Page 1

Nr. 2 - 2016

QuAdro Periodico d’Informazione di Idea Civica


Adro (BS) - P.zza Padre Costantino, 18

Tel. 030 72 81 645 www.lalocandadellearcate.it

Buon Natale e Felice Anno Nuovo

La Locanda delle Arcate

Buone Feste

Mizar Automazioni S.r.l. Via Sandro Pertini, 60/62 25046 Cazzago San Martino (BS) Tel +39 030 7751287 Fax +39 030 7756007 www.mizarautomazioni.it info@mizarautomazioni.it

http://ideacivica.altervista.org http://www.facebook.com/IdeaCivicaAdroETorbiato e-mail:

idea.civica.adro@gmail.com redazione.il.quadro@gmail.com


QuAdro

Editoriale Spilliamo la Riforma ---------------------------------------------------------------------------------di Giulia Traversi

pag. 4

Parola ai consiglieri Sbagliando s’impara! -------------------------------------------------------------------------------di Idea Civica

pag. 6

Le nostre proposte Land Art ----------------------------------------------------------------------------------------------di Enrico Capoferri

pag. 8

Cronaca locale Palio o non Palio? -----------------------------------------------------------------------------------di Nicola Naboni

Associazioni La Polisportiva Adrense ----------------------------------------------------------------------------di Teresa Ferrari

pag.10

pag.12

Curiosità Adrensi de nà ölta-----------------------------------------------------------------------------------di Giacomo Danesi

sommario

In copertina: Land Art (articolo a pag.8) Il QuAdro - nr.2 - 2016 - Edito in proprio da Idea Civica - Organizzazione Politica di Adro e Torbiato (ai sensi degli articoli 19 e 20 della legge 5 agosto 1981 nr.416) Redazione: Giordano Colleoni, Franco Gafforelli, Maria Teresa Ferrari, Sabrina Rinaldi Fotografie di: Enrico Capoferri, Luigi Lancini, aa.vv.

pag.17

3


Spilliamo la Riforma Quattro chiacchiere sul Referendum di Giulia Traversi

Nella serata di Venerdì 25 Novembre, abbiamo organizzato, presso la sala consiliare del Comune di Adro, un dibattito sul tema ormai quotidiano della Riforma Costituzionale. Ci siamo sentiti in dovere di informare i cittadini e soprattutto i giovani, magari alle prese con il primo appuntamento elettorale. Chi mai quindi, meglio dei giovani, avrebbe potuto raccontare questa Riforma? In un clima estremamente sereno e quasi salottiero si sono intervallati Giorgio Peli (esponente del Meetup di Palazzolo e attivista del Movimento Cinque Stelle) per le ragioni del NO e Mattia Peluchetti (responsabile organizzativo dei Giovani Democratici della Provincia di Brescia) per le ragioni del SÌ. I relatori, molto competenti e rispettosi, sono stati in grado di trasmettere ai cittadini le motivazioni delle loro posizioni, sottolineando convinzioni e perplessità. Si è parlato della composizione del nuovo Senato, dei costi della politica, degli strumenti di partecipazione popolare introdotti, dell'iter legislativo e di molto altro. Insomma, un bel momento di informazione, formazione e condivisione, a prescindere da come la si pensi, tutto in un'atmosfera pacata e coinvolgente. È in occasioni come queste che si riscopre il piacere del sano confronto e la bellezza di fare politica a livello locale. Al termine dell'incontro, ci siamo trasferiti alla Birreria Mister X, dove abbiamo continuato a discorrere amabilmente davanti ad una birra ed ascoltando della buona musica live.

editoriale

4

Nr. 2 - 2016

Locandina dell’evento organizzato da Idea Civica


QuAdro

5

Per coloro che fossero interessati segnaliamo che l’intero filmato può essere rivisto sulla pagina Facebook di IDEA CIVICA – ADRO TORBIATO, oppure su youtube al seguente indirizzo:

https://www.youtube.com/watch?v=aJr1jEbzT7k&index=2&list=PLL7aZ92ONOUBoVsIdqm5PaUJ-uYNmQzcw

editoriale

Da sinistra: Giulia Traversi, Mattia Pelucchetti, Giorgio Peli e Giordano Colleoni

Panoramica del pubblico durante il dibattito


6

Nr. 2 - 2016

Sbagliando s’impara! Ex polo scolastico di Via Lazzaretto di Idea Civica

Dopo una lunga e controversa attesa l'Amministrazione ha finalmente risposto alla nostra interrogazione relativa alle vecchie scuole in Via Lazzaretto, il cui progressivo abbandono sta destando preoccupazione. La questione fondamentale per noi era riuscire a chiarire di chi siano oggi quegli edifici, per capire se la responsabilità dell'incuria e della mancata custodia delle vecchie scuole sia da imputare all'attuale Amministrazione oppure a soggetti privati che ne hanno già ottenuto la proprietà. Rileggendo gli atti che abbiamo ora a nostra disposizione ci appare doveroso ripercorrere le tappe fondamentali che hanno causato la situazione attuale di degrado di un luogo tanto simbolico per il nostro paese.

Il primo passo (ufficiale) della vicenda fu la pubblicazione nel maggio 2009 da parte del Comune di un bando di gara per l'affidamento dei lavori di realizzazione del nuovo polo scolastico; nel bando si chiariva che tali lavori sarebbero stati pagati interamente attraverso la cessione degli edifici delle vecchie scuole e dell'area circostante. Il valore dei fabbricati (o meglio, della volumetria realizzabile sui lotti ceduti), e quindi il costo di 1 costruzione delle scuole nuove, venne determinato in circa 6.600.000€ . L'appalto fu affidato ad un gruppo di tre imprese guidate dalla I.E.G.A. Costruzioni S.p.A., con un ribasso sul prezzo trascurabile e con l'impegno di terminare i lavori entro un anno.

A scuole nuove realizzate, nell'ottobre del 2010, venne firmato il contratto preliminare di vendita per il passaggio delle scuole vecchie nelle mani delle imprese costruttrici. In tale sede si fissò nel 15 gennaio 2011 il termine per la firma del contratto definitivo e nel 31 dicembre 2011 il termine per la redazione dell'atto 3 notarile di effettivo passaggio di proprietà .

parola ai consiglieri

La giunta nel frattempo (novembre 2009) decise di far valere una clausola del contratto con la quale “riacquistò” il 20% della volumetria realizzabile sull'area delle vecchie scuole, accendendo un mutuo e 2 impegnandosi quindi a versare 1.360.000€ .


QuAdro

7

Dagli atti che ci sono stati forniti non risulta che il contratto definitivo e l'atto notarile siano mai stati firmati. È certo invece il fallimento nel 2013 di alcune delle imprese impegnate nei lavori. È chiaro che, se non c'è stato ancora un passaggio di proprietà definitivo, le scuole vecchie e tutto quello che contengono sono ancora sotto la responsabilità del Comune. E se ciò fosse vero significherebbe che, ad oggi, la realizzazione del nuovo polo scolastico è stata davvero fatta gratis, in quanto il costo di 6.600.000€ non è stato ancora effettivamente pagato. Idea Civica ha da sempre fatto appello ad un comportamento rispettoso e trasparente dell'Amministrazione e dei cittadini, avendo fin dalla sua costituzione fatto propri questi principi. La prima interrogazione sull'argomento risale al 13 novembre 2014 e da allora è stata più volte ripresentata senza ottenere risposta. A fronte dell'ultimo diniego ricevuto, e da noi ritenuto ingiustificato, siamo stati costretti a rivolgerci al T.A.R. di Brescia per vedere riconosciuto il nostro diritto ad ottenere questi documenti. Dopo aver chiarito che un particolare vizio di forma rendeva la nostra domanda imperfetta, anche se comprensibile ed esaudibile, il giudice ha censurato il comportamento dell'Amministrazione descrivendo come sia “al limite dell'elusivo e non travalica nell'illegittimità solo per il fatto che la domanda di accesso è stata mal posta dai consiglieri”. Il Tribunale pur non accogliendo la nostra richiesta ci ha indirettamente suggerito come porla, cosa che noi abbiamo fatto e che ci ha reso possibile ottenere ciò che era nostro diritto avere.

parola ai consiglieri

Speriamo in futuro di veder attuati i nostri diritti e quelli di tutti i cittadini senza dover attendere due anni e senza doversi affidare all'intervento delle istituzioni.

1

- Bando di gara approvato con Determinazione n. 20.089 del 30 aprile 2009 - Delibera di Giunta Comunale n. 196 del 30 novembre 2009 3 - Contratto preliminare di vendita firmato il 4 ottobre 2010 2

MAITE s.r.l. Maite s.r.l. - Corso Bonomelli 107 - 25038 Rovato


8

Nr. 2 - 2016

Land Art

Informazione e democrazia diretta di Enrico Capoferri

Approfitto di questo spazio per raccontare un episodio cui molti hanno assistito lo scorso Maggio. Insieme ad un nutrito gruppo di amici, molti anche militanti in Idea Civica, da diverso tempo si discuteva del progetto della tangenziale di Torbiato, di recente rimesso in campo dall’attuale amministrazione. Avendo avuto modo ciascuno di interpellare diversi conoscenti, l’impressione generale era che molti adrensi non conoscessero con precisione il percorso attraversato da questa paventata tangenziale: è difficile immaginarne il percorso osservando oggi le colline che dovrebbe squarciare: non è affatto lineare e spesso taglia nel mezzo di campi, vigneti e fossati. Una scelta può dirsi veramente libera quando chi la formula ha piena conoscenza della materia su cui si esprime. A nostro avviso, limitarsi a dire che la tangenziale "toglie il traffico da Torbiato" e pubblicarne la cartografia sul sito del Comune era del tutto insufficiente date le proporzioni dell’opera (il nastro di asfalto è lungo oltre 2,5km) ed il grande impatto sul paesaggio nel breve e nel lungo periodo (con le ulteriori cementificazioni che ne conseguiranno). E’ difficile rendere l’idea di un progetto che ancora non esiste, e nessuna rappresentazione rende efficacemente l'idea di un tracciato quanto poterlo percorrere in prima persona.

le nostre proposte

All'alba del 15 maggio abbiamo curato l'installazione di un'opera composta da oltre 250 palloncini rossi a elio, fluttuanti a 3m d'altezza, lungo tutto il percorso. Chiamarla “land art” è probabilmente esagerato, ma ha attirato l’attenzione di molti passanti e curiosi che ne hanno percorso il tracciato in prima persona, le fotografie e i video poi sono stati diffusi sui social, e si è aperto un fitto dibattito…


QuAdro

9

Il 20 Luglio, presso l’auditorium dell’Istituto Madonna della Neve, abbiamo indetto un incontro pubblico su questo tema, fornendo tutti gli elementi allora a disposizione e dando modo a decine di cittadini di confrontarsi e dire la propria su questo delicato tema. Il gruppo consiliare di Idea Civica Adro e Torbiato si è speso per ottenere un referendum consultivo comunale che potesse consentire ai torbiatesi e agli adrensi di esprimere la propria posizione favorevole o contraria a questa tangenziale. L’idea sarebbe stata di accorpare il referendum consultivo comunale a quello costituzionale, in modo da contenere i costi della consultazione (comunque irrisori) e soprattutto far sì che si esprimesse un elettorato più vasto.

Già in data 25 Marzo 2016, e successivamente il 5 Maggio 2016 i nostri consiglieri hanno richiesto formalmente che venisse redatto un regolamento comunale a disciplinare i referendum consultivi, ma soltanto il 7 luglio l’Amministrazione ha ritenuto di dover rispondere, sostenendo di essere alla ricerca di un professionista per la stesura del regolamento. Alla data in cui andiamo in stampa, ovviamente, non sono pervenute altre novità.

le nostre proposte

Evidentemente c’è la paura che, seppur non sia vincolante, uno strumento di democrazia diretta nelle mani dell’elettorato possa bocciare il progetto. C’è la paura che si ripeta quanto già successo a Erbusco, dove una consultazione popolare ha sonoramente bocciato il progetto delle Porte Franche 2. Da un lato si scrive “il popolo è sovrano e mai schiavo” quando il referendum è su scala nazionale, a livello comunale invece fa comodo limitare al minimo la partecipazione popolare: non sia mai che qualcuno si sloghi un polso tracciando più di una croce ogni 5 anni! Per coloro che fossero interessati segnaliamo che i relativi filmati possono essere rivisti sulla pagina Facebook di IDEA CIVICA – ADRO TORBIATO, oppure su youtube ai seguenti indirizzi:

https://www.youtube.com/playlist?list=PLL7aZ92ONOUAtyML19POkiwgvvT_h7juB https://www.youtube.com/playlist?list=PLL7aZ92ONOUA_fPlAJk6OTaGUHKNjItSo


10

Nr. 2 - 2016

Palio o non Palio... Storia di quattro amici al bar di Nicola Naboni

A me ricorda un poco quella storia cantata in una canzone del buon vecchio Paoli, quella che iniziava raccontando di quattro amici seduti al tavolo di un bar con la voglia di cambiare il mondo. È un po' una parodia, ma tutto sommato andò proprio così. Non si trattava certo di cambiare il mondo, la questione era incentrata su di un microcosmo ridimensionato rispetto al globo, ma che ebbe un esito meravigliosamente positivo. Tra un bicchier di vino ed un caffè tirarono fuori il perché non far rinascere dalle proprie ceneri il Palio delle contrade morto anni prima nel lontano millenovecentonovantanonmiricordo. Pagarono il conto all'oste, se ne tornarono ognuno alla propria casa, poi si rimboccarono le maniche e cominciarono a lavorarci su a quell'idea. Fu così che nell'anno X del secolo XXI ripresentarono alla popolazione di Adro la nuova riedizione del suddetto Palio. I rioni ancora quei cinque: I rossi di Faet, i verdi della Serena, i gialli della Contrada de sera, i blu della Piazza ed i celestini di Torbiato.

Fu così che la fine dell'estate riprese ad avere un colore, un calore ed un sapore diverso nel paese. Il Palio tornò a far da padrone nelle vie riempiendole di colori, portò molta gente per il paese e nei centri di aggregazione come gli oratori ed i campi da calcio. Insomma…tutta un'altra aria.

cronaca locale

La partecipazione era sostanziosa, le genti accorrevano a tifare per la loro contrada, la maggior parte di queste con indosso la loro maglia, simbolo di riconoscimento e appartenenza. Grazie al Palio si vedevano gli amici di sempre e quelli di ogni qual volta, si facevano due chiacchiere, si socializzava. Una birra, un gelato, due sciocchezze e mille battute, insomma…si stava insieme. Questa era la cosa più affascinante, si condivideva nuovamente il tempo per strada con amici e conoscenti, si stava all'aria aperta.


QuAdro

11

E tutto questo grazie a quei quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo. Poi gli anni passano davanti ai nostri occhi come l'acqua lo fa sotto i ponti. E le certezze cominciano ad affievolirsi diventando meno stabili, meno certe. La gente comincia a prendere altre abitudini, la partecipazione di massa all'evento comincia a perdere d'intensità. L'interesse verso il Palio scende poco a poco. La sfilata iniziale passa da fiumana colorata, nelle prime edizioni, a piccola accozzaglia di temerari nelle ultime. Alcune contrade resistono e tengono botta, altre naufragano quasi completamente e riescono a mantenersi a galla solo grazie alla caparbietà della vecchia guardia che, in numero veramente ristretto, ricopre praticamente tutti i giochi solo con loro, dovendo persino rinunciare ad alcuni per mancanza di personale. Il comitato e gli organizzatori si interrogano sul perché. Si chiedono come mai stia succedendo questo. E le risposte che si danno sono quasi tutte le stesse: Perdita d'interesse sia nelle partecipazione cittadina che in quella ai giochi, lo scemare dell'entusiasmo che ha portato sconforto negli ultimi individui rimasti che cercavano di mantenere la scialuppa a galla, la scarsa voglia di impegnarsi delle persone in qualcosa di costruttivo per il paese (bella l'iniziativa, bello stare insieme durante le serate ma non chiedete altro alla gente perché vuole tutto confezionato).

cronaca locale

Ci si è chiesti quali ragioni non siano state prese in considerazione. Un pensiero emerso è che, probabilmente, è la formula che non regge più, che non riesce a tenere botta. Se pensiamo alle grandi imprese che meglio funzionano, sono quelle che si basano sul dinamismo e sulla flessibilità. E il Palio forse ha mancato in questo, nel non aver voluto rischiare nel provare a cambiare la formula. Lasciare il vecchio per addentrarsi nel nuovo spaventa e non dà certezze alcune. Ma, visto l'esito degli ultimi due anni di manifestazione, si sarebbe potuto palesare un cambio del genere. Così non è stato. E non è detto che non sia giusto che si sia arrivati alla situazione attuale con la mancata presentazione del Palio delle contrade 2016. Si dice in giro che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma. E se vogliamo stare sul pezzo del buon vecchio Paoli, alla fine della canzone –questi- diceva “sono qui con quattro amici al bar che hanno voglia di cambiare il mondo”…Cosicché non è scontato che risucceda come è già successo. Magari con formule nuove, con idee azzardate, con gente giovane a metterci la voglia. O magari sto solo dicendo sciocchezze. O magari no. Perché, tutto sommato, mi piace credere al buon vecchio Gino. E visto che fuori fa freddo, lasciatevela dire una cosa, tanti auguri di buone feste a tutti, belli e tanti di voi. Brindate, salutatevi, sorridete. E qualche abbraccio regalatelo, visto il tempo che fa…non faranno così schifo.

Gervasoni Ornella PUNTO VENDITA

Calzature Pelletteria e Abbigliamento Via Umberto 1° - Adro (BS) Tel. 030.73.56.381


12

Nr. 2 - 2016

Polisportiva Adrense Intervista ai protagonisti di Giordano Colleoni

Buonasera al direttivo della Polisportiva adrense e grazie per avere acconsentito all'intervista da parte di Idea Civica, per Il Quadro. Presentatevi per cortesia a chi non vi conosce. Buonasera e grazie a te che ci permetti di parlare della Polisportiva. Il direttivo è composto da Federico Pagnoni, responsabile della squadra degli arceri; Nadia Muscalà, direttore sportivo del volley giovanile; Lara Signorelli, il "factotum" della polisportiva e manager delle squadre di ginnastica artistica e ritmica e Ivana Boventi, vicepresidente della squadra di pallavolo femminile che milita nel campionato B1. E poi ci sono io, Michele Antolini, presidente. Abbiamo iniziato tre anni fa circa, uniti dalla passione comune per lo sport e con l'intento di portare il nostro modo di vedere lo sport e la gestione di una società sportiva.

Michele Antolini, Presidente della Polisportiva Adrense

E direi che in questi anni abbiamo costruito una bella "macchina", con i suoi pregi e i suoi difetti, ovviamente migliorabile, ma con il fine ultimo di unire più persone, atleti e famiglie, intorno ad una sana idea di sport. E a giudicare dai numeri, posso dire che la strada è quella giusta: siamo infatti passati dai 180 atleti nel 2013, agli attuali 500 e passa. Un risultato che dimostra l'importante lavoro fatto sul territorio adrense e su quello franciacortino, ma non solo: abbiamo infatti atleti provenienti da Brescia città, membri dell'associazione provenienti da tutta la provincia di Brescia e atleti anche di fuori provincia.

associazioni

Ma non abbiamo puntato solo ad allargarci ma a migliorarci, anche nei risultati delle singole squadre nelle tante discipline in cui la polisportiva compete: la femminile di B1, i campioni europei di tiro con l'Arco Mixed Compound (Federico Pagnoni e Marcella Tonioli) e una campionessa mondiale femminile del 2016 (Marcella Tonioli), il volley maschile è partito dalla 3^ divisione ed oggi è in serie C ai primi posti in classifica, stiamo raggiungendo grandi risultati anche con tutto il settore giovanile, a partire dalla ginnastica.

ROVATO (BS) - PIAZZA CAVOUR, 2 - Tel. 030.77.22.309 www.ivanmassetti.com


QuAdro

13

Lara, parlaci della ginnastica artistica. Un appunto: non c'è solo la ginnastica artistica, ma anche quella ritmica composta da circa settanta ragazze, divise tra il corso base e quello agonistico. L'idea è quella di far provare alle giovani atlete dell'artistica impegnate nel corso base, anche alcune ore di corsi per l' agonistico e la prova sta dando risultati: ai campionati italiani ben nove delle sedici nostre atlete hanno raggiunto ottimi piazzamenti. Stesso percorso di crescita abbiamo pensato di attuarlo nella squadra di ginnastica artistica, una vera e propria novità per lo sport adrense. Percorso che, data la qualità delle giovani atlete, sappiamo che ci darà ottimi risultati, soprattutto dal punto di vista della crescita tecnica e dell'esperienza nei confronti con altre società. Ecco, a tal proposito vorrei invitare gli adrensi a conoscere le ragazze della ginnastica, sfruttando due importanti appuntamenti proprio qui ad Adro: il 23 dicembre presso il Palazzetto dello Sport alle 19:15, il saggio di Natale intitolato "Natale ai Caraibi". In più, a testimonianza della qualità e della funzionalità degli spazi che gestiamo, ma soprattutto della qualità del servizio che eroghiamo ad atleti e familiari, nel 2017 siamo stati scelti per ospitare due gare molto importanti: una provinciale alla fine di Febbraio 2017 (le date non sono ancora confermate) , che vedrà seicento atlete coinvolte ed una gara regionale ad Aprile 2017, "strappata" a Vergiate (VA) che porterà più di millecinquecento atlete ad Adro.

associazioni

Oltre alla ben nota squadra di B1, una delle eccellenze della pallavolo femminile bresciana, che non ha bisogno di presentazioni, mi avete accennato anche dell'ottima under 14. Nadia, che cosa ci puoi dire di loro. Al primo anno di esperienza in una società sportiva, sono passata dal lavoro di mamma a tempo pieno, a quello di dirgente volontario nel volley giovanile della polisportiva adrense convinta dal bel progetto. Un progetto che, nonostante sia nato in una polisportiva diretta da volontari, vuole puntare su una pallavolo più specializzata, grazie a ragazze di ottimo livello, allenate da un tecnico campione nazionale under 14, come Max Bruini. Per noi l'importante non è tanto vincere, ma veder crescere sportivamente, atleticamente e tecnicamente le ragazze; certo, i risultati sono comunque ottimi e questo ci dà grosse soddisfazioni, ma l'importante per noi, appunto, è riuscire a crescere e trasmettere questi valori non solo alle ragazze ma anche alle loro famiglie. Che infatti, consapevoli di questo, hanno permesso alla polisportiva adrense di accogliere tra le sue fila anche ragazze provenienti dalla provincia di Piacenza e dalla Puglia. Segno che questo progetto non convince solo noi, ma anche le famiglie. Federico, ci puoi parlare del gruppo arcieri? Facciamo parte della polisportiva adrense da circa un anno e siamo stati fortemente voluti da Michele, visto che Adro non ha mai avuto rappresentanti di questo sport nella polisportiva. Siamo un gruppo di circa quaranta atleti che va dai 9 anni ai 65 anni. La disciplina in cui gareggiamo è il tiro alla targa (bersaglio) e modestamente siamo piuttosto bravi: possiamo

Via dell’Industria, 24 - 25030 Erbusco (BS) Tel. 030 77 04 810 - Fax 030 72 49 217 www.pr-resine.com - info@pr-resine.com


Nr. 2 - 2016

14

vantare un titolo europeo, alcuni titoli italiani, una finale di coppa del mondo vinta e qualche medaglietta di qua e di là. L' 11 dicembre abbiamo organizzato una gara nel palazzetto di Adro, a cui ha preso parte anche Mauro Nespoli (campione olimpico a Londra 2012) e altri due atleti che hanno partecipato alle Paraolimpiadi di Rio De Janeiro del 2016, nonchè campioni mondiali nella categoria a squadre al Mondiale Paralimpico, oltre al sottoscritto e Marcella (Tonioli ndr). Altro importante appuntamento per il tiro con l'arco sarà una gara interregionale, organizzata sempre qui al Palazzetto di Adro il 5 febbraio 2017 a cui teniamo particolarmente.

E il basket? Me ne puoi parlare tu Michele? Secondo sport maschile dopo il calcio, ad Adro, vanta circa 90 iscritti che vanno dai 6 ai 24/25 anni e ci permettono di coprire quasi tutte le categorie. Laddove siamo carenti abbiamo invece iniziato una collaborazione con un altra squadra, ovvero il Sebino, presso la quale giocano alcuni dei nostri atleti, ad esempio nell’under 18. Sta crescendo anche grazie alla guida di Fabio Agosti, ottimo tecnico supportato da due genitori chesi sono rivelati anche ottimi dirigenti, ovvero Stefano Facchetti e Roberto Trezzi (d.s. e dirigente) che seguono la difficile parte organizzativa e operativa, oltre che il rapporto con i genitori, che, così come nelle altre discipline, non è semplice perché si devono coniugare le esigenze sportive con le esigenze quotidiane familiari.

Esatto. Ma al di là di questo c'è proprio tutta la difficile parte organizzativa riguardante le partite, gli spostamenti, la gestione delle squadre che, essendo noi una polisportiva diretta da volontari, necessita del maggior numero di persone per essere portata avanti nel migliore dei modi. E per fortuna, da qualche tempo, sembra esserci stata una presa di coscienza soprattutto da parte dei genitori degli atleti che iniziano a darci una mano sempre di più. Anche se non sono mai abbastanza... Tutto bello, tutto positivo. Risultati soddisfacenti, in alcuni casi anche ottimi, soprattutto data la dimensione provinciale. Partecipazione sempre più massiccia, collaborazioni con le associazioni di Adro, impegno civile... Non me la bevo. Come ogni rosa ci saranno pure spine. Sputa il rospo, Michele. Se devo proprio dirla tutta, come già accennato sopra, la partecipazione c'è, ma come vedi da questa dirigenza, viene quasi tutta da fuori Adro, come Lara o come Nadia e suo marito che vengono addirittura da Montichiari. Mi piacerebbe insomma vedere più genitori di Adro o comunque più volontari, anche e soprattutto giovani. Come Chiara Zini: ad avercene di giovani volontari di Adro come lei, saremmo davvero a posto per anni a venire! Perchè secondo te c'è poca partecipazione nella polisportiva da parte degli adrensi?

associazioni

Italia, paese di poeti, santi, navigatori e... commissari tecnici. Giusto?

Non lo so, sinceramente.

Progettazione, Realizzazione, Manutenzione del Vostro Giardino

Via Iseo 6/A 25030 Erbusco (BS) cell. 335.5632969 Pierangelo mail: info@gardenarte.it


QuAdro

15

Da atleta prima e da dirigente oggi, posso solo ipotizzare che forse c'è mancanza di una radicata cultura sportiva. Forse è questo...

E i rapporti con le aziende adrensi? Eh, altro tasto dolente che si ricollega alla mancanza di sensibilità sportiva: finora nessuna azienda adrense ha deciso di sostenere le nostre attività, anche con poco. E mi dispiace davvero perchè, considerando anche gli importanti riconoscimenti a livello sovraprovinciale, nazionale, europeo e financo mondiale, la vetrina secondo me sarebbe comunque importante per qualsiasi azienda. Certamente la congiuntura economica non aiuta: so anche io che sborsare denaro oggi è difficile, ma lo è anche e soprattutto per noi che portiamo avanti una determinata idea di sport e che fino ad ora abbiamo potuto contare solamente sulle nostre forze e su un ristretto gruppo di amici imprenditori non adrensi (ad eccezione di mio suocero, che però ha l'azienda ad Erbusco...). Quindi i finanziamenti arrivano solo da queste azienda da fuori?

associazioni

Il finanziamento base arriva dalle iscrizioni dei nostri atleti. Tra settembre e ottobre raccogliamo le iscrizioni che sono estese a tutti gli atleti fino all'under 18 e la quota è di 280 euro, a cui per la ginnastica si devono aggiungere 30 euro, per l'acquisto di alcuni attrezzi indispensabili per la disciplina, ma solo per il livello agonistico. Che se ci pensi - aggiunge Lara - è un po' come per le ginocchiere e le scarpe per la pallavolo, che vengono acquistate dagli atleti.


Nr. 2 - 2016

16

Alcuni ad Adro pensano però che siano troppi 280 euro. Cosa rispondete? Che ad Adro gli atleti pagano 280 euro perchè è compresa la visita medica, il fisioterapista e il servizio medico che in caso di infortunio, seguono gratuitamente l'atleta nel percorso di riabilitazione ed sono sempre a disposizione della polisportiva. Nei 280 euro sono compresi anche un pacchetto di ecografie presso lo studio di medicina sportiva di Brescia: se l'atleta in seguito ad un infortunio ha la necessità di un'ecografia, questa gli viene fatta gratuitamente e viene refertata dal nostro medico nel giro di 24 ore. Ovviamente sono comprese le assicurazioni e le iscrizioni ai campionati. L'unica aggiunta rispetto alla quota fissa è la cauzione di 30 euro sull'attrezzatura tecnica di nostra proprietà che, se restituito completo, dà diritto alla corresponsione totale della cauzione. Al di là delle magliette di allenamento, che regaliamo noi. Altre modalità di finanziamento? Ovviamente le manifestazioni e finanziamenti da parte di istituti di credito richiesti proprio da noi del direttivo. Veniamo alla questione dell'ampliamento del palazzetto: a che punto siamo? Come sta andando la vicenda di cui si è tanto parlato alla fine del 2015 e i primi mesi del 2016? Non dovevano iniziare i lavori a Maggio 2016? Ottenuto il prestito a fondo perduto da parte della Regione di seicento mila euro (fondi europei, ndr), su una spesa totale preventivata di un milione e duecento mila euro circa, ci siamo attivati per ottenere il finanziamento dei restanti seicento mila euro da parte di istituti di credito che però non ci hanno concesso, per nostre limitate capacità di garanzia. A 'sto punto, ad agosto, l'amministrazione si è accollata la parte mancante. Oltre ad un lavoro di consolidamento delle travi che dovrà essere fatto nel palazzetto attuale a breve. Noi ci siamo però occupati del capitolato tecnico (il progetto), facendo una gara sul territorio tra diversi studi di architettura, anche se non eravamo tenuti a farla, per essere il più trasparenti possibile e per trovare un progetto qualitativamente buono ad un prezzo ragionevole. A quanto ci è dato sapere, i lavori inizieranno a Maggio del 2017 e penso dureranno circa tre mesi. A tal proposito il direttivo ringrazia Idea Civica e l'Amministrazione che hanno appoggiato fin dall'inizio questi lavori di ampliamento, capendo l'importanza dell'attività sportiva e sociale che stiamo svolgendo sul territorio.

Venite a darci una mano, partecipate. Passate a trovarci, toccate con mano la nostra realtà. Potete farlo come volontari o sostenendoci, associandovi. E' infatti aperta da qualche mese la campagna soci che, con 20 euro, permette al tesserato di partecipare alle assemblee ordinarie e straordinarie dell'associazione, di votare per il direttivo, di usufruire del circolo sportivo, del bar e di poter usufruire di sconti presso negozi sportivi convenzionati.

Anche Idea Civica si unisce al loro appello alla partecipazione e al sostegno di questa eccellenza sportiva e associativa, agli adrensi, ai Torbiatesi e a tutta la Franciacorta.

Viva lo sport! Viva la Polisportiva Adrense!

associazioni

In chiusura, potete fare un appello ai genitori, agli atleti e alla società civile adrense tutta.


QuAdro Adrensi de nà ölta

17

Racconti di Giacomo Danesi

Adro (Bs) – Dicembre 2016 - Nello scorso numero ebbi modo di ricordare alcuni personaggi, ormai scomparsi, che per diversi motivi non erano certo passati inosservati nei nostri due paesi: Adro e Torbiato. In questa occasione, invece, voglio illustrarvi un argomento, invero curioso, che mette in evidenza un costume che è patrimonio di tutti i paesi d'Italia, ma che sembra destinato a scomparire: il soprannome. Nel nostro dialetto, il soprannome, è conosciuto con il termine “scotöm” o “schitöm” che il bresciano Gabriele Rosa faceva risalire al greco skotos-onoma, nome oscuro. (Vedi: “Dialetti, costumi e tradizioni nelle Province di Bergamo e Brescia”, Brescia, 1870 – pag. 113).

Indipendentemente dalla etimologia, non ci sono dubbi che ancor oggi i “scotöm” sono utilizzati nel linguaggio comune. L'uso di “battezzare” una famiglia, un amico con il soprannome resiste ancora, anche se sembra destinato col tempo a scomparire. Adro e Torbiato non fanno eccezione. Tra le persone anziane il soprannome resiste. Non così tra i giovani, che oltre a dimenticare la nostra lingua, perché si ben chiaro il dialetto è una lingua, non si inventano quasi mai dei soprannomi, limitandosi a pronunciare il nome di battesimo in maniera tronca. Mi arrabbio quando sento chiamare una ragazza che porta il nome di Francesca con il diminutivo di “Francy” e via sparlando. Ma tant'è.

curiosità

Guido Belo e Ugo Fagiolo

Perché fino ad oggi è resistito e resiste il soprannome? Per tradizione? Forse. Con tutta probabilità per necessità. Mi spiego. Nei tempi andati i cognomi in paese non erano moltissimi. Tanti erano, invece, i figli che nascevano e che formavano nuove famiglie. Ma i cognomi che circolavano era sempre quelli. Le famiglie si sono poi allargate e non era facile identificare correttamente una persona per stabilire da quale famiglia provenisse. Ecco, allora, la necessità di affibbiare un soprannome per distinguerla dalle altre con lo stesso cognome. Era, in pratica, un curioso sistema identificativo dei vari rami familiari. Un albero genealogico straordinario e anche una bussola necessaria per meglio orientarsi. Per questo motivo nelle famiglie Lancini un ramo era quello dei “Bertì”, un altro ramo era identificato con il soprannome de “i Got” e un altro ancora con “I Supei”. “I Piligrini” è il soprannome con il quale erano e sono identificate anche alcune famiglie Baglioni. Del ramo Baglioni erano anche “El Ruso”, “El Gamber” e “I Gob”. “Supei” erano e sono anche un ramo dei Vezzoli. Mitico un Lancini soprannominato “Urecia”. Questi ebbe un giorno l'ardire di prendere un passero e dopo averlo dipinto di giallo lo vendette a un carabiniere della zona spacciandolo per canarino! Sfortuna volle, per “Urecia”, che il canarino fu dal militare dell'Arma, pochi giorni dopo averlo acquistato, lo dimenticò fuori la finestra durante un furioso temporale. Questi provocò sul “canarino” un danno irreparabile. Infatti, la pittura di scarsa qualità usata da “Urecia” provocò il “disastro” di lavare il pennuto che riprese così il suo colore naturale di passero. Lascio alla vostra immaginazione la reazione del militare dell'Arma...

GIUSEPPE FALARDI

Adro (BS) - Via Cairoli, 14

cura e manutezione giardini potatura alberi in arrampicata

tel. 333.34.09.612


18

Nr. 2 - 2016

I Torchiani erano e sono identificati con il soprannome di “Ciurcì”; i Calabria con “Scanzerla”, i Del Pozzo con “I Pes”, i Del Barba con quello dei “I Ciulì”, i Loda erano e sono conosciuti come “Cilo”; i Corsini come “Usma”, “ Balina” e “Bigina” (ramo Torbiato); i Turla come “Beret”. Curioso il soprannome dei Vavassori: “El Taber”. La professione del designato, naturalmente, era di capitale importanza. Chi non ricorda Tone “El Scristà”, o “Tone de la pesa” e “Tone el Muliner”? Di quest'ultimo mi è caro il ricordo quando da bambino scoprii che in alcune occasione, soprattutto la domenica sera, faceva da “taxi” con il suo carro dalle ruote altissime e carico di sacchi di farina bianca, a mio nonno Giacomo non sempre in grado di raggiungere la cascina al “Cinquino di Torbiato” per aver alzato il gomito! E' stato bello poi apprendere che un ramo della famiglia Paganotti ha come soprannome: “Pescatore”. Uno di loro svolgeva una professione importante: “El sotra mort”. La famiglia Ghezzi in Adro ha diversi rami. Uno di loro era funzionario nella Finanza: Angelo Ghezzi di cui mi è caro nel ricordo. Ergo, ecco ai Ghezzi il soprannome di “Finanzì”! Se la tua professione era vendere oggetti per la casa e altro come la ferramenta, il soprannome (e non ho mai capito il perché) era ed è “I Paler”. Se vendevi i polli ecco pronto il soprannome: “El pulatì”. Uno di questi abitava a Torbiato, alle Fornaci, e ebbe la sventura di rimanere ferito al braccio destro, rimanendo gravemente invalido, durante l'ultimo conflitto mondiale. Ergo, per lui pronto il soprannome di “El mutilato”. Nel precedente articolo vi avevo accennato a Torbiato la presenza di “Cia Longa” (per la sua statura e magrezza) e “Cia dei cà”, per via dei suoi numerosi cagnolini con i quali si circondava e che portava con sé anche nelle sue visite alle cascine del circondario per acquistare le uova. Per questo noi bambini la chiamavamo anche “Cia del of”. Del mitico Trosi e la sua bicicletta ne avevo parlato la volta scorsa nel precedete articolo. Il cognome di Trosi? Ferrari. Ad Adro i componenti la famiglia Gorini vendevano nei tempi andati, ed uno ancora oggi, su una bancarella in paese prima, e con un furgoncino dopo, la frutta. Nei primi tempi la bancarella era quasi sempre carente di prodotti. Primeggiavano le biline e le gallette (le arachidi). Nel decidere il soprannome ha avuto la meglio il secondo prodotto: la galletta. Ergo ancor oggi sono conosciuti come “Galeta”. Concorrente ai Galeta era “Scavai”, anch'esso venditore di frutta. Chissà perché gli Allevi, prima “scarpulì” e poi venditori in negozio e ai mercati settimanali di scarpe, sono noti con il soprannome di “Barzai”. Ho chiesto a Germano Allevi se conoscesse il motivo. La sua risposta è stata illuminante. Secondo Germano deriva dal fatto che nel tempi andati la famiglia, proveniente da Palazzolo, vendesse cianfrusaglie che in dialetto chiamiamo (ma il termine è ormai usato pochissimo): “Barbai”. Facile l'assonanza con il termine Barzai. Una bufala, invece, la notizia che il termine provenga dal vizio che uno della famiglia aveva di urlare ogni tanto, sulla pubblica piazza, il termine “Banzai”, alla giapponese. Scoperto che le famiglie avevano quasi tutte, per evidente necessità, un soprannome, quello personale assumeva, e assume, tutt'altra valenza. Incredibile la fantasia con la quale s'inventava di sana pianta un soprannome che il più delle volte sconfinava un epiteto, se non nell'insulto o nella derisione.

“Guido belo” cosa aveva per meritarsi questo soprannome? Semplice: brillava per la sua indubbia bruttezza! E “Cul negher”, titolare di una osteria alle Fornaci di Torbiato? Chissà. Di certo chi frequentava troppo le sacrestie era denominato seduta stante: “Cul bianc”. Forse perché quest'ultimi non andavano a prendere il sole al lago o al mare. Per questo motivo il loro fondo schiena rimaneva immacolato. Tranquilli: andavano al mare e anche al lago... Il figlio del Conte Pontoglio di Torbiato era meglio conosciuto con il soprannome di “El Signorino” per le sue origini, oltre ad essere un impenitente scapolo d'oro. Salvo poi negli ultimi decenni della sua vita convertirsi al sacro vincolo matrimoniale. Bellissimo il soprannome di “Irma delle margiunete”, per via della sua appartenenza alla nota famiglia di artisti dei Mucchetti, attori e burattinai da sempre. Il nostro Comune di Adro ha tempo fa acquisito una preziosa collezione di opere della famiglia Mucchetti, che definire di immenso valore artistico e non è ancor poco. Chissà che presto non sia rivalutato e soprattutto esposto al pubblico.

curiosità

Ecco allora “ Tone Oca”, fratello di “Guido Belo” di cognome faceva Pelizzari. O “ Lixander Caga”. Sembra che quest'ultimo gestisse in paese una osteria. Dietro il banco, a servire i clienti, provvedeva la moglie, che ancor oggi tutti definiscono “donna di specchiato comportamento”. Ma con una “aggravante”: quella di essere molto appariscente. La qualcosa ingenerava nel marito una certa gelosia, che si evidenziava in una sua frase con la quale rispondeva a qualsiasi domanda che gli era posta: “Caga”! Logico e scontato che il nostro Lixander si sia visto affibbiare il soprannome di “Lixander caga”!


QuAdro

19

Qualcuno di voi si ricorda di “El Muleta”? Non passava certo inosservata la sua figura, visto il suo peso. Vederlo scendere dalla sua macchina mastodontica era uno spettacolo. Ed era anche molto simpatico. A Torbiato ricordo con affetto “La mata Culurinda”. Gestiva con la figlia Domi un bar. Bambino, andavo a vedere la televisione, visto che distava dalla mia abitazione un centinaio di metri. Andavo anche all'oratorio a vederla, la televisione, ma certi programmi non ci erano concessi. “Peccando” andavo allora dalla “Mata Culurinda” che mi permetteva, senza che io “consumassi” essendo sempre stato (così anche in futuro) senza mai una lira, di rimanere seduto, incantato da quella incredibile scatola magica dalla quale si potevano ammirare anche le belle donne! Il Parroco Don Giuseppe Ferrari e la Mata Culurinda erano i due che possedevano un apparecchio Tv in paese. Un Ghezzi è chiamato ancor oggi: “ 'l Ciurdo”, soprannome che mi ha fatto sempre sorridere. Questi in gioventù fu anche una speranza del calcio italiano nel ruolo di portiere, dove nel Torino fu per un certo periodo secondo al portiere Terraneo.

curiosità

“El Fornaretto” era ed è il mio Bruno Ghezzi, ramo “Maregm”. Era invalsa l'idea nei nostri genitori che i ragazzi dovevano essere tolti dalla strada, fonte secondo loro di inenarrabili pericoli. Così ti mandavano a fare “il piccolo” presso qualche titolare di attività dell zona. A Bruno toccò in sorte fare l'allievo fornaio presso la Forneria di Angelo Ferrari detto a sua volta “ Furnirì”. Bruno l'ho incontrato proprio in questi giorni mentre tornava da un passeggiata al Santuario della Madonna della Neve, con la moglie Oliva. Abbiamo riso di gusto ricordando alcuni soprannomi di nostri amici. Mitico quello di un nostro carissimo amico, ora scomparso, quando apprendemmo di sue favolose improponibili conquiste femminili. Il soprannome coniato seduta stante? “Ciaù”! Mia mamma, calabrese, non conosceva e non imparò mai il nostro dialetto, e quando il nostro veniva a trovarmi a casa, la mamma lo salutava con riverenza chiamandolo “Signor Chiavone”, suscitando ogni volte un mare di risate. Alcuni soprannomi erano dettati dalla provenienza geografica. Scontato che se veniva dal sud eri immediatamente identificato con il generico soprannome di “Terù”. I Casali, che abitavano a Torbiato in località “La Larga” provenivano da Suissio in provincia di Bergamo. Ergo, erano noti come “I Suiss”. Il discorso ora potrebbe continuare all'infinito, ma lo spazio datomi è finito. Spero di avervi strappato un sorriso. N.B: voglio ringraziare i numerosi amici che al pomeriggio si recano presso il Centro Pensionati di Adro. A loro devo riconoscenza per aver fatto affiorare nella mia e nelle loro menti tanti ricordi e tanti nomi con i quali ho scritto questo articolo. Grazie di cuore.

Idea Civica augura a tutti

BUONE FESTE!


RIMOZIONE DI VECCHI RIVESTIMENTI E PREPARAZIONE DEL SUPPORTO: BLASTRAC SOLUZIONI A 360° SK s.r.l. s.s.10 padana inferiore, 41 - 29012 Caorso (PC) Italy - Tel. +39 0523 814241 Fax + 39 0523 814245

info@blastrac.it

www.blastrac.it

Il quadro dicembre 2016  

Periodico di Informazione di Idea Civica Adro Torbiato

Il quadro dicembre 2016  

Periodico di Informazione di Idea Civica Adro Torbiato

Advertisement