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Happy Hour Time

Il turismo visto a 360 Convinti che il turismo, e di conseguenza le politiche del turismo, debbano necessariamente partire dalla conoscenza del territorio, delle sue eccellenze e delle possibilità che offre, abbiamo deciso di raccontare la Regione Marche mettendo in sinergia ogni suo aspetto vitale. Queste pagine non sono dei semplici itinerari, ma una luce accesa su ciò che di caratteristico, innovativo, tradizionale e qualitativo può creare interesse, movimento, fermento, cultura e turismo, appunto. Proprio come lo intendiamo noi.

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REDAZIONALE Samuel Chiaraluce

Il turismo visto a 360

OVUNQUE TI TROVI SAI COSA OFFRE IL LUOGO IN CUI SEI Convinti che il turismo, e di conseguenza le politiche del turismo, debbano necessariamente partire dalla conoscenza del territorio, delle sue eccellenze e delle possibilità che offre, abbiamo deciso di raccontare la Regione Marche mettendo in sinergia ogni suo aspetto vitale. Queste pagine non sono dei semplici itinerari, ma una luce accesa su ciò che di caratteristico, innovativo, tradizionale e qualitativo può creare interesse, movimento, fermento, cultura e turismo, appunto. Proprio come lo intendiamo noi.

Puntare sul turismo. Un imperativo che, soprattutto in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, rischia di essere quanto mai necessario. Fare turismo non vuol dire però solo aprire alberghi o organizzare eventi. Vuol dire creare una vera e propria “offerta”, far interagire le diverse realtà con progetti stabili e duraturi nel territorio di riferimento, diventare vero e proprio “prodotto turistico”, comunicando le proprie eccellenze e imparando a far tornare chi è stato qui. Fare turismo vuol dire creare una vera e propria rete culturale nella Regione Marche. Marche Tourism Network è un HUB (contenitore) culturale e riferimento per gli organizzatori di eventi e per gli operatori nel settore del turismo e della ricettività della Regione Marche. Racconta l’offerta culturale e turistica del nostro territorio e i migliori eventi (concerti, festival, teatri, mostre, rievocazioni storiche), che localizza in base alla posizione geografica e lega alle strutture ricettive (hotel e ristoranti), per creare un offerta territoriale integrata e di qualità. Il sistema MTN di geolocalizzazione permette al turista-viaggiatore di costruire in pochi istanti e con pochi click il proprio Itinerario (evento, hotel e ristorante), modellato sulle proprie esigenze. Il sistema, inoltre, veicola le offerte che gli stessi partner già propongono ai propri clienti, o offerte legate ad un evento specifico, e le rilancia attraverso 5 canali social (Facebook, Twitter, Google plus, Pinterest, Instagram), il blog e le newsletter. L’utilizzo di tecniche SEO e SEM ci permette di essere indicizzati dai motori di ricerca, di essere costantemente ben posizionati sul web al fine di coprire gli spazi in rete e dare la massima visibilità ai nostri partners. Affiliarsi al Marche Tourism Network significa, essere parte di un sistema integrato con il territorio, e rendere trasversale la propria visibilità, avere un profilo personalizzato dove pubblicare foto, video e notizie, disporre di un canale comunicativo accattivante in grado di intercettare specifici target, vendere e pubblicare offerte e coupon sconti senza intermediazioni e commissioni

Lago di Pilato.


COME A MONTMARTRE Massimo Pigliapoco

Fine ottobre, è un sabato pomeriggio e, come quasi ogni fine settimana, quando il tempo lo permette, sono andato a fare una passeggiata in riva al mare. E’ un’abitudine che ho da tanto, mi rilassa. Sta arrivando il buio ed è ora che torni a casa. Ho voglia di un caffé. Mentre raggiungo il parcheggio dove ho lasciato la

macchina noto delle vetrine accese di un posto che mi era sfuggito quando ero arrivato. All’interno del locale c’è gente seduta ai tavoli che conversa. Deve essere proprio un bar…quello che ci voleva. Entro, mi siedo su uno sgabello a ridosso del bancone e chiedo un caffé. “ Espresso o moka?” mi chiede la

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ragazza che serve. “ Non immaginavo che si potesse bere un caffé fatto con la moka in un bar”, rispondo, “ non ho fretta…un caffé moka, grazie.” Accanto a me, seduta su uno sgabello come il mio, c’è una graziosa fanciulla; avrà 27/28 anni. Sta versando da un bricco una tisana in una tazza. Ad un certo punto mi fa: “ Scusa, mi passeresti lo zucchero per favore?” “ Prego.” “ C’è chi dice che il tè andrebbe bevuto senza alcuna aggiunta, ma a me piace con un po’ di zucchero e succo d’arancia; il limone snatura totalmente le essenze della foglia.” Iniziamo a conversare

per qualche minuto e scopro che Giada, questo è il suo nome, è una vera intenditrice di questa bevanda. Nel frattempo sorseggio il mio caffé, in tazza grande: è buonissimo. Dopo un po’ lei si alza e ci salutiamo, deve raggiungere degli amici che l’aspettano. Finisco il mio caffé, pago e vado in macchina: sto bene. Non so se è l’effetto della passeggiata, della breve conversazione con Giada, del buon sapore di caffé che ho in bocca, della musica ascoltata in sottofondo o tutte queste cose messe insieme…guido e sono sereno. Non so se rivedrò Giada, ma devo ritornare.


Chiederò alla ragazza dietro il banco un caffé moka, in tazza grande…poi il destino farà il resto…chissà. Questa storia è frutto della mia immaginazione, perché, in fondo, può capitare che accada, ma quel locale esiste davvero, è La Mokeria di Porto Sant’ Elpidio. Questa piacevole realtà nasce de un’idea di Lara Fulimeni che da tempo si chiedeva come mai non esistessero posti dove poter gustare, in tutta tranquillità, tutte quelle cose buone che facevano le nostre nonne in casa, e che si sono smarrite grazie ad un insensato strapotere della produzione industriale. Da questa necessità, più che legittima, a metà ottobre La Mokeria ha aperto i battenti, proponendosi a tutti coloro che si rifiutano di farsi inghiottire dalle “ leggi di mercato”, e dalla frenesia senza perché. L’ambiente è sobrio e familiare. Un caldo pavimento color cotto, le luci diffuse da lampade a piantana, l’arredo decapé delle antiche cucine dove tutta la famiglia soggiornava, la musica discreta, fanno da piacevole contorno al cuore dell’attività: i prodotti. Tutti di indiscutibile qualità. Parlando con Roberto Pizzabiocca, il compagno di Lara, scopro che la ricerca dei fornitori, contrariamente a ciò che avviene di solito, è volutamente concentrata nei tanti produttori di zona, che magari sono poco reclamizzati, ma offrono prelibatezze uniche, introvabili nelle grosse catene di distribuzione, e del tutto genuine. Roberto, oltre che essere legato sentimentalmente a Lara, ha dato il suo contributo allo sviluppo del locale anche in qualità di consulente aziendale. Mi spiega che sono in programma delle serate nelle quali un esperto agronomo, loro amico, terrà delle mini conferenze per dare una chiara visione ai frequentatori della Mokeria, sull’importanza di utilizzare prodotti sempre freschi e artigianali della nostra terra. Tutti i dolci, per esempio, sono preparati nel laboratorio interno, e i prodotti che vengono utilizzati sono quasi esclusivamente a km 0. I vini e i liquori alla

Prodotti genuini e di alta qualità commercializzati dalla Mokeria.

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mescita provengono dalle nostre colline, quelli che tradizionalmente si bevevano in casa cinquanta anni fa, prima delle mode globalizzate. Punto di forza di questo bistrot, come s’intuisce dal nome, è naturalmente il caffè. Innanzi tutto si può degustare sia espresso che preparato con la moka, e la

selezione delle varie miscele è veramente notevole. Caffé provenienti da vari paesi del Mondo e torrefatti prevalentemente da aziende locali, ognuno caratterizzato dal suo colore, aroma e gusto. Tè e tisane di tutti i tipi, mieli, marmellate, confetture di pomodorini, melanzane, carciofini, funghi sott’olio trovano dimora


sugli scaffali del locale. I succhi da bere al banco o comodamente seduti ai tavoli sono ottenuti centrifugando frutta fresca. Insomma tutte cose buone e soprattutto genuine. Lara e Roberto definiscono La Mokeria un locale meditativo, ed è così.

Trascorrere mezz’ora in questo posto è un ottimo balsamo per lo spirito, oltre che per il palato. Se non dimentichiamo di coltivare ogni tanto le piccole gioie della vita…la vita ci sorride

Telefono: 320 2964594 | www.mokeria.it Pagina FB La Mokeria

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LA DOMENICA IL NOSTRO LOCALE PROPONE UN MENU DEGUSTAZIONE

PANE FATTO IN CASA: Cereali Al Latte Ciabattine

Via Macerata, 306/B 62015 - Monte San Giusto (MC) - Tel. 0733.837600 - 333.8528858


Happy Hour Time

PERSONAGGI Donato Bevilacqua Il turismo visto a 360 Convinti che il turismo, e di conseguenza le politiche del turismo, debbano necessariamente partire dalla conoscenza del territorio, delle sue eccellenze e delle possibilità che offre, abbiamo deciso di raccontare la Regione Marche mettendo in sinergia ogni suo aspetto vitale. Queste pagine non sono dei semplici itinerari, ma una luce accesa su ciò che di caratteristico, innovativo, tradizionale e qualitativo può creare interesse, movimento, fermento, cultura e turismo, appunto. Proprio come lo intendiamo noi.

IL TURISMO MARCHE HA IL VOLTO DI NERI MARCORÉ Il Turismo Marche ha il suo nuovo volto, ed è quello di Neri Marcorè, scelto come testimonial della Regione Marche per la nuova campagna promozionale turistica. L’attore marchigiano è stato ufficialmente presentato in conferenza stampa dal governatore  Spacca, e succede all’attore americano Dustin Hoffman. Nel presentare  Neri Marcorè  come nuovo testimonial del  Turismo Marche,  Spacca  ha anche analizzato i dati sul turismo delle e nelle Marche. Se tanto è stato fatto in questi anni, anche grazie a Dustin Hoffman che recitando l’infinito di Leopardi ha portato le Marche nel mondo, tanto ancora c’è da fare per incentivare i percorsi turistici, gli itinerari nelle Marche, l’accoglienza e la ricettività. Come dichiarato da Neri Marcorè: «Non siamo alla periferia dell’Italia e del mondo. Anche nella provincia, in una regione notoriamente schiva e defilata come le Marche, possono germogliare talenti. La riprova? «Io sono imprenditore di me stesso, nel campo della creatività». Marchigiano doc, di Porto Sant’Elpidio, ha subito accettato la sfida, facendo capire che con la sua figura non si perderà comunque quell’internazionalità che le Marche e il  Turismo Marche avevano acquistato con Dustin Hoffman. Si vuole mettere al centro dell’attenzione una marchigianità che è anche sapere, arte, imprenditoria, turismo. Facendo leva anche sulla progettualità intrapresa dalla Regione stessa e dal governatore Spacca, deciso a consolidare il Turismo Marche come secondo traino dell’economia regionale: «Il turismo è l’elemento di sintesi della nostra creatività: rappresenta la cultura, la tradizione manifatturiera, l’agricoltura, la tradizione del monachesimo, il termalismo. Vogliamo promuovere un’immagine più innovativa della regione, proiettata verso il futuro». Due milioni di euro l’anno investiti dalla Regione nel settore Turismo, e che in futuro proverranno sempre più dal Por e dai Fondi europei. Neri Marcorè ha intrapreso con entusiasmo questo cammino, auspicando che abbia sviluppo e concretezza. La campagna a sostegno del Turismo Marche prevede spot radiofonici e televisivi, video promozionali, una campagna fotografica, eventi ed attività web

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NEW & REVIVAL Fabio Renzetti

LOCALI TOP

D INNER

Anno nuovo, vita nuova e nuovi locali! Perchè no!? Qualche giorno prima del capodanno 2013, ha aperto i battenti il primo Happy Hour Time Dinner Club, un bar ristorante che si propone come alternativa alle tante attività già esistenti. L'idea di realizzare un posto un po' speciale, che potesse sintetizzare le esperienFabio Renzetti e Tiziano Renzi, il titolare dell'Happy Hour Time.

CLUB

ze maturate in più di trent'anni di attività, che racchiudesse in uno spazio le risposte alle tante esigenze dettate dall'ospitalità, mi era balenata da tempo, ma trovare la persona giusta con la quale condividere queste ipotesi, non era cosa semplice da realizzare. Poi tempo fa ho rincontrato Tiziano Renzi, il titolare


Capodanno 2013 all'Happy Hour Time Dinner Club.

dell'HHT Dinner Club, ci siamo messi seduti e abbiamo parlato un po'. Tiziano, oltre che essere un grande amico, praticamente da sempre, è anche un grande professionista che si è fatto le ossa lavorando e conducendo attività dell'happening in varie zone d'Italia. Negli ultimi anni, con la liberalizzazione delle licenze, si è verificato un proliferare di esercizi che non si era mai registrato precedentemente. Avventurarsi nell'apertura di un'attività complementare in questi periodi, pressuppone una notevole dose di coraggio, ma, se si conosce bene il mestiere, se si hanno le dovute capacità del settore, e se il tempo ha insegnato ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, la volontà del professionista non accusa tentennamenti, anzi, è stimolato a fare. In qualità di consulente, e in special modo da amico, mi fa molto piacere concertare con Tiziano le varie iniziative da proporre alla clientela e concorrere al buon esito del locale. L'HHT Dinner Club si propone come luogo di incontro per tutti coloro che avvertono l'esigenza di stabilire il naturale contatto umano che ha sempre contrassegnato i posti di ristoro. E'

vero che tutti noi, tra telefonini e computer, abbiamo gli strumenti per comunicare con chiunque e a qualsiasi distanza, ma il calore dell'incontro diretto rimarrà per sempre l'esperienza più piacevole. Il locale sta programmando un'apertura del mattino che prevede servire una colazione veloce per chi ha fretta, o di gustare il piacere di un breakfast continentale, comodamente seduti al tavolo. Mieli, marmellate, yogurt, frutta fresca e sciroppata, panini, toasts, pizze salate, pane, burro e, per i cultori, eggs & bacon. Il brunch, tipico spuntino delle undici, molto in voga nei paesi di stampo anglosassone e d'oltralpe, gli aperitivi di mezzogiorno, accompagnati da un ricco buffett di prelibati stuzzichini. Per il pranzo, oltre che il menu alla carta, c'è la possibilità di poter consumare un pranzo di lavoro ad un prezzo decisamente vantaggioso con ricette sempre diverse che danno la possibilità agli chef di esprimere tutta la loro fantasia. L'aperitivo della sera è accompagnato da tanta musica di fondo, che permette di conversare e rilassarsi dopo una giornata di lavoro. Quindi la cena, a volte a

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D IN N E R

tema, e il dopocena, con vini, liquori, cocktails, spumanti e champagne. Così riassunto penso che si capisca che l'HHT Dinner Club abbia l'obbietivo di riprodurre un sobrio ambiente di ritrovo, per singoli o comitive, che dia la possibilità di trascorre del tempo in santa pace, con i comforts ai quali siamo tutti abituati quando siamo a casa, in più serviti e riveriti. A questo proposito è in corso di attuazione un pro-

C LU B

gramma settimanale che prevede: lunedì “musica live” dal rock al pop, dalla fusion al jazz; il martedì “Club 45 giri”, serata con cena che prevede la scelta di un vinile dell'epoca con dedica. Il giovedì “Zafiro cabaret”, revival delle fantastiche serate vissute nello storico disco bar con i migliori comici nazionali; il venerdì “Disco Ring”, serata revival con musiche anni '70, '80, '90. Il sabato “Sabato Divertente” dall'happy hour alla cena spettacolo; infine la domenica con


“musica latina”, salsa, merengue e tanta tanta Zumba. Tiziano calca le scene dell'intrattenimento da tanti anni, quindi sa quello che fa piacere ad un cliente che frequenta un locale. L'Happy Hour Time Dinner Club è working progress nel senso che sempre nuove iniziative vengono vagliate e messe in pratica per stimolare gusti e curiosità di chi gira, per divertimento o per lavoro, senza mai trascurare la cordialità di un ambiente familiare. Da parte mia sarà un piacere accompagnare Tiziano nella realizzazione dei progetti da attuare in questo locale perchè, oltre l'amicizia, quello che ci lega è la consapevolezza di poter dare, mediante le nostre attività quel piccolo contributo che, a volte, fa la differenza nella qualità della vita. Cose semplici ma ben fatte. Questo è lo scopo dell'Happy Hour Time Dinner Club

Via Annibali, 120 Piediripa di Macerata (MC) Tel. 0733.288004

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SPETTACOLO Tresy Taddei

RINGRAZIO GLI ANGELI Il giorno 26 ottobre 2013 sono stata chiamata dal Presidente dell'Ente Nazionale Circhi Antonio Buccioni per eseguire il mio nuovo spettacolo in occasione del pellegrinaggio a San Pietro in vaticano per la Giornata Mondiale delle Famiglie. La mia performance consiste nell'esibirmi dentro e al di fuori di una gigante coppa di champagne riempita con acqua nella quale eseguo esercizi di verticalismo e antipodismo. L'esercizio principale di questo spettacolo è “la verticale con un dito” in appoggio su una bottiglia di vino della cantina Zaccagnini, che Ciccio Zaccagnini ha

dovuto realizzare appositamente per il mio spettacolo, molto più pesante per poter sorreggere il mio peso! Ho preparato questa esibizione in pochissimi giorni perchè avevo abbandonato gli allenamenti da qualche mese, precisamente da luglio scorso, quando sono stata aggredita dal cognato di una mia amica, il quale mi ha causato problemi fisici e morali e mi hanno costretta ad interrompere allenamenti e spettacoli. Dopo più di tre mesi di inattività sono riuscita comunque, con molti sacrifici, a prepararmi meglio che ho potuto per lo spettacolo in Vaticano, che è


stato mandato in mondo visione dalle emittenti TV. Purtroppo per problemi di attrezzatura e a causa di alcune “regole Vaticane”, la coppa non è stata montata ma comunque ho eseguito lo stesso spettacolo con un attrezzatura a terra e con la bottiglia di Zaccagnini sempre con me! La giornata è stata molto piena e divertente e ho avuto un grosso piacere nell'eseguire il mio spettacolo di fronte ad artisti internazionali, in mondo visione e soprattutto in presenza del Santo Padre. Quel giorno era un mese esatto dall'incidente che mio papà aveva avuto a Monte San Giusto, durante il montaggio della tensostruttura per il festival Clown & Clown. Papà cadde dal tendone da un altezza di circa sei metri direttamente sull'asfalto; fu soccorso dell'eliambulanza e portato d'urgenza all'ospedale Torrette di Ancona dove gli riscontrarono varie fratture. Nonostante fosse obbligato a stare sdraiato per più di un mese, l'ultimo giorno delle prove per lo spettacolo che dovevo tenere in Vaticano, sento chiamare il mio nome e girandomi mi accorsi che mio papà era uscito di casa con la sedia a rotelle per pochi minuti, solo per potermi stare accanto almeno nelle prove. Lui e mamma sono sempre stati presenti ad ogni mio viaggio, film, ospitata televisiva o spettacolo e non averli a Roma in quella giornata così importante, io che eseguo lo spettacolo di fronte al mondo e al Papa, mi aveva messo timore addosso, non mi sentivo completa, avevo paura di sbagliare ma mi sono fatta forza e l'esibizione è comunque andata bene. Probabilmente la presenza di Heide, mia cugina e preziosa partner dello spettacolo, mi ha tenuto alto il morale e mi ha permesso la concentrazione necessaria per non commettere errori. Mi sento molto fortunata per le continue occasioni che la vita mi regala...e anche se quel giorno non ho potuto avere i miei genitori e mio fratello Trey con me, ringrazio gli angeli che hanno protetto la caduta di mio papà e quindi mi hanno fatto il regalo più bello! Mentre per quanto riguarda il cinema ho un progetto in ballo, quindi...speriamo di ricominciare a ballare!

Tresy Taddei con la sua compagna di spettacolo, nonchè cugina, Heide.

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GIOCARE PER VIVERE Massimo Pigliapoco

Paolo

MARINOZZI Non sono mai stato un collezionista, per lo meno d'oggetti. Ho sempre pensato che l'unica raccolta che valesse la pena procurarsi fosse quella di vivere quante più esperienze attingendo dall'oceano d'opportunità che la vita ci offre, e interiorizzarle. Un mio caro amico e professore, di vita principalmente, una volta mi disse: “ Sai qual'è la definizione di cultura Massimì?...Il ricordo delle cose dimenticate.” in un certo senso ho anch'io accumulato qualcosa. Non è niente di fisico, non è appariscente, non si può esporre in una bacheca, ma è ciò che mi ha incuriosito e aiutato nella vita. Ovviamente questo è soltanto un mio punto di vista, non è un assoluto, e mi rendo conto che ci sono uomini che hanno dedicato la loro esistenza a raccogliere testimonianze, senza le quali avremmo perso non la memoria di un singolo, ma di un'intera civiltà. Uno di questi uomini è Paolo Marinozzi, fautore forse del più completo museo del suo genere al mondo, il museo “ Cinema a Pennello”. “ Come ti definisci?” “ Non so se considerarmi un bambino, un adolescente o un uomo, chissà, sicuramente un fortunato. Nonostante tutto ciò che ci accade intorno, ho mantenuto quell'entusiasmo che avevo quando ero piccolo, quando vedevo tutto bello, pulito, interessante. Il caos, la bruttezza, la mediocrità non mi interessano. Ho sempre vissuto di emozioni, passioni

Cinema a Pennello Un Bozzetto di Storia.

e sentimenti e, anche se il mondo sembra andare in una direzione del tutto contraria, a me non interessa, lo squallore lo lascio dove si trova, non me ne curo. Non mi lascio influenzare dalle opinioni errate della collettività, il gioco sporco no mi coinvolge.” “ Il tuo palazzo museo contiene una pregevole raccolta di bozzetti cinematografici, vere opere d'arte salvate da un indegno destino. Come hai cominciato?” “ Devo essere onesto. Non è stata una mia intuizione, è avvenuto tutto per caso ( ancora il caso?!). Penso che l'unico merito che un uomo si possa attribuire sia quello di non lasciarsi sfuggire le occasioni che di volta in volta gli capitano, come a tutti; se la mente e il cuore sono aperti l'opportunità si presenta. Un giorno di circa venticinque anni fa ero a Roma e cercavo dei manifesti del principe De Curtis, per una manifestazione che stavo organizzando nel mio paese, per il 25° della sua scomparsa: “ Totò a Montecò”. Frequentavo spesso la capitale e quel giorno, in una bottega che ero solito visitare, sentii parlare dei vecchi che conoscevano alcuni autori dei bozzetti originali. Quei discorsi mi attrassero all'istante. Devi sapere che il '900, volendo ignorare le tante atrocità commesse dalla pazzia dell'uomo, sarà ricordato anche per un fenomeno artistico unico nella storia dell'umanità: il cinema. Sai cos'è che invogliava l'uomo della strada ad entrare nelle sale?...I manifesti.


Centinaia di artisti erano coinvolti a descrivere pittoricamente su un cartellone ciò che lo spettatore avrebbe vissuto guardando il film. Penso che quei manifesti siano la massima espressione pubblicitaria mai realizzata, hanno fatto scuola. Negli anni '90 era già esploso il fenomeno della raccolta delle locandine, ma nessuno, che io sappia, si curava di ricercare e collezionare gli originali, tutti disegni e dipinti fatti a mano. Una volta stampate le locandine, gli originali finivano sugli scaffali polverosi delle tipografie o, peggio ancora, nelle stufe dei laboratori. Pensa quante opere si sono perse!” “ E' stato difficile reperire tutte queste testimonianze?” “ Beh...si. All'inizio non mi conosceva nessuno e non c'erano i mezzi di comunicazione ai quali oggi possiamo fare riferimento. Viaggiavo in continuazione per scovare quei pittori che erano ancora in vita e che conservavano ancora qualche loro lavoro; una ricerca lunga e paziente che però mi divertiva e che mi ha permesso di coltivare un sogno, ero contento.” “Di cosa vai orgoglioso, anzi, l'orgoglio è un sentimento che non mi piace, cosa ti soddisfa?” “ Quello di aver salvato dal macero centinaia di opere d'arte. Oggi non si disegna più e mi auguro che questi dipinti vengano riconosciuti per quello che sono, magari fra mille anni, sappiamo come va la storia. Comunque già ora mi vengono a trovare tanti appassionati, tanti stranieri, e alcuni ragazzi delle nostre università.” Anche se il sogno di Paolo si è materializzato in una incantevole realtà, la ricerca non si è interrotta e la storia continua. Senza entusiasmo non si fa niente di grande, e un uomo, se vuol fare grande la propria vita, deve coltivare i sogni di quando era piccolo. Un abbraccio Paoletto...e grazie

Paolo Marinozzi, ideatore del museo Cinema a Pennello, la più completa collezione di bozzetti cinematografici al mondo.

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Happy Hour Time

AUTORI Donato Bevilacqua Il turismo visto a 360 Convinti che il turismo, e di conseguenza le politiche del turismo, debbano necessariamente partire dalla conoscenza del territorio, delle sue eccellenze e delle possibilità che offre, abbiamo deciso di raccontare la Regione Marche mettendo in sinergia ogni suo aspetto vitale. Queste pagine non sono dei semplici itinerari, ma una luce accesa su ciò che di caratteristico, innovativo, tradizionale e qualitativo può creare interesse, movimento, fermento, cultura e turismo, appunto. Proprio come lo intendiamo noi.

...CON GLI OCCHI DI UN BAMBINO Dell’ultimo libro di Adrian N. Bravi, L’albero e la vacca, si è molto scritto nell’ultimo periodo. Chi ha la fortuna di conoscere di persona l’autore, saprà riconoscere prima di altri le sue impronte tra le righe, le pennellate di se stesso tra le pagine. Chi conosce Adrian Bravi capirà prima di altri il perché del successo di questa storia, la formula segreta: la semplicità delle piccole cose. Proprio la stessa semplicità che contraddistingue questo scrittore di Recanati, italo-argentino e bibliotecario di professione. Quella semplicità che traspare negli occhi di un bambino, Adamo, che dai rami di un albero assiste alla quotidianità del suo paese (Recanati, appunto), al tempo che scorre tra la gioventù e la maturità, alla separazione dei genitori. Adamo è un bambino sin troppo semplice per la realtà che lo circonda. Adamo sogna, gioca con la fantasia, è sveglio, calmo e inquieto al tempo stesso, uno di quelli che non amano urlare in faccia alla vita ma sussurrarle segreti all’orecchio. Nella solitudine trova la sua tranquillità, i frutti e i rami del tasso mortifero lo portano nel suo ‘angolo di mondo’, fatto di allucinazioni, realtà e finzione che si mescolano. La storia che ci racconta Bravi è, in realtà, un piccolo romanzo di formazione, uno spazio intimo in cui passano il dolore per le perdite e i distacchi, le gioie per i nuovi incontri, la maturità di nuovi occhi con cui scoprire il mondo. Coccolato dal suo albero, Adamo cresce e impara, sbatte con la realtà e poi torna a salire, fino a trovare la sua strada, quando capirà la giusta distanza dalle cose, il contatto con i propri sentimenti. Con la semplicità di tutto questo e di una scrittura in bilico tra il serio e l’ironico, mai eccessiva, Adrian Bravi fa della provincia un mondo, di una piccola storia una grande avventura, di un albero una salvezza, tenendoci sospesi con gli occhi bene aperti a guardare l’orizzonte

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MI RITORNI IN MENTE Fabio Renzetti

JIMMY FONTANA Il 2013 ha registrato la scmparsa di un uomo che con la sua arte e la sua personalità ha reso la nostra terra famosa in Italia e nel mondo: Jimmy Fontana. Era nato a Camerino nel 1934 ma presto si trasferì, con la famiglia, a Macerata, dove conseguì il diploma di ragioneria. Appassionato di Jazz, aveva imparato in quegli anni, da autodidatta a suonare il contrabbasso, che gli permise di fare le sue prime apparizioni in pubblico all'Hot Club della città, dove si esibiva accompagnando diversi gruppi musicali. Una volta diplomato partì per Roma per frequentare la facoltà di economia e commercio. Gli studi non potevano distrarlo dalla passione che lo alimentava, così inizio a frequentare i jazzisti della capitale, collaborando con la Roman New Orleans Jazz Band. Di li a poco prese la saggia decisione, la sua vita era la musica. Iniziò a cantare attribuendosi il nome d'arte che tutti noi conosciamo (il suo vero nome era Enrico Sbriccoli). Jimmy in onore al sassofonista Jimmy Giuffrè, che apprezzava particolarmente, e Fontana, scelto a caso sfogliando la guida telefonica. Iniziarono le prime incisioni; prima con la Flaminia Street Jazz Band e poi con un trio da lui composto: la Jimmy Fontana and His Trio. In questo periodo conobbe Leda, la ragazza che poi diventò sua moglie e con la quale ebbe quattro figli, Luigi, anche lui musicista, Roberto, Andrea e Paola. Avvicinatosi alla musica leggera come cantante solista ebbe inizio quell'escalation che lo portarono nel giro di pochi anni, da un talentuoso musicista da club alla great hits mondiali. Nel '61 la prima partecipazione al Festival di Sanremo con Miranda Martino, fino ad arrivare al '65 quando, con un brano il cui testo era stato scritto da Gianni Meccia, musica composta in collaborazione con Carlo Pes e arrangiato da Ennio Morricone, raggiunge le più alte vette internazionali. La canzone?...”Il Mondo”. Di li in poi una serie importante di successi e partecipazioni cinematografiche. E' del '71 “Che sarà”, canzone resa famosa da Josè Feliciano e i Ricchi e Poveri, scritta in collaborazione con Italo “Lilli Greco” e Carlo Pes, per quanto riguarda la musica, e con Franco Migliacci parte del testo. Nell'82 presenta “Beguine” al festival di Sanremo, una delle prime melodie scritte dal figlio Luigi, che lo accompagnerà in seguito come compositore, pianista e cantante. Negli anni successivi forma il gruppo “i Super quattro” con Gianni Meccia, Nico Fidenco e Riccardo Del Turco. Dopo l'ultima partecipazione al Festival di Sanremo nel '94, le sue apparizioni in pubblico si erano diradate, causa forse un insorgente indebolimento fisico, che tuttavia non gli impedivano di allietare qualche serata dalle nostre parti. Come tutti i grandi il suo ricordo rimarrà inciso nei nostri cuori, oltre che sui vinile

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corso di barman Flair primo livello 20 ore:

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Bar.it Mobile

docente : Alvaro Pagnanelli


BARMAN PROFESSIONISTI Alvaro Pagnanelli

FLAIR Flair bartending, erroneamente chiamato barman freestyle è la figura professionale che coniuga spettacolarità e professionalità nella preparazione di cocktail. SPETTACOLARITÀ il bartender grazie all'utilizzo dell'attrezzatura da bar, come ad esempio shaker, bottiglie e bicchieri compiono evoluzioni con i suddetti oggetti lanciandoli da una mano all'altra costruendo routine (questo il termine utilizzato) con il fine unico di preparare il drink richiesto dal cliente. PROFESSIONALITÀ derivata dallo studio approfondito di prodotti alcolici, analcolici, tecniche di preparazione drink e quant'altro accresca la sua conoscenza nel settore. Questa figura professionale che negli ultimi anni è esplosa fino ad arrivare ad apparire in film, trasmissioni televisive trova il suo “abitat naturale” in cocktail bar, discoteche e locali notturni, attirando la clientela con il loro “volteggiare di oggetti” al banco bar allietandoli visivamente nell'attesa di ricevere il proprio Cocktail. Il flair bartender utilizza principalmente due tecniche: il working flair e l'exibition flair, il primo è quella serie di movimenti e routine utilizzate durante il lavoro nei locali, l'exibition flair raccoglie tutte le evoluzione che il professionista compie in competizioni o spettacoli molto altro ancora !!! il flair bartender utilizza ad esempio per intrattenere il cliente al banco bar micro-giocoleria con attrezzi dedicati al suo “laboratorio” per stupire e incuriosire i suoi spettatori con Charme e simpatia. Il flair bartender competitor dedica svariate ore (almeno 2 ore al giorno !! ) all'allenamento delle proprie routine utilizzando musiche costruite da loro stessi al fine di fare della propria gara un vero e proprio spettacolo nelle svariate competizioni che ogni anno si svolgono ogni angolo del mondo, radunando veri e propri “sportivi” che combattono per aggiudicarsi la vittoria della competizione. “Flair Life” è lo slogan unico che racchiude uno stile di vita vero e proprio, quello BARTENDER

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MONTELAGO foto Claudio Scarponi


MUSICA Enrico Filippini

LA MUSICA PERDUTA Fin da bambino ho sempre avuto l’attitudine di associare la musica ai luoghi, di associare le note alle immagini, di crearmi una colonna sonora. Quasi sempre eran luoghi nella natura, poiché nella mia mente di piccolo boy scout, immaginavo risalite di fiumi, missioni nei boschi e scalate di montagne. Poi, con l’avvento della giovinezza, sono arrivati la ribellione, gli ideali di libertá e naturalmente le ragazze! Ma non ho mai perso l’abitudine di associare ai luoghi la musica. Nei primi anni settanta la musica piú coinvolgente arrivava dalla West Coast americana, e precisamente dalla California. Quanti viaggi con la mente ho fatto in quella terra, immaginandola come un mito, un luogo dove i giovani potevano esprimersi liberamente. Eagles, C. S. N. & Y, Joni Mitchell, Jackson Browne, James Taylor erano gli eroi e noi a suonare le loro canzoni, sulle scale di una piazza o in mezzo ad un bosco. Bastava u na chitarra e tutto prendeva vita, si accendevano amori e si sognava la California. Son stato, negli anni passati, diverse volte in America, ma sempre nella East Coast. Mi mancava ancora la terra dei miei sogni giovanili. Quest’estate decido di andare, cercando di ritrovare quelle sensazioni che mi hanno sempre ispirato nella vita. Base a San Diego, al confine con il Messico e viaggio fino a San Francisco con l’intenzione di visitare i luoghi dove quel sound e quell’idea di libertá sono nati. Quindi San Francisco, Monterey, Big Sur, fino a Los Angeles. Mente aperta per captare qualsiasi segnale che potesse riportarmi a quei tempi.... Ed invece nulla! A parte una natura imponente, non ho ricevuto il minimo input di quelle sensazioni. Tutto sembra come ingoiato da un consumismo senza limiti, niente che ti possa far pensare a quella musica cosí stimolante. Radio che passano le hits del momento in modo quasi logorroico e gente addormentata dai soldi. Solo sfoggio della ricchezza. L’ideale di uguaglianza di quei tempi sembra non esser mai esistito. Son rimasti sempre gli stessi nomi di allora avere una coscienza sociale, a fare concerti per giuste cause. Tornato in Italia, poi ho riflettuto su questa mia esperienza ed ho concluso che é stato piú giusto vivere quella musica qui a casa mia, nei miei luoghi, con i miei amici. La musica ci lascia la possibilitá di abbattere le barriere materiali e di adattarsi ad ognuno di noi, alla nostra vita. Quella musica non l’ho mica perduta, ho solo sbagliato posto in cui cercarla

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o n g e l l i o m a i r o v a ...l In fede

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STORIA E FOLKLORE Sara Schiarizza Il turismo visto a 360 Convinti che il turismo, e di conseguenza le politiche del turismo, debbano necessariamente partire dalla conoscenza del territorio, delle sue eccellenze e delle possibilità che offre, abbiamo deciso di raccontare la Regione Marche mettendo in sinergia ogni suo aspetto vitale. Queste pagine non sono dei semplici itinerari, ma una luce accesa su ciò che di caratteristico, innovativo, tradizionale e qualitativo può creare interesse, movimento, fermento, cultura e turismo, appunto. Proprio come lo intendiamo noi.

PAOLO E FRANCESCA: INTRIGHI A GRADARA Un'esperienza ludica, didattica e culturale. Questo il mix di Paolo e Francesca. Intrighi a Gradara, un gioco da tavola nuovo di zecca, nato nell'ambito del progetto "Gradara Capitale del Medioevo". Funzionamento? Ogni giocatore rappresenta una importante famiglia italiana del Rinascimento che lotta per impadronirsi della città fortificata di Gradara. L’obiettivo è prendere il controllo dei più importanti luoghi del borgo influenzando segretamente le personalità che li governano; ma i giochi di potere non sono gli unici che avvengono nell’ombra: ci sono anche due amanti che si muovono di nascosto per le vie della città. " Il gioco riproduce fedelmente - afferma Andrea De Crescentini, Assessore al Turismo di Gradara - le dinamiche degli scontri di potere che avvenivano nel tardo medioevo nella nostra penisola, contestualizzandole alla lotta per la conquista del Castello di Gradara. L’Amministrazione comunale ha appoggiato fin da subito questa interessante iniziativa perché profondamente radicata nella tradizione e nella storia di Gradara, non solo con riferimento alle importanti casate che si sono susseguite all’interno del castello, ma anche prendendo spunto da persone reali che si impegnano attivamente nella promozione e nella salvaguardia nel nostro suggestivo borgo fortificato". Dunque, come afferma il sindaco della città, Franca Foronchi, " storia, gioco e cultura si fondono in un prodotto originale che si differenzia dalla solita offerta di merchandising, divertendo e insegnando la storia di Gradara al tempo stesso". "Paolo e Francesca. Intrighi a Gradara - prosegue il primo cittadino - rappresenta inoltre un ulteriore strumento promozionale per il nostro Comune; per ora il regolamento sarà tradotto solo in inglese e la distribuzione del gioco sarà perlopiù a livello nazionale, ma esiste la concreta possibilità che venga distribuito in tutta Europa"

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SPORT E MUSICA Michele Spagnuolo

LA DEDICA È “HEROES” Pensare di fare un abbinamento tra sport e musica, passando per “Geni e Ribelli” non poteva che avere una scelta obbligata nel panorama italiano. Al secolo Marco Castoldi, meglio conosciuto come Morgan, è stato investito dalla Pindaro Eventi, organizzatrice di Overtime Festival, del compito di raccontare lo sport attraverso l'arte musicale. Kant sostiene che immaginazione e intelletto, istintività e libertà creativa, senza regole e costrizioni razionali fanno dell’artista il genio: e il genio va da sé. Non si assoggetta. Non si imbriglia. Il genio si fa attendere, arriva, illumina con un sorriso la piazza, scompiglia il programma e regala brividi ed emozioni. Nessuno credeva ad un Morgan inedito alle prese con le note sportive. Nessuno sabato 12 ottobre pensava che avrebbe assistito a Macerata a due ore di concerto tiratissime: neanche chi conosce bene le performance artistiche di Marco Castoldi da anni! Il programma era chiaro: “djset show a tema sportivo”, e djset ci si attendeva. Ed invece l'istrionico giudice di X-Factor sale sul palco, saluta...e la piazza è subito sua. Dell’annunciato djset si vedranno solo le cuffie, che per un po’ ornano il collo di Morgan. Inizia con una scherzosa ammissione di colpa e di scarsa conoscenza dello sport, facendosi perdonare immediatamente con una dedica da pelle d'oca: una splendida Heroes su base programmata estemporaneamente con l’iPad. Continua con altri brani a tema sportivo: “Hurricane” di Bob Dylan; “The boxer” di Simon & Garfunkel; per arrivare alla struggente versione de “Leva calcistica della classe ’68” di Francesco De Gregori. E poi ancora riferimenti al “tempo libero” con “Hobby” di Luigi Tenco e “Un giudice” di Fabrizio De Andrè. Ma non è così Morgan, non ha regole, scalette o pezzi provati. Non segue fili logici, non fa ciò che ci si aspetta. Mai nulla di banale e di scontato. Genio, dicevamo, immaginazione e intelletto, istintività e libertà creativa. Marco Castoldi coinvolge una Piazza Vittorio stracolma di cinquemila persone, sorprende, invita a cantare il pubblico maceratese. Sotto il palco ragazzine ed anziani, i fan dei tempi dei Bluvertigo e semplici amanti della musica. Sul palco si alternano momenti intimisti ad altri carichi di ritmo alle prese tra IPad , Rodhes e ukulele elettrico. Il genio piace a tutti e in chiusura...a chi gli chiede di continuare dice che il bello dei concerti è che devono lasciarti sempre un po' di insoddisfazione, che non devono appagarti del tutto. Hai ragione Morgan. Avremmo voluto ascoltarti per ore (Cit.MetaMorgan)

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PERSONAGGI Antonella Ciccarelli

GABRIELE PELLEGRINI

da autodidatta... a "tra i migliori d' Italia" Era poco più di un bimbetto, quando nel 1975, per la prima volta, Gabriele entrò in punta di piedi a far parte del mondo magico ed affascinante del bar-caffetteria. Ha inizio proprio così la straordinaria storia professionale di Pellegrini Gabriele di 52 anni nato a Venturina, in provincia di Livorno e che ha vissuto però la sua infanzia a Piombino, quando il signor Marcello Gozzoli, rinomato barista del paese, gli chiese di aiutarlo a gestire un piccolo ristoro all'interno del cinema, in occasione della serata di carnevale, generosamente ricompensandolo con 20.000 lire! Un giorno solo al fianco di Marcello, gli è bastato per farlo innamorare di questo mestiere, a tal punto di andare nei giorni successivi nel suo bar e seduto ad un tavolino, nascondendosi dietro le pagine di un quotidiano, fingendo di leggere, inizia a rubare con gli occhi i primi segreti del mestiere. La sua prima vera assunzione di lavoro, avviene dopo un anno, grazie ai coniugi Fernando Bianchi (uomo di poche parole ma di grande umanità) ed Edda Gori, gestori di un rinomato bar di Venturina. E' proprio la signora Edda, vera maestra di cortesia, che con grande pazienza lo avvia al mestiere che poi diverrà per Gabriele fonte di successi e soddisfazioni... A 18 anni decide di partire per Firenze e in sella alla sua vespa blu, con solo 100mila lire nelle tasche e uno zainetto sulle spalle, inizia a percorrere una lunga strada, con la voglia e la grinta di raggiungere uno scopo ben preciso... diventare un vero professionista! Appena arriva a Firenze però, si rende subito conto che non è poi proprio così facile poter trovare subito un impiego, gli chiedono se ha frequentato la scuola alberghiera, o corsi di formazione, ma lui che non ha nemmeno alle spalle tradizioni familiari nel settore, sa fare poco più di un caffè e

servire una bibita... Si è vero, pensa Gabry, non vengo dalla scuola alberghiera e mio padre Rodolfo non ha un ristorante o un bar, ma ha dedicato la sua vita all'edilizia diventando un ottimo muratore, ma io non mi arrendo!... E armandosi di coraggio e accompagnato dalla sua grande umiltà, anche dopo diversi rifiuti, continua a cercare, a chiedere lavoro e finalmente la sua tenacia lo premia e riesce dopo alcuni giorni ad ottenere un impiego in un piccolo bar del centro. Ma la sua grande aspirazione è poter arrivare a far parte dello staff dei Gran caffè, quindi dopo anni di gavetta a Firenze, decide di fare un'esperienza a Ginevra, per poter perfezionare la lingua francese e appena ritorna a Firenze viene assunto in prova per una settimana. Era il 1983 e la sua prima grande delusione... Dopo una settimana ampliamente portata a termine con ottimi risultati e complimenti dai clienti, si sente dire dal titolare che ha lavorato molto bene ma che però non può assumerlo in quanto troppo veloce e potrebbe in questo modo disorientare i clienti... Da questo grande dispiacere e non capendo il motivo di questo rifiuto, in Gabriele esplode la voglia di non arrendersi e di insistere proprio nel suo intento, VOLERE E' POTERE e lui vuole diventare un vero professionista e dimostrare a tutti le sue grandi capacita'! E a volte proprio la rabbia di un rifiuto, può portare al successo e finalmente il suo sogno si avvera e Gabriele inizia a salire le pedane dei Gran caffè, come al bar LA BORSA e CAFFE' PASZKOWSKI che da oltre un secolo e mezzo accoglie la sua clientela nei suoi locali storici, facendo di questo " salotto buono" uno dei riferimenti più vitali della cultura e degli appuntamenti mondani a Firenze e dichiarato


Monumento Nazionale nel 1991. E' nel 1985 che grazie alla sua grande creatività e fantasia. mentre si trovava a Limone (Piemonte), guardando una collina innevata ebbe un'ispirazione e tornando a Firenze, prova a creare una specialità della caffetteria semplice ma originale... Da un semplice caffè, reso ricco in superficie da una bella schiuma densa e compatta, aiutandosi con un cucchiaino, la modella in altezza facendogli prendere la forma di una cima imbiancata, di un piccolo vulcano innevato, una spolveratina di cacao e appoggiandoci sulla punta una pralina di cioccolato nasce così il VULCANINO, che diverrà poi il suo cavallo di battaglia!... Diventando oramai dopo anni di gavetta, specializzato e bravo nella caffetteria, Gabriele decide per completarsi professionalmente, di provare a lavorare anche nei migliori Hotel storici e lussuosi della città, ottenendo un'assunzione all'HOTEL JENNINGS RICCIOLI chiamato agli inizi del ' 900 pensione SIMI, ove soggiornò con la madre tra il 1901-1903 lo scrittore inglese Edward Morgan Forser che si ispirò a questi interni per la pensione Bartolini del romanzo " A room with a view " ( camera con vista ) pubblicato a Londra nel 1908. E' proprio in questo storico hotel che Gabriele a 28 anni diventa responsabile del servizio breakfast, un bel traguardo per un autodidatta ed unico maestro di sè stesso!! Una delle sue grandi doti, è lo straordinario rapporto e grande rispetto che lui ha sempre con la clientela, il cliente deve sentirsi coccolato, considerato e soprattutto " trattato con i guanti "...e proprio per questo suo modo di fare riceverà durante la sua carriera professionale diversi riconoscimenti ed attestati di merito. Incontra molti personaggi di fama mondiale e ricorda con molto piacere quando all' HOTEL VILLA LA MASSA ( denominato l'hotel dei vip e dove nel 1992 David Bowie consumò il banchetto nuziale ) diventa complice di Filippo Galli ( difensore del Milan ) preparandogli di nascosto il caffè espresso che gli era vietato bere. Tra i tanti vip ricorda con simpatia i piattoni di pasta al pomodoro che mangiava Roberto Benigni, Eric Clapton molto signorile e gargato, l'attore e regista Billy Cristaldai modi garbati, la Band di Bryan Adams che andavano pazzi per i suoi cappuccini, fino a prenderne tre alla volta, mentre Adams si faceva portare in camera una quadrupla spremuta di pompelmo. Sono tanti tra attori e cantanti. squadre di calcio e giornalisti sportivi RAIche Gabriele incontra nel suo lungo cammino professionale, ma per lui i clienti sono tutti vip...anche coloro che magari non sono famosi ma che sono ospiti negli hotel dove lui lavora, senza fare discri-

minazioni servendo tutti con gentilezza e cortesia. Durante il percorso della sua lunga carriera professionale, Gabriele viene premiato tante volte per meriti professionali ricevendo addirittura nel 2008, da una delegazione canadese in premio ( miglior qualità e cortesia per quella stagione estiva in tutta l'Isola D' elba ) un mini drappo canadese che gli applicarono sulla giacca, proprio mentre era in servizio nel prestigioso HOTEL BARSALINI, un gioiellino di hotel, incastonato come pietra preziosa tra le rocce della scogliera e il verde di una natura rigogliosa ed incontaminata nell Isola d' Elba, immerso nel suo stupendo giardino mediterraneo e gestito dai coniugi Davide ed Eva Barsalini. Grande è la soddisfazione per un autodidatta ed unico maestro di sè stesso, arrivare a questo livello, ma Gabriele si sentiva ancora incompleto, che gli mancava ancora qualcosa...come se mancasse la ciliegina sulla torta... Ma lui non sa, che la ciliegina rotolando rotolando sta arrivando, infatti nel 2010 con bar.it arriva il meritatissimo premio alla Carriera, nel 2011 Gabriele con ottimo punteggio vince arrivando primo classificato su un centinaio di partecipanti nel concorso Nazionale " Cappuccino dell'anno " e non c'è due senza tre...nel 2013 è primo classificato vincendo il concorso del caffè categoria CAFFE EVOLUTION giudicato come miglior caffè da una giuria accurata e professionale con a capo JORGE SORATTI ( campione mondiale IBA ). E' l'unico che in tanti anni di vita di concorsi di Bar.it riesce a prendere i tre premi più ambiti da tutti ...ottenendo addirittura un attestato ed eletto delegato per la TOSCANA di Bar.it. grazie a queste sue vittorie, nel 2011 e 2012 viene premiato dal suo comune " Campiglia Marittima " e ringrazia di cuore il sindaco Rossana Soffritti persona di grande sensibilità e capacità, ricordandola come tra le prime persone a chiedere notizie di suo fratello Adriano a causa del terremoto in Giappone del 2011 dove vive e lavora da venti anni. E' partito da autodidatta con una vespa e uno zainetto mezzo vuoto, di strada ne ha fatta veramente tanta, incontrando molte buche e tortuosi tornanti, per ritornare però un vero professionista , considerato tra " i migliori d' Italia, con un grandissimo bagaglio pieno di successi, premi e professionalità!! Complimenti...complimenti Gabry!!!

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MUSICA Remiano Nori

REWIND Girando per Bologna, non si può certo dire che ci si annoia: dall’aperitivo da Zanarini a un piatto di tortellini in brodo da Pedretti, dal tweed da De Paz fino a un giro alla libreria Coop, la Dotta, è anche uno dei laboratori più ispirati della musica italiana. Girando appunto, Lucio Dalla, scopre in Piazza Maggiore Marco Sbarbati,classe88, da Urbisaglia. Studente universitario nel capoluogo felsineo, musicista di strada dove la vita diventa un caleidoscopio di esperienze e sensazioni ed empatia immediata con quello che per tutti i bolognesi era familiarmente il “ragno”. Impegni da subito rilevanti (colonna sonora del film Ameriqua) e nei giorni scorsi il volo verso quell’America lontana dalla luna “ Andare a registrare a Berkeley,in California, con un fuoriclasse come Corrado Rustici è stata un’esperienza unica; dal 29 Novembre su iTunes uscirà una canzone in inglese che ho appena registrato dal titolo “Backwords” , che riassume il senso del tornare indietro, un po’ come riavvolgere un nastro con i momenti più importanti della nostra vita.” Quindi, tra quando l’uscita del primo CD? “ E’ ancora prematuro anche se siamo a buon punto con la preparazione di un EP con 5 brani ”. Nei social network, il gradimento nei suoi confronti è lampante così come l’immagine che ne deriva di ragazzo pulito è accattivante “ Grazie per i complimenti, ma ancora non ho realizzato nulla, comunque invito tutti a seguirmi sul mio link Marco Sbarbati, dove potete tenervi aggiornati sulle mie attività.” E’ proprio vero come diceva Josè Bergamin “ La prima cosa per fare musica è non fare rumore”

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...SONO COSÍ Massimo Pigliapoco

Valeria

ROMITELLI Sono dell’opinione che sia meglio non prestare libri e dischi perché, salvo qualche rara eccezione, difficilmente tornano indietro; è sempre una perdita. Ovviamente non mi riferisco all’aspetto economico; la perdita avviene a livello spirituale, perché un libro o un disco che noi amiamo è come un amico al quale ci rivolgiamo in particolari momenti, quando abbiamo il bisogno del sostegno di qualcuno di cui fidarci, e non poterlo consultare provoca un naturale dispiacere. Tutto questo per dire che, dopo aver incontrato Valeria ed essermi per un attimo immedesimato nel suo modo di sentire, sono tornato a casa con l’intenzione di andare a rileggere una raccolta di Stravinsky, Poetica della Musica, ma purtroppo quel libro sugli scaffali non c’è più. So che mi avrebbe aiutato ad esprimere le impressioni che sono scaturite da questo incontro, perché se è vero che l’essenza della musica è nelle pause tra una nota e l’altra, forse è in quello che non dice di se che va ricercata l’essenza di Valeria.

canzone. Solo cantando sono capace di mostrare me stessa e di comunicare i pensieri che attraversano la mia vita.” “ E non si lascia mai andare”, aggiunge Piero, suo fratello e mentore, che la segue da vicino e la sostiene. “ Ogni storia ha il suo inizio; quand’è che Valeria viene catturata dalla musica?” “ Tutta colpa di papà…ah ah ah! Papà ha sempre viaggiato per lavoro e gli unici momenti nei quali potevamo stare tutti insieme erano i fine settimana. A lui piace la musica così, per farci divertire, ci faceva cantare. Da questo gioco è nata la mia prima apparizione su un palco dove io cantavo e lui, un po’ di nascosto, mi suggeriva a gesti le parole del testo.” “ Praticamente canti da sempre; ti emozioni ancora quando Sali sul palco?”

“ Chi è Valeria?” “ Ooh…carina sta domanda! Beh…Valeria sono io; una ragazza timida, che arrossisce facilmente se capta uno sguardo appena appena malizioso, molto attenta ai dettagli, che raccoglie le parole e gli stati d’animo delle persone e le trasporta in una

“ Tutt’altro…non so come spiegartelo ma io sul palco mi ci trovo, mi fa sentire libera e naturale, e vuoi sapere di più? Non mi preoccupo della tecnica, non penso ad azzeccare la tonalità o la nota giusta. Per me cantare è una cosa spontanea, che mi fa stare bene; sul palco scompare quella riservatezza


Copertina dell'ultimo singolo di Valeria Romitelli "Peccato Veniale".

che mi accompagna nel resto della vita.” “ Non seguo molto la TV ma so che hai partecipato ad – AMICI-; che ricordo ne hai?” “ Un’esperienza importante. Sai, dopo tante audizioni, tanti provini, tanti sacrifici che hanno dovuto fare anche i miei, essere selezionata ed avere finalmente la possibilità di esibirmi di fronte a milioni di persone è stato un grosso traguardo, o forse è meglio definirlo un grosso trampolino. Ti confesso una cosa curiosa: quell’esperienza mi ha insegnato anche a piangere davanti ad un pubblico, perché ho scoperto che le grandi emozioni palano attraverso le lacrime:” Piero mi racconta quanto sia impegnativa la preparazione di un artista, quanto lavoro a telecamere spente, quanto sia importante la serenità per realizzare un grande progetto.

ne, i tanti ammiratori ed amici che ho mi sono sempre vicini. Per me vuol dire che sono riuscita a dare loro qualcosa.” Il 25 ottobre è uscito l’ultimo singolo di Valeria – Peccato Veniale -.L’ho ascoltato a casa e sono andato a sentire alcune sue precedenti registrazioni. Mi rendo conto che la natura può adottare infinite strategie per comunicare i suoi messaggi, e a volte si serve di una voce per dipingere i suoi quadri. Anche se, al pari dei dischi e dei libri, i sentimenti che noi prestiamo non sempre ritornano per le vie che noi vorremmo, l’Universo non abbandona mai le sue creazioni, e al momento giusto le premia. Chi ha un dono come il tuo, cara Valeria, la natura non smetterà mai di coccolarlo. “ Ciò che per il bruco è la fine del mondo in realtà è una bellissima farfalla.” Un abbraccio Valeria…sei bravissima

“ Ciò che mi rende felice – mi dice Valeria – è che anche non faccio concerti o non sono in televisio-

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Happy Hour Time

MUSICA Redazione MTN Il turismo visto a 360 Convinti che il turismo, e di conseguenza le politiche del turismo, debbano necessariamente partire dalla conoscenza del territorio, delle sue eccellenze e delle possibilità che offre, abbiamo deciso di raccontare la Regione Marche mettendo in sinergia ogni suo aspetto vitale. Queste pagine non sono dei semplici itinerari, ma una luce accesa su ciò che di caratteristico, innovativo, tradizionale e qualitativo può creare interesse, movimento, fermento, cultura e turismo, appunto. Proprio come lo intendiamo noi.

ECCO L’HAMLIN FEST Si svolgerà a Macerata e a San Ginesio (MC), dal 22 al 25 maggio prossimi, l'Hamlin Fest, il festival di musica indipendente organizzato dall’associazione culturale La Bottega di Hamlin. La rassegna ha come obbiettivo quello di fornire uno spaccato della scena musicale indipendente italiana, con stand promozionali/commerciali dedicati alle etichette discografiche e spazi per concerti, nei centri storici dei due comuni. In più, è prevista una serie di incontri che legherà la musica al cinema, all’editoria, all’illustrazione, all’enogastronomia e al web. Il programma dettagliato sarà annunciato nei prossimi mesi. Già confermate alcune delle band in cartellone: Bachi da Pietra, Edible Woman, JoyCut, Non Voglio che Clara, DrunkenButterfly, FamilyPortrait, Lilies on Mars, I Quartieri, Dadamatto e M+A. Sul versante etichette, saranno presenti: I Dischi del Minollo, Megaphone, Seahorse, Ribéss, WeWereNeverBeingBoring, Malintenti, Onlyfuckinoise, Irma Records e Bloody Sound Fucktory. Le parole chiave dell’Hamlin Fest sono“qualità”, “novità” e “trasversalità”. Tanto le etichette che gli artisti in cartellone, provenienti da tutta Italia, sono stati selezionati in base a criteri di originalità, in modo da privilegiare l’innovazione e la sperimentazione stilistica. Non solo: grazie alle partnership attivate (tra cui quelle con i comuni di Macerata e San Ginesio e l’Università di Macerata), il festival si propone come momento di dialogo tra associazioni,enti locali e territoriali e realtà produttive. L’Hamlin Fest ha attualmente in calendario una serie di appuntamenti, “tappe di avvicinamento” alle date di maggio. Dopo i live di Marco Parente, Giardini di Mirò, SundayMorning, Emidio Clementi e Corrado Nuccini, sarà la volta degli Offlaga Disco Pax (8 febbraio) e dei Calibro 35 (23 marzo), che suoneranno al Teatro Leopardi di San Ginesio

Redazione MTN

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PENSIERI Giuliano Rossetti

(foto in basso) musicisti internazionali ospiti nella laboratorio di sassofoni di Orfeo Borgani. (foto a lato) Foto Andrea Feliziani - i big del jazz internazionale al Lauro Rossi.

JAZZ JAZZ JAZZ... Macerata, a tutto jazz, con Joe Lovano che ci ha portato alla scoperta di un laboratorio artigianale che da oltre 141 anni realizza sassofoni unici al mondo e … la sera un grande spettacolo con i big del jazz internazionale al Lauro Rossi. Il sindaco Carancini e l’assessore alla cultura Monteverde hanno annunciato che presto verrà presentato il cartellone jazz del Lauro Rossi 2013/2014. Joe Lovano si è reso disponibile a collaborare con musicamdo jazz per le prossime edizioni del premio internazionale Massimo Urbani MACERATA – Giovedì 14 novembre è stata una giornata indimenticabile per tutti quelli che amano la musica e specialmente il grande jazz internazionale. Un giornata jazz iniziato alle 15.00 per terminare a tarda notte, ovvero con lo spettacolo di Antonio Faraò American Quartet al Lauro Rossi.  Macerata ha respirato jazz, una musica che gli è sicuramente congeniale, visto la tradizione degli spettacoli jazz che sta portando avanti da numerosi anni l’associazione Musicamdo, presieduta da Daniele Massimi, il mondo jazz che ha ruotato intorno al mitico Paolo Piangiarelli e … quando a Macerata c’era un grande festival jazz. Il grande, numeroso e qualificato pubblico delle occasioni imperdibili ieri sera si

è ritrovato compatto al teatro Lauro Rossi di Macerata. Il salotto buono della città ospitava la data di anteprima della Rassegna jazz maceratese del 2013/2014, del Comune di Macerata sotto l’attenta organizzazione dell’associazione Musicamdo, che fa parte della rete Marche Jazz Network. Appassionati proventi da tutte le Marche hanno riempito il Teatro maceratese per assistere alla data in esclusiva per il Centro Italia del quartetto capitanato dal grande sassofonista americano Joe Lovano. Era la prima volta che Joe Lovano suonava a Macerata nonostante il rapporto professionale con l'azienda di sassofoni Borgani di cui è testimonial nel mondo. E proprio davanti al pubblico del Lauro Rossi la Borgani ha consegnato a Joe Lovano il sassofono con cui ha suonato. Ad accogliere il quartetto, composto oltre che dal sassofonista, dal pianista italiano Antonio Faraò, dal contrabbassista Ira Coleman appena di ritorno dalla tournée di Sting e la leggenda della batteria Billy Hart, lo staff di Musicamdo Jazz, Daniele Massimi, Samuel Chiaraluce, Carlo Orsolini e Paolo Piangiarelli, storico organizzatore del jazz maceratese, grande estimatore del quartetto. Joe Lovano era un amico e un ammiratore del sassofonista Massimo Urbani e si è reso disponibile a collaborare con Musicamdo jazz per le prossime edizioni del Premio Internazionale Massimo Urbani per solisti jazz dedicato al genia-


le sassofonista italiano. A fare da padroni di casa, il sindaco di Macerata Romano Carancini e l'assessore alla Cultura Stefania Monteverde. Il Sindaco si è congratulato per l'attività jazzistica che viene svolta a Macerata caratterizzata da eventi di internazionali di grande qualità e per la sinergia che si è realizzata in questo caso con l'azienda Borgani e la Coldiretti di Macerata. Il Sindaco ha anche annunciato che il Comune di Macerata con l'organizzazione e la direzione artistica di Musicamdo jazz presenterà a breve il cartellone della Rassegna Jazz al Teatro Lauro Rossi 2013/2014 e la prossima estate il jazz sarà ancora presente al Recina Live che si svolgerà come lo scorso anno all'Anfiteatro Romano di Villa Potenza. Giovedi pomeriggio, prima dello spettacolo, Joe Lovano, definito grande per la sua prestanza fisica e per le sue incredibili doti musicali, ci ha portato alla scoperta di un laboratorio artigianale che da oltre 141 anni realizza sassofoni unici al mondo, apprezzatissimi dai grandi musicisti e richiesto dal mercato mondiale: la Borgani Sassofaoni che da anni lavora silenziosamente in via Ancona, con la passione e la manualità frutto di quasi un secolo e mezzo di attività. Tutti i suoi strumenti sono numerati, perchè unici e

irrepetibili. Vengono realizzati e quindi lavorati perché diano quel suono e quella tonalità che l’artista chiede, ovvero un sassofono su misura. A dirigere la Borgani troviamo il professore Orfeo Borgani che si appoggia su uno staff esperto. In realtà non sono sassofoni quelli della Borgani, ma veri e proprio gioielli musicali. A vederli così luccicanti e ricchi di particolari sembrano già suonare note uniche senza l’aiuto di nessun musicista.  La loro bellezza, la loro unicità e la loro timbrica li rendono ricercatissimi dai migliori musicisti del mondo. Tutto questo esce da un angolo, riservato e nascosto della città.  E’ stata una scoperta anche per l’assessore Monteverde del Comune di Macerata e per l’assessore provinciale Massimiliano Sport Bianchini

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INCONTRI Massimo Pigliapoco

UN'EMITTENTE IN DIRETTA La sede principale della è TV è a Bologna, fondata tanti anni fa da Spallanzani, un noto imprenditore emiliano che decise, oltre alle tante attività da lui seguite, di dedicare parte delle sue energie all’editoria. Dopo un po’ allargò il suo campo d’azione e acquistò una emittente anconetana dapprima, poi via via tutte le altre presenti nella nostra regione. L’insediamento in Macerata è del 2005, quando rilevò tutto il gruppo di lavoro che operava nell’emittente locale, che stava ormai cessando di trasmettere. L’attuale gestione dell’azienda televisiva è affidata ad una cooperativa della quale Antonio Nardi è il presidente, Tiziana Tiberi, Fabio Grillo, Amedeo Benemia, Stefania Rossetti e Roberto Properzi sono i componenti di questa va- lida squadra. E’ proprio con Roberto che mi sono incontrato che, con Stefania Rossetti, è il responsabile marketing della televisione. “ Questa è un’attività che non permette un attimo di respiro ma, se c’è la passione, tutto si fa. In redazione siamo pochi, ma buoni, e fortunatamente siamo affiancati da tanti collaboratori esterni che ci aiutano nella realizzazione della nostra impresa. Il nostro fiore all’occhiello, per cui ci differenziamo dalle altre emittenti della regione, è che i nostri servizi sono tutti in diretta. La trasmissione di punta è “ Buongiorno Marche “, in onda ogni

mattina dalle 7,30 alle 9,00. In questo contesto commentiamo tutti i fatti del giorno appena trascorso, divulghiamo gli eventi del giorno che sta per iniziare e interagiamo con gli utenti che ci seguono, cosa questa che ci rende visibili in modo particolare. Siamo media partner del Comune, dello Sferisterio, di Musicultura, dell’Università, della Camera di Commercio, della Maceratese, della Lube Volley, dunque, tutto quello che si muove nella provincia è di nostro interesse e competenza. Facciamo anche largo uso di Internet e dei vari social; questo ci permette di essere seguiti anche dal pubblico più giovane, che ha fatto della rete il prevalente strumento d’informazione e di curiosità.” Quando vado a trovare un’emittente, che sia radiofonica o televisiva, mi tocca sempre fare qualche centinaio di scalini…di solito le loro sedi sono all’ultimo piano di palazzi senza ascensore. Capisco che bisogna puntare in alto…ma che fatica! Grazie Roberto, e buon lavoro a tutta la redazione

Paolo Properzi, responsabile marketing di èTV.

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BROADWAY MUSIC HALL Via Piersanti Mattarella,6 (zona Le Grazie) 62029 Tolentino (MC) - 0733 961832 - www.nightclubbroadway.it


MUSICA Bip Gismondi

PARLIAMO DI MUSICA Benvenuti a questo primo appuntamento di “Parliamo di Musica”, iniziamo con un post di un mio carissimo amico con cui ho avuto il piacere di collaborare nei miei anni “torinesi”; Guido Guglielminetti – bassista, produttore (Ivano Fossati, Francesco De Gregori…) ed autore (tra le tante scritte Un emozione da poco eseguita al Festival di Sanremo 1978 da Anna Oxa). "...Perchè? Molte persone, soprattutto giovani, mi chiedono come si fa a diventare professionisti della musica, in quanto spesso riscontrano che non è attraverso lo studio che si riesce ad arrivare a fare questo lavoro a tempo pieno. Infatti, nonostante lo studio o comunque la preparazione siano importanti, non sono affatto determinanti per il raggiungimento dei propri obiettivi, perché tante cose che sarebbe utile sapere, pochi insegnanti le conoscono in quanto non le hanno mai fatte. Si può quindi imparare a suonare bene il proprio strumento, ma fare il musicista è un’altra cosa! Una cosa importante che tengo sempre a precisare è la seguente: si suona con il cuore e con il cervello. Le mani servono come veicolo delle emozioni ma non devono essere loro a prendere il sopravvento. Un musicista per potersi definire tale non occorre sia un saltimbanco, un fenomeno da baraccone, un acrobata, piuttosto deve cercare di essere sempre e comunque una persona, con pregi, difetti e limiti, che per forza di cose influenzeranno il suo modo di suonare. La prima cosa che si deve fare è cercare di conoscersi meglio, analizzare la propria personalità, il proprio carattere, chi siamo e quindi che tipo di musica potremmo essere. Individuare i nostri gusti musicali, cercare di seguirli e coltivarli, affinandoli sempre di più. Naturalmente questo non significa ascoltare solo un certo tipo di musica e fossilizzarsi su di essa, anzi è bene ascoltare qualsiasi cosa, ma non bisogna che ciò condizioni la propria predisposizione naturale. Ascoltare tutto senza essere prevenuti è una delle cose più difficili per un musicista, ma è importante imparare a farlo. Definirsi jazzisti, rockettari, metallari o altro, personalmente la considero una grossa limitazione, la musica è una forma di comunicazione, dovrebbe essere un modo per esternare i propri sentimenti, le proprie emozioni, perché quindi chiudersi entro confini ristretti? A volte si possono fare scoperte interessanti proprio ascoltando cose che pensiamo lontane dai nostri gusti! Chi lo ha detto che un batterista rock non possa trarre ispirazione da un buon concerto per violino e arpa? Lo studio quindi dovrebbe sempre essere orientato all'individuazione della propria indole. Esistono, è chiaro, delle cose (da un punto di vista tecnico) che valgono per tutti. Ad esempio, è difficile riuscire ad emettere un suono da una chitarra soffiandoci dentro, ma a parte certe cose ovvie, tutto il resto dovrebbe essere filtrato dalla propria fisicità e dal proprio carattere." ...Enjoy folks! (to be continued)

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ARTE E PITTURA Stefania Menichelli

NOVECENTO vola oltre manica "Pochi hanno il dono di sedurre con la grandezza della loro umilta". Ed e’ dalle qualita’ personali dell’artista Silvano Mazzarantani,in arte Novecento, che l’imprenditore inglese David Hunt e’ rimasto incantato. In vacanza a Treja e Macerata, Hunt , storico amante della nostra romantica regione,scopre Novecento durante un assolato pomeriggio estivo. "Ero in macchina,senza meta precisa -ricorda- quando improvvisamente una macchia di colore al lato della strada cattura la mia attenzione”.Sono i colori delle opera allegre e seducenti,debordanti di passione ed intimita’esposte all’esterno del suo laboratorio che lo convincono a fermarsi a Studio Mazzarantani,un locale di 3000m2 a Pollenza Scalo,vicino Macerata dove Novecento vive e crea,intrattiene,cucina per i tanti amici ed estimatori,sogna. L’impatto e l’affetto artistico che si crea tra David e Silvano e’ immediato,la magia del nuovo si imprime nei loro volti e i due cominciano a sognare,diventando amici e collaboratori nello spazio

di un breve pomeriggio.Novecento lo guida nel suo spettacolare,assolutamente sui generis labirinto di pit ture,sculture,istallazioni,disegni,design,mobili trasformati in oggetti unici ed originali,una cornucopia di creazioni che risvegliano l’animo e festeggiano la vita. Dopo 3 giorni trascorsi a parlare di arte, vita,delle proprie esperienze ed avventure,Hunt seleziona tele da spedire in Gran Bretagna con la promessa di “fare il possible e l’impossibile” per introdurre Novecento nel circuito d’arte contemporanea britannico. ”La sua espressione artistica assolutamente eclettica ed originale, -dice Hunt- la sua assenza di meccanicismi tipici di chi ha avuto una formazione artistica,lo rendono molto proponibile nel panorama artistico oltremanica come un personaggio con una voce ,un segno poetico fuori dalle mode e convenzioni alle quail anche gli artisti contemporanei vogliono far parte”. Siamo lieti di annunciare in anteprima,e’ stato selezionalto per partecipare alla prestigiosa Edinburgh Art Fair di Edinburgo dal 14 al 17 Novembre con


Silvano Mazzarantani, in arte Novecento, all'opera nel suo studio.

quadri,istallazioni e stampe alle quail molti collezionisti sono gia’ interessati. Motivo di orgoglio particolare per Novecento ,da sempre attento alle questioni sociali,e’ rappresentato dal fatto che la sua ultima istallazione, un pianoforte bianco-neve con donna manichino coloratissima ,entrambi esposti “volanti” dal soffitto dell’ingresso fiera , e’ stata gia’ selezionata per il suo merito innovativo e sara’ donata ad un’associazione d’arte di beneficenza Scozzese . La semplicita’dell’uomo ,unita alla sua scelta coraggiosa di vita libera e quindi ricca di immaginazione e serenita’, sono tradotte nelle sue opera in forme sensuali ed eleganti dove la donna,energia creatrice e talvolta distruttrice,plasma il suo sogno creativo e diventa “il suo chiodo fisso”.

colorate,contornanze trasparenti,fiori con forme sensuali e allegoriche,nudi decisi,tuttavia intimi,avvolti in accelerati vortici erotici ma mai volgari,installazioni con manichini surreali,il tutto avvolto da un desiderio onirico di interpretazione di un pensiero,un’ansia da desiderio mai soddisfatto e dunque continuamente tradotto nella sua ricerca artistica sincera,giocosa,raffinata. I nostril piu’ sinceri auguri ad un artista discreto e di valore espressivo inconfutabile, amato nella nostra regione ed ora pronto al grande salto oltremanica

www.theartistappgallery.com/novecento

Le collezioni Novecento riproducono la donna come leit motiv,una donna vissuta come esperienza immediata,talvolta simboleggiata da farfalle

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...come una sonda, siamo in dovere di darvi una risposta...


(da sinistra a destra) Matteo Cipelletti, Adriano Brando Alessandrini, Michele Arcangeli, Luca Cruciani, Andrea Postacchini. Foto realizzate dalla CHIART di Fermo.

MUSICA Adriano Brando Alessandrini

ROCK ED ESSENZA “Gruppo rivelazione dell'estate”, è questo quello che ha scritto il Resto del Carlino su LaSonda dopo la vittoria del “TRocka Festival”, contest per gruppi emergenti che si è tenuto a Carassai con molti altri gruppi provenienti da tutte le Marche e non solo. Il progetto LaSonda, nato da appena un anno, sta ottenendo un riscontro notevole con l'originalità e l'energia dei suoi brani inediti, che sono ricercati e curati nei minimi dettagli al fine di trovare quei particolari decisivi per dare qualcosa in più rispetto agli standard e al genere alternativo che oggi come oggi, quasi non si può più definire tale.  I musicisti, Andrea Postacchini (voce) Michele Arcangeli (chitarra), Adriano Brando Alessandrini (chitarra), Matteo Cipelletti (basso) e Luca Cruciani (batteria), si sono riuniti con il loro carico di influenze che vanno dal rock anni 80, allo stoner e all'elettronica odierna per proporre un sound personale ed originale con il quale puntano ad emergere e distinguersi nell'affollato panorama rock nazionale. Hanno già avuto l'oppurtanità di partecipare al G-Day in Piazza del Popolo a Fermo (festival organizzato dall'associazione culturale Giovani Geniali) in cui si è esibita anche Maria Antonietta, una delle nuove icone emergenti della scena rock italiana e hanno aperto il concerto anche agli Swell 99 (gruppo d'apertura a Vasco Rossi e Morgan) sia La Piccola a Porto Sant'Elpidio che al Bar Firenze di Macerata. La band ha partecipato inoltre al contest nazionale “Tour Music Fest” passando a pieni voti la fase regionale

e ottenendo un punteggio medio alla fase successiva a Roma di 28/30esimi, dove i fattori determinanti erano originalità, tecnica di esecuzione, presenza scenica e look. A supporto della band sono subentrati, in veste di produttori e arrangiatori, Mirko Petrini (cantante della band rock alternative londinese “Sunday Recovery” ora “Mercutio”) e Luciano Monti (ex chitarrista e produttore della band heavy metal italiana “Centvrion”), i quali, credendo fermamente nelle potenzialità del gruppo, hanno messo a disposizione dei ragazzi la loro esperienza e professionalità. L'intento è quello di creare una squadra e seguire un percorso collaborativo che porti ad una ulteriore maturazione del gruppo e di creare una miscela esclusiva sia nel suono che nel songwriting, che possa portare LaSonda ad elevarsi ulteriormente, a raggiungere un pubblico ancora più ampio e obiettivi di tutto rispetto, dei quali, però, al momento non è possibile anticipare nulla; tutto questo evidenziando le caratteristiche fondamentali della band senza snaturarne quei fondamenti che hanno permesso al combo marchigiano di raggiungere i risultati attuali

“ Il nome LaSonda nasce dall'idea di voler testare la propria musica in diversi campi e punti di vista. Carpire da ogni tipo di musica che ci circonda, solo la sua vera essenza e rielaborarla con la giuste dose di grinta. Come una sonda, siamo in dovere di darvi una risposta...” (LaSonda)

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INCONTRI Massimo Pigliapoco LOCALI TOP

Ingresso del Cafè Servidei nella sede che fu del mitico Bar dello Sport di Macerata

Ci sono antiche realtà che non sopravviverebbero al naturale corso degli avvicendamenti che il tempo impone, se non fosse per l’apprezzabile volontà di imprenditori, spesso giovani, che con il loro fare ridanno vita a situazioni che altrimenti sarebbero destinate al magazzino della dimenticanza. Uno di questi casi è il Café Servidei di Macerata. Chi non ricorda il Bar dello Sport di questa città, situato in fondo alle “ scalette “, di fronte all’ex distretto militare? Beh, negli ultimi anni aveva dovuto affrontare l’inevitabile incedere della decadenza fino a dover chiudere i battenti. Grazie a Marco Servidei e ad un suo socio questo bar ora ha ripreso a funzionare, con l’obbiettivo di rievocare le piacevoli abitudini di un tempo. “ Sono un maceratese a tutti gli effetti, anche se… per amore mi sono trasferito a Civitanova. Da piccolo abitavo vicino alla stazione e quando nei pomeriggi percorrevo la strada per raggiungere il corso, dove facevamo le “ vasche “, mangiare un gelato al Bar dello Sport era una goduria. Questo posto fa parte della mia infanzia e vederlo chiuso per più di due anni

mi faceva stringere il cuore.” Il locale è stato completamente ristrutturato e si presenta molto accogliente fin da subito. Tutti coloro che ci lavorano sono gente di mestiere che sa come accogliere i clienti. Marco naturalmente sta attuando tutta una serie di iniziative che riporti questo locale nelle abitudini dei cittadini: “ Stiamo lavorando bene con le colazioni e gli aperitivi, ma c’è sempre qualcosa da migliorare, vogliamo specializzarci nel proporre certi servizi in particolare per cui diventare quel punto di riferimento che era una volta questo bar.” Inoltre, per tutti quei giovani che affollano l’Università, offre diverse proposte, tra le quali: il Mercoledì e il Giovedì pomeriggio, dopo le 17, se consumano in due pagano la metà. Carino no!


L’IMPEGNO DI

ROMCAFFE’

PER DIFFONDERE LA CULTURA DELL’ESPRESSO PERFETTO La storica torrefazione maceratese fondata nel 1925, che oggi è realtà leader nel centro Italia ed esporta in più di 20 paesi nel mondo, punta con i corsi “ROMCAFFE’ QUALITY LAB” a formare professionalmente il barista ed a contribuire così allo sviluppo della cultura del caffè attraverso tutti gli elementi che portano alla fruizione della bevanda in tazza: dall’origine del prodotto a tutte le regole indispensabili per ottenere una estrazione ideale degli aromi di un espresso perfetto, combinando la cultura del caffè con una tradizione tutta marchigiana. I laboratori di qualità, la cui sessione autunnale si è tenuta in questi giorni presso l’Hotel Cosmopolitan di Civitanova Marche, prevedono lezioni teoriche e pratiche, con l’obiettivo di trasmettere il messaggio che la qualità come valore aggiunto è fattore di successo, alimentando la passione della clientela attraverso una più approfondita conoscenza del caffè espresso.

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XANADU

RUSH TRIBUTE BAND


MUSICA Fabio Renzetti

IL ROCK...QUELLO VERO! Una sera, di tanto tempo fa, mi viene a trovare un amico di vecchia data allo Zaffiro, e mentre gli stavo preparando un cocktail mi dice: “Che impegni hai per giovedì prossimo?””Lavoro qui nel locale!”rispondo io;”Se riesci a liberarti vieni con noi, abbiamo organizzato un pullman per andare a sentire un concerto a Milano...un gruppo mitico che fa musica da sballo!”. Quell'amico è Eliseo Mozzicafreddo e il complesso i Rush. E' cominciata così la mia esperienza-avventura che dura da più di dieci anni, e che mi ha portato in giro per l'Europa per assistere ai concerti di questa band. I Rush è un gruppo rock canadese, formatosi nel 1968 che negli anni ha saputo rinnovarsi di continuo, lasciando nella loro musica confluissero anche le tendenze del tempo. Dall'incisione del loro primo album, intitolato proprio Rush, hanno accumulato successi su successi, vincendo 24 dischi d'oro e 14 di platino risultando così al terzo posto nella classifica di tutti i tempi delle rock band, dietro solo ai Rolling Stones ed ai Beatles. Come sempre avviene, quando il carisma dei personaggi entra prepotentemente negli usi e costumi della gente, si creano delle nuove tendenze capaci di materializzarsi in nuove realtà. Alla fine del 2008 nasce Xanadu, un gruppo musicale indigeno, impegnato a rendere omaggio al gruppo ca-

nadese: fare un tributo ai Rush!!! Eliseo Mozzicafreddo (guitars and pedal bass), Marco Pallotto (lead vocals and keyboards), e Francesco Caporaletti (Bass and background vocals), sono i componenti fondatori della band, tre fratelli più che amici che suonano insieme da più di trent'anni. Ai già citati musicisti si sono aggiunti, nel tempo, Claudio Maurizi, Simone Picotti, Simone Cicconi, e per ultimo, ma non ultimo, Stefano Casoni, l'attuale drummer. E' dei primi di Gennaio l'ultimo concerto degli Xanadu al quale sono stato invitato ed ogni volta, nonostante l'esperienza più che decennale, la musica da loro suonata mi fa rivivere le stesse emozioni che ho provato forse nel più bel concerto della mia vita: i Rush a Berlino. A chi ama il rock, il mio consiglio è quello di andare ad ascoltare gli Xanadu almeno una volta, perché in loro è entrato lo spirito dei Rush

Rush Rock band canadese, un mito che dura da 40 anni.

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Corso Cavour 75, Macerata - Tel: 3473569899 - www.blackandwhitejorge.com


OSPITALITÀ Jorge Alberto Soratti

TIKI DRINK Per questa mia prima rubrica che vuole attraversare lo sconfinato mondo del bar ho deciso di proporre la presentazione di una bevanda che amo particolarmente. Ho trovato, nelle mie varie letture, una descrizione più che soddisfacente che esaurisce la curiosità degli appassionati, e trovandola oltremodo interessante, ritengo sia opportuno passarla così come l'ho trovata. "Tiki Drinks"* è un termine retrò. I loro inventori li chiamavano drink esotici. Erano conosciuti anche come Tropicals Faux (finto perché non sono stati inventati nei tropici, ma negli Stati Uniti continentali) Oggi sono derisi come "bevande ombrello", ma dal 1930 attraverso il 1970, una durata senza precedenti per un drink, sono stati considerati all'altezza dei cocktails chic da ricchi o per il piu famoso e il più schizzinoso dei critici gastronomici, erano serviti nei ristoranti a tema polinesiano lussuosamente arredati, spesso disegnato da art director di Hollywood. "Tiki Drinks" sono composti da ingredienti stile Daiquiri con multi-ingredienti e intrugli culinari complessi. La maggior parte sono a base di rum, e quasi tutti contengono succo di agrumi freschi, realizzati attraverso l'uso malizioso di sciroppi che i bar non tropicali tendono a ignorare (come orzata, frutto della passione, vaniglia, Falerno, pimento e cannella). Un corretto Drink Tiki fa attenzione alla parte agrodolce, forte e leggero, fruttato e secco, fornendo nuovi strati di gusto che mantengono il sapore in evoluzione dalle prime note attraverso il palato fino al traguardo dell'inserimento

Tiki Drink fumettato

* L'ideatore di questo cocktail fu Donn Beach che creò nel 1934 il "Tiki Bar", un locale di sua proprietà ad Hollywood, dal quale trasse l'omonimo drink. La sua innovativa bevanda a base rum ottenne un enorme successo tanto che i ristoranti polinesiani della zona lo adottarono come cocktail ufficiale.

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“Qui ero a Miami a suonare al Delano club con i miei amici Dean e Dan (di Dsquared2), è stata un’esperienza bellissima, tanti personaggi importanti e un locale stupenado. Presto ci ritornerò con la speranza di suonare in altri club esclusivi come questo. Anche a livello musicale sono cresciuto moltissimo grazie ai consigli degli stessi Dean e Dan che oltre a farmi da guida nei migliori locali della città, mi hanno consigliato e fatto ascoltare un sacco di produzioni che non avevo mai sentito.”


MUSICA Riccardo Antonelli

MATTWAY:UN SOGNO CHIAMATO MUSICA Era un ragazzino come tanti altri, faceva sport, per la precisione motocross, amava il rischio, la paura e le piste difficili. Avrebbe avuto sicuramente un futuro sulle due ruote, ma qualcosa è andato storto. Non è stata né una brutta caduta, né un triste infortunio ad ostacolare la sua carriera da crossista. È stata la musica. Dal suo primo incontro con una consolle, Mattway non si è più fermato. Ha abbandonato tutte le sue altre passioni per seguirne una sola, senza fermarsi mai. Io ho conosciuto Mattway alle prime feste di paese, quando lui era uno dei pochi nuovi deejay in circolazione. Fare il dj è stato fin da subito il suo mestiere. Dalla mattina alla sera a cercare canzoni, organizzare serate e pensare a come migliorarsi. Alla fine arrivano i primi frutti, Mattway fa le sue prime produzioni con un background musicale arricchito costantemente da esperienze vissute e osservate nei vari club della riviera marchigiana e romagnola. Sarà proprio lui a raccontarci gli aneddoti, le sensazioni ed i ricordi di un inizio di carriera musicale diverso dagli altri. Come è nata la tua passione per la musica? Fin da piccolo ho sempre avuto il piacere di ascoltare e riprodurre la musica suonando la tastiera. Una sera per caso ho messo un disco in consolle con i miei amici per provare per scherzo a fare il dj. Da lì non ho più smesso. Inizialmente facevo motocross professionistico ad alti livelli, poi ho abbandonato tutto per la musica, investendo a pieno il mio tempo dalla mattina alla sera. Cosa ti ha spinto a diventare produttore? Quando senti che un accordo musicale prodotto da te ha il suono giusto, provi come un brivido all’interno di te stesso. La soddisfazione vera e propria è arrivata grazie ai miei primi contatti con altri deejay che subito si sono incuriositi delle mie produzioni chiedendomi di passargli le mie canzoni. Cosa suggeriresti alla nuova scuola di deejay? Direi di andare in discoteca per il piacere di ascoltare la musica, non per bere e altro, poi di fare tanta ricerca musicale a casa da soli cercando di specializzarsi su un genere specifico a piacere evitando di vendersi per suonare più come pr che come dj

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Hai un ristorante? ...partecipa alla nostra guida.

20.000 copie in tutta la regione In pi첫 partecipi al concorso

"La Forchetta di Platino"


ENOGASTRONOMIA Fabio Gabrielli

BEER FASHION I nostri birrai artigianali cercano da sempre di creare birre più particolari dal gusto Italiano ma soprattutto di creare Birra Italiana Style. Lode e merito ad alcuni nostri birrai che hanno fatto esplodere l'interesse della comunità verso la birra buona e di qualità, ma... la produzione e la divulgazione della birra artigianale italiana sono aumentate in maniera inversamente proporzionale alla cultura dei consumatori e purtroppo anche di alcuni produttori... I consumatori ignari di cosa sia veramente la birra bevono e acquistano di tutto, quando vedono scritto sulle etichette BIRRA ARTIGIANALE e si ritrovano ad ingurgitare muffe e batteri dal sapore originale! Esistono associazioni a promozione e difesa della birra artigianale che si preoccupano più di fare i numeri per dimostrare a loro stessi di aver svolto un buon lavoro, invece di tutelare i migliori produttori e affermare la vera Birra Italiana. Credo sia necessario un vero ed esperto organo di controllo... Persino lo Stato Italiano se la prende con i birrai migliori, facendo multe inutili, non sapendo cosa significhi brassare e tutto ciò che comporta. I birrifici sono tanti, è ora di fare selezione! Quando un birraio ti si propone dicendo che brassa tutto ad alta fermentazione, poi ti descrive la birra che hai in mano come una tipo pils (bassa fermentazione), si potrebbe parlare di contraffazione del prodotto? Certi elementi andrebbero mandati a studiare da zero cosa è la birra... o meglio quando ti propinano beveroni che sanno di pomodoro, non è un sapore tipico della birra! State attenti a non farvi abbindolare, affidatevi a chi se ne intende veramente, per creare così, una naturale selezione del buon bere di qualità. Facciamo in modo che, visto che la birra non ce la regala nessuno, quando usciamo a farci una birra sappiamo cosa andiamo a bere bene, ce lo meritiamo!

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...LA LUNA ARRIVA Massimo Pigliapoco

Marco

ADAMI Non so se Newton, nel momento in cui teorizzò la teoria della gravitazione universale, abbia contemplato, oltre le forze attrattive che regolano i rapporti tra grandi masse, anche i magnetismi che sottendono le relazioni tra uomini ed eventi; dovrei rileggere i suoi trattati. Senza scomodare Sir Isac, ritengo che esistano, per ognuno di noi, dei campi di forza peculiari che, se lasciati agire, determinano la qualità delle nostre esistenze. Ho incontrato Marco Adami, titolare con il socio Remo Mariani di Radio Linea e Skyline, e abbiamo scambiato due chiacchiere.

re attraverso un microfono, insomma, i rudimenti del mestiere. Nonostante la giovane età riscossi fin da subito un discreto successo, anche se il timbro della mia voce non aveva ancora raggiunto quella maturità che si acquista con il tempo. Entusiasta di quell'esperienza familiare, all'età di diciotto anni sostenni un provino in una emittente più qualificata, Antenna Centro, e mi presero. Ero diventato quasi un professionista, e ci credevo sempre più.”

“ Non ci vedevamo da circa trent'anni e nel frattempo mi sei diventato un colosso dell'etere; com'è?”

“ Ok...un ragazzo di un paesino vicino al mare, trasportato da un sogno, inizia a trasmettere per radio e fa le sue esperienze. Oggi sei il titolare dell'emittente più diffusa nella nostra regione, e tra le prime cento in Italia. Come hai fatto?”

“ E' stato un amore al primo udito. Avevo circa quattordici anni e passavo le ore del mio tempo libero ad ascoltare una radiolina che trasmetteva in AM. Musica, tanta musica e in particolare, quell'estate, croccodile rock, un brano di Elton Jhon che le poche emittenti dell'epoca trasmettevano in continuazione. Come posso spiegartelo? Fui attratto anima e corpo, e decisi che la radio doveva essere la mia vita. Il caso volle ( il caso?!) che, due anni dopo, mio fratello ed alcuni amici fondassero un'emittente nel paese dove vivevamo, Casette D'Ete. Ero talmente affascinato da questo tipo d'attività che gli chiesi subito di insegnarmi a trasmettere, a parla-

“ Nel 1984 Remo, il mio socio, mi convinse a rilevare quell'emittente di Casette D'Ete dove eravamo nati professionalmente, che nel frattempo aveva assunto la denominazione di Radio Linea. Da quando ce ne eravamo andati le quotazioni di quella radio erano scese notevolmente e l'acquisto fu relativamente semplice. Mettemmo 50 mila lire a testa dentro una scatola di cartone delle cassette TDK, che abbiamo conservato per quindici anni come nostro forziere, e partimmo per l'avventura. Stabilimmo la prima sede a Civitanova Marche, in C.so Umberto I°. I primi dieci anni sono stati difficilissimi. Lavoravamo sedici ore al giorno, sette gior-


Marco Adami (a destra) e Remo Mariani titolari di Radio Linea N.1 e Skyline.

ni su sette, risparmiando fino all'ultimo centesimo e investendo tutti gli utili nell'azienda. Eravamo fragili, nessuna banca ci dava fiducia, ma noi non mollavamo. Nel '94, dopo anni di salti mortali, riuscimmo a concludere un'operazione da 200 milioni di lire, acquistando Radio One: fu un'esplosione! Nel '95, quelle 100 mila lire contenute in una scatola di cartone si tramutarono in un miliardo di fatturato, e da quella volta siamo cresciuti costantemente.” “ Sembra una favola, ma avendo conosciuto tante realtà so che quando un uomo impiega cuore e mente in quello che fa, i risultati superano qualsiasi immaginazione. Che progetti ci sono?”

esperienza sia ai privati che alle grandi aziende che credono nelle nostre capacità. Stiamo pensando anche alla TV, vediamo, ci stiamo lavorando. Anche nei momenti difficili non bisogna perdersi d'animo ed è una cosa che ripeto sempre ai giovani: segui il tuo sogno, giorno e notte, e ce la farai.” E' sempre stato e così sarà sempre. Tutti gli uomini che riescono nelle loro imprese hanno in comune un'unica ricetta. Gli ingredienti sono: cuore, mente e un impegno che ignora la media. Nelle mie congetture la fortuna c'entra poco, o niente. Una bella frase di Dogen: “ Scava la pozza senza attendere la luna. Quando la pozza sarà terminata, la luna arriverà da sola.” Bravo Marco...un abbraccio

“Attualmente la nostra azienda si sta muovendo ad angolo giro nel mondo della comunicazione. Stiamo portando avanti, anche grazie all'aiuto dei collaboratori specializzati e fortemente motivati, una serie di iniziative nella sfera dell'informazione e della pubblicità, cercando di fornire tutta la nostra

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FOTOGRAFIA Andrea Del Brutto

RITORNO ALL'INFANZIA La foto alla fontanella dei giardini di Macerata, non è un’immagine casuale. Nasce, emotivamente, dai ricordi del passato, di quando si era ragazzini che dopo i giochi, tutti sudati, ci si ristorava e rinfrescava. Nasce, tecnicamente, dopo tre serate di tentativi, d’immagini non perfette, che non svegliavano i ricordi dell’infanzia. L’ultima sera ho trovato le condizioni di luce per me perfette, una nebbia alta, al disopra delle piante, che rifletteva le luci della città in maniera omogenea, la brina faceva risaltare le foglie a terra e l’assenza di vento avrebbe permesso al fogliame delle piante di risaltare perfettamente. Il primo scatto è stato il migliore, ed osservandolo i ricordi sono riaffiorati vivi presenti, ancora una volta la fotografia aveva creato una magia, la stessa magia che si verificava quando si era in camera oscura, dove un foglio di carta bianca diventava una realtà tangibile, un’emozione da portarsi sempre dietro


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in collaborazione con bar.it

203 www.unionbar.it


INIZIATIVE Fabio Renzetti

"CIÒ CHE TRASMETTI AGLI ALTRI È PER SEMPRE, CIÒ CHE TIENI SOLO PER TE È PERDUTO PER SEMPRE"

I L

S A P E R E

C O N D I V I S O

ar.it

Da dieci anni Bar.it lavora a favore degli operatori del settore HO.RE.CA. con pubblicazioni, corsi e concorsi atti a migliorare la professionalità degli stessi. Ha quindi pensato come poter aggregare "tutti" questi operatori dell'ospitalità marchigiana e non solo. Una necessità che abbiamo percepito durante le nostre manifestaizoni, dai tantissimi lettori colleghi e addetti ai lavori che ci hanno esortato a creare un'associazione. Un gruppo di persone ed aziende che abbia a cuore realmente la crescita e il rilancio delle proprie attività. Il tutto con uno spirito libero al di fuori di ogni schema politico e di casta con l'unico obiettivo di condividere il sapere per migliorare il mercato. La vita di ognuno, ogni istante vissuto, è partecipazione! Ogni decisione, ogni scelta, ogni responsabilità, ogni impegno che prendiamo comporta il doversi confrontare con gli altri. Spesso, in special modo durante i momenti difficili come quelli che stiamo vivendo, siamo vittime dell'egoismo che ci fa dimenticare l'esistenza del bisogno degli altri facendoci credere che esistono solo i nostri problemi, i nostri interessi e che protremmo risolverli solo richiudendoci ancor più in noi stessi. Niente di più sbagliato! Così facendo non saremo mai completamente liberi. Scriveva Saul Alinski:" Il più grande nemico della libertà individuale, è l'individualismo in sè stesso." E' da questa motivazione che noi di Bar.it stiamo cercando di aggregare gli operatori del settore con la convinzione che la condivisione dei problemi, dei risultati, delle speranze, degli sogni d'ognuno sia alla fine un arricchimento per tutti.


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CONCORSI Fabio Renzetti

Il CAFFÈ più buono Anche nel 2014 si svolgeranno gli ormai classici concorsi che hanno caratterizzato la decennale attività di Bar.it. In particolare ci stiamo muovendo per ottimizzare e fissare le date della 9° Edizione de “ Il caffé più buono “ che, visti i risultati dei precedenti appuntamenti, ci aspettiamo sia ricca di partecipanti. La rassegna del 2013, infatti, che si è svolta nei locali messi a disposizione dalla ditta Paccaferri, che nell’occasione ha anche festeggiato orgogliosamente i 50 anni di attività, ha visto esibirsi più di 50 professionisti, tutti estremamente preparati e vogliosi di dimostrare. Complimentosi infatti sono stati i commenti della giuria composta da luminari del settore, maestri come Laura Tonti, Vladimiro Foddi, Jorge Alberto Soratti e Andrea Alimonta. Un’ attenta platea, per lo più com-

posta da addetti ai lavori, ha accompagnato con calorosi applausi le esibizioni dei concorrenti, decretando l’ennesimo successo della manifestazione. Come sempre, l’iscrizione al concorso di Bar.it sarà completamente gratuita e aperta ad appassionati e professionisti che vorranno dare prova del loro sapere. I concorrenti verranno valutati da tre differenti giudici in base allo stile, alla tecnica e alla fantasia espressa nella preparazione della bevanda. Si potrà gareggiare in due diverse categorie, o per chi volesse, in entrambe: - Caldo classico con fantasia - Cocktails al caffè – Caffè evolution La prima categoria prevede la preparazione di caffè espressi elaborati, conditi, aromatizzati, addizionati e

Premiazione di Alessandro Giori, 1° classificato nelle categorie "Caldo Classico" e "Miglior Gusto"


serviti con creatività, nella classica tazzina da caffè. Nella seconda si potranno presentare ricette fredde o calde a base caffè, dunque soluzioni con qualsiasi ingrediente, utilizzando shaker, frullatore, tour mix, granitore, etc. Le preparazioni potranno presentare aspetto solido, cremoso, gelato con…, emulsionato, gelatinoso, spumoso, croccante, e chi più ne ha più ne metta; ogni sperimentazione sarà gradita. L’unico obbligo al quale i concorrenti saranno sottoposti sarà quello di utilizzare caffè Romcaffé e prodotti della gamma Varnelli, essendo queste aziende sponsor ufficiali della manifestazione. Caffè Romcaffé, prodotti Varnelli, latte, macchine da caffè, tazze, tazzine, tourmix e frullatori saranno messe a disposizione dall’organizzazione. Sarà compito dei concorrenti presentarsi con le necessarie attrezzature che non rientrino in quelle elencate, e prive di sponsor. Sarà inoltre pensiero dei partecipanti presentarsi muniti di quei prodotti necessari alla preparazione delle loro ricette, che esulano dalle forniture messe a disposizione dagli sponsor e da Bar.it ( Zuccheri particolari, coloranti, decorazioni commestibili e attrezzature quali sifoni a protossido d’azoto, bicchieri , tazze o contenitori particolari. Prossimamente la segreteria di Bar.it, il cui cordinamento è affidato ad Antonella Ciccarelli, vi informerà sulle date della manifestazione, sulle modalità d’iscrizione e su tutto ciò che potrà esservi utile per partecipare all’evento. Dunque a presto…e buon caffè a tutti (Foto in alto) Premiazione di Gabriele Pellegrini 1° classificato nella categoria "Coffee Evolution". (Qui sopra) Premiazione di Silvia Spreca 1° classificata nella categoria "Miglior Decorazione".

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GIOVANI BARMAN Roberto Squadroni

roby squadroni

bartender professionista

COCKTAILS, UN PIACERE Da circa una anno svolgo l'attività di barman e quando incontro qualche amico con il quale mi vedo di rado, una delle prime domande è: “Ho saputo che hai cambiato lavoro; dovevi sta bene in quell'importante azienda nella quale eri impiegato da anni. Avere un posto fisso di questi tempi, è un privilegio per pochi; come mai hai fatto questa scelta?” e sistematicamente io rispondo:”Perchè mi piace!” Penso che nella vita di ognuno di noi si incontrino delle situazioni che ci attraggono particolarmente e, non seguirle, vorrebbe dire rinunciare a vivere; mi è successo con qualche ragazza, con le moto e con questo lavoro. E' una questione di fascinazione. Nel Febbraio del 2013 ho incontrato un amico che stava frequentando un corso di formazione professionale a Loreto, un corso di barman di base indetto dalla Federazione Italiana. E' stata come un'illuminazione. Sono andato a parlare con l'insegnante e due giorni dopo mi sono iscritto. Frequentare questa scuola ha comportato non pochi sacrifici, perchè, uscito da lavoro, a malapena avevo il tempo di cambiarmi e partivo, spesso senza fare cena, per assistere alle lezioni. Finito il corso e ricevuto l'attestato di primo livello, nonostante non avessi molto agganci, non ho trovato grosse difficoltà di impiego. Ho lavorato tutta l'estate in un famoso chalet di Civitanova Marche ed è stata un'esperienza sicuramente formativa. A Settembre ero ansioso di frequentare il corso di secondo livello di quella scuola di Loreto, ma le date venivano sempre spostate. Seconda illuminazione! Frequentavo di tanto in tanto, il bar Spreca di Morrovalle e una sera, parlando con Fabio Renzetti, famoso barman maceratese, con esperienza trentennale, dopo qualche chiacchiera mi dice:”Il secondo livello?Te lo faccio io!”. Sono seguiti altri mesi di studio, di prove, di errori e di cose fatte bene ed ora eccomi qua. Lavoro in maniera stabile nel nuovo Happy Hour Time Dinner Club ed ogni giorno, è un giorno di soddisfazioni. Riuscire a miscelare i giusti ingredienti di una bevanda, poter consigliare un vino piuttosto che l'altro, leggere sul volto dei clienti che si è operato bene, mi fa provare una sensazione di felicità. Ho 26 anni, dunque molto da imparare, ma, la costante guida di Fabio, l'entusiasmo con il quale salgo sulla pedana del bancone ogni sera, l'approvazione di coloro che vengono a prendere l'aperitivo mi stanno riempiendo la vita. Sento di aver imboccato la strada giusta e il mio sogno è quello di diventare un barman con i contro...fiocchi!


Il Mag - Happy Hour Time