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Capriasca, 24 marzo 2008

LETTERA APERTA ALL’ON. GABRIELE GENDOTTI

Signor Consigliere di Stato, ci riferiamo alla decisione presa dal suo Dipartimento di impedire al Vescovo di Lugano di incontrare, venerdì 4 aprile p.v., gli allievi delle Scuole Medie di Tesserete durante l’orario scolastico, in occasione della sua visita pastorale nella Pieve. All’incontro, facoltativo e su iscrizione, si sono annunciati ben 160 ragazzi, tutti con il consenso dei genitori. La decisione del suo Dipartimento, per i motivi che esporremo in seguito, ha suscitato un’ondata di incredulità e sconcerto in vaste cerchie della popolazione capriaschese (e ticinese) – non solo cattolica praticante –, che si sente oltretutto discriminata e offesa. È da svariati anni che la Direzione della Scuola Media di Tesserete organizza a intervalli regolari, durante l’orario scolastico, incontri con personalità rappresentative del mondo della politica, della religione, della cultura, del sociale e della società civile. È così che, negli scorsi anni e ancora recentemente, hanno potuto esprimersi e dialogare con gli allievi: - molti politici della Capriasca; - i rappresentanti di UNITAS, RADIX, WWF, ACSI, ATA, Società protezione degli animali, Aiuto AIDS Ticino (con tanto di distribuzione di preservativi), UNIA, OCST, Antenna Alice, Fondazione Diamante (lista non esaustiva); - molte altre persone invitate a parlare della loro esperienza professionale, come ad esempio Enea Filippini (commissario della polizia cantonale), Raffaele Mattei (fondazione Amilcare), Ermete Gauro (delegato del Consiglio di Stato sulle questioni legate al razzismo). Il mese di settembre dello scorso anno, la Scuola Media di Tesserete ha invitato ad incontrare gli studenti, durante l’orario scolastico, anche l’Imam della moschea di Viganello, uno dei massimi rappresentanti della comunità islamica in Ticino, che ha così potuto liberamente esprimersi, nel contesto di un dibattito sul razzismo, e dialogare con gli allievi, ripetiamo durante il normale orario scolastico. L’incredulità e lo sconcerto per la decisione di impedire al Vescovo di Lugano di incontrare i ragazzi durante il normale orario scolastico nascono dal fatto che tutti gli eventi summenzionati si sono svolti nel normale ambito dell’autonomia d’istituto senza alcun intervento da parte del suo Dipartimento. La discriminazione e, ci consenta, l’offesa, nascono dal fatto che, nella fattispecie, l’intervento censorio dell’autorità cantonale nelle decisioni prese dalla direzione della Scuola Media di Tesserete rompe un equilibrio determinato da precedenti decisioni, non contestate, della stessa direzione e fa ora sì che alla massima autorità della Chiesa Cattolica ticinese venga riservato un trattamento diverso – e inferiore – rispetto a quello riservato a diversi altri esponenti della società ticinese e, persino, ad un rappresentante di spicco della religione musulmana in Ticino. Oltretutto, da quanto ci consta, il Vescovo ha potuto senza problemi già incontrare gli allievi di altre scuole medie del Cantone durante il normale orario scolastico. Quindi perché non a Tesserete? Ma c’è di più. Rispondendo a un’interrogazione parlamentare di alcuni deputati al Gran Consiglio (tra i quali Carobbio, Ducry, Menghetti e Savoia) che, richiamando il principio della laicità della scuola pubblica, contestavano la legittimità delle visite alle scuole elementari del Vescovo, il Consiglio di Stato ha risposto meno di un anno fa (il 26 giugno 2007), rilevando in particolare, qualora le visite fossero “autorizzate dai Comuni in tempo di scuola, la necessità di informare i genitori, dando loro la possibilità di decidere in merito alla partecipazione o meno dei loro figli all’incontro con il Vescovo”. È esattamente quanto ha fatto anche la direzione della Scuola Media di Tesserete. Inoltre, nella stessa risposta a questo atto parlamentare, il Consiglio di Stato sottolinea


esplicitamente il “ruolo assunto dalla Chiesa cattolica apostolica romana che, unitamente alla Chiesa evangelica riformata, è riconosciuta dalla Costituzione cantonale (art. 24)”. Per capire che la decisione del suo Dipartimento oggetto della presente lettera sia stata presa un po’ affrettatamente e, comunque, senza valutare pienamente tutti i fattori in gioco e le conseguenze ad essa legate non occorre scomodare l’ideologia o la politica. Basta il buon senso. A nome di numerosissimi cittadini capriaschesi e nell’impossibilità in tempi brevi di munire questa lettera delle firme di tutti coloro che ne condividono i contenuti, le chiediamo pertanto cortesemente, alla luce dei fatti qui sopra esposti, di impedire che si produca una grave e incomprensibile discriminazione nei confronti della Chiesa cattolica e, pertanto, di far sì che il Vescovo di Lugano possa incontrare gli allievi della Scuola Media di Tesserete durante l’orario scolastico come previsto originariamente dalla stessa Direzione della Scuola. Con i nostri più cordiali saluti. Lucia e Gastone Besomi, Tesserete; Patrizia e Matteo Besomi, Tesserete; Marco e Prisca Bianchi, Odogno; Elide Canonica, Campestro; Carla e Maurizio Cattaneo, Cagiallo; Gabriella e Corrado Cattaneo, Tesserete; Franco Ferrari, Odogno; Giuliana e Piergiorgio Fumasoli; Flavia e Gilberto Gerosa, Tesserete; Flavia e Raoul Gianinazzi, Sala; Fiorenzo Gianini, Cagiallo; Ferruccio Landis, Tesserete; Andrea Pellegrinelli, Cagiallo; Corrado Piattini, Campestro; Roberto e Lorenza Poretti, Tesserete; Mariangela e Mauro Storni, Campestro; Lavinia Sommaruga Bodeo

Lettera aperta a Gendotti  

Lettera aperta a Gabriele Gendotti contro la decisione di impedire al vescovo di visitare le scuole medie di tesserete

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