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il Barcarolo

mensilmente controcorrente

politica - economia - attualità - cultura articoli - inchieste - editoriali - proposte anno I - numero 2 - febbraio 2013

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RICCOMETRO Inchiesta/1. Caro il mio carburante Inchiesta/2. Il flop di una riforma Sprecopoli all’italiana Santa Lucia e Peter Pan Giornalismo (di qualità). Verba volant, scripta manent A tavola. Quel Rugantino di un’osteria


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PRIMO PIANO.

REDDITOMETRO Sono circa 160 i miliardi che annualmente vengono evasi in Italia. Per contrastare questo fenomeno l’Agenzia delle Entrate si avvarrà di un nuovo strumento: quel redditometro che fin da subito si è attirato le critiche dei tecnici e i timori dei contribuenti. Sotto osservazione saranno i redditi relativi agli anni di imposta a partire dal 2009, quindi per le dichiarazioni dal 2010. Incrociando le informazioni contenute nei diversi database della PA con le oltre cento diverse voci di spesa sarà semplificata la stima del reddito ed il confronto tra lo stesso e quanto effettivamente viene speso. A finire nel redditometro sarà tutto quanto possa mettere in luce una discrepanza tra quanto si dichiara e il proprio tenore di vita. La funzione matematica alla base del nuovo strumento fiscale prenderà come riferimento: cinque aree geografiche (Nord-Est, Nord-Ovest, Centro, Sud, Isole), undici tipi di nuclei famigliari (famiglie con figli o senza, monoparentali, nuclei giovani o meno giovani), sette categorie di spesa (abitazione, mezzi di trasporto, assicurazione e contributi, istruzione, attività sportivo-ricreative e cura delle persona, altre spese significative, investimenti immobiliari e mobiliari netti).

Capitolo abitazione: spese relative ai mutui, ristrutturazioni, elettrodomestici, arredi ma anche energia elettrica, collaboratori domestici, telefonia fissa e mobile, gas. Per quanto riguarda i mezzi di trasporto: spese per minicar, caravan, moto, imbarcazioni, auto e mezzi di trasporto in leasing o noleggio. Sul fronte dei contributi previdenziali: assicurazioni vita, danni, malattia, responsabilità civile, incendio, furto ma anche contributi obbligatori, volontari e previdenza complementare. Nel capitolo istruzione: spese per asili nido, scuole, corsi di lingue stranieri, soggiorni studio all’estero, corsi e master universitari, canoni di locazione per studenti fuori sede. Quanto alle attività sportive: spese per circoli (sportivi e culturali), cavalli, giochi online, alberghi, abbonamenti allo stadio o ad altri eventi sportivi e culturali. Nel mirino del fisco anche oggetti d’arte, gioielli e preziosi, donazioni a onlus (e simili), assegni corrisposti al coniuge. A disposizione di singoli contribuenti ed intermediari verrà messo a disposizione un apposito software per verificare la coerenza della propria posizione. Lo strumento verrà utilizzato esclusivamente per orientare il contribuente verso la compliance e per potenziare l'analisi del rischio di evasione da parte dell'Agenzia delle Entrate. Se il

l’editoriale di Simone Roselli Nel mare magnum di proposte (choc e indecenti) politicoelettorali ci si chiede innanzitutto “…ma verranno mai realizzate?”, “che ne sarà del Paese?”, “e cosa nel concreto cambierà?”. In ballo c’è il futuro di una intera Nazione, tra speranze (poche) e illusioni (tante). Ed a ballare sono in tanti, disparati tra: sinistre destre centri nord sud ovest est moderati riformisti liberali nazionalisti europeisti indipendentisti. Un’onda mediatica ripetitiva e frastornante si abbatte sulla cittadinanza in tutte le sue forme comunicative: televisioni, radio, giornali, cartellonistica, social, passaparola. Ed il sempre più indeciso potenziale elettorato costretto a navigare a vista: tra correnti e squali. Cercando di virare nella direzione (politica) meno dannosa. Per se stesso. Ed i suoi cari.

contribuente, pur consapevole della incoerenza, non modifica il comportamento dichiarativo verrà sicuramente selezionato per ulteriori approfondimenti, calibrati in funzione dell'entità dello scostamento. Se lo scostamento tra i redditi e le spese risulterà basso il fisco non procederà ad accertamenti; se lo scostamento sarà medio parte la prima fase del contraddittorio per approfondire le cause dello scostamento stimato; se lo scostamento risulterà molto elevato si procederà all'accertamento. Il 2013 quindi si annuncia ricco di “comunicazioni” con l’Agenzia delle entrate. Il contraddittorio riguarderà in particolare il redditometro: poiché la legge prevede che spetterà al contribuente l’onere della prova per dimostrare che le spese sono state finanziate con redditi diversi da quelli posseduti nel periodo d’imposta oppure che sono esenti o frutto di eredità. Inoltre sarà contestabile il totale delle spese attribuite dal fisco. Un’ardua battaglia: il destino del contribuente (evasore oppure onesto pagatore di tasse) dipenderà da studi statistici, magari difficilmente contestabili o considerabili non pertinenti al proprio caso specifico. Roselli Simone

Il Barcarolo Magazine mensilmente controcorrente politica - economia - attualità - cultura articoli - inchieste - editoriali - proposte anno I - numero 2 Febbraio 2013 Fanzina Autoprodotta I contenuti sono riproducibili purché venga espressamente citata la fonte “il Barcarolo Magazine”

Giornalista Responsabile: Simone Roselli

Salvo accordi scritti o contratti di cessione di copyright, la collaborazione a questo fanzina autoprodotta è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita.


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INCHIESTA/1.

CARO IL MIO CARBURANTE Il costo del carburante? Troppo alto! Ed è cosi che lo Stato incassa molto meno dalla vendita di benzina e gasolio. Un boomerang, questo, che lo scorso dicembre è costato al nostro fisco il 7,2%. Il Centro Studi Promotor lancia l’allarme per il 2013: se il trend prosegue su questi livelli lo Stato rischia di veder sparire circa 2,6 miliardi di tasse. Trattasi del cosiddetto effetto Laffer: il calo del gettito a fronte di una tassazione eccessivamente elevata. Piange dunque il portafogli degli automobilisti, bersagliato da balzelli vari e rincari continui: Rc Auto, autostrade, multe. Motivi per i quali molte famiglie hanno messo un freno alla spesa presso i distributori. Dal bilancio dell'ultimo anno infatti emerge che i consumi di benzina e gasolio in Italia sono calati del 10,5%. Ma lasciare l'auto in garage non è bastato.

Dai dati elaborati dal Centro Studi Promoter risulta infatti che la spesa complessiva è salita a 67,4 miliardi con una crescita del 4,7% proprio per effetto delle tasse più alte. Dove sono andati questi soldi? L'Erario ha incassato 36,5 miliardi di euro (il 12,4% in più dell'anno prima) mentre i restanti 30,9 miliardi li ha intascati l'industria petrolifera e i distributori che però lamentano un calo di introiti del 3%. A trarre vantaggio dall’attuale situazione dei consumi e dei prezzi di benzina e gasolio, finora, è stato dunque l’Erario. L'effetto Laffer ha interessato solo il mese di dicembre e non ha quindi compromesso il bilancio dell'annata per l'Erario ma potrebbe comprometterlo seriamente nel 2013. Il calo a dicembre delle entrate per lo Stato è l'ennesima conferma di una nefasta gestione di tutto ciò che riguarda

l'automotive adottata. Ai 2,6 miliardi che rischiano di mancare all'appello come conseguenza del calo del gettito dai carburanti si aggiungono i 3 miliardi di euro di mancati introiti per lo Stato nel 2012 (tra Iva e tasse varie) perché gli italiani stentano ad acquistare autoveicoli. Considerando i dati al 1° dicembre 2012, per la benzina il prezzo italiano supera quello medio europeo di 25,4 centesimi. Questa differenza è dovuta per 23,1 centesimi a un maggior carico fiscale e per 2,3 centesimi a un maggior prezzo industriale. Per il gasolio il maggior prezzo al distributore in Italia è di 26,3 centesimi, 24,4 centesimi di maggiori imposte, 1,9 centesimi di maggior prezzo industriale. la Redazione

INCHIESTA/2.

IL FLOP DI UNA RIFORMA A seguito dell’entrata in vigore della Riforma Fornero il 27% dei lavoratori precari ha visto il proprio contratto non rinnovato, il 22% è scivolato verso un contratto precario peggiore, solo il 5% è stato stabilizzato, solo il 4% è passato a un contratto (sempre precario) ma con maggiori tutele. E' quanto emerge da un sondaggio online condotto dai giovani della Cgil a cui hanno partecipato 500 persone ed in base al quale poco meno della metà dei partecipanti non ha visto ancora alcun cambiamento. “Sulla base di questi dati - spiega la Cgil si può sintetizzare che con la Riforma Fornero la situazione dei precari è peggiorata o, nel migliore dei casi, è rimasta invariata”. Oltre a un sondaggio rivolto ai precari con tutti i tipi di contratti, sono stati effettuati sondaggi specifici per singola tipologia che mostrano ulteriori tendenze. “Per coloro che hanno un contratto a tempo determinato - spiega la Cgil - il non rinnovo alla scadenza sale al 38%, per i lavoratori a progetto si attesta al 23%, per gli incarichi a partita iva al 22%. Solo

il 3% dei lavoratori a progetto è transitato verso il contratto di apprendistato il cui utilizzo però si rivela ancora in calo”. “Questi dati - spiega Ilaria Lani, Responsabile politiche giovanili della Cgil Nazionale - confermano purtroppo quanto avevamo già da tempo segnalato: in una fase di recessione la riforma del mercato del lavoro non può avere di per sé effetti positivi sulla qualità dei rapporti di lavoro in particolare se non accompagnata da incentivi alla stabilizzazione o da politiche di sostegno allo sviluppo. Inoltre la riforma Fornero lasciando intatto il supermarket delle tante tipologie contrattuali ha favorito l'utilizzo di contratti meno tutelanti. Di più, i tanti lavoratori a progetto che hanno visto il loro contratto non rinnovato, ne abbiamo calcolati 1.500.000 negli ultimi 3 anni, non possono accedere all'Aspi e alla miniAspi risultando così penalizzati anche sul fronte degli ammortizzatori sociali, ben lontani dall'essere universali”. Ad aprile 2008 gli occupati erano 23 milioni e 541mila, il 63% apparteneva alla

fascia d'età 20-64 anni. L'obiettivo fissato dal trattato di Lisbona sussisteva nel portare la quota al 67-69% entro il 2020. Ed ora? A dicembre 2012 secondo l'Istat gli occupati sono 22 milioni e 723mila, 818mila meno rispetto a quella rilevazione. Dato ancora più preoccupante, il tasso di occupazione tra i 20 e i 64 anni è sceso al 61 per cento. Rispettando le previsioni di variazione dell'occupazione messe nero su bianco nel Documento di economia e finanza del governo per il triennio 2013-2015 si tornerà al livello pre-crisi soltanto nel 2025. Le colpe, secondo il presidente di Confartigianato Giorgio Merletti, sono note: “Troppi vincoli burocratici e gestionali, un cuneo fiscale troppo elevato, la distanza tra scuola e mondo del lavoro”. Inoltre, aggiunge Merletti, “le recenti misure introdotte sulla flessibilità in entrata rischiano di comprimere ulteriormente le opportunità occupazionali”. la Redazione


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IN ITALIA.

SPRECOPOLI ALL’ITALIANA Corruzione, malasanità, conferimento di consulenze in violazione di norme, operazioni spericolate con i derivati, abusi nella gestione del personale, omissioni nella riscossione dei tributi. Questi fenomeni all’italiana sono ben noti ma il passivo derivante impone una riflessione critica, bipartisan, risolutiva. L’intera penisola ne è invasa. I casi più eclatanti elencati dalla Corte dei conti. Venezia: Il “Ponte della Costituzione” dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava, per il quale la Corte ha riscontrato “comportamenti colpevoli del progettista e del direttore dei lavori”. Tanti scivoloni per i turisti e un danno all'erario di 3,467 milioni di euro. Firenze: premi a pioggia per gli addetti del Comune. Il danno per gli errori nella gestione del personale ammonta a 50 milioni. Abruzzo: dai lavori successivi il sisma del 2009 alle multe stracciate. Le vertenze in corso di istruttoria riguardano soprattutto i contributi per i lavori a seguito del terremoto del 2009. Ma ci sono anche casi di “mancata riscossione

di contravvenzioni al codice della strada da parte di diversi Comuni” grazie ad “amicizie” tra multati e funzionari pubblici. Campania: il litorale e i suoi rifiuti. Una citazione per un danno di circa 43 milioni di euro ha riguardato la gestione del contratto per la bonifica e lo stoccaggio dei rifiuti nel litorale Domizio Flegreo e Agro Aversano. Emilia Romagna: palazzi acquistati ma vuoti. Il caso è l'ufficio Inail distaccato di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna. Il danno per sovra-prezzo e sovra-dimensionamento è di 3,3 milioni. Trieste: il museo costa 600mila euro ma non c'è. Il contributo era stato versato dalla Regione Friuli Venezia Giulia “ad una nota Fondazione di fotografie antiche”. Scuola Diaz, indaga la procura del Lazio. Il G8 si svolse a Genova ma è nelle mani della Corte dei Conti del Lazio il procedimento per accertare “l'ipotesi di possibile danno erariale e all'immagine subita dall'Amministrazione per gli Interni”. Molise: il collegamento TermoliCroazia è saltato. Società mista

A ROMA/1.

irregolare, tutto da rifare e il danno è di 6 mln. Piemonte: ombre su Grinzane Cavour. L'associazione che gestisce il prestigioso premio avrebbe sottratto illecitamente fondi della Regione Piemonte. Sardegna: si comprano le banche ma mancano i marinai. Prima sono state comprate le imbarcazioni, poi sono rimaste ormeggiate “essendo carente il personale per la conduzione dei mezzi”. Sardegna, appalti edili in cambio di lavori domestici. E' il caso di un tecnico comunale di un Comune della Sardegna che affidava lavori a un'impresa in cambio di opere per la propria abitazione. Sicilia, nomine regionali sotto la lente. Per presunti illeciti nella nomina di consulenti, per danni legati a dismissioni del patrimonio immobiliare, per l'assunzione di soggetti sprovvisti dei prescritti titoli professionali. la Redazione

A ROMA/2.

Come provano a distruggere un’eccellenza

W Peter Pan. E non è un cartone animato

Nel campo della riabilitazione neuromotoria la Fondazione “Santa Lucia” rappresenta un’eccellenza a livello nazionale: un orgoglio cittadino, una speranza concreta per malati e disabili. Annualmente l’Istituto riceve oltre 4.000 richieste per 1.300 ricoveri, il 20% dei quali riguardano pazienti provenienti da altre regioni d’Italia e dall’estero. Inoltre dispone di un poliambulatorio che ogni anno eroga circa 250.000 prestazioni specialistiche. Numeri questi che confermano la fondamentale importanza della quotidiana attività svolta dal “Santa Lucia” per patologie gravi come ictus, lesioni del midollo spinale, Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). Una struttura all’avanguardia che dispone dei più moderni macchinari nonché di personale altamente specializzato. Ciò nonostante l’Istituto - troppo spesso - sale alle cronache quotidiane non tanto per il suo apporto (medicina, didattica, ricerca) quanto per la sua situazione finanziaria (omessi e/o ritardati pagamenti da parte della Regione) . Di sprechi, sperperi e disorganizzazione l’Italia è piena. Ma non si tratta certo della Fondazione “Santa Lucia” l’esatto concreto di un fenomeno all’italiana troppo spesso sottaciuto.

L’associazione Peter Pan è nata nel 1994 per volontà di un gruppo di genitori e parenti di bambini malati di cancro. Obiettivo perseverato e concretamente raggiunto nel corso degli anni: mettere a disposizione di chi è stato colpito dalla malattia il supporto necessario per affrontare - logisticamente e psicologicamente - il lungo iter che le terapie mediche impongono. Primo esempio dei servizi offerti da Peter Pan onlus le case dotate di spazi privati e aree comunitarie che ospitano gratuitamente le famiglie e i bambini - italiani e stranieri malati di cancro costretti a trasferirsi a Roma per ricevere cure adeguate presso i reparti onco-ematologici dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù e del Policlinico Umberto I. Dal 2000 a oggi sono circa 600 le famiglie di bambini in cura a Roma accolte da Peter Pan onlus nelle sue strutture. “Peter Pan ha sempre pagato gli affitti all'ente regionale e non ha mai ricevuto alcun finanziamento da parte di enti pubblici” - spiega Gian Paolo Montini, Direttore dell'associazione “eppure ci è stata fatta una richiesta informale di adeguare il canone di affitto alle quotazioni commerciali della zona. All'inizio pagavano 3.000 euro, poi dall'anno scorso 6.000. Ora ci chiedono di pagarne fra i 20 e i 30mila euro". la Redazione


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GIORNALISMO DI QUALITA’.

Verba volant, scripta manent E’ Giovanna Chirri, vaticanista dell’ANSA, la giornalista che per prima ha dato al mondo la notizia delle dimissioni del Santo Padre. Dopo aver ascoltato le parole in latino con cui Josef Ratzinger annunciava la decisione di lasciare il Pontificato a partire dal 28 febbraio 2013, Giovanna Chirri ha dettato il flash delle 11.46 che in pochi secondi ha fatto il giro del mondo per poi essere rilanciato da Reuters (11.47), France Press (11.53) Cnn,

Corriere della Sera <<Non ho più le forze, perdonatemi>>

Al Arabiya, Telegraph, Bbc e Sky News. Prima della conferma ufficiale da parte del Vaticano. Poi è stato un susseguirsi di breaking news sulle tv e sui siti online dei quotidiani - dal New York Times al Washington post - ai giornali europei e sudamericani. Nelle redazioni di tutto il mondo è scattato il lavoro delle grandi occasioni: si è cercato di capire, sono state preparate le interviste, si sono tirati fuori ricordi e tracciati scenari futuri. Il

The Times ‘I’m too frail to go on’

tutto moltiplicato e accelerato dai social network dove in poco tempo la decisione del Papa è diventata “trend mondiale”. Ed è proprio da Twitter che sono arrivate le congratulazioni dei colleghi di tutto il mondo all’ANSA e a Giovanna Chirri per lo storico scoop ma anche per la sua abilità nel comprendere il latino. Congratulazioni alle quali si associa anche l’intera redazione del nostro magazine.

The Wall Street Journal Pope Surprises Catholic World By Resigning

A TAVOLA. Quel Rugantino di un’osteria Domenica. Ora di pranzo. Girovagare per le vie di Trastevere. Cercando l’offerta migliore tra i menù esposti fuori i ristoranti. All’antica osteria Rugantino (via della Lungaretta, 54 - 06.5818517) “Er menu trasteverino” al costo di dieci euro a persona consente di scegliere un primo (pennette all’arrabbiata o

tonnarelli alla trasteverina o pennette alla puttanesca), un secondo (carretto di verdure o frittata romana con le zucchine o insalatona mista), dolce (panna cotta o creme caramel o dolce del giorno), un bicchiere di vino della casa, acqua e pane (a volontà). L’ambiente è piacevole, primi piatti e secondi sono ben cotti, il pane è

croccante. Il tutto ad un prezzo onesto e soprattutto senza spiacevoli sorprese finali (coperto non incluso da pagare a parte ndr). Il bis a breve o lungo termine è quindi assicurato. Se non si prenota qualche minuto di attesa. Ma ne vale la pena. Per il palato. m.f.


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