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a cura di Rosa Elisa Giangoia Due poesie di Lucio Zinna Le salmonelle a Rado di Guido Zavanone Dalla non pittura all’Iperpittura: Adriano Accattino di Sandro Ricaldone Speciale Fiera ArteGenova 2015

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DESTINATARIO TRASFERITO DESTINATARIO SCONOSCIUTO INDIRIZZO INSUFFICIENTE INDIRIZZO INESATTO

attenzione: in caso di mancato recapito rinviare all’ufficio postale di Ge CMP1 detentore del conto per restituzione al mittente, che si impegna a pagare la relativa tariffa

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Intervista a Piero Boitani

4o TRIMeSTRe 2014

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Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, - CNS/CBPA-NO/GE - n. 28 anno 7

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Ilaria Rupil. “Ars venatoria”: dialogo con la natura

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ILARIA RUPIL “ARS VENATORIA”: DIALOGO CON LA NATURA di Elena Colombo

La caccia ha smesso di essere necessità per trasformarsi in sport, ma trova una sua legittimazione come registrazione etnografica del contesto naturale. Il progetto di Ilaria Rupil stacca l’individuo dalla frenesia della vita cittadina, fatta di reti invisibili, ma paradossalmente dissociata dalla realtà fondamentale dei basic needs. Il confronto tra Uomo e Animale è il cardine di un discorso più intimo che rimonta all’architettura dell’identità soggettiva a partire dagli stimoli deterministici dell’ambiente. Come sul piano letterario Thoreau rilegge i veri valori della società mettendo la persona al centro del proprio destino e Arto Paasilinna, ne “L’anno della lepre” lascia che il suo Vatanen abbandoni il mondo dopo aver accidentalmente investito una lepre, sono stati molti gli artisti che hanno tradotto l’essenza stessa dei mutamenti sociali dipingendo scene venatorie. L’obbiettivo fotografico come

Caccia alla Volpe #16 – Cani e cacciatori attraverso un pioppeto in Emilia, 2012, stampa digitale a getto d'inchiostro ai pigmenti su carta alfa-cellulosa di tipo perlato, 50x75


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Ilaria Rupil. “Ars venatoria”: dialogo con la natura

Caccia alla Renna #7 – Cacciatrice di renne sull’altopiano di Hardanger, 2013, stampa digitale a getto d'inchiostro ai pigmenti su carta alfa-cellulosa di tipo perlato, 50x75

il pennello di Frederick Childe Hassam o di Winslow Homer. Si riscopre qui l’importanza formativa dell’indipendenza nella produzione alimentare. L’esperienza diretta fonde due orizzonti discordanti e, per traslazione, la caccia alla volpe e quella al cinghiale racchiudono la dicotomia implicita in qualsiasi attuale ragionamento antropologico: l’avanzare della componente culturale su quella naturale nella concezione / costruzione dei principi normativi. Attraverso i suoi scatti Ilaria Rupil dimostra visivamente il bisogno di un incontro dialogico tra antichi istinti ed eredità posteriori insito nella natura dell’uomo. È uno scontro che trova ramificazioni ovunque, assumendo forme all’apparenza diverse ma sempre simili nella struttura portante. Dalla Gran Bretagna all’Italia, dalla Scandinavia al Giappone cambiano soltanto i target di riferimento (alcuni animalisti

direbbero “le vittime designate”) a seconda delle disponibilità ecologiche, ma la frizione resta immutata e così pure la riverente fascinazione nei confronti dello spazio aperto, incontaminato, infinito se confrontato alla relativa piccolezza di un singolo vivente.

Caccia alla Balena #1 - Scena di caccia alla balena nel Mare di Barents, 2014, stampa digitale a getto d'inchiostro ai pigmenti su carta alfa-cellulosa di tipo perlato, 50x75

Satura  

Ilaria Rupil

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Ilaria Rupil

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