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Il Bianco e il Verde Il Bianco e il Verde - n.0 - Gennaio 2009 la presente uscita è un numero unico di presentazione Direore responsabile

Fabio Giorgi Capo Redaore

Elena Raiola in redazione

Elisa Zannoni, Nicola Verzoni collaboratori

Fabio Canaccini, Arrigo Melani, Sergio Tobia, Manfredi Adamo, Irene Leonardi Stampa

Mediaprint Via G. Gozzano, 7 - Livorno Tel. 0586/403023 www.mediaprintlivorno.it Grafica e Impaginazione

Manola Greco Il Bianco & il Verde: In aesa di autorizzazione dal Tribunale di Livorno

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l Bianco e il Verde. Due colori, due sogge a confronto: Il Rugby e la Cià in questo caso. La cià intesa come la nostra identà culturale faa di usi, costumi e tradizioni, espressi nelle mille sfacceature della nostra vita quodiana, dal linguaggio al divermento, dal cibo allo sport, dal “cosa facciamo stasera” ai tormen ed ardori dell’adolescenza. Il Bianco e il Verde. La nostra voglia di confrontarci sui tan aspe della vita sociale con gli occhi del rugby, su quanto l’una possa dare all’altro e viceversa. Il confronto stesso è già un punto cruciale. Nel Rugby diciamo che non si gioca “contro” ma “con” l’avversario perché il vero confronto in realtà è con noi stessi. La vita sociale, gli incontri di tu i giorni, sono il confronto che rinforza e che migliora a pao che sia acceato, come sul campo. Ciò che ambedue le squadre “celebrano” nel “terzo tempo” del rugby è proprio l’aver acceato e combauto la sfida, mescolando la gioia dei vincitori e la consolazione degli sconfi in una esaltazione comune nell’aver reso “eroica” la baaglia. Eroe è chi accea la sfida, e in questo combamento che è la vita di tu i giorni, c’è n’è di sfide da acceare: rifiutare la subalternità, il conformismo, una vita banale, crescere figli, lavorare e progeare il futuro contrasta da una soffocante ed idiota burocrazia dove la legge non è più per l’uomo ma l’uomo per la legge. Livorno, cià sporva di valenza mondiale prima in Italia e terza nel mondo per medaglie olimpiche, forse per quel gran bene che fa al fisico l’incrocio geneco delle numerose razze da cui discendiamo. Ecco, per lo stesso movo, all’opposto, l’appiamento di valori e d’idee che samo vivendo, la mancanza di veri scambi culturali, rischia di renderci deboli come rampolli di famiglie reali dove il sangue non si è “mescolato”. Vogliamo quindi dare il nostro contributo a questa “sveglia” con questo periodico che troverete gratuitamente in mol locali - che genlmente ci “ospitano” e che ringraziamo - e che vi inviamo a portar via con voi. Parleremo di vita quodiana a tuo campo, perché non c’è niente di veramente banale se non lo banalizziamo noi. A chi vuole avvicinarsi al rugby e cerca in queste pagine regole e spiegazioni di questo sport, che è effevamente non facile da comprendere a prima vista, voglio dare un consiglio: venite a veder giocare i nostri bambini, capirete facilmente il rugby vedendoli già a sei o see anni giocare anche con il freddo e nel fango. Capirete l’apparente assurdità del non passare in avan ma di cercare il compagno ed il sostegno per arrivare alla meta comune. Capirete come si possono superare paura e dolore. Vedrete more e coraggio diventare azioni di gioco e soprauo come ambizione individuale e risultato di gruppo si esalno a vicenda, con nobiltà e naturalezza.

Editore: Livorno Rugby srl Via Goito, 40 - Livorno

Biancoverde è la nostra bandiera - di Fabio Canaccini Livorno cià del benessere - di Elena Raiola Alla libreria Edison per respirare aria d’Europa - di Elena Raiola Tu pazzi per Facebook - di Elena Raiola Il locale del momento: Il Fischieo - di Elisa Zannoni Curiosità culinarie: zuppa di pollo alla birra (ricea scozzese) Divisi in guerra, uni per la palla ovale - di Arrigo Melani Giovanili: nello spogliatoio la confusione, in campo la determinazione Rugby Livorno: in A1 l’obievo è la salvezza - di Fabio Giorgi Il Rugby Livorno alla Lustrissimi: tre giorni passa da parà - di Elena Raiola Le speranze del rugby labronico - di Sergio Tobia Ecco perchè i bambini scelgono il rugby - di Manfredi Adamo Il personaggio: Luca Santoni - di Elisa Zannoni Il Rugby mi cambia la vita - di Irene Leonardi Basket femminile: Livorno per la prima volta in A1 - di Nicola Verzoni Livorno in una foto Calendario even (Gennaio - Febbraio - Marzo)

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SOMMARIO

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Sergio Tobia Presidente Livorno Rugby

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biancoverde è la nostra bandiera

Biancoverde è la nostra bandiera di Fabio Canaccini

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on è come mol credono: “l’amaranto è la nostra bandiera” ovvero, oggi è il colore di molte maglie delle nostre principali squadre delle diverse discipline che ci rappresentano degnamente a livello nazionale (calcio in primis, ginnasca, basket, baseball, pallanuoto, pallavolo, tennis tavolo), e quindi è così, in realtà i colori delle più importan squadre livornesi di ieri erano, e per molte lo sono ancora, il biancoverde. Ho gradito l’invito a scrivere poche note su questa rivista proprio per il nome che porta. Inule dire che il bianco rappresenta il candore, che nello sport sta per genuinità, ed il verde per giovinezza, speranza: di far bene, di vincere, di essere degni della maglia, della livornesità. Più ule è, invece, dire che la Pro Livorno, società calcisca tuora in avità, milita nel campionato di 2° categoria ed ha oltre 100 ragazzini che frequentano le diverse squadre, è quella da cui ha avuto origine, quando si chiamava SPES (1906), fusasi con l’allora Virtus (1905), l’auale A.S. Livorno Calcio (1915) la cui prima squadra milita, con omi risulta, nel campionato di serie B. Le altre società bianco verdi, tuora importan, sono: l’Atleca

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Filippo Volandri

Livorno (1950), di primo ordine a livello italiano, dalle cui fila sono usci decine di atle che hanno indossato la maglia azzurra; il Tennis Club (1950) qui, per tu, basta citare che c’è nato il n°1 auale del tennis italiano – Filippo Volandri -, il Rugby Livorno (1931) che partecipa al campionato di serie A e dalle cui squadre sono usci numerosi rugbis che hanno giocato con le squadre azzurre (due ne sono sta anche capitani), oltre ad essere fucina di tecnici e dirigen di livello nazionale (Montano, Maneo, Saccà, Gaetaniello). È così che è nata e prosegue la storia dello sport livornese.

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Livorno cià del benessere

Livorno cià del benessere I da forni da Legambiente nella ricerca Ecosistema Urbano 2008 mostrano la cià labronica al quarto posto nella classifica delle cià più vivibili d’Italia di Elena Raiola

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hi abita da queste par afferma con convinzione che Livorno è la cià dove si vive meglio rispeo a tue le altre d’Italia. Orgoglio e campanilismo certo non mancano nelle caratterische piche della cià labronica, che ama il confronto e soprauo vincerlo, per primeggiare rispeo alle

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altre cià della Toscana. Ma in questo caso non si traa soltanto di sbruffoneria labronica. I da forni da Legambiente mostrano, nella graduatoria finale di Ecosistema Urbano 2008, Livorno che svea al quarto posto nella classifica delle cià più vivibili di Italia. I livornesi non si possono certo lamentare: dopo Belluno,

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Livorno cià del benessere

Bergamo e Mantova, ecco che Livorno è una delle prime della classe. La graduatoria è basata su un confronto tra valori reali, dichiara dai Comuni, e alcuni obievi di vivibilità prefissa da Legambiente. Se la media italiana vede il 50, 55% di vivibilità per le cià della penisola , Livorno la supera di molto con il suo 65.24% . Il primato di Livorno risalta soprauo nei confron di cià toscane molto più blasonate, come la splendida Siena, che si trova al sesto posto dopo Perugia, e la “cugina” Pisa, che scivola al dodicesimo posto, seguita da Firenze, Prato, Lucca, Pistoia. Dopo i risulta della ricerca curata dall’Istuto di Ricerche Ambiente Italia qualche sorpresa viene proprio dal ritorno ai primi pos nella graduatoria dopo diversi anni di assenza di cià del centro-Italia. Il fenomeno-vivibilità di Livorno è un dato in connuo crescendo, non soltanto perché nella cià labronica il mare miga il clima e anche l’umore della gente. La scalata di Livorno verso il successo parte dal dodicesimo posto nella medesima classifica targata 2006, che è andato ancora a migliorare nella classifica del 2007, quando la graduatoria vedeva la cià portuale stazionare al nono posto in classifica.

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I miglioramen più incisivi, per quanto afferma la classifica di Legambiente, sono visibili soprauo in seori importan come quello dello studio e della cultura, come in quello della qualità dell’aria. Nei consumi idrici la cià dei Quaro Mori si piazza al sesto posto, passando da 133 litri per abitante al giorno, relavi alla scorsa edizione della ricerca, agli odierni 129.9. Nea ascesa anche nel seore del trasporto pubblico e nel tasso di motorizzazione, dove il capoluogo toscano scende a 54 auto ogni 100 abitan, che vogliono dire il quinto posto nella classifica di seore. Ancora, una Livorno migliore nelle imprese cerficate Iso e nelle poliche legate alle energie rinnovabili e teleriscaldamento, dove realizza mol pun tra quelli che ne caratterizzano l’indice (solare, termico e fotovoltaico). Nella classifica della vivibilità non sono riporta da lega alla possibilità di fare sport nella nostra cià, ma è bene aggiungerli, perché sono sicuramente un faore importante che determina l’apprezzamento da parte di chi abita in questa cià. Adesso non resta che augurarci che Livorno possa salire sul podio nella classifica 2009.

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alla libreria Edison per respirare aria d’Europa

Alla libreria Edison per respirare aria d’Europa Il 6 Dicembre è stato inaugurato in cià il nuovo complesso polivalente nell’ex Teatro Lazzeri, un edificio tornato agli anchi splendori grazie alla sua recente ristruurazione di Elena Raiola

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l vecchio teatro Lazzeri, uno degli edifici che rappresentano lo stile liberty nella nostra città, è finalmente tornato agli antichi splendori e si mostra al centro di Livorno nella sua veste più bella, dando ancora modo alla

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cultura di potersi affacciare tra le sue splendide pareti appena ristrutturate. Il sei dicembre, infatti, è stata inaugurata la libreria Edison e l’antico palcoscenico si è trasformato in un centro culturale polivalente con libreria, caffè letterario e spazio espositivo. Un luogo aperto al pubblico di ogni genere ed età, a coloro che sono alla ricerca di volumi da poter acquistare, che riempiono gli scaffali della libreria al primo piano e nel sotterraneo, ma anche un luogo di incontro e di possibile scambio culturale, se pensiamo anche alla caffetteria che si trova al primo piano, dove non è difficile trovare persone che sorseggiano tè o caffè mentre leggono il loro libro appena comprato. Una libreria dalla vocazione europea, che si vuole moderna, ma che abbraccia le tradizioni delle più antiche capitali, come Londra e soprattutto Parigi e Bruxelles, delle quali rievoca lo spirito. La superficie della libreria è molto ampia, proprio perché non la si vuole uno spazio che possa essere percepito come chiuso, ma al contrario il progetto è quello di un luogo aperto, dove

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alla libreria Edison per respirare aria d’Europa

possano correre le idee e la fantasia. Una piazza della cultura, dove possano giocare con le parole sia i bambini (un’ampia parte della libreria è infatti dedicato ai libri per i più piccoli) che i più grandi, che troveranno risposte cartacee ad ogni loro esigenza letteraria. Una piazza che è può essere esplorata anche da color che non sono soliti fare visita alle librerie, per la proposta semplice e non invasiva dei tantissimi prodotti culturali che sono esposti. Una parte dell’edificio sarà, invece, adibita a spazio per riunioni e conferenze

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di interesse collettivo, che sarà gestito dalla libreria stessa. I primi incontri con l’autore sono andati benissimo e hanno riscosso un grande successo di pubblico e di critica: dall’incontro con Nada, a quella con Lucio Dalla e tanti altri celebri autori sono in programma per il 2009. È nato un luogo importante che accoglie la domanda di cultura che viene dalla nostra città, che rivendica con grande vivacità la possibilità di avere spazi di scambio e di discussione, ma soprattutto di arricchimento.

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tu pazzi per Facebook

Tu pazzi per Facebook Anche la livornesità si espande all’interno del social network più in voga del momento. Spopolano i gruppi in cui è protagonista la cià dei Quaro Mori e i suoi personaggi di Elena Raiola

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a Facebook mania ha invaso anche Livorno e i suoi abitan, che non si sono fa aendere nella rete di conta più famosa al mondo e hanno espresso come sempre la loro simpaa, invenva, ma anche tua la loro voglia di

essere presen in un modo diverso dal solito. Facebook viene fondato il 4 febbraio 2004 da un giovane studente dell’Università di Harvard. Negli anni successivi Facebook si espande a dismisura e da semplice agenda per pochi diviene uno strumento accessibile da tu coloro che sono presen in rete. Da luglio del 2007 Facebook rientra nella Top 10 dei si più visita al mondo e il suo successo, a giudicare dal numero sempre maggiore di iscri, non sembra vedere la fine. In Italia è il 2008 l’anno in cui Facebook mee le proprie radici, con numeri di uten connessi da capogiro. All’interno del social network è possibile cercare amici, suggerirli, diventare fan di persone o even, creare gruppi oppure iscrivervisi. La bellezza di Facebook sta nella sua semplicità ed immediatezza, ma anche nel suo cavalcare sempre la nozia e il divermento. Un esempio su scala globale uno degli ulmi gruppi che sono sta crea “Lancia la scarpa a Bush”. Ma anche Livorno e la livornesità sono diventate una certezza all’interno del sito più visitato del momento. A parre dal gruppo più classico che vanta 1345

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tu pazzi per Facebook

membri registra, nel quale si può partecipare se na o abitan nella cià dei Quaro Mori, fino a quelli più strani ma che tu amano e ricordano con affeo. Due esempi per tu: il Nocchi fan Club, che vanta oltre 600 iscri ed è ancora in espansione, oppure i gruppi dedica a Filippo Bellissima, personaggi che a Livorno non hanno bisogno di presentazioni. Fra i gruppi che colgono in pieno la livornesità verace e il suo sarcasmo il “Deh, a Livorno ci si conosce un po’ tu”, con più di mille iscri, o ancora i fan della canzone “De Madde”, grande successo dei Licantropi, gruppo anch’esso labronico che esprime nelle strofe del loro pezzo alcuni

week-end livornese. Fra i gruppi dedica allo sport non dimenchiamo Livorno Rugby 1931, quelli dedica al Livorno Calcio, alla pallacanestro, dalla Pl , fino al Basket Livorno, e i gruppi dedica ai singoli personaggi del mondo dello sport livornese, come quello dedicato a Igor Pro. Fra i gruppi più geona su Facebook, quelli che riguardano i compagni delle scuole medie e delle superiori, fino ad arrivare ai compagni dell’università. Un ritorno alle origini dal momento che Facebook nacque proprio per l’esigenza di far comunicare studen universitari con studen dei vari licei americani.

stralci di Livorno vissuta dai suoi ciadini, per connuare con “Quelli che fanno le siuski”, pico tuffo delle nostre coste che non trova traduzione né imitazione da altre par della penisola, o ancora quelli che quando scendono dalla Cala del leone, manca poino vanno di muso”, quelli dei “Livornesi 100%, fisici da scoglio e cor sarmastro nelle vene”, il “Boia dè” e su tu quello dedicato al mico Vernacoliere. Poi da ricordare i gruppi per gli appassiona della buona cucina, come gli aman del cinque e cinque, quelli dedicate al ponce alla livornese e quelli crea da ristoratori o dagli affeziona clien di locali e ristoran, come gli amici del Ghinè Cambrì. Da non dimencare i gruppi crea per promuovere even come “Orto dance” o Lucrezia Borgia, tramite i quali possiamo sapere che indicavamente parteciperà alle serate che animano il

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il locale del momento: il Fischieo

Il locale del momento

Il Fischietto

di Elisa Zannoni

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on c’è persona a Livorno che non abbia provato almeno una volta i suoi famosi moscardini cacciuccati e chi li assaggia indubbiamente ritorna per ripetere l’esperien za...naturalmente stiamo parlando del circolo “Il Fischietto”. Col suo ambiente accogliente e familiare il Fischietto viene considerato la casa del rugby livornese e non solo per le foto ed i cimeli sportivi che ornano le pareti ma anche perchè il geL’interno del locale. Foto e cimeli sporvi alle pare, l’ambiente è accogliente e familiare.

store, Giovanni Campanile, è stato prima giocatore poi arbitro ad alssimi livelli, l’unico Italiano ad avere avuto il privilegio di arbitrare una parta degli All Black. Il segreto dell’enorme successo di questo locale davvero speciale è senza dubbio un mix di elemen vincen: pia tradizionali, ingredien genuini, nessun arfizio culinario ed un ambiente informale e caloroso.

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Sembra una formula semplice alla portata di tu i locali eppure per assicurarsi un tavolo in questo circolo la gente prenota parecchi giorni e a volte semane in ancipo e di ques tempi la cosa risulta davvero eccezionale! Il Fischieo si presenta in modo sincero ai clien che vanno dagli sporvi ai vip ai semplici aman della buona cucina; a tu si promee un ambiente accogliente, una serata tra amici ed un omo piao selezionato all’interno di un menù che varia spesso e sempre con grande successo. In questo locale così parcolare nella sua semplicità, dove si respira la storia di uno sport nobile, il rugby appunto, fondato sullo spirito di sacrificio e sul rispeo per l’avversario la cena si trasforma in qualcosa di più...sarà questo il vero segreto di Giovanni Campanile?

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curiosità culinarie: ricea scozzese

Curiosità culinarie

Zuppa di pollo alla birra ricea scozzese Ingredien per 6 persone 1 litro di brodo di pollo 1/2 litro di birra chiara 150 gr. di riso 1 tuorlo d’uovo 150 gr. di panna liquida 20 gr. di burro 20 gr. di mandorle pelate e tagliuzzate 200 gr. di peo di pollo lessato e tagliato a cube piccoli 1 cipolla tagliata ad anelli 1 carota tagliata a cube un po’ di prezzemolo sale e pepe

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ersate il brodo di pollo e la birra in una casseruola, aggiungete la carota tagliata a cube e la cipolla ad anelli e lasciate bollire per qualche minuto su fuoco medio, quindi versate il riso. A parte, in una fondina, unite la panna, il tuorlo e un po’ di brodo, amalgamandoli bene, e versateli nella zuppa. Una volta sciolto, amalgamate il burro con le mandorle sminuzzate e aggiungete anche questo composto alla zuppa. Quando il riso è quasi coo aggiungete anche i cube di pollo, aggiungete sale, pepe e prezzemolo. Da servire ben caldo. Tempo, difficoltà e costo alla portata di tu!

Ti diamo tue le opportunità

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divisi in guerra, uni per la palla ovale

L’avvocato Arrigo Melani conosce da vicino la realtà del rugby livornese dell’immediato dopo guerra. Prima di intraprendere la carriera di legale, Melani è stato giornalista e più precisamente redaore dell’Informatore Sporvo, dal ‘45 al ‘48, e del Corriere dello Sport, dal ‘49 al ‘51. Melani ha potuto verificare con i propri occhi la compaezza all’interno dello spogliatoio del Rugby Livorno. Nella squadra labronica, subito dopo la seconda guerra mondiale, si ritrovarono in campo, fianco a fianco, uomini che avevano combauto in fazioni opposte durante il conflio bellico. (f.g.)

Divisi in guerra, uni per la palla ovale di Arrigo Melani

Leggo in un prezioso libreo di Maurizio Oone (Livorno Rugby 1931 - Storia e cronache di un’avventura sporva livornese)... “Il rugby è un gioco per genluomini di tue le classi sociali... una ricreazione tanto per il corpo quanto per lo spirito”. Nelle 146 pagine c’è tua l’affascinante storia del rugby labronico, con piacevolissime scoperte: Aldo Bordelli, fondatore dell’Informatore Sporvo e poi C.T. della Nazionale di Calcio, giocatore nella prima formazione del 1931, come gli Aurili e poi Sandonnini, Garibaldi, Gallinari, Carlo Montano, Boldrini, Damiani, giovani che passavano indifferentemente dalla pallacanestro alla scherma alla palla ovale, al nuoto. Ed ancora Giorgio Bertolacci, un peso massimo, che negli anni ‘50 parte per l’Australia e si afferma a Sidney, Gustavo Lenzi e Nini Neri poi

giornalis, Larry Strong un americano funambolo del basket e trequar nel rugby. E Pierino Aurili, Ufficiale dei Bersaglieri uno degli ulmi rimpatria dalla prigionia in Russia e Orazio Malaguzzi protagonista della Cama Basket e Lina Valbonesi, presidentessa della Società e patron di Stadium, iI primo negozio sporvo, all’Aas, della cià. E Gian Mauro Agen, pure baseball, e D’Angelo, precursore dei detecve. E medici e avvoca e una miriade di giocatori stranieri, inglesi, neozelandesi, sudafricani, argenni, romeni e scozzesi. E operai, insegnan, impiega, imprenditori come Neri e Paggini. E poi una sequenza di fotografie che portano alla “magia”: in parcolare le foto dell’immediato dopo guerra dove i giocatori sono affianca, abbraccia, stre fra loro, sorriden e spensiera.

La “magia” sta nel ricordo di chi scrive perché quasi tu erano amici: torna dalla guerra, combaen dall’una e dall’altra parte, Pargiani e “Repubblicani” della Decima Mas, delle SS (quelle del Baaglione ansbarco alleato del Anzio) della GNR (Guardia Nazionale Repubblicana) e, ancora, i ragazzi di sinistra estrema, freschi fedelissimi del PCI. Ebbene, tu abbraccia affeuosamente. Non c’era clima di odio come oggi, forse perché erano consapevoli di essere usci indenni dalla guerra e poi perché le conoscenze risalivano ai tempi scolasci, agli incontri quodiani per le vie della cià, alla sma, alla simpaa giovanile, tu già Ballila e Avanguardis. Se tale fu magico rugby vorremmo oggi spiegare ai giovani che si può ben vivere da avversari, o meglio da interlocutori, da “genluomini di tue le classi sociali” e non da eterni nemici. Invece di bandiere stravagan e di singolari striscioni, portatevi appresso una palla ovale e fatene una religione come i maori della Nuova Zelanda o come i livornesi dell’immediato dopoguerra.

Il Rugby Livorno , stagione 1945-46

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giovanili: nello spogliatoio la confusione, in campo...

Giovanili: nello spogliatoio la confusione, in campo la determinazione

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a distribuzione delle maglie, per alcune giovanili del Livorno Rugby 1931 è come una contraazione al mercato. C’è chi non vuole il numero assegnatogli, chi vuole cambiare la maglia, sle camicia da noe, con una più piccola. Il nastro che di solito viene usato per fermare i lacci delle scarpe viene impiegato da chi non ha potuto cambiare, anche per migliorare la vesbilità della maglia troppo grande e sventolante: “Menomale sono veloci” afferma il tecnico per compensare la mancanza di prestanza fisica. Io penso: “Che quarcuno ce la mandi bona” (da non intendere giovane pulzella di bella presenza altrimen … addio). Ecco cosa potrebbe ascoltare un curioso che si avvicina allo spogliatoio: “Allora… dirigente accompagnatore... dove sono le maglie!” “Si, arrivo sono qui… allora il 15 va a… a chi va il 15, coach?” “Boia deh babbo, un’hai ancora imparato che l’estremo sono io!” “Ah si è vero. O il 14… eni questa. Il 13… to’ prendila”. “ No il 14 ‘un lo voglio. Voglio il 13”.

“E c’acchecchini! Un lo dì a me, è il coach che ha fao la formazione”. “Tieni, ecco il 12”. “No, il 12 volevo ir 15”. “Deh, sen quanto vole per fa cambio. Ma  levi o calia.” “L’11... L’11 è tuo! Sen te fai l’apertura, il 10. Te il 9… Trainer in mischia chi c’è? Si ho capito i piloni sono i soli ma nel primo tempo il bimbo sta fuori.” “Dov’è lo scocce!” “Tieni mi raccomando un lo finì.” Il curioso potrebbe trarre da queste affermazioni informazioni fuorvian da vendere come: “Vai son già alla frua prima della minestra a brodo!” “Sa osa e c’hanno la ‘oncentrazione di Jury Gheller!” Ma la realtà è ben altra. Il gioco di squadra inizia nello spogliatoio e al momento di scendere in campo la grande confusione mostrata poco prima nello spogialtoio diventa … una grande determinazione, con conseguen grossi guai per i malcapita avversari...

Il Rugby Livorno in TV Le telecronache integrali di tue le parte di campionato del Rugby Livorno vengono trasmesse

il martedì alle 21.15 su Reporter TV Nel corso della rubrica quindicinale di Granducato

“Palla al centro” (giovedì 22 gennaio, giovedì 5 febbraio ecc.),

dalle 19.00 alle 19.30 (e in replica sabato alle 10.00)

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approfondimen sul club biancoverde con immagini, servizi e ospi in studio.


Rugby Livorno: in A1 l’obievo è la salvezza

Rugby Livorno: in A1 l’obievo è la salvezza di Fabio Giorgi

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a seconda promozione consecutiva è giunta a cavallo fra l’estate e l’autunno. La formazione biancoverde, che, sul campo aveva mancato per un solo punto il gran balzo in A1, è stata ripescata, al posto dell’Amatori Catania (neo retrocesso dalla Super10), alle prese con gravi problemi finanziari. Secondo regolamento, la Federazione Italiana Rugby ha premiato la prima non promossa dalla serie A2 e non la migliore delle retrocesse dalla serie A1. Nella giornata di martedì 23 settembre 2008, la Fir ha chiesto alla società biancoverde la disponibilità per il salto di categoria. I dirigenti biancoverdi hanno lasciato carta bianca ai propri giocatori. Che, pur a conoscenza delle difficoltà nel disputare un torneo così duro, hanno accettato di buon grado. Il salto di categoria, sia pur giunto in extremis, a tavolino, pochi giorni prima dell’inizio della stagione ufficiale, è meritatissimo. Senza una serie di risultati strani e senza i favori della Benetton Treviso ‘B’ (squadra che per regolamento non poteva ambire al passaggio alla serie superiore) al Giunti Firenze (che è riuscita all’ultima giornata a sorpassare in classifica i labronici), la promozione sarebbe arrivata direttamente, sul campo. Da quel martedì 23 set-

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tembre, è dunque cambiato l’obiettivo stagionale. Se fosse rimasto in A2, il Rugby Livorno avrebbe lottato per la promozione. In A1, invece, i biancoverdi sono a caccia della meta salvezza. Dodici le formazioni al via della serie A1. Al termine delle ventidue giornate le ultime due scenderanno in A2 e disputeranno, con la penultima e la terz’ultima della serie A2, i play out per non scivolare in B. In poche parole, arrivando terz’ultimi, la permanenza in categoria è certa.

Vecchi e nuovi Nel corso dell’estate, poche settimane prima di celebrare il ripescaggio in A1, il Rugby Livorno si è riorganizzato anche a livello societario. Il club si è consolidato. Il numero dei consiglieri eletti nell’assemblea dei soci è aumentato. Fabio Squarcini, presidente della società negli ultimi sei intensi anni, ha preferito, al termine del suo secondo mandato consecutivo, non presentare nuovamente la candidatura. La poltrona di massimo dirigente è dunque passata a Sergio Tobia, imprenditore cinquantenne, eletto all’unanimità. Rispetto all’esaltante stagione precedente, non sono mancate novità in seno alla squadra. A disposizione del confermatissimo Guglielmo Prima non sono rimasti Goti, Del Bubba, Barni,

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Rugby Livorno: in A1 l’obievo è la salvezza

Reyes, Murrè e Ferrero, che sono stati ceduti ad altre squadre, mentre Baroni ha appeso le scarpette al chiodo. Del nucleo degli stranieri, sono rimasti solo Cook e Neethling (che peraltro si era infortunato gravemente al tendine d’Achille del piede destro in occasione della penultima giornata del torneo 2007/ 08). La costruzione della squadra è risultata piuttosto sofferta e, inevitabilmente, nella primissima fase del torneo, i risultati, contro formazioni più attrezzate ed esperte, sono tardati ad arrivare. Poi, però, la situazione è cambiata. I neo acquisti Rizzelli e Leonardi (piloni sul conto dei quali ad inizio anno non mancavano perplessità) sono cresciuti. Neethling è tornato velocemente su buoni livelli. Pur perdendo per infortunio ad inizio anno l’esperto seconda linea Lombardi (tornato in campo a gennaio) ed il terza ala inglese Payne (per lui stagione finita), la mischia biancoverde ha migliorato la qualità delle proprie giocate. Efficaci i vari Mathieu (seconda linea francese), Vanderglas (terza ala australiano), Giacomo Bernini (un giovane che, al suo primo anno in A, sta mettendo in mostra numeri di alta scuola), Enrico Squarcini (il capitano, sempre fra i migliori, spostato per necessità in seconda linea) e Gagliardi (flanker della vecchia guardia, sempre affidabile). In caso di necessità, pronti, per entrare in mischia, anche Matteo Bellini, Vullo, Lazar, Giugni e il nuovo acquisto Mortali. Complice un malanno al ginocchio non completamente risolto, ha faticato ad esprimersi sui livelli sperati il terza centro neozelandese Matenga. Per lui l’esperienza in maglia biancoverde si è già conclusa. Come mediano, coach Prima sta proponendo sovente una staffetta fra l’espertissimo Zaccagna (classe ‘67, per regolamento al suo ultimo anno di attività) ed il giovane Federico Bellini (classe ‘89). Al valido mediano di apertura Riccardo Squarcini è stato nuovamente affidato il compito di calciare piazzati e trasformazioni (l’anno scorso il ruolo di ‘cecchino’ era passato a Cook). Il minore dei fratelli Squarcini, al di là delle brillanti percentuali nei tiri dalla piazzola, sta attraversando un periodo di forma davvero brillante. Nella primissima parte del torneo, i tre quarti hanno sofferto in difesa, concedendo troppo alle (organizzatissime) squadre avversarie. L’innesto del francese Douy (giunto a Livorno il 4 dicembre) e lo spostamento dal ruolo di mediano al centro di Willem Reitsma (atleta che sta meritando le convocazioni nella seconda rappresentativa della

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nazionale) ha risolto problemi in fase difensivi ed ha permesso, anche al reparto arretrato, di effettuare il salto di qualità. L’estremo Cook si sta confermando un grande attaccante (anche se rispetto alla stagione scorsa ha minori possibilità di giocare palloni puliti in velocità). Il centro Erik Reitsma è bloccato per un infortunio al ginocchio, Gli altri tre quarti (Battagello, Ubaldi, Martinucci, Burani, Milianti, Lecci e Antraciti) stanno giocando con continuità su buoni livelli.

Il cammino Nelle prime sei giornate, i biancoverdi, complici le assenze, hanno pagato dazio alle difficoltà del durissimo campionato ed hanno rimediato sei sconfitte. La svolta alla settimana giornata, ad Alghero. Sul campo della squadra sarda, diretta concorrente della lotta salvezza, i biancoverdi hanno disputato una gara coi fiocchi, vincendo in modo netto e perentorio. Sul piano della personalità e del gioco, ottima pure la prova fornita sette giorni dopo, in casa con I Cavalieri Prato, formazione allenata dai livornesi Andrea De Rossi e Fabio Gaetaniello, attualmente prima in graduatoria. I lanieri, pur faticando, si sono imposti, ma il Rugby Livorno ha confermato l’evidente crescita. Sfortunata la trasferta di San Donà, dove Squarcini e soci, tartassati dall’arbitro, hanno dovuto alzare bandiera bianca. Nessuno però si è impressionato, nè abbattuto dopo l’ottava sconfitta stagionale. La forza di volontà della squadra labronica è nuovamente emersa nelle due successive gare, le ultime due gare di un 2008 intenso e (considerata la seconda promozione consecutiva, raccolta con pieno merito) favoloso. In casa con il Marchiol San Marco e in trasferta con il Termoraggi Piacenza, i labronici hanno disputato due gare di rara determinazione, vincendo, sia pur soffrendo fino all’ultimo istante, in modo più che legittimo. Al termine del girone di andata, i biancoverdi vantano un piccolo ma significativo margine sulla zona retrocessione. Nel girone di ritorno, i labronici giocheranno sei volte in casa e solo cinque in trasferta. Sul ‘Montano’, oltre a L’Aquila, dovranno presentarsi Udine, Milano, Alghero, San Donà e Piacenza. Confermandosi sui livelli espressi nella fase conclusiva del girone di andata, la compattezza in seno alla squadra e la volontà di ferro di tutti quanti, la permanenza in A1 può essere raggiunta con una certa tranquillità.

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il Rugby Livorno alla Lustrissimi: tre giorni passa da parà

Il Rugby Livorno alla Lustrissimi: tre giorni passa da parà di Elena Raiola

L’

anno agonisco del Rugby Livorno per questa stagione è iniziato con un riro più che speciale, anzi unico in Italia. Per tre giorni 40 giocatori biancoverdi, si sono allena soo la guida degli istruori dei paracadus del complesso addestravo mulfunzione Lustrissimi di Livorno in un ‘intensive course’ che aveva un duplice obievo da raggiungere: da una parte meere gli atle di fronte ai loro limi psicofisici dando loro gli strumen per superarli posivamente, dall’altra rafforzare lo spirito di sacrificio e di squadra, caraerische fondamentali per giocare a rugby. L’addestramento con la Folgore si traa di una novità assoluta nel panorama italiano, ma non nel mondo, dal

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momento che quest’ulma è una tecnica già sperimentata nei paesi anglosassoni dove il collegamento tra forze armate e rugby è sempre stato molto intenso. Il programma che ha visto protagonis i giocatori nella tre giorni al complesso della Folgore è stato veramente impegnavo e ha messo a dura prova la tempra dei ragazzi della prima squadra e di quelli appartenen alla under 19, entrambi partecipan ai campiona di serie A, ma alla fine i risulta si sono fa senre e al termine del programma soltanto in tre hanno rinunciato a portare a compimento il corso. Un corso tuo a sorpresa, preparato accuratamente dai militari della Lustrissimi che prevedeva il superamento di vari percorsi che si trovano all’interno della base, nel nuoto operavo all’interno della piscina, dove i giocatori hanno imparato a nuotare in condizioni di ‘appesanmento’. Ves con pesan abi militari, per tre ore e mezzo, hanno dovuto nuotare trascinandosi dietro un secchio, immergersi per recuperare ogge e galleggiare impugnando un pezzo di catena. Oltre agli esercizi anche la preparazione delle tende e la cena al campo. Nel secondo giorno di addestramento pa-

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il Rugby Livorno alla Lustrissimi: tre giorni passa da parà

racadus e rugbis si sono sposta nell’area addestrava di valle Ugione, a see chilometri dalla cià, dove si sono cimenta in percorsi altamente specializza. I giocatori hanno dovuto affrontare passaggi in stre tunnel soerranei (il percorso “pantegana”) e in canali pieni di acqua e fango dove i ragazzi hanno dovuto affrontare salite e discese scoscese tra sbarramen e filo

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spinato ( il percorso “cinghiale”) per finire con una marcia zavorrata di cinque chilometri e un percorso di orienteering. Neppure la noe è stata concessa di riposo ai giocatori, un modo per testare la pazienza e la capacità di affrontare situazione di stress, pur rimanendo a testa alta e concentra. Soo la guida dei militari esper nell’addestramento i rugbis hanno sfidato i loro limi e hanno messo in discussione le loro paure, da quella delle vergini, nell’affrontare il percorso sul ponte himayalaiano, fino alla paura del buio e degli spazi angus, soprauo nel percorso pantegana. Nei tre giorni in cui i ragazzi si sono esercita divisi in squadre ad essere chiamate in causa sono state anche la forza, la resistenza e lo spirito di gruppo, che ha permesso ai ragazzi di affrontare ogni evenienza, allo stesso modo in cui la squadra si sta comportando proprio nella prima fase della stagione, dove il Rugby Livorno è stato messo a dura prova anche nel

campionato di serie A1. La sinergia tra forze armate e rugby ha colpito molto media e televisione. Il corso intensivo alla Lustrissimi è stato protagonista dei programmi di Sky Tv e degli arcoli di famose riviste: hanno parlato del Rugby Livorno nelle pagine di For Men Magazine e su Sportweek, il magazine della Gazzea dello Sport, e ancora dal Corriere della Sera a Famiglia crisana. I tre giorni passa alla Folgore non sono sta certo una passeggiata, ma neppure un incubo. “Tre giorni che non dimencheremo mai - afferma Enrico Squarcini, capitano dei biancoverdi – e che vorremmo ripetere anche per la prossima stagione”. Dello stesso avviso Il colonnello Maurizio Mazza, comandante del centro ‘Lustrissimi’, e il presidente del Rugby Livorno Sergio Tobia che si sono de estremamente soddisfa dell’esperienza, tanto da non escludere una sua ripresa anche per la prossima stagione. “Tue le prove hanno contribuito a rafforzare lo spirito di squadra e mol dei ragazzi hanno superato i propri limi psicofisici”. Un vero successo su tu i fron.

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lo sport dei bambini: il gioco diventa educazione

Lo sport dei bambini: il gioco diventa educazione

C

irca vent’anni fa, da un idea di un gruppo di soci del Rugby Livorno nasceva, incorporata nel club stesso, l’Associazione Sportiva RUGBY LIVORNO SPERANZE BIANCOVERDI, con lo scopo di promuovere il gioco del rugby tra i giovani e gestirne poi l’attività in modo specifico affidandosi a personale educativo competente. Il mondo del rugby stava vivendo in Italia l’avvento del professionismo con le tensioni che ne conseguivano. Il cammino verso una separazione gestionale ed organizzativa per settori specifici - professionale, amatoriale, sviluppo e propaganda -, indicato dalle Unions anglosassoni che questa crisi l’avevano già vissuta e superata, era ancora da venire, ed in tale contesto questo esperimento livornese fu qualcosa che oggi possiamo definire veramente importante perché anticipatore di un modello che avrebbe poi trovato difatti diffusa applicazione. A quelle persone, tuttora appassionati “addetti ai lavori”, va il riconoscimento dell’aver colto il segno dei tempi che mutavano, a noi che portiamo avanti oggi questo progetto l’impegno di seguire questa intuizione di adeguamento ai tempi ed alle necessità come modello da seguire. Lo sport è tuttora il grande assente dalla scuola italiana. Non è certo questa la sede per discuterne i motivi ma certamente, noi che “lavoriamo” nelle età scolastiche, dobbiamo prendere atto della grave deficienza che rende assurdamente mutilata questa nostra fondamentale Istituzione. E’ stata quindi scaricata su migliaia di piccole società ed associazioni l’onerosa incombenza della educazione sportiva dei nostri giovani, affidandola ad una moltitudine di volontari ed ex-giocatori, per la stragrande maggioranza umanamente meritevoli ad di là di ogni altra considerazione, ma dai metodi pedagogici improvvisati. E quando si voglia svolgere una funzione educativa e formativa nell’età dello sviluppo sappiamo bene che non basta certo la passione a garantire la riuscita dell’intento.

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I genitori richiedono giustamente competenza e qualità, la comunicazione con i ragazzi ha bisogno di “linguaggi” specifici. Il bambino moderno, super stimolato fin dall’infanzia, esprime già dalla prima età scolare un proprio senso critico per cui l’autorità necessaria ad instaurare una comunicazione che produca concreto insegnamento non può che basarsi su un rapporto educatore/bambino/gruppo tutt’altro che improvvisabile. Il grande Maci Battaglini, mito del rugby del passato, allenava i suoi bambini alla mischia dell’uno contro tutti nel corridoio di scuola. Chi, come me e prima di me, ha praticato sport negli anni passati ricorda ambienti totalmente inadeguati. La nostalgia che ne permane non riguarda certamente la mancanza spesso totale di qualsiasi servizio, i pezzi di macerie affioranti dal terreno ed il presidio medico costituito da secchio, spugna, alcol canforato e tè caldo il giorno della gara. Dobbiamo preservare lo spirito di quei tempi ma, nello stesso tempo, essere coscienti che la richiesta di competenza e di qualità, nell’allenamento, nelle strutture e nei servizi, è più che legittima ed indispensabile soprattutto quando si abbia a che fare con bambini e ragazzi. Questi sono i nostri scopi. Migliorare e migliorarsi è il punto chiave del nostro programma. Intendiamo lo sport come educazione fisica in un ambito irrinunciabile di divertimento e serenità. Cerchiamo, nei nostri allenatori/educatori esattamente questa miscela: la passione del rugbista e la competenza dell’educatore. L’una al servizio dell’altra. I nostri giovani giocatori sono divisi per fasce di età comunemente definite con il termine inglese Under seguito dal limite massimo. Abbiamo quindi l’Under 7, Under 9 e così via. A me piacerebbe chiamarle tutte Rugby Livorno, come la prima squadra, con poi l’anno in cui il sogno si realizzerà: Rugby Livorno 2015, 2016, 2017… Basta guardarli giocare per capire il perché, per capire che lo spirito del rugby in fondo non ha età, o forse ha

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lo sport dei bambini: il gioco diventa educazione

proprio quella età, che noi tutti ci portiamo dentro come è bene che sia perché gli anni non passano, ma si sovrappongono, come le stagioni per gli alberi, come una somma di esperienze e sensazioni sempre disponibili. Difatti in questa nursery di rugbisti, per un’altra stranezza del rugby dove la passione si tramanda anche per vie contrarie, non crescono solo bambini, ma anche genitori che, scoprendo un ambiente estremamente aperto alle istanze di ritrovo, amicizia e divertimento in un contesto di buoni valori, creano gruppi dai quali poi nascono i vari collaboratori e dirigenti del club stesso. Sulle basi di questo sano convivere si fanno programmi, si distribuiscono compiti non solo connessi alla gestione societaria e sportiva ma anche a quella ricreativa, nel pieno spirito di questo sport che, unico, eleva a terzo tempo di ogni match la parte conviviale, quasi come il match stesso non potesse avere fine senza, quasi come una celebrazione, una rappresentazione unica della vera etica sportiva. Secondo le indicazioni della nostra Federazione, nella preparazione di base si dà importanza all’aspetto tattico più che ad elaborate tecniche individuali: realizzare la propria posizione nel campo, confrontarla con quella dei compagni e degli avversari ed elaborare il movimento seguente, questo il succo dell’allenamento. I regolamenti aiutano questo percorso. Senza voler entrare in noiose esposizioni teoriche vi assicuro che la potenza pedagogica del gioco del rugby – che lo ha portato ad essere scelto come sport scolastico primario in diversi paesi del mondo – trova la sua motivazione nell’aver aggiunto a questa somma di sollecitazioni spaziali, visuali e dinamiche una componente unica di estrema importanza: il contao.

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Araverso il contao nel bambino si sommano gestualità ed emozioni, vissute come affe, nel realizzare i primi comportamen sociali: affrontare l’avversario, sostenere il compagno, cercare lo spazio, gesre responsabilità. La loa è la primordiale forma di gioco e di confronto, non c’è cucciolo di uomo o di animale che non la prachi naturalmente, come se genecamente ne fossimo in qualche modo programma per prepararci alla sfida della vita, al confronto con noi stessi e con gli altri senza falsità. In un mondo come il nostro dove l’apparire sembra travalicare l’essere ormai ad ogni età, dove i modelli di comportamento vengono sempre più uniforma su basi e per fini che di umano hanno ben poco, lo sport in generale e il nostro rugby in parcolare appaiono come baluardi di una educazione alla verità, ai valori veri, all’amicizia, al rispeo, alla possibilità di un confronto anche duro ma assolutamente rispeoso degli altrui diri e dignità. Il Rugby aiuta ad essere sicuri di sè, smola l’audacia, premia il coraggio, insegna come sia importante dare e ricevere sostegno integrando le diverse capacità, come sia possibile che l’individuo e il gruppo si possano esaltare reciprocamente evitando quel conflio che spesso annulla l’uno o l’altro, e come tuo questo sia così importante e proficuo al fine di raggiungere mete comuni. Insegnando questo ai nostri bambini ne faremo degli uomini consapevoli, aper, sinceri e senza paura, senza necessità di aggredire o prevaricare: degli uomini for dentro, degli uomini gius. Sergio Tobia Presidente Rugby Livorno Speranze Biancoverdi dal 1999 al 2008

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ecco perchè i bambini scelgono il rugby

Ecco perchè i bambini scelgono il rugby di Manfredi Adamo

I

l rugby è uno sport idoneo a smolare l’ integrazione, la socializzazione e la collaborazione tra i giocatori. Consente a tu di dare un apporto con le proprie capacità, per il raggiungimento dell’obievo finale, “la meta”, facendo un gioco divertente. Il rugby si insegna presto ai giovani, in genere intorno a i 7/8 anni e permette una valida avità psico-fisica ule per facilitare le relazioni sociali araverso il lavoro di gruppo, la solidarietà, la tolleranza. Favorisce posive qualità morali come la lealtà, il rispeo per gli altri e la disponibilità ad assumersi responsabilità, inoltre incrementa l’autodisciplina, araverso il controllo dell’aggressività tramite il rispeo di norme che regolano il contao fisico. Nel rugby l’individualismo lascia il posto agli interessi del “gruppo” nel quale le capacità del singolo sono messe a disposizione di tu, secondo logiche di squadra, per raggiungere un risultato. E’ questa vita di “gruppo” una caraerisca specifica del rugby. Vivere il “gruppo” e fare il bene del “gruppo” significa educazione alla socialità, e di riflesso anche persone e ciadini migliori. Per tu ques movi lo sport del Rugby - Il gioco del rugby - è sicuramente qualcosa di più di un semplice sport. E’ un modo diverso, forse di intendere la vita. E’ certamente una loa, un combamento anche duro ma sempre nel rispeo delle regole. Il rugby è un gioco per tu. Qualcuno dice che i bimbi che non vanno bene in altri sport vanno poi a giocare a rugby... Il bello di questo sport è proprio che gli atle devono avere diverse pologie fisiche. Servono infa atle al e robus ma anche altri piccoli e sguscian. Servono giocatori agili e veloci ma ci vogliono anche quelli pesan per spingere indietro l’avversario. Il celebre scriore francese Jean Giraudoux ha osservato e deo che sono necessari “oo giocatori for e avi (la mischia), due leggeri e furbi (il mediano di mischia e il

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mediano d’apertura), quaro rapidi e veloci (i tre quar), ed un ulmo modello di flemma e sangue freddo (l’estremo). Una squadra di rugby è la proporzione ideale tra gli uomini in cui ognuno ha un compito specifico in relazione alle sue do fisiche e morali”. Ma una sola cosa vale per tu: tu devono avere spirito di sacrificio! Il rugby infa è lo sport di squadra per eccellenza. Le parte non le vince mai uno da solo, anche se si ha l’uomo più forte del mondo, ma una squadra unita e compaa, anche fuori dal campo. Il gioco del rugby è uno sport che privilegia come pochi,

i vari aspe dell’intelligenza motoria, quali l’intuizione, l’ancipo, l’ispirazione, l’immaginazione, la fantasia, l’astuzia e la rapidità tanto nel pensare quanto nell’eseguire una azione. Il rugby è anche una scuola di fair play e di correezza. Chi comincia a giocare a rugby di certo non pensa di diventare ricco e famoso... sarebbe la sua rovina e la rovina di questo bellissimo sport. Chi si diverte non perde mai!

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le squadre

UNDER 13

UNDER 7

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UNDER 9

le squadre

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il personaggio: Luca Santoni

Il personaggio

Luca Santoni

V

orremmo raccontarvi la storia di un ragazzo livornese di cui la cià va orgogliosa, del perché è chiamato da tan “un ragazzo d’oro” e di come lo sport abbia giocato un ruolo fondamentale nella sua vita. Luca è un ragazzo come tan ma con una storia straordinaria alle spalle: volontario in Italia presso i Salesiani ed in Africa dove ha operato all’interno di un progeo per la realizzazione di due pozzi d’acqua in Ciad, ora si dedica al servizio civile a Livorno. La missione di Luca ora è contribuire a creare un ambiente dove i ragazzini possano ritrovarsi per stare insieme, suonare musica, dipingere e giocare lontano dalla strada, soraendoli ai pericoli che la noia e la solitudine spesso fanno scaturire. Ma da cosa deriva questa devota aenzione ai giovani e al loro mondo? Luca ci spiega come sia stato importante per lui lo sport che ha pracato fin da bambino: il gioco e non solo quello fine

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di Elisa Zannoni

a se stesso ma quello di squadra, lo spirito di gruppo che l’ha poi accompagnato negli anni successivi. Luca racconta di aver sempre pracato sport: basket, tennis, nuoto, calcio. Stanco del clima compevo in cui si trovava immerso ad un certo punto ha voluto provare il rugby, un amore a prima vista che gli ha segnato la vita. Grazie ad allenatori come Igli Borsato e Daniele Conflio, Luca ha acquisito nozioni fondamentali per lo sviluppo di un bambino: dare il massimo di se stessi, sapere che tu in campo sono importan e fondamentali e che prima di tuo occorre portare a casa risulta scolasci. Luca ricorda sorridendo gli anni passa sul campo e tu gli amici che gli hanno permesso di formare un caraere forte e di costruire una vita improntata sui valori in cui crede. Il Todo Modo, centro ricreavo presso il Parco della Costanza, dove Santoni opera, si ripropone di insegnare le stesse cose ai bimbi d’oggi: giocare insieme, andare d’accordo e diverrsi in modo sano ma soprauo sapendo che la scuola è importante e l’impegno che richiede non va mai soovalutato. Luca applica ai bimbi livornesi gli stessi insegnamen che ha cercato di diffondere in Africa durante il suo soggiorno. Quando chiedo a Luca come sarebbe la sua vita se non avesse conosciuto il rugby da bambino mi risponde che avrebbe fao scelte diverse, probabilmente sbagliate e che non avrebbe i valori in cui ora crede ed in nome ai quali opera quodianamente. E allora non ci rimane che augurare per il futuro più sport a tu!

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“il rugby mi cambia la vita”

“Il rugby mi cambia la vita” Pensieri e parole di Irene Leonardi, giocatrice dei Lions Amaranto di Irene Leonardi

I

l rugby in generale è uno sport come tan altri, la cosa che lo contraddisngue da tu gli altri sport è sicuramente rappresentato dal contao fisico. Un contao che, agli occhi di mol risulta “violento” e pericoloso! Per noi rugbis questo “contao” ci dà l’opportunità di scoprire chi siamo in prima persona e chi abbiamo accanto a noi in campo (agli allenamen e le domeniche in parta). Per noi donne tuo è ancora più accentuato!! Prima di tuo l’unione che si crea all’interno di una squadra...che connua anche al di fuori di un qualsiasi campo di rugby!!! Sì, forse, essendo donne tuo è più forte.....il

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senmento che proviamo per ognuna di noi, l’isnto di protezione, l’orgoglio e il caraere che ognuna di noi ra fuori, a volte inaspettatamente....è proprio tuo questo che ci dà la forza, ad ogni concentramento, di lottare con le unghie e con i den per superare quella solissima e spesso irraggiungibile linea di meta!! Credo che  cambi il modo di vivere, il tuo sle di vita si uniforma allo sle di vita del rugby....diventa un circolo vizioso! Per chi vede dall’esterno questo grande mondo, tuo risulta molto strano e incomprensibile a volte. Invito ogni singola persona a rivolgere un po’ di più lo sguardo su questo meraviglioso sport!!!!!

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basket femminile: Livorno per la prima volta in A1

Basket femminile: Livorno per la prima volta in A1 di Nicola Verzoni

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ivorno e il basket, un binomio imprescindibile. Una cià che con la palla a spicchi le ha viste e vissute di tue: “Basket City” negli anni ’80, poi la scomparsa delle sue realtà storiche, Libertas e Pallacanestro, fino ad arrivare a Basket Livorno che, tra al e bassi, è rimasta l’unica realtà cessca livornese a far parlare di sè a livello nazionale. Tuo vero, ma solo se stringiamo il campo alla pallacanestro maschile. Perché se è vero che Livorno è malata di basket sarebbe assolutamente riduvo pensare che questo sport possa essere giocato dai soli uomini. E infa non è così. A Livorno già 70 anni fa, nella stagione 1939/40, si cominciava a parlare di basket in gonnella. Un fuoco di paglia sul momento. Un progeo più concreto dopo la guerra con la rappresentava femminile della Libertas che, trascinata dalla sua leader Maria Grazia Fava, oenne omi risulta in serie B nella prima metà degli anni ’50. Il top fu raggiunto nella stagione 1956/57 quando le livornesi, confluite nel nuovo sodalizio della Mar, riuscirono a conquistare la promozione in A1. Purtroppo i problemi finanziari non permisero alla Mar di disputare il massimo campionato. E fu così che la pallacanestro livornese ritornò ad essere solo sport maschile, quanto meno a livello professionisco. Ci sono volu circa ven anni per meere in piedi nuove realtà di pallacanestro femminile grazie alla Uisp e alle Acli. Proprio da quest’ulma società è nata quella che oggi è la massima rappresentava di basket livornese, il Women Basketball Livorno. Una realtà che questa stagione è riuscita a portare per la prima volta il nome di Livorno nell’olimpo del basket femminile. Ci sono 30

volu 30 anni, ma grazie alla passione e agli sforzi economici del compianto Sergio Baldacci prima, e soprauo dell’auale presidente Piero Booni, già prezioso dirigente dell’era Baldacci, il sogno di vedere i colori biancorossi in A1 è da quest’anno realtà. Per dovere di cronaca la serie A1 è stata acquisita non sul campo ma tramite uno scambio di toli sporvi con lo Spezia Basket Club il quale, dopo 10 anni consecuvi nel massimo campionato, si è trovata costrea a cedere il tolo di A1 per problemi finanziari. Da La Spezia, oltre all’esperto coach Giovanni Papini (poi sostuito da Guido Novello), sono sbarcate a Livorno due esterne della nazionale, Chiara Pastore play classe 1986 e Benedea Bagnara guardia classe 1987, entrambe alla quarta stagione in A1, più alcune giovani del seore giovanile. A guidare la società, ormai dal 2004, c’è Piero Booni, affermato imprenditore edile. In panchina, invece, accanto a Novello, siedono Cinzia Piazza, che prima di appendere le scarpee al chiodo ha dominato l’area biancorossa per quasi dieci anni, e Francesco Masi, già head coach delle livornesi in serie B d’eccellenza 4 stagioni or sono. Le uniche supers della sponda livornese sono il play Elisa Buccian e l’ala Francesca Mariani, entrambe alla prima esperienza nella massima serie, ma già elemen di indiscusso valore tecnico ed atleco in serie A2. Durante l’estate la dirigenza livornese ha lavorato alacremente per allesre una formazione che potesse ripetere i risulta oenu lo scorso anno dalla compagine spezzina, ovvero piazzarsi tra le prime oo ed oenere la qualificazione ai play off scudeo. Il primo boo di mercato è stato l’ingaggio della capitana della il Bianco e il Verde - Gennaio 2009 - n. 0


basket femminile: Livorno per la prima volta in A1

nazionale Maria Chiara Franchini, guardia classe 1979 nata a Parma e con diversi campiona di A1 alle spalle con la maglia del Club Atleco Faenza. Nel suo palmares vanta la Coppa Italia 2007 e due finali scudeo, 2005 e 2007, sempre nelle fila di Faenza. Per quanto riguarda il capitolo straniere la dirigenza livornese ha deciso di fare delle vere e proprie scommesse , e non tanto per un discorso di qualità, quanto per il fao che delle quaro giocatrici messe soo contrao, solo due conoscono il nostro campionato. Tra di loro l’elemento di maggior esperienza è l’americana Katryna Gaither, pivot classe 1975 di 191 cm, che ha alle spalle numerosi campiona disputa in Francia, Belgio e Lituania (e molte parte in Eurolega), oltre ad una stagione in Italia con la maglia di Vicenza nel 1999. Accanto a lei troviamo la slovacca Marie Ruzickova, ala-pivot classe 1986 di 192 cm, reduce dalla sfortunata stagione a Monchiari dove, malgrado la retrocessione delle bresciane, ha disputato un campionato di tuo rispeo con 9 pun e 5 rimbalzi di media a parta. Con queste e altre validissime giocatrici in rosa, era quindi lecito avere delle discrete ambizioni. L’obievo

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è loare per un posto nei play off, per poi migliorarsi anno dopo anno. E non solo a livello di prima squadra, visto che ogni società professionisca che si rispe deve avere un occhio di riguardo per il seore giovanile. Ed è proprio quello che il presidente Booni e il suo staff stanno facendo. Quest’anno infa, anche grazie alla disponibilità di una struura come il Villaggio Solidago al Calambrone, dove peraltro risiede tuo il roster della prima squadra, la società biancorossa è andata alla ricerca di nuovi prospe, anche molto lontano da Livorno, sia per essere compevi a livello di campiona giovanili, sia in chiave futura per lanciare nuove giocatrici nel massimo campionato. Intanto, dopo il girone di andata, le livornesi targate ACP (Associazione Cure Palliave) sono impelagate nei bassifondi della classifica. Un inizio più ricco di ombre che di luci. Ma questo non deve spaventare, la squadra è molto valida e i margini di miglioramento sono molto ampi. Tante le novità nel mercato di gennaio, con le cessioni di Franchini e Pastore e l’innesto di tre giocatrici di valore.

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Livorno in una foto

Livorno in una foto

Il nostro mare d’inverno ed intrepidi bagnan

Lo staff di “Vizi e Virtù”

INVIACI LE TUE FOTO! Se vuoi vedere pubblicate le tue foto contaaci a questo indirizzo: zannonielisa@libero.it

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Scorcio livornese

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Livorno in una foto

Tipica cena livornese (in alto e in basso)

Aperivo alle baracchine (a destra)

Livorno Rugby ospite di Radio Incontro

Calendario Eventi: Gennaio GENNAIO 2009 DOMENICA

LUNEDI

MARTEDI

MERCOLEDI

GIOVEDI

VENERDI

SABATO

24 Presentazione della rivista “Il Bianco e il Verde� ore 12 Palazzo Comunale Sala Cerimonie

25 Livorno Rugby/ Hafro Design Udine ore 14.30 - Campo Montano Basket femminile serie A1, Acp Livorno /Banco di Sicilia Ribera ore 18 - PalaMacchia

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31 Assal frontali e Platonick Dive concerto ore 22 The Cage Club

Basket maschile Legadue Livorno Basket /Cimberio Varese ore 18.15 - PalaAlgida

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Calendario Eventi: FEBBRAIO 2009 DOMENICA

1 Pallanuoto femm. serie A2 PN Livorno/ Osimo Nuoto ore 12.30 Piscina com.le Camalich Basket femm.le serie A1 Acp Livorno/ Gescom MCI Viterbo ore 18 PalaMacchia

LUNEDI

2 Beppe Grillo speacolo Pala Algida

9 Choccolandia dalle 16 alle 20 Stazione m.ma Livorno

15

MARTEDI

3

10 Choccolandia dalle 16 alle 20 Stazione m.ma Livorno

17

Pallanuoto femm. serie A2 PN Livorno/ Nuoto Prato ore 12.30 Piscina com.le Camalich Livorno Rugby/ Amatori Milano ore 14.30 Campo Montano

23 Fiorella Mannoia in concerto Teatro Goldoni

GIOVEDI

5

VENERDI

11

“Le veglie al canto del carno” ao unico con comica finale ore 21.30 Castello Pasquini Casglioncello

24 “Amleto” con A. Preziosi ore 21 Teatro Goldoni

25 “Amleto” con A. Preziosi ore 21 Teatro Goldoni (replica)

7 Biagio Antonacci in concerto Teatro Goldoni

13

Choccolandia dalle 16 alle 20 - Stazione m.ma Livorno Basket femm. serie A1 Acp Livorno/ Crasbasket ore 20.30 - PalaMacchia; “Indizi terrestri su Marina Ivànovna” ore 21.30 - Castello Pasquini Casglioncello

18

SABATO

6

Basket maschile Legadue Emergenza fesval Arca Azzurra presenta Livorno Basket/ Fastweb Casale Monferrato selezione provinciale ore 21 ore 20.30 - PalaAlgida “Amleto in The Cage Club farsa tragedia” Chuck Ragan (Hot water music Teatro Solvay California, Usa) e Dorothy Rosignano Solvay concerto ore 22 - The Cage Club

Pallanuoto femm. serie A2 PN Livorno/US Locatelli ore 12.30 - Piscina com.le Camalich Basket maschile Legadue Livorno Basket/Pallacanestro Roseto 1946 ore 18.15 - PalaAlgida

22

MERCOLEDI

19 Ivano Fossa in concerto Teatro Solvay Rosignano Solvay

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14

Wolves in the throne room (Usa, Southern Lord Rec.) concerto The Cage Club

20

21

Il balleo del Sud presenta “L’uccello di fuoco” ore 21 Teatro Goldoni Emergenza fesval selezioni provinciali ore 21 The Cage Club

27 Emergenza fesval selezione provinciale ore 21 The Cage Club

28 “Le suggesoni dell’opera lirica”, con F. Cedolins ore 20.30 Teatro Goldoni Taster’s choice concerto ore 22 The Cage Club

Basket femm. serie A1 Acp Livorno/ Lavezzi Parma ore 18 PalaMacchia

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Febbraio, Marzo MARZO 2009 DOMENICA

1

LUNEDI

MARTEDI

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MERCOLEDI

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GIOVEDI

VENERDI

SABATO

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7

Basket femm.serie A1 Acp Livorno/ Pool Comense ore 20.30 PalaMacchia

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“Aufseg und Fall der Stadt Mahagonny” (Ascesa e caduta della cià di Mahagonny) opera in tre a ore 20.30 Teatro Goldoni

Franco Baato in concerto Teatro Goldoni

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Basket maschile Legadue Livorno Basket/ Banco di Sardegna Sassari ore 18.15 PalaAlgida

15 Pallanuoto femm. serie A2 PN Livorno/ Promogest ore 13 Piscina com.le Camalich

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Giuseppe Andaloro pianoforte ore 21 Teatro Goldoni

Pallanuoto femm. serie A2 PN Livorno/PN Trieste ore 12.30 - Piscina com.le Camalich Basket femminile serie A1 Acp Livorno/Venezia ore 18 - PalaMacchia Basket maschile Legadue Livorno Basket/Carmac Pistoia ore 18.15 - PalaAlgida

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Aterballeo presenta “InCanto” liberamente ispirato all’Orlando furioso ore 21 Teatro Goldoni

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Livorno Rugby/Novaco Alghero ore 15.30 - Campo Montano Basket femminile serie A1 Acp Livorno/Bracco Geas S. Giovanni, ore 18 - PalaMacchia “Pete Messe Solennelle” Accademia vocale cià di Livorno ore 21 - Teatro Goldoni

il Bianco e il Verde - Gennaio 2009 - n.0

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Il Bianco & il Verde - Gennaio 2009