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MagCover_Primavera13Def_xxx 05/02/13 15:41 Pagina I

buonlavoro

‹ n. 1/2013 ›

WEEKEND MANIA_Voglia di viaggiare_4 START UP_Nuove realtà_16

TECNOLOGIA_Viva la radio_40


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editoriale ➼

Quale migliore occasione della primavera per organizzare un lungo weekend per rilassarsi o visitare una capitale europea? Il calendario degli eventi è ricchissimo e si può approfittare delle tariffe scontate di treni e aerei. Basta prenotare per tempo! Per gli amanti della buona cucina, suggeriamo di optare per un percorso enogastronomico con tappa, possibilmente, presso un ristorantino tipico, alla scoperta della cucina di qualche chef emergente. Accanto alla voglia di viaggiare, in primavera rinasce la voglia di fare. In questo, il nostro Paese non ha nulla da imparare. Il Made in Italy è lo specchio di una cultura artigianale che affonda le sue radici nel lontano medioevo. Un modo di lavorare e uno stile di vita apprezzati in tutto il mondo. Ripartiamo da questo grande patrimonio che rappresenta il nostro petrolio per costruire un futuro più solido, anche se abbiamo superato i cinquanta (l’esperienza è oro!). Ma soprattutto, recuperiamo la nostra creatività, spesso sommersa da sovrastrutture che noi stessi abbiamo creato. Lo hanno capito molte aziende, che organizzano team building basati sul gioco proprio per far emergere il lato più vero dei dipendenti e dei nuovi manager, senza distinzioni di genere. In questo numero affrontiamo anche due temi di generale interesse. Si tratta del redditometro, un vero e proprio checkup delle tasche degli italiani per controllare che tra entrate e uscite non emergano dati incongruenti; e della riforma del condominio, che entrerà in vigore tra breve e rivoluzionerà i rapporti tra inquilini dello stesso stabile regolati, fino ad oggi, da leggi scritte oltre settant’anni fa. Prendi la tua copia gratuita e inviaci i tuoi commenti su magazine@buffetti.it Buona lettura! progetto grafico, art direction e impaginazione: Bets srl - www.betsdesign.com È vietata la riproduzione, anche solo parziale, dei testi e delle immagini contenuti in questo Magazine. Tutti i nomi delle aziende e dei prodotti citati sono marchi di fabbrica e/o marchi registrati e appartengono ai rispettivi proprietari.


Team building Giochi da leader

(pag. 24)

Illustrazione: Emiliano Ponzi


Voglia di viaggiare

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Lasciati alle spalle inverno e pigrizia, la primavera rappresenta il momento del risveglio per eccellenza, il periodo ideale per rimettersi in movimento. E quindi anche per concedersi un weekend in una città italiana o europea. Le occasioni per un breve viaggio sono molte tra feste popolari, rassegne e kermesse musicali (...)

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SOMMARIO

weekend mania //

Voglia di viaggiare_pag 4 Grandi chef_pag 10

made in italy //

L’arte di fare_pag 12

Start up//

Nuove realtà_pag 16

redditometro //

Check-up fiscale_pag 18

over 50 //

L’età dell’oro_pag 20

team building //

Giochi da leader_pag 24

l’intervista //

Cesare Bocci_pag 30

salute //

Etciù_pag 34

uomini e donne //

Diversamente uguali_pag 38

tecnologia //

Viva la radio_pag 40

condominio //

Sotto lo stesso tetto_pag 44

playground //

Cruciverba, sudoku e altro ancora_pag 46

la recensione //

Sempre aggiornati_pag 48

DA BUFFETTI

FULLTIME pag 14 HARDWARE pag 28 ARCHIVIO pag 36 AUDIO pag 43


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weekend mania ➼

AMATE L’ARTE, LE FESTE POPOLARI, LA MUSICA? LE OCCASIONI OFFERTE DALLA PRIMAVERA 2013 PER VIAGGIARE SONO MOLTE E ALLETTANTI. SI PUÒ RIMANERE IN ITALIA E APPROFITTARE DI QUALCHE EVENTO DELLA TRADIZIONE PER RISCOPRIRE LE MERAVIGLIE DELLE NOSTRE CITTÀ D’ARTE, OPPURE VOLARE

IN EUROPA, PRENOTANDO PER TEMPO UN VOLO LOW-COST.

VOGLIA DI

VIAGGIARE {

primavera 2013

}


primavera 2013

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buonlavoro

FOTO: © Eduard Titov - istockphoto.com


weekend mania

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Qualche ora di luce in più durante il giorno, le temperature nelle meraviglie del Salento. Chi invece si sente più metropolitano, che iniziano ad addolcirsi, la piacevole certezza che l’inverno sia può mettere in cantiere una fuga nella Capitale all’insegna del ormai alle spalle. Sono i primi e inconfondibili segnali dell’arrivo divertimento e della cultura, magari per godersi un concerto del Jazz festival “Contrari in mudella primavera. Quanto basta sica” (dal 13 marzo), che per ritrovare slancio e nuovi vede tra i suoi protagonisti stimoli. Lasciati alle spalle autori di altissimo livello come inverno e pigrizia, la primavera LE GIORNATE SI STANNO ALLUNGANDO E ANCHE il pianista Danilo Rea. Ma rappresenta infatti il momento non solo: Roma, oltre a ospidel risveglio per eccellenza, il NOI RITROVIAMO tare dal 4 al 7 aprile il sempre periodo ideale per rimettersi più apprezzato Romics, rasin movimento. E quindi anche segna italiana e internazionale per concedersi un weekend, interamente dedicata al futra festival e rassegne, in una PERIODO IDEALE PER RIMETTERE IN MOVIMENTO NON SOLO IL CORPO MA metto, è anche teatro del tracittà italiana o europea. dizionale concerto del Primo Per avere un’idea delle tante ANCHE LO SPIRITO, Maggio in piazza San Gioopzioni disponibili ecco alvanni in Laterano, dove ogni cune delle proposte presenti DA UN INTERESSANTE anno si danno appuntamento nell’agenda dello Stivale per i nomi più noti del panorama questa primavera 2013. A partire, per esempio, dalla quarta edizione del Bif&st-Bari Inter- musicale nostrano. Anche Firenze non è da meno. Si va da apnational Film Festival, in programma dal 16 al 23 marzo, ottima puntamenti insoliti come il BiciFi - Florence Bike Festival (1-3 occasione per godere di buon cinema e per qualche incursione marzo) presso la Fortezza da Basso, dove gli amanti delle due

NUOVI SLANCI E NUOVI STIMOLI. È L’EFFETTO PRIMAVERA, INIZIANDO, PERCHÉ NO, VIAGGIO BREVE.


È un modello di ospitalità Made in Italy di successo. Si basa sulla ristrutturazione e messa in rete di costruzioni rurali in antichi borghi o di edifici storici che rischiano l’abbandono. Una bella idea che limita la cementificazione e valorizza il territorio.

ruote potranno scoprire e provare le ultime novità del settore, al tradizionale Scoppio del Carro nel giorno di Pasqua. Una festa, questa, che affonda le sue radici all’epoca delle crociate e che ricorda l’impresa del fiorentino Pazzino de’ Pazzi che nel 1097 salì per primo sulle mura di Gerusalemme, ricevendo in dono tre schegge del Santo Sepolcro conservate nella chiesa fiorentina dei Santi Apostoli. Da allora il fuoco, acceso con le scintille delle tre schegge, viene utilizzato come simbolo sacro durante la processione delle torce del Sabato Santo, mentre la domenica è il carro a portare il fuoco e il materiale necessario al tradizionale spettacolo pirotecnico. Questo un assaggio delle iniziative lungo lo Stivale. Ma anche nel resto d’Europa le occasioni per un weekend di viaggio sono molte tra feste popolari, rassegne e kermesse musicali. Marzo, per esempio, è il mese ideale per visitare Valencia: dal 15 al 19, infatti, si festeggia Las Fallas, una ricorrenza la cui origine, secondo molti, sarebbe legata all’antica tradizione dei falegnami di bruciare scarti di legno in onore del patrono San Giuseppe mentre, secondo altri, sarebbe legata a una festa pagana per celebrare l’arrivo della primavera. Certo è che si tratta di un appuntamento amatissimo in Spagna e sempre più apprezzato dai turisti di tutto il mondo. Sempre la Spagna è teatro anche della folcloristica Semana Santa di Siviglia durante

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L’ALBERGO DIFFUSO.

la quale diverse confraternite religiose vestono gli abiti tradizionali con cappuccio nazareno e sfilano in spettacolari processioni dirette alla Cattedrale, mobilitando migliaia di fedeli. Spostandoci a est, anche nel resto d’Europa gli eventi in programma per la bella stagione non sono da meno. A partire dal Festival di Primavera di Budapest, dal 16 marzo al primo aprile. Un evento che si ripete dal 1981 e uno tra i maggiori appuntamenti culturali europei. Durante il Festival, i quartieri cittadini di Buda e Pest accolgono artisti provenienti da tutto il mondo, trasformando la “Regina del Danubio” in un autentico teatro all’aria aperta all’insegna della cultura e della musica. Oltre alla festa irlandese di Saint Patrick (17 marzo), vale la pena segnalare almeno altri due appuntamenti: il Maslenitsa di Mosca, la festa del carnevale russo, in programma quest’anno dall’11 al 17 marzo, sette giorni di festeggiamenti per accogliere la primavera all’insegna di tradizioni culinarie, convivialità, spettacoli e giochi in strada, nonostante le temperature ancora in media rigide; e, di tutt’altro genere, l’appuntamento dedicato alla musica classica con il Johann Strauss Festival di Dresda, in programma dal 12 al 20 maggio, un’occasione per immergersi nell’opera del padre del valzer del “Danubio blu” con un ricchissimo calendario di concerti e eventi che vedono il Teatro dell’Opera di Dresda trasformarsi nel cuore pulsante d’Europa. ■

Degustazioni di primavera

Oltre agli eventi culturali e ai festival in programma nelle città italiane ed europee, la primavera 2013 è anche il tempo del turismo enogastronomico, soprattutto all’aria aperta. Un fenomeno sempre più in voga, una risposta innovativa al desiderio primaverile di vivere la dimensione della natura coniugandola con il piacere di degustazioni di prodotti d’alta qualità. In rete, non a caso, sono sempre di più gli enti locali, le associazioni e le aziende che propongono esperienze turistiche di questo tipo. Spesso con ottimi risultati. Tra le iniziative, per esempio, le gite (di un giorno o di un weekend) a dorso di mulo in terre di vini doc. Una sorta di trekking enogastronomico alla scoperta di angoli e luoghi nascosti dello Stivale dove si realizzano prodotti di qualità. Attraverso un percorso graduale, il visitatore viene condotto in una selezione di cantine di pregio dove le guide locali son pronte a svelare delizie e tradizioni tipiche sconosciute ai più. Un mix perfetto di natura, prodotti tipici e cultura. E sempre il vino è il fil rouge che lega alcune nuove proposte turistiche lungo lo Stivale. Come l’esperienza del VinoSafari altoatesino con incursioni in giornata in cantine di aziende vitivinicole e tra i filari delle vigne per conoscere alcuni dei prodotti migliori della nostra carta nazionale di vini. Il tutto corredato di visita enologica guidata nella città di Bolzano. Se poi la vostra passione si chiama Barolo, l’occasione da non perdere è il Wine Tasting Experience (da fine marzo a metà giugno), ovvero una serie di incontri dedicati ai segreti e alle tradizioni dei vini più illustri della zona. Per chi ama le degustazioni classiche, invece, gli appuntamenti primaverili da segnare in agenda sono almeno due: la famosissima rassegna di “Vinitaly” (a Verona dal 7 al 10 aprile) e la manifestazione “Vinum2013” (27 aprile-1o maggio) ad Alba.


weekend mania

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GRANDI CHEF

Ogni firmamento ha le sue stelle e quelle della gastronomia brillano più che mai. Un nuovo star system fatto di chef, cuochi ed esperti di settore seguiti fino all’ultima spadellata da un pubblico affamato di novità, a mezzogiorno come in pieno pomeriggio. Se le nostre mamme seguivano i programmi di cucina per trarre spunti e apprendere segreti, oggi l’attenzione è tutta per loro: gli chef, rock star dei fornelli e custodi dell’antico mantra “la cucina è condivisione”. Del buon vino, dei prodotti di qualità e del tempo che si ha a disposizione. Sarà per questo che il quarto ristorante migliore al mondo propone una cucina informale e fatta di rielaborazione di materie prime e tradizioni. La modestia del nome, Osteria Francescana di Modena, è la stessa del suo chef Massimo Bottura, legato ai piccoli produttori delle grandi eccellenze locali. Dalla devozione per le proprie origini passa anche l’esperienza di Fulvio Pierangelini, definito “l’artigiano dell’alta cucina” per la sua capacità di fare della semplicità lo scopo della ricerca, tenendosi

Che si tratti di seguire l’ultimo talent show o di raggiungere il ristorante più ricercato, la gastronomia è il nostro paradiso terreno. Qui gli chef separano e uniscono ingredienti in nome della creatività, diffondendo il verbo culinario dal primo al settimo giorno. Per loro esiste un solo comandamento: eccellere.

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- il S’apposentu di Casa Puddu di Roberto Petza - e l’Accademia dell’alta cucina sarda. E che dire della signora indiscussa degli agnolotti al plin, Lidia Alciati? La sua numerosa famiglia è composta da tre figli cresciuti in cucina e diventati famosi chef. Insieme hanno rinnovato la ristorazione italiana nel cuore delle campagne piemontesi, in località San Maurizio di Santo Stefano Belbo, dove l’emozione passa dalle bellezze naturali alla delizia delle portate. Nella galassia di casa nostra non mancano le costellazioni al femminile, meno celebrate ma altrettanto preparate. Come Nadia Santini, colonna portante del pluripremiato Dal Pescatore (Canneto sull’Oglio), o la giovane Viviana Varese, nota chef dell’Alice di Milano. Tanta grinta la trasmette Iside de Cesare, che lascia ingegneria per percorrere la strada culinaria fino all’apertura dello stellato La Parolina a Trevinano. E mentre nei migliori ristoranti piovono curriculum, i professionisti non esitano ad arrivare fino a Quarto (NA) per guardare la giovane Marianna Vitale all’opera, definita da Zanatta “una ragazza che armeggia quinti quarti e ingredienti poveri con regalità popolana”. In altre parole, una stella nascente. Nell’universo gastronomico italiano ce n’è per tutti i gusti: tradizionali, molecolari e novelli. Che sia pluripremiato o schivo, vanitoso o modesto, a ben assaggiare, ogni protagonista risplende grazie a un solo ingrediente segreto: l’amore per la buona cucina. ■

a distanza dai tecnicismi per restare fedele alla cucina dell’Hotel de Russie di Roma. Numerosi gli chef stellati che affidano i mestoli ai colleghi per risplendere sotto la luce dei riflettori più che dietro quella dei fornelli. Primi fra tutti, i giudici di Master Chef, talent show dei provetti cuochi. Il più temerario dei concorrenti trema scolando la pasta sotto il loro sguardo: sarà perché per Joe Bastianich anche l’insalata ha le sue regole e la valutazione di Bruno Barbieri dipende dalla densità della besciamella. O perché Cracco è colui che ha deciso che viene prima l’uovo, possibilmente sodo e grattugiato. Ma poco importa, gli italiani amano condire l’esperienza culinaria di competizione, tanto che hanno affilato i coltelli e sfidato Alessandro Borghese in persona in Ale contro tutti. Le stelle del firmamento gastronomico italiano brillano anche lontano dai riflettori. Nobilitano piccoli borghi, incentivano il turismo enogastronomico e promuovono la cucina a km 0 da tempo, molto prima che diventasse l’ultima moda ristorativa. È il caso di Alfonso Iaccarino, chef del Don Alfonso 1890, il primo ristorante tristellato del sud Italia, vero e proprio destination restaurant di Sant’Agata dei due Golfi, piccola località della penisola Sorrentina. La buona cucina nobilita il palato e anche il territorio, come quello di Siddi (CA): un paesino che conta 708 abitanti e vanta un famoso chef con il suo ristorante stellato

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made in italy

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L’ARTE DI FARE

Non è retorica o un’esagerazione un po’ nazionalistica: la “Bellezza” è nel nostro codice genetico di Italiani. Non ci riferiamo alla nostra bellezza come popolo, quella che magari ha bisogno di un aiutino chirurgico, una dieta o ore di sudore in palestra per esprimersi al meglio. E neppure quella che il Mondo esalta nelle prestigiose creazioni dei nostri celebri stilisti e designer, o dei tesori storici delle nostre città d’arte. Ci riferiamo alla bellezza che incontriamo tutti i giorni e alla quale magari prestiamo scarsa attenzione: le ringhiere in ferro battuto dei balconi di tanti piccoli paesi, i pizzi del vestito tradizionale di una nostra antenata su una foto un po’ ingiallita dal tempo, per non parlare dei gioielli che indossava nei giorni speciali. Insomma la bellezza e l’eleganza delle opere della nostra tradizione artigiana. È una manualità sapiente che affonda le sue radici in tempi antichissimi e che fece la ricchezza del nostro Paese fin dal medioevo, più ancora dei banchieri fiorentini o dei mercanti veneziani. Botteghe che si riunivano in gilde gelose delle loro conoscenze, come ormai testimonia solo la toponomastica delle vie dei centri cittadini: via dei Baullari, via dei Sediari, via dei Giubbonari, per citare qualche via della Capitale. Fino a tutto il Seicento, infatti, grazie soprattutto a quegli artigiani, questa nostra Italia fu il Paese con il reddito pro capite più alto al Mondo. Poi nei secoli successivi venimmo marginalizzati dall’apertura delle rotte oceaniche e dalla rivoluzione industriale, e scendemmo qualche gradino nella classifica dei redditi, ma la fama internazionale dei prodotti del nostro artigianato sopravvisse. Tessitori, ceramisti, falegnami, intagliatori, fabbri, pellettieri: non c’era lavoro artigianale nel quale gli Italiani non esprimessero

!

Nel numero scorso abbiamo denunciato la distanza tra la preparazione scolastica dei giovani e le richieste delle imprese. Precisiamo che gli Istituti Tecnici e Professionali sono ai primi posti per l'alternanza scuola lavoro, ma l'approccio “study first, than work” è ancora molto diffuso in Italia.


primavera 2013

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buonlavoro

l’eccellenza, in particolare tra quelli più prestigiosi come i liutai e gli orafi. Quando le mani dovevano seguire le indicazioni della mente per creare un manufatto utile e al contempo bello, trovavi gli Italiani e non c’è grande capitale europea che in quell’epoca non sia stata debitrice ai nostri artigiani per il proprio splendore. Molta della nostra emigrazione fu rappresentata da artigiani qualificati in cerca di fortuna in Paesi in via di espansione, una realtà forse assente dalla nostra memoria collettiva, perché troppo poco rappresentata: con la notevole eccezione del film dei fratelli Taviani “Good Morning Babilonia”, nel quale si racconta la storia di due carpentieri toscani, emigrati in America a inizio Novecento e giunti a lavorare a Hollywood nella nascente industria del cinema come scenografi. L’apice drammatico del racconto è l’orgogliosa rivendicazione dei giovani delle proprie origini: un “noi siamo i figli, dei figli, dei figli di Michelangelo e Leonardo”, con il quale definiscono contemporaneamente se stessi, il proprio lavoro e la propria cultura. Ai giorni nostri l’artigianato rappresenta una possibile risposta ai problemi occupazionali. L’autooccupazione attraverso la creazione di un’azienda artigiana offre il vantaggio di un basso capitale iniziale e può contare su numerosi corsi di formazione promossi in sede locale dalle Regioni e dalle Camere di Commercio, condotti da esperti artigiani anziani con i quali si può riallacciare il legame con il sapere e la tradizione. Dal punto di vista del consumatore, la scelta di acquisto di un prodotto artigianale offre innumerevoli vantaggi, primo tra i quali la qualità. Per una borsa, solo per fare un esempio, un artigiano può scegliere materie prime nazionali, come ottime pelli lavorate e conciate in Italia, magari nello stesso distretto economico, valorizzando il prodotto finito e riuscendo a contenere i costi. Il prodotto artigianale, anche quando arriva nei negozi attraverso un distributore, ha sempre un’origine alla quale si può risalire, dando un nome e un volto al suo autore: e sarà un prodotto solo “nostro” perché unico e irripetibile come le mani che l’hanno costruito. ■ FOTO: © Andrejs Zemdega (nella pagina a fianco) - istockphoto.com // FOTO: © rdvasilev (in questa pagina) - istockphoto.com


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start up

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NUOVE REALTÀ Se lo scorso anno è stato proficuo per molte start up italiane, il 2013 potrebbe andare ancora meglio. A partire da quest’anno, le nuove imprese potranno sfruttare i vantaggi previsti dal decreto “Crescita 2.0”, il primo a introdurre, nella nostra normativa, il concetto stesso di start up. Segno evidente di un cambiamento profondo.

In un periodo come quello attuale, le prospettive di sviluppo futuro sembrano indissolubilmente legate alla capacità di innovare e investire in nuove idee. Mai come negli ultimi due anni, non a caso, le giovani start up anche in Italia sono diventate argomento di dibattito, oggetto di investimenti ad hoc e di politiche fiscali specifiche. Un tema talmente caldo da essere diventato il cuore di un concorso, “Ripartiamo dalle idee”, promosso dal Corriere della Sera, Armando Testa, Sda Bocconi e Intesa Sanpaolo. Un modo concreto per sostenere nuove idee di valore e trasformarle in start up di successo, ma anche la dimostrazione empirica (a giudicare dalle centinaia di candidature) di come il tema sia finalmente entrato di diritto nell’agenda dell’opinione pubblica, di molte istituzioni, di grandi realtà produttive e anche di gruppi d’investimento. La prima edizione di “Ripartiamo dalle idee”, che dispone di una sezione dedicata all’interno del sito Corriere.it, ha visto premiate dieci idee di giovani italiani scelte tra 350 candidature. I progetti vincitori saranno sostenuti, nella loro fase di realizzazione, dagli

stessi organizzatori del concorso, con Armando Testa che si occuperà di ideare le campagne di lancio delle start up premiate, il Corriere della Sera che metterà a disposizione gli spazi, Intesa Sanpaolo che lavorerà sul contributo finanziario attraverso le garanzie di Eurofidi e Sda Bocconi che svilupperà un progetto di coaching e formazione. Ad essersi assicurate la possibilità di una partenza alla grande dieci proposte che vanno dalla web-agricoltura (con il progetto Biopic finalizzato alla coltivazione attraverso geostuoie di derivazione industriale) all’e-commerce con l’idea Highstrit, che punta a promuovere l’acquisto online di abbigliamento delle migliori boutique mondiali, fino a piani dedicati alla mobilità urbana come Flyincity, che prevede un nuovo sistema di trasporto basato sull’affitto di scooter con conducente. Al di là del concorso “Ripartiamo dalle idee”, quello che è certo è che il mercato delle start up italiano è decisamente vivace. Secondo il rapporto Venture Capital Monitor relativo al 2011 e ai primi sei mesi del 2012, infatti, in 18 mesi sono stati investiti 80 milioni di euro in società innovative. Con un aumento del


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buonlavoro

FOTO: © ansonsaw - istockphoto.com

40% di fondi rispetto ai 18 mesi precedenti. Tra i settori più attivi e fiorenti quello dell’information and communication technology, delle tecnologie pulite per l’industria e il comparto dei media. Solo per fare qualche esempio, il fondo di venture capital Filas (Finanziaria laziale di sviluppo) ha di recente investito un totale di 1,5 milioni di euro in tre start up under 30 dedicate al settore della moda, dei giochi e della musica in streaming. Tutte idee che nascono da intuizioni di giovani intraprendenti, con obiettivi molto chiari e tenacia da vendere. Del resto, quando le consuetudini e le certezze (anche economiche) vacillano, sono proprio le nuove suggestioni a permettere di trasformare una necessità in un trampolino per il successo. Per questo sempre più i giovani si sfilano dalle dinamiche frustranti della ricerca del lavoro per passare dall’altra parte, con l’obiettivo di trasformare la propria idea in una realtà imprenditoriale. Un po’ quello hanno fatto, e stanno ancora cercando di fare, un gruppo di giovani campani insieme a un network di istituzioni e associazioni all’interno di un progetto di gemellaggio digitale che

punta a collegare due realtà lontanissime tra loro: la Silicon Valley californiana e la Campania. L’obiettivo è sviluppare un polo produttivo di giovani imprese in Campania attraverso lo scambio di competenze e risorse umane. L’iniziativa fa parte di quelle che hanno anticipato il fiorire del dibattito italiano perché nata un paio di anni fa da un gruppo di ricercatori campani residenti a San Francisco. Un’idea che nel tempo ha iniziato a dare i suoi frutti con il coinvolgimento del sindaco di San Francisco, Ed Lee e del collega napoletano Luigi De Magistris, che dovrebbero discuterne a giugno per articolare un quadro di scambi tra ambienti artistici e imprenditoriali delle due città. Il tutto con il sostegno di associazioni e fondazioni italo-americane della Baia di San Francisco come Mind The Bridge, il Silicon Valley Italian-American Executive Council e la National Italian-American Foundation. Realtà che operano spesso in collaborazione e stanno già promuovendo iniziative come lo Startup Boot Camp, la Startup School e il Silicon Valley Tour, che sono servite già a far crescere una nuova leva di imprenditori digitali in varie città italiane. ■


redditometro

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CHECKUP

FISCALE

Avete presente la famiglia della porta accanto? Pietro, viaggi; il secondo viene ricavato dalla dichiarazione dei redditi Giovanna e due figli adolescenti, come la vostra. Come voi, e comprende assicurazioni, mutui e ristrutturazioni. A tutto ciò, possono contare su due entrate mensili: lo stipendio di Pietro vengono aggiunti i consumi correnti calcolati in base ai dati e quello del part time di Giovanna. Solo che, mentre loro Istat (alimenti, sport, abbigliamento). fanno le valigie per le Hawaii, voi chiudete il portabagagli ras- Un meccanismo basato sulla statistica e dunque matematicamente segnati all’ennesima estate dalla suocera. Ma come fanno? infallibile. Tanto da chiedersi se rispecchi davvero la situazione Vi chiedete sconsolati. Il redditometro si pone la stessa do- reale. Il pensiero vola agli sposini del piano superiore che vivono con un solo stipendio manda. Su larga scala e e neanche tanto alto: per per tutte le famiglie italiane, loro sarà facile sforare il 20%. compresa la vostra. Il suo LE PAROLE CHE ENTRANO PIÙ VELOCEMENTE NEL Niente paura: per i redditi scopo è, infatti, individuare minimi è prevista una franchigia lo scostamento tra il reddito NOSTRO VOCABOLARIO SONO QUELLE CHE CI RIGUARDANO PIÙ di 1.000 euro al mese per dichiarato e quello misurato correggere le approssimazioni in base alle spese effettuate. DA VICINO. SPESSO, dei dati Istat. Se lo scostamento Il campanello d’allarme? tra i dati attesi e quelli reali Un divario tra le entrate e le è da 12.000 euro annui in uscite del 20%. Una volta rigiù, il controllo non viene levato, basterà dimostrare FINO A SPINGERCI applicato. E i vostri amici del in che modo si mantiene un piano superiore dormiranno tenore di vita più elevato riA CONSIDERAZIONI FILOSOFICHE APPLICATE ALLA SPESA AL SUPERMERCATO. sonni tranquilli. Ma ognuno spetto alla media calcolata. ha le sue priorità. Che dire In mancanza di prove scaIL REDDITOMETRO È UNA DI QUESTE, NUOVO E INFLESSIBILE dei ragazzi in affitto al piano gionanti (risparmi, donaterra? Mario non guadagna zioni, vincite), scatterà una INDICE DEL NOSTRO TENORE DI VITA. molto, ma cambia moto come sanzione pari al 30% della fosse pettinatura. È un evasore? quota in eccedenza. Grande Fratello Fiscale, Spettro Erariale, 007 delle Entrate: il No, se i suoi vestiti sono gli stessi dagli anni ’80 e rinuncia a redditometro ha già guadagnato connotazioni e soprannomi. ristorante, wi-fi e weekend fuoriporta. E magari mangia spesso Ma lungi dallo spiare dall’uscio, funziona incrociando una serie dalla mamma. Potrà dimostrare tutto questo all’Agenzia delle di parametri prestabiliti: 11 tipologie familiari, 5 aree territoriali Entrate e, se non dovesse bastare, dovrà ricorrere in Commissione che tengono conto dell’incidenza geografica e circa 100 voci Tributaria e interpellare il Giudice. Stessa cosa per Anna, che di spesa divise in due gruppi. Il primo comprende le spese lavora da due anni ma da molto più tempo risparmia per il effettuate in Italia per immobili, sanità privata, automobili e suo sogno: un anno in Thailandia.

GENERANO CONFLITTI COSÌ PASSIONALI DA DIVIDERE IN FAVOREVOLI E CONTRARI,

O FORSE NO?


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buonlavoro

Un lusso? Un desiderio realizzato rinunciando ad altro? La lotta all’evasione, al momento, non sembra tener conto dei consumi ripartiti in modo non convenzionale che invece, ai tempi della crisi, sembrano aumentare fin quasi a contemplare il baratto. Non è un caso che si parli di attenuare i parametri di valutazione del redditometro per prendere in considerazione consumatori e risparmiatori - più creativi della media. In teoria, il redditometro dovrebbe dare la soddisfazione di vedere puniti gli evasori. Quelli che, in barba alla giustizia sociale, beneficiano per esempio della borsa di studio e degli sgravi fiscali a cui altri avrebbero diritto. In molti sottolineano come, nella pratica, rischi invece di incoraggiare i pagamenti in nero (idraulico, medico, meccanico) e scoraggiare gli acquisti finora indifferenti alla crisi: quelli dei beni di lusso. I più fiduciosi ricordano come, considerando un campione da un migliaio di famiglie per categoria, sia facile individuare i falsi positivi rispetto ai falsi negativi e punire l’evasore effettivo. Paura che i vostri conti non tornino? Per calmare l’ansia da 20% esiste l’applicazione pratica del redditometro: il Redditest. Può essere fatto online e serve per guardare alla vita con gli occhi del redditometro. È possibile, dopotutto, che Pietro e Giovanna possano permettersi le vacanze alle Hawaii grazie alla vendita di un prezioso cimelio di famiglia, mentre sarete voi a dover dar conto dell’utilitaria acquistata nell’ultimo anno! La speranza è che, dall’altra parte, ci siano persone in grado di distinguere le spese che rappresentano l’altra faccia dei risparmi (fatti per realizzare sogni e progetti), da quelle che sono indice di una reale evasione fiscale. In ogni caso, la parola redditometro ci accompagnerà per tutto il 2013, insieme al tentativo di restare in linea. Questa volta con il reddito, anche presunto. ■

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over 50

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L’ETÀ DELL’

ORO La popolazione italiana invecchia. È una tendenza strutturale che le statistiche demografiche ci ripropongono insistentemente, con un corredo di commenti preoccupati per le conseguenze negative che questo avrebbe sulla nostra società, in particolare sul nostro già disastrato debito pubblico, gravato da una maggiore spesa pensionistica e sanitaria. È un dato che certamente va inserito nel contesto più generale di un’età media della popolazione mondiale che cresce soprattutto per il miglioramento delle aspettative di vita, di condizioni sanitarie e di alimentazione migliori, ma che certamente per quanto riguarda il nostro paese non è comunque da sottovalutare, perché risulta più accentuato che altrove: i demografi prevedono che nel 2050 il 41% della nostra popolazione avrà più di 60 anni. In proiezione, nel 2020, la quota della popolazione italiana over 45 sarà aumentata del 9%, passando dal 52 al 61%. A parte l’evidente paradosso, assolutamente inedito nella storia dell’umanità, di doversi preoccupare perché viviamo meglio e più a lungo, è sicuramente opportuno analizzare a fondo questo fenomeno, perché la sua ineluttabilità, a meno di catastrofi (modalità scongiuri inserita!) impone a tutti noi, non solo a politici e governanti, il buon senso di immaginarci cinquantenni, se già non abbiamo raggiunto o superato quell’età.


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primavera 2013

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buonlavoro

i demografi prevedono che nel 2050 il 41% della nostra popolazione avrà più di 60 anni. In proiezione, nel 2020, la quota della popolazione E giova a questo scopo italiana over 45 sarà aumentata del 9%, passando dal 52 al 61%. iniziare con le buone notizie, che fortunatamente non tuttavia, oggi possiamo considerare i cinquantenni come nuovi trentenni, mancano, anche se, come spesso capita, non hanno all’apice della carriera. le pantofole possono attendere. grande eco. Le più interessanti, e in qualche misura sorprendenti, ci vengono da una recente ricerca dell’Ufficio studi della Camera di se venisse imitata dalle altre classi d’età sarebbe stratosferica Commercio della provincia di Monza e Brianza. Secondo i dati e lancerebbe alle stelle il nostro Prodotto Interno Lordo. Sono di questo studio, in Italia nei primi sei mesi del 2012 sono state ex-dipendenti “senior” espulsi da mondo del lavoro, “esodati“ più di 25mila le nuove aziende create per iniziativa di un titolare che si reinventano per necessità, genitori che cercano di creare con età compresa tra i 50 e i 70 anni. Il ritmo di crescita è del un avvenire ai propri figli? A ben vedere la cosa non ha alcuna 6,8% l’anno con una media di 150 al giorno: una vitalità che importanza. Quella che va sottolineata, infatti, è la risposta,


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qualsiasi sia la sua origine. E si tratta di una scelta energica, positiva, intelligente di persone tutt’altro che rassegnate e assolutamente non disponibili a perdere tempo in lamentazioni. La ricerca indica anche i settori di attività che registrano i maggiori incrementi: innanzitutto i servizi con il +51%, quindi l’industria con un +26% e l’agricoltura con un +23%. Anche questi dati ci sembrano positivi: sono sicuramente indicativi dei settori di provenienza dei neo-imprenditori, ma ci segnalano anche la capacità di innovare e di reinventarsi un inserimento nel mondo produttivo. Indubbiamente stiamo parlando di persone con esperienze e competenze non comuni, e associamo a queste una voglia di fare che mal si concilia con l’immagine ormai sbiadita del “cinquantenne” pronto per il centro anziani o la gita-pentole. Ma se c’è una cosa che ci dovrebbe sorprendere è proprio lo stupore per i risultati della ricerca della Camera di Commercio di Monza e Brianza: basta guardarsi intorno, cercare tra i cinquantenni di nostra conoscenza, osservare i loro stili di vita e le loro abitudini, e scoprire che forse sono i nuovi trentenni, per uno spostamento generalizzato in avanti di tutte le “età” della nostra vita, che estende, oltre che prolungare, gli anni e le stagioni. Giova poi ricordare che da gennaio di quest’anno è entrato in vigore il nuovo regime pensionistico della riforma Fornero: gli uomini andranno in pensione solo dopo i 66 anni o con almeno 42 anni e 5 mesi di contributi, mentre le donne potranno dire addio al lavoro solo a 62 anni e tre mesi o con 41 anni e 5 mesi di contributi. Di fatto, non solo i singoli ma anche le aziende dovranno fare i conti con questo prolungamento della storia lavorativa dei loro impiegati, indubbiamente una delle conseguenze non preventivate eppure più importanti della riforma. Persone alla soglia dei sessant’anni che l’azienda non può certo accantonare o dimenticare in uno scantinato, perché rappresentano una risorsa umana preziosa, ma che deve anche trovare il modo di motivare secondo processi diversi da quelli del tempo precedente, compressi entro un intervallo minore. Escludiamo che queste persone si sentano vecchie e inutili e, a maggior ragione, che abbiano perso ambizioni e voglia di fare: certamente possono ancora contribuire al successo all’azienda. Tuttavia l’esigenza di corrispondere a queste potenzialità con adeguate politiche aziendali investirà globalmente il nostro sistema produttivo. C’è un oggettivo problema intergenerazionale: gli “anziani” non devono fare da tappo alle legittime aspirazioni di crescita dei “giovani”. C’è un altrettanto concreto limite alle dinamiche gerarchiche e degli incrementi in busta paga, che farebbero gravare tutti sulle aziende i costi dei pensionamenti posticipati. La soluzione è tutta da costruire, ma dovrà probabilmente armonizzare tra loro tutte queste diverse componenti: quella economica e di carriera e, soprattutto, quella funzionale, forse la più importante per la ricerca di nuovi stimoli. E chissà che in particolare quest’ultimo aspetto non si dimostri un’inaspettata e preziosa risorsa per le aziende più creative e innovative: la loro capacità di creare una “seconda vita” lavorativa a queste persone, generando una sinergia tra esperienza e voglia di nuove sfide, può rivelare fertili territori di attività nuovi e tutti da esplorare. ■


Quali sono le professioni che non hanno conosciuto la crisi? Business developer, soprattutto se rivolto ai nuovi mercati esteri, sales manager, export manager, profili professionali legati a qualità e sicurezza, ma anche operai specializzati e il settore dei media digitali.

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PROFESSIONI GENEROSE.

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Giornata self-service.

CHI FA DA SÉ… FOTO: © horvath zoltan - istockphoto.com

Grazie a distributori automatici e app è possibile lavorare, viaggiare e pagare le bollette senza avere rapporti sociali. Risparmiando tempo, denaro e qualche (piacevole) chiacchiera.

Vivere un’intera giornata usufruendo di diversi servizi senza avere rapporti sociali, qualche decennio fa, sembrava impossibile. Oggi è quello che ci rende più liberi e meno sociali, tanto da chiamare “amica” la cassa veloce del supermercato. Basta osservare le nostre abitudini. L’espresso è entrato nelle nostre case insieme al quotidiano a metà prezzo sul tablet: addio a barman e giornalaio. Fare il pieno costa meno tempo e denaro al self service, il telepass non ci rallenta, le app segnalano le strade troppo trafficate e se ci perdiamo chiediamo informazioni, ma solo al navigatore. Distributori di snack e bevande ci salvano dal calo degli zuccheri a lavoro come in strada, tanto che molti alimentari affidano a loro il compito di servirci a saracinesche abbassate. Anche i viaggi sono tutto un fai da te: voli, hotel, escursioni e visite ai musei sono prenotabili online, per evitare la fila e goderci qualche minuto di relax in più. Grazie alle biglietterie automatiche, possiamo arrivare in stazione 10 minuti prima della partenza del treno e, una volta a bordo, approfittiamo del wi-fi per pagare le bollette, ricaricare il credito telefonico e noleggiare un’automobile per il nostro arrivo. O per scrivere le ultime e-mail di lavoro prima di goderci il tempo guadagnato in compagnia delle persone che amiamo. Siamo veloci, intuitivi, furbi. E non perdiamo tempo in chiacchiere. Forse dovremmo dimenticare la fretta e ricordarci dell’unico self service ancora social: la lavanderia a gettoni. L’avamposto degli ultimi romantici che affidano il bucato e la speranza di fare amicizia a una monetina.


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team building ➼

FIN DA BAMBINI, LA SCELTA DEL GIOCO PUÒ RIVELARE LE NOSTRE INCLINAZIONI E ATTITUDINI PROFESSIONALI. E SE CRESCENDO ABBIAMO DIMENTICATO COME SI FA, CI AIUTANO LE AZIENDE CON I LORO LABORATORI ESPERIENZIALI, PUNTANDO AD ESEMPIO SULLA CACCIA AL TESORO PER FORMARE LA NUOVA CLASSE DIRIGENTE.

GIOCHI DA

LEADER {

primavera 2013

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primavera 2013

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buonlavoro

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team building

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Giocare è una cosa seria: da bambini ci proietta in ciò che vorremmo essere da grandi, da adulti ci aiuta a rilassarci e ritrovare la coesione di gruppo. E un mattoncino Lego può formare le menti e rivelare le inclinazioni più di un test del DNA. Gli esempi sono talmente tanti che Davide Coero Borga li ha raccolti nel libro La scienza del giocattolo (Codice Edizioni), nel quale spiega come i giochi che scegliamo da bambini siano lo specchio di quello che saremo da grandi. I brokers di oggi sono stati addestrati nientemeno che dai soldatini dell’infanzia: un gioco di guerra nel quale bisogna conquistare i nemici, un meccanismo interiorizzato che matematizza comportamenti e situazioni per dividersi le risorse guadagnate. Più rilassati i futuri creativi e designer, un tempo alle prese con Gira la Moda, Pictionary e Piste Polistil. Ironia della sorte, sono proprio i giochi che ne hanno messo in luce predisposizione e attitudini a salvarli oggi dalla routine del lavoro. Perché per risolvere i problemi da grandi è preferibile allentare il nodo alla cravatta e tornare un po’ bambini. Mettiamo da parte l’ideale del manager tutto d’un pezzo e dalla condotta rigida: oggi, le cose che si fanno per gioco sono quelle aiutano a raggiungere gli obiettivi più importanti. Soprattutto a lavoro, dove le aziende puntano su corsi di team building e laboratori esperienziali sempre più creativi per formare la nuova leadership. Efficaci metafore della vita e specchio del nostro carattere, i laboratori ci fanno divertire e semplificano molte relazioni appesantite dalla routine quotidiana. Le attività sono davvero tante e dipendono dagli scopi da raggiungere: imparare a gestire il gruppo da vero leader, rafforzare la fiducia tra i dipendenti o dimostrare a se stessi di poter superare tutto. Veterani dei laboratori didattici, i Lego aiutano a risolvere i problemi astratti. Come spiega Luciano Previ, docente di Gestione delle risorse umane all’Università Cattolica, “chiediamo di

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costruire con le mani il proprio punto di vista: un modello tridimensionale mostra aspetti del problema che non avresti potuto vedere”. Una visione davvero costruttiva, che aiuta a sciogliere i nodi che spesso si creano sul posto di lavoro: se il collega vi barrica dietro un muro di mattoncini, il messaggio è chiaro. Incoraggiare a varcare i propri limiti può essere lo step successivo, e qui gli esperti si sono davvero sbizzarriti. Se molti di noi pensano che sia più facile camminare sui carboni ardenti che arrivare a fine giornata, consoliamoci pensando che qualche azienda ha davvero proposto ai dipendenti il firewalking. L’obiettivo? Conoscere meglio se stessi e sperimentare il proprio potenziale. Un’esperienza che uno dei partecipanti ha descritto come “adrenalinica”, sottolineando quanto la prova gli abbia infuso coraggio, oltre che bruciacchiato i piedi. Restando in tema di metafore, se un dirigente aziendale intende dimostrare la propria forza di volontà, non c’è nulla di meglio che buttarsi in una vasca piena di squali. Non è dato sapere se siano stati più magnanimi dei colleghi. È interessante notare come le prove dei leader abbiano molto in comune con i riti di passaggio delle tribù ancestrali: bisogna dimostrare di avere coraggio anche per dominare un clan fatto di sedentari esperti di finanza. Forse non è un caso che i più coraggiosi si cimentino con tamburi e bonghi nel cuore dell’Africa. Non sarà proprio la gabbia dei leoni, ma improvvisare una musica tribale africana ha le sue complicazioni: bisogna trovare il proprio ritmo e armonizzarlo con quello dei compagni. Una metafora abbastanza chiara di come iniziare a vivere il lavoro quotidiano in sintonia con gli altri. Chi ha la fortuna di non essere un leader può partecipare a laboratori più rilassanti e improntati sulla fiducia reciproca, sul gioco di squadra e sul senso d’appartenenza al gruppo. L’ultima tendenza nel settore è il team cooking. Molto apprezzato dai cultori della buona cucina, rappresenta l’occasione per sperimentare le dinamiche di gruppo ai fornelli: la cena è l’obiettivo comune e per realizzarla si dividono i compiti, dalla preparazione fino alla mise en place. Oltre a potenziare le competenze sociali, in cucina si sviluppano anche capacità creative spesso sopite. Per i team negati ai fornelli ma intenzionati a ritrovare un minimo d’intesa, c’è anche la cena con delitto per le aziende, dove la squadra è chiamata a smascherare il killer e risolvere il caso. Che la vittima non sia un collega è un chiaro segnale dell’intento positivo dell’esperienza, e magari sarà proprio l’odiato vicino di scrivania a fornire la chiave per svelare il mistero. Potenziare la coesione e la fiducia reciproca può essere utile nel caso di gruppi di lavoro appena formati o sotto stress. In questi casi, il dirigente aziendale può svestire i panni del burbero in giacca e cravatta e proporre una caccia al tesoro tra le vie della


Il nostro atteggiamento è condizionato da pesanti stereotipi che limitano la nostra creatività e la ricerca di autoaffermazione. Lavorare su se stessi vuol dire anche avere un atteggiamento critico nei confronti delle frasi fatte. E se ne sentono tante!

città. È quello che è successo in un’azienda milanese, i cui dipendenti, divisi in squadre, hanno dovuto salvare le sorti dell’azienda minacciata da un gruppo di hacker intenzionati a defraudarne il patrimonio. Come? Tra inseguimenti, indizi e tracce che hanno fatto sentire i partecipanti dei veri e propri 007. E se l’azienda dovesse trovarsi davvero in difficoltà, i dipendenti sapranno come trovare lo spirito giusto per portarla in salvo. Viene spontaneo chiedersi quanti siano in Italia a camminare sui carboni ardenti, nuotare con gli squali e rivalutare i lego. Le statistiche indicano un aumento del 40% dei corsi soprattutto nelle grandi aziende, tendenza che ha acceso i riflettori sui

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LIBERARSI DAI LUOGHI COMUNI.

laboratori invogliando anche le più piccole a sperimentare. Come la recente esperienza della Nissan Italia, che ha trasformato il suo laboratorio in un esperimento dai risvolti sociali progettando e realizzando un parco giochi per la casa famiglia Piccoli Passi Onlus. L’iniziativa ha fatto guadagnare alla casa automobilistica il titolo di Best Work Place in Italia per la terza volta consecutiva. Segno che, anche in tempi di spending review, alle aziende conviene investire sul potenziale creativo dei dipendenti, invitando alla coesione e alla sintonia più che alla competizione da corsa alla poltrona. Una buona notizia anche per il bambino che è in noi. ■

Imparare a chiedere aiuto.

Un superiore che ha solo certezze, che non lascia mai trapelare un dubbio, che non sentirete mai dire “non lo so”. Ovvero una persona che rispecchia in pieno quel modello di leader tipico di ambienti lavorativi ultra-competitivi. Eppure non è detto che sia questo il miglior modo per avere successo sul lavoro secondo il saggio “Osare in grande” della ricercatrice americana Brené Brown, che torna su un argomento a lei caro: la forza della vulnerabilità. La capacità d’ammettere i propri limiti sarebbe indispensabile per crescere professionalmente e affrontare sfide sempre più complesse. La certezza assoluta e la ricerca ossessiva della perfezione, al contrario, sarebbero pericolose illusioni. “Nessun atleta si allena per non sbagliare mai, ma per migliorare” ricorda la Brown. Per questo è basilare imparare a mettere dei paletti per salvaguardare tempi e spazi di decompressione, necessari a rendere al meglio sul lavoro. Sbagliato, per esempio, rendersi reperibili 24 ore su 24, sette giorni su sette. Al contrario bisogna imparare a dire di no, ammettendo che non è possibile fare (e saper fare) tutto. La ricerca del perfezionismo a tutti i costi è un peso insostenibile e controproducente perché impone di farcela sempre, a ogni costo, ingabbiando creatività e coraggio. Per osare bisogna tentare, ammettere di poter sbagliare ed essere disposti chiedere aiuto. Se nella nostra società chi mostra vulnerabilità sul lavoro non viene percepito come un creativo o un coraggioso ma come un lagnoso, molti credono sia vero il contrario: chi è coinvolto sa coinvolgere, chi ammette i propri dubbi è in grado di fare squadra, chi sa delegare è capace di confrontarsi con gli altri . Secondo Claudio Belotti, che di queste dinamiche se ne intende essendo stato consulente di aziende come Bulgari e Google, il leader è uno che “ci prova”, che ha le stesse paure degli altri ma le affronta. Per questo agli studenti dei suoi corsi suggerisce spesso di “non essere perfetti ma umani”.

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da buffetti

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Nintendo Wii U Hw Premium Pack › Wii U è una console in HD che offre un'incredibile scelta di modalità di gioco ed esperienze senza precedenti, grazie al Wii U GamePad, un controller innovativo sia per il gioco in singolo che a più giocatori. Il Wii U GamePad aggiunge un secondo schermo integrato che, con alcuni software, può anche essere usato indipendentemente dalla TV. Il Premium Pack di Wii U contiene una console Wii U e un Wii U GamePad, con una memoria interna di 32 GB, per garantire più spazio per salvare contenuti digitali scaricabili.

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l’intervista

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CESARE

BOCCI

La carriera di attore di Cesare Bocci inizia oltre 30 anni fa.

Cesare Bocci inizia la sua carriera artistica a teatro nella sua terra d'origine: a Camerino. La Impegnato nel cinema, in TV e in teatro, dove veste con successo passione per il palcoscenico lo porta fino a Roma, dove lavora anche i panni di regista, vanta decine di produzioni con alcuni con successo anche in televisione e al cinema. Sul grande schermo dei nomi più noti d’Italia. esordisce nel 1990 sotto la direzione di Silvio Soldini in L'aria serena dell'ovest, poi recita ne Il muro di gomma di Marco Risi (1991). Da allora il cinema lo ha accompagnato durante tutta la carriera fino all'ultimo lavoro in ordine di tempo per il grande schermo, il film di Riccardo Milani Benvenuto Presidente (dal 21 marzo nelle sale). Volto noto al grandissimo pubblico anche per il successo di molti dei suoi personaggi televisivi, primo fra tutti quello di Mimì Augello, braccio destro di Luca Zingaretti ne Il Commissario Montalbano, Cesare Bocci ha interpretato alcune delle mini serie tv di più grande successo degli ultimi anni, da Elisa di Rivombrosa fino a Un medico in famiglia e Provaci ancora Prof 4 insieme a Enzo De Caro e Veronica Pivetti. In quest'intervista ci svela il dietro le quinte del mestiere dell'attore tra sfide e piccole abitudini quotidiane. Quando un attore arriva su un set televisivo o cinematografico, quali sono le fasi di preparazione che precedono l’andata in scena e quali le routine tipiche del mestiere? cesare bocci La prima cosa che si fa una volta arrivati sul set, di solito, è prendere un caffè alla macchinetta che sta tra il camion trucco parrucco e quello della sartoria! È strano: cambiano le produzioni ma la macchinetta di solito sta sempre là. Preso il caffè si va nel camerino, io come rito per prima cosa mi devo cambiare e indossare i panni di scena. Subito dopo vado al trucco e parrucco.


inverno 2013

Poi si ritorna in camerino perché, prima di andare sul set vero e proprio, trascorre sempre almeno mezz’ora. Un tempo decisamente utile per riguardare le scene che andrai a girare. E anche per qualche immancabile scongiuro, almeno nel mio caso. Nell’immaginario collettivo il suo è uno di quei mestieri che sfugge alla routine e all’abitudine. Quanto contano invece la regolarità e la disciplina nel lavoro quotidiano di un attore? La disciplina è fondamentale. Ma anche la cesare bocci routine direi, ovvero recitare e lavorare con costanza. Routine e disciplina diventano addirittura la stessa cosa. Certo, è vero che se si è impegnati in una lunga serialità e non si smette mai di lavorare sullo stesso personaggio alla fine si esauriscono determinati stimoli perché l’abitudine prende il sopravvento. Ma al di là di casi estremi come questo, quello che è fondamentale è mantenere attive tutte le capacità, continuare a lavorare. Star fermo per diverso tempo per un attore è decisamente un problema. È un po’ come per un atleta: significa tornare a fare una gara e non avere più i muscoli allenati. Se non ti eserciti ti arrugginisci, e questo è un grande rischio. Un mestiere così particolare che ha a che vedere con altre identità, quelle dei personaggi che si interpretano, finisce per sconfinare anche oltre il set? Esiste il rischio, insommma, di portarsi in qualche forma nella vita reale i panni vestiti in scena? No, direi di no per fortuna. Di ruoli ne cesare bocci facciamo talmente tanti, dall’assassino al pedofilo, che se permettessimo ai personaggi di rimanerci attaccati, come sembra che succeda ad alcuni attori soprattutto americani, ci sarebbe da aver paura ad andare in giro. Ora, per fare un esempio concreto, sto lavorando su un politico corrotto. Ecco, direi che

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buonlavoro

FOTO: © Gianluca Saragò

di tutto c’è bisogno in questo momento tranne che mi porti dietro il mio personaggio nella vita reale. Quello che è naturale, invece, è che un attore resti concentrato sul proprio ruolo e su quel che deve fare anche una volta finito di girare perché sa bene che il giorno dopo dovrà tornare in scena. Quello che mi porto dietro, insomma, è la concentrazione. Da questo punto di vista poco cambia se vesto i panni di un personaggio o di un altro. Quando interpreto un personaggio che ha un difetto fisico su cui devo lavorare parecchio, per esempio, capita che per giorni provi a interpretare quella caratteristica anche dopo aver lasciato il set. Lo scorso anno ho fatto una tournée con Il Vizietto, insieme a Massimo Ghini. Ecco, in quel periodo una mattina mia figlia e la mia compagna mi hanno detto: “ma come cammini?”. In effetti mi sono accorto che stavo andando a prendere l’acqua zoppicando come il mio personaggio. Questo succede semplicemente perché si è sovrappensiero e concentrati sul lavoro.


l’intervista

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A ogni nuova produzione cambiano colleghi e squadra di lavoro: quello dell’attore è un mestiere a dimensione individuale o piuttosto collettiva? cesare bocci Io credo che quello dell’attore sia un lavoro assolutamente di gruppo. Se non ho accanto a me un bravo regista, un bravo direttore della fotografia, un bravo truccatore, e così via, dove vado? Pensare a quello dell’attore come se fosse un mestiere individuale vorrebbe dire in realtà lavorare solo per se stessi, non avere confronti. Al contrario, il successo dell'attività di un attore dipende assolutamente dalla qualità della squadra. Forse, giusto un artista come un pittore si confronta solo con se stesso e con i materiali che usa, e quindi in effetti mantiene una dimensione strettamente individuale, ma io ho bisogno di un regista che mi diriga, anche in teatro. E se non ho bravi collaboratori (o se un regista non ha buoni attori) non sarà mai possibile realizzare un buon prodotto.

Parliamo di regia, appunto. Molti attori, a un certo punto della propria carriera, sentono il desiderio di vivere questo tipo di esperienza, dirigere Sì in effetti ho già avuto esperienze di regia e anche ora un film, una serie televisiva, uno spettacolo a cesare bocci (dicembre, quando è stata realizzata l'intervista, ndr) sono impegnato nella direzione teatro. Anche a lei è capitato, perché? di un lavoro a teatro. Credo che questo desiderio nasca dal percorso di acquisizione di conoscenza che avviene quando si sta sul set per molto tempo. Per me è stato abbastanza naturale provenendo da un'esperienza di teatro nel corso della quale ho ricoperto ruoli assai diversi, dal tecnico all'addetto al disegno luci. Quello che fa il regista, del resto, è proprio avere uno sguardo d’insieme. Il regista è la persona che deve controllare ogni cosa e dare una risposta a tutti e riesce a darla solo quando conosce i vari settori e ha un’idea forte che lo guida. E poi deve sapersi relazionare con gli attori, e io con questi ultimi ho sempre avuto un rapporto molto positivo. Dicono che so dare giuste indicazioni e quindi passare alla regia è stato abbastanza semplice per me, anche se ancora oggi - arrivato alla mia settima o ottava regia teatrale - mi sento come un attore che ogni volta si guarda allo specchio e si dice: "chissà se ce la farò". Fare regia in ogni caso è meraviglioso, perché si va a sezionare il progetto in tanti pezzettini e tutti dipendono da te. Tutti vogliono la risposta giusta al momento giusto e se non la hai in mente la devi inventare: devi farti vedere saldo e sicuro di te, altrimenti si diffonde il panico.

Dal teatro alla televisione fino al cinema, in quali produzioni potremmo vederla nel corso prossimi mesi? A partire da marzo e fino all'estate andranno in onda sulla cesare bocci Rai quattro nuove puntate del Commissario Montalbano (dove Cesare Bocci interpreta l'amatissimo Mimì Augello, vice di Salvo Montalbano, ndr), poi sarò impegnato a teatro con la regia della trilogia popolare Traviata-TrovatoreRigoletto in forma di narrazione, raccontiamo l’opera attraverso tre cantanti in scena. Un'opera pensata per tutti, anche per chi normalmente non segue l’opera e che porteremo in giro per l'Italia in tournée. E poi appuntamento anche al cinema insieme a Claudio Bisio nel film Benvenuto Presidente per la regia di Riccardo Milani che sto girando proprio in queste settimane (dicembre). ■


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SALUTE

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ETCIÙ Una volta, al primo raffreddore si occupava il divano almeno per un giorno, in memoria dei vecchi tempi in cui, piccoli e indisciplinati, si fingeva qualche linea di febbre per marinare la SCRUPOLI, OGGI SI PREFERISCE STARNUTIRE DI NASCOSTO E LIMITARE LE ASSENZE. scuola nella comodità di casa. Oggi, restare attaccati alla poltrona dell’ufficio è un pensiero fisso. Ci si ammala davvero ma si preferisce ingoiare qualche pillola, fare la scorta di fazzoletti e andare a lavoro senza battere ciglio se non per starnutire. Le tecniche per tenersi stretto il posto sembrano passare anche dall’omissione delle malattie, tanto che ora sono i dirigenti a chiedere ai dipendenti di curarsi a casa senza spargere germi e terrore in ufficio. Se in inverno il nemico principale del lavoratore modello è l’influenza, in primavera il suo tallone d’Achille diventano allergie e frequenti sbalzi di temperatura, acutizzati dalla tentazione di indossare la t-shirt dell’estate scorsa. Secondo recenti statistiche, i dipendenti che lavorano pur sapendo di essere malati sono l’80%, dato in crescita del 20% all’anno. Inoltre, più di due terzi dei lavoratori ancora contagiosi ammette di tornare in ufficio per non chiedere altri giorni di ferie e finire il lavoro. Una situazione dovuta alla recessione e che riguarda soprattutto i giovani, i più colpiti dalla crisi, convinti che nascondere l’influenza galoppante sia la tecnica giusta per mostrarsi meritevoli. La buona volontà sembra eccedere soprattutto nel settore privato dove, secondo il Chartered Institute of Personal Development (CIPD), ci si assenta in media 7,2 giorni all’anno contro i 10,3 del pubblico, settore in cui le assenze per malattia sono retribuite. Anche Gary Johns, della Concordia's John Molson School of Business, sottolinea la correlazione tra iperpresenzialismo e lavoro autonomo o a tempo determinato: in questi casi, la paura di deludere le aspettative supera di gran lunga il malessere fisico. Un eccesso di coscienza e tenacia che non porta lontano, e per più di un motivo. Primo fra tutti, il rendimento. Se l’unica forza residua di cui disponiamo al mattino basta appena a spegnere la sveglia, forse è meglio restare a casa. Lo consiglia il RAFFREDDORI E ALLERGIE POSSONO CONDIZIONARE IL RENDIMENTO SUL LAVORO.

MA SE UNA VOLTA SI RESTAVA A CASA SENZA

IPERPRESENZIALISMO, PAURA DI PERDERE IL LAVORO O MITO DELL’EFFICIENZA?


primavera 2013

Journal of Occupational and Environmental Medicine, che in una recente ricerca ha evidenziato come più di due terzi del calo di produttività al lavoro non derivi dall’assenza dei malati ma dalla presenza dei cagionevoli. Chi va a in ufficio anche con sintomi cronici e contagiosi rischia di essere improduttivo e distratto, dimostrando ansia e insicurezza. Una situazione che innalza lo stress e aumenta il malessere psicologico. Non è un caso che la stima dei costi dell’iperpresenzialismo sia oggi nei pensieri dei dirigenti aziendali al pari dell’assenteismo. Risultato? Meglio una poltrona vacante che un corpo senz’anima e, per giunta, ammalato. Trattenere qualche starnuto, abusare del collirio e soffiarsi il naso cercando di non dare nell’occhio: tutto inutile. Microbi e batteri non hanno il dono della discrezione e raggiungono colleghi e superiori, peggiorando la situazione. I virus diventano sempre più resistenti e il contagio viene alimentato dall’aria secca e dalla scarsa igiene sul posto di lavoro. In particolare, gli open space sarebbero diventati i lazzaretti moderni, dove il contagio porta al 62% delle assenze per malattia. Altro motivo sufficiente per curarsi con calma e non scatenare un’epidemia. In generale, per ridurre i rischi di contagio, è bene tenere puliti mouse e tastiera, arieggiare sempre l’ufficio e tenere a portata di mano qualche disinfettante. Gli esperti assicurano che anche l’attività fisica regolare rafforza le difese immunitarie rendendoci più forti ai cambi di temperatura. Restare a casa non significa essere isolati dal mondo. Il mito dell’efficienza viaggia anche sul web, ed è possibile restare in contatto con i colleghi e rispettare le scadenze utilizzando Skype, e-mail e software che permettono a più persone di lavorare a distanza su uno stesso progetto. Una possibilità che anche il più esigente dei dirigenti dovrebbe prendere in considerazione. Alan Kearns, fondatore di Career Joy, dà qualche suggerimento agli stacanovisti dell’ultima ora che non si assentano nonostante gli acciacchi. Per prima cosa, è necessario informare il capo delle proprie condizioni di salute e lavorare in un’area isolata dell’ufficio, in modo da tenersi i batteri per sé e prendere qualche pausa in più. In questi casi è meglio segmentare il lavoro e riorganizzare le priorità a seconda delle nostre energie. In ultimo, Kearns ci ricorda che non siamo delle macchine, e che dobbiamo abbassare le aspettative e non essere troppo duri con noi stessi. Insomma, sembra che al giorno d’oggi la buona condotta del lavoratore modello sia fatta, più che di presenze eroiche, di assenze giustificate. ■

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buonlavoro

FOTO: © abu - istockphoto.com


da buffetti

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Registratori Basic › Resistenti e colorati registratori con custodia nera e cartella rivestita in carta stampata. Quest’anno è stata ampliata la gamma colori con tre nuove varianti: azzurro, viola e fucsia per il formato più utilizzato (dorso 8 Protocollo). La gamma colori è ampia anche sui formati più particolari come il commerciale e il dorso 5 cm.

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da buffetti: ogni cosa ha il suo posto!

ETICHETTA BIFACCIALE

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Registratori Full Color › Elegante e colorato registratore composto da una cartella rivestita in papercoat (speciale carta plastificata e goffrata altamente resistente e inalterabile) con porta etichette in plastica ed etichetta bifacciale estraibile e custodia, rivestita in carta leggermente goffrata in tono con la cartella. • Nei Full Color trovi anche un bellissimo viola scuro con etichetta bifacciale in tinta viola/grigio.


uomini e donne

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DIVERSAMENTE

UGUALI

Il dibattito pare sia stato inaugurato da Adamo ed Eva in persona, tant’è antico. E, in effetti, alcuni dei nostri sportivo e irrequieto o una piccola donna educata e sensibile. Evoluzione, comportamenti di oggi sembrano avere origine addirittura nel Pleistocene, società e cultura hanno condizionato la differenza tra i due sessi, riducendola quando i maschi si esercitavano nella caccia e le femmine erano impegnate o ampliandola a seconda dei casi. Ma la distanza tra gli uomini e le donne è nella raccolta del cibo. Una divisione dei compiti che, se sul momento non davvero così ampia? E, soprattutto, esiste ancora? sembrava di grande importanza, ha poi avuto conseguenze inimmaginabili nella vita moderna. È allora che hanno avuto origine due pianeti mentali governati da leggi distinte: gli uomini e le donne. Sovrani indiscussi della forza fisica e della durezza d’animo i primi, dedite a impastare dolcezze da forno e da convivenza le altre. La distanza è diventata una scusa, e in ogni dibattito, sentenza o bisticcio si finisce per appellarsi alla causa di forza maggiore ultima e indiscussa, che giustifica in egual misura chiusure e riappacificazioni: “sei il solito egoista”/”sei la solita piagnucolona”. Poco importa se a piangere davvero sia lui, e per l’egoismo di lei. Oggi che il gioco dei ruoli non ha regole universali, la sopravvivenza delle coppie è affidata alla capacità di comprendersi: chi si ama, dura. Dalle necessità paleolitiche si è passati ai bisogni della società moderna. Adattabilità e cambiamento favoriscono l’evoluzione e la nostra è fatta di donne che vanno a lavoro, con o senza mappe stradali, lasciando agli uomini il compito di orientarsi tra gli scaffali del supermercato per procacciarsi il cibo. Compito che, secondo l’Istat, spetta a oltre 125.000 di casalinghi contenti di occuparsi di casa e figli affinché le compagne facciano carriera. Purtroppo, le distanze di genere superate dalle coppie non trovano riscontro nel mondo del lavoro, dove l’abisso tra i sessi è misurabile in percentuale. A parità di responsabilità, le donne continuano a guadagnare il 16% in meno rispetto ai colleghi, il 21% nelle posizioni più alte. Nel 2010 l’OCSE ha rivelato che le imprenditrici italiane erano solo il 22% e che guadagnavano appena la metà degli uomini nella stessa categoria sociale. Eppure, se la parte femminile della popolazione lavorasse in condizioni uguali a quella maschile, il Pil procapite salirebbe dell’1% all’anno: una ragione in più per superare anche questo gap.

Che sia rosa o azzurro, il fiocco al portone parla chiaro: o sarà un maschietto


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FOTO: © Serhiy Bolhov - istockphoto.com

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I ricercatori pronti a giurare che scarpe e borse siano iscritte nel DNA delle donne devono ricredersi. Il consumismo ci ha rimodellati e rimessi al mondo con gusti e abitudini all’insegna del libero arbitrio, tanto che oggi sono molte le cose che abbiamo in comune, anche più di quelle cantate da Daniele Silvestri. Gli uomini sono amanti dello shopping e alla moda quanto le proprie compagne: outlet, grandi firme e alta sartoria sono, più che coincidenze, desideri comuni. E se una differenza è rimasta è che gli uomini pianificano gli acquisti e prediligono lo shopping online, mentre le donne amano fare compere nei negozi in compagnia delle amiche. La sfera nella quale non sembrano esserci più confini è quella estetica. L’uomo che non deve chiedere mai ha lasciato il posto a quello che prende in prestito le creme di lei, tanto che numerosi brand hanno creato linee cosmetiche dedicate alla pelle irritabile del genere forte. Abbandonate frecce e archi, molti esemplari moderni sono spesso avvistati in centri estetici, solarium e spa per debellare anche l’ultimo pelo di discendenza ominide. E mentre i ragazzi imparano la differenza tra scrub e peeling, le donne si esercitano nella guida annullando anche la distanza per antonomasia tra i due generi. A decretarne la fine è stato l’Istituto di Ricerca dell’Università del Michigan, secondo il quale il numero di donne patentate ha superato quello degli uomini (105, 7 milioni contro 104,3 milioni). Un sorpasso favorito anche dalla tecnologia: sembra che molti ragazzi preferiscano utilizzare i mezzi pubblici per divertirsi con l’ultima app scaricata sullo smartphone invece di stressarsi alla guida. I luoghi comuni sono nemici dell’evoluzione. Oggi, uomini e donne condividono molto: battaglie lavorative ed emozioni per la recita dei figli, esercizi ai fornelli e passioni tecnologiche. Sarebbe quasi il caso di tirare un sospiro di sollievo e ammetterlo: siamo tutti uguali, ognuno diverso. ■


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tecnologia ➼

LA RADIO: ECCO UN MEDIA CHE DI FRONTE AL WORLD WIDE WEB HA SAPUTO REINVENTARSI UN FUTURO, INDICANDO CHE LE SOLUZIONI POSSIBILI ESISTONO, BASTA SAPERLE TROVARE. IL TERMINE CHE DOBBIAMO IMPARARE A CONOSCERE È DAB, DIGITAL AUDIO BROADCASTING, OVVERO TRASMISSIONE DIGITALE AUDIO PER L’ASCOLTO IN MOBILITÀ SENZA BISOGNO DEL SINTONIZZATORE.

VIVA LA RADIO

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tecnologia

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Internet ha messo in crisi il mondo dei media: la carta stampata Le Cassandre ebbero torto anche in questa occasione. Realtà non riesce ad arrestare l’emorragia di copie invendute nelle economiche nate come avventurose iniziative di entusiasti sognatori edicole, mentre la televisione soffre la diffusione dei siti di streaming, in bui scantinati divennero nomi e marchi noti in tutta Italia. Poi, con i quali ormai ciascuno di noi può costruire il proprio personale negli Anni Novanta arrivò il World Wide Web. L’interattività palinsesto. Per non parlare della concorrenza sleale - quando sembrava pronta a divorare tutto il passato. La radio era “ascolto non addirittura illegale - che il cinema e l’industria musicale passivo” e il massimo d’interazione che poteva esprimere erano patiscono a causa dei software di file-sharing. Internet rastrella polverose dediche di brani musicali e telefonate per interventi in con successo raccolta pubblicitaria, sottraendone gli introiti ai diretta ai quiz o al tema del giorno. Un pubblico sempre più suoi concorrenti perché gli utenti hanno scelto la rete come smaliziato chiedeva immediatezza, elasticità, interconnessione, canale di distribuzione privilegiato per news e intrattenimento, e nessuno tranne Internet poteva offrirle in modo così intimamente un segnale inequivocabile della difficoltà del sistema dei media spontaneo. Sbagliato, ancora una volta sbagliato. La radio ha tradizionali di adattarsi all’innovazione. E però c’è un “però”. confermato anche in questo terzo millennio di essere il media più creativo e multiforme. Perché non tutti i media hanno dimostrato questa rigidità, ma Senza cambiare di una virgola al contrario hanno saputo reinla propria essenziale struttura ventarsi un futuro, indicando - rimasta identica dai tempi che le soluzioni possibili esistono, di Guglielmo Marconi e delle basta saperle trovare. gigantesche radio a galena PERMETTE L’INTRODUZIONE DI DIVERSI SERVIZI che vediamo troneggiare nei Stiamo parlando della radio: salotti delle case dei film in un media “vecchio” ma anche MULTIMEDIALI ACCANTO ALL’UTILIZZO PIÙ TRADIZIONALE. bianco e nero - eccola sposarsi sorprendentemente vitale, mai a internet offrendo funzionalità arrendevole, mai irrigidito sul GRAZIE ALL’ASSENZA DI FASTIDIOSE INTERFERENZE SUL SEGNALE, e servizi nuovi. Il termine che passato eppure sempre fedele a se stesso. Una vera e propria LA QUALITÀ DELLA TRASMISSIONE SONORA dobbiamo imparare a conoAraba Fenice capace di risorgere scere è DAB: Digital Audio dalle proprie ceneri più fresca Broadcasting, ovvero traE LA e bella di prima. La radio ha smissione digitale audio. subito tanti inopportuni e NOSTRA FRUIZIONE Sono anni che possiamo ascolanticipati necrologi. Se ne era tare le radio tramite gli altodecretata la fine negli anni parlanti del nostro computer: Sessanta, per la diffusione il collegamento ADSL è sufsempre più vasta della teleficientemente stabile e potente visione, ma aveva riguadagnato un pubblico enorme con da fornirci la fedeltà e la continuità audio tipiche delle trasmissioni programmi di esplosiva modernità come il mitico “Alto Gradimento” in FM e in AM. Ma il DAB va oltre perché offre l’ascolto radio della coppia Arbore-Boncompagni. Gli anni Settanta non si in mobilità (il 70% del pubblico radiofonico) dalla nostra erano ancora conclusi che un nuovo attacco “catodico” automobile o dal tablet: e la “frequenza” di un indirizzo Ip non pronosticava l’estinzione delle trasmissioni radiofoniche perché cambia e non c’è bisogno di un sintonizzatore che riagganci una nuova offerta televisiva, esterna alla RAI, faceva la sua prima l’emittente quando ci spostiamo. Per l’ascolto in mobilità è comparsa: Telemontecarlo, Telecapodistria, le prime reti “private”. necessaria l’apposita chiavetta corredata di schedina telefonica, Ma il contemporaneo fenomeno delle “Radio libere” non si fece con servizi utili e innovativi che trasformano radio e autoradio in soffocare, al contrario acquistò vigore col tempo. Una vera terminali plurifunzionali. Un piccolo polo multimediale che a primavera di iniziative che fiorivano in ogni dove, facilitate dal richiesta può ricevere e trasmettere dati, immagini, testi, basso investimento economico e dalla banalità delle conoscenze informazioni preziose per chi è in viaggio come notiziari del tecnologiche necessarie ad aprire un nuovo canale di trasmissione. traffico corredati di mappe che suggeriscono in tempo reale In brevissimo tempo, una giungla di frequenze si sovrapposero percorsi alternativi, segnalano luoghi d’interesse turistico, l’una sull’altra nell’anarchia di una completa assenza di regole particolarità, consigli per una sosta gastronomica. Non c’è che rischiava di fagocitare e autodistruggere tutto il “movimento”. che dire: un luminoso futuro per un media “anziano”. ■

IL DIGITAL AUDIO BROADCASTING

È DECISAMENTE MIGLIORE PUÒ FINALMENTE ANDARE BEN OLTRE L’ASCOLTO.


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DA BUFFETTI: ascolta e vedrai!

Pal + Tivoli Audio › La PAL+ ha un design compatto ed entra nell'era digitale con la ricezione DAB, DAB+, DMB e FM RDS. La batteria nichel-metallo idruro, consente ore di intrattenimento con le stazioni preferite al chiuso o all'aperto, a casa o in viaggio, senza bisogno di essere collegata alla presa elettrica. La batteria NiMH è ecocompatibile, non ha effetti di memoria e si ricarica completamente in 3,5 ore. Il caricabatteria intelligente integrato della PAL+ elimina la necessità di un costoso caricabatteria separato. La PAL+ è ricca di funzionalità che la rendono semplice da usare: pratico display con retroilluminazione regolabile, telecomando completo con supporto, manopola di controllo multifunzione per semplificare l'utilizzo, scelta della lingua dei menu, regolazione di bassi, acuti e bilanciamento oltre a preimpostazioni di equalizzazione. È inoltre dotata di un ingresso ausiliario da 3,5 mm per iPod o altri dispositivi.

[ ] PALPGYEL

Cuffie Puro › Cuffie stereo Bluetooth in grado di garantire alta qualità delle prestazioni ed un eccellente suono stereo, pensate e ideate per iPhone e iPad e compatibili con la maggior parte dei telefoni cellulari e tablet. Il tasto multifunzione e il microfono consentono di parlare comodamente a mani libere, rispondendo e terminando le chiamate con un solo tocco. Inoltre, è possibile controllare la riproduzione di musica e filmati su tutti i dispositivi supportati da lettore MP3, includendo le funzioni play/pausa e avanti/indietro. Le cuffie sono compatibili con tutti i dispositivi dotati di uscita audio 3.5 mm grazie al cavo jack incluso. Inoltre, sono dotate di batteria interna, ricaricabile attraverso il carica batteria da viaggio Micro USB incluso nella confezione. Grazie al morbido rivestimento soft-touch, le cuffie si adattano perfettamente alla forma delle orecchie, garantendo il massimo comfort d’uso.

[ ] BTHS01BLK


condominio

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SOTTO LO STESSO

TETTO

la riforma del condominio di Luana Tagliolini, Pagg. 182 – euro 9,90 Buffetti Editore

Anno 2001: inizia l’iter parlamentare della riforma delle disposizioni del Codice Civile che regolano la vita in condominio sancite nel lontano 1942. 18 giugno 2013: entra in vigore la legge 220 dell’11 dicembre 2012 che, finalmente, aggiorna gli articoli scritti settant’anni prima e che ormai erano irrimediabilmente invecchiati. I nostri tribunali sono letteralmente intasati di contenziosi scoppiati sotto uno stesso tetto: secondo le statistiche del Ministero della Giustizia, su cinque milioni di cause civili pendenti, oltre un milione sono quelle relative a liti condominiali. Come sottolinea Cristina Federici nell’Approfondimento d’autore n.7/2012 a cura di Buffetti Editore (il testo integrale è scaricabile dal sito www.shop.buffetti.it) dal titolo La riforma del condominio: più facile decidere per cambiare e risparmiare: “La nuova legge (...) recepisce tutte le novità determinate dal cambiamento e dall’evoluzione della società in questi anni, fotografate da una serie di sentenze della Corte di Cassazione che si sono succedute nell’arco di sette decenni sulla materia condominiale, fornendo la base per garantire una corretta gestione delle cose comuni al passo con i tempi. Non una rivoluzione nella nuova legge, dunque, ma limature e ritocchi alle disposizioni in vigore per rendere le norme condominiali più attuali rispetto alle esigenze dei condomini, con una maggior attenzione ai diritti dei singoli ma anche al rispetto degli obblighi di pagamento e dei regolamenti interni.” Ma vediamo quali sono i punti salienti della Riforma. Innanzitutto, le nuove disposizioni hanno allungato l’elenco delle parti comuni e sancito nuove regole per il loro utilizzo, con la possibilità di modificare le destinazioni d’uso, anche su proposta di un solo condomino, se sussiste un interesse generale e, soprattutto, se si tratta di deliberare innovazioni mirate a una migliore vivibilità del condominio. “Questo comporta che sarà possibile, ad esempio- continua la Federici - creare nuovi parcheggi interni cambiando la destinazione d’uso di parte del cortile, o di strutture dismesse come ad esempio l’ex locale caldaie in caso di passaggio al riscaldamento autonomo dell’intero stabile, senza più l’obbligo di deliberare all’unanimità.” Il cambiamento di destinazione d’uso dei beni comuni è vietato se reca problemi alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato o se ne altera il decoro architettonico. Altra novità assoluta: da ora in poi sarà più facile prendere decisioni in assemblea e approvare con maggioranze ridotte tutti gli interventi di ammodernamento degli


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impianti, di abbattimento delle barriere architettoniche e, importantissimo in tema di rispetto dell’ambiente, di risparmio energetico. E questo vale sia per l’uso comune, che per i singoli proprietari. Sono stati infatti aboliti i divieti all’installazione di pannelli solari e impianti fotovoltaici da parte dei privati, e non solo sul terrazzo privato, ma anche sul lastrico comune. I singoli condomini potranno inoltre decidere il distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato senza rischiare Decisioni più facili in assemblea per tutti gli interventi di ammodernamento divieti o contenziosi, purché da questo non derivino maldegli impianti, di abbattimento delle barriere architettoniche, funzionamenti o nuove spese per gli altri condomini. di risparmio energetico e la creazione di posti auto; Via libera alle telecamere Occorre però considerare che il condomino “separatista” per la videosorveglianza degli spazi comuni; Aboliti i divieti, per i privati, sarà tenuto alle spese per la manutenzione straordinaria d’installazione di pannelli solari e impianti fotovoltaici; dell’impianto e a quelle per la sua conservazione e messa Proprietari liberi di tenere animali da compagnia in casa, ma anche multe più a norma. “Con la riforma arriveranno anche più possalate per chi non rispetta il regolamento di condominio. sibilità di interventi a tutela della sicurezza all’interno del condominio, e anche contro i possibili atti vandalici, ad esempio nei garage interrati. Viene infatti liberalizzata l’installazione condomini. Brutte notizie per i condomini che non rispettano il delle videocamere di sorveglianza sulle parti comuni, un intervento puntuale pagamento delle quote condominiali, almeno, come finora vietato a tutela della privacy, che per essere approvato vedremo, a livello potenziale: l’amministratore è infatti tenuto ad agire con un decreto ingiuntivo entro sei mesi dal rendiconto richiedeva l’unanimità dei consensi”. Buona notizia per gli amanti degli animali: non si potrà più vietare annuale nel quale vengono indicate le rate eventualmente ancora di tenere cani o gatti in casa, solo per evitare rumori o odori. inevase. Si tratta, tuttavia, di una misura estrema, alla quale gli Qualunque regolamento assembleare per legge non potrà più amministratori ricorreranno in casi limite, perché è assai probabile vengano da loro privilegiate considerazioni di carattere generale contenere limitazioni di questo tipo. Se molte sono le concessioni, ecco in arrivo anche multe salate sui motivi della morosità. per chi non rispetta il regolamento di condominio. “Per le infrazioni Spazio alla trasparenza amministrativa che sarà garantita attraverso al regolamento di condominio, può essere stabilito, a titolo di la costituzione obbligatoria di un conto corrente condominiale, sanzione, il pagamento di una somma fino a 200 euro e, in caso consultabile da ciascun condomino, affrontando le eventuali di recidiva, fino ad 800 euro; la somma è devoluta al fondo di spese previste dall’istituto di credito. Novità anche per le riunioni dell’assemblea, che potranno cui l’amministratore dispone per le spese ordinarie”. Anche sulla figura dell’amministratore si concentrano novità essere convocate anche via fax o tramite posta elettronica rilevanti, in primo luogo definendone la qualifica e i criteri di certificata con un notevole risparmio di carta e soldi. Diminuiscono professionalità. Per diventare amministratori di condominio il titolo anche i quorum per la validità dell’assemblea, ossia il numero di studio necessario sarà almeno il diploma di scuola secondaria dei condomini necessari perché l’approvazione delle delibere di secondo grado e si dovranno obbligatoriamente frequentare sia valida. Inoltre, nel caso di gestione ordinaria di supercondomini, a scadenze regolari specifici corsi di aggiornamento. Il mandato ossia quando non si debbono prendere decisioni relative a dell’amministratore durerà due anni e potrà anche essere ricoperto interventi straordinari o innovazioni, la partecipazione all’assemblea a livello societario. Più professionalità, dunque, ma anche nuovi non sarà più aperta a tutti ma solo ai delegati dei singoli obblighi per l’amministratore e più poteri di controllo per i condomini. ■


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1. Si intima per far cessare un'azione - 4. Posseduto dal demonio - 11. Lo è Psy, il cantante di "Gangnam Style" - 18. Taranto - 20. L'applauso dei fumetti 22. Esula dai limiti della capacità razionale dell'uomo - 24. Non sono speciali - 26. Liberati dai loro peccati - 28. Pianta legnosa, perenne e ramificata - 30. Sportelli dell'armadio - 32. Rieti - 34. La Terra appartiene a quello solare - 36. Compare sulle guance dei timidi - 38. "Triste" inglese - 39. Il commerciante lo calcola a fine giornata - 41. Sembianze, apparenze - 43. Si contrappone ad avere - 45. Fertilizzante biologico - 47. Anziani asceti - 49. Quello di pollo si può fare a fette - 50. Taglia e cuce - 51. Pablo, calciatore italo-argentino della Roma e della Nazionale - 53. Molto grandi e rilevanti - 55. Protezione di beni e diritti - 57. Rinforzi delle calze in corrispondenza dei calcagni - 59. Città in provincia di Arezzo che ospita l'omonima Annunciazione del Beato Angelico - 61. Automatic Test Equipment - 62. Pacchi, fagotti - 64. È allegato a quotidiani e riviste - 66. Le iniziali di Conte, allenatore della Juventus - 67. Francesco, regista di "Le mani sulla città" - 69. Difensori di fascia - 71. Presentarsi in ritardo - 73. Non coltivate, selvatiche - 75. Dario, regista del cinema Horror all'italiana - 77. Possono essere medicinali o aromatiche - 79. Aeronautica Militare - 80. Militari appartenenti all'arma del genio - 81. L'imperatore del pallone - 82. Quelle degli uccelli sono piumate. Verticali

1. Parassiti che si annidano nella polvere - 2. È doppia in palla - 3. Tribunale amministrativo regionale - 5. Capi d'abbigliamento che non si usano più - 6. Indizio, segno - 7. Antica famiglia che tenne la signoria di Ferrara - 8. Ne è degno chi ha buone qualità - 9. Simbolo chimico del Selenio - 10. La ventiquattresima parte del giorno - 12. Carico, colmo - 13. Gioachino, celeberrimo compositore del Barbiere di Siviglia - 14. Ripido, scosceso - 15. Affetto intenso, passione - 16. Napoli - 17. L'onda degli stadi - 19. Il nome di Minghi, cantautore italiano - 21. Lo è un abito invernale - 23. Spaventoso, orribile - 25. Piccolo animale invertebrato - 27. Bambini disubbidienti e indisciplinati - 29. Sono nelle stanze del potere - 31. Non manca mai a feste e ricevimenti - 33. Imprudente, avventato - 35. Le fasi del combattimento nella scherma - 37. Competente, accorta - 40. Gentili, affabili - 42. Quella del tennis tavolo pesa esattamente 2,7 grammi - 44. Percezione vaga, presentimento - 46. Carpite, sottratte con l'inganno - 48. Mutevole, malferma - 50. Il nome comune della Perdix perdix, uccello della famiglia dei fagiani - 52. Sono famosi quelli di Strauss - 54. Il nome dell'irascibile chef della televisione Ramsay - 56. Il nome di Dvorak, compositore ceco - 58. Unica squadra di calcio italiana ad aver partecipato alla Champions League per dieci edizioni consecutive - 60. Agamennone era il loro re - 63. Salomè ne usò sette per ballare - 65. Godono di ottima salute - 68. Sul biglietto da visita dell'ingegnere - 70. Impeto rabbioso e incontrollato - 72. Periodo storico caratterizzato da importanti avvenimenti - 74. Caserta - 76. Le iniziali di D'Annunzio - 78. Belluno.


La soluzione dei giochi è disponibile sul nostro sito: www.buffetti.it

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SOLUZIONI.

Parole intrecciate

X Z W S A L X E O T E P E I N

Q E A S O R I C A R I C A L A

I Z B I V M R E D R E V R G S

T E L I B I S I V N I N E K T

A R U T A R E H C S A M M I R

I L P P L S I L E N Z I O S O

L L O E W N C D T G O N V O A

G O X I T B A I E O A I I L D

A L S E C A S T G C T T B A E

T L L B M C V A I N R A I N S

E A U M I O O R E A A R L T I

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O R K Q J A T D A V C Q E J T

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➔ difficile

1

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Scopo del gioco è riempire le caselle vuote con numeri da 1 a 9, in modo che in ognuna delle 9 righe, colonne e riquadri siano presenti tutte le cifre da 1 a 9, senza ripetizioni.

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2


la recensione

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SEMPRE

AGGIORNATI “IL COMMERCIO E LA SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE” ➼

di A.Marinelli, C.Nicolao, pagg. 530 - euro 38,00. Fondamentale per essere sempre aggiornati, il volume è anche uno strumento di lavoro utile per l’avvio di una start up nel settore. È diviso in tre aree tematiche. Area legislativa: le norme sul commercio, l’impresa, i contratti, la legislazione penale, fiscale e sul lavoro. Area gestionale: dal business plan all’organizzazione e amministrazione aziendale fino alla gestione delle risorse umane, la comunicazione, il marketing e lo sviluppo commerciale. Area tecnica: dalla composizione degli alimenti ai recenti regolamenti UE in materia di igiene e sicurezza degli alimenti fino all’autocontrollo e Haccp, ma anche merceologia, informazione e tutela del consumatore, preparazione e conservazione degli alimenti. Il volume è stato aggiornato con tutte le novità del 2013 ed in particolare: semplificazioni amministrative; riforma del mercato del lavoro; compravendita di prodotti agro-alimentari; disciplina dei vini e dell’olio di oliva; revisione tabelle dei fabbisogni energetici.

“FATTURE, RICEVUTE FISCALI, SCONTRINI, DDT” ➼

di Stefano Setti, pagg. 280 - euro 24,00. Un’analisi completa e dettagliata dei principali documenti di vendita e di trasporto e dei relativi adempimenti, aggiornato con le novità in tema di fatturazione in vigore dal 1° gennaio 2013. L’autore esamina le tematiche legate ai singoli documenti con approccio operativo e linguaggio di facile comprensione offrendo risposte alle più diverse domande. Chi ha l’obbligo di emettere fattura? Chi può rilasciare lo scontrino fiscale? Qual è la distinzione tra autofattura, reverse charge e integrazione di fattura? Come funziona l’esigibilità differita dell’Iva? Quali sono gli obblighi di conservazione? Quando si deve utilizzare il DDT? Qual è l’ambito di applicazione della scheda carburante? Ogni argomento è supportato da esempi, casi pratici, approfondimenti. Inoltre, il volume è e riporta fac-simili di fattura ed esempi di compilazione.


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Magazine Primavera 2013  

Articoli, curiosità e approdondimenti sul mondo dell'Ufficio. Il Magazine Buffetti

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