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Foglio d’informazione critica

Aprile 2012

ilbolognino.info

La riforma del lavoro. Vademecum Poco dopo l’approvazione di questa riforma del lavoro, Monti s’è incontrato per un pranzo conviviale con Susanna Camusso segretario della Cgil e con Bersani. In uno scroscio di risate e sorrisi tutte le aspre contese sembravano lontane anni luce, e anni luce lontani eravamo noi, cittadini e lavoratori che subiremo tutto questo. La riforma del lavoro elaborata dal governo, non si ferma al cambiamento dell’articolo 18, dovrà a giorni essere sottoposta al Parlamento ed è una riforma complessiva che tocca non solo la flessibilità in uscita (Art.18) ma anche in entrata e gli ammortizzatori sociali. Ho tentato di dissipare i tanti dubbi con un analisi, spero dettagliata, della riforma. Per ogni paragrafo ho analizzato senza aggiungere miei personali commenti, che invece trovate in conclusione del paragrafo e in corsivo – una questione di trasparenza. Riforma dell’art. 18.

Non c’è nessuna abolizione dell’articolo 18. L’idea era riformare l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, per dare più sicurezze alle imprese su come finiscono le procedure di licenziamento, ma nello spesso lunghe e costose e nello stesso tempo bisognava proteggere meglio i lavoratori, sopratutto quelli duali. Il licenziamento potrà essere disciplinare, economico/organizzativo - legittimo, o discriminatorio – illegittimo. Finora non era prevista la possibilità di un licenziamento espressamente organizzativo, cioè non era possibile per l’imprenditore disfarsi facilmente di un lavoratore con contratto a tempo indeterminato per pure esigenze di mercato, ora è possibile. Grande differenza è prevista per i licenziati disciplinari ed economici e i licenziati illegittimi cioè per discriminazione. Per gli ultimi, le cose resteranno come ora, in questo senso l’articolo 18 rimane inalterato con un possibile reintegro in azienda, mentre per i primi è previsto il ricorso al giudice e il solo indennizzo economico. Dal momento che è ormai scontato che il licenziamento potrà essere motivato da ragioni “economiche o organizzative”, nessun imprenditore sarà così sprovveduto da attuare licenziamenti discriminatori o persino disciplinari: un problema organizzativo - con la necessità di ristrutturazione che hanno tutte le aziende in

Paolo Perini questa fase - si trova molto facile ed è questa la strada per aprire a futuri licenziamenti di massa.

Tutto in mano ai giudici. Il giudice si ritroverà a dover decidere se il licenziamento è stato disciplinare o economico, con quindi fortissima spinta per gli imprenditori a far valere davanti al giudice il licenziamento come disciplinare per pagare indennizzi molto più ridotti. Dopo aver deciso sulla tipologia di licenziamento, cioè aver deciso se si tratta di licenziamento legittimo o illegittimo, nel caso di licenziamento legittimo, cioè disciplinare o economico, il giudice dovrà decidere poi anche sul reintegro o liquidazione del licenziato. «Il potere dei giudici è destinato ad aumentare ulteriormente, e la riforma non darà più certezze alle imprese, perché i tempi della giustizia si allungheranno», commenta l’economista Tito Boeri. Nuove tutele assenti. E’ assolutamente «falso che il governo introduca nuove tutele», affermano i docenti Umberto Romagnoli, Luigi Mariucci, Piergiovanni Alleva e Giovanni Orlandini e una cinquantina di noti legali di tutta Italia. E lo spiegano in un documento per punti, pubblicato da Il Manifesto e taciuto dagli altri giornali: 1) la nullità dei licenziamenti discriminatori nelle piccole imprese sotto i 16 dipendenti esiste fin dal 1990 (legge 108, art. 3) 2) la trasformazione a tempo indeterminato dopo contratti precari di 3 anni è già disciplinata dall’art. 5 comma 4 bis del Dlgs. 368/01, il quale recita: ‘Qualora per effetto di successione di contratti a termine per lo svolgimento di mansioni equivalenti il rapporto di lavoro tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore abbia complessivamente superato i 36 mesi comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione che intercorrono tra un contratto ed un altro, il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato». Quindi a licenziamenti effettivamente più facili non corrisponde nessuna nuova tutela. L’ASPI non è flexicurity. L’Assicurazione Sociale per l’Impiego vuole essere una sorta di nuovo ammortizzatore sociale omnicomprensivo, che sostituirà dal 2017 il sussidio di disoccupazione, la cassa integrazione ordinaria e altre misure. Il resto dell’articolo lo potete leggere su www.ilbolognino.info

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L’almanacco di Riccardo Lenzi

RUBRICA

APRILE

2 aprile 1985, Pizzolungo (TP): un’autobomba della mafia, il cui obiettivo era il giudice Carlo Palermo, uccide BARBARA RIZZO (30 anni) e i suoi due figli gemelli, GIUSEPPE E SALVATORE ASTA, che avevano 6 anni. Il giudice e la sua scorta restano feriti. 6 aprile 2009, L’Aquila: terremoto provoca la morte di 308 persone e circa 1600 feriti. La scossa distruttiva si verifica alle 3.32. Suscita scalpore il dialogo tra gli imprenditori Francesco Maria De Vito Piscicelli e il cognato Gagliardi che, subito dopo il terremoto, vengono intercettati mentre ridono al telefono parlando dei guadagni che potranno avere grazie agli appalti per i lavori di ricostruzione.

segretario della sezione Msi di Primavalle 16 aprile 1975, Milano: al termine di una manifestazione un gruppo di studenti di sinistra aggredisce alcuni studenti di destra; uno di questi (iscritto ad Avanguardia nazionale) si rifugia in macchina, prende una pistola e spara tre colpi, uccidendo lo studente CLAUDIO VARALLI 16 aprile 1988, Forlì: le BR uccidono il costituzionalista ROBERTO RUFFILLI 17 aprile 1975, Milano: durante scontri di piazza, un camion delle forze dell’ordine investe ed uccide GIANNINO ZIBECCHI

7 aprile 1976, Roma: in seguito al lancio di alcune mo- 20 aprile 1988, Castelmaggiore: la banda della Uno lotov da parte di alcuni militanti dei Comitati Autonomi bianca uccide i carabinieri UMBERTO ERRIU e Operai, un agente di custodia spara e uccide il giovane CATALDO STASI MARIO SALVI (21 anni) 20 aprile 1991, Bologna: la banda della Uno bianca 7 aprile 1981, Roma: le BR uccidono l’agente di custodia uccide il benzinaio CLAUDIO BONFIGLIOLI RAFFAELE CINOTTI 21 aprile 1977, Roma: durante scontri tra polizia e stu9 aprile 1969, Battipaglia (SA): durante uno sciopero mi- denti l’agente SETTIMIO PASSAMONTI viene ucciso gliaia di agenti occupano la città, caricano i manifestanti da due colpi di pistola e sparano uccidendo il tipografo CARMINE CITRO di 19 anni e TERESA RICCIARDI di 30 anni, insegnante, 25 aprile 1945: Liberazione d’Italia colpita mentre era alla finestra di casa. 27 aprile 1966, Roma: in seguito ad un’aggressione fasci10 aprile 1991, porto di Livorno: in seguito a uno scon- sta all’Università La Sapienza, muore lo studente PAOLO tro con la petroliera Agip Abruzzo, il traghetto MOBY ROSSI PRINCE si incendia provocando la morte di 140 persone 27 aprile 1981, Torre del Greco (NA): durante il rapimento dell’ex presidente della Regione Campania Ciro 12 aprile 1973, Milano: l’agente ANTONIO MARINO Cirillo, le BR uccidono l’autista MARIO CANCIELLO (22 anni) viene colpito e ucciso da una bomba durante e l’agente di scorta LUIGI CARBONE una manifestazione di neofascisti 28 aprile 1977, Torino: le BR uccidono FULVIO 16 aprile 1973, Roma: in seguito a un incendio doloso CROCE, presidente dell’Ordine degli avvocati provocato da tre militanti di Potere Operaio, restano uccisi STEFANO e VIRGILIO MATTEI, figli del 30 aprile 1982, Palermo: la mafia uccide PIO LA TORRE

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Da Bologna il grido per una Siria libera

Aya Homsi

Aya è nata 25anni fa a Bologna da genitori siriani. Su facebook ha aperto la pagina Vogliamo la Siria Libera che conta più di 4mila iscritti. Con l’aiuto di altri ragazzi, pubblica i video, traduce le notizie dalla lingua araba all’ italiano, diffonde le voci degli oppositori al regime di Assad. Una tragedia spesso ignorata che finora ha provocato, secondo le Nazioni Unite, migliaia di incarcerazioni e almeno 10mila morti, fra cui 600 bambini.

«Ho sempre frequentato la Siria durante le vacanze estive e quindi vissuto seppur per brevi periodi la realtà del regime di Hafez al Assad e successivamente del figlio Bashar Al Assad. Iniziata la primavera araba cresceva in me la speranza che quest’ondata di libertà e democrazia arrivasse anche nel mio paese d’origine. Cosi fu. Il 15 marzo 2011 in un paese della Siria, Daraa, scoppiò la Foto tratta dal gruppo facebook “Vogliamo la Siria LIBERA!!” prima scintilla della rivoluzione siriana. Scoppiò per mano mainstream, raccontando di un conflitto etnico e non di giovani, che ripetevano slogan sentiti nelle televisioni. politico. Il pericolo è che la gente, gli italiani in questo Per questo furono arrestati, torturati, violentati e le loro caso, possano sentirsi meno solidali con la rivolta, dire famiglie vennero umiliate. La popolazione di Daraa iniziò “sono fatti loro”. La primavera araba ha creato un terremoa manifestare ogni giorno e a macchia d’olio la richiesta to economico, ma ricordiamoci sempre che in Europa la di dignità e di giustizia per i bambini di Daraa si diffuse. democrazia si è affermata dopo tanti secoli, tante dittature Io ero spettatrice di quello che accadeva, una spettatrice e tanti massacri. Il web ci permette di far vedere cose che entusiasta, da Bologna avevo l’impressione di non poter sarebbero censurate. In Siria purtroppo inizialmente non fare nulla, finché con il passare dei giorni, l’ aumentare c’erano network di attivisti che usavano internet in modo delle vittime siriane, decisi di creare un gruppo d informa“consapevole” come era successo in Egitto e in Tunisia. zione, in contatto con gli attivisti nel paese, per riportare Anche questa ingenuità ha generato confusione, specie agli le notizie che passavano ogni giorno nel sito di syrian restranieri. C’è chi dice che dietro le rivolte ci sono interesse volution. Ho deciso assieme a due ragazzi italo-siriani di creare il gruppo d’informazione siriana in Italia! Nacque stranieri, ma dobbiamo affermare con forza la principale verità: la rivolta in Siria è nata dai giovani nelle piazze; cosi “Vogliamo la Siria libera!”. anzi, è nata dai giovani di Daraa, arrestati dalle autorità A differenza delle altre rivoluzioni del Mediterraneo, la siriane.» questione siriana non è ben percepita dall’opinione pubblica italiana. Questo perché la violenza è entrata in una La redazione spera che l’ impegno profuso dalla giovane e combattiva Aya venga ricompensata da una giusta attenzione fase di continuità che stenta a fare notizia. Se hai un cen- dell’opinione pubblica per le tragedie del suo paese d’origine, così tinaio di morti a settimana la vicenda per i media diventa spera che la figura della giovane Aya non serva semplicemente normale. La strategia del regime poi è molto efficace: vie- a fare campagna elettorale per il Pd bolognese e nazionale. tano ai giornalisti di entrare, togliendo materiale ai media

La nave pirata si appresta a solcare i cieli

Alessandro De Cenzo Dopo anni di sviluppo e ricerca sui droni volanti, macchine complesse e versatili dalle possibilità praticamente illimitate e finora utilizzate sempre e soltanto dai signori della guerra come armi volanti senza pilota, ecco che ThePirateBay (TPB), contro ogni aspettativa, spiazza tutti e decide di far volare uno sciame di droni-server dove nessuno potrà spegnerli e sigillarli. Le polemiche nei confronti del popolare sito di indicizzazione di file torrent risalgono a molto prima dei recenti attacchi a Megaupload e tvShack, ma l'agguerrito portale svedese non ha reso la vita facile ai suoi avversari, e nonostante querele, multe, e l'oscuramento in diversi paesi (tra cui l'italia), il sito di BitTorrent più resistente dell'universo, come si autodefinisce, continua a restare online e fornire i suoi servizi a migliaia di utenti da tutto il mondo. Quello che è sicuro, è che dietro tale proverbiale resistenza c'è il continuo, duro lavoro di menti geniali. Risale solo a qualche mese fa la fine dei lavori per rimuovere dal portale tutti i file .torrent, che avrebbero potuto permettere a qualche authority di accusarlo di ospitare file protetti da copyright ... (continua a pagina 4)


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Destinazione Europa (Europa bene comune)

Marco Lombardo* Il manifesto ‘Rinascimento europeo. Crescita, solidarietà, democrazia: un nuovo percorso è possibile’ elaborato dalla Fondazione europea di studi progressisti insieme ad altre Fondazioni (Jean Jaurès – vicina al partito socialista francese, Italianieuropei – fondazione di Massimo D’Alema, Friedrich Ebert – vicina all’Spd tedesca) e sottoscritto, tra gli altri, da Bersani, Hollande e Gabriele lo scorso 17 marzo, rappresenta il punto di (ri)partenza dei progressisti europei che si candidano a rappresentare l’alternativa politica alle prossime scadenze elettorali. La foto di Parigi è rimasta sotto-traccia nei giornali italiani più interessati ad inquadrarla nella cornice della continua guerra di posizionamento all’interno del PD che a metterla a fuoco nella dimensione europea; essa può rappresentare il segno della rinascita della sinistra europea. Il manifesto di Parigi intende infatti disegnare gli assi cartesiani in cui si iscrive il perimetro di azione dei progressisti europei con una road-map che vede nelle prossime elezioni nazionali in Francia (22 aprile e 5 maggio in caso di probabile ballottaggio), Italia e Germania, le tappe di avvicinamento verso le prossime elezioni europee che devono segnare la riconquista dell’Europa. Il manifesto di Parigi rappresenta una (forse l’ultima) occasione per avere una vera campagna elettorale europea, fondata su temi europei, in cui si fronteggiano finalmente le diverse visioni dell’Europa politica. Non solo la discussione tra euro-entusiasti ed anti-europeisti, non solo il confronto tra chi vuole più Europa e chi ne vuole meno, ma un terreno di confronto tra progressisti e conservatori, lo scontro su quale Europa vogliamo, se l’Europa del metodo comunitario o quella intergovernativa, se l’Europa del rigore finanziario della BCE o l’Europa sociale che ancora non c’è, se L’Europa dell’avanguardia a più velocità o quella della solidarietà. Insomma, tutto quello che finora si è inteso mascherare nella vuota formula dell’economia sociale di mercato’ in cui ognuno ha intravisto ciò che gli piaceva vedere. In breve, la foto di Parigi non è la terza internazionale. Può essere il battito della prima campagna elettorale ‘europea’. I partiti politici nazionali sono chiamati a fare un salto di qualità sulle tematiche europee per comprendere che le scelte politiche che vengono fatte in Europa non sono scelte di politica estera ma temi di politica nazionale; la sfida più grande che si troveranno ad affrontare è quella di lavorare per una ‘riconnessione sentimentale’ dei cittadini all’UE, nella convinzione che l’Europa politica può essere un bene comune, un destino o una prospettiva comune, solo se saprà camminare al fianco dei suoi cittadini. * Marco Lombardo è assegnatista di ricerca in giurisprudenza presso Unibo e responsabile relazioni internazionali e politiche europee del Pd di Bologna.

La nave pirata si appresta a solcare i cieli

(segue da pagina 3)

(nonostante i file torrent non siano altro che un link, fisicamente scollegati dai file coperti da copyright), passando integralmente all'uso dei MagnetLink, i quali non contengono nessuna informazione sulla posizione dei file ricercati, e funzionano solo dal momento in cui almeno un utente in possesso del file torrent desiderato sia connesso alla rete. Non contenti, gli sviluppatori di ThePirateBay, sempre all'avanguardia in fatto di innovazioni, hanno recentemente annunciato che sono intenzionati a 'decentralizzare' i loro server in un modo alquanto atipico: i contenuti del sito verranno spostati su dei droni volanti che rimarranno in volo sulle acque internazionali, fuori dalla giurisdizione di chiunque. Non resta che domandarci se dopo centinaia di anni di favole su navi pirata volanti, i ragazzi di TPB riusciranno davvero a solcare il cielo. L’articolo integrale lo potete leggere su www.ilbolognino.info

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Caporedattore Paolo Perini - perinipaolo@gmail.com In redazione Emiliano Galati - galati.emiliano@gmail.com Simone Perini - simone.perini.bat@hotmail.it Impaginazione Alessandro De Cenzo - decenzo.a@gmail.com Con la collaborazione di Riccardo Lenzi

Volantino stampato in proprio, a Bologna li 10 Aprile 2012 Non dispendermi nell’ambiente, riciclami o passami di mano.

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