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IP MAG022013

buonlavoro

‹ n. 2/2013 ›

SMARTLIFE_Risparmio sostenibile_4 FENOMENI_In vacanza a casa tua_14

SUCCESSO_Diritto di critica_18


editoriale Cambiamento è la parola più citata in questi ultimi anni. L’hanno usata scienziati, climatologi, sociologi, politici, intellettuali. Sta diventando senso comune, modificando dall’interno comportamenti individuali e collettivi. Sono finiti i tempi in cui si gettava la carta dal finestrino della macchina come se fosse una cosa “normale”. Oggi siamo cittadini più maturi. Un ruolo importante l’hanno svolto le nuove tecnologie, che ci mettono continuamente di fronte a punti di svolta. ➼

Pensiamo all’utilizzo delle energie alternative che consentono un grande risparmio sia in termini di CO2 sia economici, ma anche all’applicazione dell’informatica nelle nostre case che ci permette, ad esempio, di regolare il termosifone a distanza o di controllare il consumo dell’acqua corrente. Pensiamo a come sono cambiate le categorie di apprendimento dei giovani che hanno costretto la scuola a un profondo rinnovamento degli strumenti didattici. Cambiano le nostre capacità d’interazione e le regole di consumo. Complice anche la crisi economica, oggi siamo più attenti a contenere gli sprechi, coltiviamo l’orto in giardino, scambiamo la casa per le vacanze. Facciamo più attenzione alla salute, scegliamo stili di vita che ci riavvicinano alla natura. Per non parlare del mondo del lavoro: in continua trasformazione! Gli uffici sono sempre più luoghi interconnessi, dove tutto è funzionale, le macchine si riducono fino alle dimensioni infinitesimali di un chip lasciando spazio all’uomo e alle sue esigenze. Tutto cambia perché nulla cambi? Forse questa volta no, forse questa è la (s)volta buona. Prendi la tua copia gratuita e inviaci i tuoi commenti su magazine@buffetti.it Buona lettura! progetto grafico, art direction e impaginazione: Bets srl - www.betsdesign.com È vietata la riproduzione, anche solo parziale, dei testi e delle immagini contenuti in questo Magazine. Tutti i nomi delle aziende e dei prodotti citati sono marchi di fabbrica e/o marchi registrati e appartengono ai rispettivi proprietari.


SocietĂ  2.0 Amori da web

(pag. 38)

Illustrazione: Emiliano Ponzi


Risparmio sostenibile

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Un uso consapevole dell’acqua, la spesa a km 0, il risparmio energetico, il trasporto elettrico e in condivisione. Ma anche quel mix di innovazioni tecnologiche in grado di rendere sempre più “smart” case, uffici e amministrazioni cittadine. Tutti esempi di comportamenti ecosostenibili e a basso impatto ambientale (...)

smartlife //

Risparmio sostenibile_pag 4 Notti in bianco_pag 10

fenomeni //

In vacanza a casa tua_pag 14

successo //

Diritto di critica_pag 18 Tutelare la reputazione_pag 21

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SOMMARIO

promozioni //

Un’idea per fare il pieno_pag 22

l’intervista //

Gianfranco Vissani_pag 24

scuola //

Facendo s’impara_pag 28 Aule aperte_pag 31

formazione //

Competenze tailor made_pag 34

società 2.0 //

Amori da web_pag 38

arredo //

L’ufficio che collabora_pag 40

playground //

Cruciverba, sudoku e altro ancora_pag 46

la recensione //

Successione immobili_pag 48

DA BUFFETTI

TABLET pag 13 SCUOLA pag 32 ARREDO pag 44


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smartlife ➼

PICCOLE ABITUDINI PER SALVARE IL PIANETA E RISTABILIRE UN NUOVO E SANO EQUILIBRIO TRA L’UOMO E L’AMBIENTE:

DALLA SCELTA DI PRODOTTI ECOSOSTENIBILI, AL CONTROLLO SUGLI SPRECHI DELL’ACQUA, ALL’ABBATTIMENTO DEI CONSUMI ENERGETICI ANCHE GRAZIE ALL’APPLICAZIONE DELLE NUOVE TECNOLOGIE E OLTRE.

RISPARMIO SOSTENIBILE BASTA INIZIARE, OGNUNO NEL SUO PICCOLO

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estate 2013

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buonlavoro

estate 2013

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FOTO: © mattjeacock - istockphoto.com


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Un uso consapevole dell’acqua, la spesa a chilometri zero, controllare a distanza la vita della casa. E programmare i nostri il risparmio energetico, il trasporto elettrico e in condivisione. Ma elettrodomestici con la stessa semplicità e immediatezza con cui anche quel mix di innovazioni tecnologiche in grado di rendere si invia una mail o un tweet. sempre più “smart” case, uffici e amministrazioni cittadine. Il mercato, in questo senso, fa scuola con una lunga lista di esempi Tutti esempi di comportamenti ecosostenibili e a basso impatto innovativi. A loro modo rivoluzionari per il potenziale risparmio ambientale all’insegna del risparmio e del consumo critico, imperativo energetico che producono e decisamente accattivanti. Come il etico ed economico del nuovo Millennio. E così - mentre ai summit progetto “Smart Things”, i cui finanziamenti sono arrivati come internazionali si discute di piani multilaterali per ridurre le una valanga su “Kickstarter”(il sito web di crowd funding per immissioni di Co2, evitare un ulteriore scioglimento dei ghiacci progetti creativi) e che ora è sul mercato alla cifra di 299 dollari. e fermare la desertificazione del pianeta - sono sempre più i Si tratta di una piattaforma con cui ognuno può collegare una cittadini che in prima persona tentano di ridisegnare vecchie serie di oggetti di casa tra loro per gestirli a distanza con un abitudini. Cominciamo dal mattino. Escludendo, ovviamente, dal semplice clic via web. Segno che il cosiddetto “internet delle proprio orizzonte l’ipotesi di un bagno caldo (troppa acqua sprecata) cose” si muove verso un approccio ambientale sostenibile, che e optando per la doccia, il vademecum del cittadino ad alto impatto sembra piacere sempre più a investitori e consumatori. Come la di sostenibilità ambientale suggerisce di chiudere sempre il rubinetto ogni volta che ci insaponiamo. Sembrano pochi secondi ma corrispondono a decine di litri di acqua risparmiati ogni giorno. Una regola aurea e di buon senso che vale UN SOGNO? NON ESATTAMENTE. CON UNA SERIE DI ACCORGIMENTI E sempre, anche quando ci si lava i denti che, a dirla tutta, PICCOLE ABITUDINI QUOTIDIANE, DAL RISPARMIO ENERGETICO FINO AI andrebbero spazzolati con setole vegetali. Potrebbe SUGGERIMENTI CHE ARRIVANO DALLA RETE PER CASE SEMPRE sembrare un prodotto difficile da trovare ma non è così: sono PIÙ SMART ED ECOSOSTENIBILI, sempre di più, infatti, gli esercizi commerciali dove fare il pieno ECCO COME. di prodotti rispettosi dell’ambiente. Da quelli per l’igiene personale alla frutta e alla verdura fino ai prodotti per la casa che, spesso, costano anche meno. Come nel caso delle cosiddette “lavanoci” dell’albero Sapindus Mukorossi che contengono saponina, alternativa 100% naturale al detersivo da lavatrice: funzionano anche da ammorbidente, durano mesi e non rilasciano sostanze inquinanti. E perché non utilizzare lampadine a basso consumo e ciabatte con l’interruttore per tenere sotto controllo i consumi ed evitare sprechi? Abitudini sempre più ecosostenibili, per case sempre più smart, chiaramente, anche grazie alla rete. Da anni infatti esistono sistemi integrati che puntano al risparmio energetico nella gestione delle attività domestiche, ma per lo più la vecchia generazione di dispositivi richiedeva una programmazione complessa. Adesso invece, grazie a programmi sempre più semplificati e a una connessione internet quasi onnipresente (grazie anche alle potenzialità degli smartphone), è possibile

OBIETTIVO:UN MODELLO DI VITA A BASSO IMPATTO AMBIENTALE.

RIDURRE GLI SPRECHI È POSSIBILE.


È stata premiata al Barcellona Word Congress come la migliore app per smartphone al mondo. Arriva da Roma e gli autori sono quattro ragazzi di appena 27 anni. Permette di programmare il cellulare per la gestione di diverse funzioni personalizzate.

SMART HOME La casa intelligente che si comanda a distanza

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ATOONA, LA STARTUP MADE IN ITALY.


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Multipresa filtrata a risparmio energetico con telecomando - SBS Multipresa filtrata per la connessione di più unità, disegnata e progettata da SBS con sistema a risparmio energetico. Protegge 4 prese di corrente, una linea telefonica, una linea ADSL e una linea TV contro i picchi di corrente e i cortocircuiti. Corredata di un tasto di ripristino e di telecomando per attivazione a distanza. Led luminosi come indicatori di protezione. Protezione linea 3444J. Rimuove gli stand-by dai dispositivi collegati. cod. 0121SMFT4

Lampadine a risparmio energetico Buffetti Per applicazioni domestiche e professionali. Disponibili in quattro forme diverse: tubo, spirale o classica candela e globo! Le forme classiche sono ideali quando la lampada è a vista o per creare effetti decorativi, ad esempio in hotel, ristoranti o ambienti commerciali in genere. Realizzate secondo comprovati standard qualitativi, forniscono una luce morbida e non abbagliante, consentono di risparmiare fino all’80 % sulle spese di elettricità e durano fino a 10.000 ore! Il packaging è di supporto nella scelta del prodotto più adatto alle diverse esigenze. cod. 0631T...

lampadina intelligente “Lifx”, in grado di collegarsi al wi-fi e gestibile via smartphone: in vendita a 69 dollari, è andata a ruba. Stesso discorso per il sensore “Twine” che avvisa via sms o mail su cosa stanno facendo gli elettrodomestici della casa e permette di gestirli a distanza. Tutti esempi che hanno in qualche modo seguito la strada tracciata nel 2002 da Tony Fadell, ex dirigente della Apple e ideatore del termostato “Nest”, che non necessita di essere programmato perché osserva e impara dalle nostre abitudini. Registra i nostri comportamenti (a che ora ci svegliamo, quando usciamo e torniamo, a che temperatura vogliamo trovare casa al nostro rientro) e a quel punto, come un bravo segretario, programma da solo il tutto per renderci felici. Un vero successo: se ne ordinano qualcosa come 50mila pezzi al mese anche grazie al prezzo decisamente accessibile di 250 dollari. Su questo fronte va detto che gli italiani non hanno nulla da invidiare agli altri Paesi. In materia di innovazione tecnologica per la casa, infatti, uno dei mezzi principali con cui progettare nuovi ritrovati dello smart life style è proprio l’italianissimo Arduino, minicomputer inventato da Massimo Banzi. Basso costo, notevole accessibilità. E italiana è anche un’altra delle piattaforme più in voga per elaborare progetti dedicati alle smart home: si tratta del cagliaritano Paraimpu con cui è possibile gestire tutti gli oggetti di casa dotati di connessione. Una vera manna per uno stile di vita sempre più ecosostenibile. Se per la casa le possibilità non mancano, l’approccio ecosostenibile si misura anche in strada e nella gestione della Cosa pubblica. Il rapporto di Legambiente “Comuni rinnovabili 2013” della primavera scorsa, per esempio, mostra come il 98% delle amministrazioni cittadine italiane faccia ricorso alle energie alternative. E sono molti i Comuni che lavorano per ridurre sprechi e consumi. Ad esempio grazie ai cosiddetti lampioni intelligenti, ultimi ritrovati multitasking di un approccio sempre più green alle città. Si tratta di un sistema di illuminazione pubblica all’insegna del risparmio energetico: prima di tutto questi nuovi lampioni regolano il consumo di elettricità in base alla presenza di passanti e automobili e alle varie fasce orarie notturne. Ma non solo, perché sono progettati per permettere ai passanti di navigare in rete con connessione wi-fi, ricaricare la batteria dell'auto o della bici elettrica, consultare pannelli digitali per avere informazioni sulla viabilità. E non si tratta di prototipi: lo sanno bene i cittadini di Prato, in particolare quelli che vivono in via Vannetti Donnini dove sono stati installati ben 60 pali della luce intelligenti. Con buona pace delle casse comunali, come ha raccontato l’assessore all’Energia cittadina Filippo Bernocchi, secondo il quale, diffondendoli in tutta la città, il Comune di Prato potrebbe risparmiare qualcosa come il 60% della bolletta elettrica annuale. Sarà anche per questo che sono sempre di più i centri medi e piccoli lungo lo Stivale che scelgono questa soluzione, da Barletta fino a Mantova. Solo le grandi città ancora arrancano. Ultimo consiglio a chi vuole vivere la città con maggiore attenzione all’ambiente è quello di scegliere, come soluzione da affiancare alle altre, un mezzo di trasporto a basso consumo. Ce ne sono diversi: oltre all’uso dei mezzi pubblici, un’alternativa valida è quella che passa dall’uso di mezzi in comune: il car sharing, per esempio, è ormai una realtà sempre più consolidata anche in città decisamente difficili dal punto di vista della mobilità come Roma, dove il parco macchine del Comune si sta dotando di sempre più mezzi completamente elettrici. Per muoversi in città resta inoltre la carta della bici, privata oppure anche questa in sharing. Certo, occorrerebbe qualche corsia ciclabile in più! ■


• GIORNATA A IMPATTO 0 •

meglio le setole vegetali

preferire la doccia alla vasca

chiudere l’acqua a ogni risciacquo

pieno carico e saponi naturali

la raccolta differenziata: un must

non eccedere con le temperature

scegliere energie rinnovabili

il km 0 fa bene a tutti

la cicca nel posacenere

la luce è a basso consumo

in standby si consuma, meglio spegnere

utilizzare multiprese sicure

NEWS

$ a

z ricaricare con l’ energia solare

la carta riciclata è meglio

stampare solo se necessario

la vecchia bici è sempre il massimo

se è elettrica non inquina

usare i mezzi pubblici

all’ATM non stampare lo scontrino

evitare il packaging

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SMARET LIF


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NOTTI BIANCO IN

C’È UN POPOLO SEMPRE PIÙ NUMEROSO D’INSONNI, SCHIACCIATI DALLA FATICA DI ADDORMENTARSI, LETTERALMENTE INCAPACI DI STACCARE LA SPINA, MA NON DALLE PREOCCUPAZIONI E DALLO STRESS

QUOTIDIANO, BENSÌ

DA PC, TABLET E SMARTPHONE.

Sono i cosiddetti insonni digitali, nuova categoria sociale sempre più popolosa in quest’avvio di Terzo millennio, sebbene molti di loro facciano fatica anche solo a definirsi tali. Eppure sono una porzione sempre più ampia della già alta percentuale d’italiani con disturbi del sonno, dai tanti con difficoltà di addormentarsi (il 39% della popolazione) a quanti soffrono di sonnolenza diurna (45%). L’origine del disturbo d’insonnia digitale, comunque, non pare risiedere principalmente nella (pur) non sana abitudine di tirare tardi la sera: il problema sta soprattutto negli schermi retroilluminati di pc e tablet, la cui luce altera la produzione di melatonina, fondamentale per regolare il ritmo sonno-veglia.


estate 2013

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buonlavoro

2h Ecco, dunque, perché la tendenza a tergiversare fino a tardi su pc e schermi digitali, dilungarsi chattando con amici in rete o fare l’ennesima incursione della giornata sui Social network - per non parlare di controllare email e lavorare fino a notte fonda - è decisamente sconsigliabile. La ricerca scientifica, infatti, non lascia più spazio ad alcun dubbio sui danni e l’origine dell’insonnia digitale, di questa sorta di jet lag sociale in grado di alterare ritmi di vita ancestrali e funzioni biologiche, con conseguenze come sfinimento, incidenti e depressioni. Gli scienziati statunitensi dello Sleep Disorders Center del JFK Medical Center di Edison, per esempio, hanno di recente dimostrato un legame diretto tra i display retroilluminati e l’insonnia tipica del Terzo millennio. Secondo i loro studi sono sufficienti due ore davanti agli schermi digitali per ridurre del 22% la naturale produzione di melatonina.

Il fatto è che quando leggiamo, giochiamo o chattiamo su Pc e affini, ci sottoponiamo a un tipo particolare di luce artificiale che spinge il nostro organismo ad attivare una reazione psichica che aumenta la nostra reattività e ci porta a spostare in avanti il nostro orologio biologico. E qui la faccenda si fa più seria perché il problema diventa strutturale: una volta disorientato il nostro equilibrio sonno-veglia, infatti, anche riducendo le ore davanti a pc e tablet sarà sempre più difficile addormentarsi e riposare in modo sano. In alcuni casi è come se il nostro ritmo naturale fosse andato in frantumi. E ripristinarlo richiede un cambio netto delle nostre abitudini, dal momento che in discussione non c’è più solo la qualità del nostro sonno ma anche il nostro stato di salute generale. Gli scienziati, infatti, avvisano: l’insonnia digitale, se prolungata, può causare iperattività, deficit di attenzione, disturbi dell’umore e


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ansia. Un problema che ormai riguarda sempre di più anche il nostro Paese, fino a pochi anni fa immune dalla diffusione dell’insonnia high-tech. In tutta Italia, infatti, sono in continuo aumento i centri per la cura dei disturbi del sonno, specializzati nel far fronte a queste nuove patologie. “Fino a tre anni fa quello degli insonni hi-tech era un fenomeno a noi praticamente sconosciuto, ora invece solo a Torino sono arrivati a La luce dei tablet, dei Pc e dei cellulari rischia di mandare in frantumi essere il 5% dei pazienti, in altri centri italiani peril nostro ritmo di alternanza veglia-sonno naturale. Lo dimostra il numero, sino il 40%. E continuano ad aumentare”, ha sottoin continua crescita, degli insonni hi-tech. La luce del sole, invece, oltre lineato in una recente intervista a la Repubblica a stimolare il buon umore, favorisce una corretta regolazione del nostro orologio Alessandro Cicolin, responsabile del Centro interiore sincronizzandolo col ciclo naturale giorno-notte. Multidisciplinare peri Disturbi del Sonno dell’università di Torino dove ogni anno vengono visiAl di là di questi casi limite, comunque, se la spiegazione di questa tati qualcosa come 8mila pazienti con vari disturbi del sonno. Il problema è che va anche peggio di così a guardare i numeri dipendenza non è solo scientifica ma anche culturale, sociale e che arrivano dal Centro di medicina del sonno del San Raffaele psicologica, un fatto è certo: nelle nuove patologie d’insonnia di Milano, dove l’incremento dei casi d’insonnia tra ventenni digitale la luce gioca un ruolo da leone e per quanto possiamo dipendenti da pc e smartphone è in continuo aumento, e su pensare che il progresso ci abbia reso immuni dai legami inscindibili 100 pazienti tra il 30% e il 40% sono considerati insonni digitali. con le fonti naturali, in realtà non è così. Sarà anche per questo che, se la luce artificiale degli schermi digitali rischia a lungo Sotto gli under 45, poi, il valore cresce ancora. Metà degli insonni non dorme a causa di computer e cellulari andare di mandare in frantumi il nostro ritmo naturale, quella che hanno stravolto abitudini e orari, erodendo a poco a poco naturale è indispensabile come l’acqua a mantenere il nostro lo spazio vitale della notte, come se fosse un tempo simile o equilibrio psico-fisico. sovrapponibile al giorno, e dunque buono per lavorare, chattare, Per rendercene conto - oltre alle prove fornite da ricerche navigare, leggere, guardare film. Siamo una società che dorme scientifiche sempre più attente al tema - basta pensare all’effetto sempre peggio. E in questo il nostro rapporto con la tecnologia che ha su tutti noi una passeggiata all’aria aperta in un pomeriggio ha certamente un ruolo, così come l’idea accettata e alimentata di sole, o alla naturale sensazione di benessere che proviamo che sia una naturale evoluzione dell’uomo del Terzo millennio in estate quando le giornate si allungano e trascorriamo molto sentirsi costantemente in contatto con il mondo: “Always on”, più tempo esposti alla luce naturale. sempre connessi. Una sorta di dipendenza tecnologica che la L’immersione in un bagno di luce naturale, del resto, ha immediati scienza ha iniziato a indagare come un nuovo fenomeno di e innegabili benefici anche sul nostro umore. Lo sanno bene le sonnambulismo definito “Sleep-texting”. Di fatto chi ne soffre popolazioni dei Paesi nordici, dove le ore di luce naturale sono è in grado di inviare messaggi con il telefono o addirittura poche e preziose, e la percentuale del tempo vissuto in ambienti email durante il sonno, senza averne alcuna percezione. Secondo interni è maggiore. Sono gli stessi Paesi dove è più frequente David Cunnington, del Melbourne Sleep Disorder Center imbattersi nel Sad, il Seasonal affective disorder, una forma australiano, si tratta di una conseguenza dovuta a un forte depressiva causata dalla graduale diminuzione di ore di luce stress da overdose di email e sms a cui siamo sottoposti nella diurne che provoca alterazioni sul rapporto melatonina-serotonina nostra vita diurna. Una possibile conseguenza del fenomeno e su alcuni parametri fisiologici in grado di incidere sui ritmi sonper cui tensioni e preoccupazioni stanno erodendo la delicata no-veglia e sull’umore. Non a caso, a tentare di ridurre il problema ci pensano terapie che ricreano una sorta di luce naturale. ■ linea di confine che separa sonno e veglia.


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‹ da buffetti: top tablet!

[ ] 0124MT177

Tablet Majestic e Audiola › Si chiamano TAB-177 Majestic e TAB-0177 Audiola i due nuovi tablet con sistema operativo Android 4.1 Jelly Bean. Questi nuovi modelli si collocano al top della gamma per la loro velocità garantita da un processore Dual Core ARM Cortex A9 da 1,6GHz e dalla RAM da 1GB DDR3. Il supporto visivo è garantito invece da uno schermo CAPACITIVO led da 7" HD 1024x600 con tecnologia Multi-touch e da una grafica Quad-Core Mali-400 MP GPU. Le connessioni con la rete e gli altri dispositivi sono supportati dalla connessione internet Wi-Fi (b/g/n) e dal Bluetooth con versione 3.0, ma non manca l'ingresso micro SD ( fino a 32GB ) e l'ingresso micro USB ( con cavo usb e cavo otg inclusi ) per poter condividere, copiare e incollare facilmente tutti i file contenuti nel Pc o in una chiavetta dati. Da non dimenticare l'uscita cuffie ( per un ascolto personale o per una connessione ad un impianto hi-fi domestico ) e l'uscita TV mini HDMI per il collegamento su grande schermo. Il divertimento è assicurato dalla doppia fotocamera che permette di scattare foto con un semplice click e condividerle in rete con amici e familiari, ma anche per chattare e comunicare con Skype guardando la persona chiamata. Con i Tablet Majestic e Audiola puoi navigare comodamente in internet, gestire la tua posta elettronica, guardare e ascoltare video e musica, leggere i tuoi libri e rimanere in contatto con i tuoi amici sui social network. Si consiglia l'uso di una custodia protettiva da scegliere in funzione delle proprie esigenze: rigida con tastiera, colorata rigida con tastiera, colorata rigida o colorata morbida con zip.


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fenomeni ➼

ECCO UN NUOVO FENOMENO CHE STA PRENDENDO PIEDE ANCHE IN ITALIA: SI TRATTA DELLO SCAMBIO CASA.

UNA SOLUZIONE ANTICRISI CHE CI CONSENTE DI NON RINUNCIARE ALLE VACANZE, MA ANCHE UN NUOVO APPROCCIO AL TEMA DEL VIAGGIO, CON UNA VERA FULL-IMMERSION NELLA VITA DEGLI ALTRI.

IN VACANZA A

CASA TUA {

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estate 2013

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FOTO: © VeronikaCh - istockphoto.com


fenomeni

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Parola d’ordine House Swap. Ovvero la nuova formula per tempi di crisi economica - con molte famiglie costrette a rinunciare vacanze alternative, trovate grazie alla rete proprio nei luoghi anche a pochi giorni di relax - ha la sua importanza. Ma secondo che preferiamo, compresi quelli che sulla carta sarebbero al gli operatori del settore piace molto anche l’idea di un modello di fuori del nostro budget. Il tutto, che non guasta, praticamente di vacanza e di viaggio sostenibile, a basso impatto, basato su a costo zero. Nessun trucco: la rivoluzione per l’estate e per un approccio di condivisione e di scambio alla ricerca di le vacanze si chiama “scambio casa”, un fenomeno sempre esperienze che ci immergano davvero nei luoghi che visitiamo. più apprezzato anche in Italia. Di fatto è un po’ l’evoluzione Lo dimostra anche l’ultima frontiera dello scambio casa, il strutturata del cosiddetto “scambio di divani” parecchio in cosiddetto “House swap deluxe” che inizia a prendere piede voga negli Stati Uniti: un modo di viaggiare on the road per i anche in Italia, come racconta un articolo del Sole24Ore grazie più giovani che, sul web, mettono a disposizione il divano di a Scambiocasa, succursale nostrana dell’HomeExchange, che casa propria per il viandante di turno, assicurandosi in cambio oltre ai servizi standard ha aperto il circuito “gold”. Di fatto si lo stesso favore. Ecco, lo scambio casa funziona più o meno tratta di un canale privilegiato dedicato ai possessori di case di allo stesso modo. Ma grazie a portali e agenzie specializzate pregio. Gli iscritti, infatti, grazie a una quota associativa maggiorata che affiancano gli utenti nei dettagli organizzativi, il fenomeno che si attesta intorno ai 400 euro, hanno accesso a scambi d’élite con proprietà di lusso sta diventando una soluzione sparpagliate in tutto il mondo. sempre più innovativa per vacanze alternative in tempi Per chi poi non avesse da scamdi crisi. biare nessuna casa, nessuna AVETE MAI PENSATO CHE LA VOSTRA CASA Come funziona? È molto sempaura. La soluzione c’è e si plice. Basta una ricognizione chiama baratto. In questo caso POTREBBE DIVENTARE UN OGGETTO DI SCAMBIO in rete alla ricerca delle agenzie non ci si scambiano proprietà che fanno da intermediari, ma si mette a disposizione un PER LE VACANZE? L’ITALIA OFFRE GRANDI OPPORTUNITÀ PERCHÉ come le filiali italiane delle lavoro idraulico, un po’ di giarstraniere Homelink, Intervac dinaggio ma anche oggetti di È UNO DEI PAESI PIÙ RICHIESTI DAGLI STRANIERI e ScambioCasa oppure quelle design, modernariato, e tanti online come Global Home prodotti tipici, dall’olio alle Exchange, Ihen, Swapeo e la marmellate. In sintesi ci si paga gratuita Home for Home. Una una vacanza offrendo i prodotti E PER CHI INVECE PREFERISCE volta scelto il portale ci si e i servizi più vari. iscrive pagando una quota Cliccare per credere: sul portale UN SOGGIORNO GRATUITO IN BED&BREAKFAST associativa annuale, che va www.barattobb.it c’è solo l’imdagli 80 euro fino ai 120 in barazzo della scelta: gestori C’È SEMPRE L’OPPORTUNITÀ DEL BARATTO. media, e il più è fatto. Dopo di strutture ricettive, B&B e non resta che sbizzarrirsi per agriturismi offrono un soggiorno scovare la casa dei propri sogni grazie ai motori di ricerca interni. gratuito chiedendo in cambio un po’ di manutenzione, una Una volta individuato l’annuncio si contatta il proprietario consulenza di comunicazione per il proprio sito, un servizio proponendo lo scambio per le vacanze. fotografico, qualche lavoro in muratura o un aiuto per la raccolta Lo swap avviene spesso tra proprietà per lo più simili come valore, delle olive. Di fatto ognuno può inserire un annuncio con la ma non è sempre vero. Spesso tra le mani si ha un vero patrimonio propria struttura e la lista dei desideri ed aspettare di essere - in termini di “scambio” - senza rendersene conto: anche case contattato dal viaggiatore di turno. Anche in questo caso la molla in piccoli centri meno noti o in quartieri periferici di grandi città alla base di tutto non è solo legata al risparmio, giurano i sostenitori sono molto ricercate, e valgono parecchio sul mercato scambista. della formula. E non sono pochi considerando che la pagina Soprattutto se si vuole andare all’estero in vacanza. Per gli stranieri Facebook di Barattobb.it ha un milione e 400 mila Like. A piacere infatti, l’Italia rimane in cima alle richieste e ai desideri, poco è anche l’approccio di fondo, quello di una vacanza alla scoperta conta se la casa non è grandissima o se non è immersa in un del territorio che permetta di conoscere persone a abitudini nuove. contesto da cartolina. Il tutto secondo un nuovo modo di intendere il viaggio e l’ospitalità Il fenomeno dello scambio casa è sempre più amato per molte nato all’ombra della rete, dei Social network e di nuovi stili di ragioni, non solo economiche. Certo la molla del risparmio in vita (e di consumo) più sostenibili. ■

GRAZIE AL SUO PATRIMONIO ARTISTICO E CULTURALE.


Negli ultimi anni la classica summer school sembra essere meno gettonata del solito. Chi può preferisce imparare la lingua straniera in un campus sudafricano mentre salva rinoceronti, nelle

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foreste dell’Oregon o in Messico facendo volontariato.

“GUIDA PRATICA AGLI AFFITTI” ➼

di Antonella Donati - euro 23,00. L’Autrice, esperta della materia ma anche affermata giornalista e collaboratrice di un noto quotidiano nazionale, analizza gli aspetti giuridici e fiscali della materia con un approccio semplice - ma non semplicistico - illustrando in modo chiaro gli adempimenti procedurali e pratici di una normativa che spesso solleva dubbi e incertezze applicative. Oltre alla disciplina generale, alla scelta del contratto, ai diritti e ai doveri di conduttore e locatore, il testo si sofferma sugli aspetti fiscali, in particolare: › sul regime della cedolare secca; › sulle detrazioni per studenti e lavoratori trasferiti; › sulle riduzioni IRPEF per i proprietari. Consigli pratici, il ricorso ad esempi e l’uso di un linguaggio per «non addetti ai lavori», rendono il volume adatto ad una consultazione quotidiana e immediata. Completano l’opera: › una raccolta di FAQ, in tema di rapporti inquilino/proprietario e di cedolare secca; › la giurisprudenza rilevante, selezionata per argomento; › la normativa di riferimento. Il volume è aggiornato con le ultime norme in materia, in particolare a quelle fiscali dei contratti di locazione, che dal 2013 subiscono un notevole inasprimento della tassazione IRPEF.

Regole dello scambio casa Lo “House Swapping”, a sei decenni dalla nascita, sta prendendo piede anche in Italia. Sarà un altro effetto della crisi economica, ma scambiare la propria casa con quella di un quasi perfetto sconosciuto, in modo da godersi ciascuno una vacanza nei luoghi dell’altro, ha ormai contagiato decine di migliaia di famiglie italiane. Baciati dalla fortuna, di cui spesso non siamo pienamente consapevoli, di vivere se non nel Paese più bello del mondo, certo in uno dei più apprezzati dai turisti stranieri, un numero sempre maggiore di nostri connazionali è andato in vacanza risparmiando completamente i costi di alloggio. A parte il risparmio, può essere anche l’occasione per vivere un’esperienza veramente originale, con una full immersion nel tessuto di una società diversa dalla nostra. I molti siti di “scambio casa” attivi anche in Italia chiedono una quota di iscrizione e forniscono un ampio catalogo di possibilità, offrendo anche un modello del contratto tra privati che regola questo genere di transazioni e qualche utile consiglio su come comportarsi qualora si concluda l’accordo di scambio. Quindi partiamo tranquilli in vacanza? Non proprio, perché qualche cautela la legge italiana la impone: ad esempio la comunicazione di cessione di fabbricato, necessaria però solo per soggiorni superiori ad un mese e se i nostri ospiti provengono da paesi extracomunitari. Un caso molto particolare. Una maggiore attenzione è dovuta ad eventuali vincoli del regolamento condominiale: le nuove norme sulla riforma del condominio entrano in vigore proprio alla vigilia dell’Estate, il 18 giugno 2013, e prevedono multe da 200 euro, e fino ad 800 in caso di recidiva, per chi viola il regolamento condominiale. Per evitare spiacevoli inconvenienti è consigliabile comunicare all’ospite straniero almeno le norme più importanti, perché dando per scontata la sua buona educazione, anche solo un parcheggio sbagliato può costarci molto caro.

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RAGAZZI ALL’ESTERO.


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DIRITTO DI CRITICA RECENSIONI WEB: IN TEORIA UNO STRUMENTO PER GARANTIRE OBIETTIVITÀ E INDIPENDENZA.

MA QUANTO C’È DI VERO DIETRO

A UN MI PIACE?

Il mondo della letteratura è tradizionalmente agitato da grandi inimicizie e conflitti insanabili, e certo nessuno di noi si stupisce della perfidia di cui possono essere capaci persone ricche di immaginazione come gli scrittori. Eppure, nei mesi scorsi fece scalpore in Gran Bretagna la lettera firmata da 49 famosi scrittori inglesi che denunciavano la diffusa e scorretta pratica, da parte di alcuni loro colleghi, di stroncare sui siti internet di recensioni le opere altrui, nascosti dietro una falsa identità. Uno strumento orientativo offerto dalle aziende di commercio elettronico al fine di garantire obiettività e indipendenza, dando ospitalità alle libere opinioni degli utenti, si era trasformato così nel campo di battaglia di una guerra in maschera contro la reputazione e i successi di vendite di un “concorrente”. Le recensioni su internet sono un fenomeno così diffuso, però, che quella denuncia poteva essere estesa ad ogni altro tipo di attività: tutti i social network deputati alla condivisione delle esperienze degli utenti potevano, infatti, trasformarsi in subdoli strumenti di concorrenza sleale, con falsi commenti positivi o negativi, o fare da cassa di risonanza a personalità spregiudicate o rancorose. La scorsa estate, ad esempio, gli albergatori di una località turistica protestarono contro un popolare social network dove gli utenti recensiscono esercizi turistici. Gli esercenti della cittadina avevano riscontrato un aumento anomalo dei voti negativi nei loro confronti: un numero senza precedenti di presunti clienti aveva espresso giudizi fortemente critici, che loro ritenevano pretestuosi e infondati. I sospetti sulla validità di quelle recensioni furono confermati da un’indagine che portò alla luce l’esistenza di aziende di servizi per le imprese turistiche le quali, a fronte di un ordine, proponevano in omaggio pacchetti di “giudizi” a scelta tra positivi e negativi proprio su questo social network. Un incentivo consistente, perché una semplice ricerca su internet ci rivela non solo che esistono fornitori professionali di recensioni a pagamento, ma che la


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loro tariffa al pubblico è di 5 dollari a recensione. Un successivo studio tra i propri associati della Federazione italiana pubblici esercizi aveva sollevato dubbi di autenticità addirittura sui due terzi delle recensioni dei vari social network di consigli, certificando non solo l’esistenza di un problema di affidabilità dei contenuti che propongono, ma soprattutto l’elevato livello raggiunto dal loro valore economico. Per un ristorante, un negozio o un albergo, infatti, essere al vertice della propria classifica si traduce in un immediato riscontro di popolarità con un conseguente aumento della clientela. In una nazione a vocazione turistica come l’Italia queste classifiche non spostano solo turisti all’interno delle città, o da un territorio all’altro: in tempi di mercato globale la concorrenza non ha frontiere, e queste classifiche esercitano un’influenza più generale, mettendo in competizione tra loro anche nazioni diverse. Basti

pensare, solo a titolo di esempio, che per un cittadino di Lione che voglia godersi il sole delle coste del Mediterraneo, Celle Ligure è praticamente alla stessa distanza di Cannes. Se nel caso citato è stata un’intera comunità a sollevarsi e a protestare, mettendo in campo le proprie risorse per reagire a una scorrettezza, quando la vittima è un singolo esercente i suoi tentativi di ristabilire un giudizio più equilibrato sulla propria attività incontrano ovviamente maggiori ostacoli. In questi casi ricordiamo che è sempre meglio prevenire che reprimere: un monitoraggio costante della propria reputazione su internet, ad esempio, permette di accorgersi tempestivamente di qualche anomalia, e di porvi rimedio con un’immediata risposta alle critiche, tanto ferma e circostanziata, quanto cortese, e di segnalare gli eventuali sospetti di concorrenza sleale agli amministratori del sito o del social network. Ancora più utili


successo

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sono gli interventi tesi a sollecitare i clienti soddisfatti a rendere pubblica la propria positiva opinione: può essere sufficiente chiederlo direttamente, proponendolo ai clienti nel proprio materiale pubblicitario o istituzionale, o invitandoli a farlo con una e-mail che riporta un link diretto al proprio esercizio su un sito di recensioni. In poche parole bisogna essere presenti: si tratta di una nuova mansione che si aggiunge alle già numerose di chi gestisce un pubblico esercizio, ma non deve essere sottovalutata, per il ruolo di fonte informativa primaria assunto dal web ai giorni nostri. Le aziende possono contare sulla collaborazione dei fornitori del servizio, i primi interessati a che le recensioni pubblicate sui loro siti siano affidabili, pena la loro stessa credibilità, e anche su quella dei consumatori, destinatari finali di informazioni in base alle quali orienteranno non solo decisioni di spesa, ma anche le piacevoli esperienze di una vacanza. I valori economici in gioco sono talmente elevati che il problema ha attirato l’attenzione dei tecnici informatici per l’individuazione di strumenti idonei a contrastare o almeno a limitare il fenomeno delle recensioni scorrette. Alle più banali e immediate misure per l’identificazione dei recensori si sono aggiunti studi molto più sofisticati che tendono

ad affrontare il fenomeno alle sue radici. Negli Stati Uniti, il ricercatore italiano Franco Salvetti assieme ad un piccolo ma qualificato gruppo di esperti in varie discipline come la psicologia, la linguistica e l’intelligenza artificiale, si è dedicato alla “caccia ai bugiardi”. Il software che ha elaborato riesce infatti a prendere in esame una per una le recensioni che compaiono sui siti web, individuando ogni minimo indizio che possa dare adito al sospetto di una recensione artefatta: omissioni, bugie, esagerazioni, affermazioni senza riscontro. Non solo: analizzando un enorme numero di casi in siti che possono non avere nulla in comune tra loro, porta alla luce anomalie statistiche, similitudini di linguaggio, analogie tra strutture linguistiche che possono essere fatte risalire ad un unico autore, anche quando si è nascosto con innumerevoli identità diverse. Il risultato è una specie di macchina della verità altamente efficiente e al momento difficile da ingannare: sottolineiamo “al momento”, perché le tecnologie informatiche ci hanno abituato a questo eterno rincorrersi tra “guardie e ladri” e forse dovremmo iniziare a considerarci parte attiva in questa gara, tutelandoci autonomamente da chi ha intenzioni truffaldine facendo maggiore affidamento sul nostro buon senso. ■

PEC: obbligo anche per le ditte individuali. La Posta Elettronica Certificata (PEC) è il sistema attraverso il quale è possibile inviare email con valore legale equiparato ad una raccomandata con ricevuta di ritorno. La PEC fornisce la certezza dell’invio e della consegna (o meno) dei messaggi al destinatario e garantisce, in caso di contenzioso, l'opponibilità a terzi del messaggio. Se si dovessero smarrire le ricevute, la traccia informatica, conservata dal gestore per 30 mesi, consente la riproduzione, con lo stesso valore giuridico, delle ricevute stesse. A partire da Ottobre 2012, tutte le tipologie di imprese si son dovute dotare di un indirizzo di posta elettronica. Entro il 30 Giugno 2013 anche le ditte individuali esistenti (iscritte e attive) dovranno depositare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata al Registro delle imprese. La PEC Buffetti presenta tutte le garanzie di sicurezza compatibili con la tipologia di servizio erogato, sia a livello fisico, che a livello informatico, rispondendo alla regolamentazione emanata dall’Agenzia per l'Italia Digitale. Buffetti Standard: spazio casella da 1 GB, possibilità di spedire una mail ad un massimo di 500 destinatari, dimensione massima del messaggio di 50 MB. ........................................................................................................................................................................ Buffetti Pro: spazio casella da 2 GB, archivio di sicurezza da 3 GB, Report SMS, possibilità di spedire una mail ad un massimo di 500 destinatari, dimensione massima del messaggio di 50 MB. ........................................................................................................................................................................ Buffetti Premium: spazio casella da 2 GB, archivio di sicurezza da 8 GB, Report SMS, possibilità di spedire una mail ad un massimo di 500 destinatari, dimensione massima del messaggio di 50 MB. ........................................................................................................................................................................


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TUTELARE LA REPUTAZIONE

La nostra onorabilità è ben tutelata dalla legge italiana. Le nuove tecnologie non hanno “invecchiato” il nostro codice penale e il suo articolo 595, che ha mantenuto intatta nel tempo la sua capacità di difenderci da quanti attentano alla nostra reputazione. La diffamazione è un reato che consiste nel diffondere intenzionalmente a più persone notizie o informazioni che abbiano valore offensivo, e il reato permane anche se chi ha diffuso l’offesa non riteneva sinceramente di insultare: conta se quello che ha detto o scritto viene generalmente considerato dalla gente un insulto. Di fatto il web ha moltiplicato le occasioni di diffamazione. Alla tastiera si scrive spesso di getto, senza riflettere, e si fa presto a esagerare, trasformando una critica in un vero e proprio insulto. Dato, poi, che l’intervento su un forum o su un social network, e persino con un SMS di gruppo, coinvolge immediatamente più persone, si rientra senza scampo nell’accusa di diffamazione così come è definita dall’articolo 595. Con tutte le spiacevoli conseguenze che questo può comportare. ■


promozioni

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UN’IDEA PER FARE IL PIENO

Dopo averci accompagnato in luoghi vicini e lontani, il low cost ci porta a cena nei migliori ristoranti. La filosofia è la stessa: prima prenoti, meno paghi e la qualità resta alta. Anzi, altissima. Scettici? Prenotare per credere.

Ci sono voluti anni, ma i consumatori l’hanno finalmente capito: acquistare a basso costo non significa rinunciare al meglio. Voli, vacanze e arredamenti low cost hanno superato la diffidenza a prova di qualità elevata e servizio impeccabile, tanto che oggi siamo pronti a scardinare anche l’ultimo tabù: l’alta cucina italiana a prezzi accessibili. Un paradosso? Niente affatto. E se state pensando a un Groupon, vi sbagliate di grosso. Avere la moglie ubriaca e la botte piena è possibile, almeno a tavola. L’idea è così semplice che viene da chiedersi come mai nessuno ci abbia pensato prima! Si tratta di un calendario di prenotazione fornito dai ristoratori per scegliere la data della cena con largo anticipo e pagarla di meno. Un meccanismo che strizza l’occhio alle prenotazioni di treni, aerei e alberghi, permette un risparmio del cliente e una maggiore organizzazione dello chef, che in questo modo può contare su un’alta affluenza anche nei periodi di magra. Un low cost che porta in alto, fino alle stelle delle cucine più rinomate, per buona pace di chi un conto salato non lo digerisce proprio. In molti casi, infatti, si arriva a pagare intorno ai 50 euro una cena che normalmente costerebbe 200 euro, a dimostrazione che il successo di un ristorante non è direttamente proporzionale al costo delle pietanze, e che fare cucina di altissimo livello a prezzi contenuti è possibile. Molti infatti sono gli chef che hanno scommesso su questo meccanismo senza perdere una briciola della loro fama. Anzi: le liste d’attesa sono già lunghissime! Il bicchiere è più che mezzo pieno, per chi spadella e per chi assaggia. Tale formula ha avuto grande successo anche negli Stati Uniti, dove è stata adottata per la prima volta da Grent Achatz (grande cuoco dell’Alinea) per il bistrot Next. Qui i clienti possono gustare una cucina diversa ogni tre mesi: si va dal moderno Street Thaï Food ai sapori della Francia del secolo scorso. Un’idea nell’idea che ha quadruplicato la notorietà del luogo, fatto aumentare le liste d’attesa di mesi e valso il premio James Beard Foundation come miglior ristorante emergente americano del 2012. Dopotutto, in cucina è bene sperimentare anche quando si tratta di coinvolgere i clienti. Un altro modo per ottimizzare i costi e abbassare il conto del cliente, questa volta tutti i giorni, è sicuramente quello di migliorare le attività della filiera produttiva. Una formula di business valida in tutti i settori ma che trova una facile applicazione nel settore della ristorazione. Risparmiare infatti si può, a partire dal carrello della spesa. Non si tratta di abbassare la qualità delle materie prime, ma di scegliere prodotti, ad esempio, che non comportino spese per viaggi oltreoceanici. Che la politica del prezzo basso sia una delle strade giuste da intraprendere lo dimostra, infatti, la crescita di tutto il settore dei servizi low cost che ha fatto un salto del 12% negli ultimi anni. Secondo il sociologo V. Codeluppi, il low cost coinvolge e attira tutti i consumatori, non solo quelli particolarmente attenti al risparmio, perché offre una vastissima scelta e dà la possibilità di soddisfare i propri desideri senza spendere una fortuna. Più che una strategia, quindi, un vero modello di business, e anche culturale, che si adatta perfettamente al mondo della ristorazione, per la felicità dei buongustai italiani, i più famosi al mondo. ■


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‹ BENVENUTI NEL WEB

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l’intervista

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GIANFRANCO

VISSANI

La globalizzazione e la rivalutazione delle tradizioni locali sono

Classe 1951, di Civitella del Lago, Gianfranco Vissani ha all’attivo una carriera di oltre 45 anni, iniziata due aspetti contraddittori della contemporaneità, anche quando alla Scuola Alberghiera di Stato a Spoleto e proseguita tra mille viaggi si parla di cucina: da una parte esotismo e contaminazioni, dall’altro conditi dagli incontri con chef di altissimo profilo come Ramponi, un ritorno alle origini, ai sapori delle nonne e all’orto sotto casa. Rispoli e Giovanni Gavina. Abbiamo chiesto a un grandissimo chef italiano, Gianfranco Vissani, Dalla fine degli anni Settanta lo chef umbro ha incassato una cosa ne pensa. sfilza invidiabile di riconoscimenti dalle migliori guide italiane e da molte straniere, fino alla sua nomina a presidente dell’Accademia Nazionale Italcuochi nel novembre 2009, in occasione della presentazione della Guida Duemilavini edita da Bibenda Editore. Ma non solo: Vissani ha collaborato con case editrici quali la Mondadori, con quotidiani, con “Il Venerdì” di Repubblica, con la Rai - da “Uno mattina” fino a “Linea Verde” e “La prova del cuoco” - e più di recente anche con La7 con “Ti ci porto io”, un programma on the road in giro per l’Italia. Convinto che quello dello chef sia un mestiere “di grande sacrificio”, Gianfranco Vissani ha sempre puntato sulla conoscenza della cucina internazionale e di quella classica, portando in tutte le sue ricette la varietà dei sapori e la suggestione delle cucine territoriali. Il tutto senza rinunciare mai a un ingrediente per lui fondamentale: la fantasia. Del resto, come ci racconta in quest’intervista che affronta alcune delle sfide contemporanee che l’alta ristorazione ha davanti, “chef si nasce”. Chef Vissani, la globalizzazione ha completamente modificato la produzione delle materie prime destinate alla gastronomia: oggi è difficile trovare prodotti di qualità?


estate 2013

“Globalizzazione e consumismo hanno distrutto per molti versi il nostro Paese, hanno fatto in modo che non avessimo più neanche quei micro produttori di materie prime che sono la spina dorsale del nostro Paese, insieme ai prodotti e alla qualità della vita che è una cosa importantissima. Pensiamo, per esempio, a quelli che erano i nostri prati - e non penso certo ai prati all’inglese ma ai campi dove nascono la cicoria, i raperonzoli e molto altro - erano prati selvatici, dove non c’erano diserbanti e concimi. Faccio un esempio: oggi il cicorione che troviamo nei supermercati com’è fatto, le zucchine che compriamo come sono prodotte? Il tutto nonostante le grandi capacità che abbiamo, come italiani, in materia di tutela della popolazione. E nonostante le nostre conoscenze che sono le più forti del mondo. Guardate per esempio le erbe aromatiche che compriamo in città: sono concentrazioni, ci sono solo l’aroma e l’essenza della maggiorana o del basilico. Cambiano anche i sapori. Il problema è che oggi questi cuochi alla ribalta che abbiamo in televisione, fanno vedere che la luna si è adagiata sulla nostra terra, ma non è vero. E non mi venite a dire, per esempio, che il gelato si fa con l’azoto e che in questo modo si fa più rapidamente. Non è così! L’azoto provoca uno sbalzo termico che è come uno schiaffo dato in piena guancia. Invece il gelato deve essere mantecato, incorporato con delicatezza. Ma per farlo ci vuole il suo tempo, come in tutto del resto. Altrimenti l’eleganza e la raffinatezza dove sono? Finisce che perdiamo tutto. E che ci limitiamo a fare solo l’atto finale del piatto: prendiamo le materie e le componiamo, ma non funziona così. La qualità della vita è nostra, eppure oggi non sappiamo neanche più da dove arriva il pollo che abbiamo davanti, e quindi quel che mangiamo”.

gianfranco vissani

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Viviamo in un’epoca in cui è possibile mangiare cibo thailandese in pieno centro a Milano: quanto conta invece, in termini di ricerca dell’eccellenza, il legame tra cucina e territorio in un Paese come l’Italia? gianfranco vissani “Prendiamo l’esempio dei vini: oggi tutti vogliono fare vini speciali e uscire dalle cantine sociali, così molti investono su nuovi prodotti. Ma quali sono i veri vini autoctoni italiani lo sappiamo bene, eccome. Ecco, dovremmo prendere quei vitigni e portarli a livelli di qualità stratosferici. Ma il vero problema è che oggi nessuno vuole più investire sul territorio. E siccome non ci riescono, molti preferiscono prendere altre strade. Tutto quello che è il terroir è e rimane fondamentale. Vedete qui per esempio (siamo in un locale su via della Giuliana, a Roma, n.d.r.), qui fanno cucina semplice ma buona. Faccio un altro esempio: ormai anche da noi in Italia c’è la mania di mangiare pesce crudo. Eppure il nostro Paese, nonostante i tanti chilometri di mare, è decisamente carnivoro. Il fatto è che oggi pare che ci si debba sempre inventare nuove cose. Ma io vedo che quello che va davvero a tavola sono sempre i piatti tipici della cucina tradizionale italiana. Poi certo, potremmo anche fare ristorazione alternativa, però a quel punto viene fuori una problematica molto forte di capacità. E sono molti gli chef che vogliono apparire in televisione a tutti i costi ma che a volte non sanno neanche parlare”.


l’intervista

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In un contesto via via più internazionale e competitivo, dove i confini territoriali e culturali sembrano essere sempre più sottili, secondo lei assistiamo a una sorta di ritorno a quelli che sono i sapori tipici delle gianfranco vissani “Certo, però è anche vero che non possiamo pretendere nonne e alle tradizioni dei decenni passati? che negli anni Cinquanta le persone potessero mangiare tutti questi grassi di carne che mettiamo oggi. Questo per dire che guardando alla tradizione possiamo alleggerire i grassi, portandoli con meno abbondanza sul tavolo. E questa è una scelta che potrebbe far del bene all’ambiente, e dare anche un po’ di vantaggio a tutti quei nostri produttori che stanno facendo tanto per continuare a produrre con qualità in Italia”.

La tutela del patrimonio enogastronomico è sempre più importante per molte persone. In che modo è cambiata la cucina in questo senso: è possibile oggi per uno chef reperire materie prime a chilometro zero? gianfranco vissani “Sì però delle volte i prodotti non sono conformi a quel ristoratore… Voglio dire che fare cucina a chilometri zero non significa avere cento carciofi con lo stesso taglio o cinquanta zucchine con lo stesso taglio. Delle volte ci sono quattro carciofi, sei zucchine. A questo punto le devo dire che bisogna ritornare a quella fetta di mercato di cui parlava il povero Guido da Costiglione d’Asti e andare a fare la spesa la mattina. E con quello che abbiamo fare il menu. Il cuoco, però, per farlo dovrebbe stare sempre al mercato, dovrebbe capire quello che gli è rimasto il giorno prima per abbinare le cose. La mattina, insomma, bisogna fare il giro dei mercati, ma il problema è che i ragazzi che lo fanno molto spesso non sono esperti in materie prime, e magari per loro un’arancia che arriva dal Brasile o dalla Spagna o dall’Africa è uguale all’altra. Ormai è diventato tutto molto difficile. Diciamo che se nel 1700 per l’alta cucina ci volevano venti cuochi per ottenere un piatto, oggi per fare questo tipo di cucina (attenta al risparmio) ci vogliono cuochi, ci vuole tecnica, ci vogliono tante cose che di fatto non possiamo avere. Perché ci sono dei costi iniziali”.

Guardando all’economia è possibile coniugare la qualità dell’alta ristorazione con le esigenze di risparmio legate alla crisi economica? gianfranco vissani “Dunque dal mio punto di vista bisogna riutilizzare quello che abbiamo in cucina e recuperare tutto quello che è il risparmio del giorno prima. Li è il tuo guadagno. Diciamo che molti ristoranti o abbassano prezzi e cambiano menu, opppure non ci va più nessuno. Io l’ho fatto. È una tendenza che sta ritornando, e ci riporta verso gli anni Sessanta. Del resto anche noi come Paese siamo ritornati davvero agli anni Sessanta per molti aspetti”.

Ricerca di equilibrio o di contrasti, assonanze e dissonanze. Quanto conta l’intuito negli abbinamenti dei sapori e quanto invece è frutto di metodo e conoscenza scientifica? gianfranco vissani “L’importante è che il piatto non cambi sapore e resti sempre caldo (sorride, n.d.r.). No, a parte tutto, la verità è che chef si nasce, e che questo è un dono. Ma scusate: non pensate mica che Gianni Rivera sia diventato Gianni Rivera a 18 anni, no? Lo era già, eccome”. ■


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SE PIPPI CALZELUNGHE RINASCESSE OGGI PROBABILMENTE A SCUOLA CI ANDREBBE E SI TROVEREBBE BENISSIMO. PARLIAMO NATURALMENTE DELLA SCUOLA DI DOMANI, QUELLA IN CUI I LIBRI SONO MULTIMEDIALI E INTERATTIVI, SECONDO LA FILOSOFIA LEARNING BY DOING, E LE AULE DEGLI OPEN SPACE CON

PARETI SCORREVOLI DA MODIFICARE IN BASE ALLE ESIGENZE.

FACENDO

S’IMPARA {

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Addio al monopolio del libro cartaceo a scuola. Almeno come lo a leggere alcuni passi della Divina Commedia. Il tutto arricchito abbiamo conosciuto per generazioni. Le ore trascorse soli davanti da una cronologia multimediale, composta dalle date più importanti ai testi scolastici tradizionali infatti stanno diventando, per gli studenti della vita del poeta, e da una carrellata di immagini delle opere del Terzo millennio, poco più di una reminiscenza di tempi andati. d’arte più famose ispirate al V canto dell’Inferno. Per loro imparare è un’esperienza multitasking, come multitasking Uno strumento, insomma, pensato per ridisegnare il metodo di apprendimento del presente e del futuro in base alle abitudini è tutta la loro vita e il loro modo di guardare al mondo. Proprio per questo, quanti pensavano che la rivoluzione digitale e alle inclinazioni di una generazione apparentemente sempre nella scuola si sarebbe limitata all’uso di libri digitali, al ricorso da più impermeabile ai metodi tradizionali d’insegnamento, ma parte degli allievi a Wikipedia invece che alle tradizionali enciclopedie allo stesso tempo molto sensibile a tutto quello che è digitale cartacee o nell’introduzione di qualche ininfluente dispositivo digitale, e interattivo. Il tutto con un approccio che asseconda il cambiamento della dovrà ricredersi. E molto presto. Sempre più studenti sono ormai abituati a studiare davanti al pc, società contemporanea e cerca di incanalare la naturale tendenza con la musica accesa e magari uno smartphone in sottofondo che delle nuove generazioni a vivere sempre connessi con la tecnologia in qualcosa di utile per la squilla di tanto in tanto. Anche crescita degli studenti. se non consapevolmente, insomma, già vivono sulla propria E non è certo un cambiamento pelle quella commistione tra legato solo all’evoluzione PER GLI STUDENTI 2.0 LEGGERE NON BASTA PIÙ E LA SCUOLA SI diversi linguaggi e strumenti delle abitudini o di un’ecotipica della contemporaneità nomia di settore interessata PREPARA A UNA RIVOLUZIONE NEL METODO DI che è alla base anche degli a proporre nuovi prodotti ultimi ritrovati digitali per l’apdedicati al mondo della STUDIO CHE PASSA ANCHE PER L’ELABORAZIONE prendimento 2.0, considerati scuola. L’elaborazione di prassi in molti Paesi e ora sempre questi nuovi strumenti si DI NUOVI STRUMENTI. più diffusi anche da noi. basa infatti sulla teoria pedagogica del “Learning by Sono laboratori multimediali doing”. Dell’imparare fad’ultima generazione, piattacendo, agendo sul contesto. forme digitali create ad hoc DOVE ALLIEVI DEL TERZO MILLENNIO IMPARANO NAVIGANDO TRA MATERIALI Perché se la scuola sta camgrazie a particolari sistemi biando nei suoi aspetti più editoriali integrati, che metINTERATTIVI COME VIDEO, INFOGRAFICHE, TESTI E IMMAGINI. PER UN evidenti - a partire dalle nuove tono a disposizione degli stulinee guida per l’edilizia scodenti - grazie a un backend APPRENDIMENTO SEMPRE PIÙ PARTECIPATO. lastica (vedi l’articolo a pag. online con password - siti 31), una rivoluzione altrettanto didattici interattivi composti da materiali diversi e interconnessi. Un modo per proporre profonda riguarda il nuovo modo di apprendere, che sta agli studenti un percorso d’apprendimento articolato, fatto di sgretolando regole e meccanismi mentali antichissimi. video, testi, immagini, infografiche, sezioni per esercitazioni La cultura orale prima, e la lettura dei libri poi, sono stati per e lavori di gruppo. secoli punti cardine dell’imparare. Ma oggi non basta più: conoscere Per avere un’idea più chiara, una volta effettuato l’accesso, ogni a scuola è ormai un’esperienza a 360 gradi, che non si esaurisce studente - in qualsiasi luogo dove abbia a disposizione un pc, un davanti ai libri ma che vive di contaminazioni digitali. tablet o un iPad - si trova davanti a un insieme di contenuti attraverso La sfida è appena cominciata, ed è ancora presto per dire come cui navigare. Prendiamo, per esempio, il caso del laboratorio di influenzerà - se lo farà - la qualità e il grado dell’apprendimento letteratura della Pearson (MyLabLetteratura) nella sezione dedicata come lo abbiamo conosciuto per decenni. Ma in ogni caso una al V canto dell’Inferno della Divina Commedia di Dante. Ecco, la cosa è certa, e su questo sono molti tra sociologi, psicologi e demo del programma mostra come, accanto a una parte testuale, insegnanti ad essere d’accordo: per gli studenti del Terzo millennio ogni studente abbia la possibilità di scoprire Dante attraverso una l’interazione è un modo di agire che permea ogni attività quotidiana. serie di contenuti innovativi e multimediali. A partire da alcuni video Portarla nella scuola, a diversi livelli e con diversi strumenti, appare che ritraggono grandissimi attori, come Vittorio Gassman, intenti sempre più come una strada irrinunciabile. ■

COME LABORATORI E PIATTAFORME MULTIMEDIALI,


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AULE APERTE

FOTO: © horvath zoltan - istockphoto.com

FOTO: © eli_asenova - istockphoto.com

La scuola italiana cambia veste. Dopo i libri digitali, le lavagne elettroniche e i tablet, ora tocca al contorno, che tutto è tranne un dettaglio. Ovvero all’architettura e all’edilizia scolastica del futuro che, secondo il Miur, va ridisegnata puntando tutto su innovazione e sostenibilità in salsa 2.0. Addio aule tradizionali con arredi in serie, banchi verdi in fila, lavagne tradizionali, gessetti e cattedre. Al loro posto open space, aule con pareti scorrevoli da modificare in base alle esigenze, insegnanti in movimento, spazi relax per il cosiddetto “apprendimento informale”. E poi atelier e laboratori. Niente corridoi, piuttosto aree “connettive” per lo studio individuale e una piazza, l’agorà, cuore della vita scolastica di gruppo, dove presentare lavori e mettere in scena spettacoli e attività comuni. E ancora giardini, teatro anche di lezioni, orti, palestre e sale per la musica. Così come gli uffici (vedi l’articolo a pag. 40), insomma, anche la scuola immagina per sé luoghi fluidi, adatti a nuove esigenze di scambio e confronto. L’idea di fondo, si legge nelle Linee guida del Miur, è proporre “spazi modulari facilmente configurabili” capaci di “rispondere a contesti educativi sempre diversi”. Da qui la scelta di “ambienti plastici e flessibili”, all’insegna del superamento dell’impostazione frontale a vantaggio di “un’organizzazione dello spazio del tutto nuova”. Ma non solo: quella di domani è una scuola che guarda anche alla società in modo diverso, che punta a porsi come luogo aperto verso la comunità e il territorio ospitando attività extrascolastiche anche dopo l’orario delle lezioni. Molto più che buoni propositi. Le basi per questa rivoluzione sono ormai nero su bianco nelle Linee guida del Miur per la progettazione dei nuovi edifici. Come a dire: da oggi ogni nuova scuola dovrà ripartire da qui. Un segno di cambiamento profondo considerando che l’ultimo intervento del genere in materia è datato 1975. Proprio lo scorso marzo il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, inoltre, ha dato via libera all’investimento di 38 milioni di euro per la costruzione di nuove scuole attraverso la creazione di un apposito Fondo immobiliare. Obiettivo: realizzare nuove strutture anche grazie alla valorizzazione di immobili pubblici obsoleti. Il modello, in questo senso, guarda all’esperienza del Nord Europa dove diversi edifici all’avanguardia sono nati da sapienti recuperi urbani e da processi di valorizzazione a regola d’arte. Gli esempi, come l’ex capannone Ericsson di Stoccolma trasformato in una scuola 2.0, sono lì a ricordarlo. ■


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da buffetti: allegria tra i banchi!

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FOTO: © malerapaso - istockphoto.com

formazione


estate 2013

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COMPETENZE TAILOR MADE Con l’anno scolastico 2011/12 i giovani italiani hanno avuto a disposizione una nuova offerta formativa: gli Istituti Tecnici Superiori. Un percorso alternativo a quello universitario e più agile, pensato per rispondere ad una precisa richiesta che proveniva tanto dai nostri studenti, quanto dai molti distretti economici del sistema produttivo del Paese. Da un lato, infatti, un nucleo consistente di studenti provenienti dalla formazione tecnica e professionale, dimostravano interesse e disponibilità a proseguire gli studi per affinare e approfondire la propria preparazione, dall’altro le imprese chiedevano al sistema formativo di concertare le linee di indirizzo dei piani di studio, per soddisfare in modo più efficace le proprie esigenze di sviluppo occupazionale. Si è così prodotta una concreta contaminazione tra esperienze e conoscenze diverse e complementari: le aziende con le proprie esigenze immediate di competenza tecnica e i propri progetti di sviluppo, scuole e Università con le loro capacità di aggiornamento teorico e con il loro orizzonte più ampio, su prospettive di medio-lungo periodo. Una dialettica tra mondo del lavoro e ambiente scolastico-accademico che viene valutato di biennio in biennio, ricalibrando le esigenze dei territori alla luce dei risultati raggiunti. Il risultato di questo sforzo convergente sono corsi di vera eccellenza, della durata di 4 semestri, ma anche di 6 in convenzione con le Università. La didattica, per un massimo di 2.000 ore annue di studio, è svolta per la parte principale in laboratorio e per il almeno il 30% in tirocinio presso le aziende, e viene tenuta da un personale docente proveniente per la metà dal mondo del lavoro e delle professioni. Anche lo Stato interviene con una propria iniziativa di indirizzo, per concentrare risorse su settori considerati strategici: attualmente agroalimentare, artigianato, meccanica, cultura, turismo, logistica e servizi alla persona, che corrispondono alle principali vocazioni ed esigenze produttive del nostro Paese e sulle quali si ritiene di puntare per rilanciare il nostro sviluppo economico. Un esempio: attualmente il settore di studi “turistico”, denominato più precisamente “Area tecnologie innovative per i beni e le attività culturali”, è articolato in due ambiti didattici diversi: “Fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale” e “Conservazione, riqualificazione e messa in sicurezza di edifici e luoghi di interesse culturale”. Indirizzi precisi che corrispondono ad altrettanto specifiche esigenze locali: gli ITS del primo ambito, infatti, sono stati aperti in regioni come Sicilia e Campania, che puntano ad ampliare l’offerta al pubblico del proprio immenso patrimonio turistico, ancora in larga parte da valorizzare, mentre il secondo ha ottenuto l’interesse di Regioni come Veneto, Emilia Romagna e Lazio, ai posti alti delle classifiche di presenze turistiche, i cui obiettivi prioritari sono interessati a preservare e a riqualificare la propria celeberrima eredità culturale e infrastruttura turistica. Su queste premesse sono nati 72 ITS in tutta Italia e i primi risultati sono non solo incoraggianti ma senza mezzi

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buonlavoro


formazione

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LEGAME CON IL TERRITORIO E IL SISTEMA PRODUTTIVO.

FORMAZIONE SPECIFICA IN SETTORI STRATEGICI.

ALTERNANZA TRA ESPERIENZA IN LABORATORIO E

TIROCINIO IN AZIENDA.

termini lusinghieri: il 70% degli studenti ha infatti ricevuto una proposta di lavoro prima di terminare il corso di studi, con un massimo di quasi il 100% per l’ITS “per la mobilità sostenibile” di Genova, che diploma allievi ufficiali di coperta della Marina mercantile. La chiave di questo successo, e la migliore garanzia che conosca sempre maggiori conferme nei prossimi anni, risiede nel collegamento con le realtà produttive locali. Gli ottimi risultati dell’ITS di Genova sono indubbiamente favoriti dalla presenza tra i suoi fondatori di realtà economiche multinazionali come Fincantieri, di rappresentanti delle associazioni di imprese come la Confederazione Italiana Armatori e del dipartimento di Ingegneria elettrica dell’Università di Genova. Ma basta prendere uno a caso tra i 72 ITS e scorrere l’elenco dei partner che ne costituiscono l’ossatura per incontrare una partecipazione di livello altrettanto qualificato: l’Istituto Tecnico Superiore della Meccanica e dei Materiali di Modena, ad esempio, vanta soci fondatori di assoluto prestigio internazionale come la Ferrari e il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia, oltre a tante dinamiche aziende attive nel campo dell’innovazione tecnologica, enti locali e istituti formativi. Considerando l’equilibrio e la reciproca contaminazione tra teoria e pratica che sono alla base di questo modello didattico, la garanzia del raggiungimento di una formazione di eccellenza è tutta nella possibilità offerta agli studenti di imparare dai migliori, da chi si confronta quotidianamente con le sfide di un mercato globalizzato. Una competizione che investe nel capitale umano rappresentato dai giovani e che può portare il nostro Paese a essere concorrenziale non sul costo del lavoro - una sfida al ribasso e persa in partenza con Paesi che hanno livelli di vita incomparabilmente inferiori al nostro - bensì sulla qualità dei prodotti, accettando il confronto con le grandi realtà industriali dell’Europa e del Mondo. ■

Portadisegni ›

Valigette in PPL ›

Cartelle portadisegni con lacci e maniglia realizzate in cartone rivestito in carta plastificata goffrata per garantire maggiore robustezza. Colori: blu e rosso.

Valigette portadocumenti e portadisegni realizzate in polipropilene. Doppia chiusura: velcro sulla maniglia che consente l'apertura dal lato superiore; due bottoni laterali che consentono l'apertura a 180°. Tasca interna per accessori (penne, cd-r, biglietti da visita). Colore: grigio metal con laterali blu metal.


società 2.0

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AMORI DA

WEB NON SONO PIÙ LE ROSE MA I BYTE A FAR BATTERE IL CUORE. BASTA UN CLICK ED ECCO SCOCCARE LA SCINTILLA. C’È UN ALGORITMO PER TUTTI. Una carriera brillante, un pacchetto azionario consistente e tanta voglia di innamorarsi: ecco l’identikit del vip che cerca l’anima gemella online. Qualcuno che non ha tempo per frequentare i bar o un corso di cucina, tantomeno aspettare che la segretaria si faccia finalmente avanti. Di very important people che hanno costruito un impero ma si sentono solo metà della mela ce ne sono davvero tanti. Alcuni imprenditori hanno fiutato l’affare e pensato di risolvere il problema con dei siti d’incontri davvero elitari, come Berkeley International e Rich Soulmate, ad esempio. Il concetto è lo stesso per tutti: credere nell’amore al primo click. A farlo sono soprattutto i fondatori dei siti, visto che si tratta di un business da 1 bilione di dollari. A ben vedere, il regolamento dei siti d’incontri per persone famose non è differente da quello dei club che frequentano. Tanto per iniziare, in homepage si avverte: Certified Millionaire. In pratica: se non sei vero milionario ti presentiamo il buttafuori. Tra gli iscritti è possibile incontrare CEO (più comunemente: amministratori delegati), avvocati, imprenditori, modelle e persone del mondo dello spettacolo. Tutti intenzionati a far battere i loro cuori con i byte prima che con i baci e, soprattutto, con una somma d’iscrizione minima di 10mila euro, che può salire fino a 50mila se la ricerca diventa intercontinentale. Segno che l’amore per i vip conta, eccome.


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FOTO: © Rudi Tapper - istockphoto.com

Incontri online, appuntamenti virtuali e cinguettii di passione: l’era dell’amore 2.0 ha contagiato anche i vip. Insomma, uno spazio dediQuelli che dalla vita hanno avuto tutto tranne il tempo d’innamorarsi. cato ai cuori solitari dell’alta società. Attori, campioni dello Una moda, un capriccio o un semplice bisogno d’amore? sport e manager famosi non possono certo accettare appuntamenti con perfetti sconosciuti ma, allo stesso tempo, hanno bisogno di rispondere a precise domande sulle loro abi- tanto può essere destabilizzante per molti uomini. Anzi: troppi. tudini e sui loro progetti di vita, soprattutto se hanno intenzione Al di là delle differenze di sesso, la categoria dei vip che d’iniziare una relazione da coronare con un matrimonio. Ecco cerca di più l’amore è quella degli over 55: persone affermate, perché alcune regole dell’amore online vengono sovvertite. Se divorziate o single, con un lauto conto in banca, i figli fuori per noi comuni mortali incontrarsi online è sempre un po’ men- casa e tanta voglia di essere felici, ma in due. tire (sul peso, sull’età, sull’interesse verso i gattini), per i vip è Al di là delle statistiche, molti sono i veri vip disposti a l’esatto contrario: dare mostra di sé come non si può nella vita dichiarare di riporre le proprie speranze amorose nel web. reale. Con curriculum aggiornato, premi vinti, associazioni aiu- Come Mattew Perry, più famoso come il Chandler della serie americana Friends, testimonial del famoso Rich Soulmate. È tate e case possedute. Esagerati? Non esattamente. il metodo delle interviste è finita l’epoca delle Cenerentole che si ritrovano principesse basato su un insieme di sofisticate indagini per combinare grazie a un ballo fortunato. Oggi, gli incontri davvero giusti gli appuntamenti più giusti, e sembra funzionare alla grande! non sono frutto del karma o del caso ma della selezione La percentuale di successo è del 75/80% calcolata in un economica che, a quanto pare, è molto più feroce di quella anno. E se per i siti di medio target come e-harmony o match, naturale. Soprattutto se si tratta di self-made man and woman: lo scarto tra gli uomini e le donne è minimo (52% uomini, persone che sono arrivate a capo di imperi economici, dietro 48% donne), le quote rosa dell’amore elitario sono ben il le quinte delle più grandi aziende e davanti ai riflettori del 60%. Sono proprio le donne che, neanche a dirlo, hanno successo e che, per innamorarsi, sono convinti che basti un meno possibilità di incontrare l’uomo giusto a parità di algoritmo. Magari funziona. O magari basterebbe fare una successo. Perché fare i conti con una donna che guadagna passeggiata al parco e vedere cosa succede. ■


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arredo ➼

DOVE LAVORI? FINO A QUALCHE ANNO FA A QUESTA DOMANDA AVREMMO ASSOCIATO PRINCIPALMENTE UN LUOGO FISICO. OGGI LA NOSTRA ATTIVITÀ NON PUÒ PIÙ ESSERE CONFINATA ENTRO QUATTRO MURA E ANCHE L’ARREDO E L’ARCHITETTURA PER UFFICIO DEVONO RIPENSARE SE STESSE. LO SPAZIO ABBANDONA LA RIGIDEZZA ED È MODULATO SULLE ESIGENZE DI CONTINUO CAMBIAMENTO E DI BENESSERE

CREANDO VALORI DI APPARTENENZA ALL’AZIENDA E AL BRAND.

L’UFFICIO CHE

COLLABORA {

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estate 2013

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FOTO: © stokkete - istockphoto.com


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Flessibile e trasformabile, tecnologicamente all’avanguardia, innovativo ed eco-sostenibile. L’ufficio del futuro dovrà essere tutto questo e molto di più. Certamente sarà un luogo a bassa intensità dove ci si reca non ogni giorno. E anche per questo sarà un ufficio “collaborativo”, in grado cioè di promuovere un alto livello di benessere e di tenere insieme anche le nuove esigenze portate avanti dalla generazione Y, quella dei nati tra il 1980 e il 1999, che miscela senza problemi il tempo del lavoro e quello della vita privata. E che ha in qualche modo imposto la sua visione anche ai “veterani”. Quale che sia la carta d’identità dei lavoratori di domani, infatti, la strada sembra tracciata, ed è quella del lavoro 2.0: alta intensità di tecnologia mobile e interattività, orari flessibili, luoghi informali, riunioni in corridoio, attenzione all’ambiente e al risparmio energetico. Per questo la ricerca e la promozione del networking è la stella polare nella ricerca di quanti, dalle società passando per gli architetti fino agli arredatori, sono coscienti che il lavoro ormai è un’attività, e non più un luogo fisico. L’obiettivo, allora, è promuovere lo scambio e l’interazione per ottenere sempre il miglior risultato possibile dall’incontro di competenze e intelligenze sempre più differenti tra loro. E se i confini tra lavoro e vita privata - così come tra coinvolgimento emotivo e capacità cognitive - si stanno erodendo dando spazio a nuovi modi di vivere il lavoro, a maggior ragione gli uffici non dovranno più porsi come strutture troppo rigide: non è il lavoratore che deve adeguarsi ma lo spazio circostante che deve disegnarsi su di lui e sulle sue esigenze in continuo cambiamento. La formalità, allora, cede il passo alla creazione di un ambiente favorevole in grado di alimentare anche il senso di appartenenza all’azienda e al brand. Proprio per questa ragione non esisteranno più formule uniche, modelli di studi clonati e ripetibili in serie, composti solo da desk e sale riunioni. Al contrario il domani sembra essere il tempo del “combination office”, che miscela singole postazioni di lavoro fisse a spazi destinati alle attività collettive. E ancora luoghi di ritrovo, conviviali, come vere e proprie piazze di un paese, ampie zone di relax con tanto di pouf, divani, luoghi multitasking dove improvvisare scambi e attività e anche luoghi di divertimento dove scaricare lo stress prima o dopo importanti scadenze. Attenzione poi a tutti quei servizi solo apparentemente di contorno, come gli asili, le aree destinate ai pasti (la mensa cederà il passo a luoghi informali sempre più simili a locali e bistrot) e tutti quelli destinati ad offrire assistenza e servizi ai lavoratori. Così gli ingressi da freddi e informali saranno il simbolo di accoglienza, fotografia di uffici potenzialmente sempre in funzione, anche di sera. Dai colori ai criteri greenfriendly, all’attenzione per l’assorbi-

mento del rumore fino all’esaltazione della luce naturale: tutto deve comunicare accoglienza e progresso. L’ufficio collaborativo, insomma, è quello che inventa spazi ibridi e destrutturati che permettono di comunicare, collaborare e condividere con la più ampia libertà possibile per lavorare in autonomia. In tutto fa da sottofondo l’idea della necessità di progresso: più efficienza, più materiali naturali, più integrazione arredi e tecnologia, più risparmio energetico. In questi uffici del domani - che sono sempre più luogo di incontro e scambio ma anche spazi a bassa intensità perché oggi si lavora ovunque, da casa come in metropolitana e in aereo - il punto di vista generazionale, insieme alla velocità impressionante dei cambiamenti prodotti dalla tecnologia mobile, farà la differenza. Secondo uno studio di Michael O’Neill, Senior Director, Workplace Research per la Knoll, verso la fine del decennio i lavoratori saranno per il 50% appartenenti alla generazione Y e solo per il 25% farà parte della precedente generazione, quella dei baby boomer. Cosa significa? Molto, anche nel ripensare gli spazi e gli arredi. Alle scrivanie tradizionali i lavoratori 2.0 preferiscono scrivanie funzionali e dispositivi multimediali in grado di essere impiegati in ogni luogo dell’ufficio, un po’ sulla falsariga di quelle pratiche di vita da Ventunesimo secolo, dove la tendenza è quella di mischiare senza drammi vita lavorativa e vita privata in spazi sempre più simili a quelli accoglienti di una casa. Le nuove esigenze come l’aumento della flessibilità degli orari di lavoro o la presenza di gruppi di lavoro che si alternano - richiedono infatti soluzioni articolate. E quindi più workstation multifunzionali, soluzioni componibili che permettano la personalizzazione e soprattutto la riduzione al minimo delle costrizioni e degli spazi troppo strutturati. In questo i grandi colossi della tecnologia sono principi e pionieri nel realizzare veri prototipi dell’ufficio di domani. Come il gigante Microsoft, convinto che lo spazio lavorativo di domani sia non più un vero luogo di lavoro ma uno spazio d’incontro dove i computer non saranno neanche visibili perché concentrati in una centrale operativa, e i lavoratori avranno semplicemente a disposizione tavoli o pareti dove visualizzare informazioni, grafici e programmi. Insomma tutto quello che ci serve per lavorare utilizzando un modo di comunicare sempre più semplice. Dove voce e gesti del corpo saranno sufficienti per avviare la stampa di un documento o telefonare a un collega dall’altra parte del mondo. L’ufficio del futuro, infatti, sarà anche quello che (grazie agli ultimi ritrovati high-tech) permette di abbattere in modo esponenziale il tempo e l’impegno necessari per tutte quelle attività ordinarie che portano via molto tempo, e non meno energia, come la ricerca delle informazioni e la stesura


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‹ FOTO: © SireAnko - istockphoto.com

di documenti. Ogni dato, infatti, grazie ai sistemi integrati, sarà sempre consultabile e utilizzabile, grazie a una chiave di accesso in grado di funzionare ovunque. Negli spazi comuni come in caffetteria, davanti a un ascensore o in corridoio. Per un ufficio dove c’è tutto ma non c’è bisogno di portarsi dietro nulla. Ma non solo. L’ufficio di domani uscirà dalle proprie sedi centrali e periferiche grazie a vere e proprie “aree ufficio”. Una sorta di “stazioni” dislocate ovunque, all’interno di hotel nel centro delle città, in aeroporti e stazioni dove, con una chiave personalizzata, si potrà godere di tutte le tecnologie necessarie a lavorare ovunque. Solo con un gesto e rigorosamente in Cloud. ■

Uffici e Archistar

La rivoluzione che sta ridisegnando il modo di intendere l’ufficio è una sfida che piace sempre più ai grandi architetti di fama mondiale. Gli esempi non mancano. Grandi colossi come Google e Facebook, infatti, fanno a gara per procacciarsi sedi all’avanguardia, veri prototipi dell’ufficio del domani, meglio se progettate da archistar. Non è un caso se la società di Zuckerberg - che in primavera ha annunciato di voler allargare il suo quartier generale in Europa tra le sedi in lizza pare abbia inserito anche uno dei blocchi del Grand Canal Square (11.148 metri quadrati), una delle migliori location per uffici di tutta Dublino, sviluppato dalla Chartered Land di Joe O'Reilly e ideato dall'architetto Daniel Libeskind. Ma non solo: Google nei mesi scorsi ha rivelato il piano per i nove edifici da un miliardo di dollari che comporranno il nuovo campus della baia di San Francisco, in California. Un progetto avveniristico a firma dello studio di architettura NBBJ, noto negli Stati Uniti per aver dato forma ai quartier generali di Boeing e della Bill e Melissa Gates Foundation. E sempre Google ha scelto come nuova sede dell’Head Quarter di Londra il palazzo St. Galles di Renzo Piano, nel cuore di Covent Garden. Tutti ambienti informali, aree relax, colori, design di altissimo livello e il meglio in tema di eco-sostenibilità. Un progetto firmato dal team di architetti della Penson. A testimoniare l’appeal crescente del mondo dell’ufficio agli occhi di molte archistar planetarie si aggiunge il fatto che sia stato un architetto della levatura di Jean Nouvel a curare l’allestimento del salone Ufficio del Salone del Mobile 2013, partendo dall’assunto che "Lavorare è abitare". Per l’architetto francese, premio Pritzker 2008, quel che conta nel progettare gli uffici di domani è “la sensazione di piacere che proviamo mentre lavoriamo, le relazioni che possiamo avere con l’altro, il fatto di sentirci come a casa”. In breve, per dirla con le sue parole, bisogna “ripensare l’ufficio come uno dei luoghi essenziali della vita di chi abita in città”.

FOTO: © horvath zoltan - istockphoto.com

OFFICE APPEAL


da buffetti

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Linea Easy Space › Una soluzione in linea con la crescente tendenza a rendere l’ufficio un ambiente gradevole e funzionale, ma, soprattutto, con la potenzialità aggiuntiva di una serie di soluzioni economiche e nuove per soddisfare ogni esigenza. Infatti, Easy Space è un sistema concepito per organizzare l’ufficio con molteplici soluzioni: piani tradizionali, ergonomici e corner su basamenti a fianco legno o metallici. Non solo, grazie alla profondità in comune fra scrivanie, armadi e pannelli verticali, si potrà sviluppare un ambiente senza vincoli compositivi, ma con la possibilità di riconfigurare il tutto semplicemente spostando gli elementi. Gli armadi con schiena in finitura, come ante e top, possono essere posizionati nel modo più utile anche a centro stanza; gli accessori colorati, invece, rendono gli spazi più moderni e danno un tocco di freschezza in più.


da buffetti: l’ufficio interconnesso!

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1. Sono 12 quelle di Ercole - 7. Lo era la Santa Maria di Cristoforo Colombo - 15. Azienda Provinciale del Turismo - 18. Lewis, l'autore di Alice nel paese delle meraviglie - 19. In agricoltura, Interrare il ramo di una pianta per riprodurne una nuova - 20. Giorgio indimenticato cantautore - 22. Cittadina molisana famosa in tutto il mondo per le sue campane - 23. Girare da un negozio all'altro per effettuare acquisti - 24. Aiuta i calciatori a far trascorrere i minuti - 25. Vi abitano i reatini - 26. Viene insegnato dalla scuola primaria - 27. Telly, interprete del tenente Kojak - 28. Ragno capace di salti prodigiosi - 29. Autotrasportatori, spedizionieri - 30. Quello di pane si mangia a fette - 31. Advanced Network Engineering - 32. Ancora meno di poco - 33. Dono, presente - 34. La sigla del Manchester United - 35. Bologna - 36. Il nome di Mengacci, presentatore televisivo - 38. Si firmano sul retro degli assegni - 39. Il segnale di richiesta di soccorso in codice Morse - 40. Assalto di truppe a piedi o a cavallo - 41. Controlla la contabilità e il bilancio - 43. Piccolo, corto - 44. Che fa eccezione rispetto alla norma - 46. Lo si contrappone spesso a Tecnico - 47. Evento, episodio - 48. Gaio Flaminio, console romano morto nella battaglia del lago Trasimeno - 49. Marca giapponese di motociclette - 50. Il simbolo della Belle époque - 51. Il pelo dei cavalli - 52. Tessuto a righe sottili - 53. Entrata principale di un palazzo - 54. Associazione Ornitologica Europea - 55. Liquore detto anche liquirizino - 56. Premessa, postulato. Verticali

1. Uccello dalle carni prelibate - 2. Attrezzo, strumento da lavoro - 3. È deliziosa quella salmonata - 4. Sono dotati di carica elettrica positiva o negativa 5. Abbreviazione di Caporale - 6. Le iniziali di Laurie, interprete del Dr. Gregory House - 7. Il rapper e attore americano autore di Gangsta's Paradise - 8. Le feroci "rapitrici" della mitologia greca - 9. Protezione, rifugio - 10. Formano il grappolo d'uva - 11. Inefficace, inutile - 12. Unità di misura dell'energia - 13. Lecce - 14. Facile a farsi - 15. Atto, idoneo - 16. Condanna, sanzione - 17. Immissione di sangue - 18. Chi la riceve ha completa facoltà di decidere - 19. Il fascino... francese - 21. Cane di taglia gigante - 23. Grida acute e aspre - 24. Inferme, ammalate - 26. Antico dialetto greco - 27. È famoso quello toscano - 29. Evoluto, progredito - 30. Crudeli, spietati - 32. L'unico comune della Basilicata che si affaccia sul Mar Tirreno - 33. Il gioco con la Kamchatka - 34. Hannah, resa famosa da Miley Cirus - 36. Matt, attore americano che ha interpretato il personaggio di Jason Bourne - 37. Calze da donna leggermente coprenti - 38. Zingara originaria della Spagna - 39. Serie televisiva caratterizzata dall'ambientazione - 40. Riproduzioni identiche 41. Atkinson, attore comico britannico - 42. Importante funzionario dell'impero ottomano - 43. Mantello prestigioso - 45. Il Wolfe detective sovrappeso 46. Salario, stipendio - 47. Possono essere alogeni quelli delle automobili - 49. Cattrall, la Samantha Jones di Sex and the City - 50. Abbreviazione di coseno - 52. Le iniziali del giornalista televisivo Iacona - 53. Per aggiungere qualcosa dopo aver firmato una lettera.


La soluzione dei giochi è disponibile sul nostro sito: www.buffetti.it

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SOLUZIONI.

Cerca e trova

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In questo schema, tra le oltre 200 parole che si possono comporre, collegando tra loro lettere adiacenti, ve ne sono almeno 3 che fanno parte del mondo Buffetti: SAI TROVARLE?

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Scopo del gioco è riempire le caselle vuote con numeri da 1 a 9, in modo che in ognuna delle 9 righe, colonne e riquadri siano presenti tutte le cifre da 1 a 9, senza ripetizioni.

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SUCCESSIONE

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