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IL BOLOGNINO Foglio d’informazione critica

n° 4 - Febbraio 2012

Riceviamo e pubblichiamo:

Lo show della laurea a Napolitano Lo scorso 30 gennaio abbiamo assistito alla replica di uno spettacolo triste. Da una parte centinaia di poliziotti, carabinieri e quant’altro schierati a difesa (?) delle alte cariche istituzionali e accademiche riunite per la cerimonia di inizio anno accademico e per conferimento della laurea honoris causa al Presidente Napolitano. Dall’altra, i contestatori sempre e comunque. Un gioco delle parti già visto. Da una parte l’ordine, la polizia e dall’altra il disordine di chi si sente estraneo alle logiche del potere e invece ne fa pienamente parte, perchè è una parte imprescindibile del gioco delle parti. Dentro l’aula di Santa Cristina, invece si è consumato lo strazio dei discorsi vacui e pomposi, barocchi, a cui le alte cariche dello Stato ci hanno assuefatti. Ai cittadini rimangono i costi da pagare e il nome della loro città sui teleschermi nazionali. Chissà quanto sarà costata tutta quell'inutile militarizzazione. Alla faccia della crisi! Tutto per avere l'onere e l'onore di accogliere il beniamino degli italiani, il Presidente Napolitano. Lo stesso che ha firmato prontamente tutte le leggi vergogna allo scorso governo senza fiatare e senza tentare di difendere la Costituzione. Napolitano ha aperto la strada a un governo tutt'altro che tecnico che ha reso l'Italia una succursale delle decisioni prese dai mercanti internazionali della finanza speculativa. Monti però ha uno stile diverso, ci ha ridato credibilità. Del suo stile che te ne fai, mi chiedo, quando ti ruba il futuro e la pensione e completa l'opera di distruzione dei diritti intrapresa dal governo Berlusconi? Ora Piazza Affari conta di più del Parlamento, con buona pace del ruolo della politica, “imprescindibile e da riscoprire”, nelle parole di Napolitano. Ma si sa, queste alte logiche internazionali spesso vanno a braccetto con le basse logiche da cortigianeria della provincia italiana. Il conferimento della laurea honoris causa in scienze politiche al Presidente, infatti, altro non è stata se non una campagna pubblicitaria, per un università che perde iscritti. L’Unibo infatti sta dentro a una città che non la sente come propria e che fatica a inserire nel tessuto lavorativo cittadino i laureati. Gli studenti poi, sono demonizzati da una decina d’anni. Dall’infausto Guazzaloca in poi, gli studenti sono utili alla città solo pagando le tasse universitarie e gli affitti.

Ma comunque sporcano e fanno chiasso. Sono gli artefici del degrado. Con queste argomentazioni miopi gli amministratori di Bologna hanno trasformato la Dotta dalla storia millenaria in un laurificio. Prosciugando progressivamente la vita universitaria e intellettuale della città Ecco spiegata la necessità dello show della laurea al Presidente della Repubblica. Sperando che l'immeritato prestigio di cui gode Napolitano possa far aumentare le iscrizioni a Unibo. La libertà di denunciare tutto questo però ce l'hanno già tolta. L’arma più forte per farci stare zitti e obbedienti è il ricatto lavorativo, che atterrisce e appiattisce le menti e ha il compito di soffocare la capacità di pensiero critico. Perciò non posso firmare questo pezzo. Si leverebbe prontamente un forte ostracismo nei miei confronti. L’Italia è così da sempre. Libera, ma solo fino a un certo punto. Ci vogliono rendere tutti degli ilari e produttivi ometti, incapaci però di analizzare con propri strumenti intellettuali la realtà che li circonda. Pronti a berci ogni sorta di scemenza, come il concetto di degrado. O come il senso di coesione nazionale di Napolitano, guarda caso, proditoriamente usato da grimaldello per imporci decisioni prese dai mercati e fuori da organi democratici. Chi è contro il governo Monti è un irresponsabile. Punto. Questa strategia delegittima le voci critiche, svuotando di senso uno dei cardini della democrazia, quello del rispetto di chi non la pensa come la maggioranza. Se poi ci azzardassimo a non sentirci né dalla parte di Napolitano e di Monti né dalla parte dei contestatori, allora saremo dalla parte più scomoda in assoluto. Chi ha senso critico è malvisto tanto a sinistra quanto a destra, dal governo come dal centro sociale. Ti devi schierare. Perché ciò di cui ha sempre avuto paura il potere, qualunque potere, sono cittadini ben informati e con capacità critica. Sarebbe opportuno ricordarcelo tutte le volte che ci vogliono far sentire degli irresponsabili perché ragioniamo con la nostra testa e rifiutiamo di schierarci aprioristicamente.

Non dispendermi nell’ambiente, riciclami o passami di mano.


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L’almanacco di Riccardo Lenzi FEBBRAIO

RUBRICA

1 Febbraio 1977, Roma: durante un’assemblea alla facoltà di Lettere de La Sapienza, militanti del Fuan capeggiati da Alessandro Alibrandi - noto squadrista romano, terrorista, fondatore dei Nar - assaltano l’università armati di spranghe, molotov e pistole: due giovani restano feriti. Gli studenti reagiscono assaltando una sede Msi. L’università viene occupata. Ha inizio il movimento del ‘77.

10 febbraio 1986, Firenze: le Brigate Rosse uccidono l’ex sindaco LANDO CONTI. Lo stesso giorno inizia a Palermo il primo maxiprocesso a Cosa nostra (474 imputati).

3 febbraio 1998, strage del CERMIS: un aereo militare Usa decollato dalla base di Aviano, a causa di una manovra spericolata, trancia i cavi della funivia del Cermis in Val di Fiemme. Muoiono 20 persone. Pilota e navigatore verranno giudicati dalla corte marziale Usa: caduta l’accusa di omicidio colposo, verranno giudicati colpevoli solo di intralcio alla giustizia.

17 febbraio 1981, Milano: le Brigate Rosse uccidono il direttore sanitario del Policlinico LUIGI MARANGONI.

4 febbraio 1971, Catanzaro: il lancio di alcune bombe contro una manifestazione antifascista provoca la morte dell’operaio socialista GIUSEPPE MALACARIA e il ferimento di 14 persone. 5 febbraio 1981, Padova: durante uno scontro a fuoco tra una pattuglia dei Carabinieri e i Nar (i fratelli Fioravanti e Francesca Mambro) restano uccisi il brigadiere LUIGI MARONESE e l’appuntato ENEA CODOTTO. Valerio Fioravanti, ferito, viene arrestato. 6 febbraio 1980, Roma: sei mesi prima di mettere la bomba alla stazione di Bologna, Valerio Fioravanti, leader dei Nar, uccide il poliziotto MAURIZIO ARNESANO che aveva solo 19 anni. Scopo dell’omicidio impadronirsi del suo mitra M.12. Al sostituto procuratore di Roma il 13 aprile 1981 Cristiano Fioravanti dichiara: “La mattina dell’omicidio Arnesano, Valerio mi disse che un poliziotto gli avrebbe dato un mitra; io, incredulo, chiesi a che prezzo ed egli mi rispose: ‘gratuitamente...’; fece un sorriso ed io capii”. 9 febbraio 1954, Palermo: GASPARE PISCIOTTA viene avvelenato in carcere con un caffè alla stricnina. Voleva raccontare ai giudici la verità su Salvatore Giuliano, sulla strage di Portella della Ginestra e sui rapporti mafia-politica.

12 Febbraio 1980, Roma: le Brigate Rosse uccidono VITTORIO BACHELET, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, già dirigente dell’Azione Cattolica e della Dc.

18 Febbraio 1993, Roma: scompare SERGIO CASTELLARI, ex direttore generale delle Partecipazioni Statali, coinvolto nello scandalo della maxitangente Enimont. Il cadavere sfigurato verrà ritrovato pochi giorni dopo nella zona di Sacrofano. Poco prima di sparire era stato interrogato (e aveva incontrato Giulio Andreotti). 19 febbraio 1988, Casalecchio di Reno (BO): la banda della Uno bianca uccide la guardia giurata CARLO BECCARI durante rapina alla Coop. 22 Febbraio 1980, Roma: terroristi neofascisti uccidono VALERIO VERBANO. 19 anni, studente del liceo scientifico Archimede, Valerio si occupava di controinformazione e aveva realizzato un dossier (poi scomparso) sui Nar. 23 febbraio 1985, Palermo: uccisi ROBERTO PARISI industriale, presidente dell’Icem - e il suo autista GIUSEPPE MANGANO. Parisi aveva perso la prima moglie Elvira De Lisi e la figlia Alessandra nella strage di Ustica (1980). 28 febbraio 1961, Augusta (SR): nel corso di uno sciopero dei lavoratori della Rasiom (raffineria di petrolio che nel ‘61 viene acquisita dalla Esso), agenti di polizia lanciano una bomba a mano che ferisce quattro sindacalisti e quattro operai. 28 febbraio 1985, Palermo: ucciso l’industriale PIERO PATTI. Ferita la figlia di 9 anni.


Fiom in piazza per un welfare meno diseguale La Fiom promuove l’ennesima manifestazione nazionale in difesa dei diritti dei lavoratori. L’appuntamento è stato spostato causa maltempo dall’11 al 18 febbraio. L’attacco ai diritti è ormai palese, ma pare non interessare chi ne sarà colpito, ovvero la maggioranza della classe lavoratrice italiana che nicchia nel prendere coscienza. Maurizio Landini, nella conferenza stampa dello scorso 7 febbraio ha ribadito che la Fiom sfilerà a Roma non solo per difendere l’articolo 18 ma anche estenderlo. Il sindacato dei metalmeccanici pare conscio del fatto che 3 milioni di lavoratori, per la maggior parte giovani, sono esclusi dalle tutele dello Statuto dei lavoratori de facto grazie alla precarietà. «Democrazia al lavoro (il nome della manifestazione n.d.r) perché quando si attaccano i diritti – spiega Landini - inevitabilmente si attacca la democrazia. Il problema è estendere diritti a chi non li ha, ridurre le forme di precarietà, e mantenere articolo 18 è precondizione per ridurre la precarietà. Bisogna aprire all’idea di reddito di cittadinanza, facendo costare il lavoro a tempo determinato di più di quello a tempo indeterminato», ha concluso. Fiom sta assumendo nella realtà un ruolo che è molto più ampio del proprio. Infatti, non solo difende i diritti sindacali degli operai metalmeccanici, ma ora si pone a baluardo di difesa dei diritti di tutti. Tale compito spetterebbe alle confederazioni Cigl e Cisl Uil, se queste ultime non fossero ormai assolutamente appiattite sulle posizioni confindustriali, quasi a rasentare una situazione di “sindacati gialli”. Togliere i diritti a chi li ha già, certamente

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non risolverà la dualità del sistema lavorativo italiano, ne farà si che noi giovani otteniamo più diritti. Una ricerca di comparazione tra i sistemi di welfare state in Europa, compiuta dal professor Gianluca Busilacchi per Linkiesta,(vedi qr mode) mostra chiaramente come in numerosi paesi europei, tra cui Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna esistano un insieme di misure assistenziali per gli inoccupati, cioè per coloro che in Italia sono esclusi dalle protezioni sociali e che vengono espulsi dal mondo del lavoro a seguito della fine di un contratto precario. Queste misure completano le indennità tradizionali come la cig o il sussidio di disoccupazione e vengono spesso affiancate da strumenti per il lavoratore come formazione continua e iscrizione obbligatoria ai servizi di ricerca lavoro. Infine, in tutti i paesi europei esiste il paracadute del salario minimo di cittadinanza, con l’eccezione di Ungheria, Grecia e appunto... Italia. Paolo Perini w Ammortizzatori sociali, l’Italia è un Paese w europeo? w

Criminali, internati e detenuti Lo svuota carceri e il prossimo futuro

Martedì 14 febbraio, il Senato si esprimerà in modo delitti. Inoltre, le forze di polizia dovranno farsi carico della definitivo circa un problema spinoso e purtroppo sempre custodia e della sorveglianza dei rei colti in flagranza di attuale, almeno nel nostro paese: la situazione dei detenuti reato e destinati al rito direttissimo. Con questa misura, il nelle carceri italiane. Il governo ha deciso di blindare con ministro Paola Severino, conta di alleggerire la situazione la fiducia il decreto legge, denominato appunto “svuota esplosiva delle carceri e risparmiare 350mila euro al carceri”, onde evitare ostruzionismi politici di ogni tipo. giorno. Bisogna ammettere che questa soluzione, dettata A onor del vero, è opportuno sottolinearlo, la Lega da dalle nostre arcinote carenze strutturali e dai nostri conti sola ha proposto 600 emendamenti, che ovviamente tutt’altro che rosei, grazie alla disastrosa gestione della spesa allungherebbero fin troppo i tempi parlamentari. Giovedì pubblica degli ultimi governi, ha il pregio di non optare 9 febbraio intanto, la Camera si è espressa con un voto per una soluzione diretta ed inadeguata del problema come favorevole a questo provvedimento, che permetterà a 3.327 l’indulto o l’amnistia. La pena resta certa. condannati di scontare ai domiciliari l’ultima parte della Viene solo commutata la modalità della sua esecuzione loro pena, pari a 18 mesi. Tutto ciò però, avverrà solo a patto nella sua parte finale, e questo, per quanto sia legittimo di aver dimostrato buona condotta e non pericolosità, a ritenerlo discutibile, ha comunque una valenza di seguito di un esame di un magistrato. I possibili utilizzatori corretta intransigenza formale. I problemi più rilevanti, di questo decreto non dovranno aver commesso reati gravi, purtroppo, vengono dal futuro, poiché il provvedimento essere delinquenti abituali, professionali o per tendenza, o non aggredisce le norme che generano un così elevato detenuti sottoposti al regime di sorveglianza particolare. Il numero di carcerati per reati la cui reale lesività è decreto non sarà applicabile neanche nei casi di concreta abbastanza opinabile nel concreto. Abbiamo avuto in possibilità di fuga, o nei quali sussistano motivate ragioni tempi recenti processi penali per furti alle volte irrisori per ritenere che il condannato possa commettere altri (segue a pag. 4)


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ACTA, la nuova minaccia alla libertà di Internet

Sventata la minaccia di SOPA e PIPA, il primo cancellato e la discussione del secondo rimandata a data da definirsi, dopo l’accesa opposizione popolare (e il più grosso attacco hacker della storia a firma Anonymous), ecco che 22 stati europei, tra cui l’Italia, firmano ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement), un accordo commerciale internazionale fortemente voluto dagli USA che, ancora una volta, minaccia la libertà in Rete. Proviamo a capire di cosa si tratta. Come suggerisce il nome, il trattato dovrebbe occuparsi della contraffazione di merci, equiparando però la copia di materiale coperto da copyright a materiale contraffatto. Cosa tecnicamente errata, in quanto una copia digitale è esattamente uguale all’originale, inoltre, in questo modo un utente che condivide gratuitamente una canzone, un film o altro materiale protetto è messo alla stregua di chi produce merci contraffatte per lucro. Vi renderete conto che c’è qualcosa di tremendamente errato in questo. La stesura originale di ACTA prevedeva il controllo sulle attività degli utenti da parte degli ISP (i fornitori di servizi internet), ma questo passaggio è stato trovato evidentemente eccessivo e quindi è stato inizialmente sostituito da misure “three strikes” (alla terza violazione l’utente viene privato della connessione), e infine trasformato in un vago «promuovere sforzi collaborativi [...] per affrontare (segue da pag. 3) (come il processo a Taranto per il furto di un ovetto di cioccolato) o leggi terribilmente afflittive per reati che, di fatto, provocano più fastidi che veri e propri danni (come quella sull’immigrazione e sulle droghe leggere). Finché esisteranno leggi tali, il problema sovraffollamento delle carceri continuerà a manifestarsi, anche a causa di strutture sulle quali bisognerebbe fare qualche investimento mirato in più, invece di svuotarle un tanto al chilo con gli indulti passati. Un’ultima nota positiva però bisogna aggiungerla: il governo ha ufficializzato, questa volta al Senato, una data definitiva per la chiusura degli OPG, i vecchi manicomi criminali. w w w

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Il governo chiude i sei manicomi criminali Viaggio nell’Opg d’Aversa, il “lager del Sud”

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efficacemente le violazioni di marchi registrati e diritto d’autore [...] preservando principi fondamentali quali la libertà di espressione, il giusto processo e la privacy», che di fatto non impedisce le precedenti letture, lasciando ai singoli stati la scelta della modalità d’azione. Ma ciò che davvero rende inquietante ACTA, è la segretezza con cui è stata scritta da una piccola élite di nazioni. Secondo quanto trapelato da documenti trafugati e pubblicati da Wikileaks, l’obiettivo di tanta segretezza era quello di scavalcare istituzioni internazionali come WIPO e OECD, evitando eventuali proteste da parte degli altri paesi, coinvolti solo a carte fatte. Negli USA, inoltre, ACTA è stato trattato come un “accordo esecutivo”, col risultato di scavalcare la ratificazione del Senato. «Se ACTA - segnala Tymothy B. Lee su Ars Technica - diventasse una parte vincolante della legge internazionale, creerebbe un precedente per futuri trattati che evitino i principi basilari di trasparenza e responsabilità democratica». ACTA dovrebbe essere operativo a giugno di quest’anno ma già si profila un’ulteriore minaccia alla libertà del web col nome di TPPA (Trans-Pacific Partnership Agreement), altro accordo coperto da segreto, che prevede l’estensione della durata dei copyright, sanzioni penali e interdizione all’uso di internet per chi viola il diritto d’autore. Alessandro De Cenzo

Criminali, internati e detenuti

Queste strutture accolgono più di 1400 persone mentalmente disturbate, in condizioni di degrado completo, che violano ogni basilare diritto umano. Gli internati hanno commesso il più delle volte meri reati bagatellari e che sono stati puniti con la permanenza in strutture più simili a Lager che ad ospedali, solo perché malati di mente. La data della definitiva chiusura di questi Lager è fissata al 31 marzo 2013, sperando che non accada come in precedenti provvedimenti, dove ad annunci di chiusure ed adeguamenti a standard civili non è poi seguito altro che indifferenza. Simone Perini Svuota Carceri, Lega e Idv all’attacco “Indulto mascherato, così delinquenti liberi”

Caporedattore Paolo Perini - perinipaolo@gmail.com In redazione Emiliano Galati - galati.emiliano@gmail.com Simone Perini - simone.perini.bat@hotmail.it Impaginazione Alessandro De Cenzo - decenzo.a@gmail.com Con la collaborazione di Riccardo Lenzi

Volantino stampato in proprio, a Bologna li 21 Gennaio 2012 Non dispendermi nell’ambiente, riciclami o passami di mano.


Il Bolognino - Febbraio 2012  

Il Boloognino, foglio d'informazione critica, edizione di Febbraio

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