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Tommassini: lo stile sta scritto nel nostro dna

Conti: il nostro taekwondo in Italia e in Europa

A Foiano è in arrivo un Carnevale Olimpico

Ultimo

tentativo

periodico di informazione in distribuzione gratuita

n. 23 gennaio 2020


Editoriale Appena superate le «fatiche» delle festività natalizie, eccoci di nuovo con un numero che torniamo a dedicare all’ospedale della Fratta. La nostra inchiesta arriva in un momento particolarmente caldo: il nuovo direttore generale della Asl ha infatti messo nero su bianco gli impegni per rilanciare la struttura, si vai dall’aumento dei medici alle garanzie sul turnover, presto infatti ci saranno due importanti pensionamenti. Questo mese dovrebbero iniziare i lavori al pronto soccorso e si dovrebbe capire inoltre se il divorzio fra la conferenza dei sindaci della Valdichiana aretina e quella senese sarà consensuale. Nel senese i sindacati hanno lanciato un allarme che è stato raccolto dal sindaco di Montepulciano e un primo incontro ci sarà proprio questo mese. Tuttavia, alla Fratta servirebbero anche maggiori investimenti in particolare per la diagnostica, sia in strumentazioni che in specialisti, medici e tecnici che possano aumentare la produttività del presidio. Uno degli aspetti che abbiamo riscontrato nelle opinioni della gente, è che questo ospedale dovrebbe lavorare di più. Siamo convinti che, al di là dei tecnicismi, per rilanciare La Fratta occorra anche lavorare sull’immagine, spesso sono gli episodi o i feedback negativi a lasciare il segno, un segno che poi danneggi il lavoro di tanti bravi professio-

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Indice nisti. Finora la Asl non ha fatto molto in questo senso, sono state piuttosto le associazioni di volontariato che operano in questa struttura a lanciare i messaggi più belli anche attraverso i media. Occorrerebbe invece una strategia per tornare a parlare alle persone, per Non solo sanità questo mese, nel paginone abbiamo affrontato il caso del Circolo Operaio Luca Signorelli di Cortona, le porte sono chiuse da troppi mesi e la festa per il centenario dall’inaugurazione dovrà essere rimandata. Spazio anche al Carnevale di Foiano, all’interno troverete alcune novità del programma della prossima edizione e poi iniziamo a parlare del Palio dei Rioni di Castiglion Fiorentino, non manca nemmeno una ricetta culinaria che parla all’identità della nostra terra. La biografia di questo mese è dedicata allo stilista Bruno Tommassini e torniamo ad occuparci anche di sport e in particolare di taekwondo con un paio di successi per l’atleta savinese Andrea Conti. Nel 2020 siamo ancora di più, è entrata a far parte della nostra redazione Martina Concordi, aspirante giornalista di Cortona che va ad affiancare l’altro giovane castiglionese Luca Amodio, che ormai già da un anno scrive sul nostro giornale.

4 IL PERSONAGGIO DEL MESE Bruno Tommassini

7 LUCIGNANO

Riconoscimento per la grande qualità

8 FOIANO

Cresce l’attenzione per gli anziani

9 CORTONA

Dopo un semestre le prime cose fatte

10 MARCIANO

Dopo i cantieri riaprono due impianti

11 CASTIGLION FIORENTINO

Una scommessa vinta per lo sviluppo

12 STORIA

Il centenario mancato del circolo operaio

14 INCHIESTA

Sanità: ultimo tentativo

18 PROPOSTE

Riparte Cortona Civica, la voce delle idee

19 MANIFESTAZIONI

Palio: la sfida che accende la città

20 CUCINA

La rivincita di Campaldino a tavola

21 EVENTI

È in arrivo un Carnevale Olimpico

Buona lettura Massimo Pucci

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22 FISCO

Regime forfettario: le novità del 2020


Opinioni

«Tenete aperte quelle biblioteche»

Un coro pressoché unanime dietro le opinioni di alcuni (anche potenziali) utenti di questi luoghi per lo studio, la conoscenza e il divertimento

Accorato appello ai Comuni per migliorare orari e accessibilità Evviva la lettura, evviva chi legge e chi frequenta le biblioteche. Luoghi spesso dimenticati ma che in qualche caso ritrovano vigore grazie ad iniziative ed eventi, tuttavia questi spazi hanno una missione fondamentale: far circolare libri. Per fortuna non mancano ancora appassionati dei volumi in prestito, studenti che cercano testi per i loro studi. Tuttavia il problema resta l’accessibilità, le biblioteche aprono a singhiozzo, non possono contare su un quantitativo idoneo di personale, in qualche caso ci mettono una pezza i volontari, ma occorre una svolta: serve una formula nuova per ridare vita a questi spazi e forse le scuole possono fare di più Durante la settimana studio nella biblioteca dell’università, poi purtroppo quella di Castiglion Fiorentino il sabato è chiusa, altrimenti ci andrei

A Foiano ci sono stato un paio di volte, non sono soddisfatto perché non c’è wifi, quindi non è adatta per studiare e anche per gli orari non è per niente comoda

Sono utente e ho fatto un tirocinio a Castiglion Fiorentino. Personale molto disponibile ma non molto informato sui libri. Biblioteca abbastanza sfornita

La biblioteca di Foiano è un pezzo della nostra storia, sopratutto per il luogo in cui si trova. Purtroppo viene spesso sottovalutata dagli abitanti del paese

A Marciano ci sono stato alcuni anni fa, il posto non è molto frequentato, ma contiene una buona quantità di volumi da poter prendere a prestito per poter leggere a casa

Mi piacerebbe che venisse valorizzata, e che avesse più fondi anche per l’acquisto di libri, a Camucia sarebbero belli incontri con scrittori e laboratori di scrittura

Sono stata a Camucia e devo dire che è molto ben fornita di libri di narrativa non solo per gli adulti ma anche per i bambini, l’unica pecca sono gli orari

A Lucignano la biblioteca è un po’ povera, resta aperta pochi giorni e ad orari improbabili. Per chi è del posto e vuole andarci a studiare è un problema

Nonostante che la tecnologia offra molte alternative leggere un libro dentro il silenzio della mia biblioteca di Foiano è qualcosa che non si può sostituire

Sono stata a Cortona per delle ricerche sulla tesi e ci sono state difficoltà. Però per leggere e studiare è un luogo perfetto visto che c’è spazio e silenzio

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Il personaggio

«Lo stile sta scritto nel nostro dna»

Bruno Tommassini, la sinistra, l’amore, l’omosessualità e la moda: ecco perché i valori hanno bisogno di coraggio politico e sociale

«Possono imitarci ma la ‘bella copia’ la sappiamo fare solo noi»

L’amore per il marito Edoardo, le serate nella Foiano trasgressiva degli anni ‘80, le idee per le più importanti griffe della moda, la lotta per combattere l’omofobia e la voglia di continuare a fare cose belle anche da pensionato. Bruno Tommassini è tutto questo, un concentrato di simpatia e di passione per la manifattura italiana. L’accoglienza che ci offre è davvero familiare, nello studio open space che sta al piano terra della sua dimora di Marciano, è qui che ogni giorno prende vita Prodigiodivino, il brand che poi è il completamento della sua carriera caratterizzata da impegno professionale, civile e anche sindacale. Appena seduti arriva uno dei venti gatti di casa che ci fa il «check-in» mettendoci subito alla prova delle fusa. Il micio continua a presidiare la scrivania fino a quando

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esausto e appagato se ne torna nella sua postazione di vedetta. I gatti fanno parte della vita di Tommassini ed Edoardo Marziari, uniti civilmente tre anni fa in Comune a Marciano (foto in basso), ma compagni di vita da 40 anni. Tommassini non è nuovo alle interviste biografiche, quelle che scavano a ritroso, per questo cominciamo a

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chiedergli cosa ha intenzione di fare da grande: «Non avevo mai messo su un negozio di moda – racconta parlando di Prodigio Divino – mi sono sempre occupato di tutto quello che accadeva prima, mi piace aver chiuso la filiera e quindi curare un prodotto dalla sua ideazione alla consegna nelle mani del cliente». Sempre schierato a sinistra,

è stato fondatore dell’Arcigay nazionale, nella foto in alto della pagina a fianco ecco una delle prime riunioni al Cassero a Bologna per la costituzione di Arcigay: a sinistra il senatore Rino Serri, accanto a Tommassini Niki Vendola e Beppe Ramina. Bruno Tommassini ha una definizione della sua appartenenza politica molto chiara: «A scuola ci sporcavamo le mani, molti dei miei compagni erano figli di contadini e soffrivano di geloni, la maestra chiedeva alla bidella acqua fredda e loro si rifiutavano di infilare le mani nella bacinella, preferivano restare sporchi. Poi per sé la stessa maestra chiedeva alla bidella acqua calda, ecco credo che questa immagine chiarisca bene quel che intendo per lotta alle disuguaglianze». Un concetto di appartenenza molto ancestrale,


Il personaggio come altrettanto ancestrale è la lotta per i diritti dei gay: «anche da ragazzino sapevo di essere omosessuale – racconta Tommassini – ma non ho mai rinunciato alla mia libertà anche a costo di prendere sonori ceffoni». Nato a Bettolle 66 anni fa, Bruno Tommassini ha fatto le scuole dell’obbligo in zona e poi si è iscritto alle magistrali ad Arezzo, proseguendo poi l’università a Firenze con la Facoltà di magistero. Lo stilista si ricorda della Foiano degli anni ‘80 come un centro della movida, un paese che viveva nelle contraddizioni, ma che era in grado proprio grazie a queste caratteristiche di fare integrazione vera e di non escludere nessuno. «Arezzo aveva caratteristiche molto peggiori – ricorda – nelle città la gente ci andava anche per nascondersi. A Foiano era tutto molto bello, mi ricordo del Lumacons, un circolo alternativo e trasgressivo, ma poi mi ricordo anche della capacità fra tutti di stare insieme, indipendentemente dallo status o da cosa ci piacesse. C’erano serate in cui giovani e anziani tiravamo tardi, ridevamo, parlavamo, c’era anche chi

contestava il mio orientamento, ma non c’erano le discriminazioni che viviamo oggi, per questo l’impegno contro l’omofobia deve restare pieno da parte di tutte le istituzioni». Nella sua esperienza c’è anche una parentesi da amministratore nella prima giunta del sindaco Marco Barbagli a Foiano: «Me ne andai perché è impossibile fare cultura con zero euro nel bilancio, credo sia stata una decisione azzeccata – ricorda Tommassini – la questione è stata poi chiarita quando il sindaco mi ha sposato, nel senso che ha officiato l’unione civile fra me ed Edoardo, fra l’altro quelle deleghe

non vennero mai riassegnate in giunta, quindi...». Da due anni lo stilista è salito al vertice di Federmoda Toscana, l’organizzazione del comparto artigiano che fa riferimento a Cna. «Per l’impegno sindacale è fondamentale – spiega Tommassini – credo fortemente nel made in Italy, noi abbiamo capacità artigiane che non si possono ritrovare all’estero e chi ha portato la produzione fuori se n’è accorto, alcuni sono rientrati, altri hanno deciso di abbandonare il concetto di qualità che solo un terra come la nostra riesce a garantire. È qualcosa che sta scritto nel dna delle persone, tu non puoi prenderlo e spedirlo

altrove, quando ideiamo un bracciale, una borsa, sappiamo che possiamo chiedere alla nostra manifattura determinati standard che all’estero se li sognano, poi tutto dipende dal livello qualitativo che si vuole dare alla produzione». I conto terzisti sono come le api operaie, ecco la metafora utilizzata per spiegare questo modello di produzione. «È fondamentale comprendere quanto sia importante il lavoro di tante piccole e medie aziende di questo tipo – afferma Tommassini – l’ape regina, che poi sarebbe la grande griffe, non può fare a meno di questi alleati, altrimenti è spacciata».

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Sport

Conti: argento italiano e bronzo europeo

L’atleta della Nrgym Taekwondo Arezzo riempie il medagliere Lo avevamo lasciato mentre si preparava per l’Europeo di Marina d’Or, lì aveva trovato una battuta d’arresto, ma Andrea Conti ha tenuto duro. Si è rimesso subito sotto con gli allenamenti è ha colto un paio di successi ancora più ambiziosi: un podio europeo fra le categorie olimpiche e il titolo di vice campione italiano senior. Il giovane atleta savinese in forza alla Asd Nrgym Taekwondo Arezzo ha conquistato il bronzo al Campionato Europeo Junior per Categorie Olimpiche di Dublino e l’argento al campionato italiano senior di Casoria (NA). La manifestazione sportiva si è svolta nella capitale irlandese fra il 30 novembre e il primo dicembre scorso. Andrea Conti, già Campione italiano in carica nella categoria -51 kg, per partecipare a

questi campionati è salito di peso e così ha potuto gareggiare nella categoria olimpica -55 kg. Conti si è arreso in semifinale con un punteggio di 25-35 contro lo svedese Frederik Olsen che poi è andato a vincere il Campionato mentre per il giovane savinese è arrivato il bronzo conti-

nentale. Per Conti si tratta di un titolo di grande spessore e la prima medaglia con la nazionale italiana che si aggiunge ad un curriculum internazionale già ricco. A seguire, il 14 e 15 dicembre, ancora una grande performance per l’atleta appena diciaset-

tenne, requisito minimo per poter accedere alla competizione, anche agli «italiani» di Casoria (NA). Qui Conti si arrende solo in finale, con un punteggio di 15-16, contro l’atleta Nicolas Legari Ballerini del Taekwondo Tricolore di Reggio Emilia, ottenendo l’argento. «Andrea è un ragazzo eccezionale, molto umile e sempre disposto a lavorare sodo con sacrificio, allenandosi quotidianamente nelle nostre sedi di Pieve al Toppo e Castiglion Fiorentino – afferma Antonino Cappello direttore tecnico della Asd Nrgym Taekwondo Arezzo – Attorno a lui stiamo sviluppando un settore giovanile molto florido, dove non mancano altre giovani promesse. Andrea è la nostra punta di diamante e rappresenta per i nostri atleti un punto di riferimento».

Uno sport per crescere in amicizia

Come avvicinarsi a questa affascinante disciplina Crescere insieme, fare nuove amicizie intorno ad una disciplina che permette uno sviluppo armonioso dal punto di vista fisico e psicologico. Entrare nella palestra e assistere agli allenamenti della Asd Nrgym Taekwondo Arezzo è come entrare in un posto familiare. Qui c’è spazio per bambini e bambine, ragazze e ragazzi. Si comincia senza velleità agonistiche imparando i fondamentali di una disciplina che consente poi, qualora si decida di proseguire, anche la possibilità di gareggiare nelle manifestazioni italiane ed europee. «Siamo aperti sempre ad

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accogliere nuovi allievi – dichiara Antonino Cappello – lavoriamo già con bambini di 4 anni, ci sono gruppi di bambini fino a sette anni, poi da otto a dodici anni, da tredici anni in su e poi abbiamo un percorso agonistico che è composto da lezioni ed incontri specifici». Gli allenamenti si svolgono nella palestra di Pieve al Toppo, martedì e giovedì pomeriggio, lunedì e mercoledì a Castiglion Fiorentino, mentre il venerdì è dedicato agli agonisti alla palestra comunale di Alberoro.

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Un’altra bella soddisfazione per la società sportiva aretina che ottiene due riconoscimenti alla premiazione del Coni che si è tenuta nel Palazzo della Provincia il 20 dicembre. Sara Luconi campionessa italiana paralimpica è Atleta dell’anno e per Andrea Conti c’è la qualifica speciale di Atleta dell’anno.


Lucignano

Riconoscimento per la grande qualità Dopo due anni di selezioni è uno fra i «Borghi più belli d’Italia»

Ci hanno lavorato per due anni, sono state lunghe le selezioni che hanno portato ai piedi dell’Albero d’oro il riconoscimento del circolo esclusivo dei Borghi più belli d’Italia. Una élite fra i luoghi che conservano un rapporto armonioso fra storia, paesaggio e contesto urbano. Questo 11 gennaio si terrà la cerimonia ufficiale per l’assegnazione del marchio, il Comune di Lucignano

intende coinvolgere tutta la comunità locale perché i benefici di questo titolo ricadranno sul territorio nel suo complesso, dal punto di vista turistico e dello sviluppo delle attività produttive, ma anche per la tutela. Sarà presente il presidente dell’associazione Borghi più belli d’Italia che assegnerà ufficialmente il marchio. «Sono passati due anni da quando abbiamo fatto richiesta di inclu-

sione – spiega il sindaco Roberta Casini – sono stati due anni di lavoro, di sopralluoghi per i tecnici dell’associazione, siamo soddisfatti per aver superato i controlli serrati a cui siamo stati sottoposti». Del marchio si potranno fregiare tutte le attività del territorio lucignanese, per la cittadina dell’Albero d’oro si tratta di un’ulteriore

possibilità di promozione, il Comune è già Bandiera Arancione del Touring Club e insieme a tutti i municipi della Valdichiana ha compiuto tutti i passaggi per l’iscrizione del territorio nel Registro dei paesaggi storici del Ministero dell’Agricoltura. Un passaggio che consentirà di promuovere tutto il territorio circostante, mentre questo dei Borghi più belli d’Italia è come se fosse una medaglia esclusiva per la cittadina di Lucignano. «Sono pochi i Comuni che vantano questo riconoscimento – continua il sindaco Casini – per questo sarà possibile sfruttare dei canali dedicati ed esclusivi, sfruttando le caratteristiche dello stile di vita e delle produzioni di eccellenza».

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Foiano

Cresce l’attenzione per gli anziani Le novità alla Casa Famiglia e i progetti di inclusione con i giovani Novità alla Casa famiglia di Foiano. Sabato 21 dicembre, in occasione del pranzo di Natale, grazie al ricavato della cena di beneficenza organizzata alcuni giorni prima e al contributo di un’azienda del territorio, è stato installato un defibrillatore all’ingresso della residenza ed acquistata una nuova sedia a rotelle. La cena era stata organizzata dal Lions Club Valdichiana insieme agli operatori della struttura con il patrocinio del Comune. L’attenzione per gli ospiti non si ferma qui: sempre lo scorso mese si sono svolti una serie di incontri con i bambini delle scuole elementari, dove gli anziani, hanno risposto entusiasti ed emozionati alle tante domande rivolte loro dagli scolari, raccontando aneddoti e storie delle loro vite. Incontri

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che sono poi terminati con una bella sorpresa: le insegnanti avevano infatti organizzato una sensibilizzazione sul tema del «dono», iniziativa che ha permesso di consegnare un contribuito all’acquisto della carrozzina. Per gennaio è in programma un’altra novità: alcuni anziani si aggregheranno al progetto «Carnevale a Scuola», creato dall’associazione Carnevale di Foiano insieme all’Istitu-

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to Omnicomprensivo e giunto alla seconda edizione, unendosi ai ragazzi durante i pomeriggi trascorsi a conoscere i segreti dei maestri della cartapesta e a trasformare in piccole realizzazioni gli insegnamenti ricevuti. «Vogliamo che questi incontri tra generazioni siano sempre più frequenti. Sono iniziative che

permettono ai bambini di ascoltare storie di vita vissuta e conoscere la memoria del passato, ai nostri anziani di trascorrere momenti di serenità e gioia con i più piccoli, è un progetto che fa bene al cuore e all’anima. – sostiene l’Assessore alle politiche sociali Gabriele Corei (foto nel tondo), che ha ideato l’iniziativa – L’invecchiamento della popolazione è un dato di fatto e questa Amministrazione ha intenzione di stare vicino ai nostri anziani, così come ai nostri ragazzi, facendo sentire la nostra presenza e vicinanza e favorendo per questo l’interazione ed il coinvolgimento dei diversi attori protagonisti della vita sociale del Paese».


Cortona

Dopo un semestre, le prime cose fatte Il sindaco Meoni traccia un primo bilancio del lavoro in Comune Dai parcheggi alla viabilità, dalle tariffe comunali all’ambiente fino alla rottamazione della vecchia auto blu. Con l’arrivo del 2020 per il Comune di Cortona è tempo di stilare un primo bilancio degli interventi compiuti dalla nuova amministrazione. Li ricorda il sindaco Luciano Meoni. Per il Comune c’è un approccio inclusivo dei territori ai quali è assicurata una piena considerazione, guardando alla Montagna cortonese, il primo cittadino segnala la convenzione per l’affidamento in comodato di una porzione della pineta del monte Sant’Egidio, una zona alla quale molti cortonesi sono legati con affetto: «Come affermato nel programma elettorale – spiega Meoni – ci stiamo impegnando per riqualificarla. L’area sarà, quindi, ricompresa in una serie di pacchetti turistici, con itinerari previsti tra il monte Sant’Egidio, Castel Giudeo e Ginezzo».

Anche il capitolo lavori pubblici e ambiente merita particolare attenzione: a Terontola, in viale Michelangelo, è iniziato il progetto per la costruzione di una mini rotatoria per migliorare la sicurezza stradale; l’opera è stata possibile grazie al reperimento di risorse economiche adeguate. Per la viabilità, uno degli obiettivi è il completamento del parcheggio dello Spirito Santo. Il numero dei posti

auto sarà incrementato, poiché nella parte a monte dell’area si possono recuperare dai 15 ai 18 posti. Inoltre, per garantire la vigilanza della zona, in virtù di un apposito bando, si prevede l’installazione delle telecamere di videosorveglianza, di una sbarra di accesso e di un sistema elettronico di conta posti. «Abbiamo diminuito la tariffa per il rinnovo dei loculi nei cimiteri – dichiara il sindaco – il servizio

svolto da Cortona Sviluppo ha visto scendere le tariffe da 1.300 a 800 euro». Ma le novità non finiscono qui e riguardano anche l’ambiente con l’ordinanza per la ripulitura dei fossi, i primi risultati dei lavori compiuti già si vedono e sono stati evidenti durante le piogge delle ultime settimane. «Abbiamo richiesto al gestore Sei Toscana un nuovo piano per la raccolta differenziata dei rifiuti, oltre al prolungamento dell’orario di apertura dell’isola ecologica di Camucia, che dovrà passare da 24 a 48 ore settimanali, con l’obiettivo di incrementare la percentuale della raccolta differenziata». Infine, l’amministrazione comunale ha deciso di rottamare la vecchia auto istituzionale procedendo verso un piano di rinnovo del parco veicolare, più conveniente per il Comune, con la modalità dell’affitto a lungo termine per gli uffici Lavori pubblici e per la Polizia municipale.

Il Comune insorge: «Stop ai telefoni muti»

Azione con il Difensore civico: presentato esposto all’Autorità garante Risolvere in tempi brevi la situazione dei collegamenti telefonici in alcune zone del territorio cortonese, dove permane l’assenza del segnale di telefonia mobile, in particolare nelle aree di Pergo, Mercatale, Montanare, Montalla e nell’intero comprensorio della montagna. E’ l’obiettivo dell’incontro tra il sindaco di Cortona, Luciano Meoni, e il difensore civico regionale, Sandro Vannini, che si è svolto nel palazzo comunale cortonese. L’incontro era stato più volte sollecitato dal consigliere regionale Marco

Casucci e dai gruppi consiliari di maggioranza, il quali si erano fatti portavoce delle segnalazioni ricevute dal sindaco e dagli abitanti del luogo. Coloro che intendono avvalersi dei servizi di

telefonia mobile, si trovano, infatti, di fronte all’impossibilità di comunicare, restando esclusi dall’erogazione di un servizio che dovrebbe essere garantito. «L’assenza del segnale di telefonia mobile - dichiara il sindaco di Cortona, Luciano Meoni - rappresenta un impedimento che non può essere tollerabile, soprattutto per le conseguenze, anche gravi, che essa può determinare. Il comune di Cortona, con il supporto del consigliere regionale Marco Casucci, si sta impegnando per garantire la copertura di

quelle aree non raggiunte dal segnale. Un primo intervento ha riguardato l’installazione di una rete mobile Wi-fi, in grado di assicurare una parziale copertura della zona e che è servita a dare una risposta preliminare alla mancanza dei collegamenti. Ma non può bastare». Dal canto suo, il difensore civico regionale, Sandro Vannini, presenterà un esposto ufficiale ad Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) per la verifica del segnale di telefonia fissa e mobile nella zona della città di Cortona.

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Marciano

Dopo i cantieri riaprono due impianti Si concludono i lavori al campo polivalente di Cesa e al palazzetto

Tempo di novità sul fronte delle strutture sportive a Cesa e Marciano, il Comune conclude due importanti lavori che riguardano gli impianti a servizio della comunità locale. Sono partiti lo scorso mese i cantieri al campo polivalente di Cesa e alla palestra di Marciano un doppio intervento reso possibile grazie ad un finanziamento a fondo perduto di 50 mila euro che il Comune ha integrato con risorse proprie. Il risultato è la realizzazione del

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nuovo anello antincendio e l’adeguamento dei locali per atleti e pubblico del palazzetto di Marciano: un nuovo bagno per disabili, ristrutturazione idraulica dei sanitari e tutta una serie di accorgimenti che permetteranno di aumentare la capienza finora limitata a 100 persone. Altre novità riguardano l’impianto sportivo polivalente di Cesa dove, per l’adeguamento ai regolamenti vigenti, vengono realizzati la nuova inferme-

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ria e l’ampliamento degli spogliatoi. «Si tratta di un primo passo – dichiara l’assessore ai Lavori pubblici – Gionata Salvietti (foto) – per migliorare la situazione delle strutture sportive nel nostro territorio. Meteo permettendo, grazie ad un finanziamento Gal di 40 mila euro ottenuto dalla precedente amministrazione, sarà possibile anche intervenire nei due giardini pubblici di Marciano e

Cesa, con nuovi giochi per bambini, manutenzione e nuova recinzione». «Siamo soddisfatti di iniziare a dare delle risposte – dichiara l’assessore allo Sport Leonardo Magi – abbiamo recentemente festeggiato il ventesimo anno di attività dell’associazione Atletico Valdichiana (foto in basso) e anche questo è un buon auspicio per la crescita del movimento sportivo locale».


Castiglion F.no

Una scommessa vinta per lo sviluppo Mezzo milione di euro per gli investimenti grazie al nuovo ufficio Assegnati a Castiglion Fiorentino 500 mila euro. Dal 2018 il Comune si è aggiudicato bandi per un importo di 492 mila euro, per la precisione, attraversando trasversalmente tanti settori: il comparto turistico, la sicurezza stradale, la riqualificazione urbana, i valori sociali. A due anni dalla costituzione dell’Ufficio Sviluppo, il Comune stila un bilancio sulle risorse ottenute per il territorio, che sono il risultato di scelte in materia di personale e di formazione specifica. Nello specifico, tra gli altri, 56 mila euro sono stati ottenuti per la sicurezza stradale (per l’incrocio nel centro abitato di Castroncello), 5 mila euro per la ristrutturazione del monumento della Grande Guerra, 20 mila euro per il miglioramento della segnaletica turistica

e nuovi arredi per il centro commerciale naturale, 180 mila euro per il progetto europeo denominato «FAIRPLAY 4eu, 58 mila per la realizazione dell’area denominata per «Famiglie Campo del Cilone», 100 mila per la creazione del Punto Book Shop al parco del Cassero e 20 mila per l’area camper. Prima del 2017, anno in cui, come detto, è nato l’Ufficio Sviluppo, il comune di Castiglion Fiorentino si è accaparrato un bando da 75 mila euro per l’installa-

zione dei semafori per non vedenti, 205 mila euro per la sicurezza stradale che ha compreso il progetto «30 e Lode», la realizzazione della rotonda «Aldo Moro» e l’attraversamento pedonale ad illuminazione incrementale lungo la Sr71, oltre a 12 mila euro per il decoro urbano con l’acquisto di foto trappole, cestini e posacenere per il centro storico. «L’ufficio ha come scopo

la massima sinergia istituzionale nelle attività di sviluppo economico e promozione territoriale della città castiglionese. In attesa, quindi, che le politiche europee e nazionali si orientino verso la crescita economica, cerchiamo attraverso questo ufficio di intercettare risorse per aumentare la nostra capacità d’attrattiva turistica ma anche dal punto di vista commerciale e imprenditoriale. Per raggiungere l’obiettivo bisogna offrire un luogo appetibile e accessibile. Pertanto, la scelta d’istituire l’Ufficio Sviluppo, visti i risultati portati in tutti i campi, posso tranquillamente dire che abbiamo vinto la scommessa» ha concluso il sindaco Mario Agnelli.

«Facciamo cultura mettendoci in ascolto» Tornano gli Stati generali, partecipa con l’hashtag #domandacultura

Al via a Castiglion Fiorentino la progettazione della quarta edizione degli Stati Generali della Cultura dal titolo «#4 Definire Cultura – Sfide e risorse di un sostantivo femminile precario», promossa dall’Amministrazione Comunale e in particolare dall’Assessorato

alla Cultura e dall’Assessore Massimiliano Lachi con l’ideazione e l’organizzazione affidata a Officine della Cultura. Punto di partenza i risultati conseguiti nel corso delle precedenti edizioni per chiudere idealmente il cerchio su una definizione diffusa e condivisa del sostantivo «cultura» delineando le sfide che proprio la cultura è chiamata ad affrontare nel prossimo decennio, nel territorio della Valdichiana aretina e nello stesso tempo, per la loro portata, ben oltre il territorio nazionale. «Il titolo, provocatorio, rimanda alla provvisorietà e, se vogliamo, alla mancanza di garanzie di stabilità

che riguarda non solo la definizione di «cultura» ma il lavoro stesso in ambito culturale. Invece la cultura resta un potente strumento economico e di crescita, per tutta la comunità» ha dichiarato l’Assessore Lachi (nella foto insieme a Gianni Micheli di Officine della Cultura). Ancora da svelare i relatori che animeranno le tre giornate di studi degli Stati Generali della Cultura, in programma per i prossimi 20, 21 e 22 marzo 2020. Di certo si sa che la traccia che farà da filo conduttore alle giornate di «definire cultura», a livello globale e nazionale, prenderà spunto incontrando da un lato esperienze che hanno già

avuto modo di compiere un analogo processo di analisi e dall’altro dai 17 obiettivi dell’Agenda 2030 firmata dai 193 paesi membri dell’ONU, tra cui l’Italia. A livello locale, invece, sarà sviluppata la collaborazione con l’Associazione Culturale L’Ulcera del Signor Wilson e incrementata la partecipazione degli studenti del Liceo «Giovanni da Castiglione» invitati ad elaborare una propria ed originale definizione di cultura. Gli Stati Generali della Cultura invitano i lettori fin da oggi a porre le proprie domande ai rispettivi amministratori attraverso l’uso dell’hashtag #domandacultura che sarà promosso attraverso i social.

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Storia

Cento anni fa nasceva il Circolo Operaio

Chiuso da due anni per questioni strutturali, un luogo simbolo di Cortona « Il 2020 sarebbe stato il suo Centenario, invece c’è una porta chiusa. Il Circolo Operaio «Luca Signorelli» ubicato nell’immobile del teatro è inaccessibile, chiuso per questioni strutturali da ormai diversi mesi, rappresenta una ferità per la città di Cortona. «Anche se è da un po’ che non ne sentiamo più parlare – afferma il presidente Luciano Cuculi – voglio rassicurare tutta la popolazione che il ‘Circolo’ è ancora attivo, perché ha persone che credono in lui, ma a quanto pare ha avuto non poche difficoltà». È nato intorno al 1920 ad opera del socialista Osvaldo Lorenzini, ma chiuse poco dopo, durante il ventennio fascista, per riaprire poi nel ’45, quando era sindaco Faralli (socialista), e da lì è stato il fulcro, il centro per Cortona stessa, perché era l’unico locale di ritrovo degli anni del Dopoguerra. In quel periodo però non c’era solo il Circolo Operaio: erano presenti il Circolo Acli e il Circolo Benedetti. Il primo era quello con identità più cattolica; mentre il ‘Benedetti’ era quello della piccola borghesia più «rampante»; il Circolo Operaio era quello frequentato dalla gente comune, dai lavoratori. Un luogo che ha vissuto un’epoca di grande splendore soprattutto intorno agli

anni 50/60: contava una presenza di 600 soci. Era uno dei pochi locali nel circondario ad avere la televisione, ma non era solo un bar, bensì svolgeva una funzione ricreativa. Ci venivano organizzate anche serate in occasione delle festività, funzionava da volano per città, visto che non c’erano locali o bar in cui la gente potesse mettersi a sedere anche solo per fare due chiacchiere. Dalla fine del secondo conflitto mondiale è sempre stato aperto, e molta gente vi si recava anche per avere incontri con gli esponenti amministrativi, sindaci e consiglieri, in modo da discutere di politica e

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Un luogo simbolo di una vitalità che non c’è più Sarebbe potuto essere un bellissimo centenario, pieno di ricordi, di emozioni, di personaggi che sono transitati per queste stanze, stanze che nel loro piccolo hanno fatto la storia sociale della città di Cortona. Invece il Circolo Operaio Luca Signorelli è transennato perché pericoloso e per ora non si può ipotizzare una riapertura. Una storia gloriosa che si è interrotta alcuni anni fa per questioni strutturali, così l’unico circolo del centro storico della città è inaccessibile. Arrivederci alla sala da biliardo, tanti saluti a quell’atmosfera unica che solo un luogo così carico di umanità riesce trasmettere. Massimo Pucci

La cerimonia di consegna dei diplomi dell’Università della Georgia (foto gran Signorelli, a destra la sala durante la presentazione del libro di Tito Barbini, apr

Ci vuole un’assemblea di condominio

Per far partire i lavori e consentire la riapertura dello storico circolo oc i proprietari dell’immobile costituiscano il condominio. Fra questi ci son Accademia degli Arditi e Comune di Cortona e il primo passaggio per quello di calcolare i millesimi con cui verrà suddivisa la proprietà. La p del condominio prevede un accordo fra le parti, dopodiché ciascuna de il conto spettante dei lavori che avverranno anche in parti comuni, qui condominiali.


Storia

o «Luca Signorelli», ma ora rischia l’oblio

«vittima» dello spopolamento del centro. Servono soldi e idee per ripartire

del Circolo già in giovane età e da allora l’ha sempre frequentato, fino a farne quasi una seconda casa, diventandone presidente: «Il nostro circolo – incalza – ha cominciato a perdere la sua identità nel momento in cui la popolazione cortonese ha iniziato a diminuire e l’identità della città stessa è diventata sempre più offuscata, fino ad avere sempre meno importanza». La sede storica è sempre stata collocata in piazza Signorelli n. 14, ma dal 2017 è stata chiusa per problemi strutturali del tetto, che hanno dichiarato inagibile l’accesso ai locali stessi. La proprietà della sede è interamente del Comune e ancora oggi, dopo 2 anni non si conosce se possa esistere una soluzione che porti alla riapertura. «I lavori sono stati promessi dalla precedente amministrazione – dichiara Cuculi – eravamo stati rassicurati che tutto si sarebbe risolto in tempi brevi». Negli ultimi anni, nella stessa struttura, erano presenti anche altre associazioni, fra cui gli «Amici di Vada», «Cicloclub» e il «Club della Fiorentina» che hanno dovuto trovare nuove sedi. «Sta mancando un vero e proprio punto di riferimento per la cittadinanza – dichiara il presidente – Da quanto sappiamo ancora non sono partite neanche le pratiche amministrative o un bando per il proget-

nde), nella foto a sinistra Luciano Cuculi, presidente del Circolo Operaio Luca rile 2016 (grazie a valdichianaoggi.it)

ccorre che no sicuramente i condomini sarà parte costitutiva elle istituzioni saprà indi a tutti gli effetti

del territorio. In quel periodo il circolo era considerato anche un centro per svolgere gare di biliardo, di carte, non mancava anche una biblioteca ed era pure un palcoscenico per spettacoli teatrali. «Con l’avvento del turismo e dei locali diffusi – ricorda Cuculi - la gente ha iniziato a spostarsi e, quasi, a dimenticarsi di questo luogo, c’è stata una diminuzione dei soci e di frequentatori esterni, ma ha sempre continuato a funzionare». L’attuale presidente Cuculi entrò a far parte

to, ancora all’interno del circolo sono presenti molte cose, anche di antiquariato che chissà in che stato versano in questo momento... e sono già passati due anni. A breve avremo un incontro con la nuova amministrazione comunale, speriamo che si trovi una soluzione». Oltre che essere un bene pubblico, la struttura che ospita il Circolo Operaio è un punto di riferimento per la comunità locale, anche nei più piccoli paesini c’è un circolo dove è possibile ritrovarsi e stare insieme, organizzare incontri e appuntamenti culturali. Martina Concordi

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Inchiesta

Ultimo tentativo Riparte la chirurgia ortopedica e si lavora al pronto soccorso, ma servirebbe una terapia d’urto per l’«ospedale dimezzato»

Le strategie di rilancio dell’azienda sanitaria in controluce Ha lavorato per un anno a metà regime, il presidio della Fratta sembra aver passato una lunga fase di convalescenza, dopo uno di quei malanni che ti bloccano a letto. La speranza è che si sia trattato di qualcosa di passeggero e che non dipenda da quell’insostenibile leggerezza con cui la struttura è nata, priva di alcuni reparti essenziali. Oltre ad un percorso rigenerante, per l’ospedale della Valdichiana servirebbe anche un rilancio di immagine, molto infatti dipende da come se ne parla e dalle «recensioni» dei pazienti, in particolare di quelli del pronto soccorso.

È di nuovo il momento dei buoni propositi per l’ospedale della Fratta, siamo appena passati dalla conferenza stampa degli annunci e delle rassicurazioni, quelle che sono arrivate dal nuovo direttore generale della Asl Toscana sud est insieme alla conferenza dei sindaci, lo scorso 19 dicembre. A noi è sembrato l’ultimo tentativo di cercare di «salvare la vita» al presidio sanitario della nostra vallata, reduce da un «matrimonio» ormai finito con gli ospedali della

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Valdichiana e dell’Amiata senese e afflitto da problemi congeniti rispetto alla sua pur giovane età. Difetti di nascita che si sono acuiti, diremmo con un parallelismo medico, nella fase della pubertà dove il «Santa Margherita» è stato privato di alcune dotazioni, dalla chirurgia d’urgenza al reparto spdc, che però, dicono gli esperti, non potevano stare in piedi per limiti strutturali, ovvero come diremmo noi, di corporatura. L’ospedale infatti, come abbiamo già

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avuto modo di sottolineare in precedenti inchieste, è nato male essendo sprovvisto di alcuni elementi essenziali per essere compiutamente definito tale: non c’è mai stato un punto nascita, mai prevista una rianimazione. Senza parlare dei limiti logistici: ubicazione in una zona con infrastrutture stradali da fine ‘800 e scarsità di collegamenti dei mezzi pubblici. Sarebbe assurdo chiedere di risolvere questa serie di magagne all’attuale diret-

tore generale e ai sindaci del territorio, ci sono dei problemi genetici che infatti non possono trovare una risposta, tuttavia su alcuni aspetti occorrerebbe porre attenzione. Nell’interesse di tutti la speranza è che ciò possa accadere. Il dg Asl Antonio D’Urso si è presentato pubblicamente ai media in Valdichiana dopo sette mesi dalla nomina a successore di Enrico Desideri, ci auguriamo che tutta questa «rincorsa» prefiguri un rilancio effettivo del nostro ospedale.


Che anno è stato il 2019 per l’ospedale della Valdichiana? Per una descrizione efficace guardiamo ai numeri delle attività svolte alla Fratta, non prima di aver segnalato le novità più recenti. Lo scorso novembre, dopo alcuni mesi dalle dimissioni del dottor Patrizio Caldora e di altri due professionisti dello staff di chirurgia robotica ortopedica, sono arrivati i «rinforzi», la nuova equipe è composta da Marco Mocchi, Roberto Redi e Pasquale Guastafierro. L’incarico al dottor Mocchi è arrivato lo scorso mese di giugno, a settembre è poi ripartita l’attività con la strumentazione robotica, mentre le dimissioni di Caldora risalgono ad un anno fa, era il mese di gennaio. A settembre 2018 l’ospedale era stato dotato di una nuova tac, ma l’attività e le notizie più significative del 2019 sono arrivate dalle associazioni di volontariato, in particolare dal Calcit che ha confermato e potenziato il Servizio Scudo attraverso l’adozione di un servizio di assistenza psicologica e con il pagamento di una borsa di studio per un’attività di ricerca al servizio del reparto di Cardiologia del nosocomio, dove viene svolta un’indagine nel campo della cardio tossicità dei farmaci anti tumorali. Significativo anche quanto realizzato da Avo (associazione volontari ospedalieri) che ha tenuto un corso di formazione per istruire nuovo personale. Nel frattempo il numero di posti letto rispetto al 2018 è rimasto stabile a 73 unità, fra ordinari (60), day surgery (7) e day hospital (6). Si registra un calo nel tasso di occupazione dei posti letto: nei primi 9 mesi del 2019 è stato del 52% (nello stesso periodo del

2018 era invece il 56,4%). Il reparto che «lavora di più», ovvero quello con con la percentuale più alta è la Cardiologia (77,59%) e quella più bassa in ortopedia (25,37%). Il tutto deriva dallo stop all’attività chirurgica protesica dovuta all’addio della vecchia equipe del dottor Caldora, prima dell’avvio della nuova squadra del dottor Mocchi. I ricoveri in questo reparto sono infatti passati dai 674 del 2018 ai 338 del 2019, nel periodo gennaio-ottobre. Tornando al dato del tasso di occupazione dei posti letto, occorre chiarire che la flessione maggiore, pari a circa il 30%, è avvenuta nel passaggio fra 2017 e 2018, si è passati dall’80% al 56,4%, dopodiché il trend registra un ribasso di ulteriori 4 punti. Questa variabile spesso è utilizzata per indicare la produttività di una struttura sanitaria, il fatto che i letti siano occupati indica un utilizzo a regime efficiente di un sistema di cura, va da sé che una percentuale come quella della Fratta nel biennio 2018/19 indica un sotto utilizzo del nosocomio, a fronte di una domanda crescente di interventi chirurgici testimoniata dalla nascita di centri chirurgici privati nel bacino di utenza locale. Significativi anche i trend degli interventi chirurgici (compresi quelli avvenuti in regime ambulatoriale) nel periodo gennaio-ottobre: ce ne sono stati 6 in odontoiatria (nel 2018 non ne erano avvenuti); 5 in urologia (nel 2018 non ne erano avvenuti); sono cresciuti a 57 quelli avvenuti in anestesia/rianimazione (nel 2018 erano 25); leggera flessione per la chirurgia generale: 656 mentre nel 2018 erano stati 685; leggera crescita per l’oculistica: 303, l’anno

OSPEDALE A METÀ, l’occupazione dei posti letto dal 2017 al 2019 ha subito un calo di trenta punta assestandosi a poco più del 50%, le altre attività non ortopediche hanno retto e in parte sono cresciute

NUOVA EQUIPE, insieme a Pasquale Guastafierro, il dottor Roberto Redi e il nuovo primario Marco Mocchi compongono la nuova squadra che si occupa della chirurgia protesica

VOLONTARIATO IN PRIMO PIANO, dal corso organizzato da Avo alle iniziative del Calcit Valdichiana, qui sopra le psicologhe Valentina Di Chiara e Lucia Pini insieme al presidente Giovanni Castellani al dottor Franco Cosmi e al ricercatore Emanuele Gnerucci

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Inchiesta prima erano stati 299; quasi dimezzati quelli in ortopedia passati dagli 833 del 2018 a 411); sono stati effettuati 37 interventi in ostetricia (nel 2018 non ne erano stati eseguiti); cresciuti quelli in Pma: 408, mentre nel 2018 erano stati 383). Il saldo complessivo è negativo, si tratta di 1913 interventi contro 2225 nel confronto fra 2019 e l’anno precedente, in altre parole l’attività chirurgica non ortopedica non è riuscita a compensare il calo di quella ortopedica. La crescita del numero degli interventi ortopedici che ci attendiamo nel 2020, grazie alla nuova equipe, unita alla stabilizzazione del numero degli altri interventi non ortopedici, potrà portare quest’anno la Fratta ad avvicinarsi a quota 2500, ma questa è solo una previsione. Nel 2019, i dati si riferiscono ai primi dieci mesi, sono aumentati gli accessi al pronto soccorso, sono stati 11.124, rispetto agli 11.008 di un anno prima. Oltre 9 mila utenti sono residenti in Valdichiana e un migliaio vengono da fuori regione.

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Ecco la «cura D’Urso» per l’ospedale della Fratta Ecco quanto annunciato dall’azienda sanitaria per il rilancio dell’ospedale. Il piano, secondo quanto annunciato dalla Asl è ancora in fase di integrazione, si attendono ulteriori proposte da parte degli operatori che ci lavorano, l’obiettivo è aumentare l’attività e quindi il numero di accessi e ricoveri in ospedale. Il tutto nella direzione di accorciare le liste di attesa, ovvero quella che definivamo «domanda di salute». Sarà potenziata l’Oculistica, da una seduta chirurgica se ne faranno tre ogni settimana, attualmente per un intervento di cataratta si aspettano 8 mesi. Per l’Ortopedia, la Asl ha annunciato l’arrivo di una geriatra che entrerà a far parte del percorso orto-geriatrico, dando un contributo importante nel trattamento dei pazienti anziani. Inoltre sarà ripristinata l’attività chirurgica per la frattura del femore nelle 24/48 ore. Il robot Maco resta alla Fratta, l’equipe dei chirurghi sta lavorando intensamente per tornare ai numeri storici, inoltre la Fratta sarà utilizzata anche per i casi

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di traumatologia minore provenienti da Arezzo o Nottola. Per la Ginecologia la Asl assicura a inizio anno l’arrivo di un medico specialista che garantirà l’attività in essere, inoltre da Arezzo saranno destinate in Valdichiana le pazienti con determinati requisiti. A metà gennaio partiranno i lavori per il pronto soccorso, investimento da 140 mila euro, il cantiere durerà fino ad aprile, ma l’operatività della struttura non subirà riduzioni rispetto allo stato attuale, ci saranno solo degli accorgimenti per lo spostamento dell’area di osservazione, mentre è in arrivo un medico in più a partire dal mese di marzo. A inizio anno prenderà il via anche l’attività di Medici-

na Rigenerativa per trattare pazienti con patologie osteomioarticolari degenerative e traumi sportivi; ma servirà anche per accelerare processi cicatriziali e/o riparativi post-chirurgici in ferite difficili e in fistole cutanee oltre che in casi di ulcere cutanee e ustioni, oltre che essere applicata anche alle attività di procreazione medicalmente assistita. Fra le novità organizzative è stato deciso il trasferimento del direttore della Zona Distretto Anna Beltrano, finora presente nella casa della salute di Camucia, la dirigente si sposterà fisicamente in ospedale, per un maggior coordinamento e una migliore risposta alla cittadinanza.


Obiettivo rilancio, ma il tentativo estremo è in salita Saranno stati i sette mesi di attesa prima di «offrirsi in pasto alla stampa» che hanno fatto crescere «l’appetito di informazioni». Dopo il pensionamento del precedente dg, il nuovo ci ha messo un po’ prima di incontrare i giornalisti in Valdichiana. Sarà stato per questo che Antonio D’Urso (foto nella pagina a fianco) è stato oggetto di una raffica di domande in questa prima, tardiva, conferenza stampa. D’Urso è di origini catanesi, ha lavorato ai vertici di aziende sanitarie a Prato, Lucca, Roma e Sassari, come medico ha una specializzazione in anestesia e rianimazione. Fra le prime decisioni del nuovo direttore c’è stata per l’appunto quella del «divorzio». Il precedente «matrimonio con i senesi Nottola e Abbadia» era stato deciso dal suo predecessore. Nel corso del 2019 nella Valdichiana aretina i sindaci hanno però richiesto maggiore attenzione per l’ospedale della Fratta, appena arrivato D’Urso li ha accontentati, resta solo da attendere il via libera alla «separazione consensuale» da parte dei primi cittadini della vallata senese che hanno fissato un incontro con il dg a gennaio. Per questa ragione la novità del «divorzio» non è stata messa nero su bianco nel comunicato della Asl. Durante il suo debutto coi media della Valdichiana il dg è incappato in alcuni «incidenti di percorso», ad esempio ha confuso spesa sanitaria con investimenti e ha mostrato incertezze quando ha dovuto giustificare la «sperimentazione» del 118 a Siena, dove nelle ambulanze a furor di popolo sono tornati i medici, invece degli infermieri. Alla domanda sulla possi-

bilità di invertire il «peso regionale» della Valdichiana in Regione, D’Urso ha infatti sostenuto che la disparità di investimenti (la Valdichiana aretina è la cenerentola della Asl Toscana sud est, a sua volta fanalino di coda fra le tre aziende toscane) dipende dalla demografia. La risposta è quanto mai discutibile, gli investimenti dipendono soprattutto dalla strategia aziendale e D’Urso dovrebbe sapere la ragione per cui in Valdichiana stanno fioccando centri diagnostici privati. Negli ultimi mesi ne sono nati altri due fra Camucia e Foiano e guarda caso sono entrambi dotati di macchine per la risonanza magnetica. Sistemi che evidentemente l’azienda pubblica avrebbe potuto acquistare per far fronte ad una «domanda di salute» presente nel territorio. Il fatto che imprenditori privati lo abbiano fatto al posto della Asl testimonia che il territorio avrebbe potuto mettere a frutto investimenti che invece ha preferito non fare. Gli unici fondi che sono stati annunciati sono quelli relativi ai 140 mila euro che serviranno a rifare una parte del pronto soccorso della Fratta, altra progettazione «con difetti congeniti», in altre parole soldi che se il lavoro fosse stato ben concepito in origine, non si sarebbero dovuti spendere. Sulla qualità dell’ipotesi di ristrutturazione non possiamo fare valutazioni, infatti il progetto non è stato dettagliato, tuttavia non siamo fra i pessimisti cronici e ci auguriamo che la «cura D’Urso» abbia positivi effetti sull’ospedale. C’è tuttavia da registrare che questa iniziativa rappresenti a tutti gli effetti l’ultimo tentativo, nel senso di tentativo estremo, di rilanciare il presidio.

PRONTO SOCCORSO, ad aprile si dovrebbe concludere il restyiling della struttura durante il cantiere non ci saranno particolari disagi per gli utenti, solo qualche variazione nell’area di osservazione dei pazienti

INNESTI, sul fronte amministrativo la dirigente del distretto Anna Beltrano dalla Casa della salute di Camucia andrà alla Fratta dove in cabina di regia c’è Rosa La Mantia

RISPOSTE, le hanno chieste i sindaci della Valdichiana aretina e sono particolarmente attese. I primi cittadini vogliono contare di più nelle politiche per la salute

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Proposte

Una forza indipendente per il cambiamento Nuovo argine al populismo, riparte Cortona Civica, la voce delle idee

Con le elezioni del 26 maggio u.s. si è aperto uno scenario inedito per i cittadini cortonesi: per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana, il nostro Comune è amministrato dal centrodestra. Il timore che le forze retrive e conservatrici, il sovranismo e il populismo s’impadronissero anche del nostro Comune, è divenuto realtà. Allo stesso tempo, l’opposizione ha un’unica voce, quella timida di un Partito Democratico, che, ulteriormente indeboli-

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to dalle ultime scissioni, fatica ancora a comprendere le ragioni della propria sconfitta. La presentazione si è tenuta lo scorso 30 novembre al Caffè la Saletta di Cortona, erano presenti i sostenitori, oltre a Federica Gabrielli e Alessia Redi (foto) , rispettivamente presidente e vice dell’associazione. In questo contesto è costituita l’associazione politico – culturale, senza scopo di lucro, «Cortona Civica, la voce delle idee!».

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L’Associazione nasce per volontà di persone provenienti da diverse esperienze culturali, professionali e politiche, accomunate dalla voglia di impegnarsi per far rispettare e promuovere i diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione, per far sentire la propria voce nel territorio comunale e per incidere nelle scelte degli amministratori locali. Si colloca nell’area del riformismo progressista, nell’ambito dei valori di democrazia, accoglienza e solidarietà.

«Cortona Civica, la voce delle idee!» vuole essere un luogo di riflessione e di progettualità politica, di incontro e confronto, un laboratorio di idee al servizio di tutto il territorio comunale. Con il supporto di quanti vorranno mettere a disposizione le proprie capacità e le proprie professionalità, l’Associazione si propone di «monitorare» l’attività della nuova Amministrazione Comunale e, allo stesso tempo, di «pungolare» l’opposizione. Gli strumenti attraverso cui si propone di operare sono convegni, seminari, ricerche, e ciò nella profonda convinzione che lo studio, l’approfondimento e la conoscenza siano indispensabili per la buona qualità della politica. L’Associazione non si identifica con un fondatore né con i primi firmatari del suo atto costitutivo, ma con tutti coloro che decideranno di sostenerla e di portare avanti e sviluppare questo progetto.


Manifestazioni

Quella sfida che accende una città intera

Sei mesi al Palio dei Rioni, le prime mosse verso la prossima edizione

Domenica 21 giugno si correrà la 42esima edizione del Palio dei Rioni e la macchina organizzativa ha già mosso i primi passi con la nomina del nuovo magistrato e l’apertura del bando per la realizzazione del drappo 2020. Partiamo da questa iniziativa che da qualche anno ha una grande eco nel mondo dei disegnatori, quindici bozzetti in gara nel 2019, quest’anno si annuncia ancora più partecipata la competizione. La scadenza per la presentazione delle

opere è il 20 febbraio, al vincitore andranno 500 euro, a giudicare ci sarà la giuria della Commissione Drappo dell’Ente Palio. Il nome dell’autore del nuovo drappo sarà reso noto entro il 15 marzo, l’opera sarà presentata durante la Gara fra i musici e gli sbandieratori, che si terrà il 13 giugno. Per competere occorre rispettare una serie di criteri specificati nel bando, fra questi la presenza dei tre cavalli, dei colori dei rioni e la simbologia che richiami la dedica alla Madonna del Rivaio.

Per tutta questa serie di indicazioni l’Ente Palio mette a disposizione il suo supporto per i disegnatori. L’Ente Palio, oltre al premio in denaro, assicura al vincitore ampio risalto grazie al coinvolgimento che come di consueto vede la manifestazione al centro di media locali e del settore delle rievocazioni storiche. Il Palio dello scorso anno (foto nel tondo) era stato disegnato da Katia Pirozzi. Intanto la Commissione Superiore dell’Ente Palio ha eletto Dino Cirelli (foto

nel tondo) magistrato per la prossima edizione. L’Ente Palio ha espresso unanime ringraziamento ad Alessandro Singali che dopo tre anni nel ruolo non ha ripresentato la candidatura. Cirelli era già stato magistrato nel biennio 2014/15, il suo è un ritorno ma si troverà a gestire una manifestazione che è cambiata e cresciuta nel giro di pochi anni. Le prossime settimane serviranno a conoscere eventuali novità che potrebbero caratterizzare l’evento.

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Cucina

La rivincita di «Campaldino», a tavola

I «Grifi all’aretina» possono avere la meglio sul lampredotto

Ormai non c’è più tempo, è quasi in via di estinzione: noi giovani, ubriacati dalla formula «all you can eat» (mangia quanto puoi), non abbiamo la più pallida idea di cosa sia; i ristoratori raramente, anzi quasi mai, osano proporlo nei loro menù; le nostre nonne, valorose massaie, hanno soltanto qualche sbiadito ricordo riguardo. Il grifo, espressione culinaria della campagna aretina, è ormai impresso soltanto nella memoria dei più partigiani conservatori e puristi della gastronomia locale. Non di meno, affinché questa ricchezza non vada persa come lacrime nella pioggia, è onere di chi ha l’onore di scrivere tra queste pagine cercar di riesumare l’antica ricetta, patrimonio della nostra terra. Signori, a voi: il grifo all’aretina. Innanzitutto chiariamo, con la riserva che qualcuno cambierà pagina per lo sgomento, di cosa stiamo parlando. Il grifo è il muso della vitella, il cosiddetto quinto quarto o, come altri dicono, le frattaglie della bestia. Nella ricetta impiegheremo, preventivamente

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private della parte grassa, le parti più callose e magre e, alpiù, anche la guancia per arricchire il piatto. Pare all’unisono che la nostra ciccia vada sbollentata in acqua c a l d a almeno una volta, se non un paio con un po’ di aceto. Nel mentre, mettiamo a soffriggere in casseruola i nostri odori: carote, sedano, cipolle, prezzemolo, alloro, timo, chiodi di garofano, pepe, bacche di ginepro, pepe-

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roncino e, addirittura, scorza di limone a sgrassare e noce moscata vanno bene, la scelta dipende dalle vostre papille gustative. Dunque, trasferiamo i nostri grifi ben scolati nell’intingolo per rosolarli e sfumarli con un bicchiere di vino (umilmente opterei per un rosso, anche se taluni prediligono il bianco). A questo punto è necessario - anche se in dottrina una parte è contraria - aggiungere o del

concentrato di pomodoro o pomodori pelati o passata di pomodoro. Anche in questo caso la scelta ricade su di voi ma privilegiate un prodotto di buona qualità così da evitare che il piatto assuma un sapore acido. A questo punto lasciamo cuocere lentamente il tutto finchè i grifi non diventeranno teneri tanto da sciogliersi in bocca (alcuni li preferiscono più scrocchiarelli, de gustibus). Salateli nell’atto finale e serviteli caldi con almeno mezza pagnotta di pane. Non fare la scarpetta è blasfemo. Il grifo nasce nelle nostre povere campagne dove delle poche chianine a disposizione non si doveva sprecare nulla. Anche qui, il genio aretino è riuscito ad elevare l’umile natura della materia prima sino ad un piatto di cotanta nobiltà. Oggigiorno, il grifo trova una sua ennesima declinazione quale street food sotto il nome di pan coi grifi. Ebbene sì, la sfida con il lampredotto è ufficialmente aperta: sarà la rivincita della Battaglia di Campaldino. Luca Amodio


Eventi

È in arrivo un «Carnevale Olimpico» Novità a Foiano, ecco il tema dell’edizione 2020 ancora più ricca Saranno le Olimpiadi il tema della prossima edizione del Carnevale di Foiano, la novità è stata resa nota dall’Associazione che organizza la manifestazione. A proposito, il conto alla rovescia è già a buon punto, i carri saranno svelati domenica 2 febbraio, confermata la formula con cinque uscite e gran finale con il Testamento di Re Giocondo il primo di marzo. Cresce l’attesa di conoscere il programma completo della manifestazione che sarà dedicato alle Olimpiadi e quindi alla competizione che ogni quattro anno mette di fronte gli atleti dei paesi dei cinque continenti su tantissime discipline sportive, il 2020 infatti sarà l’anno della 32esima Olimpiade, anche Foiano celebrerà quest’evento globale grazie allo sponsor

Decathlon Arezzo. I giochi si svolgeranno a Tokio dal 24 luglio al 9 agosto, ma questa è un’altra storia. A Foiano l’attenzione è tutta puntata agli «uscioni» ovvero alla cerimonia di apertura dei portelloni dei cantieri con l’uscita dei quattro carri allegorici di Azzurri, Bombolo,

Nottambuli e Rustici, in rigoroso ordine alfabetico, visto che quello ufficiale, della prossima manifestazione, sarà come sempre scelto nel sorteggio della presentazione dell’evento. L’appuntamento si terrà nella sala Gervasi del centro di Foiano, nel pomeriggio di giovedì 30 gennaio. Qui

conosceremo anche i temi dei carri e le prime indiscrezioni verbali, per ammirare i giganti di cartapesta si dovranno attendere le ore prima della sfilata. Ultima novità è quella del «Carnevale a scuola», dopo il successo dell’anno scorso che ha visto coinvolti i bambini di quarta elementare dell’Istituto Omnicomprensivo «Marcelli», in questa edizione saranno presenti anche le classi terze. Tutti i bambini sono seguiti dai ‘Maestri’ della cartapesta in un nuovo laboratorio ancora più grande. Questo progetto fortemente voluto dall’Associazione Carnevale di Foiano, viene supportato dai DJ’S for children, in collaborazione con l’Istituto «Marcelli» e il Comune di Foiano della Chiana.

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Fisco

Regime forfettario: le novità del 2020

Confermato il regime per le partite Iva «under» 65mila euro

Nuovi limiti e requisiti per il regime forfettario 2020, le novità sono contenute nella Legge di Bilancio. La cosiddetta «Flat Tax» per le partite iva subisce alcune modifiche secondo quanto riportato dal testo ufficiale della Finanziaria. Le modifiche al regime forfettario si pongono tre obiettivi fondamentali, come spiega la relazione illustrativa alla Legge di Bilancio: ridurre la pressione tributaria sulle partite Iva; semplificare gli adempimenti tributari; porre le condizioni affinché il corretto

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adempimento sia spontaneo, contrastando i comportamenti evasivi ed elusivi. La flat tax fino a 65 mila euro rimane invariata, con aliquota del 15%, ma sono stati reintrodotti limiti relativi alle spese per i compensi al personale o ai collaboratori, per un totale che non può essere superiore a 20.000 euro lordi, mentre non ci sono limiti che riguardano le spese per i beni strumentali. Viene reintrodotto anche il limite dei 30.000 euro di reddito massimo percepibile da lavoro dipendente o da pensione, pena l’esclusione

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dall’accesso o dalla permanenza nel regime forfettario. La Legge di Bilancio 2020 non introduce l’obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari, ma lo incentiva attraverso l’introduzione di un regime premiale per le partite Iva che fatturano solo elettronicamente, viene infatti ridotto di un anno il termine di accertamento, che passa così a quattro anni, invece dei cinque previsti nella generalità dei casi. La flat tax al 20% per le partite è stata abolita: il superforfait dai 65.001 ai 100.000

euro di ricavi o compensi sarebbe dovuto entrare in vigore dal 1° gennaio 2020, e invece è stato abolito ancora prima di nascere. La ratio della cancellazione è quella di riequilibrare la tassazione tra i titolari di partita IVA, ed evitare fenomeni evasivi ed elusivi. Sono previsti ben 3 miliardi di euro di entrate in più nelle casse dello Stato proprio grazie alle partite Iva. Questi 3 miliardi in più arrivano proprio dalle novità introdotte dalla Legge di Bilancio, quindi l’abolizione della flat tax del 20% e le modifiche del regime forfettario del 15%, e saranno utilizzati per realizzare il taglio cuneo fiscale. I presidenti degli ordini professionale, dei Commercialisti e dei Consulenti del Lavoro, auspicavano correzioni sulle compensazioni di crediti e debiti prevista dal Decreto Fiscale, ma non è andata così, inoltre viene alimentato il dualismo tra dipendenti e autonomi. Stefano Capaccioli


Bollette

La tariffa della luce più leggera Ecco la classifica delle offerte dell’autorità di settore

Dopo avervi messo in fila gli operatori più convenienti nel mercato del gas, questo mese ci dedichiamo ad un’altra bolletta, quella dell’energia. Stiamo sempre parlando di consumo familiare e occorre premettere che esistono delle offerte che combinano entrambe le utenze, si fanno infatti sempre più largo delle promozioni luce e gas in vari operatori. Il portale di riferimento https:// w w w.ilpor taleof fer te.it / permette anche la possibilità di cercare anche offerte che propongono nello

stesso pacchetto sia l’elettricità che il metano. Noi però al momento teniamo separate le cose e questa volta ci occupiamo della luce, abbiamo ipotizzato di essere residenti (stiamo parlando di offerte per la prima abitazione) in tre in una casa a Cortona, il portale ci ha chiesto di inserire quali tipi di elettrodomestici abbiamo. Sono stati inseriti i più diffusi: frigo, congelatore, forno elettrico, asciugacapelli, lavatrice e lavastoviglie oltre al televisore e ad un computer. Non abbiamo inserito altri apparecchi,

Arrivederci a febbraio

come asciugatrice o climatizzatore, che avrebbero potuto far crescere i nostri consumi. Fra i tipi di tariffe abbiamo optato per quella bioraria per un consumo massimo di 1,5Kw. La speciale classifica fra gli operatori prevede la presenza del «Mercato di maggior tutela» che in Italia è quello che va sotto il nome di Enel Servizio Elettrico, da non confondere con Enel Energia. La tariffa annua stimata dal Mercato di maggior tutela è di 400 euro, l’operatore di mercato più conveniente sarebbe Plt Puregreen che promette di farci spendere circa 350 euro. Le altre offerte degli operatori più popolari vedono Edison e A2a a quota 390, E-on a 2 euro in più, Iberdrola a 398, Engie a 406, Sorgenia a 412, Enel Energia a 418, Hera a 438, Eni a 491, mentre troviamo la compagnia toscana Estra (quella partecipata dai comuni) a 561 euro.

Periodico dell’associazione culturale

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Verso un nuovo numero del Mensile, il prossimo conterrà una nuova inchiesta dedicata alle biblioteche. Questo mese vi abbiamo chiesto cosa ne pensate, ma potete continuare a inviarci le vostre opinioni alla email che trovate nella colonna qui a fianco. Il tema dei luoghi di cultura e dei posti dove si può leggere in santa pace ci sta particolarmente a cuore. Ci rivedremo dopo l’uscita dei carri del Carnevale di Foiano, torneremo dopo il primo weekend di febbraio, è in arrivo infatti il primo grande evento dell’anno e lo seguiremo con ancora maggiore spazio, oltre che con le dirette e le notizie che trovate su Sr71.

il mensile della valdichiana - n. 23 gennaio 2020

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