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Mensile di approfondimento

Dicembre Anno I Num. 0 Poste Italiane S.p.A. - Sped. in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 conv. N. 46 art. 1 comma 1. Sud /CL

Direzione Editoriale: CL Press di Michele Spena - redazione@ilfattonisseno.it - info pubblicità Tel. 333/2933026 - Stampa: STS S.p.A. Zona industriale Vª Strada, Catania - Testata in attesa di registrazione presso il Tribunale di Caltanissetta

I ricordi di Giovanna Candura divisi tra politica e famiglia

Il 27 dicembre i Modà infiammeranno il Palacarelli Ed è già tutto esaurito

a pagina 16

a pagina 19

Povero Natale

Gianfranco Jannuzzo racconta lo spettacolo che metterà in scena al Teatro Margherita a pagina 21

L’INTERVISTA

La solitudine del sindaco Campisi

a pagina 5

L’INCHIESTA

Gioco d’azzardo L’allarme degli esperti a pagina 14

PORTAFOGLIO

Feste, quanto spenderanno i nisseni?

a pagina 9

VACANZE

Capodanno In pochi partiranno

a pagina 12

DIARIO DI UNA CRISI S esti per il livello di disoccupazione e tra gli ultimi per qualità di vita. Gli indicatori nazionali offrono un’immagine sconfortante di Caltanissetta. Condannata nelle retrovie, si ritrova ai piani alti delle clas-

sifiche soltanto nelle peggiori graduatorie. Un Natale di crisi e difficoltà per un’intera comunità. Intanto aumentano coloro che bussano alle porte delle mense dei poveri, i consumi si riducono, e molte fa-

miglie si ritrovano in difficoltà. Nonostante tutto i nisseni si augurano un 2011 migliore. e sperano in una ripresa veloce e che ridia finalmente fiato ad una economia boccheggiante. Auguri! da pagina 6 a pagina 8

scrivi alla redazione: lettere@ilfattonisseno.it

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Dicembre

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PUNTI DI VISTA. L’inquilino del Municipio, e

il presidente della Provincia, alle prese con i rimpasti. Per entrambi il futuro appare oscuro

L’ editoriale

Michele Campisi e Pino Federico uniti dall’incertezza

Il nostro impegno? Raccontare la città

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— di Giuseppe Taibi —

’australiano Ross Dawson, nel suo studio Newspaper Extinction Timeline, in cui vestendo i panni di un novello Nostradamus della comunicazione, predice il futuro (anzi il mancato futuro) della stampa nel mondo, annota al 2027 l’estinzione dei giornali cartacei in Italia. Bene, questo sarebbe bastevole a convincerci della “inopportunità” di avventurarci in una nuova scommessa editoriale. Con il dovuto rispetto per l’esercito di esperti pronti a scrivere l’epitaffio per la dipartita della stampa, crediamo al contrario che in terre come la nostra rimane più che valida l’opportunità di realizzare un nuovo contenitore informativo, per giunta cartaceo. Le funeree sirene delle sibille (perdonateci la sfrontatezza) non scalfiscono minimamente la passione e l’entusiasmo che ha condizionato il dibattito tra un gruppuscolo di giornalisti locali, che ha aderito con convinzione a questo progetto. Il Fatto Nisseno, e il nome stesso aiutata a decifrare l’unica vera linea editoriale, nasce per raccontare i fatti. Ma anche per approfondirli, commentarli e sviscerarli, senza tante pretese, senza ambizioni da primi della classe. L’edizione che tenete fra le mani rappresenta il nostro numero zero. E’ un test

fondamentale per collaudare un giornale che ogni mese entrerà nelle vostre case. Con esso pure i personaggi, le storie, le vicende, e ovviamente i fatti che tenteremo di raccontarvi con assoluta imparzialità. Riportati da cronisti capaci, e commentati da giornalisti, intellettuali, esperti che compongono quell’humus culturale che sorregge Caltanissetta. Nonostante gli indici economici la relegano agli ultimi posti delle classifiche, la città ha una vitalità inespressa, ma che è implicita e sottintesa. Il nostro obiettivo è renderla chiara ed evidente. Andremo alla scoperta di storie simbolo, forse fin troppo celate da una coltre di indifferenza, come d’altronde abbiamo fatto in questo numero zero. Gran parte dell’edizione è dedicata al Natale e alle festività che l’accompagnano. Giornate usate a pretesto per scattare un’istantanea, la più fedele ed evocativa possibile, su Caltanissetta e sui nisseni. All’interno narriamo ad esempio il Natale vissuto da chi non ha più nulla, da chi bussa alle porte delle mense per i poveri, da chi sta in carcere. Ma anche le feste dei cosiddetti veri important person. Menzioneremo I “fatti”, qualsiasi essi siano. Purché valga la pena raccontarli. Speriamo di crescere, nonostante le profezie degli esperti.

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rima della fine dell’anno il sindaco di Palazzo del Carmine Michele Campisi dovrebbe chiudere il cerchio sul nuovo esecutivo, con la nomina di nuovi assessori e la rimodulazione delle deleghe degli assessori presenti, dopo le dimissioni dalla carica di assessore della giunta del sindaco Michele Campisi, dell’ ex vice sindaco Simona Campanella e l’autosospensione dell’assessore ai Lavori Pubblici Angelo Failla, subito dopo l’ope-

— di Salvatore Mingoia e anche prima della fine dell’anno quello avviato dal presidente della provincia Pino Federico dalla cui amministrazione hanno preso le distanza nei giorni

assessore del Pdl Fabiano Lo Monaco ha subito fatto sapere di avere cambiato casacca e di essere transitato nella formazione di Gianfranco Fini, Futuro e

tiche, mentre restano fuori dalla leve del potere partiti che potrebbero consentire al prima cittadino di ampliare la base della maggioranza nell’ambito del consiglio comunale, dove l’equilibrio tra consiglieri che sostengono Campisi e consiglieri di opposizione è sempre incerto.

Free Press Direttore Responsabile

razione “Redde rationem” (che ha portato all’arresto del fratello dell’assessore comunale Angelo Failla e prima ancora all’avviso di garanzia del padre del vice sindaco Simona Campanella). Il percorso del sindaco dovrebbe quindi concludersi prima della fine dell’anno

scorsi, con le relative dimissioni, gli assessori allo sviluppo Economico Filippo Logombardo e l’assessore all’Urbanistica Giovanni Scaglione, secondo gli ordini di scuderia impartiti dal parlamentare, il leader del Pdl in provincia Alessandro Pagano. Per evitare le dimissioni un altro

Libertà. Sia al comune che alla provincia si registrano alcune anomalie. A Palazzo del Carmine l’Mpa è fuori dal governo della città, da anni è radicato in una opposizione oltranzista, mentre alla provincia governa con il presidente Pino Federico e con due assessori. Tra le due amministrazioni non c’è sincronia politica. La stessa componente ex Udc, oggi Pid, critica con il governo regionale resta alla provincia con il vice presidente Pietro Milano. Al comune ci sarebbero invece da definire alcuni ragionamenti che riguardano l’affollamento dell’esecutivo di alcuni rappresentanze poli-

Giuseppe Taibi g.taibi@ilfattonisseno.it

Direzione Editoriale Michele Spena m.spena@ilfattonisseno.it

Collaborazioni: Marco Benanti Laura Bonasera Erika Diliberto Salvatore Falzone Leda Ingrassia Rosamaria Li Vecchi Salvatore Mingoia Jonny e Tony Tafano

Impaginazione e grafica Claudia Di Dino

Consulenza grafica AlterErgo studio


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Cari Tafano, proprio in questi giorni ho recuperato dalla cantina la mia vecchia tombola per poterci giocare durante le imminenti feste natalizie, ma mi sono accorto, con grande sconcerto, che mancavano gran parte delle copri caselle. Come posso rimediare a questo catastrofico evento? Concetto G. Carissimo amico Concetto, le soluzioni sono molteplici, cioè assai.... per esempio puoi usare, come la tradizione insegna, lenticchie, ceci o fagioli. Noi, quest'anno, abbiamo usato le unghie di zia Filippa, unghie che taglia una volta all'anno proprio in occasione delle feste. E' un rimedio economico ed ecologico, sopratutto per zia Filippa, e se ben conservate, le puoi riutilizzare anche per il prossimo anno.

Cari Tafano, sono Pina, una casalinga disperata perchè ogni mattino trovo il balcone pieno di cacca di colombe. Come posso fare per far ciò che non accada più? P.S. Premetto che non ho niente contro gli uccelli.... anzi.... Pina L. Cara Pina, hai ragione, le colombe sono degli uccelli molto fastidiosi, ma noi ti diamo un rimedio semplice ed economico. Devi procurarti il seguente materiale: una lavatrice, un gatto, un registratore, un altoparlante molto potente. Adesso che hai tutto il materiale procedi come segue: Prendi il gatto e mettilo nella lavatrice con ciclo c risciaquo a 90 gradi e centrifuga. Aziona il registratore e registra la performance vocale del gatto. Prendi il registratore e collegalo all'altoparlante precedentemente piazzato sul tuo balcone e manda la cassetta in play. Le colombe sentendo le urla del gatto non si poseranno mai più sul tuo balcone ne su quelli dei tuoi vicini. Mi raccomando.... dopo il ciclo in lavatrice non strizzare il gatto perchè potrebbe farsi male. Come ben sai noi siamo contrari alla violenza sugli animali! Un abbraccissimo dai tuoi Tafani!

Fai la tua domanda ai tafano!

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DI BU ON

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nuovo”. No. I politici a tendenza mistica - che sono i più spassosi - tirano fuori dal cilindro la frase che tocca e scioglie i cuori più duri. Quasi una meditazione, scelta apposta per noi, che aiuta a penetrare il senso autentico dell’Incarnazione divina. La frase riportata non è quasi mai farina del loro sacco. Ma proprio per questo è più autorevole e ridicola. Del resto non se ne appropriano in maniera indebita. L’autore lo citano: e se non è Madre Teresa di Calcutta è Giovanni Paolo II. Scusate se è poco. Comunque: se a tutto ciò si aggiunge a corredo un’immagine artistica della Natività, o una candela rossa che arde nel buio, o una cometa che brilla, allora il gioco è fatto. Manca solo il nome e il cognome

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I problemi di tutti i giorni abilmente risolti dai Tafano broders.

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Chiedilo ai tafano

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si smascella dalle risate ma poi diventa serio e comincia a riflettere. Sono spassosi, questi cartelli, ma lasciano l’amaro in bocca. Sono “mostruosi”, per dirla con Risi, Monicelli e Scola. Ricordate l’episodio dei “Nuovi Mostri” in cui Alberto Sordi parcheggia l’anziana madre all’ospizio e prima di andarsene si rivolge alle monache e grida: “Trattatela come una regina!”?. A esaltare poi l’esito spiritoso di questi auguri di massa è la perla di saggezza che spesso li accompagna. Perché alla farsa non c’è limite. C’è sempre chi si spinge oltre. E dunque non si accontenta di un sobrio lapidario e mordace: “Buon Natale”, oppure “Santo Natale” (variante più divertente), o al massimo “Buon Natale e Felice anno

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Non so a voi, ma a me gli auguri dicembrini dei politici fanno l’effetto di una barzelletta. Sanno di burla carnevalesca più che di pensiero natalizio. Spediti in busta o appiccicati ai muri della città, sono una presa per i fondelli così esplicita e sfacciata da risultare esilarante. Roba da: “il danno e la beffa”, “non solo e magari”, “cornuto e bastonato”... Però, se ci pensate, è proprio questo il bello. La candida faccia tosta, voglio dire, la sfrontatezza disarmante. Il senso dell’humor sprigionato senza freno. L’ipocrisia studiata, ufficializzata, stampata, distribuita, messa in mostra, rivelata in tutta la sua crudezza. Soprattutto i manifesti: sono di una comicità spietata e malinconica nello stesso tempo. Il passante

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Che Natale sarebbe senza gli auguri dei nostri politici?

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“PAC E E A M O R E PER IL 2011”

— di Salvatore Falzone

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di chi anche quest’anno si è ricordato di noi. E voilà: la firma (spesso riprodotta dall’originale per sembrare vera). Ma ci pensate: che Natale sarebbe senza gli auguri dei nostri politici?


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Dicembre


Dicembre

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Il SINDACO SI RACCONTA. Dalle tante emergenze all’inchiesta “Redde Rationem”

Lo sfogo di Campisi “A volte mi sento solo e incompreso”

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n invito ad essere più fiduciosi nelle istituzioni, a credere nel futuro, scommettendo di più sulle proprie capacità, ad avere il coraggio di resistere, qui in terra di Sicilia. Questi i “doni” che il sindaco Michele Campisi auspica per Caltanissetta per Natale 2010, il secondo alla guida dell’amministrazione comunale cittadina, che ci racconta come sente cambiato il suo ruolo in questo anno e mezzo. “Sotto il profilo amministrativo – dice - c’è una maggiore esperienza, una maggiore conoscenza su come intervenire ma manca ancora la sintesi ed il coordinamento tra gli interventi, una programmazione concreta che vorremmo coinvolgesse gli operatori del commercio, i cittadini, i professionisti che si vogliono impegnare davvero per questa città”. Il periodo particolare impone alcune riflessioni su temi come la solidarietà,

la paura per il presente e un diffuso senso di sfiducia nel futuro e nelle istituzioni. Come fare per ridare speranza a questa città? “Dovremmo fare un’analisi – dice il sindaco – non solo economica ma anche sociologica: l’attuale situazione di questa città ha visto sparire le strutture statali e parastatali, e la contrazioni delle assunzioni negli enti pubblici, vero dramma per una città vocata al terziario come la nostra. Da qui la considerazione che o ci si riconverte investendo in ciò

Campanella attaccata in maniera scorretta dai giustizialisti

che si sa fare, riscoprendo anche mestieri artigianali che secondo me meritano di essere mantenuti in vita, o è finita davvero. Importante però che si ri-

spettino sempre le regole, dicendo un no deciso al lavoro nero: se ci fossero meno furbi si potrebbe crescere di più”. Lei si è dovuto misurare in questi mesi non solo con problemi amministrativi quotidiani ma anche con continue emergenze: non si è mai sentito solo? Ha rimpianti su qualche scelta non fatta? “La solitudine – dice il primo cittadino – a volte è mancanza di dialogo con la collettività. Io sono convinto di avere fatto tante cose nell’interesse della città, investendo sul medio e sul lungo termine ma ho la sensazione che tante cose non siano state capite. Non mi sono sentito veramente solo tranne che nella vicenda degli asili nido e del contenzioso con la Solaris, quando ho avuto la sensazione di essere abbandonato da tutti, come se non si volesse comprendere che avevo solo chiesto chiarezza su atti amministrativi. Forse nei primi sei mesi avrei dovuto osare di più per

il cambiamento dentro il comune stesso ma non ho nessun ripensamento sulla squadra assessoriale che ho scelto e che ha lavorato bene”. Compare la nota dolente delle ultime inchieste della magistratura, che hanno lambito la giunta comunale con il coinvolgimento di familiari di due assessori. “Credo molto nella correttezza e nella moralità degli assessori che avevo in giunta e credo al loro senso morale ed etico. Biasimo inoltre il fatto che il vicesindaco è stata più volte attaccata in maniera scorretta da chi vuole fare giustizialismo a qualunque costo. Appartengo ad un partito dove il garantismo è fondamentale e ritengo opportuno aspettare che la magistratura svolga il suo compito. Non posso che apprezzare il grande senso di responsabilità con cui i due assessori hanno rimesso le deleghe, sospendendosi anche dagli stipendi”. Inquietanti i legami

Michele Campisi,, 47 anni, è sindaco dal giugno 2009

Ho fatto molto per la città, alcune cose non sono state capite

emersi con l’operazione Redde Rationem tra mafia ed imprenditoria. Cosa ne pensa? ”Dico agli imprenditori di denunciare gli atteggiamenti malavitosi, denunciare chi pratica l’usura perché non è quella la via d’uscita ma solo il primo passo per la morte del tessuto economico di un territorio”. C’è un ricordo speciale di un Natale della sua infanzia o della sua giovinezza? “Era sempre una grande festa (il sindaco e finalmente sorride) e il ricor-

do più bello è legato al panettone comprato in pasticceria, che si mangiava solo per le feste e con la propria famiglia, come conviene ad un dolce speciale, insieme a zii e cugini. Ecco, per me il Natale di ieri era questo mentre oggi si è perso anche il piacere di trascorrere le feste a casa tutti insieme e ci incontriamo magari in un ristorante, quasi per dovere”. Quale augurio rivolge ai suoi concittadini per il Natale 2010 e per il nuovo anno, il 2011, ormai alle porte? “Sono per natura ottimista e l’augurio che rivolgo ai nisseni è quello di poter vivere nella città che tutti insieme dobbiamo costruire, cercando di realizzare i nostri sogni, senza fuggire via. Perché questa è la nostra terra”. R.L.


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Dicembre

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DIARIO Le famiglie che si rivolgono allo sportello della carità della parrocchia di San Pio X sono passate da 400 nel 2008 ad oltre 500 nel 2010 Al Centro “Monsignor Iacono” 23 pasti giornalieri assicurati LA CITTA’ INVISIBILE. All’Istituto “Calafato” l’associazione “Casa Famiglia Rosetta”

offre pranzi gratuiti. Un servizio che dal 2003 ha visto aumentare gli “ospiti”

Un esercito di disperati bussa alla mensa dei poveri

mi sento fortunato, più responsabile, finalmente utile per gli altri e per me stesso. Passerò il Natale con queste persone- continua ancora Daniele- sarà un bel Natale, stiamo organizzando tutto, dal menù agli addobbi, e faremo pure qualche regalo”. Ogni Caritas parrocchiale ha infatti il proprio magazzino di viveri che vengono distribuiti a chi ha reale necessità, derrate che vengono soprattutto dall’AGEA, l’ente pubblico erogatore delle eccedenze alimentari, che a causa dei continui tagli governativi, non invia più

— di Marco Benanti

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altanissetta e le sue contraddizioni, un tessuto urbano e sociale che sempre più ormai accomunano il piccolo capoluogo di provincia alle grandi metropoli, almeno da un punto di vista di stratificazione sociale. Dietro infatti l’apparente benessere ed opulenza che la città mostra di avere quando ad essa ci si avvicina dalle strade di accesso, o quando la si sorvola, scorgendo migliaia di ville, piscine e giardini nel suo circondario, il quadro cambia non appena la si vive, e solo allora Caltanissetta mostra un’altra faccia, quella della povertà, sempre silente e dignitosa, ma comunque insospettabile e preoccupante. Così proprio in queste giornate tradizionalmente di festa, di giubilo, di cene e banchetti, di convivi, di riunioni e ritorni familiari, più o meno graditi, c’è un’altra parte del Natale di Caltanissetta forse più scomodo da immaginare, ma senz’altro più vero, che è quello di chi non ha il dono dei possedimenti materiali o della gioia della condivisione familiare. Una fotografia agghiacciante ma reale di tale situazione la si documenta facendo un giro per le varie parrocchie dove vengono raccolte decine di tonnellate di derrate alimentari che vengono smistate a chi ne ha di bisogno. A Caltanissetta le famiglie che si rivolgevano ad uno dei principali sportelli della carità, ovvero quello della Parrocchia di San

PioX in via Napoleone Colajanni sono passate da circa 400 nel 2008, ad oltre 500 nel 2010. Ma dove ed in che modo i “poveri”di Caltanissetta possono avere un pasto caldo per Natale? Non tutti sanno che in via Maddalena Calafato, dietro un anonimo portoncino di colore marrone vi è una realtà talmente grande e preziosa da far scoprire una città nella città, si tratta della mensa dei poveri del “Centro di Fraternità Monsignor Iacono”, un servizio di assistenza alimentare, aperto nell’aprile 2003 presso l’Istituto Maddalena Calafato e gestito dall’Associazione “Casa Famiglia Rosetta” Onlus. La mensa è aperta ogni giorno dell’anno durante le ore di pranzo. Al momento vi è un numero costante di persone che si aggira mediamente sulle 23 unità giornaliere. Si tratta perlopiù di nisseni con alle spalle storie tra le più disparate, che si celano sempre dietro una dignità ed un silenzio strazianti. C’è ad esempio l’ex commerciante che alla morte dei propri genitori si è trovato in difficoltà, ci sono ex benestanti ed uomini colti e distinti che per

crisi economiche o familiari hanno perso tutto, per un’età che va dai 30 agli 80 anni. Così ogni giorno intorno alle 12, una processione silente e quasi invisibile, nonostante il traffico cittadino, si reca in direzione di quella porta, varcandone la soglia per avere di che sfamarsi, eppure, forse nessuno degli automobilisti in transito si è accorto mai di loro, prima di leggere questo documento. Tra i volontari ci sono i ragazzi del reinserimento di Villa Ascione, tra questi c’è Daniele, 34enne ragusano che si trova a Caltanissetta da oltre 18 mesi e che in tale struttura si dice rinato: “Sono finito a Villa Ascione- dice Daniele- perché ho commesso molti errori, ero un alcolista ed assuntore di droghe, oggi prestando la mia opera in questa mensa,

quantitativi sufficienti per tutte le famiglie richiedenti della città, inoltre il paniere di prodotti inviato dall’Agea è ormai ridotto a pasta, zucchero, marmellata, biscotti, prodotti principalmente per adulti. Per tali motivi il Comitato Provinciale della Croce Rossa di Caltanissetta organizza banchi alimentari presso i supermercati cittadini. Tanto le parrocchie, quanto l’Istituto Testasecca, la Caritas e la Cri chiedono ai nisseni indumenti puliti, anche se dismessi ma in buono stato d’uso, ed ancora scarpe, maglioni ed indumenti invernali. Oltre che pasta latte e condimenti. Da registrare come i cittadini di Caltanissetta talvolta siano soliti portare i vestiti dismessi in sacchetti di blasonati negozi del centro storico, volendo forse “firmare” anche la beneficenza.


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OCCUPAZIONE. Si chiudono 12 mesi difficili per il capoluogo

nisseno. Gli indici economici offrono una fotografia sconfortante e in Italia siamo al sesto posto per il numero di disoccupati

2010 anno horribilis La città in fondo a tutte le classifiche — di Marco Benanti

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on sarà certamente un Natale all’insegna della serenità per coloro i quali non hanno una identità lavorativa, dettata ovviamente da un impiego più o meno stabile che a Caltanissetta e nel suo hinterland pare davvero una chimera, specie per i più giovani. E così ogni anno vengono stesi fiumi di inchiostro per la compilazione di statistiche i cui dati sono raccolti da enti importanti, tra i quali la Camera di Commercio di Caltanisetta che investe ogni anno cifre cospicue per l’analisi del territorio e le sue potenzialità economiche. Ne esce così ogni anno un quadro disastroso, che fotografando la situazione pare non dica nulla di nuovo. Che il lavoro manca lo si sa, e sono i numeri a parlare, ma quelli veri, reali, delle migliaia di famiglie che anche quest’anno, o proprio in questo natale per la prima volta, avranno ben poco da festeggiare. La provincia di Caltanissetta è tra le ultime in Italia per turismo e mercato del lavoro, ma dimostra secondo gli studi scientifici

ne). La congiuntura economica globale, tra l'altro, ha colpito una provincia che strutturalmente soffre di alcuni squilibri economici e sociali piuttosto seri, come un tasso di disoccupazione altissimo, più del doppio della media nazionale: il 13,2% per gli uomini, contro l'11,9% della media siciliana e il 5,5% della media nazionale. Anche il tasso di disoccupazione femminile raggiunge livelli drammatici: il 17% di Caltanissetta contro il 17,3% della regione e contro l'8,5% della media italiana. Questi numeri pongono Caltanissetta al sesto posto nella graduatoria nazionale per tasso di disoccupazione. Caltanissetta è manco a dirlo tra le ultime province in Italia (102esima su 108) per la domanda turistica: l'indice di internazionalizzazione turistica per Caltanissetta é del 10,9%, per l'Italia è del 44,6%. L'indice di qualità alberghiera (cioé della presenza di hotel a 4/5 stelle sul totale degli alberghi) è del 7,1% contro il 12,4% nazionale. Caltanissetta risulta però l’unica provincia siciliana insieme a quella di Trapani ad

La grande responsabilità è della politica. Si stanno toccando livelli disarmanti Gianfranco Di Maria

“di aver saputo fare fronte alla crisi che ha colpito nel 2009, e dimostra di poter superare la congiuntura negativa e guardare al 2011 come all'anno del ritorno alla normalità”(fonte Istituto Tagliacar-

aver avuto un incremento turistico del 9%, in controtendenza rispetto al trand negativo del resto della Sicilia. A proposito di turismo una stoccata in positivo a tali dati, con ovvi risvolti occupazio-

Uomini disoccupati %

Donne disoccupate %

13,2

17

Media nissena Media siciliana Media nazionale

11,9

17,3

5,5

8,5

DISOCCUPAZIONE nali, potrebbe arrivare entro il 2011 con l’approvazione dei distretti turistici in cui Caltanissetta reciterà un ruolo di prim’ordine. Intanto in questi giorni il numero di nuovi disoccupati o inoccupati del territorio si aggira intorno al migliaio, con circa 500 del pubblico impiego e poco più per i privati, a causa di aziende che rimodulando gli organici, utilizzano il più delle volte l’ormai canonico ricatto della lettera di dimissioni firmata in bianco dal dipendente al momento dell’assunzione. Lettera che l’azienda utilizza poi in caso di “necessità”. Da considerare ovviamente i precari della scuola, messi alle porte dalla riforma “Gelmini”, ed anche in questo caso si parla per la provincia nissena di cifre a tre zeri. Per quanto riguarda il pubblico impiego, proprio in questi giorni i sindacati, tra la CISL funzione pubblica in testa, sta occupandosi dei lavoratori precari LSU, ASU, dei precari dell’Asp, della Regione Sicilia e della protezione Civile

POSTO

nella graduatoria nazionale per tasso di disoccupazione

lavoratori che rischiano concretamente di non veder rinnovati i propri contratti, ma per i quali erano stati presentati emendamenti al DDL 645 all’Assemblea Regionale Siciliana che includerebbe, nella stabilizzazione, tutte le categorie dei Precari. “La situazione non è affatto rosea, e la grande responsabilità di tale dissesto è della politica- sostiene il Segretario Generale della Cisl Gianfranco Di Maria- e proprio alla politica spetterà in questi giorni nelle opportune sedi fare in modo che la situazione non degeneri, perché il disagio sociale che vive la Caltanissetta che non lavora sta toccando livelli disarmanti”.


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Le tante storie di quanti hanno cercato un riscatto

DIARIO REALTÀ NASCOSTA. La vita in un penitenziario: la messa

del vescovo, il concerto e i panettoni donati da una banca

Natale in carcere La festa vissuta dietro le sbarre Il monito del cappellano dell’istituto di San Cataldo, padre Schirru: “Bisogna impegnarsi a reniserire i detenuti” — di Marco Benanti

S

ono 67.452 i detenuti reclusi nelle carceri italiane, circa 8.043 in Sicilia di cui 166 di media sicurezza alla casa circondariale Malaspina di Caltanissetta e circa 110 nella casa di reclusione di San Cataldo. Sono questi i numeri, e pure per difetto di coloro che il Natale ed il resto dell’anno lo trascorrono dentro una cella. Ed è per queste persone che proprio in questo periodo la mancanza del dono più grande oltre la vita ovvero la libertà, costituisce un dramma. Ai detenuti non si pensa, quando dall’esterno si costeggia un carce-

L’esibizione di una corale di voci bianche li aiutrerà a riflettere sulla purezza

re, una struttura che quasi nemmeno la si vuol guardare, ma dentro ci sono drammi, e storie talvolta impensabili, di uomini e donne che avendo commesso degli errori, si sono trovati di fronte la legge per dove espiare delle

colpe sempre però con l’obiettivo (almeno sulla carta) della rieducazione. Ma il dramma non si ferma tra quelle mura, ma va oltre, colpendo i familiari dei reclusi, vere vittime degli errori di chi sta “dentro. A raccontarci come trascorreranno il Natale i detenuti una delle voci più autorevoli, ma incredibilmente amabili e cordiali quale l’Ispettore Regionale dei Cappellani delle Carceri Padre Enrico Schirru. Classe 1961, sardo, da dieci anni

Cataldo il 24 Dicembre verrà celebrata la Santa Messa, alla presenza del Vescovo della Diocesi nissena Monsignor Mario Russotto, messa in cui vi saranno una decina di comunioni e cresime ed alla quale probabilmente potranno partecipare anche i familiari, per condividere insieme tale raro e sacrale momento di comunione. Sempre il giorno della Vigilia si esibiranno i “Puer Cantores”, il coro delle voci bianche che daranno la possibilità

8.043

i detenuti reclusi nelle carceri siciliane

300

(168 di media sicurezza) Alla casa circondariale Malaspina di Caltanissetta

110

nella casa di reclusione di San Cataldo

stesso Padre Schirru farà gli auguri ai detenuti, donando cella per cella dei panettoni, offerti da un istituto di credito locale. I giorni di avvicinamento a tale festività sono scanditi dalla novena, con preghiere e momenti di confronto tra i detenuti con i volontari dell’associazione “la Porta del Sole”. “In questo periodo la mia preghiera ed auspicio è quello - dice Padre Schirru- che vengano rese applicabili le normative sul reinserimento, come Padre Enrico Schirru, cappellano del carcere di San Cataldo previsto dall’art. 21 dell’ordinamento penitenziario, ma ciò inCappellano della casa di reclu- agli ospiti della struttura “di po- vece ancora non avviene, e chi ha sione di San Cataldo, padre mer- ter riflettere – dice padre Schir- commesso un errore scontando cedario Enrico Schirru, con la ru- su quanta purezza hanno i la sua pena, rischia- conclude Pasua umanità ed esperienza nelle bambini, purezza che rivedendo- dre Schirru- di sbagliare nuovacarceri siciliane, è la persona che la nei più giovani, potrà dare ai mente perché spesso vengono a forse meglio conosce le storie e detenuti voglia di riscatto e vo- mancare le tre fondamentali basi gli aspetti più reconditi dei dete- lontà di far crescere sereni i pro- del vivere sano ovvero il lavoro, nuti e delle loro famiglie. A San pri figli”. Il giorno di Natale lo la casa e la famiglia”.

Ma il carcere è soprattutto un luogo di storie. “Ciò che è particolareosserva padre Schirru- è quando i detenuti sanno di avere il colloquio con i parenti, si preparano già il giorno precedente, fanno la barba, si impomatano i capelli, scelgono l’abito migliore, il più elegante da indossare l’indomani”. Il colloquio è alle 8, e chi viene da fuori è costretto a lunghi viaggi, molti non sanno dove dormire: per questo un immobile confiscato alla criminalità locale è appena stato concesso dall’amministrazione comunale di San Cataldo al cappellano del carcere, e verrà adibito come casa alloggio per i familiari. Massimiliano, siracusano, dopo il carcere ha acceso un prestito per comperare un camion per vendere la frutta, o di chi, un ex mafioso di San Giuseppe Jato, ha manifestato il desiderio di vendere i propri beni e donare 100 milioni di lire ai familiari delle sue vittime. C’è poi un detenuto che ha adottato un bambino eritreo a distanza. “Storie che mostrano - conclude Padre Schirru- come spesso i detenuti vengano additati come mostri, ma in realtà i veri mostri, coloro che non pagano alla legge terrena le proprie malefatte, sono tutti all’esterno”. Infine un’ultima storia, quella di un detenuto extracomunitario che come regalo di Natale sogna di poter essere “cittadino italiano”. M. B.


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CONTI IN TASCA. I Nisseni spenderanno tanto tra Natale e Capodanno? Abbiamo tentato una stima

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PORTAFOGLIO Dalle cene ai regali, dalle notti in disco all’abbigliamento. I prezzi alti cozzano però con la crisi. E c’è chi trova soluzioni meno costose.

Feste, quanto mi costate?

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persona

per un pranzo casalingo

30

persona

pranzo al ristorante

70

15

persona

cenone di San Silvestro

persona

take away

— di Leda Ingrassia

L

e vacanze sono alle porte e per molti è già tempo di farsi i conti in tasca. Tra dolciumi, pranzi e cene di famiglia, regali per amici e parenti, qualche vestito nuovo e magari anche un viaggetto, i numeri non sempre quadrano. Ma andiamo con ordine. Per quanto riguarda il cibo, su una tavola bella imbandita per le feste non possono sicuramente mancare antipastini vari, un primo a base di lasagne ad esempio e per secondo un buon zampone o cotechino con annesse lenticchie o contorno di altro genere. Per concludere, frutta, panettone, torrone e spumante. Il tutto, orientativamente, a circa 8 euro a persona. Cifre più che triplicate se invece il pranzo o la cena delle feste si fa

al ristorante. Per Natale si spende infatti dai 30 euro in su, per il cenone di San Silvestro, dai 70. Se poi si vuole invece seguire la moda del momento, via col take away. Si calcola infatti che per acquistare un pasto completo per le feste preparato presso alcune gastromie e portato cotto, bello e pronto direttamente sul tavolo di casa propria, si spendono circa 15 euro a persona. Passiamo ora ai regali. Anche se i soldi sono sempre di meno, quasi nessuno rinuncia a fare almeno un piccolo pensierino ai propri cari. Preferiti oggetti utili, come abbigliamento, profumi, ma anche la tecnologia, con telefonini, navigatori, pc. Video games e giocattoli in pole position per i più piccoli. C’è poi chi non rinuncia ai gioielli. I prezzi ovvia-

mente oscillano in base al tipo di regalo e al marchio. In media, si spende intorno alle 30-40 euro per un dono. Solo in media appunto. Per chi decide di pranzare o cenare fuori nei giorni di festa, o per concedersi un autoregalo, sicuramente poi non può mancare un capo d’abbigliamento nuovo. Il costo medio per una maglia e un pantalone è di circa 100 euro. Prezzi variabili ovviamente in base alla griffe scelta e alla qualità. In molti inoltre ormai non rinunciano alla biancheria tradizionalmente di colore rosso in occasione delle feste natalizie, in particolare per la notte di capodanno: i completi da donna partono dai 30 euro, mentre per gli uomini le cifre si abbassano un po’. E se vogliamo completare il quadro ro-

vinando ancora un po’ i nostri conti in banca non possiamo non concederci una bella vacanza. Le tariffe variano in base alla tipologia e ai servizi scelti: si parte comunque da un minimo di 100 euro a

30/40

spesa media per un dono

persona per trascorrere fuori nelle vicinanze solo la notte di San Silvestro, fino ai 3000 euro o più per lunghe e indimenticabili vacanze natalizie. Consumati dunque stipendi e tredicesime per molti è tempo di tristezza: l’importante però è essersi almeno divertiti e rilassati perché di questi tempi ce n’è davvero bisogno.


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SHOPPING IL REGALO. Il popolo dello shopping preferisce la tecnologia, con gli ultimi modelli di tv e cellulari. Successo pure per sciarpe, guanti e pantofole

Televisori Lcd e telefonini Ai nisseni piace l’Hi-Tech — di Erika Diliberto

I

l tanto atteso e agognato mese di dicembre ha avuto inizio e con esso il tour de force natalizio con le sue mode, i regali sotto l’albero, le vacanze, ed i veglioni. Le ultime tendenze per questo Natale 2010 sembrano, apparentemente, non interessare più di tanto i consumatori nisseni, che oramai da qualche anno sono accomunati da un’unica parola d’ordine, ovverosia: “risparmiare”. Se pur in anticipo, la corsa ai doni, per alcuni, è già iniziata. I più previdenti già sin da ora

si aggirano come anime in pena da un negozio all’altro in cerca di sconti e offerte, per cercare di omaggiare tutti i parenti con un budget, purtroppo, non proprio elevato. Confcommercio ha effettuato la consueta indagine sui consumi e sugli acquisti natalizi, rilevando in particolare come nonostante la crisi, gli italiani non rinunceranno al regalo sotto l’albero. Dall’indagine della Confcommercio le preferenze sembra vadano ai generi alimentari ed ai prodotti hi-tech. Il calo di spesa media per i vari regali, ha fatto aumentare due fenomeni: il primo è l’incremento dell’acquisto di prodotti che arrivano dall’estremo oriente, l’altro è l’incremento, seppure rimanga una percentuale relativamente bassa rispetto agli altri europei, degli acquisti tramite il web. I prodotti cinesi si comprano principalmente per il costo molto basso, qualcuno li acquista perché invece crede che “tanto è prodotto tutto in Cina” e quindi non c’è differenza; l’acquisto rimane però quasi sempre vincolato a gadget per la casa o personali oppure a piccoli capi di abbigliamento come pantofole, guanti e sciarpe. Mentre sul web,

in particolare sul sito per eccellenza noto per la compravendita, “Ebay”, una piccola fetta di consumatori affiderà le proprie compere. La percentuale degli acquirenti del web rimane comunque ridotta e vincolata alla paura di essere derubati, dalla mancanza di fiducia nella sicurezza del pagamento e anche perché si continua a preferire vedere e toccare l’oggetto prima dell’acquisto. Ma quali sono i regali che ottengono le maggiori preferenze?Uno dei responsabili di “Club 70”, negozio di abbigliamento del centro, racconta come vede questo Natale 2010: “Le vendite- dice Dario Ruvolo- rispecchiano, quest’anno, l’andazzo

Acquisti all’insegna del risparmio E c’è chi compra su internet

dello scorso anno. Non abbiamo registrato grossi decrementi nelle vendite nè altrettanti incrementi. Soprattutto nei primi giorni consacrati allo shopping. Essenzialmente questo è stato dovuto al fatto che la città di Caltanissetta, per molti giorni non ha respirato quell’atmosfera natalizia tipica del periodo. La gente non chiede altro che essere invogliata all’acquisto. Anche un semplice

addobbo natalizio può creare nella psicologia dell’acquirente la giusta motivazione a comperare. Per quanto riguarda il regalo più gettonato, al momento non registriamo un capo di abbigliamento in particolare, se non la volontà dei nostri clienti ad acquistare un prodotto di buona qualità al giusto prezzo”. Dal canto dei grandi e piccoli elettrodomestici, Fabio Dell’Aira del negozio “Expert” afferma che: “Al momento non registriamo un aumento delle vendite per questo Natale 2010. Ciò è dovuto essenzialmente al fatto che gli acquisti da parte dei consumatori, vengono effettuati quasi sempre l’ultima settimana a ridosso delle feste. L’oggetto che stiamo vendendo in particolar modo è il nuovo televisore LcdLed, ma non escludiamo un incremento delle vendite dei piccoli elettrodomestici per piccoli presenti”. Dunque, ancora una volta, l’acquisto sembra ricadere principalmente su abbigliamento, generi alimentari (produzioni artigianali, vino incluso), tecnologia (televisori al plasma o a LED, grazie anche al cambio del digitale terrestre, telefoni), articoli sportivi, libri e poi prodotti cosmetici e cura per la persona. Qualunque possa essere la scelta per l’acquisto dei regali, il consiglio migliore da dare alle famiglie nissene, o qual si voglia a tutti i consumatori, è quello comunque di non ridursi a comprare il 24 dicembre, se non si vuole incappare in errori banali e regali poco originali, consigliati più dalla fretta che dall’affetto.


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In pochi partirano. Meglio un weekend in un centro benessere

C’è crisi, altro che Natale alle Bahamas — di Leda Ingrassia

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a voglia di evasione e divertimento dei nisseni è tanta, ma la crisi c’è e ci si deve confrontare con la disponibilità del portafoglio. Come confermato infatti all’unisono dagli agenti di viaggio di Caltanissetta, quest’anno le prenotazioni per vacanze, in occasione delle festività natalizie, sono in calo. Nonostante dunque rispetto agli anni scorsi il numero di nisseni con le valigie pronte per partire è diminuito, i loro gusti sono abbastanza stabili nel tempo. Una cosa è certa: Natale per tutti a casa e Capodanno, per chi può, in vacanza. “Molto richieste nel periodo natalizio ci dicono dall’agenzia Alinissa – sono sempre le grandi capitali europee, come Parigi,

Londra, Berlino, Mosca, Madrid, insieme ad Istanbul e Zagabria, molto gettonate negli ultimi mesi”. “Alle mete estere – secondo la Kaltour Viaggi – si accompagna anche la grande richiesta per le montagne italiane, ad esempio del Trentino e della Valle D’Aosta, dove ci sono bei villaggi sulla neve”. Tra le destinazioni, poche ma importanti novità. “Abbiamo notato – come ci rifersicono da Fabiola Viaggi – che i nisseni

preferiscono sempre più, in occasione dei viaggi del periodo natalizio, i posti caldi, a lungo raggio. Maldive, Caraibi, Sharm e

Dubai”. “Un buon numero di clienti – ci dicono alla Kaltour Viaggi – certo in minore quantità rispetto alla bella stagione, scelgono la crociera sul Nilo o negli Emirati Arabi”. Negli ultimi anni poi l’acquisita padronanza di internet fa preferire a tanti i viaggi fai da te: basta un volo low cost e un b&b e la vacanza è fatta. Per chi non vuole pensieri, però, non resta che af-

fidarsi ad un’agenzia. ”I nostri clienti – ci dicono alla Riggi Tour – scelgono i pacchetti comprensivi di volo, hotel e trasferimenti, con diverse durate e costi, che noi stessi organizziamo”. Le idee scaccia crisi poi sono tante. Tantissima gente prenota all’ultimo, come ci confermano tutti gli operatori di viaggio. “Quella di aspettare i last minute o i last second – secondo l’agenzia Ora Solare – eccetto magari per i viaggi a lungo raggio e per le crociere, è un’ottima abitudine se non si hanno pretese particolari, che permette di usufruire di tariffe davvero vantaggiose”. E se ci troviamo a dover conciliare bisogno di evasione e crisi economica, possiamo sempre concederci di trascorrere fuori solo la notte di Capodanno. “E’ cresciuta – dicono dall’agenzia Ora Solare – la richiesta per la sola notte di capodanno, in formula hotel più cenone, magari nella stessa provincia o in quelle limitrofe”. “Negli ultimi tempi – secondo gli agenti della Alinissa – grande successo hanno anche i centri benessere in Sicilia che in occasione delle feste organizzano pacchetti appetittosi, gli agriturismi e la vicina neve come quella dell’Etna”. Per quanto riguarda infine l’età dei vacanzieri, largo ai giovani come ci confermano gli agenti di viaggio. “Sono soprattutto – come ribadito da Ora Solare - coppie, gruppi di amici e in alcuni casi anche coppie più grandi”. A chi parte e a chi resta in città comunque tanti auguri di buone feste.

▶ Quanto costa una vacanza Destinazione

Durata

Pacchetto

Prezzo per persona

Capitali europee Capitali europee Caraibi Maldive Thailandia Crociere (es. Emirati Arabi) Sicilia cenro benessere Sicilia notte capodanno

4 giorni e 3 notti 5 gioni e 4 notti 9 giorni e 7 notti 9 giorni e 7 notti 9 giorni e 7 notti 9 giorni e 8 notti

volo, hotel 3-4* e trasf. volo, hotel 3-4* e trasf. crociera, volo volo, hotel, trasf. volo, hotel, trasf. crociera, volo

600 € 750 € 2000 € 3000 € 1500 € 1800 €

3 giorni e 2 notti

hotel + trattamenti

300 €

2 gioni e 1 notte

hotel, cenone

130 €

Vacanze neve Italia

8 giorni e 7 notti volo, hotel, trasf.

800 €


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ONOREVOLI VACANZE. Nessuna capatina in montagna o

all’estero., ma soltanto un po’ di riposo con i propri cari

I vip della politica? Tutti casa e famiglia — di Erika Diliberto

C

he si tratti della propria amata terra, della propria casa o di nuove mete sempre più in voga negli ultimi anni, le “onorevoli” ferie natalizie saranno trascorse, nella maggior parte dei casi, al tepore dei propri tinelli attorniati dall’amore e dall’affetto dei propri cari. Una vacanza tutta “ made in Sicily”, dunque per i rappresentati della nostra politica, che prediligono di gran lunga il Natale tradizionale a quello alternativo. Ci sarà comunque chi varcherà i confini nazionali per godersi il meritato riposo sotto l’ albero, né man-

cheranno, come accade ogni anno, gli innamorati della montagna o della campagna. L’onorevole Raimondo Torregrossa, eletto deputato all’Assemblea Regionale Siciliana nelle file del

Pdl e componente della I Commissione Affari Istituzionali e della VI Commissione Servizi sociali e sanitari, ha già le idee chiare su come trascorrerà le vacanze sotto l’albero. “Credo proprio che quest’anno trascorrerò queste feste natalizie in casa. Il Natale rappresenta, per noi credenti, la festa per antonomasia e di conseguenza si ama trascorrerla in famiglia, attorniati dall’affetto e dall’amore dei propri cari ed amici. Tra l’altro alcuni componenti essenziali del mio nucleo familiare, per svariati motivi,

di quell’amore che ci lega indissolubilmente” . Resteranno nelle proprie case anche il deputato regionale Rudy Maira e l’assessore provinciale alle politiche sociali Gianluca Miccichè che ci ha parlato così delle sue vacanze sotto l’albero : “Lavorando sino al 24 dicembre, come del resto faccio ogni anno, trascorrerò queste feste assolutamente in famiglia, nella mia abitazione. Il Natale, oltre all’importante significato religioso che di per sé riveste la festa, per me equi-

“Ferie Nissene” anche per Rudy Maira e Gianluca Micciché

purtroppo non abitano più in seno alla famiglia e queste feste, rappresentano per noi un momento di grande intimità dove potersi ancora una volta ritrovare e riabbracciare all’insegna

vale ad un momento quasi vitale, della mia vita, dove tutti noi possiamo ritrovarci, riunendo così, almeno anche solo per una volta l’anno, tutta la famiglia. Non saprei avere altra visione del Natale se non appunto quella di una bella tavola imbandita, attorniata da tutta la mia famiglia e dai miei amici più cari. Queste sono feste, almeno a mio avviso, che vanno rigorosamente trascorse in seno alla famiglia e non c’è cosa più bella, nella vita di ognuno di noi, che la vicinanza e l’amore dei propri cari”. Un Natale tutto all’insegna del calore della propria casa anche per l’ex sindaco di Caltanissetta Salvatore Messana: “Trascorrerò

la vigilia di Natale purtroppo lavorando, essendo di turno in farmacia. Il pranzo invece lo consumerò finalmente in famiglia vicino all’affetto dei miei cari, dopo anni passati ad essere assorbito quasi completamente da impegni protocollari dovuti essenzialmente alla mia missione come primo cittadino del capoluogo nisseno. Oggi di questi impegni a carattere politico non ne ho più e questo mi dà finalmente la grande opportunità di trascorrere il mio tempo libero con la mia famiglia”. Michele Mancuso, Presidente del Consiglio Provinciale, ha anch’esso preferito un Natale tradizionale, a dispetto delle vacanze alternative: “Amo trascorrere questo periodo, unico nella vita di noi tutti, in famiglia, con mia moglie ed i miei figli nonché insieme ai miei genitori e a tutti i nostri parenti ed amici. Una grande tavola imbandita a festa, a cui sedersi tutti insieme

Dopo anni di impegni politici potrò trascorrere più tempo con i miei familiari

Salvatore Messana

tutti anche i più sfortunati, almeno una volta potessero gioire del vero significato del Natale, ovvero l’amore per la propria famiglia”. Dunque un Natale tutto all’insegna della tradizione per i politici del nisseno che hanno

E’ una festa intima. L’ occasione per radunare i parenti che vivono lontano

Raimondo Torregrossa

circondati dall’ amore, non può che rappresentare la soddisfazione più grande per un uomo. Mi piacerebbe che tutti proprio

manifestato di gradire di gran lunga la vicinanza dei propri cari alle settimane bianche o alle vacanze dell’ultimo minuto!


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GIOVENTU’ BRUCIATA. Fiches e tavoli da poker nel tinello di casa

Gioco d’azzardo Bische clandestine all’ombra dell’albero

L’ ESPERTO

Il gioco, da distrazione a malattia

— di Marco Benanti

Scatta l’allarme del Sert. In questo periodo aumenta il numero di coloro che si dedicano al gioco d’azzardo

F

rutto di genitori spesso dediti all’apparenza ed al perbenismo, sono ormai i giovani, le nuove generazioni, (ex) speranza per il futuro dell’Italia a dar di loro una immagine tutt’altro che incoraggiante. Non occorre un occhio eccessivamente attento per notare come tra i luoghi di ritrovo più frequentati dai giovani adolescenti nisseni sia l’immagine e lo stereotipo a farla da padrona, tanto nelle argomentazioni, quanto nell’aspetto. Che il capoluogo nisseno non abbia per tradizione avuto molti spazi condivisi e comuni tranne il Viale della Regione, è cosa nota, con gruppi e comitive sparsi in maniera capillare su panchine e marciapiedi cittadini, ma anche a quei tempi lo stare insieme dei giovani era cosa ben diversa rispetto ad oggi. Se una decina di anni fa i giovani nisseni uscivano in motorino, noncuranti del gelo invernale, per ritrovarsi in spazi aperti, oggi ci sono le microcar, piccole auto, con i comfort delle berline dei genitori. Un fenomeno che se da un lato fa dormire sonni tranquilli papà e mamma perché meno pericolosi del mo-

torino, dall’altro rappresentano un maggiore pericolo per la viabilità ordinaria perché spesso condotte a gran velocità e guidate senza rispetto per le norme del codice della strada. Così quando un automobilista nota un giovane venirgli addosso con una microcar ed accenna un rimprovero, vede rispondersi con gestacci e parolacce dal giovane nisseno figlio di famiglia perbene che pur essendo in torto odia il rimprovero. Tutto cambiato dal mito dei giovani coraggiosi belli e dannati di James Dean a quello dei “bamboccioni” griffati dalla testa ai piedi e divisi tra Facebook ed I Phone. Si qui nulla di grave se non fosse che specie durante il periodo natalizio, cambia anche il modo che i ragazzi hanno di divertirsi. Così, alla stregua di quanto accade con le tossicodipendenze un’altra dipendenza, quale è quella del gioco d’azzardo, si fa sempre più strada nel nostro territorio coinvolgendo sempre nuove fasce di popolazione, comprese quelle dei giovani. A dimostrarlo è uno studio condotto dal CNR (Centro Nazionale di Ricerca) secondo il quale il gioco d’azzardo cresce in Italia con una percentuale del 13% all’anno e sempre secondo il quale sono stati spesi in un solo anno una cifra iperbolica, 53 miliardi di euro in buona parte da adolescenti. A Caltanissetta i numeri, almeno quelli dichiarati sono certamente inferiori rispetto alla percentuale cddi dedizione del gioco d’azzardo che vede la Sicilia attestarsi

Molti ragazzi seduti ai tavoli si giocano un giubbotto o un telefonino di ultima generazione

Giovanna Bona direttrice del Sert

al 50%. Sono una dozzina i casi dipendenza dal gioco d’azzardo registrati in questi giorni al Sert di Caltanissetta. “Si tratta per lo più di casi da sindrome convulsiva- sostiene la direttrice del SERT nisseno, la dottoressa Giovanna Bona- identificabili da un punto di vista psichiatrico, dato che la dipendenza da gioco d’azzardo non è una patologia riconosciuta. I casi ci vengono proposti perlopiù dalle parrocchie che hanno la reale conoscenza del territorio, per fortuna pochi sono i giovani, che quando sperperano del denaro al videopoker lo fanno non in maniera sistematica, almeno secondo quanto sappiamo noi, più gravi e conclamati sono invece i casi di adulti che giocano al videopoker anche le ultime 50 euro che avevano in tasca anziché fare la spesa da portare a casa, come accaduto ad un quaranten-

ne inoccupato nisseno proprio in questi giorni. Il problema è reale - conclude la dottoressa Giovanna Bona - ma poca è a mio avviso l’informazione che se ne fa in merito, specie tra i giovani”. Videopoker a parte, anche se meno facile da documentare, esistono poi dei fenomeni di gioco d’azzardo privato tra i giovani, con feste nelle abitazioni estive, specie per i figli dei facoltosi, dove i ragazzini nisseni si ritrovano seduti a tavoli da poker con tanto di fiches di grosso taglio da cambiare con i soldi veri a fine partita, anche se spesso si gioca per un giubbotto firmato o un telefono dell’ultima generazione. Questo il natale della nuova Caltanissetta.

“La patologia legata al gioco, meglio nota come ludomania, - dice Valentina Botta psicologa e psicoterapeuta - si manifesta come un disturbo d’ansia preesistente, il cui quadro sintomatologico può attivarsi con la pratica del gioco d’azzardo con conseguente manifestazione di ossessioni e compulsioni legate al gioco stesso. Il giocatore sente l’esigenza di mettere in atto strategie illusorie di controllo necessarie alla compensazione della frustazione derivante dalle perdite. Le cause della dipendenza dal gioco sono spesso legate ad un apprendimento, consolidato nel tempo, di comportamenti a rischio, in forza della familarità alle situazioni stimolo che hanno come oggetto il gioco d’azzardo. C’è l’ipervalorizzazione delle possibilità di felicità legate al possesso di denaro o di risolvere difficoltà economiche/psicologiche. Ci sono poi molti studi che riconducono la ludomania alle alterazioni di alcuni neurotrasmettitori che permettono il controllo degli impulsi e la percezione piacere”. L. I.


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Giovanna Candura a casa di... “Amo la politica nonostante l’ipocrisia che allontana le donne” Sorride con fare materno Giovanna Candura, che ha un curriculum politico “importante” (è stata consigliere e poi assessore comunale dal 1993 al 1997, capogruppo consiliare alla Provincia Regionale per dieci anni ed infine assessore regionale) ma che non ha mai perso di vista la sua vocazione di educatrice (insegnante di lettere nei licei fino a qualche anno fa) e non dimentica, nel raccontarci che il suo sarà un Natale semplice e all’insegna della tradizione, il ruolo di madre. “Trascorreremo il Natale tutti insieme anche se per noi stare uniti è un modo di essere e non è legato solo alla festa. Certo questo momento ci fa sentire ancora più vicini, in particolare con i più anziani. Ci sono gli zii, c’è mia madre, che è piuttosto anziana e vive con noi, e poi c’è mio suocero e per questo pre-

feriamo trascorrere le feste tutti insieme a casa piuttosto che andare fuori: questi nostri anziani li vogliamo con noi, non vogliamo che restino soli proprio in que-

Fini? Ha rinunciato ai suoi valori per una nuova immagine. Casini non rinnega il proprio passato.

sti giorni”. Sarà anche un momento per dedicare un pò di tempo in più alla preparazione dei piatti della tradizione delle nostre feste. “Si, ho ereditato da mia madre, che oggi ha 85 anni e non può più fare le cose che faceva una volta, questa incombenza e

non mi dispiace preparare qualche piatto particolare”. Come il falsomagro che, ricorda Giovanna Candura, era immancabile sulla tavola della sua famiglia nei giorni di festa. ”Mio padre gradiva molto questa pietanza, che oggi è forse “superata” perché ai giovani non piace, ha un gusto un pò forte, ma lo preparerò ugualmente, in omaggio ai ricordi di tanti Natali passati con i miei, e preparerò anche del torrone”. L’atmosfera della festa è comunque una parentesi nell’impegno quotidiano al servizio di un ideale politico che l’ha portata a ricoprire oggi un ruolo che è un riconoscimento alla sua esperienza. ”Ho scelto di rimanere con l’onorevole Casini – dice la professoressa Candura - dopo la fuoriuscita di una parte di vecchi componenti del partito perché ne ho condiviso il progetto politico ma

Giovanna Candura

provengo da un’esperienza politica diversa perché sono stata per tantissimi anni nel Movimento sociale e poi in An. Fini però nel corso degli anni ha rinunciato a quelli che erano i valori della Destra, ha voluto smarcarsi dall’accusa di essere un fascista nostalgico e ha voluto darsi un’immagine nuova e diversa lanciandosi, secondo me, oltre i limiti. Ho preso così le distanze da An quando lui ha scelto di cambiare dopo avere dichiarato, ero presente a quella riunione, che non poteva nascere un partito dal predellino di San Babila e invece poi ha aderito al PdL, dal quale è oggi andato via. Ho trovato poi nell’Udc i valori in cui credo, il senso della famiglia, della patria, e in Casini una persona che non rinnega il suo passato. Ora il partito mi ha voluto affidare questo incarico considerata l’esperienza politica che mi ha portato a ricoprire ruoli non per grazia ricevuta”. Una parentesi a parte è stata la corsa “a quattro” per la poltrona di Palazzo del Carmine durante le amministrative del 2009, una battaglia politica dove a rimetterci sono state comunque, non a caso, le donne. Ma c’è parità in politica tra uomini e donne? “Le donne hanno difficoltà ad inserirsi in politica intanto perché è un mondo dove c’è una certa ipocrisia e alle donne questo non piace e quando vedono situazioni poco chiare ci restano male e fanno un passo indietro”. Come responsabile

regionale delle Pari opportunità Giovanna Candura ha proposto alcuni emendamenti alla Finanziaria regionale che riguardano direttamente le donne, dal sostegno alle famiglia monoparentali al sostegno alle donne vittime di violenza (gratuito patrocinio)

al sostegno alle famiglie numerose con figli che frequentano gli asili nido. “La vicenda della candidatura a sindaco di Caltanissetta – dice Candura - è stata un momento difficile ma da quella esperienza ho ricavato un lato positivo: grazie al comportamento poco chiaro dei vertici provinciali dell’Udc è nato paradossalmente un buon rapporto con il segretario nazionale del mio partito, onorevole Cesa, e con il presidente Pierferdinando Casini”. L’impegno in politica di Giovanna Candura si concretizza nel 1993. “Scelsi di essere presente in prima persona – dice quando si candidò come sindaco Peppino Mancuso, di cui avevo sempre

apprezzato lo spirito battagliero a difesa della sua città e l’amore per Caltanissetta”. Questa passione come si è conciliata con la sua vita di moglie e di madre? “Non è facile ma è un’esperienza che arricchisce e che da molte soddisfazioni: quando si sa di avere fatto del bene agli altri ognuno di noi va anche a casa con una gioia dentro da condividere con i suoi cari”. Giovanna Candura ha dato il via, da assessore comunale, ad iniziative per i bambini che si svolgeva-

Il piatto che cucino a Natale è il falsomagro , lo preparo in omaggio ai ricordi

no nelle scuole in orario pomeridiano, con corsi di musica, canto corale, pittura, proseguiti poi con grande sensibilità anche dalle amministrazioni successive. Indomita come sempre e molto franca, Candura mette però da parte per un attimo la passione politica quando le chiediamo cosa sogna per la notte di Natale. “Ci saranno nella mia casa quattro generazioni – dice – sedute intorno alla stessa tavola, che volere di più? Magari continuare a condividere questa gioia ancora a lungo”. R. L.


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DOLCE VITA INCONTRO TRA I FORNELLI. Il cuoco dello staff “Graziano” racconta il suo mestiere e a sorpresa regala l’ingrediente segreto per il successo: “Amore e passione per la cucina”

Di Fresco, chef votato alla tradizione

— di Erika Diliberto

Il Natale ed il capodanno sono oramai alle porte. Si attende con ansia la nascita di Gesù bambino e l’arrivo del nuovo anno per potere banchettare. Ma cosa cucinare, sotto l’albero, per allietare il palato dei nostri cari e dei nostri amici? A tentare una risposta lo chef Giuseppe Di Fresco della “Graziano Catering” di Mussomeli. Quando ha deciso di volere intraprendere questa professione? Questo è un mestiere che si intraprende sin da piccoli. Viene inculcato dalla famiglia. La mia famiglia in passato ha posseduto diversi ristoranti. E’ stato per me un percorso lento sino ad arrivare, quasi senza che me ne accorgessi, alla preparazione di piatti elaborati caratterizzati dalla fantasia e dal mio estro personale. Qual è la caratteristica più importante che deve possedere uno chef qualificato? Non esiste a mio avviso, una caratteristica particolare per divenire uno chef. La passione e l’amore che mettiamo nel portare avanti un progetto, di certo fa la differenza. Se c’è l’amore si riesce a fare qualsiasi cosa. Qual è il piatto che più le piace cucinare in assoluto? Col tempo si impara a conoscere nuovi metodi di cottura e nuovi prodotti che seppur poveri riescono a regalare sapori unici! Volendo fare un esempio, potremmo prendere il tonno che è stato riscoperto in Sicilia solo da

qualche anno. Grazie alle sue caratteristiche uniche, alle sue varianti, si possono preparare dei piatti squisiti. Cucinare il tonno in tutte le sue varianti, a cominciare dall’antipasto sino ad arrivare ad un secondo o ad una tagliata soddisfa la mia creatività. E’ molto più importante il modo in cui si presenta una pietanza oppure il gusto? Sono entrambi due fattori basilari. Uno lega l’altro. Bisogna però dire che prima che si arrivi a decorare un piatto e di conseguenza a far si che lo stesso sia bello esteticamente, dietro deve esserci un gran lavoro. Purtrop-

Mai stato a dieta. Un cuoco fuori forma dà sicurezza

po molti ristoranti non curano, se così possiamo dire, la sostanza del piatto. Ma chi va al ristorante è giusto che vada per mangiare e che soddisfi il proprio palato. Dove sta la differenza tra un cuoco e una casalinga? La casalinga, rispetto a noi, possiede una dote o una marcia in più. La saggezza e l’esperienza che una casalinga ha alle spalle, tramandatale a sua volta dalle nostre nonne, fa si che la preparazione di un piatto risulti

L! Ri"#$! Lo chef Giuseppe Di Fresco.

migliore rispetto alla nostra. Il dettaglio, l’aggiunta del sale in quel preciso momento, la cottura lenta e la fiamma bassa, sono particolari che molto spesso noi in cucina non riusciamo ad assecondare dato il fattore “tempo” basilare nel nostro lavoro. Lei che tipo di pietanze presentarà, sotto l’albero, ai suoi clienti? In base alle nostre tradizioni, è consuetudine mettere a tavola piatti tipici della nostra cucina come ad esempio il baccalà o delle paste cucinate al forno, arricchite dalla presenza di molte verdure. In questo periodo non può mancare poi la zuppa di lenticchie, presentate con alla base una crema di patate e gnocchetti di castagne. Il tutto condito con un filo di olio extra vergine di oliva. Ritornando ai “piatti poveri” le castagne e le patate come le lenticchie rappresentano l’emblema del prodotto cosìdetto “povero”. Vorrebbe consigliare alle casalinghe un piatto da potere preparare facilmente in casa sotto queste feste? Sento di dire a tutte le casalinghe che non ne hanno necessità. Le nostre mamme e le nostre non-

(FOTO Salvatore Catalano)

ne sono così brave che non hanno bisogno di alcun consiglio da parte mia. La loro sapienza e l’amore che mettono nella preparazione dei piatti fa sempre la differenza! Qual è la migliore soddisfazione per chi fa il suo mestiere? Quando un cliente mangia bene, la soddisfazione nei suoi occhi, è la nostra! Un cliente che apprezza il nostro operato è di gran lunga la nostra migliore soddisfazione. Lei è mai stato a dieta? Mai stato a dieta. Certo, mi rendo conto che “suona” un po’ strano data la mia esile costituzione e il mestiere che faccio. Durante l’arco della giornata assaggio svariate pietanze per monitorare la cottura e l’armonia degli ingredienti, ma al momento non ho mai avuto problemi di linea. Non escludo, però, che fra 10 anni potrei averne anche io, di problemi di questa natura. Certo un cuoco non in linea sembra dare più sicurezza al cliente!

Spuma di baccalà e dentice con pesto leggero -600 g. di patate novelle -300 g. di stoccafisso sotto sale -200 g. di filetti di dentice -1 litro di olio di oliva -sale, pepe quanto basta -una manciata di capperi -pesto genovese -brodo di pesce -foglie di basilico Preparazione: Far bollire le patate, precedentemente lavate e pelate. A cottura ultimata aggiungere il pesce tagliato grossolanamente. Ultimare la cottura e scolare il tutto. Prendere una “bastardella” o ciotola d’acciaio, versare il pesce e con un cucchiaio di legno montare con l’aggiunta di olio di oliva. Aggiungere i capperi dissalati e qualche foglia di basilico tritati. Disporre il composto in un piatto, aggiungendo il pesto alla genovese.


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C’era una volta... NOVENE. Per nove giorni e dinanzi le “figuredde” adornate in strada, i musici intonavano le nenie della tradizione

Quando si cantava aspettando l’arrivo del santo Natale “Simu vinuti a ‘sta nuvena ppi Maria Matri sacrata/ Quannu persi la nuttata mezzu lu friddu e la jlata./ Si partì Giuseppi allura ‘ccu la sua gran Signura/ Mezzu lu friddu e la jlata ci scurà menzu la strata”. Era la voce della devozione popolare che

nella sua semplicità ha risuonato per secoli, nelle serate che precedevano la notte di Natale, durante le “novene” ai piedi delle edicolette votive, patrimonio peculiare della pietà e della devozione popolare sul territorio del

Alcune delle Novene presenti in città

“MURTIDDA” Fronde di mirto

Il canto de la “Murtidda”

Ogni-ffesta, havi la so murtidda» «Cci-nni voli assai murtidda, ppi-pparari i Santi!» Entrambi questi detti popolari sottolineano l’uso che, in passato, si faceva delle fronde del Mirto (Myrtus communis L.) noto come murtidda, per adornare il presepe, gli altarini e le edicole votive.Secondo una antica credenza, a murtidda sarebbe sacra alla Madonna; per tal motivo, era usanza utilizzarla, l’8 dicembre, nella ricorrenza dell’Immacolata. In quell’occasione, i venditori ambulanti vanniàvanu: «A murtidda, a murtidda,.. ppi-ddivuzzioni si mancia a murtidda…».

capoluogo nisseno ma anche in tutta la Sicilia. Tradizione oggi scomparsa, come quasi cancellate da edifici ed angoli di strade nissene sono le “figuredde”, le nicchie più o meno grandi che ospitavano quadri di agomento religioso, più di 50 solo a Caltanissetta, dedicate in gran parte alla Madonna ma anche alla Sacra famiglia, a San Giuseppe con il Bambin Gesù, al patrono della città San Michele Arcangelo. Poche quelle ancora leggibili, quasi tutte in stato di abbandono, che non vengono più neanche addobbate durante il periodo natalizio, come invece accadeva in passato, quando erano interi quartieri a prendersi cura della “figuredda”, adornandola per la novena con frutta fresca, rami intrecciati di “mortella” (il mirto) ed alloro, ghirlande di nespole d’inverno. Per nove giornate, poi, si ripeteva il rito religioso e popolare al tempo stesso, con gli abitanti delle strade intorno all’edicolet-

ta che si radunavano portando con sè le sedie, sulle quali si assiepavano per recitare il Rosario, alternandolo con canti popolari in dialetto. Ma c’erano anche i musici, i “ciaramiddari” (suonatori di “ciaramedde”, una sorta di cornamusa, strumvento tipicamente siciliano) e – riporta il Pitré ma è anche nella memoria degli ultimi anziani – suonatori di violino e di “friscalittu”. Immancabile, al termine della recita del Rosario e dei canti natalizi, “’u firriatu”, cioé l’offerta di “ciciri, vinu e vucciddati” (ceci, vino e buccellati, il dolce tipico natalizio di Caltanissetta, fatto di una pasta friabile impastata con lo strutto e farcita con fichi secchi, mandorle e scorze d’arancia). La tradizione però non è andata completamente perduta grazie ad alcuni nisseni volenterosi (dai quali dovremmo imparare l’amore per questa città e l’attenzione per il nostro passato, che è identità e ponte per il futuro): vive ancora dei suoni e

dei colori dell’antica devozione, infatti, l’edicola della Madonna della Lettera, nella piazzetta Girgenti, risalente ai primi anni del Novecento e posta dal 2003 sotto la tutela della Sovrintendenza ai Beni culturali ed ambientali, che ogni anno continua ad essere addobbata alla maniera tradizionale. E quest’anno tornano a vivere anche le “figureddi” del quartiere Provvidenza, una ventina in tutto, che sono state ripulite, illuminate ed adornate con frutta tipica di questo periodo e i tradizionali rami di “mortella” e sotto le quali si svolgeranno fino alla vigilia di Natale le “nuveni”. L’iniziativa è del parroco di San Giuseppe, don Salvatore Lovetere, che insieme agli abitanti del quartiere Provvidenza vuole recuperare un’antica tradizione della devozione popolare ma anche dare un segno di speranza a chi in quel quartiere vive e non si rassegna a vederlo scomparire pezzo dopo pezzo. R.L.


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SOLD OUT. Domenica 26 sul palco i comici di Canale 5, il giorno dopo toccherà alla band

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Recital e musical

Teatro da vivere E’ una città da vivere anche durante le festività natalizie Caltanissetta, con una serie di iniziative destinate ad accontentare grandi e piccini. Concerti e spettacoli teatrali e musicali al teatro Margherita per la rassegna teatrale e concertistica 2010-2011 organizzata dal Comune con il recital del pianista Giuseppe Andaloro, vincitore del concorso “F. Busoni” (21/12/2010), i SeiOttavi, finalisti di XFactor, in “White Christmas” (23/12/2010), i Gospel Myrab in “Live Natale” (26/12/2010), lo spettacolo “ImmensaMadre” con Lucia Sardo e la partecipazione di Carlo Muratori (28/12/2010), il Concerto di Capodanno proposto dall’Orchestra Filarmonica Nissena, direttore M.° Luigi Sferrazza, musiche di Strauss (30/12/2010). Inizio spettacoli ore 20,30. Informazioni al botteghino del teatro Margherita 0934.547034, 0934.547599. Appuntamento in piazza Garibaldi per Pastorello: “Caltanissetta for Christmas”, rassegna orPer il concerto ganizzata dal Comune di Caltanissetta in collaborazione con i centri commerciali arriveranno naturali “Centro storico Caltanissetta” e da tutta l’Isola “Palmintelli” fino al 23 dicembre 2010 con Da Trapani un bus Artisti di strada, Skate Christmas, I burattini “Incontramondo”, I cantastorie, Graphia Art Show e i concerti dei Lux Fiat e Corrado Sillitti (20/12), Cohiba e Unplugged Trio Alessandra Alessi (21/12), The Cox e Corrado Sillitti (22/12), Super Sex (23/12). Appuntamento finale il 6 gennaio 2011 con il Walt Disney Show. Ed ancora da non perdere il Natale a Niscima 2010 “Al chiaror delle stelle”, quinta sagra della ricotta: 22/12/2010 ore 18, Novena di Natale con i tipici canti tradizionali; Massimo Pastorello ore 19 corteo dalla vecchia chiesa verso la “Un sold out – annuncia il promoter nuova al suono della cornamusa; ore 19,30 che per la prima volta organizza un "Ricotta, ciciri, pani cunzatu e cosi duci", concerto nella sua città nel periodo degustazione di specialità gastronomiche natalizio – Sono 4000 e dolciarie tradizionali; i biglietti venduti in 24/12 ore 22,30 Veglia tutta la Sicilia a 18 di Natale; 6/1/2011, ore euro”. Pulmann per 12,30 “Arrivano Babbo Caltanissetta in parNatale e la Befana”, pretenza persino da Tramiazione e distribuziopani. “Ci dispiace solo ne di doni ai bimbi. Da l’assenza di supporto visitare l’artistico presedelle amministrazioni pe realizzato dai ragazzi comunali e provinciadella parrocchia con le li” – conclude Bonifafigure create in esclusiva cio. Per il resto, buon I Seiottavi in scena il 23 Dicembre dallo scultore spagnolo J. divertimento. Mayo. R. L.

Due giorni da numeri uno Zelig e Modà al Palacarelli — di Laura Bonasera

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la città diventa un grande palcoscenico. Due grandi appuntamenti, tutti promossi da imprenditori dello spettacolo nisseni “doc”, faranno riversare pubblico da ogni punta dell’isola al Palacarelli. Una due giorni di sorrisi e musica italiana, tutti d’autore, quella che si prospetta per domenica 26 e lunedì 27 dicembre. Una minimaratona di grandi nomi proposti ad prezzo più che popolare che si aprirà alle 21 del giorno di Santo Stefano quando, direttamente dalla fortunata trasmissione televisiva “Zelig” condotta da Claudio Bisio su canale 5 arriveranno Paolo Migoni, Franco

Franco Neri

Neri, Massimo Bagnato, Rocco Ciarmoli (Le tutine) e il mago Elias per uno show esilarante e brioso da vivere in “live”. A presentare la seconda data nissena di “Zelig Circus” saranno i Tafano Brothers, gruppo comico “made in Caltanissetta” che farà da spalla ai personaggi che hanno accompagnato l’inverno televisivo degli italiani. “Vogliamo fare rivivere questa città – spiega Antonio Bonifacio, presidente dell’associazione culturale, promotrice della serata “Con la musica e lo sport nel cuore” – fornire un momento di condivisione e spensieratezza alle famiglie ma soprattutto dare spinta all’economia della città, agli esercizi commerciali”. Sono attese, infatti, circa 3000 persone. E il parterre di 700 posti è già tutto esaurito. Chi volesse acquistare i biglietti (13 euro) potrà chiamare al 3358415742/320.0676202/340.4902547. La sera successiva, il boom di presenze è già stato assicurato da Massimo Pastorello, titolare dell’omonima ditta management che propone i Modà, la band rivelazione del 2010 in tour a partire da dicembre nei palazzetti di tutta Italia con “La Notte Tour”. Sette anni d'attività, cinque gli album pubblicati ed il singolo "Sono già solo" uscito a marzo che è stato tra i più venduti dell’anno. E adesso cercano il bis col nuovo "La Notte".


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l’intervista INCONTRO CON GIANFRANCO JANNUZZO. “Recital”, il 22 dicembre sul palco del Teatro Margherita

“Porto in scena la Sicilia per raccontare gli italiani” — di Laura Bonasera Sicilia. Non è una parola ma un mondo. Un’idea. Anzi tante. Tutte da sviscerare e analizzare, una per una. Poi? Poi bisogna farle diventare un modello. Perché tutto il buono della sicilianità può diventare uno specchio. E via con il gioco di rimbalzi, di riflessi per e su tutti gli italiani. Questo è l’assunto. Non così dichiaratamente crudo, magari. Ma sol perché se ne guarda bene dallo scivolare nel campanilismo, l’attore agrigentino Gianfranco Jannuzzo. Ritornerà a Caltanissetta con “Recital”, uno spettacolo, in scena il 22 dicembre al Teatro Margherita. Accanto a quelli che considera i suoi “cavalli di battaglia”, annuncia, presenterà alcuni brani inediti. Parola d’ordine? Il riso. Si ride e sorride, infatti. Di noi stessi. Di un popolo. Gli Italiani. E parlandogli al telefono basta dirgli “Sicilia” perché la voce dell’attore, che ha frequentato il laboratorio di Esercitazioni Sceniche, diretto da Gigi Proietti, s’illumini di colorazioni emotive. Attaccamento e allontanamento all’Isola. Lui, rivendica l’orgoglio di essere siciliano. I valori forti della famiglia, dell’amicizia, dell’ospitalità della lealtà. “Valori – dice - sui quali poco ci soffermiamo a pensare mai quanto siano importanti per noi”. E parlando dei siciliani parla degli italiani. Ma chi sono gli italiani? “Tanti popoli, tutti diversi che ne formano uno, unico e meraviglioso proprio perché hanno carattere, storia, cultura differenti. Li accomuna il senso della fantasia dell’appartenenza dell’intelligenza speculativa. Il fatto di essere tutti così diversi ha finito per stimolarci intellettualmente ad essere più rapidi, più veloci. Può sembrare anche paradossale questo perchè a volte gli stessi italiani son bravi a buttarsi la zappa sui piedi per superficialità”. E la Sicilia? “Inizio proprio dalla mia terra. Racconto la mia Sicilia, così come l’ho vissuta e conosciuta; la Sicilia che ho imparato ad amare grazie all’amore che ne avevano e ne hanno i miei genitori. Una Sicilia allegra e amara, spensierata e triste, meravigliosa e spietata, solare e introversa, indolente e attiva. Isola, forse, ma sicuramente ponte per mille culture. Ne racconto le contraddizioni. La Sicilia ricca, fertile e ubertosa di Fe-

derico II “Stupor Mundi “e la Sicilia umiliata, ferita e vilipesa delle stragi e dei caduti “Orror Mundi”. E raccontando la Sicilia racconto gli italiani che con il nostro straordinario senso dell’ umorismo sappiamo ridere di tutto e di tutti e soprattutto, cosa ancora più importante, di noi stessi”. Come si riversa l’idea dell’eterogeneità forza di un popolo nello spettacolo?

Ai giovani attori: Non lasciatevi ingannare dalle trasmissioni tv che creano illusioni terribili

“Ho sempre cercato di raccontare gli italiani attraverso l’uso dei nostri dialetti convinto, come sono, che essi abbiano, per la loro naturale immediatezza, spontaneità, ricchezza di sfumature, una forza di comunicazione straordinaria e che rivelino, quasi sempre, il carattere, l’intima indole di chi li adopera: Veneti, Calabresi, Liguri o Campani che siano. Siamo tutti orgogliosi di essere Lombardi o Lucani , c’è sempre in tutti noi tanto sano campanile, ma alla fine siamo semplicemente orgogliosi di essere Italiani. In teatro è tutto così dichiaratamente finto che sembra vero. Io? Sono me stesso, sono un affabulatore”. Uno spettacolo che pone luce anche sulla professione dell’attore. Come è cambiata oggi, se è cambiata? “Oggi più che mai, c’è una responsabilità in più. Un popolo che non investe sulla cultura è un popolo miope. Perché l’identità degli italiani è legata soprattutto all’immenso patrimonio culturale. Oggi abbiamo un po’ più di responsabilità sociale, cioè dobbiamo invitare tutti noi a riflettere, dobbiamo fare un teatro più ancorato alla realtà volto ad un’analisi sociale, sui costumi”. Cosa ha ereditato dal modus lavorandi di Gigi Proietti? Tantissimo. Perché la scuola che ho frequentato ha come modello l’attore americano: saper oscillare tra il comico e il

drammatico, poi recitare, ballare, suonare uno strumento. Insomma essere il più eclettico possibile. Era questo il modello che Gigi suggeriva a noi ragazzini che stavamo cercando d’imparare questo mestiere. Cosa consiglia ai giovani che volessero intraprendere la carriera dell’attore? “Non lasciatevi ingannare da alcune trasmissioni televisive quotidiane che creano illusioni terribili. Creano meteore che appaiono e scompaiono e illudono. Danno l’impressione di far parte di uno star system. Ma il lavoro è altro. E’ fatica, abnegazione, passione. E la passione comporta sacrifici, delusioni, porte in faccia, tanti “no”. Gigi ci ha insegnato tanto da questo punto di vista. Quindi, la pratica. Tanto palcoscenico”. Qualche suggerimento… “Scuole buone ce ne sono poche: l’Accademia d’arte drammatica Silvio D’amico di Roma, il Piccolo Teatro di Milano, il Teatro Stabile di Catania. Ma in realtà bisogna entrare in un meccanismo “mentale” più che strutturale. Quello dell’esperienza, della disciplina. Recitare significa anche coltivarsi. Ci sono giovani attori che non conoscono nemmeno i nomi degli attori di una volta. Non hanno modelli, non li cercano o, se li hanno, ce li hanno sbagliati. Studiate, quindi, e appassionatevi”.

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IL COMPLEANNO. Tony Maganuco racconta i primi 20 anni della rassegna

“Mogol mi disse: questo è un festival serio” — di Leda Ingrassia

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l festival di Caltanissetta il prossimo gennaio spegnerà venti candeline. Due decenni trascorsi tra grandi successi ed emozioni che ripercorriamo con il racconto del suo fondatore, Tony

Mara Maionchi presiederà la giuria della prossima edizione

Maganuco. “Questo festival è nato quasi per gioco, su una richiesta dell’allora vice sindaco Antonio Riolo che mi disse di voler organizzare una sorta di rassegna musicale in città. Da lì è nata quella che io considero la mia creatura, che vivo come organizzatore e conduttore sempre con tanta emozione. Grazie al Festival sono entrato nel mondo dello spettacolo e della radio che conta”. Un evento di grande successo fin dall’inizio. “La prima edizione fu di grande successo: per mille posti diponibili in teatro ci fu un pubblico di 1300 persone. Da lì il passaggio dalla porSopra iTony Maganuco. A destra una carrellata di volti tata comunale ospiti.

a quella nazionale si ebbe in poco tempo, fino a raggiungere il gemellaggio col Festival di Castrocaro e a diventare uno dei primi cinque festival italiani più prestigiosi. Per la città è considerato un appuntamento storico. Il percorso verso il successo, culminato tra il 1990 e il ’97, è stato comunque difficile perché in una città come questa occorre avere il supporto dell’ente dato che i costi sono tanti. Questo supporto però è variato con le amministrazioni che si sono succedute”. Le difficoltà sono state però soppiantate dalle tante soddisfazioni. “Il mondo musicale che si è creato a Caltanissetta è nato col Festival. Forse non tutti ne colgono la portata che è enorme. E’ un colosso che mette in moto una cinquantina di persone. Da noi sono passati tanti ospiti famosi. Mogol, ad esempio, che ha detto di non aver mai visto un festival così bello e serio. Ai vincitori regaliamo uno stage gratuito di ventuno giorni presso il centro di Mogol da cui escono con un diploma, a sottolineare il nostro scopo didattico. Negli anni scorsi, chi vinceva andava al Festival di Castrocaro o anche a Sanremo Giovani”. Dopo il ricordo dei vent’anni trascorsi è tempo però di preparativi per il nuovo festival. “Quest’anno il festival si svolgerà dal 27 al 29 gennaio come vent’anni fa. A presiedere la giuria che da venti componenti ora è stata ridotta a cinque, sarà Mara Maionchi”.

20°

20 anni del Festival in numeri

30.000 3.258 390 87 1.037 232 192

spettatori circa selezionati finalisti hanno intrapreso la carriera artistica nisseni coinvolti tecnici ospiti vip


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Fatti & Dintorni FEDE. Da tredici anni nel quartiere arabo del “Rabato” viene alle-

stita la rappresentazione vivente della nascita di Cristo. Magia e folklore tra i vicoli di un centro storico unico

Sutera, anche quest’anno il paese diventa un presepe — di Marco Benanti

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l Natale in provincia non può più considerarsi lo stesso senza uno degli appuntamenti natalizi per eccellenza, più attesi in questo periodo, ovvero l’evento del “Presepe vivente” a Sutera. La manifestazione, organizzata dall’Associazione Kamicos, giunta, quest’anno, alla sua 13° edizione, , oltre a rivestire particolare rilevanza per l'intrattenimento e l'ospitalità turistica di per se che offre il paese, costituisce anche un importante richiamo turistico per l'intera regione, così come testimonia la presenza di circa 25.000 visitatori l’anno. L’antico e suggestivo quartiere “Rabato” del piccolo Comune nisseno, in questo particolare periodo dell’anno, si trasforma in un vero e proprio presepe vivente, offrendo al visitatore una rappresentazione della natività, unica ed ineguagliabile per le atmosfere ricreate sul posto dai numerosi volontari, all’opera. Una trasposizione metaforica dove il turista può cogliere, senza alcuna difficoltà, l’importanza di un passato, riproposto dai figuranti attraverso la messa in scena dei mestieri d’un tempo. Le case e le strette vie del quartiere “Rabato” tornano alla vita e si animano delle voci di “viddana, panarari, picurara, falignami e tessitrici”…. che con la loro fervente attività fanno rivivere, agli occhi del visitatore, la civiltà contadina dei primi del ‘900. Oltre centocinquanta figuranti accoglieranno il visitatore interpretando i ruoli sopradetti. Inoltre durante il percorso sarà possibile, attraverso la degustazione di piatti tipici come “li ciciri, lu pani cunzatu, la minestra di maccu, la guastedda e lu sfingiuni”, assaporare letteralmente la vita agreste d’un tempo. Nino Pardi, Vice Sindaco del Comune di Sutera, nonché Assessore allo sport, spettacolo e turismo e alle politiche sociali, racconta del perché del successo della manifestazione: “Il Presepe Vivente di Sutera, entrato a far parte del R.E.I. (Registro delle Eredità Immateriali) della Regione Sicilia nella sezione del Libro dei Saperi, è oggi divenuto, grazie alla collaborazione di un intero paese, un evento non più solo a carattere regionale, ma nazionale ed anche internazionale. Lo scorso anno abbiamo avuto il piacere di avere fra noi un gruppo di Israeliti, provenienti

dalla Città di Betlemme, che in visita in Sicilia, non hanno voluto perdersi l’occasione di assistere ad un presepe unico nel suo genere. La ricetta di questo successo che dura oramai da ben tredici anni, credo sia sempre la stessa, ovvero quella di riproporre con dovizia di dettagli e accorgimenti, una rappresentazione della natività che riesce, attraverso una rivisitazione del passato, a coinvolgere ed a scuotere emotivamente il visitatore”. Il programma varato dall’Amministrazione Comunale in concomitanza con l’Associazione Kamicos, prevede ben otto appuntamenti. Oltre al 24 dicembre con la Messa di Natale e la rappresentazione del viaggio di Maria e Giuseppe lungo le vie del Rabato, le date aperte al pubblico sono il 25, 26, 27 e 28 dicembre e il 2, 3, 5 e 6 gennaio; nell'ultimo giorno ci sarà il consueto arrivo dei Re Magi.

Nelle foto. In alto una veduta del piccolo borgo. Sopra uno dei tanti figuranti del presepe impegnato ad intrecciare un “panaro”, mentre a destra altri attori intenti a rappresentare la nascita di Gesù all’interno di una delle tante postazioni.

Concerti, teatro e tanto volontariato Feste sottotono nel resto della provincia Il Natale, nella provincia di Caltanissetta, assume ogni anno un’atmosfera quasi intima. Ciò che davvero rende unico questo periodo dell’anno nel nostro territorio è essenzialmente dovuto all’opera di un gran numero di volontari sparsi nei vari comuni del nisseno, che puntualmente si adoperano affinchè, attraverso l’allestimento di presepi monumentali o viventi, possa arrivare proprio a tutti il messaggio cristiano della natività. Le numerose piccole cittadine della provincia, di per sé delle vere e proprie opere d’arte, quasi fossero dei veri e propri presepi viventi su scala, adagiati sulle alture del nisseno, of-

frono al visitatore, in questo così speciale periodo dell’anno, un’atmosfera unica caratterizzata appunto dalla presenza di numerose rappresentazioni della natività, tutte quante rigorosamente personalizzate dall’estro e dalla creatività dei tanti volontari all’opera. Sutera non è l’unica cittadina a poter vantare creatività ed estro da parte dei suoi abitanti. Non c’è comune nel nisseno che, grazie alle sue luminarie natalizie, ed ai suoi presepi, non offra ospitalità e calore a chiunque volesse riscoprire i luoghi da cui proviene. L’Assessore allo sport, turismo e spettacolo alla provincia, Fabiano Lo Monaco ci parla

di alcune iniziative che serviranno ad intrattenere e divertire i nisseni durante l’arco delle feste: “Purtroppo seri problemi di bilancio ci hanno portato a ridimensionare i costi relativi alle manifestazioni natalizie del periodo. Ciò nondimeno, questo, non ci ha demoralizzato più di tanto e per queste feste abbiamo organizzato con il Liceo Musicale una serie di spettacoli musicali nei vari comuni della provincia. Inoltre il 20 dicembre prossimo, al Teatro Margherita di Caltanissetta, abbiamo programmato uno spettacolo col Maestro Spampinato”. E. D.


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Il Fatto Nisseno n. 0