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Cronaca di Brescia

La crisi e le nuove imposte

Sabato 11 Febbraio 2012 Corriere della Sera

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Trattati in modo indecente: rischiamo di chiudere baracca Ettore Isacchini presidente Aler di Brescia

L’Imu anche sulle case Aler Isacchini: «Un massacro» Oltre 2 milioni da versare allo Stato per l’anno 2012 «Stanno buttando benzina sul fuoco. Tra poco questo non sarà più un problema sociale, ma diventerà di ordine pubblico». Ettore Isacchini non usa tanti giri di parole per lanciare l’allarme: «Stanno massacrando l’edilizia popolare, proprio in un momento in cui la crisi picchia duro e le famiglie in difficoltà sono sempre di più». Il presidente dell’Aler ce l’ha con il decreto Cresci-Italia che impone il pagamento dell’Imu, la nuova imposta municipale unica, anche agli alloggi popolari delle Aziende per l’Edilizia Residenziale. Abitazioni cioè che finora erano esentate dal pagamento dell’Ici e che adesso finiranno nel calderone degli immobili da tassare, quasi fossero una villetta qualunque. Di più: per gli alloggi popolari verrà applicata l’aliquota prevista per le seconde case, vale a dire lo 0,76% (con un margine di manovra dello 0,3% in più o in meno in mano ai sindaci). L’unica concessione del governo è la detrazione di 200 euro, prevista per la prima casa. Il risultato — sbotta Isacchini — è comunque devastante. Se lo scorso anno l’Aler di Brescia ha dovuto sborsare 280 mila euro per l’Ici, calcolata su box e immobili non destinati a famiglie in difficoltà, per il 2012 la cifra destinata all’Imu schizzerà a 2,2 milioni di euro. Quasi quanto l’azienda investe in un anno per le manutenzioni. In

pratica per ciascuno dei suoi 11 mila alloggi l’Aler dovrà pagare oltre 200 euro, «più di quanto prendiamo in molti casi, dove l’affitto minimo non supera i 20 euro al mese». Il quadro sarebbe già drammatico di suo: le locazioni sono in pesante calo, essendo calibrate sui redditi degli inquilini; la morosità è schizzata al 10%, il doppio rispetto a pochi anni fa; il numero degli sfratti è in costante crescita e la lista d’attesa supera ormai le 3 mila domande, a fronte di «sole» 150 assegnazioni

Gli alloggi Le due torri di San Polo: Cimabue e Tintoretto. L’amministrazione comunale ha annunciato di volerle abbattere: lo sgombero è iniziato

L’altro nodo all’anno. Con l’arrivo dell'Imu l’Aler si trova in seria difficoltà («rischiamo di dover chiudere baracca»), anche perché di alzare i canoni, decisi dalla Regione, non se ne parla, ma non si può nemmeno pensare di lasciar degradare il patrimonio immobiliare. Anzi, spiega Isacchini, secondo una precisa direttiva europea «dal prossimo anno dovremmo riqualificare dal punto di vista energetico il 3 per cento dei nostri alloggi: 150 abitazioni ogni anno. Ma soldi non ce ne sono e il governo non ci concede nemmeno le detrazioni che riconosce ai privati (il 55% per la riqualificazione energetica, il 36% per le ristrutturazioni)». Insomma, «siamo trattati in modo indecente». «Sono amareggiato — conclude — ma determinato a portare fino in fondo questa battaglia. Il ministero dell’Interno è stato informato: ci stiamo muovendo su una polveriera. Spero che in Senato si approvi un emendamento che esenti gli alloggi popolari dall’Imu. In quel caso il governo dovrà recuperare altrove parte i 150 milioni di euro che ricaverebbe dall’imposta sulle case Aler. Per esempio nei 1000 miliardi che i partiti prendono ogni anno».

Davide Bacca © RIPRODUZIONE RISERVATA

Canoni agevolati a rischio: senza incentivi la Loggia li eliminerà L’Imu non colpisce solo gli alloggi popolari, ma mette a rischio anche i canoni agevolati (o concordati). Una forma di locazione scelta dai privati che consentiva agli inquilini di avere un affitto più basso, anche del 30% rispetto ai valori di mercato, e ai proprietari di poter contare su aliquote minori e detrazioni corpose (in tutto un risparmio di almeno 400 euro). Con l’Imu — avverte però Adriano Papa del Sunia — tutto questo rischia di sparire. Perché il gettito che l’imposta deve far arrivare a Roma (metà dell’Imu incassata spetta infatti allo Stato) non può essere toccato ed eventuali agevolazioni devono pesare sui bilanci comunali. Ma visti i tagli e le casse vuote molti municipi stanno eliminando le agevolazioni. Così ha deciso anche la Loggia. «Senza facilitazioni sparisce il canone agevolato — spiega Papa. Senza incentivi i proprietari alzeranno gli affitti, gli inquilini faticheranno a pagare i canoni e cresceranno morosità e sfratti. Un vortice perverso che non porterà nulla di buono». I sindacati stanno ancora valutando il da farsi, ma è probabile che chiederanno alla Loggia di ripensarci.

D. B. © RIPRODUZIONE RISERVATA


Il Sole 24 Ore Sabato 11 Febbraio 2012 - N. 41

30 Norme e tributi

Lotta al sommerso. Le conseguenze dell’intesa fra Usa, Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania e Spagna

Università. In «Gazzetta» il Dpr sui trattamenti economici

Superbancadatianti-evasione

Sugli stipendi dei docenti riforma con «attenuanti»

Necessario arrivare a una cooperazione che non permetta abusi

Gianni Trovati Diego Aovlio Benedetto Santacroce

La notizia che l’Italia e gli altri principali Paesi dell’area Ue hannolostudiolapossibilitàdisiglare accordi bilaterali reciproci perimplementareilsistemaamericano del Fatca (vedi Il Sole 24 Ore del 9 e del 10 febbraio) pone nuovamentealcentrodel dibattito il tema della cooperazione internazionale per la lotta all’evasione fiscale. A leggere l’annuncio congiunto di Italia, Germania, Francia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti la direzione scelta è quella dello scambio automatico delle informazioni tra tutti gli Stati coinvolti. Un’enorme banca dati, insomma, in cui andranno a confluire le informazioni di tutti i correntisti, americani e non. L’impressione è che il risultato che si vuole ottenere sia piuttosto ambizioso, andando ben al di là dei poteri normalmente messi a disposizione ai singoli Stati per la lotta all’evasione fiscale sulla base delle convenzio-

INTERVISTA

ni attualmente in vigore. L’auspicio è che, in questo modo,venganoanchesuperatelenumerose criticità riscontrate sul modo con cui la cooperazione fiscale internazionale viene intesa nei fatti. In particolare, il tema su cui interrogarsi è quali siano gli strumenti di tutela a diposizione del contribuente.

LE INDICAZIONI

Da superare la giurisprudenza ostile all’accesso ai dati a disposizione dell’amministrazione Si pensi al caso della Lista Falciani o della Lista Vaduz, in cui gli elementi utilizzati dalle Autorità fiscali coinvolte sembrano più ricordare un film di Ian Fleming, che le stanze ovattate degli "007 del Fisco", con dipendenti "traditori" pronti a vendere le listedeicorrentistipresuntievaso-

FrancescoGreco

ri al migliore offerente. Sul punto, proprio di recente il Consiglio di Stato (sentenza n. 6472 del 2011) ha sancito la legittimità del diniego all’accesso per il contribuenteallaListaFalciani,trattandosi di documenti attinenti ad operazionidicarattereinvestigativo nei settori istituzionali sviluppaticonl’apportoelacollaborazione degli organismi di polizia, fiscali e doganali esteri, nonché dei servizi della Commissione Ue e degli altri organismi comunitari e internazionali. Ora, è evidente come tale presa di posizione del Consiglio di Stato soffra il limite del fatto che l’amministrazionefinanziariaitalianarimarrebbecomunqueonerata dell’obbligo di provare i fatti scaturenti la lamentata violazionetributariaoggettodell’accertamento dell’Ufficio. Così, del resto, si è espressa la Cassazione con riferimento alla dibattuta produzioneingiudiziodeiverbali dell’Olaf, ritenuti non suscettibili di divulgazione (sentenza 30 maggio 2008, n. 14516).

Le tappe 01 | L’ACCORDO Tra Italia, Germania, Francia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti, è stata siglata un’intesa per rafforzare anche attraverso la firma di accordi bilaterali la cooperazione sulla lotta all’evasione 02 | IL MODELLO Lo schema da utilizzare è quello americano del Fatca fondato sullo scambio di informazioni in maniera automatica con la realizzazione di un’unica grande banca dati 03 | LE TUTELE Il rafforzarsi della cooperazione porta con sè anche la necessità di predisporre un adeguato sistema di tutele per assicurare la conoscenza dei dati da parte del contribuente

Anche in tema di indagini bancarie"assistite"dallacooperazioneinternazionalesiè,quindi,dell’avviso che l’Ufficio non possa esimersi dall’allegazione delle proveasupportodelpropriooperato, nella specie i dati e le informazioni che avrebbero costituito l’innesco della ripresa a tassazione. D’altro canto, il semplice fatto di possedere cospicue sommedidenaroall’esterononsarebbe prova di per sé della commissione di alcun reato tributario, benpotendolesommeinquestionecostituireilfruttodellarestituzione di precedenti prestiti. Lasperanzaè chela conclusionedi questi accordi bilaterali con gliStati Uniti costituisca la giusta occasione anche per stilare una sorta di vademecum delle garanzieadisposizionedelcontribuente, a cui dovrebbe essere adeguatamenteconcessodipotereconoscereedanalizzareleinformazionichesarannoscambiateinautomatico dalle autorità fiscali dei singoli Stati. © RIPRODUZIONE RISERVATA

ProcuratoreaggiuntodiMilano OLYCOM

lunga che eviti agli imputati di farecomelecanne alvento: piegare la testa, perché tanto il verdetto non arriva. Anche per questo sono di fatto scomparse le chiamate in correità? Ora dopo il caso Lusi, nei partiti si è riaperta la discussione sui bilanci. Comesièvistodascandalirecenti, per i partiti ora il problema è come spendere i soldi, non come averli. Sembrano dotati di ampie disponibilità, tanto da investire in Tanzania o da non accorgersi della scomparsa di 13 mln. Sarebbe auspicabile un adeguamentoaldettatocostituzionale,che prevedenorme sulla trasparenza. Ma una riforma così la aspettiamo da 60 anni e allorapotrebbe essereanticipata da partiti di buona volontà, chevoglianomarcareunadifferenza. E potrebbero rendere pubblico il bilancio su internet: sarebbe un buon esempio.

«Le ricchezze all’estero vanno riportate in Italia» Raffaella Calandra

Su un punto il procuratore aggiunto Francesco Greco è perentorio: «quelle ricchezze all’estero vanno riportate in Italia o con le buone o manu militari». Mentre il tema degli accordi internazionali rimbalza da una sponda all’altra del’Atlantico, è anche «su quest’esodo biblico dei soldi» che il coordinatore del dipartimento reati finanziari di Milano pone l’attenzione in un’intervista con A Ciascuno il SuodiRadio24incuiparladicorruzione,dellanecessitàdiun’authority,di controlli mancati. «Mi risulta che solo a Lugano ci siano 125 miliardi depositati daitaliani.Èchiarochevannori-

portatiindietroancheconlecattive, per riequilibrare la tassazione. Una strada seria è quella indicata da Guido Rossi che sul Sole ha citato la banca svizzera indagata per riciclaggio da un giudice newyorchese, per aver dato rifugio a soldi americani. In Italia invece processi contro i capitali esportati illecitamente sono stati zero». Lei ha sostenuto l’ipotesi di una nuova tassazione sui capitali scudati. Di accordi con la Svizzera,invece, che pensa? Devoancoracapirecomevenganosuperatialcuniproblemitipo l’anonimato o l’intestazione dei conti: bisognerebbe consultareinglesietedeschi,perchémi

giungono notizie di pentimenti. E dei blitz contro i furbetti dello scontrino? Dallalottaall’evasionedipende l’uguaglianza sociale, ma non credo bastino operazioni d’immagine. O si fa un blitz al giorno o serve un sistema funzionante nella prevenzione e nella repressione. Questo evoca la prescrizione. Come le convenzioni mai ratificate sulla corruzione. Un ddl giace in Parlamento. A 20da Tangentopolida dovericominciare? Trasparenzadiflussicontabili (falso in bilancio), finanziari (riciclaggio), corruzione privata, come una prescrizione più

Fisco e immobili. Sentenza della Ctr di Bologna

Agevolazione Ici selettiva per le pertinenze dei fabbricati Antonio Piccolo

In tema di Ici i Comuni potevano stabilire che il beneficio fiscale previsto per l’abitazione principale (aliquota ridotta o esenzione dal pagamento) si applicasse solo per alcune pertinenze. Questo il succo della sentenza n. 97/20/11 con la quale la Commissione tributaria regionale di Bologna, nel riformare la decisione dei primi giudici bolognesi (sentenza n. 76/12/09), ha accolto l’appello dell’ente impositore competente. Il Collegio provinciale, invece, aveva disapplicato per illegittima la norma regolamentare, adottata in base all’articolo 59, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 446/97, che sanciva il trattamento di favore solo per un’unità pertinenziale (box) e non per due, come richiesto dal soggetto passivo ricorrente. Secondo i giudici di appello, la norma primaria (articolo 59, comma 1, lettera d, del decreto 446/97) ha attribuito ai Comuni un potere regolamentare di-

screzionale che, come tale, permettelorodidisciplinare indettaglio le pertinenze dell’abitazione principale. Il potere è così ampio che ciascun Comune «può ben disporre un’agevolazione limitata nel numero delle pertinenzecuisiapplicala riduzione di aliquota prevista per l’abitazione principale». Ciò

L’INDICAZIONE

I comuni possono decidere per l’applicazione limitata dei benefici che sono riconosciuti all’abitazione principale trovaconforto –prosegue ilcollegio regionale – nell’articolo 52 dello stesso decreto 446/97 che al comma 1 dispone fra l’altro chegli enti locali possonodisciplinarecon regolamento leproprie entrate, anche tributarie e, per quanto non regolamentato, si applicano le disposizioni di legge vigenti. La definizione di

pertinenzacontenuta negliarticoli 817 e 818 del codice civile, quindi, può operare solo «per quanto non regolamentato», ma se il Comune ha regolamentato,comenella fattispecie,l’aliquotaagevolata(ovverodall’anno 2008 l’esenzione dal pagamento dell’imposta) si applica soltanto per un solo box (unità immobiliarecensitaallacategoria catastale C/6). La sentenza in commento, che si raccorda con la tesi ministeriale (fra le ultime, Rm 12/DF del 5 giugno 2008, paragrafo 3), ci dà la sensazione che i (concisi) passaggi motivazionalisiano stati esplicitati tenendo conto soprattutto della disciplina dell’Imu che, nel sostituire l’Ici a decorrere da quest’anno,ha disposto espressamente che le pertinenze dell’abitazione principale sono esclusivamente quelle classificate alle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle stesse (articolo 13, comma 2, ultimo

Aggiunto a Milano. Francesco Greco

Per tre anni periodo, del decreto Monti). Ladisciplina dell’Ici noncontempla alcuna esplicita nozione di pertinenza. Il ministero delle Finanze, con circolare 318/E del 14 dicembre 1995, precisò che tutte le pertinenze dell’abitazioneprincipaleandavano assoggettate all’aliquota ordinaria. In seguito l’articolo 59, comma 1, lettera d) del decreto446/97ha attribuitoai Comuni la potestà di «considerare parti integrantidell’abitazione principale le sue pertinenze, ancorché distintamente iscritte in catasto». Tale previsione è stata voluta dal legislatore al fine di semplificare la gestione del tributo ediintrodurreelementi dimaggioreequità fiscale.Leincertezze interpretative sul trattamento delle pertinenze sono sorte conlacircolare114/Edel25maggio 1999, con la quale il ministero delle Finanze ha riconosciuto il potere di prevedere una disciplina di dettaglio delle unità pertinenziali. Secondo l’interpretazione, la possibilità per i Comunidiintrodurrenormeintegrativeoanche eventualmente derogatorie rispetto alle previsioni del codice civile non si pone in contraddizione con le stesse, dato che l’articolo 818 del medesimo Codice civile lasciaspazioaunaspecificaderoga al criterio generale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Comunicato sindacale

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l Comitato di redazione e la Rappresentanza sindacale unitaria del Sole 24 Ore prendono atto con preoccupazione della rimozione del direttore dell’Area quotidiano e System Gianni Vallardi. A pochi giorni dall’avvio dell’accordo di solidarietà per i giornalisti, successivo a un primo piano di prepensionamenti che aveva già investito la redazione, e nel

mezzo di un imponente pensionamento anticipato per i poligrafici, ulteriori segnali di responsabilità dei lavoratori del gruppo, Cdr e Rsu considerano non condivisibile questa scelta. Non ne valutano il merito, pur esigendo ovviamente una sostituzione all’altezza, ma sottolineano che avviene a solo un anno e mezzo dall’insediamento. Il piano di rilancio del giornale, i cui risultati sono testimoniati

dall’aumento di copie e di lettori, non può che passare da una direzione forte e autorevole ma anche da un management competente e stabile. Quanto alla stabilità dei vertici aziendali, ricordiamo che negli ultimi quattro anni si sono avvicendati tre direttori del quotidiano, due amministratori delegati, due capi del personale, due direttori dell’Area quotidiano, tre direttori della concessionaria di

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pubblicità. La continua turbolenza ai vertici dell’azienda e le logiche che la governano non sono l’ultimo dei problemi da cui è afflitto il gruppo. Cdr e Rsu ribadiscono con forza la necessita di uno sviluppo sostenibile e rimarcano di essere pronti a prendere, anche congiuntamente, le inziative necessarie a salvaguardare i sacrifici di tutti i lavoratori. Il Cdr e la Rsu del Sole 24 Ore

Una tassa sull’ombra per i negozi di Cagliari

MILANO

Scattitriennali,maascoppioritardato,eabolizionedella possibilità di ricostruzione della carriera, ma solo per chi vieneassuntocon le procedure ridisegnate dalla riforma Gelmini. Il decreto (Dpr 232/2011) che riscrive le regole del trattamento economico dei professoriuniversitari,pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 232 di giovedì, applica alle buste paga accademiche i principi fissati dalla riforma dell’Universitàdel2010; l’ottica adottata, anche per evitare l’emergere di contenziosi da "lesione" dei diritti acquisiti, sembra però quella della "riduzionedeldanno", legataanchealfattochelenovitàentrano in vigore in un periodo di

PARTENZA MORBIDA

Gli scatti triennali partiranno solo fra qualche anno e lo stop al meccanismo di ricostruzione della carriera è limitato ai nuovi assunti congelamento generale degli stipendi pubblici fissato dalla manovra estiva del 2010. La novità fondamentale è rappresentata dall’addio all’automatismo degli scatti retributivi,che passanoda biennali a triennali e soprattutto saranno riservati a chi ottiene una valutazione positiva al termine del periodo di riferimento. Modalità e tecniche del giudizio sono rimandati ai regolamenti di ateneo, ma è la stessa legge a fissare i principi generali: al termine di ogni triennio il professore che ambisce allo scatto deve presentare una relazione sull’attivitàdidattica,diricercaegestionale svolta nel periodo. Chi nonottieneungiudiziopositivo, deve aspettare almeno un anno accademico per ripresentarelarichiesta, ei soldirisparmiati con il suo mancato scatto finiscono in un fondo destinato a premiare i professori "migliori".

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M.Pri. © RIPRODUZIONE RISERVATA

gianni.trovati@ilsole24ore.com

I punti chiave 01 | SCATTI Gli scatti stipendiali per i docenti universitari diventano triennali e subordinati alla valutazione positiva sulle attività di didattica, ricerca e gestione. La triennalizzazione, però, scatterà solo con il passaggio allo scatto successivo a quello in godimento, e al momento gli scatti sono congelati fino al 2013 compreso 02 | LA VALUTAZIONE Una volta a regime, lo scatto stipendiale potrà essere ottenuto solo dopo una valutazione positiva su tre aspetti: attività didattica, ricerca e attività gestionale (per chi ha incarichi). Chi non ottiene un giudizio positivo, deve attendere almeno un anno prima di avanzare una nuova richiesta, e i fondi che si risparmiano sono convogliati per la premialità dei professori «migliori». Le modalità della valutazione sono rimandate ai regolamenti di ateneo 03 | CARRIERA La legge Gelmini prevede l’abolizione della «ricostruzione della carriera», che permette di trasportare nel ruolo più alto una parte dell’anzianità maturata in quello inferiore, per salire di classe all’interno del ruolo. Ogni ruolo, infatti, è diviso in più classi, a cui corrispondono diversi stipendi. Con il nuovo meccanismo, l’ingresso in un ruolo più alto mantiene la vecchia retribuzione, se superiore, fino al completo assorbimento con gli scatti. L’abolizione della ricostruzione di carriera rallenta la progressione stipendiale, ma il decreto la dispone solo per i nuovi docenti post riforma

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Paroladigiudice

NOTIZIE

Dorme in auto? Sanzioneall’ubriaco

In breve

Patrizia Maciocchi

i avvicina il carnevale e, in un primo momento, i commercianti cagliaritani hanno pensato si trattasse di uno scherzo. Nei giorni scorsi, infatti, hanno ricevuto gli avvisi di pagamento per la tassa sull’ombra delle insegne. «Un balzello borbonico – commenta Roberto Bolognese, presidente della Confesercenti provinciale di Cagliari – deciso dal Comune non tenendo conto del difficile momento in cui ci troviamo. Poi mentre si parla di semplificazione qui si va nella direzione opposta». La tassa sull’ombra delle insegne, però, non è un’invenzione dell’amministrazione cagliaritana ma un tributo previsto a livello nazionale che i Comuni possono applicare o meno. La tassa si calcola in base alla porzione di suolo su cui sporge l’insegna e si aggiunge al tributo sull’insegna stessa. Gli avvisi di pagamento ricevuti dagli esercenti cagliaritani si riferiscono a tre annualità: 2010, 2011 e 2012. «L’importo medio delle cartelle che ho visto finora – prosegue Bolognese – oscilla tra gli 80 e i 100 euro. Sappiamo che i Comuni hanno problemi di liquidità ma ci chiediamo quale sia il servizio corrispondente alla tassa pagata».

Per capire l’effettivo valore dell’architettura meritocratica disegnata dalla riforma Gelmini occorrerà vedere il tasso di severità che i docenti applicheranno nella valutazione dei loro pari, e occorrerà pazienza. Il debutto reale degli scatti triennali, infatti, arriverà solo con la maturazione «del passaggio alla classe o scatto successivi a quello attualmente in godimento» (lo prevede l’articolo 2,comma2deldecretoattuativo). Dal momento che la manovra estiva del 2010 ha congelato tutto fino al 31 dicembre 2013 (al netto di eventuali interventi ulteriori ipotizzati nella prima manovra estiva del 2011), se ne parlerà tra parecchio tempo. La legge Gelmini, inoltre, è intervenuta ad abolire il meccanismo della «ricostruzione della carriera»: la gerarchia accademica è divisa in classi, e nei passaggi ad associato e ordinariolaricostruzionepermette di trasportare quote dell’anzianità maturata nei ruoli precedenti per non entrare nella prima classe. Lacancellazionedelmeccanismo rallenta molto la progressione dello stipendio, e peresempio impediscediraggiungere la classe più alta a chi diventa ordinario troppo dopoi50anni:ildecretoattuativo, però, elimina del tutto la ricostruzione per quanti saranno assunti secondo i meccanismiridisegnatidallariforma Gelmini, per i quali viene cancellato anche il periodo di straordinariato o di conferma. Per gli attuali docenti, invece, la ricostruzione della carriera è mantenuta in vita e continua a dispiegare i propri effetti sull’evoluzione degli stipendi. La differenza non è da poco: secondo le tabelle allegatealnuovo Dpr,peresempio, la retribuzione di un professore ordinario in classe 5 si attesta a 102.537 euro, mente salendo di altre 5 classi ai arriva a 122mila euro e nella classe 11 si sforano i 126mila euro lordi all’anno.

Chi dorme in macchina, fermo ma ubriaco, rischia la condanna per guida in stato di ebbrezza. Non ha voluto sentire ragioni la Corte di Cassazione che, con la sentenza 5404, ha annullato la decisione del Tribunale di Torino che aveva "chiuso un occhio" con chi, alticcio, li aveva chiusi tutti e due e si era accasciato sul volante della sua automobile in sosta nella pubblica via. I giudici di primo grado comprensivi, avevano preso per buone le giustificazioni dell’imputato che si era scusato cercando di far pesare il fatto, incontrovertibile, di aver fatto la siesta in una macchina ferma. Condizione che escludeva, a suo parere la condanna per il reato di guida in stato di ebbrezza. Contro la tolleranza dei giudici di merito il pubblico ministero si è appellato alla Cassazione, chiedendo e ottenendo dal Collegio di piazza Cavour l’annullamento della sentenza "buonista". I giudici spiegano, infatti, che la fermata deve essere considerata una fase della circolazione, è quindi del tutto irrilevante che il soggetto, risultato positivo all’alcoltest, sia, nel momento in cui viene effettuato il controllo, fermo o in movimento. «Ai fini del reato di guida in stato di ebbrezza – si legge nella sentenza – rientra nella nozione di guida la condotta di chi si trovi all’interno del veicolo quando sia accertato che egli abbia, in

precedenza, deliberatamente movimentato il mezzo in area pubblica o quantomeno destinata al pubblico". Per la Suprema Corte è evidente la superficialità con la quale il tribunale di prima istanza ha escluso, basandosi sulla "quiete" apparente, che un percorso l’automobilista l’avesse già fatto quando era alticcio o poteva farlo appena sveglio, magari prima di aver fatto rientrare il tasso alcolico nei limiti tollerati dall’articolo 186 del codice della strada. Questi gli interrogativi che lo stesso Tribunale di Torino dovrà invece porsi dopo il

LA MOTIVAZIONE

Se il soggetto risulta positivo all’alcotest la fermata deve essere considerata una fase della circolazione rinvio disposto dalla Cassazione, che invita i giudici a prendere una nuova decisione, tenendo presente, nella decisione, il principio di diritto affermato. E, soprattutto, dopo aver verificato quale era il luogo di residenza dell’imputato, da dove veniva, dove voleva andare e cosa gli aveva impedito di completare il tragitto programmato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Q APPROFONDIMENTO ON LINE Il testo della sentenza www.ilsole24ore.com/norme

PROFESSIONI

Riconoscimento delle associazioni Il riconoscimento nazionale di un’associazione di categoria vale anche a livello regionale. Il Tar della Toscana (sentenza 229/2012) ha stabilito che la Regione non poteva richiedere all’Associazione nazionale tributaristi Lapet il riconoscimento regionale in aggiunta a quello nazionale come condizione per far parte di una commissione istituita dalla stessa Regione.

CACCIA

Il Piemonte va al referendum Alla fine di una battaglia legale durata 25 anni, il Tar ha stabilito che la Regione Piemonte deve fissare una data per il referendum sulla caccia. Gli obiettivi del comitato promotore sono la riduzione del prelievo venatorio a quattro specie, il divieto di caccia di domenica e su terreno coperto da neve, la limitazione dei prelievi delle aziende faunistico-venatorie.

CONSULTORI

Porte aperte per le associazioni pro vita I rappresentanti delle associazioni pro vita potranno essere presenti nei consultori. Questa la conseguenza della decisione del Tar del Piemonte che ha respinto il ricorso presentato dalla Casa delle donne contro il provvedimento della giunta regionale guidata dal governatore Roberto Cota.


Il Sole 24 Ore Norme e tributi Lunedì 13 Febbraio 2012 - N. 43

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Edilizia e territorio Procedure edilizie. Le criticità con cui si confrontano gli sviluppatori dopo l’approvazione delle leggi regionali e della manovra salva-Italia

Per i costruttori

Riqualificazione in cerca di sprint

Le opere a scomputo diventano vantaggiose

Gli ostacoli burocratici a bonifiche e varianti frenano il recupero delle aree dismesse Guido A. Inzaghi

Tremodifichedileggea livellonazionale nell’ultimoanno e svariate norme regionali: bastano queste coordinate normative generali a testimoniare quanto siano importanti le operazioni di riqualificazione immobiliare in un momento di difficoltà delle costruzioni come quello attuale. Eppure, nonostante le ultime novità, la riqualificazione resta un intervento ambientale e urbanistico complesso, reso ancor più difficile da un intreccio di disposizioninonsempre coordinate tra di loro, da tempi incertiedacosti sicuramentesuperiori rispetto all’edificazione sulle aree verdi. Ricostruiamo la situazione. Il decreto sviluppo dell’anno scorso (Dl 70/2011, convertito conlegge 106/2011)nel semplificare le procedure relative all’attività edilizia e alla trasformazionedel territorio,mira anche a favorire il recupero delle aree dismesse attraverso il riconoscimento di incentivi e semplificazioni procedurali. L’articolo5deldecreto,aicommi9eseguenti,infatti,introduce disposizioni volte a incentivare la razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente attraverso il recupero di aree urbane degradate e edifici non residenziali dismessi. Si tratta dei cosiddetti brownfield. Lo scopo della norma è anche la conservazione delle aree verdi extraurbane mediante il recupero di quelle già edificate ma non più in uso.

I pro e i contro La bonifica e il ripristino ambientale del sito sono un onere aggiuntivo che scoraggia l’investitore, se non bilanciato da incentivi mirati e rilevanti semplificazioni procedurali. Al tempo stesso, i

brownfieldsonoun’importante risorsa. Le aree dismesse, spesso di rilevanti dimensioni e ubicate in posizione strategica, sono ideali per accogliere progetti innovativi di trasformazione urbana. Non sono mancati in passato tentativi legislativi (ad esempio l’articolo 252-bis del Dlgs 152/2006) volti a favorire il recupero delle ex aree industriali, ma essi si sono rivelati poco efficaci in quanto rigidi rispetto alla conferma della destinazione produttiva delle aree e non incentivati rispetto alla possibilità di recuperare i costi di bonifica, magari quali opere a scomputo (si veda l’articolo in pagina dedicato specificamente a questo tema). Il decreto sviluppo ha

c LAPAROLA CHIAVE Riqualificazione 7 Intervento complesso volto alla trasformazione edilizia e urbanistica, nonché al conseguente riutilizzo di insediamenti o aree dismesse, sottoutilizzate o degradate. La riqualificazione urbanistica è spesso legata alla bonifica e al ripristino ambientale del sito che rappresentano un onere aggiuntivo per l’operatore. I siti dismessi costituiscono al tempo stesso un’opportunità, in quanto le relative dimensioni e l’ubicazione spesso strategica li rendono ideali per accogliere moderni progetti di sviluppo urbano.

compiuto un passo in più, in quanto ha chiesto alle Regioni di emanare leggi di specifico incentivo al recupero delle aree industriali dismesse, attraverso il riconoscimento di premi volumetrici, il possibile trasferimento delle volumetrie dismesse, il cambio delle destinazioni d’uso preesistenti, le modifiche della sagoma necessarie per l’armonizzazione architettonica con gli organismi edilizi esistenti.

Nell’esecuzione degli interventi di riqualificazione si agisce sull’esistente. È dunque facile che l’attività edilizia vadaaromperel’equilibriodel vicinato o la sensibilità delle associazioni di difesa dei valori ambientaliedelle testimonianze storiche. Se a questo si unisce che gli interventi sul patrimonio edilizio esistente sono attivati attraverso i cosiddetti titoli edilizi minori (Dia e Scia),chenonprevedonoilrilascio di un formale provvedimento da parte del Comune, è chiaro che la procedura di impugnazione dei titoli silenti è un tema molto importante rispettoal concreto sviluppo dei progetti di recupero urbano. Secondo l’articolo 19, comma 6-ter della legge 241/1990 (aggiunto dal Dl 138/2011, convertitoconlegge148/2011),«lasegnalazione certificata di inizio atti-

vità,ladenunciaeladichiarazione di inizio attività non costituiscono provvedimenti taciti direttamente impugnabili». Tutto ciò che possono fare gli interessati è «sollecitare l’esercizio delle verifiche spettanti all’amministrazione»e,incasodiinerzia, attivare l’azione prevista dall’articolo 31, commi 1, 2 e 3 del Dlgs 104/2010. Diconseguenza,i vicini possono agire contro l’attività ediliziaposta in essere in forza dei titoli minori esclusivamente impugnando al Tar il silenzio che il Comune mantenga sulla

ARMA SPUNTATA

L’unica contromisura a disposizione del vicino è la possibilità di sollecitare la vigilanza dell’amministrazione

TEMA

CRITICITÀ

L’assiststataleè stato raccolto da diverse leggi regionali contenenti ipotesi di riqualificazione. Ipotesi non coincidenti traloro,macomunqueindirizzate ad agevolare la riqualificazioneurbana. Hanno legiferato la Puglia (legge 21/2011), il Lazio (legge 10/2011), la Toscana (legge 40/2011), la Basilicata (legge 17/2011), la Valle d’Aosta (legge 18/2011), la Liguria (legge 33/2011), il Veneto (legge 13/2011), l’Umbria (legge 8/2011), il Molise (legge 21/2011) e la Sardegna (legge 21/2011). Nelle regioni che non hanno ancora provveduto (tra cui Lombardia, Piemonte, Campaniae Abruzzo), essendo ormai decorso il termine loro assegnato dalla legge di conversione del decreto sviluppo, sono divenute direttamente applicabili le disposizioni premiali previste dal Dl 70/2011, per cui,oltre alla possibilità di mutare gli usi e le sagome degli edifici anche in deroga alla strumentazione locale,lavolumetria aggiuntiva da riconoscere agli interventi di riqualificazione è pari al 20% per la residenza e al 10% della superficie coperta per gli edifici a uso diverso.

Costielevati

Scomputodaglioneri diurbanizzazione(èsufficiente unanormaregionale)

Procedure di bonifica

Tempidiapprovazionedel pianodicaratterizzazione, progettodellabonificae rilasciodelcertificatofinale

Migliordefinizionedelriparto dicompetenzetraenti coinvolti;silenzioassenso (serveleggestatale)

Procedure edilizie, di variante urbanistica e definizione interventi edilizi

Contrastotranormativa nazionaleeregionale

Definizionedeiprincipi fondamentalidelgoverno delterritoriocuileRegioni devonouniformarsi (servenormastatale)

Mantenimento delle volumetrie esistenti

Soventesuperiori all’indiceassegnatodalPrg

Ampliamentodelladefinizione diristrutturazioneediliziaalla demolizioneericostruzione infedele(servenormastatale)

Realizzazione opere a scomputo

Procedurediassegnazione defatiganti

Liberaindividuazione dell’appaltatoreancheper leoperediurbanizzazione secondariasottosogliaUe (servenormastatale)

Giustizia amministrativa

Lunghezzadel procedimentoegestione delrischiodiannullamento

Definizionegiudizioinvia accelerata(servenormastatale)

L’ALTRA SEMPLIFICAZIONE

Gli strumenti conformi al Prg possono essere approvati direttamente dalla giunta comunale

Riconoscimento divolumetriepremialio destinazionid’usoconvalori sufficientiabilanciareilcosto

SalvaguardianeiPrg dellavolumetriaesistente ancheperinterventi concambiod’uso

Effettivasubordinazione dellasospensivaaidonea garanziaacopertura dannidaazioneinfondata(è sufficienteordinanzadelTar)

Autostrade Centro Padane S.p.A.

domanda volta a impedire lo svolgimento dell’attività stessa. In merito, il Dlgs 195/2011, entrato in vigore il 9 dicembre 2011, ha introdotto alcune modifiche al Codice del processo amministrativo. L’articolo 31, comma 1, del Codice, nella nuova formulazione precisa infatti che l’accertamento dell’obbligo dell’amministrazione di provvedere può essere chiesto, non solo, come nella precedente formulazione, «decorsi i termini per la conclusione del procedimento amministrativo», ma anche «negli altri casi previsti dalla legge». Come disposto nella nuova formulazione dell’articolo 133 delCodice,sonoinoltredevolute alle giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie inerenti ai provvedimenti espressi eventualmente adottati dall’amministrazione in sede di verifica di segnalazione certificata, denunciaedichiarazionediinizio attività, di cui all’articolo 19, comma 6-ter, della 241/1990.

Località San Felice - 26100 CREMONA AVVISO DI GARA - PROCEDURA APERTA Questa Società rende noto che è stato inviato all'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità Europee in data 31/1/2012, il bando di gara relativo all'appalto pubblico per la fornitura di energia elettrica per le utenze dell'Autostrada Piacenza, Cremona e Brescia e diramazione per Fiorenzuola D'Arda (A21) e tratte di Competenza A21 (Codice CUP: D26G05000060003) (Codice CIG: 3863957E2C). L'aggiudicazione dell'appalto avverrà mediante procedura aperta, ai sensi dell'art. 55 del d.lgs. 163/2006, con il criterio del prezzo più basso. Importo complessivo presunto € 1.500.000,00 più IVA; contratto a misura. Termine per l'ultimazione dell'appalto: 28/02/2014; luogo di esecuzione dell'appalto: Piacenza/Cremona/Brescia Codice CPV 09310000. Il bando di gara è in pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 18 del 13/02/2012, nell'albo della stazione appaltante, e sui siti internet www.serviziocontrattipubblici. it; http://osservatorio.oopp.regione.lombardia.it e www.centropadane.it. Informazioni: Ufficio Contratti e Appalti, Località San Felice 26100 Cremona tel. 0372-4731 e-mail: legale@centropadane.it. Fax 0372-473234. Termine per la presentazione delle offerte: con le modalità indicate nel bando, entro e non oltre le ore 12,00 del giorno 23/03/2012. Seduta pubblica si terrà il giorno 27/03/2012 alle ore 09,30. Eventuali variazioni della data della seduta pubblica nonché eventuali chiarimenti/precisazioni riguardanti la presente procedura di gara saranno comunicati sul sito www.centropadane.it. IL PRESIDENTE rag. Augusto Galli

AZIENDA UNITÀ SANITARIA LOCALE N. 6 Livorno ESTRATTO DI BANDO DI GARA L'Azienda U.S.L. N. 6 intende procedere all'alienazione dei seguenti due lotti: Lotto 1 - Immobile sito in Via Savonarola a Cecina. Base d'asta Euro 3.900.000. Lotto 2 - immobile sito in Via Rossi a Livorno. Base d'asta Euro 2.000.000. Sono ammesse solo offerte al rialzo. Le offerte, complete di tutta la documentazione richiesta, dovranno pervenire entro e non oltre le ore 13.00 del giorno 8 marzo 2012. Per la partecipazione è opportuno prendere visione del bando integrale di gara. Il bando integrale è pubblicato su INTERNET: www.usl6.toscana.it. Livorno, 13 febbraio 2012 IL RESPONSABILE del Procedimento Dott.ssa Silvia Bruno

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI PROVVEDITORATO INTERREGIONALE PER LE OPERE PUBBLICHE LAZIO, ABRUZZO E SARDEGNA Via Monzambano n. 10 - 00185 Roma - Tel. Fax 06.4453857 - CASELLA POSTALE 2470 BANDO DI PROCEDURA APERTA Prot. n. 1398 del 23 Gennaio 2012 CIG: 3826046908 - CUP: D88G10000510001 1. Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per il Lazio, l’Abruzzo e la Sardegna - con sede in Roma, Via Monzambano n. 10, Cap. 00185. 2. Procedura aperta ex art. 55 del D.Lgs. 163/06 ss.mm.ii. (di seguito denominato Codice). 3. Ministero dell’Interno - lavori di riqualificazione e messa a norma del circolo funzionari della Polizia di Stato sito in Lungotevere Flaminio n. 79/81 - Roma. Importo a base d’appalto: € 2.364.496,67 di cui: per lavori, € 2.293.561,77; per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso d’asta € 70.934,90; OG1/IV prevalente OG11/II a qualificazione obbligatoria. 5. Documentazione: il disciplinare di gara, scaricabile dai siti internet www.serviziocontrattipubblici.it e http://www.mit.gov.it/mit/site.php, può essere ritirato, tutti i giorni escluso il sabato, dalle ore 9,30 alle ore 12,30, all’indirizzo di cui al punto 1, presso il quale sono in visione anche gli elaborati progettuali. 6. Termine perentorio di ricezione delle offerte: ore 11,00 del giorno 28 Febbraio 2012. Responsabile del Procedimento: Ing. Chiara Barile e-mail: chiara.barile@mit.gov.it. Responsabile del Procedimento di gara: Dott. Alessandro Boerio e-mail: alessandro.boerio@mit.gov.it. Roma, 13 febbraio 2012 IL PROVVEDITORE Dott. Ing. Donato Carlea

ATAC S.p.A. Azienda per la mobilità Sede legale: Via Prenestina, 45 00176 Roma

ESTRATTO DELL'AVVISO RELATIVO AL SISTEMA DI QUALIFICAZIONE N˚ 7/2012 Si comunica che sulla gazzetta ufficiale della repubblica italiana v serie speciale "contratti pubblici" n˚ 18 del 13/02/2012 è pubblicato l'avviso relativo al sistema di qualificazione n˚ 7/2012 per la individuazione di ditte da invitare a esperimenti di gara, da espletare con il sistema dell'eprocurement, per la fornitura, stoccaggio e consegna di chip on paper/on plastic codificati per il sistema di bigliettazione elettronico di roma, per la durata di tre anni. Il suddetto avviso è stato inviato alla gazzetta ufficiale dell'unione europea in data: 06/02/2012 e sarà inoltre disponibile, unitamente al disciplinare di qualificazione e relativi allegati, sul sito internet al seguente indirizzo: www.atac.roma.it area "gare e albo fornitori". Per la partecipazione alla prima gara, le domande di qualificazione dovranno pervenire entro le ore 12:00 del giorno 13/03/2012. Il Direttore Acquisti, Contratti e Servizi Generali Franco Middei

G.I. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gli iter. Il pericolo di una lettura «a contrario»

della loro adozione, che pare comunque doversi ricondurre anch’essaallacompetenzadella giunta. In tal senso, si è formalmente espressa la Regione Lombardia, chiarendo che spetta alla «giunta comunale l’adozione dei piani attuativi conformi al Prg o al Pgt, come pure l’approvazione definitiva deglistessi,quand’anchefosserostatiprecedentementeadot-

SOLUZIONE ALTERNATIVA

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Autorità Portuale di Venezia

Il tempo è denaro anche nell’edilizia. Il nuovo piano casa ha così inciso anche sul procedimento per la formazione degli strumenti urbanistici e il rilascio dei titoli edilizi. Sempre per le Regioni che non hanno ancora legiferato in materia (si veda l’articolo di apertura in questa pagina) e nell’ottica di accelerare le procedure, le regole nazionali prevedono l’approvazione da parte della giunta comunale dei piani attuativi – comunque denominati – che siano conformi allo strumento urbanistico generale. La misura non è valida nelle Regioni a statuto speciale. La norma, in realtà, disciplina solo l’approvazione dei piani attuativi, senza nulla dire

SOLUZIONE

Bonifica dei suoli

AVVISO IN ESTRATTO DI GARA ESPERITA

Piani attuativi, il rischio della Vas

Simone Pisani

Le scelte locali

I permessi. I titoli abilitativi per i lavori

Contenzioso ridotto sulla Scia

I punti aperti

tati dal consiglio comunale». Ancorarispettoallapianificazione urbanistica di dettaglio, il Dl 70/2011 prevede – con norma direttamenteoperativa–chenel caso di Prg già sottoposti a valutazione ambientale strategica (Vas)perl’approvazionedeipiani attuativi conformi non sia necessario rinnovare la Vas. La disposizione, che nasce dellacondivisibilevolontàdiabbreviare il procedimento amministrativo, non tiene tuttavia conto del fatto che sono ancora pochissimiiPrg sottoposti aVas e che la prassi e talune leggi regionali prevedono che per i piani attuativi conformi non sia comunquenecessarialaVas.Lamisura, se interpretata a contrario (se il decreto esclude la Vas per i piani conformi ai Prg sottoposti a Vas vuole dire che la richiede peri Prg nonsottoposti aVas), si risolverebbe allora in un appesantimento procedurale. G.I. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Si comunica che si è conclusa la procedura di gara per l'aggiudicazione dell'appalto relativo lavori di completamento dello scavo dei canali portuali di grande navigazione sino alla quota prevista dal Piano Regolatore Portuale e conferimento dei sedimenti dragati - 3˚ stralcio -. È risultato aggiudicatario il raggruppamento temporaneo composto dalle imprese Lmd S.p.A. (in qualità di capogruppo mandataria) e le mandanti Zeta S.r.l. - Clodiense Opere Marittime S.r.l. - Somit S.r.l. - La Dragaggi S.r.l. - Tiozzo Gianfranco S.r.l. - Nautilus S.r.l. - Boscolo Sergio Menela e Figli & C. S.r.l, il quale ha offerto un ribasso pari al 11,27% rispetto all'importo posto a base di gara, ai sensi dell'art. 82, comma 2, lettera a), del D.lgs. n. 163/2006. L'avviso integrale è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, n. 12 del 30/01/2012, all'Albo Ufficiale e sul profilo di committente dell'Autorità Portuale di Venezia (www.port.venice.it). Venezia, 13 febbraio 2012 IL PRESIDENTE Prof. Paolo Costa questo avviso è sul sito: http://websystem.ilsole24ore.com/legale/default.htm

Resoconto di gestione del quarto trimestre 2011 Si rende noto che il Resoconto di gestione del quarto trimestre 2011, approvato dal Consiglio di Amministrazione, è stato depositato presso la sede sociale e presso Borsa Italiana SpA. Il documento è inoltre disponibile sul sito internet www.indesitcompany.com. Sede leg. V.le A. Merloni 47 - 60044 Fabriano (AN) Cap. soc. Euro 102.759.269,40 i.v. - Reg. Imp. Trib. Ancona, Cod. fisc. e P. Iva n. 00693740425

AZIENDA OSPEDALIERA "OSPEDALE CIVILE" DI LEGNANO (MI) PROCEDURA APERTA PER L'ASSEGNAZIONE MEDIANTE PIATTAFORMA SINTEL DEL SERVIZIO DI MANUTENZIONE E GESTIONE DELLE APPARECCHIATURE MEDICO-SCIENTIFICHE DELL'AZIENDA OSPEDALIERA "OSPEDALE CIVILE DI LEGNANO" Importo complessivo presunto per 48 mesi € 12.140.000,00.= + IVA, oneri di sicurezza €. 72.840,00 + IVA. Bando di gara inviato a GUUE il 03/02/2012. I documenti di gara sono scaricabili dal sito www.ao-legnano.it, alla voce Pubblicazioni - Bandi, oltre che sulla piattaforma Sintel. Per ulteriori informazioni tel. 0331/449255 - 256 - fax 0331/449566. IL RESPONDABILE DEL PROCEDIMENTO dott. Angelo Cammarata

estratto procedura aperta n. 4424/2012 in nome e per conto di Iren Energia SpA

MANUTENZIONE E PRONTO INTERVENTO DEL MACCHINARIO IDRAULICO, DEGLI APPARATI E DEGLI ORGANI MECCANICI RELATIVI AGLI IMPIANTI IDROELETTRICI Importo presunto a base di gara € 600.000,00 di cui € 12.000,00 oneri per la sicurezza. CIG. N. 382681861C. Per visionare il bando: sito Internet: www.gruppoiren.it - sezione appalti. Scadenza presentazione offerte: ore 12.00 del 12/03/2012. IL DIRETTORE ACQUISTI E APPALTI dott. ing. Silvia Basso

estratto procedura aperta n. 4463 in nome e per conto di Iren Energia SpA NUOVO PASSAGGIO ARTIFICIALE PER L'ITTIOFAUNA SULLA TRAVERSA DI DERIVAZIONE DELL'IMPIANTO IDROELETTRICO DI LA LOGGIA - MONCALIERI CON ANNESSO MINIHYDRO PER L'USO PLURIMO DELLA RISORSA DEL FIUME PO IN LOCALITÀ BELVEDERE NEL COMUNE DI LA LOGGIA - REALIZZAZIONE OPERE EDILI E DI INGEGNERIA CIVILE CIG 3869308DF5. Importo a base di gara € 2.042.188,57 (di cui euro 76.919,50 oneri per la sicurezza). Per visionare il bando: sito Internet: www.irenenergia.it - sezione appalti. Scadenza presentazione offerte: ore 12.00 del 16/03/2012 IL DIRETTORE ACQUISTI E APPALTI dott. ing. Silvia Basso

Agliinterventiditrasformazioneurbana siaccompagna la necessità di integrare le reti, i servizi e le altre opere – cosiddette di urbanizzazione – che rendono vivibili lecittà. Laleggeprevede l’alternatività tra il pagamento del relativo contributo (sarà poi il Comune a costruire le infrastrutture necessarie al quartiere) e la realizzazione delle opere di urbanizzazione a scomputo da parte del privatointeressatoall’operazione immobiliare. Trattandosi di opere pubbliche o di pubblico interesse, il sistema nazionale e sovranazionale prevede però che le stesse siano appaltate secondo le procedure a evidenza pubblica e nel rispetto del Codice dei contratti pubblici, con aggravio di tempi e costi in capo al committente privato. Sul punto – spesso decisivo nellarealizzazionedegliinterventidiriqualificazioneurbana – è intervenuto da ultimo il decreto salva-Italia (Dl 201/2011, convertito dalla legge 214/2011). Secondo le nuovenorme,leoperediurbanizzazione primaria a scomputo degli oneri possono ora essere realizzate direttamente dal soggetto attuatore se l’importodeilavorièinferioreallasoglia comunitaria. È stato così inserito all’articolo 16 del Dpr 380/2001 (Testo unico edilizia) un nuovo comma, in base al quale «nell’ambito degli strumenti attuativiedegliattiequivalenticomunquedenominati,nonché degli interventi in diretta attuazione dello strumento urbanistico generale, l’esecuzionedirettadelleoperediurbanizzazione primaria di cui al comma 7, di importo inferiore alla soglia di cui all’articolo 28, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 12 aprile2006,n.163,funzionaliall’interventoditrasformazioneurbanistica del territorio, è a carico del titolare del permesso di costruire e non trova applicazione il decreto legislativo 12 aprile 2006,n. 163». Il percorso della normativa in questione trae origine dalla sentenza 12 luglio 2001, C-399/98, mediante la quale la Corte di giustizia ha affermato il principio in base al quale la direttiva 93/37/Cee impedisce l’esistenza di una normativa nazionale che – al di fuori delle procedure previste dalla stessa direttiva – consenta al titolare di una concessione edilizia o di un piano di lottizzazione di realizzare direttamente un’opera di urbanizzazione a scomputo del contributo, nel caso in cui il valore dell’opera eguagliosuperilasogliafissata dalla direttiva. La Corte di giustizia si è poi espressasul tema con sentenza 21 febbraio 2008, C-412/04, mediante la quale ha, tra l’altro, chiarito che il legislatore comunitario ha scelto di lasciare gli appalti sotto soglia aldifuoridelregimedipubblicità,nonimponendoalcunobbligo relativamente a essi. A fronte di tali pronunce, conilDlgs152/2008(terzocorrettivo) il legislatore italiano si era autonomamente determinato a estendere l’obbligo della procedura di evidenza pubblica, seppur semplificata, anche all’affidamento delleoperediurbanizzazionesottosoglia.Laprevisioneriducevaperòl’interessedelcostruttoreadavvalersidellapossibilitàdirealizzareopereascomputo, che era infatti legata alla possibilità di gestire i tempi dell’esecuzione delle opere. Con il salva-Italia, il legislatore ha accolto tali contestazioni, riuscendo a raggiungere quell’obiettivo che era sfumato in sede di conversioneinleggedeldecreto sviluppo (Dl 70/2011) quando una norma simile (non identica) era stata soppressa. La conseguenza è che le opere a scomputo tornano a essereun’opzione praticabile–einalcunicasivantaggiosa–perchieffettuainterventi di riqualificazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Lunedì 13 Febbraio 2012

PRIMO PIANO

Le misure previste nel piano nazionale di ammodernamento del patrimonio immobiliare

Scuola, recupero in diverse mosse Tra gli interventi: project finance e accordi pubblico-privati DI

Pagina a cura ANDREA MASCOLINI

U

n piano nazionale per ammodernare e razionalizzare il patrimonio immobiliare scolastico per ridurre le spese correnti; per gli interventi urgenti di messa in sicurezza delle scuole entro sessanta giorni partirà invece un piano da 656 milioni, utilizzando le risorse sbloccate dal Cipe il 20 gennaio scorso. Previsto anche il ricorso alla permuta per realizzare nuove scuole. È quanto stabilisce il decretolegge sulle semplificazioni che si pone l’obiettivo di avviare la procedura per l’adozione di un Piano nazionale che dovrebbe rappresentare il momento di sintesi di una vera e seria programmazione tesa all’ammodernamento, al recupero e alla razionalizzazione degli immobili esistenti, su tutto il territorio nazionale, spesso afflitti da problemi di sicurezza. Lo scopo finale sarà perseguito attraverso anche la costruzione e il completamento di nuovi edifici scolastici che, con il coinvolgimento dei privati, dovranno rispondere a criteri di razionalizzazione e contenimento delle spese correnti di funzionamento e rispettare criteri di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni inquinanti. Sarà il Cipe, su impulso dei

In sintesi 



Piano nazionale di edilizia scolastica su proposta del Cipe da approvare entro 90 giorni per ammodernamento e razionalizzazione del patrimonio immobiliare, previa ricognizione del patrimonio immobiliare esistente Piano urgente per 656 milioni per la

ministeri delle infrastrutture, dell’istruzione e dell’economia a predisporre una proposta che dovrà essere approvata dalla Conferenza unificata entro 30 giorni e, nei successivi 60 giorni, sarà sempre il Cipe a trasformare, approvandola, la proposta in vero e proprio Piano di edilizia scolastica. Un primo strumento per capire quali parti del patrimonio immobiliare potranno essere destinate all’attuazione del piano sarà costituito dalla ricognizione del patrimonio immobiliare pubblico esistente costituito da aree ed edifici non più utilizzati che possano essere destinati alla realizzazione degli inter-

messa in sicurezza delle scuole 

Permuta con soggetti pubblici e privati di edifici scolastici da dismettere o da valorizzare, con nuovi edifici già esistenti o da realizzare e da destinare a scuole



Nona normativa tecnica

venti. Questa operazione dovrà essere svolta tramite accordi fra l’Agenzia del demanio, il ministero dell’università e quello delle infrastrutture. Un secondo strumento sarà quello dell’attivazione degli interventi attraverso la costituzione di uno o più fondi immobiliari destinati alla valorizzazione e razionalizzazione del patrimonio immobiliare scolastico, ovvero alla promozione di strumenti finanziari immobiliari innovativi, articolati anche in un sistema integrato nazionale e locale, per l’acquisizione e la realizzazione di immobili per l’edilizia scolastica. Un terzo strumento sarà quel-

lo della la messa a disposizione di beni immobili di proprietà pubblica a uso scolastico suscettibili di valorizzazione e dismissione in favore di soggetti pubblici o privati, mediante permuta di immobili pubblici scolastici con immobili già esistenti o da edificare e da destinare a nuove scuole. In altre parole l’Amministrazione offrirà a soggetti pubblici o privati scuole in cambio di edifici da adibire a scuole già esistenti o da realizzare: uno scambio che avrà a oggetto, si deve dedurre, vecchie scuole da scambiare con edifici più moderni o da realizzare ex novo che verranno destinati a scuole. Sarà probabilmente questo uno dei primi terreni sui quali si potrà misurare l’impatto e l’utilità del nuovo contratto di disponibilità che lo stesso decreto-legge semplificazioni prevede come innovativa forma di PPP. Gli interventi che vedranno impegnati enti pubblici e privati saranno attuati anche tramite accordi di programma. Infine il piano potrà individuare anche modalità di compartecipazione degli enti locali. Il decreto prevede anche che vi sia un monitoraggio serrato dell’attuazione del piano, sottoposto a verifica periodica delle fasi di realizzazione, in base al cronoprogramma approvato e alle esigenze finanziarie, con possibilità di riallocazione delle

risorse. In attesa di definire il contenuto del piano, il Cipe potrà immediatamente mettere a regime i 556 milioni di risorse sbloccate dalla delibera del 20 gennaio 2012 per l’esecuzione di interventi prioritari e immediatamente realizzabili di edilizia scolastica coerenti con gli obiettivi del Piano nazionale (anche risparmio energetico, eliminazione di locazioni); ai 556 milioni del Cipe, il decreto aggiunge altri 100 milioni. Si prevede anche che il vincolo di destinazione a uso scolastico sia acquisito automaticamente per i nuovi edifici con il collaudo dell’opera e cessa per gli edifici scolastici oggetto di permuta con l’effettivo trasferimento delle attività scolastiche presso la nuova sede. Il decreto stabilisce infine l’obbligo di definire una nuova normativa tecnica sugli indici minimi e massimi di funzionalità urbanistica, edilizia e didattica indispensabili a garantire indirizzi progettuali di riferimento adeguati e omogenei sul territorio nazionale e impone agli enti proprietari di edifici adibiti a istituzioni scolastiche, alle università e agli enti di ricerca di adottare entro due anni misure di contenimento dei consumi di energia, anche utilizzando i contratti di servizio di energia. © Riproduzione riservata

ATTESTAZIONI DEI TECNICI ABILITATI SOLO SE PREVISTE DA LEGGI

Meno lungaggini per la Scia

S

emplificazione per la segnalazione certificata d’inizio attività (Scia), che dovrà essere corredata da attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati soltanto se lo prevede espressamente la legge. È quanto stabilisce il decreto sulle semplificazioni, (dl 9 febbraio 2012 n. 5, in G.U. n. 33, supplemento ordinario n. 27). La norma del decreto-legge interviene quindi sulla Scia, che è la dichiarazione che permette di avviare, modificare o trasformare un’attività (edilizia, artigianale, commerciale, industriale, turistica ecc.), superando le lungaggini burocratiche legate all’emissione di nulla-osta, autorizzazioni e altri provvedimenti amministrativi da parte degli enti pubblici competenti. La semplificazione delle fasi autorizzative fu avviata con la legge sul procedimento amministrativo del 1990 e implementata da successivi provvedimenti normativi che portarono alla disciplina della cosiddetta Dia e, più di recente, dal decreto legge 78/2010 (c.d. decreto «sviluppo») con delle norme che stabiliscono che ogni tipologia di autorizzazione, licenza, concessione, permesso o nulla osta sia sostituita da una segnalazione dell’interessato: l’attività può essere iniziata immediatamente dopo aver ottenuto la ricevuta

di presentazione. In sostanza, con il decreto legge 78 si è data la possibilità di dare avvio ai lavori direttamente dal momento della presentazione della domanda, senza aspettare il decorso del termine di trenta giorni previsto dalla Dia. In particolare, nel testo attualmente vigente della legge 241/90, modificato dalla legge n. 122/2010 e dalla legge n. 106/2011, si prevede che «ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nullaosta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l’esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda esclusivamente dall’accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il

rilascio degli atti stessi, è sostituito da una segnalazione dell’interessato, con la sola esclusione dei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali e degli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all’immigrazione, all’asilo, alla cittadinanza, all’amministrazione della giustizia, all’amministrazione delle finanze, ivi compresi gli atti concernenti le reti di acquisizione del gettito,

anche derivante dal gioco, nonché di quelli previsti dalla normativa per le costruzioni in zone sismiche e di quelli imposti dalla normativa comunitaria». La norma prevede la possibilità per gli enti pubblici competenti di effettuare controlli ex post in un termine stabilito inizialmente in 60 giorni dalla presentazione della Scia e poi ridotto a trenta. Infine con la manovra di ferragosto è stato prevista la non impugnabilità della Scia da parte di eventuali soggetti terzi che possano lamentare una lesione dei propri interessi. Questi ultimi possono soltanto chiedere agli enti competenti di effettuare le verifiche ex post. Una volta chiarito, in via interpretativa, che la Scia si applica anche all’attività edilizia, adesso il decreto legge aggiunge un importante precisazione per la quale la Scia deve essere corredata dalle attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati «ove espressamente previsto dalla normativa vigente».


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PRIME PAGINE - Rassegna Stampa 13/02/2012

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Il Sole 24 Ore - Lunedi 13/02/2012

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193

PRIME PAGINE - Rassegna Stampa 13/02/2012

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La Repubblica - Ed. nazionale 13/02/2012

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PRIME PAGINE - Rassegna Stampa 13/02/2012

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La Stampa - Ed. nazionale 13/02/2012

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Il Messaggero - Ed. nazionale 13/02/2012

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Il Giornale - Ed. nazionale 13/02/2012

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PRIME PAGINE - Rassegna Stampa 13/02/2012

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La Gazzetta dello Sport - Ed. nazionale 13/02/2012

(diffusione:368484, tiratura:513197)


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ItaliaOggi Sette 13/02/2012

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