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Foglio d’informazione critica

Settembre 2012

ilbolognino.info

Se questa vi pare mobilità!

Uno dei più importanti eventi annuali di Bologna è la festa dell’Unità al parco nord. Sembra però che per raggiungerla sia necessaria un automobile, alla faccia di tutti i dibattiti cittadini sulla mobilità sostenibile e l’incentivo dei mezzi pubblici. Nella foto sopra infatti potete notare come chi raggiunge il Parco Nord con l’autobus o in bicicletta sia costretto a rischiare la vita sfidando una strada a tre corsie senza strisce pedonali. E’ questo il modo di incentivare l’uso della bicicletta o del mezzo pubblico? A noi non convincono neanche i T days (l’articolo sotto), o meglio come la giunta abbia deciso di applicare la chiusura della T nei giorni festivi. Si può fare meglio, si deve fare meglio. E magari mettere in sicurezza quel tratto di strada davanti al Parco Nord, non sarebbe una cattiva idea, prima che ci scappi il morto.

T days, ovvero una buona idea applicata male Dal 12 maggio che Bologna deve ringraziare il sindaco Virginio Merola per aver attivato i T-Days, ovvero i giorni in cui via Ugo Bassi, via Indipendenza e via Rizzoli sono chiuse al traffico veicolare e aperte ai soli pedoni. Insomma niente macchine, niente motorini, niente autobus. Mentre i taxi possono circolare liberamente. L’idea della pedonalizzazione del centro nei fine settimana è collocata nella più vasta iniziativa “Di nuovo in centro”, che punta a riorganizzare l’accessibilità incentivando l’uso della mobilità pubblica, della bici - oltre che delle suole delle scarpe - riqualificare spazi e zone del centro storico e la sostenibilità ambientale. Il piano è “ben organizzato” dicono i volantini verde fluo. Solo apparentemente. Il trasporto pubblico è stato penalizzato. Gli autobus devono circumnavigare il centro, e chi non dispone di

Francesca Roma mezzi alternativi come la bicicletta vede davanti a se, decine di chilometri di strada da percorrere a piedi. Atc, ha pensato a una navetta. La Navetta T. Il suo itinerario va dal parcheggio S.Orsola e arriva sotto alle due Torri, poi prende per Strada Maggiore e arriva in via Mazzini. L’itinerario è troppo breve per essere utile agli abitanti della zona ad ovest del centro dentro le mura, infatti la navetta è quasi sempre vuota. Qui sorge una prima contraddizione. Se l’amministrazione voleva togliere totalmente il traffico veicolare dalla T, doveva pensare in anticipo a informare i cittadini dei nuovi itinerari del trasporto pubblico, cosa che non è stata fatta, e provvedere eventualmente a navette più efficienti tra le zone a traffico normale e le zone a traffico azzerato, così da non causare l’evidente “effetto deserto” in pieno centro storico. Ma andiamo con ordine.

Non dispendermi nell’ambiente, riciclami o passami di mano.

(continua a pag. 4)


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L’almanacco di Riccardo Lenzi SETTEMBRE

2 settembre 1980, Beirut (Libano): rapiti e uccisi da ignoti i giornalisti GRAZIELLA DE PALO e ITALO TONI. 3 settembre 1982, Palermo: la mafia uccide il generale dell’Arma CARLO ALBERTO DALLA CHIESA. Nell’agguato vengono uccisi anche la moglie EMMANUELA SETTI CARRARO e l’agente di scorta DOMENICO RUSSO. 3 settembre 1995, Niscemi (CL): scompare il giovane PIERANTONIO SANDRI. I resti verranno trovati nel 2009 in seguito a dichiarazioni di collaboratori di giustizia che hanno parlato di omicidio mafioso. 5 settembre 2010, Pollica (SA): ucciso dalla camorra il sindaco ANGELO VASSALLO per la sua azione a tutela dell’ambiente e per le sue denunce contro gli spacciatori. 8 settembre 1984, Villagrazia di Carini (PA): ucciso a fucilate da mafiosi l’imprenditore FRANCESCO LA PAROLA. 9 settembre 1966, Bolzano: strage a MALGA SASSO. Terroristi del BAS fanno esplodere una caserma della Guardia di Finanza, uccidendo i finanzieri MARTINO COSSU, HERBERT VOLGGER e FRANCO PETRUCCI. 11 settembre 2001, New York: attentato alle torri gemelle e al Pentagono. Le vittime degli attentati furono 2.974, esclusi i 19 dirottatori degli aerei. 13 settembre 1978, Ottaviano (NA): ucciso a colpi di pistola l’avvocato PASQUALE CAPPUCCIO, consigliere comunale del Psi. 15 settembre 1993, Palermo: la mafia uccide don PINO PUGLISI. 16 settembre 1970, Palermo: scompare il giornalista MAURO DE MAURO. 17 settembre 1970, Reggio Calabria: durante scontri di piazza resta ucciso l’autista ANGELO CAMPANELLA. 18 settembre 2008, strage di Castelvolturno (CE): un commando uccide sei lavoratori africani: ABADA EL HADJI, CRISTOPHER ADAMS, FRANCIS KWAME

RUBRICA ANTWI JULIUS, SAMUEL KWAKO, ALEX JEEMES e ERIC YEBOAH AFFUM.

20 settembre 2009, Crotone: dopo tre mesi di coma muore DOMENICO GABRIELE, bambino di 11 anni. Il 25 giugno durante una partita di calcetto un killer della ‘ndrangheta sparò uccidendo Gabriele Marrazzo e ferendo 6 ragazzi tra i quali Domenico. 21 settembre 1986, Porto Empedocle (AG): durante un agguato nella guerra di mafia rimangono uccisi Giuseppe Grassonelli, suo figlio Gigi, Giovanni Mallia, Salvatore Tuttolomondo e due vittime innocenti, FILIPPO GEBBIA e ANTONIO MORREALE. 21 settembre 1990, Agrigento: la mafia uccide il magistrato ROSARIO LIVATINO. 23 settembre 1985, Napoli: la camorra uccide il giornalista GIANCARLO SIANI. 25 settembre 1979, Palermo: la mafia uccide il magistrato ed ex deputato (indipendente di sinistra) CESARE TERRANOVA e il maresciallo LENIN MANCUSO. 25 settembre 1988, Caltanissetta: la mafia uccide il giudice ANTONINO SAETTA e il figlio STEFANO. 25 settembre 2005, Ferrara: quattro agenti di Polizia (tuttora in servizio, nonostante la condanna definitiva) ammazzano di botte il diciottenne FEDERICO ALDROVANDI. 26 settembre 1970, autostrada del Sole: cinque giovani anarchici calabresi (GIANNI ARICÒ, ANGELO CASILE, FRANCO SCORDO, LUIGI LO CELSO e ANNALISE BORTH) muoiono in uno scontro con un camion guidato da uno dei fratelli Aniello, sodali del “principe” nero Junio Valerio Borghese. Stavano andando a Roma con un dossier sulla strage del treno Freccia del Sud, avvenuto il 22 luglio 1970. 26 settembre 1988, Valderice (TP): scompare MAURO ROSTAGNO, già leader di Lotta Continua, fondatore della comunità “Saman”. 29 settembre / 5 ottobre 1944, Marzabotto-MonzunoGrizzana (BO): eccidio di MONTE SOLE; le SS del maggiore Walter Reder uccidono circa 800 persone. 30 settembre 1996, Varapodio (RC): la ‘ndrangheta uccide l’imprenditore ANTONINO POLIFRONI perché non voleva pagare il pizzo.


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Parola ai cittadini: iniziata raccolta firme referendum paritarie

Paolo Perini

La notizia è che da oggi è iniziata, in Piazza della Mercanzia, la raccolta firme per ottenere un referendum comunale sui finanziamenti alle scuole private paritarie dell’infanzia: 3 mesi per raccogliere 9 mila firme. La questione riguarda tutti, anche chi come me o come voi ha da tempo finito la scuola dell’obbligo e non ha figli a carico. Il Comune di Bologna spende ogni anno in convenzioni con le scuole private paritarie circa 1 milione di euro. Le scuole paritarie offrono 1700 posti circa, per quanto riguarda la scuola primaria. Per uno sguardo ai quesiti rimandiamo al precedente articolo Il comitato promotore non vuole spingere i bolognesi in una “battaglia ideologica astratta che finirà col creare livore e sarà strumentalizzata all’interno della campagna elettorale”, come ha affermato ieri sera in occasione della presentazione del nuovo quotidiano Pubblico, al Cassero, il nostro primo cittadino Virginio Merola. Il comitato promotore vuole far scegliere me e voi su una questione fondamentale che non dovrebbe essere oggetto del contendere se si seguisse alla lettera la Costituzione: continuare con il regime delle convenzioni o promuovere la scuola pubblica. In altre parole, i soldi pubblici del comune devo finire in parte a soggetti privati o devono essere elargiti esclusivamente alle scuole comunali o statali, cioè pubbliche, laiche e gratuite?   Il quesito pone sul tavolo un problema reale: a Bologna, un tempo patria e faro della buona amministrazione e degli “asili migliori del mondo”, oggi ci sono 326 bambini esclusi dalla scuola primaria comunale per mancanza di posti.  Il dato non è ufficiale ma ufficioso e si riferisce a giugno. Sempre a giugno risale la dichiarazione di Fism (l’associazione che rappresenta le scuole confessionali a Bologna) di avere 143 posti disponibile presso le proprie strutture, e di poterli estendere ulteriormente (previo pagamento) a 400. Ecco, questo è il punto. Bologna ha un sistema radicalmente sbagliato. Chi vuole far studiare il proprio figlio alla privata è libero di farlo, ma più spesso succede che chi vuole semplicemente iscrivere suo figlio è costretto dalle circostanze a scegliere la scuola privata perché la pubblica non ha più posto. Questo è grave e lesivo della libertà di insegnamento, della volontà dei genitori e cittadini e lesivo anche della Costituzione, tanto per cambiare. Vi starete chiedendo “ma in fondo che cambia se il bambino fa la scuola alla privata piuttosto che alla comunale? Sono sempre scuola”. Si, dico io, sono sempre scuola. Ed è vero come ha detto Merola ieri sera che gli le paritarie

per ottenere i finanziamenti comunali devono avere orari e strutture con caratteristiche decise dal Comune; ma è falso che la scuola privata paritaria sia identica alla scuola pubblica. La scuola paritaria infatti, ha un proprio progetto educativo, spesso di stampo confessionale; i diplomi da esse rilasciati sono equipollenti a quelli rilasciati dalle scuole pubbliche, ma non uguali. Inoltre il Comune avrebbe dovuto provvedere a fare dei controlli di conformità delle regole, che non svolge più da una decina di anni. Ci sono scuole private paritarie che non hanno ammesso allievi con handicap, anche se nella convenzione sarebbe vietato; c’è una scuola che ha solo sezioni femminili e anche questo sarebbe vietato. Eccetera. Il sistema delle convenzioni ha circa 20 anni, e puntualmente non è mai riuscito a risolvere il problema dei bambini esclusi, che sta diventando cronico. L’aspetto che meglio fa capire gli orientamenti confessionali del Comune di Bologna è il fatto che per legge un Comune può chiedere allo Stato ulteriori sezioni rispetto a quelle già finanziate; la scadenza per chiedere maggiori sezioni era il 31 marzo scorso, il Comune di Bologna ha presentato la domanda in ritardo, l’8 giugno e pare abbia


4 chiesto solo 5 sezioni in più. Ora, ragioniamo: 5 sezioni significa 5 classi piene; a patto che il Comune non abbia intenzione di fare classi da 100 bambini è evidente che anche la richiesta è inadeguata. Parallelamente è di qualche mese fa l’esternazione dell’assessore all’istruzione Marilena Pillati che ha invitato le scuole private a farsi carico dei bambini in più. Il che, però, significherebbe contestualmente anche un aumento delle risorse pubbliche destinate alle scuole private paritarie. Perciò il Comune di Bologna ha rinunciato all’opportunità di avere l’adeguato numero di classi statali ma chiede ai privati di farsi carico dei bambini. La politica educativa del Comune è perciò spingere le famiglie a scegliere la scuola paritaria, perciò privata, perciò confessionale, cioè cattolica, invece della scuola primaria pubblica, laica e gratuita. L’ultima chicca, di notevole rilevanza sia politica che

informativa, ma di cui tutti i quotidiani bolognesi non hanno parlato, sta proprio nel fatto che il regime di convenzioni è stato più volte posto sotto la lente di ingrandimento e in Comune ci si è proprosti più volte di rivisitarlo. L’ultima idea è stata di fare un tavolo tecnico, a cui - udite udite - assieme ai tecnici del Comune si sono seduti esclusivamente rappresentanti di Fism. Cioè coloro che ricevono i contributi pubblici. Uno strano modo, questo del Comune di Bologna, per essere imparziali, quello di scegliere le regole del gioco con chi queste regole dovrà poi rispettarle. Si chiama conflitto d’interessi. E anche falsa coscienza del Comune di Bologna, impegnato da anni in quella che potrebbe sembrare una vera e propria presa di posizione in favore della scuola privata e a sfavore della scuola pubblica, laica e gratuita.

T Days, ovvero una buona idea applicata male (segue da pag. 1) Taxi: sorgono due nuovi parcheggi in via Roosvelt e in via Da via Castiglione al Parco della Chiusa: Per arrivare al Castiglione che si vanno a sommare agli altri già presenti Parco della Chiusa da via Castiglione si deve prendere la durante la settimana. Incentivare la mobilità privata certa- circolare n.33 in direzione stazione centrale, la direzione mente non può essere una valida alternativa alla mancanza opposta a dove dovrei scendere cioè porta Saragozza. della mobilità pubblica nella zona T. Infatti Bologna è Questo perché nei giorni feriali è stata soppressa la linea già piena di parcheggi: VIII Agosto, Sferisterio, Staveco, circolare 32, in senso opposto. Così si è costretti a farsi il Autostazione, Riva Reno, Tanari, Zaccherini Alvisi, giro delle intere mura invece che solo una fermata. Sant’Orsola, Carracci. Da via San Felice alla Festa dell’Unità (Parco Nord): Se l’obiettivo era trasformarli in parcheggi scambiatori, L’ultimo itinerario è stato il più problematico. Il 13 o il dove si potesse lasciare l’auto e andare felicemente a piedi 19 risalgono effettivamente via San Felice, ma mi lasciano per la T, l’obiettivo non è stato raggiunto. all’inizio di via Marconi: disagevole, visto che so che la fermata del 25 è alla fine di via Marconi in corrispondenza Disabili: spuntano come funghi nuove piazzole riservate della Camera del Lavoro. Perciò decido di recarmi alla in Piazza Roosvelt, non ho capito se per prevenire i pass fermata del 25 in via Marconi. Aspetto per una buona falsi o coprirne di più, e poi che dire della possibilità di mezz’ora, ma poi mi rendo conto che è sabato e il 25 non accedere alle laterali della zona T? Chi ha una disabilità passerà perché ci sono i T-Days! Gambe in spalla, vado motoria rischia di rimanere perfino immobile. in Stazione, ho un appuntamento alla Festa dell’Unità Ma per arrivare in centro all’atto pratico cosa succede? e sono già in ritardo, oltretutto quando arrivo al Parco Poniamo di dover passare soltanto per il centro, per esem- Nord scopro che davanti alla Festa il 25 non ferma più pio per arrivare da una parte all’altra della città: che cosa e assieme agli anziani che inveiscono contro l’autista, scendo alla Dozza e faccio un’altra bella passeggiata fino cambia? a destinazione. Gli itinerari che ho sperimentato sono stati: via Saffi/via Rizzoli, via Saffi/via Toscana, via Castiglione/Parco della Ora però mi sorge un dubbio, non sarà che i T-Days siano stati organizzati per prevenire l’obesità? O magari per Chiusa e via San Felice/Festa dell’Unità. indurci tutti a usare di più i taxi? Da via Saffi/via Rizzoli, a via Saffi/via Toscana: Per andare da via Saffi a via Rizzoli passa il 13 o il 19 che però si ferma I T–Days si sono trasformati in giornate in cui godersi il in via Marconi e li termina. Arrivare invece in via Toscana centro a “T(errible) Days”, giorni terribili. Sono la classica partendo da Saffi è più difficile. Il 13 si ferma prima del buona idea, applicata male. solito, in via Marconi e per prendere l’altra linea di 13, che non andrebbe a toccare la T, devo fare a piedi tutta via Ugo Bassi, Rizzoli e Santo Stefano. Non proprio comodo. Per critiche, suggerimenti o articoli contattaci su: @: ilbolognino@gmail.com Caporedattore Paolo Perini - perinipaolo@gmail.com

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Il Bolognino - Settembre 2012  

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