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A.S. 2011-12 n. 2


SOMMARIO MONDO SCUOLA

Caporedattori Eugenia Cordiano Marco Tieghi Art Director e Redazione grafica Marco Tieghi Redazione Alessandro Cominato Eugenia Cordiano Giorgia Doni Filippo Duò Nicola Ghezzo Ester Marangoni Lorenzo Mengoli Roberta Pezzolato Nicola Pivaro Paolo Portesan Giacomo Ruzza Marco Tieghi Luca Tugnoli Peron Francesco Vendemiati Margherita Zecchin

Progetto curato dalla prof.ssa Flavia Micol Andreasi

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VIAGGIO NEL MAGICO MONDO DEI NUMERI ROMA, GITA TRA PRESENTE E PASSATO UNA GIORNATA ALLA BOCCONI ADRENALINA MIRABILANDIA MARCO TOSATO DAL LICEO ALLA SCRITTURA

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GESTIRE LE EMOZIONI CRONACA DELLA GITA A FIRENZE INTERVISTE IMPOSSIBILI: ARISTOTELE E KANT BREVI DALLA SCUOLA “OCCHI DI PAROLE” PER L’INTERCULTURA IL “PREMIO LETTERARIO GALILEO 2012”

CULTURA

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IL PESO DELLA FARFALLA DI ERRI DE LUCA STRINGIMI

DAL MONDO

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ENGLISH FROM THE WORLD RED HOT CHILI PEPPERS: IL RITORNO LUCIO DALLA, ADDIO ALL’ARTISTA

PASSATEMPI Copertine: elaborazioni digitali di Marco Tieghi

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IPSE DIXIT E PASSATEMPI 3


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V1AGG1O N3L MAG1CO MONDO D31 NUM3ER1 TRASC3ND3NT1… CON IL PROFESSOR LUIGI TOMAS1

di Eugenia Cordiano

uardandoci intorno possiamo scorgere la matematica in ogni dove, basti pensare agli oggetti di uso quotidiano con forme che spaziano dai quadrilateri ai triangoli, per poi arrivare a quelli di forma circolare. E’ stata proprio quest’ultima, ad affascinare gli uomini fin dall’antichità perché, nonostante la sua semplicità, racchiude un numero misterioso, trascendente: PI greco! In compagnia del professor Luigi Tomasi scopriremo i misteri e le curiosità legate a PI greco e ai numeri trascendenti. Che cosa sono i numeri trascendenti? “Sono numeri che non possono essere espressi come soluzioni di equazioni algebriche a coefficienti interi. Ad esempio PI greco oppure il numero e sono (è stato dimostrato che sono) numeri trascendenti, invece non è un numero trascendente perché è radice di , che è un’equazione algebrica a coefficienti interi. I numeri che, come la , sono soluzioni di un’equazione algebrica a coefficienti interi, si dicono algebrici.” Da cosa deriva il loro nome? “Questi numeri non si possono ottenere, a partire esclusivamente da numeri interi, tramite somme, sottrazioni, moltiplicazioni, divisioni, potenze e radici. Questi numeri richiedono delle “operazioni” che vanno “al di là” delle operazioni che si studiano in 4

algebra; quindi “trascendono” l’al- il numero è già presente. Però gebra. Da qui il nome di numeri dobbiamo citare il grande matrascendenti.” tematico Archimede di Siracusa (287-212 a.C), che per primo è Quali sono i più famosi? riuscito, con un procedimento “Indubbiamente i più famosi sono geniale che usava poligoni regoπ (Pi greco) e il numero e (di lari fino a 96 lati, a calcolare due Nepero). Ma questi numeri sono cifre esatte dopo la virgola (3,14), ovviamente infiniti, anzi di un infi- il valore approssimato che tutti nito superiore a quello dei numeri usiamo. Più esattamente, Archialgebrici. In un certo senso, sono mede dimostrò che: “di più” dei numeri algebrici.” Quando fu scoperta l’esistenza di “π” e il suo valore approssimato? “Di cosa sia il numero PI greco probabilmente ci si era resi conto anche prima dei Greci; nella Bibbia si dice che il rapporto tra la circonferenza e il diametro è 3. La stima più antica di π di cui abbiamo notizia si trova nel papiro di Rhind (1650 a.C.), secondo il quale si ha:

 

Quindi non possiamo dire chi abbia scoperto l’esistenza di questo numero perché abbiamo testimonianze di templi e costruzioni di forma circolare dove ovviamente

Nel 1761 Lambert dimostrò che π è irrazionale e nel 1882 Lindemann dimostrò che è trascendente. Con l’avvento dei computer sono state determinate miliardi di cifre di π. Le applicazioni di questo numero


sono innumerevoli e non si può fare studiare matematica o fisica senza conoscere questo numero.” Qualche curiosità o aneddoto riguardante questo famoso numero. “Molti “matematici” dilettanti affermano di essere riusciti a “quadrare il cerchio”, ossia a disegnare un quadrato equivalente ad un cerchio usando soltanto la riga e il compasso (questo era uno dei famosi problemi posti dai Greci e rimasti aperti per duemila anni). Dal 1882 in poi queste persone vengono considerate un po’ pazze perché è stato dimostrato che questo è impossibile, essendo π un numero trascendente.” Perché è così affascinante per i matematici? “Beh, non solo per i matematici… Che cosa c’è di più semplice di un cerchio? Eppure il rapporto C/d (circonferenza sul diametro) è un numero così sorprendente! Questo è il fascino di π. Noi sappiamo che il rapporto tra la circonferenza e il diametro è un numero trascendente! E se esiste qualche altra civiltà nel nostro Universo, anche in questa civiltà avranno scoperto la stessa cosa: in qualunque universo possibile, questo numero non cambia ed ha sempre le stesse proprietà. Come non possiamo essere affascinati da questo?”

(n è un numero naturale non nullo):

hanno organizzato una gara tra gli studenti. Ha vinto chi ricordava il maggior numero di cifre di Pi greco dopo la virgola. E’ un’idea per il prossimo anno.”

(la freccia “ ” si legge “tende a ”). Si dimostra che è un numero irrazionale (trascendente), che vale approssimativamente:

Come i frattali si trovano nel broccolo romano e la sequenza di Fibonacci nelle margherite, questi numeri trascendenti, così particolari li incontriamo nella vita di tutti i giorni, anche senza accorgercene? “Ovviamente sì; il numero Pi greco, per così dire, è presente in tutti gli oggetti rotondi di forma circolare. Il numero e è forse più riposto, ma è presente nel decadimento radioattivo, nella legge che esprime la pressione dell’aria a una certa altezza (in km) rispetto al livello del mare, nello sviluppo di una data popolazione, ecc.”

Le cifre dopo la virgola sono infinite e non periodiche. Questo è uno dei numeri più importanti di tutta la Matematica e per le sue applicazioni.” Ci sono relazioni tra i due? “Si’, ci sono delle relazioni. La più famosa è forse la più bella equazione di tutta la matematica e fu trovata nel Settecento dal grande matematico Eulero:

Questa equazione lega assieme i cinque numeri più importanti della matematica (0, 1, e, π, i); i si chiama unità immaginaria (ed è un numero complesso).”

E che dire delle gare nelle quali si compete per ricordare il numero maggiore di cifre di questi numeri? “Le gare hanno un compito promozionale per la matematica. Sono E che dire del suo più giovane nate negli Stati Uniti, nei College. “rivale” “e”? Si svolgono il giorno 14 marzo, “Non so se e si possa definire un ri- che si scrive, in inglese, 3.14 e vale; certamente e è un numero che si chiama “Pi Day”. Di solito si si incontra in tantissime situazioni confezionano delle torte, giocando della matematica, della fisica e delle sul significato e la pronuncia di “Pi applicazioni. Tra i due, è più “natu- Day”. Simpaticamente qualcuno rale” π, ma per quanto riguarda le pronuncia “Pie Day”. Quest’anno applicazioni, non so quale sia più anche nel nostro liceo, con la Clasutilizzato… Questo numero nasce se 3^C PNI abbiamo organizzato come limite della successione: la festa del “Pi Day” mercoledì 14 marzo. In altre città, ad esempio a Udine e a Ferrara, in alcuni licei

Che cosa cercano ancora i matematici di oggi in questi numeri? “Non è facile rispondere, ma di certo la matematica non è qualcosa di concluso; ci sono ancora tanti problemi aperti e sempre teorie nuove, anche per quanto riguarda questi numeri. Quel che sorprende è che nonostante la matematica venga giudicata astratta, lontana dal mondo reale, ecc., eppure ha sempre più applicazioni e molta della tecnologia che utilizziamo è basata sulla matematica.” Un suo pensiero per concludere “Non è mio. E’ una citazione: La matematica, così come tutta la scienza, “esiste per l’onore del genere umano” (K.G. Jacobi).” Un grazie speciale al Professor Tomasi che, grazie alla sua competenza, con chiarezza e semplicità, ci ha introdotti in un mondo affascinante, sorprendente e…trascendente!

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ROMA

GITA TRA PRESENTE E PASSATO

di Marco Tieghi

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nche quest’anno le gite scolastiche hanno visto nuove mete e anche quest’anno sono state all’insegna della cultura. Le classi quarte e quinte hanno avuto la possibilità di visitare una delle capitali della cultura: Roma. Il viaggio d’istruzione, dal 16 al 20 aprile, ha avuto un programma molto intenso, che si è riusciti a rispettare in gran par-

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te, di visite ed escursioni ai luoghi più conosciuti e storicamente rilevanti. Già alla sera del primo giorno, dopo un lungo viaggio che ha visto una breve sosta a Castiglione del Lago, si ha avuta la possibilità di un tour notturno del centro città, ad alcuni luoghi importanti: Piazza di Spagna, la Fontana di Trevi, che di sera mostra tutta la sua meraviglia, palazzo del Quirinale, per

terminare con la geometricamente armonica Piazza della Repubblica, che ha offerto un assaggio dell’imponenza della città, soprattutto per chi non l’hai mai potuta visitare. Il giorno seguente, entrambe le classi sono entrate a contatto con la parte storica di Roma: alla mattina si è visitato il quartiere dell’EUR, complesso voluto da Benito Mussolini negli anni Trenta per l’Esposizione Universale di Roma (da qui l’acronimo). È il pomeriggio che ha però permesso di venire veramente a “contatto con la storia”: il Colosseo, che si è potuto visitare internamente, la cui grandezza lascia stupiti; l’Arco di Costantino, i Fori, la Colonna di Traiano, l’Altare della Patria, il Campidoglio e palazzo Montecitorio. Il terzo giorno la visita storica è continuata, spostandosi avanti nel ‘500/‘600: Piazza Navona, anticamente lo Stadio di Domiziano, al cui centro spicca la fontana del Bernini, e la visita ad alcune opere del Caravaggio, uno dei pittori sicura-


mente più importanti e apprezzati (la Vocazione di San Matteo, San Matteo e l’angelo, il Martirio di San Matteo, Madonna di Loreto, la Conversione di San Paolo, la Crocifissione di San Pietro, opere dal forte impatto), mentre nel pomeriggio gli studenti hanno potuto osservare ulteriori opere presso la Galleria a Villa Borghese (oltre ai monumentali e magnifici giardini della villa stessa): sculture del Bernini (come Apollo e Dafne), dipinti di Caravaggio, Raffaello (si ricordi la Deposizione Borghese), Rubens e tantissimi altri dipinti posizionati in squisite sale alcune con pareti dipinte, in cui lo sguardo poteva profondamente perdersi. La giornata si è conclusa visitando il Pantheon e il ponte di Castel Sant’Angelo: le statue di angeli che reggono croci, corone e sono colti in diverse posizioni conducono la vista verso l’edificio, detto anche Mausoleo di Adriano. Da qui è iniziata la visita al Vaticano del giorno seguente: percorsa la colonnata Via della Conciliazione si entra in Piazza San Pietro, progettata dal Bernini, e su cui si af-

faccia l’omonima basilica. Prima di entrare nella basilica, la visita ai Musei Vaticani ci ha svelato la straordinaria ricchezza d’arte dello Stato del vaticano. Sono luoghi in cui si rimane davvero estasiati: grandi e lunghe sale, piene di statue romane, si susseguono l’una all’altra, lasciando posto a gallerie dalle pareti dipinte e raffiguranti minuziose carte geografiche dell’Italia conosciuta nel ‘500 (la famosa Gallerie delle Mappe), cortili (fra cui spicca il cortile della Pigna, fa-

moso per essere stato citato nella Divina Commedia), volte affrescate, sale di dipinti (la Trasfigurazione di Raffaello e la Deposizione di Caravaggio, per citare solo i più noti) fino ad arrivare alle Stanze di Raffaello (in cui si vedono raffigurati tra i suoi più famosi affreschi, come la Scuola di Atene, l’incendio di Borgo, la liberazione di San Pietro dal carcere) e culminare con la maestosa Cappella Sistina, che accoglie mozzando il fiato. L’ingresso in Basilica ci ha mostrato la Pietà di Michelangelo, la Porta Santa e il Baldacchino di San Pietro del Bernini. Prima di concludere definitivamente la visita, è stata offerta la possibilità di salire fino alla cupola della basilica, progettata da Michelangelo. Pochi hanno colto l’opportunità, ma il panorama che si apriva dalla cima ( a circa 117 metri) valeva davvero la pena dei 537 scalini. E così in gita con un po’ di fatica e tanto divertimento abbiamo toccato con mano ciò che in cinque anni studiamo sui libri. 7


UNA GIORNATA ALL’UNIVERSITÀ ALL’INSEGNA DEI GIOCHI MATEMATICI di Filippo Duò e Eugenia Cordiano

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nche quest’anno l’Università Commerciale Luigi Bocconi è la sede della finale nazionale dei Giochi Matematici, tenutasi il 19 maggio scorso. La nostra scuola ha avuto l’opportunità di essere presente con quattro studenti pronti a mettersi alla prova: Francesco Cordiano, Davide Gulmini, Elia Rubin e Corinne Scalambra. Ci siamo quindi recati al loro seguito per sostenerli e documentare la giornata bocconiana, rivelatasi piacevole e proficua.

Tutti i partecipanti si sono molto impegnati, ma anche divertiti all’insegna della matematica, materia che è sempre più apprezzata dagli studenti italiani dopo anni di ostilità, come dimostrano le numerose partecipazioni. Infatti, 4000 ragazzi da tutta Italia hanno partecipato a questa competizione.”Non erano affatto semplici, ma fattibili e un po’ ingannevoli” hanno affermato i nostri giovani matematici in erba. È stata per tutti un’esperienza fantastica ed emozionante, che av-

v i cina al magico mondo della matematica e prepara alle innumerevoli e dure prove del futuro.

ADRENALINA PURA A MIRABILANDIA TRA DIVERTIMENTO E LEGGI DELLA FISICA di Filippo Duò

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o scorso 7 maggio le classi d’istruzione nel parco divertimenti prime del Liceo Scienti- di Mirabilandia, vicino a Ravenna. fico si sono recate in gita “Un’ aula senza pareti”, questo il nome del progetto ideato dal parco a cui noi abbiamo partecipato, nel quale ci sono state fornite lezioni di fisica all’insegna del divertimento. I bravissimi istruttori del parco ci hanno infatti permesso di provare il brivido delle giostre adrenaliniche con una novità:gli esperimenti di fisica;essi ci hanno consentito di capire meglio e

approfondire gli argomenti studiati a scuola. Questo perchè molto coinvolgenti essendo stati “realizzati“ direttamente su giostre come le famose “torri“ e ottovolanti da capogiro nel vero senso della parola. La giornata è stata poi carica di divertimento ed emozioni, poichè noi studenti abbiamo potuto usufruire liberamente delle attrazioni del parco fino al tardo pomeriggio. E’ stata un’esperienza molto istruttiva ed entusiasmante che ha permesso a tutti, studenti ma anche insegnanti, di tornare un pò bambini e riprovare l’emozione delle giostre, stavolta anche con una carica positiva e stimolante come gli esperimenti legati ad una materia bella ed interessante come la fisica.


MARCO TOSATO DAL LICEO ALLA SCRITTURA DEL SUO PRIMO ROMANZO

DICE E IL MONDO NUOVO

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di Paolo Portesan

del tuo libro? Quali sono i punti di maggior pathos e coinvolgimento del lettore? Che genere è “Dice e il mondo nuovo”? “Dice e il Mondo Nuovo” è un libro utopico, surrealista, del genere “formativo”. La storia parla di un ragazzo di nome Dice, che in inglese significa Dado, che decide un giorno di mettersi in gioco e di uscire dalla sua stanza di solitudine in cerca di nuovi amici e di una stella che credeva di aver perso. Il ragazzo incontra diversi personaggi tra cui un gatto, un pesce e un cavallo che rappresentano altri stati dell’animo umano ed una famiglia Ci sono state alcune perso- che lo spingeranno ad affrontare ne che ti hanno appoggiato e nuove sfide e paure. Queste espespinto ad iniziare quest’opera? rienze alla fine lo faranno crescere “Le persone che mi hanno soste- ed allontanare da quella solitudine nuto di più sono sicuramente la ritrovando la felicità. Il libro è un mia famiglia ed i miei amici che, continuo di vicissitudini ed enigmi leggendo il romanzo e dandomi che il protagonista deve risolvere e le loro impressioni sul testo, mi che coinvolgono il lettore mettendohanno sostenuto sull’intero pro- lo alla prova nelle medesime sfide”. getto fino ad ora. Oltre al libro sono elementi autostampato, infatti, il mio roman- Ci nel romanzo? zo è anche un audiolibro e oggi biografici “L’intero testo è puro frutto della sto lavorando ad un sussidio per i campi scuola ed i centri esti- mia immaginazione e creativivi, formulato sulla storia stessa”. tà. Non vi ho aggiunto elementi autobiografici perché avrei reso Quali letture hanno maggiormen- personale una storia che invece te influenzato il tuo primo lavoro? volevo fosse di tutti, perché chiun“All’interno della mia storia ho que possa identificarsi in Dice”. aggiunto un’avventura del protagonista che è ambientata all’inter- Ci sono stati momenti in no del Villaggio Assoluto, paese cui consideravi il tuo proimmaginario che ho creato pen- getto irrealizzabile? Cosa sando agli sviluppi del villaggio consiglieresti ad altri ragovernato dai maiali che Orwell gazzi che vogliono scrivere? descrive nella “Fattoria degli ani- “Devo dire la verità che all’inimali”. Penso che sia davvero il li- zio la speranza era molta ma bro che mi ha influenzato di più”. con il passare dei mesi il sogno sembrava svanire. Tutto ciò però Qual è la trama, a grandi linee, non mi aveva fatto perdere le ome mai, un liceale ha iniziato questa impresa, che agli occhi di molti può apparire colossale per uno studente? Hai sempre avuto questa predisposizione per la scrittura o è un talento scoperto recentemente? “Ho deciso di intraprendere questa sfida dopo aver vinto il premio nazionale “Io Racconto” a Firenze nel 2010. Fino ad allora scrivevo solo poesie, ma dopo aver ottenuto quello splendido risultato decisi di mettermi alla prova anche nella prosa”.

speranze e la forza di continuare nel mio progetto al quale credevamo molto sia io che tutti quelli che mi sostenevano. Io consiglio dunque a chi avesse voglia e il sogno di intraprendere questa avventura di non farsi scoraggiare ma di continuare nella realizzazione dei propri desideri”. Con quale spirito hai scritto questo libro? E con quale spirito bisogna leggerlo? “Il libro è un testo per tutte le età. Può essere letto come una bella fiaba, oppure coglierne i messaggi profondi, le emozioni forti e le riflessioni che porta con sé. In ogni caso, ci si immedesima a fondo ed è facile goderselo appieno nei momenti di relax, che sono i più indicati per vivere liberamente con la fantasia questa bellissima avventura… e, perché no (visto che con ogni copia si ha la possibilità di scaricare la versione audio in mp3 dal mio sito www.marcotosato.it) ascoltarlo ovunque, anche quando leggere non si può”

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EMOZIONI: MATTEO SPAGNOLO INSEGNA A GESTIRLE

TENSIONI, CON LO PSICOLOGO NON FANNO PIÙ PAURA di Alessandro Cominato

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n questo periodo molti studenti si trovano in difficoltà, non solo per dover fare i conti con una delusione, ma anche perché semplicemente provati dai problemi di un’età difficile. Abbiamo chiesto al dottor Matteo Spagnolo, laureato in Psicologia Clinica e di Comunità presso la facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Padova e specializzato in Psicoterapia ad orientamento psicosomatico presso l’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica di Milano, di darci qualche consiglio al riguardo. Dottor Spagnolo, molti paragonano l’adolescenza ad una malattia, soprattutto i “non più adolescenti”, ma è davvero questo? “L’adolescenza non è una malattia. È una fase di crescita e sviluppo dove il ragazzo subisce molti cambiamenti, sia a livello fisico che caratteriale, dove spesso emergono aspetti emotivi assopiti da tempo. In questo periodo il ragazzo ha bisogno di scoprire se stesso, di

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sviluppare una propria identità, in rapporto con se stesso e con gli altri.” Molti si improvvisano “psicologi” e danno consigli che più spesso peggiorano la situazione. Lei che consigli può dare ad un ragazzo in “crisi d’identità”? “Per un ragazzo è un periodo di grandi scoperte, alcune possono anche spaventare. La cosa più utile è ascoltarsi, fare attenzione alle proprie sensazioni, anche quelle del proprio corpo, per scoprire se stessi e le proprie specifiche caratteristiche. Scoprire un passo per volta chi siamo veramente, senza aver paura di ciò che scopriremo, perché sono cose che già avevamo dentro di noi, anche se assopite. Bisogna procedere con fiducia”. Gli ultimi mesi dell’anno sono spesso il periodo più stressante per uno studente. Quali suggerimenti potrebbe darci per vincere lo stress del momento? “ L o

stress è una cosa comune, totalmente normale a qualsiasi età. È importante sapersi ascoltare, sentire il proprio corpo e la propria mente, per capire quando è opportuno “staccare la spina”. Utile è anche “attivare il corpo” con una sana attività fisica, per permette al cervello di riposare e di concedersi dei momenti da “spettatore”. Così si ricaricano le pile.” Ci parli un po’ di lei. Come ha scelto di studiare psicologia? “Ho deciso di studiare psicologia perché era una strada che mi incuriosiva e sentivo che mi avrebbe dato le soddisfazioni che cercavo. È stata dura, anch’io ho avuto brutti periodi come tutti ma mi sono impegnato molto e ce l’ho fatta. Diversamente da come pensano molti, il mio lavoro non consiste nel “curare” malattie, bensì nel far emergere le doti personali e le potenzialità delle persone che mi chiedono aiuto, in modo che riescano a trovare la forza e le motivazioni per vincere i loro ostacoli.” Com’è stata la sua adolescenza? “Anch’io come tutti ho avuto delle difficoltà, soprattutto durante gli studi. Spesso erano causate da scarsa motivazione, perdevo la voglia di fare. La cosa più importante è non allarmarsi troppo, non siamo macchine. Oltre ad attingere alle proprie capacità e alle proprie risorse personali, affidarsi anche alle persone che ci sono vicine spesso aiuta a superare le difficoltà maggiori.”


LA TERZA C RACCONTA LA SUA FIRENZE

QUATTRO PASSI NELLA CULLA DEL RINASCIMENTO di Nicola Ghezzo

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rrivato in mattinata nel capoluogo toscano il gruppo, dopo aver lasciato le valigie all’albergo, si è subito diretto alla volta del centro per iniziare ad esplorare la città. Giunti alla Chiesa di Santa Maria Novella gli studenti hanno però scoperto che l’entrata sarebbe stata a pagamento. Hanno perciò deciso di dirigersi a San Lorenzo ma, giunti sul posto, hanno scoperto che anche l’entrata in questa chiesa sarebbe stata a pagamento. La gita era stata programmata in quei giorni proprio perché in coincidenza con la settimana della cultura, durante la quale le attrazioni culturali sarebbero dovute essere gratuite. Dopo aver chiesto informazioni ad una guida

della chiesa i ragazzi hanno scoperto che a non essere a pagamento era solo l’entrata nei musei e nelle chiese ad amministrazione statale e che, sfortunatamente, in questa categoria non rientrava nessuno dei luoghi che avrebbero dovuto visitare secondo il programma. Senza farsi scoraggiare la scolaresca ha però continuato la visita, pagando l’entrata in tutti i luoghi: San Lorenzo, le Tombe Medicee, la Sagrestia Vecchia e Nuova e terminando la giornata con il Museo di Leonardo da Vinci e lo Spedale degli Innocenti. La sera è stato rivisto il programma e i due giorni successivi, nonostante gli imprevisti causati dalle spese consistenti e dalla costante pioggia, sono stati

frenetici e hanno dato l’opportunità alla classe di scoprire molte delle meraviglie che questa città segnata dalla cultura Rinascimentale ha da offrire. Di certo tutti sono rimasti colpiti dalla Maestosità del Duomo di Santa Maria del Fiore ed il panorama dalla cima della cupola del Brunelleschi è riuscito a togliere il fiato a tutti. L’ultimo giorno, dopo la visita a Palazzo Pitti ed una veloce passeggiata per Giardino di Boboli, c’è anche stato il tempo per qualche momento di relax grazie ad una camminata per le vie del centro o, per gli studenti più volenterosi, di correre dall’altra parte di Firenze per ammirare la Cappella dei Pazzi presso la chiesa di Santa Croce. La gita della IIIC è stata di certo piacevole e piena di sorprese, ma nessuno può negare l’amaro lasciato dalla totale inutilità di quella che sarebbe dovuta essere la settimana che avrebbe dovuto spingere i giovani ad avvicinarsi all’arte. 11


INTERVISTE IMPOSSIBILI

ARISTOTELE: RIPARTIAMO DALL’ETICA di Nicola Pivaro e Giorgia Doni

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utore tra le altre dell’Etica Nicomachea e della Politica, Aristotele è uno dei padri più autorevoli del pensiero occidentale. Lo abbiamo incontrato per chiedere al maestro di condurci a riscoprire le radici “buone” della nostra cultura.

Maestro Aristotele, che cos’è l’etica? “Vorrei iniziare dicendo che l’etica è, assieme alla politica, una scienza pratica, perché deve soprattutto guidare l’agire del singolo e della comunità. L’etica si propone di capire qual è il fine ultimo dell’agire dell’uomo. Secondo me tutti agiscono con il fine di conseguire la felicità, che è il bene supremo. Si può raggiungere solamente vivendo secondo virtù, cioè seguendo la ragione. Le virtù sono collegate ai nostri sensi perché devono dominarne le pulsioni e si conseguono solo con il giusto mezzo, ovvero con la capacità dell’uomo di scartare gli eccessi. Si sviluppano con l’esercizio, quindi sono alla portata di tutti. Secondo me le virtù più importanti sono la saggezza e la sapienza. Quest’ultima riguarda le cose divine e ci permette di conseguire la felicità vera, ma non ci assicura la saggezza. “ Cos’ è te: l’etica 12

più importano la politica?

“L’uomo è un animale politico e si realizza veramente nella vita associata quindi è più importante salvaguardare la felicità nel gruppo piuttosto che nell’individuo.” Perché contrariamente a Platone la sua filosofia non si fonda sulla politica? Lei non crede che i migliori governanti siano i filosofi? “Ritengo che il compito della filosofia non sia quello che le aveva assegnato il mio maestro. Egli infatti pensava che la filosofia dovesse servire alla ricostruzione della polis dopo il declino politico della sua epoca. A parer mio, invece, la filosofia è pura conoscenza e viene perseguita solo in virtù di se stessa: conosciamo per conoscere. La politica, come ho accennato prima, ha un fine pratico, quindi, nonostante la filosofia possa esserle d’aiuto, gli ambi-

ti di competenza sono differenti e altrettanto ampi, perciò non è detto che un buon filosofo sia anche un buon politico.” Che cosa può suggerire la sua filosofia pratica alla nostra classe dirigente? “Può suggerire la necessità di superare lo specialismo dei saperi che caratterizza la cultura contemporanea e che ha condotto ad una pericolosa separazione tra filosofia e scienza. Questo superamento costringe il politico a considerare tutti gli aspetti delle vita associata come unica possibilità per raggiungere il bene comune e la felicità. Il bene individuale ne è una conseguenza. La filosofia insegna anche che la modalità per raggiungere il bene è data dal giusto mezzo, che non è un compromesso al ribasso, ma la via della ragionevolezza.”


CON KANT, ALLA RICERCA DI UNA VITA VIRTUOSA di Francesco Vendemiati 29 maggio 2012, Königsberg.

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mmanuel Kant lo conoscevo solo non attraverso la lettura delle sue opere, tra le quali ricordo Critica della Ragion Pura, Critica del Giudizio e Critica della Ragion Pratica. In particolare l’ultima mi colpì profondamente. L’ho incontrato qualche mese fa per la prima volta all’università di Königsberg, dove è professore ordinario di logica e metafisica dal 1770. Subito mi ha colpito il suo fare sereno, arguto, estremamente affabile, sempre pronto allo scherzo e all’umorismo, nonostante l’età. Desideravo ardentemente fargli alcune domande riguardo la sua concezione di eticità. Ed il filosofo mi ha invitato a pranzo desiderando dialogare e socializzare. Erano le 12.15 e mi trovavo a casa sua. Dopo essermi seduto a tavola assieme ad altri 6 studenti invitati, Kant diede l’inizio al convivio: “Avanti, Signori!”. Così tra curate pietanze ed ottimo vino, la discussione toccò gli argomenti più disparati, in nessuno dei quali il professore si fece trovare impreparato. Nessuna cabala, nessuna setta, nessun pregiudizio, nessun nome superbo aveva per lui il minimo pregio di fronte all’incremento e al chiarimento della verità. Finalmente ebbi la possibilità di sentire dalla voce diretta del filosofo la risposta alle domande che mi erano sorte durante la lettura de “la Critica della Ragion Pratica”. Di seguito riporto il mio dialogo col maestro, che in realtà fu molto più lungo e approfondito. Esiste una legge etica assoluta? “Non ritengo che il filosofo abbia il potere né di dedurre né di inventare, ha solo la possibilità di constatare.

Pertanto sono fermamente convinto che esista veramente una legge morale assoluta e incondizionata, e la si può considerare come una consapevolezza che si ha a priori.”

ma essa è, per capirci, un atteggiamento.”

Dove sussiste tale legge? “La legge morale si colloca tra ragione e sensibilità. Infatti se l’uomo fosse solo sensibilità e impulso allora essa non esisterebbe, né potrebbe questa aver senso se l’uomo fosse solo dotato di ragione.”

C o m e posso fare quindi per capire se agisco secondo la legge morale? “Ebbene, innanzitutto deve configurarsi come un imperativo categorico che si articola in tre formule: 1) devi agire in modo che la tua massima soggettiva possa avere valore universale, 2) devi agire in modo da trattare l’umanità, sia in te stesso che nell’altro, sempre come fine e mai come mezzo, e 3) la tua volontà non sottostà alla legge se non a patto di essere essa stessa auto legislatrice.”

Come si caratterizzano i principi che regolano la nostra volontà? “E’ bene distinguere innanzitutto tra massime, ovvero prescrizione dal carattere puramente soggettivo, e imperativi, cioè prescrizioni oggettive. Gli imperativi possono essere ipotetici, che si configurano come norme tecniche per raggiungere un certo obiettivo o come mezzi per conseguire benessere o felicità, e categorici, ovvero la regola pura e semplice che non prevede scopo. Solo l’imperativo categorico ha la valenza universale e necessaria che si confà alla legge morale.” La legge etica si configura come precetti da seguire dunque? “La legge non ci dice ciò che dobbiamo fare, ma come dobbiamo fare. Ritengo esista una profonda differenza tra il dovere legale e quello morale. Ciò che fa la differenza è l’intenzione che accompagna ogni azione. Mi spiego meglio: rispetto il dovere legale se pago le tasse, ma la legalità non mi impedisce di pagarle malvolentieri, tale dovere è, invece, anche morale se le pago perché convinto del dovere stesso di farlo. Ecco dunque che la legge morale non può essere assimilata a mera precettistica,

Dove sta la libertà dell’uomo? “La risposta può riassumersi nella formula devi dunque puoi. Mi spiego meglio: se la volontà ragionevole dà a sé la sua legge, vuol dire che non la riceve da altri, ossia che è libera. Il “darsi” un dovere implica la “libertà”; la condizione perché sia possibile un imperativo categorico è che la volontà sia libera.” E’ possibile conciliare virtù e felicità? “La virtù implica la sottomissione alla legge morale, implica controllo, continuo impegno e umiliazione dell’egoismo. La virtù è il bene supremo; tuttavia, per essere tale deve essere unita alla felicità. Ora, poiché nel mondo felicità e infelicità dipendono da cause naturali e non sono commisurate ai meriti e demeriti, deve esistere un’altra vita dove la felicità sia necessariamente connessa con la virtù”. 13


BREVI DALLA SCUOLA CHE CAMBIA di Luca Tugnoli Peron UN NUOVO POLO LICEALE.

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utti gli studenti da un po’ di tempo a questa parte hanno cominciato a sentir parlare del nuovo polo liceale che dal prossimo anno scolastico si verrà a formare tra tutti i licei di Adria. In realtà questo cambiamento non sconvolgerà noi studenti, anzi porterà vantaggi facendo adottare anche a noi i corsi di patente europea del computer ed esami d’inglese.

di Filippo Duò IL GALILEI SULLE SCENE E SI APRE IL SIPARIO

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enerdì 8 giugno si terrà all’auditorium ‘’C. Saccenti’’ dell’ ITCG Maddalena di Adria lo spettacolo teatrale scolastico curato dalla Professoressa Isabella Rita Aino e dal professor Vittorio Sacchiero, che avrà la seguente trama: la storia tratta di un fumettista di romanzi gialli che viene invitato a trascorrere delle vacanze in una villa attorniato da una particolare servitù: una rigida governante, uno rocambolesco maggiordomo, una asfissiante giardiniera e due giocose cameriere. A causa di una incomprensione gli abitanti della casa si convincono che il nuovo ospite abbia intenzione di ucciderli: ciò scatenerà una divertente serie di equivoci. E’ aperto a tutta la scuola e a chiunque voglia rivivere i fasti delle maggiori opere teatrali, stavolta in formato scolastico, con una buona dose di allegria e di VADO SICURO E SI VINCE. impegno profuso da parte di tutti questi ragazzi nel corso dei mesi. opo settimane di duro lavoro, e pomeriggi passati a scuola, la classe III C ha di Eugenia Cordiano realizzato una creazione per il concorso “VADO SICURO”. All’ini- IN RICORDO DI BRINDISI zio nessuno, nemmeno il professor l giorno 19 maggio 2012, a Sichirollo, avrebbe mai pensato Brindisi, davanti all’Istituto Professionale “Morvillo-Falcone”, di poter arrivare al risultato finale sono state fatte esplodere tre bombole di gas dentro ad un cassonetdi una scultura. Il giorno giovedì to. 17 maggio, il gruppo di studenti ha partecipato alla premiazione L’esplosione si è verificata alle 7.45 del mattino ed ha colpito alcune di tale concorso, anche se, con lo studentesse che, come ogni mattina, si stavano recando a scuola. sgomento di tutti, hanno portato Una di queste, la sedicenne Melissa Bassi, ha perso la vita; altre sue a casa una magra consolazione. amiche sono state ferite, anche gravemente. Non si conoscono ancora gli autori di questa strage ma, tale scempio ha colpito tutto il paese. TRA SCI E VELA LO Sono state formulate varie ipotesi su gli autori dell’attentato: terroriSPORT CHE UNISCE smo, mafia, gesto di un folle. Ancora però questo rimane un’incognita, tutti attendono che vengano ome ogni anno i ragazzi del trovati i colpevoli e che venga fatta giustizia. biennio, grazie ai professori L’avvenimento ha suscitato rabbia, sdegno, rancore perché per la prima Munari e Milani, hanno po- volta sono stati colpiti volutamente dei ragazzi, stroncando così ogni tuto imparare a sciare divertendo- speranza per il loro futuro. si, e appassionarsi di barca a vela. In ricordo di Melissa e delle sue amiche, con forza e coraggio, dobbiamo continuare a lottare perché si affermino onestà, legalità, e giustizia.

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SARA TROMBIN VINCE“VIVERE DI… VERSI”

“OCCHI DI PAROLE” PER PROMUOVERE L’INTERCULTURA di Filippo Duò

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a classe 1B del Liceo Scientifico è stata impegnata in questi mesi nella realizzazione del progetto “Vivere di...versi”. Tutti gli studenti hanno partecipato scrivendo il testo di una poesia avente come tema l’interculturalità tra i popoli e Sara Trombin è sta-

ta premiata col primo premio per quanto riguarda le scuole secondarie di secondo grado. Ci siamo così recati lo scorso 5 Maggio alla cerimonia di premiazione tenutasi al Teatro comunale di Corbola, nella quale sono stati consegnati i premi a tutti i vincitori delle

scuole partecipanti al progetto, e in particolare è stata premiata la nostra Sara e la sua stupenda poesia “Occhi di Parole” qui riportata:

Ehi ragazzo, si tu! Tu che mi giudichi con uno sguardo, la tua espressione è gelida, non sento il calore. Perché ragazzo?! Non abbiamo lo stesso colore della pelle, non siamo entrambi cristiani, non riusciamo a comunicare per mezzo di una sola lingua, lo so ragazzo, ne sono consapevole pure io. Ma sai una cosa? I tuoi occhi riconosco, sì, sono i miei! Riesco ad arricchirli con diversi colori, colori che tu mi hai donato! Grazie ragazzo, sono cresciuto, sono maturato, ho scoperto! E so che anche tu lo hai fatto perché sento il calore, quel calore che prima era assente, ora c’è, è presente! Posso finalmente chiamarti amico e dirti che siamo diversi, ma ci unisce la natura, siamo suoi frutti, frutti preziosi, frutti con colori e caratteristiche differenti, ma dal sapore unico, dello stesso valore! Grazie amico, grazie!

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Il “Premio letterario Galileo 2012” per la divulgazione scientifica di Margherita Zecchin

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ll’inizio di quest’anno scolastico, il professore di matematica Luigi Tomasi ha annunciato che la classe quarta A del liceo scientifico di Adria era stata selezionata per ricoprire un incarico molto particolare: prendere parte alla giuria popolare del “Premio letterario Galileo 2012” per la divulgazione scientifica, promosso dalla città di Padova. Tra tutti i libri di divulgazione scientifica, ne erano stati scelti cinque “finalisti” ma, il voto decisivo, sarebbe spettato ai giovani delle scuole superiori. Il primo, “La vita inaspettata” di Telmo Pievani, mira ad affascinare i lettori attraverso la storia di un’evoluzione che “non ci aveva previsto”, poiché l’uomo si rivela tutt’altro che l’eccezione animale della scintilla divina. Il secondo libro è “Il biologo furioso” e il biologo di cui parla il titolo è l’autore stesso, Carlo Alberto Redi, arrabbiato con tutti coloro che pretendono di conoscere la natura umana sulla base di giornali scandalistici, sulle proprie convinzioni personali o sui pregiudizi ideologici e religiosi. Il terzo libro, “Odissea nello zeptospazio” di Gian Francesco Giudice, tratta delle più affascinanti curiosità del mondo della fisica, dall’antimateria alla forza nucleare, dalla supersimmetria alla materia oscura, inserendo foto, immagini e citazioni. Nel quarto libro sulla semplice copertina, monocromo risalta il nome di “Newton”. L’autore è Niccolò 16

Guicciardini, appassionato di questo importante personaggio della scienza a tal punto da scriverne tre monografie. L’intento è quello di dimostrare quanto la matematica valga in filosofia naturale. L’ultimo libro è “Il meraviglioso mondo dei numeri” di Alex Bellos che porta il lettore dentro un viaggio nella terra della matematica. Nonostante la matematica sia spesso considerata un noioso insieme di numeri e di calcoli, questo racconto spiega invece la bellezza dei numeri che accostati in modo interessante suscitano grande meraviglia. Centonove scuole italiane hanno aderito all’iniziativa e ciascuna di esse ha spedito a Padova un unico voto al libro più apprezzato dal gruppo di studenti. I voti, però, sarebbero stati noti soltanto nel giorno della premiazione, tenutasi il 3 maggio presso il Planetario di Padova. A rappresentare l’istituto “G. Galilei” di Adria, sono stati scelti Maddalena Barbujani, Enrico Crepaldi, Marco Tosato e Margherita Zecchin, accompagnati dal professor Luigi Tomasi. Una lunga fila di studenti, provenienti da molte scuole d’Italia, riempiva completamente la strada davanti al Centro Culturale

“San Gaetano” di via Altinate. La sala era gremita di gente, studenti e giornalisti erano impazienti di conoscere il vincitore. Dopo alcuni momenti di attesa è finalmente arrivato il presentatore: Patrizio Roversi, che tutti hanno identificato come il protagonista della trasmissione televisiva “Turisti per caso”. Il libro di Alex Bellos ha ricevuto ben 50 voti su 109. Una vittoria davvero schiacciante. I quattro autori rimanenti sembravano dispiaciuti ma non affatto scontenti. La manifestazione è stata molto apprezzata e sicuramente ha accresciuto la curiosità dei ragazzi verso il magico mondo della matematica.


CONSIGLI PER LA LETTURA

IL PESO DELLA FARFALLA DI ERRI DE LUCA

UNA STORIA DI SOLITUDINE RICOMPOSTA NELL’UMANITA’ di Giorgia Doni

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a solitudine è una condizione relativa. Si può essere circondati da persone, con le quali stiamo condividendo momenti più o meno importanti della giornata e sentirsi infinitamente soli. Con le nostre idee ronzanti e lo strascico delle azioni compiute un attimo prima, ma soli. Lasciarsi strattonare dalle parole della gente è la soluzione più frequente, ma non per questo migliore: la nostra fioca voce – quella vera, che raramente trova spazio fra le frasi incolonnate in gola - non può emergere dal suo buio. Ma se a spezzare il silenzio è qualcun altro, uno sguardo che si appoggia su di noi, tutto può cambiare e capovolgere il metodo. Un amico che

vuole bene al destino di ogni tuo singolo secondo è disposto a rischiare tutto perché sa di cosa è piena la tua solitudine. E ti sorprende. Perché in ogni istante della vita la solitudine trama dietro di te, come un’ombra che ti segue, e può soffocarti come farti sentire sereno mentre sfidi con lo sguardo i raggi del sole. Esistono persone che possono addirittura vivere una vita intera da sole, funzionali cellula di un organismo, componenti perfette della vita della montagna, come i protagonisti de “Il peso della farfalla” di Erri de Luca. Un cacciatore e un camoscio, due re, soli e alla pari. La solitudine per loro è condizione di vita, di crescita e comando; la compagnia del villaggio o del branco serve solo ad adempire al loro ruolo, di venditore di pellicce o continuatore di una stirpe. L’uomo, solo, ha imparato la bellezza del silenzio,

per questo ad ogni domanda che gli viene posta affida la risposta alle note della sua armonica. Il re dei camosci è cresciuto da solo e senza regole, non conosce una vita differente. Entrambi arrivano dove gli altri non osano, ma ciò non significa si sentano migliori degli altri: i due re, invecchiati e spossati per la morsa dell’inverno, si ritrovano a pensare al capomastro che, pur essendo padrone di tutto, se n’è andato lasciando fare all’uomo quello che voleva, ma loro, con la promessa di restituirgli la dura vita ricevuta, sono anche disposti a ringraziarlo al calare della sera. Dunque non temono la morte perché fa parte del loro patto segreto, suggellato per tutto il suo percorso da una farfalla bianca, la nota più leggera e significativa della loro armonia. Cogliere il suo significato e quello della solitudine stessa, che per sua natura non si rivela mai, è una sfida per l’uomo, teso a prevedere più che attento al presente.

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STRINGIMI Stringimi… Quando le ombre dell’oscurità mi avvolgeranno… Tienimi per mano… Quando vorrò solo sprofondare… Stammi vicino… Quando le lacrime bagneranno il mio viso… Ma soprattutto non abbandonarmi… Non lasciarmi sola, perché senza di te mi sentirei persa… mi sentirei vuota…

Ester Marangoni

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English from the World by Marco Tieghi & Lorenzo Mengoli A NEW THEORY FOR DINOSAURS’ EXTINCTION

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or 30 years we have studied on history books that an asteroid impact was the responsible for the dinosaurs’ catastrophic extinction at the end of the Cretaceous geological period, 65 million years ago. But, is it true? What if that the asteriod was merely the coup de grâce? Three scientists, led by Stephen L. Brusatte, a student graduated at Columbia University, have closely analyzed the fossil record. For the study, the researchers studied changes in the anatomies and body plans of seven large groups of late Cretaceous dinosaurs for insights into their evolutionary path. Dr. Stephen’s team found that many group of dinosaurs, such as duckbilled hadrosaurs and horned ceratopsids (two type of bulk-feeding

plant eaters) might have declined in diversity at this time; on the other side, other classes of dinosaurs, like ankylosaurus (an herbivore) and tyrannosaurs, appeared to be increasing in diversity. The results were not uniform on all continents (hadrosaurs declined in North America, some dinosaurs seemed to have been increasing in some parts of Asia) and the fossil record was insufficient in some regions, so there the debate continues. Dr. Norell said the study of skeletal changes was a “a novel way” and it would be nice to have more fossils to see how much this theory was real. Dr. Paul Sereno, a paleontologist at the University of Chicago, said it was an interesting study, but he didn’t think it would change the picture over all: extinctions aren’t a simple pro-

cess, but the asteroid is the major factor at the end of the Cretaceous. WHEN THE EARTH QUAKES

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n earthquake has struck northern Italy just nine days after another hit the same area. The 5.8-magnitude earthquake was centred 40km north-west of Bologna, near Mirandola, and has killed at least 15 people. The epicentre of the quake, the strongest to hit Italy in three years, was in the plains near Modena in the Emilia-Romagna region of the Po river valley. A 6-magnitude earthquake killed seven people on 20th May. Large earthquakes can take down buildings and cause death and injured, like it has happened recently in northern – Italy. Earthquakes are measured with a seismometer. The magnitude of an earthquake, and the intensity of shaking, is measured on a numerical scale. There are two scales: the Richter Scale and the Mercalli scale. The first one is a scale of 19


numbers used to tell the size of earthquakes, the second one classifies earthquakes by the effects they have, and the destruction they cause. The last “big” earthquakes in Italy was a 6 magnitude earthquake, on Richter scale. An earthquake of this type can cause damages at buildings, and it has the same power of a hydrogen bomb. C O U C H S U R F I N G

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ave you ever heard about couchsurfing? It’s the cheapest way to travel and discover new places, provided you aren’t squeamish. What does it consist in? Imagine you are planning a holiday in London, or Sidney, or any place in the world. Now, what if you could stay with locals who could give you a guided tour, take you to the best pub or shop, help you improve your English, and it all for free? It’s couchsurfing! “Couch” because the person who accomodates you will give you a free couch, or bed, or room, or hammock: it’s great for budget travellers. But Couchsurfing philosophy is much more than that: it’s about connecting people and cultures. The original idea was born in San

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Francisco in 1999: a young man, Casey Fenton, was planning a long weekend in Reykjavik. Iceland is expensive, so he asked over 1,500 Icelandic students if could he sleep on their couch. But he got more than he asked: he also had a free tour of the city. From that experience, he created a site to organize these cheap travels, and now the world has more than 2.5 million Couchsurfers (80,000 of them in Italy!). Couchsurfers are usually open to the world, have a sense of community and speak several languages. Is it safe staying with total strangers? Yes, because couchsurfing has various safety features: references (positive, neutral or negative comments by people who had this experience on Couchsurfers’ prifile page), credit-card “verification” and “vouching” for other Couchsurfers. If you’re interested in a couchsurfing experience, go to http://www.couchsurfing.org/ for more infos and take part in this language travelling.

the floor. Points are awarded for an original location and for the number of spectators and participants involved. You must, of course, have somebody take a photo. Without a photo, you’re just a person lying down. This is planking, described variously as a global participatory art project, the lazy man’s free-running, a “pointless internet craze”, the new flash-mobbing and, in the words of one incensed online commenter, “a sick, pagan pastime”. Dedicated hipsters will have heard of planking years ago. Though it is now biggest in Australia, it is an English – some would say, quintessentially English – creation. It began 14 years ago with a pair of bored kids. Gary Clarkson, then 15, and his friend Christian Langdon, 12, would perform the plank in public places, amusing one another and baffling onlookers. Back then, it was known simply as “the Lying Down Game”. It was a pointedly pointless way for the boys to pass the time. As Clarkson puts it: “It was just a rePLANKING: THE NEW TREND ally stupid, random thing to do.” It���s not clear – and Clarkson and he rules are simple: you Langdon don’t remember – where must lie face down, palms exactly the idea for planking came flat against your sides, with from. Some commenters have linyour feet together and pointing at ked the practice to the 1995 video for the Radiohead song, Just. In the video, a man lies down on a busy London road and a crowd of strangers gather to try to understand and help him. He refuses to move, or to tell them why he’s lying there. They persist, and eventually he relents. He tells them – but not us, the viewers – and all we see, in

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rejuvenations. In Greece, penis enlargements are performed ten times m o r e o f t e n than the average.

a long slow punWHY KENYANS chline of a shot, ARE SUCH GREis that now the entire crowd is lying down on the pavement as AT RUNNERS: A STORY OF CULTURES well. Whether the video is the GENES AND inspiration or not, it captures sowo hours, 31 minutes, and mething of planking’s essence. 51 seconds after the Bo“People generally think you’re ston marathon began on mad,” as creator Gary Clarkson puts it. “That’s sort of the point.” April 16th, its male and female champions had already finished. The first, second, and third-place men were all Kenyan. So were the PLASTIC SURGERY first, second, and third-place woaving cosmetic surgery to men. It was yet another amazing enhance what nature gave showing for Kenyan runners, and you (or to keep her at bay) yet another reason to ask: how? is increasingly common. In 2010 For such a popular, straightforover 3.3m procedures were done ward question, there’s less consenin America, more than anywhere sus than you might think. Western else, according to a report from the research on the nature of Kenyan International Society of Aesthetic runners, and on successful African Plastic Surgery. These were split athletes in general, is complicated roughly evenly between “non-in- by some particularly thorny racial vasive” treatments, such as botox politics. There’s a nasty history, afor facial peels, and “invasive” sur- ter all, to white scientists evaluagery. Chin implants (“chinplants”) ting the physical attributes of Afrialone rose by 71% on the pre- cans. But that hesitancy to really vious year. But when population study Kenyan runners’ success has is accounted for, South Korea tops allowed some probably false, and the list. A 2009 survey by Trend often culturally reductive, theories Monitor, a market-research firm, to persist. The scientific research suggested that one in five women hits on some of the most sensitive in Seoul had gone under the kni- racial anxieties of Western-African fe. Beauty is beheld differently in relations, but it’s also an amadifferent countries, and this is re- zing story of human biodiversity. flected in the demands made on The statistics are hard to ignosurgeons’ scalpels. There are seven re. This medium-size country of times more buttock operations in 41 million dominates the world Brazil than the top-25 country ave- in competitive running. Pick any rage, and five times more vaginal long-distance race. You’ll often

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find that up to about 70 or 80 percent of its winners since the late 1980s, when East African nutrition and technology started catching up with the West, have been from Kenya. Seven of the last 8 London marathons were won by Kenyans, and the sole outlier was from neighboring Ethiopia. Their record in the Olympic men’s marathon is more uneven, having placed in the top three in only four of the last six races. Still, not bad for one country. And even more amazing is that three-fourths of the Kenyan champions come from an ethnic minority of 4.4. million, or 0.06% of global population. It turns out that Kenyans’ success may be innate. Two separate, European-led studies in a small region in western Kenya, which produces most of the race-winners, found that young men there could, with only a few months training, reliably outperform some of the West’s best professional runners. In other words, they appeared to have a physical advantage that is common to their community, making it probably genetic. The studies found significant differences in body mass index and bone structure between the Western pros and the Kenyan amateurs who had bested them. The studied Kenyans had less mass for their height, longer legs, shorter torsos, and more slender limbs. One of the researchers described the Kenyan physical differences as “bird-like,” noting that these traits would make them more efficient runners, especially over long distances. Scientific research on the success of Kenyan runners has yet to discover a Cool Runnings gene that makes Kenyans biologically predisposed to reaching for the stars. Most of Kenya’s Olympic medal winners come from a single tribe, the Kalenjin, of whom there are only 4.4 million. 21


Red Hot Chili Peppers, tre decenni di successi

I’m With You: un ritorno in grande stile di Filippo Duò

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Red Hot Chili Peppers sono tra i gruppi più importanti della storia rock e funk mondiale, in quasi trent’anni di carriera sono riusciti a scalare le classifiche attraversando momenti difficili, come morti, abbandoni e problemi di droga, ma ce l’hanno sempre fatta. Dopo ben 5 lunghi anni sono tornati alla ribalta con un nuovo entusiasmante album. In questi anni sono successe molte cose tra cui l’abbandono dello storico chitarrista John Frusciante a favore dell’ingresso del giovane Josh Klinghoffer. Sono rimasti invece al loro posto il cantante e frontman Anthony Kiedis, l’instancabile bassista Flea e il travolgente batterista Chad Smith. Lo scorso agosto hanno pubblicato quindi il loro nuovo e attesissimo lavoro: I’m With You. Il disco è fresco e

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pieno di interessanti novità, le canzoni sono quasi tutte dei potenziali singoli di successo. Tra ballate lente e malinconiche e pezzi groove e funky come quelli dei vecchi tempi, i Red Hot non ci fanno mancare proprio nulla i n quest’ultima entusiasmante opera. In particolare il gruppo sembra rivitalizzato e pronto a nuove avventure e nuovi stili. I generi sperimentati nell’album, come “bal-

lad” con accompagnamento al piano, brani dalle sonorità latineggianti e video innovativi e all’avanguardia ne sono una prova. Io personalmente ho apprezzato molto quest’ultimo album dei “peperoncini” e lo consiglio a tutti coloro che amano il rock miscelato a un pò di funk, com’è tipico del loro stile. Nonostante l’età, cinquant’anni a testa tranne il neo entrato Klinghoffer, i Peppers calcano ancora i palchi di tutto il mondo e sono stati recentemente insigniti di un posto nella prestigiosa Rock & Roll Hall of Fame. Io stesso posso riportare una testimonianza diretta di un loro show, ho infatti assistito per la prima volta ad uno spettacolare concerto tenuto a Milano lo scorso Dicembre. Loro ci sono ancora e lo stanno dimostrando e per tutti quelli che li amano ma anche a chi vuole scoprire nuovi generi questo disco è vivamente consigliato per vivere le uniche emozioni portate dal loro fantastico stile.


Lucio Dalla: addio all’artista “senza vergogna” di Giacomo Ruzza

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ono stati i frati della Basilica di San Francesco D’Assisi a dare per primi la notizia della morte di Lucio Dalla. Questo il loro ricordo: “E’ morto Lucio Dalla, dolore e sgomento della comunità francescana conventuale di Assisi per l’improvvisa scomparsa del cantautore di Dio. I frati del Sacro Convento sono sicuri e certi che San Francesco lo accoglierà per portarlo alla presenza del Signore”. Lucio Dalla e’ morto a causa di un infarto a Montreux mentre era in tour in Svizzera. E la canzone italiana ha perso un paroliere ed una voce indimenticabile. La sua attività artistica è andata avanti per quasi cinquant’anni. Nel 1964, a 21 anni, incise il suo primo 45 giri con la prima canzone, scritta da Gino Paoli. Fu un fiasco clamoroso. Venne fischiata al Cantagiro, una manifestazione canora di primo piano nel nostro Paese. Non si scoraggiò e formò un gruppo chiamato “Gli idoli”, interpreti soprattutto della sua concezione jazzistica della musica. Con “gli Idoli” incise il suo primo album “1999”. Iniziava la più fervida e creativa fase della sua vita. Lucio Dalla scrisse “Occhi di ragazza”, presentata da Gianni Morandi, “4 marzo 1943”, ripresa dalla sua data di nascita ma non autobiografica come si è pensato per tanti anni, con la quale partecipò per la terza volta al Festival di Sanremo nel 1971, che gli valse il

terzo posto assoluto. L’anno dopo, con “Piazza Grande”, riscosse un altro grande successo. Dalla incise due album con Francesco De Gregori: “Ma come fanno i marinai” e “Banana Republic”. Con gli Stadio incise “Dallamericaruso”; L’ultima canzone del disco, “Caruso”, è uno dei suoi più grandi successi, annoverata anche nelle antologie di poesia. Nei ’90 esce “Cambio”, con il singolo “Attenti al lupo” che diventa una hit. Nel 1996 esce “Canzoni” e ancora una volta l’album è trainato da un singolo di grossa presa popolare ovvero “Canzone”. Dopo “Ciao” del 1999, il nuovo millennio si apre con “Luna Matana” del 2001, contenente brani come: “Siciliano”. Negli anni Duemila si è dedicato anche alla musica classica e al teatro, suonando musiche di Vivaldi con i solisti veneti, collaborando con Ron in uno spettacolo con orchestra d’archi e riproponendo la famosa opera “La Tosca”. In una

serie di interviste rilasciate negli anni Duemila Dalla dichiara di sentirsi una persona “avulsa dal senso di vergogna”, e di portare un parrucchino. Il suo ultimo album è “Angoli nel cielo”, uscito nel 2009. Fin dai primi anni di carriera ha sempre creduto nei giovani talenti sia come produttore che collaboratore. Per lui i ragazzi, con i loro sogni, le aspettative, rappresentano il futuro della canzone italiana, nel speranze di un Paese. Poeta, musicista, autore, cantante, ironico, eccentrico, umile, uomo di straordinaria sensibilità, Lucio Dalla se n’è andato, lasciandoci l’eredità preziosa delle sue parole in note ed il sorriso bonario nei confronti della vita, commovente e contagioso come un motivo delle sue canzoni.

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IPSE DIXIT

di Roberta Pezzolato

“Si semplifica così: zicchete-zacchetè” “E ora la funzione: f…. “f” come “g”” La legge delle 10 tavole “A che ora arrivano i Dori?” “Perché la mole non è un numero, la mole non è un numero, la mole non è un numero, la mole è una quantità, la mole è un numero!” Alunno: “Prof., quando inizia ad interrogare?” Prof.: “Dalla prossima settimana, vedo quando voglio, oh per Diana, siamo indietro con il programma!”

“Se Pippo è uguale a Pluto, allora Pluto è uguale a Pippo” “Mandateli da me che gli canto la messa con gli organi” “Se non state zitti estraggo la scimitarra e vi taglio le lingue” Alunno: “Mi giustifico prof.” Prof.: “Non te poi” “Questo è l’atteggiamento che non fa girare il mondo ma… i sentimenti”

“Nel tondo di Masaccio c’è un messaggio CRIPPETTATO”

“Se non state zitti vi faccio fare il giro del Galilei sugli alluci”

“Ma come hai tagliato quei capelli? Li hai tagliati con la “falsina”?”

“Mi perdonerete se non faccio la ola!”

“ Mi sto inalberando e poi vi defenestro” “Ho introdotto due nuovi voti: 0 con orecchie e notte fonda con nebbia”

“10 lo do solo ai premi Nobel. Capirete che se do più facilmente 10, devo dare più facilmente anche 2” “Due cose: una penna... e una caramella”

“Non capite: invece di quadrare così, ho quadrato cosà”

“Io insegno di tutto, anche scienze occulte per gli studenti”

“Ehi tu, guarda che stiamo leggendo, mica stiamo parlando di mosche”

“A scuola non c’è ancora il Wireless, ci sono i segnali di fumo”

“Per capire la configurazione elettronica degli elementi pensate a quando vi sedete in corriera” “Ma perché sei venuto in pigiama?”

“Punto P2 da non confondere con la setta massonica”

“Questo cestino è una trappola infernale!”

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“Mi dite per favore la coordinate del punto G”


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Il Galileo N° 2