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In viaggio Parlare del viaggio e delle forme turistiche significa tenere conto dell'evoluzione e delle trasformazioni di un processo che ha carattere originario e che si sviluppa in rapporto con la società e con la comunicazione. È per questo motivo che il viaggio viene osservato come metafora dell'esperienza e dell'immaginario collettivo. Il presupposto da cui partire riguarda iviaggio e turismo intesi come quei particolari campi di azione del sociale e dell'individuo che hanno visto nel tempo cambiare e specificare le loro caratteristiche in relazione con le piattaforme comunicative dello spirito del tempo, cioè dell'immaginario collettivo. Performance: azione, rappresentazione, esecuzione. Permette di osservare il fenomeno sociale del viaggio nei termini dell'esperienza. Il viaggio si presenta come un tipo di esperienza che richiede delle condizioni ad hoc per realizzarsi, un occasione che la motivi, un inizio e una fine, una serie di attività, dei partecipanti. La dinamica performativa del viaggio è dunque legata principalmente al carattere dell'esperienza vissuta che però per essere osservata richiede il riferimento esplicito ai contesti strutturali e comunicativi su cui si sviluppa. Esperienza: è un modo di pensare al passato e al futuro. Volgere lo sguardo all'indietro, osservare le osservazioni e proiettarsi allo stesso tempo in avanti, tendere verso i propri desideri. Cercare un altrove. Si può capire quindi come la dimensione esperienziale del viaggio trovi nella comunicazione il modo per essere completata. Infatti le trasformazioni del viaggio che vanno lette in relazione all'evoluzione socio-comunicativa e ai diversi modi in cui il viaggio viene rappresentato, mettono in luce il suo carattere performativo a partire da altre 2 parole chiave: efficacia e intrattenimento. Efficacia: si intende la capacità del viaggio di produrre delle trasformazioni in chi lo compie e nello stesso tempo di esplicitare il suo compito socializzatore, cioè di presentarsi come campo dell'esperienza che riguarda da una parte l'inclusione delle persone nella società e che si definisce, dall'altra parte, come pratica importantissima per il vissuto individuale. Il rituale può essere considerato il tipo ideale della performance centrata prevalentemente sull'efficacia. Così come la performance ha un carattere di efficacia dovuto alla capacità di rinsaldare ciclicamente il rapporto tra individuo e il suo collettivo di riferimento e di mantenere l'equilibrio della persona, così il viaggio rientra a pieno titolo nelle pratiche rituali. Dal rito di passaggio che comporta allontanamento e rientro nella comunità, fino al moderno pellegrinare. L'efficacia è rintracciabile nella funzione del sistema turistico stesso che, evolutosi con gli altri sistemi della società e con le dinamiche del tempo libero, si è sempre più chiaramente costituito come ambito di inclusione e come contesto privilegiato della ricerca di altrove. Viaggiare permette di entrare in contatto con altre culture. In questo senso la dimensione di efficacia ricade nel vissuto individuale e si manifesta nel carattere autentico dell'esperienza di ognuno.


Intrattenimento: gli aspetti legati al divertimento e allo svago riguardano la possibilità di cogliere la differenza fra una realtà vissuta e una realtà rappresentata e di attivare la capacità di osservare in maniera riflessiva, lasciarsi coinvolgere da una realtà altrove pur sapendo di cosa si tratta, anche quando si tratta di uno spazio o di una situazione palesemente turistici. Il versante del divertimento riguarda quegli aspetti del viaggio che si collegano alle sue trasformazioni: una dimensione che non ha il carattere obbligatorio del rito, ma che segue un flusso continuo che si inserisce nella vita quotidiana. Si tratta di trasformazioni che vanno messe in relazione con la struttura della società. Evoluzione e complessità: è possibile mettere a punto un andamento evolutivo che attraverso il viaggio e il suo carattere performativo ci permette di riflettere sul rapporto fra individuo e società, alla luce del rapporto noi/loro che solo con la società moderna riesce a definirsi come rapporto reversibile fra locale e straniero. In quest'ottica il turismo va inteso come applicazione di una prospettiva esterna di osservazione rispetto ad una certa realtà sociale, come capacità e volontà cioè di guardare turisticamente il mondo, anche quello più prossimo a noi. La dinamica metaforica del viaggio va messa quindi in collegamento con lo sviluppo del turismo, con la sua connotazione sistemica. Sul piano del sociale allora il viaggio va ad occupare un posto di rilievo nella società di massa e nella cultura del loisir, assume l'impronta delle pratiche performative liminoidi (non ha il carattere obbligatorio del rito, ma segue un flusso continuo che si inserisce nella vita quotidiana) legate allo svago, al tempo libero e con una forte vocazione all'intrattenimento senza negare lo stretto legame con al società dei consumi. Consumo: Questo processo va rintracciato nella complessificazione del sistema turistico, nella varietà dell'offerta, nella messa a punto di strategie volte a rispondere ad una domanda accoppiata strutturalmente con la società-mondo e che co-evolve con essa. A livello del sociale la performance turistica va vista nella logica di funzionamento di un sistema e nelle sue strategie d'offerta: turismo heritage e culturale, turismo sostenibile, estremo, di avventura, ma anche valorizzazione delle identità locali e destagionalizzazione. Immaginario: evoluzione stessa dello sguardo turistico, messa a punto delle diverse modalità con cui la prospettiva esterna di osservazione nei confronti di una realtà sociale viene applicata. Si tratta di cogliere i modi con cui l'articolazione fra un qui e un altrove si realizza fino a connotarsi come tendenza ad osservare e sperimentare con “occhi nuovi”, il qui “come se” fosse un altrove. La logica conguintiva del “come se” rimanda al gioco, al rapporto tra realtà e finzione e alla capacità di sospendere l'incredulità di lasciarsi andare al gioco della simulazione, come di fronte ad una performance culturale ma anche al sentimento dell'altrove che può scattare indipendentemente da una presunta qualità autentica o presentata come tale di questo altrove. Per comprendere le pratiche, le forme estetiche e i significati del viaggio contemporaneo l'analisi procede perciò verso l'immaginario collettivo ossia verso quell'insieme di miti, di simboli, di rappresentazioni che caratterizzano la comunicazione del viaggio e il modo di definirlo come esperienza.


L'idea di fondo consiste nel ritenere che i media si pongano come territorio in cui il mai sopito desiderio d'altrove ha trovato e continua a trovare, un terreno sempre fertile di espressione. Ipotesi centrale: il viaggio va osservato tendendo conto della transizione da un immaginario collettivo di tipo prevalentemente rappresentazionista a un tipo prevalentemente performativo. Il primo ambito dell'immaginario rappresentazionista si sviluppa nel contesto premoderno e moderno e si definisce sulla base della concezione realista e positivista del sapere, nel contesto cioè della cibernetica di primo ordine (maledetta Mazzoli) verso la ricerca e la rappresentazione fedele della realtà. Di conseguenza si osserva una messa in forma dello sguardo che procede dalla rappresentazione dei paesaggi e dei panorami, per caratterizzarsi come sguardo incorniciato e in movimento attraverso i finestrini dei mezzi di locomozione; che si sviluppa con l'industria culturale e lo sguardo panoramatico degli incidenti ottici metropolitani fino a tradursi nella logica della sight, la cosa da vedere. Tuttavia è proprio all'interno della logica del loisir e della coazione a definire l'esperienza nei termini della spettatorialità, che Morin riesce a dimostrare la valenza dell'immagine come accesso al regno magico dell'immaginario e a gettare la base per un ribaltamento di prospettiva verso l'immaginario performativo del viaggio. L'immaginario performativo produce quindi un tipo di rappresentazione costruttivista della realtà del viaggio che dipende da chi ne fa esperienza. Dal punto di vista comunicativo l'immaginario performativo deriva dai processi che tendono a potenziare la dimensione tattile, immersiva, sensoriale, ibrida che trova un fondamentale supporto nei media digitali, nelle loro logiche e nelle loro immagini. L'immaginario performativo si traduce quindi in una modalità di fare esperienza delle immagini, dell'immaginario turistico che passa attraverso i corpi e che pertanto mette a fuoco il fare più che il vedere. L'esserci come parte attrattiva e creativa della comunicazione turistica. Una performatività che si struttura nell'intreccio con le performance culturali mediali e con i contenuti dell'immaginario che queste ultime veicolano: dai turismi speciali, all'immersione sensibile per finire con i luoghi della fiction. Immaginario performativo: il nuovo pittoresco= è caratterizzato da immagini e icone che sembrano rimandare agli scenari della letteratura, del fumetto e del cinema fantastico per poi disegnare nuovi paesaggi e inedite modalità immersive, per esplorarli, da Google Earth a SL. I vissuti comunicativi= intesi come forme di restituzione della dimensione esperienziale e performativa che passano attraverso il racconto in prima persona dei viaggiatori e che però impattano nelle logiche dei media. Interviste, blog, si costruiscono sullo sfondo della performance come occasioni della partecipazione e della condivisione con gli altri lungo un continuum che permette la situazione relazionale del faccia a faccia, il passa parola, la messa in comune di contenuti. Così anche i vissuti possono contare sulla loro traduzione in rappresentazioni, rientrare nei circuiti delocalizzati e metaterritoriali dell'immaginario collettivo contemporaneo.


Capitolo 1 – viaggio, turismo, turismi: questioni di struttura Parlare di viaggio significa avere a che fare con un immagine di trasformazione, con un esperienza legata al cambiamento. Il richiamo al viaggio permette quindi di cogliere i processi evolutivi della società nel suo rapporto con gli individui e fornire perciò una chiave di lettura importante della modernità compiuta e delle sue rappresentazioni. L'evoluzione del viaggio, delle sue forme così come dei suoi contenuti, riguarda le trasformazioni della comunicazione che a loro volta si ripercuotono nelle configurazioni dell'immaginario stesso cioè nelle rappresentazioni collettive. Il viaggio diventa quindi metafora dell'esperienza contemporanea, è l'esperienza stessa a farsi viaggio, concezione della mobilità che è sia fisica che mentale. Il carattere antropologico dell'erranza consiste nel definire e trattare in diverse maniere il rapporto tra un qui, noto, e un altrove, ignoto. È su questi presupposti che possiamo cercare di comprendere come il viaggio sia una dimensione particolare del vissuto della quale abbiamo a disposizione una serie di immagini che sono prima di tutto visioni del mondo. In questo senso il processo evolutivo del viaggio va visto insieme a coloro che lo compiono, la relazione individuo-società può essere analizzata solo a partire dalla struttura della società ovvero dalla forma della differenziazione primaria. Concetto con il quale si intende il modo in cui un sistema definisce il rapporto tra le sue parti, fra sistemi parziali, che serve per stabilire l'ordine delle relazioni tra di essi e di conseguenza l'andamento della comunicazione. 1. efficacia del viaggio il viaggio assume carattere rituale, anzi, è un tipo di esperienza che può essere spiegata proprio grazie alla sua derivazione dai riti di passaggio. Nel rito di passaggio infatti, l'allontanamento del soggetto dalla propria comunità e il suo inserimento in una fase indeterminata e liminale, è la parte centrale del rito che prelude ad un rientro, ad una reintegrazione nella comunità come individui nuovi. Allo stesso modo il viaggio come passaggio comporta un allontanamento sofferto dalla propria comunità,ed è efficace perchè migliora moralmente il viaggiatore, perchè produce saggezza, conoscenza, elementi che apportano valore al viaggio. Se per gli antichi il viaggio era legato ad un comando esterno, comportava un atto non volontario, deciso dal fato, diversamente è per i moderni per i quali viaggiare, mettersi in movimento è il frutto di una scelta, quasi sempre volontaria. Questa concezione di viaggio come penitenza è un elemento molto presente nell'immaginario. Tuttavia non dobbiamo pensare che l'inizio della storia del viaggio si risolva in quella degli antichi eroi cui viene inflitta una pena, ad essi infatti vanno affiancati i viaggi dei cavalieri medievali volontari, intrapresi senza evidenti scopi utilitaristici. Ecco allora che le prime connotazioni del viaggio come metafora e medium del rapporto dell'uomo con il mondo vanno messe in relazione con la forma della differenziazione primaria della società segmentaria. Alla luce delle dinamiche strutturali delle prime formazioni collettive si definiscono e comprendono le modalità con cui in questi ambiti viene costruito e argomentato il rapporto oppositivo fra noi e loro, interno ed esterno e che serve per spiegare come nel tempo la definizione di tale rapporto abbia gettato le basi per l'emergenza del turismo.


Il contesto dello stanziamento stabilisce la fissità spaziale degli ordini sociali e rende finalmente possibile concepire il viaggio come libertà invece che come fato, come fuga e non tanto come soddisfacimento di necessità. Il tema del viaggio comprende perciò tutte quelle tecniche con cui i gruppi agiscono nell'ambivalenza tra instabilità e stabilità per mettere radici nel paesaggio. Se dunque la creazione del luogo, la mappatura del territorio e la territorializzazione dell'umanità sono un'impresa della mobilità, così mura, ponti e porte sono la manifestazione materiale e simbolica delle procedure di inclusione ed esclusione con cui gruppi sociali e comunità definiscono se stesse e la loro relazione con lo straniero. Non bisogna in ogni caso sottovalutare che è proprio il contatto con l'alterità ad innescare processi di trasformazione sistemica morfogenetica. Non è casuale infatti, che la tematica del forestiero e la sua relazione con la comunità integrata sia il punto di partenza della sociologia del turismo che si trova a spiegare in termini di ambivalenza la necessità da parte della comunità di affermare l'identità culturale attraverso la chiusura e l'esclusione dei diversi e la contemporanea necessità di prevedere forme di apertura alla varietà esterna, alle cultura altre, alle prospettive altrui. Excursus sullo straniero – Simmel Definisce il forestiero come quella figura che realizza in sé l'unità tra vicinanza e distanza da un gruppo. I caratteri della mobilità, dell'obiettività e della generalità: ● lo straniero è mobile come il commerciante, è in movimento perchè viaggia per i territori di produzione resta perciò una figura intermediaria mobile al punto di non fare mai parte del tutto della comunità ma anche abbastanza stabile da far si che la comunità ne debba definire la posizione. ● Lo straniero è obiettivo come il giudice. Grazie alla mancanza di conflitto di interesse con la comunità il giudice può essere quell'osservatore esterno in grado di stabilire un rapporto equilibrato con la comunità, nella giusta miscela di coinvolgimento e distacco. ● Lo straniero si caratterizza per la sua generalità e per la sua indifferenziazione come l'ebreo. Lo statuto del giudeo è quello di essere giudeo, le differenze all'interno di quel gruppo non sono percepibili. La categoria del forestiero può instaurare delle relazioni formali omogenee, quelle che Simmel chiama similitudini generali. Come dire “non è che i forestieri siano tutti uguali, è solo che li si riesce a percepire solo come tali”. Saranno gli sviluppi relativi allo studio del movimento dei forestieri, negli anni 30, a riprendere le riflessioni di Simmel per osservare le trasformazioni della figura dello straniero. 3 tipi di straniero: 1. forestiero che entra in scena come signore, funzionario, conquistatore 2. entra in contatto con una comunità senza avere interessi particolari 3. commerciante, ricercatore, colui che viaggia per piacere e che è interessato al contatto con i locali. 2. filosofi in viaggio Viaggio filosofico. Ritorno ai luoghi in cui hanno avuto origine la cultura, il viaggio quindi assume un valore esistenziale che riguarda la ricerca delle radici. 3. Devoti in cammino l'emergenza del pellegrinaggio diventa una forma normale, diffusa, del viaggio rituale nei secoli IX e X. Si tratta di un fenomeno che si trasforma nel tempo e che procede dalla definizione dei percorsi da parte dei primi pellegrini fino alla fissazione delle regole di comportamento e di abbigliamento per poi diventare


una sorta di fenomeno di massa del XI secolo. Il pellegrinaggio verso un luogo santo è divenuto perciò un occasione per sospendere il normale andamento della vita quotidiana per conquistarsi la gloria eterna e guadagnare la grazia attraverso lo spostamento e per rendere la realtà cristiana una rete territoriale e diffusa. 4. pellegrini in armi le crociate possono essere considerate una sorta di pellegrinaggio in armi. Sono definibili come pellegrinaggio in armi in virtù della motivazione che muove i soldati alla conquista degli infedeli. Questo significa delineare uno scenario caratterizzato dall'opposizione fra cristiano e pagano che pur evidenziando una differenza netta tra i due poli, si differenzia dalla completa negazione dell'altro prevista nel modello precedente. 5. ritorno al viaggio filosofico processo che ha originato un tipo di viaggiatore che possiamo inquadrare nella figura dello studioso itinerante. “ciò che non si conosceva non era necessariamente ignoto, ma solo altrove” quindi da raggiungere. Per questi motivi la comunità dei dotti poteva godere di un potere basato proprio sulla mobilità, sostenuta tra l'altro da privilegi e garanzie offerte dai sovrani. Nel complesso però la mobilità non è mai stata del tutto gradita al punto che è stata rimpiazzata dallo sviluppo delle università residenziali e le università hanno cominciato ad essere identificate negli edifici piuttosto che nel loro corpo docente. 6. Il viaggio rinascimentale e l'atteggiamento moderno messa in azione di un atteggiamento conoscitivo che, da un lato rimanda alle forme del sapere scientifico, dall'altro lato prelude al processo di applicazione di una prospettiva esterna di osservazione e di normalizzazione del nuovo che caratterizza la nascita del turismo. La categoria del popolo primitivo diviene la piattaforma simbolica su cui definire, per differenza, l'identità europea come civile , moderna, razionale e sviluppata. I viaggi rinascimentali sono serviti al processo di modernizzazione della vecchia Europa e a formare la consapevolezza a sentirsi il centro del mondo e non più la mera frontiera periferica dei centri antichi. 2 viaggio e stratificazione della società: il Grand Tour la storia del viaggio dimostra come i presupposti teorici ed empirici per inquadrare il fenomeno del turismo non siamo ancora evidenti nell'epoca pre-moderna e moderna mentre al contrario la pratica del viaggio, sia per piacere che per necessità, si ritrova all'origine del rapporto dell'uomo con il mondo e sicuramente nel suo immaginario. La pluralità dei punti di vista semplicemente non interessa, conta semmai affinare i propri criteri di distinzione e puntare sulla ricerca dell'uguale più che del diverso. Ed è in questa luce che deve essere compreso il fenomeno del Grand Tour. Il viaggio di formazione del gentiluomo inglese fino al tardo 700 che unisce la tradizione del viaggio cavalleresco del giovane a quella del peregrinatio accademica verso i centri del sapere come Parigi e Bologna, è l'occasione per conoscere corti e grandi uomini, mettersi in mostra in tornei, danze e intrattenimenti che si combina alle visite ai luoghi di pellegrinaggio. L'efficacia del tour può essere rinvenuta nella sua capacità di sancire sia la transizione del giovane all'età adulta mediante la mobilità territoriale che gli permette di farsi conoscere e di incontrare persone utili, sia l'appartenenza al ceto nobile e alla classe internazionale dei guerrieri.


Ciò significa che la caratteristica fondamentale di queste forme proto-turistiche è data principalmente dalla possibilità di mettere in contatto stili di vita diversi senza che questi possano intaccare le prassi quotidiane, senza metterle in discussione ma semmai consolidandole. Basti pensare che il Grand Tour dà origine a nuove professioni e che i giovani sono sempre accompagnati da una piccola corte di persone che svolgono i servizi di ordine pratico e amministrativo e che filtrano le ingerenze di un ambiente estraneo. 3 l'altrove qui. Turismo e società mondo è possibile osservare l'emergenza del turismo inteso come quel fenomeno che, nonostante le sue origini antroposociali e arcaiche, assume nella modernità dei caratteri tali da renderlo specchio riflessivo della società e dei suoi mutamenti. Il turismo viene progressivamente a caratterizzarsi come una particolare forma di articolazione del rapporto fra qui e altrove, come processo legato all'interesse per il diverso, per il nuovo, per l'altrove. Bisogna allora chiedersi come avvenga che la conoscenza di ciò che non rientra nelle proprie abitudini di vita, e che comporti il confronto con visioni del mondo differenti dalla propria, diventi un incentivo a mettersi in viaggio. In questo contesto, l'avvio dell'industrializzazione, insieme ai rivolgimenti di ordine politico, a cominciare dalla Rivoluzione Francese, e dalla modernizzazione, producono un incremento della complessità sociale tale da rendere sempre più inadeguata la stratificazione. Ci troviamo perciò di fronte, com'è noto, al mutamento strutturale che ha permesso la comparsa della differenziazione funzionale. Il concetto di riferimento non può che esser quello di umanità che potenzialmente può includere chiunque. Il far parte attiva della società infatti non è più strettamente legato a criteri di discendenza e non è più la gerarchia fra strati a stabilire da che parte vada la comunicazione, ma ciò che conta è rientrare nel funzionamento della società nel suo complesso. La categoria sociologica dello straniero rappresenta l'unità delle due determinazioni e riconosce la relatività della nozione dello straniero. Vuole dire che è il concetto stesso a comprendere vicinanza e lontananza, estraneo e familiare poiché ora “l'essere straniero significa che il soggetto lontano è vicino”. L'uguaglianza ontologica tra esseri umani da categoria astratta diventa una pratica concreta di accettazione di una differenza. Tale pratica permette di interessarsi del diverso senza sentirlo estraneo, e trova proprio nella differenziazione funzionale la configurazione sociale più adeguata per manifestarsi. Tempo libero: Il tempo libero diviene l'ambito nel quale dirottare quella dimensione della vita dedicata alla realizzazione di se stessi al di fuori quindi dell'alienazione lavorativa e di contesti esperiti come inautentici e inadeguati alla costruzione armonica della propria identità. Vacanze e turismo: le tappe di uno sviluppo per tutto il 1800 i turisti sono i nobili proprietari terrieri, liberi professionisti e lo strato superiore del vecchio ceto medio. Il turismo presenta un carattere multi-stagionale, ancorato cioè alla disponibilità praticamente illimitata di tempo della classe aristocratica. Lunghi soggiorni invernali nelle città del mediterraneo, stazioni termali prima e balneari poi per i soggiorni estivi, residenze rurali per i titolari di rendite. Le stagioni intermedie sono l'ideale invece per il soggiorno nei grandi laghi alpini e soprattutto nelle capitali europee, senza trascurare i viaggi verso le mai dimenticate


origini della civiltà europea. La seconda tappa va dalla fine della guerra franco prussiana fino alla fine del secolo. Ai turisti della fase precedente si uniscono ora i membri dello strato superiore e parzialmente dello strato medio dei funzionari e degli impiegati. Grandi alberghi per la clientela aristocratica, speculazione fondiaria, promozione delle stazioni marittime invernali, splendore della Costa Azzurra per un pubblico cosmopolita e vario, parallela introduzione della villeggiatura a buon mercato sono le tappe che conducono alla fase successiva. La terza tappa si delinea nel periodo antecedente la prima guerra mondiale per poi svilupparsi nel dopoguerra. Il periodo storico segna il definitivo tracollo politico ed economico delle monarchie e delle aristocrazie europee. I protagonisti del mercato turistico diventano gli occupati dello strato medio-alto che ottengono con il lavoro la loro unica fonte di sostentamento. La quarta tappa è quella che va dagli anni 20 del 900 fino al dopoguerra. La categoria dei turisti integra piccoli impiegati e lavoratori. Alla luce quindi di una serie di dinamiche che vedono il progressivo accesso delle fasce economicamente più deboli della società ai contesti emergenti del consumo, il diritto al tempo libero si traduce in un dovere di appartenenza alla società di inclusione. Son queste le basi per l'emergere del turismo di massa e per la sua corretta definizione che rimanda all'insieme dei processi di diffusione nella società e di concentrazione nel tempo dei comportamenti turistici. Il turismo di massa, come esito della democratizzazione del viaggio è legato al vissuto urbano che a sua volta costituisce la piattaforma ideale per l'origine dello sguardo turistico di massa. 4 turismo di massa e cultura del loisir il turismo di massa, correlato com'è alle dimensioni socio-comunicative della modernità, assume in sé le due valenze performative del viaggio: l'efficacia rituale, la tensione verso il contatto perturbativo e trasformativo con l'altrove e l'intrattenimento, il gioco, lo svago, la capacità riflessiva, il contatto con la realtà dell'immaginario. 1. Verso una definizione di massa Concentrazione di grandi masse di lavoratori salariati nelle fabbriche e nelle aziende organizzate in base agli schemi della produzione industriale, divisione del lavoro, questi sono i caratteri della società industriale ai quali vanno correlati la progressiva urbanizzazione e scolarizzazione, separazione fra luogo di vita e di lavoro, fra sistema familiare e professionale. Il punto è che la massa, come la folla, vista attraverso lo sguardo di tradizioni culturali e intellettuali ancora influenzate dagli antichi regimi aristocratici e di casta, mostra di avere un corpo senza testa per cui difficile da controllare. 2. l'industria culturale e il turismo come industria il processo di industrializzazione riguarda anche la produzione e diffusione della cultura che si è configurata a partire dalle origini metropolitane come iniziale conflitto fra cultura delle élite e culture dei consumi affermatesi con i primi processi di industrializzazione e massificazione. Morin porta a vedere come il consumo della cultura di massa si inscriva in maniera significativa proprio nello svago moderno, nel loisir, che non è soltanto l'accesso democratico ad un tempo libero privilegio delle classi dominanti ma è


il frutto dell'organizzazione stessa del lavoro burocratico e industriale. Il loisir non è più soltanto lo spazio vuoto del riposo o del recupero psicofisico, bensì la possibilità di avere una vita di consumi. Eventi e attività di loisir privilegiano perciò le dimensioni dell'intrattenimento, del gioco spettacolo come tendenza performativa che si esprime in maniera alquanto significativa nelle vacanze moderne. Queste, rappresentano il tempo autenticamente vivo e vissuto, rispetto a quello esangue e sclerotizzato dell'anno lavorativo. Tempo dei piaceri e dei giochi in cui si ritrova il gusto nella rappresentazione delle attività ancestrali e dove se ne scoprono di nuove; spazio ludico e infantile dove applicare la logica congiuntiva del come se. Il turismo dal canto suo, si traduce in un grande viaggio spettacolo in un universo fatto di paesaggi, monumenti, musei. La complessità del loisir moderno appare nei villaggi vacanze dove l'organizzazione è razionalizzata, pianificata, regolata al minuto, a suo modo scientifica. Se quindi il senso della vacanza va colto nella cornice della produzione simbolica della cultura di massa e della promozione dei valori privati, tutto questo va anche messo in relazione con la decadenza dei significati del lavoro, della crisi dei grandi sistemi di valore e che possono essere compresi nell'idea più generale delle grandi narrazioni. 3. un nuovo sistema per la società la cultura di massa degli anni 60 rappresenta il culmine del passaggio dalla stratificazione alla differenziazione funzionale e la ridefinizione del rapporto tra individuo e società. Sul versante degli individui, la partecipazione attiva alla società consiste nella capacità di sviluppare un adeguata competenza comunicativa e a prendere parte a tutti i sistemi di funzione nella disponibilità cioè a fare da base materiale per la riproduzione della comunicazione. Lo scenario è dunque quello della complessità, della contingenza e di una nuova edizione del senso. Se infatti con complessità dobbiamo intendere la condizione in cui l'elevata numerosità degli elementi di un sistema e delle relazioni tra di loro fa si che quello stesso sistema non sia in grado di trattarle tutte contemporaneamente, allora ciò vuol dire che il sistema deve essere capace di selezionare. Ma tale operazione dipende dal senso, ossia da quella particolare forma dell'esperienza basata su selezione e rinvio. Questo vuol dire che se da un lato il senso permette di selezionare cioè di scegliere e di ridurre la complessità, è vero anche che le scelte non fatte restano a disposizione su uno sfondo cui è sempre potenzialmente possibile rinviare. La società cioè fornisce la chance di mettere l'accento sulla dimensione del senso che valorizza il lato della selezione. In questi termini ogni scelta vale perché qualifica l'esperienza di ognuno come qualcosa di unico, separato, soggettivo. Tuttavia la differenziazione funzionale suggerisce anche un altra lettura del senso e della complessità: rivela la presenza sempre più spinta della necessità di porsi sull'altra faccia della medaglia del senso, dalla parte del rinvio. Il possibile altrimenti. In quest'ottica viene abbandonata l'enfasi posta sull'eccedenza del possibile, sul fatto di avere tante chance a disposizione. Questo vuole dire che l'aumento di complessità sociale non viene più visto come condizione favorevole alla determinazione di un esperienza che ha valore perché è differente, unica, personale. Con la differenziazione funzionale la maggiore ricchezza del senso è data dalla caduta


di certi vincoli strutturali, quelli dell'antica disposizione gerarchica per i quali i rapporti fra interlocutori sono determinati da differenze disposte in verticale. È lo stesso meccanismo osservato nell'evoluzione delle coppie di contrari che porta alla reversibilità dei termini locale/straniero e che qui significa che la differenza fra le cose non può essere più pensata in base alla differenza di valore fra di esse, bensì come differenza senza valore, come equivalenza. La società moderna presenta una struttura che prevede e tiene insieme queste due dimensioni conflittuali. In questo sta la sua elevata complessità. La pratica del viaggio e la sua progressiva trasformazione mettono in luce, l'emergenza di un nuovo sottosistema di funzione che possiamo connotare come sistema del tempo libero e del turismo. Allora, dove risiede l'importanza di questo ambito della società? Il compito svolto dal sistema turistico e del tempo libero è di alleggerire il tasso di faticosità psichica dovuto al complicato processo di costruzione dell'identità degli uomini. Essi infatti si trovano a dover rendere compatibile la partecipazione a tutti i sistemi di funzione e si ritrovano a dover conciliare la necessità di operare scelte sensate con la qualità del rinvio che invece mette l'accento sul possibile altrimenti, sul fatto che per la società ogni scelta compiuta equivale ad un altra. Perchè l'importante è che la comunicazione si riproduca sempre. Come dire: la conquistata libertà di sognare i propri sogni, vivere la propria vita, si scontra con il fatto che per la società nel suo complesso le differenze che contano per i singoli non hanno valore. Si tratta in definitiva di questioni che giocano su due modelli in cui può risolversi il senso del viaggio e della vacanza nella modernità: 1. per chi riesce, vacanza e viaggio possono essere considerati come l'occasione buona per verificare il proprio essere se stessi, la validità delle proprie scelte in termini di valore, senza il disagio e la schizofrenia della presenza etica del senso. 2. Per chi invece trova ancora difficoltà la vacanza e il viaggio possono rappresentare il modo in cui sperimentare quello che nel quotidiano non si riesce a fare, sperimentare cioè il piacere della differenza. 5 viaggio e turismo nella società contemporanea nella società-mondo l'identità sociale si costruisce in riferimento alla categoria universalistica dell'umanità. Se ognuno è potenzialmente un turista, può esserlo ovunque purché si metta nella condizione di guardare con occhi stranieri una particolare realtà sociale, che si ponga cioè come osservatore esterno. Sguardo turistico di Urry: predisposizione ad applicare la distinzione binaria ordinario/straordinario nelle sue molteplici articolazioni che dipendono anche dagli elementi contestuali e dal frame metacomunicativo in cui il turista colloca il suo sguardo. L'esperienza turistica va definita allora come quella particolare prospettiva di osservazione esterna che ci permette di vedere in altro modo una particolare realtà sociale e che pertanto va interpretata tenendo conto di molteplici fattori che chiamano in causa anche i cambiamenti del tempo libero. La stessa complessità postindustriale va vista alla luce dell'affermazione della prospettiva postfordista dell'organizzazione del lavoro non più basata sulla definizione rigida di regole, ma portata a privilegiare piuttosto, come risorse produttive, le qualità delle persone, le competenze comunicative, le attitudini che valorizzano quel tipo di


economia della conoscenza in cui si stempera la netta distinzione fra modi e tempi del lavoro e modi e tempi del tempo libero. Se dunque le qualità individuali diventano interessanti per il sistema produttivo contemporaneo, che le coglie in relazione alle pratiche del tempo libero, questo vuol dire che abbiamo a che fare con uno stadio del loisir che senza perdere le sue connotazioni originarie, diventa un contesto nel quale gli individui trovano nuove possibilità di espressione. Il loisir è un luogo di azione per entità individuali e collettive che non possono più essere definite nei termini della massa ma che si presentano oggi come manifestazione di una pluralità di matrice relazionale, non strutturata, che si costruisce come insieme identitario dotato di vita propria, come moltitudine. Si manifesta cioè in quelle forme neo tribali visibili non solo nei contesti urbani ma nei territori mediali e soprattutto in quella gamma di performance culturali e collettive, cerimonie di massa che configurano forme della partecipazione di stampo antico ma a partire da un nuovo spirito del tempo. Serious leisure: tempo da dedicare a se stessi che diventa performativo, efficace, da impiegare perciò anche in direzione della realizzazione di scelte capaci di fare la differenza anche e per via del tempo libero. Si tratta, in definitiva, di fenomeni che non soltanto sono interpretabili alla luce della co-evoluzione fra forme del sociale e forme della comunicazione ma che mettono in evidenza l'emergenza di modi sempre altrimenti possibili per attivare lo sguardo turistico. Il turista è colui che nel suo tempo libero spende denaro, si avvale di certi diritti e doveri, fruisce delle bellezze dei luoghi, si prende cura del suo corpo, incontra altre persone, vive una doppia morale, legge le riviste specializzate, si informa e naviga in internet. Il turismo è quindi un fenomeno adeguato alla contingenza del moderno, al superamento del principio di non contraddizione e risponde alla necessità che la comunicazione si riproduca. Ci troviamo di fronte a tutti quei casi utili a dimostrare da un lato il legame che sussiste tra un viaggio come metafora e l'immaginario collettivo contemporaneo e dall'altro a mettere in luce le leve emotive che vi si associano: turismo alla ricerca di altrove, del diverso in quanto tale, turismo e trasgressione, turismo e avventura, turismo e sfida, turismo e benessere. Tutte spinte dalla creatività che il marketing può utilizzare per approntare strategie di risposta ad una domanda sempre più diversificata. La stretta correlazione tra turismo e sistema economico spiega infatti come il turismo sia anche il luogo di osservazione del sistema economico stesso di cui incorpora e chiarisce i mutamenti. È sempre in questo contesto che il viaggio può rientrare in quel processo produttivo e ricettivo che trova oggi nel concetto di performance un interessante snodo teorico e pratico. L'idea infatti che il consumo turistico si presenti come spazio di creazione performativa di stampo emozionale nel quale si possono vivere esperienze memorabili, si scontra oggi con quella che pare essere ancora una delle mitologie forti dell'immaginario legato al turismo che nasce proprio dalla distinzione locale/straniero e dall'idea che il viaggio sia una possibilità per sperimentare l'altro, il diverso, nella sua autenticità.


1. Turismo e consumo vocazionale il turismo, proprio perchè rientra nelle aree del tempo libero necessita di essere trattato tenendo conto del valore che può ricoprire per le persone della societàmondo. La società cioè che comprendendo tutte le comunicazioni possibili ha bisogno di fondarsi su un principio di equivalenza tra le possibilità che offre. Il viaggio può essere vissuto come esperienza sensata solo in quanto non contingente, se è in grado cioè di fare la differenza, se fa parte del processo di individuazione di ognuno, come risultato di una selezione che va dalla progettazione di una breve vacanza evasiva fino al cosiddetto turismo esistenziale, di telespettatore o di viaggiatore. Questo modo di pensare all'esperienza turistica può essere ricondotto all'idea di consumo vocazionale, all'idea cioè di un consumo legato al bisogno di orientarsi alle proprie distinzioni soggettive, di rappresentarsi. È legato in altri termini al bisogno di esprimere una vocazione turistica attraverso la quale si esercita un investimento identitario, simbolico, che può essere anche fedele e selettivo. La neo-comunità cui si sente di appartenere nella scelta dello stile di turismo, può essere dunque un modo di sperimentare il piacere della differenza. In questo senso il turista vocazionale è colui che applica la prospettiva interna, non tanto e non solo per affinare lo sguardo turistico, per accrescere cioè la sua carriera turistica e per diventare così bravo da ricercare il vero e l'autentico, ad esempio praticando un turismo sostenibile, quanto per acquisire la consapevolezza di essere esso stesso il concreto produttore di un esperienza che poggia su un immaginario performativo che passa attraverso il fare, il sentire, l'immergersi nelle cose con la mente e con il corpo. Capitolo 2 – Il viaggio fra immaginario e comunicazione Il viaggio e il turismo appartengono al desiderio, al sogno ad occhi aperti, allo stato estetico e poetico dell'uomo. Si deve tenere conto del passaggio da un immaginario di stampo rappresentazionista basato cioè sulla riproduzione del reale e sulla dominanza della dimensione visiva dell'esperienza, ad un immaginario prevalentemente performativo, che produce un tipo di rappresentazione costruttivista per la quale la realtà del viaggio, come del turismo, dipende da chi ne fa esperienza a cominciare dalla capacità di osservare turisticamente, riconoscendo le reversibilità del rapporto tra qui e altrove. In questo senso l'immaginario performativo può ritenersi come un prodotto di processi comunicativi che tendono a privilegiare la dinamica esperienziale, interattiva, immersiva, sensoriale e tattile. Questo passaggio va visto in accordo con l'evoluzione dei linguaggi mediali e va messo in relazione con la transizione che procede dalle forme derivanti dalla scrittura e dal carattere iconico dei grandi media, alle forme partecipative fondate sulle grammatiche del digitale e delle sue derive. La relazione tra rappresentazione e performatività permette dunque di comprendere meglio la portata della proliferazione di offerta turistica e il moltiplicarsi di modi, possibilità, di essere turisti e viaggiatori. ●

Immaginario rappresentazionista del viaggio Il viaggio per il viaggio, cioè quello non motivato da necessità di lavoro o altro è quel tipo di pratica liminoide che si struttura in maniera circolare secondo le fasi


di partenza, transito, stanzialità temporanea, ritorno e che permette di uscire dalla quotidianità. Per immaginario rappresentazionista si intende l'insieme di immagini, simboli, descrizioni volte a costruire una rappresentazione fedele e puntale della realtà. Ci troviamo perciò nel campo di azione del pensiero positivista, della scienza realista della cibernetica di primo ordine per quale i fenomeni sono osservabili e riproducibili in quanto tali, in una parola:rappresentabili. Ne consegue l'idea che sia possibile cogliere l'autenticità delle cose, dei luoghi e dei popoli, delle culture. Aspetto che non è certo irrilevante per l'analisi del turismo e per gli approcci che vi si sono applicati. ○ il viaggio scientifico il viaggiatore serio è colui che ammette limiti e parzialità della propria esperienza. La caratterizzazione del viaggio scientifico sta sul versante dell'egemonia del piano denotativo del simbolico e nella svalutazione dell'immaginario che connota quello che Gilbert Durand ha definito il paradosso della cultura occidentale sempre in bilico fra la necessità di negare il valore dell'immaginario e il produrre forme di resistenza che lo valorizzino.

Le discipline di osservazione e di descrizione dei fenomeni hanno comportato la revisione delle modalità e dei caratteri del racconto di viaggio. L'immaginario rappresentazionista comincia quindi con il proto-turista rinascimentale, il viaggiatore scienziato del Grand Tour per il quale il viaggio di formazione si caratterizza come esperienza sensoriale basata prevalentemente sulla vista che si sviluppa attraverso i linguaggi della scrittura e della lettura. ○ viaggio da scrivere, da leggere la stampa ha avuto il merito di assicurare le tradizioni testuali in accordo con i compiti e con il prestigio di cui hanno potuto godere i viaggiatori umanisti, inoltre ha avuto il ruolo di rendere popolare la letteratura di viaggio, mentre il circuito informativo basato sui testi stampati ha reso possibile la distinzione chiara fra ciò che poteva essere considerato conosciuto e ciò che non lo era: conseguenza logica dell'incipiente sviluppo del sistema dei media e della sua funzione. Grazie alla stampa il viaggio può attualizzare la possibilità di andare oltre la conoscenza comune, rivelarsi importante, insieme al racconto, se e qualora si mostri in grado di aggiungere elementi nuovi alla conoscenza.

La valorizzazione dei sensi e della vista va trattata come una delle cause che stanno all'origine di quell'ideologia del viaggio serio che è rimasta valida per altri 4 secoli sopratutto per chi ha considerato il viaggio come un modo per ottenere l'esperienza diretta del mondo, secondo un idea dell'esperienza come porta di accesso alla verità oggettiva. Sta di fatto che sono proprio i membri di questa nuova professione gli artefici di nuovi metodi di viaggio, coloro che hanno definito le categorie dell'osservazione, le tecniche per registrare le esperienze e redatto le guide d'Italia e Francia. Nell'epoca pre-industriale il viaggio è stato il mezzo primario per indagare sulla realtà sociale, i racconti dei viaggiatori hanno fornito la materia prima per l'elaborazione statistica delle informazioni insieme alle loro lettere. Dal rinascimento in poi il viaggio si è qualificato come un metodo strutturato ed elaborato per impadronirsi del mondo anche in forma di notizie e questo è diventato il motivo ufficiale per viaggiare: vedere e conoscere il mondo, registrarlo e metterne insieme un immagine completa e particolareggiata. Produrne una rappresentazione.


Quando la rigida organizzazione del GT inizia a declinare, lo strumento ideale per il nuovo esploratore è la guida, piccolo libro tendenzialmente descrittivo, topologico, rigoroso, che lascia poco spazio al racconto per rendersi informativo, mentre dal canto loro i romanzi illustrati basati più sul racconto dei luoghi che dei personaggi, contribuiscono a trattare il viaggio stesso come un oggetto rappresentabile per discorsi e immagini. La funzione svolta dal Baedeker, la prima guida stampata, consiste proprio nel suo costituirsi come prontuario per entrare in rapporto con l'ambiente e con la gente in maniera autonoma. panorami e pittoresco verso la fine del sec però comincia a farsi strada un altro modo di intendere il compito e lo spirito del viaggiatore. Immagini, rappresentazioni, visioni del mondo, hanno quindi contribuito alla definizione di quello che chiamiamo immaginario rappresentazionista del viaggio e che si caratterizza per la sua cifra prevalentemente iconica. ○

La combinazione del viaggio come il desiderio di pittoresco, comune in tutta Europa con alcune varianti nazionali, è diventata in Inghilterra una vera istituzione anche grazie al ruolo giocato dalle guide strutturate in modo da istruire il turista su come cercare e catturare nei propri schizzi e scritti i paesaggi pittoreschi, così da fissarne l'immagine separandola dalla monotonia degli elementi circostanti. Per i viaggiatori in patria un importante elemento che ha giocato a favore è il giardino romantico inglese. La messa a punto di un immaginario rappresentazionista va proprio rintracciata nel rapporto tra la concezione del reale e la sua possibilità di osservarlo e di rappresentarlo. Tuttavia rappresentare è un operazione dell'immaginario che è anche una forza creativa, che gioca costantemente a dimostrare la realtà stessa dell'immaginario. Su questa logica l'onda del pittoresco si è alimentata parallelamente all'immaginario dell'avventura, che come sappiamo è elemento irrinunciabile della ricerca di altrove. Alla quale però si trova sempre il modo per costruire degli argini rassicuranti. Lo sguardo panoramico dà corpo all'epistemologia positivista. Si pone come nuova tecnica della visione in grado di mettere in rilievo la separazione dell'osservatore dal paesaggio che viene sempre guardato da fuori. Questo può succedere perchè è il mondo stesso ad essere considerato un oggetto che può essere conosciuto così com'è e che può essere riprodotto nei dipinti delle dimore cittadine, nella riproduzione di paesaggi. Un modo per perseguire il desiderio borghese di appropriarsi simbolicamente del mondo attraverso la messa in cornice dell'altrove e dei suoi panorami. ○ sguardi attraverso l'attivazione di uno sguardo ampio ha avuto la caratteristica di mettere in moto il paesaggio secondo la velocità decisa dallo spettatore. A bordo dei piroscafi e dei treni i viaggiatori hanno appreso a rapportarsi in modo nuovo con il movimento e con il paesaggio mentre la velocità con cui il paesaggio scorre dai finestrini richiede nuove modalità percettive. È per questo che le prime guide sui viaggi in treno suggeriscono in che direzione sedersi, consigliano di fissare oggetti lontani quando si guarda fuori dal finestrino, di chiudere gli occhi in galleria. Il successo della contemplazione di panorami in movimento procede con l'evoluzione di una progressiva abitudine allo sguardo in movimento e all'ottica video che andrà a connotare l'analogia fra turismo moderno e cinema per via della successione percepita delle immagini.

Il carattere della nave da crociera si presta a mettere in luce la tendenza a ricreare il comfort e la domesticità del viaggio, ad avvalersi della ricostruzione di un ambiente


chiuso e familiare che fa stare fermi e in movimento. ○ panorami in città il soggetto moderno comincia a percepirsi in relazione all'intera umanità, ridefinendo così anche il rapporto con l'altro in termini di reversibilità: qui e altrove, locale e straniero sono appunto categorie interscambiabili. La metropoli però riesce ad essere lo spazio ideale di quei processi di massificazione che riguardando anche lo sviluppo degli apparati di produzione e consumo, l'organizzazione del lavoro e del tempo libero che caratterizzano la nascita e lo sviluppo del turismo di massa.

Ciò che i panorami possono mettere bene in evidenza è la logica dell'intrattenimento che sembra sostenere tale dilatazione dell'immaginario del viaggio e dei suoi significati. Se infatti l'intrattenimento segna la definitiva separazione tra una realtà che può essere rappresentata anche con effetti speciali e di finzione scenografica e la realtà vera, quella di prima mano, vissuta concretamente, allora si è generata un ulteriore modalità di vedere il mondo: realtà e finzione convivono nello spazio di azione della metropoli. Il flaneur benjaminiano è quel tipo di viaggiatore che applica lo sguardo dello straniero sulla città, uno sguardo che si costruisce nel camminare cioè ancora una volta in movimento. La città stessa è a sua volta un paesaggio da esplorare ma è anche il contesto ideale per radicarsi, insieme ai panorami, del cinema, agente formidabile per la caratterizzazione dell'immaginario collettivo. In altre parole viaggio e turismo si sviluppano in omologia con le video-culture e la loro progressiva caratterizzazione. Il delinearsi di uno spazio estetico, è il presupposto per la nascita di un industria dell'immaginario che è quella dello spettatore/viaggiatore moderno, il cui sguardo viene ammaliato dai giochi di superficie. La relazione tra lo sguardo panoramatico, dai panorami, dalle fantasmagorie e il contesto metropolitano permette di cogliere l'essenza dell'esperienza turistica nel rapporto fra gli elementi della spettacolarità tipica dell'intrattenimento di massa e il principio di iperrealtà connaturato nello sviluppo dell'ottica e delle tecnologie della visione. La dimensione fantasmagorica e la sostanziale istanza realistica costituiscono il cuore della natura rappresentazionale di tali ambienti che consentono sguardi inediti sul mondo. La correlazione tra cinema e viaggio è anche quella che consente ancora a Morin di definire il turismo come un grande viaggio-spettacolo nell'ambito di un universo di paesaggi, di monumenti, di musei. Il turismo moderno presenta delle analogie sorprendenti con il cinema perchè come quest'ultimo si presenta come successione percepita di immagini, ininterrotto piacere visivo. Un panorama inedito che integra i cartelloni pubblicitari al tragitto che porta verso orizzonti esotici. D'altro canto l'essenzialità del turismo di massa trova un accoglienza adeguata nella familiarità della pensione della riviera e rimanda ad un idea di vacanza che mantiene, nei contenuti, la sua originaria ambivalenza. Quella della tradizione delle stazioni termali di aristocratica e borghese memoria con i suoi margini di trasgressione che si trasmutano in linguaggio triviale delle 4 s: sun sea sand sex. L'immaginario rappresentazionista si sostanzia in una propensione al visivo forgiata dall'industria culturale e che trova nella forma del turismo per tutti la sua più evidente manifestazione. ○ panorami in circolazione la ricerca del pittoresco come modalità di sperimentare il paesaggio in forma pittorica


va messa in relazione con lo sviluppo nel xix sec delle tecnologie che hanno permesso di illustrare le esperienze turistiche in maniera diffusa e alla portata di tutti. La macchina fotografica è lo strumento chiave di questo passaggio insieme al suo prodotto cruciale per la rappresentazione turistica. La cartolina spiega il processo che permette di riprodurre le località visitate in immagine, di ridurle per dar loro forma secondo precise grammatiche di inquadratura e per renderle oggetti di consumo prodotti in serie. In poco spazio l'immagine esprime la consapevolezza delle strategie dello sguardo, produce effetti speciali; il supporto cartaceo quindi assorbe i luoghi, le loro essenze, i loro miti. Nei dispositivi della cartolina, si rintraccia il carattere del viaggio borghese, l'identificazione del viaggiatore con il consumatore. La cartolina opera come miniaturizzazione del finestrino, un oscillazione tra qui e altrove. Se da un versante la diffusione delle macchine fotografiche, delle cineprese, ma anche delle telecamere, delle videocamere, dei cameraphone, operano verso quella concretizzazione del visibile che da forma ai racconti e ai racconti di viaggio, questi mezzi contribuiscono ancora alla ricerca e alla messa in cornice del panorama, del pittoresco che non è altro che l'identificazione di qualcosa che è degna dell'immagine. ○ il souvenir questi oggetti stanno lì a dimostrare come a volte il desiderio di altrove possa tradursi e ridursi ad una piccola attività predatoria di oggetti e significati che una volta decontestualizzati diventano oggetti senza valore. L'oggetto-ricordo può anche essere pensato come un esempio di feticcio, oggetto capace di esprimere la metonimia della parte per il tutto, della memoria del turista e dell'alterità che rientra nei processi con cui si entra in contatto e in relazione con gli altri e con il mondo. ○ la cosa da vedere il concetto di sight è quello che sembra esprimere meglio di altri il ruolo che la dimensione iconica ha giocato e gioca nella definizione dell'immaginario rappresentazionista. La sight è un immagine allo stato puro, può essere intesa come processo di riduzione e annullamento dell'autenticità per un individuo spinto esclusivamente verso la cosa da vedere oppure come l'elemento indispensabile di un frame che apre al simbolico, al sogno, all'accesso verso un mondo altro, anche di finzione.

I sightseeing tour che ci propongono nelle grandi capitali europee sono una forma tipica dell'immaginario rappresentazionista del viaggio che mantiene il suo appeal e che trova riscontro nella comunicazione mediale. Virtual Tour hanno sostituito la presenza in carne ed ossa della hostess con la sua immagine video. Come dire un tour con accompagnatore in tele-presenza dove ciò che conta è l'immagine in sé, non solo la sight dunque, vista dai grandi finestrini dei pullman di ultima generazione, ma anche la guida, simbolo stesso del tour organizzato. Queste forme di rappresentazione sono le dirette eredi delle affiche pubblicitarie del 900, la stessa logica riguarda sia la dimensione della foto ricordo intesa come immagine personale da conservare, sia quella forma del consumo dimostrativo rinvenibile nella ormai decaduta pratica sociale dell'esposizione casalinga delle diapositive del proprio soggiorno all'estero. L'immaginario rappresentazionista è adatto quindi alla presentazione di un esperienza che in qualche modo è decisa da fuori, eteroprodotta, adeguata al modo di


funzionamento e alle logiche prevalentemente visive dei media generalisti. L'immaginario rappresentazionista si sviluppa pertanto su due versanti: ✗ da un lato si caratterizza come punto di vista sul viaggio, come teoria fondata su un idea di realtà data, autentica di per sé, che non dovrebbe poter essere colta, ✗ dall'altro riguarda delle precise modalità di comunicazione del viaggio che ne mettono in luce la qualità iconografica e che ne enfatizzano la dimensione visuale. ● l'autenticità, ovvero la ricerca del diverso in quanto tale medium tra viaggiatore e paesaggio, riconfigurazione del modo di percepire, conoscere e dominare le categorie spazio-temporali producendo forme comunicative e comportamenti nuovi.

A cominciare dalla dinamica dello sguardo sempre più portato a farsi panoramico ed in movimento grazie all'ottica video che va letta in relazione ad un importante serie di fenomeni che possono essere brevemente ripresi: dalla messa in mostra e dalla spettacolarizzazione delle merci, all'evoluzione di una cultura visiva che va dalla fotografia al cinema e che trova nell'immagine inquadrata dei finestrini dei mezzi di locomozione il vero luogo emergente dell'esperienza moderna del viaggio. Logica dell'intrattenimento intesa nei termini della creazione di spazi inscenati in grado di mostrare il distacco tra una realtà concreta, vissuta e una realtà tradotta in rappresentazioni collettive. Attorno al viaggio e alla vacanza si producono flussi comunicativi e visioni che prescindono dal senso individuale, si sganciano dai vissuti concreti, specifici e unici dei moderni viaggiatori, si produce pertanto la comunicazione adeguata alla promozione di un desiderio di vacanza astratto e generalizzato. ○ Sightseeing il turista non può che andare verso le immagini delle cose che in quanto tali non possono che essere inautentiche, simulacri del reale, pseudo eventi costruiti ad hoc dai locali, decontestualizzati, messi in vetrina e resi così informazione allo stato puro.

La sight non è altro che il condensato simbolico del luogo da visitare, che si tratti del monumento famoso come del pittoresco popolo locale che vi abita. Ecco allora che lo stesso rapporto locale/turista assume su di sé la distanza fra realtà reale e realtà fittizia, giocata ad esempio nel rapporto tra frontstage e backstage, fra la scena preparata per i turisti e le zone nascoste solo per i locali, difficilmente penetrabili se non a fronte di un adeguata competenza comunicativa del turista che migliora la sua carriera e si avvicina alla realtà vera dei locali. La volontà di conoscere il diverso in quanto tale è un esigenza paradossale perchè se il diverso assoluto potesse essere colto allora non sarebbe più diverso. La consapevolezza del carattere fittizio della pretesa di cogliere un realtà autenticamente diversa la troviamo anche nelle tipologie di analisi di Cohen quando richiama la situazione dell'autenticità rappresentata che corrisponde allo spazio turistico protetto di MacCannell. Turisti, vacanzieri, viaggiatori, vedono e sentono in modo autentico indipendentemente dal giudizio dell'osservatore in rapporto alla cultura ospitante. Questo vuol dire operare un'inversione di rotta rispetto alle ricerche classiche.


La realtà esterna può creare irritazioni, disturbi, essere vissuta come qualcosa che incide negativamente sulle categorie conoscitive ma i disturbi possono essere colti solo nelle forme e nei modi dell'osservatore medesimo. Il turista vive una differenza che fa differenza, un esperienza niente affatto fittizia, indipendentemente dall'autentica autenticità in cui si colloca. Se il turista coglie le immagini e non le cose allora quello che vede non è poi così importante. È sicuramente più rilevante e interessante osservare se stessi, mentre si vede poiché più che le caratteristiche intrinseche degli oggetti e delle situazioni con cui si impatta sono le immagini in sé in quelle situazioni a contare. ● la sight: una visione mediale Morin definisce la vacanza come un elemento centrale della cultura del loisir e quindi la sight stessa, come porta d'accesso al regno magico dell'immaginario. È quindi la conciliazione fra la concezione costruttivista e performativa della sight e il riconoscimento giocato dai media nella produzione diffusione della stessa che può condurre verso le forme emergenti del viaggio e del turismo contemporanei. In altre parole la molteplicità di modalità e forme con cui l'esperienza turistica si traduce nelle logiche dei media, nel modo di funzionare e intendere la comunicazione come multimedialità, mostrano insomma come i media portino alle estreme conseguenze l'idea del viaggio come pratica e metafora dell'immaginario collettivo della società mondo sempre più metaterritoriale e diffuso.

L'altrove può anche non essere rappresentato dalla vita quotidiana vissuta dai locali ma da qualcosa in grado di concretizzare i sogni ad occhi aperti, il virtuale, il possibile altrimenti di un vissuto noto e conosciuto e che in questi luoghi si presentifica qui, adesso, per me, in forma spettacolare. Le tecnologie di rappresentazione del mondo e di produzione delle forme dell'immaginario contemporaneo spostano la prevalenza dei loro linguaggi dalla ripresa della realtà alla sua costruzione artificiale. vedere un corpo, sentire con la mente. Verso l'immaginario performativo del viaggio Alla luce dell'approccio basato sull'idea della realtà observer dependent possiamo facilmente renderci conto del fatto che qualsiasi rappresentazione del viaggio ma anche di luoghi e persone da visitare, non può che essere un processo di costruzione di un osservatore, sgombrando così il campo a tutta una serie di assunti critici sull'idea di autenticità. Sul versante del sociale e delle logiche di funzionamento della società mondo, l'evoluzione e di cambiamenti del sistema turistico, così come della più generale propensione a viaggiare, vengono fatti dipendere dai fattori connessi alle trasformazioni del tempo libero derivanti dall'economia post-fordista, così come dall'inserimento della pratica turistica nell'ambito del consumo. Il tempo libero non marca più una differenza così netta dal lavoro, si inserisce nel suo flusso appunto, attiva una prospettiva di osservazione che concilia le due dimensioni. Il lavoro è cambiato e così il suo rapporto con il non lavoro. Il turismo congressuale può rappresentare bene questo stato delle cose. ●

Ethnic travel: organizzazione di pacchetti turistici per le minoranze etniche. Lo spostamento della rappresentazione può essere osservato nel passaggio dalle rappresentazioni etero-prodotte del sightseeing a forme di comunicazione che sembrano sempre più fare affidamento sulla promozione dell'esperienza individuale.


L'immaginario performativo nasce quindi nell'intreccio tra le forme ancora vitali dei media di massa e le logiche del digitale dando vita a forme della comunicazione che producono nuovi linguaggi, nuove modalità della rappresentazione che, privilegiano la dimensione performativa ed esperienziale. ○ tornare alla performance significa osservare attraverso una lente in grado di cogliere i passaggi che procedono dalla teoria sightseeing così come viene connotata dall'immaginario rappresentazionista, all'accezione costruttivista della sight, per giungere poi alla sua espressione in chiave performativa.

La sight si costruisce come immagine etero prodotta che proviene cioè da un esterno che in quanto tale funge da modello di riferimento per le rappresentazioni collettive del viaggio e per l'esperienza individuale che ne consegue. In questo senso sight significa: esperienza dei luoghi attraverso le immagini. La sight però mostra anche un altra faccia, quella che ha reso il viaggio e il turismo moderni una possibilità di accesso, anche simbolico, al desiderio di altrove. ○ turismi speciali il turismo enogastronomico è ancora un esempio evidente di un accezione di viaggio come percorso che va oltre le immagini per procedere verso i sapori, gli odori e la possibilità di conoscere l'altrove in maniera più profonda, cognitivamente e sensorialmente. Senza dimenticare il turismo Heritage centrato cioè sulla salvaguarda del patrimonio culturale e naturale dei siti, gli itinerari neo etici, soggiorni in resort eco solidali ed eco lodge, ma anche turismo dello sport estremo.

immersione sensibile la logica immersiva riesce a rendere evidente la fusione delle due modalità cognitive dell'uomo, quelle che la scienza classica e le forme del sapere hanno tenuto separate: la competenza simbolica e la percezione motoria incarnata. ○

es. ice bar di absolut vodka per richiamare la dimensione metaforica del viaggio o meglio del viaggio come metafora dell'esperienza rappresentata nei termini dell'immersione sensoriale e performativa. luoghi della fiction importante elemento dell'immaginario performativo del viaggio è dato dalla sua connessione con i luoghi della fiction. Un caso da collocare in questa categoria è quello dell'offerta di un week end con delitto ideato da Agatha Christie negli anni 20 dove i vacanzieri si trovavano ad indagare su un delitto di fiction. Ancora, Da Vinci Code Tour . Il fascino del cinema e dei suoi luoghi da origine al cineturismo, particolare frontiera di valorizzazione dei territori. ○

○ Sintesi l'accezione performativa che deriva da quella costruttivista ci dice che il viaggio si costruisce come dinamica di autosservazione, come riferimento interno a partire dalle proprie immagini. Questa esperienza del viaggio è cognitiva, appresa cioè dalla partecipazione alla comunicazione: leggere un romanzo che racconta un altrove nel quale ci si proietta, da cercare anche se non c'è, come la Certosa di Parma, si trasla nei mondi fantastici del cinema, della fiction, su un fondale teatrale magari moltiplicato in video, nei set televisivi, nei paesaggi in computer grafica delle previsioni del tempo o di Google Earth.

Le rappresentazioni performative sono dunque quelle che veicolano l'esperienza


dell'esperienza che a sua volta passa per la dinamica sensoriale per poi andare oltre. Capitolo 3 – Oltrepassare la sight. Immaginario performativo ed esperienza turistica sul piano del sociale viaggio e turismo si connotano dal punto di vista della comunicazione, come strategie di mercato. Ma l'immaginario è un versante della produzione simbolica che che nasce come competenza simbolica individuale, della specie umana. Tragitto antropologico (G.Durand): il doppio versante dell'immaginario, quello individuale legato alla facoltà immaginativa dell'uomo e quello condiviso, diffuso, che rimanda alle mitologie, alle forme narrative necessarie ad una collettività per rappresentarsi. Sul versante del sociale le variabili si collegano ai processi di inclusione, ossia alle dinamiche di costruzione dell'identità che servono per accordare le diverse forme di appartenenza alla società-mondo. Sul piano propriamente individuale invece le variabili del viaggio si traducono invece nelle tattiche con cui le proprie scelte tendono ad essere valorizzate, nel tentativo di contenere la contingenza sulla base della possibilità che la vacanza offre di sperimentare le differenze di valore. La dinamica della performance è quella che permette di osservare il passaggio dall'immaginario rappresentazionista all'immaginario performativo. Detto altrimenti l'immaginario performativo è il punto di vista con cui trattare le immagini del viaggio, come esperienza incarnata. Se dunque le due dimensioni non si escludono a vicenda possiamo provare a rintracciare alcuni ambiti di osservazione delle modalità di messa in opera dell'immaginario collettivo in carica, laddove presenta rappresentazioni del viaggio basate sulla dimensione performativa. ● Il viaggio in TV il turismo può essere considerato un sistema proprio a partire dal circuito comunicativo che attiva e rispetto al quale i media giocano una parte centrale. Un prodotto importante ed adeguato alle logiche dell'industria culturale. Il viaggio è un tema della comunicazione e come tale oggetto di rappresentazioni che da un lato rispecchiano e veicolano l'immaginario turistico e dall'altro specificano i linguaggi mediali e le loro derive. Il carattere metaforico del viaggio è proprio quello che lo rende luogo di osservazione del sociale, della comunicazione, del rapporto con gli individui e i loro vissuti. Infatti se il sistema dei media si configura come sistema di funzione basato sulle sue operazioni autonome è pur vero che nell'ambito dei suoi programmi definisce anche il pubblico con cui si rapporta.

Nel caso di programmi dedicati al viaggio ci troviamo di fronte a dei formati neo televisivi che integrano le dimensioni dell'informazione, dell'intrattenimento, della pubblicità. Si tratta di casi in cui concetti come FACTION, INFOTAINMENT, EDUTAINMENT, ossia di definizioni adeguate allo statuto ibrido delle performance televisive contemporanee, trovano la loro naturale e scontata applicazione. es. Turisti per caso dà voce attraverso l'interattività del sito internet, al racconto, alla condivisione fra telespettatori turisti che si scambiano consigli e che costruiscono guide turistiche non ufficiali che possiamo anche decidere di seguire come se si trattasse di un passaparola.


es. Alle falde del kilimangiaro, definisce il suo obiettivo di intrattenimento popolare. Il programma si occupa di viaggi, approfondimenti e attualità grazie all'intervento di esperti in studio, di momenti dedicati all'intrattenimento e fasi incentrate sull'informazione. La strategia comunicativa dell'intrattenimento è data dal racconto delle impressioni, delle sensazioni, delle emozioni strettamente personali provate dagli inviati che fornisce allo spettatore la possibilità di immedesimarsi o meno, di attivare cioè la capacità riflessiva. La correlazione tra immaginario rappresentazionista e approccio performativo alle immagini, alle visioni del mondo, che il programma veicola è costantemente in azione: la troviamo nel tentativo di evitare gli stereotipi ad esempio in un servizio su LA che trascura Hollywood. Dal punto di vista della rappresentazione del viaggio tali dinamiche sono funzionali a garantire l'accesso all'altrove, alla conciliazione fra una prospettiva esterna utile al riconoscimento della turisticità del mondo e un riferimento interno che riguarda l'autocollocazione di ognuno nella propria esperienza di viaggiatore. ● installazioni turistiche sono molti i luoghi x il tempo libero e a vocazione turistica. La loro diffusione su scala mondiale delinea lo scenario adeguato per osservare la messa in mostra delle collettività e i nuovi comportamenti di svago. L'installazione infatti è un opera creata per esser emessa in relazione con uno specifico spazio che tende a sfruttare le qualità o percorrerne i possibili altrimenti.

Le grandi esposizioni hanno simulato la città mondo, presentificato il futuro, hanno resa visibile a se stessa la massa integrata nella produzione delle merci, nella differenza tra lavoro e tempo libero. In questo senso le esposizioni universali sono servite a produrre le dinamiche dell'immaginario collettivo moderno e la sua diffusione per poi essere messe in ombra dall'espansione dell'industria culturale una volta raggiunta la dimensione di un unica esposizione universale permanente. es. installazione fatta di installazioni di un posto come gli Universal Studios di Hollywood che offrono il Vip Tour fra gli stage dei film e dei serial più famosi del momento. Un tour in cui una speciale guida, un attore comico, conduce in mezzo a scenari cinematografici . es. dimensione ludica del parco a tema: Aquafan. I giochi nell'acqua, gli scivoli, sono tutti modi di messa in azione del corpo in uno spazio liminale, così com'era per le stazioni balneari, in cui sperimentare e socializzare con le estetiche diffuse. es. Forte di Bard- Valle d'aosta. Questa costruzione è stata nella storia una delle fortificazioni leggendarie delle Alpi occidentali, baluardo e porta d'ingresso alla Valle d'aosta e oggi, nel mercato turistico e culturale, agli itinerari del vino, ai vecchi borghi e ai rifugi per il dopo sci. ● il nuovo pittoresco l'estensione delle forme di rappresentazione del viaggio conduce verso l'idea della mobilità come dimensione cognitiva. Su questa base la reversibilità fra qui e altrove si caratterizza come oscillazione dei possibili altrimenti concretizzati attraverso le tecnologie mediali. Questo immaginario è potenziato tra l'altro dalle nuove frontiere del turismo dischiuse dal digitale, internet, e dalla sua evoluzione.

La rete si presenta sempre più come piattaforma di servizi il cui contenuto è


generato dagli utenti che si costruiscono come comunità di viaggiatori e diventa un contesto particolarmente adatto per attivare la prospettiva esterna di osservazione e per correlarla alla dimensione esperienziale interna. Il nuovo pittoresco porta fino alle sue conseguenze più estreme un idea di iperrealtà e verso una rappresentazione del viaggio come esperienza di ri-sensorializzazione attraverso le immagini. In accordo appunto con la dimensione performativa oggetto di queste riflessioni. paesaggi da penetrare Google Earth è uno strumento creato per visualizzare una gamma sconfinata di informazioni geografiche consultabili attraverso un interfaccia interattiva e intuitiva. Nella logica performativa del web 2.0 i file a disposizione sono creati da utenti e da organizzazioni di tutto il mondo e visualizzabili su G.E. Si può godere anche della veduta aerea e visualizzare edifici 3d, dal suolo al tetto, ma anche montagne, canyon, valli, ecc.. ○

Ecco allora che questi nuovi panorami si connotano come immagini-mondo che fanno presa su un tipo diverso di relazione fra vissuto e immaginario proprio perchè si definiscono sulla logica performativa, come esplorazioni polidimensionali e in prospettiva sempre più veramente polisensoriali, come immagini da esperire con il corpo e da far coevolvere con i vissuti. Se il viaggio è una metafora dell'immaginario allora è facilissimo comprendere il trasferimento sui supporti mediali che ne qualificano e percorrono le possibilità. ○ viaggiare in altri mondi, esplorare nuovi paesaggi lungo la scia segnata dall'arte interattiva il trasferimento del viaggio verso nuovi modi percepire e penetrare le immagini del mondo trova nella net art un ulteriore passo avanti.

es. progetto World of Awe hyperfiction basata sul diario di un viaggitore perso nel deserto. L'opera che si serve di una versione aggiornata del manoscritto ritrovato, un computer naturalmente, ripropone l'antico racconto di viaggio che però avvalendosi dei nuovi linguaggi scinde la narrazione in immagini, pagine di diario, lettere scritte ad un amante lontana. In quest'ottica la frontiera del viaggio sembra essere rappresentata dai mondi online come i Mmorpg e SL. A corollario del gioco stanno gli ambienti, i paesaggi da penetrare che si configurano come concretizzazioni dell'immaginario mediale, per esempio fantasy, fantascientifico, futuribile, postapocalittico. La qualità turistica che può essere attribuita ai Mmorpg sta pertanto nella produzione di strumenti ad hoc come le riviste che offrono immagini di architetture e paesaggi. La performatività sta quindi nel fatto che videogiocare significa mappare continuamente gli spazi che ci si ritrova ad attraversare, percorrere itinerari, seguire i percorsi. I mondi hanno la caratteristica di coinvolgere l'intero apparato sensoriale, esigono riflessi pronti, concentrazione, abilità, si configurano come insieme di possibilità da attualizzare, set di problemi da risolvere. Aspetti che troviamo anche in SL dove però la scoperta dei posti e l'incontro con gli abitanti assumono un ruolo ancora più centrale. Nel metaverso il turismo consiste nell'andare alla ricerca di una gamma molto ampia di luoghi, non solo quelli famosi che possiamo trovare indicati come popular places.


Tutto ciò per dire che anche nei mondi artificiali, che permettono di accedere alle forme della comunicazione virtualizzata, alle diverse potenzialità del viaggio e di comprenderne il significato, vige ancora una semantica tradizionale della comunicazione turistica alla quale però va affiancato l'aspetto più propriamente performativo. SL. i Newbie, turisti, vivono una serie di riti di passaggio, dalla costruzione del proprio avatar fino all'acquisizione di livelli sempre maggiori di dimestichezza nel sapersi muovere e orientare. Il viaggio quindi inizia nell'accesso stesso al mondo online per poi praticarsi nell'esplorazione dei diversi e molteplici luoghi che è resa possibile anche dal superamente dei vincoli spazio-temporali dell'esperienza in real life. Attraverso i nostri avatar sperimentiamo diversi punti di vista: possiamo vedere in soggettiva per spaziare con lo sguardo, ma possiamo anche vedere il nostro avatar mentre si muove, chatta, esplora, si perde, cade.. il divertimento sta nell'accesso stesso al gioco, nell'immergersi negli scenari, nel provare sensazioni particolari. Il viaggio online è interessante proprio per le prospettive di osservazione che apre intorno ai processi di virtualizzazione dell'esperienza turistica, delle possibilità altrimenti che dischiude, dei paesaggi che offre, della richiesta di attivazione fisica del viaggiatore e giocatore che non deve essere confrontato con le forme turistiche che non passano attraverso il computer. ● viaggio e immaginario della catastrofe come fenomeno visuale il viaggio può contare sulla grande mole di immagini che produce e che sono prodotte su di esso. Si tratta della messa in circolazione di una serie di rappresentazioni che dipende dalle modalità con cui la società ha osservato e tradotto la propensione all'erranza che ha carattere originario e fondativo per l'umanità intera.

Tuttavia lo sviluppo di un sistema sociale del turismo e il declinare del viaggio nelle forme di consumo permette di scorgere una gamma amplissima di rappresentazioni e di modi intenderlo che possono essere ricondotte a quegli schemi di funzionamento dell'immaginario collettivo che rimandano alle forme rappresentazioniste e performative. ○ ground zero dal punto di vista dell'immaginario l'aspetto assolutamente eclatante della catastrofe dell'11 sett è dato dalla somiglianza del fatto con la sua rappresentazione, dalla coincidenza fra realtà vissuta e rappresentata che non ci fa stupire del fatto che per descrivere l'attentato i testimoni stessi abbiano usato espressioni come irreale, surreale, simile ad un film. Evento tradotto in linguaggio della fiction: squadra di emergenza, Csi NY, 11 settembre 2001, United 93, World Trade Center.

Se pensiamo che l'aspettativa turistica si configuri come anticipazione estetica di carattere principalmente mediale come sight e immagine autocostruita, comprendiamo allora come anche l'assalto alle torri possa essere oggetto di questa dinamica. Performance quindi non solo per quella consapevolezza mediale che sembra caratterizzare la messa in scena stessa dell'attentato, ma per la sua ibridazione fra intrattenimento ed efficacia che sta nella incommensurabile tragicità e necessità di produrre riti di metabolizzazione cui i visitatori stessi di NY non possono


sottrarsi. E ora che anche Ground Zero è una sight, dove adesso però la cosa è da vedere perchè non c'è più, lo è anche come spazio adatto ad un rituale di pellegrinaggio, dove una croce fatta con due pezzi di ferro presi dalle macerie, è un posto dove i familiari delle vittime, si possono ritrovare in un rituale simbolico con la sua efficacia liminoide. Uno spazio vuoto riempito dalle immagini e dall'immaginario del World Trade center che verrà. ○ Tsunami la parte che questa catastrofe naturale gioca nella definizione dell'immaginario collettivo è dimostrata dall'elezione dello tsunami come parola del 2005 da un sondaggio di repubblica, decretando l'entrata nella semantica della società di un termine sostanzialmente nuovo e ora di uso comune. Nella profusione di immagini legate all'evento, alcune sono diventate vere e proprie icone. Bastano pochi articoli per comprendere la cifra di drammatizzazione dell'informazione relativa ad un fenomeno che permette di osservare l'utilizzo di tutti i criteri selettivi, la novità ma anche l'evento insolito, la quantificazione. Insomma, tutta la gamma di elementi che aggiungono alla notiziabilità la capacità di attivare il meccanismo riflessivo. Lo scenario rappresentato è quello dei sopravvissuti che riconosciamo nella serie Lost, su internet negli spazi dedicati agli scampati, è apparsa una foto-cartolina di una famiglia svedese che si salva dalle acque. Se infatti a NY sono stati assunti come causa di una nuova immagine della città e dell'America tanto da giustificare le scelte di politica estera successiva, la comunicazione promo-pubblicitaria del sud est asiatico ha operato in maniera sostanzialmente opposta. Nessun cenno allo tsunami, ai disagi, alla bellezza ferita di quei luoghi. Un operazione di rimozione che può essere spiegata con al necessità economica di mantenere turisticamente attraenti quelle destinazioni. Anche lo sguardo televisivo dei programmi di intrattenimento contribuisce alla varietà delle rappresentazioni collettive della catastrofe. Un caso interessante, nei termini anche del contributo alla riproduzione della ricaduta morale degli eventi di questo tipo può essere quello della trasmissione di MTV dedicata al turismo, Switch Trip. Un po' diversa la situazione legata all'Egitto colpito dagli attentati terroristici del 2005. i depliant che promuovono le vacanze nel mar Rosso presentano offerte e descrizioni come se non fosse mai successo niente, i villaggi turistici vengono descritti e rappresentati con fotografie di spiagge assolate, mare cristallino, deserti.. l ○ london's burning attentato di Londra del 7 luglio 2005. le immagini diffuse dalla stampa delineano un continuum che procede dal luglio del 2005 con la foto simbolo di un bus sventrato dagli ordigni esplosivi. vissuti comunicativi di viaggio così come l'immaginario performativo agisce nel prefigurare mondi possibili e a concretizzare le possibilità per percorrerli, così , è proprio sulla base di questa logica che la dimensione esperienziale, attiva, produttiva e personalizzata, si qualifica come passaggio al riferimento interno dell'osservatore, come senso soggettivo, come autenticità dell'esperienza, come vissuto comunicativo. ●

Termine, quello di vissuto, da intendere come orizzonte del senso nel quale il turista inscrive la sua esperienza, il modo cioè in cui snoda il riferimento interno. Un analisi che richiede un approccio in grado di mantenere sullo sfondo il rapporto tra


ambiti macro e micro sociali, in modo da provare a vedere come l'articolazione della domanda possa corrispondere sia alle esigenze del piano sociale, ossia alle forme di adattamento alla contingenza, alla reversibilità potenziale delle scelte, sia alla propensione selettiva che emerge a livello micro. In altre parole, osservare i vissuti comunicativi turistici è un modo per vedere come l'articolazione della domanda sia un modo per giocarsi la possibilità di sperimentare attraverso il viaggio e il consumo turistico, la differenza di valore fra una scelta e un altra. I vissuti individuali quindi non sono dei dati ma delle costruzioni, forme sì autonome ma istituite in un ambiente, perciò in continua riorganizzazione. Muoversi tra macro e micro, significa osservare le rappresentazioni collettive del viaggio e della vacanza attraverso le forme eteroprodotte dalla comunicazione turistica e dai media, considerando che queste sul piano individuale vengono compensate e tradotte in immagini autocostruite dal turista stesso, in aspettative che dal quel momento in poi sono sue e solo sue. ○ se dovessi raccontarmi un tuo viaggio l'intervista è senza dubbio una di queste forme di restituzione del vissuto di viaggio. Oltre ad essere uno degli strumenti principali della ricerca sociologica di matrice qualitativa questa particolare forma di dialogo e di conseguenza l'elaborazione che richiede in sede del trattamento delle informazioni, soddisfa la necessità del racconto, del farlo come dell'ascoltarlo.

Nell'interazione chi racconta è portato a attivare il meccanismo di autoosservazione, a problematizzare la sua esperienza, a riflettere su sé. In questo sta già un performare che è quello del linguaggio certo ma anche il rendere narrativamente attraente di essere condiviso il proprio viaggio. Ecco perchè l'intervista si costruisce meglio come racconto per immagini, come stimolo, per mettere in atto il meccanismo riflessivo. Un primo aspetto sicuramente interessante riguarda l'orientamento del turista di oggi a farsi da solo il primo viaggio, conseguenza della logica on demand che si realizza come attitudine a gestire in proprio, perlomeno in parte, l'organizzazione del viaggio. Se la sight rimanda alla produzione e alla rappresentazione di stereotipi, l'esperienza consente di rivedere un'aspettativa e perciò di riconsiderare l'immagine stessa che l'ha evocata. Rivedere se stessi mentre si viaggia durante l'intervista è un modo per definire l'esperienza del viaggio e coglierne l'essenza performativa. La ricerca di altrove in qualche caso declina nella pretesa di trovare l'autentico nelle sue diverse possibilità. ○ racconti partecipanti in questa logica di impatto tra vissuto e media possiamo collocare i blog di viaggio, essi si prestano in maniera particolarmente efficace a presentarsi come contesti in cui il racconto di viaggio diventa occasione per l'osservazione di secondo ordine, delle osservazioni di qualcun altro, ma anche dell'auto-osservazione di chi mette in comune con altri il racconto del suo vissuto è in qualche modo costretto a definirlo.

Tutto questo per dire che il blog si presta bene alla resa narrativa dell'esperienza di viaggio in cui la performance si struttura come pratica di costruzione di spazi di discorso, come ridefinizione dei tempi, come possibilità di risposta immediata, per la


creazione di circuiti di relazione adeguati alle esigenze che una certa comunità di viaggiatori esprime. Un analisi del contenuto di alcuni blog di viaggio permette di osservare i luoghi del vissuto comunicativo, i temi emergenti, e le modalità con cui vengono espressi. Per quanto riguarda i temi trattati il primo argomento è certamente il viaggio in sé. Un desiderio che emerge dai post e dai commenti e che già in questo connota la centralità della dimensione del viaggio come vissuto, che parte già dalla sua preparazione durante la quale, a bene vedere, si è già altrove. La scelta di non affidarsi a pacchetti preconfezionati, è elemento riscontrabile in un comportamento di viaggio sempre più diffuso e che i viaggiatori/blogger permettono di verificare. Piuttosto il vissuto di viaggio raccontato tende a valorizzarne l'aspetto spirituale, l'emozione unica, mentre gli incontri con popoli servono per completare la propria immagine autocostruita. Ritrovare un mondo conosciuto è ambito privilegiato di un vissuto che può contare, di un immaginario meta-territoriale e diffuso, adatto alla società-mondo. La dimensione performativa è riscontrabile nella dinamica partecipativa che caratterizza il medium e che muove la scelta di chi se ne avvale. Sappiamo infatti come la co-creazione di contenuti e il circuito relazionale autore/lettore sia l'oggetto stesso del blog, anche di viaggio. La dimensione performativa sta dunque nell'impatto tra i vissuti e i media, nella creazione di uno spazio di condivisione che però è adatto alle forme della comunicazione contemporanee e della società mondo come contesto liminoide in cui non perdere l'occasione per ibridare efficacia e intrattenimento. Conclusioni se l'immaginario del viaggio si compone dei desideri di evasione e di altrove delle donne e degli uomini contemporanei per inventare sempre nuove e accattivanti rappresentazioni, pur tuttavia questo stesso immaginario porta con sé le ambivalenze della condizione postmoderna e dei vissuti individuali. Si è turisti ovunque, grazie alla reversibilità locale/straniero e purché si sappia osservare turisticamente. La storia del viaggio segna i passaggi evolutivi di questo tipo di competenza comunicativa, della progressiva familiarizzazione con lo sguardo capace di articolare il rapporto tra qui e altrove che è lo sguardo mediologico stesso. Una nuova messa in gioco del corpo e della sua capacità di percepire le immagini, di farsi immergere, in accordo con quella logica performativa che a ben vedere, il viaggio non ha mai perso e che i vissuti individuali non hanno mai smesso di rivendicare.

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