia

per Sergio Marini la conferma XXXVa Assemblea Nazionale di Coldiretti Sergio Marini riconfermato per altri 4 anni. Eletta anche la nuova Giunta esecutiva


in primo piano Il Coltivatore Pavese

Edito dalla Federazione Provinciale COLDIRETTI PAVIA Abbonamento annuo Euro 40,00

Presidente

Giuseppe Ghezzi

Direttore

Giovanni Roncalli

Responsabile di Redazione Claudio Milani

Direzione artistica Marino Galli

Comitato editoriale:

Mario Campari, Sergio Canobbio, Giuseppina Cannavò, Matteo Castellani, Enrico De Marziani, Matteo De Ponti, Giuseppe Fra, Nadia Festari, Marta Madama, Pietro Angelo Migliavacca, Claudio Molteni, Luigi Negri, Marco Nicola, Alessandro Negruzzi, Maria Enrica Omodei, Carlo Palladino, Monica Rosina, Annamaria Seves, Rosanna Sora

Redazione ed amministrazione:

Registrazione del Tribunale di Pavia n.3 del 17 luglio 1948

versione per pc e smartphone su: www.pavia.coldiretti.it

twitter.com/coldirettipavia facebook.com/coldiretti.pavia ilcoltivatorepavese@coldiretti.it fotografie: archivio fotografico Coldiretti

Il Coltivatore Pavese viene inviato a tutti i soci della

Federazione Provinciale Coldiretti Pavia iniziativa realizzata con il contributo di

Direzione Generale Agricoltura

Progetto grafico e impaginazione Fotocomposizione e stampa Grafiche Lama Srl

Strada ai Dossi di Le Mose, 5/7, Piacenza

Concessionaria di pubblicitĂ  Grafiche Lama Srl

Strada ai Dossi di Le Mose, 5/7, Piacenza

Tel. +39 0523 592803, +39 0523 592859 Questo numero è stato chiuso in redazione il 15 febbraio 2012

sommario

Viale Brambilla, 34 - 27100 Pavia Tel. +39 0382 518001, Fax +39 0382 518010


35° Assemblea elettiva nazionale

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SINDACALE

VITIVINICOLO

TECNICO

BREVI

La Lombardia che vorremmo

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Fondo: con Fai verso i mercati esteri Tesseramento 2013 La Lombardia che vorremmo Una scelta per la crescita e la comunità Rinnovo al vertice di Giovani Impresa La GDO italiana perde posizioni Ettore Prandini nella Giunta nazionale Expo 2015: intesa con Coldiretti per valorizzare l’agricoltura Etichettopoli

5 7 10 11 12 13 14 14 15

(Col)direttamente nel bicchiere Vendemmia verde E-baccus facoltativa Cina e Brasile in Oltrepò Contributi a Consorzi per l’intarnazionalizzazione Riforma PAC Compilazione del Registro di Campagna

16 17 18 18 19 20 24

Benessere suini Incentivi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili Comunicazione obbligatoria alle ASL della presenza di amianto Florovivaismo Bando Camera di Commercio Patenti trattori a rischio Nuovi incentivi per le aziende agricole: Bando INAIL Riso: drastica riduzione degli investimenti Contratti di filiera Uso d’emergenza del Propanil Riso: può proseguire la lotta al pluralismo e al brusone Stati generali Approvato il nuovo piano assicurativo agricolo 2013 Legge di stabilità Italia che resiste: piccole grandi storie di lombardi I nuovi ammortizzatori sociali

25 27 28 29 30 31 31 32 32 33 33 34 35 38 40 40

Pillole di Coldiretti

42


Ci vediamo all’Iper di Montebello!

Dal 1°marzo, tutti i venerdì il Mercato di Campagna Amica

sul piazzale del Centro Commerciale Montebello realizzato in collaborazione con:

)576<-*-447,*

WWW.CAMPAGNAMICA.IT

WWW.PAVIA.COLDIRETTI.IT


Con Fai

verso i mercati esteri

Uno sbarco in grande stile sui mercati esteri con i prodotti della filiera agricola italiana e il varo, all’interno di supermercati e Gdo in genere, della Bottega italiana, spazio dedicato al prodotto firmato dagli agricoltori italiani che garantisce italianità, qualità ed equa distribuzione del valore. Sono queste le direttrici di un lavoro già impostato nel primo mandato con cui il presidente di Coldiretti Sergio Marini, riconfermato alla guida della maggiore delle organizzazioni agricole italiane, si appresta a iniziare il nuovo quadriennio Stiamo organizzando una piattaforma pubblico-privata per i mercati internazionali caratterizzata dal marchio di qualità Fai (Firmato dagli agricoltori italiani) rivolta a promuovere l’internazionalizzazione del paniere Italia di qualità. Nessuno l’ha saputo fare in passato, nonostante si siano sprecati tanti soldi per strutture finalizzate a questo obiettivo. Non a caso oggi c’è tanto falso Made in Italy nel mondo.

Sul piano nazionale rafforzeremo la rete di Campagna Amica e le sue botteghe dove si fa vendita diretta ma partirà anche lo spazio Bottega italiana all’interno della Gdo, che offrirà un paniere a marchio Fai. Spazio, che deve essere qualcosa più di un corner, dove ci saranno esclusivamente prodotti della filiera agricola italiana che hanno la certificazione della nostra Fondazione Campagna Amica’. In vista delle elezioni lanciamo un messaggio al governo che verrà, con la richiesta di mettere definitivamente al centro dell’agenda politica l’agricoltura, l’alimentazione, il cibo, l’ambiente e il territorio. Il Paese deve tornare a uno sviluppo sostenibile e deve farlo nel breve. Sul piano fiscale vorremmo anche che venisse meno il pregiudizio secondo il quale l’agricoltura non pagherebbe le tasse. Lo stesso pregiudizio che ci ha portato a una Imu iniqua e che deve essere rivista come ha riconosciuto lo stesso premier Monti. Soffermiamoci infine sul negoziato relativo alla politica agricola comunitaria, osservando che le modifiche apportate dal Parlamento europeo sono un miglioramento ma certo non ci soddisfano completamente.

EDITORIALE | 5


Tesseramento 2013

A tutti gli Associati di Coldiretti di Pavia

Caro Associato, con il nuovo anno si apre anche la campagna di tesseramento 2013; e per questa nuova stagione di impegni, lo slogan che abbiamo scelto definisce da solo quale sarà la progettualità attorno a cui lavoreremo: Coldiretti: l’Italia che fa l’Italia! Nello scorso anno, ricco di eventi significativi, ci siamo confrontati su più fronti e su parecchi argomenti, per confermare ovunque la centralità dell’impresa; ma nel 2013, che sia apre con un appuntamento oramai divenuto quasi fisso per il Paese… quello delle elezioni, dovremo ribadire chiaramente che il modello di sviluppo per la nostra agricoltura dovrà trarre nutrimento dai nuovi punti di forza del Paese. Per questo ci apprestiamo ad affrontare il confronto elettorale del 24 e 25 febbraio, con un decalogo di proposte da sottoporre a tutti gli schieramenti politici e che, in coerenza con il nostro modello di sviluppo, abbiamo definito “L’Italia che vogliamo”. Scorrendo qua e là i programmi e i manifesti elettorali dei vari partiti, ci accorgiamo che attorno alle proposte di Coldiretti cresce quotidianamente il consenso di tutte le forze sociali, confermando un’attenzione all’agricoltura mai vista prima. L’agroalimentare italiano, anche a causa della crisi degli altri comparti che ancora non hanno saputo strutturare un proprio percorso di crescita, è diventato la prima voce del PIL nazionale, trovando una accresciuta attenzione da parte della società civile che crede e sostiene il nostro modello agricolo fatto di qualità, di unicità, di territorio, di ambiente, di paesaggio, di storia, di educazione e di serietà. Se pensiamo che solo dieci anni fa l’agricoltura veniva interpretata come portatrice di problematiche sociali ed ambientali, nonché costo per il Paese, con soddisfazione possiamo oggi affermare che quelli che erano problemi sono diventati delle opportunità e la gente sta via via rivalutando l’importanza dell’agricoltura. Ma sarebbe troppo comodo limitarci a queste considerazioni positive che tratteggiano una Coldiretti rafforzata sul

piano organizzativo e sul piano della rappresentanza, senza prendere atto che esiste ancora un grande problema di reddito per le imprese agricole. Un problema che ha cause circoscritte e definite di cui sono chiare le origini, legate alla crisi economica e al calo dei consumi, ma soprattutto al furto di valore nella filiera e al furto di identità dei nostri prodotti. E’ per tale motivo che dobbiamo proseguire con ancora maggiore determinazione nel progetto di filiera agricola italiana, basato sui due marchi di “Campagna Amica” e “Filiera Agricola Italiana”, che ha come obiettivo di accorciare la filiera e di valorizzare e promuovere, nel nostro Paese e nel mondo, l’Italia vera. Il 2013 sarà anche l’anno in cui concentrarci sui temi di politica agricola internazionale, perché è ancora troppo alta la nostra insoddisfazione sul tema della riforma della politica agricola comunitaria, dove le poche modifiche apportate dal Parlamento non soddisfano ancora le aspettative dei veri agricoltori. Benché a livello nazionale ci sia qualche segnale positivo, riteniamo che la capacità italiana di difendere in Europa il nostro modello agricolo sia ancora inadeguata; e se pensiamo che il Mipaaf ha avuto quattro ministri negli ultimi tre anni, con alcuni di essi totalmente estranei al settore, non possono certo stupirci questi risultati! Insomma, una serie di motivi per rimboccarci le maniche e provare assieme a realizzare concretamente “L’Italia che vogliamo”, partendo dall’esigenza di un governo globale di beni comuni come il cibo, contro gli effetti di una globalizzazione senza regole, portando l’Italia in Europa con la dignità che gli compete. L’adesione a Coldiretti, deve rappresentare una scelta seria e consapevole che manifesti la condivisione e l’apprezzamento del progetto economico che abbiamo promosso nell’interesse delle nostre imprese, senza perdere di vista i valori e gli ideali di cui siamo portatori. Siamo sicuri che anche quest’anno vorrai essere con noi! il Direttore Giovanni Roncalli

il Presidente Giuseppe Ghezzi

FONDO | 7


Sergio Marini ricon ermato alla guida di Coldiretti

f

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Sergio Marini è stato confermato per il secondo mandato alla guida della Coldiretti per altri quattro anni dall’Assemblea elettiva partecipata dai presidenti regionali e provinciali e dai rappresentanti dei movimenti, che lo ha eletto all’unanimità con scrutinio segreto. Nato a Terni il 27 luglio 1964 è laureato in Scienze Agrarie presso l’Università di Perugia


Vicepresidente nazionale è stato eletto Mauro Tonello, presidente della Federazione Regionale dell’Emilia Romagna. Fanno parte della nuova Giunta esecutiva i presidenti regionali Gabriele Calliari, (Trentino Alto Adige), Tulio Marcelli (Toscana), Gennarino Masiello (Campania), Pietro Santo Molinaro (Calabria), Roberto Moncalvo (Piemonte), Ettore Prandini (Lombardia) e Piergiorgio Quarto (Basilicata).

In occasione dell’assemblea è stato presentato uno studio sulla rappresentatività, dal quale emerge che sono oltre 1,6 milioni gli associati alla Coldiretti che, in aggiunta alle loro famiglie rappresentano il sistema di riferimento della principale organizzazione agricola italiana ed europea. Un patrimonio di voti destinato ad avere un ruolo importante nelle prossime elezioni politiche soprattutto nelle regioni in bilico dove la presenza degli agricoltori è particolarmente rilevante. La diffusione della Coldiretti è in verità capillare su tutto il territorio nazionale: 20 federazioni regionali, 96 federazioni interprovinciali e provinciali, 724 Uffici di Zona e 5.668 sezioni comunali. In pratica, l’organizzazione è presente in ogni comune del nostro Paese dove la Coldiretti ha fatto nascere tra l’altro 7000 punti vendita, botteghe e mercati degli agricoltori di Campagna Amica nei quali nell’ultimo anno hanno fatto la spesa 21 milioni di italiani. La Coldiretti rappresenta anche il 65 per cento delle imprese agricole iscritte alle Camere di Commercio che fanno parte delle associazioni di categoria *. Inoltre, il 65 per cento delle giornate di lavoro effettuate dai Coltivatori Diretti e Imprenditori agricoli a titolo principale (Iap) sono effettuate da soci della Coldiretti che è anche la prima organizzazione datoriale dell’agricoltura per numero di imprese che assumono manodopera**. Secondo gli ultimi dati resi disponibili da Agea tra le organizzazioni di categoria, attraverso il Centro Assistenza Agricola (CAA) della Coldiretti, sono state presentate domande relative alla politica agricola comune (Pac) per circa il 55 per cento della superficie coltivata a premio nonché per circa il 65 per cento dei capi allevati. Forte il radicamento nell’economia del territorio, come dimostra la presenza nelle Camere di Commercio dove esprime il maggior numero di rappresentanti del settore agricolo con la maggioranza assoluta delle presidenze agricole. Nelle strutture elettive, sono soci della Coldiretti il 70 per cento dei presidenti dei consorzi di bonifica in gestione ordinaria, ma sono dell’Organizzazione anche la totalità delle presidenze dei Consorzi di difesa regionali e il 75 per cento delle presidenze dei Consorzi di difesa presenti in Italia. La quasi totalità dei Consorzi Agrari è associata alla Coldiretti che ne esprime anche le presidenze. Sono associati

anche il 68 per cento dei presidenti delle Associazioni Allevatori. La Coldiretti ha esteso la propria rappresentanza anche al settore ittico con circa 1.400 imprese di cui 380 imprese dell’acquacoltura e 1.020 della pesca. Del sistema Coldiretti fa parte anche Creditagri Italia, la prima banca degli agricoltori italiani che, con delibera della Banca d’Italia del 5 giugno 2012, è stata abilitata come ente di garanzia vigilato dalla banca centrale e iscritto nell’elenco speciale degli intermediari finanziari ex Art. 107 del Testo Unico Bancario (TUB) e la Fondazione Campagna Amica promossa da consumatori e produttori, impegnata nella valorizzazione del cibo, della cultura e del territorio italiano e titolare dei marchi “Campagna Amica” e “(Fai) Firmato dagli agricoltori italiani”. Il primo marchio, rappresentativo della vendita diretta, ha accreditato 4.739 aziende agricole, 877 aziende agrituristiche, 1.105 mercati, 178 botteghe, ai quali si aggiungono 131 ristoranti e 109 orti urbani (http:// www.campagnamica.it/). Il secondo marchio di qualità, Fai (Firmato dagli agricoltori italiani), certifica il prodotto agroalimentare italiano al cento per cento nelle diverse filiere produttive che fanno capo al sistema Consorzi Agrari (Cap), Consorzi Agrari d’Italia (Cai) e Filiera agricola italiana (Fai) spa. *(Fonte Camere di Commercio) **(Fonte: Inps deleghe 2011)

SINDACALE | 9


Alla vigilia delle elezioni regionali, Coldiretti ha elaborato un documento che sintetizza

La Lombardia che vorremmo gli indirizzi futuri da adottare per una sana politica di buon senso

Tre sono gli obiettivi strategici per il mondo agricolo:

• •

Valorizzare le vere produzioni agricole lombarde Garantire reale competitività e redditività alle imprese agricole e zootecniche da cui dipendono la competitività e la redditività delle rispettive filiere produttive Valorizzare ed incentivare la multifunzionalità delle imprese

Coldiretti Lombardia ha incontrato i candidati alla guida della Regione e consegnato loro un documento di sintesi su quelle che, secondo la più importante organizzazione agricola d’Europa dovrebbero essere le linee guida della politica del territorio. L’agricoltura e le imprese agricole lombarde rappresentano uno degli assi portanti dell’economia regionale. I documenti di programmazione economico finanziaria ne devono tenere conto. Occorre una riduzione della fiscalità di competenza regionale. L’accesso al credito deve essere sostenuto con risorse utili ad abbattere gli interessi ed i costi amministrativi. Si deve avviare una drastica semplificazione amministrativa valorizzando contemporaneamente la sussidiarietà. E’ necessario rafforzare il ruolo del Fascicolo aziendale elevandolo a strumento di sintesi e certificazione dell’attività delle aziende agricole. Bisogna riconoscere il ruolo sociale dell’agricoltura soprattutto nelle zone dove è inferiore la mutualità pubblica. L’Expo’ 2015, che rappresenta un’opportunità per promuovere il modello di agricoltura da esportare basato sulla stretta

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relazione tra luogo di produzione, modalità, comportamenti umani e qualità, richiede che venga assicurata una concreta cabina di regia. Ciò comporta la necessità di adottare un’etichettatura d’origine che certifichi la provenienza e la qualità, sancendo la definitiva inutilità delle coltivazioni transgeniche. Necessita incentivare, anche finanziariamente, l’aggregazione e la concentrazione dell’offerta per sviluppare un adeguato potere contrattuale e favorire lo sviluppo delle filiera corta promuovendo il territorio e le sue specialità. Una corretta politica richiede il sostegno e il rafforzamento della multifunzionalità dell’impresa agricola diversificando le produzioni e i servizi, favorendo l’economia delle zone svantaggiate e valorizzando il capitale umano e culturale. La difesa dell’ambiente e del territorio non può prescindere da un’agricoltura con pari dignità degli altri settori nelle scelte di pianificazione, salvaguardando la terra dagli sprechi e dai consumi inutili La gestione delle acque, le emissioni in atmosfera, il benessere animale, la produzione di agro energie, devono essere parte integrante di una strategia d’intervento istituzionale che ponga al centro l’attività sostenibile dell’impresa agricola e consenta, promuovendo l’economia, la coltivazione, la difesa e il mantenimento del territorio. il documento per esteso è consultabile su

www.pavia.coldiretti.it


Appello no-Ogm a partiti e candidati

Una scelta per la crescita e la comunità

Vi sono molte buone ragioni per continuare a dire ‘no’ alla coltivazione di Ogm nel nostro Paese, ma ve ne è una ‘particolare’ che sfugge ai decisori politici europei, ai dirigenti delle grandi multinazionali, ai traders internazionali che sul cibo come commodity costruiscono fortune finanziarie. Questa ragione rimanda a ciò che definiremmo sovranità alimentare o, meglio, a tutto ciò che è sotteso al bene primario per eccellenza degli esseri umani e, cioè, agli alimenti. Questi beni, per loro natura, hanno una destinazione universale. Agli schieramenti chiediamo, entro sessanta giorni, dalla data di formazione del Governo, di notificare la clausola di salvaguardia alla Commissione europea, al fine di vietare ogni forma di coltivazione di Ogm a tutela della sicurezza del modello economico e sociale di sviluppo dell’agroalimentare italiano. Con l’adozione degli Ogm verrebbero meno i principi di precauzione e di responsabilità per la salute e per l’ambiente; basti sottolineare che una vasta parte della comunità scientifica continua ad esprimere forti e rinnovate perplessità all’impiego delle tecnologie transgeniche.

La scelta degli Ogm, di per sé fattore di omologazione, avrebbe come conseguenza la messa in discussione di uno dei principali fattori di creazione di valore aggiunto del Paese e, cioè, il nostro modello agricolo e zootecnico. La nostra agricoltura, infatti, è fondata su produzioni distintive apprezzate sul mercato interno ma, ancor più, all’estero. E’ questa chiave identitaria e distintiva basata sulla qualità e sulla bio-diversità a dar vita a quel Made in Italy così suggestivo e così internazionalmente riconosciuto da essere costantemente minacciato da imitazioni e falsificazioni. Scegliere gli Ogm significherebbe, quindi, mettere in discussione i diritti delle generazioni che verranno e quelle dei consumatori, rischiando di compromettere l’equilibrio ambientale che abbiamo ricevuto dalle generazioni precedenti, rompendo il patto che lega gli agricoltori ai cittadini ed ai consumatori in termini di qualità e sicurezza alimentare, depauperando un patrimonio produttivo che, anche in questa fase di crisi, mostra di saper dare un enorme contributo al Paese.

SINDACALE | 11


Rinnovo al vertice di Giovani Impresa

Sono quindi avviate le procedure elettive che porteranno al rinnovo delle cariche sociali di questa importante componente della struttura Coldiretti, alla quale aderiscono, di Dopo otto anni di lavoro e di intensa attività, che diritto, tutti i giovani imprenditori agricoli tra i 18 ed i 30 anni ci hanno portati ad essere la prima provincia di età. Il rinnovo delle cariche rappresenta un momento di fondamentale importanza in un percorso di crescita orgalombarda e nei primi posti a livello nazionale, nizzativa e professionale, volto all’acquisizione della cultura si sta avvicinando la scadenza del secondo d’impresa per i giovani che vogliono contribuire alla realizzazione del progetto di rigenerazione che Coldiretti ha intramandato consecutivo di Stefano Ravizza quale preso, apportando quel valore aggiunto proprio delle giovani generazioni. In una fase storica, come quella che stiamo delegato di Giovani Impresa Pavia attraversando, la loro attiva partecipazione è determinante per riuscire ad emergere da una crisi economica, morale e vincente per una “filiera agricola e tutta italiana”, in grado di valori che, per dimensioni e caratteristiche, risulta senza di recuperare la parte di reddito sottratto ingiustamente precedenti. A questa nuova classe dirigente è attribuita la alle aziende che producono. Con questi presupposti, siaresponsabilità di essere veri imprenditori, affiancando alla mo certi che i giovani imprenditori di Coldiretti sapranno professionalità che li contraddistingue nel quotidiano, l’eessere all’altezza di questi impegni. levato grado culturale e la propensione all’innovazione che L’Assemblea per la nomina del Direttivo e Delegato Proemergono quali fattori caratterizzanti e qualificanti. In un vinciale è fissata alle h. 18,30 di mercoledì 20 marzo 2013, comparto dove l’età media degli addetti risulta ancora piutpresso Palazzo Coldiretti a Pavia in viale Brambilla n. 34 tosto alta, l’apporto dei giovani ha contribuito ad affermare il settore agricolo come l’unico in costante crescita, capace di Ora   Luogo   Zona   Tipogia  di  incontro   affrontare con successo i pro- Data   cessi della globalizzazione, Mercoledì  20  febbraio  2013   18.30   Ufficio  di  zona   Casteggio   elezione  di  zona   facendo leva sulle caratteristiMartedì  26  febbraio  2013   18.30   Ufficio  di  zona   Corteolona   elezione  di  zona   che di eccellenza, unicità e di18.30   Ufficio  di  zona   Voghera   elezione  di  zona   stintività che caratterizzano il Mercoledì  27  febbraio  2013   Made in Italy agroalimentare. Mercoledì  6  marzo  2013   18.30   Ufficio  di  zona   Pavia   elezione  di  zona   È però importante proseguire 18.30   Ufficio  di  zona   Stradella   elezione  di  zona   in questa direzione, nella con- Giovedì  7  marzo  2013   vinzione che questa giovane Mortara   classe dirigente rappresenti Lunedì  11  marzo  2013   18.30   Mortara  -­‐  Borsa  merci   Mede   elezione  di  zona   un autentico valore per tutta Vigevano   l’Organizzazione che sta sempre più investendo tempo, Mercoledì  13  marzo  2013   18.30   Ufficio  di  zona   Varzi   elezione  di  zona   energie e risorse nel progetto

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t

La GDO i aliana perde posizioni Deloitte ha presentato l’aggiornamento 2013 della sua classifica annua dei 250 maggiori distributori internazionali delle diverse referenze merceologiche, alimentari e non (i dati sono relativi al 2011). Anche in un periodo di crisi economica, tengono le loro posizioni colossi come Wal-Mart, Carrefour e Tesco, rispettivamente al 1°, 2° e 3° posto, mentre risulta evidente l’arretramento in classifica delle tre catene italiane in graduatoria, Coop, Conad ed Esselunga, che passano, rispettivamente, al 56° posto (-4 posizioni), al 78° posto (-4 posizioni) e al 125° posto (stabile). Le tre catene italiane fanno registrare però una crescita nel periodo 2006-2011, pari ad un +2% per Coop, +5,3% Conad e +6% Esselunga. Nell’analisi del mercato globale, Deloitte evidenzia come i distributori dell’America Latina, dell’Africa e del Medio Oriente realizzino fatturati crescenti a doppia cifra. Si tratta di mercati di altissimo interesse, grazie alla crescente presenza della cosiddetta classe media che, ad esempio, si prevede raggiungerà in Cina una consistenza di 340 milioni di consumatori entro il 2016 e che conta già La grande distri- oggi in Brasile 48 milioni di buzione italiana perde consumatori.

posizione  

azienda  

paese  

Fatturato  2011(milioni  $)  

1  

Wal-­‐Mart  

USA  

466.950  

2  

Carrefour  

France  

113.197  

3  

Tesco  

UK  

101.574  

4  

Metro  

Germany  

92.905  

5  

The  Kroger  Co.  

USA  

90.374  

6  

Costco  

USA  

88.915  

7  

Schwarz  

USA  

87.841  

8  

Aldi  Einkauf  

Germany  

73.375  

9  

Walgreen  Co.  

USA  

72.184  

10  

The  Home  Depot  

USA  

70.395  

56  

Coop  

Italy  

18.246  

78  

Conad  

Italy  

14.207  

125  

Esselunga  

Italy  

9.235  

 

posizioni a livello internazionale

SINDACALE | 13


Ettore Prandini, presidente della Coldiretti Lombardia, 40 anni, originario di Leno, nel Bresciano, è entrato nella nuova giunta esecutiva della Coldiretti nazionale guidata da Sergio Marini, confermato all’unanimità per altri quattro anni dall’Assemblea composta dai presidenti regionali e provinciali e dai rappresentanti dei movimenti alla guida della più importante organizzazione agricola d’Europa. Vicepresidente nazionale è stato eletto Mauro Tonello, nato a Codigoro (Ferrara) il 9 aprile 1960, presidente della Federazione Regionale dell’Emilia Romagna La squadra al vertice della più importante associazione di imprese agricole d’Italia ha un’età media di 45 anni, con 5 dei nove componenti fra 33 e 43 anni. “Anche questo – commenta Ettore Prandini – è segno della capacità della nostra organizzazione di creare un legame fra generazioni per il progresso dell’Italia. Ringrazio per la fiducia che mi è stata accordata e non posso che confermare il massimo impegno nell’ambito del percorso politico economico e culturale tracciato in questi anni dal presidente Sergio Marini”. Oltre a Prandini della Lombardia, fanno parte della nuova giunta esecutiva anche Gabriele Calliari, nato a Romeno (Trento) il 2 gennaio 1959, Presidente della Federazione Regionale del Trentino Alto Adige, Tulio Marcelli, nato a Firenze il 14 settembre 1972, Presidente della Federazione Regionale della Toscana, Gennarino Masiello, nato a Benevento il 1 luglio 1972, Presidente della Federazione Regionale della Campania, Pietro Santo Molinaro, nato a Marano Marchesato (Cosenza) il primo novembre 1958, Presidente della Federazione Regionale della Calabria, Roberto Moncalvo, nato a Chivasso (Torino) l’8 agosto 1980, Presidente della Federazione Regionale del Piemonte e Piergiorgio Quarto, nato a Carbonara di Bari il 7 gennaio 1970, Presiden-

d

Ettore Pran ini nella Giunta nazionale te della Federazione Regionale della Basilicata. La Coldiretti di Pavia esprime il proprio compiacimento e assicurando sostegno e collaborazione, augura al presidente Prandini di proseguire il lavoro proficuo svolto finora alla guida delle più importante regione agricola d’Italia.

a

Intesa con Coldiretti per v lorizzare l’agricoltura Valorizzare l’eccellenza agricola italiana, essere presenti al Padiglione Italia e diffondere i grandi temi promossi da Expo’ Milano 2015 Sono questi, in sintesi, gli obiettivi del Protocollo d’intesa sottoscritto dal Commissario generale di Expo’, Roberto Formigoni, dal presidente di Coldiretti Lombardia, Ettore Prandini, su delega del presidente nazionale Sergio Marini, dal commissario per il Padiglione Italia, Diana Bracco e dall’amministratore delegato della società Expo’ 2015 Spa, Giuseppe Sala. L’impegno comune sottoscritto vedrà le istituzioni lavorare insieme su tre ambiti molto concreti: la valorizzazione dell’eccellenza dell’agricoltura italiana attraverso la presentazione, a livello nazionale e internazionale, delle migliori esperienze sviluppate dalle nostre imprese; l’individuazione di forme e modalità di una presenza della Coldiretti al Padiglione Italia e infine, la diffusione delle tematiche e dei contenuti dell’Esposizione nonché dell’eventuale realizzazione di iniziative o azioni comuni sul fronte della comunicazione. “Il tema dell’agricoltura – ha sottolineato Formigoni - è assolutamente centrale nell’impostazione dell’evento che stiamo costruendo. Secondo l’indagine del 2012 sul futuro dell’agricoltura a cura della Fao la produzione agricola dovrà crescere del 60% nei prossimi quarant’anni per far fronte alla domanda determinata dall’incremento demografico. Questa esigenza può trasformarsi anche in opportunità per lo svilup-

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po di un’agricoltura sostenibile a livello globale”. “L’Expo’ sarà un’occasione - ha commentato Prandini - per far conoscere il nostro territorio, i nostri prodotti, il loro valore e la loro capacità di rispondere ai bisogni della gente. L’Expo’ è anche l’occasione per ribadire l’importanza di una informazione trasparente sull’origine di quello che mettiamo in tavola, in Italia e all’estero dove i falsi sottraggono ogni anni 60 miliardi di euro alla nostra economia. Lavoreremo affinché Coldiretti possa essere presente al Padiglione Italia per rappresentare al meglio la nostra agricoltura. Desideriamo promuovere i nostri prodotti, puntando sul concetto di chilometro zero come principio di valorizzazione del Made in Italy”. “La Coldiretti è l’associazione di categoria degli agricoltori più numerosa e capillare del nostro Paese e averla a fianco nell’entusiasmante avventura della realizzazione del Padiglione Italia è un motivo di grande soddisfazione” ha affermato Diana Bracco, commissario generale di sezione per il Padiglione Italia e presidente di Expo’ 2015 spa. “Sono convinta che Coldiretti giocherà un ruolo decisivo nella diffusione dei temi dell’Esposizione universale e che la sua collaborazione sarà determinante per la riuscita della manifestazione”.


L’Europa vara il regolamento “Made in” obbligatorio. Ma è una bufala

di Attilio Barbieri

A sorpresa la Commissione europea ha varato il nuovo regolamento per l’etichetta d’origine obbligatoria. Abiti, calzature, giocattoli ma probabilmente anche oggetti d’arredo, apparati elettrici e simili dovranno recare in buona evidenza il «made in...». La tracciabilità (si fa per dire) riguarderà sia i prodotti fabbricati nei Ventisette, sia quelli in arrivo dai Paesi extra Ue. A darne notizia, con soddisfazione, è stato il vicepresidente dell’eurogoverno Antonio Tajani assieme al commissario alla salute Tonio Borg. Proprio mentre a Bruxelles arrivavano notizie inquietanti che confermano la vastità dello scandalo delle lasagne di cavallo (anche Svizzera e Norvegia hanno ritirato le «Beef Lasagna» della Findus) la Commissione annunciava il disco verde a un nuovo regolamento destinato a garantire la tracciabilità per tutto quanto viene commercializzato nell’Unione. Tranne gli alimenti. Prepariamoci a vedere sulle confezioni dei prodotti più disparati anche il bollino «made in Eu» (simile a quello con cui apro questo post). Già, perché in alternativa alla dichiarazione d’origine con l’indicazione del singolo Paese, i manufatti prodotti nelle fabbriche dei Ventisette potranno fregiarsi dell’etichetta comunitaria. E già questo è sufficiente a far venire la pelle di cappone ai tifosi della trasparenza. Grazie al meccanismo delle triangolazioni - già ampiamente usato oggi ad esempio per l’olio extravergine - chissà quanta robaccia di pessima qualità verrà travestita da prodotto europeo. E messa in vendita come tale. Ma il peggio non è questo. La vera iattura per i consumatori è l’articolo 7 del nuovo «Regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti» che recita: Ai fini della determinazione del Paese di origine (...) si applicano le regole di origine non preferenziali stabilite agli articoli da 23 a 25 del Regolamento del Consiglio n. 2913/92 che stabilisce un Codice doganale comunitario. E proprio qui sta la fregatura solenne. Proprio il famigerato articolo 24 del Codice doganale è stato il grimaldello utilizzato fin qui dalla Commissione e dalle grandi lobby industriali del nord Europa per stoppare sul nascere ogni tentativo di introdurre la tracciabilità. Quella vera, in base alla quale si possa risalire ad esempio alle materie prime impiegate per confezionare le lasagne surgelate della

Findus alla carne di cavallo. Ecco cosa prevede l’art. 24: Una merce alla cui produzione hanno contribuito due o più paesi è originaria del paese in cui è avvenuta l’ultima trasformazione o lavorazione sostanziale, economicamente giustificata ed effettuata in un’impresa attrezzata a tale scopo, che si sia conclusa con la fabbricazione di un prodotto nuovo od abbia rappresentato una fase importante del processo di fabbricazione. Importo un abito dall’India? Basta che gli applichi i bottoni in Italia e per magia diventa «made in Italy». Faccio arrivare suole e tomaie dal Vietnam? È sufficiente che le incolli in uno stabilimento italiano e dalla sera alla mattina diventano scarpe italianissime. Incidentalmente gli articoli dal 22 al 26 sono proprio quelli di cui si è servita la Commissione per emettere il 24 ottobre 2005 un «parere circostanziato» con cui ha demolito la legge italiana sul «made in Italy» obbligatorio. E con cui ha bloccato l’ultimo provvedimento approvato dal nostro Parlamento - era l’inizio del 2011 - sulla trasparenza delle filiere alimentari. Null’altro che una clava utilizzata con spietata freddezza contro la trasparenza. Insomma, nella migliore delle ipotesi il nuovo Regolamento europeo sarà un bufala. Nella peggiore rischia di dare una patente europea a prodotti fabbricati ai quattro angoli del pianeta. Al contrario ci avviamo verso un appuntamento serissimo. Il 20 febbraio, mercoledì della settimana prossima, a Bruxelles ci sarà un round decisivo nell’iter per abolire l’etichetta facoltativa per le carni bovine. Il tutto, come sottolinea il presidente del consorzio L’Italia Zootecnica Fabiano Barbisan, «per favorire l’industria dell’anonimato». Per dirla con Bersani, a Bruxelles mica stanno a pettinare le bambole. E si vede.

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(Col)direttamente nel bicchiere:

Buttafuoco

dell’Oltrepo pavese Doc vino frizzante AZ. AGR. BAGNASCO PAOLO

L’Azienda Bagnasco nasce nel 1911, in quella Valle Versa che è da sempre terra di vini, e le cui caratteristiche morfologiche, unite alla posizione strategica, hanno reso una terra invidiabile e ricca di storia. Diverse sono dunque, ormai, le generazioni dei Bagnasco che si sono tramandate passione e grande impegno, senza mai perdere di vista l’obbiettivo primo della qualità, depositari di una viticoltura con radici antichissime sulla quale si è innestata un’ enologia di avanguardia pur nel rispetto delle tradizioni. E tradizione di questa porzione di Oltrepò è la vinificazione di vini rossi vivaci: così oggi torniamo a parlare di uno dei vini più rappresentativi di tutto l’Oltrepò, il Buttafuoco, questa volta però in versione “pétillant”, cioè frizzante. Ricordiamo cosa vuol dire Buttafuoco: si tratta della denominazione che prende il classico uvaggio del Rosso Oltrepò in un fazzoletto di terra della prima fascia collinare tra la Valle Versa e la Valle Scuropasso: come a dire che quelle terre hanno per i vitigni a bacca rossa una vocazione particolare. Sono infatti solo 7 i comuni interessati dalla denominazione Buttafuoco: Stradella, Broni, Canneto Pavese, Montescano, Castana, Cigognola, Pietra de’ Giorgi; un fazzoletto, appunto, ma che riesce a regalare un vino dalle caratteristiche uniche, capace di generare in chi lo beve, sensazioni ed emozioni formidabili. Bottiglia borgognotta in vetro verde scuro per il nostro Buttafuoco, su cui quasi si nasconde l’etichetta nera con le scritte in rosso (nome vino e azienda) e bianco (indicazioni di legge), cui si aggiunge uno stemma in oro. Il risultato non è male, abbastanza elegante, sicuramente meglio alla vista che al racconto… sul retro una più piccola retro-etichetta ci fornisce alcune indicazioni sui vitigni, sulle note di degustazione ed infine sulla temperatura di servizio. Bravi: semplice, essenziale, ma completa. Apriamo la nostra bottiglia: il tappo sintetico ci dice subito che questo Buttafuoco è un vino pensato per un consumo da giovane; del resto, un vino frizzante difficilmente potrà mantenere integre le proprie caratteristiche per lungo tempo... meglio quindi un consumo nell’arco di uno o due anni dalla vendemmia. La nostra bottiglia è un’annata 2011, quindi dovrebbe essere nel pieno della propria vita… andiamo a vedere. Nel bicchiere il Buttafuoco di Bagnasco non tradisce le aspettative; versandolo nel calice, una significativa spuma

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rossa (che giustamente si esaurisce subito) rimarca l’identità vivace del vino; il colore è un rosso rubino vivo e piuttosto intenso, con nuances porpora che ne sottolineano la giovane età. Al naso, è la frutta rossa a farla da padrona: i sentori di mora, mirtillo e prugna sono prevalenti, ma in sottofondo si percepisce una nota erbacea di fieno appena tagliato ed un ricordo di tabacco leggero. Sicuramente un naso importante per un “frizzante”… In bocca questo Buttafuoco è piacevole e abbastanza rotondo, anche se la sua gioventù si esprime attraverso un’importante freschezza acida ed un tannino duro, ma giustamente amalgamato al corpo, nonostante la leggera frizzantezza (mai invadente) ne rinforzi la percezione. Alcol dichiarato in etichetta 12°, probabilmente qualcosa in più. La persistenza non è eccessiva, ma comunque coerente con la tipologia di vino frizzante… mai come in questo caso, parafrasando, “two sors is megl che one”… E a tavola? Sarà che il mio test è stato pomeridiano, ma la prima cosa che mi viene in mente è… pane e salame! Ma non con ingredienti qualsiasi!! Il mio pensiero corre ad un Miccone di Stradella con un Salame di Varzi DOP… ragazzi, che merenda! Peccato che sia solo virtuale… Dicevo, a tavola. Ecco, una lasagna, piuttosto che delle tagliatelle, al ragù saranno compagni perfetti (non di merende… per quello abbiamo già detto…), ma mi lancerei anche su una polenta con del Taleggio DOP. Vi ho fatto venire fame? Ma no… la vostra non è fame, è solo gola. Soddisfatela pure, ma in compagnia di questo bel Buttafuoco di Bagnasco!! Roberto Pace Delegato FISAR Pavia

(COL)DIRETTAMENTE


Vendemmia Verde presentazione della domanda entro il 15 aprile La misura “Vendemmia Verde” consiste nella distruzione o eliminazione totale dei grappoli non ancora giunti a maturazione, riducendo a zero la resa della relativa superficie. Le operazioni di distruzione del raccolto devono terminare entro il 15 giugno. Quest’anno sono state introdotte alcune novità: • La superficie massima ammissibile è pari al 50% della superficie vitata aziendale con una superficie minima di 0,20 ettari. Tuttavia nei casi in cui la superficie totale aziendale è compresa fra 0,2 e 0,4 ha, si ammette all’aiuto 0,2 ha di superficie. • Il contributo si determina sulla base della dichiarazione vitivinicola riferita all’anno precedente, ovvero tenendo conto della categoria produttiva per cui la particella è stata rivendicata. Questo per stabilire in modo più corretto l’entità del contributo commisurata alle reali perdite di reddito subite dal beneficiario. Se per esempio si inoltra una richiesta di vendemmia verde di una particella vitata come DOC, sarà pagata

come tale solo se l’anno precedente quella particella è stata rivendicata a DOC. • Nell’attribuzione del punteggio si favoriranno le aziende che richiedono l’aiuto per piccole superfici, evitando così che grosse superfici e quindi grandi aziende abbiano la gran parte delle risorse disponibili. La vendemmia Verde non può essere praticata per due anni consecutivi sulla stessa particella. Le particelle vitate oggetto di contributo per la Misura 214 “Pagamenti agro ambientali – azione B – Produzioni agricole integrate” del PSR non possono essere ammesse a contributo per la Vendemmia Verde. Nel caso di reimpianto anticipato, nel momento in cui si fa domanda di Vendemmia Verde, è necessario verificare che il nuovo vigneto non sia ancora in produzione; in caso contrario la Vendemmia Verde sul vigneto da estirpare è incompatibile.

Attività di informazione misura 111/B che è stata oggetto di richiesta di finanziamento sulla misura 111 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Lombardia; cofinanziato dell’Unione Europea attraverso il FEASR

MOTOPOMPE CON NUOVE POMPE SIDERMECCANICA AD ALTO RENDIMENTO FINO A 6.000 LT. MOTOPOMPE CON RAFFREDDAMENTO INTEGRATO TRAMITE SCAMBIATORE DI CALORE INOX BREVETTATO SIDERMECCANICA RISPARMIO GASOLIO DAL 30% AL 60% Con i più bassi consumi di combustibile oggi disponibili sul mercato. Consumi ridotti e intervalli cambio olio 500 ore di lavoro significano costi di esercizio e fermi macchina ridotti al minimo. Una motopompa nella sua vita media, consuma olio e gasolio pari a 12 volte il suo costo di acquisto, risparmiare il 30/40% significa poterne acquistare altre 4 con quanto si è risparmiato. TABELLA DI CONSUMO SPECIFICO NUOVE MOTOPOMPE JCB E IVECO DOPO 500 ORE DI LAVORO PRESS.MAC.

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D.30 D.32 D.34 D.34 D.36 D.36 D.38 D.38 D.40 D.42 D.42

H.6 H.6 H.6 H.7 H.6 H.7 H.6 H.7 H.6 H.6 H.7

LITRI

1440 1636 1850 2006 1988 2173 2242 2423 2455 2706 2960

GITTATA

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59 60 62 65 65 69 67 71 68 70 70

CONS.Kg\ora

6.8 7.3 8.0 8.4 8.4 9.3 10.2 11.2 11.5 12.1 13.3

VITIVINICOLO | 17 Via Parma n. 84/Bis - 43022 Monticelli Terme PR - Italy Tel. +39 0521 658294 / +39 0521 659348 - Fax +39 0521 659347 - e-mail: sidermeccanica@sidermeccanicaitalia.eu


E-bacchus facoltativo Grazie all’intervento di Coldiretti l’ICQRF ha emanato una circolare in cui dichiara facoltativa l’applicazione

La norma, comparsa ad inizio anno, avrebbe ulteriormente gravato la burocrazia sulle spalle delle aziende vitivinicole Entrato in vigore lo scorso 1° gennaio l’”e-bacchus” è l’ennesima inutile complicazione burocratica sulle spalle delle aziende vinicole. La procedura prende origine dal fatto che i documenti andrebbero generati per via informatica facendo riferimento ad un elenco digitale europeo dei vini chiamato appunto e-bacchus. Purtroppo i tempi ristretti, con due circolari del 20 e 24 dicembre, vigilia di Natale, dalla informazione all’applicazione del 1° gennaio, non hanno consentito alle imprese di adeguarsi, inoltre, l’elenco, consultabile via internet, non è neppure completo. Coldiretti si è immediatamente attivata presso il Mipaf e l’ICQRF (l’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari) al fine di individuare i tempi necessari ad adeguare la normativa ed eliminare la sovrapposizione di norme inutili e complica-

zioni dannose. Grazie al pressing della nostra Organizzazione l’ICRQF ha emanato una nota che chiarisce che le norme, entrate in vigore il 1° gennaio e conosciute sotto il nome di e-bacchus, sono da considerare facoltative nel caso in cui la spedizione riguardi prodotti confezionati circolanti all’interno del territorio della Comunità Europea. Si tratta di un risultato importante – ha commentato Giuseppe Ghezzi, presidente della Coldiretti di Pavia – che accoglie le richieste avanzate dalla nostra organizzazione che per prima ha denunciato l’esasperazione della burocrazia nel settore vitivinicolo che, secondo uno studio realizzato da Coldiretti nazionale, costa alle imprese agricole 100 giornate di lavoro per adempiere ad una serie di normative che sommano oltre 70 attività amministrative verso ben 20 diversi soggetti spesso non coordinati tra di loro e richiedono alle imprese dichiarazioni, documenti, attestazioni, certificazioni o dati, frequentemente già forniti alla pubblica amministrazione. Uno spaventoso carico di oltre 1.000 norme per un totale di circa 4.000 pagine tra direttive, regolamenti, comunicazioni, note e decisioni europee, nazionali e regionali”.

Promozione internazionale

Cina e Brasile in I buyer di importanti strutture commerciali di Cina Russia e Brasile sabato 2 febbraio sono stati ospitati in Oltrepò per visitare le aziende vitivinicole di Coldiretti Prosegue con successo la campagna promozionale avviata da Coldiretti in favore delle aziende vitivinicole dell’Oltrepò nei confronti dei mercati esteri. Sabato 2 febbraio i compratori di importanti strutture commerciali che operano in Cina, Russia e Brasile , hanno fatto visita nei territori dell’Oltrepò per conoscere la realtà delle cantine delle aziende vitivinicole oltrepadane. Il progetto, ormai giunto al suo terzo appuntamento è realizzato in collaborazione con Promos, una società di sviluppo della Camera di Commercio di Milano e prevede sia la visita degli operatori stranieri in Italia, sia delle missioni all’estero da parte delle aziende agricole che partecipano. Nelle scorse edizioni, i visitatori stranieri hanno dimostrato

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grande apprezzamento per la qualità dei nostri vini e per le caratteristiche del territorio che, purtroppo ancora non conoscevano. L’entusiasmo che ha caratterizzato le visite si è tradotto in rapporti commerciali che le imprese di Coldiretti hanno in breve sottoscritto. “Abbiamo grandissime eccellenze di qualità e territorio – ha commentato Giuseppe Ghezzi, presidente della Coldiretti di Pavia – dobbiamo trasferire all’esterno queste nostre grandi caratteristiche e questo progetto di promozione, realizzato da Coldiretti, è uno strumento efficace che ha già dimostrato di dare eccellenti risultati”. Le imprese di Coldiretti che hanno accolto i visitatori stranieri sono state: Agnes F.lli; Bisi; Buscaglia Andrea; Ca’ Montebello di Scarani; Francesco Montagna; Eredi Cerutti di Stocco Davide; La Travaglina di Dacarro Giorgio; San Michele ai Pianoni di Pernice Antonio e Torti tenimenti Castelrotto di Torti Patrizia.

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Contributi ai Consorzi per l’Internazionalizzazione, domande entro il 15 marzo Fino al 15 marzo prossimo è possibile presentare le domande per la concessione di contributi, fino al 50%, a favore dei Consorzi per l’internazionalizzazione. I contributi sono finalizzati a sostenere lo svolgimento di specifiche attività promozionali, di rilievo nazionale, per l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese realizzate dai Consorzi per l’internazionalizzazione, anche attraverso contratti di rete con piccole e medie imprese non consorziate. Il Decreto Legge 22 giugno 2012, n.83 – meglio conosciuto come Decreto Sviluppo – convertito nella legge 7 agosto 2012, n.134 ha introdotto rilevanti novità in materia di Consorzi con vocazione all’export, abrogando i Consorzi export e i Consorzi agroalimentari, turistico-alberghieri ed agro-ittico-turistici, istituendo la nuova figura dei Consorzi per l’internazionalizzazione. Il nuovo nomen non rappresenta una mera modifica formale, ma mira ad evidenziare l’ampliato ambito di operatività dei Consorzi per l’internazionalizzazione che possono avere ad oggetto una vasta gamma di attività che va dalla diffusione internazionale dei prodotti e dei servizi delle PMI, al supporto alla loro presenza nei mercati esteri anche attraverso la collaborazione ed il partenariato con le imprese estere. A queste attività possono aggiungersi quelle relative alla formazione specialistica per l’internazionalizzazione, alla qualità, alla tutela e all’innovazione. Sono agevolabili le seguenti iniziative: partecipazioni a fiere e saloni internazionali, eventi collaterali alle manifestazioni fieristiche internazionali, showroom temporanei, incoming di operatori esteri, incontri bilaterali fra operatori, workshop e/o seminari in Italia con operatori esteri e all’estero, azioni di comunicazione sul mercato estero, attività di formazione specialistica per l’internazionalizzazione, realizzazione e registrazione del marchio consortile.

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Riforma della PAC: IL PROSSIMO TRIENNO

Il 23 e 24 gennaio 2013 la Commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha approvato alcuni emendamenti alla

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proposta di riforma della Politica Agricola Comunitaria presentata alla fine del 2011 per il periodo 2014-2020.

DOMANDA UNICA non ci sono sostanziali novità rispetto al 2012, il pagamento sarà erogato ai possessori di titoli indipendentemente dalle colture praticate (disaccoppiamento totale). Sono poi confermati i premi art. 68 alla barbabietola da zucchero (400€/ha), alla zootecnia da carne certificata (da 50 a 200€ per capo), all’avvicendamento per le regioni centro-sud Italia nonché il premio supplementare per il latte di qualità e il contributo per i premi assicurativi contro le avversità atmosferiche. La Regione Lombardia ha deliberato di erogare anche per il 2013 un finanziamento regionale a tasso 0% sotto forma di anticipo di entità pari al 50% dei titoli in portafoglio, l’anticipo sarà pagato entro fine luglio 2013. PSR: Per la misura 214 sull’agroambiente non saranno possibili nuove adesioni perché le domande in corso hanno assorbito tutte le risorse disponibili per la Lombardia; per lo stesso motivo non sarà possibile aprire bandi sulle misure strutturali. Le uniche nuove adesioni potranno riguardare le domande di contributo per l’imboschimento di terreni agricoli (ultima scadenza 31 luglio 2013)

Nonostante siano stati introdotti consistenti cambiamenti (si parla di “controriforma”) che alleggeriscono alcuni vincoli di carattere ambientale rispetto al documento proposto nel 2011, gli emendamenti approvati non risolvono tutte le criticità della proposta iniziale. Sergio Marini, presidente di Coldiretti: “La prospettiva è quella di un taglio consistente delle risorse destinate al regime di pagamento unico, in un contesto di riduzione del budget agricolo riteniamo che i beneficiari del pagamento unico debbano essere, prioritariamente, sebbene non esclusivamente, gli agricoltori attivi. La riforma non valorizza chi vive e lavora in agricoltura e favorisce il permanere delle rendite fondiarie in contrasto al documento firmato da tutte le organizzazioni agricole, cooperative e sindacati del lavoro italiani il 17 novembre 2011 per una riforma della Politica Agricola che chiedeva di indirizzare i benefici della Pac prioritariamente verso le imprese agricole che sono orientate al mercato e operano sul territorio, anche attraverso forme di aggregazione e di integrazione, che in modo professionale creano

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reddito e producono alimenti ed effetti positivi per la società”.

I futuri appuntamenti Rimane da definire il budget a disposizione della politica agricola, in occasione del Consiglio europeo del 7-8 febbraio a Bruxelles i capi di stato e di governo cercheranno di raggiungere un accordo unanime sul Quadro finanziario pluriannuale 2014-2020. Solo successivamente alla definizione delle risorse disponibili sarà possibile iniziare a lavorare sui Regolamenti applicativi, per questo motivo è pressoché certo che la nuova Pac partirà nel 2015 e non nel 2014 come inizialmente previsto. In caso di mancato accordo sul bilancio si rischia addirittura che la Politica agricola comune possa slittare di un altro anno ma, tempi a parte, è importante che la nuova Pac abbia una dotazione di bilancio adeguata alle esigenze delle nostre imprese.

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La riforma della PAC prevista per il 2014-2020 slitterà inevitabilmente almeno di un anno a causa del mancato accordo sul bilancio dell’Unione Europea durante il vertice di fine 2012 Nel 2014 saranno comunque garantiti i fondi per il 1° pilastro (pagamenti diretti) e per il 2° pilastro (sviluppo rurale) nella misura di 1/7 della dotazione finanziaria prevista per la prossima programmazione. DOMANDA UNICA Nel 2014 i pagamenti diretti continueranno comunque ad arrivare alle aziende secondo il vecchio sistema con le medesime regole del 2013, a cambiare saranno però gli importi perché il tutto dovrà essere adeguato al nuovo Quadro finanziario pluriennale. Se per esempio nel nuovo bilancio verranno previste riduzioni pari al 15% delle risorse, i premi PAC subiranno una

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il voto in Parlamento non valorizza l’agricoltura riduzione lineare per la stessa percentuale. PSR: il PSR viene riscritto con nuove regole, verranno aperti nuovamente i bandi ma difficilmente si riuscirà a far domande nei primi mesi del 2014. Anno 2015 Dovrebbe partire la riforma, gli obiettivi che si pone sono: • Sicurezza dell’approvvigionamento alimentare • Tutela dell’ambiente e del clima • Equilibrio territoriale tra i diversi Stati membri Le risorse destinate all’agricoltura saranno inevitabilmente ridotte, ci sarà un processo di convergenza tra gli Stati membri che ha come obiettivo la riduzione delle attuali disparità tra agricoltori nella Comunità Europea, il documento di gennaio 2013 allunga i tempi per raggiungere questo obiettivo fino all’anno 2029. Il meccanismo di convergenza (capping) è stato modificato con l’introduzione di parametri più favorevoli per gli agricoltori degli Stati che storicamente percepivano aiuti per ettaro più elevati.

Confermati i 2 pilastri della PAC 1° pilastro - pagamenti diretti che assorbirà 3/4 delle risorse 2° pilastro - sviluppo rurale a cui andrà 1/4 delle risorse

che hanno presentato domanda nel 2011 o le aziende che hanno coltivato esclusivamente vigneti o frutteti, il diritto all’assegnazione dei titoli può essere trasferito tra aziende. Viene confermata la possibilità di richiedere titoli alla Riserva Nazionale per gli agricoltori che ricadono in determinate fattispecie. I titoli saranno trasferibili tra agricoltori nelle forme di vendita con o senza terra oppure affitto con terra

Valore dei titoli Il valore dei titoli sarà determinato dalla somma di: - una componente storica legata al valore dei premi percepiti dai richiedenti nell’anno precedente - un sostegno di base per ettaro che dovrà essere definito dallo Stato membro - un importo aggiuntivo relativo ad impegni ambientali, il cosiddetto “greening o pagamento verde”, che le aziende potranno assumere volontariamente (nel documento iniziale il greening era obbligatorio) L’importo della componente storica è destinato a decrescere nel corso della programmazione per arrivare ad un livellamento del valore dei titoli tra i diversi agricoltori

Greening

Viene prevista una maggior flessibilità sugli importi destinati Sono state modificate le proposte iniziali, innanzitutto a ciascun pilastro non è più obbligatorio ma volontario, se le aziende tenute a introdurre misure ambientali non lo vorranno fare Agricoltori attivi Gli Stati membri avranno facoltà di decidere alcuni parametri percepiranno solo i premi di base più la componente storica. per individuare gli ‘agricoltori attivi’ cioè coloro che potranno Il greening prevede la diversificazione delle colture e la destinazione di aree ad interesse ecologico accedere alla nuova PAC Disaccoppiamento Diversificazione delle colture (non è rotazione) Sarà mantenuta l’impostazione attuale per quanto - introduzione di almeno 2 colture per le aziende la riguarda il disaccoppiamento: gli aiuti verranno erogati cui superficie è compresa tra 10 e 30 ettari, nessuna delle indipendentemente dalle colture praticate, viene lasciata quali copra più dell’80% della superficie a seminativo facoltà ad ogni Stato membro di destinare per aiuti accoppiati - per le aziende oltre 30 ettari le colture dovranno fino al 15% del massimale nazionale dando priorità alle essere almeno 3 con la coltura principale che copre fino al produzioni che hanno beneficiato dei sostegni accoppiati nel 75% della superficie e la minore almeno il 5% periodo 2010-2013 (nel documento iniziale era il 10% senza - fino a 10 ettari di seminativo non ci sono obblighi di indirizzi sulle priorità) diversificazione Sono considerate greening per definizione le superfici Titoli Confermata la struttura attuale che prevede titoli all’aiuto da destinate ad agricoltura biologica, sono esonerate dal abbinare a superfici ammissibili, i titoli nel portafoglio delle greening le aziende con superficie investite per oltre il 75% a aziende al 31/12/2014 saranno annullati, verranno assegnati colture sommerse per una parte significativa dell’anno (riso) nuovi titoli in base al terreno dichiarato dall’azienda il giorno e la cui restante superficie aziendale non supera i 50 ettari, le superfici a vigneto, oliveto e frutteto. 15 maggio 2015. Potranno ottenere nuovi titoli solo gli agricoltori in attività

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Aree di interesse ecologico Per le aziende superiori a 10 ettari è obbligatorio destinare aree ad interesse ecologico pari ad almeno il 3% delle superfici (prima era il 7%) con esclusione delle colture permanenti, dei prati e dei pascoli, dal 2016 la percentuale salirà al 5%. Sono considerati terreni a scopi ecologici i terreni a riposo, gli elementi caratteristici del paesaggio, le fasce tampone, le superfici oggetto di imboschimento; la Commissione dovrà precisare ulteriormente questi casi. Regime per i piccoli agricoltori E’ un regime semplificato riservato alle piccolissime aziende al fine di ridurre i costi amministrativi connessi alla gestione e al controllo dei pagamenti diretti erogati a tali soggetti. Gli agricoltori che partecipano al regime ricevono un aiuto forfetario fino ai 1.500€ in cambio di un esonero dalle pratiche relative ai pagamenti verdi e dal rispetto della condizionalità. Il pagamento forfetario sostituisce il pagamento di base e tutti gli aiuti connessi, le regole per accedere a questo regime saranno precisate in seguito.

Capping Viene stabilito un tetto massimo di aiuti diretti per azienda pari a 300.000€, inoltre è introdotto un taglio del 20% per gli aiuti compresi tra 150.000€ e 200.000€, del 40% per gli aiuti compresi tra 200.000€ e 250.000€, del 70% sopra i 250.000€. Le imprese cooperative saranno escluse da questi tagli, in ogni caso saranno introdotti nuovi parametri che terranno conto della manodopera aziendale.

buone condizioni agronomiche e rispetti le norme in materia di sanità pubblica, di salute delle piante e degli animali, di ambiente e di benessere degli animali. La CONDIZIONALITÀ è l’insieme degli impegni che atti a garantire standard elevati di difesa del territorio, sicurezza alimentare, benessere degli animali e salute pubblica. Le imprese agricole sono tenute a rispettarne gli obblighi se beneficiano dei pagamenti diretti relativi alle seguenti domande di contributo: • DOMANDA UNICA; • Misura 211 (Indennità compensativa); • Misura 214 (Misura agroambientali); • Misura 221 (Imboschimento di superfici agricole); • PRRV (ristrutturazione e riconversione dei vigneti); • Vendemmia Verde. Il mancato rispetto della condizionalità comporta la riduzione o l’esclusione dal pagamento degli aiuti.

CORRETTO STOCCAGGIO DI SOSTANZE PERICOLOSE

REQUISITO COMUNE: PROTEZIONE DAGLI AGENTI ATMOSFERICI E PAVIMENTI IMPERMEABILIZZATI. • Cisterna del gasolio – se fuori terra deve essere dotata di bacino di contenimento, tettoia, messa a terra, estintori • Deposito di olio lubrificante (nuovo o usato) • PRODOTTI FITOSANITARI: Locale apposito o armadietto dedicato • Deposito RIFIUTI (riparato e separato da alimenti QUOTE DI PRODUZIONE Zucchero: confermato il regime delle quote di produzione e/o mangimi) SPANDIMENTO DEI FANGHI DI DEPURAZIONE - conservare fino al 2019-2020 Latte: abolizione delle quote latte al 31 marzo 2015, si introduce copia dei seguenti documenti: la possibilità di concedere un aiuto specifico ai produttori di formulario di identificazione dei fanghi; latte che riducano volontariamente la produzione di almeno • • registro di utilizzazione dei terreni con le annotazioni il 5% rispetto all’anno precedente sulle operazioni di spandimento Vigneti: diritti di reimpianto garantiti fino al 2029-2030 • notifica agli Enti competenti dell’inizio delle operazioni di utilizzazione dei fanghi, nei tempi previsti; ATTENZIONE AGLI OBBLIGHI DEL- • fanghi; convenzione stipulata con l’azienda utilizzatrice di LA CONDIZIONALITA’ • autorizzazione allo spandimento dell’utilizzatore; L’agricoltore può beneficiare dei pagamenti dell’Unione Europea a condizione che mantenga le proprie terre in

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i locali, gli impianti e le attrezzature di mungitura e per lo GESTIONE NITRATI stoccaggio del latte; • eventuale autorizzazione AIA • Presentazione a SIARL della Comunicazione Nitrati (PUA/PUAS - POA/POAS) per le attività soggette STANDARD 2.2 – AVVICENDA• stoccaggio degli effluenti da allevamento MENTO COLTURALE • rispetto del periodo e delle dosi nell’utilizzo dei A partire dal 2008 è prevista una monosuccessione massima fertilizzanti azotati di 5 anni per i seguenti cereali: • compilazione del registro delle fertilizzazioni 1. FRUMENTO DURO, FRUMENTO TENERO, TRITICALE, SPELTA, SEGALE, ORZO, AVENA, MIGLIO, PRODOTTI FITOSANITARI SCAGLIOLA, FARRO (il cui avvicendamento è considerato • possedere il patentino per prodotti fitosanitari in come monosuccessione dello stesso cereale) corso di validità, 2. MAIS E SORGO • tenere un registro dei trattamenti e conservarlo per Le colture intercalari in secondo raccolto non interrompono un periodo pari ai 3 anni successivi all’anno di compilazione; la monosuccessione. • rispetto delle prescrizioni di utilizzo previste in DEROGHE etichetta (dosi, colture, tempi di carenza) • Coltivazione del RISO: non prevede avvicendamento • utilizzo di Dispositivi di Protezione Individuale colturale ; • avere un sito a norma per immagazzinare in modo • Nel caso di NON avvicendamento colturale: corretto i prodotti fitosanitari 1) Analisi del terreno per verificare il mantenimento di • conservare la documentazione d’acquisto (fatture) Sostanza Organica nel terreno. • controllo funzionalità delle macchine irroratrici 2) Presentazione PUA/PUAS: apportare un (Misura 214) mediante verifica statica quantitativo di azoto organico per ettaro e per anno pari ad • divieto di diserbo chimico lungo le rive di corsi almeno 170 kg per il mais e ad almeno 150 kg colture (es. d’acqua (Misura 214) orzo, frumento, triticale etc.) ed effettuare operazioni quali sovescio, letamazione o altri interventi di fertilizzazione organica. ALLEVAMENTI ZOOTECNICI • Garantire norme minime per la protezione degli STANDARD 5.2 – FASCE TAMPONE Prevede l’obbligo di mantenere una fascia di rispetto NON animali allevati (in particolare VITELLI e SUINI) • Tenere un registro di carico e scarico aggiornato SEMINATA di larghezza variabile a seconda dello “stato complessivo attuale” del corpo idrico: (registro di stalla) per SUINI, BOVINI e OVICAPRINI • 5 metri: in corrispondenza di corpi idrici superficiali, • Identificazione degli animali il cui stato attuale è classificato come “scarso” o “cattivo • tatuaggio per i SUINI (marca auricolare facoltativa) • 3 metri: in corrispondenza di corpi idrici superficiali, • doppia marca auricolare per i BOVINI il cui stato attuale è classificato come “sufficiente” o “buono”. • tatuaggio + 1 marchio auricolare per gli OVICAPRINI PRESCRIZIONI nati prima del 9 luglio 2005 Mantenimento di una fascia tampone inerbita, • doppia marca auricolare per gli OVICAPRINI nati 1. oppure arbustiva od arborea; dopo il 9 luglio 2005 2. Divieto di effettuare lavorazioni ; • conservare in azienda i passaporti ASL dei BOVINI Divieto dell’utilizzo di: fertilizzanti inorganici, • possedere il registro dei trattamenti veterinari 3. vidimato dalle ASL (anche in caso di non utilizzo di medicinali) letame, concimi azotati, ammendanti organici e liquami • aggiornare il registro delle vendite dirette del latte Non è obbligatoria la fascia tampone in caso di risaia, le colture arboree e foraggere sono valide come fasce di rispetto. e/o delle consegne •

tener in condizioni igienico-sanitarie adeguate

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E

T TAN

OR IMP

Compilazione

del registro di campagna

Al via il nuovo regime sanzionatorio per gli inadempienti

Con la recente revisione del DPR 23 aprile 2011 numero 290 si sono inasprite le sanzioni per gli inadempienti alla tenuta del registro di campagna fino a raggiungere in taluni casi 1.500,00 euro. Oltre alle sanzioni, sono previste ulteriori conseguenze in caso di controllo sulle norme della condizionalità che si concretizzano attraverso una riduzione dei contributi comunitari, il registro dei trattamenti di campagna è, di

fatto, un documento ufficiale richiesto nei periodici controlli a cui le aziende agricole sono periodicamente sottoposte. Coldiretti Pavia può fornire agli interessati il servizio di compilazione e di aggiornamento puntuale controllando le dosi e l’ammissibilità dei prodotti utilizzati. Il registro andrà conservato in azienda, come previsto dalle normative di legge, per la durata di cinque anni.

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Benessere suini Sono entrate in vigore dal 1° gennaio 2013 le nuove norme di protezione dei suini Per gli allevamenti che non hanno ancora adattato le proprie strutture, occorre aggiornare le porcilaie in base ai dettami del D.lgs 122 del 7 luglio 2011, la norma con cui l’Italia ha recepito le direttive comunitarie per il benessere dei suini. Molti allevamenti non sono in regola con le nuove norme sul benessere a causa della diminuzione della redditività degli allevamenti che ha limitato le risorse da investire nell’aggiornamento delle strutture.

Regole minime di adeguamento

Le novità più rilevanti riguardano i reparti di riproduzione con l’abolizione delle gabbie singole ed il divieto di utilizzare gli “attacchi” (costituiti da cinture ancorate al terreno). Le scrofe e le scrofette devono essere allevate in gruppo nel periodo compreso tra le 4 settimane dopo la fecondazione e 1 settimana prima della data prevista per il parto. I piccoli allevamenti a carattere famigliare con meno di 10 scrofe sono però esonerati da questo vincolo. Sono vietate le gabbie parto finora utilizzate, sostituite da stalli nei quali l’animale possa muoversi liberamente. Dietro alla scrofa deve essere prevista una zona libera che renda agevole il parto e deve essere collocata una sbarra che serva da protezione per i lattonzoli. Non è più accettato lo svezzamento precoce, ma i suinetti dovranno restare con la madre sino ai 28 giorni di età. In casi eccezionali si potrà scendere a tre settimane qualora i suinetti siano trasferiti in impianti specializzati.

ampiezza max aperture

categoria

11 mm

lattonzoli

14 mm

suinetti

18 mm

suini all'ingrasso

20 mm

scrofette dopo la fecondazione e scrofe

ampiezza minima dei travetti 50 mm

80 mm

Per limitare le zuffe

Oltre a considerare le attività di esplorazione e manipolazione dei suini ed a regolamentare la somministrazione degli alimenti, il provvedimento si sofferma agli accorgimenti da adottare per evitare scontri fra gli animali in gruppo. La castrazione di suini di sesso maschile deve essere effettuata con mezzi diversi dalla lacerazione dei tessuti. Invece per il taglio degli incisivi ed il mozzamento della coda si può intervenire entro la prima settimana di vita, purché non si tratti di operazioni di “routine”, ma comprovate dalla presenza di ferite ai capezzoli delle scrofe o agli orecchi o alle code di altri suini. Non sarà sicuramente facile distinguere fra “routine” e interventi indispensabili e ciò potrà causare spiacevoli contenziosi interpretativi fra autorità sanitarie e allevatori.

Sanzioni previste Sono previste penalità per gli allevamenti non adeguati, con sanzioni che vanno da 1.550 euro a 9.296 euro. Per la verifica del rispetto delle norme è previsto un calendario Misure dei recinti: devono avere lati di oltre 2,8 metri e prevedere di ispezioni che ogni anno riguarderà un rilevante campione di una superficie di 1,64 mq per ogni scrofetta e 2,25 mq per ogni allevamenti. scrofa. Qualora il gruppo sia composto da meno di 6 animali la superficie deve essere aumentata del 10%.

Conclusioni

Pavimenti e misure peso vivo kg

mq

10 o inferiore

0,15

da 10 a 20

0,20

da 20 a 30

0,30

da 30 a 50

0,40

da 50 a 85

0,55

da 85 a 110

0,65

oltre 110

1,00

Gli allevamenti di suini costruiti o rimodernati dopo il 1° gennaio 2003 non avranno problemi in virtù del fatto che le strutture dovrebbero essere già adeguate ai precetti della normativa. Occorre tuttavia rilevare che a causa di un mercato in continua difficoltà gli allevamenti in regola sono una piccola minoranza. Quelli che hanno resistito alle difficoltà rimanendo attivi hanno generalmente avuto guadagni poco soddisfacenti, tali da non favorire gli investimenti necessari a rimodernare le proprie strutture. Considerato che le deroghe richieste non sono state purtroppo accolte in sede ministeriale gli allevatori, per non incorrere in penalizzazioni, dovranno prevedere l’adeguamento delle proprie strutture.

Superfici libere costituite da pavimento pieno devono essere Link per il “D.lgs 122 del 7 luglio 2011 norme minime per messe a disposizione: per ogni scrofetta 0,95 mq e per ogni scrofa gravida 1,3 mq con un massimo del 15% di aperture di scarico. la protezione dei suini” Le aperture dei pavimenti fessurati in calcestruzzo per suini http://www.normattiva.it/uri-res/ allevati in gruppo vanno differenziate in funzione degli animali N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2011;122 che vi sono allevati, con le misure indicate in tabella:

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Con il Decreto Ministeriale 28 dicembre 2012 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 1 del 2 gennaio 2013 sono state approvate le modalità ed i requisiti per gli incentivi alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili Le risorse per sostenere il complesso degli incentivi annuale sono stimate in 900 milioni di cui 200 destinati alla pubblica amministrazione e 700 milioni ai soggetti privati. Per soggetto privato il decreto indentifica una persona fisica, condomino, soggetto titolare di impresa o di reddito agrario.

Tipologie di interventi incentivati Sono incentivabili le seguenti tipologie di investimento: a) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica (con potenza massima fino a 1.000 kW) b) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato da biomassa (con potenza non superiore a 1.000 kW per le caldaie a biomassa e 35 kW per gli apparecchi domestici: termocamini e stufe); c) installazione di collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling (sistema di raffreddamento dell’aria mediante energia solare) aventi superfici fino a 1.000 mq; d) sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore.

Opportunità per il settore agricolo Il nuovo decreto presenta pertanto diversi profili di interesse per il comparto agricolo, favorendo gli interventi nelle aree rurali e ad opera delle imprese agricole che svolgono

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attività agroforestali. In particolare, si possono segnalare: • la possibilità per i soggetti titolari di reddito agrario di accedere al regime incentivante • sostituzione dei vecchi impianti di climatizzazione degli edifici rurali e delle serre • rilancio per la filiera bosco-legno-energia • impiego di biomasse residuali di origine agricola (potature, ecc.) in alternativa a legna, cippato e pellet • agevolazioni specifiche per le sole imprese agricole: impianti a biomasse di nuova installazione ed in sostituzione di quelli esistenti • agevolazioni specifiche per le imprese agroforestali: caldaie a biomassa in sostituzione di generatori di calore a GPL in aree non metanizzate.

Presentazione delle domande Le richieste di incentivazione dovranno essere presentate attraverso la scheda-domanda che sarà resa disponibile sul portale internet del GSE (Gestore Servizi Elettrici) entro 60 giorni dalla data di ultimazione dei lavori, oppure entro 60 giorni successiva alla data in cui è resa disponibile sul portale, pena la non ammissibilità delle domande. Si precisa che al momento non è ancora stata comunicata la data a partire dalla quale sarà possibile presentare le domande. Il GSE dovrà comunque pubblicare la schedadomanda entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto (3 gennaio 2013) e pertanto entro il 3 marzo c.a.

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incentivi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili Calcolo degli incentivi Gli incentivi saranno erogati dal GSE in rate annuali costanti per la durata di 2 o 5 anni a seconda della tipologia di intervento. Nel caso l’ammontare totale dell’incentivo sia inferiore a 600 Euro verrà corrisposto in una unica annualità. Il sistema degli incentivi non è calcolato sull’importo degli investimenti, bensì sulla base del calore prodotto. Per la determinazione degli importi verranno considerati i seguenti parametri: tipologia di intervento, luogo di installazione, fascia climatica, coefficiente di valorizzazione dell’energia termica, potenza termica dell’impianto, ore di funzionamento, emissioni di polveri, ecc. A titolo di esempio per una stufa a pellet o a legna della potenza installata di 15 kW in fascia climatica E (MilanoBologna-Torino-Verona) l’incentivo cumulato nei due anni ammonta a circa 1.500 euro aumentando poi a circa 1.700 euro per un impianto della potenza installata pari a 24 kW. Esaminando invece un impianto a biomassa per il riscaldamento di una serra di 1.000 metri quadri circa, impianto della potenza di 50 kW l’incentivo cumulato in 5 anni nella stessa alla fascia climatica sarà circa di 7.000 euro. I due esempi citati prendono in considerazioni situazioni teoriche di partenza definibili ottimali. In ogni caso è consigliabile sempre effettuare un’analisi dell’investimento e del tempo di ritorno economico indipendentemente dagli incentivi percepiti.

del decreto in cui tra gli edifici esistenti che possono essere oggetto di sostituzione del generatore di calore con un impianto a biomasse, rientrino anche i fabbricati rurali esistenti purché accatastati, inoltre tali benefici per questo settore sono estesi anche ai sistemi di riscaldamento ex novo. Tra le biomasse utilizzabili contemplate oltre alla legna, segnaliamo: cippato, pellet ,e scarti di potatura. Questi ultimi specie per la nostra provincia a vocazione vitivinicola rappresenterebbero una valida fonte energetica alternativa e nel contempo la creazione di una filiera agricola con importanti risvolti occupazionali. I maggiori problemi in questo caso sono da ricercare nel costo di raccolta del materiale e nella difficile standardizzazione dal punto di vista energetico della biomassa. Emerge pertanto la necessità per chi intende investire in questo settore di un approvvigionamento certo della materia prima (biomassa) e di un sistema di incentivazione che non alteri il mercato dell’energia e delle sue componenti. Il nuovo conto termico procede in questa direzione, in un contesto in continua evoluzione in cui i contributi al settore agricolo diminuiscono vale la pena cogliere anche questa opportunità, fermo restando che per impianti di piccolissima dimensione, probabilmente, non è conveniente accedere agli incentivi a causa della complessità della documentazione richiesta.

Link per il Decreto Ministeriale 28 dicembre 2012

Conclusioni

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_ Per le aziende agricole e più in generale per tutto il settore generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto. primario particolare interessante pare il passaggio all’interno dataPubblicazioneGazzetta=2013-01-02&atto. codiceRedazionale=12A13721

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Comunicazione obbligatoria alle ASL della presenza di amianto

La Legge Regionale n°50/2012 ha introdotto una norma sanzionatoria per la mancata comunicazione alle ASL della presenza di amianto. La norma si applicherà dal 1 febbraio 2013 e comporterà, a carico dei soggetti proprietari pubblici e privati inadempienti, l’applicazione di una sanzione amministrativa da € 100,00 a € 1.500,00. I proprietari di edifici, impianti o luoghi nei quali vi è presenza di amianto hanno pertanto tempo fino al 30 gennaio 2013 per provvedere alla comunicazione senza incorrere nelle sanzioni.

Modulo NA/1 – Notifica presenza di amianto in strutture e luoghi

La comunicazione alle ASL di competenza dovrà essere effettuata mediante l’apposito Modulo NA/1 (Allegato 4 della D.g.r. 22 dicembre 2005 n° 8/1526 denominata “PRAL – Piano Regionale Amianto Lombardia”.

Protocollo per la valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento-amianto

E’ strumento operativo per la valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento/amianto tramite l’applicazione dell’Indice di Degrado (I.D.) ed è condotta attraverso l’ispezione del manufatto. Seguendo le istruzioni ed attribuendo un punteggio ad ogni fase di valutazione, si ottiene un codice numerico che identifica il grado di pericolosità del manufatto per la salute e gli eventuali interventi di bonifica da effettuare.

Pericolosità della presenza di amianto

Fibre libere o debolmente legate: si tratta di amianto in matrice friabile, contraddistinto da elevata pericolosità per la tendenza a sgretolarsi e a liberare fibre spontaneamente; in questa categoria rientrano diverse tipi di rivestimenti isolanti e ricoprimenti a spruzzo. La definizione fornita dal Decreto Ministeriale 6/9/1994 si riferisce in generale a materiali facilmente sbriciolabili n.1 2013

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o riducibili in polvere con la semplice pressione manuale. Fibre fortemente legate in una matrice stabile e solida: si tratta di amianto in matrice compatta, avente una pericolosità dipendente dallo stato di conservazione; sono ricompresi in questa categoria i materiali in vinil-amianto o in amianto-cemento (tipicamente, le comuni lastre di “eternit” usate nelle coperture degli edifici). La definizione fornita dal D.M. 6/9/1994 si riferisce in generale a materiali duri sbriciolabili o riducibili in polvere solo con attrezzi meccanici. Se il materiale è in buone condizioni e non viene manomesso è improbabile che esista un pericolo di rilascio spontaneo di fibre di amianto, pertanto la presenza di materiali contenenti amianto in un edificio non comporta di per sé un pericolo per la salute degli occupanti. Se invece il materiale viene danneggiato per interventi di manutenzione o di demolizione, avviene un rilascio di fibre che rappresenta un rischio potenziale. Qualora il materiale sia altamente friabile o in cattive condizioni, le sollecitazioni causate da movimenti di persone o macchine possono causare il distacco di fibre scarsamente legate al resto del materiale. In tali casi è necessario ricorrere ad interventi di bonifica, che non consistono in interventi di sovracopertura, di incapsulamento o di rimozione dell’amianto.

Obbligo di bonifica dei materiali contenti amianto entro il 16 gennaio 2016

Il citato Piano Regionale Amianto Lombardia (PRAL) stabilisce inoltre l’obbligo di bonifica dei materiali contenenti amianto entro e non oltre il 16 Gennaio 2016. Non sussiste alcun obbligo per la rimozione delle coperture in Eternit purché lo stato in cui si trova non sia fonte di rischio. Potrebbe invece essere obbligatorio, pena sanzioni, procedere ad uno degli interventi previsti dalla legge (incapsulamento, sovracopertura), nel caso in cui questo risultasse friabile (con conseguente rilascio di fibre d’amianto) a causa di un accentuato stato di degrado.

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Florovivaismo:

nuova procedura di accreditamento Per l’esercizio dell’attività vivaistica è necessario essere in possesso dell’autorizzazione regionale alla produzione, commercio ed importazione di vegetali e prodotti vegetali come previsto dal decreto legislativo 214 del 19 agosto 2005 e dalla l.r. 31/2008. Il rilascio dell’autorizzazione è condizionata alla verifica del possesso dei requisiti di professionalità e alla dotazione minima di strutture ed attrezzature occorrenti in funzione del tipo di attività svolta. Sono esonerati dalla richiesta di autorizzazione: - coloro che commercializzano vegetali al dettaglio su aree private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione, direttamente al consumatore finale. - producono patate da consumo che conferiscono interamente a centri di raccolta autorizzati o commercianti all’ingrosso autorizzati o che vendono l’intera produzione a consumatori finali. - moltiplicano sementi per conto di ditte autorizzate o cedono piante ad aziende autorizzate. - importano occasionalmente piccole quantità di prodotti ortofrutticoli destinati alla vendita la minuto di piante e loro materiale di moltiplicazione non destinate alla vendita. Tutte le altre tipologie di soggetti devono presentare domanda di accreditamento o rinnovo accreditamento entro il 31 marzo 2013.

I richiedenti devono:

1) avere Fascicolo aziendale aggiornato con particelle interessate a vivaio visibili a GIS e con codici colturali aggiornati. 2) essere iscritti alla Camera di Commercio, Industria Artigianato e Agricoltura. 3) avere partita I.V.A. 4) essere in possesso dei requisiti professionali per l’esercizio dell’attività (laurea o diploma in ambito agrario o forestale) oppure superamento di un colloquio volto a verificare le conoscenze in ambito florovivaistico (allegato il modello di richiesta da inoltrare). Gli argomenti del colloquio saranno indicati da ERSAF dopo il ricevimento della richiesta. 5) possedere strutture e attrezzature necessarie per l’esercizio dell’attività allegato 7 del D.d.u.o. 7190 (si tratta di una dotazione minimale). 6) Presentare la domanda in marca da bollo (14,62€ numero due una per la domanda e una per l’autorizzazione), la domanda va inviata ad ERSAF Servizio Fitosanitario mediate raccomandata A/r, (esiste ed è

accettata anche la presentazione telematica della domanda tramite posta PEC al seguente indirizzo fitosanitario. ersaf@pec.regione.lombardia.it ) il quale si incarica dell’istruttoria e del rilascio dell’autorizzazione entro sessanta giorni dal ricevimento della domanda. Nella compilazione della domande la parte di maggior interesse per il nostro lavoro è l’identificazione della tipologia di autorizzazione che si intende richiedere.

Le tipologie presenti sono le seguenti:

a) piccolo produttore: i cui prodotti sono esclusivamente destinati al mercato locale a persone non professionalmente impegnate nella produzione dei vegetali. b) produttore vivaista iscritto al RUP c) produttore che commercializza all’ingrosso d) importatore da paesi terzi e) centro di raccolta di spedizione di trasformazione f) produttori di micelio fungino g) imprese che applicano il marchio ISPM 15 FAO I dati necessari per la compilazione della domanda sono quelli già presenti nel fascicolo del produttore, alla domanda va allegata la seguente documentazione: a) planimetria aggiornata con l’ubicazione dei terreni destinati a vivaio e delle strutture utilizzate per l’attività. b) elenco aggiornato dei vegetali in produzione. c) relazione descrittiva del processo produttivo (allegato 2 del D.d.u.o 7190 del 07 agosto 2012). d) versamento della tariffa fitosanitaria con quota variabile a seconda della tipologia di accreditamento, specificando “Cap.296-Tariffa Autorizzazione Vivaistica”. In seguito ottenuto l’accreditamento è necessario adempiere al pagamento della tariffa fitosanitaria annuale, questa tariffa è dovuta anche per tutte le autorizzazioni rilasciate nel corso dell’anno solare. Anche in questo caso è molto importante specificare la causale “Cap.194-Tariffa RUP”. Infine i soggetti autorizzati devono comunicare al servizio fitosanitario in ERSAF entro il 31 marzo di ogni anno successivo a quello di accreditamento l’elenco dei vegetali prodotti e/o commercializzati. Coldiretti auspica che questa nuova procedura di accreditamento contribuisca alla valorizzazione e all’univoca identificazione dei veri prodotti “Made in Italy” per la salvaguardia dell’economia e del valore aggiunto della nostra agricoltura.

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Bando Camera di Commercio

per la creazione e lo sviluppo di imprese innovative Le risorse disponibili sono molto limitate perché il bando non è destinato esclusivamente al settore agricolo, probabilmente molte richieste rimarranno inevase. Il termine ultimo per presentare richiesta è il 30 aprile 2013. Risorse stanziate: 200.000,00 euro a fondo perduto Tipologia di contributo : il contributo è concesso a fondo perduto, copre il 50% delle spese ammesse ed effettivamente sostenute per la realizzazione del progetto imprenditoriale (al netto di IVA), fino ad un massimo di € 20.000,00. Possono essere presentati progetti che prevedono una spesa totale non inferiore a € 5.000,00.

La Camera di Commercio di Pavia con questo bando intende favorire l’ideazione e la realizzazione di progetti a carattere innovativo volti alla creazione e allo sviluppo di nuove attività di impresa innovativa

Soggetti beneficiari: a) imprese già costituite e iscritte nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio in data non anteriore a 6 mesi dalla data di pubblicazione del presente bando, con sede operativa localizzata nel territorio della provincia di Pavia. b) imprese costituende, che si impegnino a costituirsi e ad iscriversi nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio entro 90 giorni solari e consecutivi dalla data di comunicazione del provvedimento di concessione dell’agevolazione, con sede operativa localizzata nel territorio della provincia di Pavia. Spese ammissibili: a) investimenti materiali e immateriali. b) acquisizione di servizi. c) spese di costituzione. d) spese promozionali. tutte le spese si intendono al netto di IVA, viene inoltre riconosciuta la spesa di formazione per il 20% del costo sostenuto. Spese non ammissibili: a) spese non direttamente riferibili e non strettamente attinenti all’avvio e allo sviluppo della nuova attività imprenditoriale e non coerenti con il raggiungimento degli obiettivi indicati dal progetto. b) spese relative alle utenze e alla manutenzione ordinaria (comprese pulizie locali). c) canoni di leasing, d) spese di personale, e) l’acquisto di licenze autorizzative per lo svolgimento dell’attività, f) spese di importo superiore ad € 1.000,00 sostenute in contanti.

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Patenti trattori a rischio C’è tempo fino al 2015

Per salvare le patenti a rischio per i trattori c’è tempo almeno fino al 2015. Facciamo chiarezza dopo che sul territorio si è diffuso l’allarme sul fatto che il prossimo 12 marzo 2013 sarebbe scattata la tagliola sull’uso delle attrezzature, agricole ma non solo. All’origine di tutto, un accordo firmato in Conferenza Stato Regioni. Al fine di rendere sempre più sicuro il lavoro, è stata individuata una serie di attrezzature (trattori, ma anche gru, scavatori, piattaforme di lavoro, ecc.) per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, da conseguirsi attraverso un corso di formazione. L’accordo entra in vigore dal prossimo 12 marzo 2013 e ciò ha suscitato una piccola ondata di panico nelle campagne, con il timore di non poter più operare con i mezzi. La normativa, prevede però che chi, alla data del 12 marzo 2013, è già incaricato dell’uso delle macchine, anche se non provvisto di esperienza documentata, avrà tempo fino al 12 marzo 2015 per adempiere a quanto previsto dalle nuove regole, mentre chi ha già seguito in passato un corso o è in possesso di esperienza documenta alla data del 12 marzo 2013 sarà a posto fino al 12 marzo 2017.

Nuovi incentivi per le aziende agricole: bando INAIL E’ stato aperto in data 15 gennaio 2013 il nuovo bando INAIL. “Incentivi alle imprese per la realizzazione di interventi in materia di salute e sicurezza sul lavoro”. Tale documento ha l’obiettivo di incentivare le imprese a realizzare progetti per il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza sul lavoro. Le domande andranno presentate esclusivamente con procedura telematica entro il 14 marzo 2013, la dotazione stanziata per la Regione Lombardia è pari a 1.591.322 euro con un contributo in conto capitale pari al 50% delle spese ammesse al netto di IVA. Si tratta di un bando che copre diverse categorie di aziende dall’artigianato all’industria (non solo agricole), nel 2012 molte domande non sono state finanziate per mancanza di fondi. Le spese ammesse a contributo sono riconducibili alle seguenti tipologie di intervento: a) Ristrutturazione o modifica strutturale e/o impiantistica degli ambienti di lavoro. b) Installazione e/o sostituzione di macchine e/o dispositivi e/o attrezzature. c) Interventi relativi alla riduzione/eliminazione di fattori di rischio.

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In particolare nel punto “c” rientra la rimozione e lo smaltimento del materiale amianto, in passato comunemente utilizzato per le coperture degli edifici a servizio dell’attività agricola (capannone, stalla, magazzini). Schematicamente l’iter procedurale prevede una fase di preregistrazione e compilazione della domanda, l’invio on line della stessa e la successiva integrazione cartacea a supporto dell’invio on line, da effettuare successivamente solo per le domande finanziate. Il contributo minimo ammissibile è pari a 5.000,00 euro, non sono ammesse a contributo le spese relative a: a) Dispositivi di protezione individuale, b) automezzi e mezzi di trasporto su strada, c) impianti per l’abbattimento di emissioni o rilasci nocivi all’esterno dell’ambiente, d) hardware e software e sistemi di protezione informatica non utilizzati ai fini del miglioramento della sicurezza, e) mobili e arredi. Data l’elevato numero di interventi che il bando ricopre e la complessità delle casistiche presenti, si invitano le aziende interessate a prendere contatto con gli uffici Coldiretti per esaminare in modo accurato le diverse casistiche.

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Riso:

drastica riduzione degli investimenti I prezzi inconsistenti e la concorrenza dei cereali mettono a rischio il mantenimento delle risaie italiane Un taglio di oltre 10 mila ettari alle risaie italiane e mezzo milione di quintali in meno nel prossimo raccolto in Lombardia, la maggiore regione produttrice. E’ quanto stima la Coldiretti sulla base delle dichiarazioni dei produttori lombardi che, in questi giorni, stanno pianificando le semine della prossima stagione. La diminuzione delle aree destinate a riso oscillerà fra il 10 e il 15 per cento, una quota che verrà sostituita con altre colture, in particolare soia e mais. Per la provincia di Pavia si stima una riduzione del 15 % che porterebbe la superficie da 82.000 a circa 70.000 ettari con una riduzione di produzione di circa 750.000 quintali. Le cause di questa tendenza da parte dei risicoltori sono da ricercare in un prezzo troppo basso e nella concorrenza delle coltivazioni alternative, in particolare mais, soia e grano, che, anche in seguito al mercato sviluppato dalla produzione di energia godono di quotazioni decisamente più convenienti del riso. Una drastica riduzione delle superfici a riso probabilmente a breve termine non avrebbe alcuna conseguenza sul mantenimento dell’ambiente e ripercussioni positive sui prezzi del risone, ma in un’ottica di maggior respiro occorre guardare con attenzione ai problemi che la mancata coltivazione procurerebbe al mantenimento del sistema umido del nostro territorio. La fittissima rete irrigua della pianura padana basa la sua efficienza sulla manutenzione fatta dai risicoltori. Manutenzione che sparirebbe in caso di coltivazioni alternative con le conseguenze che facilmente si possono immaginare per il deflusso delle acque dalle Alpi al Po. Anche le quotazioni hanno subito un crollo, tanto che in tre anni il Carnaroli ha perso il 49 per cento del valore passando da 673 a 340 euro a tonnellata, mentre l’Arborio ha subito un calo di oltre il 40 per cento, da 576 a 335 euro a tonnellata. Con questi prezzi, considerato anche l’aumento dei costi del carburante, gli agricoltori non riescono a coprire le spese. Per inciso continuiamo a non capire perché, a fronte di una riduzione dei prezzi del risone, il cartellino del riso sullo scaffale a disposizione del consumatore continui a restare invariato se non addirittura a crescere. Fra il 2011 e il 2012 le superfici a riso a livello nazionale sono diminuite del 4,66 per cento passando da 246.540 ettari a 235 mila ettari e nel 2013, se verranno confermate le previsioni, si potrebbe scendere sotto i 210 mila ettari. Una situazione insostenibile, poiché non è possibile pensare che gli agricoltori italiani vendano le loro produzioni agli stessi prezzi di quelle dei paesi del sud del mondo perché la qualità, i costi di coltivazione, le garanzie sanitarie e il contesto socio economico sono profondamente diversi.

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Contratti di Filiera Cap Pavia in collaborazione con FIR sta preparando alcuni contratti di coltivazione per promuovere e premiare la coltura delle varietà storiche della nostra provincia e raggiungere, tramite FAI, il consumatore con il riso targato Pavia Sono in fase di ultimazione alcuni contratti di coltivazione per le varietà Carnaroli, Arborio, Roma e Baldo. Varietà storiche che hanno fatto grande il nome della risicoltura del nostro territorio e la cui qualità rappresenta un fiore all’occhiello dell’intera produzione pavese nel mondo. La filosofia dei contratti prevede un premio economico certo, sul prezzo riferito alle rilevazioni mercantili, oltre ad una serie di vantaggi tra cui la garanzia del ritiro e del pagamento. Lo scopo finale di tali contratti, attraverso l’accordo con FIR tuttavia consiste nella lavorazione e la trasformazione, per conto, del risone in riso bianco, marchiato FAI, Firmato dagli Agricoltori Italiani, convogliando la vendita nella rete Cafil, che dispone di una quarantina di negozi in Lombardia, ed eventualmente nella rete delle Botteghe di Campagna Amica. Una seconda ed entusiasmante fase prevede la partecipazione delle aziende conferenti agli utili derivanti dalla vendita al dettaglio. “Si tratta – commenta Giuseppe Ghezzi, presidente del Consorzio Agrario di Pavia – di un esperimento serio e concreto per realizzare quella filiera corta che consenta all’impresa di ottenere la giusta ricompensa e al consumatore di acquistare un prodotto di qualità al giusto prezzo. Attraverso la rete dei Consorzi Agrari, il marchio FAI e il supporto di FIR possiamo far giungere il nostro prodotto direttamente al consumatore eliminando le speculazioni e le bolle economiche lungo una filiera che risulta spesso tragicamente troppo lunga”. Per quanto riguarda l’operatività di FIR comunichiamo che Gianluca Mascellino, responsabile delle vendite per conto di FIR, sarà presente presso gli uffici Coldiretti di Pavia ogni mercoledì e ogni venerdì presso gli uffici di Mortara fino a tutto il mese di marzo.

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Coldiretti chiede l’uso d’emergenza del Propanil Coldiretti continua a prestare alle esigenze dei risicoltori la massima attenzione evidenziando, con una lettera indirizzata sia al Ministero della Salute che al Ministero delle Politiche Agricole, come anche per quest’anno sia necessario garantire l’uso di emergenza del Propanil per il riso a causa delle presenza di fenomeni di resistenza che, come è noto, si manifestano quando una popolazione di organismi, precedentemente controllata da una molecola, diviene tollerante nei confronti della stessa. Il fenomeno (che interessa infestanti, funghi, insetti, acari, ecc.) ha subito una considerevole accelerazione negli ultimi anni, in concomitanza con la revoca (o la riduzione d’impiego) degli agrofarmaci multisito a largo spettro d’azione che consentivano la prevenzione (e la gestione) delle resistenze. I problemi che ne derivano non sono solo di ordine tecnico-agronomico, ma hanno un pesante impatto sia economico, attraverso l’aggravio dei costi per le aziende agricole, quanto sociale, essendo potenzialmente in grado di determinare la scomparsa di certe colture da interi territori. Il problema è particolarmente grave nel caso delle infestanti delle risaie, dove il ridottissimo numero di meccanismi d’azione disponibili ha determinato la comparsa di numerose, popolazioni resistenti appartenenti a molte diverse specie e famiglie botaniche e la pressoché totale impossibilità di gestirle e prevenirle. L’impiego di Propanil è fondamentale per la sua valida attività per il controllo integrato dei giavoni (Echinochloa spp.). L’indisponibilità del Propanil (attualmente revocato) pone, allora, serissimi interrogativi sulla possibilità di condurre la coltura del riso nei tipici areali italiani. Una stima conservativa derivante delle perdite derivanti dall’eventuale impossibilità di impiego del Propanil su almeno 1/3 della superficie (circa 80.000 ha) per il controllo di malerbe resistenti si aggira intorno al 20% della produzione e, quindi, intorno al 6-7% della produzione totale. In termini economici, la perdita e la mancata disponibilità di risone sarebbe molto rilevante sia per la parte agricola sia per l’industria risiera italiana, con ripercussione su tutta la filiera legata al prodotto riso. Sul piano dell’impatto ambientale della sostanza, Coldiretti ha evidenziato come la dose d’impiego degli ultimi anni in Italia e nell’EU sia stata di un settimo inferiore a quella di uso comune negli USA e nel resto del mondo. A fronte della situazione sopra evidenziata Coldiretti ha chiesto, pertanto, l’autorizzazione eccezionale all’impiego del Propanil, per il periodo 15 aprile – 15 agosto, in modo da poter essere impiegato in tempo utile.

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Riso: può proseguire la lotta al punteruolo e al brusone Ok all’uso d’emergenza del chlorantraniliprole e del triciclazolo

Buone notizie per i risicoltori. La Commissione consultiva dei prodotti fitosanitari, ha approvato l’uso in deroga del chlorantraniliprole per la lotta al punteruolo acquatico (Lissorhoptrus oryzophilus) e del triciclazolo per il brusone del riso. Tale coltura risente moltissimo della mancanza sul mercato di molecole indispensabili per la lotta fitopatologica ad alcune avversità particolarmente aggressive. Di qui la necessità di ricorrere allo strumento dell’uso d’emergenza. L’Italia è il primo paese produttore di riso nell’Ue con 247.594 ha coltivati nel 2010 e rappresenta il 52% della superficie investita a riso nell’Unione stessa (475.752 ha). La maggior parte delle varietà (Carnaroli, Baldo, Arborio, Vialone Nano, etc.) è coltivata solo nel nostro Paese. La perdita di queste varietà comporterebbe un danno non solo economico, ma anche in termini di tradizione, specificità e biodiversità. Il provvedimento era quanto mai necessario in quanto il punteruolo acquatico è uno dei principali fitofagi del riso nel mondo, ormai stabilmente insediato anche negli areali italiani che sono Piemonte, Lombardia,Veneto, Calabria e Sardegna. La perdita di produzione a causa di questo coleottero curculionideo può raggiungere il 30%. Il chlorantraniliprole, prodotto dalla Dupont, è registrato in 30 paesi nel mondo ed è da tempo impiegato sulle orticole ed in Usa anche sul riso proprio per l’efficacia dimostrata contro il punteruolo acquatico. L’elevata efficacia, la costanza dei risultati, l’estrema selettività verso le colture e l’ottimo profilo tossicologico ed ambientale lo rendono adatto per l’impiego in programmi di produzione integrata. Anche dal punto di vista dei residui risponde ampiamente alle aspettative di sicurezza alimentare. Infine, l’ottimo profilo ecotossicologico della sostanza consente di non esporre a rischi pronubi e insetti utili, come pure gli altri organismi che vivono in ambiente acquatico, come rane e altri anfibi. Non meno importante, infine, è aver ottenuto anche per questo anno,l’uso d’emergenza del triciclazolo. I dati evidenziano che solo il 2,5% delle varietà coltivate in Italia è, infatti, tollerante al brusone (il 64,9% è mediamente sensibile, il 32.6% sensibile) che è una malattia fungina causata dai patogeni Magnaporthe oryzae e Pyricularia oryzae e colpisce tutte le parti della pianta. Coldiretti esprime notevole soddisfazione per il lavoro compiuto dal Ministero della Salute e dal Ministero delle Politiche Agricole che in sede di Commissione consultiva hanno saputo comprendere ed accogliere, con sensibilità e competenza le istanze dei risicoltori italiani.

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Stati generali dell’agricoltura

L’agricoltura pavese, un percorso di crescita Lo scorso 1° febbraio, presso l’Almo Collegio Borromeo, su iniziativa dell’Assessorato all’agricoltura della Provincia di Pavia, sono stati convocati gli Stati generali dell’agricoltura pavese. Tre sessioni di lavoro al mattino e al pomeriggio che hanno visto tra i relatori Stefano Ravizza, viticoltore di Stradella, delegato provinciale e regionale di Giovani Impresa con un intervento dal titolo “Perché qui e non altrove: costruire l’identitàdi un territorio con i prodotti della tradizione locale”. Nella seconda sessione Giovanni Ghisoni, risicoltore di San Zenone, presidente di sezione Coldiretti e consigliere del consorzio Est Ticino Villoresi è intervenuto sul tema “Consumo del suolo e governo delle acque”. Nel pomeriggio, alla presenza di Paolo De Castro, presidente della Commissione agricoltura del Parlamento Europeo, i rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole hanno illustrato le linee di programmazione verso cui tendere nella politica agricola comunitaria. L’intervento del direttore di Coldiretti Giovanni Roncalli ha evidenziato quali siano le peculiarità e i punti di forza della nostra agricoltura. “Si è trattato di un’ottima occasione – ha commentato lo stesso Giovanni Roncalli – per fare il punto sull’attuale situazione dell’agricoltura non solo pavese. Il livello degli oratori e gli interventi da parte della platea hanno permesso di tracciare un quadro soddisfacente dell’agricoltura pavese, delineando le direzioni da seguire per attuare il rilancio del settore. La produzione del nostro territorio, attraverso la professionalità delle aziende agricole, è sempre più indirizzata verso la qualità che deve, oggi più di ieri, essere

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la spinta verso la ripresa economica. Occorre sviluppare la capacità di far rete attorno alle eccellenze produttive e territoriali, offrendo un pacchetto di alto valore, che sappia proporre non solo il prodotto, ma un insieme di esperienze conoscitive che, partendo dal cibo, trasferisca al consumatore il valore globale del territorio. Significa coniugare alla produzione di qualità l’accoglienza, l’agriturismo, l’ambiente, la storia, la cultura e la tradizione, in un solo evocativo brand che possa trovare l’immediata risposta nell’attenzione del consumatore finale. Se riso e vino sono i principi della nostra produzione, ad essi devono essere affiancate le innumerevoli specialità che caratterizzano la grande tradizione agricola della nostra provincia, in un’offerta immediatamente identificabile e capace di distinguersi dal resto della proposta agroalimentare. La nascita dei Distretti e l’opportunità dell’Expo’ 2015 sono formidabili veicoli per trasportare l’entusiasmo che deve caratterizzare la capacità produttiva delle aziende agricole pavesi. Chi si candida a governare i nostri territori non può prescindere da questo bacino di ricchezza che rappresenta l’unica vera, grande opportunità di crescita per il nostro Paese. L’agricoltura nella sua specificità e nella sua multifunzionalità è il motore di una ripresa che, allontanandosi dalla produzione di commodities, omologata, di massa, indistinguibile, proponga l’alto valore aggiunto del marchio “Italia” nella declinazione pavese delle nostre specialità sotto le bandiere di riso e vino quali simboli della qualità dell’intero territorio”.

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Approvato il nuovo piano assicurativo agricolo 2013 EDOARDO NEGRI: ”Opportunità importanti per l’agricoltura italiana” Il Piano è stato predisposto con il fattivo contributo delle parti interessate e si caratterizza per alcuni aspetti innovativi, in grado di orientare le scelte degli agricoltori. Il piano assicurativo agricolo 2013, approvato il 24 gennaio, dalla Conferenza Stato-Regioni, pone le basi per consentire alle imprese agricole di cogliere appieno le opportunità offerte dalla riforma della Politica agricola comune. “Il Piano – spiega Edoardo Negri, presidente di Coprovi - è stato predisposto con il fattivo contributo delle parti interessate e si caratterizza per alcuni aspetti innovativi, in grado di orientare le scelte degli agricoltori. In particolare: - abbandono del sostegno alle polizze monorischio e concentrazione delle risorse pubbliche, comunitarie e nazionali, sulle forme più complete di copertura dei rischi (pluri e multi), mediante rimodulazione delle percentuali massime

di intervento; - maggiori incentivi ai nuovi assicurati; - differenziazione tra eventi catastrofali, come ad esempio la siccità, da quelli sistemici, come la grandine, per consentire una migliore sostenibilità del sistema ed una maggiore propensione delle imprese assicurative a prendere in carico i rischi; - possibilità per le imprese agricole di indirizzare la copertura assicurativa verso i rischi che hanno concreta possibilità di verificarsi nei territori di riferimento; - associazione del rischio “colpo di sole” con quello di “venti sciroccali” e “gelo/brina” con “sbalzi termici”, per garantire una migliore distribuzione territoriale dei rischi stessi; - ampliamento delle possibilità assicurative per la zootecnia, come ad esempio le riduzioni di produzione di latte

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bovino a seguito di squilibri termo igrometrici, introdotte a livello sperimentale; - possibilità per i maidicoltori di assicurare le produzioni contro le fitopatie responsabili delle aflatossine nel mais”. Le novità introdotte favoriscono, inoltre, il progressivo allargamento territoriale dello strumento assicurativo alle Regioni del Centro Sud, dove solo un esiguo numero di imprese aderisce alle coperture agevolate dei rischi che, alla luce di ciò che è avvenuto negli ultimi anni, rappresentano l’unico strumento in grado di dare risposte adeguate alle gravi conseguenze delle avversità atmosferiche, che sempre più spesso colpiscono i tali territori. Allo strumento assicurativo dovranno poi essere affiancati, in maniera complementare, i fondi di mutualizzazione, previsti nella riforma PAC, per consentire alle imprese agri-

cole di governare anche quei rischi a fronte dei quali non è attualmente possibile sottoscrivere polizze agevolate e la cui gestione, nell’ambito della nuova programmazione comunitaria, è affidata proprio a queste misure di intervento, come ad esempio lo strumento per la stabilizzazione dei redditi. “Lo sviluppo di un sistema moderno di gestione dei rischi – conclude Edoardo Negri - a disposizione delle imprese agricole costituisce uno degli elementi essenziali per garantirne la competitività nei mercati caratterizzati da elevata volatilità ed in continua evoluzione come quelli agricoli, senza trascurarne gli elementi di qualità e territorialità che delineano i punti di forza di molte nostre imprese”.

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Legge di stabilità 2013

cosa cambia per gli immobili e per l’agricoltura Proviamo di seguito ad analizzare alcune misure della Legge 24/12/2012, n. 228, c.d. “Legge di stabilità 2013”, in particolare quelle riguardanti il settore immobiliare, ovvero i tre tributi relativi all’IMU, all’IVIE e alla TARES sui quali si concentra il focus fiscale e alle quali si aggiungono, inoltre un paio di rilevanti novità relative all’imposizione del settore agricolo di cui ai commi 512 e 513. Iniziamo dalle novità nel settore agricolo. Al comma 512 è stata innanzitutto disposta un’ulteriore rivalutazione dei redditi dominicale e agrario: “Ai soli fini della determinazione delle imposte sui redditi, per i periodi d’imposta 2013, 2014 e 2015, i redditi dominicale e agrario sono rivalutati del 15 per cento. Per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, la rivalutazione è pari al 5 per cento. L’incremento si applica sull’importo risultante dalla rivalutazione operata ai sensi dell’articolo 3, comma 50, della legge 23 dicembre 1996, n. 662. Ai fini della determinazione dell’acconto delle imposte sui redditi dovute per l’anno 2013, si tiene conto delle disposizioni di cui al presente comma”. La nuova rivalutazione colpisce, a partire dal 1° gennaio 2013, i redditi dominicali e agrari risultanti dagli atti catastali e già rivalutati, rispettivamente, dell’80 e del 70 per cento ai sensi della legge n. 662/1996. Dalla novella della norma si deve desumere che, al fine di applicare la minore percentuale di rivalutazione (il 5% anziché il 15%), sia necessario il duplice requisito del possesso

e della conduzione diretta da parte di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, fatte salve le ipotesi di “messa a riposo” periodica dei terreni medesimi, purché posseduti dagli stessi soggetti. La seconda norma che coinvolge pesantemente il settore agricolo sia pur con più ampio respiro è quella il cui novellato, al comma 513 recita: “I commi 1093 e 1094 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, sono abrogati e le opzioni esercitate ai sensi dei medesimi commi perdono efficacia con effetto dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 2014. Ai fini della determinazione dell’acconto delle imposte sui redditi dovuto per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014, si tiene conto delle disposizioni di cui al presente comma”. Per maggior comprensione si rammenta il disposto dei commi 1093 e 1094:

Comma 1093

“Le società di persone, le società a responsabilità limitata e le società cooperative, che rivestono la qualifica di società agricola ai sensi dell’articolo 2 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99 […], possono optare per l’imposizione dei redditi ai sensi dell’articolo 32 del TUIR”

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Comma 1094

“Si considerano imprenditori agricoli le società di persone e le società a responsabilità limitata, costituite da imprenditori agricoli, che esercitano esclusivamente le attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti agricoli ceduti dai soci. In tale ipotesi, le società possono optare per la determinazione del reddito applicando all’ammontare dei ricavi il coefficiente di redditività del 25 per cento”. L’articolo 1, comma 1093 della Legge n. 296/06 (Finanziaria 2007) aveva previsto la possibilità per le società di persone, le società a responsabilità limitata e le società cooperative che rivestono la qualifica di società agricola, ai sensi dell’articolo 2 del Decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 93, di optare per la determinazione catastale del reddito, ex articolo 32 del Tuir. La Legge di Stabilità, nell’abrogare espressamente il comma 1093 dell’art. 1 della vigente L. n. 296/2006 (Finanziaria 2007) e nel prevedere la perdita di efficacia delle relative opzioni esercitate, ha sancito la tassazione a bilancio per le società agricole a partire dal 1 gennaio 2015. Inoltre, viene abrogato anche il comma 1094 della Legge n. 296/06 (Finanziaria 2007) che prevedeva la possibilità per le società di persone e le società a responsabilità limitata, costituite da imprenditori agricoli, che esercitano esclusivamente le attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti agricoli ceduti dai soci, di determinare il reddito applicando all’ammontare dei ricavi il coefficiente di redditività del 25%.

IMU

Per quanto riguarda le novità relative all’IMU, esse sono riferite all’anno 2013 e letteralmente finalizzate ad “…assicurare la spettanza ai Comuni del gettito dell’imposta municipale propria, di cui all’articolo 13 del decreto legge n. 201/2011.”. Il dettato normativo dispone in buona sostanza quanto segue: • la soppressione della riserva a favore dello Stato di cui al comma 11 dell’art. 13, D.L. n. 201/2011, vale a dire della quota di imposta pari alla metà dell’importo calcolato applicando l’aliquota di base alla base imponibile di tutti gli immobili, ad eccezione dell’abitazione principale e delle relative pertinenze, nonché dei fabbricati rurali ad uso strumentale; • la riserva a favore dello Stato del gettito IMU derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D, calcolato ad aliquota standard dello 0,76%; • l’attribuzione ai comuni della possibilità di aumentare sino a 0,3 punti percentuali l’aliquota standard dello 0,76%, sempre per i predetti immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D. Rimandiamo alo prossimo numero le novità relative alla TARES e all’IVIE oltre ad alcune considerazioni sulla rivalutazione dei terreni. Per ulteriori informazioni e leggere l’articolo completo: www.pavia.coldiretti.it alla sezione CAF.

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Luigi Chierico premiato al concorso

Italia che resiste: piccole e grandi storie di Lombardia in foto da sinistra Antonio Mansueto, Luigi Antonio Chierico, Giovanni Rota e Massimo Bocci

Luigi Antonio Chierico di Valle Salimbene, socio Coldiretti, allevatore di professione e per passione è stato premiato al concorso l’Italia che Resiste: piccole e grandi storie di Lombardia Italia che Resiste è un premio che intende riconoscere e dare visibilità a storie e vicende di pensionati che stanno portando avanti esperienze e attività di lavoro e di solidarietà in condizioni di particolare difficoltà ambientale o stanno difendendo i valori della cultura agricola, del territorio e delle tradizioni contadine. Quest’anno un riconoscimento è stato conferito in occasione del tradizionale incontro di Boario Terme dei Pensionati Coldiretti della Lombardia al nostro associato Chierico Luigi di Valle Salimbene. Un riconoscimento per la sua attività di recupero di razze bovine e caprine in via di estinzione. Attualmente ha recuperato circa una trentina di razze alcune delle quali non sono neppure registrate nei libri genealogici. All’incontro era presente il Presidente dei Pensionati Coldiretti di Pavia Pierluigi Cerri che ha testimoniato come la solitaria passione di Chierico deve essere apprezzata e sostenuta da tutti quelli che hanno a cuore le sorti della zootecnia e le tradizioni della nostra terra. Anche il Vice presidente Santino Necchi si è congratulato con Chierico sostenendo che l’amore e la competenza che mette nell’attività di allevamento sono un esempio ed un patrimonio che dà valore e prestigio alla zootecnia della nostra provincia. Il riconoscimento è stato consegnato dal Presidente Nazionale dei Pensionati Coldiretti Antonio Mansueto e dal Presidente regionale Giovanni Rota.

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Dal 1° di gennaio del corrente anno è pienamente operativa la Riforma del Mercato del Lavoro che ha introdotto molte sostanziali novità in materia di tutela contro la disoccupazione. Per sostenere il reddito dei lavoratori subordinati che hanno perduto, involontariamente, l’occupazione sono state introdotte due nuove indennità: -l’indennità di disoccupazione ASpI -indennità di disoccupazione MINIASpI Visto il “vuoto legislativo” intercorso tra l’approvazione della legge di riforma (18 luglio 2012) e l’entrata in vigore delle disposizioni (1° gennaio 2013) per i periodi di disoccupazione intercorsi nell’anno 2012 è stata, inoltre, prevista: -l’indennità di disoccupazione MINIASpI 2012 Le nuove prestazioni ASpI e mini-ASpI sostituiscono, le attuali prestazioni di: -indennità di mobilità; -indennità di disoccupazione non agricola ordinaria; -indennità di disoccupazione con requisiti ridotti; -indennità di disoccupazione speciale edile.

Indennità di Ddsoccupazione Aspi Chi sono i destinatari della prestazione ASpI Possono accedere a questa indennità tutti i lavoratori dipendenti, ivi compresi gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperativa e il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato. Quali requisiti occorrono L’indennità è riconosciuta ai destinatari che siano in possesso dei seguenti requisiti: a) siano in stato di disoccupazione; b) lo stato di disoccupazione sia invo-

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I nuovi “Ammortizzatori Sociali” introdotti dalla Riforma del Mercato del Lavoro

lontario, con esclusione, quindi, dei lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato a seguito di dimissioni o di risoluzione consensuale. In quest’ultimo caso continuano a dare diritto alla prestazione le dimissioni che avvengono: • durante il periodo tutelato di maternità (da 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento del primo anno di vita del figlio); • per giusta causa • dal mancato pagamento della retribuzione; • dall’aver subito molestie sessuali o mobbing nei luoghi di lavoro; • dalle modificazioni peggiorative delle mansioni lavorative; • dalle notevoli variazioni delle condizioni di lavoro; • dallo spostamento del lavoratore da una sede ad un’altra, senza che sussistano le “comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive”; • dal comportamento ingiurioso posto in essere dal superiore gerarchico nei confronti del dipendente. • per il trasferimento del dipendente ad altra sede della stessa azienda distante più di 50km dalla residenza del lavoratore e/o mediamente raggiungibile in 80 minuti o più con i mezzi pubblici; • con conciliazione con esito positivo che prevede una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. c) possano far valere almeno due anni di assicurazione dal versamento del primo contributo contro la disoccupazione; d) possano far valere almeno un anno di contribuzione contro la disoccupazione nel biennio precedente l’inizio del periodo di disoccupazione.

Durata della prestazione

età  del  lavoratore  al   Anno   momento  della   cessazione  del   2013   rapporto  di  lavoro  

Anno  

Anno  

Anno  

2014  

2015  

2016  

meno  di  50  anni   da  50  a  54  anni   55  anni  e  oltre    

8  mesi   12  mesi   14  mesi  

10  mesi   12  mesi   16  mesi  

(a  regime)   12  mesi   12  mesi   18  mesi  

(nei  limiti  delle   settimane  di   contribuzione  degli   ultimi  due  anni)  

(nei  limiti  delle   settimane  di   contribuzione  degli   ultimi  due  anni)  

8  mesi   12  mesi   12  mesi  

 

Presentazione della domanda Per fruire dell’indennità i lavoratori aventi diritto devono, a pena di decadenza, presentare apposita domanda, esclusivamente in via telematica, entro il termine di due mesi dalla data di spettanza del trattamento. ll termine di due mesi per la presentazione della domanda decorre dalla data di inizio del periodo indennizzabile che è così individuato: • ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro; • data di definizione della vertenza sindacale o data di notifica della sentenza giudiziaria; • data di riacquisto della capacità lavorativa nel caso di un evento patologico (es.: malattia comune, infortunio) iniziato entro gli otto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro • ottavo giorno dalla data di fine del periodo di maternità in corso al momento della cessazione del rapporto di lavoro; • ottavo giorno dalla data di fine del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate; • trentottesimo giorno successivo alla data di cessazione per licenziamento per giusta causa.

Anticipazione della Indennità In via sperimentale per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, il lavoratore avente diritto alla corresponsione della indennità può chiedere la liquidazione degli importi pari al numero delle mensilità non ancora percepite, al fine di intraprendere una attività di lavoro autonomo, o per avviare una impresa o per associarsi in cooperativa. Sul prossimo numero le Indennità di disoccupazioni Mini-Aspi e altre informazioni. Per ulteriori chiarimenti e l’intero articolo visita il sito www.pavia. coldiretti.it alla sezione Epaca.

La nuova norma prevede un graduale aumento della durata della prestazione, collegata all’età anagrafica del lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro, distribuito nell’arco dei prossimi tre anni così suddiviso:

Attività di informazione misura 111/B che è stata oggetto di richiesta di finanziamento sulla misura 111 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Lombardia; cofinanziato dell’Unione Europea attraverso il FEASR

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pagamenti pac 2012

Coldiretti Pavia su Facebook Da qualche settimana Coldiretti Pavia è su Facebook, il social network che somma oltre un miliardo di partecipanti in tutto il mondo. Dopo l’esperienza di Twitter, la partecipazione a Fb vuole essere uno strumento di dialogo con i giovani per comunicare su due diversi livelli. Uno operativo, snello efficace e sempre disponibile per diffondere le iniziative, invitare alla partecipazione e comunicare alla vasta platea dei giovani le iniziative di Coldiretti, l’altro per intavolare discussioni sui temi sindacali, sociali e politici, attraverso una piattaforma informale che permetta la massima libertà di opinione, stimolando l’espressione e la condivisione. L’iniziativa arriva dai componenti del Gruppo CRESCO (acronimo di Crescita, Rinnovamento, Espressione, Sicurezza, Condivisione e Originalità) il laboratorio di idee dei giovani collaboratori Coldiretti che, da oltre due anni, sta sviluppando esperienza di crescita all’interno di Coldiretti. www.facebook.com/coldiretti.pavia

L’agricoltura al centro della società - Landriano celebra Sant’Antonio Venerdì 18 gennaio a Landriano si è tenuto il convegno “L’Agricoltura al centro della società” organizzato da Coldiretti in collaborazione con l’Assessorato all’agricoltura del comune di Landriano. Le novità legate all’applicazione dell’articolo 62, le tendenze della PAC da qui al 2020, l’operatività e le finalità di FIR, la Filiera Italiana Riso, hanno rappresentato il nucleo del dibattito che ha visto il coinvolgimento degli agricoltori, delle autorità e dei rappresentanti di Coldiretti. Le considerazioni finali, da parte del presidente di Coldiretti Pavia Giuseppe Ghezzi e del direttore Giovanni Roncalli, focalizzate sull’impegno nell’economico che la più grande organizzazione agricola d’Europa sta mettendo in atto, hanno rappresentato il momento di maggior interesse prima delle conclusioni tratte dall’assessore all’agricoltura del Comune di Landriano Vilma Pirola che è anche la leader lombarda e pavese di Donne Impresa, l’associazione di Coldiretti che rappresenta l’imprenditoria femminile in agricoltura.

Sant’Antonio a Vigevano Domenica 20 gennaio è stata anche teatro della celebrazione di Sant’Antonio Abate a Vigevano con la Santa Messa in Duomo e la Benedizione delle macchine agricole ambientata nella splendida cornice di Piazza Ducale. Anche a Palestro, gli agricoltori si sono riuniti per santificare la giornata dedicata al Santo anacoreta protettore della campagna e degli animali. … e a Zinasco, dopo la Santa Messa e la Benedizione dei mezzi agricoli, i partecipanti sono stati accolti dal gazebo Coldiretti dell’azienda agricola Il Conte di Ercole e Marco Nicrosini, che hanno messoo in vendita il loro riso delle varietà Carnaroli e Arborio, offrendo degustazioni promozionali di prodotti a base di riso.

Il Basso Pavese celebra Sant’Antonio Giovedì 17 gennaio gli agricoltori della Bassa Pavese, si sono trovati alle 10,30 presso la parrocchia di Badia Pavese per la S.Messa solenne celebrata da don Ernesto Maggi, consigliere ecclesiastico provinciale di Coldiretti Pavia coadiuvato da don Mansueto Fasani parroco di Pieve Porto Morone. La celebrazione è stata allietata dal prestigioso coro di Santa Maria delle Grazie con la partecipazione straordinaria del baritono Franco Podda del Teatro Alla Scala, accompagnato all’organo dal maestro Italo Vertuani e alla tromba da maestro Simone Incardine. Al termine,

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sul piazzale della chiesa, la Benedizione dei mezzi agricoli ha simboleggiato l’invocazione della protezione del Signore sui campi e sul lavoro della terra. La cerimonia si è svolta con il contorno dei Cavalieri dell’Ordine del Guado di Sigerico. Durante la manifestazione è stata consegnata una targa ricordo ad Alessandro Riccardi che, raggiunta la soglia della pensione, ha lasciato la Coldiretti per un periodo di meritato relax.

BREVI


EMISSIONE MODELLO CUD PER I PENSIONATI LA LEGGE DI STABILITA’ HA PREVISTO CHE GLI ENTI PREVIDENZIALI NON DEBBANO PIU’ INVIARE AL DOMICILIO DEI PENSIONATI IL MODELLO CUD COLORO CHE LO DESIDERANO IN FORMA CARTACEA DEVONO PRESENTARE LA RICHIESTA SCRITTA AGLI ENTI STESSI OPPURE POSSONO OTTENERLO COLLEGANDOSI ALLA PROCEDURA TELEMATICA INPS UTILIZZANDO IL PIN PERSONALE

IL PATRONATO EPACA GRAZIE AL COLLEGAMENTO PRIVILEGIATO CHE HA CON L’INPS E’ IN GRADO DI STAMPARE IL MODELLO CUD SOLLEVANDO I PENSIONATI DA OGNI INCOMBENZA PER LA SUA ACQUISIZIONE


Le Stagioni di Terranostra

Quattro proposte per rivivere i sapori e le tradizioni del nostro territorio Sulla Provincia Pavese di domenica e su www.pavia.coldiretti.it uno sconto per conoscere l’agriturismo di Terranostra La aziende agrituristiche di Campagna Amica della provincia di Pavia, associate a Terranostra offrono un buono di 10,00 euro utilizzabili per la cena, il pranzo o il pernottamento di una famiglia composta da almeno due persone. Diventa protagonista, riscopri le zone più belle del nostro territorio, le aree protette, le vie che riecheggiano di sapori e tradizioni secolari e regalati una proposta di Terranostra Pavia. “Le stagioni di Terranostra” è un proposta, in quattro fasi, per i clienti che vogliono assaporare i menù tipici immergendosi nel templi del gusto. Assaporerete prodotti che vengono dai nostri campi o dalle aziende nostre vicine, gustando ricette che spesso non si ha più il tempo di preparare. Visiterete parchi naturali, borghi e aree protette dove poter svolgere diverse attività quali escursioni a piedi, in bici

e a cavallo, trascorrete il tempo in alloggi panoramici e tipici. Sperimenterete itinerari che legano cultura e natura alla scoperta dei tradizionali metodi di lavorazione attraverso la testimonianza dei musei agricoli. Luoghi suggestivi e fuori dal comune, per entrare in contattato con i valori unici e antichi della campagna; cammini in luoghi discreti e appartati nella natura e nel silenzio. L’agriturismo unisce il soggiorno alla magica atmosfera del benessere accompagnando il cibo,all’ambiente e offrendo affascinanti percorsi termali. Tutto questo pensato per la famiglia e non solo. Validità della prima fase dal 21 febbraio al 21 marzo 2013, è obbligatoria la prenotazione, i buoni non sono cumulabili, l’elenco delle aziende partecipanti all’iniziativa è consultabile all’indirizzo www.pavia.coldiretti.it.


Il Coltivatore Pavese 1