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Ilaria Bartolini Francesca Brusori

Fiabe Riciclate


Il libro nasce dai Laboratori di Fiabe Riciclate, promossi dall’ Ass. Riciclidea presso la sede dell’ URP del Comune di Prato, durante l’evento “Io riciclo, decoro.. e tu?”

Le fiabe classiche sono state “riciclate” con la partecipazione dei bambini, i quali si sono impegnati nella costruzione dei personaggi e delle scenografie ed hanno poi assistito all’animazione della storia riciclata. Obiettivo dei laboratori è quello di promuovore una maggiore coscienza ambientale, cercando di farli riflettere sull’ “oggettorifiuto” da riutilizzare, e soprattutto stimolare nei bambini creatività e fantasia. “per noi che viviamo nella società della tecnologia il gioco lascia ormai poco spazio alla fantasia e alla creatività. Noi che viviamo nella società del consumo, dello spreco e dell’usa e getta, troppo spesso ci dimentichiamo che un vestito rotto (destinato a essere buttato) è fatto di stoffa e bottoni, materiali che possono trasformarsi in bambole o pedine, vele di una zattera o giocatori di calcio.. (A.Foschi)

grafica e testi di Ilaria Bartolini foto di Francesca Brusori www.francescabrusori.com per seguire ancora i nostri laboratori www.riusatocreativo.wordpress.com o su facebook alla pagina "riusato creativo" per info e contatti: Ilaria Bartolini 328 3010289


Cappuccetto Rosso


C’era una volta... una bambina di nome Cappuccetto Rosso, che viveva vicino al bosco con i suoi genitori. Un giorno la mamma la chiamò e le disse: “Cappuccetto Rosso, vai dalla nonna a portarle da mangiare, che è molto malata. Ricordati però di non lasciare la strada e di non fermarti quando attraverserai il bosco.” Cappuccetto si avviòcosì verso la casa della nonna.


Cappuccetto Rosso camminava nel bosco tranquilla verso la casa della nonna. Pensò che, siccome era malata, le avrebbe fatto piacere un mazzolino di fiori, perciò si fermò per guardare lì attorno, ma non ne trovò nemmeno uno. Il bosco era molto sporco, pieno di rifiuti abbandonati da chi era già stato lì: bottigliette, fazzoletti, tessuti... Cappuccetto era molto dispiaciuta e decise così di continuare il sio viaggio, quando ad un certo punto sentì dei rumori provenire da dietro un albero.


Era il lupo! Cappuccetto Rosso aveva paura di essere mangiata, ma ad un tratto vide che il lupo aveva qualcosa di strano sul muso. “Lupo, che cosa hai fatto?” disse Cappuccetto. Il lupo rispose: “Ero molto affamato e cercavo da mangiare, ma il bosco é pieno di sporcizia e non riuscivo a trovare nulla. Ho provato a rovistare tra i rifiuti, sperando di sfamarmi, ma purtroppo sono rimasto incastrato e adesso non riesco più a liberarmi”. Il lupo era davvero molto triste e affamato, così Cappuccetto Rosso pensò di aiutarlo.


“Ascolta lupo, ti propongo un patto! Io ti aiuto a liberarti, se te prometti di non mangiarmi”, gli disse Cappuccetto Rosso. Il lupo non ci pensò due volte e rispose subito di sì. Dopo però si rivose a Cappuccetto Rosso e le disse: “Io ti ringrazio di avermi liberato, ma dovresti farmi un altro favore.. potresti aiutarmi a ripulire il bosco? Altrimenti non riuscirò di nuovo a mangiare e potrei rimanere incastrato un altra volta”. Cappuccetto Rosso e il lupo raccolsero così tutti i rifiuti! “Grazie Cappuccetto Rosso! Adesso potrò cercarmi da mangiare e non avrò più bisogno di dare noia alle persone che passeranno nel bosco!”, disse il lupo.


Cappuccetto Rosso si ricordò improvvisamente che la nonna la stava aspettando. Salutò il lupo, ma si sentì dire: “Cappuccetto, ti accompagno io dalla nonna, così non correrai altri pericoli!” Si incamminarono nel bosco insieme fino alla casetta della nonna. Nel frattempo, non vedendo arrivare Cappuccetto Rosso, la nonna era uscita di casa e da lontano vide il lupo e la nipotina arrivare insieme. “Cappuccetto Rosso, stai attenta!C’è il lupo che ti vuole mangiare!” urlò la nonna. La nipotina allora si avvicinò e le raccontò tutto quello che era successo, tranquillizzando la nonna.


In quel momento passò il cacciatore e vide il lupo vicino alla nonna e Cappuccetto Rosso. Tirò fuori il fucile e andò verso il lupo. “Indietro lupo cattivo! Vorresti mangiarti queste due persone?! Ma ci sono io a salvarle!” Cappuccetto lo fermò in tempo e gli raccontò quello che era successo e pregò il cacciatore di non dare più la caccia al lupo. Gli disse di andare nel bosco a controllare che non venissero più gettati a terra o abbandonati oggetti e rifiuti nel bosco.


Cappuccetto Rosso e la nonna poterono mangiare la merenda praparata dalla mamma e dopo la nipotina ritornò a casa tranquilla. ... e fu cosÏ che vissero tutti felici e contenti.


I tre Porcellini


C’erano una volta... tre porcellini di nome Lorenzo, Niccolò e Manuela. Vivevano con la loro famiglia, finch il padre un giorno disse: “Figli miei, siete diventati grandi. Andate via a conoscere cosa c’è al di là dal bosco!” Così i tre porcellini si incamminarono per la strada curiosi di scoprire e conoscere cosa li aspettava.


Attraversarono il bosco e finalmente si ritrovarono in mezzo ad una distesa di prati. Era la campagna! I tre porcellini si guardarono e decisero che si sarebbero fermati lÏ ad abitare e che quindi dovevano costruirsi ognuno una casa. A questo punto si accorsero però che il prato era completamente ricoperto di rifiuti e oggetti abbandonati. I tre porcellini non sapevano come fare! Dovevano prima ripulire tutto. E cosÏ fecero.


Una volta raccolto tutto lo sporco, i tre porcellini si accorsero che con quei rifiuti avrebbero potuto costruire ognuno una case propria. Fu cosĂŹ che si misero a lavoro e finalmente riuscirono ad avere ognuno una casetta: la prima fatta di stoffa, la seconda fatta di stoffa, tappi di bottiglia e sughero; la terza fatta di tappi, stoffa, sughero e carta.


Ad un certo punto i tre porcellini si accorsero che in lontananza stava arrivando il lupo e si rinchiusero ognuno nella propria cosa. Il lupo stava cercando i tre porcellini per mangiarseli, perchè credeva che fossero stati loro a gettare per terra i rifiuti e a sporcare il bosco e i prati. Ma quando arrivò davanti alle case dei tre porcellini, si rese conto che, al contrario, loro avevano ripulito tutto e cion quello che avevo raccolto, ci avevano addirittura costruito delle case!


“Uscite fuori, porcellini! Non voglio mangiarvi!” Ma i tre porcellini avevano tanta paura e non si fidavano. Il lupo continuò: “Non vi preoccupate, venite fuori! Voglio ringraziarvi per quello che avete fatto. Il bosco e i prati erano davvero tutti sporchi e io non sapevo più come fare a trovare da mangiare. Pensavo che foste stati voi e invece avete ripulito tutto.” I tre porcellini allora si guardarono e d’accordo tra di loro, uscirono fuori. Il lupo non li mangiò, come aveva promesso, ma anzi li ringraziò nuovamente.


Nel frattempo da un cespuglio uscirono fuori due criceti, che vedendo tutto pulito, erano molto felici di poter tronare a passeggiare nel prato. Così anche loro ringraziarono i tre porcellini. Infine una voce dal bosco :”Zac, dove sei?” e apparve un altro lupo. Stava cercando il suo amico! Erano partiti insieme alla caccia dei tre porcellini, ma si era perso. Anche lui si meravigliò del lavoro fatto e fu d’accordo di non mangiare i porcellini. ... e fu così che tutti vissero felici e contenti.


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Fiabe Riciclate  

laboratorio d riusato creativo a cura di Ilaria Bartolini e Francesca Brusori promosso da Ass. Riciclidea

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